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REGISTRAZIONE: Tribunale di Torino n. 40/2011 del 27/6/11 - N.15 Anno 3

IMAGAZINE NVESTO MONEY & LIFESTYLE

DUEMILAQUATTORDICI

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WebTv - Social Network dedicata alle startup. Presto online su www.startupgeneration.it le storie piĂš coinvolgenti di sogni diventati realtĂ . Stay Tuned.


quando EDITORIA E TECNOLOGIA VANNO DI PARI PASSO...

Investo Magazine si avvale della tecnologia ‘Digimarc’, grazie alla quale è possibile visualizzare i contenuti multimediali della nostra rivista. In questo numero, a causa di problemi tecnici che ci hanno causato un ritardo sui tempi tipografici non siamo riusciti ad inserire l’immagine digitalizzata. È comuque possibile accedere a tutti i nostri contenuti interattivi attraverso il nostro canale You Tube: http://www.youtube.com/user/InvesTOmagazine dove troverete anche l’intervista dell’articolo a pagina 45.

Stay Tuned!


Dear Reader..

Caro Lettore...

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espite the economic crisis, there is a light at the end of the tunnel. In times in which the market situation is not positive, the desire to do business and the proliferate of good ideas, seem to foil the plot. These are the results of a research conducted by InfoCamere among the special section of the register of companies, dedicated to innovative start-ups a little over a year from its creation. In the past year, an average of five start-up a day were registered. To facilitate the set up and development of these new businesses, the government, with the Growth Decree 2.0 passed into law December 19th, 2012, set out some exemptions for new business: tax benefits, as well as some important exceptions in the context of corporate law, but also in labour laws. You can read about all these news in our special column Investo Startup, the feature we have inserted from our last issue. The column is run by two young lawyers qualified in this field, Filippo Mortarotti from PAVESIO E ASSOCIATI in Turin and VITTORIO DE VECCHI LAJOLO from THOMAS RECHTSANWÄLTE in Berlin. If a bimonthly feature on Investo Magazine would not be enough for you, we have the famous plan B and we invite you to know a little bit more about start-ups visiting the website www.startupgeneration.it , where you can read about the protagonists of this new way of making business: their fresh and innovative ideas can be realized thanks to the help of investors. Another lawyer, Milena Prisco from Musy Bianco and Associati i Turin, will to explain for you everything about star-ups… so, enjoy the reading!

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onostante si continui a parlare di crisi, spunta una luce in fondo al tunnel. In un periodo in cui le condizioni del mercato non sono vantaggiose, la voglia di fare impresa e il fermento di chi ha buone idee sembrano sfidare la congiuntura. Tutto ciò emerge da un’analisi di InfoCamere dei dati della sezione speciale del Registro delle imprese gestito dalle Camere di commercio, dedicata alle start-up innovative ad un anno dalla sua creazione. Nell’ultimo anno sono insomma spuntate una media di cinque startup al giorno.
 Per agevolarne la nascita e lo sviluppo il Governo, con il Decreto Crescita 2.0 convertito in legge il 19 dicembre 2012, ha predisposto una serie di esenzioni ai fini della costituzione ed iscrizione dell’impresa nel Registro delle Imprese, agevolazioni fiscali, nonché deroghe al diritto societario e una disciplina particolare nei rapporti di lavoro nell’impresa. Tutte queste news e queste tendenze le potrete scoprire nella rubrica che abbiamo iniziato a curare dallo scorso numero Investo Startup e che in questo vede protagonisti due giovani avvocati specializzati nel settore, Filippo Mortarotti dello studio PAVESIO E ASSOCIATI di Torino e VITTORIO DE VECCHI LAJOLO dello studio THOMAS RECHTSANWÄLTE di Berlino. Se una rubrica bimestrale su Investo Magazine non dovesse bastarvi allora abbiamo il famosissimo piano B e vi invitiamo ad approfondire il mondo delle startup sul nostro nuovo portale appositamente creato e dedicato: www.startupgeneration.it qui avrete modo di conoscere i protagonisti di questo nuovo modo di fare impresa, fatto di idee fresche e innovative che vengono concretizzate grazie agli investitori. Su startupgeneration un altro avvocato Milena Prisco dello studio Musy Bianco e Associati di Torino sarà pronta a spiegarvi in modo più approfondito questo ricco e complesso mondo delle startup… allora leggeteci e buona visione!

Patrizia Caridi


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15 | PSICO INVESTO Il PIL fa la felicità Alessandro Meluzzi

21 | INVESTO BANKING news Formazione e lavoro Barbara Chiavarino

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23 | INVESTO BANKING news Finanza Islamica Redazione de ‘La mia Finanza’

31 | INVESTO BUILDING Il giro d’Italia dove la casa resta un tesoro Massimiliano Sciullo

35 | INVESTO BUILDING MIPIM, il futuro del mattane globale Francesco Papa

45 | INVESTO MAN Oswald Zuegg Patrizia Caridi

5i | invesTO startup La figura giuridica della Start-Up innovativa

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Filippo Mortarotti

56 | news startup Il Salone del libro apre alle Start-Up Ufficio Stampa

61 | INVESTO coach Livio Sgarbi Alessandro Dattilo

65 | investo luxury Le origini antiche di uno stile contemporaneo Micaela Barisone

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69 | INVESTO design Quando lo sport è disciplina ma pure stile Pietro Diana

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77 | INVESTO TRAVEL Torino Ardena Caramello

87 | investo road Nissan Juke Nismo 1,6 Marco Longhini

95 | style to woman

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Sesso debole? No grazie. Valentina Polidori

101 | investo ciak Andrea Bosca Nadia Afragola

107 | investo show

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Claudio Cecchetto Elena Ferraro

113 | INVESTO food Igor Macchia Maria Grazia Restelli

121 | INVESTO sweet Elena Bosca Nadia Afragola

125 | astro fitness Stand Up Paddling Andrea Scarpetta

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Location del Mese Guida di Paolo Massobrio e 1 cappello (15,5) sulla Guida de l’Espresso. Una cantina che ad oggi conta più di 900 etichette tutte custodite in un luogo perfetto: un caveau del ‘700 dove mattoni, pietra e legno di noce si prendono cura di questo grande tesoro. Una sala piccola, elegante e moderna nei suoi dettagli firmati dallo scultore Elio Garis, la sala principale, quella dei primi anni, e il giardino, una pennellata di verde attraverso le grandi vetrate, dove sorseggiare un calice di vino aspettando la cena.

Studio, confronto, sperimentazione, ricerca e tanta passione. Il viaggio culinario de La Credenza parte dal territorio, dal Piemonte, con i suoi prodotti tipici - riso, formaggi, tartufo, carni - per giungere, attraverso i ricordi di tanti viaggi, sulle tracce di Marco Polo, fino al lontano Oriente, dove soprattutto Igor è ormai di casa. Nei piatti, negli abbinamenti mai scontati del menù tradizione e innovazione convivono in una cucina personale e creativa che affascina e stupisce e che già nel 2006 ha ottenuto il riconoscimento della prima stella Michelin. Riconoscimenti come eccellenza piemontese e dal Gambero Rosso (1 forchetta), la Corona Radiosa sulla

RISTORANTE LA CREDENZA Via Cavour, 22 | San Maurizio Canavese (TO) | +39 011 927 80 14 - info@ristorantelacredenza.it


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Debora Zavaglia


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Il PIL fa la felicità The Gdp makes you happy

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iviamo in un mondo che si potrebbe definire per certi versi ammalato di “sviluppismo”. Tendiamo a pensare che la sorte, il destino, ma anche la felicità degli individui e della collettività possa essere misurata in termini di reddito o nel prodotto interno lordo. In buona sostanza quanto più un individuo produce, consuma e accumula o quanto più un popolo accumula denaro e produce, tanto più sarà realizzato e felice. È un’equazione su cui si basa buona parte della modernità, in tutte le sue varianti. In qualche caso prevale chi sostiene il valore dei beni ponderali come quelli dell’industria e dell’agricoltura e in generale dei consumi materici. In qualche altro caso si tende a pensare che l’unico vero denaro è quello per produrre altro denaro come nel mondo della finanza, più o meno fantasiosa e creativa. A ogni buon conto l’immagine che ci formiamo della storia è quella di una semiretta lineare in cui si parte dal sottosviluppo e dalla miseria per arrivare, sull’onda di quella parola magica che chiamiamo tasso di crescita, verso condizioni progressivamente migliori per tutti ma soprattutto per qualcuno. Due Paesi, uno appeso tra Europa e Asia e l’altro nel continente latino americano,

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e live in a world affected, in some extent, by “developmental state”. We tend to think that faith, destiny but also individual and social happiness could be measured by the income or by the gross domestic product. Basically, the more a person produces, consumes and accumulates or the more people accumulate money and produce, the more they will be fulfilled and happy. Much of modernity, in all its models, is based on this equation. In some cases some people support the importance of weighted assets, as in manufacturing and in agriculture and for consumption in general. In some other cases though, we tend to think that the only and true wealth is produced by other wealth, just like in finance, whether imaginative and creative. However, the image we have of history is a linear ray: it starts from underdevelopment and poverty and it ends up, on the wave of the growth rate, towards progressively better conditions for everyone but especially for someone.

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sono apparsi nell’ultimo decennio in un clima di crescita effervescente. Si stratta della Turchia e del Brasile. Due Paesi molto diversi tra loro accomunati dal fatto che un tasso di crescita vivacissimo, attestato a numeri quasi di due cifre, ha prodotto negli ultimi anni cambiamenti radicali nella vita della maggioranza della popolazione, facendo diventare Istanbul e Rio de Janeiro, due città mitiche di un modello di crescita molto lontano dalla dimensione depressiva, sonnacchiosa e stantia delle vecchie capitali europee. Sorprendentemente vediamo nell’uno e nell’altro Paese scendere in piazza folle irose che protestano violentemente contro una realtà che appare inspiegabilmente deludente e inaccettabile. È forse soltanto un problema legato alla indiscutibile presenza di ingiustizia sociale? È forse solo una richiesta, come in Turchia, di maggiore libertà e, in Brasile, di maggiore giustizia per i poveri? Oppure è l’indicatore che non è il prodotto interno lordo l’unica unità di misura di ciò che forma gli orizzonti

Two countries, one hanging between Europe and Asia and the other one in Latin America, have seemed to live in the last decade, in an a climate of exuberant growth. We are talking about Turkey and Brazil. These two different countries share a two-digit brisk growth rate, that has introduces in recent years, a radical change in the lives of the majority of the population. Therefore, Istanbul and Rio de Janeiro have became legendary cities representing a model of growth very far from the depressing, sleepy and stale nature of old European capitals. Surprisingly we see in the streets of both countries furious crowds protesting with violence against a reality that seems inexplicably disappointing and unacceptable. Is it just a matter of social injustice? Is it just a demand, in Turkey, for more freedom and, in Brazil, for more justice for the poor? Or maybe, does this mean that the GDP is not a measure for shaping the futu-

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Tendiamo a pensare che la felicità.. possa essere misurata in termini di reddito o nel prodotto interno lordo.. di senso umano nell’individuale e nel collettivo? Qualche sociologo, alquanto fantasioso, ha accostato al PIL il coefficiente di felicità. Il problema è che la felicità è difficilmente misurabile in termini sociologici. La crisi del modello di sviluppo ha radici simili a quelle del resto d’Europa, aggravata in Italia dal peso di un debito pubblico difficilmente sostenibile e in larga parte ereditato negli anni della prima Repubblica. Questo deficit è andato costruendosi negli anni a partire da due fattori. Il primo è sicuramente legato al costo finanziario che lo Stato deve pagare in forma di interessi a tutti coloro che ne sottoscrivono i titoli pubblici. Si tratta, in verità, di investitori italiani e, soprattutto in passato, ha deposto per una situazione apparentemente più sana di quella dell’Argentina di qualche anno fa in cui il debito pubblico era soprattutto estero. Sull’onda di questo principio qualcuno è arrivato a proporre l’idea per la quale gli Italiani con uno sforzo nazionale alla “fedi donate alla patria” di bellica memoria possano ricomporre il debito e sanare così una situazione perennemente esposta alle tempeste degli spread. L’altra fonte del debito è sicuramente la forte spesa pubblica che secondo un modello profondamente statalista e assistenzialista dei costumi è stata creata a partire negli ultimi trent’anni di storia della Repubblica. In questi costi ci sono spese francamente malate come quelle legate alla corruzione, agli eccessi dei costi della politica. Mentre nessuno ha dubbi quando si tratta di compiere una spending review che colpisca i vizi del ladrocinio o false pensioni di invalidità, quando si tratta di aggredire la spesa del welfare: e allora sono dolori.

re of individuals and societies? Some very imaginative sociologists have associated the GDP with happiness. The problem is that happiness is hardly measurable in social terms. The crisis in the development model has roots similar to those of the rest of Europe, but it is worse in Italy because of the unbearable sovereign debt, part of which has been inherited from the first Republic. Two are the causes of this debt. The first cause is the financial expense the State has to pay in form of interests to those who bought government bonds. Because we are talking of Italian investors, especially in the past, the situations seemed a little bit healthier than the one in Argentina a few years ago where the public debit was primarily foreign. In the wake of this principles, someone has proposed the idea that Italians, with a national effort that reminds us the “wedding rings donated to the country” duty in time of war, could settle the debt and restore a situation that is constantly exposed to spread storms. The second cause of debt is definitely the strong public spending which, according to a Stalinist and welfarist approach of customs, has been created from the last thirty years of the history of the Republic. Among the costs some really unhealthy ones, like the ones linked to corruption and excess costs from politics. While nobody has doubts in implementing a spending review on thievery bad habits or false disability pensions, but when it comes to tackle welfare spending, there’ll be trouble. How can we forget that even the most virtuous attempts to produce savings, for

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. .un atto di libero amore può compiere quello che uno Stato presunto onnipotente non è più in grado di garantire.. Come si può dimenticare che anche i tentativi più virtuosi per produrre risparmio, accorpando ad esempio le province, collidono con il fatto che, essendo la spesa fatta per larga parte di stipendi, i risparmi tendono a risultare irrilevanti visto che nessun dipendente pubblico può essere licenziato? Così come per i costi della sanità che sono per la maggior parte costituiti da stipendi in cui i tagli si traducono forse in qualche risparmio e razionalizzazione ma anche in posti di lavoro. Come tagliare quindi quella spesa pubblica, tenendo conto che senza questo bisturi la risposta non può venire che da un continuo aumento del carico fiscale? È una sfida epocale e difficile. L’idea che si possa delegare allo Stato la risposta ad ogni necessità pubblico-privata ha finito con il creare nel nostro tempo l’idea di de-responsabilizzazione. Oggi si pensa che la giustizia viene prima della carità e che raccogliere un barbone sia compito della croce rossa e dell’Asl di appartenenza. Peccato che i costi di questa dilatazione iper burocratica di uno stato assistenziale, pervasivo e diffuso abbiano anestetizzano le coscienze per l’aiuto ma anche dilatato abnormemente i costi di ogni intervento a carico di un welfare state onnicomprensivo e gonfio. Nel tempo delle vacche magre occorre riprendere a ragionare su questa sfida anche perché, insieme al diritto indiscutibile di essere aiutati, nella nuova welfare community sempre più la responsabilizzazione, la libertà di iniziativa, dovranno integrarsi in forme nuove i bisogni ma anche i meriti di chi in un atto di libero amore, come spesso è avvenuto nella storia, compirà quello che uno Stato presunto onnipotente non è più in grado di garantire a tutti e per sempre.

example by combining the provinces, collides with the fact that, being the expense made up largely of salaries, savings tend to be irrelevant as no public employee can be fired? As well as the costs of health care that consist from the most part of salaries, which cuts turn perhaps into some savings and rationalization but also in jobs. How to cut then public spending taking into account that, without these cuts, the answer is the constant increasing of public expense? It is and historic and hard challenge. The idea that the State is able to answer to all public and private needs has led, in our times, to a de-empowerment. Today we think that justice comes before charity and that only the Red Cross or the Local Health Authority Care can help a homeless. Unfortunately the costs of this huge bureaucratic expansion of a welfare, permeating and wide spreading State have probably anaesthetized consciences as far as charity is concerned, but they have also abnormally enlarged the cost of each aid coming from a all-embracing and swollen welfare state. In times of plenty we have to rethink about this challenge because, together with the indisputable right to be aided, in the new welfare community in the sense of responsibility and freedom of initiative will have to be integrated more and more new needs and credits of those who, in a act of free love, as it has often happened in history, will accomplish what the supposed all-powerful State is no longer able to guarantee to all and forever.

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Erasmus più il secondo programma, fra quelli a gestione diretta, più finanziati dalla UE: circa 15 miliardi per il periodo 2014-2020, ovvero il 40% in più rispetto al periodo 2007-2013. Il progetto finanzia l’istruzione, la formazione, i giovani e lo sport. Sull’opuscolo illustrativo del programma, si legge una frase che ne incarna lo spirito: “changing lives, opening minds”. Buona parte del budget di programma sostiene azioni di mobilità per l’apprendimento: esperienze di viaggio e studio per creare lo spazio europeo della conoscenza, supporto ai giovani per frequentare istituti di eccellenza in altri Paesi (una opportunità per i giovani ma anche per i centri universitari di eccellenza per attrarre giovani di

talento dagli altri Paesi). Un’altra parte consistente sostiene i “progetti di collaborazione per l’innovazione (nella istruzione e formazione n.d.r.) e le buone prassi”. Qui il nucleo di una proposta di successo sta nel realizzare una connessione stabile e d’impatto fra i luoghi in cui si studia e le imprese. La Commissione ha individuato due tipi di azioni, il cui nome ne identifica subito l’obiettivo: le “Alleanze della conoscenza” e le “Alleanze per lo sviluppo delle abilità di settore”. Nel primo caso lo scopo ultimo è il rapporto, innovato e rafforzato, fra università e imprese; nel secondo fra il mondo della formazione con-

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tinua e le imprese in particolare nei settori tessile abbigliamento e cuoio, commercio, manifattura avanzata, tecnologie della comunicazione e dell’informazione, eco-innovazione, settori culturale e creativo. A prescindere dai requisiti specifici di ciascuna azione, ciò che è chiaro, alla Commissione europea almeno, è che nell’epo-

ca in cui imparare a imparare e cambiare è una delle, se non “la” competenza, il futuro si fonda sulla formazione, quella formale che si fruisce nelle scuole e nelle università, quella informale che si costruisce nelle imprese, fatta di saper fare e saper essere, da valorizzare e assumere a sistema, così da creare un impatto durevole.

Changing lives, opening minds.

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Finanza islamica: una lezione di etica oltre i pregiudizi I principi che regolano le transazioni sottoposte alla Sharia offrono spunti interessanti per migliorare il sistema finanziario occidentale. Che vale la pena di approfondire

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Sono delle domande che dovremmo porci, anche alla luce di quelli che sono i principi della Sharia, la legge religiosa islamica che detta, oltre ai principi di vita, anche le regole che il buon musulmano dovrebbe rispettare nel compimento di operazioni economiche e finanziarie. Il sistema della finanza islamica, oltre ad includere la trasparenza, la responsabilità sociale e lo stretto rapporto con l’economia reale, si basa infatti su tre punti fondamentali: la condivisione del rischio; il divieto di interesse; il divieto di eccessiva speculazione. Vediamo di spiegare brevemente questi precetti, per poi approfondire nei prossimi articoli il loro significato. Per la condivisione del rischio, sicuramente si parte dal concetto di evitare un’eccessiva assunzione di rischi, come ad esempio, non permettere l’emissione di “titoli tossici”, quelli che hanno spazzato via i bilanci di alcune banche occidentali. La finanza islamica prevede che l’incertezza, il rischio - non quello

a crisi che stiamo attraversando deve essere considerata non solo sotto l’aspetto economico, finanziario o di «governance», ma purtroppo partendo dalle sue basi del nostro intero sistema. Gli osservatori concordano su un punto fondamentale che, da noi, è attualmente mancante: un ampio dibattito sull’etica nel mondo degli investimenti. Detto ciò, esiste però un sistema economico e finanziario dal quale possiamo attingere, sotto questo punto di vista, per imparare a migliorare e far ripartire il nostro. Anche Luc Frieden ex ministro della finanza lussemburghese aveva accennato a questo, in una sua dichiarazione nel 2011. Parliamo della finanza islamica. Avremmo potuto evitare la crisi abbracciando, in una certa misura, i principi regolatori contenuti nella finanza islamica? Il nostro sistema bancario avrebbe potuto trarre dei benefici, se fossero stati applicati alcuni dei precetti che regolano il sistema bancario islamico?

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DAVID CAMERON

sano di business che viene incoraggiato - sono da evitare a tutti i costi. Il divieto di interesse sul credito. La finanza islamica ha sviluppato meccanismi che sostituiscono interessi con il flusso di cassa da fonti produttive, per esempio redditi da locazione. Questo porta al terzo principio, ossia quello riferito all’eccessiva speculazione. Il rischio deve essere condiviso tra creditore e debitore e tutti i soggetti coinvolti in una transazione devono essere in grado di prendere decisioni informate e ci deve essere trasparenza su tutti gli aspetti della transazione. Da questo breve panorama, potremo partire per un approfondimento con degli articoli semplici e mirati, per spiegare i concetti di quella che sembra essere una vera e propria stella crescente nei mercati finanziari. Chiariamo. Non si tratta di un vero e proprio nuovo approccio ai mercati da parte di qualcosa che prima non esisteva. In realtà è nuovo il modo in cui dovremmo porci noi verso questa materia. La finanza islamica infatti è sempre esistita. Ma specialmente in questi ultimi anni se ne è sempre più parlato. I mercati la richiedono, i fondi aumentano e i clienti si interessano, e perché no, si appassionano. E non solo nei Paesi Arabi. Quello che forse è mancato fino ad ora da parte del mondo non islamico, spesso un po’ ignorante e “superiore” sull’argomento, è stato un vero e proprio slancio conoscitivo nei confronti di quest’area finanziaria. Come det-

to, però, le cose stanno rapidamente cambiando. È di qualche mese fa, più precisamente di fine ottobre 2013, la notizia che il premier britannico David Cameron ha dichiarato grande interesse per questo tipo di finanza, che sta crescendo con ritmi molto veloci, aprendo le braccia dell’Inghilterra e di Londra, capitale finanziaria, a questo tipo di attività. Ma anche altri Paesi come la Francia, con un forte tasso di cittadini islamici, o Malta, per la sua posizione geografica, stanno sviluppando le strutture necessarie per diventare centri di finanza islamica. C’è quindi una forte esigenza di capirne bene il funzionamento, senza pregiudizi. Capita spesso di avvicinarsi a tale mondo finanziario in due modi: o con un grande positività o con grande pregiudizio. Il primo è utilizzato da quelli che già conoscono il settore in maniera approfondita (spesso vicini al mondo islamico). Il secondo è il riferimento che talvolta viene preso da gran parte di coloro che si avvicinano o sentono parlare di finanza islamica lasciando spazio a un pregiudizio religioso- integralista. Tanti e vari sono i motivi, che approfondiremo, per cui dovremmo essere interessati e prendere la finanza islamica, se non come un completo esempio, almeno come uno spunto di riflessione per poter migliorare ed uscire da questa crisi nel miglior modo possibile.

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Dalla Gran Bretagna il marchio per le imprese corrette con il fisco Si chiama Fair Tax Mark e ha già rilasciato i primi tre certificati. Le aziende si impegnano a pagare le giuste tasse, dove e quando sono dovute, all’insegna della trasparenza La Gran Bretagna è il primo Paese al mondo a certificare le aziende che pagano le tasse in modo equo e responsabile. Tre imprese, (Midcounties Co-operative, Unity Trust Bank e The Phone Co-op) hanno ottenuto il Fair Tax Mark, il marchio della tassazione equa. considerato un guru delle tasse in Gran Bretagna. Nell’elaborazione del marchio sono state coinvolte organizzazioni non governative, rappresentanti delle imprese e operatori del settore, con i contributi di esperti tecnici del mondo accademico e delle professioni.

Il marchio certifica che l’impresa è autenticamente impegnata per essere aperta e trasparente nelle sue questioni fiscali, e che paga il giusto importo di tasse societarie (non di più), nel momento giusto e nel posto giusto. L’iniziativa è dedicata alle imprese britanniche, anche se multinazionali con attività in tutto il mondo. E il riferimento al “posto giusto” in cui pagare è di grande importanza. Nei Paesi in via di sviluppo, come ha rilevato un recente studio di Action Aid, quasi la metà dei soldi investiti prendono la strada dei paradisi fiscali: non pagare le imposte localmente significa sottrarre ai Paesi la possibilità di migliorare la qualità della vita dei cittadini con infrastrutture, istruzione, sanità.

Le prime tre aziende certificate sono considerate “pioniere” del Fair Tax Mark che è alla ricerca di altre candidate.

Il Fair Tax Mark, spiegano i promotori, è il riconoscimento che le imposte sono qualcosa di più di un fatto quantitativo legato alle somme da pagare: sono un argomento qualitativo, che ha una importanza centrale per la cultura e il modo di agire delle imprese lungo tutta la catena produttiva. E testimonia la trasparenza dell’azienda, anche per quanto riguarda i suoi assetti proprietari. A promuoverlo è stato un gruppo di sette esperti di fisco, responsabilità sociale e consumo etico; tra loro anche Richard Murphy,

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Una polizza per la liquidità aziendale I contratti di capitalizzazione sono sempre più spesso utilizzati per gestire i capitali in un’ottica di medio-lungo periodo, per esempio per garantire il Tfr ai dipendenti Il mio consulente assicurativo mi ha proposto di sottoscrivere, per conto della mia azienda, un contratto di capitalizzazione. Di cosa si tratta? G. G. Risponde David Canaletto Le polizze di ramo V o di capitalizzazione sono contratti assicurativi in cui la compagnia si impegna a pagare, dopo non meno di cinque anni, un capitale rivalutato annualmente a fronte del versamento di premi unici o periodici da parte del contraente.

Il business delle polizze di capitalizzazione è molto interessante per le imprese assicurative, visto che le riserve gestite a fine 2013 sono pari a circa 27 miliardi di euro; lo scorso anno c’è stato un ritorno di fiamma su questa tipologia di prodotto e la nuova produzione si è attestata a un miliardo e mezzo di euro con una crescita del 32,5% rispetto al 2012.

Si differenziano dalle assicurazioni sulla vita di ramo I per il fatto che la prestazione dell’assicuratore non dipende dal verificarsi di eventi legati alla vita dell’assicurato (per esempio il compimento di una determinata età, o il decesso): il capitale viene corrisposto alla scadenza o in caso di riscatto.

Sul mercato esistono molti prodotti di questo tipo, finalizzati a soddisfare le esigenze di investimento e di gestione della tesoreria, sia delle aziende private sia di investitori istituzionali ed enti pubblici. Ci riferiamo in particolare ai prodotti C&I Capitalizzazione New di Cattolica Assicurazioni, Investimento Più e Investimento Flessibile di Axa Mps, Nuova Sicurpac di Assimoco ecc. Queste polizze, per la loro connotazione esclusivamente finanziaria, oltre che all’Ivass sono soggette al controllo della Consob e quindi sono sottoposte alle regole della Mifid.

Contrariamente alle altre polizze vita, in particolare a quelle di ramo I (le assicurazioni sulla durata della vita umana) e di ramo III (le unit linked, legate al valore di fondi di investimento, e le index linked, legate a indici o ad altri valori di riferimento) non è prevista in contratto la figura dell’assicurato, ma solo quella del contraente che normalmente è una persona giuridica, che sceglie di investire la propria liquidità aziendale in questa forma d’investimento piuttosto che in altre soluzioni presenti sul mercato (azioni, titoli di stato, fondi ecc.).

Una polizza di capitalizzazione è un ottimo strumento per investire la liquidità dell’azienda in un’ottica di medio periodo, soprattutto quando è necessario accantonare somme di denaro da destinare al Tfr dei dipendenti o al trattamento di fine mandato per i dirigenti o collaboratori. Nella prassi queste polizze sono spesso costituite in pegno, al fine di garantire finanziamenti all’azienda.

Il meccanismo di rivalutazione di una polizza di capitalizzazione è il medesimo delle polizze rivalutabili: è collegato ai proventi di una gestione separata con un rendimento minimo garantito e con il consolidamento annuale della prestazione.

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NA NUOVA FABBRICA DI LAVORO. I numeri prodotti dalla cultura in Piemonte. S’intitola così il report-intervista a Michele Coppola scritto da Luca Beatrice e Luca Traverso - sul valore della cultura a Torino e in Piemonte. La cultura in Piemonte vale 121.000 occupati, il 6% dell’occupazione piemontese, 6.8 miliardi di euro di valore aggiunto, 33.000 imprese culturali. Nelle 64 pagine della pubblicazione sono protagonisti immagini, numeri e risultati di alcuni simboli della cultura del Piemonte come: la Reggia di Venaria, con i suoi 700.000 visitatori, i 250 lavoratori e gli almeno 300 occupati che lavorano tra caffè, ristoranti e negozi sorti intorno alla residenza reale in questi sei anni; il Salone Internazionale del Libro, che ogni anno crea ricadute per oltre 4 milioni di euro in pernottamenti, tra alberghi e bed & breakfast, più di 1.5 milioni nei trasporti, quasi 2 milioni in shopping; Film Commission Torino Piemonte che solo nel 2013 permesso la realizzazione di 70 produzioni, che hanno visto al lavoro 700 tecnici tra parrucchieri, elettricisti, fabbri e scenografi, per una ricaduta di oltre 16 milioni di euro sul territorio tra alberghi, ristoranti e servizi per le troupe; il Museo Egizio che nel 2013 ha registrato oltre 540mila visitatori, superando i numeri del 2006; o l’Abbonamento Musei Torino Piemonte che nell’ultimo anno ha polverizzato ogni record, raccogliendo oltre 90.000 associati. Si può richiedere una copia cartacea gratuita al seguente indirizzo email: info@michelecoppola.com

UNA NUOVA FABBRICA DI LAVORO Luca Beatrice e Marco Traverso Report-intervista all’assessore regionale alla Cultura Michele Coppola

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Raccontare quanto la cultura sia importante è scontato. Che produca lavoro e ricchezza l’abbiamo dimostrato in questi 4 anni. Michele Coppola

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il GIRO D’ITALIA DOVE LA CASA RESTA SEMPRE UN TESORO

The tour of Italy where the home is still a treasure

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oma, Firenze, Milano. Per un motivo (le bellezze architettoniche e storiche unite all’appeal turistico) o per l’altro (il cuore pulsante del business nazionale), sono sempre queste tre le città italiane in cui comprare casa richiede un investimento di un certo rispetto. Ma, allo stesso tempo, proprio qui un capitale riesce a mantenere un certo valore, nonostante i tempi di crisi stiano colpendo pesantemente proprio il settore del mattone, da sempre considerato a buon diritto un bene rifugio. Già, perché di fronte a un trend di compravendite sempre più ingessato, a livello nazionale il 2013 ci ha lasciato un’eredità piuttosto scomoda: un calo dei prezzi del 6.6%, con un prezzo medio al metro quadro che si attesta a quota 2270 euro a metro quadro (dati Osservatorio, Immobiliare.it). Un dato, questo, che peraltro viene influenzato dalle rilevazioni registrate in Abruzzo e in particolare a L’Aquila, dove la controtendenza è talmente evidente e smaccata (+11,3% e unico dato in crescita in tutto il Paese) da far correre il pensiero non tanto alle normali

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ome, Florence, Milan. For one reason (the historic and architectural beauties together with the tourist appeal) or another (the center of national business), to buy a home in these three Italian cities has always been a considerable investment. But, at the same time, this kind of investment could keep a certain value, despite the economic crisis which is heavily affecting real estate, which has always been rightly considered a safe-haven asset. Yes, because against a more and more dull trend in transfers of real estate, at a national level the year 2013 has left us a rather difficult legacy: a 6.6% drop in prices, with an average price per square meter of roughly Euro 2270 (from Osservatorio, Immobiliare.it). This data was, by the way, influenced by a survey conducted in Abruzzi and in particular in Aquila, where the re-

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dinamiche del mercato delle case, quanto piuttosto alle conseguenze dei disastri del recente terremoto. Alla luce di tutto questo, tuttavia, proprio la Capitale, la città dei Medici e il capoluogo meneghino conservano valori ben superiori alla tendenza italiana. Roma, nonostante una diminuzione dei prezzi addirittura superiore al dato medio nazionale, continua a oscillare su un prezzo medio che sfiora i 3900 euro al metro quadro (3894, per la precisione), mentre Firenze si ferma poco sotto, arrivando a 3683 euro al metro quadro. Abitare sotto la Madonnina in una casa di proprietà, infine, richiede una cifra che oscilla intorno ai 3574 euro al metro quadro. A una certa distanza si collocano invece altre grandi città come Napoli (3218 euro al metro quadro) e Venezia, poco sopra quota tremila euro (3035). Decisamente più staccate realtà come Aosta, Trento, Cagliari, Bari e addirittura Torino, che nonostante un calo non drastico (-4,3%) mostra un prezzo medio al metro quadro per un appartamento di 2066 euro. Tra i capoluoghi di provincia più abbordabili, infine, ci sono Catanzaro (1316 euro al metro quadro) e sorprendentemente Perugia, con 1635 euro.

verse trend was so evident and excessive (+11,3% and it is the only growing data in the country) to make you think that this is not a consequence of normal real estate dynamics, but rather to the consequences of the recent earthquake. In the light of this information, however, the Capital city, the city of the Medici and Milanese capital keep a value well above the Italian trend. Rome, despite a drop in prices even higher than the average domestic data, keeps fluctuating on an average price per square meter close to Euro 3900 (3894, to be precise), while Florence sets a little bit below, ranging from Euro 3683 per square meter. Living and owing a house under the Madonnina, will cost roughly Euro 3574 per square meter. Other big cities place themselves a little below: Naples (Euro 3218 per square meter) and Venice, a little bit above three thousand Euros (3035). Cities like Aosta, Trento, Cagliari, Bari are placed further down the charts; even in Turin that, despite a drastic drop in prices (-4,3%) it costs

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Rimanendo invece a un livello di analisi per macro aree, nel nostro Paese le zone in cui il capitale investito in immobili fa più fatica a mantenere il proprio valore è il Sud, dove il calo dei prezzi è arrivato al -7.2% in un anno, mentre il Nord ha fatto segnare un -6.1%. La tendenza, in particolare, si è intensificata nel secondo semestre dello scorso anno, fino a portare i prezzi per una casa al Settentrione a una media di 2273 euro al metro quadro, mentre al Centro ne servono circa 2718 e al Sud solo 1941. Un altro aspetto interessante che emerge dai dati che mandano in archivio il 2013 è che, al di là della connotazione geografica, a soffrire maggiormente sono le grandi città rispetto ai centri più piccoli: chi ha più di 250mila abitanti ha subito un calo addirittura del 7.6%, mentre le città sotto quella soglia hanno sofferto meno della media nazionale (-5.6%). Secondo una delle regole più elementari dell’economia, questo meccanismo è innescato da una crescita dell’offerta di appartamenti, mentre cala la disponibilità economica di chi invece vorrebbe comprare. E il discorso riguarda anche gli alloggi in affitto, anche se sul mercato rimangono numericamente inferiori rispetto a quelli messi in vendita. Ora non resta che guardare al futuro. E le prospettive sembrano un po’ più rosee rispetto al passato: «L’aumento dell’offerta, insieme agli incoraggianti dati del Crif che rivelano, a partire da luglio 2013, un trend positivo della domanda di mutuo rispetto allo scorso anno – racconta Guido Lodigiani, direttore corporate e ufficio studi di Immobiliare.it – ci portano a individuare tiepidi segnali di ottimismo per il 2014, anno in cui si prevede una ulteriore riduzione dei prezzi tra il 2 e il 4% ed una crescita della domanda, soprattutto per quel che riguarda gli immobili più “appetibili” per il mercato residenziale: bilocali e piccoli trilocali, in zone semicentrali delle città più grandi».

an average of Euro 2066 per square meter to buy an apartment. Among the most affordable regional capitals sets Catanzaro (1316 per square meters) and, surprisingly, Perugia with Euro 1635. In continuing survey macro areas, we find out that in our country it is the South the area in which the capital invested in real estate can hardly keep its value, and in a year the prices have decreased by 7,2% and by 6,1% in the North. In particular, the trend has increased over the second semester of last year: the average cost for a house is Euro 2273 per square meters in the North, Euro 2718 in the Central Regions and only 1981 in the South. Another interesting aspect that emerges from the survey and that dismisses the year 2013 is that, beyond the geographic connotations, big cities suffer more that smaller cities: in cities with more than 250.000 residents, prices have dropped by 7,6% , while cities below 250.000 residents have suffered less than the national average (-5,6%). According to one of the most basic rule in economy, this process is trigged by the growth in apartment demand, while the financial availability of those who are willing to buy is dropping. And this is also effecting the apartment for rent, even if they are numerically inferior to the ones for sale. The only thing we have do now is to look to the future. And the prospects look a little bit more optimistic than in the past: “the increase in supply, together with the encouraging figures released by Crif and that indicate, from July 2013, a positive trend in mortgage applications compared to last year – says Guido Lodigiani, corporate director and research office of Immobiliare.it – is a small of optimism for 2014: a further reduction of prices, between 2 and 4%, is expected for 2014 together with a growth in demand, especially for the more “attractive” properties in the residential market: two-room and small three-room apartments, in semi-central areas in larger cities”.

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ACLI Casa è un consorzio di Cooperative. Opera per promuovere ed organizzare gli interventi delle Cooperative aderenti. Individua le aree fabbricabili. Affida a professionisti di comprovata affidabilità gli incarichi di progettazione, direzione lavori e collaudo. Assiste i soci il tutte le fasi della progettazione e negli adempimenti burocratici. Cura le pratiche di mutuo presso Istituti di Credito, Regione, Ministero del Tesoro. Organizza la partecipazione delle cooperative a Bandi Regionali, “Buoni Casa” e altre forme di finanziamento individuale. Appalta i lavori edilizi e cura gli adempimenti fiscali. Predispone piani economici e finanziari, preventivi e consuntivi. Promuove gli interventi delle cooperative sulla base di indagini di mercato.

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MIPIM, IL FUTURO DEL MATTONE GLOBALE PASSA DA QUI

Mipim, the future of construction starts here

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ove va il mercato del mattone, a livello mondiale? Per ottenere una risposta esauriente e autorevole esiste una sola possibilità: porre questa domanda agli esperti del Mipim, il più grande appuntamento internazionale legato al comparto del real estate, punto di raccolta che richiama investitori, operatori del settore, architetti, le grandi catene alberghiere, ma anche fondi immobiliari e autorità pubbliche. Insomma, tutti gli attori che animano il mondo dell’edilizia e delle costruzioni. La cornice, come sempre, è quella meravigliosa di Cannes, località che non vive solo di cinema e di celebrità da tappeto rosso, ma che si ritrova a recitare un ruolo chiave in uno dei campi più “concreti” dell’economia reale. Proprio in Costa Azzurra, infatti, i grandi operatori si incontrano, si confrontano. A volte si spiano, a volte trovano lo spunto per dare vita a grandi partnership e collaborazioni assortite. E l’edizione 2014, che si è tenuta dall’11 al 14 marzo e che ha celebrato i 25 anni di attività, è partita con le stesse caratteristiche: non solo un “termometro” sulle tendenze del

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ow are the world’s housing markets performing ? There is only one way to have a full and reliable answer: ask this question to the experts attending the Mipim, the biggest international event related to real estate, that gathers investors, operators in the sector, architects, major hotel chains, as well as real estate funds and public authorities. That is, all the players in real estate and constructions. The setting, as always, is the wonderful Cannes: the city does not foster only the movie industry and red carpet celebrities, but it plays a key role in of the most “solid” sector in real economy. And it is on the French Coast that all the players meet and exchange ideas. Sometimes they spy on each other, sometimes they create great partnerships and different kind of collaborations. The 2014 edition, which was held on from March 11th to March 14th and has cele-

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mercato globale, ma anche una grande piazza in cui generare nuove idee o firmare contratti, facilitando magari quegli investimenti di cui si sente tanto bisogno, soprattutto nel nostro Paese, dove il settore dell’edilizia continua a scontare più degli altri una crisi mai così profonda. Allo stesso modo, l’occasione è propizia per quelle amministrazioni pubbliche che vogliono promuovere investimenti esterni sul proprio territorio e pianificare le chiavi di sviluppo locale, confrontandosi con quello che sta succedendo nel resto del mondo. A garanzia dell’autorevolezza e del rilievo dell’appuntamento al Palais des Festivals, i numeri, che parlano di 20mila partecipanti, 2000 espositori, 19mila metri quadrati di superficie, 4300 investitori, 3000 amministratori delegati e alti dirigenti (dati 2013). Proprio perché il Mipim si propone come punto di osservazione privilegiato in un settore così variegato e in continuo movimento

brated 25 years in business, has the usually features: not just a “thermometer” on global market trends, but also a great place in which to generate new ideas or sign contracts, helping those much needed investments, especially in our country where real estate market is suffering more than in countries. At the same time it is a good opportunity for those public administrations that want to promote foreign investments in its territory and to plan the keys to local development, coming to terms with what is happening in the rest of the world. The figures guarantees the event held at the Palais des Festivals to be important and prestigious: 20000 visitors, 2000 exhibitors, 19000 square meters of surface, 4300 investors, 3000 CEOs and senior executives (2013 figures). Because Mipim consider itself as a special

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trend observer for this diversified and constantly changing sector as the construction one, it is no surprise that the three 2014 “guest of honor” countries have been chosen among the countries who have been experiencing, in recent years, greater development and that are considered to be very promising in terms of growth. The most important is Brazil, perhaps the “Bric” country par excellence, which is getting ready to face the global challenge of this summer Football World Cup (which is not only a sport event), and the 2016 Olympic Games. These two big event need great investments, infrastructures and – of course – accommodations for delegations and visitors. A huge open-air construction site which is facing difficulties and obstacles, as reported by the news. Closest to us, Turkey and Russia, two real “doors” to the European Union, are now going through huge changes and great expansion and that, especially Russia,

come le costruzioni, non stupisce che i tre Paesi “Ospiti d’onore” per il 2014 siano stati scelti tra le aree che in questi anni stanno conoscendo un maggiore sviluppo e che ancora mantengono margini di crescita molto promettenti. Su tutti il Brasile, forse il Paese “Bric” per eccellenza, che questa estate si prepara ad affrontare una sfida globale come i Mondiali di calcio (e non solo in senso sportivo), ma che poi vivrà anche le Olimpiadi del 2016. Eventi che necessitano di grandissimi investimenti, infrastrutture e – ovviamente – strutture ricettive in grado di accogliere le delegazioni e i visitatori. Insomma, un grande cantiere aperto, non senza difficoltà e intoppi, come raccontano le cronache. Più vicini a noi sono invece la Turchia e la Russia, due vere e proprie “porte” verso l’Unione Europea, che stanno solo ora conoscendo evoluzioni e sviluppi di vasta portata e che, soprattutto nel caso della Russia, con-

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tano su necessità e bisogni enormi – dunque una forte domanda interna - vista le popolazioni così numerose e in fase di miglioramento delle proprie condizioni economiche e sociali. Ma il mondo delle costruzioni non vuol dire solo realizzare nuovi edifici o migliorare quelli esistenti: esiste una forte componente innovativa. Proprio quella che a Cannes, per la seconda volta consecutiva, si è ritagliata il suo spazio nel Mipim “Innovation Forum”: sul tavolo, temi come l’energia, le trasformazioni urbane, la sfida delle riconversioni delle aree industriali dismesse e gli scenari dell’architettura di domani. Quanto questi incontri avranno prodotto, in termini di nuovi orizzonti e nuove sfide, lo scopriremo solo più in là nel tempo, quando la semina comincerà a dare i suoi frutti. Quel che è certo, però, è che se qualcosa, nel mondo, sta cambiando a livello di edilizia, di sicuro un primo input è arrivato da qui, in Costa Azzurra, dove ai ciak e alle pellicole si affiancano progetti costruiti mattone su mattone.

would have huge needs and necessities – therefore a great domestic demand- because of the great amount of populations which are undergoing an improvement of their social conditions. But the construction industry is not only about new building or renovating existing ones: innovation is quite important. This is why in Cannes Mipim has created, twice in a row, the “Innovation Forum”: on the table issue such as energy, urban transformation, the challenge of reconversion of dismantled industrial areas and tomorrow’s architecture scenarios. We will found out later, when all this will start to bear fruit, how profitable these meetings will be, as far as new opportunities and challenges. If something is changing in the global building industry, it has all started for sure in the French Coast, where the movie industry goes along with projects built brick by brick.

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‘Non si può pensare un’architettura senza pensare alla gente’ “La vita si misura dalle opere e non dai giorni” (Richard Rogers)

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solo quote rosa..

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arlano di quote rosa, da noi il problema è delle quote azzurre. Tutte donne, simpatiche, mamme, mogli, fidanzate, tutte insieme tra una risata e l’altra riusciamo a riempire 132 pagine di Investimento con un tocco glamour ed elegante. Siamo noi quelle che tra un ciclo e l’altro, tra un figlio da recuperare a scuola e lasciarlo a scherma o a catechismo per poi fiondarci a cucinare, diamo vita alla splendida Investo Magazine, realizzata con contenuti di elevata qualità redatti dai nostri giornalisti. Siamo noi, quelle che ridiamo, piangiamo, ci confidiamo, ci sbattiamo le porte in faccia, ci chiediamo scusa e ci abbracciamo quando litighiamo. Siamo quelle che… altro che quote rosa, noi siamo le quote arcobaleno.

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uegg è un’azienda multinazionale con sede a Verona specializzata nella lavorazione della frutta. La produzione si sviluppa su due fronti: il business to consumer e il business to business. Per il business to consumer produce confetture, succhi di frutta, sciroppi e merendine a base di frutta con i marchi Zuegg e Skipper Zuegg per un totale di 97 tipologie di prodotto. Per il business to business è specializzata nella produzione di semi-lavorati di frutta (ingredienti per yogurt, gelati e merendine) per altre industrie alimentari.

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uegg is a multinational corporation based in Verona specialized in fruit processing. The production has two different approaches: business to consumer and business to business. For the business to consumer market, Zuegg produces jams and marmalades, fruit juices, syrups and fruit snacks branded Zuegg and Skipper Zuegg, for a total of 97 different products. For the business to business market, Zuegg is specialized in the production of fruit semi-finished product (ingredients for yogurt, ice cream and snacks) for other food industries.

Signor Oswald Zuegg, come e quando è nata la sua azienda? La nostra azienda è nata nel 1890 ed è stata fondata da Maria Zuegg che inizialmente era la responsabile di un magazzino di esportazione della frutta. Suo marito produceva le mele e le esportava poi in tutta Europa, addirittura anche in Russia.

Mr. Oswald Zuegg, how and when was your company founded? Our company was founded in 1890 by Maria Zuegg, who was originally in charge of an export fruit warehouse. Her husband was an apple producer and he exported apples all over Europe, even in Russia.

La Zuegg ha instaurato una sinergia con 50 aziende agricole vicine allo stabilimento di Luogosano (AV), un accordo che garantisce occupazione ma anche e soprattutto qualità. Quali benefici ottenete con questa strategia? I benefici che otteniamo riguardano soprattutto la qualità della frutta, infatti proprio perché noi produciamo marmellate, succhi e altri prodotti sempre a base di frutta, occorre che quest’ultima sia adeguata a tali usi. Proprio per questo motivo ci siamo particolarmente avvicinati all’agricoltura e ai suoi migliori sistemi di produzione affinchè possiamo ottenere la garanzia che la frutta sia sempre perfetta per i nostri usi. D’altra parte abbiamo ottenuto anche un effetto sinergico attraverso la creazione di posti di lavoro soprattutto nel sud Italia poiché li’ c’è la culla della frutta mediterranea. Allo stesso modo si ottiene anche un effetto sociale perché ci sono moltissimi contadini che lavorano per noi e possono effettuare la raccolta della frutta nell’ambito delle loro stesse fami-

Zuegg has established an agreement with 50 farms nearby the factory in Luogosano (AV); an agreement that guaranties jobs but also and after all it guaranties quality. What advantages this will bring to your company? We will have advantages on the quality of the fruit: because we produce jams, juices and other fruit products, we need to have the right fruit. This is the reason why we got involved in agriculture and into its best production systems, in order to be able to guarantee the best fruit to use in our productions. And on the other hand, we have created jobs, especially in the South of Italy where the Mediterranean fruit is produced. We have also created a social effect, as many farmers can pick fruit in their own families while working for us at the same time. This is an easy way to create jobs, without making big technology investments sup-

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glie; così si creano posti di lavoro in maniera molto semplice senza dover fare grandi investimenti tecnologici attraverso iniziative sovvenzionate che poi non funzionano.

ported by some funding that eventually do not work.

La sua azienda è una multinazionale conosciuta in tutto il mondo. Perché continuare ad investire sul territorio italiano in un momento di crisi come questo? Per me l’Italia è un grande Paese anche se ci sono un po’ di problemi politici che si riversano anche sull’economia, in realtà bisogna guardare tutte le situazioni a medio e soprattutto a lungo termine e quindi è meglio non fare alcuna speculazione sull’attuale situazione dell’economia italiana. Inoltre dobbiamo ricordare che l’Italia fa parte dell’Europa e perciò non si può valutare separatamente. Noi ci assumiamo come personale compito la responsabilità di cogliere le opportunità migliori per fornire ai consumatori i prodotti che vadano bene per l’alimentazione. Inoltre la cultura mediterranea del cibo è una solida base che ci permette di vendere bene all’Estero e quindi abbiamo delle opportunità anche in questo senso.

Your company is known all over the world. Why are you keeping investing in Italy at a time of crisis like this? I think Italy is a great country even if there are a few political problems that also affect the economy; but we have to look at the medium and, after all, long term situations and therefore it is better not to play on the current situation of the Italian economy. We must also remember and take into consideration that Italy is part of Europe. We have the personal task of taking the best opportunity to offer consumers the best food products. Furthermore, the Mediterranean food culture is a solid base that allows us to sell well abroad and therefore to give us some opportunities to export. What is the secret to become an international company without losing the attachment to the territory? I do not know whether it is appropriate to speak of business secret but this is our strategy: everywhere there are men and women who run companies, we have a very good team because people really matter to us. Therefore, this wonderful team is able to make its own contribution also outside Italy and this was shown in all the investments we made in Europe where we have six plants: in France, Germany, Austria, Switzerland and Russia. In Russia, with a population of 120 million people and therefore a big country, it has a huge potential and we have to size the rich opportunities it offers.

Qual è il segreto per riuscire ad internazionalizzarsi senza perdere il legame con le proprie radici territoriali? Non so se sia il caso di parlare di segreto aziendale ma la strategia è questa: dappertutto ci sono donne e uomini che fanno funzionare le aziende, noi abbiamo un ottima squadra perché l’attenzione verso le persone è molto alta. Quindi questa nostra eccezionale squadra è assolutamente in grado di portare avanti dei contributi anche fuori dall’Italia e ciò è stato dimostrato in tutti gli investimenti che abbiamo fatto in Europa all’interno della quale abbiamo sei siti: Francia, Germania, Austria, Svizzera, Russia e in quest’ultima, con 120 milioni di abitanti che rappresenta la base di un enorme potenziale di energie da cogliere di un Paese dalle dimensioni grandissime e quindi dalle ricche e vantaggiose opportunità.

How do you handle the high competition in this sector? Zuegg has a simple strategy: the best product distributed in a efficient and effective way, that’s why the product has to be handled and distributed in the best possible way by our team. In doing so, product, distribution and team are the conditions to

Come gestisce l’elevata concorrenza in questo settore? In Zuegg abbiamo un sistema strategico molto semplice: il miglior prodotto attraverso

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una distribuzione molto efficiente ed efficace, perciò il prodotto deve essere gestito e distribuito nella miglior maniera possibile dalla nostra squadra. Così prodotto, distribuzione e squadra sono i presupposti per meglio soddisfare i clienti poiché attraverso questa strategia molto semplice diventiamo assolutamente concorrenziali non solo in Italia ma anche all’Estero. Ne è la dimostrazione più evidente il fatto che durante la crisi degli ultimi tre o quattro anni la Zuegg è cresciuta fortemente a livello europeo.

better satisfy our customers. Through this very simple strategy, we become absolutely competitive not only in Italy but also abroad. The proof of what I am saying is that during the economic crisis of the last three or four years, Zuegg has significantly grown in Europe.

LA PRESENTE INTERVISTA PUÒ ESSERE VISUALIZZATA NEL FORMATO INTEGRALE SUL NOSTRO CANALE YOUTUBE: http://www.youtube.com/user/InvesTOmagazine THIS INTERVIEW CAN BE SEEN IN ITS ENTIRE FORMAT ON OUR YOUTUBE CHANNEL. http://www.youtube.com/user/InvesTOmagazine

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La figura giuridica della start-up innovativa

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a congiuntura economica ha rappresentato per l’Italia un’opportunità per introdurre nuove normative che possano promuovere la nascita e lo sviluppo di imprese innovative, spesso trascurate in un Paese che ha assistito passivamente al declino di modelli di business tradizionali. È trascorso poco più di un anno dall’introduzione della figura giuridica della start-up innovativa, società a regime speciale che gode di alcune importanti deroghe nell’ambito del diritto societario, ma anche del diritto del lavoro e della disciplina fiscale e delle crisi d’impresa. Nel corso del 2013 sono state iscritte nella sezione speciale del registro imprese dedicata alle start-up innovative circa 1.500 imprese. Possono beneficiare di tale regime speciale tutte le società di capitali, purché non quotate, che abbiano determinate caratteristiche, tra cui un oggetto sociale consistente “nello sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico”. L’impresa deve inoltre investire una certa parte del proprio valore della produzione in ricerca e sviluppo oppure, impiegare come dipendenti o col-

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he recent economic framework has represented an opportunity for Italy to enact new rules to promote the creation and development of innovative enterprises, often neglected in a country that passively witnessed the decline of traditional business models. A little over a year ago the lawmaker introduced a new legal entity named “innovative start-up”, which is a form of company with special rules that benefit of some significant exceptions in the context of corporate law, labour law, tax regulations and bankruptcy law. In 2013, 1,500 businesses have been registered in the special section of the companies register dedicated to innovative start-ups. The companies that can benefit of these special rules must be limited companies, provided that they are not listed, with certain features, including a scope of the company consisting in the “development, production and marketing of innovative goods and services with high technological value”. The business must also (i) invest

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part of its production value in research and development, or (ii) employ a certain minimum percentage of PhD students or researchers, or (iii) have the title or dispose of a patent or of proprietary rights on a software. The innovative start-ups can benefit of, among other things, a reduction in set-up costs, more flexible rules for employment contracts, the possibility to pay consultants with stock options and external service providers with “work for equity”, as well as tax incentives and tax credits. Another significant innovation is the introduction for limited liability companies (Società a responsabilità limitata - S.r.l.) of the possibility, previously reserved to stock companies (Società per Azioni - S.p.A.), to create categories of shares with different

laboratori almeno una certa percentuale di dottorandi o ricercatori oppure infine, essere titolare o avere la disponibilità di diritti di brevetto o inerenti un software originario. I benefici di cui le start-up innovative possono godere concernono, tra l’altro, la riduzione degli oneri per l’avvio dell’impresa, un regime più flessibile in materia di contratti di lavoro con i dipendenti, la possibilità di remunerare i propri collaboratori con stock option e i fornitori di servizi esterni attraverso il work for equity oltre ad alcuni incentivi fiscali e crediti di imposta. Altre novità significative sono costituite dall’introduzione anche per le s.r.l. della possibilità, precedentemente tipica delle S.p.A., di creare categorie di quote di capitale fornite di diritti amministrativi e patrimoniali di-

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administrative and economic rights attached. This can help to tailor different shares for managing shareholders and financing shareholders. Moreover, and this novelty is truly remarkable, the shares of innovative start-ups incorporated in the form of S.r.l. can be object of public offerings of financial instruments. These innovations, along with the fact that Italy is the first country in Europe to have enacted specific regulations on crowdfunding, seem to be the sign of the intention to prepare a fertile legal ground for the development of a new model of business. Nonetheless the investors’ confidence and the simplification of the procedures are essential for this to yield tangible improvements. Finding funds appears to be still the hardest challenge for an entrepreneur with skills and ideas, so much so that it has been noted that in Italy only the 14% of start-ups gets funding from banks. However, the several initiatives that major Italian banking groups are recently taking to offer special lines of credit, scouting, training and incubation services, seem to be signs of greater foresight and attention towards the world of start-ups. Furthermore, the praiseworthy innovative legislation crashes with heavy bureaucracy, both in terms of time and money, making businesses and the country itself lose the interests of foreign capitals. Simplification is, therefore, a crucial goal still to be achieved. In all this, professionals who assist the company can and must play an important role.

La semplificazione resta un traguardo decisivo.. da raggiungere Text translated by Filippo Mortarotti

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versi, potendo quindi differenziare categorie di quote per soci gestori e per soci finanziatori. Oppure, e qui l’innovazione legislativa è decisamente rilevante, le quote di partecipazione in start-up innovative in forma di s.r.l. possono costituire oggetto di offerta al pubblico di prodotti finanziari. Tali innovazioni, insieme al fatto che l’Italia è il primo Paese in Europa ad essersi dotato di una normativa specifica in tema di crowdfunding, sembrano l’indice del desiderio di preparare un terreno giuridico fertile per lo sviluppo di un nuovo modello di impresa. Affinché ciò possa però dare frutti concreti occorre che concorrano la fiducia dei finanziatori e la semplificazione delle procedure. Il reperimento di fonti di finanziamento sembra tuttora essere la vera nota dolente per un imprenditore dotato di idee e capacità, tanto che è stato osservato che in Italia solo il 14% delle start-up ottiene fondi dalle banche. Tuttavia le numerose iniziative che i principali gruppi bancari italiani stanno recentemente intraprendendo per offrire linee di credito ad hoc, servizi di scouting, formazione e incubazione sembrano indice di una maggiore lungimiranza e attenzione verso il mondo start-up. Inoltre, la pur pregevole innovazione legislativa si scontra con il permanere di una burocrazia onerosa sia in termini di tempo che di denaro, facendo perdere competitività alle imprese e al Paese stesso nell’attrazione di capitali esteri. La semplificazione resta quindi un traguardo decisivo e ancora tutto da raggiungere. In questo i professionisti che assistono l’impresa possono e devono giocare un ruolo importante.


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fattori del successo dell’ecosistema startup

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Perché Berlino?

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Why Berlin? Key success factors of the startup ecosystem

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Berlino nell’arco del 2012 sono nate n Berlin 44.228 startups have been set 44.228 startup attive nell’economia up in 2012 in the digital economy, a digitale, un comparto che nel 2011 sector that has generated 9 billion in ha generato un fatturato di quasi 9 miliardi turnover and created 62.400 jobs in e creato 62.400 posti di lavoro. Se si consi2011. Take the whole communication and dera l’intero settore della comunicazione e information branch (also offline) and the turdell’informazione (anche nover exceeds 10 billion . non digitale) il fatturato 44% of the founders in Bersupera ampiamente i 10 lin are foreigners, revealing miliardi. Il 44% dei founthat the city attracts a larders di startup a Berlino è ge number of young entrestraniero, segno che la citpreneurs from all over the tà attrae un gran numero world. Why? di giovani imprenditori da There are definitely some tutto il mondo. Perchè? pre-existent conditions that Vi è certamente una serie gave a decisive boost to di condizioni favorevoBerlin’s startup economy, li preesistenti che hanno such as well-known low dato il via all’esplosione real estate prices and hendella startup economy ce the possibility to rent ofcittadina, tra cui l’ormai fices and set up a business celebre livello dei prezzi with little money. However, immobiliari, che permette Berlin’s greatest asset are di trovare locali ed avviahuman resources: a young re un’attività anche con generation of people that pochi mezzi. La più granhave been educated in de ricchezza di Berlino è one of the city’s universities però quella che di solito and other higher educaun po’ brutalmente può tion institutions, and have definirsi “capitale umaan excellent preparation no”, ossia la generazione in informatics, IT and ecodi giovani sfornata da uniVittorio De Vecchi Lajolo nomy, and on top of that versità ed altre istituzioni are international (out of di educazione superiore presenti in città, 160.000 university enrollers in 2012/13, aldotata di un’eccellente preparazione in inmost 30.000 came from abroad). Moreover, formatica, IT ed economia, ma soprattutto

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internazionale (su un totale di 160.000 nuovi iscritti all’università nel 2012/13, poco meno di 30.000 erano stranieri). E poi c’è un’infrastruttura ideale, fatta di mezzi di comunicazione e di trasporto efficientissimi ed economici, servizi di ogni genere per le piccole imprese (coworking spaces, acceleratori, incubatori, scuole di management, servizi di coaching per founders etc.). Anche i governi - nazionale e locale – hanno i loro meriti: a livello nazionale si è intervenuti con alcune (poche, per la verità) innovazioni legislative, prima fra tutte l’ormai ben collaudata introduzione nel 2008 delle Srl con capitale di 1€ (Unternehmergesellschaft – UG), che si costituiscono in pochi semplici passi e con un esborso minimo in termini di onorari notarili e imposte varie . E poi c’è la mastodontica Agentur für Arbeit (equipararla ai centri per l’impiego italiani sarebbe riduttivo), che nell’ambito delle sue molteplici attività di ente pubblico di collocamento ed assistenza sociale prevede tra l’altro anche delle apposite indennità di avviamento cui ha diritto di accedere ogni giovane imprenditore dotato di un business plan credibile, che nelle fasi iniziali della propria attività ancora non produce reddito. A Berlino c’è inoltre la IBB , il fondo d’investimento della città, che offre una serie di possibilità per ottenere finanziamenti, investimenti o più semplicemente assistenza ed aiuto. Naturalmente, date tali condizioni, anche gli investitori privati non hanno tardato a farsi avanti, dando ulteriore slancio ad un “ecosistema” economico e culturale che ha generato o attratto anche players globali, come Zalando, Spotify, Soundcloud o, da ultimo, Yandex.

there is a highly efficient infrastructure consisting of inexpensive means of transport and communication, all kind of services for small business (coworking spaces, accelerators, incubators, management school, founder coaching services, etc.). National and local governments have played their role, too. On a national level, some (a few, actually) legislative innovations have been implemented, such as the introduction of 1€ capital Ltd. companies (Unternehmergesellschaft – UG) in 2008, that have proven very successful so far. They are easy to set up and require a minimum outlay in terms of notary’s fees and taxes . Furthermore, the almighty Agentur für Arbeit (it would be reductive to compare it to the Italian Unemployment Centres) as a public authority provides, amongst employment services and social security, even a specific subsidy to young entrepreneurs holding a good business plan but no income during the early stages of their business. In Berlin there is also the IBB , the city’s investment fund, which offers different programs to obtain funding, investments or simply assistance and help. Given said conditions of course private investors did not hesitate to come forward, giving an additional boost to an economic and social “ecosystem” that has been able to give birth to or attract even global players, such as Zalando, Spotify, Soundcloud or, more recently, Yandex.

Text translated by Filippo Mortarotti

1 Dati dell’assessorato economia, tecnologia e ricerca (Senat für Wirtschaft, Technologie und Forschung) 2 Università ed altre scuole di formazione superiore, dati tratti da Statistisches Jahrbuch Berlin 2013. 3 Fino al marzo 2013 era previsto una sostanziale esenzione dalla tassazione di dividendi e plusvalenze per le società di capitali che detenevano partecipazioni anche minime in altre società di capitali. Tale sgravio è stato cassato dalla Corte di Giustizia UE (v. C-284/09) ed è pertanto rimasto solo a favore di partecipazioni sopra il 10% (e sotto il 25%, soglia oltre la quale è applicabile la direttiva 90/435/CE). 4 Il Gründungszuschuss, v. sul sito della Agentur für Arbeit. 5 Investitionsbank Berlin, www.ibb.de. 1 Data of the Berlin State Cabinet for economy, technology and research (Senat für Wirtschaft, Technologie und Forschung) 2 Universities and other higher education institutions, data from Statistisches Jahrbuch Berlin 2013. 3 Until March 2013 German law provided a substantial exemption from taxation of dividends and capital gains of corporations owning even a small share in other corporations. The EU Court of Justice (v. C-284/09) eventually overruled the tax break, which survived only for shares above 10% (and under the minimum threshold for the application of the directive 90/435/CE of 25%). 4 The Gründerzuschuss, see on the Agentur für Arbeit’s website. 5 Investitionsbank Berlin, www.ibb.de.

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Il Salone Internazionale del Libro apre le porte alle start up digitali internazionali The International Book Fair opens its doors to international Start Ups

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l Salone Internazionale del Libro di Torino dà voce all’innovazione digitale e apre le porte alle Start up. Dall’8 al 12 maggio 2014 al Lingotto Fiere 10 giovani aziende, selezionate attraverso un bando internazionale, saranno protagoniste dell’Area Start up, un nuovo progetto ospitato all’interno di Book to the future, lo spazio che da 4 anni dà spazio all’editoria digitale e alle nuove tecnologie di fruizione culturale. L’iniziativa, che rientra nell’ambito del Salone Internazionale del Libro e del Digital Festival, ha preso il via il 28 gennaio, data in cui è stato reso pubblico il bando internazionale di partecipazione rivolto alle aziende nate dopo il 1°gennaio 2011 che operano in ambito editoriale e che lavorano per una nova fruizione di contenuti. Fino al 15 marzo, giorno di chiusura del bando, sono state raccolte oltre 50 candidature, provenienti da tutto il mondo: Spagna, Germania, Regno Unito, Francia, Svizzera, Israele e Stati Uniti, per citare alcuni Paesi. Ottima la risposta anche da parte delle realtà italiane e, in particolare, delle piemontesi, a cui sono riservati tre dei dieci posti a disposizione. Le 10 Start Up selezionate hanno l’opportunità di partecipare gratuitamente alla XXVII edizione del Salone del Libro di Torino con uno stand nell’area a loro dedicata. Inol-

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he International Book Fair of Torino gives voices to digital innovation and opens its doors to start ups. From the 8th to the 12th of May 2014, Lingotto Fiere will be hosting 10 young companies, selected through international call, inside the Start Up Area, the new project within Book to the Future, the area dedicated to digital publishing and to all the new technologies developed for the use of cultural contents. The initiative which falls within the International Book Fair of Torino and the Digital Festival has been launched the 29th of February, the day the international call was announced publicly. The call was addressed to all those companies born after the 1st of January 2011 and that operate in the publishing field and deal with new ways of using contents. Up to the 15th of March, day the call was closed, more than 50 proposals were collected, coming from all over the world: Spain, Germany, United Kingdom, France, Switzerland, Israel and United States, just to mention some. Great response from Italian companies, mainly from the ones seated


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PHOTO © Simone Spada

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tre, ai vincitori del bando sono riservati: uno slot orario nell’area esperienziale dell’Area Start Up per coinvolgere il pubblico con attività interattive; un panel nella sala incontri Book to the future per presentare il proprio progetto al grande pubblico; incontri business con gli editori presenti al Salone; incontri business con rappresentanti di società di venture capital e con business angel italiani e internazionali, realizzati grazie alla collaborazione con il portale startupgeneration.it. Le 10 aziende selezionate sono: Pubcoder (http://www.pubcoder.com/) Timbuktu (http://timbuktu.me/timbuktu/) 20lines (http://it.20lines.com/archive) Xoonia (http://www.xoonia.com/) TwoReads (http://tworeads.com/) Newscron (http://www.newscron.com/ welcome/) BliuBliu (http://bliubliu.com/en/it/) SPAM (http://www.spam-magazine.com/) MaieuticaLabs (http://www.cloudschooling.it/) JB Lab (http://www.growinmultimedia.

in Piedmont, to which were guaranteed 3 of the 10 places available. The 10 Start Ups that have been selected will have the chance to participate free of charge to the XXVII edition of the International Book Fair of Torino with a stand in a dedicated area. Furthermore, the winners of the call will have: one time slot in the experiential area of the Start Up Area in order to involve the audience within interactive activities; one panel discussion inside Book to the Future in order to show the project to the great public; business meetings with publishers of the Fair; business meetings with the representatives of venture capital companies and with Italian and international business angels, organized in collaboration with startupgeneration.it. Applications were evaluated by a jury that has taken into consideration criteria such as the innovative aspects of the project/ service, the use of new technologies, the

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com/Grow_In_MultiMedia/Home.html) Nella valutazione delle candidature la giuria ha tenuto conto di parametri come innovatività del prodotto/servizio, uso originale di tecnologie, fattibilità del progetto, capacità di ingaggio di editori e lettori, creatività e originalità del progetto. La giuria è composta da: Valentino Macri (Fondazione per il Libro, la Musica, e la Cultura), Roberto Fantino (GL Events), Eugenio Pintore (Regione Piemonte), Stefano Saladino (Associazione Luoghi di Relazione), Fabio Sferruzzi (Talent Garden Torino), Donatella Cambosu (Startupbusiness), Vittorio Mauri (U-Start), Massimiliano Ceaglio (TreataBit), Michele Padovani (iStarter). L’Area Start up è un’iniziativa di Salone Internazionale del Libro, Gl events-Lingotto Fiere e Associazione Luoghi di Relazione - organizzatrice del Digital Festival - con il sostegno di Regione Piemonte e in collaborazione con Tag – Talent Garden. Il progetto si avvale della collaborazione di alcune importanti realtà che gravitano intorno al mondo delle Start up: associazioni, acceleratori d’impresa, business network, incubatori. Tra i soggetti che hanno aderito all’iniziativa e che hanno contribuito alla diffusione e alla promozione della call ci sono Camera di commercio di Torino, Enterprise Europe Network - ALPS, Startupbusiness, TreataBit, U-Start e iStarter.

PHOTO © Simone Spada

feasibility of the project, the employment ability of editors and readers, the creative and original aspects of the project. The jury included: Valentino Macri (Fondazione per il Libro, la Musica, e la Cultura), Roberto Fantino (GL Events), Eugenio Pintore (Regione Piemonte), Stefano Saladino (Associazione Luoghi di Relazione), Fabio Sferruzzi (Talent Garden Torino), Donatella Cambuso (Startupbusiness), Vittorio Mauri (U-Start), Massimiliano Ceaglio (TreataBit), Michele Padovani (iStarter). The Start Up Area is an initiative of the International Book Fair, GL Events-Lingotto Fiere and Associazione Luoghi di Relazione – which organizes the Digital Festival – with the support of the Regione Piemonte and in collaboration with Tag – Talent Garden. The project takes advantage of the collaboration of some of the most important realities that revolve around the world of Start Ups: associations, accelerators, business networks, incubators. Here are some of the names that have joined the initiative and that have spread and promoted the call: Camera di commercio of Torino, Enterprise Europe Network - ALPS, Startupbusiness, TreataBit, U-Start and iStarter.

For further information on the Start Up Area. www.salonelibro.it www.digitalfestival.net

Per scoprire di più sull’Area StartUp www.salonelibro.it www.digitalfestival.net

Text translated by Ginevra Sorvillo

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on si fa altro che parlare di crisi. È praticamente impossibile di questi tempi, poter guardare la tv, leggere un giornale, fare quattro chiacchiere al bar, senza sentir parlare di crisi. Manager, imprenditori, liberi professionisti sono costretti a muoversi in uno scenario ricco di tensioni e difficoltà, come se i talenti e le capacità personali fossero azzerate da una palude di immobilismo che si mescola alla paura del futuro. Per capire dunque in che modo e con che spirito affrontare i momenti di oggettiva complessità come quello che stiamo attraversando, ci siamo rivolti a un professionista che per mestiere aiuta le persone a migliorare la propria vita e a raggiungere gli obiettivi.

e do nothing that talking about the economic crisis. Nowadays we all talk about the crisis: on tv, in the newspaper, in a bar. Managers, entrepreneurs, freelance professionals are forced to live in a scenario full of tensions and difficulties, as if their talents and personal attitudes were set to zero by inactivity together with fear of the future. In order to understand how to overcome this tough times we are going through, we talked to a professional who helps to improve people’s life and to reach their goals. Founder and president of Ekis, Livio Sbargi, from Turin, 47-years old, has been a Mental Coach for over twenty years and he is involved in developing optimum performances in different professional , personal and sport sectors. Livio worked and he is still working with multinationals, managers and entrepreneurs, besides working with professionals athletes and sport teams at an international level. In recent years – says – I have been increasingly paying attention to something that could seem less important: I am talking about the physiological reaction in people, to their mental attitude which inevitably turns into behaviors. We have to start from here, regardless our profession.

Fondatore e presidente di Ekis, Livio Sgarbi, torinese, 47 anni, è un Mental Coach da oltre vent’anni e si occupa di strategie per lo sviluppo di prestazioni ottimali nei più disparati campi professionali, personali e sportivi. Livio ha seguito e segue tuttora aziende multinazionali, manager e imprenditori, oltre a lavorare con atleti professionisti e team sportivi di livello internazionale. In questi ultimi anni - è la sua premessa - sono sempre più attento a una questione che sembra di secondaria importanza: parlo della reazione psicologica della gente, dell’atteggiamento mentale che inevitabilmente si trasforma in comportamenti. È da qui che dobbiamo partire, indipendentemente dalla professione che ognuno di noi svolge.

How does a businessmen live with the fear of closing his/her company and with the concern of having to lay off many people? We need to be clear and honest with our staff and employees. My advice as a coach is not to shut yourself off and thinking of resolving the crisis in solitude. It is time to team up, to ask the group to find realistic ideas and plans to reduce costs. I repeat : do not whip over it and get down to work all together.

Come si convive, nel caso di un imprenditore, con il timore di dover chiudere la propria attività e la preoccupazione di dover licenziare numerose persone? Occorre essere chiari e sinceri con i propri collaboratori e dipendenti. Da coach consiglio di non chiudersi a riccio, pensando di dover risolvere la crisi in solitudine. Questo è invece il momento di fare squadra, di chiedere con entusiasmo al gruppo di ricercare idee concrete e piani di riduzione dei costi. Ripeto: non flagellarsi, ma rimboccarsi le maniche tutti insieme.

How can a manager, maybe not too young anymore, keep feeling to be the right person at the right place, despite the feeling of being undermined by the speed of techno-

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Questo è il momento di fare squadra, di chiedere con entusiasmo.. Come può un manager, magari non giovanissimo, continuare a sentirsi la persona giusta al posto giusto, nonostante la sensazione di venire scalzati dalla velocità dell’innovazione tecnologica? Un professionista può cedere qualcosa sul lato delle nuove tecnologie, ma non perdere punti sul fronte dell’esperienza e della leadership sulle persone. Non è così importante saper usare WhatsApp e Facebook come un ragazzo di vent’anni: basta conoscerne le basi e i benefici. Poi incaricheremo qualcuno al nostro fianco che le utilizzerà anche per noi.

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logical innovation? A professional can afford not to be up-todate with all the new technologies, but he has to be always up-to-date with skills and leadership on people. It is not that important how to use WhatsApp and Facebook like a twenty year old boy: it is enough to know the basis and benefits. Then we will instruct someone else to use it for us.

è Livio Sgarbi

Fondatore e presidente di Ekis svolge attività di Master Trainer e Personal Coach e tiene seminari in Europa sulla motivazione e il potenziamento delle risorse personali. Da vent’anni si occupa di strategie per lo sviluppo delle prestazioni ottimali (peak performance training) nei più diversi campi di applicazione professionale, personale e sportiva. Ha seguito e segue tuttora in qualità di mental coach aziende multinazionali, squadre sportive (calcio, pallavolo, pallamano, equitazione, basket, golf, tennis), manager, imprenditori, professionisti e atleti di svariate discipline sportive (atletica, golf, tennis, calcio, sci eccetera). Personal coach di numerose personalità di rilievo in ambito dirigenziale, manageriale e sportivo (Carlo Ancelotti, Massimo Caputi, Marco Berry, Fabio Fognini) è stato ospite e opinionista di svariate trasmissioni televisive su Rai, Mediaset, Sky, MTV e radio nazionali (Radio Deejay, RIN, 105, Capital, Rai) in qualità di opinionista ed esperto in peak performance. Autore per la Sperling & Kupfer di due libri di successo: “Istruzioni per Vincere” e “Dai colore alla tua vita”. È oggi riconosciuto il coach più esperto e autorevole in Italia. Founder and president of Ekis is a Master Trainer and Pesonal Coach; he holds seminars in Europe on motivation and development of personal resources. For twenty years he has been involved in developing optimum performances (peak performance training) in different professional , personal and sport sectors. As a Mental coach he worked and he is still working with multinationals, sport teams (soccer, volleyball, handball, horse riding, basketball, golf, tennis), managers, businessmen, freelance professionals and athletes from different sports (athletics, golf, tennis, football, skiing, etc). Personal coach of several prominent personalities in management and sport (Carlo Ancelotti, Massimo Caputi, Marco Berry, Fabio Fognini) has been invited as opinion leader in many tv shows in Rai, Mediaset, Sky, MTV and national radios (Radio Deejay, RIN, 105, Capital, Rai) also as expert in peak performance. Author of two successful books by Sperling & Kupfer: “Istruzioni per Vincere” and “Dai colore alla tua vita”. He is now recognized as the most skilled and respectable coach in Italy.

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LE ORIGINI ANTICHE DI UNO STILE CONTEMPORANEO

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The ancient origins of a contemporary style

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gioielli di Licia Mattioli oltre ad essere una garanzia hanno una storia che affonda le sue radici nel secolo scorso - nel 1860 - con l’Antica Ditta Marchisio, titolare del primo punzone rilasciato dalla città di Torino: lo storico “1 TO”. Oggi, grazie al suo nobile passato, il marchio Mattioli è ormai diventato un raffinato ambasciatore dello stile made in Italy legato alla più rinomata e sapiente tradizione orafa torinese. Specializzata nella creazione e lavorazione manuale di gioielleria e oreficeria di alta qualità l’azienda si avvale, fin dalle origini, del prezioso contributo di un nutrito staff di artigiani che lavorano l’oro a ciclo completo: dalla fusione del lingotto fino al pezzo finito. A partire dal 1970 l’Antica Ditta Marchisio comincia a progettare e produrre in esclusiva alcuni tra i modelli di maggior successo delle Maison più prestigiose a livello internazionale, le quali continuano a servirsi assiduamente dell’operato dell’azienda con reciproca soddisfazione. Nel 1995 l’ingegnere Luciano Mattioli, portatore di competenza e know-how maturati in anni di lavoro presso grandi organizzazioni, acquisisce l’azienda, chiedendo alla figlia

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esides being a guarantee, Licia Mattioli’s jewels have a long history that started the last century - in 1860 - with the Antica Ditta Marchisio, owner of the first stamp issued by the city of Turin: the all-time “1 TO”. Today, thanks to his noble past, the Mattioli brand has become a fine ambassador of the made in Italy, representing the most renowned and masterly goldsmith tradition of Turin. Specialists in creating and handcrafting high quality jewelry, the brand, from its very beginning, has a large staff of craftsmen that works the gold through a complete circle: from the fusion of the ingot to the finished piece. Since 1970 the Antica Ditta Marchisio began to exclusively design and produce some of the most successful models of the most prestigious Maison at international level, which are always very satisfy by Mattioli’s work. In 1995 the engineer Luciano Mattioli, who has acquired significant expertise and knowhow throughout many years of working with big organization, purchased the company and asked his daughter Lucia, lawyer in Tu-

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rin at the time, to assist him in managing the business. In the following years, thanks to an ongoing process of formal and technological innovation, supported by a new strategic and enterprising management, the Antica Ditta Marchisio expanded the distribution to foreign markets through selected jewelries in Europe, United States and Japan. In 2000 the Mattioli family made the decision to use its own name for a brand that throughout the world embodies and represents a remarkable legacy of technique, passion and research which have always characterized this company. That’s how the Mattioli brand was created: under Licia’s directions and thanks to her enthusiasm and creative abilities, the new collections the new collections very quickly achieved an unexpected and extraordinary success. Expression of contemporary luxury, Mattioli stands out for its original style, which is classic and at the same time modern: particularly soft and enveloping are the lines of its famous necklaces. The crafting of the jewelry is still today entrusted to the talent of over 100 expert master jewelers. Furthermore, the attention we give to raw materials, selected from among the most precious, guarantees the uniqueness and excellent quality of all the models created Each piece is a versatile and unique travel companion that Licia Mattioli wishes to present at Baselworld – the international luxury watch and jewelry show which will take place in Basel from March 27th to April 3rd.

Licia, già avvocato in Torino, di affiancarlo nella gestione dell’impresa. Negli anni successivi, grazie ad un costante processo di innovazione formale e tecnologica, supportata da una nuova gestione intraprendente e strategica, l’Antica Ditta Marchisio estende la distribuzione dei gioielli ai mercati esteri attraverso gioiellerie selezionate in Europa, Stati Uniti e Giappone. Nel 2000 la famiglia Mattioli sceglie di firmare con il proprio nome un brand che racchiuda in sé e rappresenti ovunque nel mondo l’importante patrimonio di tecnica, passione e ricerca che da sempre caratterizza l’azienda. Nasce, così il marchio Mattioli: sotto la guida di Licia e grazie al suo entusiasmo e alle sue capacità creative, le nuove collezioni raggiungono in breve tempo un inatteso e straordinario successo. Interprete del lusso contemporaneo, Mattioli si distingue per l’originale stile classico e al tempo stesso moderno, particolarmente morbido e avvolgente nelle linee dei celebri girocolli. La lavorazione, affidata ancora oggi al talento di oltre cento esperti maestri orafi, e l’attenzione rivolta alle materie prime, selezionate tra le più pregiate, garantiscono l’unicità e l’eccellente qualità di tutti i modelli realizzati. Ogni pezzo è un compagno di viaggio versatile e singolare che Licia Mattioli è pronta a far conoscere alla Baselworld, la fiera di Basilea dedicata alla gioielleria e agli orologi di lusso in programma a Basilea dal 27 marzo al 3 aprile.

BIG ARUBA Bracciale in oro rosa

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HIROKO Anello in oro rosa, oro bianco e diamanti

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Ciondolo AFRICAN QUEEN in oro bianco rodiato con geco in tsavoriti e uovo in fosfosiderite.


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QUANDO LO SPORT è DISCIPLINA, MA PURE STILE

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S port is discipline, but it is also style

o sport? Certo è allenamento, disciplina, talento. Ma anche una questione di stile. Perché bisogna saper vincere, così come bisogna saper incassare le sconfitte. Però c’è anche un altro stile, quello estetico. Una bellezza che non è solo esteriore, fittizia, superflua, ma è sostanza. Forma che dà corpo a un messaggio, che contribuisce a fare di un’esperienza agonistica una suggestione memorabile. E se c’è qualche campione, qualche squadra prestigiosa, qualche evento mondiale che in questi anni si mette alla ricerca di un tratto distintivo, beh, è molto facile che scelga di suonare al campanello di un marchio tutto piemontese e torinese: Pininfarina. Guai, infatti, a considerarla una griffe che ha legato la propria attività esclusivamente al mondo dell’automotive. La storia parla chiaro: sia nel passato più recente che in quello più lontano. Quello tra Pininfarina e lo sport è un rapporto forte, consolidato negli anni, che non ha mai fatto differenze tra discipline, stagioni e regole del gioco. Il frutto più recente di questa passione così focosa è il Dubai Tour, la prima edizione della corsa ciclistica a tappe che all’inizio di febbraio ha portato i campioni delle due ruote a per-

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port? It is training, discipline, talent. But it is also a matter of style. Because it is important to win as well as to lose. But there is also another style: the aesthetic style. A beauty that is not only superficial, artificial, unnecessary, but it is essence. Shape that gives body to a message, that helps a competition to become an unforgettable memory. And if some sport champion or some prestigious team are now looking for some distinguishing feature for an international event, well, they are likely to knock at the door of a Piedm o n t s brand from Turin: Pininfarina. Don’t you dare to consider it a brand just for the car industry. Its history says it all, both in recent and distant past. Pininfarina and sport have a strong relation, that

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correre le strade del Medio Oriente, territorio ricco e con una gran voglia di emergere alla ribalta mondiale. Il simbolo di questa competizione è nato proprio nel Centro Stile alle porte di Torino, plasmando il trofeo assegnato al vincitore dal Dubai Sport Council. Un cerchio, a prima vista, ma con richiami che spaziano dalle ruote della bicicletta alle immagini vintage di questo sport, quando i concorrenti indossavano a tracolla le camere d’aria di riserva, in caso di forature. Un premio, dunque, ma anche un oggetto chiamato a regalare un impatto emotivo. E che può vantare un albero genealogico piuttosto autorevole. A partire, per esempio, dal simbolo di quello che è stato forse il più grande evento sportivo sul territorio italiano in tempi recenti: la torcia dei Giochi Olimpici invernali del 2006. Appuntamento per il quale Pininfarina ha ingegnerizzato e prodotto 12mila unità numerate per le Olimpiadi e altre 125 per i successivi Paralimpici. E la stessa firma ha distinto il braciere, costruito con

has been strengthened over the years, that has never made any differences between disciplines, seasons and rules of the game. The latest result of this passionate relation is the Dubai Tour: in its first edition this bicycle stage race has gathered, since the beginning of February, the two-wheel champions on the roads of the Middle East, a rich area which wishes to be in the international forefront. The symbol of this competition was created in the Centro Stile just outside Turin, molding the winner’s trophy from the Dubai Sport Council. At first sight it could look like a ring with some references to the bike rim and to old sport images, when the competitors used to wear a spare air chamber in case of flat tire. An award but also an object that gives an emotional impact, and that can be proud of its family tree. Starting, from example, from the symbol of what was perhaps the biggest sporting event in Italy in recent times: the 2006 Olympic Winter Games torch. For the event Pininfarina has engineered and produced 12000 numbered pieces for

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i suoi 57 metri di altezza al fianco dello stadio Olimpico di Torino. Di Pininfarina anche il logo di Euritmica 2008, campionato Europeo di Ginnastica ritmica disputato sempre nel capoluogo piemontese. Passando alla disciplina forse più amata in Italia, anche il calcio ha un legame con Pininfarina: si tratta dello Juve Stadium, inaugurato nel 2011 e griffato nella progettazione delle aree interne per pubblico e giocatori, dal salone d’onore agli spalti, fino alle panchine, gli spogliatoi e i ristoranti. Un gioiello avveniristico, a detta di molti osservatori, che mantiene il suo legame con il marchio dello stile sabaudo. Ma non finisce qui: Pininfarina vuol dire anche, per antonomasia, la Galleria del Vento: la struttura mitica di Grugliasco che da decenni sfida la legge di gravità e quelle della fisica in generale, cercando di regalare con il disegno e l’innovazione qualche chilometro all’ora in più agli amanti della velocità. Come Simone Origone, campione del mondo di sci di velocità, ma prima di lui addirittura un mito come Francesco Moser aveva preparato lì gli accorgimenti per il record dell’ora. E poi Reinhold Messner, che presso il Centro Ricerche collaudò la tenda d’alta quota, mentre Isolde Kostner, campio-

the Olympics and other 125 for the next Paralympic Games. The same brand has created the brazier, 57 meter high and build beside the Olympic Stadium in Turin. Pininfarina has also created the logo for the 2008 Euritmica, the European rhythmic gymnastics championship that was also held in Turin. Talking about the most popular sport in Italy, soccer is also related to Pininfarina with the Juve Stadium, which was opened in 2011. The project has the designer labels: from the indoor areas for the audience and players, to the hall of honor to the stands, as well as the benches, changing rooms and restaurants. A futuristic jewel, according to many observers, that maintains its link with the Savoy style brand. But that’s not all: Pininfarina also means the Wind Tunnel: the legendary construction of Grugliasco, that has been defying gravity and physic in general, trying to give away to speed lovers, through innovation and design, a few more kilometers per hour. Just like Simone Origone, world champion in speed skiing, but before him the legendary Francesco Moser had prepared himself in the wind tunnel for the hour record. And again Reinhold Messner who

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tested at the Center the high altitude tent, while Isolde Kostner, alpine skiing champion in recent times, tested her race suit. The same did Daniela Ceccarelli, who asked for some help to prepare for the 2002 Olympic Winter Games in Salt Lake City. In Turin in 2006, Antoine Dénériaz won the gold in the men’s downhill wearing the ski suit tested in the wind tunnel. Let’s not forget the commitment in developing many equipment for used by athletes with disabilities. “We have been always paid great attention to sports – says the President, Paolo Pininfarina -. The collaboration with the Dubai Sports Council was made possible by this passion, and we were involved in every stage of the project of the most prestigious bicycle race of the Asian territory. We began searching the style and we ended up developing all the details of the trophy in 3D, up to the support during the production process. The trophy reflects the principles of Pininfarina style: the pursuit of purity of lines and an aesthetic outline that, for cars and household items, is a combination of beauty and functionality, form and technology”.

nessa dello sci alpino in tempi recenti, testò la sua tuta da gara. Idem Daniela Ceccarelli, che chiese una mano per prepararsi ai Giochi di Salt Lake City del 2002. Proprio a Torino 2006, invece Antoine Dénériaz si aggiudicò l’oro nella discesa libera maschile vestendo la tuta testata in galleria del vento. Senza dimenticare l’impegno per lo sviluppo di molte attrezzature usate da atleti con disabilità. “La nostra attenzione per lo sport ci accompagna da sempre - dichiara il presidente, Paolo Pininfarina -. Quella passione che ha reso possibile anche la collaborazione con il Dubai Sports Council coinvolgendoci in ogni fase del progetto della gara ciclistica più prestigiosa del territorio asiatico. Siamo partiti dalla ricerca di stile e siamo arrivati allo sviluppo 3D di tutti i dettagli del Trofeo, fino al supporto durante il processo di produzione. Il Trofeo riflette i principi dello stile Pininfarina: la ricerca della purezza delle linee e una sintesi estetica che, nel caso di automobili o di oggetti per la casa, è una combinazione di bellezza e funzionalità, forma e tecnologia”.

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Modella: Elisabeth Sinisi (www.silkandscissors.it) Abiti: Davide Monaco (www.davidemonaco.com) Foto: Maurizio Bo (www.mauriziobo.com) Location: Grand Hotel Sitea Torino (www.grandhotelsitea.it)


Il mondo visto da Torino, Torino vista dal mondo ogni due mesi nelle edicole della cittĂ 

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isitare Torino é un’esperienza unica: la pensi in un modo, giri l’angolo e... ti sorprende! La mia città nel corso degli ultimi anni é stata descritta in mille modi e non sempre del tutto gradevoli; secondo molte persone é grigia, é industriale, é statica e “vecchia”. A queste persone che la pensano così vorrei poter prestare per un giorno i miei occhi, per far capire loro come sia davvero Torino. Io sono una guida turistica, ed il mio bellissimo lavoro consiste proprio nel poter far amare Torino nella sua interezza, quella di fiera città prima capitale d’Italia, con i suoi palazzi nobiliari, quella di città italiana capitale del liberty, quella di città aperta all’arte contemporanea e quella di città difficile da scoprire, ma che all’occhio attento sa dare molte emozioni. Torino ha una molteplicità di anime che convivono al suo interno, e riuscire a scoprirle tutte a volte é difficile persino per il torinese stesso, che passeggia per il centro guardandosi intorno ma non avendo magari cura di notare i suoi particolari, la palla di cannone inesplosa ancora visibile incastonata su alcune facciate, il mascherone sul portone di

qualche palazzo o ancor più semplicemente la luce di un lampione che proietta la sua ombra sulle sue eleganti strade. Torino é una città dal carattere riservato; reminiscenze di tempi molto più antichi fanno si che i palazzi siano per architettura, altezze e utilizzo dei colori o del mattone molto simili tra di loro, come a voler creare una quinta scenografica intorno ad un palcoscenico d’eccellenza, le dimore di casa Savoia. Il rigore sabaudo che contraddistingue gli esterni non lascia presagire lo stupore del visitatore che si addentra in uno di questi palazzi; la possibilità di passeggiare osservando capolavori del barocco e del neoclassico, coperture in foglia d’oro, intarsi di grandi ebanisti e lampadari di cristallo sono la giusta ricompensa per essersi spinti all’interno di queste residenze. La chiesa di San Lorenzo é forse uno degli esempi più lampanti della forte differenza tra la parte interna e quella esterna degli edifici torinesi: anonima facciata inserita all’interno di un palazzo, quasi non invoglia a varcare il portone, ma entrando si potrà ammirare

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uno dei più grandi capolavori barocchi della città, opera di Guarino Guarini, avveniristicittà, il Santuario della Consolata. co padre teatino che si é contraddistinto per Sì, perché quando dicono che noi torinesi la sua architettura tendente alla ricerca delsiamo “bastian cuntrari”, non hanno proprio la luce tramite un percorso che idealmente tutti i torti: ciò che per noi é importante, non rappresenta l’ascesa verso i cieli. sempre lo é per il turista, o perlomeno non Uscendo dalla chiesa, il turista si troverà quaprima di un’attenta osservazione. si di fronte ad un’altra “stranezza”: una facLa chiesa della Consolata racchiude al suo ciata barocca posta a ridosso di una casainterno la storia di più di un secolo di devoforte medievale, costruita a sua volta sui resti zione, a partire dalla sua costruzione nel X di una delle porte romane di accesso alla secolo, fino ad arrivare agli interventi più recittà: Palazzo Madama, antico castello mecenti risalenti all’inizio del novecento. dievale trasformato poi in dimora principale Il vero torinese non vi dirà mai che la chiesa delle due Madame Reali di Torino, diventerà più importante delnel 1848 la sede del la città é il Duomo, Senato Subalpino, ornonostante sia la gano voluto dal Re nostra Cattedrale Carlo Alberto con la ed ospiti al suo infirma dello Statuto Alterno la Sacra Sinbertino. done, icona del Di fronte al Palazcristianesimo e rezo Madama si trova liquia venerata da l’antico decumano fedeli provenienti massimo, oggi Via da ogni parte del Garibaldi, una delle mondo. vie pedonali più lunNello stesso modo, ghe d’Europa; prosenonostante il simboguendo a piedi per lo della nostra città questa lunga strada sia la Mole Antonelcon le facciate delle liana, edificio che case perfettamennasce come antica te allineate, si potrà sinagoga in realtà raggiungere via delmai utilizzata e trala Consolata, dove sformatosi ben presorge uno dei palazzi sto in monumento nobiliari più scenosimbolo dell’Italia grafici e meglio conUnita e del suo Re servati della città, la Vittorio Emanuele II, dimora del Marchese oggi sede del MuBaldassarre Saluzzo seo Nazionale del di Paesana, edificato Cinema, noi torinesi nel 1722. Piazza San Carlo, Caval d’Bröns siamo stranamenL’appartamento dei te più affezionati al marchesi Saluzzo PaCaval d’Bröns che non ad essa. esana occupava al tempo della sua costruIl fiero uomo che si erge sul cavallo di bronzo zione l’intero piano nobile; frazionato poi nel é il Duca Emanuele Filiberto, colui che prese corso degli ultimi cento anni, ad oggi conla coraggiosa decisione di spostare la caserva ancora alcune stanze visitabili e dotapitale del suo ducato da Chambery a Torite di affreschi ed arredi originali. no, permettendo così alla città di diventare Lasciando il palazzo e continuando sulla medesima via, si potrà raggiungere quella che per i torinesi é la chiesa più importante della

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Palazzo Madama

quella che é oggi. Il Caval d’Bröns é posto proprio al centro della piazza più cara a noi torinesi, la scenografica piazza San Carlo, con le sue facciate lineari, il suo impianto porticato e le sue due chiese che avrebbero dovuto esser gemelle ma così gemelle non sono. Lasciandosi l’aulica piazza alle spalle e spostandosi lungo via Roma, antica via Nuova nata ad inizio seicento per l’esigenza di ampliare la città ed oggi principale arteria del centro cittadino, bisognerà svoltare leggermente per poter finalmente notare un palazzo unico nel suo genere, con una facciata dalle linee concave e convesse ed un finemente lavorato mattone a vista. Palazzo Carignano é il fulcro dell’omonima elegante piazza che lo ospita, nato per volontà dei Principi di Carignano a metà del XVII secolo ed ancor oggi perfettamente

conservato in ogni sua parte. Quella che era l’antica sala da ballo che ospitava cerimonie, nel 1848 verrà convertita in aula della Camera dei Deputati del Regno Subalpino; divenuta però nel corso del tempo troppo piccola per poter ospitare tutti i deputati che sarebbero arrivati dalle altre regioni a seguito della nascita del Regno d’Italia, verrà dismessa nel 1861. Ancora oggi l’orologio é fermo all’ora dell’ultima seduta del Parlamento. Il palazzo di lí a poco verrà raddoppiato in superficie, e la seconda facciata in stile neoclassico su Piazza Carlo Alberto ospita l’ingresso del Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, che trova la sua sede permanente all’interno del palazzo che ha visto i natali del primo re d’Italia. I caffè storici sono sempre stati il fulcro della vita della città, punto d’unione tra nobiltà e borghesia e rappresentativi della storia a ca-

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Cupola Chiesa di San Lorenzo

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conserva il tavolo e la sedia originali dove soleva accomodarsi il celebre statista. Per ritornare in Piazza Castello, il percorso d’obbligo per il turista é quello di passare attraverso la Galleria Subalpina, dove si potrà tornare a rivivere l’atmosfera degli antichi mercati vittoriani inglesi di fine 800. Ritornato su piazza Castello, il visitatore potrà proseguire lungo la via porticata che scende verso il fiume; antica via detta della Calce, oggi via Po é una delle vie più importanti del centro cittadino. É proprio in una delle sue traverse che si erge nei suoi 167, 5 metri d’altezza la Mole Antonelliana, ben visibile da tante parti della città e della collina che sorge tutt’intorno a Torino. I percorsi da compiere sono molteplici, e tutti volti a scoprire le bellezze più evidenti e quelle più nascoste della città, partendo dalla sua fondazione in epoca romana fino ad arrivare all’era del post industriale e dell’arte contemporanea, passando attraverso il barocco e l’ecclettismo. In vista delle tante manifestazioni che vengono organizzate dalla città nel corso dell’anno, non perdete l’occasione di pianificare un soggiorno qui in città, vedrete, sarà amore a prima... visita!

vallo tra otto e novecento. Proprio in Piazza Carignano sorge Pepino, gelateria storica fornitrice ufficiale della Real Casa; fondata nel 1884, detiene il deposito del brevetto e della commercializzazione del primo gelato su stecco ricoperto di cioccolato al mondo: il Pinguino nasce nel 1939, ed ancor oggi é prodotto con ricetta originale. La location e la bontà del gelato non possono che meritare una visita, ed una golosa sosta durante l’itinerario turistico. A fianco della Gelateria Pepino si erge il teatro Carignano; i turisti non devono farsi ingannare al semplice e moderno ingresso: l’interno conserva ancor oggi l’allestimento di metà ottocento che fa si che sia uno dei teatri più antichi d’Italia. A lato del teatro si trova il Ristorante del Cambio, datato 1757 e meta favorita del Primo Ministro del Regno d’Italia Camillo Benso Conte di Cavour; ancora oggi il ristorante

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PHOTOS © Antonio Filigno - All rights reserved www.antoniofiligno.com

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Gelateria Pepino

Piazza Carignano 8, Torino Aperto tutti i giorni Servizio a pranzo con men첫 settimanale Si organizzano: colazioni di lavoro, ricevimenti per ricorrenze, feste private, merende e cene su prenotazione, aperitivi, degustazione gelati - cioccolate e vini. Servizio dehors estivo e invernale. Facebook e Twitter: gelateriapepino


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area nord-est del Brasile, composta da 9 Stati e con una popolazione complessiva di oltre 70 milioni di abitanti, oggi rappresenta, subito dopo la provincia di San Paolo, il maggiore territorio d’interesse per sviluppo socio-economico del Paese. Tale zona si è dimostrata essere in questi ultimi anni, quella caratterizzata dai tassi di sviluppo più elevati ed in particolare lo Stato del Cearà, con Fortaleza, la capitale, che sin dal 2010 ha conseguito una stupefacente crescita economica. Il Cearà è lo stato che si è maggiormente sviluppato in Brasile nel 2010, con un PIL del 7,9%, rispetto al 7.5% complessivo del Paese. Nel 2011 il PIL del Brasile è stato del 2,79%, e quello dello stato del Cearà è stato del 6,1% dunque molto al di sopra della media del Paese. Nel 2012, nuovamente un risultato ottimo: il PIL del Brasile è stato dello 0,9%, e quello dello stato del Cearà è stato del 3,65 %. Nel 2013 il PIL brasiliano ha chiuso all’ 1,9% e quello del Cearà al 3,6%. In conseguenza al quadro economico, e al mercato immobiliare, negli ultimi 5 anni abbiamo avviato iniziative immobiliari nell’area di Fortaleza. Queste, oltre a rivelarsi ottime dal punto di vista della redditività, ci hanno permesso di acquisire un know-how tecnico, legale e fiscale relativo al settore immobiliare che ci permette ad oggi di individuare ottime possibilità di investimento. In particolare negli ultimi 2 anni la nostra attenzione si è concentrata nell’area intorno al porto di Pecem, poiché presenta alcuni fattori che rendono la situazione economica e del mercato immobiliare eccezionale nel suo insieme. Infatti, Il porto di Pecem, attualmente 7° per traffico di merci in Brasile è destinato, secondo recenti stime a

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diventare il 2° nei prossimi 5 anni dopo quello di San Paolo. A ridosso del porto il Governo brasiliano ha creato una zona franca di 11.000 ettari per attrarre investimenti di grosse e medie industrie, la zona franca (ZPE). In quest’area è già in corso di realizzazione l’impianto di una siderurgica coreana (Posco), su un’area grande 2 volte l’Ilva di Taranto, che prevede appena ultimata l’assunzione di 25.000 operai brasiliani e il dislocamento in loco di 5.000 tecnici coreani. Un’altra area è di proprietà della Petrobras, la petrolifera brasiliana, che realizzerà una raffineria. La nostra forza, come gruppo immobiliare, oltre al know –how tecnico, legale e fiscale, si concretizza nell’aver selezionato professionisti competenti nonchè aver allacciato rapporti consolidati con alcuni Istituti Bancari. Come indicato nella pagina a lato il 14 aprile 2014 sarà organizzato un incontro all’Unione Industriale di Torino incentrato sull’argomento Brasile, in particolare sulla macro area del Nord Est, intitolato “PRODURRE E INVESTIRE IN BRASILE, PERCHE’?“. L’incontro vedrà la presenza della Camera di Commercio italo brasiliana di Fortaleza e della direttrice commerciale della ZPE. In tale sede si affronteranno varie tematiche, sia per chi vuole insediarsi con uno stabilimento produttivo, sia per chi può essere interessato a investire nell’area in immobili (residenziali, industriali e terreni). Nel prossimo numero di INVESTO MAGAZINE approfondiremo l’argomento nella rubrica dedicata ad Investo Building e al redazionale dedicato all’EIRE-Expo Italia Real Estate.

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EDILMEDIA S.a.s. Marco Savio C.so Vittorio Emanuele II, 86 - 10121 Torino Tel. e Fax +39 011 76 40 333 - Cell. +39 346 33 56 231 www.edilmedia.net - info@edilmedia.net C.F. e P.I. 09904770014 MADE Massimo Devalle Responsabile Organizzazione e Sviluppo Tel.: +39 339 13 66 326 massimo.devalle@gmail.com

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SG DESENVOLVIMENTO Giovanni Savio Diretor Comercial Av.da Aboliรงao, 4043 Mucuripe - Fortaleza/CE/Brasil Tel. : +39 335 83 68 917 (Italy) Tel. : +55 85 965 55 177 (Brasil) giannisavio28@gmail.com skype: susimarchionni1


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Nissan Juke Nismo 1,6 PHOTO © Silvia Celeste Cutuli - All rights reserved

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200 CV - € 31.120,00

driver: Marco Longhini 87

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ismo, in Giappone, per gli appassionati di corse rappresenta un orgoglio nazionale ed è l’acronimo di Nissan Motorsport; qui da noi, e più in generale in Europa, ha però un grosso successo soprattutto tra i giovani che passano le loro giornate attaccati alla Playstation. Riteniamo quindi sia azzeccata la scelta di un modello come la Juke (così originale e fuori dagli schemi) per farle vestire per la prima volta livrea del prestigioso brand sportivo che ha come filosofia: “Innovation & Excitement for everyone”.

or race fans Nismo represents in Japan a national pride and the acronym stands for Nissan Motorsports; in Italy and in Europe in general, it has a big success especially among young people (and very young people) who spend their days playing with the Playstation. We think it is appropriate to talk about a model like the Juke (so original and unconventional), to let it wear for the first time (also in the old continent) the livery of the prestigious sports brand which has this philosophy: “Innovation & Excitement for everyone”.

L’idea è quella di fornire una vettura molto “pepata” ma allo stesso tempo non troppo estrema, accessibile a tutti e con un prezzo interessante; non male come formula di investimento per un “Mini-Suv” che può svolgere un ruolo a “tutto tondo” e strizza l’occhio ad un pubblico più giovane. Ecco svelato il motivo per cui noi, di Investo

The idea is to come out with a very “peppery” car but, at the same time, not too extreme, accessible to everyone at an interesting price; not too bad as investment in this “Mini-Suv” which is a “in the round” car and perfect for a young audience. That’s why Investo Magazine has decided to test drive the Juke Nismo 1,6 DIG-T 4WD, 200 HP. The Nismo technicians started from the Juke Tekna 1,6 liters direct fuel injection ( look at the traffic around you and you will see a lot of these car; 290000 cars sold in Europe in 2010) to transform this successful crossover into a little “bomb”, also full of personality, without compromising the qualities that have made it a queen of the everyday use. If the Nissan Juke is already a good topic of discussion when parked in the street, imagine the new Nismo which is more exclusive and stands out from the crowd. The prominent upper edge of the large lower grille features a red pinstripe on “Pearl White” (the only color available), which drops dramatically to curve around the smaller vents and continues all the way to the front wheel arches. Compared to the standard Nissan JUKE, the most obvious visual change is to the front fascia and grille,

PHOTO © Silvia Celeste Cutuli - All rights reserved

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Magazine, ci troviamo a bordo della Juke Nismo 1,6 DIG-T 4WD, da 200 CV. I tecnici Nismo sono partiti dalla Juke Tekna 1,6 litri a iniezione diretta per trasformare la crossover di successo in una piccola “bomba”, senza compromettere le qualità che ne hanno fatto una regina nell’uso quotidiano. La firma Nissan Motorsport è riconoscibile

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per i richiami rossi sul colore bianco perlato (“Pearl White”, unico disponibile) che corrono lungo le fiancate, sulla griglia del paraurti (anteriori e posteriori) e sulle calotte esterne dei retrovisori. Frontale ribassato, parafanghi allargati, minigonne, splitter anteriore e spoiler posteriore ne esaltano l’aria sportiva, che include una sottile striscia di luci diurne LED (molto GT-R) che incorniciano le due inedite prese d’aria. Ovviamente presenti anche i grandi fari tondi che circondano la calandra (e sono in palese contrasto con i gruppi ottici dal taglio spigoloso) e i gruppi ottici posteriori a boomerang, biglietto da visita di questa turbo benzina. Esclusivi, invece, i cerchi, da 18”, che sfoggiano un design a dieci razze (in antracite scura) che non toglierete nemmeno d’inverno, visto che sono catenabili, oltre che bellis-

which have been modified to better control airflow to the engine. The unique front end features a lower and more aggressive design. JUKE’s familiar integrated fog lights have been replaced by thin-strip LED accent lights (very GT-R), positioned at the top edge of small vents to the side of the larger grille. Also part of the stunning JUKE NISMO exterior appearance are the unique 18-inch lightweight aluminum-alloy wheels (finished in dark anthracite), which you will keep on even during winter time as, besides being beautiful, they are good for snow chains. The front seats have been redesigned to offer additional lateral support and they are very comfortable also for the taller ones. Trimmed in suede, they sport vibrant

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una vettura molto “pepata”.. accessibile a tutti e con un prezzo interessante.. red stitching. steering wheel stitching. The steering wheel is fantastic: it is finished in Alcantara® and leather. The tactile steering wheel now includes a red marker to indicate the top dead center: too bad it can be adjusted only in height. Red is also used as a background to the tachometer, another feature derived directly from racing, and all different Nismo badges distributed on the console which still remain the Tekna one. Nissan Navigation System (with 5-inch color touch screen display and the new Google navigation system “Send to Car” which allows to download the itineraries planned on your home PC) works well even if the design is a little bit dated, especially in a model of such prestigious brand. It is fun to drive and the high center of gravity does not influences the dynamic. Suspension performance and roll control are good and the drive is comfortable ( the down force has increased by 37%). The automatic transmission (7-speed CVT) is fast even if it is not always easy to insert (especially in “Auto” mode) which allows fast shifting with no distribution at higher regimes; this is way the introduction of paddles on the wheel, expected in the new Nismo RS. Definitely better the “Sport” version, where the sound is improving and it introduces to a “rhythmic” shifting that simulates manual shifting in the red zone; the gear shift stick is a little bit uncomfortable. A short drive is enough to understand that the car performs well also on mixed terrain and, if necessary, you can take advantage of the responsive steering and four-wheel drive (fixed or automatic insertion, but on dry you can also select the 2WD mode) to step on the gas and get some help when needed. Of course the car is heavy so, during heavy breaking (especially close to

simi. A completare il tutto, infine, un diffusore ed una luce antinebbia centrale, che prende chiara ispirazione dal mondo della F1. I sedili sono di taglio sportivo, e quindi più avvolgenti e contenitivi rispetto a quelli delle versioni di serie e anche per i più alti offrono un’ottima posizione di guida; hanno inserti in camoscio, con cuciture a vista. Il volante è fantastico, rivestito in alcantara e pelle, dall’ottima impugnatura e con una tacca rossa sulla corona che segna il punto morto superiore. Bello anche il contagiri dal fondo scala rosso, molto racing (e anche qui GT-R) e i vari badge Nismo distribuiti sulla consolle che, però, rimane quella della Tekna. Il display touchscreen del navigatore (che ora misura 5,8 pollici ed ha il nuovo software di navigazione “Send to Car” di Google, che permette di caricare direttamente a bordo gli itinerari pianificati sul PC di casa) ha un buon funzionamento, anche se qualche pulsantiera sembra un po’ datata e la qualità delle plastiche andrebbe migliorata, soprattutto in una versione che porta un logo così prestigioso. Le sospensione sono rigide il giusto, al fine di limitare (molto) il rollio in curva, senza compromettere (molto) la comodità di guida (pensate che la down force è aumentata del 37%). Il cambio automatico (a variazione continua di 7 rapporti CVT) è rapido, anche se ha una dinamica di innesto non sempre ben comprensibile (soprattutto in modalità “Auto”, che sarà quella che userete di più) che prevede cambiate rapide, ma con una sorta di interruzione dell’erogazione, dopo la spinta iniziale, ai regimi più alti; questa particolarità renderebbe decisamente interessante l’introduzione dei paddle al volante, cosa che avverrà con la nuova Nismo RS. Decisamente meglio in “Sport”, dove migliora

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anche il sound che introduce una scalata “ritmica” che simula in automatico le cambiate manuali nella zona rossa; la manualità della leva, invece, che aumenta il rapporto spostandola in avanti e diminuisce marcia tirandola all’indietro, risulta un po’ scomoda. Basta percorrere poca strada per entrare in sintonia e comprendere che non è assolutamente impacciata nel misto e si può sfruttare lo sterzo reattivo e la trazione integrale (ad inserimento fisso o automatico, ma sull’asfalto asciutto si può selezionare anche la modalità 2WD) per spingere sul gas e farsi dare un aiutino nel momento del bisogno. Ovvio la massa c’è, e quindi nelle frenate decise, si può avvertire un divertente alleggerimento del posteriore. Unica nota dolente, i consumi; siamo un po’ lontani da quanto afferma la casa e non siamo riusciti a fare meno di 12 litri ogni 100 Km, a discapito delle stelle di colore giallo che ravvivano il display (D-Mode) più basso, quando l’andatura diventa più ecologica e meno dispendiosa. Anche l’universo digitale non ha segreti per Nismo, quindi gli ingegneri di Nissan stanno sviluppando una nuova app capace di offrire un’esperienza rivoluzionaria ai clienti di Juke, colmando il divario fra le avveniristiche dotazioni da gara di Nissan GT-R e i desideri tecnologici dell’acquirente medio; l’app collegherà l’iPad del guidatore al computer di bordo dell’auto (via Bluetooth) consentendo di visualizzare gli indicatori di temperatura del motore, pressioni, accelerazioni e tempi di giro. Il layout, ispirato al mondo delle corse, sarà totalmente personalizzabile sullo schermo dell’iPad. Questo approccio immagina anche di creare una comunità (online) di automobilisti Nismo. Collegandosi a Internet, i clienti potranno caricare i dati della propria auto e condividerli su social network, come Facebook e Twitter; si potranno assegnare punti ai piloti più abili e lanciare delle sfide per migliorare le proprie capacità. Ecco perché Nissan è convinta che questa Nismo possa attrarre un pubblico giovane e dinamico, inserendosi nel mercato delle piccole “pepate”, nonostante la maggiore altezza da terra rispetto ad altri modelli

narrow turns and downhill roads) the back of car might feel lighter.. A negative note, fuel consumption; it is true that performances and aggressiveness cannot match with low cost consumption, but this is not an extreme sport car. Dispite what the production house states, the car has a fuel consumption figure not less of 12l/100km, regardless the yellow stars on the lower display (D-Mode), when the speed become more eco-friendly and less expensive. The digital universe has no secrets for Nismo, as the Nissan engineers are developing a new app that can offer a revolutionary experience to Juke’s customers, filling the gap between the futuristic racing features of the Nissan GT-R and the technology desires of the average buyer; the app will connect the driver iPad with the the car’s on-board computer (via Bluetooth) to indicate the engine temperature, pressure, acceleration and lap times. The layout, car-races style, will be completely personalized on the iPad screen. This is kind of approach is intended to create a future Nismo car driver community (online). Connecting to internet, the clients can upload their car data and share them on social networks, as Facebook or Twitter; it will be possible to give points to the most skilled pilots and to launch challenges to improve their skills. Not too bad, right? That is why Nissan is convinced that Nismo could attract a young and dynamic audience, fitting in the market of the little “peppery”, despite the increased ground clearance than other compact models… We are convinced though that this car is set to carve out a niche for itself, thanks to its great features (all standard equipment) and the best prices for internet access at a great value for money. Furthermore the car is a all-terrain vehicle, made for off-roads and snow, and it has a trunk and space for 4 passengers, despite its coupé style that could represent less

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compatti... Noi siamo convinti, invece, che possa ritagliarsi uno spazio proprio, visto che offre un ricchissimo equipaggiamento (praticamente tutto di serie) e i migliori servizi di connessione, ad un ottimo rapporto qualità-prezzo. Inoltre permette un minimo di fuoristrada, fatto di sterrati e di strade innevate, ha un discreto bagagliaio e spazio per 4 persone, nonostante il taglio da coupè potrebbe far pensare ad un maggior penalizzo del posteriore. Allora sbrigatevi, perché il numero degli esemplari disponibili per l’Italia non è molto elevato... Ma questo è il prezzo dell’esclusività!

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room in the rear. So hurry up then because not too many Nismo will be available on the Italian market… But this is the price to pay for exclusiveness! Investo YES The Alcantara-wrapped and red stitching steering wheel has a very good grip. The satellite navigator features a “parking camera” for reverse; The“Nissan Intelligent key”, very useful especially when raining. Investo NO The electrical adjustments of the mirrors, besides the steering column, are a little bit hidden Fuel consumption still high also on eco-friendly mode No paddles on the steer wheel: they will be available on the next “RS”.

InvesTo SI Il volante, rivestito in alcantara e pelle, dall’ottima impugnatura e con una tacca rossa sulla corona; Il navigatore satellitare, con “parking camera” per la retromarcia; La “Nissan Intelligent key”, utilissima soprattutto quando piove.

InvesTo NO Le regolazioni elettriche degli specchietti, a lato del piantone dello sterzo, un po’ nascoste; I consumi, che rimangono alti anche con una guida eco-friendly; Mancano i paddle al volante: arriveranno con la “RS”.

Immagini d’archivio

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Weaker sex? No, thanks!

Sesso debole? No, grazie!

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e notizie frequenti, alcuni articoli di giornale, certi stereotipi tristi e retrogradi ce lo insegnano: sono passati anni e anni dall’emancipazione femminile, le donne hanno dimostrato di saper fare spesso meglio e di più degli uomini, eppure ancora aleggia su di noi, rappresentanti del gentil (ma tosto, quando serve!) sesso, lo spettro della inferiorità rispetto a quello che dovrebbe essere il sesso forte. Ma questi uomini - diciamoci la verità - incarnano davvero la figura possente e virile dell’uomo che non deve chiedere mai? Oppure sono stati proprio loro a trasformarsi in maschietti civettuoli, frivoli e costantemente attenti al proprio look? Le recentissime sfilate di moda ce lo confermano: se, da una parte, Giorgio Armani continua a vestire i suoi modelli con abiti classici che si addicono perfettamente e che calzano con superbia all’uomo (anche a quello moderno), dall’altra un’altra maestra della moda, Donatella Versace, mostra gli uomini sbarazzini, ammiccanti, quasi sensuali, ammantandoli di una vezzosità che si era sempre e soltanto attribuita alle donne. Domenico Dolce e Stefano Gabbana, poi,

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requent news, some newspaper articles, certain sad and retrograde stereotypes teach us: it’s been years and years since emancipation, women have shown to be able to achieve better and more often, than men, yet, still hangs over us, representatives of the fair (but strong, when it’s needed) sex, the specter of inferiority compared to what should be the stronger sex. But these men-let us tell the truth- really embody the mighty and manly figure of man who does not have to ask, ever? Or have they become coquettish men, frivolous and constantly attentive to their look? Latest fashion shows confirmed it: If, on the one hand, Giorgio Armani continues to dress his models with classic clothes that perfectly suit and fit impeccably to men (even to modern), another master of fashion, Donatella Versace, shows funky, winking, almost sensual men, wrapping them with a charm that was always and only attributed to women. Domenico Dolce and Stefano Gabbana,

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D&G UOMO Collezione primavera estate 2014

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famosi creatori della maison D&G, già da un paio d’anni vestono i loro modelli rifacendosi al neorealismo e scegliendo per loro non solo pantaloncini dal taglio femminile, ma anche righe orizzontali e fantasie sgargianti. Sono uomini, quelli dipinti da D&G, spavaldi, che non temono di indossare una camicia di seta o maglie con le maniche a sbuffo. Scesi a patti col loro lato femminile, lo hanno enfatizzato, armonizzato e valorizzato al punto che è diventato impossibile, per loro, farne a meno; si dedicano alla cura del corpo, amano depilarsi, si sfoltiscono periodicamente le sopracciglia. Sono uomini che desiderano piacersi, prima di piacere; che vogliono vedere, nello specchio, un’immagine riflessa di loro stessi piacente e curata, elegante e raffinata. Questi maschi - che tutto sono, ormai, fuorchè “alpha” - lavorano sulla consapevolezza di loro stessi, vogliono (e riescono) a sentirsi più sicuri, sono estremamente a proprio

famous founders of the maison D&G, from a couple of years already, have dressed their models referring to Italian neorealism and choosing for them not just female-cut shorts, but also horizontal stripes and garish fantasies. They are men, those painted by D&G, full of confidence, that are not afraid to wear a silk or mesh shirt with puffy sleeves. Having come to terms with their feminine side and having it emphasized, harmonized and enhanced to the point that it has become impossible for them to go without it., they are dedicated to the care of the body, which love to shave, while periodically tinning eyebrows. They are men that want to be liked by themselves before than by the others, that want to see in the mirror, a reflection that is handsome, elegant and refined. These are males – everything but “alpha” who work on the awareness of themselves,

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GIORGIO ARMANI UOMO Collezione autunno inverno 2014/2015

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agio nel loro corpo e, di conseguenza, desiderano esserlo anche nei loro panni. E noi donne, in tutto questo rivoluzionarsi di ruoli, compiti e look, come ci siamo collocate? Cosa abbiamo conservato delle nostre nonne, donne dedite alla cura dei mariti, dei figli, della famiglia e cosa abbiamo accantonato della vita casalinga che, nel 2014, sembra andarci un poco stretta? Cosa domina le nostre vite, come il nostro aspetto è mutato, mentre mutavano anche le nostre passioni, le nostre abitudini, le nostre scelte di vita? Le donne di oggi che, forse, qualche anno fa, hanno cominciato ad intraprendere l’attività lavorativa più per necessità che per reale ed intimo desiderio, sono, oggi, letteralmente, donne in carriera. Sono donne che hanno provato l’ebrezza di impegnarsi al di fuori delle mura domestiche,

who want to (and can) feel more confident, that are comfortable in their bodies and therefore want to be the same in their clothes.. We, women, in all this revolution of roles, tasks and look, how are we placed? What have we kept of our grandmothers, women devoted to the care of husbands, children, family and what we set aside of the housewife life that, in 2014, seems to be a little tight? What does dominate our lives, how has our look changed, while our passions, our habits, our lifestyle choices, changed too? Today’s women who, perhaps, a few years ago, have begun to undertake work more or real and intimate desire than for necessity, are, today, literally, career women. They are women who have experienced the thrill of working outside the house, to work in a task that would involve them not only emotionally, as the family life was already abundantly doing, but also professionally, which gives them the opportunity to try their hand, the opportunity to grapple with a whole new world. And professional women of all ages have won this challenge, besting the working challenge with flying colors, and demonstrating skills that no man would, a few years earlier, have attributed them. And that’s how the women began to assume positions of power, and to fill the dense ranks of politicians and rulers in every country. Suffice it to say to Angela Merkel, the German Chancellor from steel pulse and the hardworking mind; but also to Queen Elizabeth, who is reigning in England from 1952 now; or Hillary Clinton, a woman of character who knew how to be, over the years, a milestone both for the most distracted husband Bill that for the whole of America. But what is the look of these iron ladies? What do they wear in their meeting, appointments with the most important men in the world? For the professionals, the true ones, those who become warriors and adventurers in Versace Inverno 2014

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di adoperarsi in un’attività che le coinvolgesse non più solo emotivamente, come faceva già riccamente la famiglia, ma anche professionalmente, che desse loro l’oppurtunità di cimentarsi, l’occasione di misurarsi con un mondo tutto nuovo. E le donne, le professioniste di tutte le età, hanno vinto questa sfida, superando l’esame lavorativo a pieni voti, dimostrando capacità che nessun uomo avrebbe attribuito loro qualche anno prima. Ed è così che la donne hanno cominciato ad assumere ruoli di potere, e a nutrire le folte schiere di politici e governanti di ogni Paese. Basti pensare ad Angela Merkel, Cancelliere tedesco dal polso d’acciaio e dalla mente laboriosa; ma anche alla Regina Elisabetta, che regna dal 1952 nella ormai sua Inghilterra; o alla stessa Hillary Clinton, donna di carattere che ha saputo essere, negli anni, un punto fermo sia per il più distratto marito Bill che per l’America tutta. Ma qual è il look di queste ladies di ferro? Cosa indossano nei loro meeting, negli appuntamenti di lavoro con gli uomini più importanti del mondo? Per le professioniste, quelle vere, quelle che diventano avventuriere e guerriere nella jungla metropolitana, la parola d’ordine è: tailleur. Tinta unita o pied de poule, a quadretti o nero classico, il tailleur identifica la donna in carriera e ne fa una donna di sicuro successo. Versatile, elegante quanto basta, confortevole, il tailleur è da sempre l’alleato principe della donna nelle sue frenetiche giornate. Che sia femminile, con gonna a tubino o svasata, o dal taglio maschile, con pantalone diritto e classico, questo tipo di completo regala sempre classe e sobrietà e permette di essere sempre pronte ad arginare gli imprevisti, che siano una riunione in azienda o una colazione di lavoro. Anche in questo caso, come per gli uomini, è Giorgio Armani il vero sovrano del tailleur, realizzandone di vari tipi e fogge, tutti uniti dalla caratteristica fondamentale: sono praticamente impeccabili. Che siano immancabilmente classici, o innovativamente sbarazzini, essi rappresentano l’essenza del vestire, dell’indossare, dell’essere infinitamente donna.

the metropolitan jungle, the password is: tailleur. Plain or hound’s-tooth, squares or classic black, the suit identifies the woman in career and makes a successful woman. Versatile, stylish enough, comfortable, the suit has always been the woman’s prince ally in her hectic days. Being it feminine, with flared shift dress or skirt, or with pants, masculine-cut, straight and classic, this type of complete always gives class and sobriety, and allows to always be ready to deal with the unexpected, being a company meeting or a business lunch. Again, as for men, Giorgio Armani is the true ruler of tailleur, creating of various types and shapes, all united by a fundamental feature: practically flawless. They are invariably classics, or innovatively funky, but they represent the essence of dressing, of wear, of being infinitely woman.

Giorgio Armani

Text translated by Valentina Polidori

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“Gli occhi pieni di mondo”

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ndrea Bosca, rimane impresso per quei suoi occhi azzurri. Un bello che nasce attore di teatro per poi passare al cinema e alla televisione, senza mai rinunciare al primo amore. Un bello, capace negli anni, di guadagnarsi il rispetto di colleghi e di un pubblico che inizia a seguirlo sempre di più. Presto lo vedremo in televisione in “Romeo e Giulietta”, del regista torinese Riccardo Donna, e nel film “A testa alta, i martiri di Fiesole”, diretto da Maurizio Zaccaro. Ferzan Özpetek lo scelse nel 2012 per Magnifica presenza e Abel Ferrara gli fa la corte tra una ripresa e l’altra del suo prossimo film. Si racconta in viaggio, su un treno che da Roma lo porta a Venezia. La recitazione è la sua strada da sempre. Lei si destreggia tra cinema, teatro e televisione. Cosa cambia nell’approccio verso il pubblico? Negli anni ho capito che recitare a teatro, davanti a 300 persone, o di fronte ad una troupe di 15 persone cambia poco. Cambia dal punto di vista umano, perché sei tu a decidere dov’è il tuo pubblico, sei tu che devi essere bravo anche a capire come ti vede il tuo pubblico. A teatro il montaggio lo fa il pubblico. Nella miniserie per Canale 5 diretta da Riccardo Donna è Paride, il corteggiatore di Giulietta e torna a recitare in inglese. Com’è stata questa esperienza? Ho già fatto due film in lingua inglese, Don Bosco nel 2004 e L’olimpiade Nascosta nel 2012. È stato divertente avere a che fare con un cast internazionale, bravissimo lo spagnolo Martin Rivas che veste i panni di Romeo, come anche il tedesco Ken Duken nei panni di Mercuzio. Per certi versi recitare in inglese è più facile, è una lingua che si presta maggiormente per la recitazione. Entusiasmante anche il tempo passato a imparare a duellare, c’era il discorso amoroso ma c’era anche il potere da gestire. “Motore… Azione!”. Grazie al Moviemov Italian Film Festival arriva nelle Filippine dove scrive e dirige “A tutto tondo”. Che effetto le ha fatto stare per la prima volta dietro la macchina da presa?

Il progetto nasce dopo un viaggio fatto per promuovere Magnifica presenza di Özpetek e servirà per raccogliere fondi da destinare ai bambini. Divertente e significativa come esperienza a livello umano. Ho scritto, diretto e interpretato questa storia, semplicemente perché sentivo il bisogno di raccontarla. Lo abbiamo girato, ora siamo in fase di montaggio. Il tutto richiede una cerca cura. Al Cortinametraggio è stato presentato un promo del lavoro. Dopo il reading teatrale del 2010 “La Luna e i Falò” continua il suo stretto rapporto con quelle terre che le diedero i natali: sono così difficili da dimenticare le Langhe? Sono cresciuto lì e il legame con la terra e con i prodotti è quanto di più naturale possa esserci. La mia famiglia è ancora lì e teatralmente sono nato proprio a Canelli. “Come vivo acciaio” nato sotto il segno di Fenoglio ne è la ovvia conseguenza. Dopo sono passato ad Asti e infine allo Stabile. Roma è bellissima, ma Torino è una città che mi appartiene, mi sento legato a lei da un grande amore, se potessi ci vivrei. Il regista Abel Ferrara non nasconde di apprezzare il suo talento e pare che nella sua prossima produzione ci tenga ad averla nel cast. Cosa risponde? Mi fa molto piacere, chiaramente è un lavoro di cui so ancora molto poco: racconterà gli ultimi giorni di vita del grande autore e cineasta Pasolini e Dafoe ne vestirà i panni. Le riprese sono già iniziate e verrà girato tra Roma e Torino. Nella fiction per Rai Uno “I segreti di San Leonardo” vestie i panni di un cattivo dalla doppia anima. Andrea Bosca sul set preferisce vestire i panni del buono o del cattivo? Credo esistano solo personaggi buoni, anche quando ricoprono le vesti del cattivo di turno. Devono emozionare me per primo: quando provo a interpretare un ruolo, per la prima volta, deve tremarmi quasi la voce e inevitabilmente le scelte dei ruoli, con il tempo, si allineano con quello che ogni attore cerca nella sua vita in quel preciso momento. Sto vivendo un cambiamento, soprattutto interiore e questo si rispecchia nei miei personaggi.

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Le riprese sono terminate a dicembre. Ora siamo in fase di montaggio. Vesto i panni di un uomo molto cattivo. È stato stupendo passare intere giornate a cavalcare. È stato bello lavorare con Miriam, con Lino Guanciale, con Luciano Virgilio, fresco di Oscar ottenuto con La grande bellezza”. Qual è la differenza tra un film in costume e uno contemporaneo? Cambia il modo di fare recitazione? Cambia lo stile, la preparazione è più lunga nel caso del film di costume e cambia anche la postura: alcune cose non devi vederle, altre toccarle, i vestiti ti obbligano a un comportamento che nella realtà non avresti. È tutto molto bello perché stimola la fantasia. Il successo cambia le persone. Riesce a negarlo? Ho visto persone cambiare perché è umano non per altro. Il successo? O ti collassa o lo affronti con un sorriso e ti prepari al prossimo lavoro. Io sono cambiato nel corso degli anni e sto cambiando ancora ma non per un successo di qualche tipo: è ogni singolo personaggio interpretato a rendermi una persona nuova. È diventato famoso per il tuo sguardo. Quale consiglio può dare ai giovani che sognano di fare il suo stesso lavoro? Laura Luchetti mi disse che ho gli occhi pieni di mondo. Ognuno di noi ha a che fare con due mondi, quello da vedere, quello che è fuori e poi quello che ognuno si porta dentro, fatto di sogni e di fantasie. Va nutrito anche quello. Oggi ci sono mezzi tecnici tali da poter produrre video con estrema facilità, anche se sei un attore alle prime armi. A volte però manca il vissuto semplicemente perché non si ha il coraggio di raccontare quello che si è: l’obiettivo di ogni attore è quello in fin dei conti di sentire una cosa così forte dentro da riuscire a farla ascoltare anche agli altri.

Gli sfiorati

Il regista Maurizio Zaccaro firma “A testa alta”, uno dei film di punta di Rai 1 per il 2014, anche per i 200 anni dell’arma dei Carabinieri. Nel film si rivive un tragico evento della seconda guerra mondiale. Com’è stato vestire i panni del partigiano ostaggio dei nazisti?

Vesto i panni di un carabiniere, proprio come mio nonno paterno. Ho rivissuto i suoi racconti e anche se ora lui non c’è più li ho resi vivi unendoli a quelle chiacchiere con mio padre che solo dopo aver compiuto i trent’anni riesci a fare da figlio. Sono film in cui interpreti fatti di storia realmente accaduti e devi farlo con immenso rispetto perché magari di fronte hai la famiglia di quel carabiniere che oggi non c’è più. Devi essere all’altezza di rappresentare i loro cari non dimenticando che la pellicola è molto cara all’arma, da sempre piena di gente pronta a identificarsi. Nei prossimi mesi sarà su Rai Uno nella fiction in costume “La Dama Velata” al fianco di Miriam Leone. Che panni vestirà?

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Claudio Cecchetto

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laudio Cecchetto è il talent-scout italiano per eccellenza. Tu cerca su una qualsiasi pagina di un artista dello showbiz italiano che da vent’anni incanta e incarna il consenso degli spettatori e troverai che a ‘scoprirlo’ è stato lui, Claudio Cecchetto. Esempi ne sono: Gerry Scotti, Jovanotti, Fiorello, Amadeus, Marco Baldini, gli 883, Sabrina Salerno, Nikki, i B-nario, Albertino, Linus, Sandy Marton, Tracy Spencer, Kay Rush, Luca Laurenti, Marco Mazzoli, Daniele Bossari, Paola e Chiara, Fabio Volo, Leonardo Pieraccioni, Dj Francesco, Finley. Un red carpet di tutto rispetto e di grandissimo spessore. Forse ad anticiparci il suo essere lungimirante fu proprio l’esplosivo “Gioca Jouer”, ballo di gruppo tradotto francese, inglese, spagnolo, tedesco e cinese e ancora benvoluto, ricercato, ballato e cantato da generazioni.

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laudio Cecchetto is the Italian talent-scout par excellence. If you check the page of any Italian artists which have been having success for almost twenty years, you will find out that he/she has been discovered by him, Claudio Cecchetto. Here some examples: Gerry Scotti, Jovanotti, Fiorello, Amadeus, Marco Baldini, the 883, Sabrina Salerno, Nikki, the B-nario, Albertino, Linus, Sandy Marton, Tracy Spencer, Kay Rush, Luca Laurenti, Marco Mazzoli, Daniele Bossari, Paola and Chiara, Fabio Volo, Leonardo Pieraccioni, Dj Francesco, Finley. An impressive red carpet of great relevance. The explosive “Gioca Jouer” probably anticipated the fact he was so ahead of time: it is a group dance translated in French, English, Spanish, German, Chinese and it is still popular and it has been danced and sung by generations.

Nel campo musicale, cosa significa investimento? L’investimento è qualsiasi cosa possa produrre denaro. Non c’è differenza sull’investimento in un’invenzione o nella musica. Negli ultimi anni però l’investimento nel campo musicale è cambiato. Non ci si può più permettere di investire sulla musica in quanto tale, perché è finita l’epoca dove una canzone o un disco potevano fare la differenza e creare reddito. Il mercato della vendita dei dischi è sceso del 90% ed è necessario investire su qualcosa di diverso. L’investimento in campo musicale è legato a tutto il mondo che sta intorno ad esso: merchandising e spettacolo. Io ci ho sempre creduto e ho sempre puntato su quello. Come del resto ho sempre puntato sul personaggio e non sulla sua voce. La voce non riempie più gli Stadi. C’è stato un tempo dove potevi permetterti di investire su una canzone, ora non è più così. Se io, con i miei personaggi, avessi investito o creduto solo sulla voce, pensi che tutti sarebbero i nomi che sono oggi?

What does it mean investment in music? Investment is anything that can make money. It does not make any difference to invest in an invention or in music. In recent years, however, investment in music has changed. We cannot afford to invest in music as such, because nowadays a song or a record do not make the difference anymore and they do not make any profits. The record market has dropped by 90% and we need to invest in something else. To invest in music means to invest in merchandising and in showbiz. I have always thought so and I have always betted on it. Just like I have always betted on the personality and not on the voice. A good voice does not fill the arenas anymore. There was a time where you could invest in a song, it is just not like that anymore. If I, with my artists, would have invested or believed only in their voices, do you think they would have become so famous?

Cosa passa dalla fortuna di scovare un talento al farlo diventare il talento? La fortuna è una componente della vita ma

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Deejay Television è stato un laboratorio artistico..

è la sensibilità e il talento di chi ascolta che fanno la differenza nell’incontrare un talento. Perché tu credi che i talenti che ho scoperto io, non li abbiano incontrati prima altre persone?.

What is the difference between having the lucky of scouting a talented person and make him/her the talent? Luck is part of life, but the sensibility and the talent of the listener make the difference when meeting a talented person. Do you think I was the first one to meet the talented artists I discovered?

Deejay Television ha generato una “scuderia” di nomi pazzeschi. Come è stato crescere tanti talenti insieme? Difficile ma anche tanto interessante. È come chiedere a Leonardo Da Vinci se è stato difficile dipingere. La mia formula vincente è stata avere tutti i talenti in un’unica gang, in un unico spazio e laboratorio dove vivevano insieme, contaminandosi in radio del talento altrui. Sono tutte persone che sono cresciute e si sono arricchite umanamente fino a dare un valore aggiunto con il loro scambio. Deejay Television è stato un laboratorio artistico, poi c’ero io che suggerivo e bacchettavo. I tempi sono cambiati e oggi ci sono più manager che gestiscono l’artista a livello economico. Io ho sempre gestito a livello artistico. I miei esempi di talento si sono contaminati tra di loro. E se li incontri insieme, rendono uno spettacolo unico perché collaborano, hanno una confidenza e una complicità capace di integrarsi e non annullarsi.

Deejay Television has brought out incredible talents. What was it like to grow so many talents together? It was difficult but also very interesting. It is like asking Leonardo Da Vinci if it was difficult to paint. To have all the talents in a single gang, in a single space and lab where they were living together, contaminating each other with their talent has been the key to my success. They all grew up as a person, giving added value to their exchange. Deejay Television has been an artistic lab, but then there was me with my suggestions and ticking-off. Times have changed and now the artist financial aspect is being looked after by more managers than before. I have always looked after their artistic work. My examples of talent have contaminated each other. And if you should meet them together, they give you an unique show because they cooperate together; because they know each other very well and they help each other, they are able to complement each other and therefore they do not cancel one another.

Si può sbagliare in un investimento? Si può sbagliare certo. L’importante è accorgersene il primo possibile per non disperdere troppe energie e concentrarti su altro. Oggi la televisione sforna talenti in continuazione, spesso meteore non capaci di emergere e crescere. Io credo che l’handicap artistico sia l’impazienza. In molti vogliono la formula del “tutto e subito”, senza la pazienza di aspettare e di crescere. Ma se non fai in modo di crescere, non hai un talento. Di contro, i giovani oggi hanno molte più distrazioni e quindi è molto più difficile concentrarsi su quello che veramente li appassiona.

Is it possible to make a wrong investment? Yes for sure. It is important to realize you made a mistake as soon as possible in or-

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Se tu dovessi dare un consiglio? Il mio consiglio è molto semplice e sincero: cercate di capire qual è la vostra passione e investite su quella.

der not to waste too many energies and concentrate on something else. Today’s Tv is constantly bringing out new talents, often shooting stars that are not able to emerge and to grow.

È padre di due ragazzi. Che cosa consiglia loro? Sono convinto che se Leonardo Da Vinci avesse avuto dei figli adolescenti, i suoi figli gli avrebbero detto che come padre non capiva nulla. Sono un padre che non interviene più di tanto, credo che sia importante avere questo approccio quando raffiguri una paternità ingombrante. Se li vedo indecisi, dico loro che io ho capito quello che volevo dopo i vent’anni, di non preoccuparsi.

Today’s tv constantly brings out talents, often they are meteors which are not able to emerge and grow. I think impatience is an handicap for an artist. Everybody wants “to have all at once”, without the patience to wait and grow. But if you do not grow, you do not have talent. On the other hand, young people today have many more distractions and so it is much more difficult for them to concentrate on their passions.

È sempre in fermento lavorativo, su cosa sta investendo in questo momento? In questo periodo mi sto concentrando su un talent show musicale. È un talent diverso da tutti gli altri. Tutti si basano sulla voce, mentre io propongo una formula dove viene preso in esame alla fine. Arrivano prima la postura, l’atteggiamento. Tutti fattori che devono arrivare a spiazzare. Quando presento il mio progetto dico sempre che a me della voce non interessa proprio niente! Questo talent rispecchia quello che è sempre stata la mia vita: guardare un talento, vederlo esibire, far star bene la gente. Devono essere persone che divertono e che facciano stare bene: questo è il vero talento.

Any advice? My advice is really simple and honest: try to find out what your passion is and invest in it. You are the father of two boys. What is your advice for them? I think that if Leonardo Da Vinci would have had adolescent children, they would have told him that he does not understand a thing. As a father, I do not interfere too much, I think it’s important to have this kind of approach when representing such an cumbrous fatherhood. If they do not know what do to, I tell them that I realize what I wanted to do in my life when I was twenty years old, not to worry about. You are always working really hard, on what are you investing right now? Right now I am concentrating on a music talent show. It is a different talent show. All other talent show concentrate on the voice, while I present a formula where the voice will count in the end. First is the posture, the attitude. All factors that catch you offguard. When presenting my project I say that I don’t care at all about a good voice! This talent show reflects what has always been my life: to look at a talent, see him/ her perform, let the people feel good. They must be people who enjoy to perform and that make you feel good: this is the real talent.

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gor Macchia, chef stellato italiano, si divide tra il celebre ristorante La Credenza presso Torino e le collaborazioni con alberghi in tutto il mondo. Essere uno chef stellato ed essere perennemente in viaggio sono la stessa cosa. Il viaggio non è soltanto l’atto di spostarsi da un luogo ad un altro, ma è qualcosa che deve entrare dentro di noi per regalarci ogni volta una nuova esperienza.

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gor Macchia, Italian Michel star chef, divides his time between La Credenza near Turin and partnership with hotels around the world. “Be a Michel star chef and be always on the road are the same thing. Traveling is not just moving from one place to another, but it something that has to give us new experiences each time to cherish within us”.

Come è nata la sua passione per la cucina e quali sono stati gli stimoli che le hanno permesso di approdare fino a qui? La passione è nata un po’ per necessità e un po’ per l’ambito familiare in cui vivevo. Come in tutte le famiglie italiane, mia nonna cucinava molto bene ed era la classica nonna che diceva che avrebbe cucinato solo qualcosa e invece poi si mangiava per 6 giorni consecutivi e se uno di noi non mangiava, immaginava che non stessimo bene. Posso dire che questo è stato il primo step che mi ha fatto capire l’importanza della cucina. L’altro motivo per cui mi sono innamorato dell’arte culinaria è stato il poter cucinare con mio padre nel fine settimana,

What inspired you to become a chef and to arrive at this point of your career? I started to be interested in food just for mare necessity and a little bit because of my family. As in all Italian families, my grandma was a very good cook and, as all grandmas, she used to say that she would have cook just something small but she ended up cooking for 6 days in a row; if only one of us did not eat, she immediately thought we were sick. I think this was my first step to understand the importance of cooking. The other reason why I fell in

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love with culinary art it was cooking with my dad on weekends: he used to stay home on weekends and that became a way for me to spend time together while helping him, just for the pleasure to share something with him and to enjoy his company. I then started to attend the Hospitality College and when I came home after school and I used to cook for myself because I did not like left overs. When I was 7-year old I remember one time my mum went out to do some shopping and I cooked some pasta for lunch; because I felt

nel senso che in quei giorni lui faceva da mangiare a casa, e per me quello diventava un modo per stare con lui ed aiutarlo, per il desiderio di condivisione e per il piacere della sua compagnia. In seguito ho frequentato l’alberghiero e quando terminavo le mie lezioni e rientravo a casa, non amavo mangiare cibo riscaldato e quindi provvedevo a cucinare per me stesso. Addirittura all’età di sette anni un giorno mia madre è uscita a fare delle commissioni e io ho cucinato la pasta per pranzo. Per evitare che si arrabbiasse l’ho preparata anche per lei. Purtroppo è rientrata dopo molto tempo e quest’ultima era immangiabile. Ciò mi ha spinto a continuare, ed è nata la passione per questo lavoro. Ma ciò non basta perché è un impegno talmente duro, sia a livello fisico che mentale, che occorre industriarsi diversamente. La curiosità è ciò che in questo ambito ti porta a cercare sempre qualcosa di diverso, a spostare in là l’asticella di ciò che si vuol fare, a viaggiare per poter conoscere altre persone, altri ingredienti… In che modo la Credenza, ristorante di San Maurizio Canavese, locale di eccellenza del gusto e più volte insignito di importanti riconoscimenti, diventa per lei un punto di arrivo o un trampolino di lancio per altre esperienze culinarie? Se diventasse un punto di arrivo, personalmente resisterei massimo quindici giorni perché per carattere non ho la capacità di accontentarmi. In un momento storico come questo e soprattutto come cuoco ho sempre avuto il sogno di andare oltre.

guilty, I cooked some for her too. Unfortunately by the time she came back the pasta was awful. This is what inspired me, but this is not enough because this is such a hard job, both physically and mentally, you have to do your best. In this field curiosity bring you to always try something different, to raise the bar a little bit higher, to travel in order to know new people and new ingredients…

Quale suggerimento darebbe alle giovani startup del suo settore per concretizzare al meglio il proprio sogno? Suggerirei loro di non guardare Masterchef come riferimento assoluto e di esempio per come fare a diventare un cuoco. Il programma è fatto molto bene ma non si può pensare di fare un corso di cucina, e subito dopo approdare in televisione ad insegnare. L’arte culinaria non è questa, è piuttosto studiare, capire, imparare, provare, sbagliare, lavora-

How does La Credenza, restaurant near San Maurizio Canavese awarded of important recognitions for its excellent cuisine, become for you a point of arrival or a

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re venti ore al giorno e forse dopo quindici anni andare in TV. Masterchef mi piace, è bello il format, funziona ma non deve essere un modello assoluto da seguire. Il format del ristorante è un’altra cosa, così come lo è la cucina professionale.

springboard for new culinary experiences? If it should become a point of arrival, I will last here fifteen days at the most, because I am never satisfied. In a time like this and especially as a chef, I have always had the dream to go beyond.

Quale influenza ha nella sua professione l’utilizzo di attrezzature elettroniche nella realizzazione dei piatti? Sono un malato di tecnologia, qualsiasi cosa sia elettronico per me è utilissimo, dalla gelatiera al forno, a qualsiasi elettrodomestico professionale. Sono utensili che a me piacciono molto e che credo aiutino ma occorre comunque sempre la manualità per fare le cose in un certo modo.

What kind of advice would you give to young start-ups in your field to help them make their dream come true? I would recommend them not to watch Masterchef as an absolute reference and example for how to become a chef: I think of it as a very good show but you cannot go and teach on tv after just having attended some cooking classes. Culinary art is to study, understand, learn, try, make mistakes, to work for twenty hours a day a maybe after fifteen years you can go on tv. I like Masterchef, it is a good format, it works but it should not be an absolute model to

In ambito culinario si parla sempre di mantenimento della tradizione; quando si può dire che un piatto è moderno?

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follow. The restaurant format is a different thing, as well as professional cuisine. Un piatto si può definire moderno se fatto ad esempio con un ingrediente diverso da quello tradizionale, magari perché in quel modo lo si rende più leggero o più gustoso. Negli ultimi tempi stiamo usando molto il bue grasso che è un ingrediente tradizionale ma che oggi risulta essere moderno perché non viene più usato da nessuno in quanto troppo caro e non facilmente reperibile. Quindi anche con una ricetta tradizionale si può creare un piatto moderno perché non in uso da parte di nessuno. Per essere moderni non occorre essere necessariamente fusion o asiatici, ma occorre fare bene il nostro mestiere, valorizzando i nostri ingredienti e il nostro territorio, modernizzando alcune ricette e facendo diventare attuali ricette ormai

How does technology influence your cuisine? I love technology; anything electronic tools is very useful for me, from ice-cream making to bakery, any professional appliance is good. I like these tools very much and I think they can be very useful in the kitchen but I think that manual skills is also necessary to do things the right way. Tradition is very important in cuisine; when is a dish considered to be modern? A dish can be considered modern if, for example, is made with a nontraditional ingredient, in order for the dish to be lighter and more tasty. Lately we are preparing many dishes with fat ox, which is a traditional ingredient but now it is considered to be modern because it is no longer used by anyone because too expensive and difficult to find. Therefore, starting from a forgotten traditional recipe you can create a contemporary dish. In order to be modern you do not have to make fusion or Asiatic cuisine, you just need to do your job at your best, enhancing the ingredients of our territory, making some recipes a little bit more contemporaries. How will you continue to invest in your profession? If we are talking about cultural investment I am planning to keep travelling because this helps to have new connections and ideas; but if we are talking about economic investments, a restaurants always need renovations: from the garden to the tablecloths, from the book to the kitchen tools. There are so many investments you could do in this field, sometimes they are even far too many. At Investo Magazine we always talk about how to educate to invest; is it possible to educate someone’s sense of taste? You have to educate your sense of taste. One is made to be a chef and I can see it with the guys who work with me just with

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dimenticate. Come intende continuare ad investire nella propria professione? Se parliamo di investimento culturale, intendo continuare ad investire nella mia professione viaggiando poiché questo aiuta ad avere nuovi contatti e nuove idee; se invece parliamo di investimento economico, per un ristorante c’è sempre da rinnovarsi, dal giardino alle tovaglie, dal libro all’attrezzatura per la cucina. Di investimenti per questo settore se ne possono fare tanti e in molti campi, a volte anche troppi.

the way they handle the spoon. Some will succeed by working hard, others will not become chefs even if they try really hard. You have to practice in order to grow and to create something successful: you have to taste, discover new things and even make some mistakes. You need to know the tradition first, afterwards you can create something contemporary. Is it better a chef woman or a chef man? Definitely a chef man. Not because chef women will not be able to handle many hours of work in the kitchen. I just think that a woman, at a certain point in her life, would decide to slow down a little bit and to have a family and some children. Right now I am really into my passion for cuisine, but I am sure that in the future I will consider to have a family and be the best husband and father.

Noi di INVESTO MAGAZINE parliamo sempre anche di educazione all’investimento, si può quindi educare un palato? Si deve assolutamente educare un palato. Cuochi si nasce e lo posso osservare con i ragazzi che lavorano con noi anche solo dal modo in cui tengono un cucchiaino in mano. Questi ultimi potranno affermarsi lavorando e impegnandosi in un certo modo, invece altri non riusciranno a diventare cuochi neanche impegnandosi molto. Per crescere e creare qualcosa di vincente bisogna allenarsi, assaggiare, scoprire e anche sbagliare. Occorre conoscere prima la tradizione dopodichè ci si può permettere di fare qualcosa di moderno.

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Cuochi si nasce e lo si può osservare.. . .anche solo dal modo in cui si tiene un cucchiaino in mano

Meglio uno chef uomo o uno chef donna? Sicuramente chef uomo ma non per problemi fisici che potrebbero impedire ad una donna di sopportare molte ore di lavoro in cucina. Credo invece che la donna ad un certo punto della sua vita decida di abbassare un po’ il tiro per dedicarsi alla famiglia e ai figli. Personalmente in questo momento sono molto preso dalla mia passione culinaria ma questo non esclude sicuramente che in futuro possa costruire una famiglia e dedicarmi al meglio a fare il marito e il padre.

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ear Wendy…” non è l’inizio di una lettera d’altri tempi, ma il nome con cui tutti conoscono Elena Bosca, giovane cake design torinese protagonista di una favola a lieto fine che merita di essere raccontata. Figlia d’arte di quel Bosca che a Canelli ha fatto la storia della pasticceria, dopo aver concluso gli studi all’Istituto Europeo di Design inizia a lavorare in pubblicità. C’era una nota stonata però nell’aria e così molla tutto e inizia il suo giro intorno al mondo alla ricerca del suo sogno perduto. Dopo aver vissuto diversi mesi a Londra e New York torna a Torino e inizia a disegnare quel sogno che presto diverrà realtà. Apre il suo laboratorio di pasticceria, nel cuore pulsante di una terra sabauda che l’ha accolta a braccia aperte e inizia a confezionare dolci, contaminati dalle influenze americane, la stessa terra che a lungo l’ha ospitata, il tutto senza però dimenticare le

torte” pubblicato da La Corte Editore: il suo primo romanzo, oggi nelle librerie di tutta Italia, sui banchi dello Ied al corso di pubblicità come materia d’esame e in prima linea al prossimo Salone Internazionale del Libro al fianco di Gianni, La Corte. Un altro ragazzo, proprio come lei che i sogni oltre che immaginarli ha deciso di trasformarli in realtà. “Ricordati di seguire sempre i sogni e i profumi della vita”: è ciò che è scritto nel romanzo, è ciò che suo padre, maestro pasticciere continuava a ripetergli ogni giorno della sua vita, quando Elena si svegliava per andare nell’agenzia pubblicitaria dove lavorava. Poi si cresce, si sceglie e si realizzano i proprio sogni, perché alla fine basta crederci, fino in fondo. “Se vuoi lavorare gli ingredienti onestamente e con rispetto la gente lo saprà, quando lo mangerà”: lo si legge nel suo libro, lo si rintraccia nelle scelte degli ingredienti che hanno reso speciale i suoi dolci e perché no, lo si rivive in quegli occhi di giovane donna che punta dritta al bersaglio, con le sue mani immerse nella pasta di zucchero. “Volevo che la gente sapesse riconoscere immediatamente il mio stile. Tu dovrai fare lo stesso. Dovrai essere Wendy, la ragazza delle torte”: si legge ancora nel suo libro e un altro capitolo è già scritto perché nei mesi scorsi Wendy firma un contratto con Magnolia e si catapulta davanti alle telecamere per dare vita a “My Cake design” al fianco di Renato Ardovino, un’istituzione nel settore e alla collega Eleonora. Otto puntate in prima serata su Real Time, per un format televisivo nato al contrario, dal successo editoriale dell’omonima collana pubblicata dalla De Agostini. Non è vero che le favole a lieto fine non esistono, ce lo insegna Wendy, ditelo ai detrattori.

sue origini, gli insegnamenti di suo padre Sergio e quei sapori tipicamente italiani che rendono così speciale la nostra cucina. Tutto fila liscio come l’olio, il Gambero Rosso nei mesi scorsi la nomina docente di pasticceria internazionale e nel mentre Elena, scusate Wendy, inizia a scrivere un libro. Niente ricette ma tanta pasta di zucchero e un mondo, il suo che ha deciso farà ancora una volta il giro del mondo. Nasce così “Sweet Love – La ragazza delle

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ra una lezione di personal training e l’altra, due amici e colleghi, Luca Cassolo e Andrea Scarpetta, si ritrovano a chiacchierare di SUP. Andrea incuriosito vuole scoprire vita, morte e miracoli di questa attività e inizia a fare domande a Luca in merito. “Da un paio di anni vedo sul fiume delle tavole tipo surf con individui che pagaiano in piedi. Come si può definire questo nuovo sport?” chiede Andrea. SUP acronimo di Stand Up Paddling: pagaia in piedi. Questo era il modo che i popoli hawaiani avevano per condurre le tavole che servivano per spostarsi come fossero una sorta di bicicletta occidentale. È quindi uno sport antico rinnovato oggi dalla moderna tecnologia.

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etween one personal trainer session and another, two friends and colleagues, Luca Cassolo and Andrea Scarpetta, have a little chat on SUP. Andrea is curious and wants to know everything about this sport and starts questioning Luca about it. “For the past couple of years I have been seeing on the river people paddling while standing on some sort of surfboard. What is this new sport about?” asks Andrea. SUP means Stand Up Paddling. This is how Hawaiians used to ride the boards they used to go around, just like a kind of western bike. It is, therefore, an old sport that is renewed today by technology. Where do you practice it and where is it usually practiced? Since January 2013you can practice SUP also in Turin at the Eridano Club, beautiful location on the river PO. A group of sport enthusiasts, a ten person competitive team and about fifteen amateurs have already come together to follow this sport.

Dove lo praticate e dove si pratica? Da gennaio 2013 il SUP si può praticare anche a Torino presso il circolo Eridano, stupenda location che si affaccia sul fiume Po. Si sono già composti un bel gruppo di appassionati, un team agonistico di una decina di persone ed una quindicina di amatori. Viene praticato su qualunque specchio

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d’acqua, sia in flat water che su wild water, sia andando a Moncalieri per allenarci sulla rapida che su altri fiumi; già nel 2010 insieme ad altri temerari suppisti ho organizzato la discesa della Dora Riparia con il SUP. Il SUP è ormai molto diffuso e praticato su tutti i bacini d’acqua, fiumi, laghi e mari. Negli Usa e in Oceania è diffusissimo, in Europa la Francia è il Paese che sta dando l’esempio per ciò che riguarda l’organizzazione e la pratica del Sup, ovviamente in Italia siamo ancora indietro. Alla maggior parte degli italiani piace lo sport indoor, specialmente l’abbinamento divano-partita. In Italia vi è già un buon movimento e soprattutto ci sono atleti d’eccellenza che si distinguono in campo internazionale. Già da un anno il gruppo di Sup torinese è entrato a fare parte del team “BicSup-VibramFiveFinger”. I brand ci danno una mano per diffondere e sviluppare questo sport e inoltre a Torino si sta ampliando anche la squadra femminile di paddling.

You can practice it on any stretch of water, both on flat than on wild water, or in Moncalieri to train on rapids or on other rivers; in 2010 I organized, together with other bold people who practice SUP, we came down the river Dora Riparia paddling. SUP is very popular on any kind of water basins, rivers, lakes and seas. In the USA and in Oceania this sport is very popular; in Europe, France is the country that is setting as example for what concerns the organization and practice of Sup. Of course Italy is still behind. The majority of Italians like indoor sports, especially the combination couch-soccer game. In Italy there are already great athletes that excel at international level. The SUP group of Turin entered the “BicSup-VibramFiveFinger” team last year. The brands give us some help to propagating and promoting this sport and, furthermore, the Turin female paddling team is improving.

Qual è l’efficacia e il beneficio per chi pratica paddling? Intanto è uno sport divertente, si utilizzano tantissimi distretti muscolari e soprattutto quei punti che hanno molta importanza per il pubblico femminile. Si lavora su addominali, glutei, gambe, rinforza braccia e spalle mantenendo il corpo armonioso e snello. Poi la costante ricerca dell’equilibrio è un fattore stimolante per la circolazione ed il drenaggio dei liquidi negli arti inferiori.

What are the benefits of paddling? First of all it is fun, you use a lot of muscle groups, especially those that are really important for women. It works on abdominals, buttocks, legs, it strengths arms, shoulders while slimming and shaping. Then the constant research of balance is good for blood circulation and lymphatic drainage of lower limbs. Are there any races and events planned? Yes, in Italy there are already some races planned: “on wave” just like surfing, and a track called “race” that consists in a course marked by some buoys practiced in any weather conditions the day offers, calm water or rough sea The “riversup”, practiced on rivers with rapids, is propagating.

Esistono circuiti di gare e manifestazioni? Si, c’è già anche in Italia un circuito di gare sia wave “su onda” come per il surf ed anche un circuito definito “race”, nel quale si svolge un percorso delimitato da boe con le condizioni d’onda che il meteo della giornata offre, quindi si può trovare acqua calma o mare mosso. Si sta sviluppando anche la specialità “riversup” la quale si svolge su fiumi con le rapide.

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Che tipo di allenamento si svolge per prepararsi al Sup? Il programma che preparo per il team agonistico è molto vario, sicuramente impegnativo, ma anche molto divertente proprio perchè molto differenziato. L’allenamento specifico mescola attività nelle quali si svolgono percorsi per la canoa o il canottaggio. Sicuramente ci sono molti esercizi di equilibrio sia specifico che a terra. Noi per questo utilizziamo vari tipi di pedane propriocettive e con questi attrezzi faccio svolgere dei circuiti al team agonistico. Facciamo un importante lavoro di functional training con pesi liberi, kettlebels, trx, palle mediche e molti altri attrezzi. In campo aerobico oltre al training specifico sul Sup si utilizza il ranning e per chi non ama correre, il Fitwalking, tecnica di camminata efficacissima che stimola l’apparato cardiocircolatorio in egual modo pari alla corsa riducendone però gli effetti traumatici-osteoarticolari.

What kind of training is needed to practice Sup? The training program for the competitive team varies a lot: it is very demanding but it is also a lot of fun because very different each time. The specific training is a mix of canoeing and rowing. The training involves many exercises for the balance, specific or on the ground. We use different types of balance boards and the competitive team train with these tool. We do a great functional training with weights, kettlebels, trx, med ball and many other tools. As far as aerobic exercises, besides specific training on SUP, we use the treadmill and for those who do not like running, there is the fitwalking, a very efficient walking technique that stimulates the cardiovascular system just like running but it is less traumatic on joints. Furthermore, because this sport put a lot of stress on the foot, during training, both on the

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Inoltre, proprio perchè la nostra è una attività che impegna molto il piede, per le varie attività sportive, sia a terra che in acqua, utilizziamo calzature fiveFinger che ci permettono di allenare in maniera naturale e costante la propriocezione.

ground and in the water, we wear fiveFinger shoes that allow a natural training on the balance board. Any other strange things about SUP? While surfing requires a less large board to dominate the waves, SUP requires paddling while standing on the board. Although it may seem complicated, I assure you that is accessible to everyone. SUP is really popular on California beaches; Hollywood stars, who hang out in those beaches, were the first ones to practice it and to spread the sup-mania. Crawford is just one of the beauties to be spotted while shaping her body paddling on water.

Altre stranezze relative al SUP? Mentre il surf richiede una tavola meno grande con cui dominare le onde, il sup si avvale anche di un lungo remo con cui si deve pagaiare, rimanendo in piedi sulla tavola. Anche se può sembrare un’attività fisica complicata, posso assicurare che è accessibile a tutti. Il sup è molto diffuso sulle spiagge della California; i primi ad essere conquistati e a diffondere la sup-mania sono stati i grandi divi che spesso bazzicano da quelle parti. La Crawford è dunque solo una delle bellissime ad essere stata paparazzata mentre scolpiva il suo corpo destreggiandosi in acqua con tavola e remo. A scegliere il sup per mantenersi in forma sono anche le attrici Julie Bown, Kate Hudson, Jennifer Aniston,Michelle Rodriguez e Jennifer Garden. Le seguono i loro colleghi uomini Edward Norton, Matthew McConaughey, Pierce Brosnan.

Other actresses have chosen sup to stay in shape: Julie Bown, Kate Hudson, Jennifer Aniston,Michelle Rodriguez e Jennifer Garden. They set an example for their male colleagues: Edward Norton, Matthew McConaughey, Pierce Brosnan. How did you develop this passion for this sport? I am a professional personal trainer and a coach and I also have a long experience as an athlete myself, from kayak to running and triathlon and so on. This passion about sports has made me curios about new experiences; in 2009 my passion and expertise about water sports has led me to discover and try, thanks to an Hawaiian friend, SUP. From there I then introduced this sport also in my hometown, Turin. Paddling is an exciting way to experience the sea and water in general, it is another way of walking, to exercise while standing up. Meanwhile, the two friends give a glance at the clock, it is time to get back to work; they are both working to involve in their passions those who wants to approach a healthy lifestyle, exercising and sports.

Come è nata per lei questa passione? Come professione faccio il personal trainer ed il preparatore atletico, ho anche una lunga esperienza sportiva personale, dal kayak al podismo, al triathlon etc.Questa passione per lo sport ed il movimento mi ha reso sempre curioso riguardo alle novità, la passione e l’esperienza per gli sport d’acqua mi ha portato a scoprire e a provare nel 2009, grazie ad un amico hawaiano, il SUP. Da lì ho poi proposto e consolidato lo sport dello stand up paddling anche nella mia città, Torino. Il Paddling è un modo emozionante di vivere il mare e l’acqua in genere, un altro modo di camminare, di svolgere un’ attività in stazione eretta. Nel frattempo i due amici danno un occhiata all’orologio, è ora di tornare al lavoro, a svolgere per entrambi una passione interamente dedicata a tutti coloro che desiderano avvicinarsi alla salute, al movimento ed allo sport.

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The Wolf’s Choice

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Debora Zavaglia


N02 Investo Magazine