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Editoriale di Luca Albertoni, Direttore della Cc-Ti

Le molte vie della mobilità

Ancora una volta Ticino Business è dedicato in gran parte alla mobilità. Lo abbiamo già fatto recentemente e l’osservatore superficiale potrebbe considerare che si tratta di un’inutile ripetizione. In realtà le cose non stanno così, perché il tema della mobilità, oltre ad essere profondamente strategico per il Ticino e la sua economia, fornisce continuamente spunti che meritano attenzione e reazione. L’esempio più recente è costituito dalla recente uscita delle autorità federali che hanno paventato un taglio finanziario a scapito del completamento di Alptransit a Sud di Lugano, con il rischio quindi di realizzare un tracciato assai costoso, ma incredibilmente monco e tutto sommato poco utile. Sono ovviamente forti le pressioni anti-gottardiste, in particolare da parte dei gruppi di interesse romandi, che spingono molto per l’asse Est-Ovest, ritenendo quello Sud-Nord non solo di seconda priorità ma addirittura inutile. La tanto decantata solidarietà latina ancora una volta mostra tutti i suoi limiti e se noi ticinesi continueremo a procedere in ordine sparso a livello federale, senza cercare altre alleanze, gli amici romandi avranno vita facile per imporre i loro interessi. Fa parte del gioco e non vi è nulla di scandaloso nell’operare con un accorto lavoro di “lobby”, per cui tocca a noi giocare bene le nostre carte e rendere credibili le rivendicazioni ticinesi, tanto più che i margini di manovra esistono. La dimostrazione del fatto che con un lavoro serio ed attento si possono ottenere risultati tangibili è ad esempio data da un documento elaborato dalle 18 Camere di commercio e dell’industria svizzere e che sarà divulgato prossimamente. In questo documento, frutto di un attento lavoro di analisi, le 18 Camere hanno stabilito quali sono i 20 progetti infrastrutturali di rilevanza nazionale da realizzare per garantire la competitività dell’economia elvetica. Ebbene, fra questi progetti figura anche chiaramente il completamento della galleria autostradale del San Gottardo con la realizzazione del secondo tubo. La decisione è stata presa all’unanimità, comprese quindi le Camere romande che si sono schierate a favore del San Gottardo, malgrado le pressioni nei rispettivi Cantoni per appoggiare una politica infrastrutturale di segno completamente diverso. Il segnale politico è rile-

vante, anche perché il numero di aziende e posti di lavoro rappresentati dalle Camere è considerevole e dà voce agli interessi della cosiddetta economia reale, essendo le Camere per natura le associazioni economiche (unitamente a quelle di categoria) più vicine al terreno e quindi alle necessità quotidiane degli operatori economici. Un risultato del genere, frutto di delicate trattative che hanno tenuto conto dei vari equilibri ed interessi regionali in gioco, è molto importante perché rappresenta una lista credibile di progetti considerati essenziali per lo sviluppo economico di tutto il Paese, senza esclusioni di principio verso le regioni considerate periferiche. È la dimostrazione che, lavorando con serietà, impegno e disponibilità al dialogo e liberandoci da inutili complessi di inferiorità e piagnistei possiamo stringere alleanze e trovare appoggi anche presso i confederati di lingua tedesca e francese. Va del resto anche sottolineato che le Camere di commercio e dell’industria svizzere hanno da tempo abbandonato ogni contrapposizione ideologica fra infrastruttura ferroviaria e stradale, cercando di capire quali siano le varianti più utili e realizzabili dal punto di vista tecnico, finanziario e politico nei relativi contesti. Questo nell’ottica di una politica dei trasporti che cerchi di coordinare i vari mezzi di trasporto, combinandoli fra loro invece di contrapporli in sfiancanti lotte ideologiche, finalizzate alla sottrazione reciproca di risorse finanziarie. Questo è l’unico approccio per non bloccare la politica dei trasporti e quindi lo sviluppo del Paese. Oggi più che mai è necessario un cambiamento di mentalità che permetta di superare ostacoli di questo genere e ragionare in termini oggettivi su quello di cui la Svizzera in generale e il Ticino in particolare hanno bisogno. Da questo punto di vista, la creazione del Forum della mobilità, promosso dalla Cc-Ti e da Aquanostra e che coinvolge numerose associazioni economiche (si veda: www.forumdellamobilita.ch), potrà giocare un ruolo importante per la definizione e la discussione delle varie priorità e per scegliere i modi e i tempi di farle valere nel contesto politico-istituzionale. Una tale unità d’intenti fra chi rappresenta gli interessi dell’economia merita senza dubbio attenzione.

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Ticino Business  

n. 05 - Giugno 2010

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n. 05 - Giugno 2010

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