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Il tema di Alessio Del Grande

Senza mobilità non c’è ricchezza

Solo quei geniacci dell’Ustra, il mitico Ufficio federale delle strade, possono pensare di chiudere a tempo indeterminato il tunnel autostradale del San Gottardo per i lavori di ristrutturazione e manutenzione straordinaria. A tempo indeterminato, si badi bene, probabilmente per mesi e mesi se non per anni, si parla addirittura di mille giorni, con tutto quello che ne consegue per il Ticino. Che rischierebbe scenari drammatici, come ha ben sottolineato Marco Borradori, Direttore del Dipartimento del Territorio. Ma la galleria del Gottardo è solo uno dei nodi che soffocano la rapidità e la sicurezza dei collegamenti del Cantone, che limitano quella mobilità efficiente e sostenibile che non ha però trovato ancora la giusta sinergia tra trasporto pubblico e traffico privato, anche a causa di un’inadeguatezza infrastrutturale ormai intollerabile. Al tema della mobilità, uno tra i tanti problemi che condizionano lo sviluppo economico cantonale, Ticino Business dedica l’approfondimento mensile ospitando l’opinione di esperti e dando voce all’esperienza diretta di specialisti che operano in questo importante settore. Oggi basta un intoppo o un incidente qualsiasi per mandare in tilt l’autostrada ticinese. Lo si è visto a fine aprile, quando tra il cantiere per i ripari fonici di Bissone, un tamponamento nel tunnel del San Salvatore e la rottura di un tubo idraulico di uno scavatore all’altezza di Coldrerio, si è paralizzato il traffico da Lugano a Mendrisio. E da quel che si è visto sinora la situazione è peggiorata da alcuni mesi, da quando, cioè, la competenza e la responsabilità della rete autostradale è passata dal Cantone all’Ustra. Tra lavori in corso e possibili incidenti, si profila un’estate di fuoco. Ormai, quasi ad ogni weekend si registrano code e rallentamenti al Gottardo e alla dogana di Chiasso Brogeda, le colonne non sono un più la maledizione solo degli esodi e controesodi estivi. Per tanti anni il grande problema della mobilità è rimasto assoggettato alla nevrosi ideologica della sinistra ambientalista, che a furia di allarmi, divieti e restrizioni ne ha pregiudicato ogni intelligente evo-

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luzione, con conseguenze assai pesanti anche per l’ambiente. La libertà di movimento delle persone e delle merci, così come la doverosa tutela dell’ambiente sono beni troppo preziosi per lasciarli solo nelle mani di un ecologismo da parata che usa la natura soprattutto per frenare la modernizzazione e la crescita economica. Anche per questo il “Forum sulla mobilità” (si veda: www.forumdellamobilita.ch), costituito da Aquanostra assieme alla Camera di commercio e

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n. 05 - Giugno 2010

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