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ad altre associazioni economiche, rappresenta un importante passo avanti per una visione più equilibrata e condivisa della protezione ambientale. Per una società in cui il traffico, ossia il trasporto pubblico come quello privato, e la rete d’infrastrutture che lo sostengono, siano una risorsa da gestire con intelligenza, e con lo sguardo sempre sul futuro, in una logica di complementarietà, più che un nemico da combattere con ogni mezzo. Perciò il Forum ha già focalizzato i

suoi campi d'azione: il Ticino e la mobilità nazionale e internazionale, la mobilità transfrontaliera e quella regionale, avanzando precise proposte. Viene il sospetto che la decisione dell’Ustra di chiudere il tunnel del Gottardo per i lavori di risanamento, una volta che sarà entrata in funzione la nuova linea di Alptransit, sia finalizzata soprattutto a costringere il traffico merci e quello privato ad usare la ferrovia, privandolo di fatto di ogni altra valida alternativa per i collegamenti Nord-Sud. Le varianti sugli assi del San Bernardino e del Sempione sono soltanto dei palliativi, cosi come l’uso della strada del passo che, oltretutto, diventerebbe assai pericolosa se dovesse assorbire un volume di traffico eccessivo. Ma al di là di questo legittimo sospetto sulle intenzioni dell’Ustra, resta sempre aperto, e insoluto, il problema più urgente, ossia il raddoppio e il completamento della galleria autostradale del San Gottardo. È questo il vero obiettivo per cui deve battersi tutto il Ticino, sia per ragioni di sicurezza nella circolazione sia per il fatto il nostro futuro economico dipenderà sempre anche dalla transitabilità agevole e veloce del tunnel. Dall’apertura, nel 1980, ad oggi nel tunnel si sono registrati circa 900 incidenti, con il tragico bilancio di 31 morti e di centinaia di feriti più o meno gravi. Negli ultimi anni con l’aumento del traffico gli incidenti sono all’ordine del giorno, disgrazie terribili come quelle del 2001 sono sempre in agguato. In uno stretto budello lungo 17 chilometri basta un autoveicolo in panne, un tamponamento, una disattenzione qualsiasi a provocare una strage. Basta l’incidente del 2001 per ricordare quanto costerebbe al Ticino la chiusura del Gottardo, allora la galleria restò sbarrata per due mesi con una perdita quantificata, in difetto, per la nostra economia di circa 33 milioni di franchi. Una chiusura per parecchi mesi o addirittura per qualche anno significherebbe il crollo del turismo, dei commerci, della logistica, della produzione industriale e di tutte le attività legate al collegamento stradale. In poche parole il tracollo economico.

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Ticino Business  
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n. 05 - Giugno 2010

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