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Parlando di trasporti pubblici e privati: come incentivare i primi senza limitare, però, la libertà dei privati con continui divieti, eliminazioni di parcheggi o costi sempre più elevati per i posteggi pubblici? “Io non metto in concorrenza i trasporti pubblici e privati, secondo me sono complementari. Molti pensano che i Ticinesi utilizzano poco i trasporti pubblici perché abbiamo la mentalità latina, io sono di un altro parere. Tutti i Ticinesi e gli Italiani che vivono a Zurigo, Berna o Basilea si spostano con i mezzi pubblici e non ci pensano neanche a utilizzare la macchina. E ciò perché: primo, perché in un agglomerato si può avere una rete capillare, efficace ed economicamente sostenibile di mezzi pubblici e secondo perché sono più rapidi e economici dei mezzi privati. Nessun commerciante della Bahnhofstrasse di Zurigo si lamenta che i clienti non possono andare in centro in auto. Il problema del Ticino è la configurazione del territorio, città diffusa in un contesto montagnoso, e la mancanza di un offerta di trasporto pubblico concorrenziale. Ne è la conferma dei P+R a Pambio - Noranco e a Cornaredo (Lugano) che sono sempre pieni. Secondo me porre dei divieti non è la giusta via, la soluzione corretta è creare dei mezzi pubblici efficaci. Il ritorno del tram a Lugano, se ci sarà , avrà un enorme successo! Si veda quello che è successo a Losanna, dove nel 1991 è stata inaugurata la linea del TSOL, recentemente la seconda linea, e si parla già di una terza linea. Gli investimenti sono stati molti importanti e i promotori venivano criticati in quanto il tram non sarebbe stato economicamente sostenibile. Già dopo pochi mesi l’afflusso di passeggeri era superiore alle previsioni e i critici sono stati zittiti dai fatti. Se a Lugano arriverà il tram, e le stazioni saranno ubicate nei punti strategici della città, il problema dei parcheggi in centro città non ci sarà più, semplicemente perché la gente parcheggerà nei più comodi P+R. L’unico problema del tram è il grosso investimento iniziale che a livello politico non è facile da far passare”. Oggi basta un qualsiasi cantiere o incidente, soprattutto sull'A2, per mandare il traffico in tilt. Non crede che il Ticino sia rimasto indietro con la rete stradale e autostradale? “Per rispondere a questa domanda, si deve parlare del comportamento del traffico e della necessità di fare dei continui lavori di manutenzione ai manufatti stradale e ferroviari. Il traffico bisogna immaginarlo come un fiume, le automobili sono delle gocce d’acqua. Fin tanto che il flusso è regolare tutto va bene. Se c’è una piena e il letto del fiume ha delle riserve di capacità sufficienti non ci sono dei problemi. Si hanno i problemi se il flusso d'acqua è al limite della capacità del letto del fiume in quanto al primo piccolo imprevisto si ha un effetto a catena e

il problema si ingrandisce, per esempio un semlice tronco che si incastra sotto un ponte può provocare lo straripamento del fiume. Per il traffico è la stessa cosa. Il problema della nostra rete stradale, ma anche ferroviaria, è la riserva di capacità limitata già nei momenti con traffico normale, basta un minimo imprevisto per mandare tutto in tilt. Questo si accentua sugli assi Nord – Sud perché in caso di problemi, gli utenti non hanno alternative. A questo si aggiunge la necessità di fare ordinari e straordinari lavori di manutenzione delle strade e delle linee ferroviarie. Questi cantieri limitano la capacità della mobilità e nel definire la capacità di traffico di una strada o di una linea ferroviaria vanno considerati in quando i cantieri sono inevitabili. Se la rete stradale e ferroviaria è già utilizzata al massimo della sua capacità, ed è il caso del Canton Ticino, bastano un semplice cantiere o un incidente per creare un ingorgo”. Come s'immagina la mobilità nel Ticino del 2020? “Vedo grossi problemi di mobilità perché ho l’impressione che in Ticino manca progettualità e coraggio di portare avanti dei progetti importanti e innovativi. Si corre per spegnere un incendio locale, con il rischio di spostare il problema, ma come si riesce a spegnerne uno ce ne sono altri nuovi. Anche se oggi si parte con molti progetti, la loro realizzazione richiederà molto tempo, dunque nei prossimi anni avremo comunque grossi problemi di mobilità. Se vogliamo che tra dieci vent’anni la mobilità migliori dobbiamo partire adesso con dei progetti. Mi preoccupa molto la chiusura della galleria stradale del S. Gottardo, si parla di due o quattro anni, in quanto la nuova linea AlpTransit non è assolutamente in grado di smaltire tutto il traffico merci, e di percorsi alternativi ce ne sono pochi. Il Ticino dovrà lottare anche per evitare lo smantellamento dell’attuale linea ferroviaria del S. Gottrado, linea che ha importanti costi di manutenzione. Questa linea è importantissima, non solo perché serve una valle già fortemente penalizzata, ma sarà utile in futuro se la galleria AlpTransit verrà chiusa qualche giorno a causa di un incidente oppure si dovranno fare dei lavori di manutenzione. In futuro anche la galleria di AlpTransit subirà dei lavori di manutenzione e verrà chiusa per qualche anno, con l'abbandono dell'attuale linea tra 50 anni avremo lo stesso problema della galleria stradale del San Gottardo. Non da ultimo il non prolungamento di AlpTransit a Sud perché con l'apertura della galleria AlpTransit il traffico aumenterà sull'asse Nord - Sud e bloccherà lo sviluppo del progetto ferroviario TILO. La linea ferroviaria sarà così tanto sfruttata che si avranno problemi addirittura a fare i lavori di manutenzione alla stessa, difficoltà che ci sono già adesso”.

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Ticino Business  
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n. 05 - Giugno 2010

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