Attenti al lupo!

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I Tre Porcellini

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Al lupo! Al lupo!

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Cappucetto Rosso

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Il lupo vestito da agnello

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Il lupo e i sette paperotti

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erano una volta tre porcellini

Innanzitutto

– Aldo, Sergio e Guido – che

dobbiamo

Io ho

andarono per il mondo a

Quand’è

cercar fortuna.

costruirci

fame.

una casa.

che arriviamo?

Aldo decise di costruirsi una casa di paglia. Leggera e facile da trasportare. La scelta ideale!

Porcellino, porcellino, fammi entrare.

La costruì in fretta, ma avrebbe preferito una giornata meno ventosa.

Ben presto, sentendo profumo di braciole, comparve un lupo affamato.

Il lupo non era abituato a No, no, neanche per la punta del mio codin codino!

essere trattato così e si arrabbiò molto.

che ti spazzerò via la tua casetta.

«Oh oh», pensò Aldo.


E

che ti

il lupo

via la casetta

o Ald

ca pp

s

Sergio decise Non fu difficile, ma Sergio non aveva fatto i conti con le termiti.

di costruirsi una casa di legno.

ò

via E il fiuto a zam petti leva ti. del lupo, ora affamato di pancetta, arrivò alla porta di Sergio.

Come in campeggio! Prima finisco, prima mangio.

Soffio che ti risoffio, spazzerò via la tua casetta.

No, no, neanche per la punta del mio codin codino!

Porcellino, porcellino, fammi entrare.

«Cosa? Anche tu?», pensò il lupo. E

che ti

il lupo

Sergio sapeva quando filarsela.

lierà i tog sse Sergio. m o , di en miti» m al er «Beh, le t

via la casetta.


Guido decise di costruirsi una casa di mattoni.

Faceva rime Salda e ogni volta sicura, di nulla che poteva. avrò paura.

Ci volle un po’, ma Guido finì il lavoro felice e festante.

Ben presto comparve il lupo, famelico e arrabbiato.

Porcellino, porcellino,

No, no, neanche

Tutto tran-

per la punta del

quillo, Guido

mio codin codino!

si accomodò in casa.

«Prova pure», disse Guido.

fammi entrare.

Così il lupo

e

ma…

e... niente!

niente! Eccola lì la casetta, con dentro la sua cena!

e

ancora…

Soffio che ti risoffio, spazzerò via la tua casetta.


Ormai furibondo, il lupo decise di tentare un’altra via.

«Che screanzato sono», disse il lupo sorridendo.

Devo portare in giro il mio nuovo vicino. Mi

L’indomani alle cinque, Guido trotterellò dal signor Stern e tornò a casa prima che si potesse dire “pancetta a colazione”.

accompagneresti all’orto di Stern domattina? Ha le carote più buone della città. Passo a prenderti alle sei?

Quando il lupo arrivò alle sei, sentì odore di carote bollite. Sei pronto?

Per non rincasare con il buio, Guido si precipitò alle quattro. Ma c’erano un sacco di mele da raccogliere e ci volle più del previsto.

Che ospitalità! Grazie per la dritta.

Scusa, volevo evitare l’ora di punta. Sono andato a prenderle quando il sole spunta.

«Non fa niente», disse il lupo a denti stretti. «Che ne dici di un po’ di dolci mele appena colte? Ci vediamo al frutteto per cena, facciamo alle cinque?»

Ottimo!

Lupo? Tavolo per uno?

Quando il lupo arrivò quatto quatto, fiutò la sua cenetta di maiale e si leccò i baffi.

Guido gli lanciò una Maialino? Sono pronto a mangiare!

mela più forte che poté, lo colpì dritto in testa e corse a casa. Stupito e affranto, il lupo capì di essere stato fregato di nuovo.


La mattina dopo Guido sentì alla porta la familiare voce dell’affamatissimo lupo.

Porcellino, porcellino, dai, vieni alla sagra: di cibo e festa la giornata non sarà magra.

Guido era intrigato.

Ci vediamo lì alle undici.

Per Guido era meglio mezzodì… più facile farci la rima. Alle dieci Guido andò alla sagra. Salì sulla ruota

fece a gara di ruzzoloni nel fango,

panoramica,

e mangiò a più

Così tanto da perdere

non posso.

la cognizione del tempo. Il paradiso dei suini!

Quando arrivò il lupo, Guido andò in panico.

Saltò in un barile di sottaceti

e si rotolò giù per la collina… proprio addosso al lupo!


Argh, disgraziato! Di nuovo m’ha burlato!

Impaurito, affamato e stanco di rimare, il lupo corse a perdifiato fino a pascoli più verdi.

Aldo, Sergio e Guido fecero fortuna per il mondo, ma prima fecero da mangiare. Allora, è pronto? Ho fame!

Innanzitutto dobbiamo preparare la cena! Niente più porcellini per me! Ora pecore… che idea!


Guardiano di pecore? Osservatore di pecore, semmai! Che pizza! Mi serve un po’ di svago. Oh, oh, ci risiamo!

obia si annoiava.

Non lo sopporto quando fa così!

Fece grandi acrobazie.

Provò a cantare. Tobia aveva un agnellino…

Guardate il Grande Tobia sopra il fiume tumultuoso! Grazie! Sono qui fino a giovedì.

Era indeciso fra pastore o circense, m’han detto.

Non è il suo forte, eh?

Credi che abbia scelto bene?

Ma niente da fare. «Che noia», disse Tobia.

Danzò un po’.

Di certo non è un ballerino provetto! Parole sante!