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nr. 5 / Giugno 2010

Le moLte vie deLLa mobiLitĂ 


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Sommario

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Giugno 2010 Strong opinion Editoriale Contromano Il Tema Ospite Ospite Ospite Biblioteca liberale Attualità Attualità Attualità Attualità

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Eventi Formazione Osec Fiere internazionali Vita dei Soci Vita dei Soci Vita dei Soci Vita dei Soci Vita dei Soci Vita dei Soci Vita dei Soci Vita dei Soci Vita dei Soci

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nr. 5 / Giugno 2010

Le moLte vie deLLa mobiLità nr. 5 / Giugno 2010

Ricchi, bye bye (ispirato a una storia vera) Le molte vie della mobilità Con la politica fiscale il Ticino resta sempre fermo al palo Senza mobilità non c’è ricchezza Alptransit rivoluziona la mobilità: a noi anticipare visioni e progetti Mobilità: investimenti e percorsi alternativi per non restare bloccati arcobaleno aziendale: un buon esempio a favore della mobilità Così perdiamo la nostra libertà La Compliance aziendale: principi, valori, benefici Per una politica dei trasporti sostenibile in tutti i sensi Campagna edutainment per arcobaleno aziendale ARCHI di LUCE: Herzog & de Meuron firmano un progetto immobiliare di prestigio a Lugano La Russia e gli aspetti culturali, il 14.6.2010 Corsi proposti dalla Cc-Ti Commercio estero I prossimi appuntamenti FPCE Svizzeralogistica Gruppo Helsinn Swissminiatur SA Business Up Trust Sympany SA S,DB SI Ascona ATIS - Associazione Ticinese Imprese di Spedizione e di Logistica

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Impressum Editore:

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Camera di commercio, dell’industria,

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Strong Opinion di Franco Ambrosetti, Presidente della Cc-Ti

RICCHI, BYE BYE (ispirato a una storia vera)

È una bella giornata di maggio, cielo terso, il sole che dispensa luce e calore a lungo attesi, il lago è blu, quieto, invitante, ti guardi attorno e osservi la città che annega nel verde dei rigogliosi boschi che coprono l’80% del territorio. Un posto meraviglioso per godersi un lungo week end, una destinazione che offre alta qualità di vita e tutta una serie di manifestazioni culturali e sportive di buon livello, strutture alberghiere per tutti i portafogli, prezzi concorrenziali, atmosfera contagiosamente mediterranea; un luogo che promette opportunità escursionistiche speciali tra valli, fiumi e panorami mozzafiato. Un posto così dove lo trovi? Un piccolo paradiso, un’immensa caverna di Alì Babà colma di tesori e opulenti meraviglie. A lui bastava pronunciare la parola magica “apriti sesamo” per godersi tutto quello splendore. Per chi viene in Ticino con l’auto, invece la parola magica, quella che fa sparire la coda di 7 km al portale Nord del Gottardo non c’è, la destinazione finale diventa un un miraggio lontano e d’istinto pensi, beati quelli che ci abitano! Vero, il Ticino è baciato dalla fortuna è un parco naturale di 2’800 km² tenuto come un giardino, curato come un campo da golf, protetto da severe misure anti inquinamento che lo rendono un’oasi magica in cui respiri aria sanissima e tonificante, che se non fosse per quel maledetto vento lombardo impregnato di sostanze velenose, sarebbe perfetto. Difficile trovar di meglio, sempre che tu non sia proprietario di un’azienda. Industriale intendo. Perché allora, la fortuna che notoriamente è cieca, si trasforma in iella che invece si vede benissimo. Ti può capitare ad esempio di dover trasferire la tua azienda altrove perché dove sei ora, il terreno frana, proprio come in Campania. Si chiamano eventi naturali e i danni nessuno te li paga. Quando, armato di coraggio cerchi un terreno confacente, scopri che quasi tutto il Cantone ha terreni disponibili ma con un indice di occupazione di 0.5 che se compri 1'000 m² puoi costruire solo su 500 m². La metà. Quindi devi comprarne il doppio. In compenso però hai un indice di sfruttamento che ti permette di edificare su più piani. Peccato che le industrie difficilmente possano piazzare le presse o le linee di estrusione al 1° o al 2° piano, perché rischiano di cadere in testa agli operai del pianterreno. Poi, un giorno mentre sei in gita con la famiglia, ti fermi in un grotto dalle parti di S. Vittore. Racconti la tua storia e vieni a sapere che da Lumino in su, verso Nord, le regole sono diverse, perché è un altro Cantone. Il Grigioni è molto più permissivo verso le aziende industriali e con una telefonata a Coira si risolve quasi tutto. Affacciato al balcone del tuo super attico osservi le barche a vela che disputano una regata, pensi che in fondo qui, ti hanno sempre trattato più che bene. E poi ci sono ottimi vantaggi fiscali. Nel tuo Paese d’origine non è così. È praticamente impossibile parlare con i responsabili del

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fisco che ti considerano a priori un evasore. In Ticino per contro comunichi agevolmente con il Ministro responsabile delle finanze, telefoni al capo del fisco cantonale ed ai suoi collaboratori, sempre cortesi e disponibili ad ascoltarti. Fai quattro conti e siccome sei parte di quel 2% che paga il 27% delle imposte sul reddito e, per caso, sei anche nella categoria di quel 3% che versa all’erario il 73% delle imposte sulla sostanza ti nasce un dubbio. Guadagni più di CHF 200’000.- all’anno e possiedi più di un milione. Sei ricco, quindi è giusto, anzi doveroso che tu paghi. Sei un fortunato, un privilegiato e ciò ha un costo. Però esser ricco, non è un peccato, senza contare quanti quattrini la tua azienda, oltre a te, versi in tasse al fisco ticinese. Come sarà nei Grigioni? Due telefonate ti bastano per scoprire che il Grigioni ha un sistema fiscale più equo del Ticino. Equo? Sì, equo, non tratta i ricchi come vacche da mungere bensì per quello che sono, imprenditori che creano ricchezza senza la quale tutti starebbero peggio. La terza telefonata la fai al Ministro delle finanze ticinesi. Scopri che il Ministro non solo condivide pienamente le tue perplessità, ma è seriamente intenzionato a battersi per ottenere una revisione delle aliquote per i super tartassati. Non è solo una questione di equità, dice. Né di giustizia, tanto meno di uguaglianza. È un problema che nasce dalla concorrenza fiscale tra Cantoni e il Ticino è finito molto in basso nella scala dei fiscalmente virtuosi. Aggiunge che per far riemergere un po’ di capitali non dichiarati, vorrebbe introdurre un’amnistia fiscale cantonale. Ma pensa! Un Ministro illuminato che capisce i problemi dell’economia privata. Quelle bonheur! Ma ce la farà? Qualcuno nel suo Governo lo sostiene? Gli altri Ministri sono disponibili a lottare per i diritti dei ricchi in un Paese dove la parità di diritti è sancita dalla costituzione, ma essere ricchi è immorale? Qualcuno una volta ti disse che al Ticino manca solo il mare per essere perfetto. Ma alla luce dei fatti, dato che la perfezione non è di questo mondo e il mare non c’è nemmeno nei Grigioni, la cosa più saggia pare essere il trasferire l’azienda dove ti fanno le condizioni migliori. Colpa della frana? No. Colpa della miopia, della mancanza di lungimiranza, dei conservatori che sono ben presenti in tutti i partiti e si oppongono alle riforme. Per esempio fiscali o persino in materia di regole sulla pianificazione del territorio. Così mentre la famiglia lucernese si trova imbottigliata a Stalvedro tra file di veicoli immobili sotto il solleone giurando che mai più metterà piede in Ticino, tu, con rimpianto, qualche ingiustificato senso di colpa, la sensazione di essere un rinnegato che tradisce i suoi benefattori, stereotipo del riccone insensibile e sfrontato, decidi che te ne andrai. Perché ricco sì ma fesso no, cornuto e mazziato ancor meno. Grazie Ticino. Rimani il bel giardino che sei, mi tengo il mio pied-à-terre sul lago, ma la ricchezza la produco altrove.


Editoriale di Luca Albertoni, Direttore della Cc-Ti

Le molte vie della mobilità

Ancora una volta Ticino Business è dedicato in gran parte alla mobilità. Lo abbiamo già fatto recentemente e l’osservatore superficiale potrebbe considerare che si tratta di un’inutile ripetizione. In realtà le cose non stanno così, perché il tema della mobilità, oltre ad essere profondamente strategico per il Ticino e la sua economia, fornisce continuamente spunti che meritano attenzione e reazione. L’esempio più recente è costituito dalla recente uscita delle autorità federali che hanno paventato un taglio finanziario a scapito del completamento di Alptransit a Sud di Lugano, con il rischio quindi di realizzare un tracciato assai costoso, ma incredibilmente monco e tutto sommato poco utile. Sono ovviamente forti le pressioni anti-gottardiste, in particolare da parte dei gruppi di interesse romandi, che spingono molto per l’asse Est-Ovest, ritenendo quello Sud-Nord non solo di seconda priorità ma addirittura inutile. La tanto decantata solidarietà latina ancora una volta mostra tutti i suoi limiti e se noi ticinesi continueremo a procedere in ordine sparso a livello federale, senza cercare altre alleanze, gli amici romandi avranno vita facile per imporre i loro interessi. Fa parte del gioco e non vi è nulla di scandaloso nell’operare con un accorto lavoro di “lobby”, per cui tocca a noi giocare bene le nostre carte e rendere credibili le rivendicazioni ticinesi, tanto più che i margini di manovra esistono. La dimostrazione del fatto che con un lavoro serio ed attento si possono ottenere risultati tangibili è ad esempio data da un documento elaborato dalle 18 Camere di commercio e dell’industria svizzere e che sarà divulgato prossimamente. In questo documento, frutto di un attento lavoro di analisi, le 18 Camere hanno stabilito quali sono i 20 progetti infrastrutturali di rilevanza nazionale da realizzare per garantire la competitività dell’economia elvetica. Ebbene, fra questi progetti figura anche chiaramente il completamento della galleria autostradale del San Gottardo con la realizzazione del secondo tubo. La decisione è stata presa all’unanimità, comprese quindi le Camere romande che si sono schierate a favore del San Gottardo, malgrado le pressioni nei rispettivi Cantoni per appoggiare una politica infrastrutturale di segno completamente diverso. Il segnale politico è rile-

vante, anche perché il numero di aziende e posti di lavoro rappresentati dalle Camere è considerevole e dà voce agli interessi della cosiddetta economia reale, essendo le Camere per natura le associazioni economiche (unitamente a quelle di categoria) più vicine al terreno e quindi alle necessità quotidiane degli operatori economici. Un risultato del genere, frutto di delicate trattative che hanno tenuto conto dei vari equilibri ed interessi regionali in gioco, è molto importante perché rappresenta una lista credibile di progetti considerati essenziali per lo sviluppo economico di tutto il Paese, senza esclusioni di principio verso le regioni considerate periferiche. È la dimostrazione che, lavorando con serietà, impegno e disponibilità al dialogo e liberandoci da inutili complessi di inferiorità e piagnistei possiamo stringere alleanze e trovare appoggi anche presso i confederati di lingua tedesca e francese. Va del resto anche sottolineato che le Camere di commercio e dell’industria svizzere hanno da tempo abbandonato ogni contrapposizione ideologica fra infrastruttura ferroviaria e stradale, cercando di capire quali siano le varianti più utili e realizzabili dal punto di vista tecnico, finanziario e politico nei relativi contesti. Questo nell’ottica di una politica dei trasporti che cerchi di coordinare i vari mezzi di trasporto, combinandoli fra loro invece di contrapporli in sfiancanti lotte ideologiche, finalizzate alla sottrazione reciproca di risorse finanziarie. Questo è l’unico approccio per non bloccare la politica dei trasporti e quindi lo sviluppo del Paese. Oggi più che mai è necessario un cambiamento di mentalità che permetta di superare ostacoli di questo genere e ragionare in termini oggettivi su quello di cui la Svizzera in generale e il Ticino in particolare hanno bisogno. Da questo punto di vista, la creazione del Forum della mobilità, promosso dalla Cc-Ti e da Aquanostra e che coinvolge numerose associazioni economiche (si veda: www.forumdellamobilita.ch), potrà giocare un ruolo importante per la definizione e la discussione delle varie priorità e per scegliere i modi e i tempi di farle valere nel contesto politico-istituzionale. Una tale unità d’intenti fra chi rappresenta gli interessi dell’economia merita senza dubbio attenzione.

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Contromano di Alessio del Grande

Con la politica fiscale il Ticino resta sempre fermo al palo

Toh, si riparla di amnistia fiscale. Dopo l’incontro dei Presidenti dei partiti di Governo, sembrano più disponibili la Lega, e a condizione di avere un’ampia maggioranza in parlamento, pure il PPD. Contrari, naturalmente, i Socialisti. Riuscirà il Parlamento a discutere del condono a settembre? Chissà? Il tema è troppo impegnativo e ad alto rischio, a meno di un anno dalle prossime elezioni cantonali. Peccato, perché sarebbe stata un'occasione persa, visto che pochi mesi fa erano tutti schierati lancia in resta nel sostenere l’urgenza dell’amnistia. Dunque, ancora incertezza sul condono e rinvio a tempo indeterminato per la riduzione delle gravose aliquote per i contribuenti più facoltosi. Poco meno di tremila persone, con redditi di oltre 250mila franchi, che con le loro imposte riempiono le casse dell’erario. Su 632 milioni di gettito fiscale complessivo delle persone fisiche, ben 170 milioni arrivano da loro. Ricchi in poche parole, che col loro denaro contribuiscono a finanziare in gran parte anche la generosa politica di aiuti e sostegni sociali. In un Cantone dove ben 112mila persone, su 330mila abitanti, sono in qualche modo sussidiati dallo Stato, e dove il 13% della popolazione, ossia 42mila cittadini circa, non paga imposte per redditi insufficienti. Contribuenti danarosi che il Ticino rischia, però, di perdere, di vedere andare via verso altri lidi che offrono condizioni fiscali molto più vantaggiose. “Il Ticino, in questo campo, resta fermo al palo, mentre gran parte degli altri Cantoni fanno a gara, sulla base di quanto consente loro il federalismo fiscale, per creare situazioni di favore per i grossi contribuenti e per le persone giuridiche” notavano amaramente il mese scorso con un lungo articolo sul Corriere del Ticino Marco Bernasconi e Donatella Ferrari. I due ex docenti del Centro tributario della SUPSI, che aveva elaborato uno studio proprio sull’urgenza della riduzione delle aliquote, sottolineavano i rischi di questo immobilismo nella politica tributaria ticinese, come se in questi anni non fosse accaduto nulla nel mondo finanziario internazionale. Invece, è capitato di tutto. Ma gli altri Cantoni, a differenza del Ticino, si sono mossi. Noi siamo rimasti fermi, come dimostra l’ultimo studio del Credit Suisse sull’attrattività dei Cantoni per gli insediamenti aziendali. Continuiamo a perdere posizioni sulla fiscalità per le persone giuridiche e per i contribuenti con alti redditi, uno scivolamento progressivo verso i piani

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bassi della classifica, il che è molto pericoloso nel quadro della concorrenza fiscale intercantonale e internazionale. Perché perdere posizioni significa perdere sempre più possibilità che imprese e ricchi contribuenti scelgano di venire i Ticino. È da troppo tempo ormai che da noi si aspetta un allentamento delle pressione contributiva sia per le imprese che per le persone fisiche. Anzi, col bilancio preventivo dell’anno scorso si sono aumentate le tasse per paura di ritrovarsi con i conti in rosso, mentre in realtà il risultato del consuntivo è stato poi al di sopra delle aspettative. Per sovvertire questo trend servirebbe una svolta radicale nella politica fiscale, ma purtroppo non c’è unanimità in Governo né una maggioranza pronta a sostenerla in Parlamento. Ed è per questo che amnistia e sgravi per i ricchi sono stati rimandati a tempi migliori. Ma non è solo una questione di Governo, di partiti e parlamento, che in definitiva sono lo specchio del Paese. Un Paese dove purtroppo domina una cultura assistenzialistica, alimentata anche da una politica sociale che ha creato un rapporto di dipendenza continua dallo Stato, senza riuscire, peraltro, ad eliminare le sacche di vero bisogno e di disagio economico. Ma per finanziare questa politica sociale servono soldi, e i soldi lo Stato e i Comuni li possono trovare solo con tasse e imposte. Non c’è altra possibilità: più aumenta la loro spesa, tanto più devono aumentare le entrate per l’erario. Senza farsi tante domande su chi sia a pagare e quanto. Se oggi si andasse a votare su un eventuale referendum per la riduzioni delle aliquote per i ricchi contribuenti, del resto già chiaramente minacciato dalla sinistra, questo sgravio verrebbe certamente bocciato a stragrande maggioranza. Perché la mentalità ormai corrente, plasmata da decenni di predicazione socialista contro i ricchi, è che la ricchezza va ripartita con il coltello del fisco e distribuita con sussidi, contributi e sostegni sociali. Senza angustiarsi tanto col fatto che per distribuirla questa ricchezza bisogna prima produrla. La battaglia per una politica fiscale diversa, che incoraggi e non mortifichi la produzione di ricchezza, prima ancora che in Parlamento va combattuta, dunque, nella società. Ed è una battaglia culturale, più che ideologica o politica, per ravvivare il sentimento di libertà e responsabilità individuale, il senso di autonomia dallo Stato, di autodeterminazione economica e di realizzazione personale.


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Il tema di Alessio Del Grande

Senza mobilità non c’è ricchezza

Solo quei geniacci dell’Ustra, il mitico Ufficio federale delle strade, possono pensare di chiudere a tempo indeterminato il tunnel autostradale del San Gottardo per i lavori di ristrutturazione e manutenzione straordinaria. A tempo indeterminato, si badi bene, probabilmente per mesi e mesi se non per anni, si parla addirittura di mille giorni, con tutto quello che ne consegue per il Ticino. Che rischierebbe scenari drammatici, come ha ben sottolineato Marco Borradori, Direttore del Dipartimento del Territorio. Ma la galleria del Gottardo è solo uno dei nodi che soffocano la rapidità e la sicurezza dei collegamenti del Cantone, che limitano quella mobilità efficiente e sostenibile che non ha però trovato ancora la giusta sinergia tra trasporto pubblico e traffico privato, anche a causa di un’inadeguatezza infrastrutturale ormai intollerabile. Al tema della mobilità, uno tra i tanti problemi che condizionano lo sviluppo economico cantonale, Ticino Business dedica l’approfondimento mensile ospitando l’opinione di esperti e dando voce all’esperienza diretta di specialisti che operano in questo importante settore. Oggi basta un intoppo o un incidente qualsiasi per mandare in tilt l’autostrada ticinese. Lo si è visto a fine aprile, quando tra il cantiere per i ripari fonici di Bissone, un tamponamento nel tunnel del San Salvatore e la rottura di un tubo idraulico di uno scavatore all’altezza di Coldrerio, si è paralizzato il traffico da Lugano a Mendrisio. E da quel che si è visto sinora la situazione è peggiorata da alcuni mesi, da quando, cioè, la competenza e la responsabilità della rete autostradale è passata dal Cantone all’Ustra. Tra lavori in corso e possibili incidenti, si profila un’estate di fuoco. Ormai, quasi ad ogni weekend si registrano code e rallentamenti al Gottardo e alla dogana di Chiasso Brogeda, le colonne non sono un più la maledizione solo degli esodi e controesodi estivi. Per tanti anni il grande problema della mobilità è rimasto assoggettato alla nevrosi ideologica della sinistra ambientalista, che a furia di allarmi, divieti e restrizioni ne ha pregiudicato ogni intelligente evo-

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luzione, con conseguenze assai pesanti anche per l’ambiente. La libertà di movimento delle persone e delle merci, così come la doverosa tutela dell’ambiente sono beni troppo preziosi per lasciarli solo nelle mani di un ecologismo da parata che usa la natura soprattutto per frenare la modernizzazione e la crescita economica. Anche per questo il “Forum sulla mobilità” (si veda: www.forumdellamobilita.ch), costituito da Aquanostra assieme alla Camera di commercio e


ad altre associazioni economiche, rappresenta un importante passo avanti per una visione più equilibrata e condivisa della protezione ambientale. Per una società in cui il traffico, ossia il trasporto pubblico come quello privato, e la rete d’infrastrutture che lo sostengono, siano una risorsa da gestire con intelligenza, e con lo sguardo sempre sul futuro, in una logica di complementarietà, più che un nemico da combattere con ogni mezzo. Perciò il Forum ha già focalizzato i

suoi campi d'azione: il Ticino e la mobilità nazionale e internazionale, la mobilità transfrontaliera e quella regionale, avanzando precise proposte. Viene il sospetto che la decisione dell’Ustra di chiudere il tunnel del Gottardo per i lavori di risanamento, una volta che sarà entrata in funzione la nuova linea di Alptransit, sia finalizzata soprattutto a costringere il traffico merci e quello privato ad usare la ferrovia, privandolo di fatto di ogni altra valida alternativa per i collegamenti Nord-Sud. Le varianti sugli assi del San Bernardino e del Sempione sono soltanto dei palliativi, cosi come l’uso della strada del passo che, oltretutto, diventerebbe assai pericolosa se dovesse assorbire un volume di traffico eccessivo. Ma al di là di questo legittimo sospetto sulle intenzioni dell’Ustra, resta sempre aperto, e insoluto, il problema più urgente, ossia il raddoppio e il completamento della galleria autostradale del San Gottardo. È questo il vero obiettivo per cui deve battersi tutto il Ticino, sia per ragioni di sicurezza nella circolazione sia per il fatto il nostro futuro economico dipenderà sempre anche dalla transitabilità agevole e veloce del tunnel. Dall’apertura, nel 1980, ad oggi nel tunnel si sono registrati circa 900 incidenti, con il tragico bilancio di 31 morti e di centinaia di feriti più o meno gravi. Negli ultimi anni con l’aumento del traffico gli incidenti sono all’ordine del giorno, disgrazie terribili come quelle del 2001 sono sempre in agguato. In uno stretto budello lungo 17 chilometri basta un autoveicolo in panne, un tamponamento, una disattenzione qualsiasi a provocare una strage. Basta l’incidente del 2001 per ricordare quanto costerebbe al Ticino la chiusura del Gottardo, allora la galleria restò sbarrata per due mesi con una perdita quantificata, in difetto, per la nostra economia di circa 33 milioni di franchi. Una chiusura per parecchi mesi o addirittura per qualche anno significherebbe il crollo del turismo, dei commerci, della logistica, della produzione industriale e di tutte le attività legate al collegamento stradale. In poche parole il tracollo economico.

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Il tema di Alessio Del Grande

È paradossale che oggi si profili questo rischio su un asse come quello del San Gottardo, che nei secoli è stato lo snodo dei traffici e degli scambi tra Nord e Sud, da cui è nata la ricchezza della Confederazione quando era ancora l’unione di pochi Cantoni. Ma al furore ambientalista contro il raddoppio del tunnel sfugge il senso della Storia e la direzione dell’umano progresso. Come ha ricordato recentemente l’associazione Aquanostra, alcuni studi dell’Ufficio federale dell’ambiente hanno attestato che grazie ai motori di nuova generazione, tra il 2003 e il 2008 sui tratti alpini dell’A2, Gottardo, e della A 13, San Bernardino, le emissioni di ossidi d’azoto e di polveri fini, ossia le sostanze che escono dai tubi di scappamento, sono diminuite del 40%. In sostanza, nonostante in questi anni sia aumentato il traffico, su queste tratte è diminuito l’inquinamento da NOx e PM10. L’industria automobilistica si è, dunque, evoluta con la produzione di veicoli, leggeri e pesanti, dai consumi più contenuti e meno inquinanti, l’ambientalismo radicale è rimasto, invece, inchiodato ad un’ideologia regressiva e passatista, che ignora volutamente i progressi dello sviluppo tecnologico per ingabbiare la società moderna nello schema

di un’organizzazione pianificata nel nome della natura. Oltre al raddoppio del Gottardo, sulla mobilità in Ticino pesano incertezza del proseguimento verso Sud di Alptransit e gravi ritardi negli interventi per alcune importanti tratte regionali. Pesa soprattutto il mancato collegamento veloce del Locarnese con l’autostrada. Anche in questo caso determinante è stato il NO degli ecologisti che ha poi coagulato e mobilitato altre opposizioni. Col risultato che, bocciato un progetto, sono ora allo studio tante altre varianti che richiederanno tempi assai lunghi per decidere. Intanto, il Locarnese, più che mai frantumato amministrativamente rispetto alle aggregazioni comunali che hanno cambiato la geografia del Sottoceneri, s’avvita su stesso. Sul versante italiano la regione è isolata da una strada tortuosa e intasata dall’intenso traffico frontaliero, mentre l’attraversamento del Piano di Magadino sia d’estate che d’inverno è ormai una via crucis. C’è da chiedersi quale sviluppo possa avere il Locarnese senza collegamenti stradali veloci. Che ne sarà tra qualche anno del suo turismo, dei commerci e delle nuove attività industriali che recentemente si sono insediate nella regione.

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Ospite Intervista di Lisa Pantini con Remigio Ratti, Professore titolare dell’Università di Friburgo; esperto di politica regionale e della politica dei trasporti Nord-Sud

Alptransit rivoluziona la mobilità: a noi anticipare visioni e progetti Remigio Ratti

Il sistema dell'alta velocità sta rivoluzionando la mobilità in Europa. La Svizzera come si allaccerà alla ferrovia veloce dei Paesi europei? “Per uno studioso è difficile accettare il termine di «sistema» dell’alta velocità in Europa; più accettabile è invece quello di rivoluzione della mobilità. Queste osservazioni svelano il carattere ancora molto nazionale delle politiche ferroviarie dei Paesi europei. Anche la Svizzera non fa eccezione: sia con Ferrovia 2000 (e presto con Ferrovia 2030), sia con le gallerie di base di Alptransit, ha scelto non tanto l’alta velocità quanto l’efficienza e l’alta capacità di una rete di servizio pubblico, il cui simbolo è l���orario cadenzato, ogni ora, mezz’ora o quarto d’ora. In questa rete si inseriscono, più o meno felicemente, i collegamenti e le composizioni delle ferrovie francesi, germaniche, austriache o italiane. Con le stesse nazioni la Svizzera ha firmato (laboriosamente) trattati (da far rispettare non senza difficoltà e rischi) per il miglioramento a termine degli allacciamenti al nostro sistema”. Resta ancora aperto il problema del proseguimento a Sud, verso l'Italia, di Alptransit. Come muoversi per arrivare ad una soluzione? “Le difficoltà più gravi si stanno forse registrando con la Germania, dove 170.000 ricorsi stanno frenando il potenziamento delle linee a Nord di Basilea. Ma l’Italia non «sfigura»: il quadruplicamento della linea a Sud di Como (Camerlata) verso Monza è previsto da tempo (per non parlare del quadrilatero di aggiramento di Milano). La sua messa in cantiere dipende praticamente da decisioni finanziarie sbloccate annualmente… e fin quando i treni ancora ce la fanno, si rimanda e ci si battibecca: il fatto che si preveda il completamento di Alptransit da Lugano a Chiasso per il dopo 2030 ha fatto dire a qualche dirigente ed autorità politica italiana che ormai siamo noi in mora. Per arrivare a una soluzione non bastano i trattati. Ci si muove in un campo di forze dove i più piccoli siamo noi ed occorre trovare argomenti aggiuntivi e costanti modalità di pressione per farci ascoltare e, eventualmente, per farci rispettare. Per esempio facendo valere come i

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venti miliardi di franchi finora investiti in Alptransit daranno tangibili frutti - dal 2017 (San GottardoBase) e dal 2019 (apertura al traffico delle gallerie del Ceneri) – proprio all’economia e alla grande metropoli lombarda assediata dal traffico; la stessa Lombardia dovrebbe essere il nostro principale alleato rispetto a Roma e con la stessa si dovrebbero costruire una strategia che inserisca anche la Svizzera nel precedente discorso dei collegamenti veloci intermetropolitani (il disastro della Cisalpino non cancella la bontà dell’idea di base) e all’interno della stessa metropoli Nord-lombarda (magari con nostri treni «flirt» della TILO a Milano-Centrale)”. Ferrovia 2030 non ha avuto un occhio di riguardo per il Ticino. C'è un deficit di attenzione politica di Berna verso il Cantone o, invece, una scarsa incisività dei nostri politici nel far valere le esigenze del Ticino? “La domanda riflette la posizione certamente Ticino-centrica delle reazioni a caldo e per ottenere qualcosa di meglio l’unica soluzione resta quella delle alleanze. Il Dipartimento federale competente (DATEC), con l’assistenza della Direzione generale delle FFS, per ora ha sottoposto in procedura di pre-consultazione un piano di investimento per Ferrovia 2030 in due varianti: 12 miliardi di franchi, rispettivamente, 21 miliardi da impiegare entro il 2030 per l’ammodernamento e nuovi investimenti infrastrutturali (compresi nella seconda variante il traffico d’agglomerato). Per il tracciato da frontiera a frontiera che interessa Alptransit è previsto un allargamento dei profili delle gallerie per vagoni a due piani e soprattutto per un traffico multimodale standardizzato; purtroppo però gli aggiramenti degli agglomerati di Bellinzona e di Lugano non sono stati per ora inclusi perché non ritenuti prioritari. Ma sono ben pochi i cantoni e gli interessati che sono stati soddisfatti. I mezzi sono talmente insufficienti – già in una precedente intervista su Ticino Business (di settembre 2009) avevo parlato di un aumento almeno a 30 miliardi”. Tra tante necessità ed appetiti, non saremo noi i perdenti? “Sono nate (forse ad arte?) contestazioni incro-


ciate: tra i fautori del rafforzamento delle linee dell’altopiano e quelli dell’asse Nord-Sud; tra le tesi delle politiche infrastrutturali di lungo termine e quelle dei liberisti, fautori di una politica dettata dal mercato (vedi un recente rapporto per Avenir Suisse) che mette in guardia su fondi e politiche infrastrutturali disgiunte da uno stretto rapporto costi-benefici. Il messaggio finale e le richieste di finanziamento su Ferrovia 2030 giungeranno nel 2011, ormai in pieno clima di rinnovo dei poteri federali. Ognuno troverà il modo di aggiungere argomenti, compreso la contrapposizione-condizione della seconda galleria stradale del San Gottardo (bloccata da un articolo costituzionale largamente voluto dal popolo). Ho paura che il vero tranello per il Ticino sarà quello di non poter trovare le giuste e forti alleanze esterne e addirittura di dividersi al suo interno”. Il Ticino e Alptransit: come cambierà la mobilità interna e con il resto del Paese? “Intanto occorre veramente apprezzare quanto capiterà con l’apertura al traffico delle due gallerie di base: guadagno di un ora nelle relazioni con il resto della Svizzera (Lugano–Zurigo, in 1 ora e 39 minuti); dimezzamento dei tempi nella rete interne ticinese tra Lugano e Bellinzona (12 minuti) e Locarno (22 minuti). Si potrà parlare di una vera rete urbana ticinese e transfrontaliera, considerando i treni TILO bicorrente fino a Sud di Como (Albate) e in particolare, a partire dal 2013/14, il collegamento con Varese e la linea del Sempione (via Gallarate); più tardi il collegamento diretto con Malpensa (un treno ogni ora da Lugano). E soprattutto le frequenze subiranno un salto di qualità: ogni quarto d’ora, nelle tratte interurbane e ogni mezzora sulle altre tratte secondo la domanda. Ci sono tutti gli elementi per rivoluzionare la mobilità”. Il Canton Ticino è pronto all'apertura di Alptransit o sarebbe necessario intervenire a livello di infrastrutture per sfruttare meglio questa grande opportunità? “Malgrado la rilevanza del tema di Ferrovia 2030 – la cui soluzione esige lucidità di idee, pragmatismo e

capacità di negoziazione (al di fuori della gran cassa delle messe in scena elettorali) – il Ticino ha grande interesse a concentrare tutta la sua attenzione per anticipare, con interventi complementari, gli effetti economici, sociali e d’organizzazione territoriale dell’apertura al traffico delle due gallerie di base – e della bretella Mendrisio-Varese-Gallarate (Malpensa). Infatti, la natura e le caratteristiche degli impatti non sono scontate e dipendono dalla nostra politica attiva e da tutti gli attori, pubblici e privati. Quali saranno le conseguenze strutturali? Le alternative inquietanti non mancano: diventeremo una zona grigia tra le due metropoli di Zurigo e Milano oppure c’è spazio per costruire un nostro posto al sole? Risolveremo finalmente una parte dei nostri problemi di mobilità interna e di organizzazione del territorio oppure si continuerà sul modello della «città diffusa» e della periferia metropolitana? L’esempio del Vallese dopo l’apertura, a fine del 2007, della galleria di base del Loetschberg può in parte aiutarci. Ho sul tavolo diversi studi commissionati sin dagli anni duemila per intravedere forze e debolezze della regione; si è mossa l’economia fondiaria (indicatore fondamentale che precede tutti gli altri), si sono mossi cantone e comuni e soprattutto i privati. A Visp sono sorte diecimila unità insediative equivalenti. Ma si registrano anche effetti di drenaggio, ed è aumentato il pendolarismo scolastico e professionale verso Thun e Berna. Il Ticino e la Mesolcina sembrano appena percepire il tema, a macchia d’olio e, in funzione di singoli interessi. I progetti alle stazioni di Muralto e Lugano soprattutto e, forse, di Mendrisio e di Bellinzona hanno un carattere anticipatorio. Per ora, tuttavia, non c’è niente di sistematico nell'antecipare gli effetti di Alptransit e il tema non è ancora caldo. Ma è il momento di mettere a punto strategie per dare concretezza al Piano Direttore del territorio, alle visioni degli agglomerati urbani e alla loro progettualità pubblica e privata, senza dimenticare i nuovi spazi in cui si posiziona la montagna (progetti San Gottardo 2020 e Parchi Nazionali). I prossimi dieci anni presentano vere e originali opportunità di sviluppo: tuttavia esse non maturano solo aspettando i treni entrare ed uscire dalle nuove gallerie ferroviarie”.

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Ospite Intervista di Lisa Pantini con Giovanni Pedrozzi, Ing. Geot. ETH e Ing. Civ. SUPSI, Presidente ASIAT - Associazione Studi d'Ingegneria e d'Architettura Ticinesi

mobilità: Investimenti e percorsi alternativi per non restare bloccati Giovanni Pedrozzi

Può tracciare una sua valutazione, in generale, delle infrastrutture per la mobilità in Ticino, della rete ferroviaria e di quella stradale? “Oggigiorno tutto evolve rapidamente, e come per un’azienda, se la nostra regione vuole restare competitiva bisogna investire in continuazione anche nelle infrastrutture per la mobilità anticipando i bisogni, prima che diventino dei problemi. Nel Canton Ticino si è investito molto nella mobilità fino agli anni Ottanta e i frutti si sono raccolti nei decenni successivi; molte aziende si sono insediate nel nostro territorio portando posti di lavoro e benessere. Purtroppo dagli anni Novanta si è investito poco nella mobilità e in nodi stanno venendo al pettine. A risentirne sarà soprattutto l’economia; un azienda non si stabilisce in una regione dove i dipendenti o le merci restano ferme bloccate nel traffico, oppure non sono servite adeguatamente da una linea ferroviaria industriale, per non parlare del turismo. Per rispondere alla sua domanda l’asse autostradale Nord – Sud, che fino a pochi anni fa era molto funzionale e ha favorito lo sviluppo del benessere nel nostro Cantone, da diversi anni ha dei problemi di capacità nello smaltire il traffico. Da qualche anno si è aggiunto il problema dell'accesso agli agglomerati, fenomeno presente in quasi tutte le città svizzere. Se fino a pochi anni fa era facile prevedere quando si formavano gli ingorghi, e chi era flessibile poteva evitarli, adesso capita di trovarsi fermi nel traffico in giorni e orari non prevedibili. La ferrovia e il trasporto pubblico, efficaci negli agglomerati e nel collegare le città, ha invece delle difficoltà nel permettere un capillare servizio nelle regioni più discoste in tempi di percorrenza concorrenziali con il traffico privato, problema presente in tutte le regioni diffuse e di montagna come il Canton Ticino. Manca all’appello la mobilità Est – Ovest, che a mio modo di vedere, forse per ragioni culturali o mancanza di coraggio nel promuoverla, è sempre stata poco considerata nonostante il grosso potenziale. Adesso ci ritroviamo con un asse Sud – Nord importante ma al limite della sua capacità che in caso di un minimo imprevisto va in tilt perché non ci sono

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alternative. Sviluppare gli assi Est – Ovest, oltre a permettere dei percorsi alternativi alla mobilità, hanno un grande potenziale e metterebbero in rete la nostra regione. Per esempio una linea ferroviaria Domodossola – Locarno – Bellinzona – Roveredo – Val Chiavenna ci avvicinerebbe alla linea del Sempione, alla Svizzera Romanda, all’Engadina e alla Valtellina. A livello di traffico stradale c’è il collegamento di Locarno alla rete nazionale e aggiungo il prolungamento oltre Locarno verso l’Italia. Sempre a livello stradale interessante è l’asse Est – Ovest da Luino – Ponte Tresa – Agno – Lugano – Porlezza – Menaggio. Se gli assi Est – Ovest sono oggigiorno sotto sviluppati è perché a livello Federale si vede solo l’importanza dell’asse Nord-Sud e non dell'asse Est – Ovest, qui sta a noi Ticinesi a promuovere gli assi Est – Ovest, allineandoci per esempio con il Vallese, Canton Vaud, Grigioni e le Regioni italiane, con in primis la Valtellina”. Quali sono a suo avviso le situazioni più critiche? “Per il trasporto pubblico, e nel caso specifico intendo il treno regionale TILO, che collega le città ticinesi, si ha il problema degli agglomerati di Bellinzona e di Lugano, perché la sua capacità è già al limite in quanto si sovrappone al traffico Nord-Sud. Queste strozzature bloccano lo sviluppo dell’interessante progetto TILO, problema che si accentuerà fortemente con l’apertura della galleria AlpTransit. Oppure la tratta ferroviaria Italiana a Sud di Chiasso, quest’ultimo problema verrà in parte risolto con la nuova linea ferroviaria Mendrisio – Varese. A livello di trasporto stradale il problema principale sono le colonne ai portali della galleria del S. Gottardo, colonne che adesso ci sono anche in giorni privi del traffico dei turisti, gli accessi alle città, in primis Locarno, la tratta autostradale Lugano – Mendrisio e la strada cantonale Manno – Ponte Tresa. Purtroppo la lista si allungherà e se anche oggi si decide di intervenire, ora che i progetti verranno realizzati passeranno diversi anni. Stiamo pagando la mancanza di progettualità e di prevedere l’evoluzione dei traffico dei ultimi due decenni”.


Parlando di trasporti pubblici e privati: come incentivare i primi senza limitare, però, la libertà dei privati con continui divieti, eliminazioni di parcheggi o costi sempre più elevati per i posteggi pubblici? “Io non metto in concorrenza i trasporti pubblici e privati, secondo me sono complementari. Molti pensano che i Ticinesi utilizzano poco i trasporti pubblici perché abbiamo la mentalità latina, io sono di un altro parere. Tutti i Ticinesi e gli Italiani che vivono a Zurigo, Berna o Basilea si spostano con i mezzi pubblici e non ci pensano neanche a utilizzare la macchina. E ciò perché: primo, perché in un agglomerato si può avere una rete capillare, efficace ed economicamente sostenibile di mezzi pubblici e secondo perché sono più rapidi e economici dei mezzi privati. Nessun commerciante della Bahnhofstrasse di Zurigo si lamenta che i clienti non possono andare in centro in auto. Il problema del Ticino è la configurazione del territorio, città diffusa in un contesto montagnoso, e la mancanza di un offerta di trasporto pubblico concorrenziale. Ne è la conferma dei P+R a Pambio - Noranco e a Cornaredo (Lugano) che sono sempre pieni. Secondo me porre dei divieti non è la giusta via, la soluzione corretta è creare dei mezzi pubblici efficaci. Il ritorno del tram a Lugano, se ci sarà , avrà un enorme successo! Si veda quello che è successo a Losanna, dove nel 1991 è stata inaugurata la linea del TSOL, recentemente la seconda linea, e si parla già di una terza linea. Gli investimenti sono stati molti importanti e i promotori venivano criticati in quanto il tram non sarebbe stato economicamente sostenibile. Già dopo pochi mesi l’afflusso di passeggeri era superiore alle previsioni e i critici sono stati zittiti dai fatti. Se a Lugano arriverà il tram, e le stazioni saranno ubicate nei punti strategici della città, il problema dei parcheggi in centro città non ci sarà più, semplicemente perché la gente parcheggerà nei più comodi P+R. L’unico problema del tram è il grosso investimento iniziale che a livello politico non è facile da far passare”. Oggi basta un qualsiasi cantiere o incidente, soprattutto sull'A2, per mandare il traffico in tilt. Non crede che il Ticino sia rimasto indietro con la rete stradale e autostradale? “Per rispondere a questa domanda, si deve parlare del comportamento del traffico e della necessità di fare dei continui lavori di manutenzione ai manufatti stradale e ferroviari. Il traffico bisogna immaginarlo come un fiume, le automobili sono delle gocce d’acqua. Fin tanto che il flusso è regolare tutto va bene. Se c’è una piena e il letto del fiume ha delle riserve di capacità sufficienti non ci sono dei problemi. Si hanno i problemi se il flusso d'acqua è al limite della capacità del letto del fiume in quanto al primo piccolo imprevisto si ha un effetto a catena e

il problema si ingrandisce, per esempio un semlice tronco che si incastra sotto un ponte può provocare lo straripamento del fiume. Per il traffico è la stessa cosa. Il problema della nostra rete stradale, ma anche ferroviaria, è la riserva di capacità limitata già nei momenti con traffico normale, basta un minimo imprevisto per mandare tutto in tilt. Questo si accentua sugli assi Nord – Sud perché in caso di problemi, gli utenti non hanno alternative. A questo si aggiunge la necessità di fare ordinari e straordinari lavori di manutenzione delle strade e delle linee ferroviarie. Questi cantieri limitano la capacità della mobilità e nel definire la capacità di traffico di una strada o di una linea ferroviaria vanno considerati in quando i cantieri sono inevitabili. Se la rete stradale e ferroviaria è già utilizzata al massimo della sua capacità, ed è il caso del Canton Ticino, bastano un semplice cantiere o un incidente per creare un ingorgo”. Come s'immagina la mobilità nel Ticino del 2020? “Vedo grossi problemi di mobilità perché ho l’impressione che in Ticino manca progettualità e coraggio di portare avanti dei progetti importanti e innovativi. Si corre per spegnere un incendio locale, con il rischio di spostare il problema, ma come si riesce a spegnerne uno ce ne sono altri nuovi. Anche se oggi si parte con molti progetti, la loro realizzazione richiederà molto tempo, dunque nei prossimi anni avremo comunque grossi problemi di mobilità. Se vogliamo che tra dieci vent’anni la mobilità migliori dobbiamo partire adesso con dei progetti. Mi preoccupa molto la chiusura della galleria stradale del S. Gottardo, si parla di due o quattro anni, in quanto la nuova linea AlpTransit non è assolutamente in grado di smaltire tutto il traffico merci, e di percorsi alternativi ce ne sono pochi. Il Ticino dovrà lottare anche per evitare lo smantellamento dell’attuale linea ferroviaria del S. Gottrado, linea che ha importanti costi di manutenzione. Questa linea è importantissima, non solo perché serve una valle già fortemente penalizzata, ma sarà utile in futuro se la galleria AlpTransit verrà chiusa qualche giorno a causa di un incidente oppure si dovranno fare dei lavori di manutenzione. In futuro anche la galleria di AlpTransit subirà dei lavori di manutenzione e verrà chiusa per qualche anno, con l'abbandono dell'attuale linea tra 50 anni avremo lo stesso problema della galleria stradale del San Gottardo. Non da ultimo il non prolungamento di AlpTransit a Sud perché con l'apertura della galleria AlpTransit il traffico aumenterà sull'asse Nord - Sud e bloccherà lo sviluppo del progetto ferroviario TILO. La linea ferroviaria sarà così tanto sfruttata che si avranno problemi addirittura a fare i lavori di manutenzione alla stessa, difficoltà che ci sono già adesso”.

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Ospite Intervista di Lisa Pantini con Gian Michele Zeolla, Co-Gerente AutoPostale Svizzera SA per l’Impresa Gerente di arcobaleno

arcobaleno aziendale: un buon esempio a favore della mobilità

Gian Michele Zeolla

In che misura oggi è cambiata la sensibilità dei cittadini verso i trasporti pubblici? “La fruizione del mezzo pubblico comporta tutta una serie di vantaggi per i singoli utenti e di conseguenza per l’intera comunità. Infatti, in termini di impatto ambientale, sicurezza, economicità, possibilità di socializzazione e altro ancora, il mezzo pubblico offre soluzioni che non sono ottenibili altrimenti. Questa premessa per sottolineare il fatto che, in questi ultimi anni, tali tematiche sono riemerse con maggiore vigoria persuadendo in maniera più efficace l’utenza e, di conseguenza, mutandone proprio la sensibilità. A testimonianza di questo fatto vi sono le cifre che indicano una costante crescita della domanda in termini di abbonamenti emessi”. E quella delle aziende? “Si potrebbe creare un parallelo rispetto a quanto espresso poc’anzi. Aggiungendo, tuttavia, che per le aziende bisogna avere un approccio più ampio. In altri termini, per diverse realtà regionali, oltre agli aspetti di ordine generale, vi sono peculiarità specifiche. Per esempio la creazione stessa di un’offerta ad hoc appetibile. Inoltre vi sono almeno altri due aspetti da citare. Il primo riguarda l’immagine dell’azienda verso l’esterno: profilarsi come azienda sensibile alla tematica ambientale, alla sicurezza, ha certamente un effetto positivo nei confronti della comunità/mercato in cui opera. il secondo aspetto è, invece, rivolto verso l’interno ovvero verso i propri dipendenti che, ricevendo un sostegno per la fruizione del mezzo pubblico, hanno da un lato un valore aggiunto in termini economici e dall’altro sono «ambasciatori» stessi dell’immagine aziendale, creando pertanto un senso di orgoglio e partecipazione attiva delle strategie aziendali”. Quali interventi sarebbero auspicabili affinché la rete dei trasporti pubblici sia sempre più adeguata anche ai bisogni della mobilità aziendale? “Sono molteplici i livelli di intervento possibili: au-

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mento dell’offerta, creazione di reti ancor più integrate, una comunicazione più performante e, come sopraccitato, creazione di collegamenti specifici. Tuttavia, nella realtà, tutto ciò deve rispettare un principio che per qualsiasi azienda è alla base di ogni decisione: conciliare le esigenze economiche con la sostenibilità delle stesse. Dunque, come si evince, le leve sulle quali agire sono almeno due: da una parte il costante miglioramento al quale noi operatori ci orientiamo, dall’altra vi sono le politiche aziendali”. Un bilancio di «arcobaleno aziendale»? “Il bilancio è soddisfacente poiché per i primi due anni abbiamo dati confortanti. Sono state contattate circa 150 aziende tra le quali 40 hanno aderito all’iniziativa stipulando i contratti proposti. Tutto ciò si traduce in circa 1’300 abbonamenti emessi per una fatturazione complessiva superiore al milione di franchi”. Con i diversi piani regionali dei trasporti si sta progressivamente riorganizzando la mobilità in Ticino. In questa nuova configurazione quali sono, in generale, le potenzialità da sfruttare per i trasporti pubblici? “Di potenzialità ve ne sono e, alcune, sono state già citate poco sopra. Nondimeno, è doveroso citare un evento che darà certamente un forte segnale a tutta la mobilità cantonale. Infatti, con la futura introduzione della Comunità Tariffale Integrale Ticino e Moesano, sarà ulteriormente rafforzato il «sistema mobilità» del traffico pubblico. Il potenziale è di assoluto valore, proprio per tale ragione stiamo lavorando alacremente affinché tale opportunità si trasformi in una consolidata certezza”.


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Biblioteca liberale di Alessio del Grande

Così perdiamo la nostra libertà Ogni giorno perdiamo un po’ della nostra libertà senza rendercene conto, senza reagire, scrive il sociologo tedesco Wolfgang Sofsky nel suo ultimo saggio “In difesa del privato” (editore Einaudi). “Per i sudditi l’inflazione delle norme è talmente naturale che nemmeno si accorgono di come perdano la loro libertà privata. La velocità di spostamento viene limitata rigorosamente, razionato lo spazio per il parcheggio, chiuso l’accesso ai centri città. Ordinanze regolano gli orari degli acquisti e dei consumi, vietano i lavori liberi, le scommesse rischiose e la causale fortuna al gioco. I piaceri vengono espressamente banditi, demonizzate le voglie eccessive e l’ebbrezza, nella quale il suddito a volte si libera del peso della propria esistenza, è soggetta a pene severissime. Le norme devono sbarrare i confini della normalità”. Il libro di Sofsky, autore anche di un altro stimolante volume, “Rischio e sicurezza”, inizia descrivendo la giornata tipo del signor Anton B. seguendolo passo passo dal risveglio al mattino a quando si reca al lavoro, al rientro a casa. Ebbene, ogni fase della sua giornata è in qualche modo registrata da telecamere a circuito chiuso, telepass, carte di credito, chiavi e schede elettroniche, keylogger del computer, autovelox e dal backscatter quando fa la spesa in un grande supermercato. La sera, prima di andare a letto, Anton B. ripassa brevemente in rassegna i fatti della giornata e viene colto da un lampo di nausea appena comincia a rendersi conto di non essere rimasto solo nemmeno un minuto, che ogni suo movimento è stato monitorato. “In difesa del privato” è un forte grido d’allarme contro la tendenza ormai dominante alla schedatura digitale totale. Tutti ormai sappiamo che ogni nostro comportamento, pubblico e privato, oggi è sempre più visibile, che la nostra condotta è documentata, controllabile e controllata, attraverso un flusso incessante di tracce e d’informazioni che passano dalla rete digitale e che vengono, più o meno a lungo, memorizzate e archiviate: “In caso di dubbio ogni fatto del passato può essere ricostruito”. Anche perché ogni persona lascia più tracce di quanto immagini. Un’erosione continua del nostro privato di cui non si avverte più la pericolosità, perché da un pezzo ci si è abituati ad essere sorvegliati, perché le telecamere e altre diavolerie elettroniche promettono sicurezza e i mille servizi informatici offrono tante comodità. “A parte qualche sporadica seccatura – scrive Sofsky – il cittadino trasparente apprezza le facilitazioni dell’era digitale. Senza esitazioni rinuncia a essere inosservato, anonimo, inaccessibile. Non avverte la perdita di libertà personale. Nemmeno immagina che ci sia qualcosa da difendere. È troppo poco geloso della propria sfera privata per preservarla a costo di altri vantaggi. La privatezza non è un programma politico che possa portare voti. La tutela del segreto non è un compito suscettibile di consenso nella società della comunicazione dilagante. L’esigenza di essere lasciati in pace è poco diffusa. Contrasta troppo con lo spirito di un’epoca che butta tutto in politica e antepone la notorietà alla privatezza”. In una società, cioè, che incoraggia e premia la ricerca ossessiva della

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visibilità, in cui trionfano ogni genere di reality, di piccolo o grande fratello, e dominata in ogni ambito, dalla politica allo spettacolo, dallo sport al costume, da un gossip incessante e invadente che si eleva a pubblica opinione. “Il primo interesse non è il segreto privato – scrive –, ma la messa in scena pubblica di se stessi. Chi non si vede non esiste, dice la legge della società mediatica. Non si teme di essere spiati, ma di non essere notati”. Le riflessioni di Sofsky inquietano perché inducono a riflettere su cose di cui ci siamo ormai disabituati a pensare. “La difesa del privato è il primo passo – avverte – per la salvezza della libertà”. Ogni dominio sia esso democratico oppure autocratico, minaccia la libertà individuale: “Nelle tirannie il suddito teme l’arbitrio del despota e dei suoi complici. Nella democrazia auspica la tutela da parte dell’autorità. Non cerca protezione nei confronti dello stato, ma da parte dello stato”. Ecco la grande leva che serve a scardinare pezzo dopo pezzo la sfera privata e con essa la libertà di ognuno di noi: “La crescita dello stato moderno si accompagna sempre a un’erosione del privato (…) Sotto il vessillo dell’assistenza e della prevenzione, gli spazi di libertà vengono sempre più ristretti. Senza informazione, senza fascicoli e banche dati non esiste un dominio burocratico. Lo stato non si è mai limitato a garantire la libertà. Ha sempre mirato ad espandere il proprio dominio, magari col pretesto di voler elevare moralmente la società”. Lo stato che si legittima, dunque, anche come custode della moralità e dei “confini della normalità”, attraverso norme e divieti che servono solo a creare o, quantomeno incoraggiare, quelle situazioni che cercano di impedire, col solo risultato di estendere continuamente in ogni direzione gli apparati di controllo. L’analisi di Sofsky indaga tutti gli aspetti del dominio dello stato e della sua intrusione nella sfera privata: proprietà, lavoro, casa e persino sul corpo che, nella vita come nella morte, diventa oggetto dell’esercizio di un biopotere sempre più invasivo e pervasivo.

Titolo: In difesa del privato

Autore: Wolfgang Sofsky

Editore: Einaudi


Attualita` di Angelo Geninazzi, Coordinatore di economiesuisse per la Svizzera italiana, Federazione delle imprese svizzere

La Compliance aziendale: principi, valori, benefici

Cinque elementi fondamentali per una Compliance operativa

La necessità per un’impresa di mettere in pratica un sistema che promuova il rispetto della legge o un programma di Compliance fa parte degli elementi centrali di una gestione coscienziosa. Le imprese di piccola dimensione che svolgono un’attività in Svizzera mettono in atto misure semplici, dirette e limitate per garantire il rispetto della legge, mentre i gruppi attivi a livello internazionale devono mettere in atto un vero programma di Compliance professionale. L’assetto della Compliance è costituita da cinque elementi fondamentali. 1. I valori e le regole di comportamento costituiscono il perno del dispositivo; la volontà d’integrità mostrata dalla direzione è un pilastro della cultura imprenditoriale. 2. La struttura costituisce il principale pilastro della “Compliance House”: la direzione veglia affinché le regole di comportamento e dunque il rispetto della legge sia messo in atto efficacemente per mezzo della struttura del dispositivo. Questa garanzia dell’efficacia del dispositivo passa attraverso la creazione di unità indipendenti alle quali possono essere annunciati in maniera confidenziale sospetti o violazioni della legge.

5) Controllo e sviluppo 4) Incitamenti e sanzioni

3) Processi

In un contesto di globalizzazione sempre più accentuato, la complessità delle sfide deriva anche da una regolamentazione statale e da vincoli giuridici in continua evoluzione. Il successo imprenditoriale a lungo termine passa di conseguenza anche da una cultura forte dell’integrità e della legalità o in altre parole, dal minuzioso rispetto delle regole. In una sua pubblicazione, economiesuisse ha definito i principi di una gestione operativa della Compliance ispirata dalla prassi internazionale in materia ma basati sulle specificità e sulle necessità delle imprese svizzere. Ogni impresa deve tuttavia definire il proprio concetto di Compliance e metterlo in atto.

2) Strutture

1) Principi e regole di conduzione: il nocciolo della cultura imprenditoriale

Fonte: economiesuisse, 2010

3. I processi di Compliance formano, con la relativa organizzazione, il programma di Compliance di un’impresa. Questi includono ad esempio l’analisi regolare dei rischi giuridici, l’adozione e l’applicazione di direttive interne, la formazione dei collaboratori o il trattamento di informazioni relative a sospetti o violazioni della legge. 4. Istituzione di un sistema di incitamenti e sanzioni: l’integrità e la legalità del comportamento devono essere le condizioni di ogni retribuzione. Meriti particolari possono essere ricompensati e l’efficacia del programma non deve assolutamente essere controbilanciata da incitamenti contrari. Le inadempienze alla legge devono essere punite. 5. Occorre che la direzione dell’impresa vigili affinché l’efficacia del dispositivo venga regolarmente analizzata, in modo da poter porre immediatamente rimedio alle debolezze. L’adozione e la gestione di un dispositivo di Compliance è più che mai necessaria per le imprese, considerate le sempre maggiori esigenze legali e sociali in un ambiente economico complesso. Una Compliance efficace riduce il rischio di sanzioni giudiziarie, di una diminuzione dei guadagni finanziari e di danni causati alla reputazione. Dunque l’adozione di un dispositivo efficace è nell’interesse di tutti. Per informazioni più dettagliate si veda anche: «Principi per un Compliance-Management mirato», dossierpolitica 7, 12 aprile 2010, www.economiesuisse.ch/web/it/pubblicazioni/dossierpolitica

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At tualita` di Daniela Lepori e Boris Zürcher, Avenir Suisse

Per una politica dei trasporti sostenibile in tutti i sensi Articolo tratto dal volume curato da Avenir Suisse e scritto da Rico Maggi e Angelo Geninazzi: «Verkehrt: Plädoyer für eine nachhaltige Verkehrspolitik», Edizione NZZ Libro, Zurigo, 2010

I trasporti stanno alla base del benessere economico e nel contempo costituiscono un elemento fondamentale per uno sviluppo sostenibile: lo sfruttamento del territorio, il consumo energetico e le emissioni hanno infatti un impatto determinante sull’ambiente e generano rilevanti effetti a livello territoriale e sociale. Da qualche tempo la politica svizzera dei trasporti proclama la sostenibilità quale suo obiettivo prioritario. Sul fronte della sostenibilità economica, l’attenzione è posta su una predisposizione ottimale dell’infrastruttura a lungo termine e su un’offerta efficiente di servizi di trasporto, orientata alla disponibilità di pagamento dei consumatori. Si tratta di garantire in questo contesto la copertura dei costi provocati dai partecipanti al traffico e di impedire che vadano a generarsi delle esternalità. Raggiungere l’obiettivo attraverso un ampliamento dell’offerta? La Svizzera è considerata un modello per quanto riguarda i suoi trasporti pubblici. Ciò deriva non soltanto dalla sistematica espansione dell’infrastruttura, bensì anche da una promozione mirata dei trasporti pubblici nelle agglomerazioni (sistema delle reti celeri regionali) come anche a livello svizzero (Ferrovia 2000). Le frequenze dei collegamenti sono state negli ultimi decenni intensificate, i tempi di tragitto tra le città ridotti a meno di un’ora e le coincidenze migliorate su tutto il territorio. Questi sforzi sono stati accompagnati da un’unificazione delle tariffe, realizzata attraverso i più diversi tipi di abbonamenti per zone (vedi per esempio abbonamento Arcobaleno per il Ticino) e una politica dei prezzi (per esempio abbonamenti metà-prezzo) che mantiene gli aumenti al di sotto dell’incremento dell’indice dei prezzi al consumo. Gli incentivi collegati a questo sistema sono evidenti: i trasporti pubblici e, con essi, il bene «mobilità» diventano sempre più appetibili. Tutto questo ha però anche delle conseguenze. I trasporti pubblici aumentano ovunque (in città come nelle regioni più discoste) e a lungo termine le economie domestiche e le aziende reagiscono ottimizzando le proprie ubicazioni. Poiché i prezzi dei terreni nei centri urbani aumentano in virtù di migliori collegamenti disponibili e di una delimitazione della densità di edificazione da parte delle autorità di pianificazione territoriale, nel libero mercato prevale pertanto la logica della «bid rent» (va a stabilirsi in centro chi è in grado di offrire le rendite di base più elevate). Si giunge così ad uno scollamento tra sede lavorativa e residenziale. Oltre a edifici a destinazione commerciale e ad attività redditizie che presentano un modesto fabbisogno di spazio, nei centri si trovano pertanto da un lato appartamenti di lusso e, dall’altro, abitazioni che rientrano nel settore “protetto” (locatari a lungo termine, appartamenti costruiti da cooperative edilizie ed edilizia popolare). Di conseguenza le agglomerazioni si espandono e la domanda di servizi di tra-

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sporto pubblici aumenta ulteriormente; il suo soddisfacimento per mezzo di ulteriori investimenti e intensificazioni degli orari mantiene vivo questo “processo cumulativo circolare”. Attraverso l’incentivazione dei trasporti pubblici, le strade vengono proporzionalmente sgravate dal traffico e i costi (spese degli utenti e tempi di tragitto) si riducono. Si creano così anche in questo caso incentivi di breve e di lungo periodo al consumo di una crescente mobilità attraverso un maggior sfruttamento delle automobili (anche e soprattutto nel tempo libero). Sul territorio vengono così nuovamente attivati gli stessi processi. Anche il traffico individuale motorizzato contribuisce così a rafforzare il processo circolare: si può dire quindi dire che siamo caduti nella “trappola della mobilità”. Il processo descritto non è circoscritto al solo traffico di agglomerazione, ma riguarda in modo analogo anche la mobilità a più lungo raggio, rispettivamente il traffico intercittadino. La rete ferroviaria svizzera è stata ampliata in modo mirato nell’ambito della strategia di Ferrovia 2000: l’offerta è stata migliorata in misura significativa grazie all’acquisto di nuovo materiale rotabile e gli orari sono stati intensificati al ritmo di un collegamento ogni ora o ogni mezz’ora. Al contempo è stata completata anche la rete delle strade nazionali. In questo contesto, il meccanismo agisce tuttavia soprattutto attraverso l’ampliamento dell’offerta di trasporti pubblici. Ad eccezione del completamento delle circonvallazioni urbane, le strade nazionali vengono costruite soprattutto lungo collegamenti poco trafficati (completamento della rete originariamente pianificata). I tratti di autostrada particolarmente sollecitati sono invece confrontati con problemi di sottocapacità, per cui sono stati ora previsti interventi nei punti nevralgici e la costruzione ad esempio di una terza corsia. I meccanismi di finanziamento dei trasporti pubblici e privati Il “processo circolare cumulativo” è strettamente collegato alla separazione tra il finanziamento e la fissazione dei prezzi dell’infrastruttura dei trasporti, rispettivamente all’assenza di un sistema di finanziamento da parte degli utenti. In Svizzera l’ampliamento e la manutenzione dell’infrastruttura dei trasporti e la predisposizione di servizi di trasporto pubblici vengono finanziati principalmente attraverso le entrate fiscali nonché tramite tasse speciali. Il finanziamento dei servizi di trasporto non è dunque direttamente collegato ai costi che tale servizio causa. Inoltre, le spese vengono distribuite tra tutti i contribuenti, rispettivamente tra tutti gli utenti della strada e non soltanto tra coloro che usufruiscono di un determinato servizio in un determinato momento. Si creano così degli incentivi che portano ad un eccesso di disponibilità di infrastrutture e servizi e di conseguenza anche a un consumo eccessivo. In uno Stato federalista come la Svizzera, questo meccanismo è ulterior-


mente rafforzato dal mercato politico. La concentrazione dei benefici su uno spazio ristretto (comunale, regionale, cantonale) e il relativo finanziamento a livello federale creano incentivi sbagliati anche su questo fronte. I cittadini percepiscono infatti meglio i benefici locali e ne usufruiscono effettivamente in maggiore misura in relazione ai costi che invece sono chiamati a sostenere. È pertanto chiaro che la politica svizzera dei trasporti potrà sottrarsi al pericoloso processo cumulativo soltanto se verrà rimesso in discussione l’attuale sistema di finanziamento. Sebbene i fondi siano di per sé coerenti con un approccio alla pianificazione di lungo periodo (essi consentono infatti di ampliare l’infrastruttura indipendentemente dai dibattiti relativi al budget annuale) è proprio l’esistenza di questi «contenitori» a promuovere i giochi di distribuzione federalisti e a stimolare le più disparate fantasie espansionistiche dei politici che, in mancanza di una chiara delimitazione budgetaria, sono liberi di proporre nuovi progetti. I fondi devono essere pertanto aboliti e il finanziamento dell’infrastruttura dovrebbe avvenire in futuro tramite tasse sull’utilizzo e le finanze federali. La nostra politica dei trasporti è sostenibile? L’interesse per la sostenibilità è un’immediata conseguenza del solido sviluppo economico della seconda metà del secolo scorso e dello spreco di risorse e dell’inquinamento ambientale. Questi fenomeni si accompagnano poi al crescente livello di benessere in seguito ad una regolamentazione debole o assente, alla mancanza di una definizione dei diritti di proprietà e non da ultimo all’aumento dei trasporti motorizzati terrestri e aerei. I problemi per l’ambiente che ne risultano hanno suscitato un interesse politico che porta a sottolineare spesso la dimensione ecologica ponendola in molti casi in primo piano negli sforzi politici di promozione di uno sviluppo sostenibile. Tutto ciò

vale anche e soprattutto per la politica dei trasporti. È pertanto necessario riesaminare tutte le dimensioni di quest’ultima con riferimento alla sostenibilità. In quest’ottica la dottrina attualmente dominante, secondo cui la mobilità e i trasporti possono essere guidati verso uno sviluppo sostenibile per mezzo di interventi, regolamentazioni e investimenti infrastrutturali, viene riesaminata e confrontata con una politica orientata agli incentivi. Una simile politica si concentra infatti sulla creazione consapevole di incentivi volti a influenzare il comportamento individuale degli attori che promuove lo sviluppo desiderato. Questo «libro bianco» qualifica il grado di raggiungimento dell’obiettivo di una politica dei trasporti sostenibile sulla base di quattro diversi ambiti: il traffico di agglomerazione, la costruzione delle strade nazionali, il traffico transalpino con la politica di trasferimento del traffico ad esso collegata e l’integrazione, sotto il profilo della tecnica dei trasporti, della Svizzera nella rete internazionale ad alta velocità. Alla luce di una diagnosi riassuntiva si pone l’accento sugli incentivi creati dall’attuale politica dei trasporti. Il suo obiettivo prioritario - la sostenibilità - non viene messo in discussione in questo contesto: piuttosto la ponderazione assegnata alle tre dimensioni (economica, ecologica e sociale). Invito al dibattito pubblico organizzato da Avenir Suisse e SGOC-Anziani Goliardi: “Too big to fail: rischi e rimedi” Lunedì 14 giugno 2010, ore 18.00, Hotel Splendide Royal a Lugano Interverranno: l’Avv. Tito Tettamanti e il Prof. Sergio Rossi, moderati da Marcello Foa Iscrizioni: daniela.lepori@avenir-suisse.ch, Tel. +41 44 445 90 18

Campagna edutainment per arcobaleno aziendale OBALE

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Partirà nei prossimi mesi una nuova iniziativa per promuovere la mobilità sostenibile presso i dipendenti delle aziende L A S C E LTA G I U S TA PER LA SUA AZIENDA

arcobaleno aziendale è un prodotto concepito appositamente dalla Comunità tariffale Ticino e Moesano con il sostegno del Cantone per rispondere alle esigenze di mobilità sostenibile delle aziende e dei loro collaboratori. Fondamentale è la sensibilizzazione dei quadri dirigenziali sulla tematica del trasporto pubblico. Grazie alla promozione e all’informazione presso questo target è possibile definire gli accordi che permettono di diffondere l’abbonamento arcobaleno aziendale presso un numero sempre crescente di imprese. È altresì importante, però, entrare in contatto direttamente con i dipendenti affinché, una volta sottoscritto l’accordo tra azienda e CTM, questi possano interessarsi alle opportunità e ai vantaggi che arcobaleno aziendale offre e decidere di sottoscrivere un abbonamento.

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L’obiettivo di questa nuova campagna di edutainment è proprio questo: dialogare con i collaboratori, entrando direttamente in azienda una volta che questa ha sottoscritto un accordo con la CTM. Ma come si svolgerà questa originale e divertente iniziativa? Dopo l’entrata in vigore dell’accordo, per due settimane e presso le aziende che lo desidereranno, verrà posizionato uno stand dove sarà a disposizione materiale informativo e dove si potrà partecipare ad un concorso tramite un gioco a quiz che metterà in palio numerosi premi. Una campagna semplice che permetterà di entrare in contatto in maniera diretta con i dipendenti e far conoscere loro tutto ciò che arcobaleno aziendale offre.

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At tualita` Comunicato stampa

ARCHI di LUCE: Herzog & de Meuron firmano un progetto immobiliare di prestigio a Lugano Il progetto immobiliare ARCHI di LUCE, presentato al pubblico lo scorso 4 maggio a Lugano, nasce dal desiderio di creare un nuovo complesso residenziale che sappia inserirsi armoniosamente nel contesto urbanistico e paesaggistico del territorio in cui si colloca. Il promotore ha deciso di affrontare questa sfida collaborando con gli architetti Herzog & de Meuron, appartenenti al gotha dell’architettura a livello mondiale, voluti proprio per la loro capacità di esprimere un linguaggio contemporaneo nel pieno rispetto dell’ambiente e dell’architettura circostante. Un progetto ambizioso che desidera dare ancor più lustro all’area di Villa Favorita dando vita ad una realizzazione architettonica di grande pregio e valore con ricadute positive, a livello di immagine e di indotto economico, per la Città di Lugano. All’interno dell’area Villa Favorita, la proprietà ARCHI di LUCE si estende per circa 6'000 m2 e prevede la realizzazione di un complesso residenziale di sole 8 unità abitative, ciascuna con una superficie lorda da 360 a 660 m2, progettate per essere vissute come 8 singole ville indipendenti. Una visione che privilegia qualità di vita, privacy e quiete, a vantaggio dei futuri proprietari e dell’intera area residenziale. La collaborazione con lo studio di architettura svizzero Herzog & de Meuron è stata fortemente voluta dal promotore per la rinomata capacità di realizzare progetti che sono nello stesso tempo molto creativi e molto sensibili al sito, alla geografia e alla cultura della regione per la quale un edificio è concepito. I loro progetti incontrano un grande successo e si traducono in grossi incarichi internazionali, tra i quali: Tate Modern a Londra (2000, ampliamento previsto per 2012), Allianz Arena a Monaco di Baviera (2005), lo Stadio Olimpico Nazionale di Pechino (2008), la sala della filarmonica, Amburgo (realizzazione prevista 2011). Il progetto ARCHI di LUCE è stato concepito da Herzog & de Meuron seguendo un principio di non invadenza e di continuità rispetto agli elementi caratterizzanti l’area originaria, conservandone la sua struttura unitaria; grazie ad un approfondito studio della vegetazione ed anche alla collaborazione di Michel Desvigne, architetto paesaggista di fama internazionale e docente all’Accademia di Architettura di Mendrisio, è stato possibile valorizzare ulteriormente le aree verdi con il mantenimento delle essenze già presenti in loco e con l’apporto di nuovi alberi. I due terzi della proprietà sarà così caratterizzata da paesaggio naturale. Il team di progettisti è stato inoltre coadiuvato

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dall’Architetto ticinese Sergio Cattaneo noto per la sua conoscenza dell’area di Villa Favorita e per la grande attenzione al rispetto del patrimonio paesaggistico e culturale. La firma degli Architetti, che lo hanno concepito e progettato, rende ARCHI di LUCE un’opera assolutamente unica nel suo genere in grado di dare pregio e valore all’area di Villa Favorita e alla Città di Lugano. Grazie all’eco che la sua realizzazione potrà avere a livello internazionale, ARCHI di LUCE è in grado di generare ricadute positive a livello turistico e di valorizzazione territoriale. Ulteriori benefici potranno derivare dall’indotto economico che tale progetto potrà determinare in fase realizzativa e dagli introiti fiscali che Città e Cantone potranno trarne. www.archidiluce.ch


Eventi

La Russia e gli aspetti culturali Eccoci giunti all’ultimo appuntamento del ciclo di seminari dedicati alla Russia Organizzato da:

Partner e sponsor dell’evento:

Data: 14 giugno 2010 Ora: 16.30 – 18.00 Networking-apero: a partire dalle 18.00 Luogo: Hotel Parco Paradiso, Lugano

La manifestazione è aperta a tutti gli interessati. Entrata libera. Per iscrizioni prego rivolgersi entro giovedì 10 giugno 2010, alla Cc-Ti, Signora Veljkovic, Tel. +41 91 911 51 11, Fax +41 91 911 51 12, veljkovic@cc-ti.ch, www.cc-ti.ch

Programma: 16.30 Saluto di benvenuto Marco Passalia, Vice Direttore, Cc-Ti 16.40 Un ticinese alla scoperta della Russia Silvano Giugni, Direttore e Presidente della Giugni SA Metalcostruzioni 17.05 Il punto di vista russo: «do’s and don’ts» Alla Ramilova, Consulente relazioni Russia-Ticino 17.30 Testimonianza di East Metals SA Jens Haarkoetter, Chief Financial Officer e Grigoriy Botvinovskiy, Chief Operating Officer 18.00 Networking apero

SPECIALE USI CAREER FORUM CANDIDATO Gerrit Büchler Laurea in Economia Politica Master all’università di Zurigo Bachelor bilingue (francese/tedesco) all’università di Friburgo Anno di nascita: 1985 Cittadinanza: svizzera

Conoscenze linguistiche

Italiano: madrelingua Tedesco: madrelingua Inglese: molto buone (Certificate of Proficiency in English – CPE) Francese: molto buone

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Formazione

Corsi DI formazione proposti dalla Cc-Ti

LA COMUNICAZIONE INTERPERSONALE

Mercoledì 9 giugno 2010, dalle 09.00 alle 17.00 Presentazione “Non esiste una seconda occasione per fare una buona prima impressione”. Tutte le volte che ognuno di noi si relaziona con l’altro a sé mette in atto un processo di comunicazione. Sia nella sfera privata, sia in quella professionale, noi comunichiamo quotidianamente e molto spesso dal nostro modo di comunicare dipende il successo o l’insuccesso dei nostri progetti. Una buona comunicazione è propedeutica alla creazione di relazioni e al raggiungimento degli obiettivi che ci siamo dati. Comunicare bene fa bene agli affari e alle relazioni Programma: • Chi sono, cosa faccio, come mi vedo e come mi vedono gli altri • I primi 30 secondi • Il processo comunicativo • Gli elementi della comunicazione • Il linguaggio positivo • I vincoli della comunicazione non verbale • Voce, sguardo, emozioni, gestualità, distanza • L’ascolto assertivo • Conclusioni

INTRODUZIONE ALLE CESSIONI COMUNITARIE IN MATERIA D’IVA

Giovedì 10 giugno 2010, dalle 14.00 alle 17.00 Presentazione I temi che saranno trattati in questo corso nascono dall’esigenza delle aziende svizzere attive in Europa di poter operare rispettando le più attuali normative in materia d’IVA intracomunitaria. In particolare si metterà l’accento sul ruolo della rappresentanza fiscale nell’Unione Europea (UE) di un’entità giuridica di un Paese terzo (tra cui la Svizzera), nonché sulle principali costellazioni ed operazioni che riguardano le cessioni di merci all’interno dell’UE Programma: • Cessioni e triangolazioni intracomunitarie di beni • Rilevanza del soggetto incaricato del trasporto • Riferimenti alla normativa tedesca e italiana

LA REMUNERAZIONE E LE SUE POLITICHE

Lunedì 14 giugno 2010, dalle 09.00 alle 13.00 Presentazione Retribuire il dipendente non solo prendendo in considerazione la componente monetaria del salario, fissa o variabile, ma anche con gratificazioni personali, benefit, bonus e orari flessibili per fidelizzare le risorse umane

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e garantire soddisfazione e gratificazione economica al lavoratore. Il corso si prefigge di valutare le politiche retributive e permettere all’azienda di stabilire la giusta politica di remunerazione Programma: • La scelta di un sistema retributivo: fissa e variabile • Benefits • Provvigioni, bonus e gratifiche, total compensation Altre informazioni e iscrizioni: Cc-Ti, Tel. +41 91 911 51 18 corsi@cc-ti.ch, ww.cc-ti.ch

SETTEMBRE 2010 - NUOVI CICLI FORMATIVI: - Scuola capo-azienda -C  orso preparatorio all’esame professionale superiore per il diploma federale di economista aziendale nelle arti e mestieri - Gerente di filiale nel commercio al dettaglio Per informazioni: corsi@cc-ti.ch l'idea pub:Layout 1

20.4.2010

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LA FINESTRA SULL’IMMOBILIARE DAL 1995

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Commercio estero Pagine a cura di Osec Ticino

GIORNATE DI CONSULENZE PAESE LUGANO, GIUGNO 2010 Gran Bretagna: grandi opportunità grazie agli investimenti nell’infrastruttura Lugano, 11 giugno 2010

•d  al 1° aprile 2010: nuova tariffa per incentivare la produzione energetica da fonti rinnovabili (feed-in tariff, FIT), che genererà un aumento degli impianti per lo sfruttamento di tali fonti; • 200 Mio GBP supplementari per programmi di efficienza energetica; sussidi per impianti eolici e ad energia solare; investimenti per oltre 4 Mrd GBP per gas, elettricità e acqua; • 8,6 Mrd EUR destinati all’ampliamento dell’aeroporto di Londra, con progetti per una terza pista e per il sesto terminal; • oltre 4,5 Mrd GBP investiti nel settore ferroviario; • investimenti per 4 Mrd GBP nel 2009-2010 anche per migliorie dell’approvvigionamento idrico. Nel corso della giornata di consulenza proposta alle aziende, avrete l’occasione di fissare un incontro individuale con i consulenti dell’Osec e con gli specialisti provenienti direttamente dal paese di riferimento. Le aziende intenzionate ad espandere le loro attività nel mercato sopra citato o che hanno esigenze concrete non esitino a mettersi in contatto con l’Osec e a fissare un appuntamento con i suoi esperti! CONTATTATECI AL NO. TEL. +41 91 911 51 37 OPPURE TRAMITE E-MAIL ALL’INDIRIZZO INFO.LUGANO@OSEC.CH, SAREMO LIETI DI FISSARVI UN APPUNTAMENTO.

Svizzera e Russia: accordo sulla protezione delle indicazioni di provenienza geografica

A fine aprile, Svizzera e Russia hanno firmato un accordo bilaterale teso a proteggere le indicazioni di provenienza geografica e le denominazioni d’origine. Secondo il comunicato stampa dell’Istituto federale della proprietà intellettuale, quanto convenuto con la Russia va ben oltre lo standard minimo internazionale: saranno infatti protetti anche i nomi del Paese, dei Cantoni o delle aree geografiche, nonché lo stemma della Confederazione e la croce svizzera. Negli allegati all’accordo figurano le principali indicazioni di provenienza geografica e denominazioni d’origine di entrambi i partner. Per la Svizzera si segnalano, ad esempio, Emmentaler, Gruyère, Etivaz, Sbrinz, carne dei Grigioni, leckerli di Basilea, kirsch di Zugo, cioccolata svizzera e orologi svizzeri. Per la Russia figurano invece “Russkaya Vodka”, “Russkaya ikra” (caviale) e “Sibirskie Pelmeni” (ravioli di carne). Comunicato stampa dell’Istituto federale della proprietà intellettuale: “Indicazioni di provenienza geografica: firmato accordo russo-svizzero” www.news.admin.ch/message/index.html?lang=it&msgid=32871

La Russia semplifica la procedura di rilascio dei permessi di lavoro per gli stranieri

La Russia ha annunciato che la procedura per il rilascio dei permessi di lavoro e di soggiorno per lavoratori stranieri altamente qualificati sarà semplificata a partire dal 1° gennaio 2011. Tra le misure in attuazione figurano: •p  rolungamento della durata di validità di un permesso di lavoro a tre anni (finora il limite era di un anno); •e  liminazione delle limitazioni regionali dei permessi di lavoro (il permesso era sinora circoscritto ad una singola regione); •p  roroga dei termini per la notifica del bisogno di assumere forze lavoro straniere (finora le relative notifiche dovevano essere presentate alle autorità competenti già il 1° maggio dell’anno precedente); •e  stensione della lista delle regole relative alle quote dei permessi di lavoro per lavoratori stranieri. Sono esclusi i posti che necessitano di manodopera altamente qualificata (nel 2009 sono stati rilasciati ben 3,97 milioni di permessi di lavoro per forze lavoro straniere, nel 2010 la quota è scesa a 1,94 milioni). Ulteriori informazioni export sulla Russia www.osec.ch/internet/osec/it/home/export/countries/ru/ export/travel_stay.html

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Commercio estero Pagine a cura di Osec Ticino

Entra in vigore l’Accordo di protezione degli investimenti tra Svizzera e Cina

Firmato a gennaio 2009, l’Accordo di protezione degli investimenti tra Svizzera e Cina è entrato in vigore il 13 aprile 2010 a seguito della sua ratifica da parte svizzera. L’Accordo verte sulla reciproca promozione e protezione degli investimenti. Secondo un comunicato stampa della Segreteria di Stato dell’economia SECO, il termine “investimento” è definito in senso ampio e denota qualsiasi genere di capitale investito secondo le leggi interne del Paese ospitante. Il nuovo accordo sostituisce quello analogo in vigore dal 1987 e comprende le seguenti misure: • divieto di espropriazioni e di nazionalizzazioni (salvo se avvengono a tutela dell’interesse pubblico e dietro indennizzo); • libero trasferimento degli importi relativi a un investimento; • meccanismi di composizione delle controversie tra un investitore e la parte ospitante nonché tra le due parti contraenti. Secondo la SECO, questo nuovo strumento permetterebbe agli investitori svizzeri di essere tra i primi beneficiari di una protezione internazionale di alto livello sul mercato cinese. Comunicato stampa della Segreteria di Stato dell’economia SECO: “Entrata in vigore dell'Accordo di promozione e protezione reciproche degli investimenti tra la Svizzera e la Cina” www.news.admin.ch/message/index.html?lang=it&msgid=32588

Cina: liberalizzazione degli appalti pubblici

La Cina ha allentato le disposizioni sulla partecipazione di imprese estere agli appalti pubblici indetti in ambito tecnologico. Le aziende straniere possono ora partecipare a tutte le gare pubbliche d’appalto a patto che i brevetti e i marchi per le tecnologie impiegate nella realizzazione e nell’implementazione siano registrati in Cina. Finora i brevetti dovevano essere sviluppati esclusivamente in Cina e i marchi depositati prioritariamente nell’Impero di Mezzo. Inform/Reuters: “China eases government procurement rules on tech” http://inform.com/world/china-eases-government-procurement-rules-tech-901593a

USA: maggiori controlli nell’ambito di appalti pubblici sul rispetto delle leggi volte a proteggere le minoranze

Gli USA procederanno a verifiche più approfondite nell’ambito di appalti pubblici sul rispetto delle norme che regolano la protezione delle minoranze. L’ente preposto è l’Office of Federal Contract Compliance Programs (OFCCP). I molti programmi di incentivazione congiunturale offrono interessanti opportunità d’affari anche per le imprese estere. Tuttavia, la partecipazione alle gare d’appalto indette dagli enti pubblici statunitensi sottosta a numerose disposizioni. Tra queste vi sono anche le dispo-

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sizioni antidiscriminatorie che tutelano la manodopera impiegata per realizzare un mandato. In caso di appalti per un valore di oltre 10’000 dollari è tassativo rispettare le leggi che proteggono i candidati da discriminazioni razziali oppure per motivi legati alla religione o al sesso (Executive Order 11246) nonché alla disabilità mentale o fisica (Section 503 of the Rehabilitation Act, The Americans With Disabilities Act of 1990, The ADA Amendments Act). Per mandati superiori ai 25’000 dollari occorre anche osservare le norme contro la discriminazione di veterani della guerra in Vietnam (Vietnam Era Veterans’ Readjustment Assistance Act of 1974). Secondo una comunicazione dell’OFCCP, le autorità federali dovrebbero verificare maggiormente che le leggi antidiscriminatorie siano osservate. Chi non rispetta tali norme rischia multe, pubblicità negativa e procedure giudiziarie oltre al divieto generale di partecipare a gare d’appalto pubbliche. United States Department of Labor: Office of Federal Contract Compliance Programs (OFCCP) www.dol.gov/OFCCP

Brasile: 870 miliardi di dollari per la fase 2 del programma nazionale di opere infrastrutturali

Il Brasile ha lanciato un nuovo programma di opere infrastrutturali e con esso è iniziata la fase 2 del “Programa de aceleração do crescimento” (PAC), attuato in risposta alla crisi finanziaria ed economica globale. Per PAC 2 sono previsti investimenti pari a 870 miliardi di dollari, di cui 526 miliardi sono destinati alla prima tappa 2011-2014. Secondo un comunicato del governo brasiliano, le opportunità d’affari e d’investimento offerti alle aziende straniere ammontano a 220 miliardi di dollari. Tra i settori particolarmente toccati da queste misure figurano: • trasporti pubblici urbani di prossimità: 10,3 Mrd USD; • infrastrutture portuali (lavori di dragaggio): 0,5 Mrd USD; • costruzione di edifici abitativi: 40,7 Mrd. USD; • potenziamento della rete d’alimentazione elettrica: 36,2 Mrd. USD; • industria petrolifera: 106,7 Mrd. USD ; • industria del gas naturale: 4,6 Mrd. USD; • costruzione navale: 20,8 Mrd. USD. Brasil.gov.br: “Brazil announces phase two of the Growth Acceleration Program” www.brasil.gov.br/news/history/2010/03/29/brazilannounces-phase-two-of-the-growth-acceleration-program Brasil.gov.br: “Brazilian National Development Program prompts US$ 220 billion in opportunities for foreign companies” www.brasil.gov.br/news/history/2010/04/08/braziliannational-development-program-prompts-us-220-billion-in-opportunities-for-foreign-companies Brasil.gov.br: “PAC 2 Programa de aceleração do crescimento” (elenco dei progetti) www.brasil.gov.br/pac/pac-2/


Sudafrica: nuova etichettatura dei prodotti alimentari

Il Dipartimento della sanità sudafricano ha fornito ragguagli sul nuovo regolamento per l’etichettatura dei prodotti alimentari. Le nuove disposizioni dovrebbero entrare in vigore il 1° marzo 2011. L’annunciato adeguamento mira a proteggere maggiormente il consumatore. Ulteriori dati e contrassegni sulle etichette dovranno fornire ampie informazioni sulla qualità del prodotto acquistato e permettere ai consumatori di pianificare i pasti in base alle loro esigenze sanitarie. Secondo un comunicato della dipartimento della sanità sudafricano, gli adeguamenti previsti comprendono: • data di scadenza sui prodotti deperibili; • termine minimo di conservazione per i prodotti non deperibili; • numero di lotto e indirizzo del produttore; • dichiarazione sugli allergeni; • dichiarazione sugli ingredienti (coloranti, conservanti, ecc.); • indicazioni corrette sulle proprietà/qualità del prodotto (ricco di fibre alimentari, povero di grassi, ecc.); • dichiarazione sulla quantità degli ingredienti (quota parte in %). In una seconda fase, si informerà su eventuali adeguamenti che tengano maggior conto di sviluppi nel profilo nutrizionale sudafricano, in particolare: • indicazioni sanitarie; • porzioni (definizione della dimensione delle porzioni); • indice glicemico (effetto di un prodotto alimentare contente carboidrati sul livello di glucosio nel sangue); • elenco dei prodotti alimentari che non hanno un effetto benefico sulla salute; • pubblicità di cibi e bevande rivolta ai bambini (basata sulle raccomandazioni in fase di elaborazione dall’Organizzazione mondiale della sanità). Dipartimento della sanità sudafricano (Department of Health - South Africa): “Health Department Publishes New Regulations Relating to the Labelling and Advertising of Foodstuffs” www.doh.gov.za/docs/pr/pr0309-f.html

Le condizioni doganali e logistiche nel confronto internazionale

Secondo il “Logistic Performance Index” recentemente pubblicato dalla Banca mondiale, la Germania dispone delle migliori condizioni quadro logistiche internazionali. Seguono Singapore e Svezia. La Svizzera si posiziona al 6° posto, preceduta da Paesi Bassi e Lussemburgo, e seguita da Giappone, Gran Bretagna, Belgio e Norvegia. Per stabilire questo indice sono stati presi in considerazione i seguenti criteri: • efficienza del processo di sdoganamento: il Lussemburgo ottiene le note migliori in questa categoria, seguito da Singapore e Germania. La Banca mondiale dà buoni apprezzamenti anche alle autorità doganali dei Paesi Bassi, della Norvegia, della Finlandia, di Hong Kong, del Belgio e del Giappone. La Svizzera non è riuscita a posizionarsi tra le prime dieci, figu-

rando infatti al 12° posto, subito dopo la Gran Bretagna. Gli altri paesi rilevanti per l’industria d’esportazione svizzera si piazzano come segue: Canada (13°), Stati Uniti (15°), Francia (17°), Austria (20°), Emirati Arabi Uniti (21°), Spagna (22°), Italia (23°), Corea del Sud (26°), Sudafrica (31°), Cina (32°), Polonia (34°), India (52°), Brasile (82°), Russia (115°). In totale è stato valutato il processo di sdoganamento di 155 paesi; • infrastruttura: i paesi più performanti sono Germania, Paesi Bassi e Norvegia, seguiti da Singapore, Svizzera, Stati Uniti, Finlandia, Lussemburgo e Svezia; • trasporti internazionali: Singapore, Svezia e Australia capeggiano la classifica, seguiti da Austria, Irlanda, Hong Kong, Lussemburgo, Gran Bretagna, Germania e Taiwan. La Svizzera figura solo al 25° posto; • qualità e competenze logistiche: in questo campo, la Svizzera si piazza in testa alla classifica, seguita dalla Svezia e dai Paesi Bassi. Altri paesi facenti parte della top 10 sono: Germania, Belgio, Singapore, Canada, Gran Bretagna e Finlandia; • capacità di seguire e localizzare le spedizioni internazionali: Svizzera, Belgio e Svezia sono i grandi vincitori di questa categoria. Seguono da vicino Germania, Stati Uniti, Singapore, Gran Bretagna, Giappone, Paesi Bassi e Norvegia; • puntualità: è il Lussemburgo ad ottenere il 1° posto, seguito da Polonia, Germania, Irlanda, Canada, Paesi Bassi, Danimarca, Gran Bretagna, Francia e Norvegia. Sorprendentemente, in questa disciplina la Svizzera si piazza solo al 15° posto. The World Bank: Logistics Performance Index http://web.worldbank.org/WBSITE/EXTERNAL/TOPICS/ EXTTRANSPORT/EXTTLF/0,,contentMDK:21514122~me nuPK:3875957~pagePK:210058~piPK:210062~theSite PK:515434,00.html

Le 50 aziende più innovative al mondo

Anche nel 2010, Apple, Google, Microsoft e IBM capeggiano la classifica delle aziende più innovative in assoluto, redatta dal Boston Consulting Group. La predominanza delle aziende americane è tuttavia meno evidente degli anni precedenti. Per la prima volta, infatti, in questa Top 50 il numero di aziende provenienti da altri paesi supera quello delle aziende americane: queste ultime sono 22, contro le 28 provenienti da altre nazioni, di cui 5 dal Giappone, 4 dalla Cina, 4 dalla Gran Bretagna, 3 dalla Germania e 3 dalla Corea del Sud. La Svizzera è presente con un’unica azienda: Nestlé, posizionatasi al 38° posto, come l’anno precedente. Tra le nuove comparse si segnalano le aziende asiatiche, tra cui il costruttore cinese di auto BYD, che si posiziona all’8° posto, l’azienda sudcoreana Hyundai Motor (22° posto), nonché la giapponese Fast Retailing (27° posto) e la cinese Haier Electronics (28° posto). Business Week / Boston Consulting Group: “The 50 Most Innovative Companies 2010” http://bwnt.businessweek.com/interactive_reports/innovative_companies_2010/

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Commercio estero Pagine a cura di Osec Ticino

Lotta alla contraffazione, un vantaggio concorrenziale

La contraffazione di prodotti è una pratica usuale. Anche in Svizzera, in Germania ed Austria: molte sono, infatti, le imprese toccate. E questo problema non farà che peggiorare. Questo è quanto emerge dal sondaggio pubblicato di recente dall’agenzia tedesca di comunicazione Karg und Petersen sul tema “Lotta alla contraffazione, un vantaggio concorrenziale” (“Piraterie-Bekämpfung als Wettbewerbsfaktor”). Ben 230 aziende svizzere, tedesche ed austriache hanno partecipato a questa inchiesta. Tra i risultati del sondaggio si segnalano: • il 72% delle aziende intervistate sono direttamente toccate dalla contraffazione di prodotti e marchi, indipendentemente dal settore di attività; • le principali misure di lotta alla contraffazione sono d’ordine giuridico (61%) o strettamente collegate al prodotto (58%); • la maggior parte delle aziende intervistate sanno che la contraffazione non farà che intensificarsi e che sarà necessario adottare un certo numero di misure per arginare il fenomeno. A questo scopo, è prevista l’intensificazione della comunicazione a gruppi specifici, una spiegazione e una prevenzione dei rischi mirata a questi gruppi nonché il rafforzamento della collaborazione con le associazioni di categoria e le organizzazioni economiche (lavoro lobbistico per l’adozione di una legislazione più severa, sostegno alle autorità incaricate dell’applicazione con know-how settoriale, aiuto in caso di sinistro). Risultati del sondaggio di Karg und Petersen (in tedesco): “Piraterie-Bekämpfung als Wettbewerbsfaktor: Wie stellen sich Unternehmen in Deutschland, Österreich und der Schweiz gegen Produkt- und Markenpiraterie auf?” www.karg-und-petersen.de/fileadmin/Studie_PiraterieBekaempfung_April_2010.pdf

Rapporti settoriali dell’Osec

Osec, in collaborazione con esperti e con gli Swiss Business Hubs, ha elaborato studi dedicati a tematiche e tendenze attuali in diversi paesi del mondo. Alcuni rapporti sono stati presentati nelle precedenti edizioni di Ticino Business, ve ne segnaliamo altri di seguito: Il mercato energetico in Cile nell’anno 2009 (rapporto in lingua inglese, 104 pagine, ottobre 2009, costo: CHF 170.-) Il rapporto fornisce una breve panoramica sull’intero mercato energetico cileno, compresi i settori energia elettrica, idrocarburi e energie alternative nonché le energie rinnovabili incluse centraline idroelettriche, energie eolica, solare e delle maree, biomassa, biogas e calore geotermico. Il documento comprende una lista di progetti di riferimento in corso, con aggiornamenti sull’attuale situazione. I dati delle persone di contatto sono altresì indicati. L’indice allegato elenca numerosi ulteriori progetti in fase di realizzazione e offre link interessanti ad ampie descrizioni sull’iter finanziario da parte dell’ente responsabile dello sviluppo economico del paese, la Production Development Corporation (CORFO).

28   Ticino Business

Una panoramica sul mercato delle apparecchiature farmaceutiche e mediche in Cile nell’anno 2009 (rapporto in lingua inglese, 128 pagine, ottobre 2009, costo: CHF 170.-) Il rapporto inizia con un’ampia analisi del sistema sanitario cileno, entra nel dettaglio dei sottosistemi e continua con numerose informazioni sul settore farmaceutico. Elenca i fabbricanti e i prodotti distribuiti, suddivisi per gruppi. Prosegue con una panoramica sulle misure governative inerenti all’acquisto di farmaci e con spiegazioni sui relativi programmi. Un’analisi approfondita della tecnica medica fornisce informazioni su questi segmenti di mercato. L’ultima parte contiene suggerimenti per le imprese intenzionate ad affermarsi sul mercato. Il rapporto chiude con ragguagli sulle 56 patologie principali definite dal programma statale AUGE (Acceso Universal con Garantías Explícitas). Il mercato dei dispositivi medici nel GCC (rapporto in lingua inglese, 54 pagine, marzo 2010, costo: CHF 170.-) Questo rapporto illustra lo stato attuale della sanità nei sei paesi del Gulf Cooperation Council e si focalizza soprattutto sull’industria dei dispositivi medici. Analizza i fattori decisivi per le aspettative di crescita nei prossimi anni e le opportunità d’affari che si presentano per i produttori esteri. Edilizia ecosostenibile nel Regno Unito: Focus sui prodotti del legno (rapporto in lingua inglese, 79 pagine, febbraio 2010, costo: CHF 170.-) Il rapporto “Edilizia ecosostenibile nel Regno Unito: Focus sui prodotti del legno” è stato redatto da AMA Research Ltd, un’impresa specializzata in ricerche di mercato nel settore edilizio. Fornisce fatti sull’economia britannica, analizza volume e valore del mercato del legname e illustra le opportunità d’affari per le imprese svizzere. Il rapporto è stato commissionato dallo Swiss Business Hub United Kingdom e rientra nelle misure regolarmente intraprese per sostenere le aziende svizzere intenzionate a sviluppare i loro affari all’estero. Per l’ordinazione di questi e altri rapporti settoriali, prego consultare la nostra pagina internet: www.osec.ch/internet/osec/it/home/export/publications/reports.html

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Fiere internazionali

ENERGETAB 2010 Bielsko-Biala, 14 - 16 settembre 2010

Questo salone annuale, giunto alla 23a edizione, è dedicato all’elettricità e all’industria energetica (alta tensione, trasformatori, impianti di controllo, apparecchiature di misurazione e monitoraggio, sistemi di automazione e produzione energetica). Comprende conferenze e seminari su questi settori, cui saranno indirizzati ingenti investimenti nei prossimi anni, e vi sarà assegnato il premio per il prodotto più moderno. L’anno scorso, la fiera ha accolto oltre 600 espositori provenienti da 20 paesi europei, asiatici e nordamericani. L’edizione 2010 si terrà in una nuova zona fieristica. Consigliamo la partecipazione con uno stand presso lo “SWISS Pavilion”, allestito dall’Osec in collaborazione con Swissmem, alle imprese svizzere “SWISS Pavilion”: servizi e prodotti svizzeri sbandierati attive in Polonia nonché alle aziende che sono in procinto di entrare sul mercato polacco o che desiderano farsi un’idea sulle opportunità d’affari in loco. Informazioni generali sulla fiera: Osec vi allestisce uno “SWISS Pavilion” in collaborazione www.ziad.bielsko.pl/energetab/english/index.html con l’Associazione svizzera dei cosmetici e dei detergenti Informazioni sullo “SWISS Pavilion”: SKW/SCD e con il Consolato generale di Svizzera a Hong www.osec.ch/fiere > Fiere all’estero > ENERGETAB 2010 Kong. Informazioni generali sulla fiera: www.cosmoprof.com Informazioni sullo “SWISS Pavilion”: Cosmoprof Asia 2010 www.osec.ch/fiere > Fiere all’estero > Cosmoprof Asia Hong Kong, 10 - 12 novembre 2010 2010 Cosmoprof Asia è il principale salone dell’estetica, della bellezza e della cosmesi nella zona Asia Pacifico. Gli attori del settore vi si ritrovano per presentare e scoprire le Poleko nuove tendenze e i prodotti innovativi. I saloni Cosmoprof comprendono le altre manifestazioni di livello altrettanto Poznan, 23 - 26 novembre 2010 alto in tutto il mondo: Cosmoprof Worldwide Bologna, Dal 1987, la fiera Poleko rappresenta l’appuntamento Cosmoprof North America (Las Vegas), Guangzhou Intradizionale per il settore della protezione ambientale ternational Exhibitions Ltd (Guangzhou) e BeautyEurasia in Europa centrale e orientale. Questo salone ha ampia powered by Cosmoprof (Istanbul). risonanza non solo in Polonia, ma anche in altri paesi Per quanto riguarda l’edizione asiatica, è importante riest-europei e funge da importante borsa degli affari per levare che Hong Kong occupa la posizione privilegiata di le aziende attive nei settori energetico e ambientale. Il metropoli asiatica delle fiere ed esposizioni. Grazie alla pubblico target comprende poteri decisionali, investitori, sua vicinanza con la regione del delta del Fiume delle responsabili attivi nelle amministrazioni pubbliche, istiPerle e con la sua classe media in piena evoluzione, raptuti tecnici superiori, partner, licenziatari, rappresentanti presenta una vera porta d’entrata nell’Impero di Mezzo e e acquirenti privati. il luogo ideale per le società internazionali alla ricerca di L’edizione precedente ha accolto 1’000 espositori su una nuovi prodotti e sbocchi commerciali. superficie di 18’600 m² e 25’000 visitatori. Il mercato della cosmetica conosce una forte crescita: il Unitevi allo “Swiss Pavilion” allestito al Poleko 2010 suo valore attuale è di ben 250 miliardi di franchi (prezzi dall’associazione energiecluster.ch, in collaborazione con di produzione). Il ventaglio dei prodotti cosmetici prelo Swiss Business Hub Poland. Lo stand collettivo uffisentati ai saloni Cosmoprof fornisce una visione globale ciale della Svizzera sarà un trampolino di lancio ideale del ramo: prodotti professionali per capelli; attrezzature, per presentare la vostra gamma di prodotti e servizi; vi apparecchiature e prodotti cosmetici per l’estetica; propermetterà inoltre di curare le relazioni d’affari esistenti dotti e attrezzature per ricostruzione unghie; attrezzature e di allacciare nuovi contatti. e arredamenti per acconciatori; arredamenti per profumeInformazioni generali sulla fiera: rie; prodotti cosmetici e profumi; accessori per l’igiene e www.poleko.mtp.pl/en articoli da regalo; bigiotteria; cosmetici per erboristerie; Informazioni sullo “SWISS Pavilion”: articoli e novità per acconciatori; packaging; materie priwww.osec.ch/fiere > Fiere all’estero > POLEKO me; tecnologie e servizi per l’industria cosmetica; prodotti farmaceutici e macchinari vari. Nel 2009, la fiera a Hong Kong ha accolto 1’412 espositori su una superficie di 52’000 m² e 41’000 visitatori provenienti da 100 paesi.

Informazioni sugli “Swiss Pavilion”: www.osec.ch/FIERE

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Vita dei Soci

NUOVI CORSI PROPOSTI DALLA FPCE La FPCE promuove, coordina e organizza la formazione professionale continua nel ramo elettrico, proponendo corsi ed esami professionali riconosciuti a livello federale nonché corsi e seminari di aggiornamento. Essa si rivolge ai professionisti attivi sul territorio ai diversi livelli (Operai, Quadri intermedi e Quadri superiori), offrendo percorsi formativi in grado di soddisfare le esigenze di formazione richieste dal mercato del lavoro. Dal 2004 certificati dal Servizio cantonale di certificazione per enti di formazione continua – eduQua.

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CORSO DI FORMAZIONE PROFESSIONALE ART 33 L.F.P Corso di preparazione all’esame professionale di elettricista di montaggio o installatore elettricista, per l’ottenimento dell’attestato federale di capacità (AFC) Requisiti minimi: 3 anni di pratica presso una ditta Svizzera di impianti elettrici con autorizzazione ad installare

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RETI INFORMATICHE TCP/IP Il corsista saprà capire il funzionamento del TCP/IP e installare gli elementi di base di una piccola rete Requisiti minimi: montatore o disegnatore elettricista, titolo equivalente; riqualifica prof., 4. corso apprendisti installatori o disegnatori elettricisti

BUS 2 KNK Il corsista acquisirà le competenze per progettare un sistema Bus KNK, sarà in grado di identificare apparecchi guasti e integrare apparecchi nuovi nel Bus; saprà programmare una struttura Bus KNK semplice Requisiti minimi: conoscenze minime del PC

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Direzione: Florinda, Fiorenza, Marina Pedroni Presidente direzione: Flavio Pedroni

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Vita dei Soci

L’innovazione della filiera logistica parte da Lugano Grande attesa per la prima edizione di Svizzeralogistica, il salone internazionale svizzero della logistica dei trasporti e dei servizi innovativi, che per tre giorni a partire dal 10 giugno prossimo andrà ad occupare tutti i padiglioni del centro esposizioni di Lugano

La manifestazione, nata con il patrocinio di Spedlogswiss Sezione Ticino ed ATIS - Associazione ticinese imprese di spedizione e di logistica, si presenta come privilegiato punto di incontro e confronto per operatori interessati a questo settore. All’interno degli oltre 10’000 mq di superficie espositiva finemente arredata, sarà possibile osservare i prodotti e i servizi più qualificati. Oltre 100 gli espositori accreditati per questo imperdibile evento. Compagnie di Spedizione, scaffalature, attrezzature per il magazzinaggio e la movimentazione interna, rivenditori di veicoli commerciali ed industriali, trucks, produttori di software gestionali, sistemi di etichettatura e tracciabilità: sono solo alcune delle tipologie di espositori presenti al salone. La posizione strategica, fondamentale crocevia del commercio tra il nord ed il sud Europa garantirà il contatto tra diverse realtà, stimolando la nascita di importanti e proficui rapporti commerciali. Nell’apposita area conferenze, situata all’interno del padiglione 3, momenti di formazione e aggiornamento, proposti da specialisti del settore, andranno a susseguirsi durante tutto il periodo della manifestazione.

L’ingresso al salone e a tutte le conferenze sarà libero e gratuito Orari di apertura: Giovedì 10 giugno, dalle 11 alle 21 Venerdì 11 giugno, dalle 10 alle 21 Sabato 12 giugno, dalle 10 alle 21 Ulteriori informazioni sul salone sono disponibili all’interno del sito ufficiale della manifestazione: www.svizzeralogistica.com. Per informazioni Veria SA, la segreteria organizzativa del salone è a disposizione al seguente indirizzo di posta elettronica: info@svizzeralogistica.com

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SPAZio conferenze • Giovedì 10 GIUGNO 2010 - Inizio ore 14.00, durata prevista 90 minuti circa: “Il web marketing dell’ascolto all’interno delle strategie di marketing: dalla teoria alla pratica” Relatori: Giovanni Rossi, Giorgio Ferracini Antonella Peschechera • Giovedì 10 GIUGNO 2010 - Inizio ore 16.00, durata prevista 60 minuti circa: “Tecnologia RFID e logistica innovativa” Kyema società di Lugano focalizzata completamente sulle tecnologie RFID, presenta lo stato dell'arte e l'evoluzione delle tecnologie RFID attraverso una panoramica sulle soluzioni e sui progetti realizzati in vari settori di mercato nei quali si evidenzia il valore aggiunto derivato dalla introduzione delle tecnologie RFID. Nel settore specifico della logistica, Kyema presenta un progetto di controllo del processo logistico realizzato presso lo stabilimento di una grande multinazionale Relatore: Sergio Perin, RFID Business Specialist di Kyema SA • Giovedì 10 GIUGNO 2010 - Inizio ore 18.00, durata prevista 60 minuti circa: “L'importanza della formazione nell'utilizzo di attrezzature potenzialmente pericolose” Come evitare incidenti con le Piattaforme di Lavoro Elevabili • Venerdì 11 GIUGNO 2010 - Inizio ore 10.30 prima edizione - ore 14.00 seconda edizione, durata prevista 60 minuti circa a conferenza: “Ottimizzazione dei processi di logistica e di business attraverso l'informazione spaziale e geografica” Attraverso l'integrazione dell'informazione geografica nelle infrastrutture informatiche in uso nelle imprese che si occupano di logistica, è possibile ottimizzare molteplici processi. Tra questi possiamo citare l'organizzazione dei percorsi e la gestione flotte (sia a livello di routing e scheduling che di localizzazione tramite GPS), la localizzazione dinamica delle merci (asset tracking), la selezione di siti di stoccaggio o di altri siti al fine di ottimizzare o abbreviare i percorsi, nonché la gestione della catena di forniture (supply chain management). In questo modo è possibile abbassare sensibilmente i costi di gestione e aumentare la concorrenzialità della propria azienda. E non da ultimo si contribuisce a ridurre l'impatto ambientale Relatori: Valeria Agnolotti, Lorenz Dolder, Consulenti ESRI Svizzera SA; Katia Dalle Fusine, Consulente TiGIS • Venerdì 11 GIUGNO 2010 - Inizio ore 18.00, durata prevista 90 minuti circa: “La logistica in Ticino: un mondo di opportunità nel cuore dell’Europa” Serata informativa a tema organizzata da Spedlogswiss Ticino e ATIS Relatori: Sig. Marco Passalia, Camera di commercio Cantone Ticino - Sig. Stefano Modenini, AITI - Sig. Luca Nonella, Progetto Copernico - Sig. Remo Fontana, Direzione delle Dogane - Sig. Maurizio Ponti, ATIS -Sig. Wolfgang Koch, Spedlogswiss Sezione Ticino


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- Associazione ticinese imprese di spedizione e di logistica

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Vita dei Soci Comunicato stampa

Inaugurato l’ampliamento della sede del Gruppo Helsinn

È stato inaugurato ufficialmente l’ampliamento della sede centrale del Gruppo Helsinn nel Comune di Pambio-Noranco (Lugano). I nuovi uffici sono ospitati in due palazzine di 4 piani, prospicienti la sede attuale della Helsinn, i cui lavori di ristrutturazione erano iniziati esattamente 3 anni fa, nell’aprile 2007, su progetto dello studio di architettura Mazzola di Sorengo. L’investimento complessivo è stato di circa CHF 22 milioni e ha portato alla creazione, insieme all’attuale sede del gruppo, di un unico nuovo polo direzionale di oltre 6'750 mq di uffici, dotato di parcheggi sotterranei ed esterni, 2’200 mq del quale sono per il momento destinati all’ampliamento della sede della Helsinn. “Il Gruppo Helsinn, fondato nel 1976, è nato in un ufficio che occupava poco più di un mezzo piano in una palazzina a Chiasso. Oggi siamo presenti con uffici e poli produttivi a Biasca, in USA e Irlanda e tramite licenziatari in oltre 85 Paesi del mondo”, dice Riccardo Braglia, CEO del Gruppo Helsinn. “Abbiamo fatto molta strada e ci aspettiamo di compierne molta altra ancora. Di pari passo con la crescita del gruppo crescono le esigenze di spazio per la nostra sede principale. Quindi abbiamo deciso questo investimento immobiliare anche in prospettiva futura” spiega. L'apertura dei nuovi uffici è stata anche l’occasione per aggiungere una nuova opera alla collezione che impreziosisce la sede centrale Helsinn: la scultura in bronzo, “La Danza”, dell'artista svizzero, Luigi a Marca, posata all’ingresso delle nuove palazzine.

Da sin. Il Dr. Gabriele Braglia, Presidente, il Dr. Riccardo Braglia, Amministratore Delegato, con l’artista svizzero, Luigi a Marca, che ha ideato e realizzato la scultura “La Danza”

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Vita dei Soci Comunicato stampa

Tante novità da scoprire alla Swissminiatur Swissminiatur ha inaugurato recentemente tre nuovi modellini, a suggellare l’anno 2010 dedicato all’ambiente e allo sviluppo sostenibile. Ha presentato anche un programma di intrattenimento di assoluto interesse, caratterizzato da nove serate di Cabaret allietate dalla presenza sulla scena di comici italiani, noti al vasto pubblico per la loro partecipazione a Zelig 2010: attenzione focalizzata sull’ambiente

Swissminiatur, fedele al suo leitmotiv “la salvaguardia dell’ambiente”, ha inaugurato recentemente tre nuovi modelli, dando il suo contributo ad accrescere la consapevolezza ambientale ed invitando ad adottare comportamenti sani e bio-ecologici. Il primo modello, presentato a marzo, è stato il Caseificio di Unterschächen, Canton Uri (Alp Oberalphütte), frutto di una collaborazione nata lo scorso anno con l’Aiuto Svizzero ai Montanari, fondazione volta a sostenere dei progetti che contribuiscano all’indipendenza e l’autonomia delle popolazioni di montagna. La casa virtuale bio-ecologica Homo Civilis è il secondo modello del 2010, inaugurato lo scorso aprile ed ispirato alla casa virtuale visitabile sul sito www.homocivilis.com. Swissminiatur ha voluto che venissero illustrati i principi fondamentali dell’architettura bio-ecologica. Il terzo ed ultimo modello previsto per quest’anno è il Villaggio di vacanza Reka ad Urnäsch, Appenzello. Swissminiatur ha pensato di premiare Reka per il suo impegno nel rispetto ecologico e sociale. Il villaggio Reka di Urnäsch è un vero esempio di economia aziendale e rappresenta un valore aggiunto in termini di maggiori possibilità di entrate (crescita e sviluppo) e migliore qualità di vita della popolazione locale, favorendo l’interazione di risorse naturale, agricole, sociali e culturali. Quest'ultimo modello è stato presentato alla fine di maggio.

Casa virtuale "Homo Civilis", scala 1/15, 140 x 80 cm

Serate Cabaret

Il 5 maggio ha preso il via un ciclo di nove serate di cabaret che si svolgeranno ogni mercoledì fino al 30 giugno 2010. Sull’inedito palcoscenico della Swissminiatur si sono esibiti e si esibiranno comici noti al grande pubblico per la loro partecipazione a Zelig. Ecco di seguito il calendario delle serate con una breve presentazione dei cabarettisti in scena: 9 giugno 2010: Gigi Rock Gigi Rossetti ha creato il suo personaggio, Gigi Rock, in perfetto stile "Elvis". Un personaggio che nel corso dello spettacolo si rivela in tutte le sue sfaccettature, trasformandosi in Gigi Love (l'artista che parla d'amore), Gigi Pulp (il poeta), Gigi Dance (il ballerino), accompagnando per mano il pubblico nel “suo” mondo. 16 giugno 2010: Carletto Bianchessi Lo spettacolo di Carlo Bianchessi si sviluppa sulle assurdità della vita e sul non senso delle parole. Esasperando argomenti come il sesso, il rapporto di coppia, la politica e i sentimenti, in un vortice di parole, suoni e gestualità coinvolge tutti in un’unica risata. www.carlettobianchessi.it 23 giugno 2010 Riky Bokor Diplomato in recitazione avanzata e dizione al “Centro Teatro Attivo” di Milano, ha iniziato a fare cabaret nel 1989. Abilissimo nella tecnica dell'improvvisazione, sa coinvolgere direttamente il pubblico nella rappresentazione della quotidianità, con temi quali la ricerca del lavoro, l'uso dei moderni mezzi di comunicazione e la vita sociale. 30 giugno 2010: Claudio Batta Il grande pubblico ha imparato a conoscerlo nel personaggio di Capocenere, “l’enigmista” calabrese di Zelig Circus, amante delle parole crociate che analizza a modo suo la vita politica e i costumi italiani, che coinvolge il pubblico per tutto lo spettacolo senza impedirgli di pensare. www.claudiobatta.it

Le serate di venerdì

Ogni venerdì il duo Vacallo (mandolino e chitarra) intratterrà il pubblico della Swissminiatur con le canzoni della tradizione ticinese. Il prezzo d’entrata per i residenti in Ticino è di Fr. 5.- dalle 18.30 alle 22.00. Chi desidera cenare ha una ricca scelta: - buffet di piatti tipici del Ticino, dell’India e della Cina a Fr. 39.- per persona;

Il villaggio di vacanza Reka a Urnäsch (Appenzello) - servizio à la carte; - angolo VIP con gustose specialità e una lista di vini pregiati consigliati da Renato Berta. Dietro consegna dello scontrino d’entrata alla cassa del ristorante, si ha uno sconto di Fr. 5.- a persona sul menu con un costo minimo di Fr. 25.- per adulti e Fr. 15 per bambini. Per maggiori informazioni: Exposition Swissminiatur SA 6815 Melide-Lugano, Tel. +41 91 640 10 60, Fax +41 91 640 10 69 info@swissminiatur.ch, www.swissminiatur.ch Orari di apertura: Aperto giornalmente dal 13 marzo al 23 ottobre 2010 dalle 9.00 alle 18.00 Ultima entrata alle 17:30 Dal 24 ottobre al 14 novembre 2010 dalle 9.00 alle 17.00 Ultima entrata alle 16:30 Apertura serale MAGGIO-SETTEMBRE: mercoledì e venerdì fino alle 22.30

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Vita dei Soci

Un acceleratore per le PMI ed un sostegno per il loro titolare

Chi ha sviluppato una propria impresa, spesso finisce col sentirsi “solo” e completamente immerso nel lavoro quotidiano. Nel frattempo la concorrenza è diventata più agguerrita ed ogni vendita sembra essere diventata solo una questione di prezzo. Come fare per riprendere il controllo della situazione, fare un salto di qualità e fare in modo che la propria azienda generi ricchezza in modo sistematico? Un imprenditore che inizia un’attività in proprio lo fa con le migliori aspettative e la buona volontà di votarsi al benessere aziendale. Chi crea una propria azienda, parte solitamente con l’idea di voler diventare il “capo di sé stesso”, di ricavare dei buoni profitti e di ottenere un’alta qualità di vita per se stesso e per la propria famiglia. L’osservazione di tutti i giorni e le statistiche ci dicono che la realtà può rivelarsi ben diversa. Dopo una fase iniziale di euforia e di successo, spesso l’imprenditore si ritrova ad essere schiavo della propria azienda, con orari di lavoro massacranti, una

Sin dall’inizio l’imprenditore deve lavorare molto di più sulla propria azienda oltre che nella propria azienda ridotta disponibilità di tempo per se stessi e la propria famiglia. A livello remunerativo la situazione non è migliore, con uno stipendio spesso inferiore a quello dei propri dipendenti chiave e di quello che l’imprenditore percepiva quando lavorava come dipendente. Detta così, la situazione appare provocatoria o eccessivamente pessimista, ma non smettete di leggere l’articolo… e nelle prossime righe troverete la strategia da adottare per prevenire o risolvere questa situazione. La chiave sta nello sviluppare sin dall’inizio la propria azienda in funzione del suo valore di vendita (senza necessariamente volerla veramente vendere). Questa potrebbe sembrare di nuovo una provocazione per chi da diversi anni si sacrifica giornalmente per la propria “creatura”. La verità è che ragionando costantemente in funzione del valore di vendita della propria azienda si opera, non solo per un suo sviluppo commerciale, ma anche per renderla indipendente dal suo fondatore. Se il primo aspetto dovrebbe essere scontato, il secondo è spesso poco considerato e tende a diventare il vero e proprio collo di bottiglia per una crescita a lungo termine. Come un genitore, che cresce i propri figli per vederli un giorno camminare da soli, così l’imprenditore, nei primi anni “vive” con la propria azienda ma a medio termine deve dargli i mezzi per proseguire in modo autonomo. Tali mezzi

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IL profilo del fondatore: Dr. Marco Cavadini Marco Cavadini, dopo aver ottenuto un dottorato al Politecnico Federale di Zurigo e un diploma in Project Manager all'Università della California, ha maturato 10 anni di esperienza diretta nella conduzione e nella crescita aziendale. È stato co-fondatore della NemeriX SA di Manno che nel 2006 è stata nominata tra le 100 migliori start-up Europee da Red Herring Europe ed è stata finalista del concorso “Imprenditore dell’anno della Svizzera Italiana” di Swiss Venture Club.

si ottengono facendo crescere l’azienda in tempi ragionevoli ben oltre il mercato di riferimento e strutturandola attorno a metodi e processi e non attorno a persone indispensabili (incluso il fondatore). Per il primo obiettivo (la crescita), l’approccio deve essere quello di adottare sistemi di sviluppo commerciale moderni ed efficaci, concepiti attentamente attorno all’unicità della proposta commerciale dell’azienda che deve anche essere allineata con il mercato (o il segmento di mercato) di riferimento. Per il secondo (la struttura e i metodi) l’imprenditore deve gradatamente passare dal ruolo di colui che lavora nell’azienda a quello di chi lavora sull’azienda, trasferendo la propria visione aziendale da se stesso al DNA dell’azienda. In altre parole, se nei primi anni è normale e necessario che il tecnico, il manager e l’imprenditore siano la stessa persona, successivamente queste tre funzioni chiave di ogni azienda devono essere chiaramente separate e svolte da persone diverse (per mentalità e formazione). Come arrivare a questo con la propria azienda? Agendo da soli con tutti i rischi, tempi e costi del caso, assumendo qualcuno a tempo pieno che operi il cambiamento dall’interno… oppure facendosi affiancare?


La chiave sta nello sviluppare sin dall’inizio la propria azienda in funzione del suo valore di vendita, senza necessariamente volerla veramente vendere Business Up interviene quando non è ancora troppo tardi, affiancando proprietari di PMI nel fare il salto di qualità a livello aziendale e di qualità della vita a livello personale, sviluppando il business e accompagnando il proprietario nel percorso di separazione del tecnico, il manager e l’imprenditore. A differenza di altri operatori, Business Up richiede una partecipazione al successo generato. In questo modo tutti gli attori sono completamente allineati ed hanno gli stessi obiettivi, operando fianco a fianco per un periodo di tempo prolungato.

Imprenditori, titolari d’aziende,… fate il salto di qualità!

Per arrivare al risultato finale Business Up lavora affiancando l’azienda nel dotarsi di sistemi di marketing e vendita moderni ed efficaci, focalizzandola commercialmente in segmenti ben specifici del mercato, organizzandola attorno a metodi e procedure chiare e condivise. L’intervento di sviluppo è organizzato in 7 fasi distinte e si sviluppa su un periodo totale di 9-12 mesi, con i primi risultati effettivi sulle vendite visibili già nei primi 3-4 mesi. Nei primi 3 mesi l'intervento è decisamente intenso, mentre i successivi 6-9 mesi sono più incentrati sulla realizzazione e il consolidamento del piano d'azione. Dopo questo periodo l’azienda ha cambiato marcia ed è in grado di proseguire in modo autonomo il processo di miglioramento. Questi sono comunque valori indicativi che si adeguano al caso specifico. Business Up opera seguendo la metodologia di sviluppo aziendale Alchemy Network, della quale è unico partner in Ticino. Alchemy Network, presente con 9 partner a livello nazionale, è una rete internazionale di professionisti nel campo dello sviluppo aziendale presenti in Svizzera, Inghilterra, Germania, Irlanda, Nuova Zelanda, Australia e Stati Uniti. Tutti i suoi membri hanno provate esperienze di gestione e conduzione aziendale.

Il prossimo passo?

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Vita dei Soci

Siete preparati a tutte le evenienze? E con voi anche la vostra PMI? Le piccole imprese si trovano spesso alle prese con compagnie di assicurazione di enormi dimensioni che solo sporadicamente offrono soluzioni specifiche per le realtà aziendali più piccole. Se anche voi vi trovate in questa situazione o se avete appena costituito una nuova impresa, sarebbe opportuno che nella ricerca di un’assicurazione competente per la vostra azienda vi soffermaste a considerare alcuni aspetti sostanziali, così da essere preparati a tutte le evenienze e affinché i sogni dei vostri collaboratori non siano destinati a infrangersi

Grazie alla sua pluriennale esperienza l’assicurazione aziendale Trust Sympany offre specialmente alle PMI e alle società collettive un pacchetto completo di soluzioni innovative nel campo delle assicurazioni di persone e della previdenza del personale, tutto da un unico interlocutore. Innanzitutto proponiamo prodotti semplici e flessibili, consulenza sul posto e procedure brevi che garantiscono un servizio ottimale ai nostri clienti. Le aziende di piccole e medie dimensioni usufruiscono addirittura di un pool PMI, creato appositamente a questo scopo, che consente di offrire tariffe e servizi pari a quelli riservati alle grandi aziende. Ogni anno aderiscono in media a questo pool duemila PMI: perché è l’unione che fa la forza. Affinché possiate disporre anche voi di un’assicurazione a 360 gradi, sono quattro i prodotti assicurativi annoverati tra i più importanti per le PMI e le società collettive: l’assicurazione per perdita di guadagno, l’assicurazione infortuni secondo la LAINF, l’assicurazione complementare infortuni e la previdenza professionale (LPP).

Affinché siate sereni anche quando un collaboratore è in malattia: assicurazione perdita di guadagno in caso di malattia

Con l’assicurazione per perdita di guadagno di Trust Sympany garantite ai vostri collaboratori una previdenza ottimale contro l’incapacità di guadagno in caso di malattia. Il periodo di attesa e il grado di copertura possono essere adattati alla capacità finanziaria e alla

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struttura di rischio e del personale della vostra azienda. Un grande vantaggio per voi è che Trust Sympany non fissa le tariffe in base al settore, ma sulla scorta della sua pluriennale esperienza, ponendo voi e la vostra azienda al centro dell’attenzione.

Affinché i vostri collaboratori possano ritornare operativi dopo un infortunio: assicurazione contro gli infortuni secondo la LAINF

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Affinché i sogni dei vostri collaboratori non siano destinati ad infrangersi: previdenza professionale

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Vita dei Soci di Lisa Pantini

S,DB: due realtà,un solo cuore Un’agenzia locale per un mercato internazionale

Federica Riva

S,DB è un’azienda ticinese fondata a Chiasso da Paolo Spalluto e Tecla De Bernardi nel 1998, che si occupa di tutte le attività che ruotano attorno al marketing ed alla comunicazione. Con grande passione e professionalità il team di S,DB raccoglie le sfide con cui quotidianamente è sollecitato, potendo vantare una lunga serie di successi locali, nazionali ed internazionali. S,DB è un’agenzia di comunicazione strategica, marketing e pubblicità, che agisce anche quale piattaforma bidirezionale per operare su diversi mercati, dalla Germania e Svizzera Tedesca verso il Canton Ticino e l’Italia, e viceversa. L’agenzia di comunicazione, oltre alla sede di Chiasso, sita in Corso San Gottardo, e a Pontresina, ha da poco aperto una sua filiale a Zurigo, proprio per aprirsi a nuove realtà ed essere operativa su più fronti, completando il suo, già vasto, ventaglio d’attività. S,DB opera a Zurigo in collaborazione con Prime Communications AG. Abbiamo incontrato Federica Riva, Senior account e referente a Zurigo e Tecla De Bernardi, Titolare di S,DB, e abbiamo rivolto loro alcune domande per meglio capire la nuova ed interessante attività su Zurigo, che sicuramente aprirà tante porte anche alle PMI ticinesi ed insubriche che, grazie all’esperienza ed al network di S,DB riusciranno ad entrare nel mercato svizzero tedesco.

Signora Riva, quale è stato il motivo per cui avete deciso di cominciare l’esperienza oltre Gottardo?

“Da gennaio 2010 siamo presenti a Zurigo, con un responsabile di progetto. Le nostre esperienze passate, il dinamismo del mercato e delle campagne di comunicazione, hanno consentito la creazione di uno spinoff della nostra agenzia anche sul territorio svizzero tedesco, oltre le relazioni già esistenti in Engadina e in Italia. La nostra attività ed i nostri clienti hanno fatto sì che l’operato della nostra agenzia ruotasse attorno a una realtà locale, regionale, ma che sempre di più ha la necessità di essere in contatto con altre zone, di tessere con esse relazioni commerciali e culturali. Il marketing, la comunicazione e l’advertising sono quindi centrali in queste dinamiche. Nella sola Svizzera vi sono difatti molte imprese nazionali che hanno la necessità

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di adattare le campagne al singolo territorio locale”.

Come avete proceduto quindi?

“Tenendo conto del potenziale delle imprese che potrebbero voler andare oltr’Alpe ma necessitano di supporto su come muoversi, e viceversa, desideriamo porci come partner affidabile per accompagnare i nostri clienti e consigliarli al meglio, affinché tutte le loro operazioni abbiano successo. In questo scenario, nel corso degli anni, siamo stati spesso direttamente coinvolti da clienti internazionali in progetti di adattamento, sul territorio italiano o ticinese, di campagne inizialmente sviluppate per altri mercati o regioni linguistiche. Abbiamo messo in rete ed in sinergia strutture diverse con partnership o integrazioni così da formare


un «light network», potendo quindi offrire alla clientela competenze stratificate. Abbiamo dunque cercato un partner fidato e serio che abbiamo trovato in Prime Communications AG, e dopo alcuni tempi di messa a punto del progetto, abbiamo aperto questa filiale a Zurigo, che affianca bene la sede principale di Chiasso”.

Cosa si cela alle spalle di S,DB? Quale è il vostro segreto per il successo?

“In questi anni di duro lavoro abbiamo compreso che - competenze e light-networking a parte - ciò che più conta sia la capacità d'ascolto profonda, l'entrata in sintonia con chi abbiamo di fronte. Abbiamo lavorato su questo, costruendo una squadra nel tempo che sapesse lavorare sodo e con creatività, con sorriso e determinazione. Il nostro team è formato da persone appassionate e con competenze specifiche nei diversi ambiti della comunicazione e del marketing, dalla strategia all’ufficio stampa, e in diversi settori merceologici, dal food all’energia. Ciò ci consente di affrontare con metodo e profondità ogni progetto”.

Può tracciare un breve profilo dei vostri «clienti tipo» per la sede zurighese?

“I nostri clienti sono spesso società tedesche o svizzero-tedesche con necessità di adattamento per campagne o azioni di relazioni pubbliche e lobbying sul territorio ticinese/italiano o viceversa. I nostri clienti sono locali ed internazionali, le esperienze ed il lightnetwork ci rendono quindi capaci di andare oltre i confini regionali, inserendoci nelle diverse realtà in maniera versatile e mirata”.

Può farci qualche esempio di progetti che avete portato a termine e/o che state seguendo attualmente?

“Alcuni clienti significativi da cui siamo stati direttamente coinvolti sono HUF HAUS, BAULI, FRESENIUS, BMW e ALDI. Ad esempio, per HUF HAUS (azienda di Hartenfels vicino Francoforte, che è leader in Europa nella costruzione di ville di lusso prefabbricate in legno e vetro, con innovazioni importanti nel campo del risparmio energetico), ci è stato affidato il mandato di supporto strategico alla decisione di entrare

VANTAGGI  Full-Service: Comunicazione integrata  Efficacia: Unico referente per ogni tipo di messaggio e mezzo  Esperienza settoriale: Partner con competenze specifiche in vari settori  Adattabilità: Presenza e conoscenza di varie realtà locali, multilinguismo

nel mercato italiano con attività di comunicazione a 360° gradi, ed in particolare come ufficio stampa e pubbliche relazioni oltre all'assistenza per le fiere. Un altro esempio che mi piace portare è quello della FRESENIUS AG, che è il leader mondiale nel settore della dialisi, produttore di macchine o soluzioni prime nella storia della nefrologia. Per loro abbiamo realizzato stand, concezioni grafiche per flyer, monografie, eventi per nefrologi, filmati video, un portale internet Vision dedicato alla comunità scientifica di riferimento. Siamo orgogliosi di essere loro partner ininterrottamente dal 1999. Infine posso parlarvi brevemente di BAULI, un marchio conosciuto in tutta Europa ed ora anche in molte parti del mondo per i suoi prodotti dolciari, su tutti Pandoro e Panettone. Siamo stati chiamati a coordinare, con la collaborazione delle Ferrovie Federali Svizzere FFS SBB, un'azione di sampling dalle 6.00 alle 9.00 e dalle 16.00 alle 19.00 nelle stazioni di San Gallo, Zurigo, Berna, Lucerna e Ginevra, in cui graziose hostess offrivano un piccolo panettone o pandoro ai pendolari. Sempre nelle stazioni abbiamo poi allestito alberi di Natale quale decorazione ovviamente con splendide bocce lilla... Bauli. In generale posso affermare che le collaborazioni avute con l’agenzia di Zurigo PRIME Communications su clienti nazionali per i quali collaboriamo alla parte italofona dei vari progetti, ci hanno dato la conferma di quanto già percepito nel passato: vi è una sempre maggiore necessità ed attenzione ad un partner che sia una piattaforma tra il Nord ed Sud della Svizzera, anche dalla Germania verso l’Italia”.

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Vita dei Soci di Lisa Pantini

pronto, chi parla? GARAGE

Intervista con Tecla De Bernardi, Titolare di S,DB Quali sono i servizi maggiormente richiesti dai vostri clienti sulla sede zurighese? “Dalla sede zurighese ci viene richiesta soprattutto un tipo di consulenza che aiuti le aziende sia svizzero tedesche che tedesche ad approdare sul Tecla De Bernardi mercato ticinese e italiano. Un genere di consulenza che tocca diversi ambiti, dalla strategia legata alla lobbying istituzionale, al marketing, alla comunicazione, all’adattamento o declinazione di campagne già esistenti, alla consulenza per la presenza sui media”. Quali differenze culturali può citare tra la «mentalità» svizzero-tedesca / germanica e quella ticinese / italiana? “Non vorrei cadere nei soliti cliché, quindi mi sento di risponderle che quando si tratta di fare businness tutto il mondo è paese. Cambia la tonalità, ma l’obiettivo è sempre lo stesso a qualsiasi latitudine. Il tema centrale mi pare essere quello della fiducia e della condivisione valoriale”. Quali progetti avete in previsione per il prossimo futuro? “Desideriamo continuare a essere un partner affidabile per i clienti attuali e futuri. Una squadra capace di creare il giusto mix fra spirito pioneristico, voglia di osare, supportati da una profonda conoscenza del territorio e da un’esperienza di più di 20 anni. In generale rileviamo che l’intuizione Oltr’Alpe si stia rivelando buona, specie per uscire dal «traffico» delle micro-strutture cantonali nate dal percorso di molti giovani laureati all’USI”.

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Vita dei Soci di Lisa Pantini

Presentata la nuovissima carta di credito griffata Ascona È stata presentata al pubblico ed alla stampa lo scorso 5 maggio la nuova carta di credito VISA SI ASCONA, la Società Imprenditori Ascona, realizzata in collaborazione con Cornèrcard

Sotto una pioggia battente, lo scorso 5 maggio è stato presentato un progetto che ha illuminato Ascona e il suo Borgo. Davanti ad autorità, pubblico e membri di Comitato di SI Ascona, ha visto la luce ufficialmente la carta di credito griffata Ascona. Un progetto abbozzato all’interno del Comitato nell’agosto 2009, qualcosa di sintetico per presentare un unicum a livello nazionale. L’idea vincente era di creare una carta di credito da poter usare in tutto il mondo e non unicamente legata al territorio del Borgo. Vinte anche le resistenze dei più scettici, il progetto è andato avanti, seguendo il suo lungo iter.

fidelizzazione e di marketing. La carta porta tutti i vantaggi di una carta di credito Cornèrcard tradizionale e numerose prestazioni supplementari come ad esempio: ingressi agevolati a eventi sportivi, concerti e manifestazioni grazie al codice a barre e al servizio di ticketportal, controllo totale della propria carta grazie a onlineaccess e mobileacces e altri servizi Cornèrcard. L’inconfondibile silhouette di Ascona orna la nuova carta di credito – un design unico, che si appresta a sbarcare in tutto il mondo. Infatti, chi possiede questa carta di credito può ammirare in qualsiasi momento lo spettacolare lungolago asconese. La primissima carta è stata destinata al Sindaco di Ascona, Aldo Rampazzi, mentre la seconda al suo ideatore e Responsabile del progetto, Giancarlo Marras.

L’Associazione Si Ascona

La Si Ascona, Società Imprenditori-Ascona (ex Scada) è l’organo sotto il quale sono raggruppati i commercianti associati di Ascona. Si occupa principalmente di vagliare e inoltrare le richieste per le deroghe alle aperture commerciali, di sostenere manifestazioni che possano portare benefici al commercio e di tutto quanto possa essere pertinente o ricollegabile al commercio nel Borgo.

L’11 settembre è stata contattata Cornèrcard, l’istituto emittente di carta di credito, scelto quale partner dell’iniziativa. A fine novembre è stata inoltrata all’Amministrazione comunale e all’Ente Turistico la richiesta di poter usare il nome e il logo di Ascona. Il 23 dicembre l’Amministrazione comunale ha dato il suo assenso alla richiesta. Nei primi giorni del 2010 pure l’Ente Turistico ha dato il suo avallo. Completati tutti i dossier necessari, l’intero incarto è stato inoltrato a Cornèrcard. A marzo è iniziata la vera e propria fase di gestazione.

SI Ascona – la carta di credito Visa di Cornèrcard

Cornèrcard ha da poco sviluppato un prodotto specifico per le associazioni, la Community card, la quale offre un completo pacchetto promozionale e ha così permesso a SI Ascona di creare e personalizzare la propria carta di credito Visa. Prima «carta cittadina» in Svizzera con design individuale, questa carta, oltre ad avere la propria immagine e il proprio logo, permette di sviluppare un concetto di

Il Comitato è composto da: • Marcel Rüegsegger (presidente) • Nicola Maciariello (vicepresidente) • Urs Maeder (membro) • Giancarlo Marras (membro) • Andrea Pieroni (membro) • Marco Passalia (membro) • Mario Bazzi (membro) • Marco Sasselli (membro) • Geri Casutt (membro) • Michele Cerciello (membro) Per maggiori informazioni: SI Ascona CP 583 6612 Ascona segretariato@siascona.ch www.siascona.ch Sito di Cornèrcard con informazioni sulla carta di credito griffata Ascona: www.cornercard.ch/ch/html/it/community/issue/index.html?contractCode=kIYw1iwMh4o%3D

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Vita dei Soci

61esima Assemblea generale ordinaria di ATIS - Associazione ticinese imprese di spedizione e di logistica ATIS

Associazione ticinese imprese di spedizione e di logistica

L'assemblea generale ordinaria – tenutasi il 28 aprile 2010 al Palazzo delle Dogane svizzere di Brogeda/ Chiasso – è iniziata con il saluto del Presidente Maurizio Ponti alle 29 ditte affiliate, alla Presidente Longo di ALSEA Como, al Vicedirettore Passalia della Cc-Ti, al Responsabile Riva della Cassa assegni familiari, al Vice Presidente Canali di ASTAG, al Presidente Koch di Spedlogswiss, all'Ispettore Balerna della Dogana di Chiasso e al Sindaco di Chiasso Colombo. Dopo la relazione di Passalia sul tema “Il Ticino tra mobilità zoppa e sviluppo sostenibile”, in cui è stato ricordato che si stanno attuando diversi studi/indagini riguardanti l'impatto ambientale e del traffico e in particolare è stata perorata la causa del raddoppio della galleria del San Gottardo, la continuazione a Sud di Alptransit nonché il consolidamento dell'infrastruttura aeronautica (migliorie all'aeroporto di Agno) per migliorare la mobilità internazionale, il Presidente Ponti riallacciandosi a quanto esposto da Passalia ha spiegato le novità riferite alla Piattaforma logistica Insubrica riferendo che per ora si trova in stand-by perché le FFS non sanno ancora esattamente se vi sarà la continuazione a sud di Alptransit, mettendo così in difficoltà gli interventi da effettuare presso la Stazione di Chiasso. Ponti ha spiegato, dal suo punto di vista, che per gli spedizionieri l'alta velocità non è determinante se passi o non da Chiasso, a meno che non ci sia la possibilità di intervenire nella catena del trasporto attraverso la "manipolazione" delle merci, egli è dell'avviso che ci debba essere maggiore collaborazione fra Svizzera ed Italia nel trovare nuove soluzioni, ritenuto che i problemi non nascono e muoiono alla frontiera. Segnala anche che nell'ambito del "Pro movimento economico" lanciato dal Comune di Chiasso è stato creato un tavolo di lavoro dedicato alla mobilità delle persone e delle merci, nel quale siede il nostro esperto in infrastrutture Ing. Janner che sta preparando un rapporto preliminare su "la stazione internazionale di Chiasso e il Pian Faloppa quali motori si sviluppo dell'agglomerazione di frontiera Como - Chiasso - Mendrisio". Della stessa opinione in merito a una maggiore fattiva collaborazione tra Italia e Svizzera è pure la Presidente Longo di ALSEA, la quale ha riferito che un assessore comasco, al quale aveva chiesto in merito al corridoio di collegamento da Monte Olimpino e la stazione di

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Alcuni istanti dell’Assemblea

Chiasso ed ai collegamenti ferroviari ferroviari, gli aveva risposto che si tratta di "un tema non in discussione perché non vi è spazio". Chiude chiedendosi quali siano le possibilità effettive di collaborazione. Ai soci presenti è pure stata data lettura del rapporto del segretariato contenente tutte le attività svolte da ATIS durante il 2009. È stato in particolare messo in evidenza la necessità di una formazione continua per poter continuare a garantire la qualità e la professionalità necessari per affrontare la crisi che da qualche tempo sta colpendo anche il settore delle case di spedizione. Per questo motivo sono stati organizzati (anche in collaborazione con Spedlogswiss, sezione Ticino) i corsi di


pronto, chi parla? AGENZIA GRAFICA E PUBBLICITARIA "specialisti in spedizione" e di "specialisti in export" con la premiazione nell'ottobre 2009, nonché quello per dichiaranti suddiviso in corso A (con esami federali) e corso B (con attestato ATIS e Spedlogswiss). Va inoltre ricordato che sono state organizzate anche altre 6 serate informative nei seguenti settori: via aerea, dogana, logistica, merce pericolosa, camionistico e via mare. Il Presidente Ponti ha ricordato che ATIS, assieme a Spedlogswiss sezione Ticino, hanno deciso di partecipare al Salone internazionale della logistica (SvizzeraLogistica) del 10-12 giugno 2010 al Centro esposizioni, Lugano per meglio divulgare la visibilità

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dei settori della spedizione e della logistica. L'obiettivo della manifestazione è creare un evento in cui sia possibile ottimizzare la comunicazione e lo scambio di informazioni così come estendere l'immagine dell'intero settore anche all'estero, proponendosi quale piattaforma. Si tratta di un'occasione unica per far conoscere l'importanza dello spedizioniere all'interno della logistica, che in sostanza ne è il perno, e per spiegare i diversi settori di attività delle case di spedizione, indicando quali sarebbero i vantaggi di spostarsi in Ticino con la logistica, come pure per spiegare i vantaggi di avere una sede operativa in Ticino; non dimenticando di parlare anche dello sviluppo futuro di Chiasso. L'assemblea è stata chiusa dando la parola al sindaco di Chiasso Moreno Colombo che ha ricordato agli spedizionieri l'importanza della loro attività nel Comune e l'importanza di collaborare per ottenere un miglioramento operativo sia qualitativo che quantitativo (FFS e Piattaforma logistica, ecc.).

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