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COMUNE DI BORGHETTO SANTO SPIRITO Assessorato alla Cultura BIBLIOTECA CIVICA

“Leggendo Si Cresce” CONCORSO LETTERARIO CITTà DI BORGHETTO SANTO SPIRITO

9° EDIZIONE

TEMA: “A

COME AMBIENTE”

Borghetto Santo Spirito (Sv) • Giugno 2012


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Comune di Borghetto Santo Spirito

Sistema Bibliotecario Valle Varatella

Assessorato alla Cultura Biblioteca Civica

Con il Patrocinio del

CONCORSO LETTERARIO CITTà DI BORGHETTO SANTO SPIRITO

“Leggendo Si Cresce” 9° EDIZIONE

TEMA:

“A COME AMBIENTE”

Borghetto Santo Spirito - giugno 2012 3


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“A come ambiente” è l’argomento proposto per la IXa edizione del concorso “Leggendo si cresce”. I numerosissimi elaborati, pervenuti da molte regioni d’Italia, ci hanno dimostrato come non sia mai troppo presto per iniziare a trasmettere alle giovani generazioni il rispetto della natura e dell’ambiente. Come spesso accade in tante occasioni anche attraverso questi racconti i bambini e i ragazzi con la loro fantasia e spontaneità ci stupiranno e daranno a noi adulti una lezione di civiltà, dimostrandoci come anche i piccoli gesti quotidiani hanno una grande importanza per la tutela dell’ambiente. Auguro a tutti una piacevole lettura. L’assessore alla cultura Maria Grazia Oliva

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SCUOLA PRIMARIA SEZIONE POESIA POESIA 1° CLASSIFICATA

Silvia Alligri

CLASSE VD - PLESSO “GIOVANNI XXIII” SCUOLA PRIMARIA 1° CIRCOLO - NARDO’ (LECCE)

IL CIELO SI OSCURA Una nube densa invade il cielo vago gocce di pioggia che cadono man mano danzano nel loro percorso intenso e smorzato. Raccogliendosi sul terreno formano delle pozzanghere che sembrano degli specchi cristallini, gelidi e maestosi.

Sembra quasi di camminare tra laghetti di acqua immobile e lugubre. Un profumo di umidità avvolge la città si vedono le strade ombrose colorarsi di varie tonalità. Camminano ombrelli di tutte le dimensioni. Tutto è scuro e opaco.

POESIA 2° CLASSIFICATA

Esposito Rosa e Renato Scuro CLASSE IV B - D.D.E. “DE FILIPPO”, PLESSO PECORARIO - TEVEROLA (CE)

UN ALBERO INCAVOLATO, UN NONNINO INDIAVOLATO, DENUNCIANO Stamattina è arrivato il solito nonnino, che dalla puzza non è riuscito a starmi vicino, quando arriva col suo giornale, si siede alla mia ombra per sfogliare, occupa quella panchina che è saldata ai miei piedi, ma oggi, per i tanti sacchetti, non la vedi. Sommata la nostra età fa quasi 200 anni e i nostri occhi ne hanno visti di danni. Oggi la spazzatura ci sommerge e quella puzza non la si regge. Siamo tanto tristi perché ci facevamo compagnia, ma la spazzatura me lo ha portato via. Lui mi guarda dalla finestra del suo palazzo e dice; “Povero alberello chi ti ha ridotto così è proprio un (pazzo??), ti ha tolto spazio, aria pulita e la tua vita è quasi finita”. Anche io dalla mia aiuola lo guardo e dico: “Povero nonnino, non sai più la mattina dove andare ed in casa sei costretto a stare, chi ti ha tolto la mia ombra e la mia compagnia, non sa l’amore cosa sia”. Forse arriverà qualcuno a darci una mano, anche se questo giorno lo vediamo ancora lontano. 7


POESIA 3° CLASSIFICATA

Alamprese Michela, Amabili Gabriele, Amabili Michael, Bamba Fawziatou, Biancucci Susanna, Chebil Riyane, Concina Diletta, Corsi Sofia, Ficetola Danilo, Laghi Valerio, Liberti Matteo, Malizai Luca, Malizia Simone, Marchetti Valeria, Mattioli Michela, Mori Leonardo, Moujdi Jihane, Nespeca Silvia, Pasikowska Ewelina, Piergallini Elena, Rivosecchi Lorenzo, Singh Samuel, Travaglini Andrea, Vagni Alessandro, Vallorani Andrea, Volpi Stefano. CLASSE 5^A - SCUOLA PRIMARIA “ILDEBRANDO MALAVOLTA”- RIPATRANSONE (AP)

B COME BIODIVERSITà

Il 20 aprile mercoledì la natura ci ha dato il buon dì, Amedeo l’animatore È stato con noi per due ore. Ci aveva chiesto di “poltale” Una patata e un vegetale. Le patate da noi trovate al centro del cerchio le abbiam sistemate. Ognuno di noi, con la matita, ha disegnato la sua preferita. Le abbiamo dato un nome e una voce suadente mentre la musica ci rilassava la mente. Eran patate di diverso aspetto diverso colore e qualche difetto, ogni patata aveva la sua grandezza ed ognuna la propria bellezza.

Altri vegetali avevamo vicino alcuni provenienti dal giardino. Li abbiamo osservati e annusati certi erano anche profumati. Tutti diversi, tutti vegetali non ce ne erano di uguali: c’erano fiori, rametti e foglioline ed anche delle fresche fragoline. La biodiversità spazza via dal mondo la montonia. E’ stato bello capirlo col gioco ma purtroppo è durato poco. Grazie Amedeo per l’insegnamento abbiam capito in un momento aspettiamo con ansia un tuo ritorno perché è stato bello starti attorno.

Cipriano Giulia, Crispino Marika, De Paolo Alessia, De Paolo Elio, Leka Sania, Montaquila Alice, Paparo Dennis. CLASSE 4^U COMUNE VERSANO - D.D. I CIRCOLO “G.GARIBALDI”TEANO (CE)

A COME AMBIENTE

Natura anche poesia… Il mare, le conchiglie, il sole, la Terra, ecco quello che ci circonda. Grazie a loro noi viviamo. Grazie Terra, sei tu il suolo su cui noi camminiamo. Grazie sole, sei tu quello che ci illumina. Grazie aria, che ci fai respirare di giorno e di notte. 8


Grazie mare, che servi per rinfrescarci. Grazie, grazie natura, perché tu sei quella che ci circonda e che noi uomini dobbiamo rispettare. Grazie, grazie.

Lorenzo Bertoni CLASSE II B - SCUOLA PRIMARIA “L. BUFFOLI” - CUSANO MILANINO (MI)

PINO

Io sono un pino, sempreverde con le foglie appuntite: sono le mie foglie preferite! Questi alberi sono molto belli ed eleganti, sembrano dei piccoli e magri folletti che proteggono i boschi.

Mozzillo Marco CLASSE IV D - SCUOLA PRIMARIA I.C. “E. DE NICOLA” - CASALNUOVO DI NAPOLI (NA)

SOLIDALE

Stamattina mi ritrovo buona e solidale perché tant’acqua voglio risparmiare. La frutta e la verdura devo lavare, ma faccio fatica a pensare che la debba sprecare, così con l’acqua usata una pianta è già annaffiata. Oh, perbacco!

C’è un rubinetto che gocciola, e goccia goccia l’acqua se ne va se un idraulico non ci sta, subito a pensà. A pranzo son d’accordo con mia zia che ai piatti facciam pulizia con l’acqua della pasta bollente senza rischiare niente, senza dover usare il detergente per salvar sempre l’ambiente!

Otera Laura CLASSE IV B - SCUOLA PRIMARIA “BARONELLO” - MILAZZO (ME)

L’AMBIENTE

L’ambiente è inquinato! Il cielo si è oscurato, facciamola finita per cambiar la nostra vita. La fauna si sta estinguendo, la flora sta scomparendo e i fiori colorati stan diventando come l’acqua dei laghi.

Il mare è tanto bello, ma con tutti quei rifiuti lo stiamo distruggendo; facciamo attenzione con ferro, vetro, plastica e cartone. Se siam bravi a riciclare, il nostro mondo possiamo di nuovo far brillare!

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Andronaco Anthony, Caviglia Luca e Raddi Martina CLASSE IV B - SCUOLA PRIMARIA “A. GRAMSCI”I.C. “VAL VARATELLA” - BORGHETTO S. S. (SV)

ARIA PULITA

Cari bambini, noi tutti possiamo imparare A stare insieme per non inquinare. All’aria aperta, al mare o in città O in qualunque ambiente ci si troverà. La natura è bella sai, ma rispettarla tu dovrai: non gettare rifiuti qua e là, altrimenti prima o poi Lei si ribellerà.

Sii orgoglioso di ciò che hai e sempre felice tu sarai. L’ambiente è un bene comune: alberi, prati e fiori di tutti i colori Aria pulita, viva la vita! Allora forza, diamoci da fare Ed insieme impariamo a differenziare plastica, vetro, carta e cartone: ogni cosa nel proprio bidone!

Se dell’ambiente avremo cura Lui ci ricambierà donandoci aria pura e cielo azzurro come il mare. Se nei prati o nei giardini Tanti fiori colorati vorrai trovare ricordati solo di non inquinare.

Bambini grandi o piccini, con un sorriso ed uno sguardo fiero, salutiamo l’ambiente con un abbraccio sincero.

Giannini Giuliana CLASSE V B - SCUOLA PRIMARIA “C. SCOTTI” PLESSO PIEDIMONTE - BARANO D’ISCHIA (NA)

A COME AMBIENTE

Amare l’ambiente è cosa assai preziosa, perchè in esso noi viviamo, in esso mangiamo; se l’uomm non lo protegge è vana ogni sua mossa. Se aiuti la natura aiuti anche te stesso perchè l’aria incquinata non ti fa respirar. Non puoi andar per boschi se tu distruggi esso. Andrai solo per strada trai i fumi a respirar. Se cerchi tante A per salvar l’ambiente, vi troverai, per certo, Andare a piedi, Ascolta la natura, Aria pulita, Animali liberi: Ama la nutura, SE AMI LA TUA VITA!

Corrado Lanzara CLASSE IV - PLESSO DI PIAZZA DEL GALDO, D.D. 2° CIRCOLO - MERCATO S. SEVERINO (SA)

UNA STRANA ALLERGIA

La Madre Natura è allergica alla spazzatura perché ci sono i maleducati e anche tanti sbadati. Mi piace girovagare per i boschetti per incontrare tanti animaletti, tanti bei fiori di tutti i colori.

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Rosario Costantino CLASSE IV C - SCUOLA PRIMARIA “M.PASSAMONTE”, XI ISTITUTO COMPRENSIVO - MESSINA

SALVIAMO LA TERRA! Questa Terra che abitiamo, ogni giorno noi sporchiamo. Prima il mare era blu, ora non ci piace più. L’aria è sporca ed inquinata, anche quella è rovinata e nei prati senza fiori,

non ci sono più colori. Aiutiamo la natura, lei ci porta l’avventura! Raccogliamo, ricicliamo cose buone ricaviamo. Questo mondo va salvato altrimenti è rovinato.

Tornesi Riccardo CLASSE III A - I.C. “VALERIO FLACCO” - SEZZE SCALO (LT)

LA MIA CITTA’ IDEALE

La mia città ideale è proprio sensazionale. Non c’è inquinamento ma solo divertimento. Le persone camminano a piedi, senza che tu glielo chiedi. Aiutatemi a creare la mia città ideale.

Fabio Mehmetaj, Isotta Chiodi, Kim Beqiri, Giovanna Ferrara, Francesco Favale, Alessandro Landini, Silvia Carta, Rebecca Belfiore, Marco De Salvo, Roland Tota, Giovanni Visentin, Davide Barisone, Andrea Tortonesi, Abdul Thouami CLASSE III B - SCUOLA PRIMARIA “A. MANZONI” - DIANO MARINA (IM)

FILASTROCCA SOSTENIBILE La natura è assai preziosa, la natura è assai pregiata, siamo parte del biota, questa terra va rispettata! Poiché la terra non ci appartiene, noi dobbiamo trattarla bene, lasciarla perfetta senza brutture anche per le generazioni future.

Punto secondo, senza esitare, piante e animali non sovrasfruttare! Qualche esempio, che serva a capire, in questo senso come agire: Lulù la capretta fa il latte per i sui piccini, prendiamone un poco per i nostri latticini, ma senza esagerare per non farla ammalare! E se un albero taglio per fare un bel foglio altri due ne pianterò e felice poi sarò!

Povero Pianeta, quanta sporcizia! E che puzza l’immondizia! Viviamo in un mondo molto inquinato, addirittura surriscaldato... Ma tale problema da dove è nato? Non abbiam cura della natura, le sue risorse sfruttiamo troppo ci estingueremo tutti di botto! La prima missione che va realizzata è la raccolta differenziata!

Solo con lo sviluppo sostenibile il mondo rimarrà sempre vivibile, e le future generazioni, nipoti e pronipoti a milioni e milioni, troveranno così un Mondo più bello e pulito, da curare come un prato fino all’infinito. 11


Laura Gjnaj CLASSE III - SCUOLA PRIMARIA “G.BERTOLA” - VALLE DI VADO (SV)

RISPETTIAMO INSIEME L’AMBIENTE Ho chiuso gli occhi e ho visto il mare pulito, brillante e calmo i prati verdi e gli alberi carichi di frutti maturi, il cielo limpido e azzurro e le nuvole bianche e rosa che volano nel cielo.

Vorrei case colorate con i colori dell’arcobaleno, vorrei suoni melodiosi come il canto delle sirene o come le risate dei bambini… Povera Terra, così bella e così giovane, con amore ti salverò!

Ma quando ho aperto gli occhi ho visto il mare nero, i pesci senza vita, il cielo scuro, i prati sfioriti e le nuvole grigie e gonfie.

Anis Laassouli CLASSE II B - SCUOLA PRIMARIA “L. BUFFOLI” - CUSANO MILANINO (MI)

SE FOSSI ACQUA…

Sarei un’onda gigante, sempre in movimento che si tuffa nella sabbia e gioca con i pesci e con i bambini... onda gigante che fa viaggiare e giocare.

Napoli Paola Jose’ CLASSE IV B - SCUOLA PRIMARIA “BARONELLO” - MILAZZO (ME)

LA NATURA SI RIBELLA

Ti devi affrettare Perché la natura si sta per ribellare: catastrofi accadono ogni giorno, se non ci credi basta guardarti intorno. Questo è un gravissimo problema mondiale, aiutami tu a risolverlo per far vincere il “bene” sul “male”.

Il cielo splendente prima era, sembrava fosse sempre Primavera. Ma un giorno arrivò l’uomo, che i fiori tolse dal suolo e di colpo nel nostro bel mare l’acqua si iniziò ad inquinare. Se la differenza vuoi fare

Stompanato Erika CLASSE IV D - SCUOLA PRIMARIA I.C. “E. DE NICOLA” - CASALNUOVO DI NAPOLI (NA)

INTORNO A ME…

Un mondo che non va, scappo di qua e di là, ma scampo non c’è né per te, né per me. Sola mi ritrovo in un abisso con un po’ di stoccafisso,

in balia della marea senza poter andare a Panarea. Voglio un po’ di te voglio un po’ di me, se tutti stan con me un mondo migliore c’è!

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N.l. Menzio CLASSE V B - SCUOLA PRIMARIA “A. GRAMSCI” I.C. “VAL VARATELLA” - BORGHETTO S. SPIRITO (SV)

LA QUERCIA

che distruggevano la foresta ma non il mio albero preferito con i suoi rami e le sue radici li mandò via e quella zona non venne più contaminata lui che era rimasto là così forte e fiero incurante della cattiveria dell’uomo.

Appena alzato dal mio letto guardai fuori dalla finestra e mi misi in cammino fino alla foresta Vidi il mio albero preferito: la quercia Così indistruttibile… Ma gli altri alberi che gli stavano attorno non erano come lei più fragili. Poco tempo dopo vidi gru, camion, motoseghe

Claudia Rigano CLASSE IV D - SCUOLA PRIMARIA “M. PASSAMONTE”, XI ISTITUTO COMPRENSIVO - MESSINA

AIUTO!!

Io vivo in Sicilia e più esattamente a Messina, una perla di cittadina! Il sole caldo, il mare limpido e cristallino sono il mio dolce risveglio ogni mattino: nel mio giardino cinguetta un uccellino inebriato dal profumo del gelsomino. La mia Sicilia è la terra più bella che ci sia: luce, canti, forza e allegria, non c’è mai monotonia, ma un lamento che neanche il vento porta via: è il dolore di una terra ammalata perché è troppo trascurata. La zagara si è rattristata, perché la spazzatura l’ha infestata, la lattina di alluminio l’ha sporcata

e il rombo del motore l’ha inquinata. La popolazione si è ribellata: “la nostra terra deve essere salvata! ” Ogni cosa deve essere riciclata, la spazzatura va selezionata, l’ aria inquinata depurata, usiamo allora la targa alternata! “Ciuri, Ciuri”l a nonna cantava ed ancora La terra non era maltrattata, ma presto ritornerà allegra e spensierata perché la scuola ha lavorato e una nuova gioventù ha formato: non il denaro, ma la salvezza del territorio ha il primato! Solo così vivremo in un mondo sano come un prato.

Martina Lombardo CLASSE II B - SCUOLA PRIMARIA “L.BUFFOLI” - CUSANO MILANINO (MI)

SE FOSSI FUOCO…

Giocherei, salterei, correrei, volerei... come fiamma danzerei e mi trasformerei in un grande falò che scalda tutto e tutti.

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Danilo Mandile CLASSE V - PLESSO DI PIAZZA DEL GALDO, D.D. 2° CIRCOLO - MERCATO S. SEVERINO (SA)

SALVIAMO IL MONDO

Quando osservo l’ambiente vedo tanto inquinamento mi soffermo un momento e provo tanto spavento, un velo di tristezza mi stringe il cuore. Cosa ne sarà di questa terra che un tempo era giovane e bella? Vorrei tanto poterla salvare, ma da solo non ce la posso fare. Vorrei gridare a tutto il mondo un mio piccolo pensiero: quello di salvare il mondo intero. Se tutti insieme ci impegneremo, più bello lo renderemo. Potremo così vivere, ridere e giocare, in un mondo solo da amare!

Odella Lara CLASSE III - SCUOLA PRIMARIA “G.BERTOLA” - VALLE DI VADO (SV)

IO RISPETTO L’AMBIENTE Ciao, sono un bambino! Io amo le cose belle, amo la Primavera e amo l’arcobaleno! Io raccolgo i rifiuti li riciclo, costruendo giochi,paesi di carta, uccelli di plastica. Non mi piace la tristezza;

l’immondizia,portata dal vento, rende triste il mio Paese! E se i fiumi sono un po’ inquinati, io spruzzo nell’aria un profumo di viole e tutto diventa subito più limpido… Su un’aiuola con tanti fiori, io mi riposo, come se fossi su una nuvola bianca…

Morosillo Melissa CLASSE III A - I.C. “VALERIO FLACCO” - SEZZE SCALO (LT)

ERA BELLA

Era bella la nostra terra! Non inquiniamo la natura Così faremo bella figura. Carte per terra buttiamo ma neanche le raccogliamo. Terra dolce e delicata tu mi hai aiutata, ma noi inquinata e anche infuocata.

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Lanuzza Antonio CLASSE IV A - SCUOLA PRIMARIA “BARONELLO” - MILAZZO (ME)

SOS DELL’AMBIENTE

Son la casa in cui voi vivete, sto mandando un SOS a voi: piccoli, grandi ed anziani. Son sporco ed inquinato Per l’inciviltà dell’abitato. Forte, ma indebolito, elegante, ma rovinato. Son la casa di tutte le meraviglie

Che voi state eliminando. Ora non sto ad elencare Il danno e il dolore che mi provocate, ma prendete nota, vi prego, di questo richiamo accorato per un futuro che vede un ambiente mai più maltrattato.

Asia Gallo Costa Silva CLASSE V B - SCUOLA PRIMARIA A. GRAMSCI” I.C. “VAL VARATELLA - BORGHETTO S. SPIRITO (SV)

IL MONDO MAGICO DELL’AMBIENTE L’ambiente è una cosa meravigliosa tutto incantevole e anche un po’ magico. Nelle foreste e in pianura sopra un vulcano c’è tutta natura piena di verde e altri colori

ma anche animali diversi. Non importa in quale parte del mondo vivi dall’Italia all’Australia ci sono animali e colori diversi ma tutti uniti formano l’ambiente quella cosa un po’ magica e misteriosa che mi riempie il cuore.

Giulia D’alfonso CLASSE IV C - SCUOLA PRIMARIA “M.PASSAMONTE”, XI ISTITUTO COMPRENSIVO - MESSINA

POVERA TERRA

L’effetto serra è dovuto all’inquinamento della Terra. Gli alberi da noi tagliati, le foreste da noi bruciate, i mari da noi inquinati, le guerre da noi combattute. O povera Terra, che tutto questo hai subito

Pecchia Antonio CLASSE IV D - SCUOLA PRIMARIA I.C. “E. DE NICOLA” - CASALNUOVO DI NAPOLI (NA)

E’ BENE INIZIARE…

E’ bene iniziare a desiderare un mondo migliore, dove l’arcobaleno, a ciel sereno, porti a tutti speranza e abbondanza, dove nessuno è triste perché non c’è più niente,

più niente da fare, più niente da mangiare, più niente da bere, se non qualcosa da vedere, di cupo, di grigio, di tutto che non va, ma che può cambiare se insieme, con gran voglia e onestà una mano daremo all’umanità. 15


Iacono Noemi, Di Spigno Noemi, Di Frenna Giusy CLASSE V B - SCUOLA PRIMARIA “C. SCOTTI” PLESSO PIEDIMONTE - BARANO D’ISCHIA (NA)

A COME AMBIENTE

L’ ambiente è una cosa eccezionale ha così tante cose da guardare, ha animali di ogni genere ma sono buoni,non li devi temere. L’ambiente è una cosa naturale, è come in una favola…ma è reale! Ci sono frutti di tutti i colori assaggiane uno e ne senti i sapori. L’ambiente è una cosa speciale

che non dobbiamo maltrattare. E’ come la A la prima lettera che si deve rispettare. L’ambiente è una cosa eccezionale, è una cosa naturale, è una cosa speciale, non tutti la pensano così… ma noi li spingiamo a dire di SI!

Braghini Alice, Brunetto Matteo, Casciano Giorgia, Cauteruccio Anita, Curti Simone, Ferrigno Veronica, Fiorito Fabio, Gherardi Giorgia, Giusto Giorgio, Marino Michele, Melogno Ilaria, Migliardi Alessio, Mountadif Mohssine, Naggramskyy Eugenio, Pecini Francesco, Pecini Valentina, Quartieri Valentina, Ricciardi Davide, Rosa Beatrice, Rosciano Giulia, Rossello Simone, Sangiorgi Luca, Valle Benedetta CLASSE V - SCUOLA PRIMARIA “MILANESI” - LOANO (SV)

A COME AMORE PER L’AMBIENTE Aria, acqua, alberi, animali… Che meraviglie intorno a noi! Orchestra di mille strumenti: Magnifiche melodie della natura! Entusiasmo e gioia nei nostri cuori!

Maestose onde increspano il mare Bagliori di luce riflessi nell’acqua. Infinita bellezza del mondo che ci circonda Entrano raggi di sole nel nostro cuore, Nuvole leggere cullano i nostri pensieri… Tenue la brezza risveglia le nostre emozioni Ecco l’ambiente dei nostri sogni!

Aria, acqua, alberi, animali…

Daniele Accardo, Marta Bergamaschini, Lorenzo Bertoni, Sofia Caleffi, Valentina Carelli, Giulia Emma De Salve, Marco Gallo, Simone Ganzerli, Giulio Ernesto Geroldi, Anis Laassouli, Martina Lombardo, Luca Mazzeo, Beatrice Marianna Occhipinti, Pietro Papa, Alessandro Pelateo, Francesco Petruzzi, Riccardo Rotelli, Kevin Stafa, Carlo Zanoletti CLASSE II B - SCUOLA PRIMARIA “LUIGI BUFFOLI” - CUSANO MILANINO (MI)

SE FOSSI TERRA Terra, Erba, Rose, Rosse, Amore.

SE FOSSI ALBERO Albero, Luce, Bellezza, Eleganza, Regali, Ossigeno.

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SE FOSSI FUOCO Fuoco, Unico, Ottimo, Calore, Ondeggiante.


SE FOSSI ACQUA Acqua Corrente Quanto sei Utile Alla Vita!

SE FOSSI ARIA

Aria, Rincorri, Insegui, Aquiloni nel cielo…

C’ERA UNA VOLTA LA TERRA C’era una volta la Terra con le sue acque e le sue montagne e c’era un delfino che nuotava nelle sue acque limpide e profonde e c’era un bosco ai piedi delle montagne... e c’erano le radici alla base degli alberi, “ancorate” alla terra e un bambino che giocava con il delfino. C’era la Terra che si riempiva di VITA: l’ARIA era il respiro, l’ACQUA il suo sangue e il FUOCO il suo spirito e la sua energia! E dopo molti anni c’erano sulle montagne tanti boschi... tanti pesci nei mari e tanti bambini che vissero su una TERRA FELICE!

PAPA’

MAMMA

Sei rilassante, forte e gentile come l’ACQUA che protegge i suoi pesci.

Sei come l’ACQUA pura, buona e indispensabile.

Tu per me sei... FUOCO che riscalda il mio cuore e dona amore.

Tu per me sei... l’ARIA che respiro e mi dà la vita.

Sei la TERRA fertile che fa crescere i suoi frutti.

Sei come la TERRA, sicura e accogliente, che protegge tutti gli esseri viventi.

Sei una FIAMMA che dà speranza e una SCINTILLA che produce calore e luce... e illumina la mia strada!

Sei l’ARIA che dona freschezza alle persone accaldate...

NONNI

dalle tempeste e ci aiutano a crescere sani e robusti come ombrose querce.

Voi siete le nostre radici profonde, ben piantate nella Terra! Le vostre braccia ci proteggono 17


Stefano Caizzone, Riccardo Pellegrino, Rosario Maiorana, Giuseppe Caizzone, Lele Catalfamo, Natale Scarcella, Federica Andaloro, Carmen Sarao’, Salvatore Anania CLASSE III - SCUOLA PRIMARIA “BASTIONE” - MILAZZO (ME)

AMBIENTE

Oggi nella mia mente C’è una parola che risuona fortemente E’ AMBIENTE La nostra terra ci dà la vita Ma per le nostre comodità Il pianeta è maltrattato Ed ora ha bisogno di essere aiutato. SOCCORICI SIGNORE Il nostro AMBIENTE ha bisogno di TE! L’uomo con la sua avidità Ha toccato! Ha guastato L’armonia del tuo creato! Ha inquinato Ha trasformato Ciò che il tuo dito sapiente Ha disegnato. Aiutaci o SIGNORE Donando alle foreste vigore, restituendo limpidezza al mare

affinchè la sua acqua non si possa inquinare. Scendi O SIGNORE Su questo ambiente E ridona alla tua opera La bellezza infinita dell’origine, dono d’amore ai figli tuoi. Con il tuo conforto, noi, ci impegneremo, ripuliremo così più bello lo renderemo e più aria sana respireremo. Una volta realizzato potremo: CANTARE, GIOCARE AMARE. E in coro diremo: GRAZIE GESU’ PER IL TUO CREATO E PER TUTTO CIO’ CHE HAI DONATO.

Antona Mattia CLASSE III - SCUOLA PRIMARIA “G.BERTOLA” - VALLE DI VADO (SV)

AMO L’AMBIENTE!!!

Vorrei un ambiente fresco Come una mattina limpida e chiara, ma vedo il mare scuro, gli alberi scarni, il cielo grigio… il buon Dio ci ha donato

un mondo da amare, una natura da rispettare. Bambini, amiamo il nostro ambiente, con il cuore facciamolo crescere sano e pulito, come la nostra vita!

Lorenzo Pio Sica CLASSE IV - PLESSO DI PIAZZA DEL GALDO, D.D. 2° CIRCOLO - MERCATO S. SEVERINO (SA)

RISPETTA L’AMBIENTE

L’ambiente non è solo aria, acqua e terra. L’ambiente è un bene prezioso, è qualcosa di speciale che bisogna rispettare. Porta con te il sacchetto della spesa se non vuoi avere una brutta sorpresa! Non riempire troppo la vasca da bagno

fatti la doccia e risparmia qualche goccia! Se cammini nel boschetto non buttare il fazzoletto! Non tenere troppe luci accese perché aumentano le spese Sei pronto a fare un piccolo sacrificio? L’ambiente, con un grande abbraccio, ti ripagherà!

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Nanna Michele, Serafini Mara, Tafano Alessia, Vidimari Lisa CLASSE IV - SCUOLA PRIMARIA “GIANNI RODARI” - BOISSANO (SV)

IL MONDO HA BISOGNO DI NOI Tutto il mondo ha bisogno d’amore e dobbiamo metterci il cuore; gli alberi dobbiamo aiutare e ci dobbiamo dar da fare. Le foreste non dobbiamo abbattere e i fiumi non inquinare. Le fabbriche bisogna stoppare il fumo via lo facciamo andare.

La caccia dobbiamo vietare e gli animali così salvare. Non dobbiamo sprecare energia e non dobbiamo buttarla via. Carta, plastica, vetro nei loro cestini faremo andare e tutto il mondo felice faremo stare!

Cristina Bonansinga CLASSE IV C - SCUOLA PRIMARIA “M.PASSAMONTE”, XI ISTITUTO COMPRENSIVO - MESSINA

LA VOCE DELLA TERRA

Negli anni è stata bella, la nostra Terra ora per colpa di qualcuno è in stato di abbandono. Le acque sono inquinate le foreste son bruciate. Il nostro pianeta si può risollevare solo se gli uomini lo vorranno curare. Si spera nel rispetto della gente, di migliorare sempre questo ambiente.

Campagna Arianna CLASSE III A - I.C. “VALERIO FLACCO” - SEZZE SCALO (LT)

IL MARE

Mare limpido come il cristallo di color giallo, pozzanghere piene di vita dove io poggio le dita, ci sono granchi e pesci rossi nell’acqua dentro i fossi, i fossi non ci sono più e cadono tutti giù.

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Barone Francesco, Bertolaso Lorenzo, Brunetto Alessia, Carparelli Viola, De Francisci Gabriele, Ferrua Alessandro, Gullace Darsia, Lo Vetere Sonia, Migliavacca Simone, Milani Giulia, Pretungaro Noemi, Razzaio Gaia, Rizzonato Luca, Saliu Sara, Santini Riccardo, Scardigno Carlotta, Smaniotto Alessio, Volpez Margherita CLASSE I - SCUOLA PRIMARIA “MILANESI” - LOANO (SV)

A COME… AMORE PER L’AMBIENTE Vogliamo nel cielo tanti uccellini e nel mare tanti pesciolini; vogliamo i prati pieni di fiori e di farfalle di mille colori; vogliamo il cielo sempre sereno e dopo la pioggia l’arcobaleno; vogliamo puliti paesi e città

e il mondo pieno di felicità. Perché il sogno si possa avverare tutti insieme ci dobbiamo impegnare: non sporchiamo strade e giardini, buttiamo i rifiuti nei cestini, differenziamo la spazzatura e rispettiamo la natura.

P. Tudorachi CLASSE V B - SCUOLA PRIMARIA A. GRAMSCI” I.C. “VAL VARATELLA - BORGHETTO S. SPIRITO (SV)

DUE STAGIONI DIVERSE, MA L’AMBIENTE LO STESSO In un giorno di primavera tutto il mondo si risveglia; la natura si veste di verde, e gli animali si risvegliano dal loro lungo sonno. L’autunno è il contrario;

fa cadere tutte le foglie. Una a una si staccano e si posano per terra. L’ambiente è unico e quindi dobbiamo rispettarlo e curarlo.

Senatore Gaia CLASSE III A - SCUOLA PRIMARIA “E. DE AMICIS” - NOCERA SUPERIORE (SA)

”A” COME AMBIENTE

Aiuto, aiuto, l’ambiente sta male, deve essere portato in ospedale! Non riesce più a respirare, aria pulita deve inalare. Non riesce nemmeno a dormire, tutti i rifiuti deve smaltire.

Questo brutto inquinamento gli ha provocato un sanguinamento. Presto corriamo, andiamo a salvarlo, perché è nostro dovere aiutarlo! Rispetto e amore son la cura migliore, fatta per bene, con la testa e col cuore!

Iacone Sabrina CLASSE IV D - SCUOLA PRIMARIA I.C. “E. DE NICOLA” - CASALNUOVO DI NAPOLI (NA)

GOCCIA SPORCA

Mi ritrovo sporca nella fogna ma l’acqua non sogna, in un mare inquinato e poco ordinato. Sono finita in un acquedotto un po’ rotto e sporca finisco in falde acquifere

con gocce pestifere. Sottoforma di pioggia sono inquinata perché mi hanno usata e nello scarico mi hanno abbandonata. Non voglio essere più sporca ma sempre pulita sulla tua bocca!

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Valentina Carelli CLASSE II B - SCUOLA PRIMARIA “LUIGI BUFFOLI” - CUSANO MILANINO (MI)

SE FOSSI ARIA…

Sarei un soffio leggero che spegne le candeline sulla torta al cioccolato del mio compleanno.

Luana Sacca’ CLASSE IV C - SCUOLA PRIMARIA “M.PASSAMONTE”, XI ISTITUTO COMPRENSIVO - MESSINA

AMICA TERRA

Cara amica terra, lasciami pensare a un nuovo mondo vorrei proprio dare: mulini a vento senza inquinamento, pace e serenità in ogni città, fiumi e laghi senza diga. Così sarà libera la nostra Terra amica! Cara amica Terra ti dovremmo aiutare e ogni giorno con amor curare.

Toso Fabio CLASSE III - SCUOLA PRIMARIA “G.BERTOLA” - VALLE DI VADO(SV)

RISPETTIAMO L’AMBIENTE

Rispettiamo l’ambiente, non inquiniamo, il mare prima azzurro come un cielo sereno è ormai tutto nero… Rispettiamo l’ambiente, non inquiniamo, i prati verdi e fioriti come cieli stellati,

si son trasformati in palazzi grigi come scatole di piombo… Rispettiamo il mondo in cui siamo nati, rispettiamo chi amiamo e forse la natura ci sorriderà…

D’andrea Gianluca, De Cocco Andrea, Franchin Sara CLASSE IV - SCUOLA PRIMARIA “GIANNI RODARI” - BOISSANO (SV)

A COME AMBIENTE

A come ambiente, pulito nel mondo B come bosco, non incendiamolo C come campagna, è una grande risorsa D come disboscamento: curiamo di più i nostri boschi E come erba, dev’essere pulita F come foresta: è il polmone del mondo G come grotte antiche di Toirano, un patrimonio archeologico H come HO IL DOVERE DI RISPETTARE L’AMBIENTE 21


I come isola, molte ormai distrutte dall’uomo o sommerse da rifiuti L come lago, dove c’è acqua dolce in cui si pesca M come mare, una meraviglia da conservare N come natura, la grande casa degli animali O come orso bianco, ormai a rischio di estinzione P come piante, che abbelliscono l’ambiente Q come quercia, che riempie i nostri boschi R come rifiuti, cerchiamo di farne meno S come Sole, energia per l’ambiente T come terra, concime per le piante U come Unione Europea: forza! Tutti insieme possiamo ripulire il mondo! V come verde delle montagne, bellezza naturale Z come zolle, che formano il terreno. Ambiente: forza ragazzi, con tanto impegno, ripuliremo l’ambiente!

Roberta Fasolino CLASSE V - PLESSO DI PIAZZA DEL GALDO, D.D. 2° CIRCOLO - MERCATO S. SEVERINO (SA)

LE LETTERE DELL’AMBIENTE

Ci sono alcune lettere dell’alfabeto che appartengono solo all’ambiente: A come Amico B come Bello C come Colorato M come Magico P come Protettivo U come Unico V come Vivo Tutte queste parole descrivono l’ambiente, che va protetto, curato e salvaguardato.

S. D’ascoli CLASSE V B - SCUOLA PRIMARIA A. GRAMSCI” I.C. “VAL VARATELLA - BORGHETTO S. SPIRITO (SV)

LE MERAVIGLIE DELL’AMBIENTE

L’ambiente con tutti quei fiori profumati è fantastico. Ci sono uccellini, leprotti coniglietti e tante altre cose. E’ una cosa bellissima sentire l’odore dei fiori e dell’erba bagnata,

dormire sotto gli alberi. L’ambiente è bellissimo con tante farfalle e libellule, ed è proprio questo che rende l’ambiente speciale.

Agnese Crisafulli CLASSE IV B - SCUOLA PRIMARIA “M. PASSAMONTE”, XI ISTITUTO COMPRENSIVO - MESSINA

TI AMO TERRA…

Ti amo terra con i tuoi alberi che ci fanno vivere. Ti amo terra con le tue acque che ci dissetano. Ti amo terra con i tuoi frutti succosi. Ti amo terra con i tuoi mari blu color zaffiro. Ti amo terra con i tuoi fiori colore del sole più giallo dell’ oro fino. Ti amo terra e ti proteggerò. 22


Sara Julia Prato CLASSE III - SCUOLA PRIMARIA “G.BERTOLA” - VALLE DI VADO (SV)

IL MIO SOGNO

Chiudo gli occhi e sogno… L’uomo finalmente ha capito che bisogna mantenere il mondo pulito! Vorrei tenere in mano lo stelo di un fiore, amo le cose belle: la primavera e l’arcobaleno, che se nel cielo non appare io lo disegno con tanti vivaci colori.

Quando guardo il cielo mi sento un uccellino che vola leggero e tranquillo… Vorrei che le strade grigie e trafficate si trasformassero in prati verdi, vorrei che nel mare i pesci potessero nuotare senza sporcarsi di nero petrolio… Vorrei che tutti rispettassero l’ ambiente!

Pietro Papa CLASSE II B - SCUOLA PRIMARIA “L. BUFFOLI” - CUSANO MILANINO (MI)

SE FOSSI ARIA…

Sarei un venticello leggero e birichino, spingerei le barche a vela e soffierei un po’ di vento felice a tutta la gente triste e nervosa che corre sempre.

Iavazzo Giovanna CLASSE IV D - SCUOLA PRIMARIA I.C. “E. DE NICOLA” - CASALNUOVO DI NAPOLI (NA)

GOCCIA PICCINA

Son Goccia e son piccina, mi piace viaggiare, a volte birichina, da tutti mi faccio amare, la salute voglio salvaguardare. Non sono io la colpa dei malanni bensì di te uomo che t’affanni. Sporca e avvelenata mi ritrovo se non mi depuri, dopo avermi usata per i tuoi bisogni soddisfar, senza tregua e senza pensar. Felice ti farò quando pulita sarò.

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Cavallo Viviana, Liotta Laura, Panizza Arianna, Piva Laura CLASSE IV - SCUOLA PRIMARIA “GIANNI RODARI” - BOISSANO (SV)

RICICLO

Riciclare protegge la fauna e la flora e tutto il pianeta rende bello in un’ora. Non bisogna buttare per terra i rifiuti bambini, facciamo che il riciclo ci aiuti! Con il riciclo stiamo bene e tutti felici stiamo insieme. Riciclare fa star sano il mondo rendendolo più pulito e giocondo. Senza il riciclo l’ambiente muore e quando succede sente dolore. E allora... usiamo i bidoni l’ambiente sarà più sano e noi ci sentiamo più buoni.

C’è il bidone della plastica butta gli oggetti e fai ginnastica! C’è il bidone della carta e del cartone che è sempre pieno e sembra ciccione. C’è il bidone delle lattine ma non buttarle se sono sporchine. C’è il bidone del vetro laviamo le bottiglie e buttiamole dentro. Evviva il riciclo! Impariamo a renderlo gradito.

Edoardo Alessandro Russo CLASSE III - SCUOLA PRIMARIA “G.BERTOLA” - VALLE DI VADO (SV)

L’AMBIENTE

Una volta c’era il mare azzurro, c’erano i pesci che nuotavano nell’oceano, felici... Adesso c’è un mare grigio, cupo, ma cosa è successo a questo mondo... “Terra,dimmi cosa è successo?” “L’uomo mi ha inquinata,

ma so che tu non lo faresti mai!” “Io ti vorrei aiutare, ma è difficile da solo... Proverò a convincere altri uomini del futuro come me, sperando che l’uomo capisca che il mondo pulito è bello!”

Andrea Domenica De Lorenzo CLASSE IV C - SCUOLA PRIMARIA “M.PASSAMONTE”, XI ISTITUTO COMPRENSIVO - MESSINA

TERRA DA AMARE

Tanti milioni di anni per trasformare tante rocce in Terra da amare. La natura lavora lentamente e con cura, ma l’uomo fa paura e non ne ha premura, distrugge sempre più alberi e foreste, inquina aria e mari con la nera peste. Aiutiamo la nostra Terra a ritornare pura, noi bambini impariamo ad averne cura: a casa l’acqua non sprechiamo e l’energia risparmiamo. Terra, noi ti vogliamo salvare così in futuro, l’Uomo potrai rallegrare

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D. Corvi CLASSE V B - SCUOLA PRIMARIA A. GRAMSCI” I.C. “VAL VARATELLA - BORGHETTO S. SPIRITO (SV)

RISPETTIAMO L’AMBIENTE L’ambiente, è una parte del mondo da tenere pulito e lucido come un gioiello. L’ambiente: un prato verde ricoperto di margherite

girasoli e tulipani, come un prato di tanti colori. E’ bello ritrovare un ambiente vivace, dove sentire il cinguettio degli uccellini che cantano aspettando la loro mamma che gli porta da mangiare.

Fabbricatore Maria Helena CLASSE III A - SCUOLA PRIMARIA “E. DE AMICIS” - NOCERA SUPERIORE (SA)

A COME AMBIENTE

Amo tutto ciò che c’è, amo il Mondo intorno a me Bello, pulito e tondo. Insieme un girotondo uniti ci terrà E Niente e nessuno ci fermerà Tinteggeremo le strade solo di Emozioni e felicità, in questo modo capiremo certamente come sia bello il nostro ambiente e la sua naturale semplicità.

Francesco Ferrentino CLASSE IV - PLESSO DI PIAZZA DEL GALDO, D.D. 2° CIRCOLO - MERCATO S. SEVERINO (SA)

LA NOSTRA TERRA

Oggi dalla mia finestra guardavo gli alberi vestiti a festa pensavo a quanto cattivi siamo a maltrattare la nostra Terra. La nostra Terra che ci rispetta, la nostra Terra che ci ama, la nostra Terra che ci accoglie, ma che a volte si ribella con frane e terremoti muoiono i fiori e i colori! Ma nel gran silenzio della sera sento un respiro leggero, è il mio cuore che batte per la felicità

Prishila Calliku CLASSE V B - SCUOLA PRIMARIA A. GRAMSCI” I.C. “VAL VARATELLA - BORGHETTO S. SPIRITO (SV)

E’ COSI’ L’AMBIENTE

L’ambiente è una bella cosa il cielo così bello gli alberi grandi, e le foglie che sono caduti e quell’aroma così buono… E’ questo l’ambiente. L’erba così verde

e i fiori con tutti i colori e le farfalle così belle, e gli uccellini che arrivano in quell’ambiente perché l’ambiente è una bella cosa. … E questo è l’ambiente! 25


Lepore Nancy CLASSE IV D - SCUOLA PRIMARIA I.C. “E. DE NICOLA” - CASALNUOVO DI NAPOLI (NA)

SOGNO PER UNA GOCCIA

Una goccia un giorno sognò di essere la più bella, come una stella, vivere un giorno in mare: fresco, pulito e chiaro. Voleva giocar con le sue amiche, e andar via da quel mar, dove stava solo a penar. Inquinato si era ritrovato e tutto era vietato: vietato pescare, vietato nuotare, vietato giocare, vietato viaggiare. Oh, cara goccia il tuo sogno realtà potrà diventar se l’uomo ti vorrà veramente salvar!

Scotto Sofia CLASSE III - SCUOLA PRIMARIA “G.BERTOLA” - VALLE DI VADO (SV)

UN SOGNO DIVENTATO REALTA’ Una notte ho sognato prati fioriti di papaveri e un piccolo bruco su un petalo rosso, un magnifico arcobaleno colorato, laghi azzurri e dorati dai riflessi del sole giallo… e un pesciolino d’oro

mi disse: “Non temere, il mondo tornerà così, come ora lo vedi!” La città non era più così grigia e un raggio di sole mi convinceva di sperare…

Alessio Merlino CLASSE IV C - SCUOLA PRIMARIA “M.PASSAMONTE”, XI ISTITUTO COMPRENSIVO - MESSINA

IL NOSTRO PIANETA

Il nostro Pianeta è bello assai Ma se non lo proteggiamo sono guai! Ricca di piante è la foresta Ma l’uomo fa in modo che nulla resta. L’ozono ha fatto un buco, perché l’inquinamento è più forzuto. La plastica, gli scarichi, le industrie

sporcano le nostre vite care e il nostro Pianeta non può più respirare. Forza bambini prendiamoci per mano, salviamo il nostro Pianeta piano piano! Uniti ce la faremo, A ridare all’ambiente la purezza che più non si sente.

Riccardo Rotelli CLASSE II B - SCUOLA PRIMARIA “L. BUFFOLI” - CUSANO MILANINO (MI)

ALBERO AUTUNNALE Io sono un albero autunnale, caldo e colorato. Mi riempio di foglie colorate che mi ricordano un dipinto autunnale.

Vorrei che tutto fosse colorato d’autunno, che i suoi mesi non finissero mai e che Mago Autunno continui per sempre a fare le sue magie! 26


Vitagliano Francesca, Dello Margio Antonietta, Marziale Maria, Raimo Doriana, De Felice Alessia CLASSI V B E V C - D.D. “E. DE FILIPPO” PLESSO CAMPANELLO - TEVEROLA (CE)

RICICLARE

Com’è bello riciclare! Noi dobbiamo imparare, è una cosa che si deve fare. Con gioia e allegria tutti quanti in

compagnia. Il mondo poi è spensierato senza rifiuti intorno al prato. Tutti insieme felici Tutti insieme grandi Amici.

Manuel Campagna CLASSE III - SCUOLA PRIMARIA “G.BERTOLA” - VALLE DI VADO (SV)

PROVA AD IMMAGINARE…UN PAESE Prova ad immaginare un paese che profuma di mare… Adesso apri gli occhi e t’accorgi che il mare è più nero del carbone, che è grigia la città ed il tuo cuore diventa triste… Ma se entri in un bosco verde

o nuoti in un mare pulito il tuo cuor si apre, e batte forte, e sei felice! Amo la campagna, odorosa di aria buona, di delicati profumi… Amo la natura perché è una creatura del mondo!

Berhami Daria, Ferrari Alessia, La Iacona Alessia, Laine’ Emma, Reale Greta, Ricci Christel CLASSE IV A - SCUOLA PRIMARIA A. GRAMSCI” I.C. “VAL VARATELLA - BORGHETTO S. SPIRITO (SV)

S.O.S. TERRA!

Queste parole dal tono profondo sono rivolte agli uomini di tutto il mondo: - Ma è possibile che solo i bambini siano preoccupati dei loro destini? - Noi bambini siamo molto arrabbiati perché gli ambienti sono tutti inquinati! Immediatamente la Terra vogliam salvare, ma gli uomini non ci vogliono proprio aiutare! - Rispettiamo i mari, che sono preziosi, e i pesci che ci sono ne saranno orgogliosi. Nel mare galleggia la spazzatura e per gli esseri viventi si fa sempre più dura! - Senti che fischi? Quanti rumori! Ma come si vive in mezzo ai motori? Vogliamo mica morire assordati, per i rumori da noi provocati? 27


- Se sulla Terra dobbiamo abitare come pensate si riuscirà a respirare? Se la maschera a ossigeno acquistar si dovrà sarà una gran brutta cosa e una cruda realtà!

vogliamo ridere e giocare sul prato! - La nostra scuola si è molto impegnata a praticare la “raccolta differenziata”; solo così, separando i rifiuti, ecco che arrivano i nostri contributi!

- Guidare le macchine, non ci conviene molto, queste scatole in metallo la vita ci hanno tolto! I prati verdi, i parchi, i giardini, non esistono più per tutti i bambini?

- Molti, son troppi i bambini, sicuro, che disperati non hanno futuro! Uomini, forza, chiediamo una mano e poi tutti insieme andremo lontano!!

- Ci domandiamo: cosa abbiam fatto di male per crescere in un ambiente così brutale? Anche noi bimbi, come in passato,

- Cerchiam di creare un mondo MIGLIORE, dove la vita abbia ancora un valore!

Boccanfuso Maria CLASSE V B - SCUOLA PRIMARIA “C. SCOTTI” PLESSO PIEDIMONTE - BARANO D’ISCHIA (NA)

LA NATURA E’ VITA

“A” come ambiente “A” come amore. Bisogna amare l’ambiente che ci circonda in modo che ci ricambi.

dagli splendidi colori. Lasciamo tutto pulito per rispetto del nostro futuro. La natura è vita. Essa esprime gioia infinita, nel fiore che sboccia, nel fuoco che brilla e nel mare che ondeggia. E la sera quando alzo gli occhi al cielo sospiro e dico: “ Oh, quante cose belle!”.

Basta maltrattare la natura o lei ci manderà qualche sciagura! Lasciamo che nel cielo volino gli uccellini e nell’ acqua nuotino i pesciolini Guardiamo la Terra riempirsi di frutti e fiori

Domenico Pio Fedele CLASSE IV - PLESSO DI PIAZZA DEL GALDO, D.D. 2° CIRCOLO - MERCATO S. SEVERINO (SA)

SALVIAMO LA NATURA

E’ bello guardarsi intorno e ammirare ogni giorno la bellezza del creato che il Signore ci ha creato.

sono nostri fratelli ci aiutano a respirare e noi li dobbiamo amare. Salviamo la natura ed ogni sua creatura.

Gli alberi son tutti belli

Rossella Matturro CLASSE IV C - SCUOLA PRIMARIA “M.PASSAMONTE”, XI ISTITUTO COMPRENSIVO - MESSINA

INQUINAMENTO, BASTA!

L’uomo il mare ha voluto inquinare. Cosa si può fare per non sporcare? Bisogna educare a non buttare l’immondizia nel mare! Se a mare vuoi mangiare nella sabbia non scavare e i resti non abbandonare. Ricordati uomo l’ambiente devi rispettare!

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Di Senna Simona CLASSE IV D - SCUOLA PRIMARIA I.C. “E. DE NICOLA” - CASALNUOVO DI NAPOLI (NA)

UNA GOCCIA IN CASA MIA

Mi presento, io sono una goccia e ogni mattina ti faccio la doccia, quando tu scendi dal letto io ti aspetto nel rubinetto, quando hai sete, tu e la tua famiglia io sono pronta nella bottiglia, se mi cerchi non sono in tasca ma insieme alle mie sorelle a riempire la vasca, mia cugina Beatrice spesso mi dice che è bello giocare nella lavatrice, questa è la vita di una piccola goccia che innaffia ogni giorno un fiore che sboccia! E che più ti guarda e più si rallegra perché è in te che sempre spera!

Giulia Emma De Salve CLASSE II B - SCUOLA PRIMARIA “L. BUFFOLI” - CUSANO MILANINO (MI)

CILIEGIO

Io sono come un ciliegio che fa cadere le sue piccole palline rosse e i bambini possono mangiarle a sazietà. Che dolci... mi piacciono tanto questi frutti, birichini come noi bambini.

Mazzoni Mirco CLASSE III - SCUOLA PRIMARIA “G.BERTOLA” - VALLE DI VADO (SV)

CHE BELLO SAREBBE SE…

Che bello sarebbe se alla mattina, al mio risveglio, potessi respirare aria pura di montagna... Che bello sarebbe se al pomeriggio potessi specchiarmi in un ruscello di acqua fresca e immacolata come la neve... Che bello sarebbe se alla sera potessi guadare le infinite stelle nel cielo terso e poterle contare una ad una... Che bello sarebbe se gli uomini potenti potessero passare una spugna sul cielo grigio, la fumosa aria e le acque torbide, donandoci un meraviglioso arcobaleno di colori! Tutti insieme ora e nel futuro ce la faremo viva la nostra amata Terra, viva la nostra vita! 29


Vitagliano Francesca, Dello Margio Antonietta, Marziale Maria, Raimo Doriana, De Felice Alessia CLASSI V B E V C - D.D. “E. DE FILIPPO” PLESSO CAMPANELLO - TEVEROLA (CE)

LA RACCOLTA DIFFERENZIATA Umido, carta, plastica e vetro, non è uno scherzo è tutto vero! Dividere i rifiuti: sono atti da noi compiuti. Ora vi racconto una storia: un giorno la Differenziata passeggiava e vide un mucchio di rifiuti. E allora si domandò Che cosa ci fanno questi rifiuti? E allora mise in atto un piano, decise di inventare qualcosa ma non sapeva cosa fare. Allora arrivò la carta, E con lei tre suoi Amici: PLASTICA - VETRO - E UMIDO ED INSIEME DIFFERENZIARONO IL MONDO!

Tabita Puha CLASSE V B - SCUOLA PRIMARIA A. GRAMSCI” I.C. “VAL VARATELLA - BORGHETTO S. SPIRITO (SV)

A COME AMBIENTE

L’ambiente è una cosa bella proprio come una stella però è molto più importante non come andare ad un ristorante.

Gli alberi non dobbiamo tagliare e nel mare i rifiuti non dobbiamo buttare se rispettiamo l’ambiente ci sarà riconoscente.

Noi dobbiamo rispettarlo e dobbiamo anche curarlo nei suoi confronti dobbiamo essere migliori e non dobbiamo mai strappare i fiori.

Gli alberi ci daranno molti frutti per mangiarli proprio tutti e poi si sa che un ambiente più pulito rende il mondo un po’ più unito.

Classe Iii B SCUOLA PRIMARIA “DON MILANI” - MONTEVARCHI (AR)

UOMO

Il sole splende Come un enorme girasole E osserva… Il mare limpido e blu Che sembra non finire mai La neve candida Maestosa sulla montagna

Il prato verde Ridente a primavera… Il sole splende E pensa… Uomo perché? Perché non ami il tuo pianeta?

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Leonardo Diaferia CLASSE III - SCUOLA PRIMARIA “G.BERTOLA” - VALLE DI VADO (SV)

IL BAMBINO ECOLOGISTA Il bambino ecologista pulisce tutto il mondo, dalle spiagge alle strade, dalle montagne ai deserti… Poi prende il volo e si sdraia su una nuvola: guarda la terra e con il suo spolverino magico

toglie la polvere di qua, lo sporco di là… Poi su un prato verde riposa… E’ un sogno, forse sì , forse no, forse il bambino ecologista sono io!

Angrisani Erika

CLASSE III B - SCUOLA PRIMARIA “E. DE AMICIS” - NOCERA SUPERIORE (SA)

L’ALFABETO DELLA NATURA Nel mondo della scrittura esiste l’alfabeto della natura, se lo vuoi scoprire con me devi dire: A come ambiente da rispettare . B come bambino che deve imparare. C come campi da coltivare. D come deserto da irrigare. E come ecosistema da salvare. F come farfalla da colorare. G come giungla da esplorare. I come isola dove sbarcare. L come luna da ammirare. M come mare da navigare.

N come neve da appallottolare. O come orsi da amare. P come pini da piantare. Q come querce da non tagliare. R come riserve da finanziare. S come stelle da guardare. T come torrenti da non inquinare. U come uccelli da non cacciare. V come verdi valli da attraversare. Z come zoo da visitare. Nel mondo della scrittura esiste l’alfabeto della natura, se lo vuoi imparare a me devi ascoltare.

Esposito Emanuele

CLASSE IV D - SCUOLA PRIMARIA I.C. “E. DE NICOLA” - CASALNUOVO DI NAPOLI (NA)

UNA GOCCIA…

Io sono una goccia piccolina mi sento una vera ballerina, mi piace tanto lavare la cucina i vetri, le strade e tutta la casina. Quando vedo la zia mi accorgo che fa qualche pulizia. Mi sento utile e carina per tutta la cittadina. Saltello qua e là

perché amo la mia libertà. Nel mare vorrei andar tra alghe e pesciolini a gironzolar. Oh, il mare! Ora mi tuffo! Cosa mi accade? Mi sento tanto male! Sono finita in una macchia di catrame! Ora sono imprigionata e straziata! Ho perso per sempre la mia libertà!

T.j. Quartucci

CLASSE V B - SCUOLA PRIMARIA A. GRAMSCI” I.C. “VAL VARATELLA - BORGHETTO S. SPIRITO (SV)

RISPETTARE L’AMBIENTE L’ambiente è molto importante perché produce ossigeno quindi se vogliamo vivere dobbiamo rispettarlo non dobbiamo inquinarlo ma dobbiamo amarlo. Io rispetto l’ambiente

do alle mie piante l’acqua quando serve. Io coltivo le piante perché sono importanti. Io non voglio inquinarlo ma voglio rispettarlo e amarlo. 31


Acaluso Sara, Balletta Giulia, Bellissimo Danilo, Cocirta Maria Elena, D’angelo Sabrina, Mastrostefano Alessandra, Montaquila Gabriella, Mottola Antonio, Oliva Giuliana, Pelliccione Martina, Pelliccione Soemi, Ragosta Martina, Rendina Cosimo, Rendina Federica, Squillace Roberta, Tammelleo Erika, Umbaldo Sara, Ventriglia Evelina. CLASSE IV A - SCUOLA PRIMARIA “G. GARIBALDI”D.D. 1° CIRCOLO - TEANO (CE)

UN FIUME CAPRICCIOSO Un fiume capriccioso che spesso si gonfiava, divenendo impetuoso poi tutto trascinava! E un giorno, lui, ruggendo come ti fa un leone, abbandonò il suo letto e fece un’alluvione! E inondò campagne, villaggi, paesi interi; fece dannar la gente e correre i pompieri! E dopo tanto correre quando raggiunse il mare, calmandosi di botto, si mise a sonnecchiare. Ma il mare, irritato disse “Che m’hai portato?… Rifiuti di ogni genere. Mi hai ancora più inquinato! E allora fiumiciattolo se questo hai combinato, mi pagherai ora il conto, e il conto mio…è salato!”

Carlo Zanoletti CLASSE II B - SCUOLA PRIMARIA “L. BUFFOLI” - CUSANO MILANINO (MI)

SE FOSSI FUOCO…

Sarei una fiamma da barbecue. Vorrei cucinare gli spiedini, le salamelle e mangiarne un milione: che buone!!! Sarei una fiamma golosa, vivace, giocherellona e sempre in movimento.

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Fiorato Giulia CLASSE III - SCUOLA PRIMARIA “G. BERTOLA” - VALLE DI VADO (SV)

IL FIUME

C’è un fiume laggiù che brilla,scintilla i pesci nuotano danzando nell’acqua chiara come uno specchio. Ma,oltre,c’è inquinamento, il cielo è tutto grigio come il cemento Fabbriche e uomini gettano veleni in un acqua che non ha più colore

Vorrei che tutto tornasse come prima e nel cielo azzurro fiorisse… l’arcobaleno!

A. Morich CLASSE V B - SCUOLA PRIMARIA A. GRAMSCI” I.C. “VAL VARATELLA - BORGHETTO S. SPIRITO (SV)

RISPETTIAMO L’AMBIENTE L’ambiente è una cosa meravigliosa Piena di colori e vivacità. Quando sei in un bosco, è bello sentire gli uccellini che cantano ed è al alquanto bello sentire il ruscello scorrere verso il mare senza mai fermarsi.

Se invece vivi in città È brutto Perché non ci sono spazi verdi dove giocare Gli alberi piantati non sono molti Mentre l’inquinamento è moltissimo. Bhé insomma L’ambiente dev’essere rispettato ad ogni costo.

Casella Noemi, Folla Asia CLASSE V - SCUOLA PRIMARIA “GIANNI RODARI” - BOISSANO (SV)

FILASTROCCA DELL’AMBIENTE Proteggere e rispettare questa è la cosa giusta da fare. L’ ambiente è tutelato ed è quasi sempre amato. Risparmiare l’ energia porta molta allegria... e meno soldi ti porta via;

la raccolra differenziata da noi è “molto” praticata. Conoscere e proteggere il paesaggio è sempre saggio. Inquinare non si deve fare perchè ti puoi ammalare respirando cose che ti fanno male.

Classe III B SCUOLA PRIMARIA “DON MILANI” - MONTEVARCHI (AR)

VITA

L’ambiente è vita È bello guardare La fresca foresta Le innevate montagne Gli splendenti fumi I maestosi ghiacciai Lo sconfinato mare Gli alberi in fiore L’ambiente è vita Ed è bello guardare. 33


Santi Salamone CLASSE IV C - SCUOLA PRIMARIA “M.PASSAMONTE”, XI ISTITUTO COMPRENSIVO - MESSINA

LA NATURA INQUINATA

Il mare e le città, sono invase da impurità. I laghi sono inquinati , perché l’uomo li ha rovinati. Il mare non dobbiamo avvelenare, perché i pesci non sanno dove andare. La pianura è ridente,

ma il cielo non è più splendente. I fiumi e i rifiuti, hanno abbandonato anche i pennuti. Se i rifiuti si smaltiranno, le città si puliranno. E se i fumi diminuiranno, le rondini in cielo torneranno.

De Luca Chiara CLASSE IV D - SCUOLA PRIMARIA I.C. “E. DE NICOLA” - CASALNUOVO DI NAPOLI (NA)

ACQUA DI VITA

Acqua di vita acqua di sorgente che la natura inebri e con gioia disseti, a tutti fai divertir mai nessuno pentir. Non ci intristir con le burrasche non ci tener con le mani nelle tasche, la mano dell’uomo ti aiuterà a donarci sempre la felicità.

Marta Bergamaschini CLASSE II B - SCUOLA PRIMARIA “L. BUFFOLI” - CUSANO MILANINO (MI)

SE FOSSI ARIA…

Sarei aria forte e potente che fa volare ogni cosa. Farei viaggiare le foglie nel cielo e le nuvole...

soffierei talmente forte da far volare anche la gente. E’ bello volare con la fantasia!

Simone Mangini e Alessandro Gioia CLASSE V C - SCUOLA PRIMARIA “GIOVANNI XXIII” I° CIRCOLO - NARDO’ (LE)

VIVE PER NOI

Il sole splende si sveglia ogni mattina. Il canto degli uccelli è musica, il colore dei fiori è l’arcobaleno. È la natura che ci parla! Tutto intorno brilla di respiri variopinti: il vento soffia,

le chiome ondeggiano, i nidi cantano, le onde e i fiumi sussurrano. Profuma la terra di fresco di rose, di viole, di papaveri e margherite, di funghi e castagne, di arance e bianche montagne. L’ambiente vive e si muove da noi aspetta amore.

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Simone Brando CLASSE III - SCUOLA PRIMARIA “G.BERTOLA” - VALLE DI VADO (SV)

C’ERA UNA VOLTA

C’era una volta un mondo perfetto, di prati verdi, di cieli azzurri, di boschi fitti di alberi secolari, di mari limpidi e chiari. Ed ora, cos’è successo a questo mondo? Ora, nei prati,non ci sono più tutti quei fiori, i mari non sono più trasparenti come un tempo, i boschi hanno lasciato spazio alle strade,

i cieli non sono più così azzurri e fiumi grigi navigano nell’aria! Cos’è successo a questo mondo? Spero che in futuro ci sarà un mondo migliore…. Noi ragazzi aiuteremo l’uomo A capire di cambiare se stesso, così cambierà anche il mondo e la nostra vita!

Fortunato Cardamone CLASSE V - PLESSO DI PIAZZA DEL GALDO, D.D. 2° CIRCOLO - MERCATO S. SEVERINO (SA)

UN MONDO FANTASTICO

Terra, meravigliosa polvere magica nella quale se metti un seme come per magia nasce la vita. Vita che da frutto e bellezza. Terra, generosa e al tempo stesso severa, se non ne hai cura ti abbandona. Dalle bianche vette, dalle nevi perenni dove la natura regna sovrana con larici e abeti nel sottobosco dove la vita pulsa frenetica e l’odore di humus ravviva il cuore. Dove vasti prati in fiore sempre di colori diversi accendono lo sguardo di gioia. Meravigliosa natura, tanto bella e tanto fragile noi che dovremmo esserti grati ed amarti, ti stiamo sfruttando e distruggendo.

Chiara Trombetta CLASSE IV C - SCUOLA PRIMARIA “M.PASSAMONTE”, XI ISTITUTO COMPRENSIVO - MESSINA

“IO E IL MARE”

Sdraiata sulla sabbia guardavo la navigazione ma, una voce piena di rabbia catturò la mia attenzione. Era il mare! voleva essere ascoltato aveva voglia di parlare e buoni motivi per essere rispettato. “Cara bambina, mi voglio sfogare per l’inquinamento delle acque del mare, non c’è nessuno che pensi a migliorare ma aggiungono solo “divieto balneare”. Le mie acque, una volta pulite, ora son con il petrolio diluite

e quella maledetta plastica che i miei figli ha ridotto in maniera drastica! UN tempo ero felice e popolato ora mi ritrovo solo e sconsolato. Cara bambina! Tu sei ancora piccolina in te voglio credere e sperare migliora la mia condizione, non mi abbandonare!” Si, caro mare mi hai fatto capire quanto ti abbiamo fatto soffrire. Da oggi in poi te lo prometto staremo più attenti e ti porteremo più rispetto 35


G. Granero CLASSE V B - SCUOLA PRIMARIA A. GRAMSCI” I.C. “VAL VARATELLA - BORGHETTO S. SPIRITO (SV)

“LA NATURA E’ UNA FAVOLA” L’ambiente non è più come prima boschi, prati e spazi naturali dove giocare oramai non ci sono più i bambini oramai devono stare in un mondo artificiale pieno di strade smog case ma senza un posto naturale in questo mondo artificiale mi sento una formica

sogno un mondo naturale pieno di laghi nei quali potermi specchiare sogno il buon profumo dei fiori e anche l’odore dell’erba bagnata fresca e profumata la natura è un posto incantato dove nessuno ti fissa per giudicarti senza l’ambiente noi moriremmo per questo invece di peggiorarlo noi dovremmo migliorarlo.

Acaluso Sara, Balletta Giulia, Bellissimo Danilo, Cocirta Maria Elena, D’angelo Sabrina, Mastrostefano Alessandra, Montaquila Gabriella, Mottola Antonio, Oliva Giuliana, Pelliccione Martina, Pelliccione Soemi, Ragosta Martina, Rendina Cosimo, Rendina Federica, Squillace Roberta, Tammelleo Erika, Umbaldo Sara, Ventriglia Evelina.

Classe Iv A - Scuola Primaria “G. Garibaldi”D.d. 1° Circolo - Teano (Ce)

FILASTROCCA DEL TAPPO BIDONE Benvenuto “TAPPO BIDONE” Ti abbiamo accolto con convinzione. Un piccolo gesto che insegna a fare la scelta giusta del “DIFFERENZIARE”. “RISORSA PREZIOSA” ti abbiamo chiamato. Oh quante volte sei stato citato. Il tuo raccolto vogliamo donare a chi a scuola non può andare a chi una casa non ce l’ha a chi non sempre ha da mangiare a chi non si può curare. Concludendo diciamo che salvo l’AMBIENTE, ma “salvo” anche me.

Kevin Stafa

Francesco Petruzzi

CLASSE II B - SCUOLA PRIMARIA “L. BUFFOLI” CUSANO MILANINO (MI)

CLASSE II B - SCUOLA PRIMARIA “L. BUFFOLI” CUSANO MILANINO (MI)

SE FOSSI ACQUA…

SE FOSSI ACQUA…

Sarei onda di mare, un’onda che sommerge la terra.

Sarei pioggia fine fine che va giù, giù… bagna la terra e disseta le piante 36


Classe III B SCUOLA PRIMARIA “DON MILANI” - MONTEVARCHI (AR)

PENSO

Penso all’azzurro del mare Al giallo del sole Al verde delle colline

Ma se apro gli occhi vedo Vedo solo il grigio della mia città.

Delia Carafa CLASSE V D - SCUOLA PRIMARIA “GIOVANNI XXIII” I°CIRCOLO - NARDO’ (LE)

LA NATURA CI PARLA

Il vento soffia, gli alberi si muovono dolcemente. Si ode il fruscio delle foglie, è come se qualcuno ci volesse dire qualcosa! Non c’è niente, è solo la natura con i suoi delicati e morbidi petali di fiori che parlano di profumi colorati, con i solchi di terra irrequieta che abbraccia il frutto della semina, con gli squilli, gli urli e i cinguettii

che si rincorrono tra lo scoglio e il monte. Il cielo è di zucchero, le nuvole si muovono lente hanno forme che cambiano a ogni passo. La natura ha mille volti: dolci e selvaggi ricchi e deserti vivaci e spenti. Non c’è niente, è solo la natura!

Alessia Alonzo, Giulia Bondatti, Augusto Buttari, Ilaria Chirila, Nicolo’ Cianciusi, Gaia D’amico, Alice De Cesare, Alessandra De Cristofaro, Sara Frani, Davide Libertini, Ilaria Lo Re, Irene Lucci, Enzo Maccallini, Eleonora Moretti, Luca Moretti, Elisabetta Morgante, Lorenzo Pacchiarotta, Tommaso Pacilli, Siria Persia, Niccolo’ Sansone’, Tommaso Santomaggio, Simone Scafati, Lorenzo Sorgi, Mario Venditti, Sara Vitale, Serena Vitale, Mattia Volpe CLASSE III A - SCUOLA PRIMARIA “G. MAZZINI” - AVEZZANO (AQ)

A COME AMBIENTE

A come acqua chiara e cristallina che riflette il cielo azzurro come uno specchio incantato. A come un’altalena infinita che raggiunge le stelle, fiore nel cielo, che vorrei toccare. A come un’alba misteriosa dalla quale sorgono storie, racconti ancora tutti da scoprire. A come un’amaca trasparente che dondola in un prato verde cullata dalla voce del vento. A come una foresta di alberi che canta, parla, suona come un’orchestra universale. A come andare alla ricerca delle meraviglie del creato.

A come autore di comportamenti che rispettino il mondo in cui viviamo. A come la mia anima di bambino che abbraccia la natura con allegria, amore, altruismo. A come avventura perché ogni filo d’erba nasconde un segreto, ogni petalo accarezza un desiderio, ogni raggio di sole riscalda un sentimento. A come ambiente sbocciato, protetto, rispettato, colorato. A come arte immensa, opera di Madre Natura, che nutre il nostro respiro e lo protegge dai pericoli dell’inquinamento. 37


Alessia Casarino CLASSE V B - SCUOLA PRIMARIA A. GRAMSCI” I.C. “VAL VARATELLA - BORGHETTO S. SPIRITO (SV)

A COME AMBIENTE

L’ambiente tranquillo è bello come un castello grande e rotondo come il nostro mondo ma guai a chi lo tocca con rifiuti e roba sporca

attenzione alla natura trattiamola con cura le piante colorate sono ormai tornate solo allora il castello sarà ancora più bello.

Benvenuti Raul, Bisaccia Gabriele, Buscaglia Stefano, Carastro Leonardo, Carastro Luigi Filippo, Caretti Giorgia, Carone Liam, Caserta Edoardo, Dacquino Alessio, Del Gaudio Giulia, Firpo Andrea, Gualinga Cuji Emiliano, Morro Alessia, Panizza Tommaso, Perotto Gabriele, Piazzai Beatrice, Porro Nicolo’, Serafini Luca, Serra Gloria, Zucca Luca CLASSE I - SCUOLA PRIMARIA “GIANNI RODARI” - BOISSANO (SV)

ALFABETO DELL’AMBIENTE

A come ambiente B come bimbi educati C come casa accogliente D come domani voglio un mondo migliore E come erba fresca e pulita F come fuoco non bruciare: fiori, foglie, funghi e foreste. G come guarda com’è bello il bosco! H come ho voglia di respirare aria pura I come io vado a piedi o in bicicletta L come laghi limpidi M come mari non inquinati N come nero petrolio non uccidere: alghe,

pesci e gabbiani. O come oceani incontaminati P come pulisci e non sporcare Q come quando getti sta’ attento al cassonetto R come raccolta differenziata, riciclare e riutilizzare! S come sole splendente T come Terra felice U come uomo intelligente V come viva l’ambiente Z come zitti!... Ascoltate la natura!

Bello Marta CLASSE IV - SCUOLA PRIMARIA VIA PIAVE - GIURDIGNANO (LE)

L’AMBIENTE

La parola ambiente molte cose sta a significare ve ne elenco qualcuna quindi state ad ascoltare ambiente significa casa, mondo vuol dire posto molto giocondo vuol dire luogo dove tutto è nato dove può vivere tutto il creato. Ma l’uomo col suo modo impertinente sta rovinando tutto l’ambiente taglia, brucia, getta sempre in grande fretta

senza ancora aver compreso che l’ambiente si è molto offeso. Acque sporche, sottosuoli contaminati, aria infetta sono di tutte le malattie la vera ricetta. Forse possiamo ancora rimediare ma sicuramente ci dobbiamo sbrigare! A questo punto per finire dobbiamo dire che per avere un mondo sempre pulito bisogna riciclare all’infinito. 38


Diana Desdemona Pinna CLASSE III - SCUOLA PRIMARIA “G. BERTOLA” - VALLE DI VADO (SV)

PER UN MONDO PIU’ PULITO

Sogno una città pulita dove non c’è inquinamento, ma solo divertimento: i bambini non buttano per terra cartacce, ma le posano attenti dentro ampi recipienti.

hanno tanto inquinamento e poco divertimento.

il mare non è grigio e scuro, ma colorato ed emozionante…

Ma solo cancellando con la gomma della volontà i suoi errori, il mondo sarà più pulito e a noi bambini sorriderà!

L’uomo disegna macchie di petrolio e nuvole di fumo…

Purtroppo è un sogno: nella realtà paesi e città

Francesca Maccagnano e Serena Cisternino

CLASSE V C - SCUOLA PRIMARIA”GIOVANNI XXIII” I° CIRCOLO - NARDO’ (LE)

SALENTO MAGICO

È lui che con i suoi colori ti rasserena; con i suoi profumi ti fa esplorare il mondo. È lui che con la sua allegria silenziosa, travolge la città e la riveste di stagione in stagione. Il Salento vive

di giorno in giorno: torna a nuova vita in primavera si veste di colorati rumori in estate di lievi fruscii e di vento in autunno e di silenzi umidi in inverno. Il Salento è uno scrigno da custodire affinché la sua magia non debba mai finire.

Camilla Mucina CLASSE V B - SCUOLA PRIMARIA A. GRAMSCI” I.C. “VAL VARATELLA - BORGHETTO S. SPIRITO (SV)

“IO RISPETTO L’AMBIENTE”

Ambiente, io ti rispetto anche con un dolce pensiero, ti rispetto come se fossi un gelato il gelato più buono del mondo e di mondo ce n’è solo uno. Io ti rispetto, niente plastica, vetri e cartacce per terra

e questo mi fa contenta. Anche se sei piccolo come un neonato tu ci rendi la vita speciale e io rendo la tua speciale rispettandoti. un fiore regalato, ci rende felici perché i fiori sono tuoi figli.

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Acaluso Sara, Balletta Giulia, Bellissimo Danilo, Cocirta Maria Elena, D’angelo Sabrina, Mastrostefano Alessandra, Montaquila Gabriella, Mottola Antonio, Oliva Giuliana, Pelliccione Martina, Pelliccione Soemi, Ragosta Martina, Rendina Cosimo, Rendina Federica, Squillace Roberta, Tammelleo Erika, Umbaldo Sara, Ventriglia Evelina. CLASSE IV A - SCUOLA PRIMARIA “G. GARIBALDI”D.D. 1° CIRCOLO - TEANO (CE)

UN MONDO PIÙ PULITO

Il mondo è bello e colorato, ma l’uomo tutto l’ha inquinato. L’uomo ha gettato spazzatura rovinando la vita ad ogni creatura. Siam pieni d’immondizia E urliamo: “Giustizia!” Rivogliamo una terra pulita! Rivogliamo i nostri fiori! Rivogliamo i nostri colori! Forza bambini facciamo il nostro mondo grande, bello e giocondo. Togliamo quelle buste dai cigli delle strade. Togliamo quei sacchi neri dalle nostre belle piazze e piantiamo tanti fiori pieni di colori.

Giulio Ernesto Geroldi CLASSE II B - SCUOLA PRIMARIA “L. BUFFOLI” - CUSANO MILANINO (MI)

QUERCIA

Io sono una quercia perché è forte, bella e le sue braccia possono accogliere tanta Vita.

Classe III B SCUOLA PRIMARIA “DON MILANI” - MONTEVARCHI (AR)

ALLA FINESTRA

Mi affaccio alla finestra Vedo una città grigia Non vedo alberi Non vedo fiori Vedo solo l’uomo Solo e triste. 40


Francesco Risso CLASSE III - SCUOLA PRIMARIA “G.BERTOLA” - VALLE DI VADO (SV)

AMO L’AMBIENTE

Un tempo il mare era limpido e pulito, ma un giorno tutto cambiò ed il petrolio lo inquinò! Anche il cielo ora è sporco di fumo, e piange lacrime grigie di pioggia. Nella città il cemento è senza colore,

né ha il profumo di un fiore... Quanto inquinamento, quanti prati senza viole! Vorrei ripulire l’ambiente perché se la terra non sorride l’uomo non ha niente!

Brussatto Stella, Spina Vittorio, Cattarinussi Eleonora, Pressacco Tommaso, De Marco Greta, Maurizio Leonardo, Hoxhaj Antonella, Nocera Aurora CLASSE II - SCUOLA PRIMARIA “GIOVANNI XXIII” - CAVASSO NUOVO (PN)

GOCCE

Goccia dopo goccia fai scorrere il tempo Mani antiche affondano frenetiche panni da lavare Giovani mani ti raccolgono giocose

infrangono la tua calma o l’eterno immutabile moto Grazie per il tuo essere presente nel nostro futuro.

Sofia Caleffi CLASSE II B - SCUOLA PRIMARIA “L. BUFFOLI” - CUSANO MILANINO (MI)

ALBERO FIORITO

Io sono un albero da fiore e vorrei rendere bello tutto quello che mi circonda.

De Marzi Lorenzo CLASSE III - SCUOLA PRIMARIA “G. BERTOLA” - VALLE DI VADO (SV)

COME VORREI...

Dalla finestra di casa mia vedo alte ciminiere che lasciano una brutta e nera scia. Purtroppo i grandi dicono che questo nero fumo e’ una conseguenza del nostro consumo. Dalla finestra di casa mia vorrei vedere: un arcobaleno di mille colori e prati fioriti in cui correre e giocare. Forza ragazzi, rispettiamo l’ambiente, e’ un nostro dovere, teniamolo a mente!

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Martino Federico, Caligaris Giacomo, Sanfilippo Samuel CLASSE V - SCUOLA PRIMARIA “GIANNI RODARI” - BOISSANO (SV)

L’AMBIENTE SCRITTO DA NOI L’ambiente difendiamo ma lo inquiniamo e poi ci pentiamo . Ambiente, noi ti amiamo e ti vogliamo rispettare... Non sempre ci riusciamo così alla fine sei tu a pagare! I tuoi fiori nei giardini

son piantati dai bambini. Gerani e margherite sono molto colorate e fiorite. Noi vogliamo un ambiente caro e fiorente non inquinato ma molto profumato.

Lorenzo Lupo CLASSE V D - SCUOLA PRIMARIA “GIOVANNI XXIII” I° CIRCOLO - NARDO’ (LE)

LA PIOGGIA

Cade sopra i fiori l’acqua sgrana i suoi petali, il fruscio degli alberi distrugge la sua trasparenza. Si riempie la terra d’innumerevoli perle cristalline. Il suo boato irrompe, mentre la pioggia si raccoglie sulla terra. Una sola perla

cade sopra i monti, un gioiello opaco, strano: si trascinano le fitte gocce. Di nube in nube scrosciano minuscole cascate, forchette invisibili, perle luccicanti. Tutto è trascinato da un gorgoglio, canta e racconta la natura.

Bianco Marco CLASSE V B - SCUOLA PRIMARIA A. GRAMSCI” I.C. “VAL VARATELLA - BORGHETTO S. SPIRITO (SV)

COSI’ TANTA EMOZIONE DA FARE COMMUOVERE

il mare, il quale ci culla e ci fa cadere in tutt’altra realtà; l’ambiente ci fa scoprire anche la neve, morbida e candida, dove i bambini si possono divertire; ci sono i prati, dove sdraiarsi e guardare il cielo, così azzurro, che sembra esser senza fine. Si dice che il cane è il migliore amico dell’uomo, e su questo non c’è ombra di dubbio; però anche l’ambiente è qualcosa di speciale che a volte ci fa provare tanta emozione, da far commuovere.

Con il suo essere meraviglioso e dando grande gioia, l’ambiente ci risolleva, essendo prigionieri di un mare di stress e nervosismo. L’ambiente ci offre il vento, che scaccia via con un soffio tutta la negatività e protegge i fanciulli: i gioielli del mondo; ci offre la pioggia, che a sua volta ci regala la brezza dell’umidità; le nuvole, che ci fanno sognare; le montagne, da cui possiamo vedere il mondo da un’altra prospettiva;

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Attilio Manna CLASSE IV - PLESSO DI PIAZZA DEL GALDO, D.D. 2° CIRCOLO - MERCATO S. SEVERINO (SA)

GLI ALBERI

Si lasciano accarezzare dal vento riscaldare dal sole dissetare dalla pioggia vestire dalla primavera. Non ci chiedono niente

ci regalano buoni frutti aria pura e ombra in estate. Rispettiamo queste creature Meravigliose…

Acaluso Sara, Balletta Giulia, Bellissimo Danilo, Cocirta Maria Elena, D’angelo Sabrina, Mastrostefano Alessandra, Montaquila Gabriella, Mottola Antonio, Oliva Giuliana, Pelliccione Martina, Pelliccione Soemi, Ragosta Martina, Rendina Cosimo, Rendina Federica, Squillace Roberta, Tammelleo Erika, Umbaldo Sara, Ventriglia Evelina. CLASSE IV A - SCUOLA PRIMARIA “G. GARIBALDI”D.D. 1° CIRCOLO - TEANO (CE)

QUESTO MONDO SI TRASFORMA… Nulla al mondo si distrugge quando tutto si trasforma, mentre il tempo fugge questo mondo cambia forma. Questo fango sarà terra come un frutto sarà un seme, con la pioggia e con il sole si trasformeranno insieme. La natura è laboriosa come una formica scaltra, da una cosa fa una cosa poi un’altra e ancora un’altra.

Benedetta Massa CLASSE V D - SCUOLA PRIMARIA “GIOVANNI XXIII” I°CIRCOLO - NARDO’ (LE)

PASSA IL TEMPORALE

Quando il cielo si tinge di nero rammento con gioia l’arcobaleno. Passa nel cielo una nuvola bianca che getta un colore di piombo su tutta la campagna. Un vento improvviso scuote la natura, e gli animi guardano verso l’alto chiedendosi quanto dura. Si sparpagliano le nubi contro l’orizzonte e il sole appare di nuovo di fronte.

Brillano i colori della natura di un verde più nuovo, di un azzurro suono di marroni lavati di bianchi dimenticati. Là un trullo assonnato qui un muretto accantonato ulivi saggi e fichi invadenti disegnano le campagne e rincorrono coste sorprendenti.

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M. C. Amendola CLASSE V B - SCUOLA PRIMARIA A. GRAMSCI” I.C. “VAL VARATELLA - BORGHETTO S. SPIRITO (SV)

IL NOSTRO AMBIENTE

Se chiudo un attimo gli occhi mi immagino le stagioni che passano e il colore delle foglie del mondo: VERDE, ROSSO E GIALLO… Colori che ipnotizzano il mio sguardo mi immagino i colori dell’immensa prateria per poi giungere in un altro mondo lontano L’unico colore delle foglie era quel colore marciume che si può trovare nella spazzatura; e l’acqua del ruscello

era così poca che gli animali morivano di sete così mi immagino i colori sgargianti che si trovano nella mia città; così chiudo un attimo gli occhi e ritorno là dove i colori erano meravigliosi. Così quella tristezza provata se ne va e ritorno ad essere sollevata.

Classe III B SCUOLA PRIMARIA “DON MILANI” - MONTEVARCHI (AR)

MI PIACE

Mi piace il prato in primavera Perché è verde Pieno di fiori Là mi sentirei libera Libera di volare.

Signorella Sofia CLASSE IV - SCUOLA PRIMARIA “VIA PIAVE” - GIURDIGNANO (LE)

L’AMBIENTE

Accipicchia che posto, mi piaceva passeggiare tra la natura. Ma ora, è praticamente invaso dall’immondizia… Bisogna fare qualcosa, immediatamente intervenire! Ecco perché Niente è più come prima Tutti devono aiutare a ripulire, a tutelare… Esagerando ci stiamo procurando tanto male!

Mirabella Mattia CLASSE III A - I.C. “VALERIO FLACCO” - SEZZE SCALO (LT)

MARE

Nel mare azzurro non più nuoterò; perché un brutto giorno una nave arrivò e nel mare il suo petrolio scaricò e tutto nero diventò. 44


Simone Ganzerli CLASSE II B - SCUOLA PRIMARIA “L. BUFFOLI” - CUSANO MILANINO (MI)

SE FOSSI FUOCO…

Sarei un fuoco luminoso e illuminerei il mondo. Sarei un fuoco caloroso e scalderei i cuori della gente. Sarei un fuoco rabbioso e scotterei le persone cattive... guardando le mie scintille che brillano nella notte.

Lucon Davide CLASSE III - SCUOLA PRIMARIA “G.BERTOLA” - VALLE DI VADO (SV)

IL BAMBINO ECOLOGISTA

Un bambino volò sulle stelle e poi scese sulla Terra, vide tutto grigio e disse: “Devo sistemare la mia città,

la devo ridipingere con tutti i colori!” E cominciò a colorare il mondo chiedendo all’uomo di non sporcarlo più.

Simone Dell’Atti CLASSE V D - SCUOLA PRIMARIA “GIOVANNI XXIII” I° CIRCOLO - NARDO’ (LE)

PIOVE SULLA CITTA’

Le immense nuvole sono stracci strizzati gocciolanti. La strada spezzò ogni singola goccia d’acqua ed ad un tratto era diventata un lago. Goccia goccia la pioggia si raccolse sulla terra. Un solo grande nuvolone copre la città, un tuono spaventa ed il temporale

colpisce ancora e l’aria è diventata molto fredda. Da goccia a goccia cambia il suo riflesso, lo scuro cielo mantiene appese le nuvole. Tutto è iniziato, ha continuato ed è finito con paurosi e spaventosi lampi e tuoni.

Acaluso Sara, Balletta Giulia, Bellissimo Danilo, Cocirta Maria Elena, D’angelo Sabrina, Mastrostefano Alessandra, Montaquila Gabriella, Mottola Antonio, Oliva Giuliana, Pelliccione Martina, Pelliccione Soemi, Ragosta Martina, Rendina Cosimo, Rendina Federica, Squillace Roberta, Tammelleo Erika, Umbaldo Sara, Ventriglia Evelina. CLASSE IV A - SCUOLA PRIMARIA “G. GARIBALDI”D.D. 1° CIRCOLO - TEANO (CE)

L’INQUINAMENTO

Una volta sul prato crescevano le viole e le rose, l’uomo con l’inquinamento ha cambiato tante cose. Prima l’erba verde e il chiasso dei bambini, adesso solo fabbriche con il fumo dai camini. L’uomo con noncuranza gettando spazzatura, non si rende conto del male che fa alla natura. Non separando plastica, carta e vetro

i rifiuti si alzano più di un metro. Quello che ci offre Madre Natura oggi è ricoperto dalla spazzatura. Rivogliamo i fiumi puliti con i pesciolini e i nostri prati pieni di bambini. Quindi se volete far tornare tutto come prima, imparate a memoria questa poesia in rima. 45


Bornancin Sabrina, Pojoga Francesco Ion, Menegon Marika, Vallar Luca, Pavan Caterina, Franceschina Tommaso, Gasparotto Sara, Rizzetto Thomas CLASSE II - SCUOLA PRIMARIA “GIOVANNI XXIII” - CAVASSO NUOVO (PN)

ACQUA

Fonte di vita con la tua ricchezza riempi i nostri giorni con la tua chiarezza fai specchiare le nostre immagini

con la tua freschezza disseti le nostre labbra la tua trasparenza è come l’anima dei bambini.

Andrea Duardo CLASSE V B - SCUOLA PRIMARIA A. GRAMSCI” I.C. “VAL VARATELLA - BORGHETTO S. SPIRITO (SV)

L’UOMO E L’AMBIENTE

L’ambiente è così bello, perché bisogna inquinarlo? I boschi, i prati… sono sempre ricoperti da rifiuti tossici, bottiglie di plastica, ma soprattutto i sacchetti di plastica. Ma l’uomo non se ne accorge di che cosa sta facendo?

Una cosa gravissima per l’ambiente! Lo sta “uccidendo” con palazzi, le strade, i cantieri. Spero che un giorno l’uomo rimetta tutto in ordine.

Federica Dell’Anna CLASSE V SCUOLA PRIMARIA “GIOVANNI XXIII”, I° CIRCOLO - NARDO’ (LE)

IL TEMPORALE

L’atmosfera muta, sulla buia foresta. Gli alberi tremano, i cespugli si agitano, gli uccelli si nascondono. Tutto è in tempesta. Le nubi pesanti come elefanti, si appostano per scaricare tutta la loro potenza. Paracaduti carichi di acqua scendono atterrando su un tappeto rossiccio. Il lampo sorprende con il suo flash

l’arrivo di un boato assordante. Il vento ulula come un lupo, che ha trovato fiero la preda da attaccare. Le povere creature, dagli occhi smarriti, fuggono a destra e a sinistra in cerca di rifugio. Improvvisamente la pioggia cessa, il lampo si spegne, il vento si calma. La foresta si acquieta. E’ tutto passato.

Alessandro Pelateo CLASSE II B - SCUOLA PRIMARIA “L. BUFFOLI” - CUSANO MILANINO (MI)

FICO

Io sono un fico, felice di darvi i miei frutti, ma non prendete quelli piccoli: non sono maturi!

Vorrei essere come il fico del mio giardino perché i suoi frutti sono piccoli e dolci come me! 46


Classe III B SCUOLA PRIMARIA “DON MILANI” - MONTEVARCHI (AR)

GUARDO

Guardo intorno a me E non c’è più niente Vedo soltanto fumo Fumo e nient’altro

Benvenuti Beatrice CLASSE III A - I.C. “VALERIO FLACCO” - SEZZE SCALO (LT)

NATURA

Madre Natura, ci ha sempre rispettato nonostante i nostri difetti molto amaretti. Tu ci doni i tuoi frutti buoni e succosi sempre appetitosi. Noi ti dovremmo rispettare e amare per non farti ammalare ma a volte siamo birichini come bambini.

Flavio Rondinelli CLASSE III - SCUOLA PRIMARIA “G.BERTOLA” - VALLE DI VADO (SV)

IL MIO LAGO

In una lontana pianura esiste un lago assai speciale: vi si specchia e si fa bello il sole perché le sue acque sono limpide, la luna illumina le sponde fiorite a Primavera

perché tutto intorno è profumato e terso. L’arcobaleno rinnova i suoi colori su quel lago incantato! E’ un bel sogno che vorrei realizzare… Mi aiuti?

Elisa Marzano CLASSE V D - SCUOLA PRIMARIA “GIOVANNI XXIII” I°CIRCOLO - NARDO’ (LE)

UN GIORNO SENZA SOLE

Il temporale rimbomba in tutto il bosco accompagnato dal lieve fruscio del freddo. L’ inverno ha travolto il paesaggio. Una forte ondata di vento si fa una passeggiata ascoltando il secco ticchettio della pioggia che posa le sue gocce d’acqua fresca sulle foglie aride addormentate sopra il suolo. I vecchi alberi

sono come andati in letargo. Ed ecco un lampo fosforescente che come il flash di una macchina fotografica, penetra tra i rami spogli. Si ode in un angolino il soave cinguettio di un pettirosso affamato che cerca qualcosa per saziarsi. La natura è dolcemente trasportata dall’inverno. 47


J. Masha CLASSE V B - SCUOLA PRIMARIA A. GRAMSCI” I.C. “VAL VARATELLA - BORGHETTO S. SPIRITO (SV)

A COME AMBIENTE

La natura piena di sorprese, il cinguettio degli uccellini, il verde splendente, pace e melodia. Grazie alla natura noi non siamo mai tristi è come essere in paradiso. Perciò noi dobbiamo sdebitarci

aiutandolo e proteggendolo dai “senza cervello”. Dobbiamo rispettarti perché, senza te saremmo un ammucchio di cose artificiali. Se io mi candidassi sindaco aggiungerei il verde ai colori di questo mondo.

Acaluso Sara, Balletta Giulia, Bellissimo Danilo, Cocirta Maria Elena, D’angelo Sabrina, Mastrostefano Alessandra, Montaquila Gabriella, Mottola Antonio, Oliva Giuliana, Pelliccione Martina, Pelliccione Soemi, Ragosta Martina, Rendina Cosimo, Rendina Federica, Squillace Roberta, Tammelleo Erika, Umbaldo Sara, Ventriglia Evelina. CLASSE IV A - SCUOLA PRIMARIA “G. GARIBALDI”D.D. 1° CIRCOLO - TEANO (CE)

ACQUA

Acqua azzurra acqua bella sei sempre stata una sorella tanto amata e rispettata e da sempre apprezzata. Oggi sporca e maltrattata disprezzata ed inquinata non più lodata, ma solo sprecata.

Di Raimo Giada CLASSE III A - I.C. “VALERIO FLACCO” - SEZZE SCALO (LT)

L’AMBIENTE

L’ambiente e i cespugli gli alberi sono spogli. In montagna ci sono i fiori proprio per gli esploratori. Ogni cosa si può fare al mare soprattutto bagnare. Sulla collina nonna Carolina ha un orticello con la lattughina.

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Lorini Isabella CLASSE V B - SCUOLA PRIMARIA “C. SCOTTI” PLESSO PIEDIMONTE - BARANO D’ISCHIA (NA)

”A” COME AMBIENTE

Oggi nella mia mente c’è una parola molto insistente: AMBIENTE Noi esseri umani non abbiamo bisogno di essere maltrattati... e così anche la Terra. La Terra è vita ma per nostra comodità essa sta soffrendo

ed ora ha bisogno di essere curata. Se tutti insieme ci impegneremo l’aiuteremo. Più bella la renderemo, aria pulita respireremo. Una volta aiutata la Nostra Terra potremo divertirci: contare, giocare e vivere felici.

Elsa Indiano CLASSE V C - SCUOLA PRIMARIA “GIOVANNI XXIII” I° CIRCOLO - NARDO’ (LE)

LE QUATTRO STAGIONI

È come se le foglie secche ci vogliano comunicare qualcosa; ci dicono:sta arrivando l’autunno, la stagione dell’uva e delle mele.

L’aria tra i campi si colora, l’erba profuma di zucchero. I fiori chiassosi fanno festa. La primavera si ridesta.

L’ambiente si riempie di chiaro, un grigio spento, colori freddi ci avvisano. Arriverà l’inverno, stagione del buio e dei doni.

Odore d’azzurro e di verde invade la gente, il tempo, le strade. Il suo spirito si sprigiona, parole saporite che l’estate ci dona.

L. Lo Grasso CLASSE V B - SCUOLA PRIMARIA A. GRAMSCI” I.C. “VAL VARATELLA - BORGHETTO S. SPIRITO (SV)

IL MONDO CHE IO VORREI

Io vorrei che il mondo fosse più pulito, che le persone, si accorgessero quanto male stanno facendo alla natura. Io vorrei, che quando le persone fumano, invece di buttare le cicche per terra, la buttassero nel cestino. Io vorrei, che le persone non buttassero la spazzatura fuori dal bidone, della spazzatura. Io vorrei che l’uomo si accorgesse, dello sbaglio che sta facendo.

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Acaluso Sara, Balletta Giulia, Bellissimo Danilo, Cocirta Maria Elena, D’angelo Sabrina, Mastrostefano Alessandra, Montaquila Gabriella, Mottola Antonio, Oliva Giuliana, Pelliccione Martina, Pelliccione Soemi, Ragosta Martina, Rendina Cosimo, Rendina Federica, Squillace Roberta, Tammelleo Erika, Umbaldo Sara, Ventriglia Evelina. CLASSE IV A - SCUOLA PRIMARIA “G. GARIBALDI”D.D. 1° CIRCOLO - TEANO (CE)

L’INQUINAMENTO

Che cos’è l’inquinamento? È la malattia del mondo in questo momento? Le macchine e le moto potremmo fermare e a piedi o con la bici dovremmo andare. La plastica, pesticidi e veleni sono nemici dei terreni. I detersivi usati senza pensare, inquinano il lago, il fiume e il mare. I gas che volano nell’azzurro cielo, coprono il mondo con un grigio velo. Noi crediamo che la terra sia muta, invece urla: “Perché l’uomo non mi aiuta?” Io voglio un mondo migliore in cui stare: “Uniamoci che l’inquinamento dobbiamo fermare!”

Mattia Dagna CLASSE III - SCUOLA PRIMARIA “G.BERTOLA” - VALLE DI VADO (SV)

RISPETTIAMO L’AMBIENTE

Quando vedo l’inquinamento nella mia città un velo di tristezza stringe il mio cuore. Vorrei che le strade grigie e trafficate si trasformassero in prati colorati e profumati per rendere il nostro paese il più bello del mondo! E’ notte,sono stanco, sogno che l’uomo abbia finalmente capito di mantenere il mondo pulito. E domani, con la fantasia, inventerò in un minuto nemmeno l’arcobaleno!

Daniele Accardo CLASSE II B - SCUOLA PRIMARIA “L. BUFFOLI” - CUSANO MILANINO (MI)

SE FOSSI ACQUA

Sarei acqua da bere perché voglio dissetare tutti. 50


Malandruccolo Ilaria CLASSE III A - I.C. “VALERIO FLACCO” - SEZZE SCALO (LT)

L’AMBIENTE

L’ambiente bisogna rispettare ma senza inquinare… e con la meraviglia del mare i pesciolini possono finalmente nuotare. Guardo il cielo…è blu! Come il mare che sta quaggiù, contando le stelle che stanno lassù… mi meraviglio ancor di più.

Riccardo Conte CLASSE V C - SCUOLA PRIMARIA “GIOVANNI XXII” I° CIRCOLO - NARDO’ (LE)

ASCOLTA LA NATURA

È primavera, sbocciano parole colorate brillanti come il sole sfavilla ogni odore e si risveglia il cuore. È estate, calda e assolata, spiaggia bagnata, una bella bibita ghiacciata, dopo il tramonto ogni grillo regala il suo canto, regna la bellezza e io guardo il mare che mi piace tanto. È autunno, le foglie che cadono spazzate dal vento,

le giornate si accorciano in breve tempo. Sulle montagne funghi e castagne che si affacciano sul manto erboso emettono parole profumate. È inverno, giornate brevi davanti al camino, vetri disegnati di gocce piangenti cielo spento con urli pungenti. Finisce l’anno scocca la scintilla che ricorda la Sacra Famiglia. Di giorno in giorno la natura ci parla, basta guardarsi intorno per amarla e curarla.

K. Cedeño CLASSE V B - SCUOLA PRIMARIA A. GRAMSCI” I.C. “VAL VARATELLA - BORGHETTO S. SPIRITO (SV)

LA NATURA E’ SPECIALE

Le nuvole sono bianche, come la neve di stamane. Il mare inquinato, non fa bene a nessuno. Quando guardo il sole, mi ricordo le stelle di quella notte.

La frutta è molto buona, la verdura è preziosa. Ogni animale è speciale e la natura è importante. I vulcani sono belli, ma quando eruttano sono tremendi.

Classe III B SCUOLA PRIMARIA “DON MILANI” - MONTEVARCHI (AR)

IO VEDO

Vedo le acque piene di petrolio Vedo pesci maestosi che muoiono Vedo alberi abbattuti

Vedo animali che fuggono Vedo l’aria inquinata Vedo una città grigia 51


Beatrice Marianna Occhipinti CLASSE II B - SCUOLA PRIMARIA “L. BUFFOLI” - CUSANO MILANINO (MI)

SE FOSSI ACQUA

Sarei un’onda felice e mi divertirei a fare i cavalloni, farei tanti scherzi ai bambini, distruggendo i loro castelli di sabbia... poi, li farei sognare.

Alessia Renna CLASSE V A - SCUOLA PRIMARIA “DON LORENZO MILANI” I° CIRCOLO - NARDO’ (LE)

L’ANIMA DELLA NATURA

Il volo tra le nuvole di rondini che migrano. Le gocce di rugiada su foglie delicate. I tulipani fioriti al chiarore del sole. Il rosso del tramonto che si libera nel cielo. I fiori colorati come un dipinto sull’erba. La melodia delle onde che abbracciano gli scogli. Le farfalle sui petali di grandi margherite.

La polvere variopinta di una natura incontaminata. Gli alberi che cambiano i loro abiti. Il vento che passeggia tra colori e forme. La neve che cade come il pianto di un bambino. Le lucciole che illuminano il buio della notte. La magia della natura.

Anna Di Meglio, Martina Vitelli CLASSE V A - SCUOLA PRIMARIA “C. SCOTTI” PLESSO PIEDIMONTE - BARANO D’ISCHIA (NA)

LA NATURA SOFFRE

Una volta di un bel colore era i fiori con magnifici colori Ma l’uomo è arrivato e tutto ha rovinato Le piante ha tagliato e tutto ha sciupato Il cielo ha inquinato

e la natura non ha mai accettato Il mare ancor di più, scaricando petrolio su e giù Oh che peccato quanto ha guastato! La natura e gli animali non se l’avrebbero aspettato mai!

Giada Baglietto CLASSE III - SCUOLA PRIMARIA “G.BERTOLA” - VALLE DI VADO (SV)

LA STELLA DEI DESIDERI Oh stella lucente dei miei sogni, fa nascere un arcobaleno, fa che l’uomo rispetti la natura, che l’acqua diventi cristallina ! E che il mondo sia più pulito… Stellina mia, quanto sei bella, un sogno con te si avvera:

fiori che profumano sulla terra, amore che abbraccia il mondo e le cose più belle ! Il cielo e le stelle girano in tondo, come in una festa… E’ questo il mondo che voglio!

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Marco Gallo CLASSE II B - SCUOLA PRIMARIA “L. BUFFOLI” - CUSANO MILANINO (MI)

SE FOSSI FUOCO…

Sarei il sole... illuminerei e scalderei il mondo che ha bisogno di luce e calore, senza non si vivrebbe e d’estate non si andrebbe al mare, o in piscina... non brucerei proprio nessuno ma, state attenti, non avvicinatevi troppo!

Salvatori Giorgia CLASSE III A - I.C. “VALERIO FLACCO” - SEZZE SCALO (LT)

MADRE NATURA

Madre Natura ci ha dato le comodità per costruire una bella città. Ci ha dato delle regole da rispettare: non bisogna assolutamente inquinare! Il nostro pianeta si chiama Terra, e noi produciamo effetto serra. I fiori piangono di tristezza,

perché nell’aria c’è molta amarezza. Mentre guardo il tramonto rosso come il fuoco, un pensiero mi tormenta e il cuore si spaventa. Penso all’aria, all’acqua, ai pesci, agli uccelli, agli alberi e a tutta la natura, dobbiamo rispettarla e assolutamente averne cura.

Classe III B SCUOLA PRIMARIA “DON MILANI” - MONTEVARCHI (AR)

PERCHE’?

Foreste incendiate Fumo nell’aria Pesci che muoiono

Disastri naturali Perché? Perché uomo hai rovinato la Terra?

Andrea Minazzo CLASSE V B - SCUOLA PRIMARIA A. GRAMSCI” I.C. “VAL VARATELLA - BORGHETTO S. SPIRITO (SV)

L’AMBIENTE E’ MERAVIGLIOSO

Nei boschi innevati cervi e cinghiali vagano senza meta in cerca di cibo e gli scoiattoli si nascondono nei tronchi cavi. L’ambiente è una cosa splendida e noi lo dobbiamo rispettare.

L’ambiente è una cosa meravigliosa, come noi molto delicato ma allo stesso tempo splendido pieno di gioie e anche di tristezza. Nelle campagne si sente profumo di rugiada Illuminate dalle prime luci dell’alba.

Angela Rusponi CLASSE V C - SCUOLA PRIMARIA “GIOVANNI XXIII” I°CIRCOLO - NARDO’ (LE)

PENSIERI DI PRIMAVERA Il sole brilla, la natura si riveste di tanti colori: bianco, rosa e lilla, l’aria si riempie di mille odori. Dal pesco volano rosee corolle si fondono con tanti altri colori

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dal vento, sono portate come bolle e danno gioia immensa ai nostri cuori. Sui fiori leggera si posa con un volo che sembra non finire un’ape di polline desiderosa, ci ricorda che la vita è un lungo tempo per gioire.


Luca Mazzeo CLASSE II B - SCUOLA PRIMARIA “L. BUFFOLI” - CUSANO MILANINO (MI)

SE FOSSI ARIA…

Sarei aria frizzantina, pulita, giocherei a nascondino con le nuvole

e il sole, poi andrei a riposare sul mare calmo.

Classe IV C SCUOLA PRIMARIA “M.PASSAMONTE”, XI ISTITUTO COMPRENSIVO - MESSINA

LA TERRA E’ SPACCIATA

La Terra è in pericolo, chiede aiuto, ma dall’uomo riceve un rifiuto. Non respira, si sente soffocare perché gli alberi han voluto tagliare. Il petrolio, al mare, ha cambiato colore, i pesci e le alghe muoiono di dolore. Uomo, perché non ami la Terra? E’ un bambino che ti chiede di amarla! Perché non impari a rispettarla?

Andriani Stefano, Benassai Giordana, Carafa Caterina, Centonze Brandon, D’alessandro Gabriele, De Giorgi Gaia, De Razza Marika Carmen, Dell’anna Noemi, Dell’anna Sara, Fontana Jacopo, Fracella Eleonora, Gatto Giulio, Greco Benedetta, Guagnano Danilo, Guagnano Luca, Lepore Sara, Margagliotti Mirko, Marra Stefano, Martignano Francesca, Miccoli Giuseppe, My Maria Alice, Palin Jamira, Potenza Davide, Quido Idea, Serravezza Teresa, Zampino Marika, Zampino Gianmarco CLASSE V B - SCUOLA PRIMARIA “DON LORENZO MILANI” - NARDO’ (LE)

NATURA INCANTATA

Guardo con stupore stelle lontane e misteriose che viaggiano come navi luminose nel cielo della notte. Il ballo lento dei fiori che giocano nei prati, allegri e spensierati, al canto del vento che soffia giocondo e leggero li accarezza. La pioggia, trasparente come il vuoto e così piena di vita,

e poi l’arcobaleno che dipinge la natura di emozioni colorate di pace. Osservo soffici nuvole navigare come vele mentre le rondini, piccoli marinai, liberano gradite melodie. Il sole stanco cade nel mare cristallino ed entra nel mio cuore riempiendolo d’amore.

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SCUOLE ELEMENTARI SEZIONE NARRATIVA RACCONTO 1° CLASSIFICATO

Canale Leonardo, Frangelli Giovanni, Massei Salvatore, Moreno Giacomo, Moscatello Stefano, Muriella Simone, Nacchi Gabriele, Orioli Martino, Puha Josif CLASSE IV A - SCUOLA PRIMARIA “A. GRAMSCI” I.C. VAL VARATELLA - BORGHETTO S. SPIRITO (SV)

UN SOGNO DISTRUTTO

In quegli anni, a Borghetto S. S., viveva un bambino di nome Gianni. Gianni era un osservatore, ma anche un acuto osservatore della natura e dei paesaggi che di essa fanno parte. Gli piaceva molto giocare all’aria aperta e amava particolarmente il mare. Questo bambino era felice quando si alzava al mattino e, spalancando la finestra della sua cameretta, poteva ammirare il mare!! All’orizzonte vedeva nascere il sole che, con i suoi tiepidi raggi, colorava l’acqua di uno stupendo rosso aranciato, facendola scintillare come un rubino. Ogni mattina chiamava la sua mamma e la invitava ad ammirare quella immensa distesa azzurra, e insieme, fantasticavano sui viaggi che avrebbero potuto fare in luoghi lontani. Durante la giornata, quando Gianni tornava a casa da scuola, andava a giocare con gli amici della sua età sulla spiaggia di Borghetto S. S., respirando a pieni polmoni l’aria che sapeva di salsedine, raccogliendo conchiglie, granchi e stelle marine, osservando i pescatori che pulivano le reti che avrebbero riutilizzato al giorno dopo e facendo loro domande sulla vita di mare. Per questo bambino il mare era un elemento essenziale, di cui lui non avrebbe mai potuto fare a meno e non si sarebbe mai allontanato da questo affascinante ambiente che rappresentava tutta la sua vita. Passarono gli anni e Gianni diventò un uomo, si sposò, trovò il lavoro in un’altra città, ma non rinunciò mai al “suo” mare; conservò infatti l’abitudine di recarsi nella casa dove aveva trascorso l’infanzia, per rivivere le stesse emozioni di quando era bambino. Un giorno si recò nella sua vecchia cameretta, spalancò la finestra per vedere il mare ma, davanti ai suoi occhi, non vide più quell’immensa distesa di acqua, bensì vide un muro! Sì, un grigio e triste muro! Era la facciata di un palazzo, che qualcuno aveva costruito proprio davanti alla sua finestra e che gli impediva di vedere il “suo” magnifico mare. Gianni rimase impietrito e, a dir poco, sconvolto! In quel momento capì che nulla poteva tornare come prima! L’uomo aveva modificato l’ambiente dove lui aveva vissuto in spensieratezza, e aveva costruito alti palazzi in cemento, gli uni troppo vicini agli altri, in modo massiccio, senza curarsi minimamente di deturpare il paesaggio marino. Gianni fu pervaso da una forte rabbia e, mentre le lacrime gli solcavano il viso, si precipitò in strada, corse attraverso i cunicoli che erano delimitati dai “giganti in cemento” e arrivò ansimante sulla spiaggia, la “sua” spiaggia!! Si sedette su uno scoglio e, guardando l’orizzionte, ricordò la sua infanzia felice! Pensò alla superficialità e all’indifferenza dell’uomo nei confronti della natura e del paesaggio che non sa, e non vuole rispettare! Sì, la natura che prima o poi scomparirà per opera sua, ma non si potrà più tornare indietro per recuperare ciò che è stato perso! Che delusione! Quanta tristezza…

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FUMETTO 2° CLASSIFICATO

Angelosanto Sara, Caparco Simone, Capriolo Cosimo, Cioffi Mariateresa, D’alonza Francesco, Di Benedetto Mattia, Fascia Giuseppe, Licciardi Eleonora, Martino Federica, Mastrostefano Vincenzo, Nuzzo Stefano, Petracca Mirko, Rossi Concetta, Trandafir Denisa Mihaela, Zanni Lorenzo, Zeppa Rosario CLASSE IV B - SCUOLA PRIMARIA “G. GARIBALDI”, D.D. 1°CIRCOLO - TEANO (CE)

RESPONSABILI DEL CREATO

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RACCONTO 3° CLASSIFICATO

Barzon Simone, Duran Barros Naara, Girasole Luca, Inguanta Francesco, Masha Kleidi, Masilli Asia, Mottola Francesco, Riccumeni Alessia, Rossi Claudio, Vaglietti Cristian, Vaglietti Debora, Zunino Elena CLASSE IV B - SCUOLA PRIMARIA “A. GRAMSCI” I.C. “VAL VARATELLA” - BORGHETTO S. SPIRITO (SV)

LE AVVENTURE DI ALICE NEL PAESE DEI LAVORI IN CORSO

Alice stava seduta in giardino leggendo pensierosa una lettera. Una sua amica le scriveva che nelle grandi città la natura era in pericolo, fiori e animali erano sempre più rari. Intorno a lei e al suo fratellino Thomas era rimasto ancora qualche orto coltivato a frutteto, ma poco lontano tanti cantieri stavano costruendo nuove case e strade. Il torrente dalle fresche acque, che un tempo dava il nome alla vallata, ora era in parte nascosto da rifiuti che alcuni cittadini disonesti avevano abbandonato…in altre città addirittura alcuni torrenti erano stati coperti dal cemento per far posto a nuove costruzioni, e i risultati erano stati disastrosi! Improvvisamente passò correndo un grosso coniglio bianco: - Povero me! Povero me! Ormai è troppo tardi! - e così dicendo si precipitò attraverso una grande siepe, inseguito da Thomas e da Alice. La bambina si fece spazio fra i rametti e le foglie ma, al di là della siepe si vedeva soltanto… Un grande polverone! Molti operai in tuta arancione con ruspe e scavatori stavano lavorando senza sosta per collegare due depuratori; poco più in là la strada era di nuovo interrotta per modificare la viabilità urbana. Grandi palazzi erano tutt’intorno al giardino di Alice e forse altri ancora se ne sarebbero costruiti. Gli occhi di Alice attraverso la polvere cercavano di individuare Thomas. - Aiuto! Aiuto! Questo bambino è troppo pesante per me!- protestò il coniglio cercando di liberarsi dalla stretta del fratellino di Alice. - Ormai è troppo tardi - disse il coniglio all’incredula bambina. - Tutti noi animali non abbiamo più posto nel vostro mondo e ci dobbiamo rifugiare nel mondo della fantasia! Ecco, vedi: questa tana è l’entrata! Alice scorse tanti altri animali che si affacciavano dal buco: un pappagallo, un pettirosso, un topolino e persino un dodo che tutti credevano estinto. In un attimo, come dal nulla, si scatenò un forte vento. Alice eThomas strinsero gli occhi più forte che potevano. Quando li riaprirono la bufera aveva spazzato via tutta la polvere… ma anche gli animali erano scomparsi! Alice si precipitò a casa cercando suo padre: doveva aiutarla a salvare gli animali e la natura del suo stupendo paese. Il signor Bruno guardò ad occhi spalancati la figlia: non poteva credere ad una parola di quella storia strampalata, il progresso era necessario, non si poteva far nulla per migliorare la situazione! Alice così si mise all’opera: preparò e distribuì a tutti i bambini del paese dei volantini dove raccontava la sua avventura e chiedeva aiuto. Si radunarono tutti, quella sera, nella piazza grande del paese, non mancava neppure un bambino. Il più grande di loro, con un grande cappello in testa, propose di costruire una carrozza per andare dalla regina e raccontarle tutti i danni che si stavano facendo, il grande pericolo di perdere per sempre la natura e gli animali. Il gruppo dei bambini più grandi andò al Centro di Raccolta dei rifiuti ingombranti e prese tutto il necessario: con la carcassa di un’auto demolita fecero la carrozza, con vecchi pneumatici, le ruote, vecchi materassi al posto dei sedili e infine con delle funi di recupero fecero le redini per i cavalli. 60


Appena pronta il bambino con il grande cappello, Alice e Thomas si misero in viaggio, seguiti da tutti gli altri bambini con i loro monopattini e biciclette, ma… Dopo pochi metri erano già bloccati dal traffico e dai lavori in corso!! Alice in un lampo capì che ormai non c’era più speranza. - Miew miew -, fece Frifrina, il gatto di Alice, facendole il solletico con la sua folta coda. Alice aprì

gli occhi, tra le mani ancora la lettera della sua amica. Guardò il giardino, le strade del suo paese e i campi coltivati in lontananza: ormai Alice era abbastanza grande per capire che ognuno di noi può fare tante piccole cose per rispettare l’ambiente in cui vive e che ogni cosa della natura è preziosa.

Ashraf Mohamed Eshiba Jasmine, Bragalini Alice, Cadeddu Laura, Dahmani Imad, Denni Nicole, Gjoka Pamela, Grimaldi Ginevra Raymi, Mancuso Martina, Marzocca Giulia, Negri Alessia, Nobile Christian, Pitzanti Aurora, Pitzanti Gabriele, Tirri Francesca CLASSE II B - SCUOLA PRIMARIA “A. GRAMSCI” - BORGHETTO SANTO SPIRITO (SV)

STORIA DI UN ORTO

Tanto tempo fa, vedevo il sole sorgere dal mare e tramontare dietro la montagna. Su di me, crescevano piante forti e rigogliose che seguivano il ciclo delle stagioni; in autunno si spogliavano, in inverno rimanevano nude, in primavera si rivestivano di foglie e fiori, in estate, finalmente, tanti frutti succosi. Il contadino, con la zappa, rendeva soffice la terra per seminare gli ortaggi, tanto necessari per la sua famiglia. 61


Sentivo il lavorio delle formiche e dei lombrichi; il cinguettare degli uccelli, lo starnazzare delle oche e delle galline; il ronzare delle api; lo scalpitare dei muli; l’abbaiare dei cani. Un brutto giorno, ho sentito un rombare di motori‌ Camion e ruspe sono arrivati insieme a tanti uomini che hanno strappato e distrutto tutti i miei tesori. Ho provato una grande disperazione, mi domandavo dove erano il contadino, le piante e gli animali. Poi un dolore fortissimo, grosse pale hanno cominciato a scavare dentro di me. Fredde colate di cemento mi facevano rabbrividire. Sentivo solo il rumore delle betoniere, dei martelli, dei trapani e non capivo quello che stava succedendo. Dopo tanto tempo, sopra di me, ha cominciato a svilupparsi un grosso peso e io ero sempre piÚ stanco. Un bel giorno, ho sentito strilli di bambini e voci di persone giovani e anziane; allora ho ripreso energia. Io, oggi, sono contento, M ripenso, con nostalgia, al tempo passato e vorrei che tutti i miei fratelli potessero continuare a far crescere le verdure e i frutti necessari a tutte le persone che hanno trovato, su di me, una casa sicura.

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Mari Vittoria Nasetti CLASSE III A - SCUOLA PRIMARIA “DON PACIFICO ARCANGELI” - ORTE (VT)

IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI

Al telegiornale spesso si sente dire che l’ambiente è inquinato. L’ uomo costruisce infatti troppe case, strade e impianti, ma dovrebbe pensare anche ai bambini che non potranno più giocare ai giardinetti; costruisce anche le dighe e la centrali: le dighe hanno la funzione di regolare il flusso dell’acqua o di creare un bacino artificiale, ma possono diventare pericolose. Le centrali invece hanno un complesso di impianti che scaricano nelle acque i loro rifiuti e certe volte rimangono incomplete perché i soldi vengono rubati dall’uomo. Quindi rimangono dei lavori incompleti che abbruttiscono l’ambiente. Sempre più spesso l’uomo taglia gli alberi e i disboscamenti possono essere molto pericolosi perché si creano le frane che possono distruggere dei paesi interi. I contadini utilizzano troppi insetticidi che possono provocare malattie gravi che a volte non si possono curare. Il suolo che abbiamo si sta rovinando perché noi bambini e i grandi buttiamo robacce per terra cosi bisogna fare la raccolta differenziata che serve per migliorare l’ambiente. Le navi quando viaggiamo lasciano petrolio e rifiuti di ogni tipo, cosi il mare diventa sempre più inquinato. Dentro il mare ci sono immondizie tipo: cartacce, bottiglie e plastica, ci sono tracce di detersivi o petrolio. I pescatori per questo hanno meno speranze per pescare e quello che pescano è malato o tossico. Gli animali nutrendosi di cose cosi muoiono e il mare rischia di diventare disabitato. Io nel mio futuro non vorrei un mondo cosi, perché cosi è inquinato, e noi bambini o adulti dobbiamo tenerlo pulito sennò quando saremo grandi con i nostri figli andremo al mare ma lo vedremo solo da lontano senza poter farci il bagno perché è inquinato. Quando andremo a passeggio dovremo indossare le mascherine e non potremo forse più mangiare i prodotti dell’orto.

Domenico Mancuso CLASSE IV D - SCUOLA M. PASSAMONTE - MESSINA

L’AMBIENTE INQUINATO

Sono Domenico, ho otto anni e frequento la quarta elementare. Vivo a Messina, città siciliana sul mare di fronte alla Calabria che si può raggiungere attraversando lo Stretto di Messina con le navi-traghetto che trasportano passeggeri, automobili e TIR. Fino a qualche mese fa, traghettavano anche i treni, ma purtroppo sono stati soppressi i treni a lunga percorrenza; ciò ha comportato perdite di posti di lavoro e un grave disagio per i viaggiatori siciliani che devono raggiungere le destinazioni del Nord Italia. La città è bagnata da due mari: Tirreno e Ionio. Nello Stretto si incontrano correnti che formano vortici per cui le piccole imbarcazioni affondano. Gli antichi poeti, non riuscendo a dare una spiegazione a questo fenomeno inventarono la leggenda di Scilla e Cariddi. Scilla era un mostro che stava su un promontorio calabrese, che oggi si chiama Scilla, e afferrava le navicelle per mangiare i naviganti; Cariddi era il vortice che faceva inabissare le imbarcazioni. La città è chiusa da colline una volta verdeggianti oggi occupate dal cemento delle case che hanno modificato il paesaggio. Il clima è mite come in tutti i luoghi sul mare. Grazie al clima mite lo Stretto è favorevole al passaggio di varie specie di uccelli. Per me la mia città è bella. E’ stata distrutta dal terremoto del 1908 ed è stata ricostruita con palazzi bassi e vie larghe. Oggi Messina non è bella come prima: sulle colline sono stati costruiti palazzoni, il mare non è pulito come qualche decennio fa, le strade sono sporche e sempre piene di cartacce, lattine, buste di plastica. Noi non rispettiamo l’ambiente della nostra città. Il Comune ha collocato nelle vie i contenitori per i rifiuti: in un campana verde si butta il vetro, in un cassonetto grigio e bianco la carta, in un altro le lattine e la plastica e nell’ultimo i rifiuti solidi. Inoltre il Comune ha disposto delle isole ecologiche che sono centri di raccolta dove i 63


cittadini possono portare i rifiuti differenziati. Differenziare i rifiuti non solo non inquina ma ci fa risparmiare perché ogni prodotto, riciclandolo, genera lo stesso prodotto. Con la plastica si fanno anche giocattoli, lampade, bottoni e anche maglioni. Riutilizzando la carta rispettiamo la natura perché salviamo la vita a tanti alberi che servono per purificare l’aria che respiriamo e per evitare le frane, perché le radici trattengono il terreno. Le automobili sono utili ma inquinano l’atmosfera. Dovremmo abituarci ad usare i mezzi pubblici, soprattutto il tram che non inquina. E’ dovere di tutti noi rispettare l’ambiente in cui viviamo, mantenere la nostra città pulita. A Messina non abbiamo il problema dell’inquinamento atmosferico perché i venti portano via i gas nocivi. Inoltre la nostra città non ha fabbriche quindi siamo più fortunati di altri. La natura si difende e ci punisce: il clima è cambiato in peggio, le montagne si sgretolano e sono sempre più frequenti fenomeni di distruzione. Non possiamo lasciare ai posteri una Terra bella, rovinata dal nostro egoismo, dalla nostra ineducazione, dal nostro desiderio di guadagnare sempre di più.

Anita Cerrato CLASSE V - PLESSO DI PIAZZA DEL GALDO - MERCATO S. SEVERINO (SA)

MI PIACEREBBE…

Mi piacerebbe avere un paio d’ali come un angelo, volare per un solo giorno ma so che se volassi vedrei la desolazione che avvolge la Terra che purtroppo abbiamo causato proprio noi. Mi piacerebbe avere il potere di convincere la gente che l’ambiente è una cosa sacra, che va rispettata e, quindi, un giorno poter volare in un mondo pulito. Vorrei essere aiutata; tutti insieme ci impegneremo, ripuliremo il mondo così lo renderemo più bello e respireremo aria più sana. Una volta realizzato questo sogno potremo divertirci, cantare, ridere, giocare e vivere felici.

Flavia Cavaliere CLASSE IV - PLESSO DI PIAZZA DEL GALDO - MERCATO S. SEVERINO (SA)

UN PICCOLO ALBERO

C’era una volta un piccolo albero che non era rispettato dai ragazzi, gli buttavano le cose addosso e incidevano i loro nomi sulla sua corteccia e quindi per lui la vita non era facile. Un bel giorno, però, stanco di tutte queste brutte azioni, decise di non fare più né fiori, né frutti e di non produrre più ossigeno. Per aiutarlo i suoi amici alberi decisero di imitare il suo comportamento e così in breve tempo l’aria diventò irrespirabile, non c’era il colore dei fiori, non c’erano più frutti buoni da mangiare. I ragazzi incominciarono a chiedersi il perché di ciò che stava accadendo e capirono così l’importanza degli alberi. Da quel giorno impararono a rispettarli e si presero cura soprattutto del piccolo albero che per lungo tempo avevano maltrattato…

Sara Morelli CLASSE III A -SCUOLA PRIMARIA “DON PACIFICO ARCANGELI” - ORTE (VT)

IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI

Mai come oggi il mondo è minacciato così tanto dall’uomo. L’uomo costruisce fabbriche molto pericolose. Sul computer abbiamo visto l’esplosione di una centrale nucleare a Chernobyl: tutti gli abitanti respirarono l’aria e si presero una grave malattia. Anche i bambini nelle pance delle mamme presero questa malattia e ancora oggi riportano serie conseguenze; molti di loro ogni tanto vengono ospitati dalle famiglie in Italia per fargli respirare aria pulita. L’aria è inquinata dai gas e dalle polveri ed è diventata nociva. L’uomo inquina anche le acque e così i pesci e tanti altri animali marini muoiono e non avremo più cibo per nutrirci. 64


La nostra terra è inquinata da varie cose tossiche sempre per colpa dell’uomo: i veleni che butta nella campagna, i detersivi che dalle fognature passano nelle acque e nel terreno inquinando così i raccolti. E quello che mangiamo ci può far male. Io vorrei che il mondo fosse più pulito senza inquinamento. Vorrei un mondo dove i bambini si possono divertire, con poche strade, con poche centrali nucleari e con poche fabbriche, che sono molto pericolose. Vorrei che al nostro mondo non succeda niente di brutto, così noi siamo tranquilli e possiamo giocare sereni e senza paura.

Carmine Imparato CLASSE IV - PLESSO DI PIAZZA DEL GALDO - MERCATO S. SEVERINO (SA)

LUCA E IL VIGILE

Lo spazzino aveva appena finito di pulire il tratto di strada davanti alla scuola. Luca, uscendo dal cancello, mette una mano nella tasca del grembiule e si accorge di avere delle cartacce che ha dimenticato di buttare nel cestino a scuola. Così le prende e le butta in mezzo alla strada. Si avvicina il vigile che regola il traffico proprio lì vicino, ferma Luca e gli dice: “O raccogli le cartacce che hai gettato per la strada o ti faccio una multa!” Luca capisce di aver sbagliato, diventa rosso come un gambero e raccoglie svelto le cartacce. Poi chiede scusa con una vocina sottile sottile e corre verso casa veloce come il vento.

Catalfamo Filippo, Crimi Virginia, Esposito Ivan R., Handraj Genti, Maio Francesco, Perdichizzi Andrea, Piccione Francesco, Pino Tonino, Russo Giulia, Tedesco Antonio CLASSE IV - SCUOLA PRIMARIA “BASTIONE” - MILAZZO (ME)

UNA LATTINA…FINALMENTE FELICE!

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Angelica Gallo CLASSE III B - SCUOLA PRIMARIA “DON PACIFICO ARCANGELI” - ORTE (VT)

IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI

Il mondo che ho è danneggiato dall’azione dell’uomo che costruisce troppe strade,fabbriche,dighe non tanto stabili e centrali nucleari pericolose. L’uomo ha tagliato troppi alberi ed ora le loro radici non tengono più il terreno e provocano frane,le frane portano con sé rocce fango e terra,quando finiscono sui paesi distruggono anche le case de rovinano anche i paesaggi. Ciò che danneggia l’aria sono gli impianti di riscaldamento e raffreddamento e i fumi delle industrie,quando respiriamo queste sostanze ci possiamo ammalare seriamente. Ciò che inquina il suolo sono gli insetticidi,i veleni,l’immondizia e rifiuti di ogni tipo,in questo modo ciò che piantiamo si inquina cosi noi mangiamo alimenti che non ci fanno bene. Ciò che danneggia l’acqua sono le fogne ,i detersivi ,le sostanze lasciate dalle navi e dalle petroliere, con queste sostanze il fiume si inquina e anche il mare si inquina e i pesci muoiono insieme alle piante marine . Il mondo sarebbe più bello sé i fiumi non fossero inquinati ,cosi si potrebbe pescare come una volta tanti buoni pesci. Si potrebbe fare il bagno tranquilli senza avere paura di prendesi malattie.

Classe III A I.C. “VALERIO FLACCO” - SEZZE SCALO (LT)

L’AMORE SALVA LA NATURA

Un giorno una bambina di nome Sara va al mare per fare una gita in barca a vela. Sara ama tantissimo la natura e la rispetta. Nello stesso giorno un bambino di nome Gabriele va anche lui al mare. Gabriele non ama la natura e non la rispetta. Il bambino vuole addirittura distruggere la natura e chiede aiuto ad uno scienziato malvagio. Mentre Sara naviga con la sua barca a vela vede Gabriele e lo scienziato su una barca che va dritta contro una petroliera e provoca una falla da dove comincia ad uscire tanto petrolio. Sara si trova imprigionata nella macchia nera e piange forte, forte. Tutte le sirene dei mari, sentito il pianto, accorrono in aiuto di Sara. Con le loro grandi code respingono tutto il petrolio nella nave e con una parola magica riparano la grande falla e così il mare è salvo. Un altro giorno Sara va in montana per una passeggiata tra i boschi e incontra di nuovo Gabriele e lo scienziato che stanno tagliando tutti gli alberi. Sara chiede aiuto ai folletti del bosco che accorrono tutti, mandano via i malvagi e con una polverina magica fanno ricrescere gli alberi. La terza volta che Sara incontra Gabriele, sta volando con il deltaplano. All’improvviso sale in cielo una nube nera che copre anche il Sole. Sara guarda giù e vede Gabriele e lo scienziato che bruciano degli pneumatici per inquinare l’aria. Sara chiede aiuto e tutte le nubi del cielo accorrono, si gonfiano e mandano giù un acquazzone che spegne il fuoco. L’aria è salva. Sara decide di parlare con Gabriele per capire il suo comportamento. Gabriele le dice che nessuno gli vuole bene e per questo distrugge tutto. Sara allora lo abbraccia forte e Gabriele capisce che ha trovato una vera amica e da quel giorno comincia anche lui ad amare la natura e se stesso. 67


Elena Martini CLASSE III A - SCUOLA PRIMRIA “DON PACIFICO ARCANGELI” - ORTE (VT)

IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI

Il mondo che ho è inquinato: acqua, terra e aria sono sporchi perché l’uomo non lo rispetta. L’uomo danneggia l’ambiente con la costruzione di strade, case, impianti, dighe e centrali. L’uomo avvelena le acque,la terra e l’atmosfera e così stermina la flora, la fauna e se stesso. Inquina il suolo con insetticidi, veleni e concimi per avere più raccolta. La maestra ci ha fatto vedere una città di nome Cernobyl. Questa città era felice ma un giorno nella centrale nucleare scoppiò una stanza e tutte le persone non respiravano più. Alcuni andarono all’ospedale e altri erano morti specialmente i bambini si ammalarono e ancora oggi sono ammalati. Un giorno quando diventerò grande e avrò dei figli spero che l’acqua, l’aria e l’atmosfera siano puliti così potranno giocare felici e senza paura di prendere brutte malattie.

Noemi Amabile CLASSE IV - PLESSO DI PIAZZA DEL GALDO - MERCATO S. SEVERINO (SA)

L’ALIENO E GLI ANIMALI

Tanto tempo fa, sulla Terra vivevano solo animali: uccellini che cinguettavano, canguri che saltavano e tanti altri. Un giorno arrivò un alieno cattivo, fece un incantesimo e disse: “D’ora in poi la Terra sarà inquinata da alieni chiamati uomini, AH! AH! AH!”. L’alieno scomparve e tutti gli animali ebbero paura. Fra questi uomini c’erano alcuni buoni e altri cattivi. Quelli cattivi con il loro modo di fare causarono, e continuano a farlo, l’inquinamento dei boschi e di tutto l’ambiente circostante. Gli animali decisero allora di mandare un messaggio all’alieno per fargli capire che la natura è un bene prezioso e non bisogna distruggerla. L’alieno osservando la Terra dalla sua navicella spaziale, si rese conto dell’effettivo disastro e delle sofferenze che aveva causato a tutti gli esseri viventi e con i suoi poteri cercò di cambiare il comportamento degli uomini, affinché rendessero il Mondo più pulito e vivibile. Gli animali furono felici e il leone, il re della foresta, coinvolse tutti gli altri in una grande festa per esprimere la loro gioia.

Panico Consiglia, Motti Martina, D’angelo Elena, Migliaccio Elena, Colella Gennaro, Sontino Maddlena, Esposito Rosa, Colella Alessia, Veneziano Paolo, Compagnone Federica, Musella Francesca CLASSI IV A E IV B - SCUOLA PRIMARIA “ E. DE FILIPPO” PLESSO PECORARIO - TEVEROLA (CE)

SARAH LA PRINCIPESSA IN BICICLETTA PORTA LA PACE NELLA NATURA Sarah è una bambina di 10 anni, figlia di una grande imprenditore edile. Vive in una città molto popolata dove non ha la possibilità di fare gite in bicicletta o passeggiare all’aria aperta. Quando il papà inizia nuovi lavori va sempre con lui perché approfitta per girare un po’ con la sua amata bicicletta. 68


Anche quel giorno Sarah chiese al padre di poter andare con lui. Era una bambina tranquilla, matura non si metteva mai nei guai e per questo il papà non aveva nessun problema a portarla con lui a lavoro. Giunti sul posto, Sarah iniziò a girare qua e là con la sua bicicletta. Arrivò davanti ad un sentiero che conduceva nel bosco e decise di prenderlo.

Sarah era impressionata da tanta bellezza! La natura era meravigliosa! C’erano tanti animali che Sarah non aveva mai visto da così vicino. Gli scoiattoli saltavano da un ramo all’altro. I cervi spostavano agilmente tra gli alberi, le farfalle svolazzavano felici tra i fiori. Ovunque regnava la PACE. Pedalando, pedalando la bambina giunse davanti ad una sorgente d’acqua limpidissima.

Improvvisamente le appare una donna, sembrava una fata! La donna era la fata del bosco che preoccupata per la sorte degli animali del bosco chiese a Sarah di aiutarla.

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Sarah: “Perché tutti gli animali sono in pericolo?” Fata del Bosco: “Presto qui sorgerà un centro commerciale e questo significa che bisognerà abbattere molti alberi, tanti amici perderanno la loro casa e ben presto moriranno”. Sarah doveva fare qualcosa per aiutare gli animali. Pedalò subito per raggiungere il posto dove l’aspettava il padre.

Sarah cercò inutilmente di convincere il papà ad interrompere i lavori. Sarah: “Papà ti prego non puoi costruire qui, ferma tutto”. Papà: “Sarah ma cosa dici, tutto è già pronto!” I due tornarono a casa.

Il giorno dopo Sarah volle andare lo stesso con il suo papà. Le ruspe erano già pronte per abbattere gli alberi. Sarah pregò suo padre di seguirlo nel bosco in bicicletta. Mentre pedalavano il padre si accorse per la prima volta di come fosse bella la natura. Che pace! Si sentiva solo il cinguettio degli uccellini!

Improvvisamente uno scoiattolo si fermò sul manubrio della bici del padre di Sarah. Scoiattolo: “Perché ci vuoi uccidere? Perché sei così cattivo con noi?” Cervo: “Ti prego non distruggere le nostre case!” Papà: “Sarah hai sentito anche tu? Gli animali hanno parlato!” 70


Giunsero alla sorgente. Sarah: “Papà seguimi, andiamo oltre la cascata”. Papà: “Sarah ma cosa dici!”. Sarah: “Fidati papà!”. I due attraversarono la cascata e ad un tratto appare la Fata del Bosco.

Fata: “Hai visto qui come è bello? La natura è una cosa meravigliosa, ti prego non distruggerla! Pensa a tutti in poveri animali che non avranno più un riparo…moriranno!” Sarah e il padre tornarono indietro. Giunti sul posto c’erano già le ruspe con i motori accesi. Papà: “Fermi, basta! Non dobbiamo rovinare la natura! Qui è tutto così bello, non possiamo distruggerlo!” Sarah fu proclamata principessa del bosco. Da quel giorno il papà di Sarah si impegnò a costruire in tutta la città aree verdi e piste ciclabili.

Tutti i bambini potevano percorrere in bicicletta la città senza alcun pericolo. Anche i grandi cominciarono a spostarsi più spesso in bici risparmiando denaro e rispettando la natura. Ovunque regno nuovamente la PACE!

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Giulia Della Torre CLASSE IV B - SCUOLA PRIMARIA M. PASSAMONTE - MESSINA

IL RICICLAGGIO DI UNA CARTINA

C’era una volta un bambino di nome Robbie che non amava molto fare i temi. Un giorno la maestra disse ai suoi alunni: - Oggi farete un tema sull’ambiente. - Robbie sbuffò; non gli piaceva fare i temi in classe. Ad un certo punto la campanella suonò e tutti i bambini uscirono per la ricreazione. Tutti tranne Robbie, che non aveva ancora finito il tema. Quando tutti se ne furono andati Robbie sentì una vocina proveniente dal muro della classe: - Ciao, io sono Marina la cartina. - disse la cartina attaccata al muro. - Di solito sto zitta, ma ho sentito che stai facendo un tema sull’ambiente ed io ti posso aiutare. - Davvero? - Chiese Robbie? - Certo - Rispose la cartina. - io ti posso raccontare di come sono stata riciclata. E la cartina cominciò: Una volta ero tanti fogli di carta e di cartoncino che dei bambini avevano buttato nella raccolta differenziata. Dopo un pò di giorni questi fogli vennero portati in una fabbrica specializzata in riciclaggio. Lì li hanno riciclati e hanno creato me. - Wow! E’ proprio una bella storia! - Disse Robbie. - Lo so. - Rispose la cartina. - Adesso pensi di riuscire a fare il tema? - Si! Di sicuro! - Rispose Robbie. Così Robbie finì il tema e quando la maestra tornò si complimentò con lui e lo premiò.

Giulia Calderari CLASSE III A - SCUOLA PRIMARIA “DON PACIFICO ARCANGELI” - ORTE (VT)

IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI

Il nostro mondo è inquinato a causa del comportamento dell’uomo. L’uomo lo sta distruggendo, sul suolo ci sono molti rifiuti e molti sono tossici, c’è il rischio che i bambini e i grandi prendono delle malattie . L’aria è inquinata da fumi e certi detersivi. Anche i mari sono inquinati da scarichi, detersivi e saponi. I contadini spruzzano gli insetticidi per questo danno bisogna fare la raccolta differenziata . Dobbiamo cercare di non buttare oggetti nel suolo e nel mare . Il mondo che ho per fortuna può cambiare. Nel mondo che vorrei l’aria è pulita, sono tornate le farfalle , le coccinelle e le margherite. Nel mio mondo l’uomo non inquina perché ha compreso quanto è bello vivere in un ambiente sano. Ci sono molti giardini e prati, nel mio mondo, dove i bambini possono giocare liberi senza pericoli. Ci sono mari non inquinati dove i pesci e l’uomo siano liberi. L’aria non è inquinata perché le industrie hanno trovato altri modi per i loro fumi .

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Lamberti Alba CLASSE III A - SCUOLA PRIMARIA E. DE AMICIS - NOCERA SUPERIORE (SA)

A COME AMBIENTE

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Classe V B SCUOLA PRIMARIA “A. GRAMSCI” I.C. “VAL VARATELLA” - BORGHETTO S. SPIRITO (SV)

PROTEGGIAMO L’AMBIENTE

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Erika Agri’ CLASSE III A - SCUOLA PRIMARIA “DON PACIFICO ARCANGELI” - ORTE (VT)

IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI

Il mondo che ho è molto inquinato, perché l’ uomo lo usa senza pensare a quello che fa. Secondo me non è giusto che l’ uomo rovini la vegetazione, l’ aria e l’acqua. L’ uomo sta avvelenando l’ acqua, la terra,l’atmosfera cioè la flora, la fauna e se stesso. Le centrali nucleari inquinano tutto ciò che sta intorno a loro. L’ acqua si inquina facilmente,si inquina con gli scarichi delle fognature, i detersivi e i rifiuti delle petroliere. L’ uomo inquina anche l’ aria con le centrali nucleari, con il fumo delle automobili che sviluppano dei gas molto nocivi per la nostra salute. Abbiamo visto al computer delle immagini di Chernovil,di bambini che ancora prima di nascere,siccome le mamme hanno respirato quel fumo velenoso, si sono ammalati di una gravissima malattia: il cancro. E purtroppo ancora oggi continua ad esserci questa malattia. La terra viene rovinata dai contadini perché sul terreno buttano gli insetticidi e i veleni per avere tanto raccolto;ma questo raccolto poi è inquinato. Nel terreno penetrano le acque sporche che rovinano l’ambiente e le acque dei fiumi e dei mari. Il mondo che vorrei deve essere più pulito, ci devono essere più boschi e prati, avere più impianti di depurazione, migliorare la città, non buttare più gli insetticidi e i veleni e non costruire le centrali nucleari.

Petrecca Davide e Riolfo Ludovica SCUOLA PRIMARIA “A. GRAMSCI” I.C. “VAL VARATELLA” - BORGHETTO S. SPIRITO (SV)

A COME AMBIENTE

Dei ragazzi di Marnella, un paesino vicino Palermo, andarono nel bosco del paese a fare un giro in bicicletta. Ad un certo punto videro una discarica, il ragazzo più grande, Matteo, disse: “E questa discarica da dove spunta?”; il suo amico, Giovanni, rispose: “Secondo me il sindaco non vuole pagare la tassa della spazzatura”. Gli altri due ragazzi, Salvatore e Paolo pensarono: “Facciamo delle foto e andiamo a farle vedere al sindaco così chiariremo questa situazione con lui”. I ragazzi come avevano deciso scattarono le foto con proprio telefonino e andarono dal sindaco. Il sindaco appena vide le foto dichiarò di non sapere niente di quella discarica. I giovani sospettavano che il sindaco fosse molto coinvolto così non gli cedettero e se ne andarono in paese per cercare di incastrarlo, facendo sapere a tutti i cittadini cosa stava accadendo. Il mattino dopo gli abitanti del paese, anche se avevano visto le foto dei ragazzi non cedettero loro. I genitori dei ragazzi li difesero davanti agli abitanti ma non erano sicuri dell’esistenza della discarica. Il giorno seguente, la mamma di Matteo, facendo una passeggiata nel bosco con il cane e il figlio, intravide dei camion della spazzatura, che scaricavano il loro carico nella discarica nascosta nel bosco. La mamma di Matteo disse al figlio di fare un video di tutto quello che stava succedendo. Alcuni giorni dopo, il video venne pubblicato sul Blog del paese usato per le pubblicità turistiche. I cittadini incuriositi andarono nel bosco a vedere questa discarica. Gli abitanti, increduli, porsero le loro scuse ai quattro ragazzi. Il sindaco e l’assessore dell’ambiente vennero arrestati e messi a pulire, a loro spese, il danno che avevano provocato nel bosco. Ripulendo la discarica, si ammalarono e capirono che l’inquinamento è una brutta cosa per l’ambiente e per il Mondo. I cittadini decisero da quel momento di fare la raccolta differenziata e di accertarsi che la loro spazzatura fosse portata nei posti giusti. 76


Sofia Carpisassi CLASSE III B - SCUOLA PRIMARIA “DON PACIFICO ARCANGELI” - ORTE (VT)

IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI

Il mondo che ho è inquinato a causa dell’azione dell’ uomo che non ha più cura dell’ ambiente. Infatti getta a terra bottigliette, vetro, gomme da masticare, sporcando così il suolo. E il fumo delle macchine e delle fabbriche, danneggiano l’aria e così l’ atmosfera si inquina, spesso fa ammalare le persone. Anche il fiume è inquinato perché le fabbriche e le industrie avvelenano l’acqua con i loro scarichi. Siccome il fiume va a finire nel mare, anche l’inquinamento va a finire nel mare, poi, il sole fa evaporare l’ acqua e l’inquinamento va a finire anche nell’aria e alla fine del ciclo ricade nei nostri orti sotto forma di pioggia acida. E’ se noi mangiamo gli alimenti nati negli orti, ci possiamo anche ammalare. E’ da un po’ di tempo che il nostro paese ha iniziato a fare la raccolta differenziata mettendo la plastica in una busta, in un’ altra busta il vetro e così via. Facciamo questo per rendere pulito il nostro paese e anche il pianeta e per riciclare gli oggetti. Io vorrei che il mondo fosse come quello di una volta; come ci hanno raccontato i nonni e le maestre, quando si poteva fare il bagno al fiume, respirare aria pulita e camminare per la strada senza pericolo.

Catalano Sabrina CLASSE IV D - SCUOLA PRIMARIA I.C. “E. DE NICOLA” - CASALNUOVO DI NAPOLI (NA)

STORIA DI UNA GOCCIA

Una goccia è sfociata nel mare e, dopo una settimana, si ritrova a galleggiare nell’aria con le sue amiche in un’immensa nuvola. Ad un tratto si sente molto appesantita e splash, precipita di nuovo nel mare. Per sua disgrazia era un mare inquinato e maltrattato. Poverina, con gran difficoltà cerca di andare a pulirsi in quelle grosse vasche che tutti chiamano di decantazione. Ma giusto per un po’ si ritrova pulita, perché subito è ingarbugliata in un bucato a volteggiar a ottocento di velocità e anche in una fogna dopo un po’, tra tubi di scarico che soffrire la fanno. Non sa che dei funghi attivi l’attendono perché la vogliono aiutare a liberarsi di tutta quella sporcizia. Oh, com’era felice la goccia che di nuovo nel suo mare poteva ritornare. Purtroppo da lì ricominciava il suo trepido viaggio e con gran coraggio affrontava una nuova avventura senza aver paura!

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Andreacchio Alessia, Barberi Sarah Ilaria, Canale Ginevra, Cavallone Asia, De Oliveira Da Silva Iago, Dell’utri Chiara, Di Fiore Amelia, Ferracin Pietro, Garis Gioele, Malvicini Beatrice, Mazzotta Samuele, Oueld Nmir Anas, Sansone Chiara CLASSE II A - SCUOLA PRIMARIA “A. GRAMSCI” I.C. “VAL VARATELLA” - BORGHETTO S. SPIRITO (SV)

IL PARCO GIOCHI

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Matteo Massaccesi CLASSE III A - SCUOLA PRIMARIA “DON PACIFICO ARCANGELI” - ORTE (VT)

IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI

Il mondo che ho è molto inquinato e mai come oggi il mondo è minacciato dall’azione dell’uomo. L’uomo avvelena la terra, le acque e l’atmosfera sterminando la flora, la fauna e se stesso e si evince che la natura di questo passo morirà. L’ uomo danneggia la terra costruendo troppe strade, case, impianti, dighe e centrali; cacciando e pescando, provocando con incendi disboscamenti, frane, alluvioni ed erosioni. L’uomo inquina l’aria con impianti di riscaldamento , raffreddamento e con fumi delle industrie , inquina anche il suolo con insetticidi, veleni immondizie e rifiuti plastici; l’uomo infine inquina l’acqua con fognature, detersivi, industrie, navi e petroliere. Vorrei che nell’ambiente ci fosse più protezione delle città e incremento del verde pubblico con la creazione e potenziamento dei parchi e delle riserve naturali. Si dovrebbe rispettare la natura con rimboscamenti e protezione della fauna distrutti dalla caccia e dalla pesca. Quando respiriamo questi veleni ci possiamo prendere delle gravi malattie, l’acqua inquinata che passa dal fiume si getta nel mare e se anche il mare diventa inquinato non possiamo fare più il bagno e tutti i pesci muoiono.

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Asia Gallo Costa Silva CLASSE V B - SCUOLA PRIMARIA “A. GRAMSCI” I.C. “VAL VARATELLA” - BORGHETTO S. SPIRITO (SV)

L’ECOLOGIA

Mi chiamo Asia Gallo Costa Silva ho 11 anni e nel futuro vorrei aiutare Greenpeace. Nel frattempo cerco di dare il mio contributo rispettando più che posso l’ambiente e le sue regole. Ho notato che nel mondo si consuma tanta plastica e carta, allora avrei pensato di utilizzare piatti, bicchieri e posate riciclabili o ancor meglio biodegradabili. La mia idea sarebbe quella di utilizzare dei materiali riciclabili come ad esempio la cellulosa o la bioplastica, un nuovo materiale in commercio dalla fine del 2011. Lo stesso vale per la carta, che può essere ottenuta riciclando i contenitori dei succhi di frutta, del latte, delle bibite, della panna (ecc.) che sono in tetrapak oppure usando un semplice asciugamano. Nelle scuole, ma anche a casa, potremmo utilizzare anche i detersivi non nocivi per l’ambiente e per gli animali che sono prodotti con sostanze naturali. Questi prodotti sono un po’ più cari rispetto a quelli non riciclabili, ma ne vale assolutamente la pena perché è meglio spendere un po’ di più, ma garantire un futuro per il nostro ambiente. Questo che presenterò ora è un esperimento, o gioco, che va bene da fare sia per noi bambini che per voi adulti, questo esperimento (o gioco) consiste nel produrre fogli di carta in casa! Per produrre dei fogli di carta occorrono dei semplici materiali che si possono avere in casa o trovare facilmente, e sono: un setaccio di legno (può essere costruito facilmente con due cornici, staccate e solamente su una attaccata una retina di ferro da 1 mm), una bacinella, un contenitore grande, dei giornali o dei fogli già utilizzati, dell’acqua, e se si desidera si può abbellire con petali. Procedimento: mettere l’acqua in un contenitore assieme a pezzi di carta e lasciarli all’internodi una bacinella una giornata. Dopo di che prendi un frullatore e metti dentro 10/15 pezzi di carta e 750 ml di acqua, frulli, e dopo aver frullato il tutto lo metti nella bacinella e a quel punto se si vuole si possono aggiungere i petali. Dopo di che si mette prima il telaio senza rete e sotto quello con la retina, si uniscono e si immergono nel liquido agitandolo un po’. Dopo si sgocciola e si appoggia sopra un asciugamano e lo si stacca e si aspetta che asciughi. Naturalmente questa mia idea dovrebbe essere utilizzata da tutti e chissà, magari un giorno, tutto il mondo farà così… Nel frattempo inizio a dire: VIVA L’AMBIENTE!!

Sofia Serena Saltabanchi CLASSE III A - SCUOLA PRIMARIA “DON PACIFICO ARCANGELI” - ORTE (VT)

IL MONDO CHE HO E IL MONDO CE VORREI

Il mondo che ho non mi piace perché l’uomo con le sue costruzioni ha rovinato l’ambiente. I mari sono inquinati per colpa delle navi che buttano nell’acqua i loro rifiuti e non è solo quello ad inquinare le acque , ci sono anche i detersivi e le sostanze velenose delle industrie. Facendo questo, inquiniamo anche l’aria perché il sole fa evaporare l’acqua che ricade sottoforma di pioggia acida e così rischiamo di ammalarci , ma non solo noi , anche gli animali e le piante . L’aria è inquinata per colpa dei fumi che escono dai tubi delle macchine e delle fabbriche e anche degli impianti di riscaldamento e raffreddamento . La terra viene rovinata dai contadini che per far venire su un bel raccolto spruzzano insetticidi che le piante assorbono , e noi mangiandole rischiamo di ammalarci. Il mondo che vorrei è fatto di meno inquinamento e per fare questo dobbiamo eliminare i disboscamenti e l’uomo deve fare meno case e meno impianti di riscaldamento e raffreddamento e non deve buttare rifiuti negli ambienti naturali . Il mondo sarebbe più bello perché ci sarebbero più prati , parchi e giardini per noi bambini.

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Azzarone Valentina, Cardelli Chiara, Cianciaruso Martina, Da Rios Giovanni, Dalla Rizza Enrico, De Candido Maria, Eliame Kleimbier Herman, Fraternali Martino, Li Yuangeng, Mazza Gaspare, Sanzuol Carlo, Soldan Giorgia, Vanzella Nicole Eleonora, Vizzuso Sara, Zhou Mini, Angione Jacopo, Cao Lusa, Cardelli Francesco, Censi Silvia, Cescon Andrea, Dalle Crode Michael, Lin Cheng, Lovat Ester, Mohammed Rafaiat Hoque, Perissinot Alessandro, Tonussi Sara, Ullah Rafid CLASSI V A E V B - I.C. CONEGLIANO 2 “G.B. CIMA” - CONEGLIANO (TV)

L’EROE DEL BOSCO

Ogni giorno l’orsetto Ghianda cantava mentre per il bosco passeggiava: - Son contento E la vita sento In ogni cosa che mi circonda Persino nella mia gola profonda! e così dicendo il miele leccava e poi al laghetto si abbeverava! Ma un bel dì, un gran fracasso si sentì: preoccupato si guardò attorno ...chi rovinava la pace di quel giorno? Lui non sapeva che era l’uomo che arrivava E che la distruzione, con sé portava... Il rumore, intanto, era così assordante che la testa gli sembrava pesante così al laghetto si rifugiò e, per calmarsi, un sorso d’acqua trangugiò, ma orrore, l’acqua aveva uno strano colore sapeva di... sapone! - E’ la magia si qualche stregone? - No, è l’uomo che ha inquinato E che tutta ha infestato! Disse un uccellino che stava su un ramo lì vicino. - Ma, perché l’uomo lo sta facendo? Non vede che ci sta distruggendo!?! Io non posso più bere Non posso più vivere!! Così, disperato, dalla mamma corse di filato e le raccontò ogni cosa: dell’acqua e del rumore senza posa. Allora lei radunò tutto gli animali: - Siamo in tempi speciali dobbiamo gli uomini fermare… forza, datevi da fare!! Così, dopo questa riunione, si passò all’azione: 81


gli uccellini sussurrarono ai bambini, gli unici che li potevano sentire, come dovevano intervenire. E, mentre loro sui genitori avrebbero agito, gli animali, in disparte, avrebbero seguito e poi eventualmente attaccato, gli uomini che non avessero accettato. Ed ecco, il giorno dopo, arrivare tante famiglie che si misero a giocare: in breve ogni radura fu occupata e ogni riva del fiume e del laghetto venne allietata da balli e da canti che si sentirono per tutte le valli! Quanti girotondi Che però resero quegli uomini cattivi... furibondi! Infatti i macchinari si dovettero fermare e nessuno nell’acqua i liquami poté versare! Che allegria e che vittoria! Fu così che, alla protesta nata dai bambini, a poco a poco parteciparono tutti i cittadini e, alla luce di tutto ciò, il Sindaco emanò un’ordinanza: - A tutta la cittadinanza da oggi in poi il bosco sarà tutelato e, ogni uomo che qui sarà trovato a rovinare la natura, avrà vita dura! Infatti sarà portato a scuola a lavorare e un corso sul riciclo dovrà fare! Fu così che gli uomini egoisti dovettero rinunciare a quei soldi facili che potevano guadagnare. Intanto i bambini, in tranquillità, al cielo gridavano la loro felicità giocando e cantando. Anche gli animali erano soddisfatti, lì non ci sarebbero più stati misfatti e ora avrebbero potuto avere un ambiente pulito in cui vivere. ... e l’orsetto Ghianda? Cantava ogni giorno con la sua banda! ... e chi alla speculazione non aveva rinunciato? Ebbene, chi fu individuato, dalla polizia fu acciuffato e subì una punizione esemplare: prima un risarcimento da pagare e poi a scuola a studiare i corsi di riciclo che avrebbe dovuto applicare!

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P. Tudorachi CLASSE V B - SCUOLA PRIMARIA “A. GRAMSCI” I.C. “VAL VARATELLA” - BORGHETTO S. SPIRITO (SV)

I PALADINI DELL’AMBIENTE

Un bellissimo giorno, Tommaso e la sua famiglia vanno in campeggio in montagna. Si dovevano alzare presto perché il posto che avevano scelto era lontano. Alle sette meno venti si prepararono per andare. Durante il tragitto dovettero fermarsi cinque o sei volte perché Tommaso doveva andare al bagno. Appena arrivati il loro posto preferito era pieno di cartacce e allora per farlo ridiventare quello che era prima cominciarono a pulire, poi man mano, sempre più gente si radunava per aiutarli. Da quel momento Tommaso e la sua famiglia diventarono i paladini dell’ambiente e in tutte le parti del mondo decisero di mettere degli allarmi. Questi allarmi servivano per segnalare le persone che buttavano le cartacce o altre cose per terra. Ad un certo punto l’allarme suonò e la famiglia di Tommaso subito pronta partì anche se ci volevano dei giorni per arrivare a destinazione…

Aletto Andrea, Balasco Cosimo, Caiazzo Daniele, Coppola Simone, Del Rosso Valentina, Guarriello Marco, Maiorano Federica, Mastroianni Giovanni,Matteo Gretha, Mayer Jean Pierre, Napoletano Christian, Napoletano Riccardo Maria, Panaro Angela Federica, Schiano Matteo, Silva Bedmar Sara, Sticca Antonio Pio, Varone Diego CLASSE IV C - SCUOLA PRIMARIA “G. GARIBALDI” - TEANO (CE)

I CUSTODI DEL BOSCO

La nostra storia comincia un bel giorno di primavera, come spesso accade, era uno di quei giorni in cui il sole faceva capolino dalle verdi colline della città di Teano. Gli uccellini cantavano felici per la bellissima giornata, e due fratellini di nome Tommaso e Veronica, vivranno una splendida avventura che cambierà il loro rapporto con l’ambiente. Tommaso e Veronica sono due bambini di città e diciamolo pure, sono anche un po’ maleducati, hanno sempre vissuto in una città fumosa e sono cresciuti con scarso rispetto per l’ambiente che li circonda, buttano le cartacce a terra, calpestano i fiori e sono sempre cattivi con gli animali. Tutto questo era destinato a cambiare, infatti, mentre erano in visita dai nonni, capitò loro di andare a fare una passeggiatina nel bosco di Casamostra, vicino la fattoria del nonno. Il bosco di cui parliamo era speciale, sempre pieno di animali e di uccellini che cinguettavano allegramente. Incuriositi i due bambini decisero di entrarvi, e inoltrandosi nel bosco ben presto si persero. Allora ebbero tanta paura e cominciarono a piangere così forte, che l’eco del loro pianto raggiunse anche il popolo dei folletti, che segretamente abitava quel bosco sempre pieno di allegria. Il bosco di cui parliamo era speciale, sempre pieno di animali e di uccellini che cinguettavano allegramente. Incuriositi i due bambini decisero di entrarvi, e inoltrandosi nel bosco ben presto si persero. Allora ebbero tanta paura e cominciarono a piangere così forte, che l’eco del loro pianto raggiunse anche il popolo dei 83


folletti, che segretamente abitava quel bosco sempre pieno di allegria. I folletti allarmati dal pianto dei due bambini accorsero veloci, volando fra i rami degli alberi con le loro alette scintillanti, trovando i due bambini in lacrime poggiati tremanti contro il tronco della quercia più alta del bosco. I minuscoli folletti ne ebbero così tanta compassione che decisero di aiutarli. Tommaso e Veronica avevano gli occhi pieni di lacrime e non notarono subito le luci svolazzanti davanti ai loro occhi, poi pian piano si asciugarono gli occhi e furono rapiti dai mille colori che producevano i folletti per tranquillizzarli. Tranquillizzati i bambini, seguivano sempre più interessati i disegni che producevano le scie di luce, fino a quando il re dei folletti non decise di mostrarsi ai due bambini e di portarli con loro nella casa segreta di tutti i folletti. Qui i bambini fecero prima conoscenza e poi strinsero sempre più amicizia con i meravigliosi folletti, che da sempre custodivano il bosco, cercando di mantenere in equilibrio il fragile ecosistema, minacciato in continuazione dall’inquinamento. I bambini, cominciarono a seguire i loro nuovi amici nelle loro uscite, ad aiutarli nel soccorrere gli animali in difficoltà, a curare gli alberi e a piantarne di nuovi. Piano piano in loro cominciò, senza che se ne rendessero conto, a svilupparsi un forte istinto di protezione per il fragile equilibrio che, rendeva il bosco, un luogo così meraviglioso e accogliente, sia per gli scoiattoli che abitavano negli alberi, sia per gli uccelli i quali nidificavano e trovavano così riparo tra i rami, sia per i pesci e le rane che vivevano nello stagno al centro del bosco. Ma su tutto prevaleva il rispetto che i due bambini nutrivano per i folletti; gli instancabili lavoratori che a costo di sforzi enormi mantenevano il bosco sempre pulito ed ordinato, così che tutti potessero beneficiare della tranquillità e del fresco offerto dai prati e dalle foglie degli alberi. Un giorno, però, il re dei folletti chiamò a se i due bambini e li esortò a tornare a casa. In quel momento i due bambini si resero conto che era passato molto tempo dal loro arrivo nel bosco, e seppur a malincuore s’incamminarono verso la fattoria del nonno, accompagnati dai loro amici folletti e da tutti gli animali del bosco che con il tempo avevano imparato ad amare e rispettare. Tornati a casa, nei loro cuori, i bambini maturarono un profondo rispetto per l’ambiente e gli animali, amando ciò che li circondava, così come avevano imparato dai loro amici speciali, prodigandosi sempre a trasmettere questa riscoperta coscienza ambientale nei loro coetanei; così che anche nella loro fumosa città, i pochi spazi verdi rimasero sempre delle piccole isole di gioia e armonia.

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Abbate Anna Maria, Arico’ Andrea, Castorino Orazio, Cicciari Noemi, Cuzzocrea Fabio, Demirovski Samson, Giunta Daniela, Isgro’ Santi, Maggio Filippo, Perugini Giada, Rapisarda Joseph, Stramandino Antonella CLASSE III A - S. ANTONINO - BARCELLONA POZZO DI GOTTO (ME)

LA PLASTICA RICICLATA DIVENTA FANTASTICA

In una calda giornata primaverile la classe seconda A decise di fare una passeggiata nel quartiere di Sant’Antonino.

Giada aveva sete, prese la bottiglietta e, dopo aver bevuto tutta l’acqua, la gettò per terra.

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Daniela la rimproverò e le disse che bisognava buttarla nell’apposito contenitore.

Intervenne Santi con le sue idee fantasiose affermando che secondo lui le bottiglie andavano a finire magicamente in una botola sotto terra…

…E lì, degli gnomi le scioglievano per realizzare tanti altri nuovi oggetti.

Joseph gridando esclamò che era tutto vero, perché una volta, avvicinandosi ad osservare un formicaio una formica gli sussurrò: RICICLA LA PLASTICA DIVENTERA’ FANTASTICA!

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Tamara allora propose di ascoltare il suggerimento della formichina e di diventare testimoni del riciclaggio della plastica coinvolgendo tutto il quartiere.

Fabio, entusiasta, suggerì di far partecipare tutta la città con lo slogan: BARCELLONA CITTA’ RICICLONA!

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Roberto Tutuianu CLASSE III B - SCUOLA PRIMARIA “DON PACIFICO ARCANGELI” - ORTE (VT)

IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI

L’ambiente oggi è inquinato. Per esempio gli scarichi delle macchine inquinano l’aria, vengono fatte tante strade che danneggiano l’ambiente, vengono tagliati tantissimi alberi che non producono più ossigeno e possono provocare pericolose frane. Troppe case e c’è troppo cemento. La terra è inquinata dalle sostanze chimiche che penetrano nel suolo quando piove, perché le sostanze velenose insieme all’acqua e formano le piogge acide. Le industrie ci buttano i loro scarichi nei fiumi e così avvelenano l’acqua e i pesci dei fiumi e dei mari muoiono. Il mondo che vorrei io è un mondo in cui l’acqua è limpida, l’aria fosse sana. Vorrei tanti boschi pieni di alberi che producono tanto ossigeno per tutta l’umanità. E infine vorrei che i bambini e i loro genitori di tutti i paesi stiano bene.

Paolo Genovese CLASSE III B - S. ANTONINO - III CIRCOLO - BARCELLONA POZZO DI GOTTO (ME)

L’ALBERO DELLA PIAZZETTA

C’era una volta in un parco del quartiere di S. Antonino, un albero secolare, alto e maestoso. Era molto trascurato ,aveva tutte le radici di fuori ed era stato abbandonato al suo destino. Non veniva curato da nessuno... tranne da un gruppo di bambini che si divertivano a giocare sotto la sua chioma. L’albero se ne stava lì da tantissimi anni, era veramente vecchio , sicuramente più che centenario!In autunno i bambini usavano le sue foglie multicolori come morbido tappeto per le loro scorribande e come nascondiglio; in inverno invece, quegli scalmanati, si divertivano ad arrampicarsi sui suoi rami nudi e a tuffarsi sulla terra. A primavera poi si colorava di un viola splendente ed in estate faceva un ombra fresca e profumata... Insomma era veramente un amico dei bambini ! Ma, un brutto giorno, vennero i giardinieri del Comune con tutta l’attrezzatura necessaria per abbattere l’albero, perché da lì doveva passare una strada! In un baleno la notizia si sparse per tutto il quartiere... e giardinieri sicuramente non sapevano ancora che cosa li aspettasse! Ben presto i bambini si armarono di attrezzi e iniziarono a pulire l’albero, a liberarlo dalle erbacce e si arrampicarono fin su in cima , dove attaccarono un grande cartello : “Non mi abbattete, sono amico dei bambini”. Si sistemarono poi sui rami più alti, come sapevano fare bene, e dissero ai giardinieri, e ai curiosi che si erano radunati come al solito nella piazzetta a chiacchierare, che sarebbero scesi da lì ad una sola condizione: che l’albero non fosse abbattuto! Quale non fu la meraviglia dei giardinieri e degli abitanti del quartiere nell’assistere a quella scena! Così i piccoli ribelli portarono avanti la loro protesta: ci fu chi recitò poesie sull’albero, chi cantò canzoni più o meno conosciute, chi fece dei bellissimi disegni e chi lo innaffiò, lo potò,lo curò, lo recintò e preparò dei cartelli da mettere attorno a quel monumento della natura, per spiegare a tutti che gli alberi sono importanti perché producono ossigeno, perché le radici trattengono il terreno, perche colorano la nostra vita e, anche in città, ci fanno sentire il ritmo delle stagioni. 88


Gli alberi ci fanno compagnia - diceva Paolo, un bambino vispo e sensibile alle cose della natura. - Mia nonna si ricorda quando alcuni alberi sono stati piantati e dice che quest’albero si ricorda Garibaldi - rispondeva Tindara. La maestra ci ha detto che quest’albero era qui quando è nata l’Italia! - replicò Giuseppe. Gli adulti allora capirono che i bambini stavano dando loro una grande lezione, così i giardinieri dissero al Sindaco che invece di abbattere quell’albero, che era secolare ma godeva di ottima salute, dovevano piantarne altri, che potessero vivere ancora altri cento anni... per le generazioni future! Così la piazzetta si popolò di alberi sempre più belli e vari e, ben presto anche alcuni uccellini senza casa decisero di trasferirsi in quel bellissimo quartiere così verde!

Alessia Casarino CLASSE V B - SCUOLA PRIMARIA “A. GRAMSCI” I.C. “VAL VARATELLA” - BORGHETTO S. SPIRITO (SV)

SIAMO CIRCONDATI

Durante una giornata al Campo Solare, la squadra di cui io faccio parte, ripulì con me la stanza dei bambini piccoli. Arrivai alla fine delle otto lunghissime ore stanchissima, ma decisi di andare al parco, giocai un po’, poi passeggiai guardandomi intorno e vidi cicche, mozziconi di sigarette, buste di plastica e altri rifiuti. Allora uscii dal parco e andai in cartoleria per comprarmi una penna e, la plastica che la rivestiva la buttai nel primo bidone che trovai. Mentre la gettavo scorsi, con la coda dell’occhio, un signore che sputava la cicca per terra; io mi girai di scatto e me ne andai. Arrivai più o meno dal ponte del Varatella, dove, passavo parecchie volte con il nonno o con papà. Vidi che sugli argini c’erano parecchi rifiuti che la gente incivile e maleducata aveva buttato. Pensai, fra me e me, quanto sarebbe meglio se la gente rispettasse un po’ di più l’ambiente in cui vive.

Di Matteo Nicola CLASSE IV D - SCUOLA PRIMARIA I.C. “E. DE NICOLA” - CASALNUOVO DI NAPOLI (NA)

PARLA UNA GOCCIA

Sono una goccia che viaggia tra le acque dei mari e dei fiumi che spesso, per sfortuna, sono inquinati. Mi guardo intorno e vedo macchie di nafta che intrappolano migliaia di uccelli marini. Sono circondata anche da macchie di catrame e sulla riva sporco i bagnanti. Quando scendo lentamente in profondità trovo anche veleni, come il piombo e il mercurio che uccidono pesci in quantità. Mi manca quel mare bello e brillante in cui voglio stare. Spesso mi ritrovo tra le nubi e precipito pesante tra le sostanze acide che sono nell’aria e, senza volere, infesto mari, laghi, fiumi, torrenti, vegetazione e rovino pure tanto monumenti. Mi sento dispiaciuta, ma non è colpa mia se mi ritrovo a viaggiare per nere strade.

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Sara Piersanti CLASSE III A - SCUOLA PRIMARIA “DON PACIFICO ARCANGELI” - ORTE (VT)

IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI

Il mondo che ho è inquinato a causa dell’uomo, perché con le sue costruzioni inquina l’ambiente. I mari, i laghi ed i fiumi sono inquinati dalle navi perché quando passano buttano il petrolio e gli scarichi dei motori e così rovinano la vita del mondo marino. Le persone in alcuni mari non possono più fare il bagno perché l’uomo butta rifiuti di ogni genere inquinando così anche le spiagge. L’uomo con il fumo delle macchine inquina l’aria che le persone respirano. L’aria è inquinata dal fumo delle industrie, delle fabbriche e dagli scarichi degli impianti di riscaldamento e raffreddamento. L’uomo ha rovinato la terra con il suo comportamento. L’inquinamento del suolo a causa degli insetticidi ed il veleno buttato nei campi rovina l’agricoltura. I coltivatori mettono infatti un veleno per togliere le erbacce però così inquinano la natura e di conseguenza anche le cose che mangiamo. L’inquinamento dell’acqua si crea con gli scarichi di sostanze nocive che finiscono nelle fognature: i detersivi, ci sono poi le petroliere che spargono il petrolio nel mare rovinando l’ambiente marino. Io all’uomo direi di migliorare. Insomma parlo di un mondo pulito dove i bambini giocano tranquilli in giardino, vorrei un mondo dove i mari non sono inquinati. Questo è il mondo che vorrei.

Elena Quattrocchi CLASSE III B - S. ANTONINO - BARCELLONA POZZO DI GOTTO (ME)

L’ALBERO DI ULIVO

C’era una volta un fantastico ulivo che si trovava sulla collina di fronte alla piana di Milazzo. Era fiero e maestoso ed aveva una chioma grandissima e fitta, nella quale facevano il nido moltissimi uccellini. Aveva tanti, tanti anni, quasi non si ricordava più quando era nato! Era passato Garibaldi?? Ma sì! Aveva davanti agli occhi tutti quegli uomini con le camicie rosse che salivano dal porto verso le colline seguendo il loro condottiero. Ma... allora era nato prima! E quel castello che si vede sul promontorio tra i due mari? Si ricordava perfettamente quando l’avevano costruito! Ma... allora .. era veramente vecchio! Sentiva qualche acciacco, aveva dei doloretti ai nodi e ai rami più vecchi, ma continuava a produrre delle olive buonissime … però nessuno veniva più a raccoglierle. Perché? Se lo chiedeva ogni anno in autunno, quando dai suoi rami pendevano gli splendidi frutti! Di una cosa però era sicuro: si ricordava quando non c’erano ancora né la centrale né la raffineria che sporcano l’aria con i loro fumi puzzolenti! Che meraviglia le sere d’estate! Al tramonto si spandeva nell’aria un meraviglioso odore di gelsomino... Infatti la piana era piena di piantagioni di gelsomini che venivano raccolti dalle donne per essere utilizzati per fare le essenze dei profumi. Ora invece nell’aria si sentiva solo puzza di ciminiere! Ecco! Certo! Che stupido che era - pensò - nonostante la mia età, non avevo capito che il problema è questo! Pensò che era arrivata l’ora di comunicare con qualcuno per farsi aiutare. Un giorno, quando una bambina simpatica e sveglia si arrampicò sul suo tronco, le sussurrò: - Ciao! La piccola non si stupì nemmeno un po’ e rispose: - Lo sapevo! Ho sempre pensato che gli alberi parlano! Ma nessuno mi credeva! Ciao vecchio ulivo centenario, come te la passi? Insieme trascorsero un’oretta a parlare e si capivano alla perfezione, tanto che quando la bambina stava per andar via perché stava facendo buio, l’albero le disse: - Allora ti aspetto domani! Porta tutto quello che abbiamo detto! Fu così che la piccola peste preparò di nascosto tutto quello che serviva per mandare il messaggio agli scellerati abitanti della zona e corse dal suo 90


amico albero. Si arrampicò fino su in cima e srotolò un mega striscione, come quelli della pubblicità, sul quale c’era scritto: “Se non cambiate idea al più presto la natura si ribellerà e vi abbandonerà! Basta fumi e ciminiere tornate la natura a rispettare e la Terra ad amare!” Non potete immaginare la soddisfazione dei due amici quando l’indomani tutti videro il messaggio e si guardavano fra di loro per capire chi fosse l’autore! E così, piano piano, gli abitanti della piana capirono che avevano sbagliato tutto e che erano ancora in tempo per rimediare. Cominciarono con l’eliminare la ciminiera della raffineria, poi quella della centrale, poi con le auto che diventarono tutte elettriche, e per finire, decisero che era l’ora di piantare di nuovo i gelsomini. Se venite da quelle parti... potrete sentirne il profumo! E... mi raccomando, andate a visitare l’ulivo centenario!

A. Morich CLASSE V B - SCUOLA PRIMARIA “A. GRAMSCI” I.C. “VAL VARATELLA” - BORGHETTO S. SPIRITO (SV)

NOI E LA SPIAGGIA

Tutto cominciò così, proprio così: Io e delle mie amiche del campo solare di Borghetto Santo Spirito eravamo in spiaggia che non stavamo facendo niente così ad un certo punto costruiamo un bel castello. Trovammo delle cicche di sigaretta così prendemmo dei retini da pesca e pulimmo la spiaggia; trovammo una medusa per terra allora chiamammo la nostra educatrice che la riportò in mare sana e salva. Tornando a riva trovammo delle cartacce in giro per la spiaggia così raccogliemmo tutta la rumenta, andammo nelle nostre cabine per bere, ma appena entrammo trovammo un salvagente sgonfio lo raccogliemmo e lo buttammo nella pattumiera. Poi vedemmo dei bambini che gettarono la carta per terra così gliela facemmo raccogliere. Alla fine della giornata raggruppammo tutti i giochi e quelli rotti li buttammo nella plastica. Se facessimo tutti così potremmo avere un mondo più pulito.

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Fatima Mejri CLASSE III B - SCUOLA PRIMARIA “DON PACIFICO ARCANGELI” - ORTE (VT)

IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI

Nell’ambiente serve la protezione dell’uomo, perché sono stati fatti troppi danni alla natura. Purtroppo è successo che i fiumi sono tutti sporchi perché le industrie vi buttano i loro rifiuti che sono molto velenosi e molti pesci in questo modo muoiono. I fiumi scorrono fino al mare e dopo anche l’acqua del mare diventa tutta sporca e i pescatori si devono accontentare dei pesci che pescano anche se non sono buonissimi. Purtroppo anche gli alberi sono statti tagliati troppo e le loro radici non trattengono più il suolo e ciò provoca le frane del terreno. E quando ci sono le frane si portano dietro rocce,terra,e fango che finiscono sui paesi e rovinano tutto e le frane possono distruggere anche le case e provocano molte vittime,come sentiamo spesso in televisione. L’uomo costruisce troppe strade troppe case,centrali pericolose per la natura,infatti a volte succedono tante brutte cose per colpa dell’uomo. Anche l’aria che noi respiriamo è inquinata, perché insetticidi, i veleni, l’immondizia, i rifiuti plastici che vengono bruciati sviluppano gas pericolosi che se vengono respirati fanno ammalare le persone. Gli impianti di risalimento e raffreddamento avvelenano l’atmosfera e quando piove la pioggia diventa acida per le sostanze nacive che sono evaporate e quando ricadono sul terreno inquinano la terra e i suoi prodotti e cosi rovinano anche la nostra salute. Il modo che vorrei è fatto di strade pulite dei parchi pieni di fiori dei parchi dove i bambini possono giocare e dei fumi e dei mari con acqua pulita dove nuotare senza aver paura di prendere le bolle.

Aiello Nancy, Alesci Graziano, Benvegna Salvatore, Bucolo Giuseppe, Calcagno Denise, Fazio Diego, Genovese Paolo, Giorgianni Eduardo, Grasso Salvatore, Guraj Erika, Impallomeni Paolo, Kopili Erxan, Mancuso Santina, Puliafito Salvatore, Puliafito Tindara, Quattrocchi Elena, Rizzo Nadine, Sofia Sara, Trifilo’ Roberta, Maio Anthea CLASSE III B - S. ANTONINO - BARCELLONA POZZO DI GOTTO (ME)

VAMPA E IL TESORO DEL VULCANO

Ahi ahi! Da quando quel dispettoso del principe Cappero gli aveva spento il fuoco con la pistola ad acqua, Vampa, il draghetto domestico, non riusciva più ad accenderlo e, sconsolato, stava sempre affacciato alla finestra del castello di Milazzo. Da li’ vedeva tutte le montagne della Sicilia … e, un giorno, si addormentò con la testa sul davanzale. Il principe Cappero lo vide e pensò che per riconquistare la principessa Carmelina, che non ne voleva più sapere di lui, avrebbe potuto compiere una missione veramente difficile:far recuperare il fuoco a Vampa! Studiò un piano:prima lo catturò con la sua balestra e, dopo averlo sdraiato ancora addormentato sul suo tappeto magico, andò a gettarlo … nientepopodimenochè … nella bocca di un vulcano! Ma non un vulcano qualsiasi, ma il più grande vulcano d’Europa: 92


l’Etna! Quando Vampa si risvegliò, si guardò attorno un po’ intontito... Non riusciva proprio a capire dove fosse. Ma certo! Quello era proprio un vulcano! Ecco dove si trovava! Nella camera magmatica dell’Etna... e cosa aveva trovato dentro?! Lui che aveva bisogno il fuoco... aveva trovato... un mare! Se lo avesse raccontato, chi ci avrebbe mai creduto? Scrutò con attenzione ogni minimo particolare, non doveva sfuggirgli nulla... Quel mare era proprio bello, con i suoi riflessi verde smeraldo... Certo -pensò- nessuno sospetterebbe che l’Etna dentro ha un cuore... d’acqua! Ma..., bando alle ciance, lui era là per il fuoco! Dove doveva cercare? Le sue rinomate antenne draghine, che in altre occasioni lo avevano salvato, si erano bagnate troppo e non lo aiutavano proprio! Mentre si guardava attorno con circospezione, vide un grosso pescespada saltare dalle onde verde smeraldo e senti’ il suo nome.- Ciao Vampa! Ben arrivato! Subito fece un balzo e inarcò la schiena sfoderando gli artigli... Ma il pescespada lo chiamò di nuovo per tranquillizzarlo. - Non ti preoccupare! Semmai sono io che dovrei preoccuparmi, sapendo quanto sei bravo con le fiamme ! Scommetto che sei qui... perché cercavi il fuoco! Sapevo che prima o poi qualcuno sarebbe arrivato, come per magia, e avrebbe potuto finalmente aiutare, lasciamelo dire, quegli stupidi degli umani!- Per tutte le fiamme dei vulcani! Che storia è questa? Chi sei tu? - rispose Vampa dopo il primo momento di meraviglia. - Io? Semplice! Sono il tesoro del vulcano! Ti sembra strano? Beh, naturalmente non solo io, ma anche tutti i miei fratelli! Adesso ti racconto tutto. Una volta, il Mediterraneo, era un mare pulito, caldo e pescoso e noi nuotavamo felici in grandi banchi... e i pescatori, naturalmente, qualche volta riuscivano a catturarci. Non ci dispiaceva pensare di poter diventare una “braciolettina” consumata golosamente da un bambino paffutello, o un sughetto delizioso gustato da una bambina bruna e carina... ed anche dal suo gattone, che aspettava le splendide lische! E’ il nostro destino: che ci vuoi fare? In fin dei conti era la vita: noi a scappare e gli umani a lanciare gli arpioni! Ma purtroppo gli uomini non sono stati tanto “intelligenti” da conservare questa ricchezza in modo corretto ed hanno in breve tempo sporcato e reso invivibile le acque del nostro mare... Cosi, Nettuno, Dio del mare, vedendo quello sfacelo, decise che gli umani non si meritavano un tesoro cosi’ grande e ci ha condotto qui, in questo mare nascosto, sconosciuto da tutti ! Certo, si corrono meno rischi, ... però vuoi mettere la soddisfazione di sentirsi il “trionfo” della cucina non solo della provincia di Messina, ma di tutta la Sicilia? Adesso sai quali pescespada mangiano? Quelli che arrivano da oceani lontani, che chissà da quanto tempo sono stati pescati! Mentre noi qui ci annoiamo... Come mi piacerebbe risentire per una volta quelle canzoni e affilare la mia spada per strappare la rete! Insomma lottare per la vita, ma anche morire con onore e sentirmi utile! Quando Vampa stava per riprendersi dalla meraviglia, senti che la spiaggia sotto i suoi piedi cedeva e, all’improvviso, fu “sputato” fuori dalla bocca del vulcano e, magicamente, si ritrovò... nella cucina della principessa Carmelina, con una fiamma lunga e rovente che fuoriusciva dalla sua bocca spalancata! Appena in tempo per sentire la voce del re Ghiottone, il papà di Carmelina che diceva: - Oggi mi piacerebbe mangiare braciolette di pescespada siciliano... Vampa si mise subito all’opera insieme a Carmelina per preparare le braciolette, mentre il principe Cappero, sentendo quel delizioso profumino che si sprigionava dalla finestra e inondava la pianura, pensava: - Ma chi avrà aiutato Carmelina a preparare simili delizie? Quando Vampa lo vide sotto la finestra, sputò una fiammella per attirare la sua attenzione e disse: - Sali, ce ne sono anche per te! Questa volta metterò io una buona parola con Carmelina! Fu cosi’ che Cappero sposò Carmelina... per merito di una braciolettina!

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Gioele Bianconi CLASSE III B - SCUOLA PRIMARIA “DON PACIFICO ARCANGELI” - ORTE (VT)

IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI

L’ ambiente in cui viviamo è molto sporco. Tutto ormai è inquinato come i fiumi per esempio, sono sporchi perché le industrie vi buttano i rifiuti e così la pesca diventa difficile, e noi quando andiamo a fare spesa non ci fidiamo del pesce che troviamo nei negozi, perché non sappiamo se è buono. Poiché i fiumi sono sporchi, e alla fine del loro cammino entrano nel mare, si inquina anche questo ambiente, poi quando evapora forma l’ acqua acida. Il mondo è inquinato dall’ azione dell’ uomo perché costruisce troppe case, dighe pericolose e centrali nucleari. L’uomo provoca disboscamenti e così la mancanza degli alberi crea le frane purtroppo a volte ricadono sui paesi creando dei veri disastri; lo abbiamo visto anche dal computer . Io vorrei che in futuro l’ambiente fosse pulito e che i bambini potranno respirare buona aria senza fumi cattivi e pericolosi. Con tanti bei prati verdi pieni di fiori dove giocare felici.

T.j. Quartucci CLASSE V B - SCUOLA PRIMARIA “A. GRAMSCI” I.C. “VAL VARATELLA” - BORGHETTO S. SPIRITO (SV)

A COME AMBIENTE

La natura è molto importante e noi la dobbiamo proteggere, dobbiamo innaffiarla, non inquinarla come buttarci sacchetti, non buttarci sostanze velenose: la spazzatura. Mio fratello fa l’agricoltore che vuol dire coltivare i fiori e lo fa con mio zio, che si chiama Sergio. Davide un giorno era venuto a casa mia, quando abbiamo visto tantissimi sacchetti sugli alberi, li abbiamo raccolti tutti e poi li abbiamo buttati nella plastica. La natura è molto importante perché ci fornisce l’ossigeno, è molto importante perché ci fa respirare. Io mi ritengo un bambino fortunato dato che abito in un posto dove, anche se l’uomo ha costruito molti palazzi, riesco ad avere, vicino a casa, ancora tanti spazi verdi, dove posso trovare alberi e anche qualche animale selvatico. Ognuno di noi dovrebbe imparare ad apprezzare e amare l’ambiente in cui vive. Basterebbero piccole cose, piccoli gesti come quello di non buttare le cartacce per terra, buttare carta e plastica negli appositi cassonetti, usare un po’ meno la macchina, muoversi a piedi, con la bici o con i mezzi pubblici, usare le aree attrezzate per portare i cani a fare i bisogni. Piccole cose che se fatte da tutti danno dei giovamenti all’ambiente dove viviamo.

Edoardo Carloni CLASSE III A - SCUOLA PRIMARIA “DON PACIFICO ARCANGELI” - ORTE (VT)

IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI

Il mondo che ho è tutto inquinato per colpa dell’uomo. L’essere umano lo inquina e spesso lo spreca. Le case, le dighe e le centrali nucleari sono state fatte con il cemento, che l’uomo utilizza troppo, inquinando molto l’ambiente, spesso per guadagnare denaro per lui, però non capisce che facendo così rovina molto il suo pianeta. L’inquinamento dell’ambiente è molto presente nell’acqua. Infatti ci sono delle fognature che scaricano nei mari veleni, detersivi e saponi e ci sono le navi che trasportano il petrolio che quando si rompono riversano grandi quantità di petrolio inquinando il mare per molto tempo, uccidendo molti pesci e tutta la flora marina. Quindi i pescatori si devono accontentare del poco pesce che pescano. Anche nell’aria ci sono cose che inquinano molto, come per esempio gli impianti di riscaldamento 94


o di raffreddamento, ci sono per finire le industrie che riversano molti gas nocivi nell’aria. Anche il suolo è molto inquinato. A causa dell’agricoltura fatta male il suolo è pieno di insetticidi, concimi e veleni. Nelle discariche si trova immondizia e rifiuti di ogni tipo. Tutto questo alla fine inquina tutto ciò che mangiamo. Mi piacerebbe vedere il mondo più pulito dove nessuno inquini nemmeno per buttare una sigaretta per strada . Vorrei che tutte le industrie e le centrali non gettassero veleno nell’aria; che tutti facessero la raccolta differenziata e che smettessero di distruggere le foreste. Ho sentito alla televisione che esistono energie pulite come il sole e il vento e spero che un domani tutti le usino per riuscire finalmente ad avere un mondo pulito.

Villa Daniel, Piazzai Gabriele, Carletti Nicolo’ CLASSE V - SCUOLA PRIMARIA “GIANNI RODARI” - BOISSANO (SV)

IL RAGAZZO E LE TARTARUGHE

Un ragazzo buono, vivace e allegro di nome Marco andò in spiaggia e vide una tartaruga molto triste. La osservò per un po’ poi le chiese: - Cos’ hai piccolina? La tartaruga rispose: - Sono triste perché l’uomo, costruendo case e palazzi, sta rovinando l’ambiente e questa spiaggia! Marco, poiché anche lui apparteneva al genere umano, si sentì in colpa e andò dal sindaco del paese per convincerlo a prendere provvedimenti e fare in modo che fossero ripulite le spiagge. il sindaco accettò e chiese collaborazione a tutti i cittadini che si diedero da fare per tre giorni interi: le spiagge furono ripulite e le tartarughe salvate. Lì vicino c’era una fabbrica di sacchetti che non potevano più essere prodotti in quanto non rispettavano le regole imposte per tutelare l’ambiente. Un giorno Il proprietario i fece gettare in mare tutti i sacchetti che non potevano essere venduti. Ben presto le onde li riportarono a riva e le tartarughe furono nuovamente in pericolo.. Quando Marco tornò a spiaggia, vide solo sacchetti e capì che provenivano dalla fabbrica, cosi andò dal proprietario e gli fece capire,parlandogli, che l’ambiente va rispettato. L’uomo capì: smise di gettare i sacchetti sulla spiaggia e si dedicò molto alla natura,decise poi di aprire una fabbrica di sacchetti ecologici. Le tartarughe vissero felici e contente grazie a Marco.

Chiara Amendola CLASSE V B - SCUOLA PRIMARIA “A. GRAMSCI” I.C. “VAL VARATELLA” - BORGHETTO S. SPIRITO (SV)

LA STUPIDITA’ DELL’UOMO…E LA SUA CREATIVITA’!

L’ambiente è molto affascinante e bello, però, in questi ultimi secoli è stato rovinato da oggetti artificiali e dall’inquinamento ambientale e atmosferico. Vi voglio raccontare di quando sono andata in montagna in un bosco molto bello. La prima cosa che ho notato appena scesa dalla macchina è stata tutta la spazzatura che c’era, tipo carte, cartacce, bottiglie di vetro, sigarette…e tutto questo è fatto dall’uomo che, stupidamente, rovina la natura che è la cosa più preziosa per lui. Le persone, secondo me, dovrebbero rispettare di più l’ambiente, un primo passo sarebbe quello di fare la raccolta differenziata, così potremmo essere più responsabili e meno preoccupati per dove buttare la spazzatura. Credo che a nessuno piacerebbe dormire in un letto tutto sporco e puzzolente. La fase del riciclaggio si potrebbe fare anche in un altro modo: alla materna le nostre maestre ci fecero andare in una spiaggia sul lungomare e li raccogliemmo tutte le cose possibili da riciclare: conchiglie, barili, tappi e plastica. Arrivati a scuola, la maestra con la colla calda ci attaccò ad un cartoncino le varie cose riciclate e ci facemmo un quadro. L’indomani con gli oggetti rimasti costruimmo dei regali per i nostri genitori. 95


Noi possiamo riciclare anche altre cose come le bottiglie di plastica per fare vasi e annaffiatoi, ora ve lo spiego: per fare un vaso tagli la bottiglia in due parti e le sovrapponi, ci metti dentro della terra e un seme ed ecco il vaso; per fare un innaffiatoio bucherelli il tappo della bottiglia, poi ci metti dell’acqua, rimetti il tappo e poi sei pronto per innaffiare.

Sara Sofia CLASSE III B - S. ANTONINO - BARCELLONA POZZO DI GOTTO (ME)

LA RIVOLUZIONE DI PINO

C’era una volta un albero secolare che si chiamava Pino. Viveva tutto solo in una città piena di palazzi, di fabbriche e di macchine. Il cielo era sempre grigio fumo, anche perché faceva molto freddo e, nelle case si accendevano spesso i riscaldamenti, così l’aria era veramente piena di smog. Pino spesso si sentiva solo e triste, ma, un giorno, su un ramo si posò un uccellino! Erano tantissimi anni che non si posava più un uccellino sui suoi rami... forse da quando era giovane! Pino fu felice e gli chiese da dove venisse e perché si era posato lì. L’uccellino, che si chiamava Gino, rispose - Ho perso la mia mamma! Stavo volando insieme a lei ma, in mezzo a tutto quello smog, l’ho persa di vista! Pino subito si offrì di aiutarlo, anche perché, guardandolo bene aveva capito che era il figlio di due suoi vecchi amici che una volta si erano fatti il nido sulla sua chioma. Allora disse a Gino: - Chiama tutti i tuoi amici animali e digli di venire qui!Gino rispose: - Li chiamerò subito e, forse, con il loro aiuto, riusciremo a far spostare da qui quella fabbrica che inquina così tanto l’aria. Quando arrivarono gli animali Pino rimase stupito: erano veramente tanti! Anche gli animali rimasero a bocca aperta nel vedere Pino : un albero così vecchio e cosi grande, un vero monumento vegetale! Uno scoiattolino intraprendente gli chiese: - Perché ci hai mandato a chiamare? Pino gli spiegò tutto e, in men che non si dica, scoppiò la RIVOLUZIONE! Gli animali si radunarono vicino alla fabbrica e... gli scoiattoli cominciarono a tirare noci contro i macchinari, tre scimmiette in motorino seminavano il terrore nelle strade, dei topini rosicchiavano le gomme delle macchine parcheggiate. Infine uno sciame di api, travestite da diavolette, con il tridente e il pungiglione lungo e affilato, inseguivano i proprietari che scappavano terrorizzati... già pentiti di avere realizzato quel mostro! Gli uomini avevano capito di avere sbagliato : gli animali stavano facendo loro la guerra perché volevano fare tornare il cielo azzurro e l’aria pulita, com’era una volta, quando Pino era un albero giovane e tenero... Gli animaletti avevano trovato un nuovo amico e Pino aveva ritrovato la compagnia! Il cielo divento di nuovo azzurro e... Gino ritrovò la sua mamma! 96


Piera Cognome CLASSE III B - SCUOLA PRIMARIA “DON PACIFICO ARCANGELI” - ORTE (VT)

IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI

Il mondo che ho è stato inquinato da detriti e gas nocivi e rischiamo ogni giorno di ammalarci. La natura muore per il danneggiamento dell’uomo che troppo spesso costruisce le case, le dighe, le strade, gli impianti e le centrali che rovinano l’ambiente. I fiumi, per esempio sono sporchi perché le industrie vi buttano i loro rifiuti e gli scarichi dei macchinari. I pesci vivono male in questo ambiente e molti muoiono, e quelli che arrivano sulla nostra tavola non sono tanto buoni. L’acqua dei fiumi scorre ed arriva al mare e inquina anche questo ambiente. E spesso in tanti posti non si può nemmeno fare più il bagno in estate. Se respiriamo l’aria molto sporca dobbiamo prendere tantissime medicine. Purtroppo le città sono inquinate dai gas velenosi e molto pericolosi per noi bambini, gas che escono dalle macchine e dalle industrie. Così l’aria che respiriamo fa male alla nostra salute. Il mondo che vorrei è quello che non è inquinato e vorrei i fiumi puliti in modo che i bambini possono stare in acqua e schizzarsi, ridere e scherzare come facevano una volta i nostri nonni.

G. Granero CLASSE V B - SCUOLA PRIMARIA “A. GRAMSCI” I.C. “VAL VARATELLA” - BORGHETTO S. SPIRITO (SV)

A COME AMBIENTE

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Michail Khangallardo CLASSE III B - SCUOLA PRIMARIA “DON PACIFICO ARCANGELI” - ORTE (VT)

IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI

Il mondo che ho è un ambiente inquinato dalle macchine che fanno tanto fumo e che fanno danni all’aria che ai bambini li fa ammalare e devono prendere le medicine. Le industrie gettano i loro rifiuti nei fiumi che poi arrivano fino al mare e non si può più fare il bagno e i pesci e la vegetazione marina muoiono . Vengono costruite troppe case e c’é troppo cemento e pochi prati per giocare. Anche il suolo é inquinato perché spesso si buttano tante cose pericolose in giro come la plastica e l’immondizia di ogni tipo che avvelenano la terra. Invece il mondo dovrebbe esse re pulito . Si deve imparare a riciclare i rifiuti e non si deve buttarli nel mare o nel fiumi. Il nostro pianeta in 98


questo modo sarebbe più pulito. Io vorrei che la smettessero di buttare immondizia sulla strada: bottiglie, bucce di banana pezzi di metallo, lattine, cartacce e mi piacerebbe avere un mondo migliore di questo, molto diverso, più responsabile. Chi si prende cura del pianeta comincia a curare la terra. Così vorrei che sia.

K. Cedeño CLASSE V B - SCUOLA PRIMARIA “A. GRAMSCI” I.C. “VAL VARATELLA” - BORGHETTO S. SPIRITO (SV)

A COME AMBIENTE

Filippi Davide, Braghin Lorenzo CLASSE V - SCUOLA PRIMARIA “GIANNI RODARI” - BOISSANO (SV)

I DUE AMICI

Un giorno dei bambini stanno giocando. Marco getta una lattina di aranciata per terra e Giovanni lo invita a raccglierla ma Marco irritato risponde: - Perchè? Cosa ha fatto l’ambiente per me? Giovanni desolato la raccoglie. L’indomani Giovanni spiega a Marco che l’ambiente va rispettato dicendogli: - E’ meglio riutilizzare che buttare, noi in terza elementare abbiamo fatto un laboratorio dove, riutilizzando vestiti vecchi, abbiamo creato bellissime marionette. Marco aggiunge: - Ma chi se ne frega! Giovanni chiede: - Ti piacerebbe se qualcuno venisse in casa tua e la sporcasse? Marco risponde: - Certo che no. Giovanni ribatte: - Allora tu non devi inquinare l’ambiente perchè ci aiuta a stare bene: se non ci fossero gli alberi dove saremmo?! Se non ci fossero gli animali dove saremmo?! Per rispettare ogni giorno l’ambiente basta seguire certe semplici regole: quando ci laviamo i denti chiudiamo il rubinetto,spegniamo la luce nelle stanze dove non ci siamo,quando siamo sotto alla doccia chiudiamo l’acqua... se non serve. Marco concorda con Giovanni dicendogli: - Da domani ti prometto che lo farò anch’io. 99


Alice Sisto CLASSE III B - SCUOLA PRIMARIA “DON PACIFICO ARCANGELI” - ORTE (VT)

IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI

Mai come oggi il mondo è minacciato dall’azione dell’uomo. La natura muore perché l’uomo danneggia l’ambiente costruendo strade, case ovunque, impianti industriali, dighe di cemento armato e centrali elettriche soprattutto per creare guadagno, distruggendo così la bellezza della natura. L’uomo inquina l’ambiente con molti rifiuti tossici e dannosi anche per la sua salute. Il suolo è inquinato da molti insetticidi che fanno produrre di più, ma avvelenano le coltivazioni, dall’immondizia tra cui soprattutto i rifiuti plastici gettati ovunque persino nei nostri boschi più protetti. Anche l’aria è inquinata dal fumo delle fabbriche, delle industrie, dai gas delle centrali elettriche, dalla benzina bruciata dai mezzi di trasporto, tutte cose nocive che di certo non fanno onore all’umanità. A tutto ciò, conseguono delle brutte malattie, a volte anche non curabili che colpiscono anche noi bambini, come abbiamo potuto vedere al computer osservando le foto dei bambini di Chernobil. L’uomo inoltre inquina l’acqua con scarichi di detersivi nelle fognature, con le sostanze nocive delle industrie, delle navi e delle petroliere, causando dei disastri ambientali tremendi. Ad esempio in alcuni mari non si può fare neanche il bagno; molti animali marini e molte piante acquatiche muoiono a causa degli scarichi nocivi riversati nel mare. Vorrei molto che questo mondo cambiasse. Per stare meglio occorre proteggere il paesaggio, aumentare il verde pubblico e curarlo, rispettare le regole della caccia e della pesca, insomma avere più amore per quello che Dio ci ha donato, soprattutto per i nostri figli futuri.

Asia Gallo, Costa Silva CLASSE V B - SCUOLA PRIMARIA “A. GRAMSCI” I.C. “VAL VARATELLA” - BORGHETTO S. SPIRITO (SV)

A COME AMBIENTE

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Eleonora Presenti CLASSE III A - SCUOLA PRIMARIA “DON PACIFICO ARCANGELI” - ORTE (VT)

IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI

Il mondo che ho si sta rovinando per colpa dell’uomo. L’uomo getta a terra bottiglie, plastica e metallo, quindi l’ambiente si inquina. Il suolo che abbiamo si sta rovinando per colpa dell’uomo perché utilizza gli insetticidi che possono portare sostanze nocive al terreno, quindi anche i raccolti poi sono inquinati e per noi sono molto pericolosi quando ci nutriamo. Nel mare i pesci muoiono perché le navi scaricano rifiuti e le petroliere il petrolio, che può far male a tutto il mondo marino. I pescatori possono prendere pochi pesci, e quelli che prendono spesso possono essere malati. L’uomo costruisce troppe fabbriche, impianti e industrie e il loro fumo danneggia l’aria e questo è molto pericoloso per gli uccelli e per tutti gli esseri viventi. Insomma questo mondo cosi non và. Vorrei un modo più pulito dove tutti i bambini stiano bene come noi. Vorrei che tutti i laghi, mari e fiumi siano puliti perché sennò quando avremo i nostri futuri figli non potranno fare il bagno ma soltanto guardare il mare da lontano, e quando andremo a fare le passeggiate dovremmo portare le mascherine per proteggere la nostra salute.

Silvia D’ascoli CLASSE V B - SCUOLA PRIMARIA “A. G

A COME AMBIENTE

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J.t. Quartucci CLASSE V B - SCUOLA PRIMARIA “A. GRAMSCI” - BORGHETTO SANTO SPIRITO (SV)

A COME AMBIENTE

Giovanni Balena

Giovanni Balena CLASSE III A - SCUOLA PRIMARIA “DON PACIFICO ARCANGELI” - ORTE (VT)

IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI

Il mondo non è più come era ai tempi dei nostri nonni; fiumi inquinati, aria sporca e suolo rovinato dagli insetticidi. L’aria la rovinano le costruzioni dell’uomo: fabbriche, centrali nucleari, fumo delle automobili ecc... E se noi respiriamo aria inquinata ci possono prendere malattie molto serie e ci ammaliamo, anche le piante e gli animali si ammalano nutrendosi di sostanze inquinate. Per esempio quando la maestra ci ha fatto vedere il filmato di Chernobyl una città in Russia dove una parte della centrale nucleare è scoppiata, ci siamo resi conto di quanto è pericoloso l’inquinamento dell’aria. Il suolo lo dobbiamo liberare dagli insetticidi e non dobbiamo buttare cartacce, pile e veleni dei contadini. Nell’acqua ci sono molti veleni che vanno poi nei fiumi i quali poi si gettano nel mare facendolo diventare sporco e da non farci più il bagno. Anche i pesci muoiono e i pescatori devono accontentarsi del pesce che pescano. Una volta non era così, ce lo dicono i nostri nonni e le nostre maestre che quando il fiume era limpido e pulito ci si poteva fare il bagno. Anche nel nostro paese c’è un fiume che si chiama Tevere e un tempo ci si poteva fare il bagno. Oggi purtroppo è uno dei fiumi più inquinati. Il mondo che vorrei è che non ci fosse più l’immondizia che non ci fossero più gli insetticidi nel terreno; che l’aria e l’acqua non fossero inquinate dai fumi e dagli scarichi per andare tranquilli a fare il bagno al mare, e per respirare aria pulita e non inquinata.

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Degiorgis Irene , Palermo Matteo, Lopreiato Francesca Classe V - SCUOLA PRIMARIA “GIANNI RODARI” - BOISSANO (SV)

LA PICCOLA STORIA DI DIEGO

C’era una volta un bambino di nome Diego che non rispettava l’ ambiente: non faceva la raccolta differenziata e buttava i sacchetti di nilon in strada. Un giorno sua cugina Alicia che era un po’ più grande di lui, gli voleva spiegare : -L’ ambiente è qualcosa di speciale e prezioso come un tesoro che deve essere tutelato, protetto, amato e salvaguardato . Diego era un po’ birichino infatti non voleva capire che quello che faceva non era corretto nei confronti dell’ ambiente e di tutte le persone che lo rispettavano. Un giorno, a scuola,alla maestra Enrica venne la brillante idea di far costruire a Diego e ai suoi compagni un burattino fatto con oggetti di riciclo: (stoffa, bottoni, nastri, bottiglie...).Diego che si era pure divertito, capì che non doveva più inquinare l’ambiente ma proteggerlo.

Lisa Lo Grasso CLASSE V B - SCUOLA PRIMARIA “A. GRAMSCI” I.C. “VAL VARATELLA” - BORGHETTO S. SPIRITO (SV)

A COME AMBIENTE

Matteo Colafigli CLASSE III B - SCUOLA RPIMARIA “DON PACIFICO ARCANGELI” - ORTE (VT)

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Matteo Colafigli CLASSE III B – SCUOLA RPIMARIA “DON PACIFICO ARCANGELI” - ORTE (VT)

IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI

Il nostro ambiente di vita è stato danneggiato dall’uomo che ha costruito strade, case, impianti, dighe e centrali nucleari. L’uomo sta danneggiando sempre di più il nostro pianeta terra che si sta inquinando senza un rimedio. Nell’aria gli impianti di riscaldamento e di raffreddamento e i fumi delle industrie mandano gas che fanno male a tutti specialmente a noi bambini che rischiamo di ammalarci. Anche il suolo è inquinato dai veleni usati nell’agricoltura, dall’immondizia gettata sul terreno, dai rifiuti plastici abbandonati e dagli insetticidi usati in modo rovinoso. L’acqua è inquinata dalle sostanze lasciate dalle petroliere, dalle navi, dalle industrie e dai detersivi nelle fognature che provocano danni seri perché l’acqua serve per innaffiare le piante e serve anche nelle case e se arriva inquinata ci fa sentire male e dobbiamo prendere molte medicine. A me non piace questo mondo perché è stato inquinato troppo. Io vorrei che l’uomo non inquinasse più niente così i fiumi, l’aria, il suolo e l’acqua sarebbero puliti e i bambini potrebbero vivere e crescere in un mondo dove giocare tranquilli.

Andrea Duardo CLASSE V B - SCUOLA PRIMARIA “A. GRAMSCI” I.C. “VAL VARATELLA” - BORGHETTO S. SPIRITO (SV)

L’UOMO E L’AMBIENTE

L’uomo, da tempo, distrugge qualsiasi cosa gli capiti davanti. Le foreste, gli alberi continuarono a diminuire sempre di più e gli spazi verdi ricoperti da palazzi enormi. L’uomo crede che le piante siano organismi così, senza nessuna utilità, ma non è così, le piante hanno una funzione molto importante, che è quella di produrre l’ossigeno, un gas molto importante per la sopravvivenza dell’uomo. Già ce n’è per miracolo, se continuiamo così non ce n’è più. Se rispetti l’ambiente, l’ambiente rispetta te.

Andrea Lecini CLASSE III B - SCUOLA PRIMARIA “DON PACIFICO ARCANGELI” - ORTE (VT)

IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI

L’ambiente di oggi è tutto inquinato dagli scarichi di macchine e industrie che hanno inquinato l’aria. Così quando respiriamo ci fa male e ci possiamo ammalare. Ci sono tante costruzioni di case, strade, centrali, industrie che hanno rubato tutto lo spazio verde e i bambini non sanno più dove giocare. L’acqua dei fiumi è sporca perché ci scaricano dentro detersivi e le sostanze velenose. Poi il fiume quando arriva al mare inquina anche la sua acqua e i pesci muoiono; a volte non si può fare nemmeno il bagno. Io vorrei che il mondo fosse tutto pulito, che nell’aria non ci fossero i gas nocivi, che l’acqua del fiume, dei mari e dei laghi fosse limpida e piena di pesci; dove i bambini potrebbero nuotare felici. E vorrei che ci fossero tanti prati pieni di fiori con tanti uccellini che volano, e contenti bambini che giocano felici.

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Tabita Puha CLASSE V B - SCUOLA PRIMARIA “A. GRAMSCI” I.C. “VAL VARATELLA” - BORGHETTO S. SPIRITO (SV)

SALVIAMO LA NATURA

Vorrei raccontarvi una storia... Il giorno prima della gita nella classe 5°B c’era molta confusione, così la maestra Cristina fece un urlo e tutti zittirono, poi disse arrabbiata : “Allora ragazzi domani dovrete comportarvi ben e portare tutto l’occorrente per il picnic!”. I ragazzi contenti risposero “Ok! Maestra faremo tutto il possibile! A domani!” Il giorno dopo prima di partire Matteo si sentì male così la maestra Cristina gli disse di tornare a casa, ma lui disse “No! Non voglio rimanere a casa voglio partire con voi!”. Così la maestra Cristina gli disse “Ok! Basta che in gita non ti succeda niente perché sei sotto la mia responsabilità!”. Cristina mise al collo di Matteo il tesserino e partirono. Nel pullman c’era una tale confusione che si stavano per schiantare contro un albero. Arrivati sulle colline della Toscana si fermarono per fare il picnic e quando scesero si meravigliarono della bellezza di quel paesaggio. Dopo che fecero il picnic videro dei bambini che buttavano i loro rifiuti per terra, così andarono da loro e gli parlarono: “Non dovete buttare i rifiuti per terra rovinate il paesaggisti possono essere riciclati!!”, ma loro continuarono a sporcare e così la maestra li riprese con la fotocamera e fece vedere il video alla polizia, così li presero, li portarono dai loro genitori e restarono in castigo per 3 mesi. Alla maestra Cristina vene un’idea:” Perché non puliamo tutto, così il paesaggio ritornerà bello come prima?”. I ragazzi si misero a pulire, proprio in quel momento Matteo iniziò a stare male così lo portarono all’ospedale e tutti i ragazzi, tristi tornarono a casa. Il giorno dopo Matteo tornò a scuola e i suoi compagni per fargli una sorpresa gli fecero una collana con i rifiuti buttati per terra dai 2 bambini!! Matteo era così contento che insieme ai suoi genitori organizzò una gita al mare...ma questa è un’altra storia!!

D. Corvi CLASSE V B - SCUOLA PRIMARIA “A. GRAMSCI” I.C. “VAL VARATELLA” - BORGHETTO S. SPIRITO (SV)

A COME AMBIENTE

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Di Tuccio Rosario

CLASSE IV D - SCUOLA PRIMARIA I.C. “E. DE NICOLA” - CASALNUOVO DI NAPOLI (NA)

“IL VIAGGIO DI UNA GOCCIA”

In un mare inquinato, c’era una goccia sporca, che in fin di vita cercava un po’ di mare pulito. Per sua fortuna, c’era un sole così caldo che la fece evaporare. La piccola goccia salì in alto, così in alto che incontrò aria così fredda che all’improvviso scese sotto forma di pioggia. Molta parte dell’acqua andò nei mari e nel terreno, invece la goccia andò in una falda acquifera. Lì si sentiva dispersa e disorientata. Ma dopo una settimana fu presa da alcuni omoni che la condussero in una vasca di depurazione. Da lì in poi in una vasca di fanghi attivi. Lei allora contenta disse: - Evviva sto diventando pulita! - Dopo, fresca e potabile finì nei tubi dell’acquedotto e da lì si ritrovò nelle abitazioni di tutta la città e fu contenta per la sua utilità.

P. Calliku CLASSE V B - SCUOLA PRIMARIA “A. GRAMSCI” I.C. “VAL VARATELLA” - BORGHETTO S. SPIRITO (SV)

A COME AMBIENTE

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Davide Uffreduzzi CLASSE III B - SCUOLA PRIMARIA “DON PACIFICO ARCANGELI” - ORTE (VT)

IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI

Il mondo che ho è inquinato perché l’uomo costruisce troppe case, strade, dighe, industrie, centrali nucleari e elettriche. Il fumo che le macchine e le industrie provocano inquina l’aria che tutti noi respiriamo. La maestra ci ha letto un testo nel quale si diceva che in America vicino a un bellissimo bosco avevano costruito una centrale. Il fumo che usciva inquinava il bosco e tutti gli alberi si stavano ammalando. Allora decisero di fare i camini delle fabbriche più alti, ma il vento trasportava il fumo e andava comunque sugli altri alberi, provocando grossi danni ai boschi. Questo ci insegna che non dobbiamo fare camini più alti ma evitare di usare sostanze velenose. Il suolo è inquinato con i veleni, gli insetticidi e i rifiuti plastici, buttati dappertutto poiché ciò che mangiamo non è sano a causa di queste sostanze. I detersivi, le fognature e le industrie inquinano l’acqua dei fiumi. Cosi quando i fiumi arrivano al mare si inquina anche la sua acqua e i pesci soffrono così come tutto l’ambiente marino. Io vorrei un mondo diverso da quello di oggi e che nulla fosse inquinato, così noi bambini potremo crescere in un mondo più pulito con la natura che non sarà più inquinata. 107


G. Granero

CLASSE V B - SCUOLA PRIMARIA “A. GRAMSCI” I.C. “VAL VARATELLA” - BORGHETTO S. SPIRITO (SV)

A COME AMBIENTE

Il problema spazzatura è un problema che esiste da anni, se ne parla sempre in televisione e varia da regione a regione, specialmente nel meridione questo problema è più sentito e si ha un atteggiamento di menefreghismo. Al momento uno pensa di poterlo risolvere, ma poi esce fuori di nuovo perché secondo me non c’è abbastanza interesse da parte dei cittadini. Io e mia nonna, pochi giorni fa, siamo andate al parco, e qui ho giocato come le mie amiche a palla, e, ad un certo punto, una mia amica si è inciampata su un barattolo di ferro e si è fatta male, ma poi è guarita subito. Guardandomi in giro mi sono accorta che c’era troppa spazzatura intorno a me, allora io e altre mie amiche, ci siamo messe a pulire tutta la spazzatura, ognuna di noi si è messa a raccogliere cartacce diverse. Poi (fortunatamente”, dei genitori ci aiutarono a buttare via le cartacce, e così il parco divenne più pulito e arrivò il netturbino che portò via i sacchi e, come segno di ringraziamento ci portò a mangiare una pizza. Ora i bambini vengono a giocare in questo luogo, e adesso lo chiamano “ il parco più pulito”.

Scalmana Davide, Gaibazzi Michele, Polizzi Lucrezia Classe V - Scuola Primaria “GIANNI RODARI” - BOISSANO (SV)

TRE PANDA ALLA RISCOSSA

Alcuni bracconieri catturarono tre panda e li portarono in uno zoo a New York... Il panda Annabel disse: - Ma dove siamo? Il panda Roky rispose: - Ti prego, non chiedermelo! Lucas invece di ascoltare i sui fratelli pensò: - Che problema c’è, basta poter mangiare! Terminato il lungo viaggio, vennero acquistati da uno zoo e rinchiusi in una gabbia. Il panda Rochy disse: - Qui la situazione si fa complicata... e se ci volessero mangiare?! Lucas pensò: - Beh! Ma quando ci aprono che ce ne andiamo in cerca di bambù? Annabel lo riprese dicendogli: - Smettila di pensare solo a mangiare!! Dopo una settimana i panda vennero liberati da una persona del WWF molto arrabiata con il direttore dello zoo perchè i panda devono vivere nel loro habitat dove possono stare con gli altri animali. Un giorno nella foresta arrivò un architetto con il capo cantiere e i muratori per costruire un centro commerciale. I panda, al ritmo della musica dissero: - Rispettate il nostro ambiente qui vivono molti animali che non vi vogliono far niente quindi non danneggiate il nostro ambiente! Proteggere l’ambiente è molto divertente se tu con noi lo farai, ti divertirai: gli animali e la natura saran felici se tu li tratterai con cura.

Sorina Ferastauaru CLASSE III B - SCUOLA PRIMARIA “DON PACIFICO ARCANGELI” - ORTE (VT)

IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI

Il mondo ce ho non e quello che vorrei perche l’uomo a danneggiato l’ambiente naturale. La gente continua a costruire case,strade,impianti,dighe,centrali e distruggendo la natura. Sulla terra ci sono molti inquinamenti che purtroppo avvelenano l’acqua dei fiumi, in alcuni luoghi la pesca e più limitata ma la gente si deve accontentare.

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Io vorrei un mondo più pulito,che la gente non danneggi più l’ambiente, che l’uomo non costruisca più strade,impianti e centrali. Sulla terra non ci siano più inquinamenti che rischiano di estinguere i pesci e anche noi,per questo noi dobbiamo salvare la natura.

Andrea Duardo CLASSE V B - SCUOLA PRIMARIA “A. GRAMSCI” I.C. “VAL VARATELLA” - BORGHETTO S. SPIRITO (SV)

A COME AMBIENTE

Lucrezia Orazi CLASSE III B - SCUOLA PRIMARIA “DON PACIFICO ARCANGELI” - ORTE (VT)

IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI

Il mondo che ho è molto inquinato da residui di ogni tipo e gas nocivi. La natura muore per il danneggiamento dell’ambiente con la costruzione di tante strade, case,e centrali. Nella natura succedono molti disastri, uno di questi è rappresentato dai disboscamenti che causano frane quando ci sono gli alluvioni. Infatti, poiché le radici non trattengono più il suolo, provocano smottamenti del terreno, molto pericolose perché possono finire sui paesi distruggendo tutto. L’aria che noi respiriamo è inquinata dal fumo delle macchine e delle fabbriche che inquinano l’ambiente atmosferico e a noi bambini fa male respirare quest’aria sporca e fa male anche ai grandi. Poi c’è l’inquinamento dell’acqua che è causato dallo scarico di detersivi che finiscono nelle fognature, dalle sostanze delle industrie, delle navi e delle petroliere. Poiché i fiumi scorrono fino al mare, sporcano anche l’acqua del mare e così è tutto inquinato. Io vorrei che il mondo fosse più pulito soprattutto l’ossigeno che noi respiriamo; vorrei che i fiumi e i mari fossero puliti così potremmo continuare a farci il bagno e potremmo pescare il pesce per mangiarlo tranquilli senza intossicarci .Io vorrei che la terra fosse piena di verdure , di prati fioriti, di parchi verdi e alberi pieni di frutta . In questa terra i bambini sarebbero sicuramente felici. 109


Bellantoni Sara, Aragno Sofia, Maiano Elena, Pastorino Elisabetta CLASSE V - SCUOLA PRIMARIA “GIANNI RODARI” - BOISSANO (SV)

L’AMBIENTE

C’era una volta un gruppo di ragazzini che non rispettavano l’ambiente . Essi un giorno andarono a fare un pic-nic. Finito di pranzare lasciarono lattine,piatti di plastica e bicchieri sul prato. Successivamente arrivò un signore che, vedendo la sporcizia, li punì per il gesto indisciplinato. Questa persona di nome Simone spiegò loro che per non inquinare l’ambiente bisogna raccogliere i rifiuti in modo intelligente e non disperderli perché si possono riciclare: bisogna cioè fare la raccolta differenziata. Il signor Simone continuò dicendo che, se si vuole bene all’ambiente, è necessario risparmiare le materie prime, ricordarsi di chiudere l’acqua e di spegnere la luce quando non serve. Dopo aver ascoltato attentamente il discorso i ragazzi capirono che inquinare è sbagliato e che l’ambiente è qualcosa che deve essere tutelato, salvaguardato, rispettato e protetto.

Elisa Bernardini CLASSE III A - SCUOLA PRIMARIA “DON PACIFICO ARCANGELI” - ORTE (VT)

A COME AMBIENTE

L’uomo costruisce troppe case,strade e impianti,quindi il nostro mondo è inquinato. Sul suolo ci sono molti rifiuti:cartacce,bucce,lattine,bottiglie e plastica che vanno in giro. L’aria è sporcata da fumi delle macchine,dai camini e da certi detersivi,anche i laghi,fiumi e mari sono inquinati. E ci sono anche alberi che hanno molte malattie e non si possono toccare. I contadini spruzzano l’insetticida per tenere lontani gli insetti,però con l’insetticida avvelenano le piante. Il mondo che ho per fortuna può cambiare. Il mondo che ho può diventare bello se l’uomo lo cura e lo amerà di più.

A. Morich CLASSE V B - SCUOLA PRIMARIA “A. GRAMSCI” I.C. “VAL VARATELLA” - BORGHETTO S. SPIRITO (SV)

UN BUON CITTADINO

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Gioia Ponunzi CLASSE III A - SCUOLA PRIMARIA “DON PACIFICO ARCANGELI” - ORTE (VT)

IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI

Il mondo che ho non e’ il mondo che vorrei. L’uomo rovina il nostro ambiente con costruzioni di impianti, strade case che tolgono sempre più spazio al verde. Sulla nostra terra ci sono gomme da masticare,sacchetti di plastica,sostanze velenose usate nell’agricoltura con serie conseguenze sui cibi che mangiamo. Anche agli animali e alle piante può far male questo inquinamento. L’ossigeno che respiriamo e’ inquinato dai fumi delle fabbriche delle industrie e dagli scarichi delle numerose macchine che circolano ogni giorno per le strade. Molte persone stanno male per colpa di questi gas. L’abbiamo visto sul film di Cernobyl. I laghi e i fiumi invece vengono inquinati da detersivi, industrie e petroliere ecc Anche i pesci muoiono perché questi oggetti possono fargli male,molti pescatori devono accontentarsi di quello che pescano. Il mondo che vorrei e’ un mondo pulito senza inquinamento nell’aria sul suolo,e anche nell’acqua. Le strade le immagino senza rifiuti,pulite, con verde in quantità , e con tanti giochi creati per bambini. L’aria che respiriamo invece! Anche l’ossigeno che respiriamo deve essere pulito perché le persone non stiano male,ma in salute. Tutti i giorni fuori dalla mia finestra vedo fabbriche che inquinano laghi e fiumi,nel mondo che vorrei spero che non fosse più così. I nostri bambini dovranno vivere in un mondo come questo per stare bene,e noi ci dobbiamo impegnare per realizzare questo.

Tabita Puha CLASSE V B - SCUOLA PRIMARIA “A. GRAMSCI” I.C. “VAL VARATELLA” - BORGHETTO S. SPIRITO (SV)

A COME AMBIENTE

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Andrei Chiriac CLASSE III B - SCUOLA PRIMARIA “DON PACIFICO ARCANGELI” - ORTE (VT)

IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI

Il mondo é sporco perche le industrie buttano rifiuti e insetticidi che avvelenano gli animali gli alberi e gli insetti. Il mare e sporco perche noi buttiamo i rifiuti le lattine e la plastica. E io il mondo vorrei che fosse pulito dove i bambini giocassero fuori all‘aperto a pallone e che respirassero aria pulita.

Nicolo’ Menzio Lorenzo CLASSE V B - SCUOLA PRIMARIA “A. GRAMSCI” I.C. “VAL VARATELLA” - BORGHETTO S. SPIRITO (SV)

A COME AMBIENTE

Daniele Saltari CLASSE III B - SCUOLA PRIMARIA “DON PACIFICO ARCANGELI” - ORTE (VT)

IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI

Il mondo che ho è danneggiato dalle centrali nucleari e dalle costruzioni delle case che sono troppe: il cemento ha rubato il posto all’erba. I fiumi sono inquinati per gli scarichi delle industrie. Poiché i fiumi scorrono fino al mare sporcano anche l’acqua del mare e in tanti posti non si può più fare il bagno. L’aria che respiriamo è inquinata dal fumo che esce dalle macchine, e dalle fabbriche. A noi 112


bambini fa male respirare l’aria inquinata perché ci ammaliamo e dopo dobbiamo prendere tante medicine. Io vorrei un mondo diverso da quello di oggi senza gas nocivi e rifiuti in terra, così i bambini possono respirare l’aria buona e non prendere molte malattie e possono giocare tranquilli e andare al mare a giocare e schizzarsi senza paura di prendere le bolle.

Di Salvo Marta, Esposito Sara, Rapa Donatella, Zucca Giorgia CLASSE IV - SCUOLA PRIMARIA “GIANNI RODARI” - BOISSANO (SV)

PAESI SPORCHI

L’inquinamento è un grave danno per la natura, per l’uomo e per gli animali. Fabbriche, gas e petrolio inquinano le nostre città e i nostri paesi. Il mondo è bello tutto colorato, ma solo una piccola macchia di petrolio lo può rovinare. Il mondo deve essere pulito. Noi possiamo aiutare il nostro paese: non tagliamo gli alberi, cerchiamo di sprecare meno acqua, ricicliamo, non buttiamo la sporcizia nelle strade o nei parchi, sprechiamo meno energia. Evviva il nostro ambiente. Tutti noi dobbiamo tenere il nostro mondo pulito.

Federica Ottaviani CLASSE III A - SCUOLA PRIMARIA “DON PACIFICO ARCANGELI” - ORTE (VT)

IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI

Il nostro mondo è minacciato dall’azione dell’uomo che costruisce troppe case, fabbriche, palazzi e soprattutto centri. Nella coltivazione l’uomo spruzza insetticidi per togliere l’erbacce, però avvelena il terreno e le verdure e quando noi le mangiamo ci fanno venire malattie a volte non curabili. L’uomo abbatte tanti alberi procurando così frane che distruggono anche case intere, quando vanno a finire sui paesi. L’uomo senza rendersi conto inquina il fiume quando butta nelle fognature detersivi e scarichi di sostanze velenose. E dopo il fiume va nel mare e in alcuni posti non si può fare nemmeno il bagno, poi muoiono le alghe e molti pesci. Quando l’acqua evapora e ricade sulla terra è acida e rovina il suolo con tutti i suoi prodotti. L’aria è inquinata dal fumo che producono le fabbriche, le macchine e dai gas nocivi. L’uomo non la dovrebbe respirare, perché anche l’aria quando è inquinata porta gravi malattie. Il mondo può essere cambiato se noi facciamo capire agli adulti di rispettare l’ambiente, ma purtroppo non ci ascoltano, però le maestre ci dicono di farlo perché in futuro il mondo sarà tutto inquinato e i figli che noi avremo non vivranno in buone condizioni: non ci saranno prati, parchi, ma soltanto cemento e fumo.

Silvia D’ascoli CLASSE V B - SCUOLA PRIMARIA “A. GRAMSCI” I.C. “VAL VARATELLA” - BORGHETTO S. SPIRITO (SV)

IO E L’AMBIENTE

Il titolo di questo tema è “Io e l’ambiente” perché parlerò di come mi comporto io con l’ambiente. Allora, io rispetto gli animali e la natura perché vanno rispettati. Un giorno mia nonna e i miei genitori decisero di andare a fare una gita in montagna. Siamo andati a Calizzano e abbiamo mangiato in un ristorante in mezzo alla natura e, non riuscivo a credere che dietro quel ristorante c’era un piccolo torrente dove i bambini facevano il bagno. Io ho chiesto ai miei genitori se potevo andare anche io e loro risposero di si. Dopo chiesi a quei bambini se potevo giocare con loro nell’acqua ma…vidi che una bambina stava annegando, e allora mi buttai in acqua e riuscii a portarla a riva. Dopo qualche ora andammo per funghi nel bosco dove vidi un gruppo di 113


guardie forestali che pulivano il bosco e guarivano due scoiattoli. Io chiesi se potevamo aiutarli e loro risposero di si. Io mi misi i guanti e curai il primo scoiattolo e mia nonna il secondo. I miei genitori aiutarono le guardie a pulire il bosco e dopo che avevamo finito le guardie ci invitarono a cena nel ristorante dove eravamo andati noi a pranzo. Finita la cena il capo delle guardie forestali ci diede una moneta come ringraziamento. Il giorno dopo ci fu un incendio nel bosco dove avevamo incontrato le guardie. Io chiesi cosa era successo e, mi risposero che dei vandali avevano incendiato il bosco, facendo un falò. Io dissi :”Io direi che si può comunque rimediare, però gli animali devono essersi sentiti male con tutto questo fumo.” Infatti più in là dove c’era stato l’incendio c’era un piccolo scoiattolo ferito e spaventato. Allora mia mamma disse: “Questo povero scoiattolo deve essere stato travolto dal fumo.” Mia mamma curò questo scoiattolo con la guida della veterinaria. Dopo un po’ si fece sera e quindi tornammo alla macchina per andare a casa. Il giorno dopo raccontai tutto a mio cugino che disse:” Wow allora ti sei divertita”. Mio cugino aveva proprio ragione, mi ero divertita tanto.

Alessia Casarino CLASSE V B - SCUOLA PRIMARIA “A. GRAMSCI” I.C. “VAL VARATELLA” - BORGHETTO S. SPIRITO (SV)

A COME AMBIENTE

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J. Masha CLASSE V B - SCUOLA PRIMARIA “A. GRAMSCI” I.C. “VAL VARATELLA” - BORGHETTO S. SPIRITO (SV)

A COME AMBIENTE

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Canu Enzo, Ciarlo Matteo, D’angelo Pietro, Goso Matteo, Guidotti Gabriele, Oddone Francesca, Petta Lorenzo CLASSE IV - SCUOLA PRIMARIA “GIANNI RODARI” - BOISSANO (SV)

A COME AMBIENTE

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Andrea Mazzafoglia CLASSE III A - SCUOLA PRIMARIA “DON PACIFICO ARCANGELI” - ORTE (VT)

IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI

Il mondo che ho non è bello perchè è inquinato dai tubi di scappamento delle auto che danneggiano la natura, dal fumo delle fabbriche che rovina l’ aria, dai rifiuti che l’ uomo getta nel mare e nei fiumi, distruggendo così il mondo marino e la vita dei pesci. L’ uomo costruendo strade, case e centrali elettriche danneggia l’aria; per colpa del fumo delle fabbriche e l’asfalto delle macchine asfaltatrici. Alcune sostanze molto pericolose buttate nel terreno avvelenando i raccolti che poi noi mangiamo e per questo a volte ci ammaliamo. Il mondo che vorrei è senza i tubi di scappamento delle auto, ma con sistemi meno pericolosi. Vorrei che i rifiuti non fossero gettati nel mare e nei fiumi, ma in posti adatti. La natura cosi non sarebbe rovinata. L’uomo non dovrebbe costruire più tante strade, case e centrali elettriche cosi non danneggerebbe l’aria. Le sostanze buttate nel terreno non ci dovrebbero essere, in questo modo i raccolti non sarebbero più avvelenati e quindi noi potremmo mangiare le verdure dei nostri orti. I nostri figli avranno un futuro migliore se l’uomo facesse meno cose inquinanti.

Chiara Amendola CLASSE V B - SCUOLA PRIMARIA “A. GRAMSCI” I.C. “VAL VARATELLA” - BORGHETTO S. SPIRITO (SV)

A COME AMBIENTE

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Anamaria Iacob CLASSE III B - SCUOLA PRIMARIA “DON PACIFICO ARCANGELI” - ORTE (VT)

IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI

Il mondo che ho è un po’ troppo sporco, specialmente i fiumi, essi sono sporchi perché le industrie vi buttano i rifiuti, quindi adesso i pescatori si devono accontentare del pesce pescato anche se non è buonissimo. Siccome il fiume arriva al mare, inquina anche il mare e così quando la gente si vuole fare il bagno non può perché rischia di ammalarsi e di prendere bolle. In questo caso io vorrei solo che tutto fosse come quando i miei nonni erano piccoli, a quei 120


tempi essi potevano andare al fiume a fare il bagno e divertirsi senza pericolo, perché l’ambiente non era inquinato. Anche l’aria è importante, perché se l’aria è sporca noi ci ammaliamo ma purtroppo ci sono troppe macchine che hanno tanto fumo e troppe industrie. Io penso che quelli delle raccolte differenziate hanno fatto bene a mettere i secchi dentro le case di ognuno almeno così non butteremo i rifiuti per terra. E questi rifiuti potranno essere riciclati e daranno vita a tanti nuovi prodotti. Per me il mondo è importante quindi vorrei che ci fossero tanti fiori nei prati, vorrei che respireremo l’aria pulita, vorrei che potessimo fare il bagno nei fiumi e nel mare senza paura delle bolle e malattie. Vorrei un mondo migliore, più pulito e sano, come il mio cuore che batte per le buon cause. SALVIAMO IL MONDO!!

L. Menzio CLASSE V B - SCUOLA PRIMARIA “A. GRAMSCI” I.C. “VAL VARATELLA” - BORGHETTO S. SPIRITO (SV)

L’AMBIENTE E IL PAESAGGIO

Un problema del quale stiamo parlando tanto sia a scuola che a casa è l’inquinamento dell’ambiente. Gli adulti negli ultimi anni hanno fatto degli interventi che hanno modificato parecchio l’ambiente. Sono tante le cose che noi bambini possiamo imparare e fare per cercare di aiutare l’ambiente, come ad esempio non sprecare l’acqua quando ci laviamo i denti visto che in certi paesi del mondo non hanno nemmeno l’acqua per bere. Oppure farci aiutare a raccogliere rifiuti per fare in modo di riciclare alcune cose come il vetro, la plastica e la carta. Anche io quando posso aiuto l’ambiente, l’episodio che mi è rimasto in mente è che qualche anno fa ero in spiaggia dalla mamma e le persone quando vanno nelle spiagge libere le lasciano molto sporche; nella spiaggia dove c’è il chiosco della mia mamma alla sera per terra c’era di tutto, carte di gelati e di caramelle, bastoncini di ghiaccioli, cannucce di plastica, la cosa che si notava di meno erano i mozziconi delle sigarette. Alcune persone usavano dei bicchieri di plastica per spegnerle e quando andavano via buttavano via il bicchiere, invece molta gente le spegneva nella sabbia e le lasciava lì, allora tutte le sere io aiutavo mia mamma a raccogliere il “tappeto di sigarette” prendevo il retino come quelli che si usano quando si pesca e raccoglievo le cicche che c’erano per terra. Sicuramente se tutte le persone, adulte e i bambini, si comportassero in maniera più civile, e ad esempio non buttassero carta e sigarette per terra, quando mai saremo grandi troveremo il mondo più pulito.

Giacomo Giorgi CALSSE III B - SCUOLA PRIMARIA “DON PACIFICO ARCANGELI” - ORTE (VT)

IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI

Il mondo che ho non è tanto pulito. L’uomo continua a danneggiare l’ambiente con gli scarichi delle fognature, dei detersivi, delle industrie, delle navi e delle petroliere. Infatti oggi i fiumi sono inquinati e, poiché la loro acqua finisce nel mare, si inquina anche il mare e la natura che vive nelle sue acque; e i pesci che mangiamo non sono tanto buoni. Proprio per questo motivo molte specie stanno addirittura scomparendo. Quando noi andiamo al mare rischiamo di ammalarci e in qualche posto non possiamo fare il bagno. Il suolo è inquinato da sostanze chimiche come insetticidi, veleni, immondizia e rifiuti plastici che sono gettati senza cura e vengono assorbiti dal terreno, perciò inquinano anche i prodotti della terra. 121


L’aria è ammorbata dagli scarichi di riscaldamento e di raffreddamento e dai fumi delle industrie e delle automobili. Quando la respiriamo rischiamo di ammalarci perché, in determinate condizioni atmosferiche, contiene molti gas pericolosi. Per migliorare l’ambiente nel nostro paese si fa la raccolta differenziata dei rifiuti; in questo modo evitiamo di sprecare cose che, se riciclate, sarebbero di nuovo utili e darebbero vita a nuovi prodotti. Per concludere, io vorrei un mondo dove terra, aria e acqua fossero più puliti affinché la natura mantenga la sua bellezza e l’uomo non si debba ammalare nel mangiare e respirare cose nocive.

Ascione Angelo Armando CLASSE V - I.C. CLAVI PLESSO S. GIACOMO - CALVI (BN)

LUCIA E LO SPIRITO DELL’AMBIENTE

C’era una volta una bambina di nome Lucia che non rispettava l’ambiente. Un giorno Lucia andò nel bosco bevendo una bibita. Quando la finì, la buttò per terra e una voce le disse: - Ehi tu, che cosa fai?! Lucia si voltò e disse: - Chi ha parlato? Spirito dell’ambiente: - Ho parlato io! Lucia: - Ma tu sei uno scoiattolo? Spirito dell’ambiente: - No, io sono lo spirito dell’ambiente. Lucia: - E io secondo te ci credo? Comunque come fai a parlare? Spirito dell’ambiente: - Perché io sono lo spirito dell’ambiente; mi sono incarnato nello scoiattolo per parlare con le persone che inquinano; e appunto, raccogli la bibita sennò ti mordo! Lucia: - Va bene. Spirito dell’ambiente: -Senti, come ti chiami? Lucia: - Lucia. Spirito dell’ambiente: - Bene Lucia, vorresti aiutarmi a sconfiggere lo spirito dell’inquinamento? Lucia: - Certo, ma chissà dove dovremo andare per scoprire la fortezza dello spirito! Spirito dell’ambiente: - No Lucia, ti stupirai perché la fortezza si trova qui a Milano ed è la fabbrica di petrolio. Lucia: - Ma come lo sconfiggeremo? Spirito dell’ambiente: - E’ semplice, con la bacchetta dell’ambiente. Lucia: - Mitico, ma dove la troviamo? Spirito dell’ambiente: - Prendi un ramo e porgimelo. Lucia: - Eccolo. Spirito dell’ambiente: - Bene, Ala cabala ambiente hu. Eccola. Lucia: - Wow, che poteri ha? Spirito dell’ambiente: - Tutti. Lucia: - Bene andiamo; ma la formula magica per andare alla fabbrica? Spirito dell’ambiente: - Ala cabala ambiente hu. E si trovarono alla fabbrica. Lucia: - Ma lo spirito dov’è. Io vedo solo petrolio. Spirito dell’ambiente: - Lo spirito è il petrolio. Allora a quel punto una voce roca disse: - Chi va là? Spirito dell’ambiente: - Sono io, Verde! Spirito dell’inquinamento:- Ah Verde, da quanto tempo. Mi sei mancato molto! Spirito dell’ambiente: - No Nero, no. Tu non mi sei mancato per niente. Spirito dell’inquinamento: - Ma cosa sei venuto a fare? Spirito dell’ambiente: - A sconfiggerti. Spirito dell’inquinamento: - Provaci! Spirito dell’ambiente: - Lucia, vai! Lucia: - Allora, Ala cabala ambiente hu. Non ha funzionato! Spirito della’Ambiente: - Riprovaci urlando decisa! Lucia: - ALA CABALA AMBIENTE HU! E lo spirito si dissolse. Così nessuno più inquinò e Lucia rispetto l’ambiente. Divenne la più grande ambientalista del mondo e ancora oggi viene chiamata Lucia Ambiente. 122


Giulio De Santis CLASSE III A SCUOLA PRIMARIA “DON PACIFICO ARCANGELI” - ORTE (VT)

IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI

Il mondo che ho è stato inquinato dall’uomo che gettando i rifiuti a terra danneggia il suolo e buttando scarichi gli delle fabbriche nei fiumi avvelena molte specie di pesci. L’aria è danneggiata da: impianti, scarichi e centrali nucleari come abbiamo visto Cernobil, dove una centrale nucleare è esplosa ed oggi i bambini riportano malattie anche non curabili. Nelle città ci sono pochi parchi verdi dove i bambini possono giocare, ma anche lì è troppo inquinato. Purtroppo questo mondo è quello dove vivranno i nostri figli quindi dobbiamo cercare di miglioralo. Il mondo che vorrei dovrebbe essere così: costruendo più parchi verdi, non disboscando foreste,non gettando rifiuti a terra e non costruendo centrali nucleari.

Emanuele Dominici CLASSE III A - SCUOLA PRIMARIA “DON PACIFICO ARCANGELI” - ORTE (VT)

IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI

L’uomo sta approfittando di ciò che gli offre la natura, perché inquina il mare e distrugge il mondo. Butta i rifiuti per terra e incendia con le sigarette nei boschi. L ‘uomo inquina l’aria con il fumo delle centrali, l’acqua viene inquinata con il petrolio e gli animali acquatici vengono avvelenati, quasi tutti i mari sono inquinati per colpa dell’uomo. Io vorrei un mondo con piante ben curate, prati verdi e soprattutto tante farfalle che girano per i campi. Questo vorrei.

Camilla Mucina CLASSE V B - SCUOLA PRIMARIA “A. GRAMSCI” I.C. “VAL VARATELLA” - BORGHETTO S. SPIRITO (SV)

A COME AMBIENTE

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Alessandro Franzon CLASSE IV D - SCUOLA “M. PASSAMONTE” - MESSINA

SALVIAMO L’AMBIENTE

Mi chiamo Alessandro, ho 8 anni e vivo a Messina una bellissima città che si sviluppa lungo la costa nord-orientale della Sicilia. Mi piace molto la mia città soprattutto nelle belle giornate di sole che mettono in evidenza il verde delle montagne e l’azzurro del mare. A volte, quando vado con la mia famiglia a passeggiare vicino al mare, vedo sacchetti che galleggiano in acqua, bottiglie vuote sulla spiaggia, insieme a vari oggetti che il mare, con le sue mareggiate, riversa sulla sabbia. Spesso io e mio fratello raccogliamo qualcosa e la gettiamo nel bidone dei rifiuti, ascoltando i consigli della nostra mamma che ci dice di stare attenti perché potremmo farci male. Vorrei tanto che la mia città fosse più pulita, ma a volte penso che la colpa non è solo di coloro che effettuano male la pulizia di strade e spiagge ma di tutti noi che, per pigrizia, non mettiamo i rifiuti negli appositi contenitori, perché il più delle volte sono lontani dai luoghi in cui si vive. Tutti possiamo contribuire a salvare il nostro mondo utilizzando i materiali che possono essere riciclati come, ad esempio, la plastica biodegradabile. Il Comune di Messina si sta organizzando per la raccolta differenziata e ha istituito le isole ecologiche. Intanto anche le scuole stanno sensibilizzando gli alunni ad effettuare la raccolta differenziata, in classe. Dato che saremo noi gli adulti del futuro, dovremmo impegnarci di più per avere un mondo più pulito per noi e per i nostri figli.

Camilla Mucina CLASSE V B - SCUOLA PRIMARIA “A. GRAMSCI” I.C. “VAL VARATELLA” - BORGHETTO S. SPIRITO (SV)

SALVIAMO IL NOSTRO PIANETA

Un giorno era andata al mare e non mi aspettavo di vedere quello che aveva visto. La spiaggia non era pulita anzi, era il contrario: piena di sigarette, cartacce, plastica e i bidoni della spazzatura erano così pieni che le persone buttavano le cose dove potevano. Il mare era così sporco che non riusciamo a vedere niente e avevo paura ad entrare. Mentre stavo nuotando mi si era incastrato un sacchetto sul piede, in mare c’era di tutto: sacchetti, pannolini e anche le buste dei gelati. Quello stesso giorno cercai al computer qualche informazione in più su questa sporcizia, purtroppo non era un piccolo problema, anzi il nostro mare viene inquinato ogni giorno di più. La nostra aria sta diventando sempre più sporca e la nostra terra sta peggiorando sempre di più. Allora ho pensato che se noi tutti diventiamo più responsabili verso il nostro pianeta allora le cose potrebbero cambiare perché noi dobbiamo rispettare il nostro pianeta dato che ci viviamo. Così ho invitato a dare più attenzione alla nostra terra e spero che tutti facciano lo stesso! 124


Massimo Tofone CLASSE III B - SCUOLA PRIMARIA “DON PACIFICO ARCANGELI” - ORTE (VT)

IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI

Il mondo che ho e’ stato inquinato dall’azione dell’uomo costruendo troppe case strade dighe pericolose e centrali nucleari. L’uomo spesso provoca incendi e disboscamenti che impoveriscono i boschi e questo e’ molto pericoloso perche’ se mancano gli alberi manca anche l’ossigeno che e’ indispensabile per la vita dell’uomo,come abbiamo importato studiando scenze. L’aria e’ inquinata a causa degli scarichi delle macchine del fumo delle industrie e degli impianti. Quando piove queste sostanze formano delle pioggie acide ricadendo sul terreno che penetrano nel suolo e inquinano il sotto suolo e i prodotti della terra. L’inquinamento del suolo avviene anche con: insetticidi, veleni, immondizia e rifiuti plastici che vengono abbandonati senza cura; per questo si deve fare la raccolta differenziata come facciamo nel nostro paese. Infatti da noi ci sono delle persone che riciclano la spazzatura.l’inquinamento dell’acqua puo’ essere causato da:detersivi,rifiuti delle navi, dalle petroliere e dalle fabriche. Quando l’acqua e’ inquinata e’ molto pericoloso perche’ la pesca diventa difficile e non ci possiamo fidare del pesce che vendono nei negozi e che noi dobbiamo mangiare . Il mondo che vorrei e’ che non fosse inquinato dalle sostanze chimiche prodotte dall’uomo e ch finiscono nei mari nei fiumi e nell’aria. Spero che in futuro noi bambini potremmo giocare tranquilli all’aria aperta senza problemi di salute.

Francesca Prinzi CLASSE IV D - SCUOLA “M. PASSAMONTE” - MESSINA

CURIAMO L’AMBIENTE

Mi chiamo Francesca, ho otto anni e vivo a Messina, una splendida città della Sicilia che si trova sul mare. Una città molto bella con i suoi monumenti, i suoi paesaggi e le sue montagne. Messina è una città che mi piace e vorrei che tutti noi cittadini rispettassimo le regole per salvaguardare l’ambiente per inquinare meno e per non sporcare la nostra città. Per aiutare la natura possiamo fare la “raccolta differenziata” perché alcuni materiali come il vetro, la plastica, l’alluminio e la carta si possono “riciclare”, cioè si possono riutilizzare. Il vetro della bottiglia, dei vasetti della marmellata o della nutella viene lavato e poi riutilizzato per fare altre bottiglie e vasetti. Anche la plastica viene riciclata per fare giocattoli, pile, bottoni e tante altre cose. L’alluminio viene nuovamente usato per fare altre lattine. La carta riciclata può salvare la vita a molti alberi e si può ottenere altra carta. Io sono stata a Modena e ho visto che nei supermercati i carrelli della spesa sono fatti di plastica con il riciclo di duecentocinquanta bottiglie di acqua. In questa città fanno la raccolta differenziata, infatti mio cugino ha cinque sacchetti per la raccolta: uno per la carta e cartone, uno per la plastica, uno per il vetro e l’alluminio, uno per l’umido e uno per l’indifferenziata cioè per i materiali che non si possono riciclare. Il nostro Comune non è ancora bene attrezzato per la raccolta differenziata anche se ci sono in alcuni punti della città delle “isole ecologiche”, cioè luoghi dove si raccolgono i vari materiali. Io voglio che la Terra sia pulita e sana sia per noi che per i nostri posteri aiutando l’ambiente con la raccolta differenziata.

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Alessandro Listanti CLASSE III A - SCUOLA PRIMARIA “DON PACIFICO ARCANGELI” - ORTE (VT)

IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI

Il mondo che ho è un mondo molto sporco perché noi uomini costruiamo troppi centri, case e strade e distruggiamo la natura. L’uomo inquina la terra, l’acqua e l’aria con veleni e fumi. Per gli animali è difficile trovare cibo e acqua perché le persone sprecano l’acqua per lavarsi. Buttiamo le sigarette per terra, le gomme e le bottiglie di plastica, il terreno è sempre più inquinato e così i cibi che mangiamo. Dalle industrie esce il fumo che va in cielo, le nuvole assorbono il fumo e piove una pioggia che non fa bene alla salute. Noi uomini usiamo gli spray per mandare via gli insetti, però inquiniamo l’aria con queste cose. Le macchine fanno fumo che va nell’aria e forma un’atmosfera molto sporca. Gli incidenti nei centri nucleari lasciano un gas velenoso e quando le persone respirano quest’aria si ammalano gravemente, come per esempio i bambini di Chernobyl. In tanti mari non si può fare il bagno perché gli uomini buttano detersivi e veleni e le navi gettano petrolio nell’acqua, i pesci lo respirano e muoiono. Il mondo che vorrei è un mondo dove gli uomini devono rispettare l’ambiente, perché ci fornisce cibo, acqua e l’ossigeno per farci vivere. Noi uomini non dobbiamo gettare i rifiuti nell’acqua o nelle campagne ma dobbiamo fare tutti la raccolta differenziata e riciclare le cose. Per stare bene in salute dobbiamo proteggere l’equilibrio dell’ecosistema, come abbiamo studiato in scienze, altrimenti la catena si spezza.

Della Rossa Christian, Secco Pietro, Villa Riccardo CLASSE IV - SCUOLA PRIMARIA “GIANNI RODARI” - BOISSANO (SV)

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Lisa Lo Grasso CLASSE V B - SCUOLA PRIMARIA “A. GRAMSCI” I.C. “VAL VARATELLA” - BORGHETTO S. SPIRITO (SV)

A COME AMBIENTE

Una domenica mattina era finalmente tornato il sereno dopo tre giorni di pioggia e vento. Il paese sembrava aver ritrovato un po’ di quiete anche se il panorama era quello di una cittadina che era appena uscita da un brutto momento. Lo si notava dalla gente che cercava di riparare ai danni causati dal mal tempo appena finito. Vi era chi toglieva l’acqua dai negozi con le pompe che svuotavano i magazzini sotterranei. La mareggiata aveva portato nelle spiagge e sulla passeggiata tantissimi detriti di varia natura: tronchi d’albero, alghe, bottiglie, canne e persino una struttura di una lavatrice. Armati di rastrelli, pale, sacchi neri e tanta pazienza abbiamo, io e altre persone, cominciato a ripulire le spiagge che dopo un lungo lavoro tornarono “come nuove”. Io, in prima persona sono rimasta scioccata di quanti oggetti vengono abbandonati sulle sponde dei fiumi che diventano delle vere e proprie discariche abbandonate che ogni qualvolta il fiume va in piena trasporta nel mare che a sua volta deposita sulle spiagge. Se noi tutti avessimo più cura dell’ambiente in questo caso particolare staremmo attenti a dove lasciare la pattumiera così almeno questo problema si potrebbe evitare. Lo stesso episodio mi capitò quando andammo da mio nonno in campagna e ripulimmo i boschi e anche lì trovammo di tutto: mozziconi di sigaretta, accendini, contenitori di qualsiasi tipo e lattine; allora io aiutai gli amici di mio nonno a ripulire il bosco lì vicino da tutte queste porcherie. Il problema dell’inquinamento è ormai diventato una cosa che fa parte di tutti i giorni e quando facciamo un’azione sbagliata verso l’ambiente che ci circonda pensiamo che il nostro gesto non possa provocare da solo nessun disastro ma se moltiplichiamo per un milione di persone che lo fanno, allora il discorso cambia ed ecco qua il disastro vero e proprio. L’inquinamento fa male alle piante, agli animali ma anche a noi esseri umani. Il problema è che è proprio l’uomo la causa dell’inquinamento.

Michelle Bruognolo CLASSE III A - SCUOLA PRIMARIA “DON PACIFICO ARCANGELI” - ORTE (VT)

IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI

Il mondo che ho non mi piace, perché, è inquinato dall’uomo. Il mio pianeta è inquinato da: rifiuti plastici, spazzatura, tanta tante cartacce e veleni di ogni tipo. I fiumi, i laghi sono inquinati dall’immondizia e dagli scarichi delle industrie che vanno a finire nel mare. E per questo spesso non si può fare il bagno e gli esseri viventi che abitano nel mondo marino muoiono e i pescatori devono accontentarsi dei pesci che trovano anche se non sono molto buoni. Il suolo è inquinato dai detersivi che vanno a finire nei campi di grano e negli orti, i frutti nel terreno assorbono queste sostante che dopo noi mangiamo. Tanti boschi scompaiono perché l’uomo costruisce troppe : case, strade e centrali. L’uomo abbatte tanti alberi per costruire oggetti. Esso butta rifiuti negli spazi verdi, che poi vengono inquinati e distrutti. Lui costruisce tante strutture che coprono gli spazi verdi e inquinano l’ambiente.I rifiuti che vanno a finire nel terreno portano tante malattie a volte non curabili, ad esempio una malattia molto pericolosa è il cancro e per questa malattia non ci sono ancora cure. A casa ho visto il video di come è successo il disastro di Chernobyl e di molte persone che sono in ospedale perché sono state colpite dalle radiazioni che hanno provocato la malattia. Questa città è oggi completamente deserta. 127


L’uomo per molti scopi usa dei fumi molto tossici che vanno a finire nell’aria che noi respiriamo. L’ inquinamento dell’aria è molto pericoloso perché nell’aria c’è l’ossigeno che ci fa vivere e respirare e se l’aria è inquinata l’uomo si ammala. L’aria è inquinata dai fumi delle automobili, delle moto e della benzina nei mezzi di trasporto. Il mondo che vorrei è un mondo pulito e senza rifiuti ovunque; vorrei più spazi verdi per far giocare i bambini e vorrei mari, laghi e fiumi non inquinati. Vorrei che l’aria fosse pulita per poter respirare senza ammalarci, insomma vorrei un mondo bello e sano. Infine vorrei dire all’uomo di non inquinare più il mondo, ma di cominciare a curarlo.

P. Tudorachi CLASSE V B - SCUOLA PRIMARIA “A. GRAMSCI” I.C. “VAL VARATELLA” - BORGHETTO S. SPIRITO (SV)

L’AMBIENTE COME AMICO

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Virginia Orazi CLASSE III B - SCUOLA PRIMARIA “DON PACIFICO ARCANGELI” - ORTE (VT)

IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI

Il mondo che ho non è tanto pulito , infatti la natura muore perché c’è il danneggiamento dell’ ambiente con la costruzione di troppe strade, case, dighe e centrali. Tutto ormai è inquinato: ciò che danneggia l’acqua sono le fognature,gli scarichi dei detersivi,delle industrie e delle petroliere se l’acqua viene inquinata ci fa ammalare e dobbiamo prendere i farmaci. Anche l’aria è inquinata dagli impianti di raffreddamento e dalle industrie che mandano il fumo nell’atmosfera. Poi c’è l’inquinamento del suolo a causa di veleni, immondizia e rifiuti plastici. I fiumi sono inquinati a causa dell’uomo perché getta i rifiuti nel fiume e i rifiuti vanno a finire nel mare, il sole fa evaporare l’acqua e l’aria è inquinata, quando piove la pioggia acida fa morire le piante. Le dighe causano molti guai perché se si rompe una diga l’acqua scende in paese e distrugge le case. Il mondo che vorrei sarebbe bello se i fiumi non fossero più sporchi per poterci passare una bella giornata come era una volta ai tempi dei nostri nonni .L’ aria che respiriamo , vorrei che non fosse inquinata ma piena di ossigeno pulito tanto prezioso per l’uomo. Vorrei vedere la natura senza rifiuti gettati a terra, ma con tanti fiori colorati , piante curate e meravigliose dove noi bambini possiamo giocare felici e spensierati.

Antonio Santagati CLASSE IV D - SCUOLA M. PASSAMONTE - MESSINA

SALVARE LA NATURA

Mi chiamo Antonio, sono nato a Bergamo ma da quattro anni vivo a Messina, una bella città della Sicilia affacciata sul mare. Amo la mia città e vorrei che tutti noi contribuissimo a salvaguardarla, rispettando di più l’ambiente. L’ambiente, purtroppo, è inquinato: i parchi sono pochi e al loro posto ci sono case e palazzi, l’aria è sempre meno ossigenata, il mare sempre più sporco. Per salvare la natura dobbiamo proteggerla. Ci sono tanti modi per aiutarla e tenerla pulita; uno di questi è il riciclaggio dei rifiuti che produciamo. La raccolta differenziata dei rifiuti permette di distribuire ogni tipo di materiale in contenitori diversi in modo tale che facilmente si possano riutilizzare o distruggere senza inquinare. Esistono per questo le isole ecologiche dove ci sono le campane per la raccolta del vetro, della plastica, dell’alluminio, della carta. A differenza di Bergamo, però, nel nostro comune ancora non si fa la raccolta differenziata e nonostante ci sia qualche isola ecologica le nostre strade sono sporche e i cassonetti della spazzatura sono strapieni di rifiuti di ogni genere. Noi tutti dobbiamo avere più rispetto per l’ambiente in cui viviamo perché se l’ambiente è sano lo siamo anche noi.

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J. Masha CLASSE V B - SCUOLA PRIMARIA “A. GRAMSCI” I.C. “VAL VARATELLA” - BORGHETTO S. SPIRITO (SV)

RIFIUTI IN GIRO

L’immondizia, una cosa spregevole. Queste persone non solo inquinano e basta ma fanno male a se stessi! Inoltre le persone che inquinano provocano uno svantaggio agli animali che dovrebbero lasciare la loro casa. Tipo, domenica, ero allo stadio di Sansiro e vedevo piccioni che beccavano le bottigliette dove c’erano dentro pezzi di pane. In questi giorni si respira aria “artificiale” e non più aria “naturale” a causa delle industrie. Per me, anche un angolino purchè diventi felice e credo sia anche per voi.

Claudia Sangiorgio CLASSE III A - SCUOLA PRIMARIA “DON PACIFICO ARCANGELI” - ORTE (VT)

IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI

Il mondo che ho è inquinato a causa dell’uomo che sta rovinando il suolo, l’atmosfera e il mondo marino. L’uomo con gli scarichi delle fabbriche e dell’industrie sta inquinando i fiumi, che si gettano nei mari, cosi anche le loro acque si inquineranno e noi bambini non potremo più fare il bagno nel mare. L’aria che noi respiriamo non è buona come dovrebbe essere, perché i fumi delle macchine si spargono nel cielo e agli esseri umani non fa bene respirare quest’aria sporca e piena di gas nocivi. Il suolo è molto inquinato perché l’uomo usa sprai nocivi, butta liquidi nelle fognature e abbatte alberi e le radici non sostengono il terreno e si rischiano dei crolli molto pericolosi. Il mondo però può essere migliorato. Io vorrei che l’uomo non inquinasse con i gas nocivi; vorrei che il suolo sia sano e senza liquidi velenosi e sprai. I fiumi non dovrebbero essere inquinati con gli scarichi come oggi è lo stesso per i mari e i laghi. Ci dovrebbero essere più parchi e più verde. Questo è il mondo che vorrei.

Prishila Callihu CLASSE V B - SCUOLA PRIMARIA “A. GRAMSCI” I.C. “VAL VARATELLA” - BORGHETTO S. SPIRITO (SV)

L’AMBIENTE E’ IL FUOCO

Un giorno di primavera c’era un ragazzo che stava fumando. Ma nel bosco non si fuma e non si butta per terra nulla, perché prende fuoco. Dopo due giorni l’ambiente aveva preso fuoco, poi venne un pompiere e spense il fuoco e dopo nell’ambiente c’era un buon aroma e non c’era più aroma di sigaretta, ma c’era aroma d’ambiente.

Luigi Gargano CLASSE IV D - SCUOLA M. PASSAMONTE - MESSINA

IL NOSTRO AMBIENTE

Mi chiamo Luigi, ho otto anni e frequento la quarta elementare. Vivo a Messina, una bella città sul mare con un clima mediterraneo temperato, un po’ ventosa e con uno splendido panorama. Anche se amo molto la mia città sono a volte dispiaciuto perché noto che gli abitanti di Messina 133


non la rispettano come io vorrei .Infatti passeggiando col mio cane per le strade vedo tante cose buttate a terra. A volte vedo buste di spazzatura o addirittura vecchi televisori e altri oggetti abbandonati nei posti più impensati. Tutto questo fa male alla natura e mi fa pensare ai discorsi affrontati in classe con la maestra sul riciclaggio dei rifiuti. Un ottimo metodo per contribuire a salvare la natura è proprio il riciclaggio, cioè separare i rifiuti per poterli poi riutilizzare. Il Comune mette disposizione dei cittadini cassonetti diversi per la raccolta della carta, della plastica, del vetro, dell’allumino. Il problema è che solo poche persone fanno la raccolta differenziata dei rifiuti. Se invece ognuno di noi lo facesse, daremmo un contributo molto importante per salvare il pianeta e consegnarlo sano e pulito ai posteri.

Riccardo Rossi CLASSE III A - SCUOLA PRIMARIA “DON PACIFICO ARCANGELI” - ORTE (VT)

IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI

L’uomo sta inquinando tutto il mondo perché la spazzatura e il fumo stanno rovinando l’aria per colpa sua. Le persone si ammalano e alcune muoiono. Il mare è tutto sporco i pesci muoiono perché l’uomo butta tanti rifiuti. Il bosco si sta rovinando per colpa dell’uomo tagliando troppi alberi e uccidendo gli animali perché sta distruggendo la natura con sostanze velenose. Il mondo che vorrei è un posto dove i bambini potrebbero giocare felici e dove la natura riprende a vivere e vorrei che l’uomo respirasse aria pulita. Vorrei che il mare,laghi,aria e suolo siano liberi dai loro inquinamenti.

Davide Corvi CLASSE VB - SCUOLA PRIMARIA “A. GRAMSCI” I.C. “VAL VARATELLA” - BORGHETTO S. SPIRITO (SV)

RISPETTIAMO L’AMBIENTE

Ora parleremo dell’ambiente. L’ambiente come tutti sappiamo non viene rispettato, infatti quando la gente compra qualcosa, le cartacce invece di buttarle nell’immondizia la butta per terra, e così viene inquinato l’ambiente. Ma ad inquinarsi non è solo l’ambiente, ma è anche l’aria. L’inquinamento potrebbe fare male anche a noi, uccide gli animali e inquina il mondo. Un giorno io e un mio amico di nome Jacopo, andammo ai giardini e giocammo a calcio con i nostri amici. Verso le 18.30 mentre tornavamo a casa, abbiamo visto in mezzo agli alberi dei pezzi di plastica, che potevano inquinare l’ambiente. Allora io e Jacopo decidemmo di raccogliere i pezzi di plastica, e di buttarli nel bidone della plastica. Sempre mentre tornavamo a casa, vedemmo dei cartoni pieni di spazzatura e schifezze. Allora Jacopo mi disse: “Prendiamo la scatola, togliamo la spazzatura buttandola nel bidone e buttiamo il cartone”.

Malatesta Nicole, Astini Daniele, Giacu Giulia, Astini Gaia, Malatesta Loris PLURICLASSE UNICA - SCUOLA PRIMARIA “P.F. FERRAIRONI” - TRIORA (IM)

CHICCO AMICO DELL’AMBIENTE

Era una bellissima serata estiva, in cielo le stelle brillavano e la luna con il suo chiarore illuminava la tana della famiglia della formica Chicco. La cena era stata consumata e ora tutti erano seduti sul divano e ascoltavano il telegiornale alla TV. Quella sera il cronista, con aria molto seria, annunciò una notizia molto preoccupante: il pianeta stava morendo a causa del grande inquinamento provocato dal progresso tecnologico degli esseri viventi animali. I potenti del mondo invitavano alla riflessione e chiedevano la collaborazione di tutti. 134


La formica Chicco sussultò, guardò le sue piccole formichine e pensò al loro triste futuro. Che cosa poteva fare? Ormai tutta l’economia era basata su macchine, computer, robot, industrie, fabbriche e certamente era proprio difficile poter ritornare indietro. Il progresso aveva reso il lavoro delle formiche meno pesante, ora non portavano più i chicchi di grano sulla schiena, ma vi erano trattori computerizzati specializzati nella raccolta, selezione e imballaggio di questo prezioso cibo. All’interno dei magazzini vi erano, poi, altri robot telecomandati che sistemavano sui ripiani i sacchi di farina, i semi di ogni genere e briciole di pane. Le famiglie delle formiche si spostavano con auto, moto e altri mezzi di trasporto veloci, comodi, ma anche tanto inquinanti! Le formiche non lavoravano più sudando tutta l’estate, anche perché ogni tana era provvista di potenti condizionatori che rinfrescavano l’aria, ma che immettevano nell’atmosfera tanto smog e polveri fini. Tutto questo era il progresso, ma quanto costava alla natura!Essa era ormai brulla, sempre meno verde e profumata. Anche le tradizioni antiche erano cambiate: ora le formiche trovavano il tempo di ballare e cantare con la loro amica cicala! Anche lei aveva trovato beneficio dal progresso, infatti, allietando le serate delle formiche con feste e musiche, riusciva a mettere da parte un “gruzzoletto”per l’inverno e quindi a sopravvivere. Questo era un avvenimento certamente positivo e bello, perché nasceva da uno spirito di collaborazione... COLLABORAZIONE!!! Ecco la parola che poteva aiutare la civiltà delle formiche, il mondo, la natura e la sua SALVAGUARDIA. Chicco aveva avuto finalmente un’idea meravigliosa e corse subito al suo computer per mettersi in contatto con il Presidente dei formicai. Chicco scrisse una e-mail: << Caro Presidente, gradirei fissare con Lei un appuntamento per proporLe una risoluzione al problema relativo all’inquinamento causato da un’economia basata su un eccessivo uso di macchinari >>. Subito il Presidente rispose al messaggio stabilendo un incontro per il giorno successivo. Chicco non dormì per tutta la notte, pensando al suo progetto. Finalmente il sole sorse al di là della montagnetta di terra e Chicco partì con la sua macchina super potente. Quella mattina, però, il rombo del motore gli sembrò ancora più assordante. Arrivato al palazzo presidenziale fu fatto accomodare nella saletta d’aspetto. Dalla finestra vide formiche correre, macchine sfrecciare, industrie e fabbriche che immettevano gas nocivi simili a banchi di nebbia e tanti alberi che, stancamente, alzavano i loro rami come per chiedere pietà. Quanta tristezza!!! Ecco, dunque, apparire il Presidente, Chicco salutò timidamente quella formica tanto potente e si sedette. Il Presidente gli chiese di esporre la sua proposta e subito egli prese la parola. Chicco disse che aveva ascoltato con molta attenzione la notizia del pericolo inquinamento al telegiornale e che aveva avuto un’idea. Questa si basava proprio sulla collaborazione fra la civiltà delle formiche e le banche. Ormai il progresso era entrato a far parte del mondo e della quotidianità e certo non si poteva tornare indietro, ma perché non INVESTIRE insieme per la NATURA? L’economia futura poteva diventare la RISORSA per contribuire a salvare il pianeta. Ecco come: ...ogni formica, ogni famiglia, ogni società, ogni industria avrebbe continuato a gestire il proprio lavoro con macchinari, robot telecomandati e quindi a produrre, ma ogni utile, versato nelle banche, avrebbe dovuto essere reinvestito da queste per stilare progetti che valorizzassero, arricchissero e salvaguardassero la natura e il suo inestimabile patrimonio. L’economia del pianeta sarebbe cresciuta con la consapevolezza che nonostante il progresso le banche avrebbero aiutato l’ambiente. Esse avrebbero fatto investimenti piantando nuovi alberi, creando spazi verdi e parchi protetti. Le banche avrebbero, inoltre, potuto investire in macchinari destinati a purificare l’aria, e ancora a instaurare collaborazione con fabbriche di auto non inquinanti e così via. Si sarebbe creato lavoro, sviluppato e nello stesso tempo incrementato l’amore e la tutela verso la natura con una ricaduta positiva sulla sua SALVAGUARDIA... Il Presidente chiamò subito i suoi collaboratori e illustrò il progetto “NATURA/AMBIENTE/ SALVAGUARDIA” di Chicco... Tutti furono colpiti da quanto esposto e accettarono le condizioni. La sera dopo il cronista, con aria più rilassata, comunicò al mondo la notizia. Da ogni tana le formiche esultarono: finalmente i loro risparmi, ricavati da un progresso incalzante, avrebbero aiutato altri loro simili senza deturpare il pianeta. Anche gli alberi, quella sera mossero i loro rami dolcemente accarezzando il cielo che presto sarebbe diventato pi azzurro. Chicco in quel momento guardò con serenità i suoi figli sicuro di 135


aver contribuito a creare un futuro mondo migliore. Andò a dormire fiducioso di questa nuova visione di economia basata sulla SALVAGUARDIA del bene più prezioso al mondo LA NATURA!

Andrea Minazzo CLASSE V B - SCUOLA PRIMARIA “A. GRAMSCI” I.C. “VAL VARATELLA” - BORGHETTO S. SPIRITO (SV)

I DISBOSCAMENTI NEL MONDO

Un giorno Leo e la sua sorellina Tina stavano giocando in soggiorno, quando gli venne l’idea di andare a fare una passeggiata nel bosco. Così partirono. Mentre camminavano Tina disse osservando un grande albero di mele: “Guarda che belle mele! Dai facciamo una pausa per mangiare qualche mela”. “Buona idea!” rispose Leo; così si fecero una bella merenda. Mentre mangiavano si appisolarono ai piedi del grosso melo. Quando si svegliarono delle grosse macchine stavano arrivando. “Vogliono distruggere questo bosco!” disse Leo spaventato. Tina allora senza esitare si piazzò davanti alla ruspa che stava per distruggere il primo albero. Così il pilota scese dalla ruspa e gli disse: Ehi attenta bimba, ti stavo per investire!” Tina per tutta risposta disse: “Mi sono piazzata davanti a te perché non voglio che voi abbattiate gli alberi”; “Ma io non voglio abbatterli” rispose l’uomo. A quel punto arrivò Leo che disse: “Allora perché lo fai?”. Perché è il mio lavoro, e verrei licenziato se non lo facessi, ma adesso che ci penso, voglio cambiare lavoro, però questo succede in tutto il mondo…” disse l’uomo. Leo disse: “Beh, lei ha ragione, ma noi nel frattempo abbiamo salvato un bosco, basta poco per aiutare l’ambiente e lo possono fare tutti, grandi e piccini!”.

Gabriele Accettone CLASSE III A - SCUOLA PRIMARIA “DON PACIFICO ARCANGELI” - ORTE (VT)

IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI

Il mondo che ho è inquinato a causa dell’uomo che danneggia il nostro pianeta, buttando cartacce,gomme e molte altre cose pericolose. Il suolo è inquinato da insetticidi che l’uomo butta per levare l’erbaccia ma purtroppo fa avvelenare anche le piante e dopo ci ammaliamo, è inquinato da rifiuti plastici che vengono buttati in mezzo alla natura e in acqua e così rendono sporco il nostro ambiente. L’aria è inquinata con le costruzioni che fa l’uomo come industrie che mandano fumi che poi noi respiriamo e dopo ci sentiamo male, anche le mamme che stanno per partorire respirano queste sostanze cattive e lo passano ai bambini e alcuni bambini possono morire. Nell’acqua l’uomo butta tante sostanze velenose come detersivi , rifiuti delle industrie e delle petroliere e di questo passo i nostri figli futuri non potranno più fare il bagno come oggi. In alcuni posti è già impossibile farlo e i pesci moriranno e quando l’acqua , poi la pioggia acida che danneggiando l’ambiente. Un’altra cosa molto grave che l’uomo fa è il disboscamento. Infatti quando le radici degli alberi non reggono più il terreno succedono le frane che provocano molti danni; lo abbiamo visto anche in un film sul computer. E’ ora che l’ambiente cambi : che l’uomo non butti più cartacce per terra e non butti più bottiglie di plastica in acqua. E non inquini più le acque dei mari, dei laghi e dei fiumi. Solo così riusciremo a tornare al mare senza pericoli: senza robacce in acqua, senza detersivi e senza fognature sporche e petroliere pericolose ma senza industrie che non hanno i depuratori.

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Denis Mehmetaj, Mirko Cavalleri, Elettra Montenegro, Joele Damonte, Enea Merkay, Ntaliia Nistor, Janet Bruzzone, Asia Ferrua, Pier Paolo Scian, Veronica Tagliano, Samuel Ferrara, Francesca Saia, Sofia Guerrini, Nuran El Fawal, Riccardo Trevia, Maria Valentina Volpara CLASSE V B - SCUOLA PRIMARIA “A. MANZONI” - DIANO MARINA (IM)

GAIA

Ciao, mi chiamo Gaia, sono nata in un tempo lontano lontano, da un’esplosione chiamata Big Bang. Sono un pianeta nato nello spazio più profondo, da sempre vissuto nel Sistema Solare; all’inizio ero ricoperta di caldi abiti- sartoria Magma Incandescente-, ma crescendo li ho cambiati numerose volte fino ad arrivare a quello attuale- sartoria Terre e Acque-, che qualcuno sta impunemente stracciando... Poco a poco la biodiversità mi ha resa ricca ed ornata con i gioielli della flora e della fauna. A lungo la mia fisiologia è stata perfetta, un respiro in profonda armonia con l’interno universo, fino a quando si è rotto l’equilibrio del mio biota, a causa di una specie che si definisce “Sapiens sapiens”, ma che io chiamerei in modo più appropriato “Demens demens”: sì, proprio loro stanno stracciando i miei abiti! E non solo: abusano delle mie risorse e mi soffocano con i loro scarti. E’ così che mi sono ammalata; stolti Demens! Non sanno che continuando a farmi tutto questo male andranno incontro alla loro distruzione, siamo un unico organismo vivente! Beh, alcuni di essi -ah, volgarmente si chiamano esseri umani- si sono resi conto della gravità della situazione ed hanno redatto una cartella medica detta Protocollo di Kyoto, che contiene le seguenti prescrizioni: • gli esseri umani non dovranno più sfruttare eccessivamente le mie risorse • dovranno assolutamente ridurre l’inquinamento • dovranno trovare fonti di energia alternativa. Ho udito i miei medici litigare furiosamente: certi ritengono di non avermi ancora sfruttato abbastanza, altri, che l’hanno fatto in modo esagerato, ora se ne lavano le mani... La mia unica speranza è che la generazione attuale e quella futura non siano come le ultime passate. Se ogni piccola comunità umana si unisse alle altre come tasselli di un puzzle, avrebbero la forza di percorrere la strada dello sviluppo sostenibile e di guarire tutte le mie ferite.

Yasmin Zarabian CLASSE III A - SCUOLA PRIMARIA “DON PACIFICO ARCANGELI” - ORTE (VT)

IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI

Spesso sui telegiornali si parla di troppo inqinamento,infatti il nostro mondo è diventato una specie di discarica! Questo perchè l’uomo non cura l’ambiente in cui vive,lo sporca con cartacce,plastiche,veleni di ogni tipo. Ma non finisce qui! Il mare è la casa di molti esseri viventi:pesci,alghe ecc... e ora è inquinato da detriti,sporcizie pensiamo al futuro! L’aria che tutti respiriamo,viene sporcata da fumi dei mezzi di trasporto e di industrie, da insetticida pericolase e anche dai veleni per i batteri delle piante. Quando l’uomo spruzza l’insetticida nell’aria,nonsi rende conto che poi questo ricade sulla terra,perciò sporca anche l’ambiente ma non solo in questo modo!Con carte,gomme ecc.... Il mondo che vorrei deve essere molto più pulito per esempio che l’uomo non butti cartacce per le strade nè rifiuti nei fiumi,che non tagliasse alberi o ci scrivesse sopra cose belle o brutte. 137


K. Cedeño CLASSE VB - SCUOLA PRIMARIA “A. GRAMSCI” I.C. “VAL VARATELLA” - BORGHETTO S. SPIRITO (SV)

SALVIAMO L’AMBIENTE

Le montagne sono belle e non dobbiamo inquinarle, ma anche il mare, l’erba e l’aria. La natura è preziosa e senza di lei non resisteremmo, ma si verificano anche conseguenze disastrose dall’ambiente per esempio: le eruzioni di vulcani, le valanghe, gli tsunami, i terremoti…. Non dobbiamo fumare altrimenti inquiniamo l’aria, in poche parole la natura è importante e anche gli animali, per quello non dobbiamo ucciderli. Ci sono gli animali che sono in via d’estinzione per colpa della caccia. L’uomo inquina l’ambiente e uccide gli animali, ma non se ne accorge che toglie i parchi naturali per i parcheggi e per i palazzi, con tanti parcheggi significa che ci sono tante macchine che inquinano l’aria con il fumo che esce, potremmo usare la bicicletta oppure andare a piedi, ma la modernità di oggi costringe ad usare le macchine perché inventano tante comodità che costringono l’uomo a comprarle. Ci sono persone che buttano le cartacce per strada e nei pochi parchi naturali che ci sono ancora, speriamo che un giorno si possa rimediare al danno mo fatto all’ambiente.

Francesca Di Mori CLASSE III A - SCUOLA PRIMARIA “DON PACIFICO ARCANGELI” - ORTE (VT)

IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI

Il mondo di oggi purtroppo è inquinato, perché l’uomo costruendo le centrali, strade, case e fabbriche lo ha sfruttato al massimo. Passando per le strade o passeggiando nei giardini si vede sempre sporcizia. Questo causa gravi danni all’ambiente e di conseguenza porta gravi malattie anche agli uomini. L’uomo spesso sfrutta di più le risorse della natura, anche quando non ce ne è bisogno e così si sprecano. Oggi la natura non ha tempo di riprodursi, perché l’uomo vuole sempre prendere le sue risorse.

Marco Triolo CLASSE III A - SCUOLA PRIMARIA “DON PACIFICO ARCANGELI” - ORTE (VT)

IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI

Non pensavo che l’uomo avesse inquinato la Terra costruendo strade, edifici, buttando materiali molto inquinanti in tutti gli ambienti terrestri. Nelle acque, buttando sporcizia di ogni tipo, i pesci muoiono e quando i pescatori pescano devono accontentarsi di quello che prendono. Ma alcuni tipi di pesci stanno addirittura scomparendo. Fare il bagno in alcuni posti è impossibile perché ci stanno sporcizie di ogni genere. Quando l’acqua delle fognature finisce nel fiume lo inquina, poi il fiume si getta nel mare e così si sporca anche il mondo marino. Nell’aria si aggira il fumo, un inquinamento molto tossico prodotto dai fumi dei mezzi di trasporto e delle fabbriche non molto stabili, come abbiamo visto sul video di Cernobyl, dove una centrale nucleare è esplosa e ha prodotto un fumo tossico che ha fatto morire molte persone. In campagna ci stanno degli ortaggi, se l’acqua è inquinata, insieme ai raggi di sole, assorbono quella sostanza e quando piove le verdure si inquinano e l’uomo si ammala. Il mondo che vorrei è un mondo pulito, senza sporcizia in giro, così da giocare sul prato con gioia e pace; un mondo colorato con tanti fiori. Questo è il mondo che vorrei.

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M. Bianco CLASSE V B - SCUOLA PRIMARIA “A. GRAMSCI” I.C. “VAL VARATELLA” - BORGHETTO S. SPIRITO (SV)

UN QUALCOSA DI MERAVIGLIOSO

Bellissimo, meraviglioso e stupefacente: l’ambiente. Un elemento a completa disposizione dell’essere umano, che deve essere curato e trattato nel modo più giusto per essere così perfetto. L’uomo è superficiale e inconsapevole di quello che c’è attorno a lui e per questo non si accorge di come deve agire per comportarsi nel modo corretto, ci sarebbero alcuni suggerimenti da eseguire per inquinare meno, ad esempio si potrebbero usare maggiormente i mezzi pubblici invece che usare l’automobile quando si viaggia da soli; usare la bicicletta invece che il motorino o la moto quando si deve raggiungere un posto vicino; usare i sacchetti ecologici invece che quelli di plastica che poi vengono dispersi nell’ambiente; utilizzare gli appositi cassonetti per il riciclaggio; usufruire delle energie alternative… Secondo l’ambiente in cui viviamo, possono scatenarsi dei fenomeni come le alluvioni, gli uragani, i fulmini, le valanghe, le eruzioni vulcaniche, e i terremoti. Parlando di terremoti, io ne ho vissuto uno. Io e i miei compagni eravamo in classe e avevamo appena finito la verifica di scienze sul sistema digerente, quando all’improvviso, la maestra si aggrappò alla cattedra mentre barcollava, le lavagne ondulavano, gli armadi, i banchi e le sedie tremavano e tutti ci mettemmo a gridare terrorizzati. Insomma, eravamo tutti in preda al panico. Subito dopo, la sirena d’allarme iniziò a dare il segnale di evacuazione e tutte le classi, tenendosi per mano a catena, si avviarono verso l’uscita. Una volta fuori dall’edificio, l’insegnante iniziò a fare l’appello per controllare che fossimo tutti presenti. Dopo un po’ qualcuno andò subito a casa, mentre altri aspettarono le quattro e mezza, questa è stata la mia esperienza. Poi, l’ambiente subisce anche l’inquinamento provocato dalle persone, che buttano i rifiuti sulla strada, danneggiando l’estetica del’ambiente; nei boschi, dove possono provocare danni al ciclo ambientale o nei laghi, dove la fauna e la flora marittima subiscono gravi conseguenze. Comunque, questi sono più o meno i lati negativi; invece riguardo ai lati positivi, l’ambiente ci offre panorami incantevoli e viste piacevoli. D’inverno guardando l’orizzonte, si intravedono le montagne imbiancate dalla neve, dove si può sciare o giocare e divertirsi; in primavera, la natura si risveglia: le giornate si allungano, le gemme degli alberi e i fori sbocciano, il sole è più alto nel cielo e quindi c’è più luce, risuona nell’aria il cinguettio degli uccelli e così, si è tutti più felici. D’estate, il clima è perfetto per fare un bagno al mare o per una bella scampagnata in montagna; in autunno, invece è piacevole passeggiare per la città e calpestare le foglie cadute dagli alberi ormai secche, per sentire il loro scricchiolio. Tutto questo ci fa capire che l’ambiente è un qualcosa di straordinario e per questo va trattato con rispetto.

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SCUOLE MEDIE SEZIONE POESIA POESIA 1° CLASSIFICATA

Irene Minio CLASSE I D - I.C. CASTAGNOLO - CASTAGNOLO (AG)

GIALLONARDO

L’acqua cristallina solcata da barche bagna una terra preziosa, sconosciuta a qualcuno. Uno spettacolo meraviglioso dove scogli nascondono granchietti, dove il sole riposa a fine giornata e si immerge in una danza di colori. Ad un tratto

la luce si spegne e la notte si tinge di blu, profondo, intenso, illuminato da stelle che dall’alto ammirano soddisfatte e compiaciute. Giallonardo.

POESIA 2° CLASSIFICATA

Giusy Catalano CLASSE I F - SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO “G. CIARAMELLA” - AFRAGOLA (NA)

IERI HO VISTO IL MARE Ieri ho visto il mare, scuro, minaccioso, mi guardava. Ieri ho visto il mare e, fra i rumori della notte, ho udito il suo dolore. Ieri ho visto il mare,

giunta alla sua riva non culla più il mio corpo, mi abbandona, mi abbandona, perché? Ieri ho visto il mare mi ha detto: “Aiutatemi non voglio morire”.

POESIA 3° CLASSIFICATA

Corinna Di Loreto CLASSE I E - SCUOLA MEDIA STATALE “A.VIVENZA” - AVEZZANO (L’AQUILA)

A COME AMBIENTE

L’incantevole melodia di quei violini suonati dal vento persisteva nella mia mente come il fruscio delle foglie in una serata d’autunno. I delicati fiori che germogliavano in primavera, con i miei occhi affascinati dalla bellezza, assistevo mentre il sole tramontava,

ancora abbagliante, oltre il mare e oltre tutta la mia immaginazione. I venti mi guidavano verso una realtà differente da quella di oggi che conosco e che ormai non è più un sogno. 140


Daniela Crespo CLASSE II G - SCUOLA MEDIA STATALE “DON MILANI-COLOMBO” - GENOVA

AMBIENTE

L’ambiente è sano, la natura curata, il centro urbano e la vita rallegrata.

Oppia Martina, Laruffa Jennifer CLASSE I A - SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO - TOIRANO (SV)

ACQUA NATURA!!!

L’acqua è un dono della natura e a volte fa un po’ paura; sembri un po’ misteriosa ma servi per ogni cosa.

L’acqua fa lunghissimi viaggi e attraversa tanti paesaggi. Scorri veloce nel mare e chi ti vede fai sognare.

Se tutti lottiamo l’acqua difendiamo, lo spreco dobbiam superare e meno acqua bisogna consumare. La vita sarebbe migliore e tutta la gente di buon umore.

Tu ci sei sempre d’estate e rallegri le nostre giornate. Ma l’estate passa in fretta e l’inverno non aspetta. La tua schiuma sembra panna montata appena preparata; il tuo leggiadro movimento è calmo e lento.

Dal mare al vapore in un corso di poche ore, dalle nuvole alla pioggia sulle nostre case si appoggia.

Sento i tuoi richiami dal mare provandoti a disegnare, ci fai vivere storie d’amore sentendo il tuo calore.

Federico Guasco CLASSE I E - SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO SAN LORENZO AL MARE - SAN LORENZO AL MARE (IM)

IL MIO PAESE: LINGUEGLIETTA

Apro la finestra, resto senza fiato: un piccolo ruscello, un grande verde prato. La piazza, la Chiesa, un vecchio castello, gli amici, una quercia…il posto più bello! Un bosco di pini, dei fiore l’odore, scoiattoli, ulivi e tanto colore. Tranquillo il Paese, mi piace l’ambiente felice di stare in mezzo alla gente

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Martone Anna Asia CLASSE I B - SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO “MICHELE FERRAJOLO” - ACERRA (NA)

A COME AMBIENTE

L’ambiente è come un tesoro indifeso Viene spesso offeso, sfruttato, maltrattato, inquinato. Da spazzatura è ingombrato. Nessuno vuole difenderlo, nessuno vuole comprenderlo. Ma un bambino vuole fare pulizia e perciò cerca una via La carta vuole riciclare

Per non far sentire più alla natura del male La plastica non vuole bruciare Perché la natura vuole coccolare Il vetro può essere riusato E l’ambiente conservato La natura ha bisogno d’aiuto E non deve essere abbandonata Perciò impegniamoci a difenderla A pulirla e a comprenderla.

Mouna Achek, Bianco Silvia, Shenaly Fernando CLASSE II B - I.C. DI CASIER - DOSSON DI CASIER (TV)

LA NATURA PIANGE E SORRIDE… Oggi succede che i venti portano la polvere nera in tutta la terra. Una tempesta di fumo spazza via l’aria fresca della natura coprendola con odore di smog. Ormai i boschi stanno scomparendo lasciando spazio solo a case ed edifici. Per poter guarire la terra serve l’aiuto di ogni persona che, nel suo piccolo,

faccia delle buone azioni per la natura. E se la terra diventasse pulita, tutto sarebbe più bello e divertente: l’erba crescerà e ricoprirà di verde il pianeta! Un’aria fresca, una natura gioiosa… COME SAREBBE TUTTO PIU’ BELLO SE IL MONDO FOSSE PULITO!!!

Alessandro Mare’ Brunenghi CLASSE II G - SCUOLA MEDIA STATALE “DON MILANI-COLOMBO” - GENOVA

LA DIFFERENZIATA E LA NATURA La differenziata È una figata Aiuta la natura,

non avere paura perché senza di questa nulla resta.

Santoro Biagio I.C. “BENEDETTO CROCE” - SAN PRISCO (CE)

AGATEA

La pianta Agatea graziosa e cespitosa con il suo fusto legnoso è fiorifera e annosa. Con le sue foglie allungate e con il suo centro dorato ha un profumo delicato.

Il suo facile ornamento sfida tutti gli ambienti. Predilige terreni sciolti e sabbiosi purchè siano acquosi. Il suo colore è blu piantala anche tu. 142


Valentina Lania CLASSE II B - I.C. “A. PAINO”, GRAVITELLI - MESSINA

L’AMBIENTE

Ho l’ambiente nella testa, E vorrei fare una grande festa. Ma non posso festeggiare Perché l’ambiente sta troppo male. “CEMENTO E CIMINIERE HANNO USATO” E ti hanno avvelenato. Gridi aiuto a noi bambini Affinché ti stiam vicini, non è facile aiutarti ma cercheremo di curarti. Ma per aver un avvenir rassicurante, il tuo domani è assai importante E poter tornare a respirare

L’aria pulita tanto salutare, correre al sole spensierati, e giocare rotolando sui verdi prati. Con la nostra poca intelligenza Ti abbiamo messo in sofferenza Ogni sera io ci penso… Con un poco di buonsenso, se tutti insieme collaboriamo, all’ambiente ridaremo quel sorriso tanto amato. Sono solo una ragazzina, che è sicura di gridare, caro ambiente ti voglio salvare.

Stefano Bottino CLASSE II G - SCUOLA MEDIA STATALE “DON MILANI-COLOMBO” - GENOVA

LA FESTA DEL RICICLATO Vivere in un mondo pulito. Il tuo aiuto, alla terra sarà molto gradito. Anche tu sei invitato; alla grande festa del riciclato.

Alla festa ti sarà consegnato Un compito assai semplificato Tu, dovrai dare solo il tuo contributo Ed il tuo aiuto Sarà ricompensato…

Orta Samuel CLASSE I A - SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO - TOIRANO (SV)

ACQUA

Acqua, io nuoto e tu sa quanto sei speciale e bella… milioni di chilometri che percorri. Acqua, tu che hai visto centinaia di catastrofi, guerre, inquinamenti.

Acqua, tu che ascolti questo Messaggio, non disperarti. Vattene finché questo Mondo Crudele e Incosciente non si pentirà. E poi Ritorna e stai tranquilla, Acqua, che Nessuno oserà più farti male. Grazie…

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Miriana Demichelis CLASSE I E - SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO SAN LORENZO AL MARE - SAN LORENZO AL MARE (IM)

L’ALFABETO DELLA NATURA

A come Ambiente da rispettare B come Biodegradabile: il materiale da usare C come Colline da salvare D come Disboscamento, da evitare E come Ecologico, il nuovo mondo F come Fiume che alla valle scorre in fondo G come Ghiacciai fonti di acqua pura H come Help, l’urlo della natura I come Inquinamento, che soffoca il nostro Pianeta L come Lepre, che scappa veloce nella pineta M come Mare, guardiano silenzioso N come Natura, il bene più prezioso O come Ossigeno, per la vita essenziale P come Plastica, controverso materiale Q come Quantità di rifiuti R come Rocce che si sgretolano ogni due minuti S come Sacchetti che soffocano i delfini T come Televisione, unico svago per i bambini U come Uomo, che l’ambiente non sa rispettare V come Vegetali biologici da mangiare Z come Zorro, l’eroe che per l’ambiente ricicla quotidianamente. Se un eroe vuoi essere anche tu, devi riciclare di più!

Colombo Leonrdo E Filippone Charlotte CLASSE I A - I.C. DI LEVANTO - LEVANTO (SP)

SALVIAMO L’AMBIENTE

La spazzatura sta inquinando l’aria che stiamo respirando. Le piante così moriranno e meno ossigeno produrranno. Senza aria saremmo vinti e, sulla Terra, presto estinti! Vuoi veder il sol di maggio? Vai, allora, all’arrembaggio: l’ambiente occorre pulire se ci tieni a non perire!

Fumi e gas sono nocivi per coloro che son vivi! Le persone saranno sagge se pulite terranno le spiagge, dove, sigarette inquinanti vivono insieme ai bagnanti. I sacchetti di plastica in mare, galleggiando, si fanno ingoiare. Orsù, dunque, non esitare anche tu non inquinare!

Sara Beretta CLASSE II G - SCUOLA MEDIA STATALE “DON MILANI-COLOMBO” - GENOVA

SALVARE IL MONDO Salvare il mondo è riciclare carta, plastica e vetro possiamo riutilizzare. Ricicla, ripara riusa

Tre parole che… Dallo sporco al pulito Cambieranno Il mondo. 144


Frascheri Clotilde CLASSE I A - SCUOLA SECONDARIA DI I°GRADO - TOIRANO (SV)

L’ARIA

Aria, tu ci hai aiutata e noi ti abbiamo ignorata regni su di noi e ci fornisci ossigeno e anidride carbonica. Sei stata immutata per milioni di anni adesso sei tornata

e ti abbiamo inquinata maledetta aria malata. L’ambiente è un elemento importante per una vita costante ed è un amico speciale che a noi non può mancare.

Abbate Jessica I.C. “BENEDETTO CROCE” - SAN PRISCO (CE)

IL CICLAMINO

O ciclamino, ciclamino, tu sei un bel fiorellino, che cresci nel mio giardino. Sei proprio piccolino,

e sei tanto carino il tuo colore è rosato e il tuo profumo è delicato.

Giovanni Cevasco CLASSE II G - SCUOLA MEDIA STATALE “DON MILANI-COLOMBO” - GENOVA

ENERGIE ALTERNATIVE Il sole ci da energia Come una batteria infinita. Il vento soffia nelle pale come un bimbo che sbuffa. L’acqua spruzza la spuma

energia e colore in un velo. Il mare che s’alza e s’abbassa ci da energia con la sua massa.

Kiara Emma Leone, Maika Gravante, Eleonora Corvaglia, Mariangela Risolo I.C. DI UGGIANO LA CHIESA - SCUOLA MEDIA - UGGIANO LA CHIESA (LE)

UN MONDO PIU’ VERDE…L’AMBIENTE!!! Come è bella questa parola, che nella mia mente da tempo risuona. In questo termine c’è tutto quel che serve, per rendere il mondo sempre più verde. È l’ambiente un regno potente, da rispettare e tanto amare. Un semplice fiore appena sbocciato potrebbe diventare un amico tanto amato come abbiamo amici noi, anche l’ambiente ha i suoi, sono: aria, acqua, terra e fuoco e tutto ciò non vale mica poco.

Ma negli ultimi tempi è un po’ ammalato il suo ozono si presenta malandato. Adoperarsi per la sua vita è una cosa a lui molto gradita. Per sapere come fare questo acrostico è bene ascoltare: Adoperarsi per Mantenerlo pulito e Bello Incentivare Energie Naturali Tanto Elogiate

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Classe I A SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO - I.C. ACQUARICA DEL CAPO - ACQUARICA DEL CAPO (LE)

SALVIAMO L’AMBIENTE

Se la natura vuoi salvare, rifiuti tossici non devi buttare. Se un prato pulito avrai, è solo grazie al dovere che tu rispetterai.

Se il cielo azzurro vedrai, un futuro migliore costruirai. Quindi non aspettare, salviamo la natura per farla esplorare.

Stella Ghihlione CLASSE I E - SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO SAN LORENZO AL MARE - SAN LORENZO AL MARE (IM)

LA NATURA

Fin da piccoli ci hanno insegnato ad amare la natura che come una madre affettuosa ci regala i suoi tesori: deliziosi frutti colorati, ricche pietre preziose, limpida acqua dissetante. Quello che io amo di più, di ogni cosa, fra i meravigliosi doni, è il mare,

troppe volte offeso da nere maree che soffocano ogni forma di vita. Il mare, così azzurro, così mutevole: certe volte calmo, certe volte agitato, ci accoglie nelle giornate estive e ci riempie di gioia. Rispettiamo questo nostro ambiente: è vita

Granero Alessandro E Tavilla Simone CLASSE III B - SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO I.C. “VAL VARATELLA” - BORGHETTO S. SPIRITO (SV)

CI CHIEDEREMO PERCHE’…

Vedendo la foglia cadere sul nero di quel fumo infernale che uccide la vita, mi fermo e guardo un attimo, poi continuo a camminare, pensando… E ancora passo davanti agli alberi, che, morenti, portano ai piedi scarti e rifiuti della società che inquina, senza scrupoli, né cuore, né anima. Deturpa i paesaggi, la natura, sporca l’acqua che beviamo, uccide gli

animali e avvelena il cibo che poi mangeremo, ignari di tutto questo. Con avide mani e spregevoli menti, per il denaro che ha conquistato il suo pensiero, l’uomo ha devastato quel poco della natura che rimaneva. Ma un giorno ci accorgeremo di ciò che abbiamo fatto e allora, complici della nostra stupidità, penseremo e ci chiederemo perché.

Samuel Marenco CLASSE II G - SCUOLA MEDIA STATALE “DON MILANI-COLOMBO” - GENOVA

IL SOLE SCALDA Il sole scalda l’acqua spruzza il vento soffia

l’uomo invece sfrutta ricicla almeno e lasciaci un mondo più ameno. 146


Passaro Maria Immacolata CLASSE I D - SCUOLA S. I G. “M. FERRAJOLO” - ACERRA (NA)

QUALCUNO MI HA DETTO

Un giorno, qualcuno mi ha raccontato, Che tutto quello che ci ha sempre circondato, È solo frutto dell’amore di un Dio Che è sempre nel cuore mio. Mi ha detto e mi ha ridetto Che animali, piante e persino un piccolo laghetto E mille altre, mille altre cose ancora Vanno apprezzate in ogni minuto, in ogni ora. Insomma, mi ha spiegato e ripetuto Che tutto questo tesoro va mantenuto Con amore, passione e tanta cura Per ogni generazione attuale e futura.

Borgalli Jacopo, Lencioni Chiara e Moggia Alessia CLASSE I A - I.C. DI LEVANTO - LEVANTO (SP)

UN BENE PREZIOSO

Se ben curato fosse l’ambiente saremmo sani in corpo e mente, sentendoci così più felici nel respirar meno “nemici”. In aria, agenti inquinanti sono, a dir poco, allarmanti: asma, bronchiti sempre in aumento, durano tanto, se ne vanno a stento. Perciò, se l’auto hai ferma in coda spegni il motore e lancia la moda! Ad inquinar ci si mette poco, ma, la salute non è un gioco! In aria sono polveri sottili, in strada rifiuti da incivili. Sulle spiagge, poi, trovi di tutto: anche il torsolo di un frutto! La plastica che lì è lasciata, dal vento è trasportata, volando infine in mare che così lo fa ammalare!

Chi sporca per negligenza, chi lo fa per incoscienza. L’ambiente ti chiede aiuto tu non dargli un rifiuto! Se hai rispetto per la natura anche l’aria sarà più pura. Il messaggio fai passare la natura è da salvare!

Di Caprio Giovanni

I.C. “BENEDETTO CROCE” - SAN PRISCO (CE)

LE ROSELLINE

Questa bella rosellina tanto piccola e carina sembra proprio una bambina. Dalle otto a mezzogiorno noi l’abbiamo sempre intorno. Quando la guardiamo

quasi ci innamoriamo è di rosso colorata e deve esser ben curata nel prato la dobbiamo piantare per non farla più seccare. 147


Mascia’ Consuelo e Gay Carolina CLASSE II G - SCUOLA MEDIA STATALE “DON MILANI-COLOMBO” - GENOVA

UN MONDO PIU’ PULITO

Con un po’ di fantasia, come per magia, la spazzatura vola via. Anche un piccolo aiuto può servire, e pure gli alieni vorranno venire in questo modo tutti potranno capire che un mondo più pulito è una vita più tranquilla, che un mondo più pulito è pace e serenità, che un mondo pi pulito… …mai sarà ferito…

Elisa Heerema CLASSE I E - SCUOLA SEONDARIA DI I° GRADO SAN LORENZO AL MARE - SAN LORENZO AL MARE (IM)

LA LIGURIA

La Liguria mi fa sentire a casa. La vista del mare, gli alberi d’ulivo, le montagne a picco, il canto degli uccellini, il richiamo del gallo che,

la mattina, dalla fattoria accanto, rende dolce il risveglio, Genova e il suo acquario, la pasta al pesto: è questa casa mia!

Adamo Maria Pia I.C. “BENEDETTO CROCE” - SAN PRISCO (CE)

L’AGATEA

Il tuo nome è Agatea e sembra il nome di una dea. Sei molto simile alla margherita ed è dolce averti tra le dita.

E pensare che vieni da lontano e adesso ti ho qui nella mia mano. Dal freddo ti proteggerò e con amore ti curerò.

Daniele Torbidoni CLASSE II G - SCUOLA MEDIA STATALE “DON MILANI-COLOMBO” - GENOVA

IL SOLE

Solare irraggiamento i freddolosi scalda con portento

Il suo colore giallo, come un pappagallo, è sempre raggiante per il nostro mondo gigante.

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Albano Francesca SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO “M. FERRAJOLO” - ACERRA (NA)

ABISSO

Respirano le onde cullando le barche dalla salsedine invecchiate, nel sonnolente porto, dal sole accecate appena sorto, e un pescatore lancia la lenza dal filo corto. Man mano diminuisce l’affluenza e ricordo il verde del mare che di pesci ha assenza. Sognare, quell’orizzonte del mare lontano ora solo da immaginare.

Più in là si vede un capitano che saluta agitando la mano. Sale, ora, la luna preceduta dall’inchino del sole e goduta dalle spalle di un girasole, che abbassa il suo sguardo guardando le aiuole. E nell’immenso abisso io ardo al pensiero di questo mare maliardo.

Samuele Pedrazzi CLASSE II G - SCUOLA MEDIA STATALE “DON MILANI-COLOMBO” - GENOVA

COME IL SOLE SCALDA Come il sole scalda, come il vento soffia e sibila silenziosamente, o come acqua scorre e spruzza

proteggi la natura riciclando respirando ogni giorno la sua incontaminata bellezza.

Farina Carlotta CLASSE III B - I. C. “ALESSANDRO STRADELLA” - SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO - NEPI (VT)

L’ORO BLU

Fonte naturale e preziosa Tu fai parte del nostro ambiente, sei bella e armoniosa e senza di te muore tanta gente. Tu sei per noi il fattore più importante, senza di te non ci sarebbe la vita, per ottenerti ci vuole impegno, costante, anche se l’uomo ti ha tradita. Ti abbiamo sottovalutata, sapevamo che sei indispensabile ma ti abbiamo ugualmente insozzata e adesso, purtroppo, sei molto fragile. Lo sguardo dell’uomo è sempre rivolto al cielo Guardandolo speranzoso, ma purtroppo è sempre sereno anche se di te abbiamo un bisogno morboso. Noi ora diveniamo piccoli e impotenti, tristi e amareggiati, e pensiamo che saremmo potuti essere più intelligenti e rimpiangiamo che di te ci siamo scordati.

Ma non è questione di intelligenza Soltanto di pensare Non ti abbiamo considerata, e adesso non ci rimane che la speranza Che un giorno la natura ci potrà perdonare. Perciò, mia preziosa acqua, ti chiedo scusa da parte di tutta l’umanità. Non lasciare che i bambini muoiano proprio qua, e di noi abbi pietà. Ti abbiamo sottovalutato E di questo ne siamo pentiti ora; già la tua pioggia la terra ha baciato, e fa che questo succeda ancora. Considera questa mia poesia come una lettera di scuse Non solo da parte mia, ma di tutti. Tu sei una delle più belle muse, e ti accoglieremo cantando sui tetti.

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Garibotti Francesco, Pasini Chiara E Valente Carol CLASSE I A - I.C. DI LEVANTO - LEVANTO (SP)

UN FIORE STA PER NASCERE Vorremmo dirti con una poesia che la natura sta in armonia… ma, da gente scellerata è anche danneggiata! Se, perciò, ami l’ambiente non rimanere indifferente: fai la raccolta differenziata

come inizio di giornata! Non sprecar acqua e corrente sii, invece, diligente! E, con l’auto, non inquinar se aria buona vuoi respirar! Questi consigli cerca di seguire se intossicato non vuoi finire!

Alessio Codeglia CLASSE I E - SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO SAN LORENZO AL MARE - SAN LORENZO AL MARE (IM)

LA NATURA

La natura offre doni bellissimi: alberi che proteggono la vita, acqua che disseta, mare che porta divertimento, prati verdi disseminati di fiori variopinti,

fiori che profumano l’aria intensamente. La natura è bellissima, gli uomini continuano a distruggerla. Uniamoci per difenderla, evviva la natura!

Grezio Salvatore CLASSE I C - I.C DI ACQUARICA DEL CAPO - SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO - ACQUARICA DEL CAPO (LE)

IO AMO OGNI ALBERO, IO AMO LA NATURA Io amo ogni albero, io amo ogni fiore, io amo la natura lo sento nel cuore. Acque chiare e cristalline, stelle che brillano birichine. Prati verdi su cui correre in tondo:

profonda è l’ARMONIA del MONDO. Oh, come vorrei cantare alla Terra, al Cielo e al Mare e a ogni essere dell’ immensità io sono vostro amico è la verità!!!

Tomatin Sofia CLASSE II G - SCUOLA MEDIA STATALE “DON MILANI-COLOMBO” - GENOVA

VELO

Velo di un Eroe Tanto buono e non Rozzo come chi non ricicla il vetrO e il resto

Cinotti Assunta I.C. “BENEDETTO CROCE” - SAN PRISCO (CE)

LA MAGGIORANA In un prato c’ è una rana che ha imparato cos’è la maggiorana . Arrivata dal deserto ha profumato

la cucina di Umberto il suo gesto delicato Ha deliziato il nostro palato. I suoi fiori colorati hanno rallegrato i nostri prati 150


Barisano Giuseppe SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO “RAIMONDO GUARINI” - MIRABELLA ECLANO (AV)

AMBIENTE

Ei, tu… oggi nel mio cuore c’è una parola che batte fortemente e questa è “Ambiente”… La terra è un bene prezioso come una pietra preziosa, ci dà la vita, le piante, l’amore e la felicità! Io e tu, tu ed io, tutti insieme ci impegneremo

a ripulirla, così più aria sana respireremo e più ci divertiremo! Un futuro diverso tutti insieme daremo! La vita continua e i nostri figli vivranno in un paese pulito e sano una mano a ciascuno non pesa a nessuno!

Matteo Staurenghi CLASSE II G - SCUOLA MEDIA STATALE “DON MILANI-COLOMBO” - GENOVA

ATTENZIONE: NON C’E’ UN BEL NIENTE Attenzione amico, non la puoi buttare e per questo devi riciclare carta, vetro, plastica e altre belle cose; che puoi salvare come l’ambiente non c’è un bel niente.

Pianese, Rota, Taku CLASSE III B - SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO I.C. “VAL VARATELLA” - BORGHETTO S. SPIRITO (SV)

TUTTI SIAMO NOI

La parola “ambiente” proprio non ci entra in mente. Guardiamo quello che la natura ci offre, ma non vediamo quanto soffre. Qui è tutto rovinato, che importa più in là c’è un altro prato. La natura è delicata, ma molte volte viene maltrattata, tutti ne contribuiamo anche se molto spesso non lo pensiamo.

É stato lui...é stato lui...lui. Tutti pronti a puntare il dito, ma sapete cosa vi dico: quando tutto sarà finito forse avremo capito. Avremo capito cosa? Che la natura è preziosa, facciamoci un favore per avere un futuro migliore.

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Soriano Martina CLASSE I B - SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO “MICHELE FERRAJOLO” - ACERRA (NA)

ARIA “PULITA”

E respiro quell’aria Che mi rianima, che mi lascia senza parole. Un’aria che vorresti respirare sempre, ma puoi farlo solo nei tuoi pensieri. Quell’aria ti fa gioire E saltelli, saltelli. Non sei mai stanco In quella grande distesa. E mi siedo E chiudo gli occhi E alzo la testa al cielo Le rondini che svolazzano libere, le farfalle che volano ad altezza umana e gli scoiattoli che se ne stanno negli alberi e le volpi che si nascondo dietro essi Un mondo ideale, finchè tutto non è spezzato dal frastuono di un motore,

come quando una freccia ti colpisce dritto al cuore. Apro di nuovo gli occhi. Era tutto finito. Ero nella mia camera, mi ero addormentata. Mi affaccio alla finestra: solo smog, altro che aria pulita! A volte sono più belli i sogni che la realtà Perché nei sogni puoi volare oltre qualsiasi barriera Come in questo caso Sognar di vivere in un mondo In cui la natura non è maltrattata, né abbandonata, né calpestata. Un mondo in cui alla natura Viene dato lo stesso rispetto di una persona Perché è grazie a lei che viviamo!

Accardo Mariachiara CLASSE II G - SCUOLA MEDIA STATALE “DON MILANI-COLOMBO” - GENOVA

EHI BAMBINO… Ehi, bambino, non scherzare, con l’ambiente non puoi giocare. Vetro e plastica nei bidoni, anche la carta e… occhio ai flaconi!

Cocco Martina, Ferrari Chiara CLASSE I A - SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO - TOIRANO (SV)

ARIA, LA NOSTRA AMICA

Aria, maestosa forza naturale, che spazzi via dalle strade le foglie leggiadre. Tu, che fai assaporare in men che non si dica, l’arietta buona e pulita. Povera indifesa, che subisci dispetti dell’uomo ogni giorno, senza mai levarteli di torno. Per fortuna ora l’uomo, ha paura della tua potenza e del tuo frastuono.

Aria indispensabile grazie a te tutto è possibile e realizzabile. Noi che vorremmo il tuo potere, con un pizzico di dovere saremmo disposti a rinunciare al piacere. Noi uomini oggi e domani ci muoviamo con ritmo efficiente per garantirti un futuro convincente. ORA FINALMENTE GIUSTIZIA PER SEMPRE!!! 152


Chiara Cum CLASSE I E - SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO SAN LORENZO AL MARE - SAN LORENZO AL MARE (IM)

IL MARE

Un’immensa piana blu striata da candida schiuma: può essere calmo e dolce, burrascoso e potente, con onde deboli o cavalloni;

una delicatezza che affascina o una forza che atterrisce. Solamente osservandolo si capisce quanto sia sconfinato, e si penetra nella sua immensità.

Giulia Butera CLASSE I D - I.C. “A. CASTAGNOLO” - AGRIGENTO

SAN LEONE

Povera bella donna, ferita, sporcata e oltraggiata. Ti hanno sfruttata e dimenticata. Eri bella, naturale, cristallina e pura. Ti hanno usata e dimenticata.

Oh se potessi asciugare le tue lacrime e curare le tue ferite! Ti hanno deturpata e dimenticata. Ti ripulirei, ti profumerei, ti abbellirei per essere ammirata da tutti. E non sarai più denigrata e abbandonata.

Francesco De Bernardis CLASSE II G - SCUOLA MEDIA STATALE “DON MILANI-COLMBO” - GENOVA

NEL PICCOLO BORGO

Nel piccolo borgo si danno da fare pensano solamente a riciclare. Nel piccolo borgo son tutti gentili aiutano tutti gli esseri vivi. Nel piccolo borgo la natura sta a cuore la gente le esprime il proprio amore.

Shadi Alshuwayat E Luigi Marini CLASSE I E - SCUOLA MEDIA STATALE “A.VIVENZA” - AVEZZANO (AQ)

A COME AMBIENTE

E’ autunno e tutti si domandano il perché. Il perché, non si sente il fruscio delle foglie. Un ragazzo incuriosito si affacciò alla finestra e vide gli alberi che venivano tagliati. Vide le persone che pian pian smisero di respirare

e caddero per la strada fredda. Il ragazzo sapendo di avere pochi minuti di vita in fretta piantò tutti i semi che aveva. E la generazione futura gli è riconoscente per questo atto.

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Legio Miriam CLASSE I A - I.C DI ACQUARICA DEL CAPO - SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO - ACQUARICA DEL CAPO (LE)

SALVA LA NATURA!

Se la natura vuoi salvare Rispettala e non la sfruttare. Se un aria migliore vuoi respirare Smaltisci i rifiuti e non li gettare. Se le ingiustizie dei criminali non vuoi sopportare Denunciali e non aspettare Se le piante, l’aria e gli uomini vuoi salvare

Prodotti chimici non usare I prati, gli alberi, i frutti I loro bei colori stanno perdendo E ogni speranza sta svanendo. Se la terra vuoi salvare Aiuta l’ambiente e inizia a cantare!

Arnaldi Simone, Angelucci Matteo CLASSE I A - SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO - TOIRANO (SV)

L‘ENERGIA

L’energia solare ti fa risparmiare. L’energia nucleare ti fa mutare. L’energia muscolare ti fa lavorare.

L’idrica energia sfrutta la tecnologia. L’energia è utile e indispensabile. Bisogna risparmiare senza abusare.

Alberto Cavalieri CLASSE II G - SCUOLA MEDIA STATALE “DON MILANI-COLOMBO” - GENOVA

IL SOLE COCENTE

Il sole cocente la natura sorridente il mare splendente pulendola è ancora più lucente.

D’angelo Maria I.C. “BENEDETTO CROCE” - SAN PRISCO (CE)

IL CICLAMINO

In un immenso prato si intravede un fiore, piccolo e colorato, risveglia ogni cuore Poi una leggera brezza lo sfiora con dolcezza

e il suo profumo fatato rende il cielo incantato. Con stupore e curiosità pian piano mi avvicino e penso con felicità che meraviglia! È un ciclamino.

Matteo D’intino CLASSE I E - SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO SAN LORENZO AL MARE - SAN LORENZO AL MARE (IM)

IL MARE

Quante barche ti hanno solcato e quante vite ti hanno lasciato. Nascondi nelle tue profondità immensi tesori di antiche civiltà. Ogni marinaio affida a te il suo destino

come fa con la sua mamma ogni bambino. In te è nata la vita, le origini dell’umanità, e come uno scrigno ne custodisci i segreti, per l’eternità. 154


Maddalena Bressler CLASSE II G - SCUOLA MEDIA STATALE “DON MILANI-COLOMBO” - GENOVA

IERI E DOMANI

Domani è senza rimedio all’errore passato e presente No rispetto il verde non avanza Domani riciclo e ramarri ieri disastro senza natura Ambientarsi nell’Ambiente: questo è il futuro.

Turi Alessandro CLASSE II C - I.C DI ACQUARICA DEL CAPO - SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO - ACQUARICA DEL CAPO (LE)

IL NOSTRO PIU’ CARO AMICO

Esiste dai tempi antichi , e’ ricco bello e profumato e quando sei con lui ti senti appagato. L’ambiente è uno solo È unico e va preservato! C’è tanta gente che inconsapevolmente

Lo inquina e lo brucia Perché in lui non ha fiducia… Ma molti fortunatamente Lo amano lo vivono e lo preservano. Perché son consapevoli Del bene che può offrire.

Massimo Carlini CLASSE II G - SCUOLA MEDIA STATALE “DON MILANI-COLOMBO” - GENOVA

NON MI SPORCARE Non mi sporcare Mantieni il pulito O te ne pentirai.

Iannotta Manuel CLASSE I B - I.C. “BENEDETTO CROCE” - SAN PRISCO (CE)

IL CICLAMINO

Il ciclamino di zio Peppino ha i fiori rossi e un po’ mossi. Sta sul davanzale dove lo vede Ale che si commuove ogni volta che il vento lo muove.

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Capodanno Prisco Alfonso CLASSE III A - SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO “RAIMONDO GUARINI” - MIRABELLA ECLANO (AV)

L’AMBIENTE

Alberi foreste e piante costituiscono l’ambiente circostante. Quest’ultimo non deve essere sporcato bensì salvaguardato. Tutti noi dobbiamo contribuire s e non vogliamo farlo morire e se il mondo vogliamo salvare l’arte del riciclo dobbiamo imparare.

Carta vetro e cartone vanno nell’apposito bidone, nel mare non si deve scaricare se un pesce sano vogliamo mangiare. E glia alberi non dobbiamo tagliare se pulito vogliamo respirare. Quindi se la natura impariamo a rispettare tutti noi possiamo migliorare.

Vite Robles Bolivar Andres

CLASSE II G - SCUOLA MEDIA STATALE « DON MILANI-COLOMBO” - GENOVA

LA NATURA CI FA VIVERE

Ci piace la vita vissuta per bene così noi stessi dobbiamo avere cura della natura, è grazie a lei che viviamo al meglio Fa bene ogni giorno riciclare

è anche divertente: tenendo cura, della plastica, del vetro, della carta.

Lorenzo Paolino

CLASSE I E - SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO SAN LORENZO AL MARE - SAN LORENZO AL MARE (IM)

GITA NEL BOSCO

Gli uccellini cinguettano, l’orso bramisce, il lupo ulula. Che bel concerto! Lo scoiattolo porta le ghiande sul ramo più alto. Che bel panorama! Ma gli scoiattoli non vanno a fare la spesa

con sacchetti e sacchettini. Guarda, un cumulo di cartacce. Che sporcizia! Quanti rifiuti…. L’inquinamento aumenta e, pian piano, ci sommergerà.

Riccardo Pavone

CLASSE III B - I.C. “A. PAINO”, GRAVITELLI - MESSINA

MONDO

Il Sole e la Luna per riscaldare ed illuminare paesi e città, su tutto il mio sguardo si poserà. Dio ha creato un meraviglioso ambiente: mare, cielo e terra e all’uomo lo ha regalato generosamente. E noi uomini? Siamo tutti peccatori, malvagi e devastatori. La natura si ribella, si rivolta e ci flagella. L’uomo offende il Signore e disprezza il suo amore. Se avessi un potente cannocchiale

tutto l’ambiente vorrei scrutare: il piccolo ridente fiore che nel prato vedo spuntare; il passerotto spavaldo che si riposa su un ramo libero di cantar; il volo armonioso di una farfalla che si posa lieve ad incantare il mio sguardo di bambino; le stelle, tante fiammelle che nel cielo vedo luccicare; i colori dell’arcobaleno che i miei occhi fanno rallegrare; il mare con le sue onde burrascose che mi affascinano ma mi fanno tremare. 156


Pedretti Matteo CLASSE II G - SCUOLA M.S. “DON MILANI-COLOMBO” - GENOVA

NATURA E COLORI Blu come il mare, Verde come il prato, Giallo come il tulipano,

In un mondo più pulito meglio stiamo.

Di Felice Antonia I.C. “BENEDETTO CROCE” - SAN PRISCO (CE)

IL CICLAMINO

Il ciclamino è un fiore molto carino quasi come un bambino il ciclamino ha petali di color:rosa,viola o rosso ed ha lo stelo a forma d’osso

i suoi petali profumati non vogliono essere bagnati sta in classe con noi in allegria e ci fa compagnia fino a quando andiamo via. All’ uscita un po’ abbattuto Ci manda un bel saluto.

Rosa Morella

CLASSE III A - SCUOLA SEONDARIA DI I° GRADO “RAIMONDO GUARINI” - MIRABELLA ECLANO (AV)

L’AMBIENTE IN CUI TUTTI VIVIAMO L’ambiente è maltrattato ed ora ha bisogno di essere aiutato. Tutti insieme ci impegneremo così più bello lo renderemo. Frane, terremoti, alluvioni l’ambiente si sta ribellando. Se ami l’ambiente in cui tutti viviamo

non maltrattarlo anzi dagli una mano. Se ami l’ambiente che tu fa qualcosa così la tua vita sia sempre più rosa. Se incontri la gente che ama l’ambiente basterebbe un sorriso a quel piccolo viso.

Giulia Fantaccione CALSSE II G - S.M.S.”DON MILANI-COLOMBO” - GENOVA

P COME PANNELLO SOLARE

Rispecchio, rispecchio Risparmio, risparmio sono ecologico ed economico Io rendo il tetto: magico, futuristico e un po’ rustico. Il mio motto è: lavorare per risparmiare e salvare!

Maietta Eliana CLASSE I D - SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO “MICHELE FERRAJOLO” - ACERRA (NA)

FORZA AMBIENTE

Su! Forza, non aspettare! Qui c’è qualcosa d’importante da salvare, il nostro luogo, il nostro ambiente dove c’è troppa gente indifferente Il nostro mondo non può più sopportare il nostro modo di inquinare Se anche tu vuoi cambiare qualcosa dovrai pur fare:

la cosa più importante … Riciclare! E per una luce che spegnerai Anche tu ci guadagnerai, ricorda è il tuo ambiente che te lo chiede! Non indugiare ulteriormente Fai qualcosa con tutta l’altra gente E alla fine un mondo costruirai E di quello giammai ti pentirai 157


Sasha Scagliotti CLASSE I E - SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO SAN LORENZO AL MARE - SAN LORENZO AL MARE (IM)

LE STAGIONI

Le stagioni… Primavera: sbocciano i fiori, di qualsiasi colore, rosso, giallo, azzurro. Estate: caldo per andare al mare. i bambini entrano in acqua sollevando spruzzi di schiuma bianca. Autunno: inizia il freddo,

ecco i primi raffreddori, starnuti, febbre, tosse. Inverno: la neve è soffice, i bambini possono sciare, sul candido manto nevoso. Il bello della natura appare in ciascuna stagione, basta saperlo trovare.

Roberto Trapa CLASSE II D - I.C. “A. PAINO”, GRAVITELLI - MESSINA

ORSU’ ACQUA AMARA Oh mare in tempesta che tanto distruggi perché ti scateni ??? Orsù io ti sfido, oh grande gioia, oh grande dolore. Orsù acqua amara che tutto annienti, colpisci e distruggi. Orsù acqua chiara. Io non ti temo.

Io Impotente di fronte a te. Tu Che tutto controlli con la tua onda. Lui Il destino crudele. Noi Impavidi guerrieri. Tutti Figli del mondo.

Pettinelli Federica CLASSE II C - I.C DI ACQUARICA DEL CAPO - SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO - ACQUARICA DEL CAPO (LE)

UN INVITO AL CITTADINO!

Nella mia mente Ho sempre l’immagine di un ambiente Bello, ordinato E non inquinato. Ma in realtà non è così. Bisogna rispettarlo E con un gesto colorarlo Rimettendo i giusti colori

Affinchè tutto si decori. Né la terra, né il mare Bisognerebbe mai maltrattare, proprio quello che invece ha fatto l’uomo e che non è certo da giustificare. Un monito vorrei lanciare: “dobbiamo rispettare la natura e…prendercene cura!!!”

Irene Grasso CLASSE I E - SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO SAN LORENZO AL MARE - SAN LORENZO AL MARE (IM)

LA NATURA La natura bene prezioso da rispettare. La natura insegna

il rispetto. L’uomo deve comportarsi come natura insegna.

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Castiello Imma I.C. “BENEDETTO CROCE” - SAN PRISCO (CE)

L’ORIGANO

Ho sentito un profumino che veniva dal giardino. È l’origano noto sulla tavola in tutta Italia e nella bella Napoli. Cresciuto spontaneo sul terreno asciutto,

l’ho raccolto e l’ho essiccato in un terreno ventilato. Il suo aroma sulla pizza è davvero una delizia!!

Pascarella Giancarmine

CLASSE III A - SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO “RAIMONDO GUARINI” - MIRABELLA ECLANO (AV)

AMBIENTE

L’ambiente è sporco, dobbiamo pulirlo. Il cielo è scuro, dobbiamo schiarirlo. Gli animali son pochi, dobbiamo salvarli, perché il futuro è nelle nostre mani, le nostre emozioni dovranno continuare a vivere,

in un mondo più pulito, in un ambiente sano, in un oceano azzurro, in un paesaggio incontaminato. Non dobbiamo pensare a noi stessi, non dobbiamo pensare alla ricchezza, ma al nostro pianeta, che è il bene più prezioso, perché la Terra è nostra e dobbiamo difenderla!

Giorgia Bonanno CLASSE II E - I.C. “A. PAINO”, GRAVITELLI - MESSINA

IL MARE

Le onde del mare sono come tante bambine intente a giocare che cantano canzoni piene di emozioni che suscitano in noi parecchie sensazioni. il mare e’ la casa di tanti animali che vivono in grotte, caverne e fondali. pesci colorati, allegri, felici, tutti in branchi senza nemici.

squali pur se feroci di far amicizia son capaci. animali enormi come i capodogli che son più grandi anche degli scogli. miti e leggende nelle profondità piene di fantasia e di realtà come Colapesce che sorregge Messina notte, pomeriggio e tutta la mattina.

Beatrice Gandolfo

CLASSE I E - SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO SAN LORENZO AL MARE - SAN LORENZO AL MARE (IM)

LA NOSTRA AMICA NATURA Se per una volta provi a non inquinare la stupenda natura potrai ammirare. Potrai osservare maestosi alberi, prati immensi, colori variopinti dei fiori che danno, all’amica natura, un tocco di vivacità e riempiono il cuore di felicità. Vispi e teneri scoiattoli tra gli alberi giocano con delicati fruscii.

In mezzo al bosco scorre un limpido e puro ruscello, ogni mattina un grazioso fringuello volteggia sull’acqua e beve. Basta rovinare la natura, buttando bottiglie, sacchetti e spazzatura! E’ la nostra amica natura! Dobbiamo amarla, rispettarla. Se vuoi rispettarla e amarla anche tu, danneggiare e inquinare non dovrai fare più!

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Sgro’ Daniele CLASSE I B - SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO “MICHELE FERRAJOLO” - ACERRA (NA)

IL MARE

Il suo cane gli faceva compagnia Accoccolato sulla sua ombra Aspettava i pesci saltare a fior d’acqua Ma nel nero del mare i pesci non giunsero più E alla fine giunse la notte E il ragazzo non aspettò più

Il blu del mare ricordava Come il blu del cielo Mentre il cielo gli sorrideva Un ragazzo riposava in riva al mare Aspettava che arrivasse la notte Ma quella notte sembrava non arrivare

Francesca Ricevuto CLASSE II A - I.C. “A. PAINO”, GRAVITELLI - MESSINA

A UN’AMICA PIU’ CARA DELLE ALTRE Cara Natura, la tua vita è troppo dura, e questo io lo so bene, so che l’uomo ti fa soffrir le pene. Noi tutti dobbiamo imparare Che l’ambiente non è da buttare, gli esseri umani questo non lo sanno e ogni giorno accrescono il danno. Nessuno comprende che tu sei preziosa e ognuno, senza pensare, sempre più osa. Vorrei che qualcuno gli occhi spalancasse e che la ragione la giusta via indicasse. Se noi gli alberi tagliamo

l’ ossigeno presto esauriamo, e se l’aria più non c’è l’uomo scomparirà, perché? Perché tu ed io siamo fratelli e alla fine è inutile esser tanto belli, perché se non c’è rispetto, nessuno può essere perfetto. Cara amica, la mia protesta l’ho raccontata, spero soltanto che dagli altri verrà ascoltata. Non lasciate questo discorso in sospeso, perché credo che l’ambiente si sia un po’ offeso. Adesso devo andare, ma ritornerò ed il mio discorso non abbandonerò.

Andrea Lombardo

CLASSE I E - SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO SAN LORENZO AL MARE - SAN LORENZO AL MARE (IM)

PER L’AMBIENTE

L’ambiente è tutto, senza di lui non vivremmo; il mare, l’aria e i boschi devono essere preservati. L’uomo inquina, ma non sa a cosa va incontro; le fabbriche, le auto e i treni

inquinano l’aria. Anche il mare è inquinato, soffocano i delfini insieme a pesci grandi e piccoli; la plastica, la carta e le lattine affiorano tra la salsedine. Rispettiamo l’ambiente e lui ci ripagherà.

Emanuele Dini I.C. “A. PAINO”, GRAVITELLI - MESSINA

DISTESA BLU

Mare, dolce mare dentro di te molte cose si possono fare. In estate ci raffreddi, in inverno ci riscaldi. Sei una distesa blu, dove vivono milioni di animali e anche più. Alcune volte sei forte, e per alcune persone puoi significare morte. Altre volte sei calmo e mi viene voglia di toccarti con il palmo

della mano. Sei molto importante, ma molto spesso dentro di te viene gettato materiale inquinante. Spero che non ti inquinino più, per tirarmi un po’ su. Così potrai vantarti di tutti gli animali che vivono dentro di te, dai più deboli ai più forti. 160


Salzillo Andrea I.C. “BENEDETTO CROCE” - SAN PRISCO (CE)

LA MORA

Le more, nate sui bordi dei giardini Dove giocano i bambini, Sono i frutti più dolci del mondo. Composti da pallini che formano Un grappolo scuro e tondo.

Come si fa a non assaggiare Questo dono della natura Che ogni settembre matura Sempre sui rovi delle more Dolci come l’amore.

Anna Lombardi CLASSE I B - SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO “M. FERRAJOLO” - ACERRA (NA)

MONDO

Il Mondo oggi è oltraggiato E da tutti dimenticato Eppure Dio bello ce l’ha donato. Nemmeno l’essenziale si cerca di fare Per un Mondo ancora da realizzare. La fine del Mondo arriverà Come un animale in agonia Spiaggiato sulla riva morirà

La Terra ruota, su un pozzo di legno che vacilla e del bene ha perso ogni scintilla il mondo di oggi è dal male abitato i fiori non crescono quaggiù e di armonia non ce n’è più Tutto ciò che c’è stato donato Come un vento gelido di città.

Alex Rufolo CLASSE I E - SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO SAN LORENZO AL MARE - SAN LORENZO AL MARE (IM)

DALLA PREISTORIA

Il cielo ammantato di azzurro d’improvviso è chiazzato da nuvole nere; il sole oscurato da cumuli temporaleschi; lampi che accecano solcano l’oscurità. Un guizzo, è il fuoco:

fuoco che riscalda la pelle morbida. Eccolo il fuoco: ieri, lambiva il tronco annerito, oggi, sfrigola nella stufa, o nel camino. Scalda la casa col suo tepore. Un dono dell’amica natura.

De Medici Chiara CLASSE II C - I.C DI ACQUARICA DEL CAPO - SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO - ACQUARICA DEL CAPO (LE)

RISPETTARE?

Oggi nella mia mente C’è una parola che risuona fortemente “AMBIENTE”. Ci sono tutte le persone Che vogliono fare cose buone. Questo mondo è maltrattato E ha bisogno di essere aiutato. Tutti insieme lo soccorreremo

E più bello lo renderemo. Lontano da smog e fumi nocivi Doneremo un futuro Migliore ai nostri vicini. A scuola ci educano al rispetto Non solo dell’uomo ma anche dello spettro Che è presente in ogni gesto Di colui che si crede “onesto”.

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Camilla Savoja

CLASSE II D - I.C. “A. PAINO”, GRAVITELLI - MESSINA

MARE MIO

Mare mio, giorno e notte io ti guardo, una tavola limpida che riflette la mia immagine come nessuno specchio riesce. Un amore profondo ci lega e nessuno ci potrà separare. Tu che risplendi alla luce del sole, tu che quando non ti agiti trasmetti serenità, tu che non mi stancherei mai

di guardare, mi fai sempre brillare gli occhi soltanto alla tua vista; tu che hai scatenato infinite tempeste ed ucciso povera gente indifesa, tu che non hai pietà di nessuno mi piaci così come sei.

Passaro Aurora

CLASSE I B - SCUOLA S. I G. “MICHELE FERRAJOLO” - ACERRA (NA)

LA NEBBIA

La nebbia sembra un mantello che avvolge tutto Rendendo sfocato il Mondo E’ un fantasma giunto dall’aldilà Diffondendo paura di qua e di là La rosa non ha colore Grigio or è il fiore Gli alberi non sono verdi Ma spogli, secchi e irti Il fiume blu non è Sembra che la via più non c’è

E’ un fantasma giunto dall’aldilà Diffondendo paura di qua e di là Per strada non c’è gente E il silenzio è imminente Non c’è il colore, non c’è armonia Tutto è senza fantasia E’ un fantasma giunto dall’aldilà Diffondendo paura di qua e di là Tutto è addormentato E in un angolo deserto tutto l’amore dimenticato

Gabriele Verruggio CLASSE I E - SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO SAN LORENZO AL MARE - SAN LORENZO AL MARE (IM)

LA NATURA

La natura è un dono, che ci è stato offerto perché ne facessimo il miglior uso; ma noi la distruggiamo: tagliamo gli alberi uccidiamo gli animali incendiamo i boschi e le foreste

avveleniamo l’aria inquiniamo l’acqua. Dobbiamo cambiare e fare presto! Salvare la natura prima che venga annientata.

Salzillo Angelica I.C. “BENEDETTO CROCE” - SAN PRISCO (CE)

ROSELLINE

Oh, che belle roselline con le foglie e con le spine sono fuori sul davanzale ed hanno un profumo sensazionale. Giorno e notte sempre là a guardare la città pioggia e sole in quantità per donare vitalità. 162


Berta Alessia, Caldaraie Elena, De Pieri Filippo, Marchiori Beatrice, Vantaggiato Antonio CLASSE II B - I.C. DI CASIER - DOSSON DI CASIER (TV)

IL SALICE PIANGENTE

Il salice piangente Piange sempre, ma non si sente. Piange per la natura, perché di perder i suoi amici ha paura. Consideriamo per esempio l’inquinamento: sta distruggendo tutto ma gli uomini, certo, non lo vivono come un lutto. E parliamo del disboscamento, che non è di sicuro lento; ci si mette poco, è quasi come un gioco. Questo causa agli animali Una serie di mali

E, se non san più dove andare, non avran più posto in cui stare! Noi sappiamo che di tutto la causa siamo, ma per un futuro migliore lottiamo! Senza paura ci imponiamo E un’unica forza attiviamo! Viva le persone che, come noi, di combattere non han paura Per salvare la nostra preziosa natura. Così il salice piangente La sua vita potrà continuare, serenamente, aspettando, come noi, il lieto momento del vero cambiamento!

Michele Di Summa CLASSE I E - SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO SAN LORENZO AL MARE - SAN LORENZO AL MARE (IM)

IL BOSCO

La tranquillità del bosco è rotta soltanto dal fruscio di una vipera che striscia tra le foglie, dal grido lamentoso di un gufo nella notte, dal calpestio di passi di una mamma cinghiale che scorta i piccoli sino alla tana. Non distruggiamo la tranquillità del bosco!

Francesca Sorrentino CLASSE II A - SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO “RAIMONDO GUARINI” - MIRABELLA ECLANO (AV)

UNITI PER UN MONDO MIGLIORE

Dio ci ha dato il mondo in tutto il suo splendore, sta a noi uomini provare a renderlo ogni giorno migliore. Dobbiamo impegnarci per salvaguardare l’ambiente, spostarci a piedi per brevi tratti non ci costa niente. E’ giusto cercare di rimediare ai nostri guai, per far sì che i nostri successori non ne risentano mai! A molti egoisti non importa più di tanto, credono sia solo una perdita di tempo, serve, invece, per chi ci sta intorno e per noi stessi, dopotutto il cielo ed il tempo, si sa, non son più gli stessi! Il mare è inquinato, l’aria è avvelenata, ma la fine del mondo non è ancora arrivata. Curiamo con impegno e costanza la nostra splendida Terra, un po’ come un contadino fa con la sua serra; tutti insieme eliminiamo gli aspetti che son come di un’arancia la scorza, dopotutto si sa che l’unione fa la forza! 163


Aleardi Miriam CLASSE II C - I.C DI ACQUARICA DEL CAPO - SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO - ACQUARICA DEL CAPO (LE)

SALVIAMO LA TERRA

Se il pianeta vuoi salvare, un po’ più attento devi stare, così il mondo più bello sarà, e l’aria più pulita diventerà. In ogni istante che passa la terra s’inquina ulteriormente, ma la gente non se ne accorge velocemente. La giornata più “spassosa” sarà, se nessuno inquinerà. L’inquinamento non è una bella cosa, perché distrugge la natura per noi preziosa.

Giulio Bottari CLASSE II D - I.C. “A. PIANO”, GRAVITELLI - MESSINA

MARE MI FAI SOGNARE

Mare mi fai sognare come un gabbiano che desidera volare. O come un pesciolino che nuota fino in fondo tu ci fai scoprire un sentimento profondo. Oh, meravigliosa acqua azzurra! la tua bellezza sorprende anche

la natura. Sei come una casa pronta a proteggere la tua famiglia. Ti ringraziamo mare per il benessere che ci dai, che noi ingordi non ti ripagheremo mai!

Riccio Rosa I.C. “BENEDETTO CROCE” - SAN PRISCO (CE)

IL CICLAMINO

E’ un fiore piccolino, semplice e carino si chiama ciclamino. E’ semplice da coltivare, non buono da mangiare è bello da guardare. E’ molto delicato Deve essere curato E poco annaffiato.

E’ di vari colori con tanti bei fiori. E’ rosa, rosso e lilla e messo in casa è una meraviglia. Ha un profumo forte e intenso che a spiegarlo non ha senso. Quando l’inverno finisce il ciclamino fiorisce.

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SCUOLE MEDIE SEZIONE NARRATIVA RACCONTO 1° CLASSIFICATO

Matteo Ravera CLASSE III - SCUOLA “COSTANTINO NIGRA” - TORINO

A COME AMBIENTE

Quando ero piccolino mi piaceva molto andare con la mamma e Matteo al parco. C’erano tanti bambini che volavano sull’altalena, scivolavano sorridenti o si rincorrevano come matti. Io, correvo con loro o mi accomodavo vicino a quelli più calmi che, si divertivano a creare castelli con la sabbia, sotto un grosso e vecchio pino. Quel grosso pino, era un po’ l’amico di tutti, chi gli raccontava le proprie avventure, chi lo incideva per i propri segreti, chi lo utilizzava ... per altro. Anche Matteo si sedeva sulla sabbia e incominciava a costruire con la fantasia le sue opere più belle che condivideva con me o con altri amichetti che gli si sedevano accanto. I giorni passavano felici quando, un pomeriggio, siamo dovuti tornare a casa. Il parco era chiuso per ripristino e manutenzione. Inutile andare in altri giardini, pochi e troppo lontani, solo ad arrivarci eravamo già stanchi ed era già ora di rientrare. Sì, c’erano nuovi amici da conoscere ma, il territorio da marcare non era cosa facile. Dopo un bel po’ di giorni il vecchio parco viene riaperto ma la sabbia è sparita e al suo posto è stato collocato un pavimento gommoso appiccicaticcio. Passa poco e il parco chiude ancora. Questa volta per alcuni mesi perchè vengono cambiati i giochi: nuovi, più belli ma molto più complicati. Finalmente riapre il giardino ma, è una pura illusione viene richiuso e, questa volta per molto tempo. Vengono tolti tutti i giochi, dicono che li rimonteranno dopo che avranno rifatto le fondamenta. Sotto devono costruire un immenso parcheggio. Passano i giorni, mesi , anni e finalmente riaprono. Andiamo trotterellando verso il parco, zigzagando tra una macchina e l’altra come sempre. Ma allora il mega-posteggio a chi è servito ? Ci siamo ecco il nostro giardino ... ma no !!! Scopriamo con immenso dolore che è ancora cambiato, hanno tolto persino il nostro amico fidato, il nostro più caro confidente, un soffio di respiro in una giungla di cemento. Questa mattina, abbiamo avuto l’ultima decisiva sorpresa, quella che ci ha fermato per sempre. Arrivando al giardino erano stati messi i cancelli e, sul portone d’entrata un cartello, mi impediva il passaggio. Questo, poco importa al progresso che avanza e, purtroppo, anche di me e Matteo perchè comunque lì non potremo più andare. Abbiamo terminato le nostre avventure e così, mogi, mogi io ed il mio padroncino siamo rientrati a casa.

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FUMETTO 2° CLASSIFICATO

Altieri Eleonora, Aschero Elisa, Brunzu Daniele, Catania Gabriele, Cennamo Anita, Chiesa Elena, D’amato Lisa, Ferraris Andrea, Galvan Martina, Gasco Filippo, Guarino Mattia, Hamiti Keisi, Ladelfa Lorenzo, Lange’ Lorenzo, Leonelli Silvia, Macri’ Christian, Maesano Luca, Miotti Martina, Nardulli Mattia, Odasso Chiara, Odasso Tommaso, Panizza Gabriele, Perlungher Edoardo, Pertuso Cristiana, Petto Manuel, Riccio Raffaele, Robaj Larisa, Scrivano Irene, Vertunni Ylenia. CLASSE II A - SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO - TOIRANO

“RICICLO PER UN MONDO MIGLIORE”

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Capitolo 1

In un piccolo paesino di nome Toirano si trova un supermercato. IN questo supermercato di nome Punto Sma, nella terza fila di scaffali, nel secondo ripiano, c’è un grande gruppo di lattine di Coca Cola. IN testa al gruppo è situata da molto tempo una lattina un po’ scolorita. Ogni giorno viene presa in mano da molti ragazzi per essere poi riposta sempre sullo stesso scaffale. Tutti i giorni vede il passaggio di molte persone indaffarate a fare la spesa, però essa rimane sempre su quel dannato scaffale. Dopo molte monotone settimane, un ragazzo la prende con convinzione, ma, vedendo poco oltre delle lattine di Esta the, ne prende una riponendo al posto di quest’ultima quella di coca cola. In questo nuovo scaffale la lattina si sente a disagio perché è diversa , ma un Esta the la saluta iniziando così a fare amicizia. Le due lattine si divertono a scherzare prendendo in giro le persone che passano, discutendo sui loro strani abiti. La lattina ha trovato un’amica che la accetta per quello che è. Un bambino tutto saltellante e felice perché sua mamma gli ha permesso di comprare una lattina di coca cola, prende la nostra e la porta a casa. Esta the e Coca cola fanno giusto in tempo a salutarsi e a promettersi eterna amicizia. Arrivati nell’appartamento, dal sacchetto la lattina sbircia e vede, attraverso la finestra, un quartiere molto pulito. SUll’entrata di casa nota immediatamente quattro bisoncini con delle etichette: plastica, carta, vetro e organico. Da questa vista capisce già quale sarà la sua fine. Entrati in casa, la madre, senza ricordarsi della promessa fatta al figlio, decide di mettere in frigo la lattina. Questa passa così la notte al fresco, chiacchierando con altri alimenti che la mettono al corrente su quanto accade nella casa. Passano due o tre giorni e la lattina si abitua alla nuova situazione anche se sente la mancanza della vita al supermercato e della sua amica Esta the.

Capitolo 2

Un insignificante signore tarchiato e con i capelli brizzolati va al Punto Sma e compra delle bibite tra cui la lattina di Esta-the. “Che bello” pensa quest’ultima “finalmente lontano da quell’insignificante scaffale, la vita era diventata così noiosa da quando Coca cola è stata comprata. Chissà magari il destino mi offrirà lì opportunità di rincontrarla”. Il signore, tornato nel suo appartamento, posa il sacco della spesa sul tavolo perché il telefono sta squillando all’impazzata. “Ecco, ecco! Ora rispondo” dall’altro capo del telefono parla il fratello del signore tarchiato: “Ciao Guido, come stai? Volevo solo ricordarti la festa del compleanno di tuo nipote; se il tempo regge, la facciamo in giardino da noi. Ti sei ricordato di comprare le bibite?” Guido, un po’ innervosito per la petulanza del fratello risponde che ha riempito il frigo di lattine varie. Guido è un po’ scorbutico, ma nel profondo è buono ed è molto affezionato al nipote; certo, ha dei difetti, per esempio non fa la raccolta differenziata, infatti carta, lattine, vetro e tutti gli altri rifiuti, vengono messi in un grosso sacco nero che viene buttato nel cassonetto dei rifiuti non differenziati. Il giorno dopo, in tarda mattinata, Guido raccoglie il sacchetto delle bibite, non si dimentica di prendere il regalo per suo nipote, e parte verso la casa del festeggiato. Giunto a destinazione scarica tutto dalla macchina, saluta parenti e amici e dispone in bella mostra le bibite al centro di un tavolo in giardino. Che la festa abbia inizio!

Capitolo 3

Il bambino che ha comprato la lattina di Coca cola è tutto contento: oggi è il suo compleanno, ci sarà una grande festa e, tra i tanti invitati, ci sarà anche il suo adorato zio che vede raramente preferendo quest’ultimo vivere in totale solitudine. Lo avrete già capito, lo zio di questo bambino è proprio Guido e così la nostra lattina di Coca cola ha la possibilità di rincontrare la lattina di Esta the. Appena Coca cola viene estratta dal frigo non crede ai propri occhi: sul tavolo fa bella mostra di sé Esta the; è così contenta che un po’ di gocce di condensa colano lungo i suoi lucenti bordi metallici. “Come stai?” “Come sei arrivata qui?” “Che destino curioso!” Ma non fanno in tempo a raccontarsi le loro avventure che vengono nuovamente separate. Coca cola viene presa dal festeggiato, mentre Esta the è raccolta da un suo amichetto che, dopo averla aperta e averne bevuto qualche sorso, la abbandona nuovamente sul tavolo. Zio Guido non può più trattenersi: c’è molto caos e lui non c’è abituato, saluta il nipotino e si prepara per andarsene, ma, prima di abbandonare la festa, nota la lattina di Esta the abbandonata 169


sul tavolo. Odia gli sprechi e non riesce a frenarsi: allunga la mano e si riprende la lattina. Si infila in macchina avviandosi verso casa, ma, lungo il tragitto, gli viene sete. Stringendo il volante con una mano e Esta the con l’altra, ne beve grandi sorsi; una volta finito, con la lattina ormai vuota, la butta dal finestrino, senza farsi troppi problemi. Nel frattempo suo nipote, dopo aver bevuto Coca cola alla festa, nota sulla lattina il simbolo del riciclaggio e la butta nell’apposito contenitore che i genitori hanno sistemato all’ingresso di casa, insieme agli altri portarifiuti che la famiglia usa regolarmente. Grazie a questo gesto Coca cola viene raccolta dal grosso camion della spazzatura che passa giornalmente e che la porta, insieme ad altri oggetti, in una fabbrica di riciclaggio del’alluminio che sorge nella periferia della città. Una diversa sorte è capitata a Esta the che giace invece sull’asfalto di una strada maleodorante.

Capitolo 4

Nella fabbrica di riciclo di alluminio, Coca cola viene schiacciata da alcune macchine che ne eliminano anche tracce di colore, per poi essere modellata dalle mani esperte di centinaia di persone e di macchinari. Questa è la fine della nostra lattina di Coca cola che in ultimo è diventata, più lucente che mai, una pellicola di alluminio per alimenti. Contemporaneamente la sua amica Esta the è ancora abbandonata in un vicolo. Soffre il freddo, l’umidità la rende opaca e inoltre lamenta un gran dolore per la botta subita nel volo dal finestrino dell’auto. Un gatto curioso passa nel vicolo, nota Esta the, si avvicina, la annusa, la stuzzica con una zampetta e si ferisce provocandosi un taglio causato dalla superficie tagliente della lattina ormai rotta e inutilizzabile. E’ passato un anno e nel frattempo Coca-pellicola da cucina è nel camion che la sta trasportando in un supermercato. Il destino delle due lattine ormai si è compiuto, ma si rincontrano un ultima volta: durante il tragitto, dal finestrino Coca-pellicola vede Esta the, è quasi irriconoscibile, tutta sbiadita, schiacciata e sporca. Vedendola, pensa ai bei momenti passati assieme sullo scaffale del supermercato e non può non rammaricarsi un po’ per la fine che ha fatto. Due destini completamente diversi. Da una parte, il gesto responsabile di un bambino che ricicla la lattina per farne un nuovo uso. Dall’altra il gesto assai irresponsabile di un uomo che, ignaro del futuro del mondo nel quale dovrà vivere il nipote, getta la lattina dal finestrino. Anche se molti italiani oggi riciclano, sono ancora molte le persone che non fanno la raccolta differenziata dei rifiuti. Questi, dispersi nella’ambiente, danneggiano il luogo e lo contaminano. Eppure a tutti gli italiani fa piacere trovare delle città pulite ed è per questo che l’uomo deve crescere e comportarsi come il nostro bambino.

RACCONTO 3° CLASSIFICATO

Abbrescia Marika, Arpe Filippo, Bagnasco Alice, Barletti Mattia, Belli Federico, Defranchi Filippo, Defranchi Sara, Jaime Zambrano Peter, Lanzone Emma, Miola Camilla, Remiz Cesara, Terenzoni Davide, Tuvo Denise. CLASSE I A - I.C. DI LEVANTO, SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO - LEVANTO (SP)

RIFIUTI ALLA RISCOSSA

Nel paese di Rifiutalia lattine, carta, cartoni, vetri rotti, plastica, e cicche di sigaretta vivevano a terra al freddo, gettati dagli umani che, dopo essersene serviti, li buttavano per strada dove capitava. Loro, i “rifiuti”, come li chiamava la gente del posto, erano dei “senza tetto”, non avendo di certo la possibilità di riposare in un cestino, al riparo dalle intemperie, prima di affrontare l’ultimo viaggio al quale erano destinati:la discarica. “Dobbiamo fare qualcosa!” disse un giorno uno di loro “Così non si può andar avanti; l’ambiente 170


è sempre più sporco per colpa di incivili e l’inquinamento aumenta, così i danni alla salute”. “Siamo stufi di esser maltrattati!” urlò un altro “Noi serviamo agli umani e poi, loro, come ci ricompensano? Ci abbandonano per strada!” Una busta di plastica parlò: “Io, un tempo, ero felice perché mi sentivo utile, avevo un lavoro, trasportavo la spesa ed altro. Purtroppo un brutto giorno, quel tizio che sembrava essermi amico, prima mi ha strozzata con un nodo e, poi, buttata in malo modo qui, insieme a lei, una cicca di sigaretta che è solo fumo e…niente arrosto!” “Finiscila, perché m’insulti così?” disse la sigaretta “Non sarò di certo un angelo, ma anch’io non meritavo di finire in mezzo ad una strada! Cosa peggiore capita a delle mie amiche:d’estate, in spiaggia, i bagnanti le infossano nella sabbia a filtro in su o le affogano direttamente in mare”. “Beh, tanto siete dannose, voi….” rispose la plastica. “Senti chi parla! Comunque, l’Uomo, per pigrizia ed ignoranza, rovina le spiagge trasformandole in tappeti di pattumiera che, solo dopo molti anni, verranno smaltiti.” “Cosa dovrebbero dire, allora, alcune buste di plastica costrette a stare appese ai rami degli alberi con dentro spazzatura maleodorante lasciate da turisti dopo un picnic in pineta? Per non parlare, poi, di quelle trovate in mare gettate da gente senza coscienza! “ “Ora basta discutere voi due!” disse il vetro rotto “I miei pezzi taglienti faranno male a chi mi passerà sopra ed io non voglio ferire chiunque, perché non tutti gli uomini sporcano il pianeta,

ci sono ancora persone attente alla salvaguardia dell’ambiente.” Il cartone, che fino all’ora aveva cercato di proteggere dal freddo gli altri rifiuti, ponendosi su di loro, sentenziò: “Diamo una bella lezione agli umani!” La carta cercò, a quel punto, di trovare una soluzione pacifica: “Se qualche buon passante ci vedrà, state certi, ci raccoglierà per metterci al caldo in un bel cestino. Forza, chiediamo aiuto insieme! ” E tutti: “Aiuto, Aiutoooooo!!!!” Purtroppo, quella era una via solitaria, frequentata da pochissima gente: le loro grida non vennero ascoltate da nessuno. Intanto, il tempo passava ed i rifiuti erano sempre più infreddoliti e tristi. La carta, allora, pensò di chiamare il vento. “Il vento ci porterà via e voleremo verso la salvezza.” “Andate voi, io sono a pezzi e peso troppo per esser trasportato.” disse il vetro rotto. E un altro pezzo di carta: ”Tramontana, libeccio…..Chi? Boh! Provo con uno a caso... Vento, se ci senti, aiutooo!!!” Immediatamente, ecco giungerne uno. “Andiamo, venite con me: prima i leggeri, la carta e la plastica, poi gli altri! Siete pronti? Al mio segnale: Uno, due, tre,… volate tutti!!!!” comandò. 171


Il vento incominciò a soffiare via via sempre di più; la carta con le buste di plastica iniziarono a volteggiare nell’aria felici. Non sapevano, i malcapitati, che quello era un vento pasticcione, capace di combinare solo guai. Se ne accorsero solo più tardi quando il cartone, vagando a vuoto, a forte velocità, puntò dritto verso un gabbiano che, spaventatosi, immediatamente, virò cercando di schivarlo, senza riuscirvi. In quell’istante, il vento, continuando a soffiare, involontariamente, diede origine ad una tromba d’aria che, in un attimo, risucchiò tutti al suo interno. “Aiuto, Aiuto!!! Tiraci fuori di qui, pasticcione! ” gridarono insieme i rifiuti. “ Ora ci provo. ” rispose lui. Così, a gran fatica, il vento li sollevò come poteva, rialzandoli in aria. Immediatamente, per rimediare, cercò d’impegnarsi al meglio e cambiò rotta, ma, anche questa volta, sbagliò: la carta, volando ad una certa quota, s’infilò nelle turbine di un aereo che iniziò a sbandare. Attimi interminabili di panico per i passeggeri del velivolo! Il pilota fu, di conseguenza, costretto ad un atterraggio di emergenza. A quel punto, il vento provò a fischiare, con tutto il fiato rimasto, sulle turbine per liberare i rifiuti che ne vennero fuori stracciati e a pezzi. Poi, stremato, si riposò. Dopo un po’, ricominciò a soffiare, stavolta più lentamente, facendoli scendere di quota. Ad un certo punto, un nuovo pericolo… “Guardate, stiamo per andare a sbattere contro la chioma di un albero, si salvi chi può! Borse di plastica, fateci da paracadute, sennò moriremo tutti!” disse il cartone.

Prontamente, le buste si riempirono di rifiuti e, frenando la loro corsa, atterrarono su una siepe in prossimità di una spiaggia: tutti salvi ma delusi di non esser riusciti a farsi trasportare dal vento dentro un secchio di raccolta. Meno fortunati furono quelli che caddero direttamente in spiaggia o in mare: si salvò solo una borsina di plastica che, planando sull’acqua, fu avvicinata da una balenottera. L’animale, scambiandola per una medusa, aprì la bocca nel tentativo di afferrarla. “Non mangiarmi, ti supplico” implorò la busta “Non sono cibo per te! Se m’ingoierai farai una brutta fine! “ “Hai ragione, a guardarti bene, tu non sei una medusa! Per questo, non ti ingoierò.” rispose la balenottera “Per ringraziarti di avermi salvato la vita, ti porterò a riva, dove qualcuno ti raccoglierà” “Grazie, sei un’amica” disse la borsina che, prontamente, le si mise sul dorso. Il cetaceo, con la busta a lui fortemente aggrappata, nuotò fino a riva, dove, sfinito, si arenò, senza riuscire a riprendere il mare. Un bagnino, accortosi dell’accaduto, chiamò soccorsi nel tentativo di salvarlo ma non ci fu niente da fare per il povero animale che morì di lì a poco. Nel frattempo, sulla terraferma era scoppiata la sommossa: una buccia di banana, al comando dei rivoltosi, aveva già fatto scivolare tante persone con conseguenti fratture alle gambe. I pezzi di vetro lasciati per strada erano sempre più taglienti, mentre le buste di plastica, volando come 172


boomerang, tornavano indietro, per stamparsi direttamente in faccia a chi le buttava per le vie del paese.

Anche gli escrementi dei cani lasciati dai loro padroni si stavano dando da fare, imbrattando le scarpe di chi passava loro sopra. La situazione stava degenerando ed il paese di Rifiutalia appariva sempre più sporco ed imbruttito Le immagini di rifiuti lasciati per strada e sulle spiagge vennero mandate in onda al

telegiornale numerose volte. Ci fu anche un servizio sul povero cetaceo spiaggiato con addosso la borsina di plastica. La gente rimase molto colpita nel vedere tutto ciò ed iniziò a prendere coscienza del problema: pensò di raccogliere i rifiuti in bidoni separati, dando avvio alla raccolta differenziata. Così, la carta sposò il cartone e i due andarono ad abitare in un spazioso cassonetto, mentre la plastica e le lattine decisero di condividerne un altro, accanto a quello del vetro nella speranza di maritarsi con lui. Questi, però, non volle saperne di prendere moglie, per cui rimase da solo. Le cicche di sigaretta andarono, invece, a stare lontane, in un cestino agli angoli delle vie del paese e, d’estate, si sistemarono anche in villeggiatura, in graziosi portacenere messi a disposizione dei bagnanti sulle spiagge. In questo modo, i rifiuti non furono più abbandonati e si sentirono finalmente felici; la gente divenne più rispettosa nei riguardi dell’ambiente, cambiando le proprie abitudini e, non solo, anche il nome al paese che, da quel giorno, tutti chiamarono Bellitalia. 173


Riccardo Dotta, Costel Raul Grosu, Voncenzo Prinzi, Andrea Simone Per I Disegni: Barberi Anthony, Berhami Toni, Bertin Carola, Bisesi Giada, Bonifazio Chiara, Cani Aron, Carmigian Andrea, Cerasa Thomas, Cerro Nicole, Corvi Alessio, Eshiba Sara, Giordano Ilaria, Giordano Marta, Masha Albi, Pitzanti Vanessa, Rakovic Alena Cristina, Roccaforte Vanessa, Sansone Rachele, Tuttolomondo Francesco. CLASSE III B (RACCONTO) E CLASSE I B (DISEGNI) SCUOLA SECONDARIA E PRIMARIA I.C. VAL VARATELLA - BORGHETTO S. SPIRITO (SV)

GLI AMICI DEL BOSCO

UN giorno in un bel bosco c’erano un orso dalla pelliccia folta e lucida, un castagno colmo di frutti e foglie, un cervo dalle lunghe corna e delle zampe forti e muscolose. Ogni mattina all’alba l’orso e il cervo si incontravano presso l’albero, e discutevano su quanto il bosco fosse bello, c’erano: alberi pieni di foglie e bacche che quando c’era il sole creavano un’atmosfera spettacolare; C’erano ance tanti altri animali tra cui scoiattoli, marmotte, lupi, volpi, cinghiali, bisce, lepri e uccellini. Gli uomini all’inizio rispettavano il bosco, lo curavano e cercavano di portare via solo ciò che era indispensabile alla loro sopravvivenza, poi, con il passare degli anni, gli uomini cambiarono; sporcavano il bosco buttando: bottiglie, sacchetti, oggetti di plastica vetro, auto vecchie, macerie e quant’altro.I fumi delle fabbriche cambiavano il colore dei tronchi e le piogge acide facevano morire le piante e gli alberi.

Un giorno, dopo l’ennesima incursione di un gruppo di uomini, Deer, il cervo, disse a Bear, l’orso, “lo non ce la faccio più a vivere in queste condizioni!”. Bear rispose “Neanche io, ho la caverna piena di bottiglie e contenitori di plastica, che qualcuno vi ha gettato dentro passando, ridendo e schiamazzando come sempre. Fanno un odore nauseabondo ed è impossibile dormirci vicino!”. Deer il giorno dopo andò in giro per il bosco e incontrò un uomo, diverso dagli altri, silenzioso e rispettoso, che gli lasciò del fieno da mangiare, senza tentare di avvicinarsi troppo o di fotografarlo. I loro incontri a distanza proseguirono nei giorni successivi e Deer, avendo visto che l’uomo lo aiutava, iniziò a fidarsi di lui e così decise di raccontare tutto ai suoi amici. Quando arrivò presso il solito albero iniziò a parlare con Bear: “Ho avuto un incontro con un uomo e mi ha dato da mangiare e da bere. Io mi fido di lui e dei suoi amici, che chiamano salva boschi e se ci 174


volessero portare via io andrei con loro”. Bear rispose “Io non li ho mai visti, ma poiché molto uomini stanno sporcando il bosco, tagliando gli alberi e uccidendo gli animali, io non mi fido di nessuno di loro, anche se tu mi dici il contrario”. Deer dopo alcuni tentativi inutili decise di andare a parlare con l’albero e gli disse “Sono andato in giro per il bosco e ho avuto un incontro con un uomo che mi è sembrato molto rispettoso, diverso dagli altri. Pensa che cammina in silenzio, osserva e ascolta il bosco, passa nei sentieri, non schiaccia le piante più piccole, non lascia fazzoletti di carta dietro ai cespugli e non cerca di farmi avvicinare per poi tirare fuori quegli strani aggeggi che mettono davanti agli occhi prima di mettersi in posa, con la solita espressione da idioti! E’ uno normale, mi sembra che ci possiamo fidare di lui!”. Il cervo era entusiasta, ma l’albero saggiamente gli disse di non fidarsi troppo degli uomini e di continuare a guardare cosa stavano facendo al bosco, prima di fidarsi di loro e lasciarsi portare via. Deer era confuso e dispiaciuto, tuttavia continuò ad insistere, allora l’albero gli spiegò che, comunque lui non si poteva muovere, ma in segno di speranza gli volle dare un ricordo: una splendida castagna, marrone e lucente. L’albero aspettava solo la sua ora, sapeva che era vicina, perché era vecchio ed ingombrante, forse al suo posto avrebbero costruito un “bel parcheggio”. Dopo alcuni giorni arrivò Deer correndo e gli disse che aveva visto l’uomo buono che salvava piante e animali, caricandoli su grossi camion, diretti in un parco lontano. L’albero subito non ci credette, ma dopo un po’, quando vide che Deer non stava scherzando ed era serio si sentì più felice perché sapeva che si poteva fidare di loro. Stava venendo l’ora della partenza del cervo, che salutò l’orso e l’albero dicendo: “Cari amici miei, mi siete stati vicini in questi brutti momenti, ma ho capito che i salva boschi ci vogliono aiutare davvero e quindi io vado con loro”. Bear rispose: “Io non mi fido di loro quindi non andrei se fossi in te”. Si intromise l’albero e disse: “Secondo me ha ragione Deer, anche se io non mi potrò salvare voi due dovete sopravvivere a questa catastrofe”. Il cervo Deer annuì e Bear rispose: “ Anche se io volessi, la mia amata famiglia non vuole lasciare il bosco”. Deer ripeté: “Io mi fiderei di loro”. Bear disse: “Loro hanno distrutto il nostro bosco, ne hanno già rovinato buona parte e continueranno a farlo finché non rimarrà nulla! Quindi io non mi fido di loro”. Allora Deer replicò: “Bear fidati di me, perché io ho avuto un incontro con loro, come ti ho già detto, e con i miei occhi ho visto che stavano tentando di salvare il bosco”. Bear a quelle parole rispose: “Allora domani mi porterai a vedere se questi uomini sono bravi come dici tu, ma se questo non è vero sappi che io resterò qui e la nostra amicizia finirà”.

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Deer rispose: “Per me va bene, domani ti farò vedere che ho ragione io”. Dopo questa discussione Bear tornò nella sua caverna. Il giorno dopo, come stabilito, Deer portò Bear a vedere dove aveva visto gli esseri umani, Bear stupito vide che i rifiuti erano diminuiti, che gli animali venivano curati e le piantine poste in vasi speciali. Dopo aver visto queste cose e aver osservato con attenzione i salvaboschi, ancora sorpreso, Bear disse: “Hai ragione Deer, mi hai convinto , domani andremo insieme dagli umani , però voglio passare un ultimo giorno insieme al nostro amico albero”. Deer allora rispose: “OK, ma domani lasceremo i nostri nascondigli e andremo con gli esseri umani”. Come stabilito Deer e Bear passarono il loro ultimo giorno con il loro carissimo amico albero ricordando i vecchi tempi, poi insieme alle loro famiglie lasciarono il bosco e il vecchio castagno. Dopo alcuni giorni furono trasferiti in una riserva bellissima, in attesa che il bosco tornasse ad essere un ambiente naturale adatto a piante e animali… Passati alcuni anni ritornarono nel bosco, ma l’albero non c’era più, persino le radici erano state sradicate , i salva boschi erano arrivati troppo tardi per lui. Da quel giorno Deer e Bear si incontravano ogni giorno in quel posto per ricordare il loro amico albero e parlare di lui con i propri cuccioli. All’improvviso Deer si ricordò che il castagno, sicuro che l’avrebbero ucciso, gli aveva dato una delle sue meravigliose e gustose castagne, allora gli venne un’idea e disse agitato: “Bear, se mettiamo la castagna sotto terra e la accudiamo, così da far crescere un altro albero, tu credi che nascerà con i ricordi e con i sentimenti che provava prima?” Bear sorpreso dalla domanda che aveva fatto Deer gli rispose: “Beh, non saprei…Però sono sicuro di una cosa!”. Deer allora, visto che era molto in ansia, chiese co tono agitato: “Che cosa?”. Bear rispose calmo: “Un tentativo lo possiamo fare!”. Deer allora gli disse: “Si però è meglio farlo domani, poiché sta diventando notte e come sappiamo le piante hanno bisogno di luce!”. I due inseparabili amici si incontrarono all’alba per provare a piantare il seme. Ci riuscirono e Deer e Bear, da quel momento andarono ad annaffiare, con la poca acqua che riuscivano a portare, il loro seme. Dopo alcuni mesi si vide spuntare dal terreno un piccolo, tenero germoglio. I due amici rimasero stupiti e Deer disse a Bear: “Speriamo bene, vero Bear?”. Lui però era tanto emozionato che non rispose. Dopo qualche mese al posto del germoglio era cresciuto un alberello, che sembrava voler dire qualcosa. 176


Deer se ne accorse, andò da Bear e gli disse urlando: “Bear Bear!! L’albero deve dire qualcosa”. Bear uscì dalla sua tana correndo e rispose a Deer: “Allora presto muoviamoci!!” I due si affrettarono ad andare verso il punto in cui avevano piantato il seme del loro amico. Quando furono arrivati, tutte e due avvicinarono l’orecchio all’albero, si sentiva una voce acuta, come quella dei bambini che non sanno ancora parlare. I due non riuscivano però a comprendere bene le parole, allora decisero di aspettare ancora qualche giorno. Dopo due settimane, Deer andò da Bear per aiutarlo a portare l’acqua all’albero. Quando arrivarono nel posto in cui avevano piantato il seme, videro che intorno c’erano tantissimi animali, tra cui: camosci, civette, orsi, scoiattoli, gufi, marmotte…C’erano tanti di quegli animali che non si riusciva a vedere l’albero. Allora i due amici si scambiarono uno sguardo e decisero di farsi strada tra gli animali. Quando riuscirono a vedere l’albero fecero uno scatto verso di lui: il castagno finalmente riusciva a parlare. La voce sembrava proprio quella del vecchio amico, però loro non ne erano convinti, allora, trepidanti, chiesero all’albero: “Sei proprio tu Tree?”. L’albero rispose: “Si amici miei, c’è una parte di me in questo alberello che avete salvato e curato!”. Il miracolo era finalmente compiuto, il bosco era salvo davvero…e il salva boschi che passava di lì “per caso” si fermò in disparte ad ascoltare il bosco che gioiva.

Morra Anna Maria CLASSE III B - SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO “MICHELE FERRAJOLO” - ACERRA (NA)

LA BIMBA CHE PIANGEVA

Marco era un bambino vivace con dei grandi occhi verdi e con tanti riccioli rossi sul capo. Aveva otto anni e viveva spensierato. Un giorno mentre giocava a calcio nel suo giardino, il suo sguardo cadde all’orizzonte. Prima sorgeva un bosco sulla collina vicino alla città, ma ora gli alberi erano stati tagliati quasi tutti per costruire nuove case. Gli operai continuavano i lavori e il piccolo Marco li osservava in silenzio, finché non sentì un pianto. Era insopportabile, era un lamento continuo, il bimbo cercò di coprirsi le orecchie con le mani per non sentire, ma era inutile, sembrava che quel pianto venisse dalla sua mente. Non potendo far nulla per fermarlo, Marco decise di seguire il lamento. Il bambino uscì dal cancelletto di casa e percorse la strada correndo, arrivò fino alla periferia a piedi, ma non era stanco. Giunse alla discarica della città e il pianto si fece più forte, sempre più forte, fino a quando non vide una bambina. Era magra e sporca ed era seduta tra i rifiuti, indossava degli stracci, i suoi capelli biondi erano raccolti in una treccia e dai suoi occhi azzurri scendevano tante lacrime che cadevano sul suo visino lasciando un alone di tristezza e di angoscia. << Che cosa ci fai qui? >> Le chiese Marco. << Non so dove andare, la mia mamma sta morendo ed io non posso aiutarla… >> << Ma prenderai freddo lì. Vieni a casa mia, ti aiuterò io. >> Appena arrivati a casa, Marco diede un maglione e dei biscotti alla bimba misteriosa, poi le chiese:<< Come ti chiami? E la tua mamma cos’ha? Perché sta morendo? >> La bimba lo guardò 177


negli occhi come a dirgli:<< Tu già lo sai. >>, ma la risposta fu un’altra:<< Mi chiamo Aurora e la mia mamma sta male per colpa della gente di questo mondo… >>. Subito dopo la bimba cadde nel sonno e Marco rimase solo con i suoi pensieri. Non riusciva a capire ciò che gli aveva detto Aurora. Due ore dopo la bambina si era svegliata e fissava l’orizzonte dalla finestra del salone, Marco la osservò incuriosito. Che cosa guardava? E perché non gli rispondeva? Il bambino la chiamò più volte ma lei lo ignorava, continuava a guardare il vuoto. Allora Marco si avvicinò a lei, allungò il braccio per toccarle la spalla, ma la bambina si voltò di scatto e gli afferrò il polso con forza. Con gli occhi pieni di rabbia gli urlò:<< Guarda lì, guarda che cosa state facendo!! State uccidendo la mia mamma, la nostra mamma!! >>. Dopodiché aprì la finestra, strinse ancora di più il braccio del povero Marco e decollò nel cielo. << Che cosa fai? Mettimi giù! Dove mi stai portando?! >> << Ti porto dove potrai capire tutto… >> Volarono senza fermarsi, a massima velocità, fino ad arrivare in un prato fiorito dove era stesa una donna gigante, ma incredibilmente bella. Aveva dei lunghi capelli castani, con dei grandi occhi verdi. Stava soffrendo, sembrava molto malata. << Madre, sono tornata… >>. Disse Aurora piegandosi in un inchino. << Bentornata figliola, hai portato quello che stavo cercando? >>. Domandò la donna con voce triste. << Si, Madre…Eccolo. >>. Aurora spinse Marco avanti e si inchinò una seconda volta. La bimba era diversa, ora indossava un vestito bianco e il suo viso e i suoi capelli erano chiari e candidi come le nuvole. << Allora Marco, sei felice di questo? Tu e tutti gli altri mi state uccidendo, ma ve ne pentirete un giorno. Io sono la Madre di tutte le madri, sono la Natura. Io ho creato tutto questo e voi lo state distruggendo, state distruggendo me. Ti ho fatto portare qui dal tuo angelo custode, Aurora, per comunicarti tutto questo e perché tu e tutti gli altri sappiate che se non correggerete il vostro comportamento io morirò, il mondo morirà e morirete voi. E se questo succederà sarà tutta colpa vostra !>> Marco era impaurito e giurò che avrebbe rimediato. Aveva gli occhi pieni di lacrime ed il cuore gli batteva più forte che mai, ad un tratto, però, il suo sguardo si illuminò, aveva un’idea. << Mi ascolti Signora Natura, so cosa fare. Deve dirlo a tutti che sta morendo e che di conseguenza moriranno anche loro, perché anche se glielo dicessi io, non mi darebbero ascolto, sono solo un bambino infondo. Forse cambieranno idea, forse c’è una soluzione a tutto questo! >>. << Bravo Marco, hai ragione! >> Esclamò Aurora. Alla fine la Natura seguì il consiglio del piccolo Marco e chiamò a se tutti gli abitanti della Terra, per dire loro di fare del mondo un posto migliore, dove si possa respirare aria pulita. Capirono 178


tutti la gravità della situazione e decisero di rimediare. Con il passare degli anni i prati tornarono verdi, i mari tornarono puliti e il cielo tornò azzurro. Un vero lieto fine, chissà se anche nella nostra realtà, e non solo in quella di Marco, un giorno tutto si risolverà, così la Natura potrà tornare a sorridere.

Spidoni Francesco CLASSE III C - I.C. “CADUTI DI NASSIRIYA”, SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO - GALLESE (VT)

EARTH AND FIRE

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Aleardi Salvatore CLASSE II C - I.C. DI ACQUARICA DEL CAPO - SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO - ACQUARICA DEL CAPO (LE)

IL NOSTRO MONDO

Immagino di vedere un ambiente diverso dal solito. Immagino di vedere le strade pulite: i muri dei palazzi e delle case non più scritte, le strade piene di bambini che giocano. Vorrei vedere gli anziani che passeggiano nei parchi tra il verde buono e sano. Tutto questo possibile? MI piacerebbe respirare l’aria pura, passeggiare nel verde pieno di piante e fiori dove gli uccelli si posino per trovare del cibo, un ambiente, dove non si respira l’aria cattiva delle autovetture. UN ambiente pulito, non solo quello privo di carte, ma un ambiente dove non si vedono i cani affamati che vagano in giro, che patiscano la fame e che vengono maltrattati con la speranza che qualcuno gli dia sempre da mangiare. Immagino di vedere i giardini pieni di fiori che non vengono maltrattati, calpestati da quelle persone che non sanno cosa sia veramente un ambiente pulito. Immagino di vedere tutto questo e non credo che sia un sogno, ma la nostra realtà.

Cristina Micello, Camilla Giannoccolo, Maria Lucia Leo CLASSE II B - I.C. DI UGGIANO LA CHIESA - SCUOLA MEDIA - UGGIANO LA CHIESA (LE)

NATURA: LA STRADA DELLA VITA!

Circondato dal verde, da distese di prati i cui fili d’erba seguono lentamente il dolce alitare del vento, come se stessero ballando su una delicata melodia, colorato da una miriade di fiori meravigliosi e rari, un paese, quasi un paradiso terrestre, il cui confine è delineato, protetto da alberi maestosi che quasi custodiscono l’intera vita e i segreti del paese. È l’unica parte del mondo che ancora conserva tutta la magia della natura . Tutto questo splendore contrastato, però, dall’estrema povertà. Questo periodo, in aggiunta, è un momento, per gli abitanti, in cui 184


tutto sembra divorato dall’ oscurità a causa delle gravi difficoltà e, soprattutto, dall’ epidemia che affligge la maggior parte della popolazione. Veretum, il nome del paese, non è in grado di trovare una cura a questo interminabile incubo e quindi decidono di occuparsi della questione un gruppo di giovani studiosi non originari del luogo. Gli esperti si adoperano immediatamente per cercare qualcosa che possa dire “Stop!” a questa tragedia. Spesso la stanchezza prende il sopravvento su di loro, ma il pensare alla gente che ogni giorno muore in numero sempre crescente dà loro la forza di non fermarsi, perché la vita del popolo è nelle loro mani. Nel gruppo uno tra gli studiosi è particolarmente animato dalla voglia di trovare un antidoto, il suo nome è Simon. Quando ormai la sfiducia li sta assalendo, ecco che finalmente riescono a vedere nel buio un raggio di luce: dall’ estratto di una pianta molto rara, Angelica Arcangelica, possono ricavare una cura per salvare gli abitanti, e così la popolazione si salva. La notizia si diffonde molto velocemente fino a raggiungere l’ interesse dei media dei paesi più ricchi. Quando le industrie vengono a conoscenza delle tante funzioni di questa pianta, cercano in tutti i modi di impossessarsene, con l’ unico scopo di venderla a caro prezzo. Però, purtroppo, la natura non è infinita e con il passare del tempo la pianta, già rara, si estingue a causa dell’ avidità dell’ uomo. Insomma, la natura è unica e insostituibile e a causa del nostro egoismo la stiamo lentamente perdendo.

Carletti Arianna CLASSE III B - I.C. “ALESSANDRO STRADELLA” - SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO - NEPI (VT)

IMMERSA NEL PAESAGGIO

Ad Isabella tremano le mani di rabbia e vorrebbe prendere a pugni il tavolo di legno lucido che ha alla sua destra, ma si trattiene. Cerca di regolare il respiro per non permettere alla sua ira di esplodere in un violento urlo di insulti contro la donna che ha di fronte. Sua madre, in tutti i suoi centoottantatre centimetri, la fissa dall’alto in basso in attesa di una sua risposta o, più probabilmente, di una sua protesta. Lei però non ha mai avuto una risposta pronta e con le parole non è mai stata brava. Non sa cosa dire. Ha bisogno di una di quelle frasi ad effetto che si leggono nei libri o si sentono in tv per poter evitare di parlare esclusivamente a monosillabi per tutta la discussione. Vedendola in crisi, quelle labbra carnose che le hanno insegnato tutto quanto aveva imparato fino a tre anni, ripartono all’attacco con la loro voce argentina: <Non ti posso affidare per una settimana ad una famiglia che nemmeno conosco, lo sai che…> e la madre ricomincia la sua noiosissima lezione sulle responsabilità, che Isabella non vuole più ascoltare, perché ormai la conosce quasi a memoria. Ha quattordici anni e la testa abbastanza a posto. Perché non può passare una settimana al mare a casa della sua nuova amica delle scuole superiori? Per l’ennesima volta Isabella si chiede per quale motivo come madre le è capitata la personificazione della premura. Le parole di quella donna la stanno ancora attraversando come schegge di vetro, ma lei non ne percepisce ormai più né il significato né la consistenza. Ormai non le ascolta più. Ora non ce la fa più: <Perché non ti fidi di me? > le urla più in tono offensivo che di domanda. <Non è che non mi fido di te…> Isabella non la lascia finire. Ora non è più accanto al tavolo. Ha indietreggiato di qualche metro e si trova sulla soglia della cucina a meno di un passo dal frigorifero nuovo di zecca, che il papà ha regalato insieme ad un mazzo di fiori freschi alla mamma per il suo compleanno. Non può più trattenere la rabbia per andare contro quella donna che le dimostra il suo bene in un modo che lei non comprende, aggredisce con un calcio il suo regalo. L’impatto della scarpa con l’elettrodomestico risuona nel silenzio muto della stanza. Solo le lancette dell’orologio interrompono l’assenza di rumori che padroneggia quei momenti. Poi gli occhi di Isabella, azzurri e cristallini come acqua che sgorga dalla sorgente, si posano per un istante su quelli scuri e più grandi della madre e un profumo dolce e delicato l’avvolge come un abbraccio. Si tratta del profumo che da piccola la calmava sempre. Il profumo di sua madre. Poi, in un attimo, il ricordo si dissipa nella rabbia e passi così leggeri e rapidi che sembrano voler spiccare il volo percorrono velocemente il salotto e oltrepassano la porta di casa. In quel momento se avesse avuto le ali sarebbe volata via per sempre. Alla ricerca di un qualcosa che 185


nemmeno lei conosce. La madre sospira e rilassando i muscoli si lascia cadere su una sedia. Isabella vive in una villetta di campagna attorno alla quale si disperde la natura nei suoi più liberi ed incontaminati paesaggi. Senza nemmeno rendersene conto, a passi lunghi e rapidi, percorre il prato che si espande dietro la casa fino ad arrivare alle rive di quello che è poco più di un ruscello e che da sempre utilizza come nascondiglio personale quando sta male, ma non può parlare con nessuno perché non sa cos dire. La natura e gli ambienti l’hanno sempre aiutata. La semplicità che li compone le trasmette pace e le rilassa i nervi. Senza molta difficoltà scende per la riva scoscesa alta poco meno di un metro. Con delicatezza e gli occhi arrossati, scioglie i lacci colorati delle sue scarpe e liberandosi dei calzini immerge i piedi nell’acqua trasparente all’ombra di svariati alberi dalle posizioni impossibili. Poggia la schiena sul terreno che ha utilizzato per scendere e cerca di immergersi nell’ambiente che la circonda. Si dimentica dei jeans attillati e della sua t-shirt preferita che a regola d’arte le aderisce al busto dandole un aspetto che la fa sentire carina. Si dimentica dei suoi capelli scuri che le calano sulle spalle in disordine. Si dimentica persino delle lacrime che come serpenti d’acqua le rigano le guance. Percepisce solo il suo respiro leggermente affannato al cui ritmo si muove la sua pancia. Di nuovo l’ambiente le consente di calmarsi. Il frusciare del vento fra le piante, che sembra comporre melodie, la rilassa e i giochi di luci e ombre la incantano come il trucco di un prestigiatore. I mille riflessi colorati dell’acqua cristallina vengono catturati da un ciondolo che le pende dal collo ed esplodono in un miraggio di tonalità che come ninfe nate dal ruscello danzano senza un corpo muovendosi ora sull’acqua ora sulla terra. L’umidità del terreno che percepisce sulle mani le si sparge in tutto il corpo come un veleno che seda le rabbie e le ansie. Socchiude gli occhi e sorride chiedendosi come può un semplice ambiente naturale trionfare dove chiunque altro avrebbe fallito: farla sorridere. Seppe allora che avrebbe vissuto per difendere ciò che tanto amava. Avrebbe difeso l’ambiente.

Gallese Marta CLASSE II B - I.C. DI LEVANTO - SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO - LEVANTO (SP)

SPERDUTO E NON RICICLATO

Ciao! Sono una bottiglia italiana. O almeno ero una bottiglia. Ora sono un pezzo di plastica sperduto nel Kenya. Eh, già, come è varia la vita! Sono stata trasportata per nave fino ad arrivare in questo paese africano trattato come una discarica. Qui ho trovato una moltitudine di amici in plastica. Formiamo strati e strati di plastica, come degli enormi tappeti che ricoprono ogni centimetro di terra libera. E io, una rispettabilissima bottiglia “MADE IN ITALY” sono finita in questo deserto di plastica anche per colpa tua, sì, anche per colpa tua che stai leggendo. Tu compri bottiglie di plastica? Se la risposta è sì, allora vedi? E’ anche colpa tua. Se gli uomini accettassero di spendere un po’ di più si potrebbero fare delle bottiglie di plastica riciclabile. O riutilizzare noi, come i nostri colleghi sacchetti. Anche i sacchetti si potrebbero fare riciclabili, e alcuni di voi infatti si sono già impegnati molto riguardo a ciò. Però voi umani preferite le plastiche non riciclabili, perché sono più resistenti e comode. Ma non è giusto nei confronti della Natura. Non è giusto nei confronti di tanti paesi poveri. E non è giusto neanche nei vostri confronti. Vi state facendo del male da soli. Ed è una cosa molto sciocca. Non tutti gli uomini, fortunatamente, sono così, ci sono molti di voi che rispettano l’ ambiente e la natura, ed è da quelli che tutti devono prendere esempio.

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Artino Antonino, Biondo Giovanni, Campanella Grazia, Costa Ambrogio, D’agostino Davide, Doddis Concetta, Freni Rosario, Girone Giovanna, Mancuso Salvatore, Molonia Teresa, Paratore Caterina, Pizzinga Rosario, Rolla Lucia, Russo Andrea CLASSE III B - I.C. “VILLA LINA RITIRO” - SCUOLA MEDIA “VANN’ANTO’” - MESSINA

LA LATTINA REINCARNATA

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Buffelli Alessandra CLASSE II C - I.C. DI ACQUARICA DEL CAPO - SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO - ACQUARICA DEL CAPO (LE)

UN DEGRADO?...NO STIAMO DEGRADANDO

In questi ultimi anni, ascoltando telegiornali, leggendo riviste o parlando con gli amici, si discute su problemi molto gravi tra cui : il degrado ambientale. Se ci chiedessero che cosa è l’ambiente, la nostra prima risposta sarebbe “ il verde che ci circonda”, la “ natura “, l’ordine e le pulizie degli ambienti, flora e fauna nei loro habitat naturali…, ma in realtà è un insieme di fattori diversi in simbiosi tra di loro che tutelano la vita. Nel corso degli anni la Terra ha saputo sopportare cambiamenti violenti e devastanti operati non solo dall’uomo, ma anche dalla natura, ed ha saputo sempre trovare un nuovo equilibrio ambientale. In questi ultimi secoli però l’intervento dell’uomo si è fatto massiccio e spropositato in quanto interviene negativamente sull’ ambiente non differenziando oppure disboscando le foreste, inquinando mari, fiumi, l’aria … Ormai il pianeta non è più in grado di sopportare l’azione dell’uomo, la percentuale del territorio ricoperto dalle foreste diminuisce anno dopo anno e sappiamo come gli alberi siano fondamentali per la produzione di ossigeno, l’acqua che, è un bene prezioso, una risorsa che purtroppo viene inquinata e le riserve scarseggiano. L’acqua è vitale per gli animali e vegetali, basti pensare al mare una risorsa importante per le attività di pesca, per il turismo ecc… Purtroppo oggi quasi tutte le attività umane rappresentano fattori di minaccia per l’ambiente marino, soprattutto per le zone costiere che sono particolarmente vulnerabili. Anche l’atmosfera ne risente negativamente dell’intervento umano ; lo smog invade le nostre città provocando malattie, tra cui, la più grave, è certamente il tumore ai polmoni. Non sono solo le ciminiere delle fabbriche a provocare l’inquinamento atmosferico, ma anche noi cittadini con i gas di scarico delle automobili, con il riscaldamento e i condizionatori. Ci siamo illusi che la natura fosse un bene inesauribile, mentre adesso ci accorgiamo che non è affatto cosi. Bisogna quindi trovare non solo nuove tecniche che ci permettano di salvaguardare l’ambiente, ma soprattutto educare le nostre menti verso un progetto ecologico che guardi al bene anche delle generazioni future.

Visentin Elisa, Zancai Federico, Bianco Thomas, Ismaili Dritan CLASSE I D - SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO “LEONARDO DA VINCI” - CORDENONS (PN)

UN PAESE DI RIFIUTI

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Flavio Neri CLASSE I D - I.C. “A. CASTAGNOLO” - AGRIGENTO

A COME AMBIENTE

Nel 2045 il mondo sarà pieno di spazzatura a tal punto da essere invivibile infatti tutti partiranno dentro una grandissima navicella madre piena di navicelle più piccole. I capi spedizione saranno Flavio e Federico Rossi due fratelli molto uniti,loro saranno degli studiosi di ecologia del laboratorio “ECOLOGIA NON E’ SOLO UNA PAROLA” e aiuteranno anche il laboratorio “ECOLOGICAMENTE”. Prima di partire costruiranno delle macchine che chiameranno “Spazzaroninetor”,serviranno per pulire la terra in loro assenza. Dopo anni ritorneranno sulla terra per controllare a che punto era il lavoro dei Spazzaroninetor ma troveranno i robot in avaria. Flavio si consulterà con suo fratello - Fede è una situazione critica! Dobbiamo controllare i nostri studi perché siamo gli unici a potere risolvere il problema della spazzatura! Federico annuirà ma saprà che la situazione è preoccupante e questo lo renderà nervoso. Entreranno nella navicella e prenderanno i loro risultati che avevano raggiunto da più giovani e daranno a tutto il popolo una lista di cose da fare. La lista di cose da fare per pulire il mondo • Fare la raccolta differenziata; • Non usare pesticidi, fertilizzanti o cose dello stesso genere; • Ricavare più energia dalla spazzatura buttata; • Usare la spazzatura come combustibile dopo essere stata riciclata; • Riciclare solo prodotti con l’apposito marchio; • Non buttare cicche o cose varie a terra; • Non buttare spazzatura fuori dall’orario; • Dividere i prodotti riciclati per categoria; • Usare navicelle ecologiche; • Ricordare di usare solo oggetti con il marchio “ECO”. Appena avranno terminato Federico dirà -Ricordate di rispettare le regole che vi abbiamo dato se no andremo allo sfracello! Un signore domanderà -Ma che cos’è l’inquinamento ? E Flavio - L’inquinamento è un’alterazione 191


della natura, in certe zone blocca il ciclo naturale perché fa morire gli animali e questo non va bene. Ora io e mio fratello andiamo ad riaprire e pulire “ECOLOGIA NON E’ SOLO UNA PAROLA” e “ECOLOGICAMENTE” ci vediamo dopo!- e saluteranno. Ci metteranno giorni ma con l’aiuto degli altri ce la faranno in meno del previsto; appena apriranno le porte troveranno i loro studi sui tavoli e li butteranno perché ormai sono inutili hanno capito tutto,riformuleranno i loro studi perché stando nello spazio hanno scoperto altre cose sull’inquinamento avendo macchine più tecnologiche. A un certo punto sentiranno dei botti usciranno e troveranno la spazzatura che veniva dallo spazio,la spazzatura che era stata lanciata dai loro avi. Troveranno un riparo e quando finirà tutto usciranno e troveranno un disastro tutta la spazzatura sovrasterà i palazzi e saranno disperati e allora capiranno lo sbaglio che avevano commesso il popolo umano di tutte le nazioni. Dovranno iniziare tutto da capo e questo sarà più stancante dell’inizio perché la spazzatura sarà il doppio,gli scienziati non si perderanno l’animo e ricominceranno e come si sospetta ce la faranno. Quando avranno finito Flavio e Federico ringrazieranno tutti per averli aiutati. A poco a poco riusciranno nella loro impresa della pulizia totale ,il mondo sarà quasi del tutto pulito ma servirà una riunione per completare la pulizia del pianeta, ormai Flavio e Federico saranno abbastanza anziani ma non vorranno andare in pensione per finire il lavoro che avevano iniziato. Tutti gli scienziati li rispetteranno per la loro audacia che possedevano fin da giovani;saranno gli Einstein del futuro perché come si sa era un genio in questo campo. A un certo punto della riunione Flavio e Federico si sentiranno male e i colleghi li porteranno all’ospedale “FRATELLI”. La situazione sarà critica,all’ospedale li dovranno operare,i battiti del cuore diminuiranno a vista d’occhio,i medici li considereranno spacciati ma di colpo loro guariranno perché la loro forza d’animo supererà ogni malattia. Dopo questa disavventura scriveranno un libro ovviamente con inchiostro ecologico inventato da loro che si chiamerà “ECCO A VOI L’ECOLOGIA”, avrà un successo incredibile e appena avranno finito il libro andranno dal loro nipote a spiegargli il concetto di ecologia e come dovrà comportarsi, il ragazzo capirà tutto e diventerà famoso per la sua intelligenza straordinaria ovviamente ereditata dagli zii. Lui spiegherà a tutti che per far finire l’inquinamento non dobbiamo migliorare le macchine ma dobbiamo migliorare noi cambiando i nostri comportamenti.

Cassola Ajai CLASSE II B - I.C. DI LEVANTO - SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO - LEVANTO (SP)

UN DESIDERIO FINALMENTE REALIZZATO

Un giorno una famiglia, dopo aver finito il picnic in montagna e dopo aver bevuto tutto il mio contenuto, mi lasciò accanto a un albero e se ne andò via, dimenticando di portarmi con sé e di buttarmi in un contenitore per il riciclo. Quando venne la notte cominciai a sentire freddo e ad avere paura. All’improvviso arrivò il vento che mi chiese cosa stessi facendo lì. Gli risposi che chi mi aveva comprato mi aveva abbandonato. Domandai al vento se poteva darmi una spinta sino ad arrivare a valle, accettò e mi portò fino ad a un paesino, dove ci salutammo. Arrivò il giorno, all’improvviso un bambino mi vide: mi diede un calcio, poi un altro e un altro ancora... finché mi ritrovai proprio in mezzo a due cassonetti. Pensavo a come fare ad entrare dentro ad uno di quei contenitori ma non potevo, intanto passavano i giorni ed ero sempre lì. Finalmente, dopo tanto tempo, comparve un cane che mi afferrò e sforacchiò con i suoi denti aguzzi. Lui e il suo padrone giocarono un po’ con me ma, alla fine, mi gettarono nel contenitore della plastica. Il mio desiderio era stato finalmente realizzato, ora potrò essere riciclato e tornare a vivere, ma quanto tempo ci è voluto! Troppo!!! 192


Pietro Bongiovanni e Martina D’andrea CLASSE II B - I.C. “A. PAINO”, GRAVITELLI - MESSINA

SHINE E L’ALBERO AMICO

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Shine, una ragazza di 16 anni, si trasferisce per motivi di studio in Finlandia, ma a quanto pare non si trova molto bene, infatti, viene messa da parte dai suoi compagni, perché la trovano diversa da loro non solo per lingue e religione ma anche perché è una ragazza che non si comporta come loro. Un giorno Shine decide di andare in uno dei tanti boschi della Finlandia per stare da sola immersa nella natura, quando, giocando tra i boschi, vede un albero tutto solo e pensa che quell’albero è come lei, solo. Shine si affeziona subito all’albero ed il giorno dopo torna a passare un po’ di tempo con esso, quando vede dei taglialegna che hanno intenzione di disboscare tutto il bosco. Allora Shine si infuria e dice che non si allontanerà dall’albero finché quei taglialegna non se ne andranno. Il taglialegna si arrabbia con Shine e le dà solo un giorno di tempo per prendere tutte le sue cose e tornarsene a casa. Ma Shine testarda decide di rimanere sull’albero e viverci dentro. Durante la notte Shine parla con l’albero e gli dice “Tu mi sei stato accanto nel momento del bisogno, ora tocca a me, tu hai il mio stesso cuore”. Quando il giorno dopo i taglialegna non la vedono più tagliano l’albero, ma quando finiscono di segare tutti i rami, vedono la ragazza priva di sensi. Poi si rendono conto che ella è morta, forse cadendo dal ramo dove dormiva, e si commuovono nel vedere che Shine è morta abbracciata al suo albero, il suo vero amico. 199


Imbo’ Nicola CLASSE I A - I.C. DI ACQUARICA DEL CAPO - SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO - ACQUARICA DEL CAPO (LE)

REV IL ROBOT

All’orizzonte apparve un mercantile che sembrava puntare verso la costa. Ma poi si fermò prima di arrivare alla riva, in mezzo alle onde alte. Con una scialuppa cinque uomini dell’equipaggio raggiunsero la terra ferma. Affermarono che il maltempo li aveva portati fuori rotta e che la nave s’era incagliata. Avevano fretta di allontanarsi e scomparvero prima che arrivasse il maresciallo, chiamato col telefonino da uno dei pescatori che sul molo stava ripulendo le sue reti dalle alghe. Da lì a poco la banchina del porto si riempì di curiosi che ebbero solo il tempo di leggere il nome del mercantile prima che affondasse. Sul fianco della nave, che pareva molto vecchia, c’era una scritta in rosso: Nave silenzio. Era proprio il nome giusto per quell’imbarcazione così mal ridotta, di cui non si sapeva nulla. Nessuno seppe dire da dove era venuta e dov’era diretta. Si ignorava anche che cosa trasportava, ma al mattino nell’insenatura del piccolo porto comparvero dei pesci rovesciati sul fianco, senza più vita. Il giorno dopo venne a galla un bidone tutto schiacciato e apparvero delle strane macchie sulla superficie dell’acqua fino a quel momento pulita e trasparente. Si sparse la voce che la nave trasportava materiale sospetto e tutti ormai presero a chiamarla la Nave dei veleni. Il maresciallo informò le autorità di quanto stava accadendo e nel tranquillo paese arrivarono uomini esperti, per scandagliare la profondità con un robot sottomarino. Il robot che si chiamava Rev, che voleva dire Robot esperto veleni, si mise subito al lavoro: venne immerso nell’acqua provvisto di telecamera e raggiunse il fondale dove giaceva il relitto. Le prime immagini inviate a terra facevano vedere sul video l’azzurro del mare con tutti i suoi colori, quelli delle alghe e dei tanti pesci che scappavano all’avvicinarsi di Rev il robot. D’un tratto, però, i colori sbiadirono e sullo schermo apparvero tanti bidoni grigi e arrugginiti. Quelle immagini preoccuparono gli uomini che s’erano accalcati sul pontile per stare più vicino al loro mare. Quando Rev finì la sua missione gli esperti lo tirarono fuori dall’acqua. Erano scuri in viso perché avevano capito che quel mercantile trasportava gli scarti di qualche industria senza scrupoli, rifiuti tossici che avrebbero inquinato quel mare che tutti chiamavano il Mare bello. Erano preoccupati perché il carico di quella nave poteva rovinarlo per sempre. I pescatori anche loro erano in ansia per il loro futuro e quello dei loro figli. Un bambino chiese al padre perché quella nave era affondata. Lui provò a dire, senza pronunciare la parola mafia perché era troppo piccolo per comprenderla, che ad abbandonare quella vecchia imbarcazione erano stati degli uomini malvagi, che non si curano dei danni che recano alle creature del mare e alle persone che abitano la terra. Ma il bambino continuava a non capire perché quella nave era stata portata proprio nel suo mare. Il padre gli spiegò che navi come quella affondano in tanti altri mari, perché le fabbriche, le industrie producono tanti e tanti veleni che poi vengono abbandonati in mare come fosse una discarica. Il progresso, disse, porta a questo. Il figlio lo guardò: «Allora il progresso è una brutta cosa?». Il padre non si aspettava quella domanda. Dovette riflettere un po’ prima di replicare, prima di trovare una risposta che suo figlio potesse capire. «Il progresso può essere un male», provò a spiegare, «quando uomini malvagi lo usano senza scrupoli». Mentre parlava vide gli esperti sistemare Rev nel furgoncino. Si avvicinò e mostrò il robot al bambino: «A volte il progresso porta cose brutte certo, però ci regala anche tante cose belle, come questo piccolo robot che è sceso nelle profondità del mare. Senza di lui non avremmo saputo così in fretta il contenuto del carico di quella nave. Ha svolto una missione che per un uomo sarebbe stata pericolosissima, dobbiamo ringraziare il progresso per questo». Il bambino prima di allontanarsi osservò bene il robot e lo salutò con la mano: «Ciao Rev», disse e strinse forte la mano del padre, mentre facevano ritorno a casa.

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Leale Ambra CLASSE II B - I.C. DI LEVANTO - SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO - LEVANTO (SP)

QUANTA STRADA…PRIMA DEL RICICLO!

Sono un sacchetto di plastica e ora sono in un contenitore riservato a me e ai miei simili, ma prima di arrivare fin qui ne ho fatta di strada! E’ incominciato tutto in un supermercato. Mi trovavo vicino alla cassa con i miei fratelli, quando un giorno qualcuno mi prese e mise al mio interno la sua spesa. Ben presto mi abbandonò senza alcun riguardo ed io finii sull’asfalto; con un soffio di vento mi alzai e incominciai a svolazzare nell’aria come una piuma. Atterrai nel mezzo di un fiume, la corrente mi trasportò per ore e ore e alla fine arrivai in mare. Molti pesciolini incuriositi venivano ad annusarmi, fino a che, uno di loro, dai mille colori, mi entrò dentro rischiando di soffocare. Fortunatamente riuscì a uscire e la cosa servì da lezione, non solo a lui ma anche a tutti i pesciolini che passavano nelle mie vicinanze. Vagai per il mare giorni e giorni incontrando pesci di tutti i tipi finché, al tramonto di una bellissima giornata, un vecchio pescatore  con il cappello di paglia e il viso solcato da rughe, mi pescò con la sua lenza e mi tirò a bordo della sua barchetta a remi. Mi ritrovai insieme ad altri miei simili, strappati e scoloriti; parlando con loro scoprii che le nostre storie partivano tutte dalla maleducazione delle persone che ci abbandonano dove capita. Una volta arrivati sulla terra ferma, il pescatore ci depositò nel contenitore fatto apposta per noi. E così si conclude la mia storia, abbandonato, salvato e molto probabilmente, in un futuro non lontano, riciclato.

Anna Giulia Monteforte, Alessandro Panico, Angela Alessandra Rubrichi, Edoardo Santo, Alessandro Risolo e Francesco Rizzelli I.C. DI UGGIANO LA CHIESA - SCUOLA MEDIA - UGGIANO LA CHIESA (LE)

ANCHE NOI COME LUI

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Nachira Camilla CLASSE II C - I.C. DI S. MARTINO SICCOMARIO - S. MARTINO SICCOMARIO (PV)

L’ALBERO SECOLARE

In una giornata di primavera dei boscaioli decisero di abbattere un albero secolare. Dei fiori che gli erano intorno sentirono la notizia e decisero di avvisarlo. - Hai sentito la notizia? - chiese il fiore viola all’albero. - No, cosa? - rispose. - Vogliono abbatterti per costruire una scuola elementare!- continuò il fiore viola. - Ma non possono farlo! Io sono secolare!- gridò l’albero. - Hai proprio ragione... Ma, vedi, tutti qui ci maltrattano! Carte di caramella, mozziconi di sigaretta, lattine... Purtroppo bisogna farsene una ragione - rispose il fiore affranto. Per tutto il tempo l’albero restò con il broncio, finché un bellissimo fiore rosso dai grossi petali gli chiese: - Come mai sei così? - Sono così perché mi vogliono... abbattere - fece l’albero sconsolato. - Si, ho sentito la notizia... ma lo dobbiamo evitare! - urlò il fiore rosso più deciso che mai. - Bisogna organizzare una campagna anti-deforestazione. Non possiamo permettere una tragedia simile. Gli alberi sono come archivi di ricordi che non si possono cancellare. Dobbiamo combattere! - e questa fu l’ultima parola che quel fiore pronunciò in quella triste giornata. Il giorno seguente l’albero secolare, appena si svegliò, vide che era circondato da persone di tutte le nazioni, pronte a combattere contro la sua distruzione. Arrivati i boscaioli, si avviarono all’albero e dissero: - Bene, è arrivato il momento di tagliarti, caro alberello. SU, forza ragazzi. Al lavoro! - e i boscaioli cominciarono a prendere gli attrezzi. All’improvviso l’albero disse al boscaiolo vicino a lui - Non togliermi da qui! Non tagliarmi, ti prego! Sono vivo come te! Perché lo fai? - chiese disperato l’albero. Il boscaiolo gli rispose: - Ma chi se ne importa di te! Dobbiamo costruire una scuola elementare che è molto più istruttiva di uno stupido albero! Sentite queste parole, tutta la gente si mise a criticare il boscaiolo: 202


- Io ho trovato una vera amica qui, vicino all’albero! - disse una bambina. - Io ho trovato lavoro vicino a quest’albero!-disse un uomo. - E io ho trovato la felicità - disse infine una famiglia. Il boscaiolo, commosso da queste parole, disse: - OK, va bene. Non ti abbatteremo! A quanto pare, tutti ci tengono a te e quindi non voglio rovinare i loro ricordi.Una volta detto ciò, il boscaiolo e il suo team se ne andarono e l’albero secolare, per ringraziare i suoi salvatori, disse: - Vi ringrazio tanto! Sono commosso e, per dimostrarvi la mia gratitudine, voglio regalare a ciascuno di voi uno dei miei frutti”Tutti gioirono e l’albero secolare fu salvo.

Brigante Pasqualina CLASSE II C - I.C. DI ACQUARICA DEL CAPO - SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO - ACQUARICA DEL CAPO (LE)

SUPER A IN AZIONE

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Consoli Alessio CLASSE II B - I.C. DI LEVANTO - SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO - LEVANTO (SP)

STORIA DI LETE

Nell’ospedale di Bottilandia nacque una bottiglietta di nome Lete, fatta di plastica e piena d’acqua. Un giorno fu catturata dagli uomini, che la portarono in un negozio e la misero su un grande scaffale, insieme ad altre bottiglie come lei. Si trovò stampati addosso dei numeri e la bottiglia vicina le spiegò che si trattava del prezzo a cui sarebbe stata venduta. Qualche giorno dopo, una signora l’afferrò, la mise in un cestino e la portò alla cassa. Più tardi la bottiglietta si ritrovò in una bella casa, dove fu messa a tavola davanti alla famiglia della signora ed in poco tempo fu svuotata di tutto il suo contenuto. Poi, fu presa e gettata in un luogo buio dove fece amicizia con nuovi e simpatici amici: carta, lattina e buccia di banana. Capì che quello era un cassonetto dell’immondizia e venne a sapere che un camion l’avrebbe caricata e portata in un posto lontano. La mattina seguente ciò si avverò. Dopo un lungo viaggio, Lete sentì che il camion si era fermato: la stavano scaricando insieme ai suoi amici nel bel mezzo della periferia di una povera città. Passò lì il resto dei suoi giorni con quei nuovi amici e compagni di sventura, finché a poco a poco si consumarono, finendo la propria esistenza così, senza poter avere altra possibilità di impiego. Se fossero stati riciclati, avrebbero vissuto certamente più a lungo, assumendo nuove forme e colori. 

Businaro Fabio, Caroncini Anna, Franzoi Giorgia, Marchesin Aurora, Mariuz Marilde, Peciotti Francesco, Piccinin Nicola, Rodaro Lorenzo, Venerus Davide CLASSE I D - SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO “LEONARDO DA VINCI” - CORDENONS (PN)

PJ E I 9 BIDONI

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Profico Vito CLASSE II C - I.C. DI ACQUARICA DEL CAPO - SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO - ACQUARICA DEL CAPO (LE)

ANALIZZIAMO L’INQUINAMENTO

L’ inquinamento è un’ alterazione dell’ ambiente che può essere di origine chimica o fisica e può produrre disagi temporanei, patologie o danni permanenti alla vita causando anche disequilibri nei cicli naturali. Ci sono diversi tipi di inquinamento: quello atmosferico, quello radioattivo, quello del suolo, quello idrico ecc., gran parte di tali interventi sono il risultato dell’ intervento umano. Il più grave forse è quello dell’ inquinamento atmosferico provocato principalmente dagli ossidi di azoto, ossidi di zolfo e dal carbonio. Le cause più gravi d’ inquinamento dell’aria sono una conseguenza dei fumi delle fabbriche e delle centrali nucleari che, con i loro processi di combustione, rendono acide le piogge che diventano corrosive e anche molto pericolose per l’ emergere di tumori sulla nostra pelle.

Salvatore Coluccia CLASSE II B - I.C. DI UGGIANO LA CHIESA - SCUOLA MEDIA - UGGIANO LA CHIESA (LE)

CONFIDENZE NELLA DIVERSITA’

IO: Ciao, come ti chiami? ALBERO: Mi chiamo quercia, invece tu? IO: Mi chiamo Salvatore. ALBERO Cosa ci fai qui? IO: Sono venuto a vedere le meraviglie che si nascondono nel bosco. ALBERO: Penso che sei uno dei pochi a venire per vedere noi alberi. Qua le persone vengono solo per tagliarci, per poi fare legna da bruciare. Io vivo qui da almeno cinquant’anni però non vivo spensierato, sereno, ma con la paura che sale dalle radici e arriva fino alla mia folta chioma, di finire da un giorno all’altro nel camino di una casa. IO: Ti capisco! Ora vado, voglio vedere qualche altro albero. ALBERO: Va bene, comunque grazie per avermi tenuto un po’ in compagnia, ti voglio dire che più avanti c’è un bellissimo albero d’ulivo che ti aspetta. IO: Ok grazie. IO: Buongiorno ulivo, tu si che sei meraviglioso. Da quant’è che vivi qui? ALBERO: Io vivo qui da almeno cent’anni. IO: Wow, però non sembri così vecchio!Ti posso fare una domanda? ALBERO: Si, dimmi pure! IO: Cosa hai inciso sulla tua corteccia? ALBERO: E’ una storia lunga, che ancora oggi nel ricordarla, mi fa tanto male: tanto tempo fa una coppia di giovani sposi molto innamorati prese una pietra e incise il loro nome. Ora, anzi si è un po’ sbiadito, però prima si vedeva molto bene. Ti devo dire che appena avevo visto prendere la pietra, mi sono spaventato. Quando iniziarono a incidervi il nome sentii un dolore immenso, volevo reagire ma non sapevo come. IO: E’ una storia molto triste! ALBERO: Scusa, preso dal discorso, non ti ho chiesto come ti chiami. IO: Mi chiamo Salvatore. ALBERO: Bel nome! IO: Vorrei davvero in virtù del significato del mio nome fare qualcosa per salvare la natura. Ah, se penso, però, mi sento impotente, ma forse qualcosa la posso fare anch’io. Promesso!

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Classe III A SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO “RAIMONDO GUARINI” - MIRABELLA ECLANO (AV)

A COME AMBIENTE

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Giorgia Tranchida CLASSE II A - I.C. “A. PAINO”, GRAVITELLI - MESSINA

IL MARE: UN BENE DA RISPETTARE

Purtroppo viviamo in una società dove la gente non rispetta per niente l’ambiente e non considera i rischi che ciò può comportare. UN giorno di calda estate c’erano molte persone che si erano recate sulle spiagge di Messina per godersi il bellissimo sole ed il brillante mare e per fare un picnic sulla sabbia. A largo guizzavano felici due delfini femmina, di nome Jasmin ed Azzurra, che amavano stare al passo con i motoscafi. La gente dello stretto le conosceva bene perché spesso davano spettacolo ai bagnanti. Pronti per tornare a casa, un gruppo di ragazzi, invece di portare con sé i rifiuti, per divertimento lanciarono lattine e lasciarono buste sulla spiaggia incuranti del male che stavano per fare e, dopo un po’, il mare trascinò via le buste che avevano lasciato i ragazzi. Più tardi Azzurra si avvicinò un po’ verso la spiaggia per riposarsi dopo il divertimento e credette di vedere delle appetitosissime meduse lì vicino, andò, ed in un sol boccone le inghiottì. Subito i rifiuti di plastica arrivarono nella gola di Azzurra provocandole un blocco respiratorio; Azzurra si dimenò, ignorando che così facendo avrebbe peggiorato la situazione. Cercò in tutti i modi di fare dei versi per chiamare Jasmin ma era troppo tardi, non aveva più fiato; in quel momento le passò tutta la vita davanti e soprattutto pensò con nostalgia al papà ed alla mamma che non avrebbe visto mai più. Ad un certo punto arrivò Jasmin, che, battendo la pinna più forte che poteva, chiamò tutti gli altri pesci che fecero di tutto per aiutarla; nel frattempo Jasmin andò vicino un gommone e batté con la pinna sul bordo, per attirare l’attenzione di sub pronti all’immersione, che, stupefatti dal modo in cui Jasmin li stava chiamando, la seguirono e giunsero da Azzurra… Dopo aver salvato Azzurra parteciparono a tante conferenze dicendo sempre le stesse parole: “Aiutiamo i pesci, salviamo il mare, la natura è ammalata” parole, parole, parole. La natura ha bisogno di fatti e se c’è un valore che andrà salvato per il futuro è il rispetto per l’ambiente. La Natura è come una grande mamma, nessun futuro potrà esserci se non la rispettiamo.

Polinelli Chiara CLASSE II B - I.C. DI LEVANTO - SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO - LEVANTO (SP)

UN MAGNIFICO PORTAPENNE

Oggi è il compleanno di Chiara e il suo amico Gabriel mi ha portato qui, incartato e con un bel fiocco. Sono un portapenne arancione con un fiore disegnato, ma non sono sempre stato così! Un tempo ero una bottiglia di plastica per l’acqua, ero bella e pulita fino a che un cacciatore mi portò nel bosco con lui. Era una giornata fredda ma c’era il sole e io non avevo mai visto un bosco; che bel posto pieno 214


di alberi e di uccellini! Purtroppo, quando il cacciatore finì l’acqua mi lasciò lì. Restai nel bosco tanti mesi e anche se pioveva o nevicava io non cambiavo mai. Ma un giorno arrivarono dei bambini a raccogliere le castagne e una di loro mi tirò fuori da un mucchio di foglie. Lei era Chiara e sapeva dove portarmi, così entrai in un grosso bidone verde col coperchio rosso e da lì mi portarono ad uno stabilimento dove fui trasformata in questo bellissimo portapenne!

Rubino Matteo CLASSE II C - I.C. DI ACQUARICA DEL CAPO - SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO - ACQUARICA DEL CAPO (LE)

L’ALBERO OTTIMISTA

La Terra: una risorsa, la nostra casa, la madre che ci ha concepiti, ……. E noi, suoi abitanti, come la ripaghiamo? La risposta non è delle più rassicuranti infatti, invece di preservarla la sfruttiamo in ogni modo possibile e immaginabile, non capendo che gli scienziati non per gioco le hanno chiamate risorse non rinnovabili. Ma noi, testardi, continuiamo e continueremo finché non toccheremo con mano le conseguenze disastrose e, a quel punto, sarà troppo tardi…….. Credo che la gente del pianeta, si divida in due categorie principali: responsabili e irresponsabili. I responsabili sono le persone che, pur non essendo la causa del progressivo inquinamento ambientale, si sentono in dovere di contribuire nella salvaguardia dell’ambiente. Al contrario, gli irresponsabili, sono le persone che, non solo inquinano, ma addirittura hanno la sfacciataggine di dichiararsi non colpevoli. Io vorrei riassumere questo discorso in una storia breve ma ricca di significato. Cento anni fa circa, vi era su una collina, vicino ad un torrente, un noce che era nato lì spontaneamente e viveva in pace e serenità. Dopo dieci anni iniziò a vedere la prima auto del paesino di fronte a lui e pensò subito che fosse un’invenzione geniale e utile, non sapendo, purtroppo, che lo smog da essa prodotto era nocivo per l’ambiente. Purtroppo per l’albero quello era solo l’inizio di una serie di eventi che portarono danni irreparabili. Il tempo passava, l’albero invecchiava, e l’uomo aveva sempre una nuova, diabolica invenzione (centrali nucleari, fabbriche, dighe, edifici, autostrade,……); ma l’albero continuava a sperare che l’uomo avrebbe capito prima o poi che tutte quelle innovazioni erano, si utili, ma anche dannose per la natura. Ogni tanto, però, qualche ragazzo “responsabile” andava sulla collina dove viveva l’albero per raccogliere cartacce, lattine, bottiglie e tutti gli altri rifiuti. Erano passati trent’anni e le cose erano peggiorate; infatti il torrente che prima scorreva ai piedi del noce, era bloccato dai rifiuti, gli alberi nelle vicinanze erano spariti per costruire un’autostrada, il prato fiorito della campagna affianco era seccato e, dove prima si poteva osservare il tramonto, ora si vedevano solo un mucchio di grattacieli e condomini. Ma l’albero continuava a sperare nell’uomo finché un giorno, alcuni uomini armati di motoseghe e ruspe, sradicarono l’albero e, al suo posto, misero un cartellone pubblicitario con su scritto: “Rispetta l’ambiente!”. Detto questo credo che l’uomo possa cambiare sapendo che la Terra non gli è stata data in dono ma solo in prestito dalle nuove generazioni e quindi ha il dovere di riconsegnargliela in ottimo stato permettendo così ai giovani di vivere in un futuro migliore, pulito ed ecologista.

Guadagno Salvatore CLASSE I D - SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO “M. FERRAJOLO” - ACERRA (NA)

LA FORESTA DI CRISANTEMO

C’era una volta un ragazzo di nome Crisantemo. Era un appassionato di natura. Un giorno lesse un articolo sul giornale: un aereo che trasportava batteri chimici si era schiantato al suolo contaminando migliaia di ettari di terreno, inoltre il batterio aveva la facoltà di mutare trasformando qualunque cosa e qualunque animale in un essere mostruoso. In fondo all’articolo 215


c’era il luogo dell’accaduto e fatalità era proprio la foresta dove lui si recava spesso per raccogliere funghi e trascorrere un po’ di tempo con i suoi adorati animali. Lesse inoltre che veniva intimato a chiunque di non inoltrarsi nella foresta. Ma egli decise di non rispettare le regole e si recò sul posto. Per fortuna gran parte della foresta era ancora salva. Crisantemo scappò quando vide una serie di animali tramutati in mostruose bestie feroci con zanne aguzze che erano in procinto di divorare qualunque animale selvaggio. La notte stessa, Crisantemo cercò di trovare una soluzione che salvasse i poveri animali che abitavano la foresta. Passò intere notti a studiare libri nella speranza di trovare un antidoto. I suoi tentativi furono vani, i batteri che avevano contaminato la sua adorata foresta non potevano essere eliminati. Gira e rigira, domanda e domanda, finalmente trovò la soluzione. Proprio così: dopo aver cercato una soluzione per tanto tempo senza risultati, Crisantemo incontrò una dolce vecchina in una vecchia serra. La vecchina ,proprio come Crisantemo, da piccola adorava giocare nella foresta adesso contaminata. I due cercarono insieme un antidoto e dopo un paio di giorni trovarono un liquido capace di eliminare il batterio Killer e una tuta capace di resistere alle radiazioni emanate da questi. Crisantemo si recò di corsa nella foresta, ma non appena arrivato trovò una brutta sorpresa: la foresta era stata contaminata del tutto e per di più un essere spaventoso avanzava verso di lui. Come per magia nelle tasche dei suoi pantaloni comparve una fionda magica che lo aiutò a disfarsi del nemico dopo un eccitante combattimento. Dopo di che,con l’antidoto, neutralizzò il batterio killer e la foresta come per incanto ritornò la stessa di prima. Tutti i cittadini ringraziarono Crisantemo per aver salvato la foresta. Il giovane ragazzo però sapeva che non ce l’ avrebbe mai fatta senza l’aiuto della vecchina, ritornò nella serra che apparve ai suoi occhi più fiorita che mai, ma della vecchina non trovò più alcuna traccia.

Basso Christian, Corona Matteo, Kramil Dawid Samir, Xhatufa Endi CLASSE I D - SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO “LEONARDO DA VINCI” - CORDENONS (PN)

HARRY E LA CREATURA MARINA

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Irene Lucifora CLASSE II A - I.C. “A. PAINO”, GRAVITELLI - MESSINA

UN GRANDE CAMBIAMENTO

Da bambini, i genitori insegnano ai propri figli il rispetto per tutto e per tutti, ma Giovanni non ebbe questa fortuna. Questo ragazzino, di dodici anni, perse sua madre pochi anni dopo la sua nascita e tale mancanza mise in difficoltà il padre che era abituato ad essere aiutato dalla moglie. Giovanni crebbe liberamente, senza che qualcuno gli ponesse dei limiti, diventando un piccolo delinquente, perché suo papà, a causa del lavoro, era troppo stanco per seguirlo. Il ragazzino e i suoi amici passeggiavano sempre per le strade della città, buttando le cartacce per terra e scrivendo sui muri. UN giorno i ragazzi poco lontano dalla città scoprirono una foresta bellissima, un posto dove poter stare in buona compagnia. Giovanni, appena arrivato, si sentì diverso, non era mai stato così felice, ma non capiva perché, poi ebbe un deja-vu, per pochi istanti nella sua mente riapparvero alcune immagini di quel luogo, come se ci fosse già stato. Ogni volta che con il suo gruppo di amici passava da lì, iniziava a ricostruire i suoi ricordi. Alla fine riuscì a capire perché quel posto era così importante, era il luogo in cui la madre lo portava quando era piccolo e dove aveva trascorso con lei ore serene e piacevoli. La madre amava particolarmente raccogliere i frutti spontanei, che il bosco offriva, e aveva cominciato ad insegnargli a riconoscere i diversi tipi di alberi e a non aver paura degli animali che vi abitavano. Purtroppo lei lo aveva lasciato troppo presto e da allora Giovanni, chiuso nella sua sofferenza, aveva smesso di vedere la bellezza di ciò che lo circondava. Quel giorno, dopo tanto tempo, fu come se vedesse la realtà per la prima volta e si ricordò di quando, in una delle ultime passeggiate insieme, la madre gli aveva detto che avrebbe voluto che quel luogo restasse così bello per sempre. In quel momento Giovanni pensò a come fino ad allora aveva gravemente danneggiato l’ambiente e si rese conto che in tal modo aveva peggiorato le vite degli abitanti di quel luogo, ma la persona per cui provò più dispiacere era la madre. Sperava che dall’alto lei non lo vedesse così cambiato, perché sapeva che ne avrebbe sofferto. Passarono i mesi e nel frattempo la vita del piccolo Giovanni rea cambiata, infatti era diventato modesto, semplice, gentile e soprattutto rispettoso nei confronti della natura. Un mattino, decise di rivedere quella che per lui era una radura incantata e si accorse che alcuni operai stavano eseguendo dei lavori. Arrabbiato chiese spiegazioni, ricevendo come risposta la notizia che l’area occupata dalla foresta sarebbe diventata il parcheggio di un centro commerciale. Scioccato, convinse i suoi amici ad aiutarlo e organizzò una manifestazione di protesta, coinvolgendo tutti gli abitanti del quartiere per difendere il bosco. Chi conosceva il ragazzino rimase a bocca aperta, considerando il suo passato, tutti comunque accettarono volentieri la proposta, aiutarono a scrivere i cartelloni e a fare partecipare sempre più persone alla sua iniziativa. Dopo grandi discussioni, il dodicenne riuscì finalmente a far spostare i lavori; l’amministrazione, infatti, individuò un’altra area perfetta per il parcheggio, un albergo abbandonato. Così tutti ottennero il risultato desiderato: la foresta era salva, ma anche i nuovi posti di lavoro, che si sarebbero creati con il centro commerciale! Anzi la presenza di un ambiente naturale vicino alla città avrebbe richiamato un numero maggiore di visitatori. L’atteggiamento di Giovanni sarebbe da prendere come esempio, infatti se tutti amassimo la natura come lui, impareremmo a riconoscere e a difendere la bellezza di ciò che ci circonda. IN questo modo ci guadagnerebbe non solo la salute del pianeta, ma anche la qualità della nostra vita.

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Currarino Lorenzo CLASSE II B - I.C. DI LEVANTO - SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO - LEVANTO (SP)

VITA AVVENTUROSA DI UN SACCHETTO DI PLASTICA

Una volta ero un sacchetto di plastica . Mi hanno fabbricato in Europa nel 2005 ma poi ho deciso di fare una lunga vacanza… Tutto è iniziato quando Roger mi ha preso al supermercato. Roger era un padrone coi fiocchi: alto, capelli castani, occhi azzurri e un carattere allegro. Andavo d’accordo con lui, ero sempre al suo servizio, finché a un certo punto ha deciso di buttarmi via e così sono finito nelle acque del mare e arrivato in un’isola deserta vicino all’India: era un paradiso ma io avrei preferito tornare a casa. Un giorno ci fu un maremoto talmente forte che mi spinse nell’oceano Pacifico dove fui inghiottito da una balena che mi aveva scambiato per una medusa. Ero dentro la sua bocca e pensavo a come uscirne. Quando la balena sbadigliò io potei fuggire, arrivai fino all’Oceano Atlantico grazie al vento e alle correnti del mare. Navigai ancora sino alle coste del Portogallo. Sulle spiagge di questo bel paese mi ha ritrovato un altro bambino che mi ha raccolto e gettato nei cassonetti della plastica. In quel cassonetto ho trovato dei sacchetti della mia stessa famiglia, tutti tipi molto simpatici. Ci hanno prelevato e portato in un eco-centro dove ci hanno riciclato ed ora vivo insieme a loro una nuova vita: siamo diventati una magnifica felpa di “pile”, calda e confortevole!

Turi Paola CLASSE II C - I.C. DI ACQUARICA DEL CAPO - SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO - ACQUARICA DEL CAPO (LE)

L’UOMO E L’AMBIENTE: UN ACCOPPIAMENTO IMPORTANTE PER LA SOPRAVVIVENZA DEL PIANETA!

Un problema di cui l’ umanità si è resa conto purtroppo, solo da poco tempo è il consumo dell’ ambiente, che mette a rischio la sopravvivenza della nostra virtù su questo pianeta, che a poco a poco stiamo rendendo invisibile. In questi ultimi 2 secoli però l’intervento dell’uomo si è fatto consistente, cioè l’uomo prevale sempre di più sull’ambiente. Anche da un punto di vista visivo ci rendiamo conto che il nostro pianeta è costituito più di cemento che di ‘verde’ e gli ultimi anni sono stati atroci per quanto riguarda i disastri ambientali. Ormai in qualunque luogo e in qualunque tempo tutto si butta per terra: una semplice carta di caramella o di un panino, una sola lattina vuota gettata per terra può causare ‘Gravi’ danni all’ambiente. E’ da tanto tempo che l’uomo ha sempre sfruttato tutto, però siamo consapevoli che ognuno di noi, nel suo piccolo, potrebbe contribuire alla salvaguardia dell’ambiente solo rispettando quelle regole che, secondo me, potrebbero essere le seguenti: • Raccolta differenziata per non disperdere rifiuti soprattutto quelli tossici e nocivi • Evitare gli sprechi (acqua, detersivi etc..) • Utilizzare fonti energetiche Con queste pochissime regole si potrebbe sperare in un mondo migliore. Secondo me non tutti sanno cosa significhi la parola ambiente. Per me è natura, organismo vivente che ci ospita.

Criniti Alessandra CLASSE II A - I.C. “RICCARDO RUBRICHI” - SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO - UGGIANO LA CHIESA (LE)

GLI INTREPIDI CINQUE

In fondo alle acque cristalline dei Caraibi viveva un gruppo di amici pesci, intrepidi e decisi avventurieri, pronti a sconfiggere la furia nera e a impedire ad essa di rovinare i mari. I tre amici erano: Limon, il pesce palla molto pigro e dormiglione; Josh, il pesciolino rosso frizzante e vivace; Baba, il pesce pagliaccio sempre spiritoso e curioso. Forse avrete capito chi è la furia nera, tanto odiata dal mondo marino, è il petrolio, che inquina la natura e i mari. In una 220


giornata da canicola, nel mare dei Caraibi, tutti gli abitanti del mondo marino erano indaffarati, scattavano da una parte all’altra nervosi per l’arrivo, tra pochi giorni, della petroliera Petrolboat. Josh, Limon e Baba erano intenti a preparare un piano per bloccare la grossa nave. Salirono in superficie per controllare se la petroliera era già comparsa all’orizzonte, ma di essa, ancora, non c’era traccia. Proprio in quel momento spuntò dall’alto il pellicano Backy che spaventò i tre. Il volatile chiese ai pesci se avessero raggiunto il loro obiettivo, cioè attaccare il mostro che avrebbe di lì a poco seminato morte e desolazione nel loro habitat, i ‘’Magnifici Tre’’ risposero che tra poco avrebbero compiuto il loro gesto più eroico, ma servivano alleati e collaboratori amanti del mare. A questo punto il pellicano offrì il suo contributo; tutti furono molto contenti, scesero in fondo e presero il piano per condividerlo con Backy. L’approvazione fu unanime, all’alba del giorno avrebbero assaltato e bloccato la Petrolboat; era rimasto solo un altro inquilino da avvisare, la balena Palù. Scesero nei fondali per cercarla; quando la trovarono la informarono del loro piano chiedendo il suo appoggio. Essa rispose affermativamente cacciando dallo sfiatatoio un po’ d’acqua, era davvero contenta di poter salvare il suo mare! Arrivò la sera, nei fondali, i tre amici e Palù discutevano e modificavano il piano e ogni tanto salivano in superficie per accertarsi della presenza di Backy. Nella tarda notte il superpiano era pronto, ed eccolo qua: Palù doveva bloccare la nave mettendosi davanti e saltando freneticamente fuori dall’acqua, mentre Backy, Baba, Josh e Limon squarciavano la petroliera beccandola e addentandola. Il comandante pensando che ci fosse un guasto alla nave, spaventato si sarebbe allontanato a ‘’motori levati’’! Andò proprio così e il risultato fu quello sperato dai cinque amici. Erano felicissimi, saltavano per la gioia, avevano compiuto un atto da eroi e avevano salvato il loro adorato mare dallo scarico del petrolio. Raccontarono a tutti la loro bellissima impresa; ad un tratto nell’acqua si sollevò un vortice e salì in superficie il re Poseidone, che, venuto a conoscenza dell’opera compiuta dagli amici, decise di premiarli con una medaglia d’oro per aver salvato il mondo marino. I cinque si fecero mettere al collo la medaglia entusiasti, erano superfelici! Ora in tutto il mondo, ogni anno, in onore dei cinque eroi si svolgono le Olimpiadi dell’Ambiente!

Nuzzo Martina CLASSE I B - SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO “M. FERRAJOLO” - ACERRA (NA)

IL LAGO MAGICO

C’era una volta un piccolo coniglietto che abitava in un bosco desolato e abbandonato, che si chiamava Bil. Bil aveva una sorella e due fratelli più grandi. Una sera, prima che Bil andasse a dormire, la mamma gli lesse una bellissima storia, che parlava di un lago magico che poteva esaudire ogni desiderio, anche il più sciocco, si diceva in giro che si trovasse proprio da quelle parti, ma forse era solo una leggenda…. Un giorno Bil volle però provare a cercare il lago per far diventare il bosco un posto bellissimo. Quindi andò dal più vecchio e saggio del paese: il vecchio gufo. Dopo un po’ tornò a casa, il gufo gli aveva dato una mappa sulla quale c’ erano tutte le tappe per raggiungere il lago. Il giorno dopo, all’insaputa della mamma, partì e subito si trovò a dover affrontare la prima prova, consisteva nell’attraversare la parete paurosa del bosco che era pieno di alberi ossuti e morenti tutto perché quello che una volta risplendeva rigoglioso e florido era stato inquinato e distrutto dall’uomo. Bil si tirò un attimo indietro, esitò a lungo, pensò però che lo doveva fare per la sua famiglia e per tutti gli abitanti del bosco, quindi con coraggio e audacia si incamminò verso quella strana avventura. Nel frattempo la mamma era preoccupata e chiese al grande gufo dov’era Bil, rispose che si era incamminato per trovare il leggendario lago magico. La mamma si mise a piangere perché pensava che in fondo era un 221


cucciolo indifeso, ma in realtà non era così, infatti mentre la mamma si stava preoccupando, Bil aveva già superato il bosco della paura e si stava avviando verso la tappa successiva. Arrivò così davanti ad uno strano signore che lo guardava in cagnesco e che sembrava lo volesse far tornare indietro, ma in realtà gli donò una piccola spada che lo avrebbe aiutato nell’ultima prova. Lo salutò e arrivò davanti ad un altro bosco, molto spinoso, era la penultima prova. Bil pensò subito che non ce l’ avrebbe fatta, poi ricordò di aver portato con sé un piccolo taglierino. Lo prese e iniziò a tagliare tutte le spine. Arrivato alla fine, si incamminò verso la strada dell’ultima prova. Era giunto il momento , infatti Bil si trovò di fronte ad un gigante e dietro di li c’era il famoso lago. Il gigante non poteva farlo passare e quindi si arrabbiò molto, ma Bil era tenace e determinato. Impugnò la spada e iniziò, con molta paura, a combattere con il gigante. Il gigante era forte e insisteva perché lui non passasse, ma Bil era così convinto di sconfiggerlo che gli diede un colpo talmente forte da annientarlo definitivamente. Bil fu felicissimo. Subito si avvicinò al lago ed espresse il suo desiderio. Tornò a casa, abbracciò forte la mamma e vide che il bosco era diventato bellissimo e per quello che aveva fatto fu ringraziato da tutti gli abitanti del bosco. Così scoprirono che il lago non era una leggenda e da allora vissero per sempre felici e contenti!

Currarino Yuri CLASSE II B - I.C. DI LEVANTO - SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO - LEVANTO (SP)

LA STORIA DI UNA PICCOLA BOTTIGLIA

Me ne stavo tranquilla nel mio distributore di bibite fresche su una bellissima nave da crociera quando una bambina, assieme a suo padre, prese me e un’altra bottiglietta. Quando ebbero finito di dissetarsi, a quel “genio” del padre, venne una brillante idea: “Facciamo un gioco! - disse alla figlia - Vediamo chi la lancia più lontano“ Naturalmente, sentendo la parola gioco, la bambina accettò con gioia. Fui gettata in acqua ed iniziai il mio viaggio, durato mesi e mesi finché non mi arenai su una spiaggia. Mi guardai intorno e mi accorsi di non essere sola: con me c’erano altre bottiglie abbandonate, numerosi sacchetti di plastica e pesci morti a causa dell’inquinamento. La mattina seguente, all’alba, vidi arrivare moltissimi giovani con enormi sacchi, ripulirono tutta la spiaggia dividendo tutto ciò che raccoglievano in mucchi di carta, plastica, vetro e organico. Adesso quella spiaggia ha proprio un altro aspetto! Di sicuro, se le persone fossero più rispettose verso l’ambiente, avremmo un futuro migliore ma se lo vogliamo davvero dobbiamo darci da fare tutti, adulti e bambini.

Cuciti Sabrina, De Matteo Michela, Maimone Marina, Maiorana Federica CLASSE I F - I.C. DI MILAZZO - MILAZZO (ME)

OPERAZIONE NATURA

Finalmente arrivò il giorno della laurea di Lisa, universitaria di venticinque anni, che coronò il suo sogno di diventare naturalista per contribuire alla salvaguardia del nostro pianeta dall’uomo che ritiene la Terra di sua proprietà e non un bene di tutti gli esseri viventi, da proteggere. Quello fu, infatti, per Lisa il giorno più bello della sua vita e anche l’inizio della sua stupenda missione! Un mese dopo, il Comune di Milazzo e quello di Barcellona organizzarono uno splendido picnic nel parco antistante l’incantevole Castello arroccato a precipizio sul mare turchese. Gli abitanti di Milazzo erano, però, irresponsabili e non 222


rispettavano il proprio ambiente. Lisa voleva con tutta se stessa convincerli a salvaguardare la natura, così decise di predisporre un convegno nel corso del quale avrebbe illustrato quali fossero i danni provocati dalla inosservanza delle regole a tutela del territorio. I cittadini di Milazzo non erano persuasi del tutto, ma Lisa promise loro che se fossero diventati più “gentili” nei confronti della natura, li avrebbe premiati con grandi quantità di agrumi (arance, limoni, mandarini…) non trattati, una immensa fonte di benessere per la salute dell’uomo. Arrivato il giorno della scampagnata, la famiglia Rossi di Milazzo e la famiglia Bianchi di Barcellona si sedettero vicini sull’erba del prato che profumava di fiori appena sbocciati a nuova vita. I componenti della famiglia Rossi, stranamente, forse memori di quanto aveva loro detto Lisa nel convegno, non buttarono né carta né plastica sul prato, mentre la famiglia Bianchi lasciò i rifiuti del loro picnic sparsi per il parco. Lisa si accorse del comportamento inadeguato dei barcellonesi i quali non avevano rispettato l’ambiente che così generosamente li aveva accolti, donando loro aria pulita e profumi di inestimabile valore, pertanto decise che si sarebbe recata a Barcellona. Una domenica giunse a casa della famiglia Bianchi: il giardino che la circondava era pieno di immondizie di ogni genere, tanto che non vi era né un filo di erba né un albero o un fiore ad allietare la famiglia! Maria, la madre di Lisa, invitò i Bianchi a fare una passeggiata, mentre sua figlia liberava, con l’aiuto di alcuni volontari, il giardino dai rifiuti. Quando la famiglia ritornò a casa, si accorse che era tutto pulito, non una carta, non un piatto di plastica per terra! Da quel giorno i Bianchi capirono che tutelare tutto ciò che ci sta attorno fa vivere meglio, dalla propria casa al parco, dalla città agli animali, all’aria che respiriamo… A questo punto Lisa disse:“Rispettare l’ambiente è molto importante per la vita presente e soprattutto per quella futura, per la vita dell’uomo e degli animali, ma anche per le piante che se scomparissero, il Mondo non avrebbe più motivo di esistere. Alla fine tutti gli abitanti di Milazzo e di Barcellona si impegnarono a salvaguardare l’ambiente poiché ciò significa rispettare se stessi, il proprio presente e il domani delle generazioni future.

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Calabrese Marika CLASSE I A - I.C. DI ACQUARICA DEL CAPO - SCUOLA SECONDARIA DI I째 GRADO - ACQUARICA DEL CAPO (LE)

TUTTI AL COMUNE!

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Arcucci Maria Cristina CLASSE II C - I.C. DI S. MARTINO SICCOMARIO - S. MARTINO SICCOMARIO (PV)

VIAGGIO A SICHUAN

18 settembre I santuari del Panda Gigante sono delle aree protette che si trovano nella parte meridionale della città cinese di Sichuan. Oggi sono partita diretta proprio alla volta di uno di questi parchi per visitarlo. Tutte le zone si dividono in sette riserve naturali e in nove parchi naturali, sui monti Qinghai e Jiajin. Vi sono moltissime piante diverse, ed è per questo che è uno dei luoghi con la maggiore biodiversità del mondo per quanto riguarda la vegetazione. Il paesaggio naturale comprende cime innevate, numerose cascate, boschi, ruscelli e laghi come il Lago del Panda, il Lago dei Cinque Fiori, il Lago dello Specchio, il Lago del Drago Dormiente. L’altitudine varia tra circa 2000 e 4700 metri sul livello del mare. Conta più di centoquaranta specie di uccelli e numerose specie minacciate di piante e animali. Vi sono inoltre numerose foreste di latifoglie sparse sugli altopiani. - Alcuni degli abitanti più caratteristici di questo parco - mi dice Ling, una naturalista del posto - possono essere il leopardo delle nevi, il leopardo nebuloso, il panda minore e il panda gigante. Quest’ultimo, in particolare, è stato salvato in quanto si nutre di uova di animali, insetti e carogne ma soprattutto di bambù che, purtroppo, gli sono venuti a mancare anche per via dell’intervento umano che ha attuato processi di degrado e di deforestazione. Inoltre il tasso di natività dei panda è molto basso sia in natura che in cattività. All’improvviso sentiamo un verso, quasi un lamento, provenire da dietro un cespuglio non molto lontano da noi. Vi troviamo un piccolo batuffolo nero e bianco con una zampetta incastrata tra un grosso sasso e un ramo d’albero caduto: - Poverino, deve essere stato lasciato indietro dalla madre, che sicuramente aveva un altro cucciolo a cui badare - dice Ling - la femmina del panda se partorisce due gemelli non riuscendo a occuparsi di entrambi ne sceglie uno solo. Così lo liberiamo e lo portiamo da un esperto per farlo medicare. Il veterinario comincia a occuparsi di lui: prima gli cura la zampa, poi cerca di farlo mangiare con un piccolo biberon pieno di latte. Quindi lo lasciamo nelle mani del veterinario e riprendiamo il giro del parco. Questa volta scorgiamo una sorta di felino non molto grande arrampicato su un albero: usa la coda come bilanciere. - Questo è un leopardo nebuloso - spiega Ling - è un eccellente arrampicatore; la combinazione di zampe corte e flessibili, grandi piante e artigli affilati lo rende in grado di muoversi agilmente sugli alberi. La coda, che può essere lunga quanto il corpo, costituisce un ulteriore aiuto nel bilanciamento. Mentre continuavamo a osservare la ricca e meravigliosa vegetazione e questi animali stupendi, il sole comincia a tramontare ed è ora che il parco chiuda. Così ringrazio Ling della sua disponibilità e vado via ripensando a tutte le affascinanti esperienze vissute in questa giornata.

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Pizzolante Francesca CLASSE I A - I.C. DI ACQUARICA DEL CAPO - SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO - ACQUARICA DEL CAPO (LE)

LO SAI TU PERCHE’?

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Romano Veronica CLASSE II B - I.C. DI LEVANTO - SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO - LEVANTO (SP)

NEL REGNO DI PLASTICONIA

C’era una volta un vecchio sacchetto di plastica che governava con saggezza il suo regno: il regno di Plasticonia. Egli aveva due figli: Bio e Logico. Logico era molto molto cattivo ed era il più grande e solo alla completa degradazione del padre sarebbe asceso al trono. Bio, invece, era una povera vittima del fratello: doveva eseguire tutti i suoi ordini e subire le sue malefatte, senza poter dire niente al padre. Un giorno Bio incontrò Bottigliett, sovrana del regno del vetro, il regno arcinemico. Anni e anni dopo, il vecchio sovrano si degradò e salì al trono Logico, il figlio maggiore. Bio soffriva come tutti i sudditi, essi, infatti, non avevano le loro abitazioni nei cassonetti ma erano sparsi per mare e spiaggia. Tutto ciò successe in circa un mese, sotto il regno di Logico. Erano disperati e non si poteva più andare avanti. Intanto Bio continuava a vedere Bottigliett ed insieme arrivarono ad una soluzione: scacciare il nuovo re e riportare l’ordine. Convinsero tutto il popolo a protestare contro il sovrano ed un bel giorno lo fecero in mille pezzettini, lo chiusero in un sacco e lo trasformarono in una innocua imbottitura. A quel punto l’erede legittimo era Bio, che si sposò con la bella Bottigliett ed ancora oggi sta combattendo per riportare ordine e pulizia nel mare e nella spiaggia.

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Jessica Cricelli e Marika Di Crescenzo CLASSE III B - SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO I.C. “VAL VARATELLA” - BORGHETTO S. SPIRITO (SV)

LAILA E LA FORESTA SEMPREVERDE

Ormai da molto tempo , l’ inquinamento si è diffuso in tutte le foreste, sterminandole e rendendole un paesaggio poco pulito. La foresta Sempreverde ancora oggi, è l’ unica non ancora sterminata dall’ inquinamento... Un pomeriggio Laila, una fiorista di 23 anni, tornando a casa, sentì un rumore e vide una farfalla sbattere contro la finestra, nel tentativo di entrare in casa; Laila avendo una passione per gli animali, aprì la finestra e fece entrare la farfalla mentre la osservava svolazzare disse: “Aspetta! Ma cos’hai qui !?”. Laila vide un biglietto attaccato alla zampetta della farfalla, lo prese e lesse: “Aiutaci !”. Laila, sorpresa, pensò che quel biglietto non avesse alcuna importanza. Passarono alcuni giorni e Laila vedeva la farfalla sempre appoggiata sui fiori vicino alla finestra; uscì di casa e vide la farfalla venirle incontro, Laila incuriosita seguì la farfalla lungo un sentiero che portava alla foresta Sempreverde. Pian piano lungo il cammino si aggiungevano sempre più farfalle, formando una scia colorata che conduceva al cuore della foresta. Quando Laila arrivò le farfalle svanirono nel nulla, e si stupì per il gruppo di animali che si era riunito intorno a lei. Gli animali lentamente si avvicinarono a Laila facendole capire che doveva seguirli ancora per un piccolo tratto, gli animali la portarono in una specie di stazione aerea, soltanto che al posto degli aerei c’erano moltissimi fenicotteri; Laila sorpresa disse: “Cosa? Io dovrei salire sopra uno di questi fenicotteri !?”. Facendosi convincere dagli animali salì su un fenticottero che la portò a vedere dall’alto le foreste distrutte dall’inquinamento, quella dove ormai la natura era morta veniva chiamata la foresta di Muffonia. Laila tornata alla foresta Sempreverde cominciò a capire che quel biglietto aveva un significato importante. Poco dopo Laila scoprì che gli animali sapevano parlare...! Stupita chiede loro: “Allora ditemi come posso aiutarvi”. Gli animali le spiegarono: “Se tu non ci aiuti noi moriremo per colpa dell’inquinamento!”. Laila determinata rispose: “So già cosa fare, andrò dal sindaco per prendere provvedimenti”. Arrivò dal sindaco e disse: “Quasi tutte le foreste sono inquinate, trovi una soluzione”. Il sindaco infastidito la cacciò via e, disse: “Non mi importa della natura, ma soltanto della civiltà moderna !”. A questo punto Laila, arrabbiata, ma decisa si consultò con dei naturalisti e li convinse ad aiutarla in questa impresa. Passarono i giorni e l’inquinamento si avvicinava sempre più alla foresta... A Laila venne in mente un’idea: costruire con l’aiuto dei naturalisti, dei robot a energia solare, che avrebbero pulito l’ambiente senza mai stancarsi. Pochi giorni dopo, Laila si riunì con i naturalisti per costruire i robot con dei materiali riciclati. Dopo alcuni giorni di duro lavoro i robot furono pronti per ripulire la foresta; nel frattempo l’inquinamento aveva già contaminato un quarto della foresta Sempreverde, quindi si preparò la battaglia... Giunto il momento, i fenicotteri che sorvegliavano il cielo avvisarono gli animali urlando preoccupati: “L’inquinamento è arrivato, l’inquinamento è arrivato, preparatevi !!!”. L’inquinamento, che era composto da lattine di alluminio, scendeva dal cielo con dei sacchetti di plastica, mentre a terra le lattine arrivavano con delle bombolette che emanavano gas e fumo. Laila e il suo esercito di robot, naturalisti, animali e alberi, difendevano la foresta con molta difficoltà, ma grazie ai robot fornite di pale per raccogliere più immondizia possibile, riuscirono a vincere. In seguito, Laila moltiplicò i robot e con il loro aiuto riuscì a far tornare le foreste al loro splendore, e cominciarono a ritornare gli animali che erano fuggiti. Dopo questa impresa faticosa gli animali furono grati ai naturalisti, ma soprattutto a Laila che 228


diventò sindaco, punendo quello precedente, mandandolo a pulire le strade... La foresta Sempreverde diventò la più bella di tutte, che accolse molti animali e fu molto visitata da turisti di tutto il mondo. Laila fece a capire a tutti i cittadini e a noi che l’uomo può essere distruttivo, ma se vuole può fare azioni benefiche per l’ambiente e di conseguenza per l’umanità!

Gazzano Pietro, Tallone Daniele CLASSE I A - SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO - TOIRANO (SV)

IL MOSTRO DI SPAZZATURA

Siamo nel 2012 e gli uomini continuano ad inquinare foreste, mari e aria. Madre Natura stanca di essere rovinata, decide di lanciare un incantesimo sull’immondizia, che si trasforma in un mostro. Questa creatura inizia a distruggere le città. Giacomo, Luca e Francesco, ragazzi che sono associati al WWF, sanno della catastrofe e iniziano a riciclare la spazzatura, ma purtroppo nessuno vuole aiutarli. A questo punto decidono di partire per andare a trovare Madre Natura per convincerla ad annullare l’incantesimo. Dopo nove giorni di viaggio la raggiungono. Madre Natura li mette alla prova e li fa capitare in un luogo desertico, dove c’è solo una pianta secca. Luca le dà la poca acqua che gli era rimasta, questa pianta, era però magica e dona ai ragazzi l’antidoto per distruggere il mostro. Quando tornano nella loro città, la trovano tutta distrutta, allora partono subito alla ricerca del mostro per distruggerlo. Una volta trovato decidono di lanciargli l’antidoto con una fionda e il mostro viene così abbattuto. La gente della città liberata dal mostro, finalmente aiuta i ragazzi a riciclare i rifiuti, e dopo quattro mesi, grazie al riciclaggio, il mondo viene ricostruito in un modo migliore.

Civilla Michele CLASSE I C - I.C. DI ACQUARICA DEL CAPO - SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO - ACQUARICA DEL CAPO (LE)

LA VACANZA DEI DUE AIRONI

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Defilippi Cristina CLASSE II B - I.C. DI LEVANTO - SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO - LEVANTO (SP)

TINO, L’EX SACCHETTINO

Mi presento: sono Tino ex-sacchettino. La mia vita è iniziata in una fabbrica di plastica, da cui sono uscito con la scritta “CONAD” stampata sulla pancia. Mi hanno mandato in un supermercato e, mentre ero in attesa, parlavo con gli altri sacchetti: uno nella sua vita precedente era stato una bottiglia, un altro veniva dalla Germania, uno dalla Francia. Ah!.... Come mi sarebbe piaciuto visitare quei posti! Sentii all’improvviso qualcuno che mi afferrava e diceva: ”Sono tredici euro e ottanta”. Mi riempì con pane, shampoo e merendine finché una grassa signora mi afferrò per le orecchie e mi appoggiò in un carrello insieme ad almeno altri dieci miei amici. Mi addormentai ma, al mio risveglio, la signora stava gridando: ”Idasa, Icose!?! La merenda!...” Arrivarono due ragazzini magrissimi in tute da judo, infatti praticavano le arti marziali, ma a vederli sembravano piuttosto due incapaci. I ragazzi fecero merenda e poi, come dei veri sciocchi, mi scaraventarono fuori dalla finestra. C’era tanto vento, fui spinto di qua e di là, fino a che non mi ritrovai aggrappato per un orecchio a un’ altissima torre di ferro da cui si vedeva una gigantesca cattedrale. Dove potevo essere finito? Poco dopo lo scoprii sentendo qualcuno dire: ”Ah! La France! Emm… c’est… un sacchetto?!?”. Ero arrivato a Parigi e dopo due minuti fui liberato ma, non capisco perché, non mi gettarono nel bidone della plastica. Ancora vento, tanto vento ed arrivai in Germania dove fui raccolto e riciclato, ora sono Tino il microfono. Fui consegnato al presentatore del torneo mondiale di arti marziali, dove mi divertii davvero tanto, soprattutto nella sezione “Under 15”: uno spettacolo da non perdere Idasa e Icose ultimi…. e la reazione isterica della cicciona. Questa è la mia avventura.

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D’amico Alessandro CLASSE CLASSE I C - I.C. DI ACQUARICA DEL CAPO - SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO - ACQUARICA DEL CAPO (LE)

RISPETTIAMO L’AMBIENTE

Magari potessimo con un sol colpo di spugna intervenire sugli errori altrui…e salvare l’ambiente che ci circonda. E’ un dovere che appartiene a ciascuno di noi che siamo i custodi di un dono “prezioso” di cui non possiamo impossessarcene: il mondo.

Mari Beatrice Maria Luce CLASSE II T - SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO “VIA PASCOLI” - CESENA (FC)

ERICA, IL “CUORE PURO” E GLI AMICI DEL PARCO

Martina la Salamandrina, viveva nel parco di Borghetto Santo Spirito. Un giorno la piccola Erica, mentre passeggiava spensierata per i sentieri del parco alla ricerca di qualche strano animaletto da fotografare, incontrò la bestiola che si aggirava smarrita nei dintorni dello stagno. “Ciao!” esclamò Erica “Cosa ci fai qui?” aggiunse con un tono di dolce rimprovero “non lo sai che è pericoloso allontanarsi dal proprio habitat? Rischi che Pellegrino, il Falco, cali in picchiata e soddisfi con te il suo languorino di mezzogiorno!” “Hai ragione” gemette la salamandrina “ma, vedi, ho smarrito i miei occhiali e non ritrovo più la strada di casa… non per niente mi chiamano la Salamandra dagli occhiali!”. Erica le sorrise dicendole: “Non ti preoccupare Martina, ci faremo aiutare da Ota la Trota dello stagno… vedrai che lei troverà una soluzione”. Ota, che nuotava proprio sotto il pelo dell’acqua alla ricerca di piccole larve, udì la conversazione. Venne a galla. “Salve ragazze!” esclamò “ho sentito la vostra conversazione e penso di potervi proprio aiutare! Ho visto Diana la Rana che si nascondeva sotto ad un sasso perché Biancone volteggiava nel cielo… è mezzogiorno anche per lui! Se tu la aiuterai, lei ti sarà riconoscente e potrà indicarti una soluzione al tuo problema… si sa, le rane sono magiche!” Erica sorrise ancora una volta. Già le sembrava strano poter chiacchierare con gli animali del Parco… pensare poi al fatto che possedessero dei poteri magici le pareva proprio inverosimile. Tuttavia decise, per una volta, di seguire il suo cuore. Prese dolcemente in mano la minuscola Diana sussurrandole: “Non temere, piccolina mia, ti riporterò nello stagno: Biancone si è messo in posa sul campanile della Chiesa per farsi fotografare dai turisti, anche Martina può stare tranquilla… bhè, più o meno, perché ha perso gli occhiali ed essendo una Salamandra dagli occhiali, senza non vede più nulla…”. Diana, ancora tremante di paura, ma già rincuorata, esclamò: “Grazie piccola e dolce Erica, nulla è impossibile ad un “cuore puro” e buono, come quello di un bambino! Per dimostrarti la mia riconoscenza e quella degli animali del Parco, voglio renderti il favore e poiché ho capito che aiutare gli altri e soprattutto i “diversi” siano essi bio-diversi o diversamente abili come Martina la salamandrina, ti dirò dove sono finiti i suoi occhiali… Rosalia, la vanitosa, quella con le lunghe antenne, li ha trovati e da due giorni si aggira per il Parco sculettando come una modella con gli occhiali sulla testa… non è cattiva, ma solo un po’ eccentrica…. La puoi trovare all’ombra di quei faggi laggiù”. Erica era confusa: prima gli animali che parlano, poi i poteri magici, infine la vanità… “Vabbè” pensò tra sé “nulla è impossibile per un cuore puro… bella questa frase, me la ricorderò, voglio farne il mio motto…ora ci provo… eccola lì…Ciao Rosalia, che bella giornata, vero? Ti trovo in splendida forma, e poi… come sei elegante! Quest’anno le righe vanno di moda! Solo… bè pensavo… quei cosi che hai sulla testa… non ti donano un granché, non sono adatti al tuo stile… sai, ognuno di noi ha le sue caratteristiche e deve essere se stesso… io penso che potresti restituire gli occhiali (si chiamano così, lo sapevi?) a Martina la salamandrina, che senza è perduta…”. Rosalia che era sì vanitosa, ma non cattiva (tutti gli animali hanno un “cuore puro” e quando agiscono, agiscono per istinto e necessità di sopravvivenza, anche se agli esseri umani alcune azioni possono sembrare crudeli) accettò di buon grado la proposta e così Martina tornò a vederci, Rosalia fu felice di aver fatto una buona azione, Ota si sentì fiera del consiglio fornito, Diana poté riconquistare lo stagno incolume. Pellegrino e Biancone per quel giorno soddisfecero la loro acquolina con delle leccornie lanciate dai turisti a caccia di… scatti fotografici e… Erica 231


bé la piccina si risvegliò più allegra del solito… sogno o non sogno aveva capito un messaggio importante: la solidarietà e l’amicizia, uniti al rispetto ed all’amore per la natura regalano belle emozioni a tutti i “cuori puri” che sanno ascoltarle. Dal canto loro gli animali del Parco si riunirono in Assemblea e decisero di intitolare alla piccola Erica l’ultima nata: una pianticella selvatica e tenace dai fiorellini viola e sempreverde proprio come i “cuori puri”!

Galladini Emanuele CLASSE II B - I.C. DI LEVANTO - SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO - LEVANTO (SP)

UN RIFIUTO SENZA FUTURO

Sono un sacchetto di plastica, prodotto in una modernissima fabbrica, sono qua, steso su un comune marciapiede, ogni giorno vengo calpestato centinaia di volte, piccolo pezzo di un infinito agglomerato di rifiuti inquinanti. Potevo essere riutilizzato, certo, ma colui che mi ha preso non ci ha pensato due volte: appena mi ha svuotato di ciò di cui mi aveva riempito, mi ha buttato per terra, alla prima occasione. Furtivo come un ladro ha lasciato la presa e io sono caduto qua, su questo marciapiede. Dove prima cadevano foglie di colori variopinti, adesso ci sono io, accusato di vituperare la natura e mi prendo la colpa delle azioni altrui. Ma la verità è che il colpevole è colui che mi ha abbandonato, è lui la causa di questo degrado. Ecco laggiù una lattina di Coca-cola lasciata lì da chissà quale maleducato giovanotto, e anche là, un fazzoletto di carta volteggia, probabilmente usato durante un pic-nic nel parco qui accanto. Oh! Una folata di vento! Ecco che mi alzo in volo. Chissà dove mi poserò adesso? Su una spiaggia? O forse nel giardinetto di un quartiere residenziale? Il vento si è calmato, adesso precipito volteggiando come se fossi una farfalla. Purtroppo no, niente giardinetto e niente spiaggia, solo una maledettissima strada, gli esseri umani vanno su e giù per le vie del centro e le macchine rombano investendomi più e più volte. Io invece rimarrò qua, nessuno mi guarda, nessuno mi considera, nessuno che mi raccolga e mi ricicli, tutta colpa di un incosciente che contribuisce a rovinare il futuro del pianeta Terra.

Magri Denise, Krasniqi Erlinda CLASSE I A - SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO - TOIRANO (SV)

A COME AMBIENTE

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Raffaella Zito CLASSE I B - SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO “MICHELE FERRAJOLO” - ACERRA (NA)

LA BOTTIGLIA DI GIUSY

Giusy era una bambina molto crudele soprattutto verso la natura: se ne andava in giro per i boschi e per le strade con le sue amiche, approfittandone per sporcare l’ambiente e se sentiva qualche notizia che riguardava danni all’ambiente il più delle volte se ne compiaceva. Il peggio era che i suoi genitori rimanevano del tutto indifferenti ai danni procurati dalla figlia al piccolo mondo che la circondava. All’insaputa di tutti, gli oggetti riciclabili abbandonati nella discarica, quella notte avrebbero dato il via ad un piano molto meditato: far visita alle persone della città che rispettavano poco l’ambiente. Una delle prime persone a cui far visita naturalmente sarebbe stata Giusy. Quella notte, trasportata da un uccellino, la bottiglia di coca cola volò alla casa che era stata destinata essere la prima tappa. L’uccellino posò fuori la porta della camera di Giusy la bottiglia e lei, ancora sveglia, incuriosita, andò a vedere di cosa si trattava: subito la lattina parlò: “Giusy, ma perché sei così cattiva con l’ambiente che ti circonda? Guarda che se tu mi ricicli io inquino di meno!”. Giusy rispose: “Che bisogno c’è di rispettare l’ambiente? Non sono mica affari miei!” La bottiglia di coca cola provò a spiegare che si trattava di un problema che doveva riguardare tutta l’umanità e che anche lei faceva parte dell’ambiente e del mondo intero. Giusy non ne era convinta. “In fondo io non sono un fiore, né uno scoiattolo dei boschi, perché dovrei preoccuparmi se i parchi diventano discariche?” si disse. A quel punto Giusy tornò a letto. Dentro di sé pensava: “E se la bottiglia di coca-cola avesse ragione?” ma poi si vergognò di se stessa e non volle più ripensare alle parole della bottiglia di coca-cola. Con questi pensieri confusi in testa, cadde in un sonno inquieto. Sognò di essere piccolissima, delle dimensioni di un fiore, intorno c’erano rifiuti che somigliavano a torri finchè, ad un certo punto, dalla bottiglia di coca-cola iniziò a sentirsi la stessa voce che le aveva parlato quella sera e nel sogno le chiedeva di differenziare la spazzatura, poi la bottiglia si tramutò in un orribile mostro fiammeggiante, che le ordinava di fare la raccolta differenziata perché altrimenti il mondo sarebbe scomparso nella più nera oscurità. Giusy si svegliò di soprassalto: era già mattina. Da quel momento in poi, si ripromise di diventare una brava bambina, decise di incominciare gettando la bottiglia di coca-cola in uno dei numerosi cassonetti della raccolta differenziata che trovava lungo la strada che lei percorreva con le sue amiche e ci convincere anche queste a migliorare il mondo che le circondava. Anche le altre visite notturne avevano avuto effetti simili, così la città da rumorosa, caotica e sporca com’era, divenne finalmente abitabile perché col tempo tutti capirono la lezione.

Lerici Elena CLASSE II B - I.C. DI LEVANTO - SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO - LEVANTO (SP)

SAMANTHA, BOTTIGLIA DI PLASTICA

Samantha è una bottiglia di plastica. Quando incontrò la famiglia che l’avrebbe “adottata” Samantha era avvolta insieme ad altre bottiglie in una fascia di plastica. L’avevano presa e portata a casa, dove era spesso riempita e svuotata d’acqua. Veniva messa sul tavolo o su un mobiletto dove tutti potevano vederla e ammirarla per la sua incredibile lucentezza. Era felice finché uno dei familiari l’afferrò: “Questa bottiglia è da buttare - disse - è vecchissima!” Samantha andò nel panico:” No! Perché mi buttano via? - pensava - Non voglio fare la fine delle altre, io sono una bottiglia speciale!”. Un brutto e triste giorno la infilarono in una busta nera. Samantha cercava, invano, di gridare e di farsi sentire ma gli altri rifiuti le dissero: “Stai un po’ zitta, non è la fine del mondo, stiamo per partire per un posto fantastico dove vivremo felicissimi e conosceremo tante persone buone che non ci butteranno mai via!” Convinta da queste parole, Samantha pensò allegramente alla sua nuova vita. Insieme ad altri 233


rifiuti uscì da un camion e... Lo spettacolo che vide la inorridì. Era arrivata in un posto orribile, sporco e pieno zeppo di rifiuti ormai molto vecchi; Samantha provò un grande sconforto vedendo la gente povera che, vestita di stracci, frugava tra i rifiuti e viveva tra la sporcizia. Però i bambini sembravano felici di giocare, anche se con una palla fatta anch’essa di rifiuti. “Quanto mi manca la mia casa pulita!” pensò Samantha. E ormai in pieno sconforto si allontanò da quel luogo, solo per non vedere più tutti quei rifiuti che tantissime persone, tra cui anche la sua ‘famiglia’, avevano mandato proprio lì, solo che, per quanto si allontanasse, i rifiuti sembravano non finire mai. Un giorno un acquazzone la colse, non sapendo cosa fare si aggrappò ad un albero mentre un fiume di acqua, fango e rifiuti scorreva sotto di lei. Dopo un tempo che le parve interminabile sentì che stava per cedere. Solo alla fine della pioggia Samantha si addormentò ma restò lì, tra l’ammasso di rifiuti ed essendo di plastica ci resterà sicuramente ancora per molti anni.

Calvi Luca CLASSE II C - I.C. DI S. MARTINO SICCOMARIO - S. MARTINO SICCOMARIO (PV)

SALVIAMO LA TERRA

Dopo tanti anni la Terra, a causa dell’inquinamento era diventata un pianeta invivibile e quindi gli abitanti delle nazioni più ricche decisero di abbandonare il pianeta con navicelle spaziali dirette verso nuovi mondi da colonizzare. Tutti i cittadini più poveri, invece, scelsero di rimanere e lasciare partire solo un membro della loro famiglia. Per molti anni le navicelle partivano ogni settimana. Le nuove generazioni che vivevano nei nuovi mondi si erano, a poco a poco, dimenticate del loro pianeta, e i loro figli addirittura non lo avevano mai visto se non in fotografia. Una famiglia, i Celvin, i cui bambini sentivano la mancanza della Terra più degli altri decisero di ritornare sul pianeta. Scelsero di partire di nascosto, perché i loro custodi si rifiutavano di lasciarli decollare. Costruirono una nave spaziale piccola ma velocissima, così poterono sfuggire al controllo della polizia stellare. Viaggiando tra una pioggia di meteoriti e attraverso una zona oscura, raggiunsero la terra il giorno 11 ottobre 2133. Lo spettacolo era indescrivibile, non c’era più un albero, l’erba era tutta secca e l’aria irrespirabile. I pochi sopravvissuti all’inquinamento erano diventati dei mutanti, metà uomini e metà spazzatura. I bambini che avevano sognato il cielo blu e l’acqua trasparente non si rassegnarono. Con le nuove invenzioni che avevano creato nel laboratorio della scuola spaziale, incominciarono a depurare le acque da tutte le sostanze nocive. Gli alberi grazie a dei nuovi semi spaziali germogliarono e diventarono alti e forti in pochi giorni. I pochi esseri viventi che chiesero aiuto alla famiglia Celvin, grazie all’antidoto spaziale ritornarono ad essere uomini e donne. In pochi mesi la zona dell’atterraggio della famiglia Celvin divenne un verde prato circondato da un bosco ricco di ruscelli. Il presidente della confederazione spaziale, appena seppe della riuscita della missione, perdonò i Celvin e invitò altre famiglie a unirsi a loro allo scopo di ripopolare e salvare la Terra. In pochi anni in migliaia vi tornarono, e ogni famiglia contribuì con il proprio impegno a fare della Terra un pianeta migliore. Oggi, ogni abitante della Terra è responsabile del suolo su cui vive, dell’aria che respira, dell’acqua che consuma, e il rispetto verso ogni essere vivente, insetto o animale che sia, è il primo articolo del codice della Costituzione della Natura, la legge fondamentale del pianeta. In questo modo si può salvare e mantenere sano il nostro pianeta.

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Giardina Federica, La Spada Massimiliano, Pergolizzi Alessia, Lo Monte Federica CLASSE I F - I.C. DI MILAZZO - MILAZZO (ME)

IL PALAZZO VANITOSO

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Monteverde Giulia CLASSE II B - I.C. DI LEVANTO - SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO - LEVANTO (SP)

IL POVERO FLACONE ABBANDONATO

Mi presento, sono un flacone di plastica e sono stato prodotto per contenere del detersivo. La mia storia è iniziata all’interno di una fabbrica, dove mi hanno riempito ed etichettato. Successivamente sono stato trasportato in un grande supermercato insieme a tanti altri contenitori identici a me. Eravamo perfetti, senza neanche un graffio, facevamo davvero un figurone sopra a quello scaffale. Chi passava ci rivolgeva uno sguardo, alcuni ci prendevano in mano, leggevano le nostre etichette e a volte aprivano persino il tappo per annusarci, qualcun altro, a questo punto, ci metteva nel carrello contento della sua scelta. Questo è quello che è capitato a me. Sono stato comprato da una signora la quale, dopo avermi svuotato, invece di ripormi nella pattumiera insieme ad altri oggetti di plastica destinati ad essere riciclati, mi ha dato ai suoi figli per giocare. I due ragazzi mi hanno portato vicino ad un fiume e, dopo avermi riempito d’acqua diverse volte, prima per togliere il residuo di detersivo e poi per giocare ai gavettoni, mi hanno lanciato nell’acqua con un calcio come se fossi un pallone. Ridendo si sono allontanati, con aria di disprezzo, facendo scommesse sul tempo che avrei impiegato ad arrivare in mare. Avevano ragione, infatti il mio destino è stato proprio quello di finire in mare. Il salino mi aveva corroso e il mio aspetto era orribile, servivo solo ad inquinare il mare perché non mi sarei mai degradato completamente. Adesso, mentre vi sto raccontando la mia esperienza, mi trovo in una spiaggia, dove sono stato portato da una forte mareggiata e penso che se qualcuno non mi raccoglierà ci rimarrò per sempre. Peccato! La mia storia finisce qua, se invece fossi stato riciclato ve ne avrei potuto raccontare un’altra, magari anche più interessante. Chissà quale sarebbe stato il mio utilizzo e quale forma avrei avuto!

Nobile Stefano, Ricci Christian, Romano Simone CLASSE III B - SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO I.C. “VAL VARATELLA” - BORGHETTO S. SPIRITO (SV)

A COME AMBIENTE

Oggi la città di New York tutto sommato e’ pulita ma pensate tra duecento anni.................. sarà talmente inquinata a tal punto che la gente non riuscirebbe più a vivere. ma un giorno a New York si verificarono degli attacchi , ma non si sapeva da dove provenivano. Un giorno il Presidente degli Stati Uniti , chiamo’ il miglior detective della Casa Bianca e gli ordino’ di indagare su questa apparizione dopo molte ricerche , il detective torno’ alla Casa Bianca con una notizia terribile, le apparizioni erano degli alieni !!! il Presidente per essere sicuro delle ricerche che ha fatto il detective andò di persona a controllare la città di New York , non aveva più inquinamento . il presidente decide di riunire tutti gli stati del mondo per avvisarli di questa nuova invasione , e il presidente andò nella Città del Messico e avviso’ tutti i cittadini , dell’ invasione degli alieni ; e li disse che gli alieni potevano anche attaccare la loro città perché e’ molto inquinata , ma un fatto positivo c’è che eliminavano tutto l’ inquinamento ma distruggevano la città e ci volle un po’ di tempo per ricostruire tutte le città. Però grazie agli alieni noi potremo respirare meglio e vivere più sani.

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Olivi Daria CLASSE II B - I.C. DI LEVANTO - SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO - LEVANTO (SP)

DISPERSA TRA LE ONDE

Io sono una bottiglia di plastica. In mare, dispersa tra le onde. E non è affatto bello! Ma partiamo dall’inizio. Sono stata prodotta circa sei mesi fa insieme alle mie cinque sorelle gemelle. Il nostro marchio è Brio Blu. Una mia lontana cugina ha persino recitato nella pubblicità. Lei sì che è frizzantissima! Ma torniamo a me. Dopo esser stata fabbricata mi hanno spedito a un misero negozietto di provincia, dove mi ha acquistato un antipatico ragazzino obeso che, pensate che orrore, beveva a canna!!! Bleah, è stato orribile!!! Dopo aver finito l’acqua che contenevo, sua madre mi ha usata un paio di volte per innaffiare le piante e poi mi ha buttata in mare, senza alcun rispetto per l’ambiente. E ora sono qui, in balia delle onde. Probabilmente finirò su qualche spiaggia, oppure sarò pescata insieme a qualche pesce. O addirittura inghiottita da un delfino! Che fine orribile per entrambi! Comunque, per ora vado alla deriva in questa distesa sterminata d’acqua. Se non arriverò da nessuna parte, e continuerò a vagare per il mare, tra non meno di seicento o settecento anni inizierò a decompormi e sarà davvero la fine. Intanto galleggio. Ciao a tutti, Bottiglia

Gianluca Cama CLASSE III B - SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO I.C. “VAL VARATELLA” - BORGHETTO S. SPIRITO (SV)

UNA FAMIGLIA ITALIANA

Nell’estate 2004 una famiglia italiana composta da tre persone (padre, madre e figlio) si trasferisce per motivi di lavoro in Germania. Questa famiglia non sa che in Germania bisogna fare la raccolta differenziata e appena trasferiti, smaltisce i rifiuti gettandoli tutti insieme nei cassonetti che trova più vicini all’abitazione. Dopo una settimana riceve una raccomandata, la quale invita i signori Rossi ad effettuare la raccolta differenziata cioè a dividere i rifiuti ad esempio carta, plastica, vetro e rifiuti organici e gettarli negli appositi contenitori contraddistinti da un colore. Tutto questo viene imposto per salvaguardare l’ambiente. Ma i signori Rossi non seguono quanto descritto nella lettera e ricevono una multa salatissima! Finalmente capiscono l’importanza della raccolta differenziata e iniziano a dividere tutti i rifiuti. Comprano un mobiletto con quattro contenitori colorati per la raccolta differenziata. Trovano soddisfazione nel dividere i rifiuti perché hanno capito che dalla loro spazzatura si otterranno nuovi materiali. Tutti gli uomini dovrebbero difendere l’ambiente in cui vivono con piccoli gesti quotidiani: non sprecare acqua, non sprecare energia elettrica, abbassare la temperatura dei riscaldamenti e usare i mezzi pubblici quando possibile. Solo con l’impegno di tutti avremo un ambiente sano, meno inquinato e migliorerà la qualità della vita di tutti gli esseri viventi.

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Stroppa Dario CLASSE III C - I.C. DI S. MARTINO SICCOMARIO - S. MARTINO SICCOMARIO (PV)

DRAGONBALL E L’ECOSISTEMA

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Vincenzo Fiorentino CLASSE II A - I.C. “A. PAINO”, GRAVITELLI - MESSINA

AMICIZIA, PETROLIO E COSCIENZA

Gianfranco Rossi era l’uomo più ricco d’Italia. Era riuscito ad arricchirsi grazie al giacimento di petrolio che aveva scoperto nel Sahara all’età di 22 anni. Da allora aveva iniziato anche a diventare sempre più importante politicamente fino ad essere eletto presidente del Consiglio dei Ministri, ma a causa del suo carattere difficile non aveva molti amici. Ciò era dovuto al fatto che egli era molto irascibile e parlava solo del suo lavoro. Proprio per il suo carattere impossibile si ritrovò solo già all’età di 42 anni. Prima di allora era infatti sposato con una bellissima donna a cui egli voleva molto bene. I due erano sempre andati molto d’accordo, ma, da quando Gianfranco era diventato milionario, avevano iniziato a litigare continuamente perché egli era concentrato sul suo lavoro ventiquattro ore al giorno e aveva lasciato a lei la cura dei figli. Non era interessato alle aspirazioni di questi ultimi e voleva decidere lui tutto per loro: che scuole frequentare, che mestiere praticare,…facendo arrivare i propri figli ad odiarlo e la moglie a chiedere il divorzio. Fu in una fredda giornata di Gennaio che la sua vita iniziò a subire una svolta radicale. Era stato invitato ad un meeting sull’ecologia, ma aveva deciso di non andare. “Perché dovrei sprecare il mio tempo con queste stupidate sull’ecologia? Al diavolo loro e le loro riunioni”. - diceva lui, e anche - “Non andrò! Il tempo è denaro, ricordatelo”. Al meeting era stato invitato anche un suo vecchio socio che l’aveva mollato appena si era reso conto che Gianfranco era uno: “Stupido poco interessato alla sua vita e meno ancora a quella degli altri”. E ciò era vero, le uniche cose che gli interessassero erano i suoi soldi il suo petrolio. Il suo ex-socio si chiamava Marco Verdi. Era un uomo molto intelligente, inoltre s’interessava della tutela dell’ambiente. Al congresso, quando controllarono le presenze, Marco si accorse che Gianfranco (Gianni, come lo chiamava lui) non c’era. Alla fine del meeting salì in macchina ed andò alla villa di Gianni. Fu ricevuto, entrò e trovò il suo vecchio socio, come al solito, intento a creare un grafico dei guadagni mensili. Gianfranco lo salutò: “Buonasera Marco, qual buon vento?”. “Vento di rabbia” - rispose Marco “Perché non sei venuto al meeting sull’ecologia?”. Gianni lo guardò come se guardasse un idiota e poi disse: “Caro Marco, quelle sono tutte cretinate che lascio volentieri a degli stupidi come i tuoi amici ecologisti. Ascolta, l’uomo esiste da secoli, e da secoli la terra è rimasta sempre fertile e buona. Cos’è questa novità che la terra non può più mantenere la popolazione mondiale?”. Marco rispose allora: “E’ vero! La terra non può più farlo! Gianni, la natura sta mutando e se non facciamo qualcosa adesso ci ritroveremo senza né cibo né acqua e forse moriremo anche prima che ciò accada. E, se non noi, che ormai abbiamo 60 anni, i nostri figli e nipoti non avrebbero di che mangiare”. Gianni premette un pulsante ed arrivarono due uomini, evidentemente guardie del corpo, grandi come armadi. Poi disse loro: “Accompagnatelo fuori, sta farneticando”. Marco fu afferrato dai due omoni ma prima di essere messo alla porta urlò a Gianni: “Attento, prima o poi accadrà qualcosa, qualcosa di grosso. Allora capirai, ma sarà troppo tardi per rimediare!”. A distanza di qualche mese da quell’incontro, Gianni aveva investito arte del suo capitale in lavori di estrazione nel Mare del Nord. Si trattava di un affare d’oro, difatti aveva fatto di tutto per ottenere quel giacimento. Aveva creato una piattaforma petrolifera meravigliosa con macchinari ad alta tecnologia, ma la sua sete di guadagno l’aveva portato a scegliere materiali scadenti per a sicurezza dell’impianto. Era estate e stava per essere estratto per la prima volta il petrolio, quando una lieve scossa sismica colpì la zona dell’impianto. Se la piattaforma avesse avuto un sistema di sicurezza di qualità, certamente sarebbe rimasta intatta ma, dato che così non era stato si creò una falla nella condotta principale e il petrolio cominciò a disperdersi nel mare. In pochi giorni, per un raggio di centinaia di miglia il mare diventò nero. Un disastro ambientale come mai se n’erano visti prima, balene e delfini piaggiati, pesci di tutte le specie morti, la flora marina era diventata un ricordo, l’aria era irrespirabile, gli uccelli marini imprigionati nella poltiglia appiccicosa che galleggiava. Tutto questo veniva riportato dagli organi d’informazione sia televisiva sia dalla stampa internazionale con titoli come “MARE DEL NORD - CATASTROFE AMBIENTALE” e ancora “IL PROPIETARIO DELL’IMPIANTO UNICO RESPONSABILE DELLA TRAGEDIA” e poi ancora “IL MANCATO RISPETTO DELE NORME DI SICUREZZA ALLA BASE DELLA CATASTROFE”. Gianfranco si sentì perso. “Allora era vero” - pensava - “Marco aveva ragione. Ma cosa posso fare per rimediare, almeno in parte!”. 249


Fu preso dallo sconforto, cercava di tirar fuori qualche soluzione possibile per porre rimedio al guaio, cominciò a contattare tutti i massimi esperti del settore per creare un team di specialisti che potessero contenere i danni provocati dall’incidente. Questa volta non badò a spese, tutto quello che gli specialisti chiedevano, lui glielo faceva avere, apparecchiature così sofisticate e innovative che addirittura venivano sperimentate in quell’occasione per la prima volta. Tutto l’impegno e la professionalità e le forti somme spese per il salvataggio della zona colpita, in breve dettero i risultati sperati. L’area fu bonificata, tutto il greggio fuoriuscito fu recuperato, le specie animali che avevano subito il disastro pian piano cominciarono a ricomparire, nel giro di qualche anno tutto tornò alla normalità. Gianfranco naturalmente aveva investito tutto se stesso per il recupero, la sua coscienza si era fatta avanti prepotentemente, era ormai una persona nuova. Cercò Marco, per poter riallacciare i rapporti con l’unica persona che gli aveva detto sempre la verità, quindi l’unico vero amico. Il nuovo Gianfranco da quel momento si fece portavoce per la salvaguardia dell’ambiente e creò una fondazione ONLUS che lotta per la protezione delle specie marine. UN giorno mentre era a Tokyo per un meeting sull’inquinamento, venne raggiunto in hotel da una telefonata tanto inaspettata quanto gradita, dall’altro capo, la sua ex-moglie, la quale aveva seguito tutta la vicenda e , convinta di quel che era diventato il nuovo Gianfranco, voleva rivederlo. E chissà… l’amore sarebbe potuto rinascere.

Zanone Sofia CLASSE II B - I.C. DI LEVANTO - SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO - LEVANTO (SP)

L’ISOLA DI PLASTICA

Un giorno d’estate io e la mia amica Linda, abbiamo deciso di trascorrere qualche ora al mare. Abbiamo preparato il nostro pranzo in scatoline di plastica biodegradabili, a loro volta infilate in una busta di stoffa. Per l’acqua abbiamo preso una bottiglia di vetro e con il nostro canotto siamo andate a fare un giro per il mare. Eravamo più o meno davanti a Portiglione, quando ad un certo punto ci siamo incagliate in un’isoletta. Io non ricordavo che davanti a Portiglione ci fosse quell’isola, infatti era una catasta di sacchetti e bottiglie di plastica che formavano una vera e propria isola di spazzatura. Eravamo stupefatte. Ad un certo punto abbiamo sentito parlare, ma intorno a noi non  c’era nessuno. Guardando con più attenzione abbiamo capito che ci stava chiamando un sacchetto di plastica. Ci ha raccontato che era prodotto dall’industria: “Amiamo la plastica”. Era stato buttato in mare da una signora che passava sopra alla scogliera. Aveva sperato invano di essere depositato in un contenitore per la plastica, in questo modo poteva essere riciclato e usato per fabbricare nuovi oggetti. Poco dopo ci ha chiamate una bottiglia e ci ha detto che anche lei era stata fabbricata nell’industria “Amiamo la plastica” e che era stata buttata in un fiume e trasportata in mare. Noi volevamo fare qualcosa per poter liberare il nostro mare da tutta  quella spazzatura; con fatica abbiamo raccolto la spazzatura e l’abbiamo portata a riva per depositarla nei cassoni dell’immondizia. Tra di essa si trovava un po’ di tutto, perciò abbiamo separato la plastica dal resto dei rifiuti. Il sacchetto e la bottiglia erano molto felici di essere stati differenziati e ci ringraziarono; anche io e Linda eravamo contente e soddisfatte del nostro lavoro perché avevamo aiutato il nostro paese.

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Semeraro Edoardo CLASSE II C - I.C. DI S. MARTINO SICCOMARIO - S. MARTINO SICCOMARIO (PV)

PACE FRA UOMO E AMBIENTE

Da anni l’uomo stava rovinando l’ambiente buttando nei fiumi, nelle pianure e nei boschi spazzatura e oggetti tossici. Un giorno uno scienziato stava lavorando a un esperimento per risuscitare le persone, ma dopo tanti tentativi falliti, si arrese, però non sapeva come sbarazzarsi degli esperimenti, allora li diede al suo aiutante chiedendogli di provvedere al loro smaltimento, però lui commise l’azione peggiore che potesse fare: buttò gli esperimenti in un bosco. Il mattino dopo era una brutta giornata di temporale. Verso il pomeriggio il tempo cambiò e allora un pescatore si diresse al fiume, ma, con sorpresa, vide le piante che si dirigevano verso di lui. Pensò di avere le allucinazioni, poi si rese conto che era la realtà, e allora scappò in città per lanciare l’allarme ma nessuno gli diede retta. All’improvviso un esercito di alberi entrò in città, così scoppiò il panico e subito tutti scapparono nelle loro case. Il telegiornale trasmise le immagini in diretta con l’avviso di evacuare la città. In quel momento lo scienziato era alla televisione, sentì la notizia e chiese al suo aiutante dove avesse buttato gli esperimenti, e lui gli rispose che li aveva getati in un bosco. Allora lo scienziato si precipitò subito nel laboratorio e cercò di escogitare un antidoto, ma non sapeva da dove incominciare. Intanto l’esercito avanzava per sterminare gli enormi mostri. Scoppiò una guerra: l’esercito sembrava avere la meglio con tutte le armi, ma i mostri erano troppi. Dopo una settimana la città era distrutta. Gli alberi continuavano a crescere e a svilupparsi a dismisura, presero la capacità di parlare e di vedere. Intanto lo scienziato continuava a progettare un antidoto ma senza successo; capì che non lo avrebbe trovato, ma si continuava a chiedere come mai gli alberi stessero attaccando gli uomini, poi capì che forse gli avevano fatto qualcosa di male, allora decise di provare a parlare con uno di loro, ma come fare? Gli venne l’idea di andare a parlare con l’esercito di questa possibilità. I militari acconsentirono a questa sua richiesta, allora lo scienziato si recò a parlare con una di queste creature e chiese come mai attaccassero l’uomo. Gli fu risposto che era perchè gli umani avevano rovinato l’ambiente buttando spazzatura e oggetti tossici che procuravano danni. Allora lo scienziato propose un patto: se l’uomo non avesse più rovinato l’ambiente gli alberimostro non avrebbero continuato la guerra. Allora la creatura accettò, e così l’uomo e l’ambiente vissero insieme da amici.

Munter Noemi, Sottile Valentina, Patania Bianca CLASSE I F - I.C. DI MILAZZO - MILAZZO (ME)

UN MONDO MIGLIORE

L’uomo ha sempre usato la legna per i suoi bisogni primari. Con il tempo i bisogni dell’uomo sono aumentati come anche la popolazione, di conseguenza tali necessità hanno portato la distruzione dell’ambiente. L’uomo cerca altre risorse e anche “grazie” alla scienza e all’industrializzazione si trova a convivere con l’inquinamento, GAS NOCIVI e EFFETTO SERRA. Un giorno, in un bosco, alcuni uomini senza accorgersene distruggono l’ambiente per ottenere legna… …con il tempo sono nate industrie, che hanno causato l’inquinamento dell’aria; i GAS NOCIVI e altri fattori provocano l’EFFETTO SERRA. (L’effetto serra riscalda la superficie terrestre anche a causa dei CFC, una volta presenti nei frigoriferi, negli impianti di aria condizionata e nelle bombolette spray. Però questi CFC sono ancora presenti in Cina e in Giappone). Alcuni anni dopo, si resero conto dello sbaglio e provvedettero al rimboscamento; e, pentiti, piantarono alberi in ogni angolo della città. 251


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Lo Vetere Corinna, Bianchi Marco, Deriu Valentina Per I Disegni: Adinolfi Desiree, Amendola Tommaso, Arriaga Dominguez Hellkin Alexander, Avalo Christopher, Conti Michelle, Corral Intriago, Cullhaj Sara, Forte Federico, Hazizi Argir, Mazzaferro Matteo, Nafee Ahmed, Panari Marisol, Panizza Arianna, Sanzotta Letizia, Sardanelli Gianluca, Simone Laura, Spanjolli Alessia, Taku Junes, Tavilla Benedetta, Vargas Moreira Helen Geoanny CLASSE III B, PER I DISEGNI CLASSE I A - I.C. “VAL VARATELLA”, SCUOLA SECONDARIA E PRIMARIA - BORGHETTO S. SPIRITO (SV)

DESTINAZIONE MONDO

Quella sera, radunati sulla cima dell’albero, in Valle d’Aosta, c’erano tutti: il gufo Arnold, le foglioline, gli scoiattoli, le rondini, le farfalle e le coccinelle. Entusiasta Arnold esclamò: <<Ragazzi siete pronti per un nuovo racconto?!>>. Gli animali annuirono in coro, così Arnold iniziò a raccontare C’era una volta.... Moon si trovava nella chioma dell’albero, era lì annoiata e non sapeva cosa fare, quando ad un certo punto un venticello, alzandosi, la portò via dalla sua abitazione. La piccola fogliolina era impaurita ma nello stesso tempo entusiasta per le avventure che stava per vivere. Mentre attraversava i boschi, ammirava le maestose vette e i fiumiciattoli di acqua pura; era tutto così meraviglioso.. Quasi le dispiaceva abbandonare quel posto, ma era sicura che un giorno sarebbe tornata.. ‘Viaggiando’, ‘viaggiando’, Moon arrivò fino in alle Cinque terre; paesaggio stupendo, del quale aveva già sentito parlare. Quando Moon vi arrivò, sembrò quasi non riconoscere quel posto, era totalmente distrutto: le case dei pescatori erano state travolte dal fango, la natura circostante, famosa per i suoi colori intensi, aveva assunto un aspetto disfatto e deprimente e la fauna sembrava fosse scomparsa. Posata dal vento su un balcone, vide un gatto di quell’appartamento che le andò incontro. Moon spaventata da cosa fosse quell’animale, si presentò. La fogliolina disse: <<Ehi, ciao! Piacere di conoscerti, mi chiamo Moon e vengo dalla Valle d’Aosta. E tu?>> Il gatto: <<Ciao, Moon. Il piacere è tutto mio! Io sono un gatto siamese, il mio nome è Ernesto, il migliore amico dell’uomo e il più maestoso di tutti>>. <<Caro amico mio, ma perché il paesaggio che dà sul mare è così rovinato? Me lo avevano descritto diversamente>>, osservò Moon. Ernesto rispose: << Devi sapere che, poco tempo fa, quando c’è stata la terribile alluvione, di cui tutti hanno parlato, ha distrutto l’intera flora e disperso la fauna..>>. Moon rimase stupita e allo stesso tempo amareggiata.. la fogliolina voleva rendersi utile, ma malgrado ciò che voleva fare, era pur sempre una fogliolina, quindi, non poteva dare un grande aiuto. Dispiaciuta salutò Ernesto e si diresse vero il mare. Lì trovò un pezzo di legno, così decise che poteva raggiungere la sua successiva tappa via mare. Si diresse, allora, verso la Toscana, più precisamente all’isola del Giglio. Appena arrivò si ritrovò davanti un enorme massa di ferro. Si spaventò e lì, vicino a sè, vide un pesciolino che le spiegò che cosa fosse tutto quel ferro che a lei sembrava un MOSTRO: <<Ciao pesciolino, io mi chiama Moon, e vengo dalla Valle d’Aosta, mi potresti dare alcune indicazioni su questo mostro che c’è qui nell’acqua?>> il pesciolino rispose: <<Certo! Sono molto desiderosa di risponderti, questa che vedi qui è una nave, si chiama Costa Concordia, è affondata da poco tempo e purtroppo ha provocato molti disastri, come per esempio la morte di molte persone, l’inquinamento del mare nel quale come puoi vedere sono finiti mobili, olii, carburante, plastica. Posso dirti che è come se la scena del Titanic si fosse ripetuta.>> <<Ah, capito! Sei stato molto gentile, devo dire, grazie mille>> concluse Moon. La situazione al Giglio era quasi drammatica; i rimorchiatori non riuscivano a tirare su la Concordia, i sommozzatori che si tuffavano in acqua per trovare i dispersi, tornavano a galla sconsolati, il mare,sicuramente 256


offeso,si agitava diventando cattivo. Moon si sentiva giù, stava già immaginando come sarebbe stato l’avvenire di quel paese se un serbatoio contenente del carburante fosse scoppiato o si fosse bucato.. Quanti disastri! Moon, anche contro la sua volontà doveva tornare a casa, non poteva fermarsi lì a lungo. Così chiese al pesciolino dove potesse andare e lui le indicò il sud. Durante il suo tragitto, dall’alto vide una cosa strana vicino alle case, alle chiese, alle scuole, al comune.. e sentì un puzza terribile. Era arrivata a Napoli. In quel momento il suo colore da verde puro che era, diventò giallo. E il suo umore cambiò totalmente. Sbarcata sulla riva del mare, non vide altro che sacchetti di plastica, lattine di ogni tipo di marca e genere e pesci morti o a galla e addirittura gatti randagi che mangiavano spazzatura. Il venticello la sollevò e la portò fino in centro, da lì incontrò un cane abbandonato.. Moon si presentò: <<Ehi ciao cane! Io sono Moon, una fogliolina, posso definirmi, viaggiatrice dell’Italia. E tu?>> il cane rispose: <<Ciao Moon, io sono Sebastian, detto Babbà!>>. <<Sebastian, posso chiederti una cosa?>> disse Moon, <<Certo!>> rispose il cane. <<Come mai c’è così tanta puzza? L’aria è quasi irrespirabile!>> Sebastian le rispose: <<Sai, devi sapere che da quando il comune non pulisce e gli abitanti, a causa della crisi, non vogliono pagare perchè non possiedono soldi, non si sa più dove mettere la spazzatura perchè le discariche sono piene zeppe.>> Moon si informò: <<Non c’è nessun modo per oviare a questo problema?>>, <<No>> disse Sebastian. Moon per un attimo rimase scossa, voleva contribuire ‘nel suo piccolo’, ma, ancora una volta, si sentiva a disagio perchè era solo una fogliolina, non poteva fare gran che.. Non avendo una casa stabile, a Napoli, Sebastian la ospitò nella sua piccola cuccia fatta di cartone, in via Garibaldi, Moon acconsentì di buon grado. Nei giorni successivi, non potendo aiutare come voleva,la fogliolina era amareggiata per la situazione circostante.. Per tirarsi su il morale, decise di andare in spiaggia ad osservare il mare, facendo finta di non vedere rifiuti e animali sparsi per la spiaggia. Ad un certo punto, un gabbiano, presumibilmente affamato, andò da Moon per chiedere informazioni su dove potesse trovare del cibo, perchè i pesci della spiaggia non lo attiravano particolarmente.. <<Piacere piccola fogliolina, io sono Jonathan, il gabbiano viaggiatore, sono affamato, non mangio da tre giorni. Scusami il disturbo, ma ho davvero bisogno di mettere qualcosa sotto il becco.>>, disse il gabbiano. <<Ciao Jonathan, io sono Moon. Anche io sono una viaggiatrice, ma per fortuna, quando devo ‘’mangiare’’ basta che mi bagno in acqua e sono a posto, in generale. Vorrei davvero aiutarti ma non..Ah si! Conosco la persona giusta che potrebbe darti un po’ di cibo. Vieni, ti accompagno.>>, disse la fogliolina volenterosa. Moon accompagnò Jonathan da Sebastian. <<Ehi sebastian, sono Moon! Dato che con me sei stato molto gentile e premuroso, non è che potresti aiutare anche questo mio amico Jonathan, dandogli del cibo? Te ne saremmo grati. Dobbiamo partire entrambi>>, replicò la foglia. <<Volentieri. Io adesso devo andare via, potete trovare dal pane e acqua nella via confinante, sotto una coperta di lana verde, arrivederci Moon, è stato un piacere conoscerti>>. Jonathan e la fogliolina si diressero verso la coperta, dove trovarono, come promesso, i viveri e Jonathan se ne nutrì, saziandosi. A questo punto, Jonathan, per sdebitarsi, le disse:<<Ti devo un favore, amica mia..hai qualche richiesta?>>, Moon a quel punto, desiderosa di tornare a casa, rispose:<<Oh, Jonathan, sento molto la mancanza di casa e mi piacerebbe ritornare dalle mie amiche, dai miei cari..>>. Il gabbiano rispose:<<Scusami moltissimo, ma io non posso volare fino a lì. Non è nella mia natura volare così lontano e per tanto tempo. Però, in compenso, ti posso portare da un mio amico piccione che si trova a Venezia>>. Moon, sorpresa della risposta, annuì e insieme partirono. Arrivati a Venezia Moon rimase schifata dalle torbide acque maleodoranti, invase da battelli e grosse navi da crocera. Jonathan la rassicurò facendole vedere le gondole, che sole avrebbero dovuto solcare il mare della laguna. Ad un certo punto, Jonathan atterrò su un muro della chiesa di San Marco, dove incontrarono Jerry, un suo caro amico. Il gabbiano gli spiegò la situazione di Moon e il piccione fu subito onorato di portarla fino in Trentino, perchè era felice di rendersi utile. <<Ciao Jonathan, amico mio, ricorda che questo non è un addio ma un arrivederci..>>, si congedò Moon. 257


Jonathan rispose:<< Piccola Moon, per me è stato un onore esserti stato amico e compagno di una piccola, ma grande avventura>>. Lasciandosi alle spalle Venezia, la fogliolina ripartì con Jerry. Più andava avanti, più le meraviglie aumentavano; le maestose montagne, i fiumi limpidi, i meravigliosi paesaggi locali e il divertimento che si provava nel vedere le persone della grandezza di una formica. Durante il viaggio, Moon si chiedeva cosa avrebbe fatto tutta sola in Trentino; era un pensiero che la tormentava da giorni! Giunta la sera, arrivati in quella splendida terra che sotto certi aspetti le ricordava casa, Jerry preparò, su una cima dell’albero, un nido abbastanza grande e accogliente per tutti e due in modo da passarci tranquillamente la notte. Il mattino seguente, intorno alle cinque, Moon venne svegliata da un raggio di sole passato passato attraverso i rami dell’alberoe allora vide la straordinaria bellezza.. l’alba. I colori erano caldissimi, arancione, rosa, un leggero tocco di giallo e un rosso acceso; tutti mescolati tra di loro, formando un fantastico spettacolo con giochi di nuvole e colori. Moon rimase senza fiato, non aveva mai visto una visione del genere. Felice si riaddormentò, sognando di trovarsi tra le nuvole. Al suo risveglio, la fogliolina si trovò davanti la coccinella Smile che si era offerta volontaria di aiutarli. Moon, quando la vide, esclamò:<<Oh grazie amici miei questo vostro affetto per me è qualcosa di molto importante.>> e si commosse. La tenera fogliolina e i suoi compagni, prima di ripartire, decisero di andare a fare una piccola gita nel frutteto vicino. Passeggiando, passeggiando, notarono dall’alto degli elicotteri che buttavano del diserbante sugli alberi perché in quel modo avrebbero ucciso tutti gli insetti. Anche la coccinella Smile! L’elicottero lasciò cadere il diserbante e Moon,preoccupata per l’amica, si affrettò a coprirla posandovisi sopra, ovviamente senza farle del male. Mentre il pesticida cadeva, la fogliolina piano piano seccava... .Quando tutto fu finito Moon cadde a terra, la sua vita era finita. Il piccione non aveva assistito all’orribile scena perchè era andato a procurarsi del cibo per il viaggio di ritorno, quando tornò vide Smile,al capezzale di Moon. <<Smile, cos’è successo?!>> <<Per salvarmi, Moon si è sacrificata..>> A quelle parole, il cuore di Jerry andò in frantumi. Per rianimarla le buttarono un po’ di acqua addosso e Moon si riprese pronunciando le sue ultime parole :<<Cari, so che non ce la farò, quindi.. vi chiedo solo una cosa.. Andate in Valle d’Aosta, a casa mia, che riconoscerete per l’albero imponente e dite alla mia famiglia ciò che è appena successo..>> . Subito dopo, morì, lasciando nei cuori di chi l’aveva incontrata il ricordo di una fogliolina innocente, vittima, ancora una volta, di uomini che non rispettavano la natura. Smile e Jerry, contenti di fare felice Moon, andarono in Valle d’Aosta. Cercarono l’albero più maestoso e vi si posarono sopra. Jerry aveva il magone, ma andò dalla famiglia di Moon e raccontò l’accaduto: <<Salve a tutti, io sono Jerry. Ho accompagnato vostra figlia, Moon, da Venezia fino in Trentino e ora in valle d’Aosta. Devo darvi una notizia cattiva: Moon, per salvare Smile, la coccinella qui accanto, si è posata su di lei in modo che il veleno dei pesticidi non la uccidesse, ma purtroppo.. si è seccata ed è morta. Abbiamo provato a salvarla versandole addosso dell’acqua, si è ripresa per un momento e ci ha detto di venire qui ad avvertirvi. >>. Tutti gli abitanti dell’albero rimasero scioccati, ma allo stesso tempo avevano il cuore pieno di orgoglio per l’azione di bontà di Moon. Poche ore dopo celebrarono il funerale della fogliolina, la misero in una cavità del grande albero, scavata con cura dal picchio Pic, dove scrissero: ‘’Non è importante se sei grande o piccola, l’importante è che il tuo cuore parli, il linguaggio della natura e dell’amore’’. Il gufo Arnold, tacque....la storia era finita, tutti gli abitanti dell’albero rimasero in silenzio, guardando la strana “cicatrice” del ramo più alto La storia si diffuse in tutto il bosco e si tramandò di generazione in generazione.

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Classe I B SCUOLA MEDIA I.C. “VAL VARATELLA” - TOIRANO (SV)

L’AMBIENTE POSITIVO

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Rinaldi Concetta, Rinaldi Filomena CLASSE II A - SCUOLA SECONDARIA DI I°GRADO “MONSIGNOR S.M. CORVINO” - SIANO(SA)

A COME AMBIENTE. MITI… E REALTA’

Gli dei della natura: Gea, dea della terra; Alfeo, dio dei fiumi; Esperidi, ninfe del tramonto; Iris, dea dell’arcobaleno; Notte, dea della notte; Selene, dea della luna. La nuova regina della terra e la nascita dei tuoni: Smeralda, la dea della terra era colei che aveva creato il mondo. Non le mancava nulla: gli uccelli cantavano, il sole splendeva, i campi ricoprivano la terra e il mare era limpido. La sola cosa che mancava a Smeralda era un’amica. Ogni giorno piangeva sempre di più, fino a quando dalle sue lacrime nacque una donna che ella chiamò Gea. Gea era bella, delicata ed elegante in tutto ciò che faceva e con il tempo diventò più brava di Smeralda nel dirigere il pianeta. Smeralda si ingelosì sempre di più fino a quando un giorno urlò talmente forte che ancora oggi possiamo sentire la sua forte voce attraverso i tuoni. Gea era diventata la regina della Terra. La nascita dei fiumi: Alfeo sin da bambino aveva un carattere ribelle e aspro. Nessuno poteva avvicinarsi senza essere ferito infatti più della metà della popolazione era ferita. Il suo corpo era l’arma vincente in ogni tipo di guerra. Una mattina vide che un nobile vagava per il suo giardino e preso dall’ira si avventò su di lui e lo uccise. Dal corpo del nobile uscì del sangue blu (a quel tempo il blu era considerato simbolo d’invidia, ciò significa che Alfeo era invidioso dei nobili). 265


Alfeo continuò ad uccidere le persone nobili fino a quando il sangue diventò talmente tanto che iniziò a scorrere seguendo vari corsi…da quel giorno Alfeo, non volendo aveva creato i fiumi ed era diventato il loro dio. La creazione del tramonto: Le Esperidi dovevano partecipare alla celebrazione religiosa di un matrimonio, ma non sapevano cosa regalare alla loro cara amica. Stettero giorni e giorni a pensare e quasi stavano per scoppiare. Una di loro iniziò a mescolare insieme più colori fino a quando non ottenne un arancione con striature rosse e gialle. Dipinse il cielo e solo quando ebbe finito capì che dovevano regalarle il momento più bello della giornata, quello che avevano creato: il tramonto. La nascita del sole: Febeo era un uomo che in nulla trovava ispirazione, era solitario e quindi non aveva amici. A quel tempo non esisteva una fonte di luce che illuminasse tutto il mondo, esso quindi era illuminato solo dalla luna. Febeo passeggiava sempre in un campo e un giorno si accorse che dall’erba usciva un bagliore. Incuriosito andò a vedere e vide che una ragazza era stesa sul campo, la cosa strana era che il bagliore proveniva proprio da questa ragazza. Febeo la prese in braccio, la portò a casa sua e la fece riposare. Purtroppo il giorno seguente la ragazza non si svegliò e Febeo era arrabbiato perché quella era la ragazza di cui si era innamorato. La rabbia era talmente tanta che a quel punto Febeo lanciò in cielo il suo ciondolo, che, sfrecciando alla velocità della luce scoppiò e diede vita ad un cerchio di fuoco che oggi chiamiamo sole. La nascita della notte e delle stelle: Notte era una ragazza molto bella e dolce, viveva in una casa in aperta campagna e stava sempre da sola. Un giorno per fare la spesa si recò al villaggio, lì vide un uomo e subito si innamorò di lui. I due si abbracciavano e si tenevano per mano ma a quel tempo abbracciarsi e tenersi per mano era vietato e così la gente iniziò a farsi una brutta opinione di Notte. La voce si diffuse velocemente e Notte era sempre più umiliata e col tempo si accorse che intorno a lei cresceva un vortice nero e buio man mano che la sua umiliazione aumentava. C’erano persone che però credevano in lei e quindi nel vortice erano “evidenziate” con puntini di luce che brillavano. La delusione di Notte diventò talmente grande da occupare una parte della giornata che ancora oggi viene chiamata Notte. Inoltre ancora oggi possiamo vedere le persone che credevano in quella ragazza che ha solo seguito il suo cuore e che oggi si chiamano stelle. Come nacque l’arcobaleno: Iris era una ragazza solidale e consolatrice infatti quando vedeva qualcuno piangere era la prima a consolarlo. Ogni volta che consolava qualcuno gli regalava un fiore ogni volta di un colore diverso. Iris, anche se non lo sapeva, era affetta da una malattia molto grave e dopo aver consolato sette persone la malattia prese il sopravvento su di lei e morì in una notte di pioggia; come se il mondo piangesse per lei. Quando la pioggia cessò i sette ragazzi uscirono e per onorare Iris iniziarono a ballare con in mano i fiori e si accorsero che da essi usciva una scia di colore. I ragazzi misero una sotto l’altra le scie di colore che diedero vita ad un grande arco. Ecco perché oggi dopo la pioggia compare l’arcobaleno. La nascita della luna: Selene era una ragazza cupa, solitaria che viveva di notte. Un giorno Selene ebbe un’idea, voleva essere solidale con gli altri e così decise di portare con sé ogni notte del cibo per darlo agli 266


abitanti più poveri. La sera cavalcava il suo cavallo e mentre era in cammino trovò un ciondolo a forma di cerchio che poteva essere scomposto in modo da formare la cosiddetta mezzaluna (quando era separato) e la luna piena (quando era unito). Dopo aver finito il giro delle case stava per rientrare quando si fece mattino e lei magicamente scomparve. Da allora lei compare sotto forma di luna piena quando unisce il suo ciondolo e sotto forma di mezzaluna quando lo stacca. La natura nel mondo: Nel mondo sono presenti tantissime riserve naturali e parchi. E’ importante rispettare questi spazi perché sono l’habitat di alcune specie di animali che non si vedono tanto spesso, come ad esempio gli scoiattoli. Sono anche luogo di ritrovo delle persone che vogliono passare del tempo all’aria fresca e incontaminata, le quali non frequenterebbero mai posti inquinati e quindi privi di aria pura. La natura in America: In America ci sono ben 58 parchi nazionali e quelli più visitati sono: Great Smoky Mountains National Park, Grand Canyon National Park, Yosemite National Park, Yellowstone National Park, Olympic National Park. Great Smoky Mountains National Park è un Parco Nazionale degli Stati Uniti. E’ il parco più visitato. Ci sono 850 miglia (1368 Km) di sentieri e strade sterrate per le escursioni a piedi, tra cui settanta miglia del Appalachian Trail. Mount Le Conte è una delle mete più frequentate del parco. La sua altezza è di 6593 piedi (2010 m). Grand Canyon National Park è il 15° parco nazionale più antico negli Stati Uniti e si trova in Arizona. All’interno del parco si trova il Grand Canyon, una gola del fiume Colorado, considerata una delle meraviglie del mondo. Il Parco Nazionale di Yosemite è un’area naturale protetta che si trova tra le contee di Mariposa e Tuolumne nello Stato della California, sulla catena montuosa della Sierra Nevada. Il parco è uno di più frequentati degli Stati Uniti: è visitato ogni anno da più di 3,5, milioni di persone. Yosemite è un parco ricco di straordinarie bellezze naturali, costellato di altissime rupi, cascate spettacolari, alberi giganti e torrenti. La natura in Europa (parchi nazionali in Europa): Londra: L’Hyde Park è un parco reale che Enrico VIII acquistò nel 1536. Esso offre una grande quantità di attività per il tempo libero quali il nuoto e la canoa, la pesca e le passeggiate a cavallo. Greenwich park è situato a Greenwich, fu istituito nel 1433, si trova sul Tamigi. Ospita un campo da tennis, un campo da golf, bar e ogni tipo di divertimento per bambini. La natura in Italia (in Campania) : Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano: da una parte abbiamo i chiari massicci degli Alburni e dall’altra le rocce scure come il monte Stella. Sono presenti la macchia mediterranea, il pino d’aleppo, la primula di Palinuro. Salendo di quota abbiamo ulivi e carrubbi e ra i 600 e i 1000 metri cerri, ornelli, castagni e aceri che infine cedono il posto, oltre i 1000 metri, ai faggi. Come fauna c’è la presenza di lupi, volpi, lepri, tassi, faine, gatti selvatici, puzzole, poiane, astori, aquile, gufi reali, gheppi e falchi pellegrini. Riserva naturale Foce Volturno - Costa di Licola: si estende per circa 1550 ettari, interessando le province di Caserta e di Napoli. Comprende il Lago Patria, la foce del Volturno e il litorale sabbioso; si estende con la macchia e la pineta retrodunale a nord e a sud della foce. E’ una zona ricca di avifauna acquatica del litorale tirrenico: svassi, anatre, aironi, gabbiani e 267


sterne. Di recente si è scoperto che nidifica il cavaliere d’Italia. La raccolta differenziata: per raccolta differenziata dei rifiuti s’intende un sistema di raccolta dei rifiuti solidi urbani che prevede, per ogni tipologia di rifiuto, una prima selezione da parte dei cittadini. Il riciclaggio de rifiuti consente inoltre importanti risparmi di energia e di materie prime. Quando la raccolta differenziata viene condotta in strada, i cittadini devono conferire i loro rifiuti in contenitori presenti sulla strada. Differenziando la tipologia dei rifiuti, sono necessari anche diversi tipi di contenitori. Un contenitore utilizzato comunemente è la campana la cui forma ricorda proprio la classica campana di bronzo che vediamo nei campanili delle chiese. E’ destinato solitamente alla raccolta di vetro o plastica. A differenza del cassonetto, che deve essere ribaltato per lo svuotamento, la campana viene svuotata dal basso, sollevandola e aprendo la base inferiore con un comando meccanico situato accanto al gancio di sollevamento. Ovviamente, anche i cassonetti, eventualmente modificati, possono servire alla raccolta differenziata. Inoltre, per particolari categorie di rifiuti (batterie esauste, farmaci scaduti) sono d’uso comune contenitori a forma di cestini. Per riciclaggio dei rifiuti si intende l’insieme di strategie volte a recuperare materiali dai rifiuti per riutilizzarli invece di smaltirli. Possono essere riciclate materie prime, semilavorati, o materie di scarto derivanti da processi di lavorazione, da comunità di ogni genere (città, organizzazioni, villaggi turistici, ecc.) o da altri enti che producono materie di scarto che andrebbero altrimenti sprecate o gettate come rifiuti. Il riciclaggio previene lo spreco di materiali potenzialmente utili; riduce il consumo di materie prime; riduce l’utilizzo di energia, o riduce conseguentemente l’emissione di gas serra. Il riciclaggio è un concetto chiave nel moderno trattamento degli scarti ed è un componente insostituibile nella gerarchia di gestione dei rifiuti. La deforestazione è uno dei problemi più gravi del nostro Pianeta. Lo sfruttamento delle foreste provoca tanti danni che pian piano distruggono il nostro ambiente. Con il termine deforestazione noi intendiamo il TAGLIO DEGLI ALBERI CHE SUPERA IL TASSO DI RICRESCITA. La foresta svolge da sempre un’insostituibile funzione protettiva, per l’acqua per l’aria: frena, filtra, trattiene le acque, aumenta l’umidità, riduce gli effetti del vento e combatte l’erosione. Le conseguenze della deforestazione sono negative: rischi idrogeologici, impoverimento genetico ed effetto serra. Le “nostre” regole per difendere la natura: usa borse di cotone per la spesa; consuma prodotti locali; usa meglio gli elettrodomestici, spegni PC e TV; usa il meno possibile l’automobile; per conservare i cibi usa il vetro, che non inquina; informati dell’ambiente; non far scorrere l’acqua mentre ti lavi i denti; usa le lampadine a risparmio energetico; una doccia è bella se dura poco, perché l’acqua serve a tutta la popolazione; fai la raccolta differenziata; usa materiali riciclabili; ama la natura come ami te stesso.

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Classe II C SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO - I.C. DI ACQUARICA DEL CAPO - ACQUARICA DEL CAPO (LE)

PULIAMO L’AMBIENTE

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Scuola Primaria - Sezione Poesia Silvia Alligri - IL CIELO SI OSCURA 7 Esposito Rosa, Renato Scuro - UN ALBERO INCAVOLATO, UN NONNINO INDIAVOLATO, DENUNCIANO 7 Alamprese Michela, Amabili Gabriele, Amabili Michael, Bamba Fawziatou, Biancucci Susanna, Chebil Riyane, Concina Diletta, Corsi Sofia, Ficetola Danilo, Laghi Valerio, Liberti Matteo, Malizai Luca, Malizia Simone, Marchetti Valeria, Mattioli Michela, Mori Leonardo, Moujdi Jihane, Nespeca Silvia, Pasikowska Ewelina, Piergallini Elena, Rivosecchi Lorenzo, Singh Samuel, Travaglini Andrea, Vagni Alessandro, Vallorani Andrea, Volpi Stefano - B COME BIODIVERSITà 8 Cipriano Giulia, Crispino Marika, De Paolo Alessia, De Paolo Elio, Leka Sania, Montaquila Alice, Paparo Dennis - A COME AMBIENTE 8 Lorenzo Bertoni - PINO 9 Mozzillo Marco - SOLIDALE 9 Otera Laura - L’AMBIENTE 9 Andronaco Anthony, Caviglia Luca e Raddi Martina - ARIA PULITA 10 Giannini Giuliana - A COME AMBIENTE 10 Corrado Lanzara - UNA STRANA ALLERGIA 10 Rosario Costantino - SALVIAMO LA TERRA! 11 Tornesi Riccardo - LA MIA CITTA’ IDEALE 11 Fabio Mehmetaj, Isotta Chiodi, Kim Beqiri, Giovanna Ferrara, Francesco Favale, Alessandro Landini, Silvia Carta, Rebecca Belfiore, Marco De Salvo, Roland Tota, Giovanni Visentin, Davide Barisone, Andrea Tortonesi, Abdul Thouami - FILASTROCCA SOSTENIBILE 11 Laura Gjnaj - RISPETTIAMO INSIEME L’AMBIENTE 12 Anis Laassouli - SE FOSSI ACQUA… 12 Napoli Paola Jose’ - LA NATURA SI RIBELLA 12 Stompanato Erika - INTORNO A ME… 12 N.l. Menzio - LA QUERCIA 13 Claudia Rigano - AIUTO!! 13 Martina Lombardo - SE FOSSI FUOCO… 13 Danilo Mandile - SALVIAMO IL MONDO 14 Odella Lara - IO RISPETTO L’AMBIENTE 14 Morosillo Melissa - ERA BELLA 14 Lanuzza Antonio - SOS DELL’AMBIENTE 15 Asia Gallo Costa Silva - IL MONDO MAGICO DELL’AMBIENTE 15 Giulia D’alfonso - POVERA TERRA 15 Pecchia Antonio - E’ BENE INIZIARE… 15 Iacono Noemi, Di Spigno Noemi, Di Frenna Giusy - A COME AMBIENTE 16 Braghini Alice, Brunetto Matteo, Casciano Giorgia, Cauteruccio Anita, Curti Simone, Ferrigno Veronica, Fiorito Fabio, Gherardi Giorgia, Giusto Giorgio, Marino Michele, Melogno Ilaria, Migliardi Alessio, Mountadif Mohssine, Naggramskyy Eugenio, Pecini Francesco, Pecini Valentina, Quartieri Valentina, Ricciardi Davide, Rosa Beatrice, Rosciano Giulia, Rossello Simone, Sangiorgi Luca, Valle Benedetta A COME AMORE PER L’AMBIENTE 16 Daniele Accardo, Marta Bergamaschini, Lorenzo Bertoni, Sofia Caleffi, Valentina Carelli, Giulia Emma De Salve, Marco Gallo, Simone Ganzerli, Giulio Ernesto Geroldi, Anis Laassouli, Martina Lombardo, Luca Mazzeo, Beatrice Marianna Occhipinti, Pietro Papa, Alessandro Pelateo, Francesco Petruzzi, Riccardo Rotelli, Kevin Stafa, Carlo Zanoletti - SE FOSSI TERRA - SE FOSSI ALBERO SE FOSSI FUOCO - SE FOSSI ACQUA - SE FOSSI ARIA - C’ERA UNA VOLTA LA TERRA - PAPA’ - MAMMA - NONNI 17 Stefano Caizzone, Riccardo Pellegrino, Rosario Maiorana, Giuseppe Caizzone, Lele Catalfamo, Natale Scarcella, Federica Andaloro, Carmen Sarao’, Salvatore Anania - AMBIENTE 18 Antona Mattia - AMO L’AMBIENTE!!! 18 Lorenzo Pio Sica - RISPETTA L’AMBIENTE 18 Nanna Michele, Serafini Mara, Tafano Alessia, Vidimari Lisa - IL MONDO HA BISOGNO DI NOI 19 Cristina Bonansinga - LA VOCE DELLA TERRA 19 Campagna Arianna - IL MARE 19 Barone Francesco, Bertolaso Lorenzo, Brunetto Alessia, Carparelli Viola, De Francisci Gabriele, Ferrua Alessandro, Gullace Darsia, Lo Vetere Sonia, Migliavacca Simone, Milani Giulia, Pretungaro Noemi, Razzaio Gaia, Rizzonato Luca, Saliu Sara, Santini Riccardo, Scardigno Carlotta, Smaniotto Alessio, Volpez Margherita - A COME… AMORE PER L’AMBIENTE 20 270


P. Tudorachi - DUE STAGIONI DIVERSE, MA L’AMBIENTE LO STESSO 20 Senatore Gaia - ”A” COME AMBIENTE 20 Iacone Sabrina - GOCCIA SPORCA 20 Valentina Carelli - SE FOSSI ARIA… 21 Luana Sacca’ - AMICA TERRA 21 Toso Fabio - RISPETTIAMO L’AMBIENTE 21 D’andrea Gianluca, De Cocco Andrea, Franchin Sara - A COME AMBIENTE 2 1 Roberta Fasolino - LE LETTERE DELL’AMBIENTE 22 S. D’ascoli - LE MERAVIGLIE DELL’AMBIENTE 22 Agnese Crisafulli - TI AMO TERRA… 22 Sara Julia Prato - IL MIO SOGNO 23 Pietro Papa - SE FOSSI ARIA… 23 Cavallo Viviana, Liotta Laura, Panizza Arianna, Piva Laura - RICICLO 24 Edoardo Alessandro Russo - L’AMBIENTE 24 Andrea Domenica De Lorenzo - TERRA DA AMARE 24 D. Corvi - RISPETTIAMO L’AMBIENTE 25 Fabbricatore Maria Helena - A COME AMBIENTE 25 Francesco Ferrentino - LA NOSTRA TERRA 25 Prishila Calliku - E’ COSI’ L’AMBIENTE 25 Lepore Nancy - SOGNO PER UNA GOCCIA 26 Scotto Sofia - UN SOGNO DIVENTATO REALTA’ 26 Alessio Merlino - IL NOSTRO PIANETA 26 Riccardo Rotelli - ALBERO AUTUNNALE 26 Vitagliano Francesca, Dello Margio Antonietta, Marziale Maria, Raimo Doriana, De Felice Alessia - RICICLARE 27 Manuel Campagna - PROVA AD IMMAGINARE…UN PAESE 27 Berhami Daria, Ferrari Alessia, La Iacona Alessia, Laine’ Emma, Reale Greta, Ricci Christel - S.O.S. TERRA! 27 Boccanfuso Maria - LA NATURA E’ VITA 28 Domenico Pio Fedele - SALVIAMO LA NATURA 28 Rossella Matturro - INQUINAMENTO, BASTA! 28 Di Senna Simona - UNA GOCCIA IN CASA MIA 29 Giulia Emma De Salve - CILIEGIO 29 Mazzoni Mirco - CHE BELLO SAREBBE SE… 29 Vitagliano Francesca, Dello Margio Antonietta, Marziale Maria, Raimo Doriana, De Felice Alessia - LA RACCOLTA DIFFERENZIATA 30 Tabita Puha - A COME AMBIENTE 30 Classe Iii B - UOMO 30 Leonardo Diaferia - IL BAMBINO ECOLOGISTA 31 Angrisani Erika - L’ALFABETO DELLA NATURA 31 Esposito Emanuele - UNA GOCCIA… 31 T.j. Quartucci - RISPETTARE L’AMBIENTE 31 Acaluso Sara, Balletta Giulia, Bellissimo Danilo, Cocirta Maria Elena, D’angelo Sabrina, Mastrostefano Alessandra, Montaquila Gabriella, Mottola Antonio, Oliva Giuliana, Pelliccione Martina, Pelliccione Soemi, Ragosta Martina, Rendina Cosimo, Rendina Federica, Squillace Roberta, Tammelleo Erika, Umbaldo Sara, Ventriglia Evelina - UN FIUME CAPRICCIOSO 32 Carlo Zanoletti - SE FOSSI FUOCO… 32 Fiorato Giulia - IL FIUME 33 A. Morich - RISPETTIAMO L’AMBIENTE 33 Casella Noemi, Folla Asia - FILASTROCCA DELL’AMBIENTE 33 Classe III B - VITA 33 Santi Salamone - LA NATURA INQUINATA 34 De Luca Chiara - ACQUA DI VITA 34 Marta Bergamaschini - SE FOSSI ARIA… 34 Simone Mangini e Alessandro Gioia - VIVE PER NOI 34 Simone Brando - C’ERA UNA VOLTA 35 Fortunato Cardamone - UN MONDO FANTASTICO 35 Chiara Trombetta - “IO E IL MARE” 35 G. Granero - “LA NATURA E’ UNA FAVOLA” 36 271


Acaluso Sara, Balletta Giulia, Bellissimo Danilo, Cocirta Maria Elena, D’angelo Sabrina, Mastrostefano Alessandra, Montaquila Gabriella, Mottola Antonio, Oliva Giuliana, Pelliccione Martina, Pelliccione Soemi, Ragosta Martina, Rendina Cosimo, Rendina Federica, Squillace Roberta, Tammelleo Erika, Umbaldo Sara, Ventriglia Evelina - FILASTROCCA DEL TAPPO BIDONE Kevin Stafa - SE FOSSI ACQUA… Francesco Petruzzi - SE FOSSI ACQUA… Classe III B - PENSO Delia Carafa - LA NATURA CI PARLA Alessia Alonzo, Giulia Bondatti, Augusto Buttari, Ilaria Chirila, Nicolo’ Cianciusi, Gaia D’amico, Alice De Cesare, Alessandra De Cristofaro, Sara Frani, Davide Libertini, Ilaria Lo Re, Irene Lucci, Enzo Maccallini, Eleonora Moretti, Luca Moretti, Elisabetta Morgante, Lorenzo Pacchiarotta, Tommaso Pacilli, Siria Persia, Niccolo’ Sansone’, Tommaso Santomaggio, Simone Scafati, Lorenzo Sorgi, Mario Venditti, Sara Vitale, Serena Vitale, Mattia Volpe - A COME AMBIENTE Alessia Casarino - A COME AMBIENTE CLASSE I - SCUOLA PRIMARIA “GIANNI RODARI” - BOISSANO (SV) - ALFABETO DELL’AMBIENTE Bello Marta - L’AMBIENTE Diana Desdemona Pinna - PER UN MONDO PIU’ PULITO Francesca Maccagnano e Serena Cisternino - SALENTO MAGICO Camilla Mucina - “IO RISPETTO L’AMBIENTE” Acaluso Sara, Balletta Giulia, Bellissimo Danilo, Cocirta Maria Elena, D’angelo Sabrina, Mastrostefano Alessandra, Montaquila Gabriella, Mottola Antonio, Oliva Giuliana, Pelliccione Martina, Pelliccione Soemi, Ragosta Martina, Rendina Cosimo, Rendina Federica, Squillace Roberta, Tammelleo Erika, Umbaldo Sara, Ventriglia Evelina - UN MONDO PIÙ PULITO Giulio Ernesto Geroldi - QUERCIA Classe III B - ALLA FINESTRA Francesco Risso - AMO L’AMBIENTE Brussatto Stella, Spina Vittorio, Cattarinussi Eleonora, Pressacco Tommaso, De Marco Greta, Maurizio Leonardo, Hoxhaj Antonella, Nocera Aurora - GOCCE Sofia Caleffi - ALBERO FIORITO De Marzi Lorenzo - COME VORREI... Martino Federico, Caligaris Giacomo, Sanfilippo Samuel - L’AMBIENTE SCRITTO DA NOI Lorenzo Lupo - LA PIOGGIA Bianco Marco - COSI’ TANTA EMOZIONE DA FARE COMMUOVERE Attilio Manna - GLI ALBERI Acaluso Sara, Balletta Giulia, Bellissimo Danilo, Cocirta Maria Elena, D’angelo Sabrina, Mastrostefano Alessandra, Montaquila Gabriella, Mottola Antonio, Oliva Giuliana, Pelliccione Martina, Pelliccione Soemi, Ragosta Martina, Rendina Cosimo, Rendina Federica, Squillace Roberta, Tammelleo Erika, Umbaldo Sara, Ventriglia Evelina. - QUESTO MONDO SI TRASFORMA… Benedetta Massa - PASSA IL TEMPORALE M. C. Amendola - IL NOSTRO AMBIENTE Classe III B - MI PIACE Signorella Sofia - L’AMBIENTE Mirabella Mattia - MARE Simone Ganzerli - SE FOSSI FUOCO… Lucon Davide - IL BAMBINO ECOLOGISTA Simone Dell’Atti - PIOVE SULLA CITTA’ Acaluso Sara, Balletta Giulia, Bellissimo Danilo, Cocirta Maria Elena, D’angelo Sabrina, Mastrostefano Alessandra, Montaquila Gabriella, Mottola Antonio, Oliva Giuliana, Pelliccione Martina, Pelliccione Soemi, Ragosta Martina, Rendina Cosimo, Rendina Federica, Squillace Roberta, Tammelleo Erika, Umbaldo Sara, Ventriglia Evelina - L’INQUINAMENTO Bornancin Sabrina, Pojoga Francesco Ion, Menegon Marika, Vallar Luca, Pavan Caterina, Franceschina Tommaso, Gasparotto Sara, Rizzetto Thomas - ACQUA Andrea Duardo - L’UOMO E L’AMBIENTE Federica Dell’Anna - IL TEMPORALE Alessandro Pelateo - FICO Classe III B - GUARDO Benvenuti Beatrice - NATURA Flavio Rondinelli - IL MIO LAGO 272

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Elisa Marzano - UN GIORNO SENZA SOLE J. Masha - A COME AMBIENTE Sara, Balletta Giulia, Bellissimo Danilo, Cocirta Maria Elena, D’angelo Sabrina, Mastrostefano Alessandra, Montaquila Gabriella, Mottola Antonio, Oliva Giuliana, Pelliccione Martina, Pelliccione Soemi, Ragosta Martina, Rendina Cosimo, Rendina Federica, Squillace Roberta, Tammelleo Erika, Umbaldo Sara, Ventriglia Evelina - ACQUA Di Raimo Giada - L’AMBIENTE Lorini Isabella - ”A” COME AMBIENTE Elsa Indiano - LE QUATTRO STAGIONI L. Lo Grasso - IL MONDO CHE IO VORREI Acaluso Sara, Balletta Giulia, Bellissimo Danilo, Cocirta Maria Elena, D’angelo Sabrina, Mastrostefano Alessandra, Montaquila Gabriella, Mottola Antonio, Oliva Giuliana, Pelliccione Martina, Pelliccione Soemi, Ragosta Martina, Rendina Cosimo, Rendina Federica, Squillace Roberta, Tammelleo Erika, Umbaldo Sara, Ventriglia Evelina - L’INQUINAMENTO Mattia Dagna - RISPETTIAMO L’AMBIENTE Daniele Accardo - SE FOSSI ACQUA Malandruccolo Ilaria - L’AMBIENTE Riccardo Conte - ASCOLTA LA NATURA K. Cedeño - LA NATURA E’ SPECIALE Classe III B - IO VEDO Beatrice Marianna Occhipinti - SE FOSSI ACQUA Alessia Renna - L’ANIMA DELLA NATURA Anna Di Meglio, Martina Vitelli - LA NATURA SOFFRE Giada Baglietto - LA STELLA DEI DESIDERI Marco Gallo - SE FOSSI FUOCO… Salvatori Giorgia - MADRE NATURA Classe III B - PERCHE’? Andrea Minazzo - L’AMBIENTE E’ MERAVIGLIOSO Angela Rusponi - PENSIERI DI PRIMAVERA Luca Mazzeo - Luca Mazzeo Classe IV C - LA TERRA E’ SPACCIATA Andriani Stefano, Benassai Giordana, Carafa Caterina, Centonze Brandon, D’alessandro Gabriele, De Giorgi Gaia, De Razza Marika Carmen, Dell’anna Noemi, Dell’anna Sara, Fontana Jacopo, Fracella Eleonora, Gatto Giulio, Greco Benedetta, Guagnano Danilo, Guagnano Luca, Lepore Sara, Margagliotti Mirko, Marra Stefano, Martignano Francesca, Miccoli Giuseppe, My Maria Alice, Palin Jamira, Potenza Davide, Quido Idea, Serravezza Teresa, Zampino Marika, Zampino Gianmarco - NATURA INCANTATA

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Scuola Primaria - Sezione Narrativa Canale Leonardo, Frangelli Giovanni, Massei Salvatore, Moreno Giacomo, Moscatello Stefano, Muriella Simone, Nacchi Gabriele, Orioli Martino, Puha Josif - UN SOGNO DISTRUTTO Angelosanto Sara, Caparco Simone, Capriolo Cosimo, Cioffi Mariateresa, D’alonza Francesco, Di Benedetto Mattia, Fascia Giuseppe, Licciardi Eleonora, Martino Federica, Mastrostefano Vincenzo, Nuzzo Stefano, Petracca Mirko, Rossi Concetta, Trandafir Denisa Mihaela, Zanni Lorenzo, Zeppa Rosario - RESPONSABILI DEL CREATO Barzon Simone, Duran Barros Naara, Girasole Luca, Inguanta Francesco, Masha Kleidi, Masilli Asia, Mottola Francesco, Riccumeni Alessia, Rossi Claudio, Vaglietti Cristian, Vaglietti Debora, Zunino Elena - LE AVVENTURE DI ALICE NEL PAESE DEI LAVORI IN CORSO Ashraf Mohamed Eshiba Jasmine, Bragalini Alice, Cadeddu Laura, Dahmani Imad, Denni Nicole, Gjoka Pamela, Grimaldi Ginevra Raymi, Mancuso Martina, Marzocca Giulia, Negri Alessia, Nobile Christian, Pitzanti Aurora, Pitzanti Gabriele, Tirri Francesca - STORIA DI UN ORTO Mari Vittoria Nasetti - IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI Domenico Mancuso - L’AMBIENTE INQUINATO Anita Cerrato - MI PIACEREBBE… Flavia Cavaliere - UN PICCOLO ALBERO Sara Morelli - IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI Carmine Imparato - LUCA E IL VIGILE 273

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Catalfamo Filippo, Crimi Virginia, Esposito Ivan R., Handraj Genti, Maio Francesco, Perdichizzi Andrea, Piccione Francesco, Pino Tonino, Russo Giulia, Tedesco Antonio - UNA LATTINA…FINALMENTE FELICE! 65 Angelica Gallo - IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI 67 Classe III A - L’AMORE SALVA LA NATURA 67 Elena Martini - IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI 68 Noemi Amabile - L’ALIENO E GLI ANIMALI 68 Panico Consiglia, Motti Martina, D’angelo Elena, Migliaccio Elena, Colella Gennaro, Sontino Maddlena, Esposito Rosa, Colella Alessia, Veneziano Paolo, Compagnone Federica, Musella Francesca - SARAH LA PRINCIPESSA IN BICICLETTA PORTA LA PACE NELLA NATURA 68 Giulia Della Torre - IL RICICLAGGIO DI UNA CARTINA 72 Giulia Calderari - IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI 72 Lamberti Alba - A COME AMBIENTE 73 Classe V B - PROTEGGIAMO L’AMBIENTE 74 Erika Agri’ - IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI 76 Petrecca Davide e Riolfo Ludovica - A COME AMBIENTE 76 Sofia Carpisassi - IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI 77 Catalano Sabrina - STORIA DI UNA GOCCIA 77 Andreacchio Alessia, Barberi Sarah Ilaria, Canale Ginevra, Cavallone Asia, De Oliveira Da Silva Iago, Dell’utri Chiara, Di Fiore Amelia, Ferracin Pietro, Garis Gioele, Malvicini Beatrice, Mazzotta Samuele, Oueld Nmir Anas, Sansone Chiara - IL PARCO GIOCHI 78 Matteo Massaccesi - IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI 79 Asia Gallo Costa Silva - L’ECOLOGIA 80 Sofia Serena Saltabanchi - IL MONDO CHE HO E IL MONDO CE VORREI 80 Azzarone Valentina, Cardelli Chiara, Cianciaruso Martina, Da Rios Giovanni, Dalla Rizza Enrico, De Candido Maria, Eliame Kleimbier Herman, Fraternali Martino, Li Yuangeng, Mazza Gaspare, Sanzuol Carlo, Soldan Giorgia, Vanzella Nicole Eleonora, Vizzuso Sara, Zhou Mini, Angione Jacopo, Cao Lusa, Cardelli Francesco, Censi Silvia, Cescon Andrea, Dalle Crode Michael, Lin Cheng, Lovat Ester, Mohammed Rafaiat Hoque, Perissinot Alessandro, Tonussi Sara, Ullah Rafid - L’EROE DEL BOSCO 81 P. Tudorachi - I PALADINI DELL’AMBIENTE 83 Aletto Andrea, Balasco Cosimo, Caiazzo Daniele, Coppola Simone, Del Rosso Valentina, Guarriello Marco, Maiorano Federica, Mastroianni Giovanni,Matteo Gretha, Mayer Jean Pierre, Napoletano Christian, Napoletano Riccardo Maria, Panaro Angela Federica, Schiano Matteo, Silva Bedmar Sara, Sticca Antonio Pio, Varone Diego - I CUSTODI DEL BOSCO 83 Abbate Anna Maria, Arico’ Andrea, Castorino Orazio, Cicciari Noemi, Cuzzocrea Fabio, Demirovski Samson, Giunta Daniela, Isgro’ Santi, Maggio Filippo, Perugini Giada, Rapisarda Joseph, Stramandino Antonella - LA PLASTICA RICICLATA DIVENTA FANTASTICA 85 Roberto Tutuianu - IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI 88 Paolo Genovese - L’ALBERO DELLA PIAZZETTA 88 Alessia Casarino - SIAMO CIRCONDATI 89 Di Matteo Nicola - PARLA UNA GOCCIA 89 Sara Piersanti - IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI 90 Elena Quattrocchi - L’ALBERO DI ULIVO 90 A. Morich - NOI E LA SPIAGGIA 91 Fatima Mejri - Fatima Mejri 92 Aiello Nancy, Alesci Graziano, Benvegna Salvatore, Bucolo Giuseppe, Calcagno Denise, Fazio Diego, Genovese Paolo, Giorgianni Eduardo, Grasso Salvatore, Guraj Erika, Impallomeni Paolo, Kopili Erxan, Mancuso Santina, Puliafito Salvatore, Puliafito Tindara, Quattrocchi Elena, Rizzo Nadine, Sofia Sara, Trifilo’ Roberta, Maio Anthea - VAMPA E IL TESORO DEL VULCANO 92 Gioele Bianconi - IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI 94 T.j. Quartucci - A COME AMBIENTE 94 Edoardo Carloni - IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI 94 Villa Daniel, Piazzai Gabriele, Carletti Nicolo’ - IL RAGAZZO E LE TARTARUGHE 95 Chiara Amendola - LA STUPIDITA’ DELL’UOMO…E LA SUA CREATIVITA’! 95 Sara Sofia - LA RIVOLUZIONE DI PINO 96 Piera Cognome - IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI 97 G. Granero - A COME AMBIENTE 97 Michail Khangallardo - IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI 98 274


K. Cedeño - A COME AMBIENTE Filippi Davide, Braghin Lorenzo - I DUE AMICI Alice Sisto - IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI Asia Gallo, Costa Silva - A COME AMBIENTE Eleonora Presenti - L MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI Silvia D’ascoli - A COME AMBIENTE J.t. Quartucci - A COME AMBIENTE Giovanni Balena - IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI Degiorgis Irene , Palermo Matteo, Lopreiato Francesca - LA PICCOLA STORIA DI DIEGO Lisa Lo Grasso - A COME AMBIENTE Matteo Colafigli - IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI Andrea Duardo - L’UOMO E L’AMBIENTE Andrea Lecini - IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI Tabita Puha - SALVIAMO LA NATURA D. Corvi - A COME AMBIENTE Di Tuccio Rosario - “IL VIAGGIO DI UNA GOCCIA” P. Calliku - A COME AMBIENTE Davide Uffreduzzi - IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI G. Granero - A COME AMBIENTE Scalmana Davide, Gaibazzi Michele, Polizzi Lucrezia - TRE PANDA ALLA RISCOSSA Sorina Ferastauaru - IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI Andrea Duardo - A COME AMBIENTE Lucrezia Orazi - IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI Bellantoni Sara, Aragno Sofia, Maiano Elena, Pastorino Elisabetta - L’AMBIENTE Elisa Bernardini - A COME AMBIENTE A. Morich - UN BUON CITTADINO Gioia Ponunzi - IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI Tabita Puha - A COME AMBIENTE Andrei Chiriac - IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI Nicolo’ Menzio Lorenzo - A COME AMBIENTE Daniele Saltari - IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI Di Salvo Marta, Esposito Sara, Rapa Donatella, Zucca Giorgia - PAESI SPORCHI Federica Ottaviani - IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI Silvia D’ascoli - IO E L’AMBIENTE Alessia Casarino - A COME AMBIENTE J. Masha - A COME AMBIENTE Canu Enzo, Ciarlo Matteo, D’angelo Pietro, Goso Matteo, Guidotti Gabriele, Oddone Francesca, Petta Lorenzo - A COME AMBIENTE Andrea Mazzafoglia - IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI Chiara Amendola - A COME AMBIENTE Anamaria Iacob - IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI L. Menzio - L’AMBIENTE E IL PAESAGGIO Giacomo Giorgi - IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI Ascione Angelo Armando - LUCIA E LO SPIRITO DELL’AMBIENTE Giulio De Santis - IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI Emanuele Dominici - IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI Camilla Mucina - A COME AMBIENTE Alessandro Franzon - SALVIAMO L’AMBIENTE Camilla Mucina - SALVIAMO IL NOSTRO PIANETA Massimo Tofone - IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI Francesca Prinzi - CURIAMO L’AMBIENTE Alessandro Listanti - IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI Della Rossa Christian, Secco Pietro, Villa Riccardo - A COME AMBIENTE Lisa Lo Grasso - A COME AMBIENTE Michelle Bruognolo - IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI P. Tudorachi - L’AMBIENTE COME AMICO Virginia Orazi - IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI Antonio Santagati - SALVARE LA NATURA 275

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J. Masha - RIFIUTI IN GIRO Claudia Sangiorgio - IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI Prishila Callihu - L’AMBIENTE E’ IL FUOCO Luigi Gargano - IL NOSTRO AMBIENTE Riccardo Rossi - IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI Davide Corvi - RISPETTIAMO L’AMBIENTE Malatesta Nicole, Astini Daniele, Giacu Giulia, Astini Gaia, Malatesta Loris - CHICCO AMICO DELL’AMBIENTE Andrea Minazzo - I DISBOSCAMENTI NEL MONDO Gabriele Accettone - IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI Denis Mehmetaj, Mirko Cavalleri, Elettra Montenegro, Joele Damonte, Enea Merkay, Ntaliia Nistor, Janet Bruzzone, Asia Ferrua, Pier Paolo Scian, Veronica Tagliano, Samuel Ferrara, Francesca Saia, Sofia Guerrini, Nuran El Fawal, Riccardo Trevia, Maria Valentina Volpara - GAIA Yasmin Zarabian - IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI K. Cedeño - SALVIAMO L’AMBIENTE Francesca Di Mori - IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI Marco Triolo - IL MONDO CHE HO E IL MONDO CHE VORREI M. Bianco - UN QUALCOSA DI MERAVIGLIOSO

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Scuola Secondaria - Sezione Poesia Irene Minio - GIALLONARDO Giusy Catalano - IERI HO VISTO IL MARE Corinna Di Loreto - A COME AMBIENTE Daniela Crespo - AMBIENTE Oppia Martina, Laruffa Jennifer - ACQUA NATURA!!! Federico Guasco - IL MIO PAESE: LINGUEGLIETTA Martone Anna Asia - A COME AMBIENTE Mouna Achek, Bianco Silvia, Shenaly Fernando - LA NATURA PIANGE E SORRIDE… Alessandro Mare’ Brunenghi - LA DIFFERENZIATA E LA NATURA Santoro Biagio - AGATEA Valentina Lania - L’AMBIENTE Stefano Bottino - LA FESTA DEL RICICLATO Orta Samuel - ACQUA Miriana Demichelis - L’ALFABETO DELLA NATURA Colombo Leonrdo E Filippone Charlotte - SALVIAMO L’AMBIENTE Sara Beretta - SALVARE IL MONDO Frascheri Clotilde - L’ARIA Abbate Jessica - IL CICLAMINO Giovanni Cevasco - ENERGIE ALTERNATIVE Kiara Emma Leone, Maika Gravante, Eleonora Corvaglia, Mariangela Risolo - UN MONDO PIU’ VERDE…L’AMBIENTE!!! Classe I A - SALVIAMO L’AMBIENTE Stella Ghihlione - LA NATURA Granero Alessandro E Tavilla Simone - CI CHIEDEREMO PERCHE’… Samuel Marenco - IL SOLE SCALDA Passaro Maria Immacolata - QUALCUNO MI HA DETTO Borgalli Jacopo, Lencioni Chiara e Moggia Alessia - UN BENE PREZIOSO Di Caprio Giovanni - LE ROSELLINE Mascia’ Consuelo e Gay Carolina - UN MONDO PIU’ PULITO Elisa Heerema - LA LIGURIA Adamo Maria Pia - L’AGATEA Daniele Torbidoni - IL SOLE Albano Francesca - ABISSO Samuele Pedrazzi - COME IL SOLE SCALDA Farina Carlotta - L’ORO BLU Garibotti Francesco, Pasini Chiara E Valente Carol - UN FIORE STA PER NASCERE Alessio Codeglia - LA NATURA 276

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Grezio Salvatore - IO AMO OGNI ALBERO, IO AMO LA NATURA Tomatin Sofia - VELO Cinotti Assunta - LA MAGGIORANA Barisano Giuseppe - AMBIENTE Matteo Staurenghi - ATTENZIONE: NON C’E’ UN BEL NIENTE Pianese, Rota, Taku - TUTTI SIAMO NOI Soriano Martina - ARIA “PULITA” Accardo Mariachiara - EHI BAMBINO… Cocco Martina, Ferrari Chiara - ARIA, LA NOSTRA AMICA Chiara Cum - IL MARE Giulia Butera - SAN LEONE Francesco De Bernardis - NEL PICCOLO BORGO Shadi Alshuwayat E Luigi Marini - A COME AMBIENTE Legio Miriam - SALVA LA NATURA! Arnaldi Simone, Angelucci Matteo - L‘ENERGIA Alberto Cavalieri - IL SOLE COCENTE D’angelo Maria - IL CICLAMINO Matteo D’intino - IL MARE Maddalena Bressler - IERI E DOMANI Turi Alessandro - IL NOSTRO PIU’ CARO AMICO Massimo Carlini - NON MI SPORCARE Iannotta Manuel - IL CICLAMINO Capodanno Prisco Alfonso - L’AMBIENTE Vite Robles Bolivar Andres - LA NATURA CI FA VIVERE Lorenzo Paolino - GITA NEL BOSCO Riccardo Pavone - MONDO Pedretti Matteo - NATURA E COLORI Di Felice Antonia - IL CICLAMINO Rosa Morella - Giulia Fantaccione - P COME PANNELLO SOLARE Maietta Eliana - FORZA AMBIENTE Sasha Scagliotti - LE STAGIONI Roberto Trapa - ORSU’ ACQUA AMARA Pettinelli Federica - UN INVITO AL CITTADINO! Irene Grasso - LA NATURA Castiello Imma - L’ORIGANO Pascarella Giancarmine - AMBIENTE Giorgia Bonanno - IL MARE Beatrice Gandolfo - LA NOSTRA AMICA NATURA Sgro’ Daniele - IL MARE Francesca Ricevuto - A UN’AMICA PIU’ CARA DELLE ALTRE Andrea Lombardo - PER L’AMBIENTE Emanuele Dini - DISTESA BLU Salzillo Andrea - LA MORA Anna Lombardi - MONDO Alex Rufolo - DALLA PREISTORIA De Medici Chiara - RISPETTARE? Camilla Savoja - MARE MIO Passaro Aurora - LA NEBBIA Gabriele Verruggio - LA NATURA Salzillo Angelica - ROSELLINE Berta Alessia, Caldaraie Elena, De Pieri Filippo, Marchiori Beatrice, Vantaggiato Antonio - IL SALICE PIANGENTE Michele Di Summa - IL BOSCO Francesca Sorrentino - UNITI PER UN MONDO MIGLIORE Aleardi Miriam - SALVIAMO LA TERRA Giulio Bottari - MARE MI FAI SOGNARE Riccio Rosa - IL CICLAMINO 277

150 150 150 151 151 151 152 152 152 153 153 153 153 154 154 154 154 154 155 155 155 155 156 156 156 156 157 157 157 157 158 158 158 158 159 159 159 159 160 160 160 160 161 161 161 161 162 162 162 162 163 163 163 164 164 164


Scuola Secondaria - Sezione Narrativa Matteo Ravera - A COME AMBIENTE 165 Altieri Eleonora, Aschero Elisa, Brunzu Daniele, Catania Gabriele, Cennamo Anita, Chiesa Elena, D’amato Lisa, Ferraris Andrea, Galvan Martina, Gasco Filippo, Guarino Mattia, Hamiti Keisi, Ladelfa Lorenzo, Lange’ Lorenzo, Leonelli Silvia, Macri’ Christian, Maesano Luca, Miotti Martina, Nardulli Mattia, Odasso Chiara, Odasso Tommaso, Panizza Gabriele, Perlungher Edoardo, Pertuso Cristiana, Petto Manuel, Riccio Raffaele, Robaj Larisa, Scrivano Irene, Vertunni Ylenia - “RICICLO PER UN MONDO MIGLIORE” 166 Abbrescia Marika, Arpe Filippo, Bagnasco Alice, Barletti Mattia, Belli Federico, Defranchi Filippo, Defranchi Sara, Jaime Zambrano Peter, Lanzone Emma, Miola Camilla, Remiz Cesara, Terenzoni Davide, Tuvo Denise - RIFIUTI ALLA RISCOSSA 170 Riccardo Dotta, Costel Raul Grosu, Voncenzo Prinzi, Andrea Simone Per I Disegni: Barberi Anthony, Berhami Toni, Bertin Carola, Bisesi Giada, Bonifazio Chiara, Cani Aron, Carmigian Andrea, Cerasa Thomas, Cerro Nicole, Corvi Alessio, Eshiba Sara, Giordano Ilaria, Giordano Marta, Masha Albi, Pitzanti Vanessa, Rakovic Alena Cristina, Roccaforte Vanessa, Sansone Rachele, Tuttolomondo Francesco. - GLI AMICI DEL BOSCO 174 Morra Anna Maria - LA BIMBA CHE PIANGEVA 177 Spidoni Francesco - EARTH AND FIRE 179 Aleardi Salvatore - IL NOSTRO MONDO 184 Cristina Micello, Camilla Giannoccolo, Maria Lucia Leo - NATURA: LA STRADA DELLA VITA! 184 Carletti Arianna - IMMERSA NEL PAESAGGIO 185 Gallese Marta - SPERDUTO E NON RICICLATO 186 Artino Antonino, Biondo Giovanni, Campanella Grazia, Costa Ambrogio, D’agostino Davide, Doddis Concetta, Freni Rosario, Girone Giovanna, Mancuso Salvatore, Molonia Teresa, Paratore Caterina, Pizzinga Rosario, Rolla Lucia, Russo Andrea - LA LATTINA REINCARNATA 187 Buffelli Alessandra - UN DEGRADO?...NO STIAMO DEGRADANDO 189 Flavio Neri - A COME AMBIENTE 191 Cassola Ajai - UN DESIDERIO FINALMENTE REALIZZATO 192 Pietro Bongiovanni e Martina D’andrea - SHINE E L’ALBERO AMICO 193 Imbo’ Nicola - REV IL ROBOT 200 Leale Ambra - QUANTA STRADA…PRIMA DEL RICICLO! 201 Anna Giulia Monteforte, Alessandro Panico, Angela Alessandra Rubrichi, Edoardo Santo, Alessandro Risolo e Francesco Rizzelli - ANCHE NOI COME LUI 201 Nachira Camilla - L’ALBERO SECOLARE 202 Brigante Pasqualina - SUPER A IN AZIONE 203 Consoli Alessio - STORIA DI LETE 205 Businaro Fabio, Caroncini Anna, Franzoi Giorgia, Marchesin Aurora, Mariuz Marilde, Peciotti Francesco, Piccinin Nicola, Rodaro Lorenzo, Venerus Davide - PJ E I 9 BIDONI 205 Profico Vito - ANALIZZIAMO L’INQUINAMENTO 211 Salvatore Coluccia - CONFIDENZE NELLA DIVERSITA’ 211 Classe III A - A COME AMBIENTE 212 Giorgia Tranchida - IL MARE: UN BENE DA RISPETTARE 214 Polinelli Chiara - UN MAGNIFICO PORTAPENNE 214 Rubino Matteo - L’ALBERO OTTIMISTA 215 Guadagno Salvatore - LA FORESTA DI CRISANTEMO 215 Basso Christian, Corona Matteo, Kramil Dawid Samir, Xhatufa Endi - HARRY E LA CREATURA MARINA 216 Irene Lucifora - UN GRANDE CAMBIAMENTO 219 Currarino Lorenzo - VITA AVVENTUROSA DI UN SACCHETTO DI PLASTICA 220 Turi Paola - L’UOMO E L’AMBIENTE: UN ACCOPPIAMENTO IMPORTANTE PER LA SOPRAVVIVENZA DEL PIANETA 220 Criniti Alessandra - GLI INTREPIDI CINQUE 220 Nuzzo Martina - IL LAGO MAGICO 221 Currarino Yuri - LA STORIA DI UNA PICCOLA BOTTIGLIA 222 Cuciti Sabrina, De Matteo Michela, Maimone Marina, Maiorana Federica - OPERAZIONE NATURA 222 Calabrese Marika - TUTTI AL COMUNE! 224 Arcucci Maria Cristina - VIAGGIO A SICHUAN 225 Pizzolante Francesca - LO SAI TU PERCHE’? 226 278


Romano Veronica - NEL REGNO DI PLASTICONIA Jessica Cricelli e Marika Di Crescenzo - LAILA E LA FORESTA SEMPREVERDE Gazzano Pietro, Tallone Daniele - IL MOSTRO DI SPAZZATURA Defilippi Cristina - TINO, L’EX SACCHETTINO D’amico Alessandro - RISPETTIAMO L’AMBIENTE Mari Beatrice Maria Luce - ERICA, IL “CUORE PURO” E GLI AMICI DEL PARCO Galladini Emanuele - UN RIFIUTO SENZA FUTURO Magri Denise, Krasniqi Erlinda - A COME AMBIENTE Raffaella Zito - LA BOTTIGLIA DI GIUSY Lerici Elena - SAMANTHA, BOTTIGLIA DI PLASTICA Calvi Luca - SALVIAMO LA TERRA Giardina Federica, La Spada Massimiliano, Pergolizzi Alessia, Lo Monte Federica - IL PALAZZO VANITOSO Monteverde Giulia - IL POVERO FLACONE ABBANDONATO Nobile Stefano, Ricci Christian, Romano Simone - A COME AMBIENTE Olivi Daria - DISPERSA TRA LE ONDE Gianluca Cama - UNA FAMIGLIA ITALIANA Stroppa Dario - DRAGONBALL E L’ECOSISTEMA Vincenzo Fiorentino - AMICIZIA, PETROLIO E COSCIENZA Zanone Sofia - L’ISOLA DI PLASTICA Semeraro Edoardo - PACE FRA UOMO E AMBIENTE Munter Noemi, Sottile Valentina, Patania Bianca - UN MONDO MIGLIORE Lo Vetere Corinna, Bianchi Marco, Deriu Valentina Per I Disegni: Adinolfi Desiree, Amendola Tommaso, Arriaga Dominguez Hellkin Alexander, Avalo Christopher, Conti Michelle, Corral Intriago, Cullhaj Sara, Forte Federico, Hazizi Argir, Mazzaferro Matteo, Nafee Ahmed, Panari Marisol, Panizza Arianna, Sanzotta Letizia, Sardanelli Gianluca, Simone Laura, Spanjolli Alessia, Taku Junes, Tavilla Benedetta, Vargas Moreira Helen Geoanny - DESTINAZIONE MONDO Classe I B - L’AMBIENTE POSITIVO Rinaldi Concetta, Rinaldi Filomena - A COME AMBIENTE. MITI… E REALTA’ Classe II C - PULIAMO L’AMBIENTE

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Si ringraziano, per i premi messi a disposizione:

Comune di Balestrino

Comune di Boissano

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Comune di Toirano


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Leggendo si cresce 2012