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Il tema di Alessio Del Grande

È paradossale che oggi si profili questo rischio su un asse come quello del San Gottardo, che nei secoli è stato lo snodo dei traffici e degli scambi tra Nord e Sud, da cui è nata la ricchezza della Confederazione quando era ancora l’unione di pochi Cantoni. Ma al furore ambientalista contro il raddoppio del tunnel sfugge il senso della Storia e la direzione dell’umano progresso. Come ha ricordato recentemente l’associazione Aquanostra, alcuni studi dell’Ufficio federale dell’ambiente hanno attestato che grazie ai motori di nuova generazione, tra il 2003 e il 2008 sui tratti alpini dell’A2, Gottardo, e della A 13, San Bernardino, le emissioni di ossidi d’azoto e di polveri fini, ossia le sostanze che escono dai tubi di scappamento, sono diminuite del 40%. In sostanza, nonostante in questi anni sia aumentato il traffico, su queste tratte è diminuito l’inquinamento da NOx e PM10. L’industria automobilistica si è, dunque, evoluta con la produzione di veicoli, leggeri e pesanti, dai consumi più contenuti e meno inquinanti, l’ambientalismo radicale è rimasto, invece, inchiodato ad un’ideologia regressiva e passatista, che ignora volutamente i progressi dello sviluppo tecnologico per ingabbiare la società moderna nello schema

di un’organizzazione pianificata nel nome della natura. Oltre al raddoppio del Gottardo, sulla mobilità in Ticino pesano incertezza del proseguimento verso Sud di Alptransit e gravi ritardi negli interventi per alcune importanti tratte regionali. Pesa soprattutto il mancato collegamento veloce del Locarnese con l’autostrada. Anche in questo caso determinante è stato il NO degli ecologisti che ha poi coagulato e mobilitato altre opposizioni. Col risultato che, bocciato un progetto, sono ora allo studio tante altre varianti che richiederanno tempi assai lunghi per decidere. Intanto, il Locarnese, più che mai frantumato amministrativamente rispetto alle aggregazioni comunali che hanno cambiato la geografia del Sottoceneri, s’avvita su stesso. Sul versante italiano la regione è isolata da una strada tortuosa e intasata dall’intenso traffico frontaliero, mentre l’attraversamento del Piano di Magadino sia d’estate che d’inverno è ormai una via crucis. C’è da chiedersi quale sviluppo possa avere il Locarnese senza collegamenti stradali veloci. Che ne sarà tra qualche anno del suo turismo, dei commerci e delle nuove attività industriali che recentemente si sono insediate nella regione.

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