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Direzione Regionale Lazio

Rapporto Rap orto Ambiente e Sicurezza

anno 2010


Per ogni informazione rivolgersi a: UNINDUSTRIA Via Noale 206 – 00155 Roma www.un-industria.it – tel. 06/844991 AREA COMPETITIVITÀ: Aldo della Peruta – Tel. 0775/817222 E-mail: aldo.dellaperuta@un-industria.it

AREA LAVORO: Marcello Orifici – Tel. 06/84499353 E-mail: marcello.orifici@un-industria.it

Il “Rapporto Ambiente e Sicurezza 2010” è stato redatto seguendo, ove applicabile, sia le linee guida predisposte dalla Fondazione Eni Enrico Mattei (FEEM) dal titolo “Il rapporto ambientale d’impresa - Linee guida per la compilazione” sia le Linee guida sviluppate da Confindustria Frosinone sulla base dell’esperienza maturata negli ultimi cinque anni. Per una corretta fruizione del presente documento si fa presente che: - i dati forniti dalle aziende e dalle istituzioni scolastiche partecipanti al progetto sono aggiornati al 31 dicembre 2010; - i dati relativi al sistema associativo di Unindustria sono aggiornati (salvo dove non diversamente specificato) al 31 Luglio 2011.


Rapporto Ambiente e Sicurezza

anno 2010


ustria

Rappo 1

2 3 4 5 6 7


Unindustria

UNINDUSTRIA Prefazione

Unindustria e la sostenibilità

orto

INAIL Ambiente e Sicurezza L’Impegno di Unindustria

I DATI L’associazione e le strategie

20

La raccolta dati

24

Le aziende

28

L’ambiente La sicurezza

Sicurezza 42

58

Scelte aziendali in materia di ambiente e salute e sicurezza

74

Le scuole: l’esperienza di Confindustria Frosinone

78

Le proposte di miglioramento Glossario Principali riferimenti legislativi Lettera del verificatore I Partecipanti al progetto Ringraziamenti


Rappo

ustria Unindustria


Unindustria

orto 3489

Sicurezza Imprese Associate a UNINDUSTRIA al 31/07/2011


Prefazione “La prima edizione del “Rapporto Ambiente e Sicurezza” 2010 rappresenta un’ottima occasione per dare evidenza dell’impegno e dell’attenzione di Unindustria verso l’ambiente e la sicurezza nel mondo del lavoro. Questo progetto riprende i contenuti e l’esperienza dell’omonimo progetto portato avanti negli anni scorsi, per un totale di 5 edizioni, a cura di Confindustria Frosinone. Il “Rapporto Ambiente e Sicurezza” ha come obiettivo quello di fornire un quadro il più possibile dettagliato della relazione esistente tra le imprese e il territorio in termini di sviluppo ecosostenibile e di rispetto delle normative in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro. Viene confermata la politica di trasparenza e di dialogo del sistema delle imprese facenti capo a Unindustria nei confronti dei diversi portatori di interesse (dipendenti, clienti, fornitori, enti di controllo ed istituzionali, mass-media, ecc.), fotografando ogni aspetto

ustria

8

Rappo

di un sistema industriale caratterizzato da una spinta continua verso un rapporto sempre più stretto tra il sistema produttivo e l’ambiente. In questa edizione del “Rapporto Ambiente e Sicurezza” si considerano, come valori fondamentali, quelli dello sviluppo sostenibile e della ricerca del miglioramento continuo, che abbiano come prerequisiti principali la difesa dell’uomo e dell’ambiente, garantendo così anche i diritti delle generazioni future, evidenziando i risultati ambientali e sulla sicurezza sul lavoro raggiunti e facilitando la lettura delle problematiche ancora aperte, al fine di favorire l’adozione di modelli aziendali caratterizzati da un approccio integrato alla prevenzione, nella consapevolezza che l’ambiente e la sicurezza sono un patrimonio che è interesse di tutti tutelare, conservare e valorizzare”. Aurelio Regina Presidente Unindustria


Unindustria

orto

Unindustria e la Sostenibilità

La salvaguardia dell’ambiente e la salute e sicurezza dei lavoratori sono da sempre obiettivi perseguiti dal sistema associativo che fa capo a Confindustria. Oggi, in relazione alla crescente importanza che queste istanze stanno assumendo nel mondo economico e industriale, Unindustria, in virtù del proprio ruolo istituzionale, ribadisce l’impegno per la diffusione tra i propri associati della cultura ambientale e della sicurezza, sottolineando in ogni occasione l’importanza dell’ adozione di modelli aziendali caratterizzati da un approccio integrato alla prevenzione e salvaguardia del territorio. Unindustria sollecita quindi costantemente la ricerca e la condivisione del patrimonio conoscitivo in campo ambientale e della sicurezza, informando e sensibilizzando le aziende associate al fine di meglio perseguire la conformità alle relative disposizioni di legge e coinvolgendo tutte le parti interessate sugli obiettivi ed impegni del sistema delle imprese. L’ Associazione, inoltre, sulla scorta delle esperienze delle articolazioni territoriali

che la compongono presta attenzione agli argomenti sopra citati, promuovendo attività e iniziative volte all’analisi dei modelli aziendali, al fine di far raggiungere il massimo livello di efficacia ed efficienza, di prevenire l’inquinamento e di tutelare la sicurezza e la salute dei lavoratori. Con la pubblicazione del primo “Rapporto Ambiente e Sicurezza”, Unindustria evidenzia pertanto l’impegno nel far sì che questi temi siano parte dell’operare quotidiano consapevole e responsabile di tutti i protagonisti del mondo del lavoro. In tale ottica Unindustria intende dare evidenza in maniera trasparente e costante alle iniziative dell’Associazione e delle Aziende Associate, con la convinzione che una partecipazione sempre più attiva dei soggetti interessati possa portare a grandi risultati per il nostro territorio, la popolazione che ci vive e lavora, le generazioni future.

Sicurezza Angelo Camilli Presidente del Comitato Tecnico Sicurezza sul Lavoro” di Unindustria

Rapporto Ambiente e Sicurezza - Anno 2010

9


INAIL Ambiente e Sicurezza Sviluppo ecosostenibile, miglioramento continuo, sicurezza: sono i valori sui quali fa perno il presente Rapporto e che informano di sé anche l’approccio INAIL alla cultura del lavoro. Si tratta infatti di concetti che possono essere applicati opportunamente non solo in un contesto propriamente produttivo, ma anche all’interno di un’organizzazione amministrativa. In particolare, l’attuale scenario operativo delle Pubbliche Amministrazioni richiede un spirito innovativo nella gestione delle risorse umane, il cui pilastro è la riscoperta della soggettività. È in questa ottica che nel contesto lavorativo è necessario mirare al benessere, inteso come positiva interfaccia tra la persona e l’organizzazione di cui fa parte e come cultura del lavoro fatta di valorizzazione e stimolo, in contrapposizione a controllo e diffidenza. Infatti “benessere” non indica tanto la qualità dell’ambiente di lavoro in senso fisico (salubre, accogliente, confortevole), quanto la capacità di un’organizzazione di mantenere e promuovere un buon grado di equilibrio fisico, psicologico e sociale delle persone che in essa vi lavorano. Una corretta percezione del clima interno all’organizzazione è indispensabile per migliorare la qualità del lavoro, per fornire nuove opportunità di sviluppo professionale ai propri dipendenti, per investire su relazioni interne più salde e capaci di produrre significati e valori condivisi, nonché per conoscere ed agire sulla percezione delle persone che all’interno dell’amministrazione operano quotidianamente. Se decliniamo il benessere organizzativo in una prospettiva di genere esso implica il rispetto delle pari opportunità nella

ustria

10

Rappo

gestione delle risorse umane e la capacità di favorire la conciliazione fra responsabilità di lavoro e familiari, fra tempi di lavoro e di vita dei dipendenti. Il benessere organizzativo è quindi elemento di miglioramento della qualità di vita dei lavoratori, delle prestazioni e dell’efficienza della Pubblica Amministrazione. Quest’ultima, come datore di lavoro esemplare, è pertanto chiamata a sostenere, quali priorità di cambiamento, il miglioramento del sistema sociale interno, delle relazioni interpersonali e della cultura organizzativa, svolgendo un ruolo di volano nella promozione del principio delle pari opportunità e della valorizzazione delle differenze nelle politiche del personale e rimuovendo ogni forma di discriminazione in ciascuna delle fasi del rapporto di lavoro. In quest’ottica l’INAIL – Direzione Regionale Lazio ha avviato due progetti. Il primo è un progetto in tema di conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro, che, attraverso l’analisi dei fattori di contesto e di contenuto lavorativo e l’indagine sulle esigenze, manifeste e latenti, del personale della struttura regionale nel suo complesso, intende offrire una fotografia del livello di attuazione delle politiche di work-life balance nonché del connesso livello di benessere organizzativo. L’indagine si è articolata in due momenti fondamentali: la prima è rappresentata da una mappatura delle misure e degli strumenti di work-life balance in atto presso la Direzione regionale, nell’ambito delle politiche di Ente, realizzata da un team di lavoro della stessa Direzione; la seconda consiste in una indagine delle


Unindustria

orto

esigenze dei dipendenti condotta attraverso la somministrazione di un questionario on line rigorosamente anonimo, teso a indagare il fenomeno del bilanciamento a 360 gradi con riferimento a tutte le possibili aree e iniziative di intervento. Gli output dell’attività progettuale sono rappresentati da due modelli di rilevazione dedicati rispettivamente al livello di bilanciamento vita lavoro e al rischio di stress lavoro-correlato, quest’ultimo in particolare come evoluzione del modello ISPESL. E’ interessante sottolineare come entrambi i modelli possano essere replicati presso le altre realtà lavorative pubbliche e private, costituendo un contributo all’analisi della tematica e arricchendo con un ulteriore punto di vista il quadro variegato dei fattori di stress lavoro-correlato. Con il secondo progetto, l’INAIL Lazio ha svolto un’attività di ricerca finalizzata ad elaborare e sperimentare una metodologia e gli strumenti correlati, per effettuare una valutazione dei rischi sensibile ad una prospettiva di genere, così come previsto dal vigente decreto legislativo 81/2008 e sue modifiche. La motivazione alla base di progetto è la consapevolezza che riconoscere l’esistenza delle differenze di genere nella distribuzione del lavoro e nell’esposizione ai rischi, così come nell’analisi epidemiologica, nella terapia e nella prevenzione, costituisce un passo fondamentale per l’appropriatezza della valutazione dei rischi e delle cure. Oltre al valore culturale, la ricerca intende fornire un metodo operativo che consenta alle imprese pubbliche e private di tener conto delle problematiche di genere nella valutazione

dei rischi e, conseguentemente, a migliorare la qualità del lavoro e la sicurezza nelle organizzazioni. Il rapporto finale della ricerca è diviso in due parti: una prima parte di ricerca ed analisi dei dati, con obiettivi prettamente conoscitivi e destinata ad “addetti ai lavori”, e una seconda parte di appendice, denominata “linee guida”, destinata in primo luogo alle aziende e consistente in uno strumento più agile finalizzato a guidare e supportare le figure coinvolte nella valutazione dei rischi in ottica di genere. L’esperienza maturata attraverso i due progetti è particolarmente preziosa e merita di essere condivisa quale strumento per intervenire in modo significativo sull’ambiente di lavoro e sulla sua sicurezza nel senso più ampio del concetto. Una metodologia tesa a consentire al lavoratore di esprimere la propria personalità nella molteplicità e varietà delle sue manifestazioni può infatti elevare la qualità non solo dello specifico contesto lavorativo, ma anche delle modalità con cui rapportarsi con la “clientela” di riferimento. Ecco dunque che i principi citati in apertura dello sviluppo ecosostenibile, del miglioramento continuo e della sicurezza possono trovare la loro peculiare coniugazione anche all’interno di un contesto amministrativo, specie nei casi - come è quello dell’INAIL - in cui il servizio fornito è di spiccato valore sociale. In sintesi: migliorare l’approccio verso se stessi per migliorare l’approccio verso la propria utenza.

Sicurezza

Antonio Napolitano Direttore Regionale Lazio INAIL

Rapporto Ambiente e Sicurezza - Anno 2010

11


L’Impegno di Unindustria Il 1 gennaio 2011 nasce Unindustria, l’Unione degli

Rappo

- assicurare la correttezza nella conduzione degli

Industriali e delle Imprese di Roma, Frosinone,

affari e delle attività aziendali;

Rieti e Viterbo, che aderisce a Confindustria, di cui

- tutelare il patrimonio aziendale;

è componente territoriale pluri – provinciale.

- rispettare l’ambiente circostante;

Le articolazioni territoriali hanno le seguenti

- garantire la sicurezza sul lavoro.

denominazioni:

Le articolazioni territoriali, Confindustria Roma,

- Confindustria Roma

Confindustria

- Confindustria Frosinone

e Confindustria Viterbo, avevano già da tempo

- Confindustria Rieti

intrapreso un percorso di sensibilizzazione rivolto

- Confindustria Viterbo

non solo agli associati, che parte dalla considerazione

Unindustria rappresenta i differenti insiemi di

che l’obiettivo della politica non deve più limitarsi

imprese in cui si caratterizza il sistema produttivo

allo sviluppo socio-economico, ma deve allargarsi

pluri-provinciale: da quello delle piccolissime

allo sviluppo socio – economico - ambientale, cioè

aziende altamente specializzate fino alle grandi

allo sviluppo sostenibile, creando una “cultura”

aziende di rilevanza nazionale e a carattere

ambientale e di sicurezza attraverso un approccio

multinazionale.

integrato con tutti i soggetti che formano il tessuto

I principali “numeri” di Unindustria (aggiornati al

sociale (scuole, università, imprese, consumatori), in

31 Luglio 2011) sono:

cui l’ambiente e la sicurezza sono intesi come valori

- 3489 imprese associate con circa 250.000

fondamentali da tutelare, conservare e valorizzare.

ustria dipendenti;

- il 90% delle imprese associate è composto da aziende con meno di 100 dipendenti;

- il 70% delle aziende appartengono ai servizi, il restante 30% al settore manifatturiero.

Frosinone,

Confindustria

Rieti

Unindustria ha potenziato tutte quelle attività di comunicazione, informazione, formazione ed educazione, che rendono possibile la condivisione delle competenze e del patrimonio conoscitivo in materia di ambiente, sicurezza e salute a tutti i potenziali fruitori sociali.

In questa prima edizione del Rapporto Ambiente

In particolare:

e Sicurezza vengono esclusivamente riportate le

- in

CONFINDUSTRIA

ROMA

il

tema

della

attività, i progetti e le iniziative intraprese nel 2010

sicurezza nei luoghi di lavoro ha da sempre

dalle articolazioni industriali che compongono

rivestito particolare importanza, nella ferma

Unindustria.

convinzione che il problema della sicurezza

D’altronde queste ultime, tutte appartenenti al

si risolve non solo attraverso le sanzioni e gli

sistema Confindustria, già avevano istituzionalmente

adempimenti burocratici, ma piuttosto lavorando

identificato alcuni valori di riferimento, riguardo

insieme per affermare una nuova cultura della

le modalità che le proprie aziende, con i relativi

sicurezza. Allo scopo è stato costituito il Comitato

dipendenti, devono avere per:

tecnico “Sicurezza sul lavoro”, composto da

12


Unindustria

orto

rappresentanti di grandi, medie e piccole imprese,

dell’Inail, Comune di Roma, Provincia di Roma

componenti associative (Piccola Industria, Gruppo

e

Giovani Imprenditori, Sezioni), Acer ed Anima.

dall’analisi quali - quantitativa del fenomeno

Di seguito, le principali iniziative promosse dal

infortunistico, ha lo scopo di orientare con

Comitato.

efficacia azioni mirate alla prevenzione dei rischi

Unitamente a Confindustria:

e alla riduzione degli infortuni e definire azioni

- il 9 Ottobre 2009 l’Associazione ha ospitato il

congiunte di sensibilizzazione sul territorio.

Regione

Lazio.

L’Osservatorio,

partendo

Convegno ““SIS – Sviluppo Imprese in Sicurezza”

- Nel rapporti con le OO.SS., in attuazione di

nell’ambito di un ciclo di incontri seminariali

quanto previsto dal Decreto legislativo n.

rivolti agli imprenditori ed ai manager delle

81/2008 e nell’ambito della valorizzazione

aziende associate al Sistema Confindustria, con

della bilateralità, è stato costituito nel mese di

l’obiettivo di favorire una maggiore diffusione

Dicembre 2010 l’Organismo Paritetico Provinciale

della cultura della prevenzione degli infortuni

sulla Sicurezza, che avrà tra l’altro il compito di

lavorativi;

promuovere azioni di formazione e informazione

Sicurezza

- ha collaborato, con successo, alla realizzazione nel

; produrre ricerche e materiali informativi;

mese di Gennaio 2010 dell’edizione romana della

attestare le attività svolte dalle aziende in merito

mostra “PRODUCIAMO SICUREZZA, esperienze

all’adozione di modelli di organizzazione e

per bambini intorno a un tema da grandi”,

gestione della sicurezza; effettuare l’elaborazione

promossa da Confindustria ed Inail, sotto l’Alto

e la raccolta di significative esperienze aziendali

Patronato della Presidenza della Repubblica, con

ai fini prevenzionistici.

il contributo di Enel. Alla mostra hanno risposto

Con la Direzione Regionale dell’Inail e l’Osservatorio:

positivamente molti Istituti scolastici romani,

- Il Protocollo d’Intesa del 17 Giugno 2009 e la

confermando l’importanza della diffusione della

Convenzione sottoscritta poi con la Direzione

cultura della sicurezza anche ai ragazzi in una

Regionale dell’Inail il 23 Dicembre 2009, hanno

fascia di età tra gli 8 e gli 11 anni.

permesso l’avvio di un percorso di iniziative

Con le Organizzazioni Sindacali:

congiunte atte a diffondere e valorizzare la

- Il tema della diffusione della cultura della

cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro.

sicurezza come fattore di responsabilità di tutti i

- L’apertura presso Unindustria di uno Sportello

soggetti coinvolti è stato oggetto di uno specifico

sulla Sicurezza che svolge prevalentemente

capitolo nel Protocollo d’Intesa sul Futuro di Roma

compiti di assistenza sotto il profilo tecnico/

e del Lazio, sottoscritto in data 11 giugno 2009 con

applicativo della normativa.

le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Nel

Le intese raggiunte con l’Inail hanno previsto inoltre

documento è stato condiviso con le organizzazioni

la realizzazione di iniziative congiunte finalizzate

sindacali di costituire l’Osservatorio per la

alla divulgazione della cultura della sicurezza, in

Sicurezza sul lavoro, aperto alla partecipazione

particolare:

Rapporto Ambiente e Sicurezza - Anno 2010

13


Rappo

- progetto 1 “Formazione”, da attivarsi mediante

Con tutti i soggetti a vario titolo coinvolti sui temi della

percorsi formativi rivolti ad imprese e lavoratori.

sicurezza (le istituzioni, i sindacati, i rappresentanti

Sono state individuate le sotto indicate cinque

del mondo accademico e delle aziende) si tiene ogni

tematiche su cui nel 2010 è stato concluso il

anno un Convegno istituzionale, l’ultimo dei quali

ciclo di seminari tecnici rivolti ad imprese e

dal titolo “L’unione fa la sicurezza” si è tenuto il 10

lavoratori, tenendo in particolare evidenza le

dicembre 2010. Nell’occasione è stato presentato il

esigenze delle PMI.

Modello di Organizzazione e Gestione della Sicurezza

1) Valutazione del rischio (modello semplificato – lo

per le PMI e per le Microimprese.

stress da lavoro correlato) 2) Modelli comportamentali

- In

CONFINDUSTRIA

FROSINONE

riveste

3) Modelli di organizzazione e gestione aziendale

particolare

4) Datore di lavoro: responsabilità e deleghe

Commissione Ambiente e Sicurezza, che ha

5) Appalti – DUVRI (Documento Unico di Valutazione

attuato un percorso dedicato ad approfondire le

dei Rischi da Interferenze)

importanza

il

ruolo

della

tematiche legate all’ambiente e alla sicurezza

- progetto 2 “Comunicazione e Cultura della

dei lavoratori, proponendo e sostenendo progetti

Sicurezza”: nel 2010 è stata avviata una

e iniziative coinvolgenti non solo le aziende

campagna di comunicazione e sensibilizzazione

associate ma anche parte del tessuto sociale.

sui temi della sicurezza, con la realizzazione di

Si riportano quindi i principali accordi, iniziative ed

materiale divulgativo distribuito alle aziende ed ai

eventi promossi, tra cui alcuni intrapresi già negli

lavoratori. In tale progetto rientra la realizzazione

anni passati:

del Rapporto Ambiente e Sicurezza.

- partecipazione attiva alla task force con la

ustria

- progetto 3 “Semplificazione Amministrativa”.

Prefettura per la promozione della sicurezza

Sono stati realizzati, in collaborazione con

nei luoghi di lavoro e di contrasto al lavoro

l’Universitas

per

sommerso, anche attraverso il Gruppo di lavoro

la realizzazione di un sistema di gestione

costituito da INAIL, ASL, Ispettorato del Lavoro,

semplificato della sicurezza per le PMI e un

Confindustria e Rappresentanza del sindacato

Modello per la realizzazione di un sistema di

per uno studio sugli infortuni sul lavoro;

Mercatorum

un

Modello

gestione semplificato della sicurezza per le

- protocollo d’intesa tra Confindustria e l’Ufficio

microimprese (fino a 10 dipendenti) oltre a un

Scolastico

Modello per la standardizzazione del documento

Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio –

di valutazione rischi per le PMI;

Ufficio XI Ambito Territoriale per la Provincia

Provinciale

di

Frosinone

(oggi

E’ in fase di prossima realizzazione il Progetto 4:

di Frosinone) per la promozione di iniziative di

“Sicurezza sul lavoro nel settore dei trasporti”, che

sensibilizzazione, educazione e formazione, utili a

prevede la progettazione di un percorso formativo

diffondere fra i giovani atteggiamenti consapevoli

destinato ai dipendenti delle aziende del settore.

e comportamenti responsabili verso il patrimonio

14


Unindustria

orto

ambientale e sulle tematiche riguardanti la

Inoltre, la sezione Costruttori Edili – ANCE di

sicurezza. L’intesa ha permesso di realizzare:

Confindustria Frosinone, in collaborazione con gli

- con le Istituzioni Scolastiche progetti di educazione

Enti Paritetici Territoriali quali: Comitato Tecnico

ambientale

sensibilizzare,

Paritetico, Ente Scuola Edile e Cassa Edile,

educare e formare una coscienza attenta alle

attua periodicamente programmi di formazione,

problematiche ambientali e avviare iniziative

informazione, consulenza in materia di sicurezza,

riguardanti la sicurezza nei posti di lavoro;

e gestisce convenzioni per l’assistenza sanitaria

-

dei lavoratori e per l’igiene nei luoghi di lavoro;

con

l’obiettivo

di

un progetto di educazione ambientale

“Differenziamoci”, per sostenere la raccolta differenziata

dei

rifiuti

(carta,

plastica

- avvio di intese con altri soggetti istituzionali

e

per consolidare la presenza di Confindustria

alluminio) presso le sedi scolastiche dei Comuni

in iniziative di divulgazione scientifica (come le

di Ceccano e di Frosinone. Il sostegno alle

‘Giornate della Scienza’) e di tutela ambientale;

Sicurezza

attività formative proposte e la consegna, a tutte

- promozione

di

seminari

informativi

e

di

le scuole di Ceccano e alle scuole primarie e

aggiornamento in materia ambientale e di sicurezza

secondarie di I grado statali di Frosinone, dei

e salute negli ambienti di lavoro (es: Seminari: “Ad

contenitori da posizionare in ogni aula/spazio

un anno dall’entrata in vigore del D. Lgs. 81/08”,

scolastico, per facilitare la raccolta dei rifiuti

“Accertamenti sanitari per tossicodipendenza”,

in modo differenziato, hanno permesso di dare

approfondimenti su Dispositivi di Protezione

continuità al progetto, che è stato replicato con

Individuale, Stress lavoro correlato, ecc.);

l’Amministrazione comunale di Veroli.

- partecipazione a iniziative di sensibilizzazione (es:

- protocollo d’intesa “Obiettivo Cantiere Sicuro”,

Settimane della Sicurezza promosse dall’Azienda

sottoscritto dalla sezione Costruttori Edili -

Sanitaria

ANCE di Confindustria Frosinone, per il tramite

Paritetico);

Locale,

Inail,

Comitato

Tecnico

del Comitato Paritetico Territoriale (C.P.T.), la

Confindustria Frosinone, già da alcuni anni, a

ASL, l’INPS, l’INAIL e la Direzione Provinciale

partire dall’Aprile 2007, ha iniziato un percorso di

del Lavoro, con cui si è istituito un piano di

collaborazione sia con singole realtà scolastiche

collaborazione comune tra gli Enti firmatari, con

del territorio provinciale che con l’Ufficio Scolastico

lo scopo di promuovere l’operato di imprese edili

Regionale per il Lazio – Ufficio XI Ambito Territoriale

in materia di sicurezza. Tale Protocollo permette

per la Provincia di Frosinone sulle tematiche

di accedere tra l’altro ad un sistema premiale

inerenti la sostenibilità ambientale e la sicurezza

di valenza contrattuale con fondi erogati dalla

nei posti di lavoro, formalizzando un protocollo

Cassa Edile in favore delle aziende iscritte ad

d’intesa per promuovere nelle scuole iniziative di

ANCE Frosinone che dimostrano di essersi

sensibilizzazione, educazione e formazione.

attivate per la prevenzione nel luogo di lavoro

Per le aziende del territorio continuare a essere

secondo le procedure dettate dal documento.

affiancate nell’indagine dalle scuole, vuole dire

Rapporto Ambiente e Sicurezza - Anno 2010

15


Rappo

anche riuscire a dare voce a un rilevante numero

“sbagliando si impara”. Si tratta di un modello

di persone capaci di stimolare tutti gli operatori del

volto ad approfondire la dinamica incidentale

territorio provinciale: dai rappresentanti istituzionali

e

ai dirigenti industriali, dai rappresentanti politici

conseguentemente, tutte le indicazioni che

ai dirigenti scolastici, dai responsabili sindacali ai

rendono possibili le implementazioni delle

delegati datoriali, ad assunzioni di responsabilità

azioni di contrasto. L’accordo di collaborazione

e prese di decisioni maggiormente consapevoli e

scaturito

documentate.

Rieti, AUSL Rieti e ISPESL, ha permesso la

Tale convinzione nasce dall’idea che la qualità della

ricostruzione di cause e dinamiche incidentali e

vita di una società dipende anche dalla capacità

infortunistiche ed è stato realizzato attraverso

del territorio di fare sistema, un sistema integrato,

la costituzione di gruppi di lavoro formati dalle

culturalmente, socialmente ed economicamente

risorse umane delle aziende associate.

capace di offrire, risorse professionali e possibilità

L’adozione di tale modello è stata studiata

di crescita e sviluppo per tutti, anche nei due

per contribuire in maniera significativa al

ambiti precisi di questo Rapporto, da quello della

miglioramento

sicurezza sui posti di lavoro a quello della vivibilità

sicurezza

e sostenibilità ambientale.

l’adozione di un sistema di gestione della

ustria

infortunistica

tra

aziendale

e

Unindustria

continuo

esistenti,

acquisire,

Confindustria

degli

soprattutto

standard

di

attraverso

sicurezza che prevede anche lo studio delle cause

- CONFINDUSTRIA RIETI, nel quadro delle attività

degli incidenti (mancati infortuni) e la relativa

finalizzate allo sviluppo della cultura della

identificazione e adozione di misure correttive. Le

prevenzione nei luoghi di lavoro, si è impegnata da

aziende aderenti al progetto hanno inoltre oggi la

sempre garantendo un programma di formazione,

possibilità di accedere a un maggior numero di

informazione e addestramento a vantaggio delle

informazioni utili per la ricostruzione delle cause

imprese associate. Nell’anno 2011 in particolare

e dei fattori concausa degli eventi infortunistici,

l’attività è stata implementata affiancando alla fase

nonché di conoscere un maggior volume di dati

più strettamente formativa, una fase operativa. La

standardizzati importanti in fase di aggiornamento

fase formativa ha previsto la realizzazione di una

del documento di valutazione dei rischi.

serie di corsi destinati alle aziende aderenti e ai

Uno dei punti di forza maggiormente apprezzabili

loro dipendenti concentrando le attività in materia

sull’utilizzo del modello “sbagliando si impara”

di sicurezza, antincendio, primo soccorso, ecc.

sarà la crescita della consapevolezza delle

In merito alla fase operativa, nel corso del 2011 sono

figure aziendali per la sicurezza (RSPP e RLS) in

stati portati a termine due progetti.

materia di prevenzione infortuni.

- Il primo in collaborazione con la sede AUSL

- Il secondo progetto è stato quello realizzato in

di Rieti, territorialmente competente, e con

collaborazione con INAIL provinciale di Rieti e

l’ISPESL, finalizzato all’adozione del modello

cassa edile della provincia di Rieti.

16


Unindustria

orto

“Adotta un cantiere” è stato rivolto agli studenti

Da ultimi:

delle quinte classi dell’istituto tecnico per geometri

- Sicurezza e certificazione per le imprese;

di Rieti con lezioni in aula e attività formativa in

- La sicurezza è un programma.

cantiere, con l’obiettivo di sensibilizzare i giovani

Confindustria Viterbo partecipa attivamente al

alla cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro.

Comitato Consultivo provinciale INAIL e al Comitato

L’attività è stata espletata attraverso una serie di

per il lavoro e l’emersione del sommerso presso la

incontri con gli esperti di sicurezza e salute nei

Prefettura di Viterbo.

luoghi di lavoro e i funzionari dell’associazione

Infine partecipa al Tavolo permanente sulla

che hanno inoltre presentato le attività che

Sicurezza sul Lavoro presso la Provincia di Viterbo,

meglio caratterizzano il sistema associativo.

che ha il compito tra l’altro di promuovere azioni

Nell’ultima fase del progetto, gli studenti

di formazione e informazione, produrre ricerche e

hanno effettuato stages nelle aziende edili e la

materiali informativi e responsabilizzare le imprese

visita di una intera giornata nel cantiere scuola

per garantire gli standard di sicurezza.

dell’INAIL a Foligno.

In materia di Ambiente, ha fatto parte della

Sicurezza

Da sempre punto di forza dei servizi offerti alle

Consulta dell’Osservatorio Ambiente e Legalità

aziende associate a Unindustria Confindustria

della Provincia di Viterbo con il compito di

Rieti, è lo sportello ambiente e sicurezza, affidato

raccogliere, coordinare, elaborare e fornire dati

a professionisti del settore.

sugli illeciti ambientali, con l’obiettivo di rendere

Lo sportello, interamente gratuito per le aziende

più efficace ed efficiente la programmazione

aderenti, è attivo ogni giorno e può essere

e l’attuazione delle politiche ambientali sul

utilizzato anche individualmente dalle aziende

territorio provinciale.

che necessitano di aggiornamenti, consigli ed

Confindustria

informazioni sui temi ambientali e della sicurezza.

Comitato Promotore del percorso EMAS della

All’interno dello sportello vengono programmati

Provincia di Viterbo nonché membro del Comitato

una serie di seminari specialistici e momenti di

Tecnico dell’Osservatorio provinciale sui rifiuti,

incontro con l’obiettivo di definire la via da seguire

dando supporto tecnico per la programmazione

verso una sana cultura della sicurezza, fornendo

dell’attività dello stesso.

le conoscenze, gli strumenti e le metodologie,

Infine ha sostenuto il progetto del Centro Ceramica

sempre con il contributo di esperti del settore.

di Civita Castellana, relativo alla gestione degli

Viterbo

è

stata

referente

del

stampi in gesso a valle del processo produttivo - In

CONFINDUSTRIA

VITERBO

il

tema

ceramico.

L’impianto,

inaugurato

nel

2010,

della sicurezza nei luoghi di lavoro è stato

permette di trasformare il rifiuto, stampi in gesso,

affrontato in collaborazione con il Comitato

in materia prima seconda, attuando una politica

Tecnico Paritetico Antinfortunistico - CTP -

aziendale di recupero totale del rifiuto, il cosiddetto

organizzando corsi e seminari.

“impatto zero”.

Rapporto Ambiente e Sicurezza - Anno 2010

17


Rappo

ustria I Dati


Unindustria

orto 90%

biente Il Rapporto Am e Sicurezza ha coinvolto oma, le province di R i Frosinone, Riet e Viterbo

Sicurezza

delle Aziende sono

PMI


L’Associazione e le strategie 1.1

20

Gli associati a Unindustria

pg. 22


PARTE I - Capitolo 1 - L’Associazione e le strategie

21


1.1

GLI ASSOCIATI A UNINDUSTRIA

Il numero delle aziende associate a Unindustria è pari a 3.489 (dato al 31/07/2011). Unindustria ha individuato i seguenti settori merceologici, all’interno dei quali rientrano le aziende associate: SETTORI MERCEOLOGICI 01 Information Technology 02 Industria della Ceramica 03 Sanità 04 Farmaceutica e Biomedicali 05 Tessile Abbigliamento 06 Distribuzione 07 Consulenza Attività Professionali Formazione 08 Legno, Arredo Nautica 09 Comunicazioni 10 Energia 11 Industria del Turismo 12 Meccanica 13 Alimentare 14 Editoria Informazione Audiovisivo 15 Carta Stampa e Cartotecnica 16 Attività Estrattive 17 Servizi Ambientali

ustria

18 Sicurezza 19 Elettronica ed Elettrotecnica 20 Finanza, Credito, Assicurazioni, Immobiliari 21 Chimica, Gomma e Materie Plastiche 22 Infrastrutture 23 Trasporto e Logistica 24 Progettazione, Materiali e Impianti 25 Edilizia Tabella 1: I settori di attività

3489 Imprese Associate a Unindustria al 31/07/2011 con 238896 dipendenti

Il 90% delle Aziende sono PMI

22


Energia

30 130 299 62 43 80 16 17 18 19 20 21 22 23 24 Edilizia

Comunicazioni

48 15

Progettazione, Mater. e Impianti

Legno Arredo Nautica

90 14

Trasporto e Logistica

Distribuzione Consulenza Att. Prof.li Formazione

33 13

Infrastrutture

Tessile Abbigliamento

162 12

Chimica, Gomma Materie Plastiche

11

Finanza, Credito Assicur., Immob.

10

Elettronica Eletrotecnica

09

Sicurezza

08

Servizi Ambientali

07

Attività Esdtarttive

06

Carta Stampa e Cartotecnica

05

Alimentare

04

Editoria Inform.ne Audiovisivo

03

Farmaceutica e Biomedica

900

Meccanica

02

Sanità

1000

Industria del Turismo

01

Industria della Ceramica

0 Information TEchnology

Le organizzazioni associate si distribuiscono all’interno dei settori di attività nel modo seguente:

n° aziende iscritte

800

700

600

400 500

200 300

100

239 162 81 121 113 43 75 26 76 967 90 17 133 175 194

I DATI - Capitolo 1 - L’associazione e le strategie 25

Figura 1: Distribuzione associati nei settori di attività

Il Rapporto Ambiente e Sicurezza ha coinvolto le province di Roma, Frosinone, Rieti e Viterbo

23


La raccolta dei dati 2.1 2.2

24

Predisposizione questionario informativo La somministrazione del questionario

pg. 26 pg. 26


PARTE I - Capitolo 1 - L’Associazione e le strategie

25


2.1 PREDISPOSIZIONE QUESTIONARIO INFORMATIVO

2.2 LA SOMMINISTRAZIONE DEL QUESTIONARIO

L’esperienza maturata da Confindustria Frosinone nei precedenti anni ha permesso di ottimizzare la funzionalità di raccolta dati del questionario somministrato da Unindustria alle aziende associate. Il questionario si presenta suddiviso in tre macrosezioni: • Parte generale - comune, settore merceologico d’appartenenza, numero medio nel corso del 2010 dei dipendenti con contratto a tempo indeterminato/determinato e con contratto atipico, certificazioni ottenute, investimenti e spese in campo ambientale e della sicurezza, formazione totale e in ambito ambiente/sicurezza, informazioni circa le visite ispettive da parte degli Enti di Controllo; • Ambiente - sezione suddivisa nei seguenti argomenti: approvvigionamento idrico, consumi energetici, scarichi idrici industriali, emissioni in atmosfera, rifiuti, rumore ambientale, IPPC, rischio di incidente rilevante, valutazione dei propri aspetti ambientali, Green Public Procurement – acquisti “verdi”; • Sicurezza - sezione suddivisa nei seguenti argomenti: rumore, vibrazioni, rischio chimico, rischio stress lavoro-correlato, certificato di prevenzione incendi, figure della sicurezza, quasi incidenti, prove di evacuazione, scelte aziendali in materia di ambiente e sicurezza.

Unindustria ha divulgato il questionario attraverso l’invio telematico dello stesso agli indirizzi e-mail delle aziende associate. Inoltre, al fine di favorire la massima diffusione e quindi aumentare il numero delle aziende partecipanti al progetto, ha predisposto un apposito link nella “Homepage” del proprio sito internet evidenziato con un banner colorato. I questionari raccolti nell’arco temporale che va da luglio a settembre 2011 hanno visto l’adesione di 285 organizzazioni, raggiungendo un risultato di buon auspicio per i prossimi anni. I questionari sono giunti nelle varie sedi di Unindustria per la maggior parte via mail, su supporto informatico, consentendo così una migliore verifica ed elaborazione dei dati in essi riportati. I dati quantitativi sin qui acquisiti saranno comunque utilizzati per la redazione dei prossimi Rapporti, così da garantire una descrizione dell’evoluzione delle differenti prestazioni ambientali e di sicurezza nel corso degli anni.

26


I DATI - Capitolo 2 - La raccolta dati

27


Le aziende 3.1 3.2 3.3 3.4 3.4.1 3.4.2 3.5 3.6 3.7

28

La distribuzione nel territorio I settori di attivitĂ  La struttura organizzativa Gli investimenti e le spese Gli investimenti Le spese di esercizio La formazione I Sistemi di Gestione Le visite delle AutoritĂ  di controllo

pg. pg. pg. pg. pg. pg. pg. pg. pg.

30 30 32 33 33 34 35 38 40


PARTE I - Capitolo 1 - L’Associazione e le strategie

29


Atina

1

Castelliri

1 PROVINCIA DI ROMA

Fiumicino

2

Roma

3.1 LA DISTRIbUZIONE NEL TERRITORIO Le aziende partecipanti al progetto 2010 sono distribuite nel territorio delle province di Roma, Frosinone, Rieti e Viterbo come indicato di seguito: COMUNI

N° AZIENDE PROVINCIA DI FROSINONE

Torrice

2

San Giorgio a Liri

3

Frosinone

35

Anagni

18

85

Civitavecchia

2

Pomezia

7

San Cesareo

1

Fiano Romano

1

Fiumicino e Ciampino

1

Guidonia Montecelio

2

Monterotondo

1

Tivoli

1

Anzio

1

Nettuno

1 PROVINCIA DI RIETI

Rieti

4

Cittaducale

4

Accumoli

1 PROVINCIA DI VITERBO

Viterbo

6

Gallese Scalo

1

Castel Sant’Elia

1

Vitorchiano

1

Civita Castellana

3

Pignataro Interamna

3

Roccasecca

2

Isola del Liri

7

Alatri

2

Tabella 2: Distribuzione aziende partecipanti al progetto

Sora

8

Broccostella

2

Monte San Giovanni Campano

3

Patrica

6

Ceprano

3

Arce

1

Coreno Ausonio

1

Paliano

4

Vicalvi

1

I Comuni in cui si rileva la maggior parte delle aziende partecipanti al progetto sono Roma (29,8%) e Frosinone (12,3%), dove si rileva la presenza di numerose realtà aziendali quali ad esempio sedi di aziende multinazionali, laboratori di analisi, società di consulenza, assicurazioni, società di informatica e società interinali.

Piedimonte San Germano

4

Castro dei Volsci

1

Ceccano

2

Cassino

8

Villa Santa Lucia

1

Aquino

2

Veroli

10

Sgurgola

1

Guarcino

1

Arpino

2

Supino

1

Boville Ernica

1

Ferentino

18

Ausonia

1

Villa Santo Stefano

1

Fiuggi

1

Fontana Liri

1

Atina

1

Castelliri

1 PROVINCIA DI ROMA

Fiumicino Roma

2 85

Civitavecchia

2

Pomezia

7

San Cesareo

1

Fiano Romano

1

Fiumicino e Ciampino

1

Guidonia Montecelio

2

Monterotondo

1

Tivoli

1

30

285 Aziende partecipanti distribuite in 56 Comuni

3.2

I SETTORI DI ATTIVITà

Complessivamente, le duecentottantacinque aziende partecipanti al progetto risultano essere l’8% del totale delle aziende iscritte a Unindustria e comprendono sia le piccole realtà locali sia le organizzazioni multinazionali. Di seguito si riporta uno spaccato delle aziende partecipanti rispetto a quelle iscritte suddivise per il settore di attività.


Dalla tabella e dal grafico precedenti emerge come in alcuni settori, quali Chimica, Infrastrutture e Industria della Ceramica la percentuale di aziende partecipanti sulle iscritte supera il 30%. Si nota che nei settori della Distribuzione, Legno, Editoria, Sicurezza e Finanza la percentuale di aziende iscritte sulle partecipanti è inferiore al 3%, per cui i dati forniti nel seguito del presente Rapporto possono risultare non rappresentativi per tali settori. Di seguito, invece, la suddivisione delle aziende partecipanti per settore merceologico e per provincia.

SETTORE 01 Information Technology

162

9

6%

02 Industria della Ceramica

33

10

30%

03 Sanità

90

4

6%

04 Farmaceutica e Biomedicali

48

8

17%

05 Tessile Abbigliamento

30

4

13%

06 Distribuzione

130

4

3%

07 Consulenza Attività Prof. Formaz.

299

17

6%

08 Legno, Arredo Nautica

62

2

3%

09 Comunicazioni

43

5

12%

10 Energia

80

19

24%

11 Industria del Turismo

239

6

3%

12 Meccanica

162

35

22%

13 Alimentare

81

18

22%

14 Editoria Informaz. Audiovisivo

121

1

1%

15 Carta Stampa e Cartotecnica

113

13

11%

16 Attività Estrattive

43

6

14%

17 Servizi Ambientali

75

11

15%

18 Sicurezza

26

3

12%

19 Elettronica ed Elettrotecnica

76

12

16%

20 Finanza, Credito, Assic., Immob.

967

3

0,3%

21 Chimica, Gomma e Mat. Plastiche

90

32

36%

22 Infrastrutture

17

6

35%

23 Trasporto e Logistica

133

13

10%

24 Progettazione, Materiali e Impianti

175

13

7%

25 Edilizia

194

31

16%

TOTALE

3489

285

8%

Aziende iscritte

Aziende partecipanti

51032 dipendenti delle PMI partecipanti rappresentati nel Rapporto 2010

Aziende partecipanti / iscritte

Tabella 3: Confronto tra le aziende iscritte a Unindustria e quelle partecipanti al progetto

100

% aziende partecipanti/iscritte

90 80 70 60 50 40 30 20

13

14

15

16

17

18

19

20

21

22

23

24

25

Servizi Ambientali

Sicurezza

Elettronica Eletrotecnica

Finanza, Credito Assicur., Immob.

Chimica, Gomma Materie Plastiche

Infrastrutture

Trasporto e Logistica

Progettazione, Mater. e Impianti

Edilizia

12

Attività Esdtarttive

11

Carta Stampa e Cartotecnica

10

Alimentare

Tessile Abbigliamento

09

Editoria Inform.ne Audiovisivo

Farmaceutica e Biomedica

08

Meccanica

Sanità

07

Industria del Turismo

Industria della Ceramica

06

Energia

05

Comunicazioni

04

Legno Arredo Nautica

03

Distribuzione

02

Consulenza Att. Prof.li Formazione

01 Information TEchnology

10 0

Figura 2: Aziende partecipanti al progetto/aziende iscritte a Unindustria

I DATI - Capitolo 3 - Le aziende

31


SETTORE 01 Information Technology

1

8

-

-

02 Industria della Ceramica

4

1

-

5

03 Sanità

3

1

-

-

04 Farmaceutica e Biomedicali

2

5

1

-

05 Tessile Abbigliamento

4

-

-

-

06 Distribuzione

2

2

-

-

07 Consulenza Attività Prof. Formaz.

9

8

-

-

08 Legno, Arredo Nautica

2

-

-

-

09 Comunicazioni

-

5

-

-

10 Energia

5

13

1

-

11 Industria del Turismo

5

1

-

-

12 Meccanica

28

5

2

-

13 Alimentare

8

7

2

1

14 Editoria Informaz. Audiovisivo

-

1

-

-

15 Carta Stampa e Cartotecnica

13

-

-

-

16 Attività Estrattive

1

3

-

2

17 Servizi Ambientali

7

3

-

1

18 Sicurezza

-

3

-

-

19 Elettronica ed Elettrotecnica

2

8

2

-

20 Finanza, Credito, Assic., Immob.

1

2

-

-

21 Chimica, Gomma e Mat. Plastiche

27

4

-

1

22 Infrastrutture

1

5

-

-

23 Trasporto e Logistica

9

4

-

-

24 Progettazione, Materiali e Impianti

2

11

-

-

25 Edilizia

23

5

1

2

TOTALE

159

105

9

12

Frosinone Roma

Rieti Viterbo

Tabella 4: Suddivisione delle aziende partecipanti per provincia e per settore merceologico

Nell’analisi dei dati, non sono stati inseriti quelli delle aziende che, per la loro struttura dimensionale o per la loro molteplicità di localizzazione, sia a livello nazionale che internazionale, avrebbero potuto provocare delle distorsioni sulle valutazioni dei risultati complessivi. Nonostante queste aziende abbiano mostrato un grande sforzo e impegno per ricondurre i dati alle loro strutture ubicate nell’ambito territoriale dell’indagine, non è stato possibile farlo in maniera accettabile. Dall’analisi di queste aziende si evince, comunque, una grande attenzione all’attuazione di misure volte alla salvaguardia ambientale e alla prevenzione per la sicurezza nei luoghi di lavoro, prevedendo tra l’altro l’attivazione di pratiche

32

gestionali/comportamentali innovative quali ad esempio la B-BS (Behavior - Based Safety). A conforto di ciò si evidenzia per esempio il numero elevato delle certificazioni/registrazioni in loro possesso (ISO 9001, ISO 14001, OHSAS 18001). Per questo motivo, già dalla prossima edizione del Rapporto, così come meglio specificato nelle “proposte di miglioramento”, sarà predisposta una modalità di raccolta dati ad hoc e più consona alle loro peculiarità, per quelle aziende che si contraddistinguono per la loro caratura, dimensione e per la loro specificità di avere sedi oltre i confini regionali, nazionali e internazionali. In particolare nel presente Rapporto non sono stati considerati, per i motivi sopra esposti, i dati di 6 aziende, di rilevanza nazionale/internazionale, appartenenti ai settori Comunicazione (2), Energia (2), Sicurezza (1) e Progettazione (1), per cui il totale delle aziende analizzate nel prosieguo è di 279. Di seguito si riporta la suddivisione di tali aziende per numero di dipendenti. N. DIPENDENTI

N. AZIENDE

50 dipendenti

154

50 ÷ 250 dipendenti

76

250 dipendenti

49

Tabella 5: Suddivisione delle aziende partecipanti per n° dipendenti

3.3 LA STRUTTURA ORGANIZZATIVA Nel questionario si richiedeva alle aziende partecipanti di fornire il numero medio nel corso dell’anno dei dipendenti con contratto a tempo indeterminato e determinato e di quello degli addetti con contratto atipico (a progetto, somministrati, ecc.) non distinguendo tra uomini e donne.

il 46% dei dipendenti del settore manifatturiero di Unindustria ha partecipato al Rapporto 2010


SETTORE 01 Information Technology

23.687

6.744

02 Industria della Ceramica

2.450

1.165

03 Sanità

4.732

230

04 Farmaceutica e Biomedicali

7.208

4.212

05 Tessile Abbigliamento

1.332

101

06 Distribuzione

3.349

172

07 Consulenza Attività Prof. Formaz.

6.705

551

08 Legno, Arredo Nautica

1.214

65

09 Comunicazioni

33.102

1.111

10 Energia

11.892

4.986

11 Industria del Turismo

10.061

335

12 Meccanica

14.045

6.742

13 Alimentare

4.092

1.100

14 Editoria Informaz. Audiovisivo

3.072

1.766

15 Carta Stampa e Cartotecnica

5.555

1.231

16 Attività Estrattive

875

209

17 Servizi Ambientali

4.245

293

18 Sicurezza

3.103

14

19 Elettronica ed Elettrotecnica

11.362

6.928

20 Finanza, Credito, Assic., Immob.

28.892

85

21 Chimica, Gomma e Mat. Plastiche

6.916

3.469

22 Infrastrutture

20.384

2.758

23 Trasporto e Logistica

21.635

3.678

24 Progettazione, Materiali e Impianti

6.561

2.160

25 Edilizia

2.427

927

238.896

51.032

TOTALE

Totale dipendenti aziende iscritte (al 31/07/11) N. medio,nel corso dell’anno 2010 dei dipendenti delle aziende partecipanti

Tabella 6: Totale dipendenti aziende iscritte e aziende partecipanti

Il numero complessivo dei dipendenti impiegati nelle aziende partecipanti al Rapporto rappresenta più del 21% della totalità dei dipendenti delle aziende iscritte; tale dato, confrontato con la percentuale delle aziende coinvolte nel progetto, conferma la partecipazione e il coinvolgimento di realtà industriali mediamente grandi. Se si prende in considerazione il numero medio, nel corso dell’anno 2010, degli addetti del solo settore manifatturiero (industria della ceramica, farmaceutica e biomedicinali, tessile e abbigliamento, legno-arredo-nautica, meccanica, alimentare, editoria, carta stampa e cartotecnica, attività estrattive, elettronica ed elettrotecnica, chimica gomme e materie plastiche, edilizia), che per convenzione rappre-

I DATI - Capitolo 3 - Le aziende

senta quello con maggior “impatto” ambientale e con maggiori “coinvolgimenti” riguardo le normative in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro, emerge che i dipendenti delle aziende manifatturiere partecipanti al progetto rappresentano il 46% del totale dei dipendenti del settore manifatturiero.

3.4

GLI INVESTIMENTI E LE SPESE

Nel questionario si è chiesto alle aziende di quantificare economicamente gli investimenti e le spese sostenute nel corso del 2010. La percentuale di aziende che hanno risposto a tali argomenti risulta essere il 61% per gli investimenti e l’83% per le spese. Per l’elaborazione di tale tipologia di dati e i successivi confronti tra i settori, considerati anche i diversi ordini di grandezza degli importi indicati, l’analisi è relativa alla ripartizione percentuale degli stessi tra tematiche ambientali e di sicurezza, anziché ai valori economici assoluti. Si sono quindi analizzati i dati valutando in quale ambito, tra ambiente e sicurezza, si siano concentrati gli investimenti/spese sostenuti, considerandoli equidistribuiti nel caso in cui rientrino nell’intervallo tra il 40% e il 60%. È quindi stata eseguita un’analisi degli investimenti/spese all’interno dei vari settori. 3.4.1 Gli investimenti Analizzando i dati relativi agli investimenti effettuati dalle aziende partecipanti al rapporto Ambiente e Sicurezza 2010, emerge che la percentuale di esse che ha effettuato gli investimenti più consistenti per l’ambiente e la sicurezza si equivalgono, attestandosi intorno al 24-25%, mentre il 12% ha equamente distribuito i propri investimenti.

33


I settori in cui prevalgono le aziende che hanno investito in ambito ambientale più che in sicurezza risultano essere quelli della Sanità, Distribuzione, Consulenza, Legno, Comunicazioni, Energia, Carta, Attività estrattive, Servizi Ambientali, Finanza, Chimica e Trasporti, mentre quelli in cui la maggior parte delle aziende hanno effettuato investimenti prevalentemente nel campo della salute e sicurezza dei lavoratori sono i settori Information Technology, Farmaceutica, Tessile, Turismo, Meccanica, Alimentare, Sicurezza, Elettronica, Infrastrutture, Progettazione ed Edilizia. Nel settore della Ceramica gli investimenti sono equidistribuiti.

24%

39%

12%

25%

Maggiori investimenti ambiente Investimenti equidistribuiti Maggiori investimenti sicurezza Non indicato

Figura 3: Distribuzione investimenti ambiente e sicurezza

01

0% 10

20

30

40

50

60

70

80

90 100

02 03 04 05 06 07 08 09 10 11 12 13 14 15

3.4.2 Le spese di esercizio Da una analisi delle spese sostenute, risulta che il 37% delle aziende partecipanti al progetto ha dichiarato di aver sostenuto spese più importanti in materia di sicurezza (manutenzione degli impianti, controlli periodici su attrezzature e macchinari, monitoraggio della salute dei lavoratori, ecc.). Il 21% delle aziende ha sostenuto, invece, maggiori spese in campo ambientale (gestione rifiuti, controlli e manutenzione impianti di trattamento emissioni in atmosfera e scarichi idrici, formazione, ecc.), mentre il 25% ha distribuito equamente le spese tra ambiente e sicurezza.

16

21%

17 18

17%

19 20

37%

21

25%

22 23 24

SETTORE

25 0% 10

20

30

40

50

Maggiori investimenti ambiente Maggiori investimenti sicurezza

60

70

80

90 100

Investimenti equidistribuiti Non indicato

Figura 4: Distribuzione investimenti (ambiente e sicurezza) suddivisi per settore

34

Maggiori spese ambiente Maggiori spese sicurezza Spese equidistribuite Non indicato

Figura 5: Distribuzione spese ambiente e sicurezza


01

0% 10

20

30

40

50

60

70

80

90 100

02 03 04 05 06 07

3.5

08 09 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25

SETTORE

per l’ambiente equivale al numero di quelle che hanno speso maggiormente per la sicurezza; • nei settori del Legno, Alimentare e Finanza le aziende partecipanti hanno equidistribuito le spese.

0% 10

20

30

40

Maggiori spese ambiente Maggiori spese sicurezza

50

60

70

80

90 100

Spese equidistribuiti Non indicato

Figura 6: Distribuzione spese (ambiente e sicurezza) suddivisi per settore

Dall’analisi dei dati relativi alle spese per settore si rileva che: • la maggior parte delle imprese ha dichiarato di aver sostenuto costi maggiori nel campo della sicurezza, in particolare nei settori dell’Information Technology, Sanità, Farmaceutica, Tessile, Distribuzione, Consulenza, Comunicazioni, Energia, Turismo, Meccanica, Editoria, Attività estrattive, Sicurezza, Elettronica, Infrastrutture, Trasporto, Progettazione ed Edilizia. • nei settori della Ceramica, Carta, Servizi Ambientali, Chimica il numero delle aziende che dichiarano di aver speso maggiormente

I DATI - Capitolo 3 - Le aziende

LA FORMAZIONE

Per quanto riguarda la formazione, comprendendo sotto tale voce anche l’informazione e l’addestramento pratico, l’indicatore utilizzato per valutare le prestazioni delle aziende partecipanti è stato il numero di ore di formazione erogate, distinguendo tra numero di ore di formazione complessiva (intendendo non solo quella in ambiente e sicurezza, ma anche quella legata ad altri argomenti, quali uso software, lingue straniere, tecniche di comunicazione, tecniche di vendita, gestione del cliente, ecc.) e numero di ore in tematiche legate alla sicurezza e all’ambiente. Attraverso il monitoraggio dei dati relativi alle ore di formazione erogate dalle aziende, si intende misurare il grado di importanza che le aziende danno alla formazione, come indicatore della consapevolezza che il successo aziendale passa anche dallo sviluppo delle competenze, conoscenze, capacità e comportamenti organizzativi.

L’85% delle Aziende eroga formazione ai propri dipendenti

35


SETTORE

15%

01 Information Technology

113.907

12.841

02 Industria della Ceramica

8.885

5.650

458

238

273.599

9.015

05 Tessile Abbigliamento

375

219

06 Distribuzione

117

97

7.223

1.985

03 Sanità 04 Farmaceutica e Biomedicali

07 Consulenza Attività Prof. Formaz.

48

32

09 Comunicazioni

17.147

3.887

10 Energia

130.227

33.983

08 Legno, Arredo Nautica

11 Industria del Turismo

8.854

1.169

12 Meccanica

39.396

14.004

13 Alimentare

117.731

11.377

14 Editoria Informaz. Audiovisivo

1.744

1.644

15 Carta Stampa e Cartotecnica

7.398

4.292

16 Attività Estrattive

3.486

3.486

17 Servizi Ambientali

6.398

3.815

124

124

19 Elettronica ed Elettrotecnica

95.313

12.174

20 Finanza, Credito, Assic., Immob.

694.465

23.984

21 Chimica, Gomma e Mat. Plastiche

61.654

24.208

22 Infrastrutture

34.775

22.670

23 Trasporto e Logistica

32.981

16.057

24 Progettazione, Materiali e Impianti

63.265

11.272

25 Edilizia

7.318

5.104

1.726.887

223.327

18 Sicurezza

TOTALE Totale ore di formazione Ore di formazione per ambiente e sicurezza

85%

Formazione erogata totale Non indicato

Figura 7: Suddivisione percentuale aziende che hanno erogato formazione/ non indicato

Per quanto riguarda l’effettuazione di corsi di formazione in materia di ambiente e sicurezza, in particolare, non si rilevano sostanziali differenze rispetto alla percentuale precedente, in quanto le aziende che dichiarano di aver erogato formazione in queste materie si attestano sull’84% del totale. In dettaglio risulta che soltanto 5 aziende tra quelle che hanno effettuato corsi di formazione ai propri dipendenti, non abbiano trattato argomenti legati a tematiche ambientali e/o di salute e sicurezza dei lavoratori.

Tabella 7: Ore di formazione

Dall’analisi dei dati emerge che duecentotrentotto aziende partecipanti al progetto, pari all’85% del totale, hanno fornito indicazioni in merito alla formazione erogata ai propri dipendenti.

L’84% delle Aziende eroga formazione in materia di ambiente e sicurezza

16%

84%

Formazione erogata su ambiente e sicurezza Non indicato

Figura 8: Suddivisione percentuale aziende che hanno erogato formazione in materia di ambiente e sicurezza/non indicato

36


Anche per quanto riguarda l’analisi settoriale, i dati forniti risultano abbastanza completi; infatti, in tutti i settori, più del 67% delle aziende dei settori analizzati ha fornito i dati richiesti, con la sola eccezione del settore Legno-ArredoNautica. 0% 10

01

20

30

40

50

60

70

80

90 100

01

0% 10

20

30

40

50

60

0% 10

20

30

40

50

60

70

80

90 100

70

80

90 100

02 03 04 05 06 07 08

02

09

03

10

04

11

05

12

06

13

07

14

08

15

09

16

10

17

11

18

12

19

13

20

14

21

15

22

16

23

17

24

18

25

SETTORE

19 20 21 22

Formazione e rogata in Ambiente/Sicurezza

Non indicato

Figura 10: Distribuzione percentuale formazione erogata in materia di ambiente e sicurezza/non indicato

23 24

SETTORE

25 0% 10

20

30

40

Formazione Totale Erogata

50

60

70

80

90 100

Non Indicato

Figura 9: Distribuzione percentuale formazione erogata/non indicato

I DATI - Capitolo 3 - Le aziende

Al fine di garantire una confrontabilità dei dati tra i vari settori, si è preso in considerazione il rapporto ore di formazione (totali e ambientesicurezza)/numero di addetti aziendali calcolato per i singoli settori.

37


SETTORE

Nel grafico seguente è riportata la distribuzione delle organizzazioni, suddivise per le province in esame, dotate di certificazione del Sistema di Gestione Ambientale, secondo la norma internazionale ISO 14001 e secondo il Regolamento Europeo EMAS, e dotate di certificazione del Sistema di Gestione della Salute e Sicurezza dei Lavoratori secondo la norma OHSAS 18001.

01 Information Technology

16,6

1,9

02 Industria della Ceramica

7,5

4,8

03 Sanità

1,8

1,0

04 Farmaceutica e Biomedicali

61,4

2,0

05 Tessile Abbigliamento

3,7

2,1

06 Distribuzione

0,7

0,6

07 Consulenza Attività Prof. Formaz.

12,0

3,3

08 Legno, Arredo Nautica

0,7

0,5

09 Comunicazioni

14,3

3,2

10 Energia

25,6

6,7

700

11 Industria del Turismo

25,4

3,4

600

12 Meccanica

5,7

2,0

500

13 Alimentare

96,6

9,3

400

14 Editoria Informaz. Audiovisivo

0,8

0,7

300

15 Carta Stampa e Cartotecnica

5,8

3,4

200

16 Attività Estrattive

16,4

16,4

17 Servizi Ambientali

20,3

12,1

100

18 Sicurezza

8,9

8,9

19 Elettronica ed Elettrotecnica

13,6

1,7

20 Finanza, Credito, Assic., Immob.

8136,7

281,0

21 Chimica, Gomma e Mat. Plastiche

16,7

6,5

22 Infrastrutture

11,9

7,8

23 Trasporto e Logistica

8,7

4,3

24 Progettazione, Materiali e Impianti

27,3

4,9

25 Edilizia

7,4

5,2

0 ISO 14001(*) Frosinone

EMAS (#) Roma

OHSAS 18001 (*) Rieti

Viterbo

Note: (*) dati ricavati dalla banca dati di Accredia (agg. del 30/06/11) - (#) dati ricavati dalla banca dati dell’ISPRA (agg. del 19/07/11) Figura 11: Aziende dotate di sistemi di gestione ambiente/sicurezza nelle province partecipanti al progetto

Indicatore (ore di formazione / N° addetti aziendali) Indicatore (ore di formazione ambiente e sicurezza / N° addetti aziendali)

Tabella 8: Indicatore di formazione relativo al numero ore di formazione totali su numero addetti e al numero ore di formazione ambiente e sicurezza su numero di addetti

I dati dei settori alimentare e finanza appaiono elevati a causa del numero di ore di formazione fornito da due aziende che risulta notevolmente maggiore rispetto a quello fornito dalle altre aziende partecipanti.

3.6

I SISTEMI DI GESTIONE

I Sistemi di Gestione negli ultimi anni si stanno dimostrando utili strumenti volontari in grado di migliorare l’efficacia e l’efficienza dei processi aziendali; in particolare per l’ambiente, la salute e la sicurezza, questi aiutano a tenere maggiormente sotto controllo gli impatti ambientali dovuti alle attività aziendali nonché le condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

38

167 Aziende certificate UNI EN ISO 9001 66 Aziende certificate UNI EN ISO 14001 37 Aziende certificate OHSAS 18001 7 Aziende registrate EMAS

La situazione delle aziende partecipanti al progetto è la seguente:


SCUOLE 01 Information Technology

9

-

4

1

-

1

-

-

-

4

2

02 Industria della Ceramica

7

-

2

-

1

-

-

-

-

-

1

03 Sanità

1

-

-

-

-

-

-

1

-

-

-

04 Farmaceutica e Biomedicali

4

-

2

-

4

-

-

-

-

1

1

05 Tessile Abbigliamento

2

-

1

-

-

-

-

-

-

1

-

06 Distribuzione

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

07 Consulenza Attività Prof. Formaz.

15

-

3

-

2

1

-

1

-

1

-

08 Legno, Arredo Nautica

1

-

1

-

-

-

-

-

-

-

-

09 Comunicazioni

2

-

1

-

1

-

-

-

-

-

1

10 Energia

9

-

5

-

5

1

-

-

-

1

1

11 Industria del Turismo

1

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

12 Meccanica

20

1

7

3

2

1

-

-

-

1

6

13 Alimentare

9

-

3

-

1

-

-

-

-

-

6

14 Editoria Informaz. Audiovisivo

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

1

15 Carta Stampa e Cartotecnica

4

-

-

-

-

-

-

-

2

-

1

16 Attività Estrattive

2

-

-

-

-

1

-

-

-

-

1

17 Servizi Ambientali

7

-

5

1

1

-

-

1

-

-

1

18 Sicurezza

-

-

-

-

1

-

-

-

-

-

-

10

-

7

-

2

-

-

1

-

2

3

20 Finanza, Credito, Assic., Immob.

-

-

-

-

-

1

-

-

-

-

1

21 Chimica, Gomma e Mat. Plastiche

17

5

14

2

6

1

1

-

-

1

4

22 Infrastrutture

5

-

2

-

2

1

-

-

-

-

1

23 Trasporto e Logistica

7

-

1

-

1

-

-

-

-

-

3

24 Progettazione, Materiali e Impianti

11

-

5

-

4

1

1

-

-

1

1

25 Edilizia

24

-

3

-

4

1

-

-

-

-

7

TOTALE

167

6

66

7

37

10

2

4

2

13

42

19 Elettronica ed Elettrotecnica

QUALITA' (ISO 9001) QUALITA'AUTOMOTIVE (ISO TS 16949) AMBIENTE (ISO 14001)

EMAS SICUREZZA (OHSAS 18001) SICUREZZA (LINEE GUIDA UNI - INAIL)

Tabella 9: Aziende dotate di sistemi di gestione suddivise per norma/linea guida di riferimento

Norma di riferimento

% n° certificazioni su tot. aziende partecipanti 2010

QUALITA' (ISO 9001)

60%

QUALITA' AUTOMOTIVE (ISO TS 16949)

2%

AMBIENTE (ISO 14001)

24%

EMAS

3%

SICUREZZA (OHSAS 18001)

13%

SICUREZZA (LINEE GUIDA UNI - INAIL)

4%

SICUREZZA (UNI 10617)

1%

LABORATORIO (ISO 17025)

1%

ETICA (SA 8000)

5%

Tabella 10: Rapporto tra numero di certificazioni suddivise per norma di riferimento sul totale delle aziende partecipanti al progetto

Tra le certificazioni analizzate si conferma che i sistemi di gestione certificati in conformità alla norma UNI EN ISO 9001 sono i più numerosi, con

I DATI - Capitolo 3 - Le aziende

SICUREZZA (UNI 10617) LABORATORIO (ISO 17025) FSC

ETICA (SA 8000) ALTRO

ben 167 aziende certificate (che corrispondono al 60% delle aziende partecipanti al progetto). I sistemi di gestione della qualità sono ben rappresentati, così come in tutto il territorio nazionale, perché sono stati storicamente i primi ad essere introdotti nelle aziende per “procedurizzare” e quindi gestire in maniera più corretta i processi aziendali (la prima edizione della ISO 9001 risale alla fine degli anni ’80). Per quanto riguarda le certificazioni ambientali risulta che il 24% delle aziende partecipanti al progetto risulta certificata ISO 14001, mentre il 3% è registrata EMAS; la certificazione ISO 14001 prevale nei settori del Legno ed Elettronica dove le aziende certificate raggiungono percentuali del 50% delle aziende partecipanti al progetto.

39


Per quanto concerne invece i sistemi di gestione della salute e sicurezza, dall’analisi dei dati emerge che le aziende che possiedono certificazioni secondo la OHSAS 18001 o validazioni secondo le linee guida UNI-INAIL corrispondono al 17% delle aziende partecipanti. Tali Sistemi di gestione prevalgono nei settori Farmaceutico, Infrastrutture e Sicurezza, settori in cui le aziende certificate raggiungono percentuali del 50% delle aziende partecipanti al progetto. Nelle aziende partecipanti si registra anche l’implementazione di sistemi di gestione di tipologie diverse, conformi a specifiche norme internazionali “settoriali” (norme di qualità richieste dal settore automobilistico, come la norma ISO/TS 16949 o norme di accreditamento dei laboratori, come la ISO 17025), scelte necessarie per competere in specifici mercati. Si rileva, infine, che il 5% delle aziende partecipanti è certificato secondo la norma SA8000 (SA - Social Accountability), che identifica uno standard internazionale volto a certificare alcuni aspetti della gestione aziendale attinenti alla responsabilità sociale d’impresa (CSR - Corporate Social Responsibility), individuabili nel rispetto dei diritti umani e dei diritti dei lavoratori, nella tutela contro lo sfruttamento dei minori e nelle garanzie di sicurezza e salubrità sul posto di lavoro. Tale certificazione prevale, in particolare, nei settori dell’Information Technology e del Tessile, in cui le aziende certificate raggiungono percentuali rispettivamente del 44% e del 25% delle aziende partecipanti al progetto.

3.7 LE VISITE DELLE AUTORITà DI CONTROLLO Alle aziende partecipanti al progetto sono state chieste informazioni circa eventuali visite ispettive subite da parte di Enti di Controllo preposti, con diverse finalità tra cui: • prevenzione dell’inquinamento nei diversi

40

comparti ambientali e tutela paesaggistica; • individuazione e repressione di eventuali comportamenti illeciti; • controllo, vigilanza e promozione della cultura della salute e della sicurezza negli ambienti di lavoro; • prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali. Tra le aziende partecipanti, centotrentatre, pari al 47%, hanno indicato di aver ricevuto visite da parte degli Enti di controllo nel corso del 2010. Nel grafico seguente è mostrata la suddivisione tra le aziende che hanno dichiarato di aver ricevuto ispezioni da parte degli Enti di Controllo e quelle che non lo hanno indicato o non sono state soggette a visite da parte di Autorità esterne. 9% 47%

44%

Nessuna visita Non indicato Aziende ispezionate

Figura 12: Suddivisione percentuale visite da Enti di controllo

Gli Enti di Controllo più frequentemente indicati dalle aziende sono rappresentati dalla ASL e dall’ARPA Lazio; il primo Ente, avendo concentrato maggiormente la sua attività di verifica nel settore Alimentare e Chimico, il secondo, avendo effettuato principalmente visite presso aziende dei settori dei Trasporti, Chimico e Carta.


SCUOLE 01 Information Technology

-

-

-

-

-

-

10

02 Industria della Ceramica

1

2

-

-

3

1

8

-

03 Sanità

-

-

-

-

-

-

3

1

04 Farmaceutica e Biomedicali

2

3

1

2

11

-

10

13

05 Tessile Abbigliamento

-

-

-

-

1

-

-

-

06 Distribuzione

-

1

-

-

-

-

1

1

07 Consulenza Attività Prof. Formaz.

-

-

-

-

-

-

1

2

08 Legno, Arredo Nautica

-

2

-

-

-

-

-

-

09 Comunicazioni

-

-

-

-

-

-

-

-

10 Energia

-

-

-

2

5

1

-

8

11 Industria del Turismo

-

2

-

2

2

-

4

-

12 Meccanica

2

2

2

5

26

3

21

11

13 Alimentare

3

1

-

7

15

1

76

3

14 Editoria Informaz. Audiovisivo

-

-

-

1

-

-

1

1

15 Carta Stampa e Cartotecnica

2

-

1

1

45

2

11

1

16 Attività Estrattive

4

-

-

-

3

1

5

8

17 Servizi Ambientali

1

1

1

-

5

2

23

4

18 Sicurezza

-

-

-

-

-

-

-

-

19 Elettronica ed Elettrotecnica

-

3

-

2

7

2

12

-

20 Finanza, Credito, Assic., Immob.

-

-

-

-

-

-

7

-

21 Chimica, Gomma e Mat. Plastiche

7

10

1

9

53

-

33

16

22 Infrastrutture

-

1

-

-

-

-

-

-

23 Trasporto e Logistica

1

3

-

-

79

1

2

2 7

-

24 Progettazione, Materiali e Impianti

-

-

-

-

3

-

8

25 Edilizia

1

1

-

2

10

1

24

8

24

32

6

33

268

15

260

86

TOTALE Corpo forestale Guardia di Finanza

N.O.E. (*) VV.F. (#)

ARPA Polizia Prov.

Tabella 11: Distribuzione visite enti di controllo nei vari settori

Note: (*) Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri - (#) Vigili del Fuoco

SETTORE 01 Information Technology

11%

78%

11%

02 Industria della Ceramica

60%

20%

20%

03 Sanità

40%

40%

20%

04 Farmaceutica e Biomedicali

50%

38%

12%

05 Tessile Abbigliamento

25%

75%

-

06 Distribuzione

50%

50%

-

07 Consulenza Attività Prof. Formaz.

12%

65%

23%

08 Legno, Arredo Nautica

50%

50%

-

-

100%

-

10 Energia

23%

65%

12%

11 Industria del Turismo

50%

50%

-

12 Meccanica

49%

40%

11% 17%

09 Comunicazioni

13 Alimentare

66%

17%

14 Editoria Informaz. Audiovisivo

100%

-

-

15 Carta Stampa e Cartotecnica

58%

42%

-

16 Attività Estrattive

83%

17%

-

17 Servizi Ambientali

55%

36%

9%

18 Sicurezza

-

100%

-

19 Elettronica ed Elettrotecnica

67%

25%

8%

20 Finanza, Credito, Assic., Immob.

33%

67%

-

21 Chimica, Gomma e Mat. Plastiche

59%

28%

13%

22 Infrastrutture

17%

66%

17%

23 Trasporto e Logistica

54%

46%

-

24 Progettazione, Materiali e Impianti 25%

67%

8%

25 Edilizia

58%

42%

-

TOTALE

47%

44%

9%

Aziende ispezionate Aziende non ispezionate

ASL Altro

Dalla tabella precedente emerge che i settori in cui è più alta la percentuale di aziende che dichiara di aver ricevuto sopralluoghi da parte degli Enti di Controllo sono quello dell’Editoria (settore però rappresentato da una sola azienda) e quello Estrattivo (l’83% delle aziende partecipanti ha subito visite ispettive).

Non indicato

Tabella 12: Distribuzione visite Enti di controllo nei vari settori in percentuale

I DATI - Capitolo 3 - Le aziende

41


L’ambiente 4.1 4.1.1 4.1.2 4.2 4.2.1 4.2.2 4.2.3 4.2.4 4.2.5 4.2.6 4.2.7 4.2.8

42

I Dati di Input L’approvvigionamento idrico I consumi energetici I Dati di Output Gli scarichi idrici I rifiuti Le emissioni in atmosfera Il rumore esterno IPPC Il rischio di incidente rilevante Gli aspetti ambientali Green Public Procurement – Acquisti “Verdi”

pg. pg. pg. pg. pg. pg. pg. pg. pg. pg. pg. pg.

44 44 45 48 48 49 51 53 54 54 55 56


PARTE I - Capitolo 1 - L’Associazione e le strategie

43


4.1

I DATI DI INPUT 01

4.1.1 L’approvvigionamento idrico Per quanto riguarda l’approvvigionamento idrico la fonte maggiormente impiegata dalle aziende partecipanti che hanno fornito i dati (il 60% del totale) è rappresentata dall’acquedotto (148 aziende, pari al 87% del totale), 84 aziende utilizzano acqua da pozzo (49%), 12 attingono da acque superficiali (7%) e 3 si approvvigionano di acqua tramite autobotti (2%).* Note: (*) La somma è superiore al 100% delle aziende in quanto alcune utilizzano più di una fonte di approvvigionamento idrico

Nella tabella seguente è riportata la distribuzione delle aziende per quanto riguarda l’approvvigionamento idrico.

0% 10

20

30

40

50

60

0% 10

20

30

40

50

60

70

80

90 100

70

80

90 100

02 03 04 05 06 07 08 09 10 11 12 13 14 15 16 17 18

N° aziende

%

TIPOLOGIA FONTE

19 20

Solo acquedotto

78

28,0%

Acquedotto + pozzo

58

20,8%

Solo pozzo

18

6,5%

Acquedotto + pozzo + acque superficiali

5

1,8%

Acquedotto + pozzo + autobotte

1

0,4%

24

21 22

Solo acque superficiali

3

1,1%

25

Acquedotto + acque superficiali

3

1,1%

Pozzo + acque superficiali

1

0,4%

SETTORE

23

Solo autobotti

-

-

Acquedotto + autobotti

2

0,7%

Non indicato

110

39,4%

TOTALE

279

100%

Tabella 13: Distribuzione fonti approvvigionamento idrico/aziende

Quasi il 40% delle aziende coinvolte nel progetto non ha fornito dati quantitativi in merito all’approvvigionamento di acqua. La figura seguente riporta la distribuzione percentuale nei diversi settori merceologici delle aziende che hanno fornito informazioni sulle fonti di approvvigionamento idrico.

44

Dati di approvvigionamento riportati

Non indicato

Figura 13: Distribuzione dati approvvigionamento idrico

Nella tabella che segue sono riportati, per i diversi settori merceologici, i quantitativi di acqua emunta, espressi in metri cubi, suddivisi in base alle fonti di approvvigionamento indicate dalle aziende.


ACQUA APPROVVIGIONATA (mc) 01 Information Technology

147.787

22.083

-

-

02 Industria della Ceramica

93.499

549.260

-

-

03 Sanità

35.428

1.825

-

-

04 Farmaceutica e Biomedicali

325.787

458.576

-

-

5.180

-

-

-

06 Distribuzione

408

11

-

-

07 Consulenza Attività Prof. Formaz.

4.470

-

-

-

-

-

-

-

09 Comunicazioni

39.861

5.117

-

-

10 Energia

276.507

90.965

650

-

549

61

05 Tessile Abbigliamento

08 Legno, Arredo Nautica

11 Industria del Turismo

-

-

12 Meccanica

4.374.068 330.839

24.101

-

13 Alimentare

1.174.832 839.532

-

-

-

-

• Acque superficiali: tale fonte di approvvigionamento è utilizzata in particolare dalle aziende dei settori della Carta (99%), considerato che necessitano di utilizzare all’interno del proprio processo produttivo, grandi quantità di acqua. 4.1.2 I consumi energetici Nel grafico seguente sono riportate le risposte ai quesiti sui consumi energetici da parte delle aziende partecipanti.

14 Editoria Informaz. Audiovisivo

-

15 Carta Stampa e Cartotecnica

10.021

160.261 13.932.034 -

16 Attività Estrattive

5.616

41.104

5.296

1.200

17 Servizi Ambientali

115

21.815

600

-

18 Sicurezza

25

-

-

-

19 Elettronica ed Elettrotecnica

284.157

365.057

-

-

05

20 Finanza, Credito, Assic., Immob.

700.000

-

-

-

06

-

01

193.359 4.416.728

65.159

145

07

62.440

-

-

08

23 Trasporto e Logistica

11.290.566 11.278

-

80

09

-

25 Edilizia

48.331

1.040

-

-

TOTALE Acquedotto Pozzo

21.723.937 7.377.992 14.027.839 1.425 Acque superficiali Autobotte

Tabella 14: Distribuzione acqua approvvigionata a seconda delle diverse fonti

Nei settori Turismo, Finanza ed Edilizia la percentuale di aziende che non ha fornito dati in merito all’approvvigionamento idrico supera il 67%, mentre per i settori del Legno - Arredo Nautica ed Editoria nessuna azienda partecipante ha fornito dati al riguardo. Dall’analisi dei dati emerge che: • Acquedotto: le aziende dei settori Tessile, Consulenza, Sicurezza, Finanza, Trasporti e Progettazione utilizzano esclusivamente questa fonte per il proprio approvvigionamento idrico (percentuale del 100%); • Pozzo: questa fonte di approvvigionamento è utilizzata come fonte principale nei settori Ceramica (85%), Servizi Ambientali (97%) e Chimico (94%);

I DATI - Capitolo 4 - L’ambiente

50

60

0% 10

20

30

40

50

60

70

80

90 100

70

80

90 100

10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25

SETTORE

-

40

04

2.591.353

-

30

03

22 Infrastrutture

122.018

20

02

21 Chimica, Gomma e Mat. Plastiche

24 Progettazione, Materiali e Impianti

0% 10

Dati riportati

Non indicato

Figura 14: Distribuzione risposte sui consumi di energia elettrica per i settori interessati

Si nota che le aziende dei settori Legno-ArredoNautica ed Editoria non hanno fornito le informazioni richieste. Per gli altri settori, fatta eccezione

45


per il Turismo, Attività estrattive, Finanza, Distribuzione ed Edilizia, sono state fornite le informazioni da più del 60% delle aziende partecipanti. Consumi di energia elettrica Nella tabella successiva vengono riportati i quantitativi di energia elettrica acquistata, autoprodotta, ceduta alla rete e consumata per i settori nei quali le aziende partecipanti hanno fornito le informazioni richieste. SETTORE

SETTORE 01 Information Technology

-

-

-

02 Industria della Ceramica

-

10.692.102

10.692.102

03 Sanità

-

-

-

36.000

-

36.000

05 Tessile Abbigliamento

-

-

-

06 Distribuzione

-

-

-

-

-

-

151.800

-

151.800

04 Farmaceutica e Biomedicali

07 Consulenza Attività Prof. Formaz. 09 Comunicazioni 10 Energia

14.257.400 30.143.120

44.400.520

11 Industria del Turismo

-

-

-

12 Meccanica

-

34.115.210

34.115.210

13 Alimentare

9.275.120

30.144.415

39.419.535

15 Carta Stampa e Cartotecnica

9.000.052 351.700.387 360.700.439

01 Information Technology

32.094.551

16 Attività Estrattive

-

-

-

02 Industria della Ceramica

20.959.116 10.692.102 4.696.090 26.955.128

17 Servizi Ambientali

-

-

-

03 Sanità

539.461

-

-

539.461

18 Sicurezza

-

-

-

04 Farmaceutica e Biomedicali

64.729.350

36.000

297

64.765.053

19 Elettronica ed Elettrotecnica

346.902

-

346.902

05 Tessile Abbigliamento

982.658

-

-

982.658

20 Finanza, Credito, Assic., Immob.

-

-

-

06 Distribuzione

49.800

-

-

49.800

21 Chimica, Gomma e Mat. Plastiche

-

-

-

32.094.551

07 Consulenza Attività Prof. Formaz.

712.553

-

-

712.553

22 Infrastrutture

09 Comunicazioni

4.318.170

151.800

-

4.469.970

23 Trasporto e Logistica

10 Energia

221.030.186 44.400.520 12.117.000 253.313.706

24 Progettazione, Materiali e Impianti

11 Industria del Turismo

6.807.411

25 Edilizia

12 Meccanica

234.532.134 34.115.210 3.164.505 265.482.839

13 Alimentare

73.621.601 39.419.535 5.488.637 107.552.499

15 Carta Stampa e Cartotecnica

100.682.532 360.700.439 74.945.608 386.437.363

-

-

6.807.411

16 Attività Estrattive

7.796.803

-

-

7.796.803

17 Servizi Ambientali

245.900.594

-

-

245.900.594

4.700

-

-

4.700

19 Elettronica ed Elettrotecnica

70.768.271

346.902

3.245

71.111.928

20 Finanza, Credito, Assic., Immob.

116.000

-

-

116.000

18 Sicurezza

21 Chimica, Gomma e Mat. Plastiche 364.037.845 147.924.421 38.834.471 473.127.795 22 Infrastrutture

92.813.125

23 Trasporto e Logistica

200.528.110 1.130.000 21.334.555 180.323.555

24 Progettazione, Materiali e Impianti 9.342.192 25 Edilizia

4.633.203

TOTALE

-

-

92.813.125

-

131.000

9.211.192

709.730

-

5.342.933

1.757.000.366 639.626.659 160.715.408 2.235.911.617

Energia elettrica acquistata (KWh) Energia elettrica autoprodotta (KWh)

Energia elettrica venduta (KWh) Energia elettrica consumata (KWh)

Tabella 15: Consumi energia elettrica

Energia elettrica autoprodotta È stato chiesto alle aziende di fornire informazioni sull’autoproduzione di energia elettrica, distinguendo tra quella da fonti tradizionali e rinnovabili e quella venduta; nella tabella seguente sono riportati i quantitativi di energia elettrica autoprodotta.

46

TOTALE

147.924.421 147.924.421

-

-

-

1.130.000

-

1.130.000

-

-

-

30.080

679.650

709.730

34.227.354 605.399.305 639.626.659

Energia elettrica da autoproduzione (da fonti rinnovabili) (KWh) Energia elettrica da autoproduzione (da fonti tradizionali) (KWh)

Totale energia elettrica da autoproduzione (KWh)

Tabella 16: Energia elettrica da autoproduzione

Per quanto riguarda l’energia autoprodotta, nel grafico seguente è riportata la distribuzione percentuale tra fonti tradizionali e rinnovabili per i settori nei quali sono presenti aziende che effettuano autoproduzione di energia.


100%

SETTORE

90%

01 Information Technology

808

238

-

-

11

1.057

02 Industria della Ceramica

18.822

272

-

125

-

19.219

80% 70%

03 Sanità

60%

04 Farmaceutica e Biomedicali

-

51

16

24

-

91

11.887

10

-

-

-

11.897

93

37

3

-

-

133

50%

05 Tessile Abbigliamento

40%

06 Distribuzione

-

10

-

-

-

10

30%

07 Consulenza Attività Prof. Formaz.

25

217

6

-

-

248

20%

09 Comunicazioni

123

2

-

-

-

125

10%

10 Energia

8.269

66

1

-

-

8.336

20

-

-

42.446

-

42.466

Energia elettrica autoprodotta da fonti rimmovabili

23

25 Edilizia

21

Trasporto e Logistica

19

Chimica, Gomma Materie Plastiche

15 Carta Stampa e Cartotecnica

13 Alimentare

12 Meccanica

10 Energia

09 Comunicazioni

Farmaceutica e Biomedica

04

Elettronica Eletrotecnica

11 Industria del Turismo 02 Industria della Ceramica

0

Energia elettrica autoprodotta da fonti tradizionali

Figura 15: Energia elettrica da autoproduzione da fonti tradizionali e rinnovabili

Dal grafico precedente si nota che nei settori Farmaceutico, Comunicazioni, Elettronica e Trasporto l’energia viene autoprodotta esclusivamente da fonti rinnovabili, da cui deriva il 5% dell’energia autoprodotta complessivamente da tutte le aziende partecipanti.

12 Meccanica

35.353 4.368

21

1.298

5

41.044

13 Alimentare

15.802 2.434

126

-

-

18.362

15 Carta Stampa e Cartotecnica

128.398

183

5

490

3

129.079

16 Attività Estrattive

-

392

1.703

-

-

2.094

17 Servizi Ambientali

-

249

1

-

-

250

18 Sicurezza

-

-

-

-

-

-

19 Elettronica ed Elettrotecnica

1.967

3.208

9

116

-

5.300

20 Finanza, Credito, Assic., Immob.

3.696

747

-

-

834

5.277

21 Chimica, Gomma e Mat. Plastiche 66.484 1.216

18

1.861

19

69.598

22 Infrastrutture

5.102

-

229

7

5.591

23 Trasporto e Logistica

10.094 19.384

24 Progettazione, Materiali e Impianti 165 25 Edilizia TOTALE Metano Gasolio GPL

13

254

16

-

23

8

38

241 29.735 3

238

1.963

-

7.056

9

9.041

307.122 35.325 1.932 53.683 1.131 399.193 Olio BTZ Benzina Totale (TEP)

Tabella 17: Consumi combustibili (in TEP)

Combustibili consumati I dati quantitativi relativi al consumo delle altre fonti energetiche sono espressi in TEP, utilizzando i seguenti fattori di conversione*: • 1000 Nm3 metano = 0,88 TEP • 1 tonnellata gasolio = 1,019 TEP • 1 tonnellata olio BTZ = 0,980 TEP • 1 tonnellata GPL = 1,102 TEP • 1 tonnellata benzina = 1,045 TEP Note: (*) Coefficienti utilizzati per l’inventario delle emissioni di CO2 nell’inventario nazionale UNFCCC (media dei valori anni 2005-2007)

I dati riportati nella tabella seguente evidenziano come il gas metano risulti essere di gran lunga il combustibile impiegato in quantità maggiore.

Bilancio energetico Il bilancio energetico delle aziende partecipanti è dato dall’acquisto netto di energia elettrica più l’acquisto di combustibili. I consumi di energia elettrica sono espressi in consumi di fonti primarie, tenendo così conto della catena di trasformazione, ossia in Tonnellate Equivalenti di Petrolio (TEP) in modo tale da poter sommare organicamente i consumi derivanti dalle varie fonti utilizzate in azienda (per la conversione dell’energia elettrica si è considerato 1 MWh = 0,187 TEP).* Note: (*) Con la Deliberazione dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas del 28 marzo 2008 “Aggiornamento del fattore di conversione dei kWh in tonnellate equivalenti di petrolio connesso al meccanismo dei titoli di efficienza energetica” il fattore di conversione da KWh a TEP è di 0,187 E-03

I consumi totali di energia sono riportati nella tabella seguente:

I DATI - Capitolo 4 - L’ambiente

47


4.2

SETTORE 01 Information Technology

6.002

1.057

7.059

02 Industria della Ceramica

3.041

19.219

22.261

03 Sanità 04 Farmaceutica e Biomedicali 05 Tessile Abbigliamento 06 Distribuzione 07 Consulenza Attività Prof. Formaz.

101

91

191

12.104

11.897

24.001

184

133

317

9

10

19

133

248

381

807

125

932

39.067

8.336

47.403

11 Industria del Turismo

1.273

42.466

43.739

12 Meccanica

43.266

41.044

84.310

13 Alimentare

12.741

18.362

31.103

15 Carta Stampa e Cartotecnica

4.813

129.079 133.892

16 Attività Estrattive

1.458

2.094

3.552

17 Servizi Ambientali

45.983

250

46.233

09 Comunicazioni 10 Energia

18 Sicurezza 19 Elettronica ed Elettrotecnica

1

-

1

13.233

5.300

18.533

5.277

5.299

20 Finanza, Credito, Assic., Immob.

22

21 Chimica, Gomma e Mat. Plastiche

60.813

22 Infrastrutture

17.356

5.591

22.947

23 Trasporto e Logistica

33.509

29.735

63.244

24 Progettazione, Materiali e Impianti

1.722

238

1.960

866

9.041

9.907

25 Edilizia TOTALE Energia elettrica acquistata netta (acquistata – venduta) in TEP Combustibili (in TEP)

69.598 130.411

298.505 399.193 697.698 Totale (in TEP)

Tabella 18: Bilancio energetico tra energia elettrica e combustibili consumati

Per i settori della Sicurezza, della Progettazione, della Comunicazione, dei Servizi Ambientali e dell’Information Technology la maggior parte del fabbisogno energetico è coperto dall’energia elettrica (percentuali superiori all’85%), mentre nei settori del Turismo, Finanza ed Edilizia prevale la quota di combustibili (percentuali superiori al 90%) in quanto la maggior parte del fabbisogno energetico è destinata al riscaldamento degli ambienti di lavoro; lo stesso accade nel settore della Carta, anche se in questo caso il fabbisogno energetico è rivolto alla produzione di calore ed energia elettrica per il ciclo produttivo.

48

I DATI DI OUTPUT

4.2.1 Gli scarichi idrici Alle aziende partecipanti al progetto sono state chieste informazioni limitatamente agli scarichi idrici industriali, compresa l’eventuale gestione delle acque di prima pioggia, trascurando gli scarichi di tipo civile. Tali informazioni sono relative ai trattamenti, suddivisi tra chimico-fisici, biologici e di fitodepurazione, che le acque subiscono prima di essere convogliate all’esterno. La percentuale di aziende partecipanti che non ha fornito informazioni in merito è stata piuttosto bassa (7%). Nella tabella seguente sono riportati i dati numerici relativi ai trattamenti effettuati sui reflui, tenendo presente che su un refluo possono essere effettuati più trattamenti. TIPOLOGIA DI TRATTAMENTO

N° AZIENDE

Chimico-fisico

59

Biologico

63

Fitodepurazione

7

Nessun trattamento / non indicato

170

Tabella 19: Distribuzione trattamenti scarichi

Dalla tabella precedente risulta che la percentuale di aziende che adotta un trattamento chimico-fisico e uno biologico si attesta sul 2123% del campione, mentre il 3% delle aziende partecipanti utilizza la fitodepurazione. Per quanto concerne il recapito degli scarichi industriali, dalla tabella seguente emerge che gli scarichi delle aziende coinvolte nel progetto recapitano prevalentemente in fognatura e nelle acque superficiali. Si evidenzia, inoltre, che ben 154 aziende (il 55% del campione) dichiarano di non possedere scarichi industriali: si tratta in questo caso principalmente di aziende dei settori Comunicazioni, Turismo e Consulenza.


RECAPITO REFLUI INDUSTRIALI Scarico in fognatura

86

SETTORE

Scarico in acque superficiali

55

01 Information Technology

8,9

401,6

410,5

Scarico sul suolo

3

02 Industria della Ceramica

734,1

12.231,1

12.965,2

Scarico nel sottosuolo e nelle acque sotterranee

1

03 Sanità

2,5

0,3

2,7

Smaltimento effettuato da ditta specializzata

25

04 Farmaceutica e Biomedicali

231,6

1.854,0

2.085,5

Non sono presenti scarichi industriali

154

05 Tessile Abbigliamento

3,1

130,0

133,2

Non indicato

20

06 Distribuzione

-

0,7

0,7

0,5

17,6

18,1

-

51,9

51,9

07 Consulenza Attività Prof. Formaz. Tabella 20: Destinazione reflui

4.2.2 I rifiuti In merito alla produzione di rifiuti le domande rivolte alle aziende erano mirate a raccogliere informazioni sul quantitativo di rifiuti prodotti nel corso del 2010, la suddivisione percentuale tra pericolosi e non pericolosi e la loro destinazione finale, suddivisa tra smaltimento e recupero. Complessivamente hanno fornito risposta in merito alla classificazione dei rifiuti tra pericolosi e non pericolosi 215 aziende, pari al 77% del totale delle organizzazioni partecipanti al progetto, mentre per quanto riguarda la destinazione dei rifiuti tra smaltimento e recupero le aziende che hanno fornito informazioni sono state 201, pari al 72% del totale. Di seguito si riporta la suddivisione tra rifiuti pericolosi e non pericolosi nei settori considerati: si nota che la maggior parte dei rifiuti prodotti dalle aziende risulta essere del tipo non pericoloso (77%).

08 Legno, Arredo Nautica 09 Comunicazioni

405,7

578,0

983,7

10 Energia

538,0

7.673,3

8.211,3

11 Industria del Turismo

5,1

300,3

305,4

12 Meccanica

4.020,7

18.168,1

22.188,8

13 Alimentare

42,5

19.822,4

19.864,9

14 Editoria Informaz. Audiovisivo

n.d

n.d

n.d

15 Carta Stampa e Cartotecnica

34.482,9

31.778,8

66.261,8

16 Attività Estrattive

5,4

2.379,0

2.384,4

17 Servizi Ambientali

2.792,4

75.593,8

78.386,2

-

0,1

0,1

730,4

2.723,7

3.454,0

1,4

62,3

63,7

42.641,8

52.601,7

15.019,0

192,4

15.211,4

294,4

11.527,6

11.822,0

18 Sicurezza 19 Elettronica ed Elettrotecnica 20 Finanza, Credito, Assic., Immob.

21 Chimica, Gomma e Mat. Plastiche 9.959,9 22 Infrastrutture 23 Trasporto e Logistica 24 Progettazione, Materiali e Impianti

12,0

904,5

916,5

25 Edilizia

1.388,8

2.448,8

3.837,6

TOTALE

70.679,2 231.482,1 302.161,3 (23%)

Pericolosi (t) Non pericolosi (t)

(77%)

(100%)

Totale (t)

Tabella 21: Produzione rifiuti

Il 55% delle Aziende ha effettuato la Valutazione del Clima Acustico Esterno

Aspetti ambientali più significativi: Rifiuti Consumo risorse nat./energetiche Scarichi idrici Emissioni in atmosfera

I DATI - Capitolo 4 - L’ambiente

49


01

0% 10

20

30

40

50

60

70

80

90 100

02 03

SETTORE

INDICATORE (rifiuti prodotti (t) / N° addetti aziendali)

01 Information Technology

0,1

02 Industria della Ceramica

11,0

04

03 Sanità

05

04 Farmaceutica e Biomedicali

0,5

06

05 Tessile Abbigliamento

1,3

07

06 Distribuzione

0,0

07 Consulenza Attività Prof. Formaz.

0,0

08 Legno, Arredo Nautica

0,7

09 Comunicazioni

0,8

10 Energia

1,6

11 Industria del Turismo

0,9

12

12 Meccanica

3,2

13

13 Alimentare

16,3

14

14 Editoria Informaz. Audiovisivo

n.d.

15

15 Carta Stampa e Cartotecnica

51,7

08 09 10 11

16 17 18 19

-

16 Attività Estrattive

11,2

17 Servizi Ambientali

270,7

18 Sicurezza

0,0

19 Elettronica ed Elettrotecnica

0,5

20 Finanza, Credito, Assic., Immob.

0,7

20

21 Chimica, Gomma e Mat. Plastiche

14,2

21

22 Infrastrutture

5,2

22

23 Trasporto e Logistica

3,1

23

24 Progettazione, Materiali e Impianti

0,4

25 Edilizia

3,9

24

Tabella 22: Indicatore produzione rifiuti

SETTORE

25 0% 10

20

30

Non pericolosi

40

50

60

70

80

90 100

Pericolosi

Figura 16: Distribuzione percentuale produzione rifiuti

Dal grafico sopra riportato, emerge che i settori in cui i quantitativi di rifiuti pericolosi incidono maggiormente sul totale dei rifiuti prodotti sono il settore delle Infrastrutture (il 99% dei rifiuti prodotti è classificato pericoloso) e della Sanità (90% sul totale dei rifiuti totali). Al fine di garantire una confrontabilità dei dati tra i vari settori, si è preso in considerazione il rapporto rifiuti prodotti/numero di addetti aziendali calcolato per i singoli settori.

50

La tabella seguente fornisce informazioni relativamente alla destinazione finale dei rifiuti prodotti distinti tra recupero e smaltimento:


Smaltimento (%)

Recupero (%)

01 Information Technology

41%

59%

02 Industria della Ceramica

48%

52%

03 Sanità

42%

58%

04 Farmaceutica e Biomedicali

38%

62%

05

SETTORE

01

30

40

50

60

0% 10

20

30

40

50

60

70

80

90 100

70

80

90 100

03 04

17%

83%

06

06 Distribuzione

48%

52%

07

07 Consulenza Attività Prof. Formaz.

44%

56%

08

08 Legno, Arredo Nautica

41%

59%

09 Comunicazioni

49%

51%

09

10 Energia

42%

58%

11 Industria del Turismo

16%

84%

12 Meccanica

44%

56%

13 Alimentare

48%

52%

13

10 11 12

14 Editoria Informaz. Audiovisivo

-

-

14

15 Carta Stampa e Cartotecnica

49%

51%

15

16 Attività Estrattive

50%

50%

16

17 Servizi Ambientali

10%

90%

-

100%

17

19 Elettronica ed Elettrotecnica

35%

65%

20 Finanza, Credito, Assic., Immob.

20%

80%

21 Chimica, Gomma e Mat. Plastiche

40%

60%

20

22 Infrastrutture

44%

56%

21

18 19

23 Trasporto e Logistica

22%

78%

22

24 Progettazione, Materiali e Impianti

49%

51%

23

25 Edilizia

44%

56%

TOTALE

38%

62%

24 25

SETTORE

Tabella 23: Destinazione finale dei rifiuti

20

02

05 Tessile Abbigliamento

18 Sicurezza

0% 10

Smaltimento

Recupero

Figura 17: Distribuzione percentuale destinazione rifiuti

Per quanto riguarda la destinazione dei rifiuti, si evidenzia che in tutti i settori almeno il 50% dei rifiuti prodotti è avviato a recupero. 4.2.3 Le emissioni in atmosfera La legislazione italiana in materia di emissioni in atmosfera è diretta alla tutela della qualità dell’aria; l’obbligo di autorizzazione, sia essa di tipo semplificato o meno, è previsto per tutti gli impianti industriali che costituiscono una possibile fonte di inquinamento. La richiesta dei dati all’interno del questionario riporta la distinzione anche a livello terminologico introdotta dal D. Lgs. 152/2006 e s.m.i., cd.

I DATI - Capitolo 4 - L’ambiente

51


Testo Unico Ambientale, mantenendo però il riferimento anche alla terminologia precedente, sia per semplificare la compilazione del questionario, sia perché le autorizzazioni rilasciate prima del 2006 e tuttora in vigore riportano la terminologia previgente. Nel grafico seguente è riportata la distribuzione tra le aziende che hanno indicato un regime autorizzativo, ricomprendendo in tale casistica anche le emissioni che non necessitano di autorizzazione, e quelle che non hanno fornito indicazioni in merito.

21% 79%

Regime autorizzatori Non indicato

Figura 18: Distribuzione dati emissioni in atmosfera

Nella tabella seguente sono riportati, per ogni regime autorizzativo che regolamenta i punti di emissione in atmosfera, i dati dichiarati dalle aziende.

52

Regimi autorizzativi emissioni in atmosfera SETTORE 01 Information Technology

1

-

1

4

02 Industria della Ceramica

10

2

1

2

-

03 Sanità

-

-

-

1

4

04 Farmaceutica e Biomedicali

2

-

3

1

4

05 Tessile Abbigliamento

1

-

1

2

-

06 Distribuzione

-

-

-

-

4

07 Consulenza Attività Prof. Formaz.

-

-

1

11

6

08 Legno, Arredo Nautica

1

-

-

1

1

09 Comunicazioni

-

-

1

-

2

10 Energia

4

-

1

11

3

11 Industria del Turismo

-

-

-

2

4

12 Meccanica

17

3

6

17

4

13 Alimentare

10

2

2

1

4

14 Editoria Informaz. Audiovisivo

-

-

-

-

1

15 Carta Stampa e Cartotecnica

7

1

3

6

1

16 Attività Estrattive

-

-

1

2

3

17 Servizi Ambientali

5

1

1

3

3

18 Sicurezza

1

-

-

-

1

19 Elettronica ed Elettrotecnica

8

-

1

4

1

20 Finanza, Credito, Assic., Immob.

-

-

1

2

-

21 Chimica, Gomma e Mat. Plastiche

24

1

10

7

2

22 Infrastrutture

1

-

1

3

1

23 Trasporto e Logistica

2

1

1

7

4

24 Progettazione, Materiali e Impianti

2

1

3

5

2

25 Edilizia

4

1

1

16

11

100

13

40

108

71

TOTALE Autorizzazione ordinaria Autorizzazione di carattere generale (ex a ridotto inquinamento atmosferico) Comunicazione per emissioni scarsamente rilevanti (ex emissioni poco significative)

5

Emissioni che non necessitano di autorizzazione Non indicato

Tabella 24: Autorizzazioni – distribuzione tipologie

Dai dati emerge come sono le aziende appartenenti al settore Chimico ad avere il numero più elevato di autorizzazioni, seguite dalle aziende dei settori Meccanico, della Carta e Ceramica. In alcuni casi le aziende partecipanti, oltre all’autorizzazione ordinaria, sono in possesso di autorizzazioni di carattere generale o di comunicazioni per emissioni scarsamente rilevanti in ragione del fatto che tali autorizzazioni sono state rilasciate dall’Autorità Competente per impianti diversi e/o in tempi diversi tra loro.


Alle aziende è stato richiesto di indicare, ove possibile, la fonte di emissione sottoposta ad autorizzazione, differenziando tra processo produttivo, riscaldamento ed altro. Provenienza emissioni in atmosfera

dichiarati dalle aziende partecipanti circa l’effettuazione della valutazione dell’impatto acustico esterno. VALUTAZIONE CLIMA ACUSTICO ESTERNO SETTORE

SETTORE

01 Information Technology

3

5

01 Information Technology

6

-

2

02 Industria della Ceramica

9

1

-

02 Industria della Ceramica

3

10

-

-

03 Sanità

2

2

1

03 Sanità

1

-

-

4

04 Farmaceutica e Biomedicali

7

1

-

04 Farmaceutica e Biomedicali

4

3

1

3

05 Tessile Abbigliamento

2

2

-

05 Tessile Abbigliamento

4

2

-

-

06 Distribuzione

-

3

1

06 Distribuzione

1

-

1

2

07 Consulenza Attività Prof. Formaz.

5

10

2

07 Consulenza Attività Prof. Formaz.

12

1

2

4

08 Legno, Arredo Nautica

1

1

-

08 Legno, Arredo Nautica

-

1

-

1

09 Comunicazioni

2

1

-

09 Comunicazioni

1

-

-

2

10 Energia

9

6

2

10 Energia

7

4

-

8

11 Industria del Turismo

2

-

4

12 Meccanica

24

10

1

13 Alimentare

11

7

-

14 Editoria Informaz. Audiovisivo

-

-

1

15 Carta Stampa e Cartotecnica

8

4

-

16 Attività Estrattive

3

2

1

17 Servizi Ambientali

6

3

2

18 Sicurezza

1

1

-

19 Elettronica ed Elettrotecnica

9

3

-

3

11 Industria del Turismo

3

1

-

3

12 Meccanica

19

19

-

6

13 Alimentare

5

12

-

5

14 Editoria Informaz. Audiovisivo

-

-

-

1

15 Carta Stampa e Cartotecnica

3

9

-

1

16 Attività Estrattive

1

-

1

4

17 Servizi Ambientali

4

5

-

2

18 Sicurezza

1

-

-

1

19 Elettronica ed Elettrotecnica

9

7

2

1

20 Finanza, Credito, Assic., Immob.

3

-

-

-

21 Chimica, Gomma e Mat. Plastiche

12

26

5

4

22 Infrastrutture

5

-

-

1

23 Trasporto e Logistica

5

2

-

7

24 Progettazione, Materiali e Impianti

9

2

2

2

25 Edilizia TOTALE Riscaldamento Processo produttivo

8

3

-

20

126

107

16

85

Altro Non indicato

1

20 Finanza, Credito, Assic., Immob.

1

2

-

21 Chimica, Gomma e Mat. Plastiche

26

4

2

22 Infrastrutture

1

5

-

23 Trasporto e Logistica

3

9

1

24 Progettazione, Materiali e Impianti

6

5

1

25 Edilizia

12

11

8

TOTALE

153

98

28

(55%)

(35%)

(10%)

Effettuata Non effettuata Non indicato

Tabella 25: Provenienza emissioni in atmosfera

Tabella 26: Valutazione clima acustico esterno – distribuzione aziende

4.2.4 Il rumore esterno Secondo la legislazione vigente in materia di inquinamento acustico le aziende hanno l’obbligo di rispettare i limiti di rumorosità per l’area in cui sono insediate, effettuando una valutazione del rumore generato verso l’ambiente esterno dalle proprie attività, consistente nel confronto dei risultati ottenuti con i limiti di rumorosità della classe di appartenenza. Nella tabella successiva sono riportati i dati

Dalla tabella emerge che il 55% delle aziende partecipanti al progetto ha effettuato la valutazione dell’impatto acustico esterno. Per quanto riguarda le aziende che non hanno effettuato tale valutazione, dalla tabella precedente si rileva che i settori in cui la maggior parte delle aziende (più del 50% delle aziende partecipanti) non l’ha effettuata, sono rappresentati da aziende che si ritiene non producano rumori significativi verso l’esterno.

I DATI - Capitolo 4 - L’ambiente

53


4.2.5 IPPC Nella tabella 27 si riporta un quadro della situazione delle aziende partecipanti per quanto riguarda la legislazione in materia di prevenzione e riduzione integrata dell’inquinamento (IPPC) che prevede il rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale, autorizzazione che va ad unificare in un unico provvedimento tutte le autorizzazioni disciplinanti specifiche tematiche ambientali (es. rifiuti, emissioni in atmosfera, scarichi idrici, ecc.). IPPC SETTORE 01 Information Technology

2

5

2

02 Industria della Ceramica

2

8

-

03 Sanità

-

3

2

04 Farmaceutica e Biomedicali

1

5

2

05 Tessile Abbigliamento

-

3

1

06 Distribuzione

-

3

1

07 Consulenza Attività Prof. Formaz.

-

13

4

08 Legno, Arredo Nautica

-

1

1

09 Comunicazioni

-

3

-

10 Energia

1

14

2

11 Industria del Turismo

-

2

4

12 Meccanica

8

21

6

13 Alimentare

4

13

1

14 Editoria Informaz. Audiovisivo

-

-

1

15 Carta Stampa e Cartotecnica

6

6

-

16 Attività Estrattive

-

4

2

17 Servizi Ambientali

1

6

4

18 Sicurezza

-

2

-

19 Elettronica ed Elettrotecnica

-

12

-

20 Finanza, Credito, Assic., Immob.

-

3

-

21 Chimica, Gomma e Mat. Plastiche

8

17

7

22 Infrastrutture

1

5

-

23 Trasporto e Logistica

-

11

2

24 Progettazione, Materiali e Impianti

-

11

1

25 Edilizia

-

23

8

TOTALE

34

194

51

(12%)

(70%)

(18%)

SI NO Non indicato

Tabella 27: IPPC – distribuzione aziende

4.2.6 Il rischio di incidente rilevante La materia del rischio di incidente rilevante normata dalla direttiva 96/82/CE (cd. “Seveso”),

54

recepita in Italia con il D. Lgs. 334/99 così come modificato dal D. Lgs. 238/05, individua gli “stabilimenti a rischio di incidente rilevante” come quelli nei quali la presenza di una o più sostanze pericolose determina la probabilità che si verifichi un evento quale un’emissione, un incendio o un’esplosione di grande entità, che dia luogo ad un pericolo grave, immediato o differito, per la salute umana o per l´ambiente, all’interno o all’esterno dello stabilimento. Gli stabilimenti rientranti nel campo di applicazione del D. Lgs. 334/99 sono suddivisi in tre gruppi, a seconda del quantitativo di sostanze pericolose detenuto, identificati dal corrispondente articolo a cui sono riferiti: • il primo gruppo comprende gli stabilimenti a maggior rischio, che sono sottoposti al più elevato numero di obblighi, individuati dall’art. 8 del D. Lgs. 334/99; • il secondo gruppo include, invece, gli stabilimenti con un livello di rischio inferiore, che sono collocati nella posizione immediatamente successiva a quella dell’art. 8 in un’ipotetica graduatoria dei rischi e che sono sottoposti a un numero inferiore di obblighi, individuati dagli art. 6 e 7; • nel terzo gruppo (soggetto agli obblighi dell’art. 5, comma 2) sono compresi gli stabilimenti a “basso rischio”, nei quali sono presenti sostanze pericolose in quantitativi inferiori ai valori limite previsti dal D. Lgs. 334/99, ma che sono soggetti a questa normativa per tipologia di processo produttivo. Da un’analisi dei dati nazionali disponibili sul sito internet del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare relativi alla distribuzione sul territorio nazionale degli stabilimenti soggetti alla normativa vigente sul rischio di incidente rilevante, si sono ricavati i dati riportati nella tabella seguente.


Aziende “Seveso”(*) Artt. 6/7 Art. 8

PROVINCIA

SETTORE

Frosinone

16

5

01 Information Technology

-

-

-

9

Roma

10

13

02 Industria della Ceramica

-

-

-

10

Rieti

3

-

03 Sanità

1

-

-

4

Viterbo

1

3

04 Farmaceutica e Biomedicali

1

-

-

7

05 Tessile Abbigliamento

-

-

-

4

06 Distribuzione

-

-

-

4

07 Consulenza Attività Prof. Formaz.

-

-

-

17

08 Legno, Arredo Nautica

-

-

-

2

Note: (*) Dati aggiornati ad Aprile 2011 Tabella 28: Inventario aziende a rischio di incidente rilevante

Nelle tabelle successive sono riportate le aziende rientranti nel campo di applicazione del D. Lgs. 334/99 come risultanti dall’elaborazione dei questionari e la percentuale di tali aziende che hanno partecipato al progetto rispetto a quelle presenti nelle province in esame. Art. 5, 2

Artt. 6/7

Art. 8

PROVINCIA

Non

ricadente

09 Comunicazioni

-

-

-

3

10 Energia

-

1

-

16

11 Industria del Turismo

-

-

-

6

12 Meccanica

3

1

-

31

13 Alimentare

-

1

-

17

14 Editoria Informaz. Audiovisivo

-

-

-

1

15 Carta Stampa e Cartotecnica

-

-

-

12

16 Attività Estrattive

-

-

-

6

17 Servizi Ambientali

1

-

-

10

18 Sicurezza

-

-

-

2 10

19 Elettronica ed Elettrotecnica

1

1

-

Frosinone

8

6

1

144

20 Finanza, Credito, Assic., Immob.

-

-

-

3

Roma

4

1

1

93

21 Chimica, Gomma e Mat. Plastiche

6

4

1

21

Rieti

2

1

-

6

22 Infrastrutture

-

-

1

5

Viterbo

0

0

0

12

23 Trasporto e Logistica

-

-

-

13

TOTALE

14

8

2

255

24 Progettazione, Materiali e Impianti

-

-

-

12

25 Edilizia

1

-

-

30

14

8

2

255

Tabella 29: Distribuzione aziende a rischio di incidente rilevante nelle province

TOTALE Art. 5,2 Artt. 6/7

Art. 8 Non ricadente

Tabella 31: Distribuzione aziende a rischio di incidente rilevante

PROVINCIA

Artt. 6/7

Art. 8

Frosinone

38%

20%

Roma

10%

8%

Rieti

33%

-

Viterbo

-

-

TOTALE

41%

10%

Tabella 30: Percentuale distribuzione aziende a rischio di incidente rilevante nelle province

I DATI - Capitolo 4 - L’ambiente

4.2.7 Gli aspetti ambientali All’interno del questionario è stato chiesto alle aziende di individuare gli aspetti ambientali più significativi assegnando, nel caso di presenza di più aspetti, un punteggio di significatività degli stessi adottando una scala numerica decrescente da 1 - molto importante a 6 – trascurabile. Dall’analisi dei giudizi espressi dalle aziende partecipanti al progetto emerge che gli aspetti ambientali che risultano essere più significativi sono rappresentati dai rifiuti, dal consumo di risorse naturali/energetiche e dagli scarichi idrici.

55


100% 90%

01

80%

02

70%

03

60%

04

50%

05

40%

06

30%

07

20%

08

10%

09

Aspetto ritenuto significativo

Contaminazione suolo e sottosuolo

Altro (amianto, ruomre, PCB/PCT, gas lesivi lo strato di ozono, ecc)

Emissioni in atmosfera

Scarichi idrici

Consumo risorse naturali / energetiche

Rifiuti

0

Aspetto non ritenuto significativo

Figura 19: Valutazione aspetti ambientali aziende partecipanti

Il grafico seguente rappresenta, all’interno dei vari settori, la distribuzione percentuale degli aspetti ambientali che, dalle aziende, sono stati valutati essere i più significativi con l’assegnazione dei punteggi 1 e 2.

10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24

SETTORE

25 Emissioni in atmosfera Rifiuti Consumo risorse nat./energetiche Non indicato

Scarichi idrici Contamin. suolo e sottosuolo Altro (amianto, rumore, PCB /PCT, gas lesivi lo strato di ozono, ecc.)

Figura 20: Aspetti ambientali valutati più significativi – distribuzione per settore

Per quanto riguarda i settori merceologici emerge un’individuazione degli aspetti ambientali più significativi generalmente coerente con quanto ci si aspetterebbe dal settore merceologico di appartenenza. 4.2.8 Green Public Procurement - Acquisti “Verdi” Il Green Public Procurement (GPP) è uno strumento di derivazione comunitaria, che è definito dalla Commissione Europea come quell’ “approccio in base al quale le Amministrazioni Pubbliche integrano i criteri ambientali in tutte le fasi del processo di acquisto, incoraggiando la

56


diffusione di tecnologie ambientali e lo sviluppo di prodotti validi sotto il profilo ecosostenibile”. Il GPP rappresenta quindi uno strumento in grado di influenzare l’offerta di beni e servizi a impatto ambientale ridotto e capace di favorire la diffusione delle tecnologie ecocompatibili. Nel questionario sono state richieste due informazioni relative a tale tematica. L’azienda ritiene un’opportunità (anche in termini di spinta all’innovazione sostenibile dei processi produttivi) l’introduzione di sistemi di acquisti “GPP” da parte della Pubblica Amministrazione? SETTORE

L’azienda ritiene sufficienti al proprio interno le risorse umane e le competenze per l’adeguamento alle richieste della Pubblica Amministrazione in tal senso? SETTORE 01 Information Technology

7

1

1

02 Industria della Ceramica

5

3

2

03 Sanità

3

-

2

04 Farmaceutica e Biomedicali

5

-

3

05 Tessile Abbigliamento

1

-

3

06 Distribuzione

2

-

2

07 Consulenza Attività Prof. Formaz.

9

2

6 2

08 Legno, Arredo Nautica

-

-

09 Comunicazioni

2

1

-

10 Energia

4

1

12

11 Industria del Turismo

1

-

5

12 Meccanica

13

7

15

13 Alimentare

10

2

6

01 Information Technology

7

-

2

14 Editoria Informaz. Audiovisivo

-

-

1

02 Industria della Ceramica

6

4

-

15 Carta Stampa e Cartotecnica

8

1

3

03 Sanità

2

1

2

16 Attività Estrattive

3

-

3

3

17 Servizi Ambientali

6

-

5

18 Sicurezza

1

-

1

19 Elettronica ed Elettrotecnica

9

3

-

20 Finanza, Credito, Assic., Immob.

3

-

-

21 Chimica, Gomma e Mat. Plastiche

14

4

14

3

04 Farmaceutica e Biomedicali

2

05 Tessile Abbigliamento

2

1

1

06 Distribuzione

-

3

1

07 Consulenza Attività Prof. Formaz.

8

3

6

08 Legno, Arredo Nautica

-

1

1

09 Comunicazioni

2

1

-

10 Energia

4

2

11

11 Industria del Turismo

1

1

4

12 Meccanica

16

7

12

10

4

4

14 Editoria Informaz. Audiovisivo

-

-

1

15 Carta Stampa e Cartotecnica

6

4

2

16 Attività Estrattive

2

2

2

17 Servizi Ambientali

6

2

3

18 Sicurezza

-

1

1

19 Elettronica ed Elettrotecnica

10

2

-

20 Finanza, Credito, Assic., Immob.

3

-

-

21 Chimica, Gomma e Mat. Plastiche

14

5

13

22 Infrastrutture

4

1

1

23 Trasporto e Logistica

4

6

3

24 Progettazione, Materiali e Impianti

5

3

4

25 Edilizia

11

5

15

61

92

13 Alimentare

TOTALE

126 (45%)

SI NO

(22%) (33%)

Non indicato

Tabella 32: Green Public Procurement – risultati 1a domanda

I DATI - Capitolo 4 - L’ambiente

22 Infrastrutture

5

-

1

23 Trasporto e Logistica

9

2

2

24 Progettazione, Materiali e Impianti

6

3

3

11

4

16

34

108

25 Edilizia TOTALE

137 (49%)

SI NO

(12%) (39%)

Non indicato

Tabella 33: Green Public Procurement – risultati 2a domanda

Dall’analisi delle informazioni ottenute emerge come una percentuale alta di aziende non abbia fornito una risposta (rispettivamente il 33% e il 39%), il che fa presupporre una scarsa conoscenza del Green Public Procurement da parte delle aziende partecipanti. Tale conclusione è emersa, tra le altre, anche dalla ricerca “Introduzione del sistema di Green Public Procurement” condotta nel 2011 da Asset Camera, azienda speciale della Camera di Commercio di Roma, in collaborazione con EU.R.E.S. che, attraverso una serie di interviste ai rappresentanti del mondo produttivo e associativo, ha inteso mettere in luce le necessità e le aspettative delle aziende riguardo al GPP.

57


La sicurezza 5.1 5.2 5.3 5.4 5.5 5.6 5.7 5.7.1 5.7.2 5.5

58

Le figure della sicurezza Il rumore interno Le Vibrazioni Il Rischio Chimico Lo Stress lavoro-correlato Il Certificato di Prevenzione Incendi Gli infortuni/incidenti e la gestione delle emergenze Gli infortuni: i dati INAIL Analisi dei dati forniti dalle aziende Prove di evacuazione

pg. pg. pg. pg. pg. pg. pg. pg. pg. pg.

60 62 64 65 67 68 69 69 71 73


PARTE I - Capitolo 1 - L’Associazione e le strategie

59


5.1

LE FIGURE DELLA SICUREZZA

La legislazione in materia di salute e sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro prescrive misure per la tutela della salute e per la sicurezza dei lavoratori in tutti i settori di attività privati o pubblici. Il D. Lgs. 81/2008 prevede che le figure deputate alla gestione di tali tematiche siano rappresentate, oltre che dalle figure che derivano dall’organizzazione aziendale, quali il Datore di Lavoro, i dirigenti e i preposti, anche dal Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione e dal Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza. Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) è designato direttamente dal Datore di Lavoro. Tale ruolo può essere ricoperto da una risorsa interna, da un professionista esterno o direttamente dal Datore di lavoro (a seconda della tipologia dell’azienda e del numero di dipendenti). Nella tabella seguente si riporta la situazione delle aziende partecipanti.

SETTORE 01 Information Technology

-

5

-

4

-

02 Industria della Ceramica

-

3

1

6

-

03 Sanità

1

3

-

1

-

04 Farmaceutica e Biomedicali

-

6

-

2

-

05 Tessile Abbigliamento

1

1

-

2

-

06 Distribuzione

-

3

-

1

-

07 Consulenza Attività Prof. Formaz.

6

7

1

3

-

08 Legno, Arredo Nautica

-

2

-

-

-

09 Comunicazioni

-

3

-

-

-

10 Energia

3

12

1

1

-

11 Industria del Turismo

1

3

-

2

-

12 Meccanica

7

18

1

9

-

13 Alimentare

2

11

-

5

-

14 Editoria Informaz. Audiovisivo

-

-

-

1

-

15 Carta Stampa e Cartotecnica

2

8

1

1

-

16 Attività Estrattive

-

-

2

4

-

17 Servizi Ambientali

3

4

1

3

-

18 Sicurezza

-

2

-

-

-

19 Elettronica ed Elettrotecnica

-

10

-

2

-

20 Finanza, Credito, Assic., Immob.

1

2

-

-

-

21 Chimica, Gomma e Mat. Plastiche

2

22

-

8

-

22 Infrastrutture

1

4

-

1

-

23 Trasporto e Logistica

2

6

-

5

-

24 Progettazione, Materiali e Impianti

2

5

-

5

-

25 Edilizia

11

11

-

9

-

TOTALE

45

151

8

75

-

Coincide con il Datore di Lavoro Interno Esterno (di un’azienda del gruppo)

Esterno (libero professionista) Non indicato

Tabella 34: Distribuzione presenza Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione

I dati relativi all’RSPP mostrano una prevalenza di nomine interne distribuite tra Datore di Lavoro e personale dipendente delle organizzazioni: sono 196 le aziende che hanno indicato tale scelta organizzativa (il 70% del totale dei partecipanti).

60


01

0% 10

20

30

40

50

60

70

80

90 100

02 03 04 05 06

In riferimento al Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza questo è presente in 261 aziende (94% del totale), mentre non risulta eletto in 15 aziende (pari al 5%), il restante 1% delle aziende non ha fornito indicazioni in merito. SETTORE

07

01 Information Technology

9

-

-

02 Industria della Ceramica

10

-

-

03 Sanità

5

-

-

04 Farmaceutica e Biomedicali

8

-

-

11

05 Tessile Abbigliamento

3

1

-

12

06 Distribuzione

3

1

-

13

07 Consulenza Attività Prof. Formaz.

13

4

-

14

08 Legno, Arredo Nautica

2

-

-

09 Comunicazioni

3

-

-

10 Energia

14

3

-

08 09 10

15 16

11 Industria del Turismo

5

-

1

12 Meccanica

33

2

-

13 Alimentare

18

-

-

19

14 Editoria Informaz. Audiovisivo

1

-

-

20

15 Carta Stampa e Cartotecnica

12

-

-

21

16 Attività Estrattive

6

-

-

22

17 Servizi Ambientali

11

-

-

18 Sicurezza

2

-

-

19 Elettronica ed Elettrotecnica

12

-

-

20 Finanza, Credito, Assic., Immob.

3

-

-

21 Chimica, Gomma e Mat. Plastiche

32

-

-

22 Infrastrutture

5

1

-

23 Trasporto e Logistica

12

1

-

24 Progettazione, Materiali e Impianti

12

-

-

25 Edilizia

27

2

2

261

15

3

17 18

23 24

SETTORE

25 0% 10

20

30

40

50

Esterno (libero professionista) Esterno (di un’azienda del gruppo)

60

70

80

90 100

Interno Coincide con Datore Lavoro

Figura 21: Distribuzione percentuale presenza RSPP

Il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS), invece, è la persona di riferimento che i lavoratori possono eleggere al loro interno. Il numero dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza nelle aziende è stabilito in sede di contrattazione collettiva. Ad ogni modo il numero minimo degli RLS nelle aziende, introdotto dal D. Lgs. 81/2008, varia a seconda del numero di dipendenti: 1. un rappresentante nelle aziende sino a 200 lavoratori; 2. tre rappresentanti nelle aziende da 201 a 1.000 lavoratori; 3. sei rappresentanti in tutte le altre aziende o unità produttive oltre i 1.000 lavoratori.

I DATI - Capitolo 5 - La sicurezza

TOTALE RLS eletto RLS non eletto

Non indicato

Tabella 35: Distribuzione presenza Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza

61


01

0% 10

20

30

40

50

60

70

80

90 100

01

02

02

03

03

04

04

05

05

06

06

07

07

08

08

09

09

10

10

11

11

12

12

13

13

14

14

15

15

16

16

17

17

18

18

19

19

20

20

21

21

22

22

23

23

24

24

20

30

40

50

60

0% 10

20

30

40

50

60

70

80

90 100

70

80

90 100

25 0% 10

20

30

Non indicato RLS non eletto

40

50

60

70

80

90 100

RLS eletto

SETTORE

SETTORE

25

0% 10

Non indicato RLS non eletto

RLS eletto

Figura 22: Distribuzione percentuale presenza RLS per settore

Figura 23: Distribuzione percentuale effettuazione formazione da parte del RLS sul campione di aziende in cui tale figura è stata eletta

Nel questionario sono state chieste alle aziende indicazioni sulla formazione periodica obbligatoria cui il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza ha diritto, in particolare è stato richiesto che fosse indicato se, alla data di stesura del questionario, l’RLS avesse effettuato l’aggiornamento annuale della formazione (quantificata in 4 ore annue per le imprese che occupano dai 15 ai 50 lavoratori e a 8 ore annue per le imprese che occupano più di 50 lavoratori).

Come si nota dal grafico precedente, relativo al sottoinsieme delle aziende nelle quali è stato nominato il RLS, soprattutto in alcuni settori (Attività Estrattive, Sicurezza e Industria del Turismo), la percentuale di aziende il cui l’RLS non ha partecipato al corso di aggiornamento supera il 20%.

62

5.2

IL RUMORE INTERNO

Il Capo II del Titolo VIII – Agenti fisici – del D. Lgs. 81/2008, determina i requisiti minimi per la protezione dei lavoratori contro i rischi per la salute e la sicurezza derivanti dall’esposizione


al rumore durante il lavoro, prevedendo che le aziende effettuino una valutazione dell’esposizione a questo fattore di rischio. La tabella seguente riporta lo status della valutazione di esposizione al rumore per le aziende partecipanti:

2%

9%

89%

SETTORE 01 Information Technology

8

1

-

02 Industria della Ceramica

9

-

1

03 Sanità

3

1

1

04 Farmaceutica e Biomedicali

7

-

1

05 Tessile Abbigliamento

4

-

-

06 Distribuzione

3

1

-

07 Consulenza Attività Prof. Formaz.

9

6

2

08 Legno, Arredo Nautica

2

-

-

09 Comunicazioni

3

-

-

10 Energia

16

1

-

11 Industria del Turismo

3

3

-

12 Meccanica

33

2

-

13 Alimentare

18

-

-

14 Editoria Informaz. Audiovisivo

1

-

-

05

15 Carta Stampa e Cartotecnica

11

1

-

06

Valutazione effettuata Valutazione non effettuata Non indicato

Figura 24: Distribuzione effettuazione valutazione rumore interno

01

40

50

60

0% 10

20

30

40

50

60

70

80

90 100

70

80

90 100

04

6

-

-

07

11

-

-

08

18 Sicurezza

2

-

-

19 Elettronica ed Elettrotecnica

12

-

-

09

20 Finanza, Credito, Assic., Immob.

2

1

-

21 Chimica, Gomma e Mat. Plastiche

32

-

-

22 Infrastrutture

6

-

-

12

23 Trasporto e Logistica

10

2

1

13

24 Progettazione, Materiali e Impianti

11

1

-

14

25 Edilizia

26

4

1

15

TOTALE

248

24

7

16

Tabella 36: Valutazione esposizione al rumore

30

03

17 Servizi Ambientali

Non indicato

20

02

16 Attività Estrattive

Valutazione effettuata Valutazione non effettuata

0% 10

10 11

17 18 19 20 21 22 23 24 25

SETTORE

Dall’esame del grafico seguente emerge che la percentuale delle aziende che ha effettuato la valutazione del rischio rumore è molto alta, raggiungendo l’89%; solamente il 9% delle aziende partecipanti dichiara di non aver effettuato tale valutazione.

Non indicato Valutazione non effettuata

Valutazione effettuata

Figura 25: Distribuzione effettuazione valutazione rumore interno per settore

I DATI - Capitolo 5 - La sicurezza

63


Come si nota dal grafico precedente, in molti settori la percentuale di aziende che ha effettuato la valutazione del rischio da esposizione al rumore è superiore al 75%. I settori in cui si registra la maggior presenza di aziende che non hanno effettuato la valutazione del rischio rumore sono quei settori in cui tale rischio non è presente o è presente in maniera trascurabile a causa, ad esempio, delle sorgenti sonore scarsamente rilevanti nell’ambito del ciclo produttivo (ne sono esempio i settori Turismo, Consulenza e Finanza), anche se si riscontrano alcune criticità applicative in settori potenzialmente significativi, quali ad esempio Trasporto, Meccanica ed Edilizia.

L’89% delle Aziende ha effettuato la Valutazione del rischio rumore

5.3

LE VIbRAZIONI

Il Capo III del Titolo VIII – Agenti fisici – del D. Lgs. 81/08 dal titolo “Protezione dei lavoratori dai rischi di esposizione a vibrazioni” prescrive le misure per la tutela della salute dei lavoratori che sono o possono essere esposti a fonti di pericolo derivanti da vibrazioni meccaniche trasmesse al sistema mano-braccio e/o al corpo intero, comportanti rischi per la salute dei lavoratori. La tabella seguente riporta lo stato della valutazione di esposizione alle vibrazioni per le aziende partecipanti:

Il 69% delle Aziende ha effettuato la Valutazione del rischio vibrazioni

64

SETTORE 01 Information Technology

2

-

7

-

02 Industria della Ceramica

10

-

-

-

03 Sanità

2

-

2

1

04 Farmaceutica e Biomedicali

7

-

1

-

05 Tessile Abbigliamento

3

-

1

-

06 Distribuzione

2

-

2

-

07 Consulenza Attività Prof. Formaz.

4

-

13

-

08 Legno, Arredo Nautica

2

-

-

-

09 Comunicazioni

3

-

-

-

10 Energia

13

1

2

1

11 Industria del Turismo

1

2

3

-

12 Meccanica

31

2

2

-

13 Alimentare

12

-

6

-

14 Editoria Informaz. Audiovisivo

-

-

1

-

15 Carta Stampa e Cartotecnica

10

-

2

-

16 Attività Estrattive

5

-

1

-

17 Servizi Ambientali

8

-

3

-

18 Sicurezza

1

-

1

-

19 Elettronica ed Elettrotecnica

9

1

2

-

20 Finanza, Credito, Assic., Immob.

-

-

3

-

21 Chimica, Gomma e Mat. Plastiche

25

2

5

-

22 Infrastrutture

2

-

4

-

23 Trasporto e Logistica

8

1

4

-

24 Progettazione, Materiali e Impianti

8

-

4

-

25 Edilizia

24

1

5

1

TOTALE

192

10

74

3

Valutazione effettuata Valutazione non effettuata

Non applicabile Non indicato

Tabella 37: Valutazione vibrazioni

26%

1%

4% 69%

Valutazione effettuata Valutazione non effettuata Non applicabile Non indicato

Figura 26: Distribuzione effettuazione valutazione vibrazioni


La percentuale delle aziende che hanno effettuato la valutazione del rischio di esposizione a vibrazioni meccaniche è pari al 69%. Si nota comunque una percentuale inferiore rispetto a quella delle aziende che hanno effettuato la valutazione del rumore interno, anche perché in molte aziende tale rischio non è presente in quanto non vengono utilizzate attrezzature o macchine che possono provocare vibrazioni per il corpo umano, infatti il 26% delle aziende ha dichiarato tale rischio non applicabile. 01

0% 10

20

30

40

50

60

70

80

90 100

02

Nel grafico è riportata la distribuzione percentuale nei vari settori dei dati sulla valutazione del rischio da esposizione a vibrazioni. Le aziende che non hanno effettuato tale valutazione appartengono principalmente ai settori del Turismo, mentre nei settori dell’Editoria, Finanza, Information Technology e Consulenza la maggior parte delle aziende hanno ritenuto tale tipologia di rischio come non applicabile. Come evidenziato per il rumore anche per il rischio derivante dall’esposizione alle vibrazioni si riscontrano elementi di criticità nell’adempimento in aziende di settori potenzialmente interessati.

03 04

5.4

05 06

IL RISChIO ChIMICO

Il D. Lgs. 81/2008 al Titolo IX Capo I, definisce i requisiti minimi per la protezione dei lavoratori contro i rischi per la salute che derivano, o

07 08 09 10 11

Il 69% delle Aziende ha effettuato la Valutazione del rischio chimico

12 13 14 15 16 17

possono derivare, dagli effetti di agenti chimici presenti sul luogo di lavoro o come risultato di ogni attività lavorativa che comporti la presenza di agenti chimici.

18 19 20 21 22 23 24

SETTORE

25 0% 10

20

30

Non indicato Non applicabile

40

50

60

70

80

90 100

Valutazione non effettuata Valutazione effettuata

Figura 27: Distribuzione effettuazione valutazione vibrazioni per settore

I DATI - Capitolo 5 - La sicurezza

65


SETTORE 01 Information Technology

3

-

6

-

02 Industria della Ceramica

10

-

-

-

03 Sanità

4

1

-

-

04 Farmaceutica e Biomedicali

7

-

1

-

05 Tessile Abbigliamento

2

1

1

-

06 Distribuzione

2

-

2

-

07 Consulenza Attività Prof. Formaz.

5

-

12

-

08 Legno, Arredo Nautica

1

-

1

-

09 Comunicazioni

3

-

-

-

10 Energia

13

1

3

-

11 Industria del Turismo

2

3

1

-

12 Meccanica

27

2

4

2

13 Alimentare

14

1

3

-

14 Editoria Informaz. Audiovisivo

1

-

-

-

15 Carta Stampa e Cartotecnica

9

-

3

-

16 Attività Estrattive

6

-

-

-

17 Servizi Ambientali

8

-

3

-

18 Sicurezza

1

-

1

-

19 Elettronica ed Elettrotecnica

5% 69%

Valutazione effettuata Valutazione non effettuata Non applicabile Non indicato

Figura 28: Distribuzione effettuazione valutazione rischio chimico

01

10

-

2

-

20 Finanza, Credito, Assic., Immob.

-

-

3

-

02

21 Chimica, Gomma e Mat. Plastiche

30

-

2

-

03

22 Infrastrutture

2

-

4

-

04

23 Trasporto e Logistica

6

1

6

-

05

24 Progettazione, Materiali e Impianti

7

-

5

-

25 Edilizia

18

4

7

2

06

TOTALE

191

14

70

4

Valutazione effettuata Valutazione non effettuata

Non applicabile Non indicato

Tabella 38: Valutazione rischio chimico

La percentuale delle aziende che ha effettuato la valutazione del rischio chimico rispetto alle aziende partecipanti al progetto è risultata pari al 69%, con un 25% delle aziende che l’ha dichiarata non applicabile.

1%

25%

0% 10

20

30

40

50

60

0% 10

20

30

40

50

60

70

80

90 100

70

80

90 100

07 08 09 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24

SETTORE

25 Non indicato Non applicabile

Valutazione non effettuata Valutazione effettuata

Figura 29: Distribuzione effettuazione valutazione rischio chimico per settore

66


Il settore in cui è più alta la percentuale di aziende che non hanno effettuato la valutazione del rischio chimico è rappresentato dal Turismo, in cui non vengono svolte attività per le quali si rende necessario l’impiego di prodotti chimici. Si nota che il 25% delle aziende del settore Tessile e il 20% di quello della Sanità non hanno effettuato tale valutazione, dati che appaiono alti considerando che nella maggior parte di queste aziende potrebbero essere utilizzati agenti chimici pericolosi. Al contrario i settori in cui si registra una più alta percentuale di aziende che hanno effettuato la valutazione del rischio chimico sono quello della Ceramica, Comunicazioni ed Editoria con il 100% delle aziende partecipanti, seguiti dal 94% del settore Chimico.

5.5 LO STRESS LAVOROCORRELATO Il D. Lgs. 81/2008 ha introdotto, come grossa novità rispetto al precedente D. Lgs. 626/94, anche l’obbligo per il Datore di Lavoro di effettuare la valutazione del rischio connesso alle condizioni di stress legato al lavoro (cd. stress lavoro-correlato); il termine per avviare tale valutazione, a seguito di varie proroghe, decorreva dal 31 dicembre 2010. La tabella seguente riporta lo stato della valutazione del rischio legato allo stress lavorocorrelato per le aziende partecipanti:

Il 75% delle Aziende ha effettuato la Valutazione dello stress lavoro-correlato

SETTORE 01 Information Technology

8

1

-

02 Industria della Ceramica

9

1

-

03 Sanità

4

1

-

04 Farmaceutica e Biomedicali

8

-

-

05 Tessile Abbigliamento

3

-

1

06 Distribuzione

2

2

-

07 Consulenza Attività Prof. Formaz.

11

3

3

08 Legno, Arredo Nautica

2

-

-

09 Comunicazioni

3

-

-

10 Energia

14

2

1

11 Industria del Turismo

2

2

2

12 Meccanica

29

6

-

13 Alimentare

13

4

1

14 Editoria Informaz. Audiovisivo

1

-

-

15 Carta Stampa e Cartotecnica

7

5

-

16 Attività Estrattive

5

1

-

17 Servizi Ambientali

7

3

1

18 Sicurezza

2

-

-

19 Elettronica ed Elettrotecnica

12

-

-

20 Finanza, Credito, Assic., Immob.

1

2

-

21 Chimica, Gomma e Mat. Plastiche

26

4

2

22 Infrastrutture

6

-

-

23 Trasporto e Logistica

11

2

-

24 Progettazione, Materiali e Impianti

8

4

-

25 Edilizia

16

11

4

TOTALE

210

54

15

Valutazione effettuata Valutazione non effettuata

Non indicato

Tabella 39: Valutazione stress lavoro-correlato

6% 19%

75%

Valutazione effettuata Valutazione non effettuata Non indicato

Figura 30: Distribuzione effettuazione valutazione stress lavoro-correlato

I DATI - Capitolo 5 - La sicurezza

67


La percentuale delle aziende che hanno effettuato la valutazione dello stress lavoro-correlato è del 76%, mentre il 24% non l’ha ancora effettuata o non ha fornito risposte. 01

0% 10

20

30

40

50

60

70

80

90 100

02 03 04 05

5.6 IL CERTIFICATO DI PREVENZIONE INCENDI Il Certificato di Prevenzione Incendi (CPI) è una ”autorizzazione” rilasciata dai Vigili del Fuoco che deve essere richiesta dai titolari delle aziende nelle quali si svolgono tipologie di attività elencate nel D.M. 16/02/82. SETTORE

06 07 08 09

01 Information Technology

8

-

1

-

02 Industria della Ceramica

9

1

-

-

03 Sanità

4

-

1

-

04 Farmaceutica e Biomedicali

8

-

-

-

10

05 Tessile Abbigliamento

4

-

-

-

11

06 Distribuzione

2

1

1

-

12

07 Consulenza Attività Prof. Formaz.

4

3

10

-

13

08 Legno, Arredo Nautica

1

-

-

1

09 Comunicazioni

2

-

1

-

10 Energia

10

2

4

1

11 Industria del Turismo

3

1

1

1

12 Meccanica

26

2

5

2

13 Alimentare

17

-

1

-

18

14 Editoria Informaz. Audiovisivo

1

-

0

-

19

15 Carta Stampa e Cartotecnica

8

3

1

-

20

16 Attività Estrattive

4

1

1

-

21

17 Servizi Ambientali

5

-

4

2

18 Sicurezza

-

-

1

1

14 15 16 17

22 23 24

SETTORE

25 0% 10

20

30

40

Non indicato Valutazione non effettuata

50

60

70

80

90 100

Valutazione effettuata

Figura 31: Distribuzione esecuzione valutazione stress lavoro-correlato per settore

Nel grafico è riportata la distribuzione percentuale dei dati sulla valutazione dello stress lavoro-correlato. Le aziende che non hanno effettuato tale valutazione appartengono principalmente ai settori della Finanza, della Distribuzione e della Carta.

68

19 Elettronica ed Elettrotecnica

10

1

1

-

20 Finanza, Credito, Assic., Immob.

1

1

1

-

21 Chimica, Gomma e Mat. Plastiche

31

-

1

-

22 Infrastrutture

6

-

0

-

23 Trasporto e Logistica

11

1

1

-

24 Progettazione, Materiali e Impianti

8

-

4

-

25 Edilizia

14

3

10

4

197

20

50

12

TOTALE In corso di validità Non presente

Non applicabile Non indicato

Tabella 40: Certificato di Prevenzione Incendi – distribuzione presenza tra le aziende partecipanti

Il 71% delle aziende partecipanti ha dichiarato di essere in possesso di Certificato di Prevenzione Incendi, mentre il 7% ha dichiarato di non possederlo. Va fatto notare che la risposta positiva alla domanda presupponeva che o le aziende fossero in possesso di Certificato di Prevenzione Incendi in vigore o che avessero fatto domanda di rilascio dello stesso.


5.7 GLI INFORTUNI/INCIDENTI E LA GESTIONE DELLE EMERGENZE

4%

18% 7%

5.7.1 Gli infortuni: i dati INAIL Annualmente l’INAIL - Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli infortuni sul lavoro redige un Rapporto contenente i dati riguardanti gli infortuni sul lavoro. Di seguito vengono riportati i dati a livello nazionale relativi agli infortuni per il settore “Industria, Commercio e Servizi”, cui appartengono le aziende partecipanti al progetto (dati estratti dalla Banca Dati INAIL).

71%

In corso di validità Non presente Non applicabile Non indicato

Figura 32: Distribuzione presenza CPI

01

0% 10

20

30

40

50

60

70

INFORTUNI TOTALI ITALIA 80

90 100

Infortuni

02

Infortuni

03

denunciati

2009

Variazione % 2010 (2007-2010)

2007

2008

825.974

790.279

705.181 692.795

-16,1%

560.528

532.355

468.568 459.543

-18,0%

Infortuni

04

indennizzati

05

Tabella 41: Infortuni denunciati e indennizzati dall’INAIL in Italia nel settore Industria Commercio e Servizi

06 07

1.000.000

08

800.000

09 10

600.000

11

400.000

12

200.000

13

0

14 15

2007

2008 Infortuni denunciati

16

2009

2010

Infortuni indennizzati

Figura 34: Andamento degli infortuni in Italia (comparto Industria, Commercio e Servizi)

17 18

Dai dati sopra riportati emerge che sia gli infortuni denunciati che quelli indennizzati dall’INAIL risultano complessivamente in calo negli ultimi 4 anni (rispettivamente – 16,1% e -18,0% rispetto al 2007 e -1,8% e -3,4% rispetto al 2009).

19 20 21 22 23 24

SETTORE

25 0% 10

20

30

Non indicato Non applicabile

40

50

60

70

80

Non presente In corso di validità

90 100

Il 71% delle Aziende effettua prove di evacuazione

Figura 33: Distribuzione percentuale presenza CPI

I DATI - Capitolo 5 - La sicurezza

69


INFORTUNI TOTALI LAZIO Infortuni

2007

2008

2009

Variazione % 2010 (2007-2010)

52.900

52.657

50.379

50.021

Infortuni denunciati

-5,4%

Infortuni indennizzati

36.477

36.261

34.983

33.772

-7,4%

Tabella 42: Infortuni denunciati e indennizzati dall’INAIL nel Lazio nel settore Industria Commercio e Servizi

Dalla tabella precedente emerge che anche nel Lazio gli infortuni denunciati e indennizzati dall’INAIL risultano complessivamente in calo negli ultimi 4 anni (rispettivamente – 5,4% e -7,4% rispetto al 2007 e -0,7% e -3,5% rispetto al 2009). Analizzando l’andamento degli infortuni mortali si rileva come anch’essi siano diminuiti negli ultimi quattro anni; il trend che risulta è negativo, con una diminuzione degli infortuni mortali denunciati del 24,4% rispetto al 2007 e del 9,4% rispetto al 2009 e di quelli indennizzati del 25,3% rispetto al 2007 e del 6,4% rispetto al 2009. Variazione % 2010 (2007-2010)

2007

2008

2009

1088

979

907

822

-24,4%

1062

932

847

793

-25,3%

Infortuni denunciati Infortuni indennizzati

INFORTUNI TOTALI PROVINCIA DI FROSINONE Gestione denunciati indennizzati

Gestione denunciati

94

78

92

87

-7,4%

84

68

85

79

-6,0%

Infortuni denunciati Infortuni indennizzati

3.949

-18,6%

3.255

3.171

2.766

2.511

-22,9%

Variazione % 2010 (2007-2010)

2007

2008

2009

4.342

4.501

4.040

3.514

-19,1%

indennizzati

3.355

3.344

3.046

2.705

-19,4%

Tabella 46: Infortuni denunciati e indennizzati dall’INAIL nella provincia di Latina

INFORTUNI TOTALI PROVINCIA DI RIETI Variazione % 2010 (2007-2010)

2007

2008

2009

1.288

1.250

1.208

1.235

-4,1%

890

846

838

844

-5,2%

Infortuni denunciati Infortuni indennizzati

Tabella 47: Infortuni denunciati e indennizzati dall’INAIL nella provincia di Rieti

INFORTUNI TOTALI PROVINCIA DI ROMA Gestione denunciati indennizzati

2007

2008

2009

Variazione % 2010 (2007-2010)

40.267

40.210

39.033

39.427

-2,1%

27.366

27.285

26.836

26.246

-4,1%

Tabella 48: Infortuni denunciati e indennizzati dall’INAIL nella provincia di Roma

INFORTUNI TOTALI PROVINCIA DI VITERBO

Tabella 44: Infortuni mortali denunciati e indennizzati dall’INAIL nel Lazio nel settore Industria Commercio e Servizi

Per quanto riguarda le province oggetto del presente Rapporto, come si può osservare dalle tabelle sotto riportate, è emerso come gli infor-

70

4.186

Infortuni

INFORTUNI MORTALI LAZIO Variazione % 2010 (2007-2010)

4.625

Infortuni

Infortuni

2009

4.849

INFORTUNI TOTALI PROVINCIA DI LATINA

Infortuni

2008

2009

Tabella 45: Infortuni denunciati e indennizzati dall’INAIL nella provincia di Frosinone

Nella tabella successiva si riportano le statistiche relative agli infortuni mortali accaduti nel Lazio.

2007

2008

Infortuni

Tabella 43: Infortuni mortali denunciati e indennizzati dall’INAIL in Italia nel settore Industria Commercio e Servizi

Infortuni

Variazione % 2010 (2007-2010)

2007

Infortuni

Gestione

INFORTUNI MORTALI ITALIA Infortuni

tuni denunciati e indennizzati siano tendenzialmente in calo negli ultimi anni, anche se con intensità diverse da una provincia all’altra.

Gestione

Variazione % 2010 (2007-2010)

2007

2008

2009

2.154

2.071

1.912

1.896

-12,0%

1.611

1.615

1.497

1.466

-9,0%

Infortuni denunciati Infortuni indennizzati

Tabella 49: Infortuni denunciati e indennizzati dall’INAIL nella provincia di Viterbo


Dalla tabella seguente emerge chiaramente come gli infortuni indennizzati dall’INAIL siano numericamente nettamente inferiori a quelli denunciati (percentuali medie negli ultimi 4 anni dal 66, 3% al 77,1%). INFORTUNI INDENNIZZATI SU INFORTUNI DENUNCIATI Provincia

2007

2008

2009

2010 Media 4 anni

Frosinone

67,1%

68,6%

66,1% 63,6%

66,3%

Latina

77,3%

74,3%

75,4% 77,0%

76,0%

Rieti

69,1%

67,7%

69,4% 68,3%

68,6%

Roma

68,0%

67,9%

68,8% 66,6%

67,8%

Viterbo

74,8%

78,0%

78,3% 77,3%

77,1%

Italia

67,9%

67,4%

67,5% 66,3%

67,3%

Tabella 50: Percentuale di infortuni indennizzati su infortuni denunciati

INFORTUNI MORTALI PROVINCIA DI RIETI Gestione denunciati

Gestione

Variazione % 2010 (2007-2010)

2007

2008

2009

16

13

13

14

-12,5%

14

11

13

11

-21,4%

Infortuni denunciati Infortuni indennizzati

Tabella 51: Infortuni mortali denunciati e indennizzati dall’INAIL nella provincia di Frosinone

INFORTUNI MORTALI PROVINCIA DI LATINA Gestione

Variazione % 2010 (2007-2010)

2007

2008

2009

7

5

13

12

71,4%

6

3

12

12

100%

Infortuni denunciati Infortuni indennizzati

Tabella 52: Infortuni mortali denunciati e indennizzati dall’INAIL nella provincia di Latina

I DATI - Capitolo 5 - La sicurezza

2009

3

1

5

1

-66,7%

3

1

5

1

-66,7%

Infortuni indennizzati

Tabella 53: Infortuni mortali denunciati e indennizzati dall’INAIL nella provincia di Rieti

INFORTUNI MORTALI PROVINCIA DI ROMA Gestione

Variazione % 2010 (2007-2010)

2007

2008

2009

64

49

56

51

-20,3%

58

45

50

47

-19,0%

Infortuni denunciati Infortuni Tabella 54: Infortuni mortali denunciati e indennizzati dall’INAIL nella provincia di Roma

INFORTUNI MORTALI PROVINCIA DI VITERBO Gestione

Variazione % 2010 (2007-2010)

2007

2008

2009

4

10

5

9

125,0%

3

8

5

8

166,7%

Infortuni denunciati Infortuni indennizzati

INFORTUNI MORTALI PROVINCIA DI FROSINONE

2008

Infortuni

indennizzati

Nelle tabelle successive sono riportati gli infortuni mortali nelle province in esame; tali eventi sono in diminuzione, fatta eccezione per la provincia di Viterbo, dove si è avuto negli ultimi quattro anni un andamento abbastanza altalenante e il valore del 2010 è in aumento sia rispetto al 2007 sia all’anno precedente.

Variazione % 2010 (2007-2010)

2007

Tabella 55: Infortuni mortali denunciati e indennizzati dall’INAIL nella provincia di Viterbo

5.7.2 Analisi dei dati forniti dalle aziende Nel questionario si è deciso di non richiedere alle aziende informazioni specifiche relativamente agli infortuni (numero, tipologie e cause di infortunio prevalente, ore perse per infortunio, ecc.), ma solo informazioni circa la gestione dei quasi incidenti. Infatti, la crescente sensibilità alla tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori ha spinto una serie di aziende ad intraprendere un percorso di prevenzione degli infortuni attuato nello specifico con la registrazione dei “quasi incidenti”. Inoltre il Legislatore ha recentemente indicato nel D. Lgs 81/2008 i Sistemi di Gestione della Sicurezza quali strumenti idonei alla gestione di tali problematiche contribuendo alla loro diffusione.

71


Si riportano di seguito le definizioni di infortunio, incidente e mancato incidente. Infortunio: evento fortuito avvenuto in occasione di lavoro che abbia provocato una lesione fisica o psichica (UNI 7249:2007) Incidente: evento collegato all’attività lavorativa che ha o avrebbe potuto portare a lesioni, morte o a una malattia professionale (OHSAS 18001:2007) Quasi incidente: evento straordinario che avrebbe potuto trasformarsi in incidente

60%

37% 3%

Gestione quasi incidenti

SETTORE 3

6

-

02 Industria della Ceramica

1

9

-

03 Sanità

-

4

1

04 Farmaceutica e Biomedicali

6

2

-

05 Tessile Abbigliamento

-

4

-

06 Distribuzione

-

4

-

10

7

-

08 Legno, Arredo Nautica

-

1

1

09 Comunicazioni

-

3

-

11

5

1

07 Consulenza Attività Prof. Formaz.

10 Energia

-

5

1

12 Meccanica

10

23

2

13 Alimentare

5

13

-

14 Editoria Informaz. Audiovisivo

-

1

-

15 Carta Stampa e Cartotecnica

3

8

1

16 Attività Estrattive

2

4

-

17 Servizi Ambientali

4

7

-

18 Sicurezza

1

1

-

19 Elettronica ed Elettrotecnica

6

6

-

20 Finanza, Credito, Assic., Immob.

-

3

-

21 Chimica, Gomma e Mat. Plastiche

21

11

-

22 Infrastrutture

3

3

-

23 Trasporto e Logistica

6

7

-

24 Progettazione, Materiali e Impianti

6

6

-

25 Edilizia

5

25

1

103

168

8

11 Industria del Turismo

Gestione dei quasi incidenti Nessuna gestione dei quasi incidenti

Non indicato

Figura 35: Segnalazione quasi incidenti – distribuzione percentuale

01 Information Technology

TOTALE

Nessuna gestione dei quasi incidenti

La segnalazione dei quasi incidenti, come si nota dal grafico, non è diffusa in modo ampio, in quanto solamente 103 aziende (pari al 37% del campione) gestiscono tali eventi, cioè provvedono alla loro registrazione e investigazione. Va segnalato che nel settore Farmaceutico, Chimico ed Energia la percentuale delle aziende che gestisce tali eventi raggiunge il 65%, mentre in alcuni settori non si ha nessuna azienda che gestisce tali eventi. Nel grafico seguente si riporta la suddivisione della gestione dei quasi incidenti tra aziende certificate OHSAS 18001, che prevede esplicitamente tale prassi, e aziende non certificate.

73%

27%

Non indicato

Tabella 56: Segnalazione quasi incidenti per settore

Gestione quasi incidenti (aziende non certificate OHSAS 18001) Gestione quasi incidenti (aziende certificate OHSAS 18001)

Figura 36: Segnalazione quasi incidenti – distribuzione tra aziende certificate OHSAS 18001 e non certificate

72


Come si nota il 73% delle aziende che ha dichiarato di gestire i quasi incidenti non risulta certificata OHSAS 18001. La gestione dei quasi incidenti coincide con un importante cambiamento nell’atteggiamento culturale da parte delle aziende e del personale, volto ad analizzare e comprendere le reali cause, i fattori personali, lavorativi o esterni, che hanno condotto al quasi incidente noto anche come la “parte sommersa dell’iceberg”. A tal riguardo si riportano gli esiti di due studi statunitensi estratti dal Progetto Observer (Sistemi di raccolta ed analisi dei “quasi incidenti” - Convegno del giugno 2008 a cura di Federchimica e ISPESL-DIPIA Dipartimento Installazioni di Produzione ed Insediamenti Antropici). Distribuzioni quantitative degli eventi, a differente gravità, in due studi statunitensi Totale casi = 330

1

Totale casi = 534

1

Incidenti mortali

3 29

Incidenti a minore gravità

300

Quasi incidenti

50 80

SETTORE 01 Information Technology

7

2

-

02 Industria della Ceramica

6

4

-

03 Sanità

4

1

-

04 Farmaceutica e Biomedicali

7

-

1

05 Tessile Abbigliamento

3

1

-

06 Distribuzione

1

3

-

07 Consulenza Attività Prof. Formaz.

11

6

-

08 Legno, Arredo Nautica

2

-

-

09 Comunicazioni

3

-

-

10 Energia

14

1

2

11 Industria del Turismo

2

1

3

12 Meccanica

25

8

2

13 Alimentare

17

1

-

14 Editoria Informaz. Audiovisivo

1

-

-

15 Carta Stampa e Cartotecnica

10

2

-

16 Attività Estrattive

4

2

-

17 Servizi Ambientali

7

2

2

18 Sicurezza

2

-

-

19 Elettronica ed Elettrotecnica

12

-

-

20 Finanza, Credito, Assic., Immob.

2

1

-

21 Chimica, Gomma e Mat. Plastiche

27

1

4

22 Infrastrutture

5

1

-

23 Trasporto e Logistica

9

4

-

24 Progettazione, Materiali e Impianti

9

2

1

25 Edilizia

9

18

4

199

62

18

TOTALE Effettuazione prove di evacuazione Mancata effettuazione prove di evacuazione

Non indicato

400 Triangolo di Heinrich (1950)

Triangolo di Tye e Pearson (1974/75)

Tabella 57: Effettuazione prove di evacuazione per settore

Figura 37: Triangoli di Heinrich e Tye e Pearson

22%

5.8

PROVE DI EVACUAZIONE

Nel questionario sono state chieste alle aziende informazioni circa l’effettuazione delle prove di evacuazione del personale dagli ambienti di lavoro; nella tabella successiva sono riportati i risultati ottenuti:

7%

71%

SI NO Non indicato

Figura 38: Prove di evacuazione

Come si nota il 71% delle aziende effettua con regolarità le prove di evacuazione, mentre il 22% ha dichiarato di non effettuarle.

I DATI - Capitolo 5 - La sicurezza

73


Scelte aziendali in materia di ambiente e salute e sicurezza

74


PARTE I - Capitolo 1 - L’Associazione e le strategie

75


Nel questionario sono state chieste informazioni alle aziende partecipanti circa le strategie attivate per incidere sulla gestione ambientale e della sicurezza. I risultati ottenuti hanno messo in evidenza che da un lato tali strategie sono relative a interventi tecnico/impiantistici e dall’altro ad aspetti organizzativo/gestionali. I primi sono rappresentati principalmente da: • potenziamento impianti di abbattimento scarichi idrici ed emissioni in atmosfera; • installazione di impianti fotovoltaici; • rinnovo parco auto aziendale; • acquisto di nuove attrezzature meno energivore e/o a minor impatto ambientale; • riduzione dei consumi energetici, idrici, ecc. • aggiornamento impianti antincendio; • impianti rilevazione gas; • rifacimento aree stoccaggio rifiuti • eliminazione coperture cemento-amianto

76

Per quanto riguarda gli interventi di tipo organizzativo/gestionale, essi sono stati mirati principalmente all’implementazione di Sistemi di Gestione Ambientali e/o della Salute e Sicurezza dei Lavoratori e il conseguente ottenimento della certificazione secondo le rispettive norme, alla organizzazione di campagne di sensibilizzazione interne/esterne all’organizzazione e all’attività di informazione/formazione del personale.


7.1 INTRODUZIONE Confindustria Frosinone, consapevole dell’indispensabile ruolo che la scuola ricopre all’interno di una società oggi sempre più complessa e ricca di contaminazioni di un mondo internazionalizzato, già da alcuni anni ha instaurato, attraverso la Commissione Ambiente e Sicurezza sia con singole realtà scolastiche del territorio provinciale che con l’Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio – Ufficio XI Ambito Territoriale per la Provincia di Frosinone, un proficuo percorso di collaborazione su tematiche diverse e con approcci poliedrici: incontri, visite, collaborazioni, stage, convegni, concorsi e così via, per promuovere nelle scuole iniziative di sensibilizzazione, educazione e formazione. La rappresentanza permanente del mondo della scuola all’interno della Commissione Ambiente e Sicurezza di Confindustria Frosinone è l’esplicita e ulteriore dimostrazione della convinzione che solo operando in modo congiunto e condiviso con i singoli attori del territorio è possibile produrre e creare cambiamento. Le peculiarità del mondo della scuola, la delicatezza negli interventi da proporre, la difficoltà di operare in una realtà complessa hanno spinto e spingono Confindustria Frosinone, ad avvicinarsi alle giovani generazioni con proposte concrete, definite e sempre condivise con i dirigenti scolastici, i docenti e il personale delle istituzioni scolastiche del territorio. La cospicua e crescente partecipazione del mondo scolastico all’indagine raccolta in questo volume, mostra la viva esigenza di rendere partecipi tutti della realtà in cui la scuola del territorio si trova a operare. La presenza in questo Rapporto dei dati raccolti da numerose istituzioni scolastiche dell’intero territorio provinciale, vuole rappresentare innanzitutto la viva convinzione che le problematiche, le difficoltà, i rischi o i punti di forza presenti all’interno di

una sede scolastica, non sono dissimili da quelli di un’attività produttiva, intesa quale luogo di lavoro da migliorare, adeguare e mantenere secondo le indicazioni normative del nostro Stato.

7.2 IL CAMPIONE Nella presente edizione del Rapporto, riprendendo quanto già fatto da Confindustria Frosinone negli scorsi anni, sono stati coinvolti numerosi Circoli Didattici (scuola dell’infanzia e scuola primaria)1, Istituti comprensivi (infanzia, primaria e secondaria di I grado)2, Scuole Secondarie di I grado (scuole medie), Scuole Secondarie di II grado3 e l’U.S.R. per il Lazio – Ufficio XI Ambito Territoriale per la Provincia di Frosinone. Gli Istituti scolastici sono distribuiti come segue4: Note: (1) Coefficienti utilizzati per l’inventario delle emissioni di CO2 nell’inventario nazionale UNFCCC (media dei valori anni 2005-2007). - (2) Coefficienti utilizzati per l’inventario delle emissioni di CO2 nell’inventario nazionale UNFCCC (media dei valori anni 2005-2007) - (3) Coefficienti utilizzati per l’inventario delle emissioni di CO2 nell’inventario nazionale UNFCCC (media dei valori anni 2005-2007) - (4) Coefficienti utilizzati per l’inventario delle emissioni di CO2 nell’inventario nazionale UNFCCC (media dei valori anni 2005-2007)

2%

30%

35% 21% 12%

Direzione Didattiche Istituti Comprensivi Scuole secondarie di I° grado

Scuole secondarie di II° grado Convitti

Figura 39: Suddivisione degli Istituti scolastici partecipanti al progetto

Le 66 istituzioni scolastiche che hanno risposto al progetto sostenuto da Unindustria, attraverso la compilazione del questionario proposto, rappresentano ben il 59% delle scuole statali presenti sul territorio provinciale, come dettagliato nel grafico seguente:

I DATI - Capitolo 6 - Scelte aziendali in materia di ambiente e salute e sicurezza

77


Le scuole: l’esperienza di Confindustria Frosinone 7.1 7.2 7.3 7.4 7.5 7.6 7.7 7.7.1 7.7.2 7.8 7.8.1 7.8.2 7.8.3 7.8.4 7.8.5 7.9 7.9.1 7.9.2 7.9.3 7.10 7.11 7.11.1 7.11.2 7.12

78

Introduzione Il campione Gli investimenti e le spese La formazione Le certificazioni Le visite delle Autorità di Controllo I dati di input Approvvigionamento idrico Consumi energetici I dati di output Gli scarichi idrici Le emissioni in atmosfera I rifiuti L’impatto acustico Gli aspetti ambientali Le valutazioni dei rischi Il rischio rumore Le vibrazioni Il rischio chimico Il Certificato di Prevenzione Incendi Le figure della sicurezza Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione - RSPP Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza - RLS I quasi incidenti

pg. pg. pg. pg. pg. pg. pg. pg. pg. pg. pg. pg. pg. pg. pg. pg. pg. pg. pg. pg. pg. pg. pg. pg.

80 80 81 82 82 83 83 83 84 85 85 85 85 86 86 87 87 87 87 87 88 88 88 89


PARTE I - Capitolo 1 - L’Associazione e le strategie

79


7.1 INTRODUZIONE Confindustria Frosinone, consapevole dell’indispensabile ruolo che la scuola ricopre all’interno di una società oggi sempre più complessa e ricca di contaminazioni di un mondo internazionalizzato, già da alcuni anni ha instaurato, attraverso la Commissione Ambiente e Sicurezza sia con singole realtà scolastiche del territorio provinciale che con l’Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio – Ufficio XI Ambito Territoriale per la Provincia di Frosinone, un proficuo percorso di collaborazione su tematiche diverse e con approcci poliedrici: incontri, visite, collaborazioni, stage, convegni, concorsi e così via, per promuovere nelle scuole iniziative di sensibilizzazione, educazione e formazione. La rappresentanza permanente del mondo della scuola all’interno della Commissione Ambiente e Sicurezza di Confindustria Frosinone è l’esplicita e ulteriore dimostrazione della convinzione che solo operando in modo congiunto e condiviso con i singoli attori del territorio è possibile produrre e creare cambiamento. Le peculiarità del mondo della scuola, la delicatezza negli interventi da proporre, la difficoltà di operare in una realtà complessa hanno spinto e spingono Confindustria Frosinone, ad avvicinarsi alle giovani generazioni con proposte concrete, definite e sempre condivise con i dirigenti scolastici, i docenti e il personale delle istituzioni scolastiche del territorio. La cospicua e crescente partecipazione del mondo scolastico all’indagine raccolta in questo volume, mostra la viva esigenza di rendere partecipi tutti della realtà in cui la scuola del territorio si trova a operare. La presenza in questo Rapporto dei dati raccolti da numerose istituzioni scolastiche dell’intero territorio provinciale, vuole rappresentare innanzitutto la viva convinzione che le problematiche, le difficoltà, i rischi o i punti di forza presenti all’interno di

80

una sede scolastica, non sono dissimili da quelli di un’attività produttiva, intesa quale luogo di lavoro da migliorare, adeguare e mantenere secondo le indicazioni normative del nostro Stato.

7.2 IL CAMPIONE Nella presente edizione del Rapporto, riprendendo quanto già fatto da Confindustria Frosinone negli scorsi anni, sono stati coinvolti numerosi Circoli Didattici (scuola dell’infanzia e scuola primaria)1, Istituti comprensivi (infanzia, primaria e secondaria di I grado)2, Scuole Secondarie di I grado (scuole medie), Scuole Secondarie di II grado3 e l’U.S.R. per il Lazio – Ufficio XI Ambito Territoriale per la Provincia di Frosinone. Gli Istituti scolastici sono distribuiti come segue4: Note: (1) La scuola primaria (ex scuola elementare) è articolata in un primo anno teso al raggiungimento delle strumentalità di base e in due periodi didattici biennali. Insieme alla scuola secondaria di I grado costituisce il primo ciclo d’istruzione (L. 28.03.2003, N. 53) (da fonte MIUR). - (2) La scuola secondaria di I grado (ex scuola media) si articola in un biennio e in un terzo anno che completa prioritariamente il percorso disciplinare (L. 28.03.2003, N. 53, art. 2, co. F). Insieme alla scuola primaria costituisce il primo ciclo d’istruzione; assicura, altresì, l’orientamento ed il raccordo con il secondo ciclo d’istruzione (da fonte MIUR). - (3) La scuola secondaria di II grado è attualmente costituita dai licei (artistico, classico, scientifico e socio-psicopedagogico), dagli Istituti tecnici e dagli Istituti Professionali (da fonte MIUR). - (4) Le elaborazioni relative agli istituti scolastici di questo paragrafo non comprendono l’U.S.R. per il Lazio – Ufficio XI Ambito Territoriale per la Provincia di Frosinone, che però viene considerato nei paragrafi successivi.

2%

30%

35% 21% 12%

Direzione Didattiche Istituti Comprensivi Scuole secondarie di I° grado

Scuole secondarie di II° grado Convitti

Figura 39: Suddivisione degli Istituti scolastici partecipanti al progetto

Le 66 istituzioni scolastiche che hanno risposto al progetto sostenuto da Unindustria, attraverso la compilazione del questionario proposto,


rappresentano ben il 59% delle scuole statali presenti sul territorio provinciale, come dettagliato nel grafico seguente: 100% 80%

SCUOLE 12 Vigili del Fuoco Arpa Lazio Polizia Provinciale ASL

2

-

20

6

31

14

Altro No visite Non indicato

23 77

60%

47 58

40%

Tabella 58: Distribuzione scuole partecipanti al progetto nel territorio della provincia di Frosinone

38 62

50

53

50

42

20% 0% Direzioni Istituti Scuole didattiche comprensivi secondarie 1 grado Scuole non partecipanti

Scuole secondarie 2 grado

Convitti

Seguono le risultanze più rappresentative emerse dall’analisi dei dati ottenuti.

66 Istituzioni Scolastiche della Provincia di Frosinone partecipanti = 59% di scuole presenti sul territorio provinciale

Scuole partecipanti

Figura 40: Percentuale di partecipazione delle scuole per tipologia di Istituto

Il numero degli studenti delle scuole coinvolte nell’indagine è pari al 49% della totalità della popolazione studentesca del territorio provinciale, nella misura indicata nel grafico che segue.

24 Comuni della Provincia di Frosinone rappresentati dalle scuole partecipanti

100%

7.3 GLI INVESTIMENTI E LE SPESE

80%

47

52

52

53

51

48

48

49

Scuole dell’infanzia

Scuola Primaria

Scuola secondaria 1 grado

Scuola secondaria 2 grado

60% 40% 20% 0%

Studenti non partecipanti

Studenti partecipanti

Figura 41: Percentuale di partecipazione degli studenti per tipologia di Istituto

Come si evince dalla tabella sottostante, le istituzioni scolastiche partecipanti rappresentano largamente il territorio provinciale e in ben dodici comuni su ventiquattro le scuole partecipanti rappresentano il 100% del totale delle istituzioni scolastiche presenti.

Agli Istituti Scolastici sono state chieste informazioni sugli investimenti e sulle spese sostenute in ambito di ambiente e sicurezza. Dall’esame dei dati ottenuti risulta che gli investimenti in materia ambientale sono stati effettuati solamente da un Istituto per l’installazione di pannelli fotovoltaici, mentre in materia di salute e sicurezza gli investimenti sono stati compiuti da 13 Istituti, pari al 19% del campione. Per quanto riguarda le spese, invece, la maggior parte degli istituti coinvolti dedica più risorse alla sicurezza che all’ambiente (66%); tali dati risultano senz’altro rappresentativi in quanto hanno fornito informazioni al riguardo il 70% degli Istituti partecipanti al progetto.

I DATI - Capitolo 7 - Le scuole: l’esperienza di Confindustria Frosinone

81


3% 30% 54%

1% 66%

Maggiori spese ambiente Maggiori spese sicurezza

Spese equidistribuite Non indicato

Figura 42: Suddivisione percentuale spese

46%

Non indicato Formazione erogata

Figura 44: Suddivisione percentuale scuole che hanno erogato formazione in materia di ambientee sicurezza/non indicato

7.4 LA FORMAZIONE Relativamente alla formazione sono state indicate un numero medio di 428 ore di formazione, di cui 304 in materia di ambiente e sicurezza, dato congruente con quanto rilevato da Confindustria Frosinone negli scorsi anni. Di seguito si riporta graficamente la suddivisione percentuale delle scuole che hanno erogato corsi di formazione ai propri dipendenti.

63%

37%

Non indicato Formazione erogata

Figura 43: Suddivisione percentuale scuole che hanno erogato formazione/ non indicato

Nel grafico seguente è riportata la percentuale delle scuole che hanno erogato corsi di formazione ai propri dipendenti relativamente alle tematiche di ambiente e sicurezza.

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Il 54% delle scuole eroga formazione in materia di ambiente e sicurezza 7.5 LE CERTIFICAZIONI Tra gli Istituti coinvolti nel progetto, 4 (pari al 6% del campione in esame) possiedono un Sistema di Gestione della Qualità certificato in conformità con la norma UNI EN ISO 9001. Si segnala, inoltre, che 13 Istituti, corrispondenti al 19% delle scuole partecipanti, hanno realizzato l’autovalutazione d’Istituto, per poter monitorare e verificare le azioni ed i percorsi intrapresi ed il livello di soddisfazione delle aspettative e delle attese di tutte le componenti scolastiche. La scelta accurata dei metodi d’indagine, l’applicazione di strumenti di analisi idonei, l’applicazione di criteri di verifica condivisi, la capacità di coinvolgimento di tutti gli operatori scolastici (Dirigenti scolastici, docenti, studenti, famiglie degli studenti, personale amministrativo ed ausiliario) permettono all’Istituzione scolastica di effettuare riflessioni attente sull’intera organizzazione dell’offerta formativa


e didattica della scuola, al fine di ottenere un continuo miglioramento. L’autovalutazione d’Istituto possiede altresì una forte valenza didattica perché, monitorando tutte le azioni intraprese, la scuola verifica anche l’efficienza e l’efficacia del suo operare, attraverso l’individuazione di eventuali carenze ed inadeguatezze, al fine di apportare le necessarie modifiche per una più valida offerta formativa.

7.6 LE VISITE DELLE AUTORITà DI CONTROLLO

14%

16%

2% 24% 37%

Vigili del Fuoco Arpa Lazio

7%

ASL Altro

No visite Non indicato

Figura 45: Suddivisione percentuale visite Autorità di Controllo

Anche per le scuole si sono chieste informazioni riguardanti le visite ispettive da parte di Enti di Controllo; tra le scuole partecipanti, quaranta di esse, pari al 33%, hanno indicato di aver ricevuto visite da parte degli Enti di controllo nel corso del 2010, in particolare delle ASL e dei Vigili del Fuoco, il 46% dichiara di non aver avuto visite da Enti esterni, mentre il restante 21% non ha dato indicazioni in merito. Nella tabella successiva si riporta il dettaglio dei risultati ottenuti.

7.7 I DATI DI INPUT 7.7.1 Approvvigionamento idrico Per quanto concerne l’approvvigionamento idrico il 97% delle scuole si approvvigiona unicamente da acquedotto, l’1,5% si approvvigiona anche da pozzo e l’1,5% non ha fornito indicazioni. 1,5% 1,5%

SCUOLE 12 Vigili del Fuoco Arpa Lazio Polizia Provinciale ASL

2

-

20

6

31

14

97,0%

Altro No visite Non indicato

Tabella 58: Dati sulle visite nelle scuole da parte di Enti di Controllo

Acquedotto Acquedotto + pozzo Non indicato

Figura 46: Suddivisione percentuale delle fonti di approvvigionamento idrico delle scuole

Il 19% degli Istituti effettua autoproduzione di energia elettrica

I DATI - Capitolo 7 - Le scuole: l’esperienza di Confindustria Frosinone

83


7.7.2 Consumi energetici È stato richiesto agli istituti scolastici di indicare in percentuale da quali fonti viene fatto l’approvvigionamento energetico, distinguendo tra energia elettrica, metano, gasolio e GPL e se venga effettuata autoproduzione di energia elettrica, differenziando ulteriormente tra fonti rinnovabili o tradizionali. I dati di consumi sono stati forniti da 53 istituti, pari al 79% del campione, come evidenziato dalla figura seguente.

81% 13% 4% 2%

Autoproduzione da fonti rinnovabili Autoproduzione da fonti miste Autoproduzione da fonti tradizionali No autoproduzione

Figura 48: Suddivisione percentuale autoproduzione energia elettrica

79%

21%

Dati riportati Non indicato

Infine è stato chiesto alle scuole se abbiano intrapreso studi di fattibilità per la riduzione dei consumi energetici o se abbiano avviato progetti per ottenere tali benefici ambientali. A tale domanda hanno risposto affermativamente 2 istituti, pari al 3% del campione, mentre il 51% delle scuole non ha fornito indicazioni. 3%

Figura 47: Suddivisione percentuale scuole che hanno riportato informazioni consumi energetici/non indicato

Per quanto riguarda i combustibili, la fonte maggiormente impiegata dalle scuole partecipanti è rappresentata dal metano (49%), seguito dal gasolio (19%) e dal GPL (4%). Per quanto concerne l’autoproduzione di energia elettrica, di seguito viene riportata la distribuzione delle scuole distinguendo in percentuale tra quelle che effettuano autoproduzione di energia da fonti rinnovabili (ad es. mediante pannelli fotovoltaici), da fonti tradizionali (ad es. tramite impianti di cogenerazione), da entrambe le fonti o che non effettuano autoproduzione di energia.

84

46%

51%

SI

NO

Non indicato

Figura 49: Suddivisione percentuale studi di fattibilità riduzione consumi energetici


7.8 I DATI DI OUTPUT

9%

7.8.1 Gli scarichi idrici I dati sugli scarichi idrici sono stati forniti dal 63% degli istituti scolastici partecipanti. Come si nota dal grafico successivo il 57% delle scuole recapita i propri scarichi idrici in fognatura, mentre un 6% effettua lo smaltimento dei propri reflui attraverso ditte specializzate.

45% 46%

Autorizzazione ordinaria Presenza di emissioni che non necessitano di autorizzazioni Non indicato

37%

Figura 51: Suddivisione percentuale tipologia autorizzazione emissioni in atmosfera

6% 57%

Scarico in fognatura Smaltimento effittuato da ditta specializzata Non indicato

Di seguito si riporta graficamente la suddivisione delle emissioni in base alla loro provenienza; in particolare si nota che ben il 65% delle stesse derivano da riscaldamento (caldaie) e il 4% da attività di laboratorio (cappe e aspirazioni localizzate su banco), mentre il 31% degli Istituti non ha fornito informazioni in merito.

Figura 50: Suddivisione percentuale scarichi idrici

31%

7.8.2 Le emissioni in atmosfera Per quanto riguarda le emissioni in atmosfera, dal grafico successivo si nota come il 9% delle scuole sia in possesso di un’autorizzazione, il 46% dichiara emissioni che non necessitano di autorizzazione, mentre il 45% delle scuole non ha fornito indicazioni.

4%

65%

Riscaldamenti ambiente di lavoro Processi in laboratorio Non indicato

Figura 52: Suddivisione percentuale provenienza emissioni

7.8.3 I rifiuti I dati relativi alla pericolosità o meno dei rifiuti sono stati forniti dal 79% degli istituti: dal grafico seguente emerge che il 98% dei rifiuti prodotti (essenzialmente carta, plastica, vetro, ecc.) è classificato come non pericoloso.

I DATI - Capitolo 7 - Le scuole: l’esperienza di Confindustria Frosinone

85


2%

98%

Pericolosi

Non pericolosi

7.8.4 L’impatto acustico Per quanto riguarda l’impatto acustico risulta che quattro scuole, pari al 6% del campione, hanno effettuato tale valutazione, l’82% non l’ha eseguita, mentre il 12% non ha fornito informazioni. Pur essendo alta la percentuale delle scuole che non hanno verificato l’impatto acustico che generano verso l’esterno, tale carenza non si ritiene problematica in quanto si può ragionevolmente ritenere che gli istituti scolastici rispettino i limiti imposti per quanto concerne l’inquinamento acustico.

Figura 53: Suddivisione percentuale classificazione rifiuti prodotti dalle scuole

79%

Smaltimento

Recupero

20%

Figura 54: Suddivisione percentuale destinazione rifiuti prodotti dalle scuole

0%

Dall’analisi dei dati emerge come la percentuale di rifiuti destinati al recupero sia piuttosto bassa (21%), anche se in aumento rispetto a quanto riscontrato nel 2009 nel progetto portato avanti da Confindustria Frosinone. Il trend crescente del recupero dei rifiuti (sostanzialmente di carta e plastica) induce Confindustria Frosinone insieme ad altri Enti del territorio a diffondere maggiormente il progetto “Differenziamoci”, che è già avviato ed attuato nei Comuni di Ceccano, Frosinone e Veroli.

86

Scarichi indrici

40%

Rifiuti

60%

Emissioni in atmosfera

80%

Aspetto non ritenuto siglificativo

Altri aspetti

100%

Contaminazione suolo / sottosuolo

21%

Consumo risorse naturali / energetiche

Nel grafico seguente è riportata la distinzione della destinazione finale dei rifiuti, dalla quale emerge che il 79% dei rifiuti prodotti è destinato allo smaltimento e solo il restante 21% al recupero.

7.8.5 Gli aspetti ambientali Alle scuole, così come per le aziende, sono state richieste informazioni relativamente a quali, tra gli aspetti ambientali legati alla attività svolta, siano ritenuti più significativi. Dai dati ottenuti emerge che gli aspetti più significativi per le scuole siano da individuarsi nelle emissioni in atmosfera, nei rifiuti e negli scarichi idrici.

Aspetto ritenuto significativo

Figura 55: Valutazione aspetti ambientali scuole partecipanti


7.9 LE VALUTAZIONI DEI RISChI 5%

7.9.1 Il rischio rumore

3% 10% 82%

6% 36% 58%

Valutazione effettuata Valutazione non effettuata

Non applicabile Non indicato

Figura 57: Distribuzione effettuazione valutazione rischio vibrazioni Valutazione effettuata Valutazione non effettuata Non indicato

Figura 56: Distribuzione effettuazione valutazione rumore interno

Dalla figura emerge che il 36% degli istituti scolastici ha effettuato la valutazione del rumore interno, il 58% non l’ha eseguita, mentre il 6% non l’ha indicato. Anche se la percentuale delle scuole che non ha effettuato tale valutazione è numericamente significativa, si ritiene, considerate le condizioni di lavoro nelle scuole, il rischio di esposizione al rumore trascurabile e comunque inferiore alle soglie ritenute significative dal D. Lgs. 81/2008 e s.m.i., cd. Testo Unico della Sicurezza. 7.9.2 Le vibrazioni Dal grafico seguente risulta che il 3% delle scuole ha effettuato la valutazione del rischio derivante da vibrazioni meccaniche, il 10% non l’ha eseguita e ben l’82% l’ha dichiarata non applicabile. Il 5% del campione non ha fornito indicazioni in merito.

Il 36% delle Scuole ha effettuato la valutazione del rischio rumore, pur essendo trascurabile il rischio di esposizione

7.9.3 Il rischio chimico Per quanto concerne il rischio chimico risulta che il 30% degli istituti scolastici ha effettuato tale valutazione, il 9% delle scuole risulta non aver effettuato la valutazione, mentre il 54% la ritiene non applicabile. 7%

30% 9%

54%

Valutazione effettuata Valutazione non effettuata Non applicabile Non indicato

Figura 58: Distribuzione effettuazione valutazione rischio chimico

7.10 IL CERTIFICATO DI PREVENZIONE INCENDI Nel grafico seguente è riportata la visualizzazione degli istituti scolastici che sono in possesso del Certificato di Prevenzione Incendi (CPI). Il 34% degli istituti sono in possesso di

I DATI - Capitolo 7 - Le scuole: l’esperienza di Confindustria Frosinone

87


CPI in corso di validità, il 58% dichiara di non possederlo, mentre l’8% non ha fornito indicazioni in merito. 8% 34% 58%

Sono state richieste anche alle scuole informazioni sulla formazione obbligatoria che il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione deve effettuare, in particolare è stato chiesto che fosse indicato se la formazione era già stata effettuata o era in corso alla data di compilazione del questionario. Dai dati ottenuti risulta che l’81% degli RSPP in carica ha completato la formazione, il 9% la sta completando, mentre nel 10% dei casi non si hanno informazioni. 9%

In corso di validità

Non presente

10%

Non indicato

Figura 59: Distribuzione presenza CPI

81%

7.11 LE FIGURE DELLA SICUREZZA 7.11.1 Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione - RSPP I dati mostrano che nel 63% delle scuole il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione è designato all’esterno della struttura (come libero professionista o come interno di un altro istituto scolastico) mentre nel restante 37% dei casi tale figura è individuata all’interno della struttura. Nel grafico seguente viene riportata schematicamente la situazione sopra descritta. 12%

SI

NO, è in corso

Non indicato

Figura 61: Distribuzione percentuale formazione RSPP nelle scuole

7.11.2 Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza - RLS Per i Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza si evidenzia che tale figura è eletta nel 94% degli istituti scolastici partecipanti. 2%

4%

25%

54%

9% 94%

Coincide con il Datore di Lavoro Interno

Esterno (di altro istituto) Esterno (libero professionista)

Figura 60: Distribuzione percentuale presenza RSPP nelle scuole

88

RLS eletto RLS non eletto Non indicato

Figura 62: Distribuzione percentuale elezione RLS nelle scuole


Sono state chieste agli istituti scolastici informazioni sulla formazione obbligatoria cui il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza ha diritto. Dai dati forniti, relativi al sottocampione di scuole che hanno fornito informazioni sulla elezione del RLS, emerge che nell’86% dei casi il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza, alla data di stesura del questionario, ha completato la formazione, nel 9% la sta completando, mentre nel 5% dei casi non si hanno informazioni.

7.12 I QUASI INCIDENTI A proposito dei quasi incidenti, si segnala che nel 21% degli istituti scolastici tali eventi vengono rilevati e gestiti, percentuale in aumento rispetto a quanto rilevato lo scorso anno (15%).

21% 70% 9%

5% 9%

86% Registrazione quasi incidenti Nessuna registrazione dei quasi incidenti

Non indicato

Figura 64: Segnalazione quasi incidenti da parte delle scuole – distribuzione percentuale

SI

NO, è in corso

Non indicato

Figura 63: Distribuzione percentuale effettuazione formazione da parte del RLS

Il 36% delle Scuole ha effettuato la valutazione del rischio rumore, pur essendo trascurabile il rischio di esposizione

I DATI - Capitolo 7 - Le scuole: l’esperienza di Confindustria Frosinone

89


90


Proposte di miglioramento Unindustria, per le prossime edizioni del “Rapporto Ambiente e Sicurezza”, intende rendere il documento uno strumento innovativo di comunicazione sociale e ambientale, capace di testimoniare le performance ed i miglioramenti del mondo industriale nel rispetto dell’ambiente e della normativa in materia di salute e sicurezza nel lavoro. A tale scopo le azioni di miglioramento individuate sono le seguenti: • anticipare la fase di avvio/raccolta dei questionari; • evidenziare con maggiore chiarezza i confini della raccolta dati; • avviare un confronto di cooperazione con la maggior parte delle parti interessate (Enti Istituzionali, Mass Media, ecc.); • predisposporre di un questionario ad hoc per le aziende con particolari peculiarità (caratura, dimensione, sedi oltre i confini regionali, nazionali ed internazionali); • migliorare il rapporto e l’integrazione con il mondo della scuola.

Rapporto Ambiente e Sicurezza - Anno 2010

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Glossario ASPETTO AMBIENTALE

Elemento delle attività o dei prodotti o dei servizi un’organizzazione che può interagire con l’ambiente

FEEM – FONDAZIONE ENI ENRICO MATTEI

Istituto di ricerca senza fini di lucro a vocazione internazionale, fondato per la conduzione di ricerche innovative nel campo dello sviluppo sostenibile. L’istituto è stato riconosciuto dal Presidente della Repubblica nell’anno 1989

ISO 9001

Norma internazionale che definisce i requisiti e la guida d’uso per l’implementazione di un sistema di gestione della qualità

ISO 14001

Norma internazionale che definisce i requisiti e la guida d’uso per l’implementazione di un sistema di gestione ambientale

OHSAS 18001

Norma internazionale che definisce i requisiti e la guida d’uso per l’implementazione di un sistema di gestione della salute e sicurezza

SA 8000

Standard sviluppato dal Social Accountability International per la realizzazione di un sistema di gestione della Responsabilità sociale, mirato al rispetto dei diritti umani e dei diritti dei lavoratori, alla tutela contro lo sfruttamento dei minori e alle garanzie di sicurezza e salubrità sul posto di lavoro

STAKEHOLDER /PARTI INTERESSATE

Tutti i soggetti che possono essere interessati alle attività di un’organizzazione (azionisti, dipendenti, clienti, fornitori, comunità locali, istituzioni, associazioni di categoria ed opinione, ecc.)

POLITICA AMBIENTE E SICUREZZA

Dichiarazione delle intenzioni e dei principi di un’azienda in relazione alla sua globale prestazione verso le tematiche di Salute, Sicurezza e Ambiente, che fornisce uno schema di riferimento per l’attività e per la definizione degli obiettivi e dei traguardi in tale campo

REGOLAMENTO EMAS

Regolamento (CE) n. 1221/2009 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 25 novembre 2009 sull’adesione volontaria delle organizzazioni a un sistema comunitario di ecogestione e audit (EMAS), che abroga il regolamento (CE) n. 761/2001 e le decisioni della Commissione 2001/681/CE e 2006/193/CE

SISTEMA DI GESTIONE

Sistema per stabilire politica e obiettivi e per conseguire tali obiettivi (ISO 9000:2005). In altre parole l’organizzazione, la pianificazione, le responsabilità, le procedure, le prassi operative, i processi e le risorse per elaborare, attuare, conseguire, riesaminare e mantenere attivo il controllo su tutte le variabili interne ed esterne

92

di


Principali Riferimenti Legislativi D. Lgs. 3 aprile 2006, n° 152 e s.m.i.

Norme in materia ambientale

Legge 26 ottobre 1995, n° 447

Legge quadro sull’inquinamento acustico

D. Lgs. 9 aprile 2008, n° 81 e s.m.i.

Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro (cd. Testo Unico della Sicurezza)

D. Lgs. 17 agosto 1999, n° 334 e s.m.i.

Modificazioni del decreto ministeriale 27 settembre 1965, concernente la determinazione delle attività soggette alle visite di prevenzione incendi.

D.M. 16 febbraio 1982

Modificazioni del decreto ministeriale 27 settembre 1965, concernente la determinazione delle attività soggette alle visite di prevenzione incendi.

D.M. 10 marzo 1998

Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell'emergenza nei luoghi di lavoro.

seguenti riferimenti legislativi, seppur abrogati, vengono riportati poiché molte delle autorizzazioni tuttora possedute dalle aziende sono state rilasciate in conformità ad essi. D. Lgs. 11 maggio 1999, n° 152 e s.m.i.

Disposizioni sulla tutela delle acque dall’inquinamento e recepimento della direttiva 91/271/CEE concernente il trattamento delle acque reflue urbane e della direttiva 91/676/CEE relativa alla protezione delle acque dall’inquinamento.

D.P.R. 24 maggio 1988, n° 203

Attuazione delle direttive CEE numeri 80/779, 82/884, 84/360, 85/203 concernenti norme in materia di qualità dell’aria, relativamente a specifici agenti inquinanti, e di inquinamento prodotto dagli impianti industriali, ai sensi dell’art. 15 della legge 16 aprile 1987, n. 183.

D.P.R. del 25 luglio 1991

Modifiche dell'atto di indirizzo e coordinamento in materia di emissioni poco significative e di attività a ridotto inquinamento atmosferico emanato con D.P.C.M. in data 21 luglio 89

D. Lgs. 5 febbraio 1997, n° 22

Attuazione delle direttive 91/156/CEE sui rifiuti, 91/689/CEE sui rifiuti pericolosi e 94/62/CEE sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio.

D.P.R. del 18 febbraio 2005, n° 59

Attuazione integrale della Direttiva 96/61/CE relativa alla prevenzione e riduzione integrata dell’inquinamento

Rapporto Ambiente e Sicurezza - Anno 2010

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Lettera del verificatore

Rapporto Ambiente e Sicurezza - Anno 2010

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Aziende 01 INFORMATION TECHNOLOGY Azienda

(totale 9) Comune

05 TESSILE ABBIGLIAMENTO Azienda

(totale 4) Comune

ESATEK S.r.l. ISED S.p.A. SO.TEL S.r.l. ENGINEERING.IT S.p.A. SOGEI S.p.A. HP ENTERPRISE SERV. ENERGY ITALIA S.r.l. HP ENTERPRISE SERV. ENERGY ITALIA S.r.l. ALMAVIVA S.p.A. SOFTLAB S.p.A.

Pignataro Inter. Roma Roma Roma Roma Pomezia Roma Roma Roma

BINET SUL LIRI S.p.A. CONTAL S.n.c. MODELCAD S.a.s. di MARCO ZULLO FORINT S.p.A.

Isola del Liri M.S.G. Campano Sora Frosinone

06 DISTRIBUZIONE Azienda

(totale 8) Comune

02 INDUSTRIA DELLA CERAMICA Azienda

(totale 10) Comune

ALIPAS S.r.l. SI.CA S.r.l. ENI TRADING & SHIPPING S.p.A. REDSTUDIO S.r.l.

Frosinone Frosinone Roma Roma

IDEAL STANDARD INDUSTRIALE S.r.l. GRUPPO SANITARI ITALIA S.p.A. SIMAS S.p.A. FORNACI D.C.B. PIERINO BRANELLA S.p.A. AREA INDUSTRIE CERAMICHE S.r.l. CEPRANO COPERTURE S.r.l. CERAMICA FLAMINIA S.p.A. VALDAMA SIAP-MAN MADE S.r.l. CERAMICA GLOBO

Roccasecca Gallese Scalo Civita Castellana Roma Anagni Ceprano Civita Castellana Civita Castellana Ferentino Castel Sant’Elia

07 CONSULENZA ATT. PROF.LI FORM. Azienda

(totale 17) Comune

03 SANITA’ Azienda

(totale 5) Comune

ELLEPI MEDICA S.r.l. LABORATORIO ANALISI CHIMICO CLINICHE E MICROBIOLOGICHE “DAVID SNC” CASA DI CURA S. ALESSANDRO S.r.l. INI S.r.l. “CITTÀ BIANCA” BIOLAB S.r.l. - LAB. ANALISI CLINICHE

Frosinone Sora Roma Veroli Veroli

CONFINDUSTRIA PERFORM S.r.l. ZETA CONSULTING S.r.l. ZETA JOB & TAX S.r.l. BUREAU VERITAS ITALIA S.p.A. MSP ITALIA S.r.l. IN.SI. S.p.A. T.S.C. S.r.l. SI-IES S.r.l. EUROPEAN SERVICES INSTIT. CONSILIA CFO S.r.l. MANPOWER S.p.A. MASTER MANAG. STUDI E RICERCA S.r.l. A.M. ENGIN. & INDUST. RESEARCH S.r.l. S.T.I. SVILUPPO TECNOLOGIE INDUSTRIALI TETRACONSULT S.r.l. SOCIETA’ DI INGEGNERIA ENI CORPORATE UNIVERSITY S.p.A. SIPAR S.r.l. SI.LA S.r.l.

Frosinone Frosinone Frosinone Roma Roma Ferentino Veroli Roma Roma Roma Roma Sora Sora Frosinone Roma Ferentino Roma

04 FARMACEUTICA E BIOMEDICALI Azienda

(totale 8) Comune

08 LEGNO ARREDO NAUTICA Azienda

(totale 2) Comune

SIGMA TAU S.p.A. BAXTER MANUFACTURING S.p.A. CONVATEC ITALIA S.r.l. JOHNSON & JOHNSON MEDICAL S.p.A. SANOFI PASTEUR MSD PATHEON ITALIA S.p.A. BRISTOL MYERS SQUIBB S.r.l. MERCK SERONO S.p.A.

Pomezia Cittaducale Roma Pomezia Roma Ferentino Anagni Roma

GRAN TOUR S.r.l. TAGLIABOSCHI S.r.l.

Paliano Frosinone

09 COMUNICAZIONI Azienda

(totale 5) Comune

SIPRA S.p.A. SIELTE S.p.A. TELESPAZIO S.p.A. WIND TELECOMUNICAZIONI S.p.A. TELECOM ITALIA S.p.A.

Roma Roma Roma Roma Roma

Rapporto Ambiente e Sicurezza - Anno 2010

97


10 ENERGIA Azienda

(totale 19) Comune

TURRIZIANI PETROLI S.r.l. SOGEF S.r.l. SERAM S.p.A. ITALGAS S.p.A. - DISTRIBUZIONE GAS ROMA TERNA S.p.A. ECOSYSTEM ITALIA S.r.l. API - ANONIMA PETROLI ITALIANA S.p.A. PULIMEC S.r.l. T.E.C. S.r.l. ENEL S.p.A. ENI ADFIN S.p.A. ENI S.p.A. - DIVISIONE CORPORATE ENI S.p.A. - DIVISIONE GAS & POWER ENI S.p.A. - DIVISIONE REFINING & MARKETING (SETTORE INDUSTRIALE) ENI S.p.A. - DIVISIONE REFINING & MARKETING SEDE ENIPOWER S.p.A. ENISERVIZI S.p.A. SNAM RETE GAS E SOCIETÀ CONTROLLATE BONOLLO ENERGIA S.p.A.

Frosinone Frosinone Fiumicino Roma Roma Isola del Liri Roma Frosinone Cittaducale Roma Roma Roma Roma

SETTORE 11 INDUSTRIA DEL TURISMO Azienda

(totale 6) Comune

HOTEL CITTÀ DEI PAPI LEPINTOURS & G.MAROCCO S.r.l. CENTRO ITALIA RISTORAZIONE S.r.l. HOTEL IL CAVALIER D’ARPINO S.r.l. HOTEL ITALIA G.A.P. S.r.l. SHERATON HOTEL & CONFERENCE CENTER

Anagni Frosinone Frosinone Arpino Fiuggi Roma

SETTORE 12 MECCANICA Azienda

(totale 35) Comune

A. Fenice Engineering S.r.l. ABB S.p.A. - ABB SACE Division COMERA S.r.l. ORI MARTIN ACCIAIERIA E FERRIERA DI BRESCIA S.p.A. EUROMETAL S.r.l. UMBERTO SELLARI S.r.l. VALEO S.p.A. ROSSI IMPIANTI S.r.l. SKF INDUSTRIE S.p.A. MES S.p.A. MONTEFERRI S.r.l.

S. Giorgio a Liri Frosinone Frosinone

98

Roma Roma Nettuno Roma Roma Anagni

Ceprano Frosinone Frosinone Ferentino Frosinone Cassino Roma Roma

LOMBARDINI S.r.l. ALDO BIANCONE S.r.l. AER SERVICES S.r.l. AGUSTAWESTLAND S.p.A. FIAT GROUP AUTOMOBILES MANUFACTURING CASSINO PLANT S.p.A. ALENIA AERONAUTICA S.p.A. ORSOGRIL S.p.A. EUROZINCO S.p.A. FENICE S.p.A. FERONE GIOVANNI ILVA S.p.A. SIDERURGICA LATINA MARTIN S.p.A. TUBI S.p.A. ADLER EVO S.r.l. ECO - LIRI S.p.A. FACCHINI SA.FER S.a.s. TECNOSYSTEM S.r.l. TUTOLO STAMPI S.r.l. ELISFERR S.r.l. COGEME SET S.p.A. IACOBUCCI A.T.S. S.r.l. LEAR CORPORATION ITALIA S.r.l. CIEM S.p.A. FRATELLI MAZZOCCHIA S.r.l.

Rieti Roma Veroli Frosinone

13 ALIMENTARE Azienda

(totale 18) Comune

POLSELLI S.p.A. IAQUONE S.r.l. CENTRALE DEL LATTE DI ROMA S.p.A. MOLINARI ITALIA S.p.A. SOCIETÀ PER AZIONI PRODUZIONE LAVORAZIONE ORZO S.A.P.L.O. LOGISTA ITALIA S.p.A. BIRRA PERONI S.p.A. CENTRO CARNI di CONTI FINALBA CORINTI & C S.a.s. DI COSIMO S.p.A. FORNI RIUNITI VALPAN S.p.A. NESTLÈ ITALIANA S.p.A. PASTIFICIO ZAFFIRI S.r.l. PONTI S.p.A. INALCA S.p.A. SA.NO. S.r.l. M.O.C.A. S.r.l. MANIFATTURE SIGARO TOSCANO S.p.A. DISTILLERIE BONOLLO S.p.A.

Arce Vicalvi Roma Civitavecchia

Pied. S. Germano Roma Monterotondo Anagni Pied. S. Germano Cassino Patrica Ceprano Cittaducale Cassino S. Giorgio a Liri Broccostella Anagni Anagni Anagni Patrica Ferentino Cassino Cassino Frosinone

Pomezia Roma Roma Viterbo Anagni Paliano Ferentino Sora Anagni Rieti Accumoli Pomezia Roma Anagni


14 EDITORIA INFORM.NE AUDIOVISIVO Azienda

(totale 1) Comune

18 SICUREZZA Azienda

(totale 3) Comune

THE SPACE CINEMA 1 S.p.A. THE SPACE CINEMA 2 S.p.A.

Roma Roma

3C S.r.l. POSTE TUTELA S.p.A. POSTE ITALIANE S.p.A.

Civitavecchia Roma Roma

19 ELETTRONICA ED ELETTROTECNICA Azienda

(totale 12) Comune

BITRON S.p.A. - Unità di Alatri S.A.R.T.E. S.p.A. SCHNEIDER ELECTRIC INDUST. ITALIA S.p.A. LTE IMPIANTI S.r.l. SELEX SISTEMI INTEGRATI S.p.A. SOLSONICA S.p.A. ERICSSON TELECOMUNICAZIONI S.p.A. SELEX ELSAG S.p.A. TECHNO SKY S.r.l. NORTHROP GRUMMAN ITALIA S.p.A. ELETTRONICA S.p.A. IACOBUCCI HF ELECTRONICS S.p.A.

Alatri Fiano Romano Rieti Roma Roma Cittaducale Roma Pomezia Roma Pomezia Roma Ferentino

15 CARTA STAMPA E CARTOTECNICA (totale 13) Azienda Comune BURGO GROUP S.p.A. CARTIERA SAN MARTINO S.p.A. WEPA LUCCA S.r.l. RENO DE MEDICI S.p.A. ALFA TUBI S.r.l. CARTIERE DI GUARCINO S.p.A. FRANCESCO PISANI & FIGLI LA MULTIGRAFICA di ANTONIO FACCI CARTIERA F.A.CERRONE S.p.A. INDEXA ITALIA 2 ARTI GRAFICHE TOFANI S.n.c. SAMA MARKETING E PRODUZIONE S.r.l. CARTOTECNICA REALI

Sora Broccostella Cassino Villa Santa Lucia Isola del Liri Guarcino Arpino Frosinone Aquino Fontana Liri Frosinone Castelliri Ferentino

16 ATTIVITÀ ESTRATTIVE Azienda

(totale 6) Comune

20 FINANZA, CREDITO, ASSIC., IMMOB. Azienda

(totale 3) Comune

VIMET S.r.l. TRAVERTINO CONVERSI S.r.l. MARMI ZOLA S.r.l. BASALTINA S.r.l. BTR S.r.l. Travertino Romano IMPRESA GIOVI S.r.l.

Vitorchiano Guidonia Mont. Ausonia Viterbo Tivoli Roma

BANCA NAZIONALE DEL LAVORO S.p.A. GLOBAL CASE SERVIZI IMMOBILIARI S.r.l. MIZAR INTERN. INSURANCE BROKERS S.r.l.

Roma Frosinone Roma

21 CHIMICA, GOMMA E MATERIE PLASTICHE Azienda

(totale 32) Comune

17 SERVIZI AMBIENTALI Azienda

(totale 11) Comune

CIGIESSE COMUNICAZIONE S.r.l. CLEAN SYSTEM DI MAGNANTE LUISA & C. S.a.s. ENERACQUE S.p.A. RIZZI FRANCESCO BONIFICHE S.p.A. ITALFERRO S.r.l. NUCLECO S.p.A. SOCIETÀ PER L’ECOINGEGNERIA NUCLEARE D.M. S.r.l. ENERCOMBUSTIBILI S.r.l. NOVA VIRIDIA S.r.l. OSI S.a.s.

Isola del Liri Ferentino Frosinone Ceccano Roma Roma

ACS DOBFAR S.p.A. ACS S.p.A. AGC AUTOMOTIVE ITALIA S.r.l. AVON COSMETICS S.r.l. ITALCHEMICAL INDUSTRIALE S.r.l. M&G POLIMERI ITALIA S.p.A. MARANGONI S.p.A. MARANGONI TYRE S.p.A. RAPISARDA INDUSTRIES S.r.l. EUROPLASTIC SUD S.r.l. FE. PLAST S.r.l. HENKEL ITALIA S.p.A. VALPLASTIC S.r.l. VISCOLUBE S.p.A. RIVOIRA S.p.A. SAINT-GOBAIN PPC ITALIA S.p.A. TECNOLOGIE AVANZATE S.r.l. RABUGINO S.p.A.

Anagni Pign. Interamna Roccasecca Anagni Ferentino Patrica Ferentino Anagni Frosinone Ferentino Ferentino Ferentino Castro dei Volsci Ceccano Anagni Aquino Veroli Sgurgola

Roma Viterbo Paliano Frosinone Isola del Liri


PLASCO S.p.A. SP PRIMA FLESSOBAGS S.r.l. BUZZI UNICEM S.p.A. CHEMI S.p.A. EDER CHIMICA S.r.l. EMMEGOMMA S.r.l. SOGO S.p.A. BASF ITALIA S.r.l. - DIVISIONE CATALIZZATORI COLGATE PALMOLIVE ITALIA S.r.l. FLAG S.p.A. PLASTIPAK ITALIA SUD S.r.l. HUNTSMAN PATRICA S.r.l. P&G

Anagni Torrice Viterbo Guidonia Mont. Patrica Cassino Patrica Frosinone Roma Anzio Villa S. Stefano Anagni Patrica Roma

22 INFRASTRUTTURE Azienda

(totale 6) Comune

TECNO ROMA IMMOBILIARE E SERVIZI S.r.l. GRANDI STAZIONI S.p.A. ANAS S.p.A. SABA ITALIA S.p.A. ITALFERR S.p.A. VIANINI LAVORI S.p.A.

Paliano Roma Roma Roma Roma Roma

23 TRASPORTO E LOGISTICA Azienda

(totale 13) Comune

DI PONIO LUIGI TOTI TRANS S.r.l. TRASMINER S.r.l. ALITALIA MAINTENANCE SYSTEMS S.p.A. PANDA TRASPORTI S.r.l. FERSERVIZI S.p.A. AEROPORTI DI ROMA S.p.A. AUT.TI CARMINE SALERNO S.r.l. AUT.TI PIGLIACELLI S.p.A. AUTOTRASPORTI REA S.p.A. ECOTRANS S.r.l. T.V.L. S.r.l. CONSORZIO SERVIZI CARMESI CARME S.c. a r.l.

Pign. Interamna Ferentino Pied. S. Germano Fiumicino Roma Roma Fiumic./Ciampino Frosinone Veroli Isola del Liri Veroli Pied. S. Germano Anagni

24 PROGETTAZIONE, MATERIALI E IMPIANTI Azienda

(totale 13) Comune

LIES S.r.l. ALTAY SCIENTIFIC S.p.A. BALDON S.p.A. COSTEN S.r.l. FATIGAPPALTI S.p.A. GORI NAZZARENO S.r.l.

Roma San Cesareo Ferentino Roma Roma Roma

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SALINI COSTRUTTORI S.p.A. TECHNIP ITALY S.p.A. MABO PREFABBRICATI ASTALDI S.p.A. EDIL GERO S.r.l. SAIPEM S.p.A. LENZI CONSULTANT S.r.l.

Roma Roma Supino Roma Roma Roma Roma

25 EDILIZIA Azienda

(totale 31) Comune

F.LLI MATTEI S.r.l. G.P.R. S.r.l. SVEI S.p.A. I.C.A. IMPRESA COSTRUZ. ANTONICOLI S.r.l. E.C.M. S.r.l. SUS GRUPPO ZEPPIERI COSTRUZIONI S.r.l. IMPRESA BENITO STIRPE COSTRUZIONI GENERALI S.p.A. IMPRESA “PATRIZI CESARE FRANCO” S.I.A.C.E. S.r.l. TRIVEL SUD S.r.l. CONDOTTE IMMOBILIARE S.p.A. SMET ITALIA S.p.A. COMITATO PARITETICO TERRITORIALE PER LA PREVENZIONE INFORTUNI, L’IGIENE E L’AMBIENTE DI LAVORO DI ROMA E PROVINCIA LAMARO APPALTI S.p.A. ROMANA CALCESTRUZZI S.p.A. LOGOS PREFABBRICATI S.r.l. 101 CONTRACTOR S.r.l. BUCCITTI SERVICE COSTRUZIONI FABRIZI PIETRO S.p.A. DOMENICO PAGLIA COSTRUZIONI MOLIRI S.r.l. SOLCESI S.r.l. CAVA VOLPARI S.r.l. GEOTECNICA GEOFISICA MARCANTELLI S.r.l. IMPERANTI GLOBAL SERVICES S.r.l. IMPRESA IUCCI COSTRUZIONI S.r.l. DELTA LAVORI S.p.A. IMMOBILIARE VITERBO S.r.l. COSIF S.r.l. TORTOLANI EDILCAVE S.r.l. VENAFRO MARMI E GRANITI S.p.A.

S. Giorgio a Liri Coreno Ausonio Roma Rieti Viterbo Veroli Torrice Frosinone Frosinone Frosinone Roma Frosinone

Roma Roma Roma Ferentino Ferentino Frosinone Boville Ernica M.S.G. Campano M.S G. Campano Cassino Alatri Frosinone Veroli Sora Sora Viterbo Veroli Atina Isola del Liri


Scuole ISTITUTO SCOLASTICO

Dirigente Scolastico

Comune

ISTITUTO COMPRENSIVO S.M.S. “DANTE ALIGHIERI” ISTITUTO COMPRENSIVO L.C. “DANTE ALIGHIERI” I.I.S. “TULLIANO” CONVITTO NAZIONALE “TULLIANO” ISTITUTO COMPRENSIVO ISTITUTO COMPRENSIVO “EVAN GORGA” CIRCOLO DIDATTICO CASSINO II CIRCOLO DIDATTICO CASSINO III I.I.S. “SAN BENEDETTO” DI CASSINO I.T.C.G. “MEDAGLIA D’ORO CITTÀ DI CASSINO” L.C. “G. CARDUCCI” I.M.S. “VARRONE” ISTITUTO COMPRENSIVO CIRCOLO DIDATTICO CECCANO II S.M.S. LICEO SCIENTIFICO I.T.C. ISTITUTO COMPRENSIVO C.D. FERENTINO II I.I.S. “M. FILETICO” I.T.I.S. “DON MOROSINI” CIRCOLO DIDATTICO I.P.S.S.A.R. “M. BUONARROTI” C.D. FROSINONE I C.D. FROSINONE II “OPK” C.D. FROSINONE II “SMT SPINELLI” C.D. FROSINONE II “L. RADICE” C.D. FROSINONE II “P.ZZO STIRPE” C.D. FROSINONE II “VIA VERDI” C.D. FROSINONE II “GIOVANNI XXIII” C.D. FROSINONE III “DANTE ALIGHIERI” C.D. FROSINONE III “SAN MAGNO” C.D. FROSINONE III “UMBERTO I” C.D. FROSINONE III “IGNAZIO DE LUCA” C.D. FROSINONE IV S.M.S. “FROSINONE III” S.M.S.” L. PIETROBONO”

Martina Maria Grazia Appugliese Luigi Pigliasco Vincenzo Gioe’ Adriano Bove Michele Lofrese Eleonora Mastrantoni Ruggero Tramontozzi Angelina Simeone Antonio Iacchini Lamberto Tocco Franco Di Mambro Erasmo De Vincenzo Filomena Rossi Filomena Carlini Antonia Minieri Lucia Nardoni Alessandra Giacomobono Giuseppe Senese Concetta Giuliano Maria Parisina (r) Germano Daniela (r) De Camillo Cleandra Sotis Livio D’Ercole Caterina Cerrito Giacinto Moro Maria Mastrantoni Ruggero Mastrantoni Ruggero Mastrantoni Ruggero Mastrantoni Ruggero Mastrantoni Ruggero Mastrantoni Ruggero Bottari Patrizia Bottari Patrizia Bottari Patrizia Bottari Patrizia Monforte Mariano Lisi Beniamino Carfagna Patrizia

Alatri Alatri Amaseno Anagni Arpino Arpino Boville Ernica Broccostella Cassino Cassino Cassino Cassino Cassino Cassino Castro dei Volsci Ceccano Ceccano Ceccano Ceccano Esperia Ferentino Ferentino Ferentino Fiuggi Fiuggi Frosinone Frosinone Frosinone Frosinone Frosinone Frosinone Frosinone Frosinone Frosinone Frosinone Frosinone Frosinone Frosinone Frosinone

Rapporto Ambiente e Sicurezza - Anno 2010

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ISTITUTO SCOLASTICO

Dirigente Scolastico

Comune

I.I.S. “L. ANGELONI” L.C. “N.TURRIZIANI” I.M.S. “FLLI MACCARI” I.T.C. “LL DA VINCI” I.T.G “F. BRUNELLESCHI” USR LAZIO - UFFICO XI AMBITO TERRITORIALE PROVINCIA DI FROSINONE I.P.S.I.A. “G. NICOLUCCI” I.T.I.S “R. REGGIO” ISTITUTO COMPRENSIVO ISTITUTO COMPRENSIVO ISTITUTO COMPRENSIVO “O.BOTTINI” ISTITUTO COMPRENSIVO ISTITUTO COMPRENSIVO S.M.S. “A. SANTILLI” CIRCOLO DIDATTICO SORA I CIRCOLO DIDATTICO SORA II CIRCOLO DIDATTICO SORA III S.M.S. “E. FACCHINI” S.M.S. “G. ROSATI” I.M.S. “V.GIOBERTI L. S. “L. DA VINCI” I.T.C.G. “BARONIO” ISTITUTO COMPRENSIVO ISTITUTO COMPRENSIVO CIRCOLO DIDATTICO VEROLI II S.M.S. “G. MAZZINI” L.S.”G. SULPICIO”

Del Torto Rosa Gnagni Emilia Valeri Maria Teresa Vellucci Rosalba Vellucci Rosalba

Frosinone Frosinone Frosinone Frosinone Frosinone

Mandarelli Mario Mancone Eustachio Lecce Vittorio Forte Franco Bottari Patrizia Damizia Tommaso Bernardi Giuseppe Cipriano Lucia Cocorocchia Roberto Marcantoni Fiorella Rapini Sandro Palombo Orietta Petricca Marcella Maria Iaconelli Silvia Daniela Giona Clelia Rossi Cecilia Rufa Annunziata Bernardi Giuseppe Incelli Michele Bianchi Nisia Bucci Icilio Frusone Armando

Frosinone Isola Del Liri Isola Del Liri Piedimonte S. Germano Paliano Piglio Pofi Roccasecca Sant’Elia Fiumerapido Sora Sora Sora Sora Sora Sora Sora Sora Strangolagalli Supino Veroli Veroli Veroli

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Ringraziamenti Un doveroso ringraziamento alle Aziende Associate di Unindustria ed agli Istituti Scolastici che, rispondendo al questionario, hanno reso possibile la predisposizione del presente Rapporto. Ringraziamenti, inoltre, al gruppo di lavoro dedicato alla realizzazione del progetto: Gianfranco Belcaro, Gabriella Cantalamessa, Eleonora Frusone, Emanuela Mattarelli (Anima per il Sociale nei Valori d’Impresa), Patrizia Campagna (Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio Ufficio XI), Cristiana Lucci (Unione Servizi Roma), Aldo della Peruta, Paolo Fattoracci, Giancarlo Marcoaldi, Felice Miccadei, Marcello Orifici, Lorella Piantadosi, Antonio Truglio (Unindustria). Il presente documento è stato redatto da Unindustria e dalla Direzione Regionale Inail del Lazio in collaborazione con: GAIA AMBIENTE Srl Spinea (Venezia)

Ing. Paolo Carlo Vignoni Dott. Cristian Franzin

e, con il supporto di:

Finito di stampare Novembre 2011 CB&C - www.cbcnet.it

Rapporto Ambiente e Sicurezza - Anno 2010

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Direzione Regionale Lazio


Rapporto Ambiente e Sicurezza 2010