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Seguimi Poi Gesù, partito di là, vide un uomo chiamato Matteo che sedeva nel banco delle imposte e gli disse: «Seguimi». Ed egli, alzatosi, lo seguì. (Matteo 9:9) PERIODICO DELLA CHIESA CRISTIANA DELLA GRAZIA

Editoriale di Saro Barracato

Una doppia imputazione

ANNO XI, N° 1 - 2011

Dopo il dolore… pag. 3

…la pace

La nostra redenzione è fondata su una duplice imputazione per la quale, mediante l’espiazione, i nostri peccati sono stati trasferiti su Cristo e la sua giustizia è trasferita su di noi. Nell’espiazione compiuta al Calvario IL PADRE HA POSTO SU

G ESÙ

di cui i cristiani possono godere pag. 5

… fino a settanta volte sette pag. 6

I NOSTRI PECCATI

Gesù è l’Agnello senza macchia che fu ricoperto dei nostri peccati mediante l’imputazione. Infatti, sulla croce Cristo fu, come dice Lutero, simul justus et peccator (giusto e peccatore allo stesso tempo), ma in senso opposto a come lo siamo noi nella giustificazione: segue a pagina 3

RUBRICHE ATTRAVERSO GLI OCCHI DEI GIOVANI LA PAROLA DI DIO LA SACRA SCRITTURA DOMANDE E RISPOSTE

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Seguimi

EDITORE Verein Weltweite Kirche Gottes Postfach 8215 - 8036 Zürich (Svizzera)

DIRETTORE Saro Barracato

Anno XI, N° 1

LUGLIO 2011

Sommario

REDATTORE CAPO Lillo Incardona

REDAZIONE Antonella Barracato Maria Ferreri Noemi Incardona Giusi Lo Buglio Emilia Lucania Antonella Seminerio

Dopo il dolore… di Phil Lewis

pag. 3

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Non temere! Dalla Genesi all’Apocalisse di Francesco Bernardi pag. 5

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Il Perdono

COLLABORATORI

di Jill Newmann

pag. 6

Massimo Mare

TRADUTTORI

Rubriche

Vera Derrigo, Vladimiro Meandri, Andrea Papi, Alice Porcu, Vincenzo Scannapieco

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Personalmente dal direttore

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Attraverso gli occhi dei giovani a cura di Maria Ferreri e Noemi Incardona

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La Parola di Dio a cura di Giusi Lo Buglio e Antonella Seminerio

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La Sacra Scrittura

REDAZIONE TECNICA Francesco Incardona Lillo Incardona

PROGETTO GRAFICO E IMPAGINAZIONE Francesco Incardona Lillo Incardona

STAMPATO IN SVIZZERA

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Domande e risposte

a cura di Saro Barracato

a cura di Emilia Lucania a cura di Antonella Barracato

Seguimi contiene anche articoli tratti dalle nostre pubblicazioni internazionali e viene diffuso in Italia dalla Chiesa Cristiana della Grazia

Chiesa Cristiana della Grazia Casella Postale 67 24030 Brembate di Sopra (BG)

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Dopo il dolore…

segue da pag. 1

sulla croce Cristo era giusto in se stesso e peccatore per imputazione; noi siamo peccatori per natura e giusti per imputazione. Poiché i nostri peccati sono stati puniti in Cristo, siamo divenuti innocenti al cospetto di Dio Ma l’essere in uno stato di innocenza non equivale a possedere dei meriti o una giustizia che soddisfi l’Eterno Padre. La salvezza richiede molto più che l’innocenza: PER ESSERE SALVATI È NECESSARIA UN ’ OBBEDIENZA ALLA LEGGE DI LA GIUSTIZIA DI

“ ATTIVA ”

D IO , CIOÈ

G ESÙ C RISTO

La “fede” senza un genuino consenso non è altro che credulità o superstizione. Per questo motivo non è sufficiente una singola imputazione, ma ne è richiesta una che sia duplice: nella giustificazione, non solo i nostri peccati sono imputati dal Padre a Gesù, ma la giustizia di Gesù è imputata a noi. PER MEZZO DELL'IMPUTAZIONE NOI POSSEDIAMO LA GIUSTIZIA DI CRISTO

“Ecco, mi uccida pure! Quando, di recente, ho dovuto Oh, continuerò a sperare!” passare attraverso sofferenze e (Giobbe 13:15) forti dolori, ho imparato che la mia vita è totalmente nelle mani Ogni volta che ci chiedono di di Dio, che Egli solo ha il pregare per i malati, gli afflitti controllo sulla mia vita, e che e quelli che soffrono per avrei dovuto assolutamente avere svariati motivi, dobbiamo fiducia in Lui, essere paziente immediatamente rispondere con nella sofferenza e stare in attesa la preghiera e la supplica al della guarigione. Padre, nel nome e per i meriti di Gesù. Dio, nostro Salvatore, sa cos’è il dolore. Egli, nelle sue ultime ore, sofferto incredibilmente Giobbe, in quanto uomo retto, ha affinché fossimo giustificati per il provava sempre compassione suo sommo sacrificio. e pietà per gli altri esseri umani. Un giorno Dio permise che questo uomo retto sperimentasse dolore, prove e sofferenze, anche se non le meritava. La risposta di Giobbe, in un primo momento, fu impeccabile. Ma col passare del tempo e per l’intensificarsi della sofferenza, apparvero delle crepe anche nel suo atteggiamento.

Sì, la vita è anche dolore, ma “Egli asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e non ci sarà più la morte, né cordoglio, né grido, né dolore, perché le cose di prima sono passate”. (Apocalisse 21:4)

Preghiera

EGLI MI UCCIDE, NON HO SPERANZA, TUTTAVIA, IO MANTENGO E SOSTENGO LA MIA CAUSA DAVANTI A LUI E ALLA SUA FACCIA!

Padre, ti prego, porta via il nostro dolore. il nostro pianto, nel nome di Gesù.

AL COSPETTO DI DIO.

Sia benedetto in eterno il Signore per questa grazia ineffabile, che ci arriva dal suo infinito amore. Saro Barracato

Giobbe non capiva perché dovesse sperimentare queste sofferenze, ed era pronto a confrontarsi con Dio con giusta “indignazione”. La risposta di Dio fu quella di mostrare a Giobbe quanto fosse mortale e piccolo e quanto l’Eterno fosse grande e misericordioso.

Amen!

Phil Lewis 3


Sito web Chiesa Cristiana della Grazia Carissimi collaboratori ed amici, desideriamo ardentemente dare gloria a Dio perché ancora una volta ha voluto darci tutto il necessario per raggiungere questo obiettivo storico per la chiesa in Italia. Finalmente, dopo averlo desiderato per molto tempo, possiamo darvi la bella notizia di un nostro sito web: http://www.ccdg.it . Grazie a Dio, dopo poco meno di un anno abbiamo avuto circa 60.000 visitatori. Quando c’è una inaugurazione si comincia col ringraziare tutti coloro che hanno avuto una parte molto importante nella costruzione; non è a caso che abbiamo cominciato col ringraziare e lodare il Signore per questa grande benedizione. Ringraziamo anche il nostro team che collabora con grande cuore alla proclamazione dell’Evangelo. Nella Home Page, oltre ad un breve messaggio di benvenuto per chiarire qual è lo scopo del sito della Chiesa Cristiana della Grazia, c’è la possibilità di accedere a diverse sezioni:

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serve a far conoscere al visitatore le nostre radici.

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in questa sezione si possono trovare dei ministudi sulla Parola di Dio.

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Non temere! Dalla Genesi all’Apocalisse La Bibbia inizia con la creazione, che Dio stesso considerò “molto buona” (Genesi 1:31), una creazione perfetta in cui i primi esseri umani non avevano nulla da temere.

La creazione stessa è La Parola di Dio, termina con contaminata e decaduta a motivo l’Apocalisse, che letteralmente in del peccato, ed è come se greco vuol dire “Rivelazione”. bramasse e gemesse la libertà del Regno di Dio già presente nei Ma cosa intende rivelare questo credenti figli di Dio: libro?

Nel giardino d’Eden tutto, proprio tutto ciò di cui avevano bisogno Adamo ed Eva era a loro disposizione. La terra produceva cibo in abbondanza senza fatica (Genesi 2:9,16) e il creato era in perfetta armonia con l’uomo, sul quale non incombeva alcuna minaccia, anzi, egli doveva solo beneficiare di tutto ciò.

L’Apocalisse ci rivela, fra le altre cose, l’avvento di una nuova creazione:

“Poiché la creazione aspetta con impazienza la manifestazione dei figli di Dio; perché la creazione è stata sottoposta alla vanità, non di sua propria volontà, ma a motivo di colui che ve l'ha sottoposta, nella speranza che anche la creazione stessa sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella gloriosa libertà dei figli di Dio. Il proposito di Dio alla creazione Sappiamo infatti che fino a ora era che Adamo, Eva ed i loro tutta la creazione geme ed è in discendenti non avessero nulla di travaglio;” cui temere. (Romani 8:19-22) I timori di cui ancora oggi tutta l’umanità deve farsi carico risalgono, e trovano la loro radice, con l’ingresso del peccato nel mondo ed il persistere degli uomini in una condotta peccaminosa e di distanza dal creatore.

La vera libertà, quella di cui parlava Gesù non è una libertà umana, infatti non esistono soluzioni umane al timore che attanaglia i cuori, anzi, il problema vi risiede proprio dentro e si chiama peccato.

Ma il proposito di Dio rimane lo stesso oggi come alla creazione. Per cacciare via ogni timore “conoscerete la verità e la verità vi bisogna trovare una soluzione al farà liberi;” disse Gesù (Giovanni peccato e questa soluzione, nel Suo eterno proposito, l’ha 8:32. provveduta Dio, attraverso Gesù Cristo. Q UESTA LIB ERTÀ

“Poi vidi un nuovo cielo e una nuova terra, poiché il primo cielo e la prima terra erano scomparsi, e il mare non c'era più.” (Apocalisse 21:1 ) Il vecchio non sarà nemmeno più ricordato… “Egli asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e non ci sarà più la morte, né cordoglio, né grido, né dolore, perché le cose di prima sono passate” (Apocalisse 21:4) …e l’eterno proposito di Dio diverrà realtà! L A PACE DI CUI I CRISTIANI POSSONO GODERE È FRUTTO DELLO

S PIRITO DI D IO

(Galati 5:22).

La fiducia in Cristo porta serenità nella vita delle persone e questa serenità, questa pace, è solo un assaggio, una caparra, in un mondo carico di timori e È P O SSIBILE VIVE RLA “In questo è l'amore: non tensioni, di quello che è il dono E SP ERIMENTA RL A O GGI . che noi abbiamo amato Dio, di Dio in Gesù, un assaggio di ma che egli ha amato noi, e ha Eternità. mandato suo Figlio per essere Sì, proprio in un mondo il sacrificio propiziatorio per i La Parola di Dio inizia con un prigioniero di tanti e molti timori, è nostri peccati.” proposito di pace nella Genesi e possibile sentire una vera e reale termina con una promessa di (1Giovanni 4:10) libertà, è possibile “non temere”! pace nell’Apocalisse. 5


IL PERDONO

I propositi di questa parola si realizzeranno perché sono decretati da Dio, il Santo Creatore, ed Egli JF Kennedy disse: "Perdona i vuole vederne i frutti fin da ora nei "... Ma tu sei un Dio pronto a tuoi nemici ma non dimenticare nostri cuori e nelle nostre vite. perdonare, misericordioso, pieno mai i loro nomi." La pace di Dio, se tu vuoi, è a tua di compassione, lento all'ira e di disposizione in questa vita gran bontà, e non li hai Ma Gesù, quando Pietro gli travagliata, devi solo andare alla abbandonati.". chiese quante volte avesse dovuto croce e deporre i tuoi pesi, i tuoi (Neemia 9:17) perdonare, rispose "«… fino a guai, le tue ansie ed i tuoi peccati. Il peccato di Adamo ha permesso settanta volte sette.." alla morte di regnare. Ma la grazia (Matteo 18:22) Lui saprà cosa farne. di Dio e il dono del perdono per “«Poi venite, e discutiamo», dice mezzo del sacrificio propiziatorio Secondo la KJV Life il SIGNORE: «Anche se i vostri di Gesù Cristo ci porta ad essere Application Study Bible, settanta peccati fossero come scarlatto, visti giusti agli occhi di Dio. volte sette è il numero diventeranno bianchi come la dell’eternità. Ciò dimostra che Il perdono è la cosa più simile dovremmo perdonare all’infinito neve; anche se fossero rossi come porpora, diventeranno come la all’essenza di Dio che possiamo così come fa Dio. In altre parole, fare. Nelle Beatitudini, Gesù ci non dovremmo tenere traccia dei lana.” dice: loro nomi e di quante volte noi li (Isaia 1:18) "Beati i misericordiosi, perché perdoniamo. Se ti rendi conto dei tuoi peccati, troveranno misericordia". “Io, io, sono colui se scorgi in fondo alla tua anima il (Matteo 5:7). torpore della tua natura E quando dà istruzioni sulla che per amor di me stesso peccaminosa e ne senti il peso, preghiera, ci dice che dobbiamo cancello le tue trasgressioni e non mi ricorderò più sappi che Cristo ti aspetta ed è perdonare: pronto a portare per te tutti questi “rimetti i nostri debiti come anche dei tuoi peccati.” pesi, affinché tu possa trovare pace noi li abbiamo rimessi ai nostri (Isaia 43:25) debitori”. e ristoro. Il perdono è un obbligo per (Matteo 6:12) quelli che credono autenticamente Egli ti aspetta ed ha pronta per te in Cristo, perché in Lui siamo una tavola imbandita di ogni bene Il perdono può richiedere tempo. stati perdonati. Si tratta di un spirituale in questa vita, e di Per esempio, passarono molti anni immensa Gloria nell’Eternità (Luca prima che Giuseppe fosse in grado impegno per la vita e quando perdoni qualcuno non lo dire agli 12:37). di perdonare i suoi fratelli e altri: Dio non racconta agli altri i quando lo fece non li biasimò ma nostri peccati. NON TEMERE! riconobbe l’opera di Dio. Francesco Bernardi (Genesi 45:3-5) PREGHIERA Con l’aiuto di Dio nulla è imperdonabile. Quando Gesù era in agonia sulla croce disse: "Padre Il SIGNORE PADRE, TI PREGO, AIUTAMI perdona loro, perché non sanno cammina egli stesso quello che fanno." A NON DIMENTICARE MAI davanti a te; (Luca 23:34) IL PERDONO egli sarà con te; Non dobbiamo mai dimenticare CHE HO RICEVUTO DA TE non ti lascerà che "egli ha portato i nostri peccati E AIUTAMI SEMPRE nel suo corpo, sul legno della e non ti abbandonerà; A PERDONARE GLI ALTRI. croce, affinché, morti al peccato, non temere vivessimo per la giustizia ..." e non perderti di animo. (1 Pietro 2:24). AMEN Quando perdoniamo qualcuno Deuterenomio 31:8 non lo cambiamo, siamo noi quelli che cambiano. Jill Newman 6


ATTRAVERSO GLI OCCHI DEI GIOVANI A cura di Maria Ferreri e Noemi Incardona

GIOVANI AMBASCIATORI DI CRISTO E basta poco per rendersi conto che i coetanei che ci “Noi dunque facciamo da ambasciatori per Cristo, circondano, i compagni di scuola, i conoscenti spesso come se Dio esortasse per mezzo nostro”. (1 Corinzi 5:20) nemmeno credono all’esistenza di Dio. È così che Paolo, scrivendo ai Corinzi definisce Questa consapevolezza rende tutti i rapporti con gli l’opera di evangelizzazione a cui era stato chiamato: altri ragazzi “incompleti”. È difficile trovare un altro un’ambasciata. ragazzo, con cui poter condividere la cosa più importante della vita di un giovane che ha fede: Dio. E se oggi si è soliti dire che “ambasciator non porta pena”, lo stesso non poté dire Paolo, che soffrì Quasi sempre questo non succede, perché i lunghe pene per annunciare alle genti la Parola di giovani hanno indurito i propri cuori e le proprie Cristo. orecchie, al messaggio di Dio. Così spesso si sente di stare sempre fuori posto, che nessuno ti conosca Forse non saremo incarcerati o condannati a morte davvero, e spesso manca il coraggio di parlare per la nostra opera di evangelizzazione, ma anche noi, della propria fede. E quando riusciamo a superare i spesso, soffriamo per annunciare la buona novella. nostri timori ci ritroviamo a pensare: “È stato del tutto inutile.” Non vi è mai capitato di parlare di Cristo ed essere Magari nonostante il primo rifiuto non demordiamo, derisi? Di essere sbeffeggiati, disprezzati, o addirittura e quando capita l’occasione proviamo di nuovo a di essere additati come malfattori? parlare di Cristo. Ma probabilmente, quando verremo In una società in cui l’ateismo va di moda, e la nuovamente sbeffeggiati ed allontanati, la nostra propria meta personale è diventata accumulare debolezza prenderà il sopravvento e non tenteremo ricchezze, vivere nel prestigio e nei divertimenti, più. parlare anche soltanto dell’esistenza di un “Colui che pianta e colui che annaffia non sono Onnipotente Creatore, è una faccenda molto complicata. nulla: Dio fa crescere.” (1 Corinzi 3:7) Forse un ostacolo ben più difficile per noi giovani, perché più deboli di fronte all’altrui opinione, ma Invece di abbatterci e gettare la spugna riflettiamo soprattutto perché siamo costantemente immersi nel sul modo in cui abbiamo agito. Abbiamo pregato contesto dei nostri giorni. prima di parlare? Abbiamo chiesto a Dio se era il momento buono per annunciare la sua parola? Se Per un cristiano Dio è al centro della sua vita, così è quella era la persona a cui dovevamo annunciarla? per un giovane che ha scelto Cristo. Abbiamo chiesto di farci dire la cosa giusta? 7


Ricordiamoci che anche noi siamo chiamati a “Non date ciò che è santo ai cani e non gettate le testimoniare Cristo con i fatti, ad essere “luce del vostre perle ai porci, perché non le pestino con le mondo” zampe e rivolti contro di voi non vi sbranino.” (Matteo 7:6)

Questa è la vera evangelizzazione, mostrare alle persone che ci stanno accanto quale opera magnifica Dio sta facendo in noi, come sta rivoluzionando la “Poi attraversarono la Frigia e la regione della nostra vita, come sta cambiando il nostro modo di Galazia, perché lo Spirito Santo vietò loro di essere e d’agire. annunziare la parola in Asia.” (Atti 16:6) Facciamoci sempre guidare da Dio nell’evangelizzare, se lo facciamo non rischiamo di Quante volte l’abbiamo fatto? Quante volte la scandalizzare e di allontanare nessuno. persona che avevamo davanti ha “calpestato” la Parola di Dio e poi ci ha cacciato con rabbia dicendoci Non insistiamo mai nel predicare a qualcuno. di essere malfattori? Non dimentichiamoci che anche Dio ci ha lasciato Se ci facessimo guidare dallo Spirito Santo, se liberi di scegliere. facessimo davvero agire Dio e limitarci ad essere suoi servitori, suoi strumenti, questo non accadrebbe. Non facciamoci abbattere dai rifiuti, perché Dio ci ha avvertiti che molti sceglieranno le tenebre alla Stiamo in ascolto, facciamoci guidare dallo Spirito luce. Santo, non agiamo quando ci dice di non agire e non ostacoliamolo con i nostri timori. Non parliamo Non scoraggiamoci, per ogni dieci, cento, mille secondo la nostra sapienza, ma secondo la sapienza di sguardi di derisione, ce ne sarà uno che riceverà la Dio. buona novella, una meravigliosa svolta nella propria vita. “Ed io fratelli, quando venni da voi, non venni ad annunziarvi la testimonianza di Dio con eccellenza Maria Ferreri e Noemi Incardona di parola o di sapienza; poiché mi proposi di non sapere altro fra voi, fuorché Cristo e lui crocifisso. Io sono stato presso di voi con debolezza, e con timore e con gran tremore; la mia parola e la mia …Giovani, vi scrivo perché avete predicazione non consistettero in discorsi persuasivi vinto il maligno. di sapienza umana, ma in dimostrazione di Spirito e di potenza, affinché la vostra fede fosse fondata non Ragazzi, vi ho scritto perché avete sulla sapienza umana, ma sulla potenza di Dio.” conosciuto il Padre. (1 Corinzi 2:1-5) …Giovani, vi ho scritto perché siete forti, Paolo ci dice come fosse timoroso al momento di e la parola di Dio rimane in voi, annunciare Cristo per la prima volta ai Corinzi. Ma e avete vinto il maligno. ci dice anche che non si preoccupò di fare bei discorsi articolati, ci dice che fece agire lo Spirito e 1 Giovanni 2:13-14 che testimoniò Cristo non con vane parole, ma con fatti concreti, dimostrando pienezza di Spirito Santo. 8


LA PAROLA DI DIO A cura di Giusi Lo Buglio e Antonella Seminerio

IL GIUSTO E L’EMPIO… NEL LIBRO DEI SALMI

1:1-3

Beato l’’uomo che non cammina secondo il consiglio degli empi, che non si ferma nella via dei peccatori; né si siede in compagnia degli schernitori; ma il cui diletto è nella legge del SIGNORE, e su quella legge medita giorno e notte. Egli sarà come un albero piantato vicino a ruscelli, il quale dà il suo frutto nella sua stagione, e il cui fogliame non appassisce; e tutto quello che fa, prospererà.

9:17

Gli empi se ne andranno al soggiorno dei morti, sì, tutte le nazioni che dimenticano Dio.

10:4

L’empio, con viso altero, dice: «Il SIGNORE non farà inchieste». Tutti i suoi pensieri sono: «Non c’è Dio!»

11:5

Il SIGNORE scruta il giusto, ma detesta l’empio e colui che ama la violenza.

37:10-11

Ancora un po' e l’empio scomparirà; tu osserverai il luogo dove si trovava, ed egli non ci sarà più. Ma gli umili erediteranno la terra e godranno di una gran pace.

94:12-15

Beato l’uomo che tu correggi, o SIGNORE, e istruisci con la tua legge per dargli sollievo nei giorni dell'avversità, finché la fossa sia scavata per l’empio. Poiché il SIGNORE non ripudierà il suo popolo e non abbandonerà la sua eredità. Il giudizio sarà di nuovo conforme a giustizia e tutti i retti di cuore lo seguiranno.

95:6-8

Venite, adoriamo e inchiniamoci, inginocchiamoci davanti al SIGNORE, che ci ha fatti. Poich’egli è il nostro Dio, e noi siamo il popolo di cui ha cura, e il gregge che la sua mano conduce. Oggi, se udite la sua voce, non indurite il vostro cuore

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LA SACRA SCRITTURA A cura di Emilia Lucania

LA FEDE NON PUÒ AVERE CONFINI (Prima parte)

“Come è vero che vive il Signore, Dio d'Israele, che io servo, non ci sarà né rugiada né pioggia in questi anni, se non alla mia parola”. (1 Re 17:1).

Acab, il più crudele dei re d’Israele, aveva sposato Iezabel, donna perfida e vendicativa. Spinto dalla regina, Acab aveva innalzato altari a Baal e ad Astarte, divinità pagane, coinvolgendo tutto il popolo. I due, Acab e Iezabel, avevano sfidato il Dio d’Israele, provocandone la santa ira. Elia, il più grande e primo profeta dell’Altissimo, alla presenza del re Acab disse: “Come è vero che vive il Signore, Dio d'Israele, che io servo, non ci sarà né rugiada né pioggia in questi anni, se non alla mia parola”. (1 Re 17:1) Elia, alla parola dell’Eterno, partì e si nascose presso il ruscello Cherit. Ogni giorno il profeta riceveva sostentamento amorevole da parte dell’Iddio onnipotente. Prosciugatosi il ruscello per la siccità, Elia, alla parola del Signore, si recò a Sarepta, città dell’antica Fenicia, oggi Sauda, posta lungo la costa del Libano. La parola di Dio si rivolse, ancora una volta, a Elia per dargli alcuni dettagli: il profeta avrebbe incontrato una vedova, alla quale l’Eterno aveva messo in mente di accogliere il profeta e di sostentarlo. La vedova viveva in un ambiente pagano, dove si dava il culto ad Astarte, la falsa divinità cara a Iezabel, moglie di Acab, originaria di codesti luoghi. Elia, ubbidiente alla parola dell’Eterno, giunse nel posto indicato e, ben presto, riconobbe la vedova. Ella era uscita per raccogliere degli sterpi per cuocere una focaccia per sé e il proprio figliolo. Era rimasta l’ultima manata di farina e un po' di olio. Elia le chiese dell’acqua e aggiunse la richiesta di una piccola focaccia. In tempo di siccità domandare dell’acqua poteva essere seguito da un rifiuto. La vedova, prontamente generosa, esaudì la richiesta di Elia. Il profeta aveva rassicurato la donna, dicendole di non temere: la farina e l’olio non si sarebbero esauriti se non all’arrivo della pioggia.

La cura amorevole di Dio era costantemente sul fuggitivo Elia e sulla famiglia della donna che aveva offerto anche la camera di sopra. Ma il figliolo della vedova si ammalò gravemente, tanto che morì. Immaginiamo il dolore cocente della madre che, rivolta a Elia, gridò disperata: “Che ho da fare con te, o uomo di Dio? Sei forse venuto da me per rinnovare il ricordo delle mie iniquità e far morire mio figlio?” (1 Re 17:18) E lo stringeva al petto singhiozzando. Ma Elia, profeta dell’Altissimo, prese il fanciullo e lo portò su nella camera. Dopo avere invocato l’aiuto dell’Eterno, si pose per tre volte sul piccolo corpo e lo rese a sua madre vivo e sano. La felicità della madre era incontenibile. Ella sapeva chi aveva operato il miracolo. E radiosa esclamò: “Ora riconosco che tu sei un uomo di Dio, e che la parola del SIGNORE, che è nella tua bocca, è verità” (1 Re 17:24) La vita è entrata in casa di quella vedova, che forse aveva sentito parlare del Signore d’Israele, ma non lo conosceva. “Ora” la vedova ha sentito chiaramente, dentro di sé, la presenza dell’Eterno. Il progetto di Dio prevedeva l’entrata dei gentili, rappresentati, qui, dalla vedova di Sarepta. La madre abbracciò con tenera gioia quel piccolo figlio, che le era stato restituito. In terra pagana l’Eterno ha scelto una creatura, che per fede ha creduto in Lui. L’Onnipotente, meravigliosamente buono e misericordioso, guarda con amore ineffabile coloro che si affidano al suo amato Figlio, Cristo Gesù il Salvatore. Fine prima parte 10


DOMANDE E RISPOSTE A cura di Antonella Barracato

D. La Bibbia dice che le persone che hanno fede in Cristo diventano parte della “chiesa”. Cos’è la chiesa? Com’è organizzata? Qual è il suo scopo? 1) Che cos’è. La parola greca per “chiesa” è ekklesia, che significa “assemblea”. In Atti 19:39-41, l’assemblea era un luogo noto a gran parte dei cittadini. Ma tra i cristiani, la parola ekklesia acquisì un significato particolare, si riferisce a tutti coloro che credono in Gesù Cristo. Ogni gruppo locale di credenti è una chiesa. Paolo scrisse alla “chiesa di Dio in Corinto” (1 Corinzi 1:2); si riferiva a “tutte le chiese di Cristo” (Romani 16:16) e la “chiesa dei Laodicei” (Colossesi 4:16). Ma avrebbe potuto usare la parola “chiesa” per riferirsi a tutti i credenti in ogni luogo: “Cristo ha amato la chiesa e ha dato sé stesso per lei” (Efesini 5:25). Molte persone affermano di credere in Gesù Cristo, ma non vogliono frequentare nessuna delle sue chiese. Il Nuovo Testamento mostra che il normale modello di credente richiede che si riunisca con altri (Ebrei 10:25). Paolo ripetutamente esorta i cristiani a fare diverse cose “l’uno verso l’altro” (Romani 12:10; 15:7; 1 Corinzi 12:25; Galati 5:13; Efesini 4:32; Filippesi 2:3; Colossesi 3:13; 1 Tessalonicesi 5:13). Come è organizzata. Pietro disse agli anziani di essere pastori (1 Pietro 5:1-2). Similmente fece Paolo con un gruppo di anziani ad Efeso, esortandoli a “pascere” la chiesa di Dio, paragonata al gregge (Atti 20:28), dichiarando loro che lo Spirito Santo li aveva costituiti vescovi (dal greco epίskopos letteralmente custode, sorvegliante). In Ebrei 13:7 si usa semplicemente il termine di conduttori, come coloro che annunciano la Parola di Dio. L’apostolo Paolo parla anche di diaconi (dal verbo greco diakoneo, letteralmente servire), ossia i credenti consacrati al servizio (Atti 6:2-6), specificando che vi è varietà di ministeri, ossia di servizio, in relazione alla varietà di doni spirituali, finalizzati all’edificazione e all’utilità comune (1 Corinzi 12:7-11). La chiesa non è una organizzazione umana ma una creazione di Dio; essa non è fondata dagli uomini ma da Gesù Cristo che ne è il capo, la “pietra angolare” sulla quale essa si fonda (Efesini 5:23; Colossesi 1:18).

2) Qual è il suo scopo. Lo scopo più grande della chiesa è l’adorazione come leggiamo in 1 Pietro 2:9; Giovanni 4:23; Matteo 4:10; 1 Corinzi 10:31; Ebrei 13:15; Efesini 5:19. L’insegnamento è un altro scopo della chiesa, come si può leggere in Matteo 28:20; Colossesi 3:16; 1 Corinzi 14:31; 1 Tessalonicesi 5:11; 1 Corinzi 14:12-26. Il Ministero (dal latino ministerium, servizio) è il terzo grande scopo della chiesa. Paolo scrive, “se abbiamo l’opportunità, facciamo del bene alle persone” (Galati 6:10; Matteo 22:39). La chiesa ha il compito di annunciare la buona notizia della salvezza attraverso Gesù Cristo, avendo Dio affidato il ministero della riconciliazione alla chiesa (2 Corinzi 5:18-20). C’è bisogno di operai, di ambasciatori per Cristo, qualcuno che stia nelle prime linee, altri che fungano come sostegno. Alcuni semineranno, altri innaffieranno e altri ancora raccoglieranno ma è Cristo che converte e fa crescere la chiesa (Efesini 4:16). Questo è il comandamento che, dopo la risurrezione, dà Gesù agli undici discepoli: “Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo “ (Matteo 28:19) D. Quale è il significato del battesimo secondo la parola di Dio ? Il battesimo (dal verbo greco baptein che ha il significato originario di “immergere”) è l’atto principale che contraddistingue il cristianesimo fin dalla sua nascita. Il battesimo è impartito a tutti coloro che accettano il sacrificio di Cristo che li lava dai loro peccati, e potendo così ricevere lo Spirito Santo (Atti 8: 14-17; Atti 8:34-37). Essere battezzati e ricevere lo Spirito Santo significa beneficiare della grazia che ci è donata in virtù del sacrificio di Cristo. Da questo momento cominciamo ad essere una nuova creatura che abbandona, in un processo di crescita, il vecchio modo di vivere. Comincia una nuova vita che, attraverso l’opera di Dio, porta alla vita eterna. (Romani 6:1-23). L’opera dello Spirito Santo è basilare per ogni cristiano perché solo con la Sua forza si è in grado di cambiare la nostra natura e potere fare la volontà di Dio (Romani 8). Quando si è battezzati si diventa parte del corpo di Cristo, vale a dire della Chiesa di Dio: “Poiché, come il corpo è uno e ha molte membra, e tutte le membra del corpo, benché siano molte, formano un solo corpo, così è anche di Cristo. Infatti noi tutti siamo stati battezzati mediante un unico Spirito per formare un unico corpo, Giudei e Greci, schiavi e liberi; e tutti siamo stati abbeverati di un solo Spirito” (1 Corinzi 12-18). 11


Io sono la vite, voi siete i tralci.

Colui che dimora in me e nel quale io dimoro,

porta molto frutto; perchĂŠ senza di me

non potete far nulla.

Giovanni 15:5 12

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