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DISTRIBUZIONE GRATUITA - SPECIALE BIT - FEBBRAIO 2012

COL L INE ROMANE

Appia La Regina delle vie

Servizi turistici. Beni ambientali. Enogastronomia. Beni culturali. Tourist services. Environment. Food and wine. Art and culture.

Il vino delle colline Un’eccellenza territoriale

I Colli Tuscolani I Monti Lepini Tra mito, arte e natura

Tradizioni mai scalfite dal tempo


COL L INE ROMANE

Servizi turistici. Beni ambientali. Enogastronomia. Beni culturali. Tourist services. Environment. Food and wine. Art and culture.

Gruppo editoriale Sistema Colline Romane

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Registrazione tribunale di Velletri N. 7/07 del 17/05/07 Direttore responsabile Sergio Milocco Coordinamento redazionale Fernando Matteucci Fabiana Ciafrei Elena Meini Redazione Elena Ceravolo Lorenzo Marcolini Paola Mentuccia Adelaide Pierucci

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Progetto Grafico CB&C - www.cbcnet.it Stampa Tipografia Francati Traduzioni Chiara Ruggeri Tarja Leena Laintila Foto Archivio Colline Romane Matteo Canestraro Lorenzo Marcolini

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Colline Romane Magazine www.collineromane.it collineromane@collineromane.it tel: +39 06.94549045

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SOMMARIO

08 09 Appia: La Regina delle vie Appia: The Queen of the roads 12

Focus: le nostre guide interattive per iPad Focus: our interactive guides for iPad Calendario Eventi: Colline Romane in Festa Events in the Colline Romane

Fiori come pennellate d’Artista Petals as strokes of the artist Le navi di Caligola, regge galleggianti in onore della dea Diana Caligula’s vessels, floating palaces in honour of the goddess Diana Palazzo Chigi vanto del Gran Tour d’Italie Palazzo Chigi, glory of the “Grand Tour d’Italie” Buon gusto e sapori antichi lungo le vie consolari Good taste and ancient flavours along the consular roads I Colli Tuscolani: Tra mito, Arte e Natura The Tuscolani Hills: Among Myth, Art and Nature Il Vino delle Colline Romane: Un’eccellenza dalla forte connotazione territoriale The Colline Romane Wine: an excellence with a strong territory connotation Villa Muti e il suo giardino all’italiana Villa Muti and its Italian style garden Le Colline Romane sono più belle viste dal finestrino The Roman Hills are more beautiful seen from the window

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Tra i borghi dei Monti Lepini Among the villages of Monti Lepini Segni: Origini antiche per un luogo carico di cultura Segni: Ancient origins for a place full of culture Gorga, un tuffo nella storia e nel folklore Gorga, a dive into history and folklore Il fascino senza tempo di Carpineto Romano The timeless fascination of Carpineto Romano L’antica città di Montefortino The ancient town of Montefortino

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Lungo i sentieri amati dal Papa beato Along the paths loved by the blessed Pope Un museo “Diffuso” lungo la via Prenestina A museum “widespread” along the Prenestina road I musei archeologici di Palestrina e Valmontone The archaeological museums of Palestrina and Valmontone La Casa delle scatole di latta The House of old tin boxes Le vette che ci avvicinano a Dio The peaks that get you closer to God La cucina della tradizione diventa arte Traditional cooking becomes art

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52 L’Arte delle fontane e dei giardini The art of the fountains and the gardens 56

Rainbow MagicLand: Il nuovo Parco divertimenti di Roma Rainbow MagicLand: The new Rome theme park

Tivoli e le sue ville patrimonio dell’umanità Tivoli and its Villas, a world heritage Il Santuario di Ercole Vincitore The Shrine of Hercules Victor L’incanto di Percile The enchantment of Percile Come Raggiungere le Colline Romane How to get to the Colline Romane

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l Magazine ritorna in occasione della BIT di Milano ove “Colline Romane” è presente con uno stand fortemente rappresentativo del territorio. Il filo conduttore di quest’anno è l’agroalimentare. Le imprese, le amministrazioni, gli operatori turistici hanno infatti deciso di valorizzare una delle maggiori caratteristiche delle Colline Romane: quella di essere uno dei primi distretti nazionali per presenza di ristoranti, winebar, punti vendita di prodotti tipici di qualità, agriturismi e vendita diretta di produzioni agricole. Ma il mangiare bene va oggi ricondotto nella dimensione della “dieta mediterranea”, dal 2010 “Patrimonio immateriale dell’Umanità” grazie all’Unesco. Si vuole mangiare il giusto, conoscendo il valore calorico e nutrizionale dei cibi così da essere pronti a recuperare in caso di... eccessive concessioni al palato! E il nuovo turista gradisce sempre di più una offerta che comprenda anche il wellness, l’attività sportiva, la passeggiata nella natura o nei borghi d’arte. “Colline Romane” si candidano ad essere un sistema territoriale capace di

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he Magazine returns to the International Tourism Trade show in Milan where “The Roman Hills” (Colline Romane) is present with a stand that strongly represents the territory. The main theme this year is Food and agriculture. In fact, the participating businesses, administrations and tour operators have decided to showcase one of the most important characteristics of the Roman Hills: it restaurants, wine bars and shops selling traditionally typical products as well as its agritourism (farms where tourist can board or eat local produce) and direct sales of agricultural products, for which it represents one of the top national regions. Yet, eating well today brings us back to the “Mediterranean Diet”, which, thanks to Unesco has, as of 2010, been named

formulare una proposta turistica integrata e moderna, rafforzata da due fattori unici e caratterizzanti. In primo luogo, il più stretto rapporto con Roma e con i territori provinciali e regionali circostanti. Il turista capace di organizzarsi il proprio soggiorno via Internet è una realtà in crescita; alla parcellizzazione delle proposte deve allora seguire la fase dell’aggregazione e le Colline Romane sono una base ideale da dove potersi “godere” gran parte del Lazio. In secondo luogo, vi è l’apertura del parco turistico Magic Rainbow a Valmontone nell’anno in corso. I flussi turisti a regime sono stimati prudenzialmente in 3 milioni di visitatori di cui il 20 percento circa potrebbe dormire in loco 1-2 notti. È una vera e propria “rivoluzione copernicana” per il nostro territorio e infatti, grazie al patto territoriale, la dotazione ricettiva marcia verso nuovi livelli di qualità e quantità. In questo scenario così ricco di sfide e di opportunità, “Colline Romane” va profilando i suoi compiti futuri così a restare protagonista dello sviluppo di un territorio unico per natura, arte, tradizioni e... cucina!

an “Intangible Heritage of Humanity”. One should eat well, knowing the caloric and nutritional value of foods so as to be ready to recover in case of...excessive concessions to the palate! Today’s tourist increasingly appreciates an offer that includes “wellness”, physical activity, walks through nature or artistic villages. The Roman Hills presents itself as a territorial system capable of formulating an integral and modern tourist offering, which is reinforced by two unique and characterizing factors. The first, is the close relationship with Rome and the surrounding provincial and regional territories. Consider that the number of tourists capable of organizing their own stay via internet is a growing reality. The packaging of the tourist offer has to be followed by a phase

EDITORIALE

Marina Fatelli, A.D. di Colline Romane

of aggregation, with the Roman Hills representing an ideal base from which to enjoy a large part of Lazio. The second factor is the immanent opening of the Magic Rainbow tourist park in Valmontone this year. When in full swing, the flow of tourists is estimated to reach 3 million visitors, of which 20% could sleep in situ for 1 to 2 nights. It is a true “Copernican Revolution” for our territory and, thanks to the Territorial Pact, the supply of accommodation facilities is moving towards new levels of quality and quantity. In this scenario, full of challenges and opportunities, the “Roman Hills” is profiling its future duties so as to remain the main protagonist in the development of a territory unique for its nature, art, traditions and...cuisine!

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a BIT è una nuova occasione di promozione per la Regione Lazio e per le Colline Romane. Il patrimonio naturale, archeologico, storico artistico e culturale dei nostri territori è fra i maggiori del mondo, incardinato sul richiamo universale di Roma che resta una tappa obbligata per tutti i cittadini del mondo. La sfida che abbiamo davanti non è certo quella di “farci conoscere”. Dobbiamo, invece, allargare la nostra offerta così come è previ- sto anche nel Piano Turistico che il competente assessorato ha prontamente elaborato già nel primo anno di attività della nuova Giunta. “Integrazione” è la parola chiave, nel senso che il territorio deve migliorare la propria capacità di proporsi come luogo attrattivo per il più ampio spettro possibile di attività fra cui quelle collegate al business, alla congressualità, alla salute e benessere, all’entertainment. Le Colline Romane, con la loro dimensione distrettuale, costituiscono una best practise almeno dal 2003, anno in cui è divenuto operativo il “Programma di Sviluppo Integrato”, partecipato fra l’altro anche dalla Regione Lazio.

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IT is a new opportunity of promotion for Lazio Region and Colline Romane. The natural, archeological, art-historical and cultural heritage in our territories is one of the major in the world: it revolves around the universal call of Rome, that remains a forced journey for each citizen of the world. The challenge we have to face is not “to get us known”. We must expand our offer as anticipated in the “Piano Turistico” that the competent authority has already elaborated in the first year of activity of the new Council. “Integration” is the key word: territory must improve its ability to become an attractive place for the most of activities linked to business, congress, health and wellbeing and entertainment. Colline Romane, in its

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Il Programma ha favorito gli investimenti imprenditoriali rispondenti ad una VISION condivisa da tutti gli attori locali. Si sta così potenziando non solo il settore della ricettività e dei servizi connessi, ma anche il sistema produttivo, manifatturiero e terziario, nelle sue componenti infrastrutturali e tecnologiche. La Regione Lazio intende sostenere le Colline Romane nel loro percorso futuro. Tutto il quadrante regionale che si pone ad est della Capitale è in grande fermento per la prossima apertura del “parco di Roma” di Valmontone: un parco a tema fra i più grandi d’Europa che costituirà un riferimento per tutta l’economia locale. Parimenti, la costituzione della piattaforma logistica di Colleferro andrà a costituire una nuova polarità per l’economia regionale, rafforzando la “rete” delle aree produttive del sistema prenestino–casilino e tutto il business ad esso collegato. Sono certo allora che la presenza di Colline Romane alla BIT sarà segnata dal consueto interesse e successo di pubblico: un fatto che onora non solo questo territorio ma l’intera Regione Lazio.

district dimension, constitutes a best practice at least since 2003, when the “Programma di sviluppo integrato” had become operative. The “Program” has promoted entrepreneurial investments in a VISION shared by all the local parts. In this way even the productive, manufacturer and tertiary systems are developing, at the same time of receptivity and linked services. Lazio Region is going to support Colline Romane in its future path. All the area in the east of Rome is in turmoil for the next opening of “Park of Rome” in Valmontone, one of the biggest theme park in Europe, which is going to be a reference point for the whole local economy. Likewise, the establishment of the logistic platform in Colleferro is

INTERVENTI

Pietro Di Paolo, Assessore alle Attività produttive e Politiche dei rifiuti

going to constitute a new focus point for regional economy, strengthening the “net” of productive areas of PrenestinoCasilino system and business linked to it. I am sure that the presence of Colline Romane in the BIT will be marked by the usual interest and audience success: this honors not only this territory but the whole Lazio Region.


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n accordo con la Giunta, abbiamo preso la decisione di avviare una collaborazione, a livello regionale, nella promozione del territorio, della cultura, del folklore, dell’enogastronomia e delle produzioni tipiche. Vi è una osmosi fra le popolazioni dell’Urbe e quelle delle città e dei municipi latini e laziali che parte dall’antichità ed arriva ai nostri giorni. Le ville di imperatori, principi e papi ornano Roma come i suoi dintorni, spesso per opera degli stessi artisti che servivano un grande mecenate lavorando nella sue residenze cittadine come in quelle extraurbane. Non dobbiamo poi dimenticare che i grandi parchi urbani sono ponti verdi che collegano la città con le porzioni di Agro. Penso soprattutto all’Appia Antica, che si snoda fino sotto il Vulcano Laziale costituendo un unicum mondiale ove si coniugano archeologia, storia, ambiente e paesaggio rurale. Ebbene, tutti i punti che ho sopra citato sono elementi attrattivi di Roma e, al

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n accordance with the town council we have come to the decision to establish a collaboration with one of the most active entities at the regional level in the promotion of the area, the culture, folklore, enogastronomy and traditional products. They represent osmosis between the populations of Urbe and that of the municipal cities of Latino and Lazio that began from antiquity to today. The villas of the emperors, princes and popes, ornate Rome as they do its periphery, often through the works of the same artist that served as a great patron, working in their town residencies as well as in their country homes. We must not then forget that the large urban parks represent green bridges that connect the city with the best Ager

tempo stesso, arricchiscono il profilo culturale e le potenzialità turistiche della città. Riflettiamo anche sul fatto che nessuna grande Capitale europea vive isolata dal contesto che la circonda. Parigi ha Versailles, Chartres, Saint Denise e, più di recente, il parco di Eurodisney. Berlino ha Potsdam ed i laghi. Madrid ha l’Escorial, Toledo, Avila, Segovia. Londra ha Windsor, Oxford, Cambridge, Canterbury. Si tratta di luoghi che contribuiscono a dare maggior respiro alle maggiori città, consentendo soggiorni più tranquilli o anche semplici ma rilassanti escursioni giornaliere. Anche Roma vuole iniziare a dialogare in modo costruttivo, e con pari dignità, con i centri vicini. Tutti ne possiamo guadagnare, mettendo a sistema il nostro enorme e straordinario patrimonio naturale, archeologico, storico-artistico, di tradizioni e memorie. È con questa convinzione che parte la collaborazione con Colline Romane.

green rural areas. A fine example is that of the Appia Antica which travels to under the Latium volcano constituting a world unicum where archeology, history, the environment and landscapes unite. Thus, all the points I have indicated above regard the attractions of Rome and contemporarily the enrichment of the cultural profile and the touristic potentiality of the city, reflecting together upon the fact that no great European capital exist in isolation from the context that surrounds it. Paris has the Versailles, Chartres, Saint Denise and most recently the park of EuroDisney. Berlin has Potsdam and the lakes. Madrid has the Escorial, Toledo, Avila, Segovia. London has Windsor, Oxford, Cambridge, Canterbury.

INTERVENTI

Gianni Alemanno, Sindaco di Roma Capitale

It regards places which contribute a greater air of interest in major cities, allowing for a more tranquil stay or simply more relaxing daily excursions. Rome would also like to begin to dialog in a constructive manner, and with equal dignity, with the centers in the vicinity. We may all benefit by organizing our enormous and significant patrimony, that which regards nature, archeology, history and art, as well as that pertaining to cultural tradition and memories by incorporating them into a single system. It is with this conviction that the collaboration with Colline Romane has been initiated.

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Particolare affresco Villa Falconieri

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a Provincia di Roma fa della promozione del territorio e dei suoi prodotti una vera e propria vocazione, perché valorizzare le ricchezze turistiche, enogastronomiche e agricole su cui possiamo contare è di sicuro un mezzo per contribuire alla crescita e al benessere della nostra comunità, e di presentare nel modo migliore prodotti e soluzioni che troppo spesso non possono contare sulla visibilità che meriterebbero. In questo quadro una delle vetrine più importanti è l’Enoteca “Provincia romana”, nata dalla collaborazione con Arsial ed Enoteca regionale Palatium: uno strumento per la promozione e la valorizzazione non soltanto dei vini, ma di tutti i prodotti tipici del territorio provinciale. Con uno splendido affaccio sulla Colonna Traiana e sui Fori, nel centro

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he Province of Rome has effectuated the promotion of its territory and products as a true vocation, valuing its touristic, wine, food and agricultural riches. We can count on these assets as a sure way of contributing to the growth and affluence of our community and presenting, in the best possible way, products and solutions that often are not given the visibility they deserve. One of the most important windows in this framework is the l’Enoteca “Provincia romana” (Wine Promotion Board for the Province of Rome), which is the result of a collaboration with Arsial and Regional Enoteca Palatium. This board acts as an instrument for the promotion and development of not only wine, but of all typical products in the

storico di Roma, l’enoteca provinciale è un luogo di incontro e di degustazione che può aiutare i nostri territori a ottenere riconoscimenti in campo nazionale e internazionale. Le 17 etichette di vino Doc, il Lazio Igt, i prodotti Igp come il pane di Genzano, il carciofo romanesco, il kiwi Lazio, l’abbacchio romano, la porchetta di Ariccia, oltre che le 600 aziende agricole biologiche sul nostro territorio hanno bisogno di sostegno e meritano di presentare e far apprezzare la propria qualità. Sono certo che ogni produttore faccia il meglio per ottenere risultati dalla sua attività, ma sono anche consapevole che il ruolo delle istituzioni è quello di saper valorizzare le proprie ricchezze, mettendo tutti in grado di esprimere al meglio le proprie potenzialità.

provincial area. With its splendid view onto Trajan’s Column and Forums in the historic center of Rome, the Provincial Wine Board is a place for meetings and tastings that can help our territories obtain national and international recognition. The following elements need support and deserve to be shown off and appreciated for their qualities: the 17 wines labeled D.o.c. (Controlled Origin Denomination), Lazio’s I.g.t. and I.g.p. products (Typical Geographic Indication and Protected Geographical Status) such as the bread from Genzano, the roman artichoke, Lazio’s kiwi, abbacchio (roman lamb), porchetta from Ariccia (pork meat) and the more than 600 organic farms in our region. I am certain that every producer does his

INTERVENTI

Nicola Zingaretti, Presidente della Provincia di Roma

best to obtain results from his business, but I am also aware that the role of the institutions is to know how to develop its riches, giving everyone the ability to best express their potential.

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a tecnologia è di casa nelle Colline Romane. Già da tempo è stato messo in funzione un sito, rinnovato recentemente (www.collineromane.it), che contiene le informazioni più aggiornate sulle attività e le risorse dell’area. Adesso Colline Romane fornisce per la promozione turistica, a turisti e agli operatori economici, un nuovo strumento allineato con la più recente e consolidata tecnologia. Il prodotto,sarà presentato alla BIT (Borsa Internazionale del Turismo), che si terrà a Milano dal 16 al 19 febbraio, e consiste in due guide interattive per IPAD che si possono scaricare gratuitamente da Appstore. La scelta della tecnologia ha favorito quella che è stata giudicata più consolidata ma non si esclude che in futuro si potranno avere anche applicazioni su piattaforme diverse. Le due guide consentono di esplorare

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FOCUS

il territorio secondo due temi principali: i prodotti e il loro uso e la cultura e la sua diffusione. Le guide forniscono anche gli strumenti per poter viaggiare nel territorio con l’assistenza della conoscenza del territorio che Colline Romane ha consolidato nel tempo. Sarà possibile quindi identificare ristoranti e alberghi, prodotti caratteristici e botteghe dove vengono vendute, ricette e prodotti, luoghi d’interesse e loro collocazione all’interno di itinerari complessi che prendono in considerazione tutti gli elementi che compongono l’idea di un viaggio, sia esso enogastronomico sia culturale, sia alla ricerca di prodotti sia alla scoperta di panorami e luoghi. La possibilità di tenere un diario di viaggio, di raccogliere foto, di inviare agli amici note e fotografie non è che un’appendice delle due simpatiche guide da portare sempre con sé.


COL L INE Le Colline Romane in Festa ROMANE

EVENTI

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Calendario eventi nell’area delle Colline Romane

olti anni sono passati da quando fu scritta la celebre canzone di Nannì. Oggi, alle sagre popolari si sono aggiunti eventi culturali e festival di grande richiamo, anche internazionale. Tuttavia, lo spirito gioioso che animava le feste di una volta è tutt’altro che spento! Lo dimostra l’atmosfera vivace e le grandi folle che riempiono i paesi delle Colline Romane in queste occasioni. Nelle pagine seguenti,presentiamo una serie di appuntamenti necessariamente incompleta per motivi di spazio ai quali vi consigliamo di non mancare. Ce n’è per tutti i gusti! Chi desidera soddisfare il palato potrà gustare innumerevoli prodotti tipici e vini DOC

e partecipare a sontuosi banchetti storici. Chi invece vorrà deliziare anche gli occhi e la mente non avrà che da scegliere tra i numerosi eventi culturali allestiti nelle Colline Romane. Rievocazioni storiche fra cui quella (unica nel suo genere) della vita dei legionari romani di stanza ad Albano Laziale nel III sec. d.C. mostre d’arte e di fotografia, concerti di musica classica e popolare, cinema e teatro, premi letterari e conferenze, passeggiate sotto le stelle con esperti di astronomia, mostre floreali, visite guidate ai siti archeologici, addirittura un festival della filosofia: sono soltanto alcune delle molte proposte offerte da questo vivace territorio.

Calendary of events in the Colline Romane

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any years have gone by since the famous song of Nannì was written. Today’s popular festivities inclu-de cultural events and festivals whose appeal spreads far beyond the boundaries of the towns in the Colline Romane, even internationally. However, the merry spirit that animated these festivities in the past still reigns! This is evident from the lively atmosphere and the crowds that fill the towns on these occasions. The following pages present a series of dates necessarily incomplete, due to lack of space) hat we warmly advise you not to miss. There’s something for everyone! Visitors bent on tickling their taste buds will find everywhere a wealth of typical

dishes and DOC wines, and take part in sumptuous history-keyed banquets. Those also interested in stimulating their minds and they eyes need only choose from among the many cultural events staged in the Colline Romane. Historical pageants and reconstructions - including Albano’s evocation of the life of the Roman Legionaries stationed there in the 3rd century A.D. - art and photography shows, classical and popular music, movies, theatre, literary competition, lectures on various subjects, star-gazing with expert guides, flower shows, guided tours to archaeological sites, and even a philosophy festival: these are only some of the manypossibilities offered by this lively territory.

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Calendario Eventi Calendar of Events

MARZO / MARCH Grottaferrata: Fiera Nazionale San Cesareo: Fiera Regionale Velletri: Festa delle Camelie PASQUA/EASTER Sacre rappresentazioni a: Albano Laziale, Castel San Pietro Romano, Cave, Colonna, Montecompatri, Palestrina, Percile, Tivoli, Valmontone, Velletri, Zagarolo APRILE / APRIL Colleferro: Fiera delle piante e dei fiori Monteporzio Catone: Mostra delle orchidee San Cesareo: Vini & Vini

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MAGGIO / MAY Colline Romane: Giochi d’Acqua e di Verde Ariccia: Madonna del Galloro Artena: Madonna delle Grazie Albano Laziale: Rievocazione Storica Frascati: Mostra di Bonsai Genazzano: Palio di Brancaleone Lariano: Carciofolata alla matticella

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2012

Montecompatri: Fiera di San Giuseppe Palestrina: Sagra delle fragole Percile: Sagra degli asparagi Rocca Priora: Festa del Narciso San Gregorio da Sassola: Sagra della bistecca Velletri: Festa della Madonna delle Grazie GIUGNO / JUNE Albano Laziale: Rievocazione Storica della II Legione Partica Capranica Prenestina: Sagra della ricotta Castel Gandolfo: Sagra del lattarino Cori: Carosello storico dei rioni Genzano di Roma: Infiorata In fiorate anche a: Bellegra, Capranica Prenestina, Cave, Gerano, Licenza, Montecompatri, Montelanico, Monte Porzio Catone, Palestrina, San Cesareo, San Gregorio da Sassola Lanuvio: Festa della musica Lariano: Sagra della bruschetta e pane di Lariano Marino: Festa di san Barnaba Nemi: Sagra delle fragole Valmontone: Sagra delle lumache


LUGLIO / JULY Ariccia: Festa patronale di Santa Apollonia Artena: LIVE ARTena Bellegra: Sagra del Fallacciano Castel Gandolfo: Sagra delle Pesche Frascati: Festival delle Ville Tuscolane Olevano Romano: Dies in Castro Olibani A.D. 1364 Palestrina: Nel Nome del Rock Rocca di Papa: Festa di San Carlo Borromeo Segni: Festa di S. Bruno AGOSTO / AUGUST Artena: Montefortino Bellegra: Festa Patronale di San Sisto II Carpineto Romano: Pallio della Carriera Castel San Pietro Romano: Un paese da gustare Montecompatri: Palio dell’Assuntae Sfida dei Borghi Olevano Romano: Sagra del Vino Cesanese Palestrina: Sagra del Giglietto e Festa di Sant’Agapito Rocca Priora: Madonna della Neve SETTEMBRE / SEPTEMBER Albano Laziale: Notte Bianca Ariccia: Sagra della Porchetta Colonna: Sagra dell’Uva Frascati: Frammenti

Gallicano nel Lazio: Festa di Beata Maria Vergine Genazzano: Festa della Madonna del Buon Consiglio Genzano di Roma: Festa del Pane Casereccio Grottaferrata: Festa di San Nilo Labico: Sagra delle nocciole Lanuvio: Festa dell’uva e Palio delle botti Lariano: Sagra del fungo porcino Percile: Santissimo Nome di Maria Rocca Priora: Sagra del fungo porcino e del fungo galletto San Cesareo: Sagra dell’uva OTTOBRE / OCTOBER Bellegra: Sagra delle tacchie ai funghi porcini Sagra delle castagne a: Carpineto Romano, Cave, Montelanico, Rocca di Papa, Rocca Priora, Segni Licenza: sagra delle sagne al farro Sagre dell’uva a: Marino, Velletri, Zagarolo NOVEMBRE / NOVEMBER Capranica Prenestina: Sagra delle castagne Velletri: Festa di San Clemente NATALE / CHRISTMAS Presepi artistici a: Bellegra, Colonna, Gavignano, Lariano, Marino, Monteporzio Catone, Nemi, San Gregorio da Sassola, Valmontone, Velletri, Zagarolo

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Particolare Acquedotto Romano lungo la via Appia

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Appia Regina delle vie

Appia Queen of the roads

Percorrerla è come attraversare la storia accompagnati dalla bellezza del paesaggio antico che la racconta

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Veduta dall’alto Lago di Albano

Ad Albano - nata sulle ceneri di Albalonga, l’antico centro di riferimento dei popoli latini distrutto da Roma sotto il re Tullo Ostilio, dopo l’anno 673 a.C. - la romanità è un vanto. Vedi il museo civico della Seconda Legione Partica (stanziata ad Albano nel 202 d.C. dall’imperatore Settimio Severo) che ha sede in parte degli ambienti delle terme fatte costruire dall’imperatore Caracalla e racconta la vita quotidiana e gli armamenti sotto la dinastia dei Severi. Ma la meraviglia vera è rappresentata dai Cisternoni che, costruiti dagli architetti della Legione, tuttora convogliano 10.000 metri cubi d’acqua da sorgenti poste lungo i fianchi del cratere vulcanico del lago di Albano. Un passo dopo, sempre sull’Appia Antica, c’è Ariccia, terra di porchetta e fraschette, considerata la perla delle Colline Romane: la città, soleggiata, ariosa e tagliata da un ponte, con il suo Palazzo Chigi e il suo parco simboleggia i fasti del barocco italiano qui rimasto inalterato. Nelle stanze - dove Luchino Visconti ha girato la sua pellicola capolavoro “Il Gattopardo” -, infatti, sono ancora conservati gli arredi, i quadri e i sontuosi abiti dei padroni di casa. I visitatori ne restano ammaliati. Nemi, invece, è famosa per le gustose fragole, per il suo affaccio sul lago, sempre vulcanico, e le navi dell’imperatore Nerone ripescate sul fondale. Di paese in paese si prosegue per Genzano, terra dell’Infiorata e del pane Igp (il primo in Italia); per Lanuvio, città del vino; per Velletri con le sue camelie e il culto di Ercole Vincitore fino a Lariano, sovrastata dal Maschio di Lariano, un monte che sfiora i 900 metri, e dove i maestri panificatori sfornano a tambur battente pagnotte ad esclusiva lievitazione naturale. L’importante ora è arrivare in zona.Impegno facile. Lungo quel tratto dell’Appia, a Ciampino, c’è pure un aeroporto, il secondo di Roma. La sua specializzazione: i voli low cost.

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Si può usare una chiave per conoscere le Colline Romane, la Roma intorno a Roma: seguire il tracciato della via Appia antica, della Regina Viarum, come l’avevano battezzata i romani. La via della spiritualità che collegava (e collega) Roma a Brindisi, ponte con la Grecia e l’Oriente, terra della Natività e di crociate. Ideata nel III secolo prima di Cristo dal censore Appio Claudio Cieco ricalcava nel tratto iniziale proprio un antico percorso che collegava Roma alle colline di Albano. Ed è questo il territorio che vogliamo svelare, passo passo su questa strada costeggiata da mausolei e laghi e immersa in una natura a tratti immacolata. Magari partendo da Marino, la città del vino e dove per tradizione nei giorni della sagra, la prima domenica di ottobre, dalle fontane sgorga il bianco e il rosso, il doc locale. Da Marino a Castel Gandolfo, borgo con affaccio mozzafiato sul lago vulcanico di Albano, dal 1597 residenza estiva del Papa. La dimora dei pontefici è spettacolare e conserva nei giardini le rovine della villa imperiale di Domiziano. Incantevole e raccolta la piazza con la chiesa di San Tommaso di Villanova e una fontana disegnate da Gian Lorenzo Bernini (1.598-1.680), il più grande genio dell’architettura italiana, e dove, nel 1820, è stata realizzata, ed è ancora visibile, la prima cassetta postale del mondo.

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When you walk on it, is like going through history, along with the beauty of the ancient landscape that narrates it. You can use a key to get to know the Roman Hills, Rome around Rome: following the path of the Appian Way, the “Regina Viarum”, the queen of the roads, as it was renamed by the Romans. The spiritual way that linked (and still links) Rome to Brindisi, connection between Greece and the East, place of the Nativity and the crusades. It was projected in the III century B.C. by the censor Appius Claudius Caecus, and the first part of the road had been copied from an ancient path that connected Rome to the Alban Hills. This is the exact place we want to unveil, step by step, on this road made up of mausoleums and lakes, and absorbed by nature, spotless in certain parts. Starting from Marino, the city of wine, where for tradition in the days of the festival, the first Sunday of October, red and white local DOC wine pours from the fountains. We arrive then to Castel Gandolfo, a village with breathless views over the volcanic lake of Albano, summer residence of the Popes since 1597. The house of the Popes is marvelous and, in the gardens, there are still the ruins of the imperial villa of Domitian.


Fiori come pennellate d’artista Petals as strokes of the artist Un’onda di colori avvolge lo sguardo e per l’incanto si ritorna bambini

A wave of colours attracts the eyes and, as if by magic we return children

Si realizza a Genzano, da più di due secoli, nella domenica successiva al Corpus Domini, l’Infiorata più famosa al mondo. Un tappeto floreale di duemila metri quadri con lo sfondo del Duomo. Come i pittori con la tavolozza, i maestri infioratori, improntati i quadri scelti tra centinaia di bozzetti, sfumano dettagli e colori. Il giallo con la ginestra, il verde con la mortella e la finocchiella, il rosso con il garofano, il celeste con la torrena. Fiori raccolti per giorni nei boschi e nei prati dell’area, “spellucati” in una sorta di rito di gruppo e tenuti al fresco nelle grotte sotto il palazzo comunale dove un tempo si teneva fresco il vino, altro vanto della cittadina. La prima Infiorata documentata risale al 1778, un’idea dei fratelli Arcangelo e Nicola Leofreddi, che avrebbero importato l’usanza dal Vaticano. Nel corso della sua storia l’Infiorata di Genzano è stata visitata da molti personaggi illustri che, affascinati, ne hanno lasciato testimonianza come Andersen, Gogol, D’Azeglio, Bournonville. Garibaldi, in occasione di una speciale Infiorata realizzata in suo onore nel 1875, invitato dalle autorità a passare sul tappeto di fiori, si rifiutò: “Certe cose divine non si calpestano”, disse. Il giorno dopo del passaggio del Corpus Domini sull’enorme tappeto di fiori si apre un altro spettacolo: quello dello “spallamento”. La corsa dei bambini per la distruzione in un tripudio di petali. Intanto la tradizione raddoppia: quest’anno per la prima volta, è stata realizzata anche l’Infiorata di pane. Ma in occasione della Sagra.

The most important flower decoration in the world takes place in Genzano, a tradition that goes back more than two centuries, on the Sunday following the “Corpus Domini”. A two thousand square metre flower carpet, with the “Duomo” in the background, the cathedral of the town. Just like the painters with the palette, the flower masters, after having chosen the works of art among hundreds of studies, define the colours and the details. Yellow with the spanish broom, green with the myrtle and the myrrh, red with the carnation, sky-blue with the “torrena”. All the flowers have been collected for days in the woods and in the parks of the area, chosen carefully in a sort of group rite and kept fresh in the grottos under the town hall, where they once used to keep the wine, another glory of the town. The first flower decoration goes back to 1778, from an idea of the brothers Arcangelo and Nicola Leofreddi, which had imported this tradition from the Vatican City. The Genzano flower decoration has been visited by many distinguished personalities in its history. They were so fascinated by it, that many of them spoke about it, like Andersen, Gogol, D’Azeglio, and Bournonville. Garibaldi, on the occasion of a flower decoration in his honour in 1875, he was invited by local authorities to walk on the flowers, he refused saying: “Such divine things cannot be stepped on”. The day after the flower decoration another spectacle opens: the “shoulder”. All the children run over the flowers to destroy everything in a jubilation of petals. Now the tradition doubles: this year, for the first time, will take place also the bread decoration. But only when the bread festival will occur. Adelaide Pierucci

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DIDASCALIA FOTO La Provincia di Roma fa della promozione del territorio e dei suoi prodotti una vera.

Ritrovamenti Nemi: Busto di Calligola, Testa di Medusa

DIDASCALIA FOTO La Provincia di Roma fa della promozione del territorio e dei suoi prodotti una vera.

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The enchanting and cosy square and the church of Saint Thomas of Villanova, together with a fountain, have been designed by Gian Lorenzo Bernini (1598-1680), the greatest artist of Italian architecture. Here in 1820 the first postbox in the world was made and still exists today. In Albano- raised from the ashes of Alba Longa, ancient meeting center for the Latin people, destroyed by Rome under the reign of Tullus Hostilius, after the year 673 b.C. - to be roman was something to be proud of. Take a look at the civic museum of the Second Parthian legion (settled in Albano in 202 A.D. by the emperor Septimius Severus) which can be found in some rooms of the “thermae”, built by the emperor Caracalla, which shows us the everyday life and armaments under the dynasty of the Severus. But the real beauty is represented by the big cisterns, or Cisternoni”, built by the architects of the Legion, and still today pipe 10.000 cubic metres of water from the sources that stand along the sides of the volcanic crater of Albano Lake. After one step, on the Appian Way, we find Ariccia, land of roast pork and “fraschette”, considered as the pearl of the Roman Hills: the city, sunny, breezy and crossed by a bridge, with its “Palazzo

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Chigi” and its park, symbolizes the splendour of Italian baroque, that here is still unchanged. Indeed, inside the rooms- where Luchino Visconti directed his masterpiece “The Leopard”- the furnishings, the paintings and the sumptuous clothes of owners are still well preserved. The visitors remain stunned. Nemi, instead, is famous for its tasty strawberries, for its view over the lake, volcanic as the other, and for the vessels of the emperor Caligula, found on the bottom of the lake. Passing the villages, we arrive to Genzano, land of the flower decoration and the PGS bread (the first one in Italy); to Lanuvio, village of wine; to Velletri with its camellias and the cult of Hercules Victor, until we arrive to Lariano, overlooked by the “Maschio di Lariano”, a mountain that comes close to 900 m., and where the bakery masters take out of the oven, repeatedly, loaves made with exclusive natural yeast. The important thing is how to arrive there. Easy thing. Along that part of the Appian Way, at Ciampino, there’s also an airport, the second one in Rome. Its specialization: low cost flights.

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Le navi di Caligola,

regge galleggianti in onore della dea Diana

Sopravvissute al tempo e alla volontà distruttiva dell’uomo questi tesori del passato tutt’oggi rappresentano una magnifica testimonianza dei fasti imperiali

Survived to time and to the destructiveness of human being, today these treasures of the past witness the incredible imperial richness.

Più che navi erano palazzi, anzi vere e proprie regge galleggianti. Ha voluto strabiliare Caligola quando fece costruire a Nemi due enormi navi in onore della dea Diana, venerata in un bosco a ridosso della sponda. Navi da leggenda. L’imperatore le usava per riti e feste, ma ebbero uno strano destino poi. Vennero affondate per cancellare il ricordo del padrone e recuperate con il prosciugamento del lago solo due millenni dopo, intorno al 1930, per essere divorate da un incendio che nel 1944 ha colpito il museo costruito per ospitarle. Peccato, erano intatte, e in acqua ancora restituivano tegole dorate, marmi, bronzi. Ma non tutto è andato perduto: il museo è stato restaurato e le due navi, che erano lunghe una settantina di metri per venti, ricostruite in scala. Che sul fondale ci fosse qualcosa di unico, di magico, circolava già dal Medioevo. I pescatori ogni tanto portavano a galla qualche suppellettile d’età romana. Ma altri straordinari ritrovamenti potrebbero arrivare.Nel 2011 è stata ritrovata una parte di una statua gigantesca di Caligola, che a Nemi doveva avere anche una villa: è stata attribuita all’imperatore per la “caliga”, il calzare dei legionari da cui deriva il suo nomignolo.

Caligula’s vessels, floating palaces in honour of the Goddess Diana More than vessels, they were palaces, real floating royal palaces. The emperor Caligula wanted to stun everyone when he commissioned the construction of two enormous vessels, in Nemi, to honour the Goddess Diana, worshipped in a wood on the edge of a bank. They were legendary vessels. The emperor used them for celebrations and rites. But they had a strange destiny. They were sunk to cancel the memory of their owner and found again after two millenniums with the draining of the lake, in 1930. In the end, they burnt down, in 1944, in a fire that affected the museum built to host them. A shame, given that they were undamaged, and the lake still gives back gold tiles, marbles and bronzes. But not everything was lost: the museum has been restored and the two vessels, that were about seventy metres long and twenty wide, were reconstructed in scale. It was thought, since the Middle Ages, that the bottom of the lake hid something magic, unique. Sometimes, the fishermen used to bring up some furnishings of the Roman age. But other extraordinary retrieval could still be found. In 2011 a part of an enormous statue of Caligula has been discovered, and it is supposed the emperor had also a Roman villa in Nemi. The statue has been assigned to the emperor for the “caliga”, the shoe of the legionaries from which its name comes.

Caligula’s vessels,

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floating palaces in honour of the goddess Diana

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Facciata principale Palazzo Chigi Ariccia

Imponente, sontuoso, con le sale finemente affrescate e dotato di un parco di 28 ettari, tappa fissa degli artisti del Grand Tour d’Italie. Lo hanno ricordato Goethe, Stendhal e D’Annunzio. Per chi arriva nelle Colline Romane è d’obbligo far visita al Palazzo Chigi di Ariccia. E’ l’orgoglio del territorio, il vanto. Costituisce l’unico esempio di dimora barocca rimasta inalterata nel suo contesto ambientale e nel suo arredamento originario, e documenta il fasto di una delle più grandi casate papali italiane: i Chigi, proprietari anche dell’omonimo palazzo romano, oggi sede della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Iniziato nella seconda metà del XVI secolo dalla famiglia dei Savelli, il palazzo fu trasformato su commissione dei Chigi in una fastosa dimora barocca tra il 1664 e il 1672, su un’idea di Gian Lorenzo Bernini che si servì della collaborazione del suo allievo Carlo Fontana. Il palazzo vanta un’importante collezione di dipinti, sculture ed arredi. Ora è il museo di se stesso. Tra i monumenti più importanti del parco l’Uccelliera costruita dai Savelli (1628) e l’imponente portale di età tiberiana del propretore della Mesia, Tiberio Latinio Pandusa, proveniente dall’Appia Antica e rimontato nel 1997.

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Palazzo Chigi

vanto del Grand Palazzo Chigi,

Dimora barocca dei Chigi, reso fastoso dal Bernini e dal Fontana, divenuto immortale nei ricordi di Goethe, Stendahl e d’Annunzio


Tour d’Italie glory of the “Grand Tour d’Italie”

The Baroque residence of the Chigi’s, made splendid by Bernini and Fontana, has become immortal in the memories of Goethe, Stendhal and D’Annunzio

Great and magnificent, the rooms finely frescoed and a park of 28 hectares, “Palazzo Chigi” has been a usual stop off for the artists of the “Grand Tour d’Italie”. It has been remembered by Goethe, Stendhal and D’Annunzio. For those who arrive in the Roman Hills, it’s an enjoyable duty to visit “Palazzo Chigi” in Ariccia. It is the pride of the town, its glory. It’s the only example of baroque residence left unchanged in its environmental context and original furnishings. It witnesses the splendour of one among the greatest Italian pope families: the Chigi’s, also owners of the homonymous palace in Rome, today residence of the Italian Prime Minister. The construction of the building started in the second-half of the XVI century by the Savelli family. It was then modified, on commission of the Chigi’s, in a sumptuous baroque house between 1664 and 1672 on the project of Gian Lorenzo Bernini and the collaboration of its pupil Carlo Fontana. The residence can boast of an important collection of paintings, sculptures and furniture. Today it has become the museum of itself. Among the most precious monuments of the park, we find the aviary, built by the Savelli’s (1628), and the great portal, of the Tiberium age, owned by the popraetor of Mesia, Tiberium Latinius Pandusa, which came from the Appian Way and reassembled in 1997. Adelaide Pierucci

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Buon gusto e sapori antichi lungo le vie consolari Good taste and ancient flavours along the consular roads La millenaria tradizione culinaria delle Colline Romane vanta l’utilizzo di prodotti tipici a marchio DOC e IGP, elementi essenziali delle gustose preparazioni di questi luoghi.

The cooking tradition of a thousand years of the Roman Hills is proud to use typical products with DOC and PGS frameworks, fundamental elements for tasty plates of these lands.

Porchetta, vino doc e pane. Ma anche fragoline, pesche, funghi. Il percorso dei sapori dell’Appia Antica, lungo le Colline Romane, garantisce una carrellata di eccellenze. A partire dalla porchetta di Ariccia, amata già da Nerone, servita nelle caratteristiche fraschette, e dal giugno 2011 fregiata dall’Unione Europea del marchio Igp, di indicazione geografica protetta. Un maialino croccante e saporito, cotto al forno a legna, che si sposa perfettamente con il pane locale. Tra le pagnotte più rinomate quelle di Genzano, le prime in Italia ad ottenere il riconoscimento Igp, e quelle di Lariano, impastate con lievito naturale e farina doppio 00 e cotte con fascine di castagno. Al vino doc di Marino invece, da quasi un secolo, è dedicata una sagra. Sono festeggiate sempre con due rispettive sagre le fragoline di Nemi e le pesche di Castel Gandolfo. Ottimi anche i funghi, specie i porcini, raccolti tra i boschi dei colli vulcanici. Il loro piatto principe? Come condimento di fettuccine impastate e tagliate a mano.

Excellent gastronomy: from Italian roast pork to DOC wine (Registered Designation of Origin) Italian roast pork, DOC wine, and bread. But also small strawberries, peaches and mushrooms. The flavours’ path of the Appian Way, along the Roman Hills, guarantees a stream of excellent gastronomy. Starting from the roast pork of Ariccia, beloved by the emperor Nero, and served in the typical “fraschette”, that have been awarded by the EU with the PGS framework (Protected Geographical Status). It’s about a crunchy and tasty piglet, cooked in a wood stove, perfectly harmonized with the local bread. Among the most famous we find the Genzano loaves, the first in Italy to obtain the PGS framework; the Lariano ones, baked with natural yeast and superfine flour, cooked with chestnut bundles. Furthermore, we find the Marino DOC wine, to which, since nearly one century, is dedicated a wine festival. It is celebrated together with two other festivals, the one for the strawberries of Nemi and the other for the peaches of Castel Gandolfo. Also the mushrooms are excellent, especially the porcini, collected in the woods of the volcanic hills. Their principal dish? As condiment for hand-made “fettuccine”. Adelaide Pierucci

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Scorcio della facciata di Villa Aldobrandini

I Colli Tuscolani Tra Mito, Arte e Natura The Tuscolani Hills: Among Myth, Art And Nature Un viaggio tra incantevoli scorci e bellezze architettoniche che testimoniano la storia secolare di questi luoghi

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L’area dei Colli Tuscolani si estende a sud est di Roma e comprende la porzione nordoccidentale del Vulcano Laziale. Il territorio è in gran parte collinare e degrada dolcemente verso Roma. Il paesaggio è vario, interessato da boschi, ampie zone agricole, numerosi centri storici ed aree urbanizzate. Dal lato amministrativo, i Comuni di quest’area sono: Marino, Ciampino, Grottaferrata, Frascati, Monte Porzio Catone, Monte Compatri, Colonna, Rocca Priora, Rocca di Papa. La presenza umana in questi luoghi è molto antica e numerosi sono i beni archeologici, storico artistici e monumentali. L’assetto del territorio, infatti, è determinato dagli antichi percorsi di collegamento della città latina di Tusculum secondo antiche tradizioni fondata da Telegono, figlio di Ulisse e di Circe, ma che, in realtà, sarebbe etrusca e quindi più antica di Roma - con la pianura e con il Tevere. L’area dei Colli Tuscolani era sede privilegiata delle popolazioni latine che avevano il loro luogo sacro sulla sommità di Monte Cavo, centro del Vulcano Laziale e la più alta montagna della zona. Con la battaglia del Lago Regillo, nel 496 a.C., Roma – ormai repubblicana – sconfisse la Lega Latina che godeva dell’appoggio degli etruschi (etrusca, infatti, era la dinastia degli ultimi re di Roma, cacciati dopo molti soprusi). Da allora, la storia dei Latini si identifica, di fatto, con quella di Roma. Centri e luoghi sacri di fondazione pre-romana e romana sono Rocca di Papa e Rocca Priora. Montecompatri crebbe intorno ad un nucleo del XI secolo e Monteporzio Catone, che accoglie nel suo territorio le rovine di Tusculum, crebbe sul sito di una antica villa romana, come centro del vasto feudo formato dai Borghese nel XVIII sec. La città di Tusculum fu abbandonata nel 1191 d.C., dopo una pestilenza ed una sconfitta militare contro le milizie del Comune di Roma. La popolazione si spostò a valle, nel borgo che poi dette origine a Frascati.

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Scorcio dal Tuscolo di Monteporzio Catone

A voyage through enchanting views and architectonical beauties that witness a century of history in these places

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Grottaferrata si sviluppò invece intorno ad una Abbazia fondata da alcuni monaci basiliani provenienti dalla Calabria – in fuga dalle invasioni saracene - e guidati da S. Nilo, nell’XI secolo. L’Abbazia si presenta come un sito fortificato, arricchito di successive opere ma comunque ancora caratterizzato dall’originario edificio sacro organizzato secondo le modalità del cattolicesimo greco. L’Abbazia ospita una ridottissima comunità sacerdotale che officia secondo il rito orientale. Nell’area dei Colli Tuscolani, intorno all’antico borgo di Frascati sorgono splendide dimore storiche, costruite fra ‘500 e ‘700, come la Villa Falconieri, la Villa Mondragone, e le altre Ville Tuscolane, la Villa Taverna-Borghese, oggi Villa Parisi, il Parco Borghese e la Villa Lucidi, a Monte Porzio Catone e come la meravigliosa e notissima Villa Aldobrandini di Frascati, progettata, con i suoi splendidi giardini, da Giacomo della Porta e successivamente, da Carlo Maderno. Molti di questi edifici sono stati edificati su preesistenze archeologiche, spesso di grande rilievo. Così, ad esempio, la Villa Tuscolana è stata edificata sui ruderi della Villa di Cicerone. Di particolare suggestione è il paesaggio agrario dei Colli Tuscolani, che mantiene tratti di tipicità e distinzione anche dopo le trasformazioni degli ultimi decenni. I nuclei storici sono tuttora ben visibili nell’originaria collocazione di sommità, dominati dalla mole di un castello, di una chiesa, di una torre. Ampi vigneti ed oliveti si dispongono in tutta la fascia pedemontana del recinto esterno del cratere, con ampi vigneti ed oliveti impiantati nel rispetto della morfologia dei luoghi. E’ in queste zone che si producono i vini bianchi da tempo apprezzati dai romani… antichi e moderni: qui ricadono gli areali del DOC Frascati e Montecompatri e qui sono insediate prestigiose cantine, con marchi di grande notorietà.

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The tuscolana hills area is situated in the southeast part of Rome and includes the northwestern part of the Latium Volcano. The greater part of the territory is hilly, and softly slides down towards Rome. The landscape is various, with woods, large agriculture fields, several historical centers and urban areas. In this zone, the municipalises are: Marino, Ciampino, Grottaferrata, Frascati, Monte Porzio Catone, Monte Compatri, Colonna, Rocca Priora, Rocca di Papa. People have been in this area since ancient times, so there are many archeological sites and finds, monuments and historical and artistic treasures. The structure of the territory is determined by the ancient connection routes of the Latin city “Tusculum”, with the valley and the Tiber. The tradition says that the Latin city was founded by Telegonus, son of Ulysses and Circe, but in reality it would be Etruscan, more ancient than Rome. In those days the area of the tuscolana hills was the favourite site of the Latins, who had their sacred site on the pick of the “Monte Cavo”, centre of the Latium volcano and the highest mountain of the area. In 496 B.C. the Republican Rome defeated, in the Battle of Lake Regillus, the Latin League which had the support of the Etruscans (indeed, the last dynasty of Roman kings was Etruscan, who were turned out after several abuses of power). From there on, the history of the Latins identifies with the Roman history. Sacred centres of pre-roman and roman period are found in Rocca di Papa and Rocca Priora. Montecompatri developed around a


centre of the XI century and Monte Porzio Catone, which presents on its territory the ruins of Tusculum, developed on the site of an ancient roman villa, as the centre of the vast stronghold made by the Borghese’s in the XVIII century. Tusculum was abandoned in 1191 A.D., after a plague and a military defeat against the militias of Rome. So the population went down into the valley, living in the village that formed Frascati. Grottaferrata developed around an abbey founded by some basilian monks, which came from Calabria- fleeing from the saracenic invasions- and were led by Saint Nilus, in the XI century. The abbey is built like a fortified site, afterwards enriched by works of art, but still characterised by the original sacred structure, organised in the Greek Catholicism. The Abbey hosts only a few clergymen, which celebrate the mass according to the eastern rite. In the Tuscolana hills, around the ancient village of Frascati, a number of splendid historical residences have been constructed between ‘500 and ‘700, like Villa Falconieri, Villa Mondragone, Villa Taverna-Borghese (but now called Villa Parisi), Parco Borghese, and the other Tuscolane Villas. Still in Frascati we find the marvellous and very important Villa Aldobrandini, designed, together with its beautiful gardens, by Giacomo dell Porta, and, subsequently by Carlo Maderno. Finally in Monte Porzio Catone we find Villa Lucidi. Many of these structures were built on pre-existing archaeological sites, often of great importance. For example, Villa Tuscolana was built on the ruins of Cicero’s Villa. The agricultural landscape of the Tuscolana hills is particularly evocative, that still maintains its peculiarity even after the recent transformations. The historical centres are still visible in their original positions, overlooked by the mass of a castle, of a church or a tower. Vast vineyards and olive groves are settled upon the piedmont of the crater, respectful of the landform. The white wines, very appreciated by the ancient and modern romans, are produced in these areas: here we find the distributional areas of the Frascati and Montecompatri DOC, and here are settled the prestigious wine cellars, made up of the greatest labels. Lorenzo Marcolini

Sopra: Antico Teatro del Tuscolo I Sec. AC Sotto: Vista notturna di Villa Aldobrandini

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Antico Torchio Museo del Vino di Monteporzio Catone

Non solo una bevanda ma una cultura che rappresenta lo stile di vita dei luoghi di produzione e il buon vivere che li contraddistingue

Le Colline Romane abbracciano la totalità dell’area vitivinicola dei Castelli Romani che si inerpicano sul dorso del grande cratere vulcanico che va dalle pendici tuscolane ai colli Lanuvini e al comune di Velletri; e comprendono altresì il territorio di Olevano, nei colli prenestini, uno dei comparti produttivi del Cesanese. L’espansione della viticoltura nelle Colline Romane ha radici storiche, conseguenza delle periodiche assegnazioni di terreni ai reduci delle guerre, ad iniziare dai partecipanti alla battaglia di Lepanto sino agli ex combattenti della prima guerra mondiale. L’espansione edilizia di Roma, con la scomparsa delle vigne dentro la città e nei suoi immediati dintorni, ha favorito la viticoltura delle Colline Romane, primariamente rivolta al mercato romano. Agli inizi del XX secolo, a seguito delle distruzioni per opera della fillossera – il parassita giunto dall’America e che distrusse le radici delle viti europee – la viticoltura locale fu riordinata grazie al lavoro di una speciale commissione che definì i vitigni da reimpiantare, ovviamente utilizzando il vitigno europeo innestato su “piede” americano. Nella zona dei Castelli largo spazio fu dato ai “bianchi”. Vitigno principale fu e resta il Trebbiano; il Trebbiano toscano si presta ad amalgamare le altre diverse varietà ed ha una produzione

Il vino delle Colline

un’eccellenza dalla forte connotazione territoriale

The Hills wine: an excellence with a strong territory connotation

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abbondante e caratteristiche delicate; il “giallo”, o grechetto, è meno produttivo; il “verde” fornisce aromi particolari. Largo spazio fu dato anche alla Malvasia del Lazio, o puntinata, ed alla Malvasia di Candia. In generale, la Malvasia ha particolari e pregiate caratteristiche aromatiche. Tutti i grandi bianchi dei Castelli Romani hanno uvaggi composti in grande prevalenza da Malvasia (generalmente una buona metà) e Trebbiano, con possibilità di utilizzare percentuali contenute di altri vitigni (Bellone e Bonvino, indicativamente sul 10%; si tratta di varietà storiche dell’Italia centrale). I vitigni rossi maggiormente presenti, sono il Cesanese comune, il Merlot, il Montepulciano, il Nero Buono o di Cori, il Sangiovese e il Cerasuolo. Più recente è l’introduzione di altri vitigni: Chardonnay e Petit Verdot fra i bianchi; Shiraz fra i rossi. Le tendenze attuali fra i bianchi vedono, da un lato i rilancio di produzioni DOC storiche, quali il Frascati, con alti livelli qualitativi, dall’altro lato, nuovi prodotti, spesso IGT, con largo spazio alla frutto di produzioni selezionate e di una impiantistica d’avanguardia. Fra i rossi, vi sono interessanti ed innovative proposte anche nella zona castellana con uvaggi incentrati su Merlot, Sangiovese, Shiraz. Da segnalare produzioni di rosati e di novello, che completano l’offerta dell’area.

Not only a drink, but a culture that represents the lifestyle of the producing area and the joy of life that marks them. The Roman Hills include the entire wine-growing and wineproducing area of the Castles of Rome or “Castelli Romani”, which climb up the crest of the giant volcanic crater, going from the Tuscolana mountainsides to the Lanuvio hills and the town of Velletri. It also comprises the village of Olevano, on the Prenestina hills, which is one of the production centres of the “Cesanese”, a local red wine. The enlargement of wine-growing, in the Roman Hills, starts many years ago, because of the periodical assignment of lands to war veterans, going from those who participated in the Battle of Lepanto, to the former soldiers of the First World War. The urban expansion of Rome and the disappearance of the vineyards inside and outside the city, promoted the wine-growing on the Roman Hills, primarily directed to the Roman market. At the beginning of the XX century, after the attack by the phylloxerathe vermin that came from America and destroyed the roots of the European vineyards- local wine-growing was reorganised thanks to a special commission that choose the new vineyards to replant, using European grape variety budded on America territory. A lot of space was given to the “whites” on the Castles of Rome. The principal planted grape was dedicated, and still is, to the “Trebbiano”; the Tuscan “Trebbiano” blends with different varieties, has a plentiful production and delicate characteristics;

the “yellow” one, or “Grechetto”, is less produced; the “green” one which provides particular flavouring. Another wide space of land was given to the “Malvasia” of Latium, also “puntinata” (name given because of the dots that you can see on the grapes), and to the “Malvasia di Candia”. Generally, Malvasia wine has particular and fine aromatic characteristics. All the vineyards of great white wines of the Castles of Rome are principally made of Malvasia (usually half of them) and Trebbiano, and there is the possibility of using the percentage of other vineyards (“Bellone” and “Bovino”, on 10% approx.; it’s about historical varieties of central Italy). The greater part of the red wines are composed of “Cesanese comune”, “Merlot”, “Montepulciano”, “Nero Buono” or “Nero di Cori”, “Sangiovese” and “Cerasuolo”. Other vineyards, placed more recently, are: “Chardonnay” and “Petit Verdot” among the white wines; “Shiraz” among the red ones. On one hand the current tendency among the white wines is the launch of historical DOC production, such as the “Frascati”, a high quality wine; on the other hand the launch of new products, usually IGT (denotes wine from a more specific region within Italy), giving a huge space to selected produced fruit and to an advanced plant engineering. Among the red wines, there are some interesting and innovative proposals, also in the Castles area where the vineyards are mostly of Merlot, Sangiovese and Shiraz. Finally, it’s important to bring the attention on the rosé and new wines, which complete the offer of the area. Lorenzo Marcolini

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Villa Muti e il suo giardino all’italiana Villa Muti and its Italian style garden Eccellenza architettonica, simbolo della ricchezza di nobili blasoni del passato, memoria del genio dei paesaggisti italiani

Architectonical excellence, symbol of the richness of the past noble coats of arms, memory of the incredible Italian landscape painters

Villa Arrigoni Muti (o Muti Bussi), posta in territorio di Grottaferrata, è parte integrante del complesso delle “Ville Tuscolane”: l’unicum architettonico che si dispone fra Grottaferrata, Frascati e Monte Porzio Catone, realizzato con il culto della magnificenza, dalle nobili famiglie romane, nel tardo Rinascimento.La villa fu fondata nel 1579 da Monsignor Cerasoli e successivamente acquistata, nel 1595, da monsignor Pompeo Arrigoni, uditore della Sacra Rota e poi cardinale. Nel XVII secolo la villa ed il terreno circostante furono divisi in due proprietà, una delle quali perverrà alla famiglia Muti. Nei primi decenni del XX secolo, Achille Muti Bussi riunisce le proprietà e la sua famiglia abiterà la villa per diverso tempo. La seconda guerra mondiale danneggia gravemente l’immobile, ove poi si stabiliranno per anni famiglie di sfollati. L’immobile è articolato su un edificio principale con circa 5 mila mq coperti e disponibili e su un giardino di circa 60 mila mq organizzato, nel XIX secolo, su più livelli (giardino all’italiana e giardino “romantico” sul modello inglese). Tutto il complesso, edificio e giardino, sta oggi tornando agli antichi fasti dopo lunghi interventi di recupero, qualificandosi come “alta residenza”, così da rientrare in un circuito residenziale in grado di assumersi l’impegnativo e continuativo compito della tutela.

Villa Arrigoni Muti (also known as “Muti Bussi”), placed in Grottaferrata, is part of the “Tuscolane Villas”: it’s a unique example of architecture that is found among Grottaferrata, Frascati and Monte Porzio Catone, built following the idea of splendour of the noble families in the late Renaissance. The villa was founded in 1579 by Monsignor Cesaroli and then bought, in 1595, by Monsignor Pompeo Arrigoni, auditor of the Sacred Roman Rota, who later became cardinal. In the XVII century the villa and the surrounding land were divided into two properties, one of which was given to the Muti family. In the first years of the XX century, Achille Muti Bussi put together the properties and his family lived in the villa for many years. The Second World War seriously damaged the construction, and it became a home for many displaced families. The property is made of one principal building of 5.000 square meters and a garden of 60.000 square meters, organised on different levels (Italian style and “romantic” garden, on the English style). Today the property all together, building and garden, is returning to the ancient splendour, with the help of recovering operations, qualifying it as “luxury residence”, becoming part of a residential circuit able to take on the difficult and continuous task of conservation of itself. Lorenzo Marcolini

Giardino di Villa Muti Cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso Villa Muti

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Veduta della facciata di Villa Falconieri

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Il Regno Pontificio, finito nel 1870 dopo una millenaria vicenda, è ricordato come uno Stato antimodernista, poco attento allo sviluppo delle infrastrutture. In realtà, negli ultimi anni del Regno, il papa Pio IX aveva impostato un programma per quattro linee ferroviarie incentrate su Roma: per Frascati; per Civitavecchia; verso il Regno delle due Sicilie; la dorsale dello Stato pontificio per Ancona e Bologna. Pio IX avviò nel gennaio del pur tumultuoso 1848, il cantiere della linea Roma - Frascati, poi terminato nel 1856. L’impresa esecutrice dei lavori era inglese così come le 4 locomotive principali che il Pontefice fece ribattezzare “Pio”, “Pietro”, “Paolo” e “Giovanni”. I francesi, nel 1858, regalarono al papa tre sontuose carrozze, con vestibolo, letto, oratorio, balconata per le benedizioni, opera dell’artista Emile Trélat e tuttora visibili nel Museo di Palazzo Braschi. Nel 1862, poi, si completava anche il tratto laziale della ferrovia verso sud, collegando Roma a Velletri. A Roma, però, mancava una stazione centrale e le diverse linee avevano attestamenti periferici. Proprio per collegare le tre stazioni periferiche fra di loro il pontefice intraprese la costruzione di un anello ferroviario a sud della allora città di Roma, ancora stretta nelle mura aureliane. Per superare il Tevere, fra Trastevere ed Ostiense, fu costruito il ponte dell’Industria, inaugurato nel 1863, tuttora in uso per il traffico automobilistico e ribattezzato dai romani “ponte de fero”. Negli anni ‘80 del XIX secolo, il giovane Regno d’Italia decise di dotarsi di una rete ferroviaria degna di un paese europeo. Nelle Colline Romane venne così costruita la Roma – Albano, inaugurata nel 1889, che si affiancava alle due tratte precedenti,

Nata nello Stato Pontificio per i viaggi papali, la linea ferroviaria Roma Frascati è oggi il panoramico percorso per migliaia di pendolari

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Le

COLLINE

sono più belle viste dal The ROMAN HILLS are more


ROMANE

finestrino

beautiful seen from the window

The Rome-Frascati railway was born during the Papal State for the pope’s travels, and today is the panoramic route for thousands of commuters

caratterizzandosi per diverse soluzioni ingegneristiche moto avanzate per l’epoca (4 gallerie e un viadotto a 6 arcate). Le tre linee dei Castelli Romani sono oggi ferrovie regionali, molto utilizzate dai pendolari e, pertanto, con problemi urgenti di modernizzazione così da rispondere alle nuove esigenze di traffico. The Papal Kingdom, ended in 1870 after a thousand years of events, is now remembered as a State which was against modernity, and so it wasn’t interested in the development of road infrastructures. But in reality, in the last years of the Kingdom, Pope Pius IX scheduled the programme for four railways linked to Rome: for Frascati, for Civitavecchia, for the Kingdom of the Two Sicilies; from the ridge of the Papal Kingdom to Ancona and Bologna. In January of the turbulent 1848, Pius IX started the construction of the Rome- Frascati line, finished in 1856. The firm, which did the work, was English and so were the principal locomotives, which were named by the Pope “Pius”, “Peter”, “Paul” and “John”. In 1858 the French gave to the Pope three magnificent coaches, including vestibule, bed, oratory and a little balcony for the blessings. This was all made by the artist Emile Trélat, and they are still shown in the museum of Palazzo Braschi. In 1862 was completed the southern part of the railway, connecting Rome to Velletri. But there wasn’t a central station in Rome and the different lines had their terminus outside the city. So, to connect the three peripheral stations, the Pope built a railway ring in the south part of the city that, in those days, was still inside the Aurelian walls. To cross the Tiber, between the districts of Trastevere and Ostiense, a bridge was built, the Ponte dell’Industria, unveiled in 1863, and still used nowadays in everyday traffic. The roman people have

named it “Ponte de Fero”, that is to say Iron Bridge in roman dialect. In the ‘80s of the XIX century, the young Kingdom of Italy decided to build a railway system that was worthy of a European country. So, on the Roman Hills, it was constructed the Rome- Albano line, unveiled in 1889, and that was added to the other two lines, characterised by many engineering solutions, very advanced for the time (4 galleries and a viaduct made of 6 arches). Today, the three railways of the Castles of Rome have become regional. They are used especially by commuters and, therefore, they present many problems of modernisation for the new needs of traffic. Lorenzo Marcolini

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Paesaggio tipico dei Monti Lepini

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Tra i borghi dei Monti Lepini

Among the villages of Monti Lepini

La pietra di questi monti non è scalfita dal tempo, come le tradizioni e le usanze di chi vi è nato

La terra cambia sotto ai nostri occhi senza che ce ne accorgiamo. Gli artigiani che popolavano i vicoli dei paesini, le anziane signore sedute all’ombra del cocente sole estivo, i contadini bronzei che odorano di terra al ritorno dalla campagna sono immagini che ormai fanno parte della memoria in una modernità in cui tutto si modifica rapidamente. Sempre più raro è assistere a scene simili, oggi assimilabili ad un passato storico oltre che generazionale. C’è qualcosa, però, che resta nel tempo. Qualcosa di poco tangibile ma forte come un respiro. Un respiro che riesce a sentire da lontano e a catturare anche chi in quei luoghi non è cresciuto, tale è il fascino della sua dolcezza. La terra trasmette la sua forte identità e ne lascia indelebile segno. Così accade quando si visitano le cittadine sui Monti Lepini: Artena, Cori, Colleferro, Gavignano, Segni, Montelanico, Gorga, Carpineto Romano. Appartenente all’Antiappennino laziale, la catena montuosa abbraccia infatti i territori nelle due province di Roma e Latina, con una piccola estensione nella provincia di Frosinone. La vetta più alta è il Monte Semprevisa, 1536 metri. L’identità storica e paesaggistica dei Monti Lepini è come un soffio di un vento che si estende senza regolarità, infiltrandosi nei sentieri, tra gli alberi, nei vicoli e nelle case, portando un brivido a chiunque ci si trovi. Spostandosi da questi luoghi poco distanti dalla capitale agli ambienti metropolitani di Roma, ci si accorge nettamente che la gente nata e cresciuta sui monti ha qualcosa di diverso da chi vive in città: il senso della fatica, la pazienza. Percorrere le mulattiere di montagna che portano alle vette, per scoprire le meraviglie delle alture, gli odori che la natura conserva nascostamente, insegna a guadagnare la preziosità con dedizione, sapendo attendere e apprezzandone il valore, tanto più è il sudore con il quale si raggiunge.

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La città non ha odore, i suoi rumori distraggono. Tra i Monti Lepini si impara ad avere attenzione per i particolari. E la stessa attenzione viene poi trasferita sulle persone, aiutando ad intuirne la sensibilità, divenendo comprensione. Storicamente i Monti Lepini furono abitati dai Volsci, nemici dei Romani. Importanti resti archeologici aumentano a dismisura il fascino delle sue cittadine: ben conservati, a Cori, sono il tempio di Ercole (89-80 a.C.) e il tempio di Castore e Polluce (I secolo a.C.), l’acropoli di Norba latina, fondata da Roma nel 492 a.C., di cui resta il tempio di Giunone, il Foro e l’intero circuito murario che aveva lo scopo di proteggere la città. Segni è ancora cinta da mura ciclopiche risalenti al VI secolo a.C., nelle quali si aprono alcune porte, tra cui la Porta Saracena, di forma ogivale con architrave monolitico, gemellata con la Porta dei Leoni di Micene, in Grecia. Non a caso, “Lepini” deriva da “lapis” che vuol dire “pietra”. Come quelle bianche e terrose che caratterizzano i monti. L’identità dei luoghi resta indelebile nella coscienza di chi li ha vissuti, anche per poco. Forte come la pietra dei Lepini. Una pietra che non si lascia scalfire dal tempo.

The rock of these mountains has not been affected by time, like the traditions and the costumes of those who were born there. The territory changes under our eyes, nearly without our realizing it. The artisans who once populated the alleys of small villages, the old ladies sitting in the shade away from the burning summer sun, the suntanned farmers going home from the country and smelling of earth: now these images are just memories in this modern world where everything changes quickly.

Veduta del Lago di Giulianello Foto panoramica di Montelanico

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However, there is something that lasts in the course of time. Something slightly tangible, like a breath of fresh air. It is like a breeze that even people who were not born or grown up in those places can feel, because the landscape conveys its beauty and leaves its indelible mark. This is what one notices while visiting the small towns in the Lepini Mountains: Artena, Cori, Colleferro, Gavignano, Segni, Montelanico, Gorga, Carpineto Romano. Part of the Apennine mountains, this mountain chain embraces the territories in the provinces of Rome and Latina, including a small extension in the province of Frosinone. The highest peak is Monte Semprevisa, 1536 metres. Both the landscape and the history of the Lepini Mountains are like a breeze spreading into paths, trees, alleys and houses. After leaving this area situated not far from the capital one can clearly realize that people born and grown up in the mountains have something different from those who live in the city: they have learnt the meaning of hard work and patience. By walking along the mule tracks leading high up to the mountain peak one discovers the wonderful heights and the hidden scents of nature and learns the preciousness of the sense of effort. You’ll find out a town hasn’t got scents anymore and noises will distract. Among the Lepini Mountains one learns to pay attention to details. Then the same attention is transferred to people, helping you to see their sensitivity and to become more understanding. In the distant past the Lepini Mountains were inhabited by the Volsci who were Rome’s enemies. Important archeological ruins increase the fascination of this area: in Cori the Temple of Hercules (89-80 BC) and the Temple of Castore and Polluce (I century BC) are well-preserved, as well as the Acropolis of Norba latina. The latter was founded in 492 BC and the temple of Juno, the Forum

and the walls that once protected the town still stand on the site. Segni is still enclosed by Cyclopic walls dating back to VI century BC: one of its gates, Porta Saracena, has kept its original shape with a monolithic architrave. It’s the twin gate of Porta dei Leoni (The Lions’ Gate) in Mycenae, Greece. “Lepini” derives from the Latin “lapis” meaning “stone”, referring to the mountain’s limestone rocks. This area will leave indelible memories in all those who have lived there, even for short time. The memory of it will be as strong as the Lepini rock, a kind of rock that won’t be affected by time. Paola Mentuccia


A memoria della sua millenaria storia: le antiche mura; a testimonianza della moderna vitalità: le manifestazioni che animano la cittadina La Città di Segni conserva importantissimi complessi archeologici, che rendono ancor oggi ben leggibili il suo assetto urbanistico di età romana. Ne è maggior testimonianza l’imponente circuito di mura in opera poligonale, per gran parte ancora ben conservato, lungo il quale si aprono numerose porte, fra le quali di eccezionale interesse sono la Porta Saracena e la Porta Foca. Il tracciato è visitabile percorrendo suggestivi stradelli pedonali lastricati. Sull’acropoli della città antica meritano una visita, inoltre, gli imponenti resti di un complesso architettonico, con le strutture del tempio di Giunone Moneta e la cisterna circolare ad esso retrostante. Oltre alle sue radici storiche e ai suoi importanti lasciti archeologici, è particolare attrattiva di Segni la sua castagna pregiata, il marrone, di cui ogni anno viene celebrata l’eccellenza in una sagra nell’ultima settimana di ottobre. Negli ultimi anni la cittadina vanta anche altri eventi culturali di spicco, come la Parata Mondiale del Folklore, la prima settimana di agosto, con gli artisti del Latium world folkloric festival provenienti da tutto il mondo e la rassegna Contemporanea Teatro che, l’ultima settimana di agosto, propone spettacoli di drammaturgia d’avanguardia. Da quest’anno è stata infine ripristinata la storica Giostra del maialetto, fissata per il 7 agosto.

Segni Origini Antiche per un luogo carico di Cultura In memory of its history a thousand years old: the ancient walls; to witness the modern vitality: the events that liven up the small town Segni: ancient origins for a place full of culture The town of Segni has preserved very important archaeological remains, which permit us to clearly understand its original Roman town plan. The imposing poligonal wall circuit, well-maintained for the most part, is its greatest evidence. There are several gates in the walls: among them Porta Saracena and Porta Foca are particularly interesting. It is possible to tour the walls along striking stone flagged paths. Furthermore, on the acropolis of the ancient town there are the imposing remains of an archaeological complex with the temple of Juno Moneta and the Roman cistern at the back, which both are worth a visit. In addition to its historical background and important archeological remains, Segni’s rare chestnut variety, the marron, is a special attraction; every year this specialty is celebrated in a town festival during the last week of October. In recent years the town has boasted other important cultural events, like the “Latium world folkloric festival” with artists from all over the world and held during the first week of August, or “The Contemporary Theatre festival” with groundbreaking plays performed during the last week of August. Finally, the medievalstyle “Giostra del maialetto” (a Piglet Catching) has been restored this year and it is celebrated on August 7th. Paola Mentuccia

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Foto panoramica di Gorga

Gorga, un tuffo nella storia e nel folklore Gorga, a dive into history and folklore

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Caratteristico borgo adagiato sulla vetta di una montagna, tra le residenze della Roma imperiale, sede di feste, eventi e sagre cariche di sapori antichi

Characteristic village placed on the peack of a mountain, among the residences of the Imperial Rome, centre of celebrations, events and food festivals, rich in ancient flavours.

A circa 766 metri sul livello del mare, Gorga si affaccia dalla sommità del monte Volpinara. I primi abitanti scelsero questo territorio per difendersi dapprima dalla malaria e successivamente dalle invasioni nemiche. Oggi la cittadina conserva l’aspetto di un borgo medievale con la tipica struttura “a fuso” ed è caratterizzata da resti di antiche ville romane tra cui Villamagna, residenza di caccia di Pompeo Magno e dell’imperatore Marco Aurelio. Gorga deve alla famiglia Pamphili l’istituzione del primo “Magistero di scuola” nonché l’edificazione della chiesa di Santa Maria. Ogni anno, durante la stagione estiva, la Festa della Montagna coinvolge i partecipanti nella riscoperta della tradizione della pastorizia e dei luoghi suggestivi dei Monti Lepini e nella degustazione di carni e vini locali, sul sottofondo di musiche folkloristiche. Per le festività natalizie, invece, nel centro storico vengono rievocati gli eventi salienti della Natività attraverso il Presepe Vivente, con la riapertura delle antiche botteghe, del mulino e delle stalle in un’atmosfera resa magica dalla luce delle fiaccole e dalla musica delle zampogne.

At about 766 m above sea level, Gorga is perched at the top of Mt Volpinara. Its inhabitants settled here to escape malaria at first and to defend from enemy invasions later. The city has preserved its medieval form, having the typical spindle-shaped plan. The area is characterized by the ruins of some imperial Roman villas, including Villamagna which was Pompey the Great and Emperor Marcus Aurelius’ hunting residence. Gorga owes both the establishment of the first school and the building of Santa Maria church to the Panphilli family. Every summer the Festa della montagna (the Mountain festival) gathers people to rediscover the sheep-farming tradition, to admire the striking landscapes in the Lepini Mountains, to enjoy meat dishes and local wines tasting along with folk music. To celebrate Christmas the Nativity is represented through living nativity scenes in the old town centre: old shops, the mill and stalls are reopened in a magical atmosphere created by torchlight and the sound of bagpipes.

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Vicoli carichi di storia, vicende legate a celebri Papi, folklore e tradizione. La città si racconta attraverso il suo caratteristico paesaggio Antiche chiese, palazzi dell’aristocrazia locale, vicoli caratteristici fanno di Carpineto Romano una cittadina che conserva il pregio delle sue origini medioevali e ne mantiene la memoria attraverso iniziative tradizionali. Prima fra tutte, la festa patronale di Sant’Agostino, il 28 agosto, in cui ogni anno le contrade concorrono alla vincita del Pallio della Carriera. Di particolare interesse, l’aspetto religioso insito nella storia di Carpineto: oltre ad aver dato i natali a papa Leone XIII, al secolo Gioacchino Pecci, è gemellato con Wadowice, città della Polonia di cui era originario Karol Jòzef Wojtyla, divenuto papa Giovanni Paolo II. Tra le manifestazioni di spicco, il Busker Festival è divenuto un appuntamento consolidato nel calendario estivo della cittadina, in cui vicoli e piazze del centro storico accolgono spettacolari performance di artisti di strada. Da Carpineto Romano si raggiunge il Monte Semprevisa, 1536 metri. La salita è piuttosto lunga ma assai dolce.

Allies full of history, events linked to famous Popes, folklore and tradition. The city narrates itself through its characteristic landscape.

San Francesco in meditazione Michelangelo Merisi detto il Caravaggio

Old churches, palaces of local aristocracy and characteristic lanes make Carpineto Romano a town which has preserved the value of its medieval origins thanks to some traditional events. First of all, the feast of its patron saint St Augustine, on August 28th, during which every year the town districts compete against each other to win the “Palio delle contrade” (a traditional horse race). Carpineto has interesting links with the history of the Roman Catholic Church: Pope Leone III, named Gioacchino Pecci, was born here; moreover, its twin city is Wadowice in Poland, the hometown of Karol Jòzef Wojtyla, known as Pope John Paul II. Carpineto hosts another outstanding event, the Busker Festival, which has become a well-established happening in the town’s summer events calendar: lanes ad squares are the setting for spectacular street artists’ performances. Monte Semprevisa, 1536 metres, can be reached from Carpineto Romano. The climb is quite long but gentle.

Paola Mentuccia

Il fascino senza tempo di

Carpineto Romano The timeless fascination of Carpineto Romano

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L’antica citta’ di Montefortino The ancient town of Montefortino Artena fu possedimento di nobili famiglie romane che hanno lasciato la propria impronta in questo suggestivo borgo

Artena was the property of noble roman families that left their mark in this evocative village.

Citata per la prima volta da Tito Livio, l’attuale città di Artena nasce con il nome “Montefortino”. Nel 1600 padrone della città era Marzio Colonna ma passò presto di proprietà al Cardinale Aldobrandini. Montefortino fu poco dopo acquistata dalla famiglia Borghese che diede vita a prestigiose opere cittadine, tra cui l’attuale Piazza della Vittoria, l’Osteria, il Palazzetto del Governatore, il Granaio, Palazzo Borghese, dimora ancora oggi della famiglia, e il monumentale Arco Borghese, porta principale d’ingresso al centro storico e simbolo della città, che non ha perso, nel tempo, il suo fascino antico. Tra gli eventi di spicco della tradizione di Artena, la festa dedicata alla Madonna delle Grazie che si celebra la terza domenica del mese di maggio dal 1731: un appuntamento suggestivo e spettacolare caratterizzato da infiorate artistiche che accendono di vitalità l’intero centro cittadino. Ogni anno, inoltre, tra la fine di agosto e l’inizio di settembre, Artena dedica una festa alla città antica di Montefortino. L’evento prevede passeggiate a dorso di mulo nell’antico borgo, spettacoli di musica, appuntamenti tradizionali e la degustazione delle eccellenze enogastronomiche del territorio: dal vino all’olio, dalla pasta fresca ai dolci, dai formaggi agli insaccati, fino al miele.

First mentioned by Tito Livio, the present town of Artena was born as a stronghold called “Montefortino”. In 1600 the feud belonged to Marzio Colonna who soon devolved it to Cardinal Aldobrandini. Shortly afterwards Montefortino was bought by the Borghese family who gave rise to important town construction works, including the present Piazza della Vittoria (Victory Square), Osteria (the Tavern), Palazzetto del Governatore (the Governor’s Palace), Granaio (granary) and Palazzo Borghese (Borghese Palace), the latter still being a family propriety. The monumental Arco Borghese (Borghese Arch) is the main gate to the old town centre, as well as the town’s symbol, which has not lost its fascination in the course of time. One of the most important events in Artena is the feast of Our Lady of Graces celebrated on the third Sunday of May since 1731: a fascinating and spectacular procession characterized by an artistic infiorata (crucifixes and banners decked with flower petals) that livens up the whole town centre. Moreover, every year, between the end of August and the beginning of September, Artena dedicates a happening to the historical centre of Montefortino. The event includes a muleback ride in the old part of the town, music and art events, tasting local food and wine specialties such as wine, oil, fresh made pasta, bakery, cheese, sausages and honey. Paola Mentuccia

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Veduta d’insieme dei Monti Prenestini

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Lungo i sentieri amati dal Papa Beato Along the paths loved by the BLESSED POPE Tredici borghi immersi in un incredibile paesaggio: tra boschi, santuari, grotte carsiche e panorami. Un itinerario di natura, storia e tradizioni antiche

Sono sentieri antichi ad attraversare i pascoli che diventano prato e poi bosco lambendo l’acqua che scorre in cascatelle, lasciando affiorare qua e là i segreti delle grotte carsiche, incrociando i borghi ricchi di storia dove ritmi, sapori e tradizioni continuano ad evocare una calda atmosfera agreste. E’ la natura incontaminata la protagonista dell’itinerario dei Monti Prenestini, un’oasi di pace a soli 50 chilometri da Roma. Lassù saliva a raccogliersi in preghiera Giovanni Paolo II, anche prima di diventare Papa. Il sentiero che porta alla sua meta preferita, il santuario della Mentorella, una rupe a picco sopra la Valle del Giovenzano, oggi porta il suo nome: sentiero Wojtyla. Fu la sua prima uscita pubblica da Pontefice, e vi tornò spesso quando sentiva forte il bisogno di preghiera. L’incanto del paesaggio naturale si alterna agli antichi borghi dove le mura di pietra restituiscono echi del passato con testimonianze che dal Rinascimento risucchiando ancora indietro nel tempo per più di duemila anni ancora. Si avverte intenso, a Palestrina, considerata la capitale del comprensorio, il fascino del Principe della musica. La casa natale del grande compositore rinascimentale è sede della Fondazione Giovanni Pierluigi da Palestrina a lui

dedicata. Con l’auditorium all’aperto, i ritratti, i manoscritti cinquecenteschi dei suoi Mottetti, i volumi di canto gregoriano e le riproduzioni di antichi strumenti più una ricca biblioteca di circa seimila tomi di musica e musicologia. E il Santuario della Fortuna Primigenia, eretto nel secondo secolo avanti Cristo, i cui resti - inglobati nell’abitato medioevale - tornarono a galla con i bombardamenti della seconda guerra mondiale. Intorno gli altri centri: San Cesareo, Zagarolo, Labico, Gallicano nel Lazio, Valmontone, Cave, Castel San Pietro Romano, Rocca di Cave, Capranica Prenestina, San Gregorio da Sassola, Bellegra, Olevano Romano, Genazzano. Campanili che svettano qua e là offrendo viste mozzafiato su paesaggi gialli di ginestre in primavera e sui boschi di roveri e castagni. E poi pinete, abetaie, faggeti e querce. Più a valle grandi distese di uliveti e ancora i vigneti della zona di Olevano Romano da cui si produce il famoso vino cesanese, immancabile protagonista delle tavole locali. Tavole che, soprattutto d’inverno, possono proporre il risvolto più godereccio di un itinerario tutto natura e storia: la ricotta di pecora tiepida con cui si riempiono enormi ravioli conditi con sugo di castrato.

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E ancora una fine pasta fatta in casa con farina integrale, le “lane pelose”, che ben si sposano con intingoli più piccanti, e le tagliatelle con i fagioli. Una vera meraviglia da palati fini quello che invece si può ottenere con le castagne (dalle “mosciarelle” di Capranica ai marroni di Cave, Montelanico e Carpineto, ognuna con il suo inconfondibile sapore). Si possono mangiare “nature” o in mille ricette elaborate con la sua farina: torte, castagnacci, frittelle, crepes, mousse, marmellate, polenta e persino birre alle castagne.

Thirteen villages immersed in an incredible landscape, among woods, shrines, karst caves and views. An itinerary in nature, history and ancient traditions Along the paths beloved by Pope John Paul II, we find an itinerary made of nature, history and ancient traditions on the Monti Prenestini. Thirteen villages immersed in an incredible landscape among woods, sanctuaries, pastures, Karst caves and breathe- taking views, in a welcoming rural atmosphere. Ancient paths cross the pastures that become meadows and then wood, skirting the water that pours from the small waterfalls, letting emerge the secrets of the Karst caves and coming across villages, rich in history, where the rhythms, flavours and traditions continue to recall a cosy rural atmosphere. The unspoiled nature is the protagonist of the Monti Prenestini itinerary, a haven of peace only 50 km away from Rome. Pope John Paul II used to go there to pray, even before becoming pope. The road leads to his favourite place, the sanctuary of Mentorella, a crag that overlooks the Giovenzano

San Gregorio da Sassola

Valley, the path that today has taken his name: Wojtyla Path. He went there for its first public outing as Pope, and went back there every time he felt a strong feeling to pray. The enchantment of the natural landscape alternates with the ancient villages where the walls made of rocks give back the echoes of the past, witnessing the ancient years, from two thousand years before the Renaissance. The fascination of the Prince of Music (Giovanni Pierluigi) is very intense in Palestrina, considered as the capital of the area. The birth place of the composer of the Renaissance now houses the Foundation of Giovanni Pierluigi from Palestrina, dedicated to him. It is made up of an open auditorium, portraits, handwritten of the ‘500 of its “Mottetti”, books of Gregorian chants, the reproductions of ancient instruments, and a library composed of 6000 books on music and musicology. The shrine of the Fortuna Primigenia, erected in the II century B.C, whose finds- enclosed in the medieval town- came to light with the bombing of the Second World War. Other villages surround the area: San Cesareo, Zagarolo, Labico, Gallican nel Lazio, Valmontone, Cave, Castel San Pietro Romano, Rocca di Cave, Capranica Prenestina, San Gregorio da Sassola, Bellegra, Olevano Romano and Genazzano. The bell towers stand, giving breatheless views on landscapes coloured yellow by brooms in spring and on wood made of durmast and chestnuts.And also pinewoods, spruces, beech woods, oaks. Towards the valley there are huge lands of olive groves and vineyard in Olevano Romano, from which the famous wine “Cesanese” is produced, guaranteed in the local kitchens. These kitchens, especially in winter, offer an incredible menu made of history and nature: warm ricotta cheese is put in large “ravioli” seasoned with mutton sauce. A thin hand-made pasta made with wheat meal, the “lane pelose”, that goes well together with spicy sauces, and the “tagliatelle con fagioli”. A wonder for fine palates are the chestnuts (from the “mosciarelle” of Capranica to the sweet chestnuts of Cave, Montelanico and Carpineto, each one with a different flavour). They can be eaten raw or in many recipes made with its flour: cakes, “castagnaccio”, pancakes, crepes, mousses, jams, “polenta”, and even chestnuts beers. Elena Ceravolo

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Museo del Giocattolo Zagarolo

Un museo “diffuso” lungo la via Prenestina

A museum “widespread” along the PRENESTINA road

La pinacoteca del “paesaggio romantico”, la scogliera corallina di 100 milioni di anni fa, una grande raccolta di giocattoli e molto altro.

The picture gallery of the “romantic landscape”, the coral reef dating back 100 million years, a huge collection of toys, and much more besides.

Di usi contadini, di geopaleontologia, di naturalismo, del paesaggio e persino del giocattolo. Musei per tutti gli interessi per raccontare a 360 gradi la storia dei Monti Prenestini e non solo. A Capranica il museo naturalistico ricostruisce i più caratteristici ambienti locali: il pascolo, il prato, il bosco misto, l’acqua dolce, la grotta carsica. Una visita accompagnata da effetti sonori reali: vento, canti di uccelli, acqua che scorre, versi di animali. A Rocca di Cave l’appuntamento è al museo geopaleontologico con le rocce e i fossili di una scogliera corallina di 100 milioni di anni fa con le terrazze della roccaforte che funzionano da osservatorio sulla geodiversità del Lazio e un panorama che si estende per oltre 100 chilometri dalla costa tirrenica fino al centro della catena appenninica. Punta l’obiettivo sul mondo agreste e degli artigiani il museo della civiltà contadina di Cave con più di mille oggetti di vita quotidiana passata e la ricostruzione di contesti ambientali perduti. Una piccola sezione è dedicata alla coltivazione del tabacco. Olevano Romano, nella Villa de Pisa, ricorda il ruolo svolto a partire dalla fine del Settecento come luogo di incontro di artisti stranieri con il “Museo centro studi sulla pittura di paesaggio europea del Lazio”. Accanto alle mostre e ai convegni internazionali una vasta raccolta sul tema del “paesaggio romantico”. E dal 2005, a Zagarolo, nel cinquecentesco Palazzo Rospigliosi c’è il museo del giocattolo: 1400 metri quadrati per circa 800 pezzi che rappresentano la storia del giocattolo nell’Italia dell’ultimo secolo, oggetti di produzione europea ed americana. Di essi viene illustrata l’evoluzione nel corso del secolo, con un’attenzione particolare ai legami con la realtà sociale e culturale.

Prenestini and others: farmers’ everyday life, geo-paleontology, naturalism, landscapes and also toys. In Capranica, the naturalistic museum reconstructed the most characteristic local environments: the pasture, the meadow, mixed woods, freshwater, Karst caves. The tour is accompanied by real sound effects: wind, birds’ songs, running water, and the cries of animals. In Rocca di Cave the appointment is in the geopaleontological museum with the rocks and fossils of a coral reef a hundred years old. The terraces of the stronghold are used as observatory for the Latium geodiversity and for a view that extends over 100 km, from the Tyrrhenian coast to the centre of the Apennines. The museum of farming civilisation in Cave puts the attention on the rustic world of farmers, with more than a thousand objects of the everyday life in the past and the reconstruction of lost environments. A small section is dedicated to the cultivation of tobacco. In Olevano Romano, Villa de Pisa reminds us of its role, from the ‘700s, as a meeting place for foreign artists with the “Museum/ Research centre on European landscape painting of Latium”. Along with the exhibitions and international meetings, there’s a large collection on the “romantic landscape”. In Zagarolo the Toy Museum was set up in 2005, in Palazzo Rospigliosi, a XVI century palace: 1400 square metres for 800 pieces that represent the history of toys in Italy in the XX century, European and American products. Their evolution during the century is displayed, putting particular attention on the bonds with the social and cultural reality. Elena Ceravolo

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Il culto della fortuna ha caratterizzato questi luoghi rendendoli sede di reperti di inestimabile valore storico e artistico Due musei archeologici per una full immersion nella storia più antica del territorio. Collezioni di antichità ospitate in raffinate dimore nobiliari. Il nazionale di Palestrina ha sede nel rinascimentale palazzo Barberini, sulla sommità del santuario della Fortuna Primigenia. Schiera i più importanti reperti provenienti dall’antica Praeneste e dal suo comprensorio, ordinati per grandi temi, compreso quello del culto di Fortuna: la testa della statua della dea e la colossale figura di Iside-Fortuna, originale ellenistico in marmo bigio di Rodi. Tra i pezzi forti anche il famoso gruppo scultoreo della Triade Capitolina di Guidonia, soggetto unico del genere. E ancora i reperti delle necropoli. Senza dimenticare il grandioso mosaico policromo del Nilo, una veduta prospettica del paesaggio egiziano durante l’inondazione realizzata da artisti alessandrini alla fine del II a.C. A Valmontone il museo archeologico,dentro Palazzo Doria Pamphilj, presenta invece i siti venuti alla luce durante la costruzione della nuova linea ferroviaria ad alta velocità. Tra questi il sarcofago di III sec. d.C. decorato con scene di leoni che azzannano stambecchi, i frammenti del pettorale in cuoio e bronzo della “fanciulla di Valmontone”, i corredi funerari di Colle dei Lepri e le ricostruzioni del grande impianto termale e della mansio di Colle Pelliccione.

Sopra: Interno Museo Archeologico di Palestrina Destra: Tempio della Fortuna Primigenia Palestrina

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I musei PALESTRINA e

The archaeological museums


archeologici di

VALMONTONE of Palestrina and Valmontone

The cult of luck has characterised these places, making them become retrievals of inestimable historical and artistic value. Two archaeological museums for a full immersion in the earliest ancient history of the territory. Antique collections conserved in elegant noble residences. The National museum of Palestrina is placed in Palazzo Barberini, a structure of the Renaissance, situated on the top of the sanctuary of Fortuna Primigenia (Lady Luck). The museum displays the most important finds of the ancient “Praeneste” and its area, organised in themes, including the cult of Lady Luck: the head of the goddess statue and the large figure, the Hellenistic original made in grey marble of Rhodes. Among the unique finds there is a sculptural group of the Capitoline Triad of Guidonia. Other retrievals were found in the necropolises. We cannot forget the incredible polychrome mosaic of the Nile, a perspective view of the Egyptian landscape during the flooding, made by the Alexandrian artists at the end of the II century B.C. In Valmontone the archaeological museum is housed inside Palazzo Doria Pamphilj, and offers the sites that came to light during the construction of the new high speed railway track. Among these, the sarcophagus of the III century A.D. decorated with scenes of lions attacking ibexes; fragments of a bronze and leather breast plate belonging to the “fanciulla di Valmontone” (maiden of Valmontone); the grave goods of Colle dei Lepri and the reconstruction of the thermal baths complex and mansio in Colle Pelliccione. Elena Ceravolo

Sopra: Collegiata dell’Assunta e Palazzo D’Oria Valmontone Sinistra: Scorcio della Collegiata dell’Assunta Valmontone

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Casa delle Scatole di Latta Gerano

La Casa delle scatole di latta The House of Old Tin Boxes

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Racconti al profumo di vaniglia e cioccolato

Stories scented by vanilla and chocolate

La storia sociale e di costume a cavallo tra l’ottocento e il novecento vista attraverso le scatole di latta di biscotti e dolciumi. E’ una collezione unica quella ospitata a Gerano sin dal 2000. Una collezione che profuma di cannella e cioccolato capace davvero di evocare atmosfere e miti d’altri tempi. Un migliaio gli esemplari raccolti da Marina Durand de la Penne, direttrice del singolare museo, che per più di trent’anni ha raccolto questi scrigni di delizie che nelle case italiane venivano poi adattati a contenitori d’ogni cosa. Una raccolta che permette di leggere l’evoluzione della grafica e della pubblicità, di riacciuffare atmosfere passate, rievocare cambiamenti storici, tendenze artistiche e mode che si sono succedute nel nostro paese dal 1890 al 1950. Dalle prime scatole realizzate sul finire dell’ottocento in tempi d’ industrializzazione, passando poi attraverso monarchia, fascismo, campagna d’Africa, guerra e dopoguerra fino al boom economico. La Casa delle Scatole di Latta si trova in via del Palazzo.

The tin boxes of biscuits and sweets tell us about the social and traditional history between the ‘800 and ‘900. It is a unique collection housed in Gerano since the year 2000. A collection scented by cinnamon and chocolate that can really recall the myths and atmospheres of the past. A thousand models collected in the last thirty years by Marina Durand de la Penne, director of this unique museum. These cases of delicacies were used by Italian families as containers for everything. A collection that allows you to see the evolution in graphic art and publicity, to recapture the atmosphere of the past, to evoke historical changes, and fashion and artistic trends that followed in Italy from 1890 to 1950. From the first tin boxes made in the late ‘800s in the time of industrialisation, passing through the monarchy, fascism, the North African Campaign, war, post-war period, to the economic boom. The House of Old Tin Boxes is found in Via del Palazzo.

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Da sempre luoghi di preghiera prediletti da santi e papi, i Monti Prenestini sono tutt’oggi un’oasi di pace dove si respira un’atmosfera mistica

Favourite place of prayer for Saints and Popes, the Monti Prenesti are still today a haven of peace where you can feel a mystical air

Santuari, eremi e monasteri in uno scenario di pace non a caso prediletto da San Francesco, San Benedetto e da Papa Giovanni Paolo II. Bisogna salire fino a 1050 metri d’altezza per raggiungere il santuario della Mentorella lungo un percorso mozzafiato di una decina di chilometri che, partendo da Palestrina, sfiora i paesi di Castel San Pietro Romano, Capranica Prenestina e Guadagnolo. Secondo la leggenda il Santuario fu testimone, nel secondo secolo, della conversione di Sant’Eustachio. Due secoli dopo, l’imperatore Costantino fece costruire la basilica. Verso la metà del XIII secolo apparve la miracolosa statua lignea della Madre di Dio. I Benedettini abbandonarono l’abbazia cent’anni dopo e dovettero passarne altri 300 perché uno scienziato tedesco, il gesuita padre Atanasius Kircher, convinto che la Mentorella fosse tra i dodici monasteri fondati personalmente da San Benedetto vissuto per due anni proprio lì in una grotta naturale, cominciò l’opera di ristrutturazione e del rinnovamento della devozione alla Madonna della Mentorella. Chiese che il suo cuore fosse sepolto ai piedi della statua miracolosa. Vicino anche quello di Papa Innocenzo XIII che espresse lo stesso desiderio. Da qui a Bellegra dove è testimone del passaggio di San Francesco d’Assisi il “Sacro ritiro”, celebre per l’attività apostolica e per la bontà dei religiosi che vi trascorsero parte della loro esistenza. Sorge a circa due chilometri dal paese.

Sanctuaries, hermitages and monasteries are found in a backdrop of peace. It’s no accident that this was the favourite place of St. Francis, St. Benedict and the Pope John Paul II. You need to go up to 1050 m to reach the shrine of Mentorella, in a breath-taking walk of ten km that starts from Palestrina and passes near villages like Castel San Pietro Romano, Capranica Prenestina and Guadagnolo. According to the legend, the shrine witnessed, in the II century A.D, the conversion of St. Eustace. Two centuries later, the emperor Costantine erected the sanctuary. Around the mid XIII century the carved wooden statue of the Virgin Mary miraculously appeared. The Benedictines left the Abbey 100 years later, and another 300 years had to pass before a German scientist, the Jesuit father Atanasius Kircher started the renovation and the renewal of the devotion to Our Lady of Mentorella. The scientist was also convinced that the Mentorella was among the twelve monasteries founded by St. Benedict, who lived there for two years in a natural cave. The Jesuit father asked if his heart could be buried at the feet of the statue, close to the heart of Pope Innocent XIII who expressed the same wish. From here we arrive to Bellegra where we find the Holy Retreat of St. Francis, famous for its apostles’ activity and for the goodness of the religious people who stayed there for some part of their life. It rises at two km from the village. Elena Ceravolo

Le vette che avvicinano a Dio The peaks that get you closer to God

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La cucina della tradizione diventa arte Traditional cooking becomes art

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Due veri e propri ambasciatori del gusto, che custodiscono segreti e ricette originali delle preparazioni tradizionali del Lazio.

Two ambassadors of taste, which guard the secrets and the original recipes of traditional cooking of Latium

Anna Dente da San Cesareo, Antonello Colonna da Labico. Due ambasciatori della cucina romanesca, due grandi chef che hanno trasformato una tradizione familiare in arte sopraffina. Anna Dente, conosciuta come la “Sora Anna” è stata definita la “sacerdotessa dell’autentica cucina tradizionale romana”. La sua “Osteria di San Cesario” è nata proprio per “salvare” le preparazioni della tradizione romano-laziale. La “Sora Anna” fin da bambina si è divisa tra la macelleria-norcineria dei suoi genitori e le cucine delle osterie gestite a Roma dalla zia. Dalla madre e dalla nonna materna, “ciambellaia” di Caprinica Prenestina, ha imparato a conoscere e ad usare le erbe selvatiche, le farine e la loro trasformazione in pani, paste e polente, ciambelle, amaretti, pizze sbattute, panpepati e pangialli, pan di Spagna, torte e crostate. Il regno incontrastato di Antonello Colonna, battezzato dai critici come “L’ottavo re di Roma”, è attualmente il ristorante Open Colonna all’ultimo piano del Palazzo delle Esposizioni, a Roma. Ultima sfida di una carriera entusiasmante: dall’attività di famiglia di Labico alla conquista di New York sulla scia travolgente di una linea gastronomica, che pur saldamente ancorata alla più antica tradizione gastronomica romano-laziale, ha in sé caratteri fortemente rivoluzionari e di rara eleganza. Nel 2007 Antonello Colonna ha raccolto l’invito a gestire il roof garden di Palazzo delle Esposizioni, una serra di 2000 metri quadrati. Uno spazio bianco su cui lo chef disegna forme nuove di ristorazione, primo esempio di “maison gourmet” e primo spazio eventi contemporaneo in una cornice di fine Ottocento.

Anna Dente from San Cesareo, Antonello Colonna from Labico. Two ambassadors of roman cooking, two great chefs that transformed a family tradition in superfine art. Anna Dente, known as “Sora Anna”, is considered as the “priestess of the real and traditional roman cooking”. Her “Osteria di San Cesario”, her tavern, was started to “save” the roman/Latium cooking traditions. Ever since she was a child, the “Sora Anna” lived among the butcher shop of her parents and the kitchens of her aunt’s taverns in Rome. She learnt, from her mother and her grandmother (doughnut maker of Capranica Prenestina), to know and use the wild herbs and the different kinds of flour for the preparation of bread, pasta, “polenta”, doughnuts, macaroons, “pizza sbattuta” (a cake), gingerbreads, “Pangiallo” (Roman Christmas cake), sponge cakes and jam tarts. Currently the undisputed kingdom of Antonello Colonna, renamed by the critics as “the eighth king of Rome”, is the restaurant “Open Colonna”, on the last floor of Palazzo delle Esposizioni, in Rome. This has been the last challenge of an enthusiastic career: from his family activity in Labico to the conquest of New York, on the overwhelming wake of a gastronomic collection, characterized by revolution and incredible elegance, even if is still linked to the most ancient roman traditional cooking. In 2007 Antonello Colonna accepted the invitation to be in charge of the roof garden of Palazzo delle Esposizioni, a greenhouse of 2000 square metres. A white space where the chef invents new forms of cooking, a first example of “maison gourmet” and the first modern space for events in a setting dated late ‘800s.

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MagicLand è il nuovo parco divertimenti di Roma, situato a Valmontone (a circa 30 minuti di auto dalla capitale), aperto al pubblico dal 26 maggio 2011. Una superficie di 600.000 mq e una forte tematizzazione rendono la struttura unica nel suo genere.

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L’elemento dominante è la magia, palpabile in ogni angolo del Parco. Si tratta di un’iniziativa ideata e realizzata da Alfa Park, società specializzata nell’industria dell’entertainment con sede a Brescia, che ha al suo attivo anche la realizzazione e la gestione di Miragica, parco divertimenti di Molfetta (BA), inaugurato nell’aprile 2009. Con l’obiettivo di un pieno sfruttamento delle sinergie commerciali e di marketing, Alfapark ha sottoscritto una partnership con Rainbow, casa di produzione delle famose fatine WinX che caratterizzano, insieme ad altri personaggi Rainbow (Bombo, PopPixie, ecc…) alcune aree del Parco. Una nuova realtà che incrementa l’offerta turistica capitolina ma anche di tutta la zona delle Colline Romane. MagicLand, infatti, aggiunge qualcosa in


più al tradizionale e ormai affermato turismo storico-artistico ed enogastronomico di quest’area. È un turismo più giovane, almeno in Italia, che si fonda sulla cultura del divertimento e dell’evasione e che negli anni si sta ritagliando uno spazio sempre più importante nel panorama nazionale. MagicLand si affianca fin da subito ai maggiori parchi divertimento italiani e punta, negli anni, a competere con i principali Parchi Europei. MagicLand si inserisce all'interno del Polo Turistico Integrato di Roma-Valmontone, che comprende oltre al Parco anche il “Fashion District Outlet” e un complesso alberghiero in fase di progettazione. Oltre all’importante incremento turistico e ai notevoli indotti occupazionali ed economici che ne conseguono, il nuovo Parco divertimenti ha contribuito alla creazione di un fattivo dialogo tra i

vari attori del territorio (Regione Lazio, comuni interessati, Anas, ecc…) volto alla realizzazione e al miglioramento delle infrastrutture. È stata prevista la creazione ex novo e il miglioramento di infrastrutture esistenti in modo da facilitare gli accessi al Parco. In particolare sarà ampliato il casello autostradale A1 di Valmontone, sarà potenziata la stazione FS Valmontone e sarà effettuato un allargamento e adeguamento della Casilina nel tratto del casello autostradale di Colleferro. LE ATTRAZIONI Sono 35 le attrazioni che offre MagicLand, garantendo brivido per i più coraggiosi, ambienti da sogno per le famiglie e gioco per i bambini, ai quali è dedicata un’intera area del Parco.

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Incredibili montagne russe, tra queste Shock la più elettrizzante: un lunch coaster che si basa su un sistema di lancio all’avanguardia di tipo elettromagnetico e propone una corsa lungo le evoluzioni della rotaia con un’accelerazione iniziale di 100 Km/h in poco più di 3 secondi, una potenza di propulsione unica in Italia. Sempre per chi ama le sensazioni forti Cagliostro, una montagna russa al coperto e completamente al buio con vagoni rotanti che fanno perdere ogni punto di riferimento, gettando i passeggeri in un totale senso di disorientamento, o ancora Mystica, la torre di caduta alta ben 70 metri. Attrazione unica al mondo Huntik 5D, il più grande videogioco esistente dove, a bordo del suo vagoncino, con occhiali e pistola laser, il passeggero combatte contro creature mostruose che minacciano il Mondo. Avvincenti anche le attrazioni acquatiche: Yucatan e Le Rapide. Un antico tempio Maya con ripide cascate da percorre a bordo di speciali imbarcazioni la prima, un suggestivo rafting in un fiume impetuoso la seconda. Non mancano comunque attrazioni per tutta la famiglia. Affascinante la Maison Houdini, una mad house posta a 16 metri di profondità dal suolo, con pareti rotanti e pavimento inclinante. Le diverse combinazioni dei moti inducono nel pubblico un bizzarro senso di disorientamento e stupore. Per chi invece vuole godersi il Parco visto dall’alto in tutta la sua magia c’è L’Isola volante, una piattaforma sollevata da un imponente braccio fino a 40 metri di altezza che offre al pubblico un panorama a dir poco mozzafiato. GLI SPETTACOLI

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Originali musical e spettacoli di ogni genere vi aspettano nei 3 teatri di MagicLand e in altre aree del Parco per regalarvi momenti di intrattenimento davvero unici. Al Gran Teatro va in scena il musical del Parco, “Gattobaleno e la spada magica”. Il simpatico gattone, mascotte del Parco, racconta la fantastica storia d’amore tra la Principessa Meraviglia e il

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Principe Foltachioma che si snoda tra le canzoni più romantiche della storia e incantevoli balli. Spettacoli per bambini al Piccolo Teatro: “Bombo Interactive”, il primo cartone animato con cui è possibile interagire e “WinX”, lo spettacolo delle fantastiche fatine. Acrobazie degli artisti del “Circo Acquatico” alla Baia del lago e una nuova area per lo Stunt Show: rocambolesche manovre e strabilianti testa-coda intratterranno il pubblico tra adrenalina e divertimento. La vera grande novità della stagione 2012 sarà “Gladiatori”, lo spettacolo che va in scena al Palabaleno: una ricostruzione perfetta del Colosseo, uno spettacolo davvero unico. “Gladiatori” è il nuovo show che farà provare al pubblico l’emozione di assistere, in uno scenario a dir poco maestoso, ai combattimenti dei lottatori romani proprio come duemila anni fa. Una grandissima arena sarà il palcoscenico di feroci gladiatori che si batteranno fino all’ultimo in spietati duelli, regalando al pubblico incomparabili suggestioni. Dati principali Superficie totale: 600.000 mq di cui 50.000 mq di superficie coperta Occupazione a regime: 2.000 addetti Attrazioni: 35 di cui 1 unica al mondo Teatri: 2 + palazzo polifunzionale Punti Ristoro: 28 (di cui 4 ristoranti) Parcheggio: 5.500 posti auto realizzati con 60.000 mq di coperture fotovoltaiche in grado di riprodurre 5 megawatt di energia pulita utile per l’alimentazione del parco. Investimento: 300 milioni di euro Prezzi del biglietto: Intero € 35,00 Ridotto € 28,00 Serale (dalle 18) € 20,00 Ingresso gratuito per i bambini fino a 10 anni e di altezza inferiore a 1 mt.


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Sinistra: Veduta di Villa Adriana Tivoli Destra: Veduta di Villa D’Este Tivoli

L’arte delle fontane e dei giardini The art of the fountains and the gardens I giardini sono unici, esempio di uno stile che ha fatto tendenza in tutta Europa; le architetture sono espressione del passaggio di epoche e culture.

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Tibur Superbum. Così l’aveva battezzata Virgilio, nel I secolo prima di Cristo. E quella superbia Tibur, ora Tivoli, l’ha ancora mantenuta. Una città piccola, raccolta, immersa negli uliveti e orgogliosa del suo affaccio su Roma, e di angoli, qua e là, rimasti intatti, fermi nel tempo. Come Villa Adriana, la dimora a cinque stelle dove l’imperatore Adriano ha ricostruito le bellezze architettoniche del mondo; Villa d’Este monumento rinascimentale famoso per le magnifiche fontane che creano giochi d’acqua e suonano, e Villa Gregoriana, una gola verde tagliata da cascate, grotte, anfratti e resti archeologici. Le prime due ville sono già state dichiarate patrimonio dell’umanità, per Villa Gregoriana e l’intero centro storico, un borgo medievale caratterizzato da antiche chiese e case torri e gotiche, il riconoscimento Unesco dovrebbe essere vicino. E’ più antica di Roma Tivoli. Ha 3.226 anni. E visitare i

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suoi siti è un po’ come passeggiare nella storia. Nelle meraviglie. Quando il grande geografo dell’età augustea, Strabone, venne a visitarla rimase colpito dalla visione di due straordinari ed unici spettacoli: la fragorosa ed imponente cascata, che strapiombava sotto i templi di Vesta e della Sibilla, e la maestosità dell’immenso Santuario di Ercole Vincitore, già nel II secolo avanti Cristo, epicentro culturale, spirituale e commerciale e riaperto al pubblico nell’estate 2011 dopo anni di interventi. Raccontano la storia di Tivoli anche le chiese, come l’imponente cattedrale di San Lorenzo, nel borgo medievale, sormontata dall’altissimo campanile romanico. Una leggenda ne attribuisce la fondazione all’imperatore Costantino (306-337) che dopo l’editto di Milano, convertito al cristianesimo, concesse al culto cristiano le basiliche pagane; un’altra al pontefice tiburtino Simplicio (468-483). Sempre a Simplicio sono attribuite le chiese di San Pietro alla Carità, San Silvestro, Santa Maria Maggiore. In passato le bellezze della città hanno ispirato l’arte. Molti artisti del Grand Tour hanno alloggiato a Tivoli per dipingere i loro quadri ispirandosi in particolare alle cascate e


alle rovine archeologiche, ma anche all’ambiente bucolico. Fra i pittori francesi che si recarono a Tivoli Jean-Honorè Fragonard che, come riferisce Mammucari “nel 1761 risedette assieme all’abate Saint-Non e al pittore Hubert Robert a Villa d’Este - che l’inviato del duca di Mantova aveva messo a loro disposizione - E fu fra il verde di Villa d’Este e le rovine di Villa Adriana che si rivelò tutto il suo talento di paesaggista....”. Anche l’inglese Turner dedicò nel 1819 un suo quadro all’ambiente naturale della località. Nello stesso periodo del Grand Tour (e in particolare tra il 1774 e il 1846) in alcune ville rurali di epoca romana, vedi il fundus Cassianus, furono trovate diverse statue come le Muse con Apollo, l’erma di Pericle e l’erma di Azara, che sono conservate nei musei vaticani e nei più importanti musei europei. Nel 1883 inoltre è stata trovata nel centro storico la mensa ponderaria, il centro per il controllo dei pesi e delle misure (risalente al primo secolo avanti Cristo). Ma le scoperte non sono eventi eccezionali a Tivoli. Villa Adriana continua a restituire grandi ambienti. Tra i più importanti recuperi degli ultimi anni le Cento Camerelle, piccoli spazi sotterranei dove alloggiavano gli schiavi; la tomba attribuita presumibilmente a Antinoo il giovinetto amato da Adriano e idealizzato ed eroizzato dopo la sua precoce morte, e il complesso della palestra. Una città d’arte concentrata insomma. Che a febbraio offre anche un carnevale tra i più belli con enormi carri di cartapesta e ottobrate magiche caratterizzate dall’uva pizzutello, la tipica uva corna. Tivoli può essere anche la base di gite, di escursioni naturalistiche. E’ a un passo da Percile, il paese presepe che vanta due lagustelli protetti dall’Unione Europea per il loro habitat unico. E di Licenza il paese della villa di Orazio tuttora regno dell’aquila reale.

The gardens are unique, example of a style followed by all Europe; these architectures are the expression of the passage of cultures and epochs “Tibur Superbum”. This is how Virgil named it, in the I century B.C. And still today Tibur, now Tivoli, conserves that haughtiness. It is a small town, cosy, dipped in olive trees, proud of its view over

Rome and of glimpses, still intact and unchanged by time. Like the Hadrian’s Villa, the five star residence of the emperor Hadrian where he rebuilt the architectural beauties of the world; Villa d’Este, the monument of the Renaissance, famous for its splendid fountains that play music and create water performances; and the Gregorian Villa, a green ravine crossed by waterfalls, caves, narrow gorges and archaeological finds. The first two villas have already been declared world heritage sites; the Gregorian Villa and the historical centre, which is a medieval village characterised by ancient churches and gothic houses and towers, are close to the acknowledgment of the UNESCO. Tivoli is more ancient than Rome. Indeed it is 3,226 years old. So, visiting its sites is like walking across the wonders of history. When Strabo, the great geographer of the Augustan Age, came to visit the town, he was stunned by two extraordinary and unique spectacles: the impressive resounding waterfall, which is overlooked by the temples of Vesta and of Sibyl, and by the greatness of the huge temple of Hercules Victor, which was the cultural, spiritual and commercial centre from the II century B.C, and reopened to the public in the summer of 2011 after three years of restorations. The churches also tell the history of Tivoli, like the stately Cathedral of St. Lawrence, placed in the historical centre and surmounted by a high Romanesque bell tower. The legend says it was the emperor Constantine (306-337) who, after the Milan edict and his conversion to Christianity, gave the pagan churches to Christian community. Another legend was assigned to Pope Simplicius (468483), which erected the churches of St. Peter to the Charity, St. Sylvester and St. Maria Maggiore. In the past the beauties of the city inspired art. Many artists of the Grand Tour stayed in Tivoli to paint their works of art, receiving inspiration by the waterfalls, the archaeological ruins and the rural environment. Among the French painters that went to Tivoli, we find Jean-Honorè Fragonard that “in 1761 stayed with the abbot Saint-Non and the painter Hubert Robert in Villa d’Este- which was put at their disposal by the envoy of the Duke of Mantua. Among the green grass of Villa d’Este and the ruins of the Hadrian Villa, all his talent as a landscape painter came out…” Mammucari tells us. In 1819 the English painter Turner also dedicated a work of art to this natural environment. During the same period of the Grand Tour (especially between 1774 and 1846), in some rural villas of the Roman period, like the “fundus Cassianus”, many statues were found, such as “Apollo, leader of the Muses”, the herm of Pericles and the Azara herm that are kept in the Vatican museums and in the most important European museums. Furthermore, in 1883 a “mensa ponderaria”, the public office to control weights and measures, of the I century B.C. was found. But these discoveries in Tivoli aren’t unusual. The Hadrian Villa continues to give us extraordinary sites. Among the most important retrievals of recent years we have the Cento Camerelle, or “One Hundred Small Chambers”, which are little basements, where the slaves used to live; the tomb attributed to the youth Antinous, loved by Hadrian, idealized and heroized; the gym structure. In other words, it’s a city made of art. In February the town offers one of the most beautiful carnivals made up of great papier mâché floats, and October is the month of the grape Pizzutello, the typical “grape horns”. Tivoli can also be the place for trips and naturalistic excursions. It is one step from Percile, the village that boasts two “langustelli” preserved by the EU for their unique environment. And Licenza, the village where the Villa of Horatio is found and the kingdom of the golden eagle. Adelaide Pierucci

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Tivoli e le sue ville patrimonio dell’umanità Tivoli and its Villas, a world heritage

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Un luogo dove la storia ha lasciato segni indelebili del suo passaggio, dall’età degli imperatori al rinascimento, e dove la natura dà spettacolo di sè

A place where history has left permanent signs, from the emperor’s Age to Renaissance, and where nature shows itself

Perché siano tra i monumenti più visitati al mondo, capaci di esercitare un fascino unico negli amanti dei viaggi, è spiegato in sintesi perfetta dai motivi che hanno spinto l’Unesco a dichiarare due delle tre ville tiburtine patrimonio mondiale dell’umanità: “Villa Adriana è un capolavoro che in modo unico riunisce le più alte forme di espressione dell’essenza culturale dell’antico Mondo Mediterraneo” e “Villa d’Este è uno tra gli esempi eccellenti della cultura del Rinascimento al suo apogeo. I suoi giardini, nella loro specifica tipologia tra i primi al mondo, hanno profondamente influenzato lo sviluppo e la progettazione dei giardini in tutta Europa”. La terza, Villa Gregoriana, viene accreditata da tempo come prossimo sito Unesco per quel suo specialissimo fascino in bilico tra l’orrido e il sublime: nella cornice allestita nel 1834 sotto Papa Gregorio XVI, dopo la deviazione dell’Aniene e alla “grande cascata” convivono emergenze archeologiche, vestigia di varie epoche, grotte e scorci panoramici che ne fanno un parco di grande valore ambientale, storico e artistico. Ma non sono solo le ville, benché rappresentino la maggiore attrazione turistica, a fare di Tivoli una città unica al mondo. Di grande pregio la cittadella medievale, cuore del centro storico con scorci mozzafiato e la curiosissima “casa gotica” datata 1200. Senza dimenticare l’itinerario delle chiese: la Cattedrale, San Silvestro, San Pietro alla Carità e Santa Maria Maggiore.

The reason why the villas are among the most visited monuments in the world, and the tourists find themselves under the spell of them, can be explained by the many respects which urged the UNESCO into declaring two of the three “Tiburtine villas” a world heritage. “Hadrian’s Villa” is a masterpiece that captures, in a unique way, the highest forms of cultural essence of the ancient Mediterranean World; “Villa d’Este” is one of the perfect examples of the height of Renaissance. Its gardens, one of the firsts in the world of their kind, deeply influenced the development and design of all Europe’s gardens. The third one, “Gregorian Villa”, is thought to be the next site of UNESCO for its incredible captivation between the grotesque and the sublime: the Villa was set up by Pope Gregory XVI and situated after the diversion of the river Aniene. Around the “great waterfall” many archaeological finds, remains of different periods, grottos and panoramic glimpses coexist together, assigning, to the park, an incredible environmental, historical and artistic value. But the Villas, even though they represent the greater attraction for tourists, are not the only things that render Tivoli a unique town. Also the little medieval city is very precious, in the middle of the historical centre, which includes breathless glimpses and the incredibly curious “Gothic House”, dated 1200. Do not forget the church itinerary: the Cathedral, St. Sylvester, St. Peter to the Charity and St. Maria Maggiore.

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Il santuario di Ercole Vincitore The Shrine of Hercules Victor

Considerato il dio guerriero, per onorarlo i Tiburtini vollero dedicargli un’opera di maestoso ingegno

Considered as the God of War, to honour him, the Tiburtina people wanted to dedicate to him an opera of incredible intelligence

Il 2011 sarà ricordato a Tivoli come l’anno che ha visto restituire alla città dopo tre anni di restauri un’altra sua meraviglia, in grado di raccontare con un solo colpo d’occhio almeno duemila e 200 anni di storia tiburtina: il Santuario di Ercole Vincitore. Un progetto di recupero ispirato al principio del minimo intervento che parte dalla ricostruzione integrale delle testimonianze antiche ma che ha puntato a valorizzare anche le testimonianze di archeologia industriale: dal ‘700 in poi è passato da laboratorio di guanti a fabbrica di cannoni, da centrale elettrica a cartiera. Il cuore antico - che racchiudeva il teatro nel naturale digradare del terreno, una grande piazza con portici ed il tempio vero e proprio su un’area di tremila metri quadri - è uno dei maggiori complessi sacri dell’architettura romana in epoca repubblicana e venne edificato nel corso del II secolo a.C. Il culto di Ercole, uno dei più importanti del Lazio, è originario proprio di Tivoli fu esportato a Roma successivamente. I tiburtini lo veneravano sia come dio guerriero sia come protettore dei commerci e della transumanza delle greggi, attività su cui si basava l’economia locale. Il restauro da 15 milioni di euro è stato portato avanti da 150 maestranze specializzate mentre sono stati 10.400 i metri cubi di terra scavati.

In Tivoli the year 2011 will be remembered as the year when another of its incredible marvels has returned from restorations, after three years. It can tell you, in a blink of an eye, 2200 years of Tiburtina history: the temple of Hercules Victor. It’s about a recovery project, inspired to the principle of minimal interventions, starting from the entire reconstruction of ancient testimonies and that also wants to enhance the testimonies of industrial archaeology: from the ‘700s on, it has been used as a gloves workshop, cannons factory, powerhouse and paper factory. The ancient centre- which included the theatre that follows the natural slope of the ground, a big square made of porches and the temple placed on 3000 square metres- is one of the greatest sacred structures of roman architecture in the Republican period, and it was built in the II century B.C. The cult of Hercules, one of the most important in the Latium, started exactly in Tivoli and was, subsequently, taken to Rome. The population of the Tiburtina worshipped him as a warrior god and as the patron of commerce and of the transhumance of the flocks, the local economy-based activity. The restorations cost 15 million euros; it was done by 150 specialised workers and 10.400 cube metres were dug in the ground. Adelaide Pierucci

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Centro Storico di Percile

L’incanto di Percile

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The enchantment of Percile

A passeggio nel borgo medievale, ripercorrendo memorie lontane e perdendosi in panorami emozionanti

Walking through the medieval village, retracing far memories and getting lost in evocative views

Un borgo abitato da poco più di 250 abitanti al centro di un mare verde di natura incontaminata. E’ Percile, il paese dagli scorci mozzafiato da cui è facile cogliere in volo l’aquila reale che nidifica sulle pareti del Monte Pellecchia. Ma è noto soprattutto per essere il paese dei “lagustelli”, due specchi d’acqua incastonati in doline carsiche e contornati da una ricca vegetazione che ne fa un vero scrigno di meraviglie per appassionati della natura. Dei due laghi il maggiore è il Fraturno,118 metri di diametro massimo e 16 di profondità: si estende per una superficie di 9 chilometri quadrati ed è dominato dai resti di un antico paese. Marraone è più piccolo ma più profondo: va giù fino a 40 metri. E non lontano i ruderi di un antico castello. L’itinerario ai lagustelli si può percorrere a piedi o in bicicletta, senza escludere il cavallo visto che molti maneggi della zona organizzano spesso passeggiate. E’ uno dei punti più suggestivi del Parco dei Monti Lucretili considerato un “balcone” sulla valle dell’Aniene e verso il gruppo dei Monti Ruffi-Prenestini. Un’oasi di grande pace. E non stupisce se un esemplare di orso marsicano (Ursus arctos) errando dalla catena appenninica abruzzese si è rifugiato nell’autunno del 1997 tra i boschi a cavallo dei comuni di Orvinio e Percile riconquistando spazi che in passato gli appartenevano.

A village lived by little more than 250 inhabitants, placed in the centre of a green sea of spotless nature. This is Percile, the village of breathless views, where it’s easy to see a golden eagle flying and making a nest on the rock face of Monte Pellecchia. But it is famous especially for being the village of the “lagustelli”, two lakes fitted in the valley and surrounded by rich vegetation, which make it become a real treasure box for nature lovers. The biggest one is the Fraturno, 118m in diameter and 16m in depth: it has a surface of 9 square kilometres and is dominated by the ruins of an ancient village. Not far away there are also the remains of an ancient castle. The “lagustelli” itinerary can be experienced on foot or by bicycle, but you can also consider the use of a horse, given that many riding stables in the area organise rides. It is one of the most evocative places of the Monti Lucretili National Park, considered as the “balcony” on the Aniene valley and towards the group of the Monti Ruffi-Prenestini. It’s a haven of peace. So it isn’t surprising that, in the autumn of 1997, an example of marsican brown bear (“Ursus arctos”), coming from the Apennines Mountains, took to the woods between the municipals of Orvino and Percile, retaking the lands, which once belonged to it.

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Adelaide Pierucci


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Come raggiungere le Colline Romane How to get to the COLLINE ROMANE

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Automobile/by Car - La via Appia passa per Castel Gandolfo, Albano, Ariccia, Genzano e Velletri. - La via Anagnina conduce a Grottaferrata e prosegueverso Rocca Priora e Artena. - La via Tuscolana arriva ai comuni dei Castelli Romani. - L’Autostrada Roma-Napoli (A2) collega sia Frascati, Monte Porzio Catone, Montecompatri e Rocca Priora (uscita Monte Porzio), sia le cittadine che si trovano lungo la valle del Sacco e sui monti Prenestini e Lepini (uscite San Cesareo, Valmontone, Colleferro). - La via Prenestina conduce a Zagarolo, Palestrina, Cave, Genazzano e Olevano Romano. - The Via Appia takes you through Castel Gandolfo, Albano, Ariccia, Genzano and Velletri.


- Via Anagnina takes you to Grottaferrata, Rocca Priora and Artena. - Via Tuscolana goes directly to Frascati, within easyreach of all the other towns in the Alban Hills. - the Rome-Naples Autostrada (the A2 toll-road) will getyou quickly to Frascati, Monte Porzio, Montecompatri and Rocca Priora (Monte Porzio exit), while the San Cesareo, Valmontone and Colleferro exits are best fortowns located in the Sacco Valley, in the Prenestiniand Lepini Mountains. - The Via Prenestina takes you to Zagarolo, Palestrina, Cave, Genazzano and Olevano Romano. Bus/by Bus Le linee regionali CO.TRA.L collegano i centri dei Castelli Romani e della Valle del Sacco al Terminal Anagnina. Quelli che servono l’area prenestina e tiburtina confluiscono invece al terminal di Ponte Mammolo. CO.TRA.L buses link all the towns in the Alban Hills and the Sacco Valley to the Anagnina Terminal. Bus linesserving the Prenestine and Tiburtine area end at the Ponte Mammolo terminal. Treno/By train Tre linee ferroviarie collegano la Stazione Termini di Roma ai Castelli Romani: la Roma-Frascati, la Roma-Al-bano, la Roma-Velletri. Three railway lines connect Rome’s Termini Station tothe Alban Hills: the Rome-Frascati line, the Rome-Al-bano line, the Rome- Velletri line.

How to get to the COLLINE ROMANE

Aereo/By plane Lo scalo più vicino alle Colline Romane è quello di Ciampino. The airport closest to the Roman Hills is Ciampino.

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