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CONCORSO D’ELEGANZA VILLA D’ESTE

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BELLE EPOQUE Irresistibili attrazioni sul lago di Como Testo Alessandro Botta Fotografie Cattura

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‘LA PRIM A EDIZIONE FU VINTA NEL ‘29 DA UNA ISOTTA FR ASCHINI TIPO 8. NEL PALM AR ÈS LANCIA PR ECEDE L’ ALFA’

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otogrammi di epoche passate per una kermesse di respiro internazionale. Ambientazione unica e di enorme fascino, questo è il concorso d’eleganza Villa d’Este. Il 2014 è un anno di celebrazioni, cominciando dai 10 anni di collaborazione tra BMW e il concorso, nato nel 1929, in tempi non sospetti, ma in concomitanza con l’avvio della produzione, su licenza della Austin Seven, delle prime quattro ruote bavaresi, che si affiancaro84

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no proprio nel ’29 alle motociclette. Gli anniversari più importanti, però, sono rappresentati dal centesimo compleanno Maserati e dai 110 anni di Rolls Royce. La mostra tematica per questa edizione è giustamente dedicata alle creazioni che hanno visto la luce inizialmente a Crewe (36 Miglia a Sud di Manchester) all’inizio dl secolo scorso. Un gigantesco spirito dell’estasi, stilizzato e coperto di veli fluttuanti, come l’originaria musa ispiratrice, ha accolto i visitatori in modo alquanto scenografico. Rolls Royce di varie epoche e auto dell’attuale


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gamma, tutti esemplari particolari in allestimenti rari, hanno fatto bella mostra di sé, compresa l’atipica Camargue e l’iconica Silver Wraith. Superati i veli tenui e azzurrati dell’unico padiglione coperto, si entra nel vivo dell’evento. Di fronte all’imperiosa Villa d’Este, in uno dei punti più suggestivi del Lago di Como, appare un vero tesoro di cultura e stile. Sembra di essere tornati ai tempi della Bella Epoque. Molti concorrenti, abbigliati in perfetto stile, improvvisano deliziosi pic-nic sui verdi prati del parco di Villa Erba e Villa d’Este, aperti al grande pubblico di curiosi e appassionati nelle giornate di sabato e domenica. Il vero concorso si tiene come di consueto a porte chiuse il venerdì. La Coppa d’oro è stata vinta ancora una volta, la quarta, un record, da Corrado Lopresto. Il noto collezionista si è aggiudicato anche il premio del pubblico (Trofeo BMW Group Italia). Un doppio trionfo meritatissimo, l’Alfa Romeo 6C 1750 Gran Sport carrozzeria Zagato/Aprile è in effetti bellissima, restaurata con competenza e maniacalità del dettaglio. La mascherina anteriore con i bordi rifiniti a mano è commovente. Anche Maserati ha avuto in dono per i suoi 100 anni due premi. Il trofeo Best of Show è andato alla strepitosa 450 S Di Albert Spiess, secondo di 9 esemplari costruiti. Giusto riconoscimento a un capolavoro di design presentato in condizioni superbe. Oltre alle vetture d’epoca il concorso pre-

La vincitrice del concorso, Alfa Romeo 6C 1750 GS Compressore, uno spider nato con carrozzeria Zagato nel 1931 e poi ricarrozzato dalla carrozzeria Aprile di Savona su disegno di Mario Revelli di Beaumont nel 1938. Il restauro ha riscoperto i colori originali e i dettagli di rifinitura grazie a una tecnologia utilizzata per il restauro delle pellicole d’epoca applicata alle foto originali. Il proprietario Corrado Lopresto mostra orgoglioso le coppe vinte.

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CONCORSO D’ELEGANZA VILLA D’ESTE Da sinistra dall’alto in basso La stupenda Ferrari 500 TRC Scaglietti di Claudio Caggiati; l’incredibile Rolls Royce Silver Cloud I di Marcello Fratini, realizzata da Harold Radford come Shooting Brake; la Lancia Astura tipo 233 con carrozzeria Pinin Farina di Orin Smith. A destra la Ferrari 250 GTO Scaglietti della Lionshead West Collection. Al concorso si sono viste come sempre auto stratosferiche.

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‘IL COLPO DI GR AZIA È STATO OSSERVARLE M ARCIAR E SOTTO LE TRIBUNE, PR ESENTATE IN MODO M AGNIFICO DA SIMON KIDSTON’

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mia anche i prototipi. Una scelta corretta e quasi obbligata, pensando alla storia del concorso, nato per celebrare il genio dei carrozzieri che si sfidavano a colpi di pezzi unici. Dal 2002 è stato, quindi, introdotto il Design Award for Concept Cars, quest’anno attribuito dal pubblico alla travolgente Maserati “Alfieri”. Una bella soddisfazione per Lorenzo Ramaciotti, presidente della giuria del concorso, che ha dato il via al progetto sviluppato e portato a compimento dal centro stile Maserati sotto la supervisione di Tencon. Il Trofeo BMW Group (primo premio e best of show) per le moto d’epoca è stato assegnato dalla giuria alla Opel Motoclub Supersport del 1929 di proprietà di Mattias Hünn.

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Questo sidecar con profilo a siluro ha conquistato tutti, giovani e adulti, con la sua livrea rossa e argento modernissima, con un design senza tempo, come un dirigibile Zeppelin. Tra i prototipi anche una futuribile Mini agli estrogeni, accompagnata dalle progenitrici, che osservavano incuriosite la crescita dimensionale della stirpe. Le foto parlano da sole, un parterre di vetture e moto eccezionale: la 250 GTO, la SWB e la California spider di casa Ferrari; difficile dimenticarsi della serie di Rolls Royce tra cui l’affascinante e inglesissima Silver Cloud allestita per i cacciatori, o la Sedanca de Ville del Maraja con le luci per indicare la presenza dei reali a bordo.


In questa pagina In alto la Lancia Aprilia type 239 Spider Pinin Farina del 1938, di Maria Teresa Orecchia; a fianco la BMW 507 disegnata da Goertz nel 1957, un 8 cilindri da 3168 cc arrivato dagli Stati Uniti; in basso dettagli della Alfa Romeo 6C 3000 CM Superflow IV di Pinin Farina. Nell’altra pagina In alto la Ferrari 250 GT Interim; appena sotto la Maserati A6GCS, 1985 cc di Matteo Panini; sotto da sinistra a destra la Hispano Suiza H6B di Chapron, la particolarissima e superaffascinante Maserati V4 sport a 16 cilindri di Zagato e la Ferrari 250 GT LWB Spider California. Tutte queste Ferrari sono opera di Pinin Farina (che poi divenne Pininfarina nel 1961 per decreto del Presidente della Repubblica).

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‘UNO SGUAR DO AL FUTURO CON SPLENDIDE CONCEPT CAR’

La Maserati Alfieri, progettata per festeggiare il centenario della casa Modenese. Il nome rende omaggio al fondatore dell’azienda. L’Alfieri è stata progettata al Centro Stile Maserati di Torino da un piccolo gruppo di giovani designer, sotto la direzione di Marco Tencon. L’idea originale del progetto è di Lorenzo Ramaciotti. La concept car evoca la pluriennale esperienza nello sport automobilistico e la tradizione degli esclusivi veicoli GT. Il propulsore, prodotto a Maranello, è costituito da un motore V8 aspirato, 4,7 litri con 460 CV e 520 Nm di coppia.

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La Lamborghini 5-95, commissionata dal famoso collezionista Albert Spiess, ha avuto come base di partenza la Gallardo LP570-4, della quale ha mantenuto lo stesso V10 e la trasmissione. Il design richiama la Huracàn LP610-4, ormai in pensione. Presenta un paraurti anteriore in stile Aston Martin One-77, molto aerato, con il tetto a doppia gobba, marchio di fabbrica Zagato. Non è la prima volta che Lamborghini e Zagato collaborano per sfornare progetti unici. La prima collaborazione iniziò quasi 50 anni fa con la 3500 GTZ. In seguito ci sono state due Diablo, la Zagato Raptor e la Lamborghini Canto.

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Il “siluro” Opel Le due ruote sono diventate parte integrante del programma di Villa d’Este nel 2011. Quest’anno si sono potute ammirare due quattro cilindri del costruttore statunitense William Henderson degli Anni ’20. Forte interesse hanno destato anche le cinque motociclette provenienti da Inghilterra, Italia e Germania, che tra il 1929 e il 1937 spinsero il record di velocità da 200 a 279 km/h. Un’ulteriore attrattiva è stata rappresentata da una delle poche motociclette che sfoggiano il marchio del Tridente: la Maserati T 4 Regolarità, nella foto qui sotto. Molto ammirata anche la Harley Davidson 20-J (in basso a sinistra), derivato dal mezzo da competizione che ha dominato le gare con la squadra corse diventata nota come il “ Wrecking Crew“. I modelli da competizione erano privi di lussi come i sedili a molle. La vittoria è andata alla Opel Motoclub Supersport (1929, Germania). Ha un solo cilindro e un motore di 496 cc. Il proprietario dell’esemplare premiato è un tedesco, Matthias Hünn. La Casa automobilistica tedesca Opel di Rüsselsheim si dedicò alla produzione in serie di motociclette già agli inizi del secolo scorso. Nel 1928 l’acquisizione delle officine Elite-Diamant, in Sassonia, consentì di gettare nuove basi. A tal fine Opel acquisì i diritti per la produzione della motocicletta con telaio in acciaio e forcella oscillante progettata da Ernst Neumann-Neander. Anche la navicella a forma di siluro, fabbricata in esclusiva dal produttore di sidecar Kali di Francoforte, è sorretta dalla struttura a barre incrociate ideata dallo stesso Neander. Nel 1930 la vendita di Adam Opel AG a General Motors determinò la fine prematura dell’Opel Motoclub.

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