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PERIODICO DEL CASSERO | GAY LESBIAN CENTER DI BOLOGNA | ANNO VI | N.3 | SETTEMBRE/OTTOBRE 07


CASSERO / Settembre Ottobre 07

c in copertina: Bas Meerman, Untitled (particolare), 2000, acrilico su tela, ph. Bas Meerman dall’alto in senso orario: Bas Meerman, Ohne Titel (Sofa), acquarello su carta; Chat Mechant, 2005, olio su tela, ph. Clemens Boon; Untitled, 2006, acquarello su carta, ph. Bas Meerman; Rio, 2005, olio su tela, ph. Clemens Boon


ARCIGAY IL CASSERO segreteria tel 051.6494416 fax 051.6495015 www.cassero.it - cassero@cassero.it CONSIGLIO DIRETTIVO COMITATO PROVINCIALE ARCIGAY IL CASSERO Francesco Baldini (presidente), Sandro Mattioli (portavoce), Maurizio Cecconi, direttivo@cassero.it ARCILESBICA BOLOGNA Elisa Manici (presidente) tel 051.6492684 www.arcilesbica.it/bologna - bologna@arcilesbica.it DIREZIONE ARTISTICA Bruno Pompa tel 333.2957200 ad@cassero.it Art Assistant Mauro Copeta wawashi@cassero.it CULTURA Daniele Del Pozzo tel 051.5280391 cultura@cassero.it Libera Università Omosessuale Paolo Salerno luo@cassero.it Gender Bender www.genderbender.it info@genderbender.it CENTRO DI DOCUMENTAZIONE Sara De Giovanni tel 051.557954 doc@cassero.it ACCOGLIENZA, BENESSERE, CONFRONTO Emanuele Pullega consultorio@cassero.it Telefono Amico gay tel 051.555661 telefonoamicogay@cassero.it Liberamente liberamente@cassero.it Progetto Scuola Matteo Martelli scuola@cassero.it Gruppo Giovani giovani@cassero.it PROGETTO SALUTE Sandro Mattioli salute@cassero.it SPORTELLO LEGALE Cathy Latorre, Silvia Gorini sportellolegale@cassero.it SPORTELLO ANTIDISCRIMINAZIONI antidiscriminazioni@cassero.it CASSERODONNA casserodonna@cassero.it UFFICIO STAMPA Chiara Mantovan ufficiostampa@cassero.it

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Accoglienza notturna & Liste Matty P, Matteino, Lady Pantera Amministrazione Samuele Cavadini Cdoc Giulia Zonta Cleaning Ladies Bob, Gianluca, Christian Feed the Bears Nicola Cesari, Sauro, Coco Giardino Silvano La Nessa Manutenzione Kai Trevisan PROGETTO SCUOLA Ambra, Filippo, Laura, Lucille, Marco, Matteo, Michele, Micol, Paolo, Salvatore, Valeria Resident Djs Little Fluffy Luke, Fiandrix, Wawashi, PoPpen, Matthe ,Trash Couture, Frog_ette, Ruggero, Carey Ferry, Fable, Ues Resident Vjs MizzPravda, Strong, Alias, Virgilio, MissPlugInn Security Kai, Flavio, Elenoire, Lucia Segreteria Marinella Marovelli, Emanuela Ria Suoni & Luci Michela Paolucci Staff Massimiliano Martines (responsabile) Arianna Lombini (vice) Eva Sabin (vice) Claudina, Lorenza, Loris, Cinzia, Elenoire, Grace, Tatona, Mick, Filippo, Corradino, Mattia, Barbara, Marzia, Vincent, Kate, Anita, Max, Evina, Gionata, Silvia, LaManu Telefono Amico Andrea M, Andrea S, Carlo, Daniele, David, Francesco, Maurizio, Miles, Natale, Paolo ARCILESBICA NAZIONALE segreteria: 051.6492684 www.arcilesbica.it - arcilesbica@arcilesbica.it ARCIGAY NAZIONALE tel 051.6493055 www.arcigay.it - info@arcigay.it CASSERO MAGAZINE Gerenza Walter Rovere & Matteo Giorgi Grafica Danilo Danisi - d.danisi@fecoonde.org Stampa Tipografie Negri Fotolito MGP Hanno collaborato a questo numero Peter Weiermair, Paolo Salerno, Mauro Copeta, Vincenzo Branà, Marco Buonfigli, Maurizio Cecconi, Sandro Mattioli, Bruno Pompa, Letizia Lucini, Elisa Manici, Anna Muraro, Mariagrazia Pecoraro, Clelia Zezza Le Cassero’s Angels sono Divine Brown, Brenda Broadway e Celine Dior magazine@cassero.it - Advertising: adv@cassero.it

Io se avessi potuto gli avrei dato 11. Perché quando quella sera mi rifilarono carta e penna in mano e mi dissero “Toh, sei in giuria a Mister Cassero”, a me in un certo senso crearono un problema. Piacevole, per carità. Perché di belli in passerella ce n’era certo più di uno. E a me, che sono cresciuto in una famiglia che nel dubbio il sale nella pasta ce lo si mette due volte, doverne scegliere uno, anziché tre o quattro, mi pareva davvero un gran peccato. Allora attaccai a piazzar degli otto e degli otto e mezzo, qualche sette e forse un sei. sei. Nell’attesa che la competizione li mettesse, letteralmente, in mutande. Così mi rilassai, consapevole che alla fine era tutta una questione di tette, culi, e rotondità varie. E che in fondo i problemi, nella vita, sono altri. Invece a scardinare la regola arrivò Aaron, che forse in mutande raggiunge il sei col debito formativo, ma che appena lo vedi, se sei gay e orgoglioso, dici: “è lui”. Un fisichetto “così così”, ma un piglio che vorresti riuscire a immortalare, per piazzarlo sul manifesto di un Pride. Con sotto scritto: “Provate a dirmi di no”. Perché, innanzitutto, Aaron a guardarlo in faccia sembra sempre sereno. E il contorno è un gran bel paio di occhi neri, il capello corvino e un sorriso che ti faresti sfilare il portafoglio. Quindi è bello. In più, anzi forse proprio questo è il punto, Aaron viene dalla Spagna, che di questi tempi è come dire “sono figlio di Madonna”. Perché a essere finocchi con cittadinanza a Madrid si dà immediatamente ragione di quella spavalderia che il sirenetto porta tatuata in volto. Nel suo paese non deve avere alcuna tessera per entrare in un locale gay, e se decide di darsi all’imprenditoria può rivolgersi ad una camera di commercio ad hoc per aziende a target omosessuale. E soprattutto può sposare il suo compagno, assisterlo nella malattia, condividere con lui i frutti del lavoro di una vita. Aaron insomma per noi italiani è un traguardo, e l’entusiasmo che porta stampato in volto è l’ossigeno che vorremo aspirare da una mascherina quando nel nostro paese sentiamo di omosessuali portati in questura perché sorpresi a baciarsi, di donatori di sangue respinti perché gay, di amministrazioni comunali che progettano mura di siepi attorno a un’area in cui si pratica battuage maschile. Da tutto questo ragionare, tornai subito a quella “faccia da poster” e gli affibbiai dei dieci fino alla nausea. Aaron doveva vincere, lo pretendeva con lo sguardo. Come dovremmo vincere noi gay in Italia, chiudendo l’era dei compromessi, e senza mediare sulla nostra lingua o sul nostro modo di rappresentarci. Uscendo dalle gabbie delle perifrasi truffaldine dei partiti di oggi, ma anche di quelli di domani, che alludono senza mai nominare, promettono e non garantiscono. Alla fine si è beccato corona e fascia: cioè, nello specifico, qualche foglio di cartoncino graffettato e del nastro da cuscino mortuario con immortalato, al posto dell’estremo saluto, il conquistato titolo. Che, d’oro o di latta, è comunque conquistato. E tutta quella cartapesta, che per lui è stato un ironico punto d’arrivo, per noi può essere un’ottima partenza. Perché forse ci serve tutta la nostra “favolosità”, fatta di raffia e di carte décor, se vogliamo fare come lui, e rigiocarci per le strade di Bologna al Pride quella partita che i politici ci hanno fatto perdere a tavolino. Vincenzo Branà

CASSERO / Settembre Ottobre 07

CASSERO Gay Lesbian Center Via Don Minzoni 18 – 40121 Bologna – Italy


ARCI CALDO

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30 Ottobre / 4 Novembre

Margo Channing è un’attrice di successo e unadonnafelice.Harecitatoininnumerevoli commedie, girato i teatri di mezza America e portato sulle scene decine di personaggi, ogni volta facendo crollare il teatro dagli applausi. A dirigere le sue commedie è Bill Sampson, l’uomo che ama e da cui è ricambiata. Ma Margo Channing è anche una donna matura. Ed è per questo che, quando i sospetti sulla presunta relazione tra la sua giovane assistente e Bill diventano insopportabili, sfoga

Una questione di genere la rabbia in una scenata da annali della storia del cinema. L’accusa è quella di volerle togliere la parter e sostituirle la bella, intrigante e – soprattutto - più giovane di lei Eva. Ma Bill proprio non riesce a capire: Eva, semplicemente, è brava. Certo, è giovane, e non si può negare che sia molto bella. Ma per quanto lo riguarda è un’ottima attrice e nulla più. Ecco perchè ne è entusiasta, ed è ora che Margo la smetta con questi piagnistei e capisca di essere: “una donna intelligente, e bellissima, e una

grande attrice all’apice della carriera. Hai ogni ragione per essere felice, ma a causa di qualche strano, assurdo e inspiegabile capriccio permetti a una ragazzina come Eva di trasformarti in un’arpia! Adesso, maledizione, smettila! Una volta e per sempre!”. Dopo una pausa che sembra durare degli anni, Margo replica: “Come si vede che non sei una donna”.


Eva contro Eva è solo uno dei moltissimi esempi di come il cinema, ma anche la letteratura, il teatro, le arti visive e la musica, abbiano sempre riflettuto sui concetti di genere e identità, mettendoli in scena e cogliendone gli aspetti più curiosi e stimolanti. A farne un buon resoconto ci pensa anche quest’anno Gender Bender, festival internazionale giunto alla sua quinta edizione, vera e propria camera delle meraviglie dove è possibile curiosare tra quanto di meglio la produzione culturale abbia prodotto giocando con maschile e femminile, orientamenti sessuali, generi e identità. E le sorprese sono davvero tante, perchè quando c’è di mezzo il genere, e non sempre è il genere che ci si aspetta, le cose cambiano. Diventa, come recita l’intelligente locandina, tutta un’altra storia, fatta di nuovi immaginari e prospettive; una storia certamente più insolita e sorprendente. Pochi artisti contemporanei, ad esempio, hanno imbastito un immaginario visivo e musicale tanto vasto sulle falserighe di generi e identità quanto Sylvano Bussotti, uno dei più importanti protagonisti della scena musicale internazionale, protagonista dell’EVENTO SPECIALE del Festival.

Bussotti è artefice fin dagli esordi di un universo barocco e sognante, la cui produzione tocca gli ambiti più diversi, muovendosi tra musica, teatro, cinema, poesia e pittura. Il compagno di viaggio ideale per Gender Bender, capace di attraversare in liberà i generi, superando in leggerezza i confini delle diverse discipline. Durante la sua lunghissima carriera il maestro ha collaborato con i nomi più importanti del panorama culturale internazionale, tra cui Pierre Boulez, John Cage, Carmelo Bene e Derek Jarman (che curò per lui nell’88 la regia teatrale dell’opera L’ispirazione, messa in scena al Comunale di Firenze con Tilda Swinton). La sua Passion selon Sade (1965), l’opera forse più sperimentale concepita per il teatro, e anche la più celebre e acclamata, consacrò il compositore alla fama e diede inizio, tra l’altro, ad una serie di performance con il Living Theatre. Sylvano Bussotti ha ricevuto, inoltre, il Premio SIMC (Società Internazionale di Musica Contemporanea) per tre volte (nel 1961, 1963 e 1965) e suoi lavori sono stati commissionati, tra le altre, dalla Scala di Milano, dalla Biennale di Venezia e dal Maggio Musicale Fiorentino. È stato direttore artistico del Festival Pucciniano di Torre del Lago, del Teatro La Fenice

di Venezia e della sezione Musica della Biennale di Venezia. È inoltre Accademico di Santa Cecilia, Accademico dell’Accademia Filarmonica Romana e Commandeur de l’Ordre des Artes e des Lettres della Repubblica Francese A Gender Bender presenterà, in anteprima assoluta, la proiezione della versione restaurata di RARA (film), un lungometraggio in cui compaiono molti dei protagonisti del panorama artistico italiano degli anni Sessanta, da Franca Valeri a Julian Beck, da Carlo Cecchi a Dacia Maraini, da Laura Betti a Dario Bellezza, fino al soprano Cathy Berberian, immortalati in una serie di ritratti ricchi di suggestioni oniriche e surreali. L’opera, dal linguaggio visivo barocco, lezioso e raffinato quanto schiettamente camp, è un vero e proprio riassunto per immagini degli anni più intensi e vivaci della vita culturale italiana. Realizzato tra il 1967 e il 1969, RARA (film) verrà accompagnato dall’esecuzione dal vivo di una nuova partitura, appositamente ideata ed eseguita dal Maestro Bussotti per l’evento (Teatro Manzoni, 3 novembre). Ad aprire la sezione dedicata dal Festival al TEATRO E ALLE ARTI PERFORMATIVE è il ballerino austriaco Frans Poelstra, la cui produzione si muove tra musica e parterre scenico, e lo fa seguendo gli ideali della sua compagnia, la United Sorry, un duo formato dai musicisti e performer Frans Poelstra e Robert Stejin. Il loro lavoro, dichiarano, è radicalmente autobiografico: “ci piacerebbe vedere un mondo diverso. Per questo cerchiamo di essere diversi”. A Gender Bender presentano, in anteprima italiana, Frans Poelstra, his dramaturg and Bach (Teatro San Martino, 30 e 31 ottobre), un vero e proprio caos sonoro e attoriale in cui i due performer costruiscono, muovendosi tra le Variazioni Goldberg di Bach, la danza di Poelstra, i commenti di Steijn e lo sguardo del pubblico, una performance radicalmente “sovversiva”, che annulla le barriere create da genere e identità, complici la confidenza amorosa della coppia danzatore-drammaturgo e la loro nudità sulla scena.

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Ecco, questo è il passaggio che ci interessa. Perchè il problema, qui, non è tanto l’attrazione sessuale, nè la differenza di età, la bellezza di Eva o l’odio per il suo sfacciato arrivismo. Il problema, qui, è a monte, e sta nell’ovvietà con cui Margo chiude la sua scenata: lei è una donna, Bill un uomo, e come tale non potrà mai capire la sua frustrazione e la sua rabbia. Si tratta, insomma, di una questione di genere. E, inutile aggiungerlo, spinosa e complicata come tutte le questioni di genere, perchè donna e uomo, maschile e femminile, sono concetti solo apparentemente opposti e definiti, di fatto molto più complessi, malleabili e confusi di quello che sembra. E le loro innumerevoli sovrastrutture, sviluppate in epoche e luoghi culturali diversi, fanno letteralmente parte della nostra realtà, tanto che non riusciamo quasi mai a percepirne la presenza o – come Bill Sampson – le contraddizioni e i condizionamenti.


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Se il lavoro di Poelstra è una riflessione disincantata sull’immaginario emotivo e affettivo maschile, totalmente immerso in una dimensione femminile ed esclusiva è invece quello di Ann Liv Young, uno dei nomi più interessanti della scena performativa newyorkese. Al festival la coreografa porterà una sua personale rilettura di Snow White (2 e 3 novembre, Teatro San Martino), la celebre fiaba dei fratelli Grimm. In questa versione l’attenzione si concentra sui personaggi di Biancaneve, del Principe e della Matrigna, tutti interpretati da donne, tra cui la stessa coreografa nei panni della protagonista. Biancaneve si muove sul palco in modo sensuale, volgare a tratti e divertente, cantando canzoni d’amore dei nostri tempi, classici del pop portati al successo da Beyoncè, Mary J. Blige, Whitney Houston, ma riproposti in chiave punk. In questa interpretazione “rabbiosa”, le tre performer si presentano sul palco vestite di pesanti sneakers nere e body di lycra, spogliandosi e svestendosi in maniera compulsiva, quasi a caso. La critica di New York ha definito gli spettacoli della Young magnetici e provocatori per la messa in scena della nudità completa, mostrata senza censure né compromessi. Fresco e in apparenza spontaneo, l’universo di Ann Liv Young è legato ai capricci impulsivi di una ragazzina dall’immaginario selvaggio, impegnata in una personale ed estrema ribellione dal retrogusto femminista. Lo spettacolo, dai contenuti sessuali espliciti, è vietato ai minori di 18 anni. Anche quest’anno Gender Bender dedica ampio spazio alle ARTI VISIVE, con la retrospettiva The Sissy Avantgarde. Il progetto (dal titolo volutamente provocatorio – “l’avanguardia effeminata” – ispirato da un passo dell’intervista rilasciata dal regista Bruce La Bruce al nostro giornale) presenta film e documentari d’archivio e numerose anteprime italiane di opere che raccontano l’irripetibile stagione degli Anni ’60 e ’70, quando cinema, teatro, letteratura e arti visive furono l’avanguardia espressiva del profondo rinnovamento di tutti i paradigmi della società tradizionale precedente. Un rinnovamento che di pari passo affiancò le nuove istanze politiche antiautoritarie alla liberazione della

sessualità, alla critica serrata ai ruoli e alle nozioni di genere, e alla trasgressione di norme accettate di comportamento, sia a livello di atteggiamenti collettivi che individuali. La diversità e la sperimentazione sessuale costituirono fin da subito uno dei temi principali del cinema underground americano, che fu per questo spesso perseguitato dalla censura e di limitata circolazione. Nella rassegna al cinema Lumière (31 ottobre – 4 novembre) se ne potranno vedere titoli rari e numerose anteprime italiane, a partire da una selezione degli Screen Tests dell’artista Andy

Warhol, recentemente restaurati dal Museo d’Arte Moderna di New York. Tra questi, i “ritratti filmati” di Lou Reed e Nico nell’anno di costituzione dei Velvet Underground, della scrittrice e teorica Susan Sontag, e del regista e performer teatrale Jack Smith. Di quest’ultimo, considerato il vero padre del cinema underground americano, ammirato dallo stesso Warhol e da generazioni di artisti da Bob Wilson a Laurie Anderson, si potranno vedere alcuni titoli rari oltre al documentario a lui dedicato dalla regista Mary Jordan. Al gruppo teatrale di San Francisco The Cockettes, autori dal ’69 al ’72 di stravaganti spettacoli di “anarchia sessuale totale” che influenzarono

fenomeni come il glam rock (David Bowie disse di loro: “A San Francisco non hanno bisogno di me, hanno le Cockettes”) e registi come John Waters, sarà dedicata la prima nazionale di Tricia’s Wedding, parodia al vetriolo del matrimonio della figlia dell’allora presidente Nixon. Al “filo rosso” della protesta politica espressa dall’avanguardia si collega il documentario Jean Genet in Chicago, con lo scrittore impegnato come attivista a sostegno in un processo contro le Black Panthers, accanto a William Burroughs e Allen Ginsberg. Significative in questo senso anche le presenze di Sisters of the Revolution, esordio del 69 del regista gay militante tedesco Rosa von Praunheim, e di Transfert per camera verso Virulentia di Alberto Grifi, dedicato al teatro del filosofo omosessuale Aldo Braibanti, vittima dell’unica sentenza mai comminata in Italia per plagio. Non mancherà un omaggio a Derek Jarman, con rari cortometraggi anni 70, in della prima italiana del documentario a lui dedicato Life as Art. Infine, una sezione dedicata alla Body Art verrà aperta da un doppio omaggio a Marina Abramovic, con la prima italiana di Seven Easy Pieces, documentario di Babette Mangolte sulle sette performance tenute dall’artista serba al Guggenheim Museum di New York nel 2005, per le quali l’artista reinterpretava alcune celebri performance degli anni 60 e 70 di Bruce Nauman, Vito Acconci, Valie Export, Gina Pane, e Joseph Beuys, e da Imponderabilia, nel 30 anniversario della storica performance che l’artista eseguì alla Galleria d’arte Moderna di Bologna nel 77, poco prima di essere interrotta dalla polizia. Completano la sezione un film sugli happening anti-militaristi della visionaria artista giapponese Yayoi Kusama a New York nel 68, Fuses, lo straordinario film sperimentale realizzato dall’artista Carolee Schneemann mettendo in scena i propri rapporti sessuali con il compagno James Tenney, il celebre Fly di Yoko Ono, allucinatoria esplorazione del corpo nudo di una modella, e il brevissimo Freedom da lei realizzato nel 1970 assieme a John Lennon. Dedicato interamente a scrittrici lesbiche di lingua inglese, ospitato dalla SEZIONE LETTERARIA del festival, il progetto Soggettiva (30 ottobre – 4 novembre)


diversi generi letterari – dal noir alla ghost story, al romanzo di formazione. L’autrice, già nota in Italia con i successi editoriali Ladra e Affinità, il 31 ottobre presenterà il suo nuovo romanzo Turno di notte. Il 1 novembre sarà la volta dell’inglese Stella Duffy, attrice, cabarettista, scrittrice e una delle rappresentanti più importanti della comunità gay inglese. Le sue crime stories si ispirano alla migliore tradizione narrativa hard boiled, arricchiti di elementi innovativi, come la detective lesbica Saz Marten. Il 3 novembre Soggettiva ospiterà Ali

Smith, forse una delle più note tra le nuove narratrici contemporanee. Autrice di Hotel World e Free Love, i suoi due lavori più conosciuti, Ali Smith ha anche scritto per il teatro e pubblica regolarmente contributi su The Scotsman e The Times Literary Supplement. Attualmente vive a Cambridge. È stata, inoltre, finalista al Booker Prize e all’Orange Prize, due dei più prestigiosi premi letterari anglosassoni. Inedita in Italia, ma di prossima pubblicazione, l’opera di Mary Dorcey, quarta ospite di Soggettiva (4 novembre). Poetessa e scrittrice

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chiama in Italia le voci più interessanti della narrativa anglosassone, offrendo uno sguardo privilegiato sulla migliore produzione contemporanea. Ad aprire la serie di appuntamenti, a cura di Arcilesbica, sarà il 30 ottobre Sarah Waters, presentata dalla scrittrice Grazia Verasani. Segnalata nel 2003 dalla prestigiosa rivista letteraria Granta, i suoi romanzi sono ambientati nell’Inghilterra Vittoriana, restituita al lettore grazie ad un’impeccabile ricostruzione storica. I complessi intrecci sentimentali tra le protagoniste sono immersi in


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irlandese, la sua produzione è interamente dedicata alla rappresentazione (in prosa e in poesia) della dimensione femminile e lesbica, raccontata attraverso una prospettiva quotidina e intimista. Nel 1990 ha vinto il Rooney Prize for Literature, uno dei più importanti premi letterari irlandesi. Chiudono la carrellata tra gli artisti presenti a Gender Bender gli ospiti che animeranno la sezione MUSICA E PARTIES. Due gli ospiti di punta: I Kids on Tv, che animeranno il party di Halloween, e il dj e producer tedesco Carsten Klemann. Canadesi, i Kids on TV (31 ottobre, Cassero) sono un collettivo di artisti dichiaratamente gay che, in maniera del

tutto irriverente, giocosa e sfacciata, animano la più recente disco internazionale. I loro spettacoli, che spesso coinvolgono il pubblico catapultandolo sul palco, sono incursioni nel mondo del punk e del rock sperimentale passando per l’electro, conditi da installazioni video; la loro esibizione per la notte di Halloween promette di essere una delle performance più sfrenate della stagione. Carsten Klemann arriva invece dalla Germania, dj resident al Panorama Bar e al Watergate di Berlino e presenza fissa dei più importanti disco club europei. I suoi live set sono un esempio di purissima elettronica mischiata alla passione per il dancefloor e le sonorità minimal e techno (3 novembre, Cassero). GB ENTRY è, infine, la sezione del festival dedicata alle opere più interessanti e curiose di nuovi talenti e giovani artisti, selezionate tra le oltre trecento giunte alla segreteria attraverso il consueto Bando, sostenuto quest’anno anche da due partner d’eccezione: Radio Papesse, prima e unica radio di arte contemporanea italiana, e QOOB, il progetto multimediale sviluppato da Telecom Italia Media Broadcasting e MTV Italia. Tutte le opere le opere video e installative saranno in mostra presso Delta Bo-Project, un nuovo spazio espositivo nel centro di Bologna (30 ottobre – 10 novembre). Last but not least la sezione dedicata al CINEMA. Anche quest’anno Gender

Bender presenterà una selezione dei migliori prodotti cinematografici internazionali, scelti tra le proposte più interessanti di festival italiani e stranieri. La sezione, presto completa, sarà visionabile assieme a tutti gli altri contenuti del festival (programma aggiornato, updates e schede complete degli spettacoli e degli ospiti del festival) sul sito www.genderbender.it Paolo Salerno

IMMAGINI 1) Kids on Tv 2) Ann Liv Young, Snow White - ph. Nicholas Strini 3) Kids on Tv 4) Sylvano Bussotti 5) Ann Liv Young, Snow White - ph. Nicholas Strini 6) Frans Poelstra, his dramaturg and Bach 7) The Cockettes in Luminous Procuress, ph. Steven Arnold 8) Yayoi Kusama, “Anatomic Explosion” at the statue Alice in Wonderland, Happening 1968, New York © Yayoi Kusama 9) Yoko Ono


c INTERVISTA

c Intervistata da: Letizia Lucini e Clelia Zezza

Tanya, in che modo ti rapporti alla questione omofobia? “Per me l’omosessualità non rappresenta un problema, non percepisco la sessualità come un problema, veramente non giudico nemmeno le persone come appartenenti ad un genere; ci sono solo persone con cui mi sento a mio agio ed altre meno a prescindere dalle loro preferenze sessuali.” Alcuni artisti reggae giamaicani però hanno un’opinionediversasull’argomento:utilizzano l’omofobia come arma per sottolineare ed imporre la loro virilità e attraverso testi che incitano le masse a compiere atti di violenza legati all’orientamento sessuale..

“Penso sia ridicolo giudicare qualcuno per le proprie preferenze sessuali. Credo fermamente che ognuno debba avere il diritto di compiere le proprie scelte incondizionatamente, proprio come lo posso fare io. Per esempio, se io decido di fare una cosa, tu hai la libertà di non fare la stessa cosa. La possibilità di scegliere è la stessa per entrambi. E così deve essere. Il fatto che decidiamo di fare cose diverse è solo l’espressione di due possibili strade contemplate dalla libertà di scelta.” Come mai tu invece hai sentito l’esigenza di schierarti contro tutto ciò? “Perché, ribadisco, penso sia insensata la posizione di questi artisti e sento pertanto di dover lottare per proteggere una libertà che è anche la mia. Per esempio, oggi ci dicono “non puoi fare una scelta in termini di preferenze sessuali”; un domani ci diranno “non puoi più portare i capelli in questo modo”. Abuseranno così della libertà degli individui sempre più e sempre più insensatamente. Quindi, per preservare la mia libertà cerco di preservare anche quella di tutti gli individui.” Parliamo del tuo ultimo album “Rebelution”. Nella traccia ‘Warn Dem’ ti rivolgi soprattutto alle generazioni future e condanni l’uso della violenza come mezzo per risolvere i problemi in Giamaica e in generale nel mondo… “Sì, questo atteggiamento è molto stupido. La gente ha l’abilità di ragionare ad un livello più alto, non ha bisogno della violenza per risolvere i problemi, poiché ha il potere della parola, del dialogo. Quindi quando assisto ai comportamenti violenti di alcune persone ho pietà per loro, poiché non dimostrano di essere civili e questi loro atteggiamenti non godono della mia stima. Ho pietà di loro.”

Come è avvenuto il percorso che ti ha condotta da brani incentrati sugli argomenti standard del reggae dancehall tra cui Fag In A Closet, a pezzi rivoluzionari e socialmente impegnati come Do You Still Care? Cosa è cambiato in te? “Non credo di essere cambiata, solo ritengo di essere cresciuta. Quando ero giovane il “party” (festeggiare) era tutto per me, mentre ora mi ritengo più matura, mi sono civilizzata anch’io e sono interessata a tutto ciò che succede attorno a me nel mondo. Sono più profonda, capisco ciò che succede intorno a me perciò attraverso la mia musica sento il dovere di muovere le coscienze della gente, di stimolarli all’essere attenti alle scelte che compiono oggi, poiché ne va del loro futuro.” La tua esperienza testimonia quindi che le cose possono cambiare “Sicuramente, è la gente che fa sì che le cose cambino; ognuno, nel suo piccolo, può fare la propria parte.” Dai testi delle tue canzoni si deduce che lo scopo della musica dovrebbe essere quello di diffondere messaggi positivi, siano essi di amore, rispetto o tolleranza, nonché quello di educare tutte le generazioni affinché si contribuisca alla costruzione di un mondo migliore. Continuerai ad impegnarti in questo senso? “Puoi scommetterci. Non è un favore quello che sto facendo. Lo faccio per me stessa. Sono una persona parecchio egoista sai ma con l’espressione “me stessa” non mi riferisco solo a me seduta qui, mi riferisco all’umanità intera. Ciò che è bene per se stessi, agire nel rispetto delle proprie ed altrui esigenze, è bene per l’umanità intera.” Ph. Luca D’Agostino (c) Rototom sunsplash Ph. Elia Falaschi (c) Rototom sunsplash

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Di recente in alcune città italiane si è assistito all’annullamento dei concerti di artisti reggae celebri in tutto il mondo, tra cui Beenie Man, Sizzla e Capleton, in seguito alla mobilitazione di associazioni in difesa dei diritti degli omosessuali. Provvedimenti che sono stati presi poiché i testi di diverse loro canzoni riportano espliciti incitamenti alla discriminazione e all’uso della violenza nei confronti degli omosessuali. Afrontediquestaquestione,approfittando della sua presenza in Italia al Rototom Sunsplash 2007, incontriamo una reggaesinger contro corrente, che nei testi delle sue canzoni affronta con maturità e senza ipocrisia temi importanti quali l’omofobia ed il razzismo: Tanya Stephens. Nel suo ultimo album “Rebelution” (2006) Tanya si pronuncia senza timori contro ogni forma di discriminazione includendo per la prima volta anche quella nei confronti degli omosessuali e rivalutando quello che era il messaggio positivo della musica reggae delle origini: riscatto sociale e rispetto tra i popoli.


ARCI LESBICA

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intervista di Elisa Manici e Anna Muraro

Nata a Londra nel 1963, Stella Duffy è cresciuta in Nuova Zelanda, per poi tornare a vivere in Inghilterra. È conosciuta in Italia per i suoi romanzi gialli che hanno per protagonista Saz Martin, personaggio “al limite” e pieno di limiti, tutti banalmente umani. In lei convivono eccezionalità e normalità, verità e menzogna, amore e tradimento, professionalità e incompetenza. La quotidianità di Saz Martin è tutta volta a far coesistere una “normale vita di coppia lesbica” con la sua attività d’investigatrice. Autrice eclettica, Stella Duffy ha pubblicato altri cinque romanzi di diverso genere, oltre a racconti, testi teatrali e articoli. Oltre al lavoro di scrittrice, è un’attrice di successo, e ha interpretato la sua Lifegame in tutta la Gran Bretagna, a Broadway e in Australia. Ha anche registrato diverse commedie radiofoniche per la BBC. Stella Duffy sarà a Bologna il prossimo 1 novembre, come ospite di “Soggettiva II”, serie di incontri sulla letteratura di lingua inglese curata da ArciLesbica Bologna all’interno della prossima edizione di Gender Bender.

Come e perchè hai iniziato a scrivere? “Scrivevo già per conto di alcune compagnie teatrali durante il periodo universitario in Nuova Zelanda, oltre a racconti brevi e poesie. Come figlia d’operai, sono stata la prima in famiglia ad andare all’università, non pensavo che la scrittura sarebbe potuta diventare per me una professione. Per questa ragione, pur scrivendo per il teatro, non mi consideravo una scrittrice ma piuttosto un’attrice che scriveva. Una volta a Londra, ho cominciato a lavorare con diverse compagnie teatrali che facevano improvvisazione e commedia e così ho cominciato a credere maggiormente nelle mie capacità. Ho potuto utilizzare un computer solo nel 1991, quando avevo 28 anni, ed è stato allora che ho finalmente cominciato a scrivere il mio primo romanzo, Calendar Girl.

Le detective story sono un genere letterario molto amato dalle scrittrici e sempre di più le protagoniste sono donne. Quasi sempre il personaggio femminile protagonista sovverte l’ideale “femminile”, con donne senza uomini, autonome, indipendenti che hanno a che fare con cadaveri e vite altrui. Che cosa ti ha attratta, come autrice, di questo genere? Ti sei ispirata a delle scrittrici in particolare, o che ritieni particolarmente significative?

“Prima di iniziare a scrivere avevo letto i libri di autrici come Margaret Atwood, Marge Piercy, Mary McCarthy, Patricia Grace e Janet Frame, tutte donne interessate a raccontare le storie di altre donne, scrittrici che giocano con il linguaggio e la forma letteraria. Credo che la nascita di una letteratura femminista a cavallo tra gli anni ’70 e gli anni ’80 mi abbia incoraggiata a scrivere molto più della letteratura di genere al femminile, di cui non ero quasi consapevole all’epoca. Non sono stata un’appassionata lettrice di romanzi gialli, quando da bambina ho letto le storie di Miss Marple e dell’americana Trixie Belden (una ragazza detective) ero interessata alle figure femminili forti, più che a quel genere letterario. Quando ho scritto il mio primo romanzo giallo (Calendar Girl) non l’ho affrontato come una detective story, così per me non rappresentava una scrittura di genere. La vedevo come una storia d’amore finita male, perciò per me la protagonista principale era Maggie. È stato il mio editore a vedere in Saz la vera protagonista e il libro è stato lanciato con questo tipo di messaggio. In seguito mi è stata offerta la possibilità di aggiungere il


Il giallo è forse l’ultimo genere letterario in cui solitamente c’è una distinzione piuttosto netta tra bene e male, mentre nella serie di romanzi con Saz Martin la distinzione è piuttosto sfumata. In qualche modo, sei riuscita a rendere più complesso, quindi più simile alla vita reale, un genere letterario fatto in gran parte di demoni e eroi. Condividi questa analisi? “Le vostre analisi sono molto più complesse delle mie! Io scrivo semplicemente la prima storia che mi viene in testa! Anche negli altri romanzi affronto il tema del bene opposto al male oppure della menzogna, del segreto opposto alla verità. Ho subito l’influenza di un’educazione cattolico/socialista e m’interessano tanto i peccati d’omissione, quanto quelli effettivamente compiuti. Pratico il buddismo da 21 anni e nella pratica buddista l’enfasi è sulla responsabilità personale, ma anche sul modo in cui le nostre azioni individuali influenzano il tutto. Personalmente non credo nel male, penso che ognuno di noi abbia la capacità di essere e di agire positivamente, ma la nostra società non ci offre uguali possibilità, sia all’interno della famiglia che nel contesto educativo, ecco perché è riduttivo giudicare tutti con lo stesso criterio. Penso inoltre che imparare e cambiare sia possibile, quindi scrivere una storia dove si affronta il confronto tra bene e male in maniera superficiale

non può reggere. M’interessa molto di più addentrarmi nella trama piuttosto che focalizzarmi sul colpevole. In tutti i miei 10 romanzi affronto le relazioni e le complessità delle passioni umane, allo stesso modo in cui gestisco le trame dei miei gialli o di qualsiasi altra tematica.” I tuoi personaggi spesso mentono, in particolare Saz ricorre spesso alla menzogna sia nella vita professionale che privata, sia su piccole che su grandi vicende. Penso, per fare un esempio, a Beneath the Blonde, dove la menzogna sul tradimento sembra essere una necessità per il mantenimento della felicità. È per te un espediente narrativo classico delle detective story o ha un significato “morale”? “Sono particolarmente interessata al discorso della verità e della menzogna, temi questi che si adattano perfettamente al genere del giallo. Certamente la menzogna è funzionale alla storia. Personalmente penso che mentire sia estremamente pericoloso, sia per chi lo fa che per chi subisce la bugia. È il motivo per cui insisto molto sull’importanza dell’essere visibili – credo sia il nostro dovere per “cambiare il mondo”, ma specialmente per migliorare le cose per

le persone LGBT più giovani. Questo perché ciò che risulta difficile per noi ora – per esempio dichiararsi in un clima politico e familiare ostile – è molto più che un atto individuale, significa dare un contributo al futuro della nostra società e assumersi la responsabilità di costruire un futuro per i giovani che verranno dopo di noi.” In Italia sei amata dalle lesbiche perché nei tuoi romanzi vengono rappresentate “scene di vita lesbica”. La tua protagonista Saz Martin si muove nel mondo “esterno”, ma anche in una comunità di riferimento precisamente delineata. Credi che abbia un significato politico/sociale descrivere questa quotidianità? “Con Calendar Girl in primis ho cercato di descrivere la comunità lesbica che conoscevo, non totalmente politicizzata, non direttamente influenzata dal movimento femminista degli anni ‘70. Mi sono concentrata di più sull’amore, sul sesso e sulla passione che sulla politica. Anche se mi considero molto politicizzata, non mi interessava scrivere dell’ennesima lesbica che vive nell’ennesimo ghetto lesbico. Non ho scritto intenzionalmente storie in cui tutte le donne sono personaggi positivi e tutti gli uomini sono personaggi negativi, e non volevo nemmeno scrivere un’altra storia di coming out. Per me aveva più senso descrivere una comunità lesbica con tutti i suoi difetti, le sue problematiche, le sue gioie, così come qualsiasi altra comunità. All’epoca non mi sono resa conto che anche così stavo assumendo una posizione politica. A mio

avviso, rappresentare le lesbiche come NORMALI è quanto di più riuscito ci sia nella serie di Saz. Nulla di speciale, di diverso o d’eccezionale nell’essere donne gay, ma semplicemente donne che vanno avanti con le loro/nostre vite, in un mondo (come è anche quello occidentale) che non sempre ci sostiene o ci approva, ma che noi possiamo influenzare e anche cambiare attraverso la nostra onestà.” In Carne Fresca, l’ultimo tuo libro tradotto da noi, Maggie aspetta un figlio concepito utilizzando un ovulo di Saz e lo sperma di un amico gay. Per la cultura italiana questa è una situazione più che dirompente. Come hai avuto quest’idea? L’hai scelta perché destrutturante l’immaginario di “famiglia naturale”, o è semplicemente frutto dell’esperienza condivisa della comunità GLBTQ inglese? “Da quando ho scritto il libro ho sentito che qualcuno qui l’ha fatto, ma non è sicuramente la procedura più utilizzata perché è meno probabile che funzioni rispetto all’inseminazione diretta. Mi fa piacere che in Italia i libri sulla

detective Saz vengano interpretati come una presa di posizione politica sull’esperienza di vita lesbica, mentre nel Regno Unito, dove si dà già per scontato che nella comunità gay funzioni tutto, non c’è un’interpretazione politica di questi testi. Come ho già detto, scrivere dell’esperienza omosessuale come se fosse normale significa che sto scrivendo con la speranza che tutto ciò diventi realtà, piuttosto che vederlo come un caso particolare. Detto ciò, non sono certa di voler decostruire il modello tradizionale di famiglia. Capisco il concetto, ma di solito non comincio a scrivere un libro partendo da un’istanza teorica, ciò che mi interessa è la storia. Cerco di scrivere una bella storia, quindi per me il fatto che Molly resti incinta con un ovulo di Saz inserito nel suo utero e fecondato, rende la storia più interessante, perché questa operazione unisce le due donne in maniera più significativa.” Nel 2005 hai sposato la tua compagna. Cosa pensi del fatto che nel nostro paese ciò non sia ancora consentito, e anzi sia in corso un inasprimento delle posizioni che vogliono continuare a negare alle persone LGBT gli stessi diritti delle coppie eterosessuali? “Nonostante il fatto che io dica “sposata” e “moglie”, il matrimonio omosessuale non è ancora legalizzato nel Regno Unito, dove ci si limita a riconoscere le unioni civili. Attendo il giorno in cui saremo sposate. Attendo il giorno in cui tutti noi – gay, etero, bisessuali saremo riconosciuti dalla legge, e in chiesa/sinagoga/ moschea e così via. Credo che tutti gli esseri umani siano uguali e negare diritti a causa dell’orientamento sessuale sia sbagliato, tanto quanto a causa del sesso o della razza o del credo religioso. Quindi ancora non ci siamo. Non conosco la situazione italiana, ma per

quel poco che so, mi sembra di capire che il potere della famiglia possa creare dei danni alle persone gay, perché molte volte si parla di noi come di un pericolo per la famiglia tradizionale. Mi piace sperare che con la nostra onestà possiamo incoraggiare “la famiglia” ad essere più aperta e accogliente e quindi dare forza all’unità umana fondamentale, e allo stesso tempo a non negare il nostro diritto di vivere vite oneste, realizzate e aperte. Io vorrei far parte della società, non esserne fuori. Non m’importa di essere “interessante” solamente perché sono lesbica, non è questa la parte più interessante di me! Fino a quando il resto del mondo non capirà tutto questo – fino a quando non smetteranno di chiederci di annullarci – fino ad allora dobbiamo continuare a fare chiasso, a farci sentire, e ad essere aperti e onesti.” Traduzione Mariagrazia Pecoraro

CASSERO / Settembre Ottobre 07

secondo romanzo della serie. In realtà non avevo pensato ad una serie e nemmeno a me stessa come una scrittrice di gialli, infatti cinque dei miei romanzi sono gialli, mentre gli altri cinque non lo sono.”


INTERVISTA

incontra le cassero’s angels

CASSERO / Settembre Ottobre 07

ORNELLA VANONI Ok,ok…stiamocalme…mancanopoche ore dall’attesissimo concerto estivo della divina Ornella Vanoni e noi non abbiamo ancora scelto il vestito adatto per la serata. Per fortuna che la piazzola offre sempre ottime alternative per ragazze che, come noi, amano farsi notare tra la folla. Piume, strass, accessori vari e prestigiose sete cinesi et voilà eccoci agghindate in Piazza Santo Stefano dove terrà il concerto inserito nel programma di Bè bolognaestate. Alle 21.30 quando appare in uno splendido abito rosa e, dopo 2 ore filate di concerto in cui ripercorre i suoi grandi successi, la signora Vanoni è fresca come se avesse appena iniziato, mentre noi siamo sfatte e non riusciamo

a smettere di piangere commosse da quelle splendide canzoni. Distratte dal mascara che tinge di nero i nostri fazzolettini di carta non ci accorgiamo però che la gente comincia a lasciare la piazza e che Lei è già scomparsa. Oddio… ed ora come facciamo per l’intervista? Nonostante Celine proponga di far lei la parte della Vanoni in quanto è la rossa del gruppo, io e Brenda siamo un pò scettiche. Ma da vera investigatrice quale sono riesco tramite uno dei miei contatti segreti ad avere la certezza che la divina mi chiamerà. Sarà vero? Potrò finalmente godermi un bel panino con la salsiccia al prestigioso chiosco dei Giardini Margherita? Squilla il telefono e l’unica che in quel momento può correre a rispondere è Celine, ancora scossa emotivamente per le canzoni appena ascoltate. “Pronto, sono la Vanoni, so che volevate fare un’intervista con me, se mi

richiamate possiamo farla ora” A quelleparoleCelinecolsuosavoir faire risponde: “Chi???? Certo come no… la Vanoni… ahahah” e riattacca. Brenda pensa che sia un maldestro tranello architettato da Lady Pantera e dal suo trasformismo vocale. Le due ridono soddisfatte e convinte di aver sventato un diabolico scherzo, si dedicano alla meritata pulizia del viso. Solo il lunedì successivo Divine scoprirà lo spiacevole malinteso successo con la signora Vanoni che, nonostante tutto, accetta di raccontare di sé, del suo passato, del suo futuro e di come non le piacciano proprio certe abitudini del mondo gay..


Ha mai cantato di un amore gay? Gianfranco Manfredi nel suo libro “Mina, Vanoni e altre storie” sostiene che la sua celebre L’appuntamento sia una canzone storica in questo senso… “L’appuntamento? Dici? Non ho mai trovato questa chiave di lettura. Piuttosto una volta ho cambiato il testo di Questa notte c’è dicendo “come se dormissi sul mio seno” citando Anais Nin.” Sempre Manfredi sottolinea come lei abbia introdotto nel modo di cantare una forte carica sensuale, molto diversa dalla

donna rappresentata fino a quel momento. Era intenzionale? “Io ho portato nella canzone una donna che ama fino alla morte ma che non ha nulla di masochistico. È stata questa forse la vera rivoluzione. All’inizio con le canzoni della mala, poi con Gino Paoli. Ho portato sensualità ma anche rigore nel fare musica” È per questo che la definiscono algida? “Ti sono sembrata algida durante il concerto?” Assolutamente no, poi con quel vestito rosa stava meravigliosamente.. “Ma era viola…” Ma le giuro… per noi era rosa… “Come vuoi tu cara… comunque sarà la mia insicurezza e la mia eterna paura del pubblico anche se da qualche anno mi sono un po’ rilassata. Però il palcoscenico un po’ mi spaventa ancora ma forse è un bene.” È vero che all’inizio la sua voce non piaceva?

“È vero.. Poi mi ha salvato Roman Vlad, un grande compositore classico che scrisse per me un brano su una serie che la Rai fece sulla vita di Leonardo Da Vinci. In un certo senso mi sdoganò.” Lei ha aiutato Umberto Bindi portando al successo nel 1967 La musica è finita in anni in cui Bindi soffriva di ostracismo per via della sua omosessualità. Ce ne può dare un ricordo? “Sì è vero. Era un po’ osteggiato e questa sua ambiguità sessuale non lo aiutava. Il problema di Bindi era che si vedeva troppo… era una persona molto chiusa e spudoratamente gay e a molti non andava giù. E quindi il suo essere un così grande artista andava in secondo piano.” Come spiega che l’ostracismo della Rai nei suoi confronti sia durato per tutti gli anni 70 e 80, mentre si accettavano personaggi che giocavano apertamente con l’ambiguità sessuale come Zero e altri? “Io ho inciso una canzone di Zero nel 1974: Dipende. Lui non era ancora noto. Lo ricordo bellissimo, magrissimo, perfettamente pasoliniano. Anche se era gay era talmente mascherato nel personaggio che nessuno ci faceva caso. Era un tale trasformista che la gente vedeva la maschera e non l’uomo”

Passiamo a una domanda da sciampista. Lei ha questi capelli rossi che le caratterizzano l’immagine da molti anni… cosa hanno le rosse in più rispetto alle bionde e alle more? “Ora sono meno rossa ma biondo dorato. Ormai diventavo troppo aggressiva… non li coloro nemmeno più e faccio l’hennè… mi ero stufata e sono bionda rossa” Che rapporto ha con il tempo che passa? Per esempio Mina ha scelto di ritirarsi.. “Posso dirti solo che se devo scegliere tra Greta Garbo e Marlene Dietrich scelgo la seconda!” Che rapporto ha con gli uomini? Li spaventa? “Li ho anche spaventati, è che il mio lavoro ha sempre fatto finire le mie storie: le partenze, gli andirivieni, gli uomini si stancano di aspettare, sono viziati e gli amori vanno a catafascio” Ma quindi è più facile un amore tra artisti oppure diventa più difficile? “Un artista che lavora con te è una storia d’amore…

ma altrimenti non ci si vede mai. Tornando al ritiro di Mina, se lei oggi ha questa storia d’amore fantastica è perché si è ritirata” Lo sa che è una delle artiste più imitata dalle drag queen? Sa cosa sono le drag queen? “Guarda che non vengo mica da una nuvola rosa. Le ho viste. Mi divertono molto… Ma senti, posso dire una cosa a tutti i gay?” Certo… prendiamo anche appunti.. “Quando fate i Gay Pride sfilate tutti vestiti con la cravatta, vi darebbe una forza maggiore con l’opinione pubblica e i media. Se invece sfilate con le piume sembra il carnevale di Rio. Lo dico sempre ai miei amici: dovete essere quasi anonimi. Basta piume nel culo e cose in testa altrimenti i giornali si dedicano solo a quello..” C’è anche il problema di quelli che mettono le piume anche sulle cravatte… ma quello è un altro discorso… a proposito lo sa che il Pride del prossimo anno sarà a Bologna.. se ci promette di venire a cantare per noi la accogliamo con le cravatte… “Vedremo… aspetto un invito ufficiale” Chiudiamo parlando della musica leggera italiana… vede una sua erede? “ Ci sono molte belle voci ma imitano troppo le

americane perdendo di personalità. Direi che Elisa mi piace molto, è forse quella più vicina al mio stile.” La Pausini, no? “Beh, lei è più popolare… è più l’erede di Mina” Carmen Consoli? “Molto brava, ha fatto un bel lavoro sulla sua voce ma si è persa con l’ultimo disco. Ah no, ci ho ripensato: la migliore in assoluto rimane Gianna Nannini” Tornerebbe a Sanremo in gara? E nel caso… in duetto con chi? “Solo ed esclusivamente con Gianna. Con lei sì!”

CASSERO / Settembre Ottobre 07

Cominciamo dal presente. Ha un nuovo album in uscita, di cui si è già fatto un gran parlare perché ha rifiutato un brano scritto da Maurizio Costanzo… “L’album uscirà a fine settembre, sono tutti pezzi inediti, e torno a lavorare col mio storico produttore Mario Lavezzi. È un disco adulto che non parla di passioni e amori attuali, ma dell’amore a 360 gradi: anche quello per gli amici, per il proprio passato vissuto senza nostalgia, con divertimento. Uno sguardo a tutto tondo. La canzone di Maurizio parlava dell’amore tra una donna matura e un ragazzo molto giovane. E non me la sono sentita. Poi c’era quel verso: tu sei il fuoco io sono il cerino. Ma cosa voleva dire? No no…”


Y L Y L E E T T U U L L AABBSSOO N N O O T L T I L I H H

TRASH

IL NULLA CON IL VENTO IN POPPA. di Matty P.

CASSERO / Settembre Ottobre 07

GLI OSCAR DEL MESE. Dopo il successo del cruciverba estivo, ci voleva un’altra trovata altrettanto inutile per giustificare la stupidità di questa rubrica e della sua musa ispiratrice. Dopo vari sondaggi ha vinto un classico: i premi “made in Absolutely Hilton” delle queer icon di questa estate 2007. HILTON BITCH! LEONA HEMSLEY

HILTON NOTHING AT ALL! AMBRA

HILTON GRIMILDE! AZIS!

Leona Hemsley è morta il mese scorso all’età di 87 anni. Per coloro cresciuti a pane e Bette Davis non può che essere un’icona… d’altronde il suo soprannome era “la regina del male”. E’ stata la proprietaria dell’Empire State Building ma la celebrità trash l’ha raggiunta dopo essere stata ingabbiata per frode fiscale e aver gridato al mondo “Beh, che ho fatto di male? D’altronde si sa che solo i poveracci pagano le tasse!” Anche dalla tomba non ha cessato di lanciare i suoi strali: 12 milioni di dollari della sua eredità sono andati al suo cagnolino (nulla ai nipoti): un vezzoso maltese di nome “Trouble”: un nome un programma. Il dettaglio geniale è che Trouble oltre a mangiare solo gourmet prelibati preparati da grandi chef non ama assolutamente cibarsi da un ciotola ma direttamente dalle mani dei dipendenti di Leona. Ovviamente le è arrivata pure qualche denuncia per i morsi a cui la cucciolotta ho sottoposto gli ignari “camerieri”. Ma Leona da novella Crudelia non si è mai scomposta... Diceva di lei Donald Trump “E’ un orrendo, orrendo essere umano!” Per questo è la bitch che un po’ tutti noi vorremmo essere. R.I.P Leona!

Una volta la inseguivano al grido di “Siamo studentesse, non siamo AMBRAnate” oggi a ben 15 anni di distanza Tullio Kezich, nota penna al vetriolo del Corriere della sera, parla di lei definendola “Il nulla col vento in poppa”. Meno male che lei non si scompone e commenta “Un soffio di vento in questo caldo ci vuole”. Il contendere nasce dalla scelta di Ambra come madrina al festival di Venezia. Per gli organizzatori “una ventata di freschezza nel panorama cinematografico italiano”, ma per i più rimane “quella di Non è la Rai che ha all’attivo due minuti di psicolabilità in quella tragedia che è “Saturno Contro”. Commenta il suo pigmalione Boncompagni: “Non c’era niente di meglio in giro. Noi italiani siamo solo poveracci. Fossi per me la farei Papa.” Ma sicuri che anche noi non la preferivamo in versione “T’appartengo”, piuttosto che novella Margherita Buy nel nuovo film di Cristina Comencini?

Che la Parietti non ci speri nemmeno: Il ruolo incontrastato di cattiva di Biancaneve va ad Azis! Barbuta popstar Bulgara, una frociaccia assolutamente pazzesca e da non perdere. Cercatel* su youtube e vedrete delle cose che noi occidentali (beh sì in questo caso si è assolutamente etnocentrici) non avremmo mai sperato di vedere e mi sarete grati per il buonumore. Tanto


HILTON HORROR! OTTO IlnostroamicoBruceLaBruce(ricordate la nostra copertina con la trans col mitra? Era opera sua!) ha partorito la sua nuova creazione: Otto. Ha 18 anni ed è il tipico lolito sexy partorito dall’immaginario gay (quindi già lo amiamo) Ha una sola particolarità: è uno zombie malinconico ed è il protagonista del nuovo film del regista canadese e nella pellicola viene assoldato come star del suo film da una regista pazza lesbica d’avanguardia che si fa chiamare Medea Yarn, anagramma di Maya Deren (un drink a chi per primo tra voi ignoranti coglie il riferimento cinefilo). Per vederlo però dovremmo aspettare il 2008 “appena in tempo per l’apocalisse” come dice Bruce. Riuscirà a riverdire il mito del cinema horror o dovremmo continuare ad idolatrare la “buzzicozza” Drew Barrymore mentre viene sgozzata in “Scream”?

HILTON COMING OUT WENTHWORTH MILLER & ENRIQUE IGLESIAS

HILTON (IM)PROBABLE COUPLE! PEREZ HILTON & BETH DITTO

WentworthMillerèoggettivamente un bono che non si ragiona e il fatto che sia l’ipertatuato protagonista del telefilm di culto “Prison Break” non fa che aumentare il suo charme. Ma sarà gay o no come si chiedono molti siti di gossip? Dopo essere stato paparazzato in un internet point mentre guardava gaydar (!!) ha fatto la sua prima apparizione pubblica con il suo fidanzato: l’attore Luke McFarlane della serie “Brothers & Sisters”. In attesa di sviluppi un altro coming out meno piacevole ha sollazzato l’estate gossipara: Enrique Iglesias ha ammesso alla rivista Esquire di “averlo piccolo” e proprio per questo problema di non trovare mai preservativi della sua misura. Non si è fatta attendere la risposta della “Lifestyle condom” che ha chiesto al bell’Enrique di diventare testimonial, in cambio di svariati milioni di dollari, per la loro linea “extrasmall”. Business ovunque!

E il premio per la coppia più (im)probabile del mese va a Perez Hilton & Beth Ditto, fotografati per la copertina del mensile URB. Perez non è solo un blogger: è ormai una forza culturale capace di attirare ogni giorno sul suo sito oltre 7 milioni di visitatori da tutto il mondo. E fa tutto da una connessione wi-fi in un coffee shop di West Hollywood. Beth Ditto invece è la cantante dei “Gossip”, è stata nominata dalla rivista NME come la rivelazione del 2006 ed è diventata un icona facendosi vedere in giro con gente come Kate Moss e la sua banda. Si definisce grassa, lesbica e stronza e ama Perez proprio perché “mi ricorda quelle checcone grasse ed odiose che frequentavo al liceo e che hanno reso la mia adolescenza cosi irripetibile”. Insieme sono la coppia dell’anno e come dice Beth “Fanculo le convenzioni! Non mi depilo, non amo il deodorante e amo farmi vedere nuda.. posso nauservi, ispirarvi, annoiarvi e perché no? Magari anche piacervi…” Questo è il vero Gay Pride!

CASSERO / Settembre Ottobre 07

per darvi qualche anticipazione in un video del passato è nuda e protetta dall’acqua che le nasconde il fisico chubbesco, e sembra un incrocio tra una danzatrice balinese e Elizabeth Taylor in un film per bambini anni 70, di cui non ricordo il titolo, dove interpretava una specie di Fata delle Nevi! In quello più recente ha un meraviglioso monospalla che gli permette anche di mostrare le sue splendide gambe in un ambiente votivo molto minimal. Impedibile!


L’AVVENTURA DELLA FIEREZZA Mancano nove mesi al 28 Giugno 2008, giornata internazionale dell’orgoglio omosessuale, bisessuale e trans. Mancano nove mesi a sabato 28 Giugno 2008, la data scelta dal Comitato Bologna Pride per la manifestazione nazionale dell’anno prossimo. C’è un programma da ideare, un’incisività sulla società italiana da cercare, da ritagliare e inventare ex novo, da regalare a questo paese scoppiettante, ipocrita, che rifiuta la questione omosessuale - e bisessuale e trans - come cartina di tornasole del grado di (in)civiltà che abbiamo raggiunto. C’è la necessita d’allacciarsi al movimento di liberazione internazionale, impegnato in conflitti difficili, dove a pagare sono le donne e gli uomini, le loro vite, il loro diritto alla felicità: l’India, la Russia, la Palestina, l’Iran, l’Albania sono solo alcuni dei territori della battaglia. Non sono gli unici. C’è una duplice questione generazionale da affrontare: da un lato, un movimento, quello italiano, che ha superato i trent’anni

di storia, è tempo che abbandoni il suo congenito giovanilismo, che affronti i desideri e le realtà quotidiane delle persone gay, lesbiche, trans anziane, che sappia coglierne le necessità e offrire delle risposte, pur parziali, comunque indispensabili. Una sfida importante: la storia ce la costruiamo con le nostre, uniche mani. Dall’altro lato, c’è un’emergente omofobia, un dilagare dei crimini d’odio verso le persone lgbtq che vede la legislazione italiana impreparata a rispondere. Dobbiamo ottenere una legge che ci protegga, che ci tuteli. Il nostro habeas corpus, l’intangibilità del corpo, non può essere lasciato alla clemenza dei violenti o al buon cuore di un poliziotto. A pagare, in giovane età, sono spesso gli e le adolescenti. Il bullismo è lo specchio di una società italiana incancrenita dalla violenza sugli ultimi e sui deboli, su chi ancora non conosce le parole della propria liberazione. Dobbiamo dire: basta. Non vogliamo vedere più nemmeno una vittima. Dobbiamo andare davanti alle scuole, dichiarare finita la solitudine. Smettiamola, fin d’ora, di cercare l’approvazione di chi è parte del problema. Abbandoniamo a se stesso il patriarcato e i soprusi della cultura maschile. Ci sono dei conflitti. Abitiamoli onestamente, con la coscienza che in questa partita giocano molti attori e noi siamo una voce

soltanto. Che sia forte e autentica. Che ponga domande ineludibili. Questo è l’obiettivo per cui lavoriamo e per il quale c’è bisogno di tutte, di tutti. Fatevi avanti: le porte sono aperte, l’avventura della fierezza di sé, di noi, continua.

Maurizio Cecconi volontari@cassero.it | pride@cassero.it

SOTTOTITOLO Scalzante

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PORPORA DAY

Happening per i 50 anni di Porpora Marcasciano

commercial soundz / in consolle:

musica, spettacoli, dediche e danze

CAREY FERRY & WAWASHI DEEJAY lights and video by DAMIANO

dedicate da: arcigay Cassero, arcilesbica Bologna, MIT e Antagonismo Gay

7

15

SETTEMBRE

SETTEMBRE

ven

ven

FEED THE BEARS ore 23.00

sab

HIGH QWALITY HOUSE

raduno orsi e cacciatori COQ’o’NUTS + special guest ingresso 6 euro

sab

22

sab

COUNTDOWN BOLOGNA PRIDE 2008 [- 40 settimane]

ore 23:00 groundfloor HIGH QWALITY HOUSE & DEFILEE’

OPENING SEASON 2007/2008

in consolle:

(23:00 - 01:00) QUEER VIDEO SHOW (01:00 - 02:30) THE DEEP DEPARTMENT (02:30 - 05:30) ROGER lights by MICKY visual by VIRGILIO

(23:00 - 01:00) QUEER VIDEO SHOW (01:00 - 02:30) MATTHE dj (02:30 - 05:30) UNZIP PROJECT lights by MICKY visual by ALIAS

ingresso 10 euro intero / 5 euro ridotto liste: 335 – 5382848 MATTY oppure www.cassero.it/list

ingresso 10 euro intero / 5 euro ridotto liste: 335 – 5382848 MATTY oppure www.cassero.it/list

SETTEMBRE

18

mer

mar

Shortbus

ore

23.00

SISTERS ACTION (TRASH COUTURE + LITTLE FLUFFY LUKE) lights and video by DAMIANO

di John Cameron Mitchell (Usa 2006)

19

inizio spettacolo ore 00:30 (02:00 - 03:00) FROG_ETTE DJ (03:00 - 05:30) KIKI DJ [bpitchcontrol - Berlin] lights by DAMIANO visual by STRONG VJ

first floor:

a cura di COOL & CREATIVE ingresso 10 euro intero / 5 euro ridotto liste: 335 – 5382848 MATTY oppure www.cassero.it/list

Non Fate le Ignoranti ore 22.00 / v.m 18

ABSOLUTELY QUEER DISCO NIGHT

commercial soundz / in consolle:

MISTER GAY CASSERO 2007 machos in passerella

ore 23.00

HIGH QWALITY HOUSE ore 23.00 in consolle:

12

SPECIAL IGOR PARTY (the opening party of the bologna gay bookshop) music by FABLE DJ

presenta:

SETTEMBRE

SETTEMBRE

8

first floor:

SETTEMBRE

SETTEMBRE

SETTEMBRE

14

mer

ABSOLUTELY QUEER DISCO NIGHT nuova stagione ore 23.00

SETTEMBRE

PROGRAMMA

5

showtime by LADY PANTERA & ABBIETTA McCALLAN lights & video by DAMIANO

mer

ABSOLUTELY QUEER DISCO NIGHT

moving to Mr Gay Cassero

ore 23.00

commercial vibes / in consolle:

(23:00 - 02:00) video and music selection by FIANDRIX (02:00 - 04:30) POPPEN


di Hettie MacDonald (GB 1996) SETTEMBRE

26

mer

STASERA C’E’ ANDREA Incontro del Gruppo Giovani

ore 21.00 ABSOLUTELY QUEER DISCO NIGHT ore 23:00

commercial soundz / in consolle: (23:00 - 02:30) FIANDRIX (02:30 - 04:30) LITTLE FLUFFY LUKE lights and video by DAMIANO SETTEMBRE

28

ven

GALA POLITIQUE arringhe, sermoni e butade

ore 23.00

OTTOBRE

raduno orsi e cacciatori COQ’o’NUTS + special guest ingresso 6 euro

(23:00 - 01:00) QUEER VIDEO SHOW frammenti di cultura pop queer (01:00 - 02:30) WAWASHI DEEJAY (02:30 - 05:30) TEICHMANN BROTHERS dj lights by MICKY queer visual loop

first floor:

a cura di COOL & CREATIVE ingresso 10 euro intero / 5 euro ridotto liste: 335 – 5382848 MATTY oppure www.cassero.it/list

2

sab

COUNTDOWN BOLOGNA PRIDE 2008 [- 38 settimane]

presenta:

“GAYO ES LOKO!”

mar

Non Fate le Ignoranti ore 22.00 Chutney Popcorn

di Nisha Nagatra (Usa 2000)

3

6

start h 23:00 groundfloor HIGH QWALITY HOUSE (23:00 - 01:00) FEIERN documentario sul clubbing berlinese in consolle: (01:00 - 02:30) FROG_ETTE DJ (02:30 - 05:30) MIRKO LOKO dj [Lazy Fat People, Border Community, Planet E, Wagon Repair | Switzerland]

first floor:

a cura di COOL & CREATIVE

mer

BATTLE OF DRAG DJS

ore 23.00 CASSERO / Settembre Ottobre 07

FEED THE BEARS ore 23.00

“More SEX, PLEASE!” / in consolle:

ABSOLUTELY QUEER PARTY TIME

Dove non è specificato l’appuntamento è a ingresso gratuito.

ven

presenta:

OTTOBRE

con la partecipazione dei volti noti della casa presenta Agònia a seguire italo disco selezione musicale a cura di WAWASHI DEEJAY

start h 23:00 groundfloor HIGH QWALITY HOUSE

5

OTTOBRE

Beautiful Thing

sab

COUNTDOWN BOLOGNA PRIDE 2008 [- 39 settimane]

(23:00 - 01:30) FABLE DJ (01:30 - 02:30) FVLN DJ (02:30 - 03:30) MATTY P DJ (03:30 - 04:30) GLAMOURBROWN DJ special performance EVIRA LORD voice LADY PANTERA lights and video DAMIANO ingresso 3 euro - PRO BOLOGNA PRIDE 2008

ingresso 10 euro intero / 5 euro ridotto liste: 335 – 5382848 MATTY oppure www.cassero.it/list

7

OTTOBRE

Non Fate le Ignoranti ore 22.00

29

SETTEMBRE

mar

OTTOBRE

SETTEMBRE

25

dom

LIBERAMENTE Nuova stagione

ore 18.00

Per giocare, mettersi in gioco.. essere quello che sei..


di Massimo Andrei (Italia 2005)

OTTOBRE

10

mer

OTTOBRE

13

sab

COUNTDOWN BOLOGNA PRIDE 2008 [- 37 settimane]

ore 23.00 groundfloor

STASERA C’E’ ANDREA ore 21.00

OTTOBRE

12

ven

LATINOROSA ore 23.00

notte latinoamericana

spettacoli - balli - animazione - giochi dance latina commercial and techno latino EL PUMA DJ RULO vocals ANDRIX & friends ANIMAZIONE lights by DAMIANO latino visual loop ingresso 3 euro (nuovi tesserati ingresso omaggio)

presenta:

“TOUCHHHHH!”

featuring: (23:00 - 01:00) PRIDE VISIONS FROM THE NORTH EUROPE documentari (01:00 - 03:30) SASSE a.k.a. FREESTYLE MAN [Mood Music, Finland/Germany] (03:30 - 05:30)Under Electric Shock aka UES dj [Stomafunk, Italy] lights by MICKY

first floor:

a cura di COOL & CREATIVE ingresso 10 euro intero / 5 euro ridotto liste: 335 – 5382848 MATTY oppure www.cassero.it/list

14

OTTOBRE

(23:00 - 02:30) POPPEN (02:30 - 04:30) RUGGERO DJ lights and video by DAMIANO

HIGH QWALITY HOUSE

commercial soundz / in consolle (23:00 - 02:30) CAREY FERRY (02:30 - 04:30) LITTLE FLUFFY LUKE lights and video by DAMIANO

dom

Elezione del nuovo consiglio direttivo

16

18 19

gio

ARCILESBICA

ven

GAYWATCH! ore 23.00

show con MATTY P, LADY PANTERA, MINERVA LOWENTHAL, ANNIE 80 special guest: la CARRA’ a seguire sounds by: MARY J. VIBE (from DETROIT GHETTO) regia di: STRONG lights by DAMIANO staff creation by: CLAUDINA & JO BASTARDO ingresso 3 euro (nuovi tesserati ingresso omaggio)

mar

Non Fate le Ignoranti ore 22.00 Kinky Boots

“AD B*DAY” BRUNO POMPA’s BIRTHDAY happening musicale dj convention brindisi torta e cotillon LaManu’s CORNER: festeggiamenti per i 10.000 add friends su MYSPACE

capitolo uno

CONGRESSO PROVINCIALE STRAORDINARIO ore 15.00

OTTOBRE

commercial soundz / in consolle:

ABSOLUTELY QUEER DISCO NIGHT ore 23.00

first floor:

Incontro del Gruppo Giovani

ABSOLUTELY QUEER DISCO NIGHT ore 23.00

Incontro extra-ordinario del Gruppo Giovani

di Julian Jarrold (GB 2005)

CASSERO / Settembre Ottobre 07

Mater Natura

mer

STASERA C’E’ ANDREA ore 14.00

OTTOBRE

Non Fate le Ignoranti ore 22.00

17

OTTOBRE

mar

OTTOBRE

OTTOBRE

9


“CLICK ME, CHAT ME, FUCK ME! :-P”

mer

Incontro del Gruppo Giovani

featuring: (23:00 - 01:00) X X X VIDEO SHOW uncensored internet (01:00 - 02:30) FROG_ETTE DJ [resident Cassero] (02:30 - 05:30) BORIS DJ [Berghain, Berlin] lights by MICKY

ABSOLUTELY QUEER DISCO NIGHT ore 23.00

commercial soundz / in consolle: (23:00 - 02:30) TRASH COUTURE (02:30 - 04:30) FIANDRIX lights & video by DAMIANO

first floor:

OTTOBRE

a cura di COOL & CREATIVE

25 27

gio

ARCILESBICA

dom

LIBERAMENTE ore 18.00

Per giocare, mettersi in gioco.. essere quello che sei..

sab

COUNTDOWN BOLOGNA PRIDE 2008 [- 35 settimane]

start h 23:00 groundfloor HIGH QWALITY HOUSE presenta: CASSERO / Settembre Ottobre 07

OTTOBRE

featuring: DIXON dj [Sonar Kollecktiv, Germany] ROGER dj Buffet hosted by LaManu ingresso 5 euro

STASERA C’E’ ANDREA ore 21.00

presenta:

ingresso 10 euro intero / 5 euro ridotto liste: 335 – 5382848 MATTY oppure www.cassero.it/list

24

dom

DANCE DIFFERENT TEAPARTY start ore 18.00 end at midnight

NEW TECHNO GENERATION

(23:00 - 01:00) TECHNO VIDEO SHOW old school on videoclip (01:00 - 03:00) LINUZ DJ (03:00 - 05:30) MATTHE DJ lights by MICKY

first floor:

a cura di COOL & CREATIVE ingresso 10 euro intero / 5 euro ridotto liste: 335 – 5382848 MATTY

2

NOVEMBRE

ore 23.00 groundfloor HIGH QWALITY HOUSE

di Neil Jordan (GB 1992)

OTTOBRE

OTTOBRE

La moglie del soldato

sab

COUNTDOWN BOLOGNA PRIDE 2008 [- 36 settimane]

OTTOBRE

mar

Non Fate le Ignoranti ore 22.00

20

21

23

28

ven

FEED THE BEARS ore 23.00

raduno orsi e cacciatori COQ’o’NUTS + special guest ingresso 6 euro

3

NOVEMBRE

OTTOBRE

Dove non è specificato l’appuntamento è a ingresso gratuito.

sab

COUNTDOWN BOLOGNA PRIDE 2008 [- 34 settimane]

ore 23.00 HIGH QWALITY HOUSE & GENDER BENDER FESTIVAL vi invitano alla speciale

“ORGIA”

the party music: FROG_ETTE dj CARSTEN KLEMANN dj (MyMy, Playhouse, Germany) dessert: LADY GODIVA - pleasure corner drink: PINK SIREN - tonic counter and many others carachters... lights:MICKY visual STRONG vj first floor: by COOL & CREATIVE ingresso 10 euro intero / 5 euro ridotto liste: 335 – 5382848 MATTY oppure www.cassero.it/list


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CASSERO / Settembre Ottobre 07

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EVENTO

22 Settembre

CASSERO / Settembre Ottobre 07

Il terzo reginetto.

Con due giorni di anticipo rispetto alla sciaquetta pronta ad essere eletta in quel di Salsomaggiore, il Cassero mette in scena sabato 22 settembre la terza edizione del suo concorso di bellezza che decreterà il miglior clubber che trascorre le sue nottate all’interno delle sue antiche mura. Chi sarà il più prestante e charmant per il pubblico e i giurati tra quali spiccheranno vip, politici e animatori della gaylife bolognese? Il reginetto potrà volare insieme ad un compare nella nostra benamata Spagna, per la precisione in quel di Barcellona (grazie al sito Outtravel) per un weekend, con anche un piccolo bonus per sfogare la sua indole da shopping addict. A condurre la serata le solite eterne promesse (mancate): Matty P & Lady P.

insieme ad un’inedita coppia: Minerva Lowenthal e Annie 80 che faranno cimentare gli aspiranti belloni in ardimentose prove. Il momento musicale cult sarà dedicato quest’anno a una vera reginetta queer: Kylie Minogue di cui Maxxx(l) interpreterà un medley delle hits. E se lo spettacolo comincerà a mezzanotte e mezza, alle 2 si apriranno le danze! Prima con la regina delle resident Frog_ette poi con il biondissimo superospite Kiki, ancora indeciso se sfilare o suonare. Probabilmente farà entrambi. L’ingresso alla serata sarà di 5 euro per chi si metterà in lista al 335-5382848 o su www. cassero.it/list ed arriverà entro l’elezione del reginetto. Per gli altri i classici 10 euro

MISTER GAY CASSERO 2007 Il terzo reginetto SABATO 22 SETTEMBRE Apertura : ore 23 Inizio show. ore 00.30 Con MATTY P LADY PANTERA MINERVA LOWENTHAL ANNIE ‘80 Special KYLIE tribute from: MAXXX(L) 1°premio: BARCELLONAAAA with $$$$$ A seguire: FROG_ETTE e KIKI Regia di STRONG - Luci di DAMIANO Staff creation by CLAUDINA e JO BASTARDO Photo by: MAURIZIO CECCONI Graphic: MISSPLUGINN Ingresso 10 euro intero 5 euro ridotto in lista entro le 1.30 per info, iscrizioni e liste 335 – 5382848


MUSICA / HQH

c

COUNTDOWN BOLOGNA PRIDE 2008 [- 39 settimane] “MORE SEX, PLEASE!”  techno music night & pleasure (23:00 - 01:00) QUEER VIDEO SELECTION (01:00 - 02:30) WAWASHI DEEJAY (02:30 - 05:30) TEICHMANN BROTHERS live Ah, i “fratellini” Teichmann sanno proprio come spassarsela! L’ultima volta che hanno suonato al Cassero, rimasti un giorno in più per godersi la città, si sono ritrovati a ballare la Carrà con una parrucca in testa improvvisando un riuscitissimo trenino in pista. Sarà che sono degli sbarbi, ma loro sì che sanno fare un gran casino. Sempre con un sorriso stampato in faccia (il sorriso sempre più raro di chi si sta divertendo davvero), miscelano senza pudore acid, chicago house, techno, rock, pop, trascinando il pubblico in un crescendo di divertimento. Insomma, i giovani Teichmann sembrano aver appreso la difficile arte di FARE un party. E questa atmosfera festosa la si ritrova anche nel loro album di debutto, in uscita per una delle migliori etichette tedesche, la Disko B, quella che lanciò Dj Hell per intenderci. Hai capito gli sbarbini?

6 sabato

COUNTDOWN BOLOGNA PRIDE 2008 [- 38 settimane] „GAYO ES LOKO!“ (23:00 - 01:00) FEIERN  (01:00 - 02:30) FROG_ETTE DJ  (02:30 - 05:30) MIRKO LOKO dj

13 sabato

COUNTDOWN BOLOGNA PRIDE 200 [- 37 settimane] “TOUCHHHHH!” (23:00 - 01:00) PRIDE VISIONS FROM THE NORTH EUROPE (01:00 - 03:30) SASSEa.k.a.FREESTYLE MAN (03:30 - 05:30)Under Electric ShockakaUESdj  Sasse (all’anagrafe Klas Lindblad) è la dimostrazione vivente che uno può essere benissimo un fan sfegatato dei Pet Shop Boys (i primi Pet Shop Boys

chiaramente...), dell’italo disco (la prima italo disco chiaramente...), e persino degli U2 (i primi U2 chiaramente...) ed essere in grado di produrre musica house innovativa capace di lasciare il segno nel caotico mondo delle produzioni dance. E Losing Touch, pezzo composto insieme all’amico e compatriota Kiki, è forse l’esempio più azzeccato di questa miscela tra pop e avanguardia. Originario di Turku in Finlandia, Sasse si è imposto come uno dei migliori rappresentanti della scena finlandese che nel giro degli ultimi 10 anni ha sfornato pezzi da novanta come Jori Hulkkonen e Royksopp, ma anche personaggi più underground quali Putsch 79, Bangkok Impakt, Mr. Velcro Fastener e Ural 13 Diktators. Sasse è uno sfizio che è da tempo che volevamo toglierci, ed è giunto il momento..

20 sabato

COUNTDOWN BOLOGNA PRIDE 2008 [- 36 settimane] HIGH QWALITY HOUSE presenta: “CLICK ME, CHAT ME, FUCK ME! :-P” (23:00 - 01:00) X X X VIDEO SHOW  (01:00 - 02:30) FROG_ETTE DJ (02:30 - 05:30) BORIS DJ  Tempo fa ci arriva una mail. Contiene la proposta di ospitare un party in collaborazione con Gaydar, la chat per soli uomini con problemi di abuso di pinzette per le sopracciglia. Noi ci diciamo “perché no?” e cominciamo le trattative. A questo punto sorge il problema di quale ospite invitare per un evento così mondano e frocio. Prendiamo la nostra rubrica e la apriamo alla sezione “dj favolosamente gay” (esiste anche una nutrita sezione “ma ci fa o ci è?”, e una sezione “dj frocissime”, ma in questa ci teniamo solo il contatto per Boy George e il numero di Matty P.). Ma torniamo alla storia. Passando in rassegna i nomi, e scartando questo “perché te lo vuoi solo portare a letto”, quello “perché te lo sei già portato a letto”, quell’altro “perché io non me lo porterei mai a letto, sei pazza?”, abbiamo deciso all’unanimità che Boris era l’uomo che faceva per noi! Alla fine il Gaydar party è saltato... troppe pippe, troppi supposti manzi in perizoma, troppi vocalist (ma che avranno mai da dire?) e altre checcaggini del genere. Ma Boris ce lo siamo tenuti. Mica siamo scemi. L’indirizzo del suo profilo di Gaydar? Venite a chiederglielo!

CASSERO / Settembre Ottobre 07

29 sabato

Questo piccolo chubby, che di nome fa Mirko e che vive a Losanna, è uno dei pochi che sul suo MySpace si può permettere il lusso di chiamare Derrick May “daddy”. E infatti l’influenza del sound di Detroit e di Chicago, nei suoi set come nelle sue produzioni, è palpabile. Dunque non è proprio un caso il fatto che il nostro pubblichi anche per l’etichetta di Carl Craig, la Planet E (dove la E vi lascio immaginare cosa significhi...). Sulla consolle del Cassero Mirko è già salito con il suo partner musicale, Ripperton, insieme al quale ha dato vita nel 2005 al progetto Lazy Fat People. Ma poi tanto lazy questi due non devono essere, visto il numero impressionante di date che hanno in giro per il mondo. Signore e signore, ecco a voi l’animatore più sexy del Circo Loco di Ibiza.


MUSICA / HQH

27 sabato

COUNTDOWN BOLOGNA PRIDE 2008 [- 35 settimane] HIGH QWALITY HOUSE presenta: NEW TECHNO GENERATION (23:00 - 01:00) TECHNO VIDEO SHOW (01:00 - 03:00) LINUZ DJ (03:00 - 05:30) MATTHE DJ Il sabato sera Cassero è da alcuni anni una garanzia di attualità musicale e di ottimi nomi in consolle. Anche il pubblico che frequenta questa serata è molto attento ed esigente. E in una serata con queste caratteristiche hanno piena cittadinanza il vincitore della dj competition LINUZ accompagnato dal nostro super tecnico e super techno MATTHE. Potere ai ventenni!

DDT contro la noia, contro il cattivo gusto o la mancanza di gusto in fatto di musica, nonché la possibilità di passare insieme ai vostri amici un pomeriggio (eh sì, avete letto bene!) approfittando anche di un ricco buffet e sorseggiando dell’ottimo té, alla maniera delle vere signore inglesi. Insomma un vero e proprio Tea Dance Party coi fiocchi.L’inaugurazione di questo nuovo evento l’abbiamo affidata a uno dei più raffinati produttori degli ultimi anni, Dixon. Stallone di punta della scuderia della Sonar Kollektiv, autore dell’ultimo capitolo della serie Body Language della Get Physical Rec. (uno di quei cd DA AVERE), Steffen miscela con incredibile maestria, nei suoi set e nelle sue produzioni, sonorità disco, atmosfere soul, ritmi caraibici e il groove della migliore Chicago House. Di lui è stato scritto: “non è possibile prescindere da Dixon se stai parlando della musica house contemporanea in Germania oggi”... Dimenticavo, il té è offerto dalla casa.

3 sabato (novembre)

COUNTDOWN BOLOGNA PRIDE 2008 [- 34 settimane] HIGH QWALITY HOUSE & GENDER BENDER FESTIVAL vi invitano alla speciale “ORGIA” the party  music: FROG_ETTE dj  CARSTEN KLEMANN dj  La diversità è un valore non solo da difendere, ma, cosa ancora più ardua, è un valore da perseguire. Diverso è ciò che è strano, inconsueto, straordinario... difforme. E’ ciò che fa crollare i nostri stolidi principi della realtà, ciò che fa barcollare il nostro raziocinio lasciandolo nudo di fronte a tutte le sue paure e insicurezze. Il circo del difforme che Jo Bastardo sta preparandoattingendodaisuoipiùincoffesabiliincubi metterà a dura prova anche le anime più liberali. E in consolle, impeccabile nella sua camicina azzurra con tanto di cravattino, mirabile contrappasso a tutto questo enigmatico magma di perverse deformità, lui, Carsten Klemann, uno dei più eleganti dj della scena berlinese. Nonché uno dei migliori.

Mi piacerebbe dire di sì, ma penso di star meglio vestito che nudo. Magari in un porno giacca-e-cravatta-fetish nel quale non dovrei spogliarmi. Esiste qualcosa del genere? Fatemi sapere! 3. Grassi e pelosi o magri e glabri? Non troppo grassi, ma sicuramente pelosi. 4. Che tipo di droghe ti piacciono? Quelle che ti fanno sorridere!!! 5. Cosa ne pensi di Ricky Martin? Non mi piace molto. Enrique Iglesias è davvero un ragazzo molto carino (non intendo dire dal punto di vista erotico...) 5. Si dice che tu abbia un fidanzato, parlaci di lui. Sto insieme col mio ragazzo da 5 anni. E’ il redattore della sezione culturale del più grande quotidiano domenicale tedesco. Ha i capelli castani, è abbastanza alto e chiaramente è peloso. E molto più acuto di me... 6. Quale pensi che sia la canzone più sexy mai scritta? Anche se lei è una gran troia, direi “Love To Love You” di Donna Summer 7. Vai ai Gay Pride? Non mi piacciono i Gay Pride. Non voglio essere frainteso, chiaramente c’è più di una ragione per parteciparvi, ma qui in Germania sono diventati una cosa davvero ridicola e per nulla sexy. 8. Hai mai indossato una parrucca? E se sì, come stavi? No, mai. 9. Se i nostri lettori ti volessero contattare, su quale chat ti possono trovare? Non ho un profilo su Gaydar o Gayromeo, ma mi potete contattare su www.myspace.com/carstenklemann

THE GAYEST INTERVIEW EVER

CASSERO / Settembre Ottobre 07

28 domenica

SPECIAL NEW EVENT!!! dalle ore 18:00 a mezzanotte DANCE DIFFERENT TEAPARTY DIXON dj + ROGER dj Buffet hosted by LaManu Non ne potete più della dilagante piaga della techno minimal? Ma nello stesso tempo ne avete abbastanza di fare i trenini al ritmo di Tanti Auguri? Abbiamo la soluzione che fa per voi. Dance Different Teaparty sarà il vostro

nome: Carsten Klemann età: 27 anni segno zodiacale: acquario città: Berlino altezza: 175cm orientamento: gay professione: dj e produttore segni particolari: tatuaggio sul gomito sinistro, baffetti 1. Ti piacciono i cruising all’aperto? A dire il vero non sono un grande esperto di cruising. Preferisco incontrare le persone nei club 2. Gireresti un film porno?

c


CINEMA

ore 22.00 groundfloor – ingresso libero MAR 18 SETT / Shortbus (ingresso V.M. 18) di John Cameron Mitchell (Usa 2006)

Una terapista di coppia, una dominatrice sadomaso e una coppia gay, tutti variamente frustrati nella ricerca del sesso e/o dell’amore perfetto, cercano una risposta nei raduni settimanali del sex club Shortbus. Ha avuto un coraggio da leoni Cameron Mitchell, nel panorama anestetizzato del cinema d’oggi fatto solo pensando alle vendite televisive, a proporre un film che in tv non vedremo mai (ma pare che da noi anche diversi esercenti si siano rifiutati di programmare la pellicola). Non a caso Justin Bond, la trans “maestro di cerimonie” nel locale, commenta la scena dell’orgia con “È come negli anni sessanta, solo con meno speranze!”; aleggia infatti in questa seconda opera dell’autore di Hedwig un’aura hippy, ma ben consapevole di essere nella plumbea New York contemporanea. Dove un orgasmo, è vero, non salverà il mondo; ma potrà illuminarlo per un minuto. Incredibile il cast, con ospitate di Daniela Sea, JD Samson, la cantante Dirty Martini, e gli Yo La Tengo al completo.

MAR 2 OTT / Chutney Popcorn di Nisha Nagatra (Usa 2000)

In una famiglia indiana emigrata a New York, la madre (Madhur Jaffrey, grande attrice per il primo Ivory) è disperata perchè ha una figlia sposata che non può avere figli, è l’altra è lesbica. Quest’ultima decide allora di prestare l’utero alla sorella e darle un figlio col seme del marito. Nascono però imprevisti con tutti: il cognato inizia a farle delle avance, la sorella che non sente il nascituro come veramente “suo”, e la sua ragazza che non vuole avere una partner incinta. Un film delicato e non privo di humour, sullo sfondo del passaggio tra due società e modi di pensare.

di Hettie MacDonald (GB 1996)

I giovani Jamie e Ste, l’uno con la madre separata, l’altro dal padre alcolizzato e manesco, scoprono la loro omosessualità e cercano di viverla tra bullismo scolastico e i mille problemi quotidiani di un quartiere suburbano londinese. Gli interpreti sono da urlo, ed è splendido il modo in cui il regista coglie le indecisioni e titubanze che accompagnano il percorso della scoperta di sé. Edulcorato? Non proprio: come ha scritto Pier Maria Bocchi, quello a cui Beautiful Thing invita è in realtà “un sogno a cui soltanto gli adolescenti (appunto) possono credere, e a cui noi non possiamo far altro che sperare (illudendoci)”.

Charlie Price eredita, alla morte improvvisa del padre, un calzaturificio, che sta però andando verso la bancarotta. Finché non incontra Lola, una drag queen dei cabaret di Soho, che svela a Charlie il mercato a cui puntare: stivali da trans, con numeri molto più grandi del solito, colori sgargianti e tacchi d’acciaio. Convincere gli operai ad accettare Lola come designer e assistente alla produzione sarà il prossimo passo, ma il successo non potrà mancare! Tratto da una storia vera!

MAR 23 OTT / La moglie del soldato di Neil Jordan (GB 1992) MAR 9 OTT / Mater Natura di Massimo Andrei (Italia 2005)

MAR 25 SETT / Beautiful Thing

MAR 16 OTT / Kinky Boots di Julian Jarrold (GB 2005)

Premio del pubblico (unico film italiano in concorso) alla 62° edizione del Festival di Venezia, Mater Natura è un’opera prima che sorpreso tutti. Racconta la storia di Desiderio, femminiello napoletano che si innamora, ricambiato, del superfusto Andrea. Ma poi Andrea decide di sposarsi, e Desiderio, distrutta, decide di lasciare Napoli e ritirarsi in un agriturismo aiutata dalle sue amiche. Lì però la vita le riserverà altre sorprese... Tra Corsicato e Almodòvar, coloratissimo ed eccentrico, e con tra gli interpreti il grande attore e drammaturgo Enzo Moscato e l’On. Luxuria.

A suo modo epocale, è un film originale e stranissimo che sono due in uno: un thriller politico su un commando di terroristi dell’IRA, che sequestrano un soldato inglese per usarlo come ostaggio, e che decidono di uccidere quando fallisce la trattativa. E la storia d’amore, dolente e intensissima, tra Fergus, uno dei terroristi che ha deciso di lasciare il commando fuggendo a Londra, e Dil, quella che lui crede la moglie del soldato. Ma il capo dei terroristi torna e ingiunge a Fergus di assassinare un giudice. Sceneggiature e interpreti miracolosi (straordinaria Miranda Richardson) per un film difficilmente dimenticabile. E nel quale, si racconta, nessuno credeva, per la mescolanza degli argomenti (arrivò invece in finale all’Oscar) e perchè tutti (a partire da Kubrick, amico di Jordan) ritenevano impossibile trovare l’interprete per la parte di Dil. Che fu infine Jaye Davidson, indicato a un party da Derek Jarman (e che, pare, completamente ubriaca, accettò la parte solo per potersi comprare un paio di stivali in pelle che aveva visti su Vogue!).

CASSERO / Settembre Ottobre 07

Il Cineclub del Martedì


APPUNTAMENTI

QUELLI CHE NON POTRETE PERDERE ABSOLUTELY QUEER DISCO NIGHT

CASSERO / Settembre Ottobre 07

Opening party of IGOR, the gay bookshop Mercoledì 19 settembre

L’attesa è quasi finita. Finalmente dal 19 settembre aprirà IGOR, il primo bookshop a tematica gay e lesbica sotto le due torri. E oltre al taglio del nastro pomeridiano presso il quartier generale di via San Petronio Vecchio 3, la festa si sposterò al first floor del Cassero per un party all night long animato dalla musica di Fable Dj. La libreria Igor (che per chi non lo sapesse è il piccolo Jack Russell che accoglie i clienti) si sviluppa con l’esperienza di Luca e Raffaele che lavorano dal 72 nel mondo dei libri e che dal 94 gestiscono la libreria internazionale sulle cui ceneri nasce oggi IGOR. E in via San Petronio Vecchio si troveranno (anche su ordinazione) libri, dvd, riviste, gadget e perché no anche mostre per la comunità GLBT.

GALA POLITIQUE

ABSOLUTELY QUEER PARTY TIME!

Spettacolarizzare la politica è quello che fanno sempre tutti da anni mostrandoci i miseri risultati attraverso lo schermo tv. Siamo in un periodo di avvento a Bologna, un periodo di preparazione per un grande evento nazionale che tocca a noi organizzare, immaginare, gestire e far si che sia un momento di rivendicazione e colpisca nel segno all’interno di questa “comunicazione politica” capace di oscurare anche milioni di persone con una lacrima di sperma. Una serata in cui tenteremo di spettacolarizzare i nostri discorsi politici, le nostre rivendicazioni di diritti, le nostre vite. Una serata priva di grandi pretese, anche se affrontarla con un abito lungo avrebbe un suo perché.

Per il terzo anno consecutivo le nostre dj en travesti vogliono farvi passare una festa del patrono con i fiocchi. A colpi di improbabili hit e indecenti costumi 4 delle nostre fuoriclasse (o meglio senza classe) si battaglieranno sulla consolle casserina. Ad aprire sarà una miss come Fable, con il suo R & B ghetto sound, poi Fvln sarà pronta ad insultare chi non la coprirà di complimenti, Matty p cercherà senza riuscirci di arruffianarsi tutti gli avventori under 20 e Glamourbrown e il suo gin tonic cercheranno di portare a termine la serata. Come chicche un’esibizione della sempreverde Evira Lords e alla voce i deliri di Lady Pantera. L’ingresso sarà eccezionalmente di 3 euro (tanto è un prefestivo e il giorno dopo tutte alla messa per San Petronio) per il Pride 2008 di Bologna.

arringhe, sermoni e comizi con la partecipazione dei volti noti della casa presenta: Agònia a seguire music con: WAWASHI DJ Venerdì 28 settembre

Battle of Drag DJs Mercoledì 3 ottobre


LATINOROSA

GAYWATCH!

Giunti in Italia da diversi posti del Sudamerica, questi artisti si sono cimentati con una delle specialità dei loro paesi: il ballo. E lo hanno proposto in locali, associazioni e scuole. Non sempre però per chi pratica il ballo latinoamericano è semplice porsi per quel che si è, affrontando la pista col proprio fidanzato o fidanzata ignorando pregiudizi antigay che nelle strutture della tradizione resistono più che altrove. Anche per questo motivo abbiamo tentato di dare libero spazio a un’iniziativa di ballo in cui sarà possibile assaggiare di tutto: dalla lezione inziale fatta da veri maestri, ai balli di gruppo condotti da un animatore, fino al cheek to cheek per un piu’ sensuale approccio fisico alla danza latina. Nessuna specializzazione. Tanta coreografia. Fiesta garantita!

Nuova stagione, nuovi deliri… con Gaywatch, il nuovo show mensile del Cassero. Dal 19 ottobre ogni terzo venerdì del mese, la premiata ditta Matty P & Lady Pantera si scatenerà in questo nuovo mix di parodie, filmati, musica e cover. Con loro in questa avventura una fuoriclasse come Minerva Lowenthal, regina dei musical di ogniddove e il debutto della biondissima modella Annie 80. Qualche anticipazione? Due miss… candidate a diventare le ragazze di “Non ce la fai”, la versione nostrana degli accoppiamenti discotecari di “The Club”, un giallo che si svilupperà in varie puntate con tanto di ricerca all’assassino en travesti, senza tralasciare le solite parodie dei video musicali del momento. Ospite della premierè, la Carrà: la drag queen che proprio quest’anno festeggia i 20 anni di carriera interpretando la Raffa (inter)nazionale!

Premiere Venerdì 19 ottobre Che ci sia qualche carrambata dietro l’angolo? Dopo lo show la serata continuerà con musica all night long e anche in questo caso un superospite: direttamente dal peggiore ghetto di Detroit arriva MARY J. VIBE. E che il Gaywatch sia con voi…

CASSERO / Settembre Ottobre 07

notte latinoamericana Venerdì 12 ottobre


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creazione si cela la divina grandezza” – delira la Santacroce sul finire della mastodontica opera – “e per creare bisogna prima distruggere”. Io ho iniziato dal libro, e in effetti sto già meglio. Vincenzo Branà

CASSERO / Settembre Ottobre 07

ISABELLA SANTACROCE V.M.18 (Fazi)

Troppa grazia, Santacroce. Davvero troppa grazia. Perché 490 pagine di torture, perversioni, omicidi e amputazioni sono davvero un’immotivata elargizione, un fiume in piena senza alcuno sbocco nel mare. Fermi a Zoo, il primo romanzo che l’autrice “santa” solo nel nome ha pubblicato in casa Fazi, potevamo essere davvero convinti che il caso Santacroce – quell’innegabile talento di penna che non senza incertezze aveva fatto capolino nei cataloghi Feltrinelli e Mondadori – stesse giungendo finalmente al suo approdo letterario. E Zoo in effetti il confronto con la letteratura lo reggeva bene, nella metrica, nella costruzione dei personaggi, nella retorica, nell’intreccio. Poi, però, con V.M. 18, l’ultimo nato dal “ventre” Santacroce, si perde la voglia di rintracciare parametri, grandezze e virtù del fare letteratura e si resta travolti dall’iperbolico racconto dei dodici mesi trascorsi da un trio di adolescenti “possedute” all’interno di un collegio di educande marchiato con l’etichetta del “perbene”. L’epilogo è ovviamente la carneficina, e rivelarlo non è un peccato perché a fatica il tomo si sfoglia fino alla fine. L’“intentio auctoris” resta un mistero, seppur sia manifesta platealmente un’insana voglia di stratificare lo schifo, pari soltanto all’orrore di una partita di shangay giocata su una pozza di vomito. E in quel rigurgito di aggettivi e apposizioni, di parole forzate oltre la conoscenza e al confine dell’etimologia, perfino l’autrice alla fine si perde e sceglie la via della ripetizione ipnotica o della citazione enciclopedica, aggravando con la noia l’agonia del lettore che, ostinato e in apnea, cercava del testo la risurrezione. “Solo nella

LBRI & CD

di rara bellezza, l’amore delle donne per le donne. L’idea dell’amore è tutta dentro lo stesso sesso, quello maschile. Non ci si lasci ingannare dalla presenza dell’amore delle donne per le donne. Quest’ultimo - di cui la poetessa Saffo è l’unico esempio arrivatoci - era ferocemente condannato e ridotto da tempo al silenzio e alla violenza. L’Amore è un dio che uccide le donne, ruba loro l’esclusività del potere biologico di riprodurre la specie umana, mentre si sviluppa come desiderio e passione verso i fanciulli, i quasi-cittadini che vengono iniziati alla politica e al sesso dagli uomini delle polis. Il libro, nato dalle trasmissioni di “Sex and the polis” tenute dall’autrice alla radio svizzera, ci fa scendere con leggerezza e umorismo all’interno della stratificata mitologia greca e ci lascia emergere con una rinnovata consapevolezza di quanto questo sia il più politico dei sentimenti. L’amore è il paradigma delle nostre convenzioni sociali, lo specchio che confonde e svela i misfatti su cui è stata costruita la nostra millenaria cultura di sopraffazione e ingiustizia. Ora, comprendiamo con maggior concretezza il verso di Saffo che descrive Amore come “dolce amara indomabile belva”. Eva Cantarella, dopo il prezioso Secondo natura. La bisessualità nel mondo antico, ci regala un altro tassello nella ricostruzione della cultura europea, un nuovo passo verso il suo superamento, la sua liberazione e il suo dispiegamento. Maurizio Cecconi

EVA CANTARELLA L’amore è un dio. Il sesso e la polis (Feltrinelli)

L’amore non è un sentimento dato per sempre, senza determinazioni storiche, eterno e immutabile. Il concetto che ne possediamo ai giorni nostri s’è sviluppato a partire dal tardo romanticismo, astraendosi dalle condizioni socioeconomiche per entrare nella sfera dell’individuo. Con questo saggio dal carattere divulgativo, Eva Cantarella ci riporta ai tempi delle città/stato della Grecia antica e ci racconta, con numerosi esempi di miti e di narrazioni orali, quale fosse la concezione dell’amore nella civiltà e nella cultura che più di altre ha contribuito alla costituzione dell’Europa. L’amore per i greci non era un sentimento; l’amore era un dio, una divinità armata, crudele, imprevedibile, capricciosa, irrispettosa delle regole e delle convenzioni. Eros, figlio illegittimo di Afrodite e Ares, aveva tanti volti, che possiamo riassumere principalmente in due facce che non coincidevano: l’amore coniugale e il desiderio sessuale. Da una parte l’amore come costruzione sociale: l’amore degli uomini per le donne, la famiglia, il matrimonio. Dall’altra parte l’amore come desiderio, passione: l’amore degli uomini per i ragazzi, l’amore degli uomini per le donne

RODION Romantic Jet Dance (Gomma)

Nei prossimi mesi tenete d’occhio gli scaffali del vostro negozio di dischi di fiducia, lì potrete presto trovare un fresco balsamo che si prenda cura di voi e della vostra sudatissima abbronzatura. Non sto parlando di un nuovo prodotto de La Prairie, ma dell’album di debutto del romano Rodion che la


Gomma Records dei “fratelli” Munk pubblicherà ad ottobre. I Munk hanno un debole per l’Italia, si sa, ma mai amore fu più propizio. Quello di Rodion è infatti senza dubbio una delle migliori uscite dell’etichetta bavarese. Atmosfere romantiche, ritmi disco, bassi ruggenti, spruzzatine di cosmic sound e tanta voglia di ballare in modo intelligente e mai scontato. Ora c’è solo da sperare che lo facciano Papa. Mauro Copeta

soffia nelle statue d’argilla della letteratura più tradizionale, sfida il non detto di quelle donne – streghe, serve o principesse – la cui ricerca della felicità è diventata leggenda. Senza presunzione, e senza voler correggere o riscrivere quei racconti ormai ancorati nella memoria dei più. Ma con la sola voglia di distendere le pieghe, e di sbirciare in quelle fessure in cui guardando si intravede un’altra luce. Vincenzo Branà

nella raccolta digitale (ogni brano è ascoltabile e acquistabile singolarmente come Mp3 nei negozi on line) sono perfettamente à la page con i loro sequencers para-analogici e le tastiere “grasse” di accompagnamento (ricordate le Fun Fun?) in perfetta sintonia con la vocina-paperina di Plug Inn che fa tanto Tracy Spencer/Viven Vee; al massimo si arriva all’High Energy come in Perfect Time, anche se non mancano aggiornamenti Electro come in Ex. Che manchi ancora un po’ di esperienza di studio lo si nota quando si ascolta il remix di Remute (che innesta una magistrale sequenza ritmica alla Theo Parrish a Don’t Be a Robot), ma i due assicurano che nuove sorprese stanno arrivando… Aggiornamenti su> www.myspace.com/djmisspluginn Walter Rovere

MISS PLUG INN Shake Your Body (Music Control)

Può darsi che Cenerentola in realtà preferisca la Fata al Principe e che alla fine, scarpetta o no, scarti i bicipiti dell’erede al trono per l’abbraccio di quella donna che ha tramutato in seta i suoi stracci. E può darsi, allo stesso modo, che la maschera della Bestia celi un’altra Bella, la cui “bestialità” in realtà non è altro che la traduzione in fiaba del discriminare. Per Emma Donoghue – autrice poco nota al pubblico italiano ma da tempo apprezzata in Europa e nel mondo – la favola è un terreno in cui giocare. Quasi un Presepe allestito, da guardare da diverse angolazioni per scorgere inedite declinazioni di quel cammino verso la felicità. Il bacio della strega è il prodotto di questo gioco: bambole che si avvicendano una all’altra, quasi fossero generate dalla stessa Matrioska, o incastonate come perle rare in un filo che le trattiene e le lega. Il riscatto, se di riscatto si può parlare, è nei confronti di quell’incuria letteraria che le aveva partorite nelle favole come personaggi a metà. Pertanto Donoghue

BRITNEY SPEARS Gimme More (SonyBmg)

“It’s Britney, bitch!!!” Ma che sboccata che è diventata la reginetta degenerata (e peggio vestita) del pop, tutta figa al vento, droga e provocazioni vecchie come le persone con cui le fa (tipo Madonna, per intenderci)! Ma passiamo al pezzo, messo a sorpresa online lo scorso 30 agosto. L’attacco (“bitch” a parte, che come tutte le parolacce e bestemmie, dopo il “suck my dick - lick my ass” di Miss Kittin risultano assolutamente ridicole, soprattutto in bocca a dei miliardari), l’attacco, dicevo, promette bene. Un bel basso electro “Timbaland style” (il produttore è il suo pupillo Danja), una strofa accattivante senza essere fastidiosa (un risultato difficile da raggiungere vista la voce insopportabile della nostra Cantatrice Calva), una cassa potente... ma poi arriva il ritornello e le buone speranze svaniscono come la fecola nel naso di Britney. Sarà un successo. Mauro Copeta

CASSERO / Settembre Ottobre 07

EMMA DONOGHUE Il bacio della strega (Meridiano Zero)

Per inquadrare correttamente questa produzione Casserina al 100% (Wawashi e Miss Plug Inn sono rispettivamente resident dj e grafica/vj del locale), bisogna frequentare le più avvertite riviste dance straniere, più che la stampa e l’ambiente musicale nostrano. Da tempo infatti in queste si avvertono sempre maggiori segnali di insofferenza nei confronti della Minimal (che pure continua a imperversare, per mancanza di altro trend sostitutivo); mentre, sempre fuori dai confini locali, non si cessano di incontrare segnali di ammirazione e riscoperta, da parte di critici e musicisti, della nostra Italo Disco fine 70/primi 80. Mentre critici come Tim Lawrence e siti come Discopia intervistano dj come Beppe Loda e Daniele Baldelli, e musicisti come Daniel Wang idolatrano nomi come Giancarlo Meo e Celso Valli (ma già da qualche anno Alexander Robotnick era stato riscoperto internazionalmente come uno dei “padri” europei della House), stanno divenendo sempre più evidenti anche gli effetti musicali di tutto questo interesse, da Play Paul che già nel 2001 campionò nella sua Spaced Out la Get Closer di Valerie Dore (alias Monica Stucchi, 1984), al successo planetario della più recente Discopolis di Lifelike & Kris Menace che si appropria dei Kano (alias Stefano Pulga & co, ’83). Tutto ciò per dire che i suoni rètro che si trovano


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ARTE

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Felix Gonzalez-Torres, “Untitled” (America), 1994. Courtesy Andrea Rosen, New York © The Felix Gonzalez-Torres Foundation.

CASSERO / Settembre Ottobre 07

Felix Gonzalez-Torres, “Untitled” (Public Opinion), 1991. Caramelle alla liquirizia © The Felix Gonzalez-Torres Foundation. ph. Rovere

52° BIENNALE DI VENEZIA a cura di Walter Rovere

Si è aperta lo scorso 7 giugno e proseguirà fino a novembre, la Biennale intitolata Pensa con i sensi – senti con la mente. Puntuali come ad ogni edizione le polemiche sull’imperscrutabilità delle scelte e dei percorsi del curatore di turno, l’americano Robert Storr. Ma come sempre qualcosa preso singolarmente vale la visita, a cominciare dal padiglione degli Stati Uniti, quest’anno rappresentati da Felix GonzalesTorres. Scomparso per Aids a 39 anni nel 1996, Gonzales-Torres divenne noto per opere concettuali ma dalla forte connotazione sociale e politica, come per la famosa Untitled (Placebo) del ’91, distesa di caramelle argentate raccoglibili liberamente dai visitatori, ideata come metafora della mancanza di cure decisiva contro l’Aids mentre il suo compagno stava soccombendo alla malattia. Il padiglione contiene altri suoi esempi di “arte pubblica” come le pile di manifesti (sempre asportabili dal pubblico) che costituiscono altrettanti sarcastici commenti alla politica americana, vedi il Veterans Day Sale del ’91 o il listato a lutto Untitled (Republican Years) del ’92. Di quello britannico, due anni fa dedicato a Gilbert & George, era invece quest’anno protagonista Tracey Emin, con una serie di schizzi come sempre tra il torbido e il malizioso su carta copiativa, alcune tele e una grande parete di scritte al neon. Molto ben realizzato

ma con un sospetto di manierismo il padiglione francese di Sophie Calle, che ha fatto analizzare e commentare a 107 donne di professioni diverse (dall’esegeta talmudica al “cacciatore di teste” industriale) la lettera con cui l’amante le annunciava la rottura della loro relazione. Tra queste anche Miss Kittin e la nostra Luciana Litizzetto. Ma la palma del glamour va come sempre a Francesco Vezzoli, che è riuscito a coinvolgere Sharon Stone nel suo doppio video Democracy, faccia a faccia elettorale tra due ipotetici candidati alle prossime elezioni presidenziali, tra meditazione e rispecchiamento del potere di manipolazione dei media. Venezia, Arsenale e Giardini della Biennale, fino al 21 novembre, www.labiennale.org

YASUMASA MORIMURA - REQUIEM PER IL XX SECOLO / VENEZIA

Nato a Osaka nel ’51, noto per le serie in cui ha reimpersonato attrici come Marilyn, Brigitte Bardot e l’Ingrid Bergman di Casablanca, ma anche altre artiste come Cindy Sherman e Frida Khalo, per questa personale, aperta in concomitanza con la Biennale l’artista giapponese ha ripreso alcuni personaggi-chiave della politica del ventesimo secolo (il sottotitolo dell’esposizione rimarca il “crepuscolo degli dei turbolenti”); ci sono Mao, Che Guevara, Lenin, Hitler rifatto da Chaplin, Lee Harvey Oswald, e perfino Yukio Mishima con tanto di video in cui arringa la folla prima del suo suicidio, tutti reimpersonati, spiega, come in una cerimonia shintoista che cerchi di placare i “valori maschili” del dio delle tempeste Susanoo (opposti a quelli della dea del sole Amateratsu che aveva ispirato le sue serie precedenti), che hanno intriso di violenza il XX secolo. Venezia, Galleria di Piazza San Marco, Fondazione Bevilacqua La Masa, fino all’8 ottobre.

GILBERT & GEORGE. LA GRANDE MOSTRA / TORINO Dopo essere stata ospitata a Londra e a Monaco, la più grande retrospettiva mai realizzata dedicata all’opera di Gilbert & George si aprirà al Castello di Rivolki il prossimo 17 ottobre. Progettata dagli stessi artisti, la mostra dà la possibilità di seguire il loro processo creativo dagli anni Settanta ad oggi attraverso l’esposizione di circa centocinquanta opere oltre a un’ampia selezione di materiale d’archivio relativo proveniente


FOODSCAPES ARTE E GASTRONOMIA / PARMA

dalla loro collezione privata. Coppia nell’arte e nella vita da quando nel 1967 s’incontrarono alla St. Martin’s School of Art, Gilbert & George hanno inoltre fuso la loro vita nella loro arte, presentando se se stessi e i propri corpi come “sculture viventi” e come protagonisti delle composizioni di immagini (che definiscono egualmente sculture) che li ritraggono. Le loro opere toccano temi come la religione, la sessualità, la razza e l’identità, le tensioni della vita nelle metropoli e i conflitti provocati dall’incontro di tradizioni culturali e valori differenti. Il percorso espositivo parte dalle opere in bianco e nero degli anni 70 legate alla vita notturna e agli ambienti dei pub londinesi, fino ai lavori a colori e di grande formato come Named (2001), di oltre 15 metri di lunghezza, e alle nuove Six Bomb Pictures ispirate agli allarmi terroristici che hanno coinvolto la città di Londra. Il catalogo è pubblicato da Skira. Per raggiungere il museo il comune ha istituito un servizio di navetta a orari fissi che parte dal capolinea della metropolitana Fermi (info tel. 011.9565280). Rivoli (TO), Castello, dal 17 ottobre 2007 al 13 gennaio 2008, mar-giov h. 10.00 – 17.00 vendom h. 10.00 – 21.00. Tel. 011.9565222 – www. castellodirivoli.org

CASSERO / Settembre Ottobre 07

Maria Eichhorn, Film Lexicon of Sexual Practices: Breast Licking, 16mm film 1999/2005, © the artist and Galerie Weiss

BODYPOLITICX / ROTTERDAM

“Un censore è una persona che sa più di quanto lui ritiene dovresti sapere tu”. Sotto questa dicitura si apre l’8 settembre la mostra Bodypoliticx, costruita dai curatori Florian Waldvogel e Thomas Edlinge attorno ad alcuni interrogativi, a partire dalla definizione di cosa sia la pornografia, che pare impossibile da raggiungere (è rimasta famosa la risposta di un giudice della Corte Suprema americano: “Non so cos’è, ma la riconosco quando la vedo”). La mostra non prende partito ma pone ulteriori questioni, come il notare l’aumento del controllo sociale in coincidenza con la divisione del lavoro apportata dall’era industriale, o chiedersi quanto i film pornografici riflettano lo stato reale delle relazioni socio-sessuali, o se simbolizzino le strutture patriarcali e l’oppressione delle donne. L’esibizione giustappone le opere di 70 tra artisti, registi, attivisti, riviste e musicisti per esaminare gli incroci e le demarcazioni tra l’industria del sesso, le sottoculture, la musica pop, la performance e l’arte. Tra i nomi rappresentati Kenneth Anger, Bruce LaBruce, Marilyn Chambers, Larry Clark, Gerard Damiano, Nathalie Djurberg, Elmgreen & Dragset, General Idea, Jean Genet, Guerrilla Girls, Hustler Magazine, Richard Kern, Yayoi Kusama, Robert Mapplethorpe, Malcolm McLaren & Vivienne Westwood, Bruce Nauman, Richard Prince, Carolee Schneemann, Valerie Solanas, Annie Sprinkle, Lawrence Weiner e Nick Zedd. Rotterdam, dall’8 settembre al 16 dicembre, Witte de With Center for Contemporary Art, www.wdw.nl

Apparentemente semplice e immediato, parte delle attività umane biologiche fondamentali ed essenziali, l’atto di mangiare si è presto caricato di connotazioni culturali, religiose e sociali, e la sacralità del cibo, le formalità cerimoniali, l’estetica di potere e ricchezza, l’accettazione o il rifiuto sociale si sono costituiti come momenti cruciali in questi contesti. D’altro canto, l’atto del mangiare rimane qualcosa di barbaro, animale, qualcosa d’inconscio che dà ampio spazio a processi irrazionali fino al cannibalismo e all’ autodistruzione. Su queste suggestioni il critico Lòrànd Hegyi ha curato per la città di Parma, capitale della gastronomia, una mostra che comprende opere di 40 artisti, tra cui Marina Abramovic, Matthew Barney, Vanessa Beecroft, Tracey Emin, Gilbert & George, Hermann Nitsch, Daniel Spoerri, Orlan, Maurizio Nannucci, Claes Oldenburg, Andrés Serrano e Sam Taylor-Wood. Parma, ex Cinema Trento, dal 7 ottobre 2007 al 6 gennaio 2008. Orari: sab-dom h. 10.00 -19.00, mar-ven chiusura infrapomeridiana dalle 13 alle 15. Informazioni: Solares Fondazione delle Arti, tel. 0521 967088


c NUOVO PROTOCOLLO D’INTESA CON CGIL BOLOGNA

DAY PRIDE

CASSERO / Settembre Ottobre 07

Il giorno in cui la smetterai di subire sul lavoro. E verrai alla Cgil.

Come alcuni sapranno, la CGIL di Bologna da alcuni anni a questa parte si è dotata di uno sportello Nuovi Diritti. Uno strumento che facilita l’accesso alle strutture sindacali delle persone omosessuali e transessuali in difficoltà nel mondo del lavoro. In questi ultimi anni lo sportello ha seguito diversi casi, dai più semplici ed in apparenza banali, a quelli più complessi, sollevando il velo su ingiustizie che troppo spesso restano nascoste e non trovano altra soluzione se non il silenzio, la rinuncia e il licenziamento. Insieme a tutta la struttura dei servizi della CGIL di Bologna, lo sportello ha potuto seguire gli aspetti più prettamente contrattuali, legali, sociali o sanitari, aiutando ad esempio parecchi lavoratori e lavoratrici omosessuali ad essere rispettati nel lavoro, nonché le lavoratrici e lavoratori transessuali che ancora di più subiscono piccole e grandi angherie. Purtroppo le ultime normative che favoriscono impieghi precari rendono le persone LGBT ancora più vulnerabili nel mondo del lavoro, impedendo addirittura ad alcuni di essi di potervi accedere, e per le quali non resta altra via che la prostituzione. Contro questa logica la CGIL mette a disposizione dei lavoratori e delle lavoratrici GLBT tutta la sua esperienza e capacità attraverso la collaborazione fra i servizi della federazione e le categorie sindacali di riferimento. Nonostante questo percorso sia già stato avviato

da qualche tempo, la Camera del Lavoro ha sentito la necessità, condivisa da Arcigay, Arcilesbica e Mit, di concretizzare ulteriormente il legame di collaborazione fra il sindacato e le associazioni LGBT bolognesi, attraverso la firma di un protocollo d’intesa che è stato siglato lo scorso marzo e che è entrato in vigore in questi giorni. Il protocollo impegna la CGIL e le nostre associazioni a dare vita a relazioni stabili con l’obiettivo “di concorrere allo sviluppo culturale e sociale, alla partecipazione attiva delle cittadine e dei cittadini, alla battaglia contro stereotipi e pregiudizi, per il miglioramento della qualità della vita a partire dalla realtà locale, per l’affermazione dei diritti delle persone GLBT in tutti gli aspetti della vita, a partire dal lavoro, dalle relazioni affettive e dal diritto al loro pieno riconoscimento giuridico.” Fra l’altro la CGIL si impegna ad avviare azioni di sensibilizzazione fra i propri funzionari e delegati rispetto alle nostre problematiche, sia politicosociali che più propriamente lavorative. Si impegna altresì ad una attenta azione di tutela delle persone sieropositive, curando in particolare la formazione rivolta a funzionari e delegati sulle specifiche esigenze di questi lavoratori e lavoratrici. Da parte nostra, è previsto l’impegno ad illustrare ai nostri soci e socie la possibilità di iscriversi alla CGIL e di accedere al suo sistema servizi. In ottemperanza a quanto previsto dal protocollo, la segreteria del Cassero è a disposizione, negli orari di servizio, per chiunque voglia sostenere la CGIL attraverso il tesseramento offerto a condizioni contrattate con la Camera del Lavoro. Per chi voglia accedere allo Sportello Nuovi Diritti per quesiti e assistenza in materie di tutela contrattuale o sindacali, previdenziali, assicurative o fiscali, è attivo il numero di telefono 3355683634. Sandro Mattioli

6 LIBERAMENTE!

Domenica 7 e 21 ottobre 2007 Dalle ore 18 alle ore 20 Inizia la 6° stagione di Liberamente, un’alternativa quindicinale per sperimentare se stess* in gruppo, per relazionarsi con l’Altro attraverso attività strutturate, per parlare senza timori di argomenti cari alla comunità LGBT, per conoscere persone al Cassero. Per giocare, mettersi in gioco ed essere quel che sei… Per tutte le date, gli aggiornamenti, i titoli degli incontri: www.casseroit/liberamente. Per chiedere o fare la tua proposta: liberamente@cassero.it

GiGi – GRUPPO GIOVANI

GiGi -gruppo giovani cassero- è una dimensione d’ incontro e confronto tra giovani, gay, lesbiche, bisessuali, etero o trans che vogliono conoscersi, scambiarsi esperienze e partecipare alle attività del circolo e della comunità lgbt bolognese e nazionale.

GiGi si ritrova ogni mercoledì con cadenza quindicinale dalle 21 alle 23 e con degli appuntamenti straordinari pomeridiani. In questi incontri si chiacchiera, si discute, si scherza e si organizzano altre attività come per esempio la partecipazione a seminari europei, lo scambio di conoscenze con altre associazioni giovanili bolognesi e le uscite di gruppo. contatto e-mail giovani@cassero.it

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QUADERNI DI CRITICA OMOSESSUALE

Il Centro di Documentazione del Cassero ha iniziato il progetto di ristampa in forma digitale della collana Quaderni di Critica Omosessuale del Centro di Documentazione, diretta negli anni 90 da Stefano Casi. Primo volume reso disponibile in occasione del 25° anniversario del Cassero è “Ha più di diritti Sodoma di Marx? Il Cassero 1977 – 1982”, a cura di Beppe Ramina. Fu pubblicato la prima volta nel giugno del 1994. Era il decimo volume della serie, ed è uno straordinario resoconto, attraverso interviste ai protagonisti e materiali documentari dell’epoca, del movimento omosessuale a Bologna in quegli anni e degli eventi che portarono alla storica “presa” del Cassero. Il sito da cui è scaricabile il file in pdf, e sul quale verranno progressivamente pubblicati i Quaderni è: http://www.cassero.it/quadernidicriticaomosessuale La Biblioteca del CDOC è aperta dal lunedì al venerdì dalle 14 alle 19. Dal martedì al giovedì anche dalle 10 alle 13, e il lunedì anche dalle 21 alle 24. www.cassero.it/doc 051557954


“La Chiesa cattolica è fatta da uomini e donne, quindi non è perfetta ma, presa nel suo insieme, è quanto di più vicino all’esempio di Gesù Cristo l’umanità possa fare.” Questa è una frase che il mio insegnante di religione ripetevaspesso.SpessoleposizioninellaChiesarispetto all’epidemia da HIV sono contrastanti fra loro, forse, come diceva il mio insegnante, perché la chiesa è fatta da esseri umani. In una recente intervista il Cardinale Martini, ad esempio, ha sostenuto che il preservativo è un male minore rispetto all’AIDS. The Indipendent, che titolava “Un cardinale rompe le righe”, ha definito Martini “uno spirito libero”. L’opinione del Cardinale, non nuovo in verità a posizioni che si discostano da quelle ufficiali, ha fatto rapidamente il giro del mondo mettendo in imbarazzo il Vaticano che, in una nota, ha bollato quelle del prelato come opinioni personali. Altri forse, meno influenti e amati di Martini, sarebbero senz’altro stati costretti a ritrattare. Una delle prime dichiarazioni ufficiali di Benedetto XVI riguardò proprio il problema AIDS. In un discorso ai vescovi africani ricevuti in Vaticano, sostenne la necessità di far rispettare i precetti morali della Chiesa, gli unici, secondo lui, che si sono dimostrati in grado di fermare il virus. Come si possa sostenere una cosa simile davanti ai vescovi di un continente che vanta il poco invidiabile record di 25 milioni di sieropositivi non credo che lo abbiano capito neppure loro. Non posso credere che i missionari che combattono ogni giorno l’AIDS in Paesi come il Lesotho o l’Angola, dove non ci sono letteralmente più posti nei cimiteri, non distribuiscano preservativi per cercare di arginare un’epidemia che in quelle zone ha le dimensioni di una catastrofe. Per contro, non ricordo una sola parola di papa Ratzinger contro le spietate leggi del WTO che impediscono agli stati del terzo mondo l’accesso ai farmaci antiretrovirali i cui prezzi (che alcune case farmaceutiche hanno recentemente quintuplicato!), sono troppo costosi per i bilanci di questi stati. E chi ha provato a produrli in proprio è stato trascinato davanti a tribunali internazionali, o, peggio, ha dovuto subire ricatti economici da parte di multinazionali i cui bilanci, in molti casi, sono superiori a quelli dei paesi del terzo mondo. Per farvi capire di cosa parlo, una scatola di Kaletra, uno solo della combinazione di farmaci di cui può essere composta la terapia, per un mese di cura costa oltre 590 euro. Moltiplicate per 12, aggiungete gli altri farmaci, gli esami, le degenze… come dar torto a Martini: rispetto a tutto questo, cos’è un preservativo – o, aggiungo io, il costo di una campagna di prevenzione seria? Fortunatamente la gente è meno stupida di quello che si crede e molte persone si sentono libere di violare le politiche vaticane. Ma nonostante ciò, in Italia è difficilissimo fare

prevenzione. Qualcuno dice perché costa, causa polemiche e i risultati si vedono solo nel lungo periodo. La prevenzione, cioè, politicamente non paga. Da noi il condom è ancora qualcosa di sporco, relativo a una cosa che si fa ma non si dice, richiama una pruderie che è bene evitare per non incorrere in polemiche con i vescovi di turno, i politici e gli amministratori cattolici che spesso tendono ad anteporre la loro visione, la loro morale, i loro valori ai loro doveri. Come se i valori avessero qualcosa a che spartire con una campagna contro l’HIV. Altrove le cose non sono così: il Sindaco di Parigi ha fatto distribuire preservativi con il logo del Comune, e finanzia una campagna fatta con cartoline dove i più celebri monumenti di Parigi vengono associati al preservativo. In Italia si deve spiegare che in una campagna di prevenzione dalle malattie a trasmissione sessuale non è necessario dire che se non si scopa non si prendono (così come nella campagna a favore del casco non c’era scritto di non usare la moto!). Ma l’argomento è ancora tabù: pensate che lo Spazio Giovani dell’Azienda USL di Bologna ha realizzato una ricerca su salute e sesso mirata agli studenti delle scuole medie inferiori e superiori. Avendo saputo il tema della ricerca, un numero rilevante di studenti è stato tenuto a casa dalle famiglie. In ogni modo dall’indagine è emerso che una percentuale importante di ragazze afferma di avere avuto rapporti completi già a 13 anni. Con buona pace delle famigliole benpensanti che le tengono a casa. In questo scenario, la campagna estiva pubblica bolognese contro l’HIV è stata un passo avanti importante. Tuttavia non ha mancato di confermare che da noi, nel 2007, è ancora considerato sconveniente stampare la parola “profilattico” su un manifesto; come non è sfuggito che la campagna sia stata esposta in pieno agosto in una città pressoché spopolata, e vi sia rimasta solo per pochi giorni. E anche la bella idea di mettere i manifesti sulle fiancate di 100 autobus è sfumata a causa dell’incredibile ritardo nell’approvazione. E parliamo di campagne generaliste. Tutto si complica se qualcuno come il Cassero chiede alle autorità sanitarie una campagna mirata alla popolazione omosessuale, sommando tabù a tabù. Come si vede la strada è ancora lunga per raggiungere il resto d’Europa, mentre il virus non aspetta e infetta ogni anno migliaia di omosessuali. Ancor di più quindi continua ad essere necessario oggi il lavoro e l’impegno di tutte le componenti dell’Associazione. Sandro Mattioli salute@cassero.it

L’estate si fa calda...

Se decidi di esporti usa un fattore protettivo alto

STOP AIDS

Campagna promossa dalla commissione AIDS Metropolitana www.helpaids.it

800.85.60.80

Il poster per l’estate 2007 della commissione Aids Metropolitana di Bologna. Sotto, la campagna francese di Aides del 2001 (lo slogan recita: “I preservativi sono come la crema solare: sono efficaci solo se li si mette”), che fu diffusa attraverso pubbliche affissioni, spazi gratuiti sugli organi di stampa, e spot televisivi gratuiti su tre canali nazionali diversi.

CASSERO / Settembre Ottobre 07

CHIESA E SALUTE

Progetto grafico a cura di: Comunicazione e Relazioni con il cittadino - Azienda USL di Bologna

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di Peter Weiermair Nato a Hilversum (Olanda) nel 1970, Bas Meerman ha visto il suo lavoro esposto in personali al Groninger Museum di Groningen, alla Galérie Hoffmann di Parigi, alla Lothar Albrecht di Francoforte, e allo Studio d’Arte Cannaviello di Milano, oltre a partecipare a importanti collettive, tra cui Il Nudo tra ideale e realtà alla GAM di Bologna nel 2004, e la sfortunata Vade Retro – Arte e Omosessualità del luglio scorso, chiusa il giorno dopo l’inaugurazione (non comunque a causa del suo quadro!). Abbiamo chiesto a Peter Weiermair, ex direttore della Galleria d’Arte Moderna di Bologna e curatore della citata Il Nudo tra ideale e realtà oltre che della personale di Meerman da Cannaviello del 2005, di intervistare per noi l’artista. (w.r.)

CASSERO / Settembre Ottobre 07

Qual’è il rapporto tra pittura e disegno nella tua opera? “Da quando ho iniziato a tenere un diario di schizzi e disegni, nella mia pittura si è sviluppata una metodicità che mi ha permesso poi di trasporre immagini delle mie fantasie in immagini reali in olio su tela. Spesso il punto di partenza è dato da uno schizzo sul diario, espressione della mia fantasia, di un’esigenza o di un’utopia. A volte nel mio diario rielaboro le esperienze della realtà quotidiana, e dipingo il ritratto di un amato o di un amante. Ma in genere tento di fermare a matita ed acquarello sentimenti e pensieri sublimati, il desiderio d’amore e intimità, o anche semplicemente una ricerca di qualità estetica. Sono tracce per lavori maggiori, a carboncino ed acquarello o acrilico, ma ancora su carta in genere. Se si tratta di un ritratto o di un nudo preferisco portare le dimensioni a grandezza reale, come dal vivo, in modo da ottenere sia per me che per l’osservatore un ‘rapporto di uno ad uno’ con l’opera.” Da dove trai gli spunti che elabori nel tuo lavoro? Immaginazione o realtà? “Da fotografie di giornali, da internet, o dalla macchina fotografica che ho sempre con me, oppure da una situazione di cui ho un ricordo dettagliato. Recentemente ho dipinto la resurrezione di Cristo perchè era Pasqua e da tempo desideravo rappresentare un tema tradizionale della storia dell’arte. Così ho riportato ad olio su tela un montaggio di diverse fotografie. Per il paesaggio sullo sfondo ho preso a

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INTERVISTA ARCI CALDO

modello una foto che avevo scattato durante una vacanza nel deserto del Sinai. Per Tommaso e il suo compagno ho rubato la foto di un mio amante, e per Gesù ho chiesto ad un amico di posare per me nella natura. Nel caso di San Tommaso si tratta di un lavoro sull’intimità e l’ambivalenza della Fede, ma soprattutto della pittura e del mio rapporto con entrambi questi elementi.”

Complessivamente nella tua opera il ricordo dell’arte figurativa degli anni venti ha un ruolo importante, in una maniera ironica e giocosa. Penso a Matisse, Bonnard, ecc. Quale significato attribuisci al colore? “Mi ero appena trasferito a Parigi e volevo portare una svolta nel mio lavoro, e spesso andavo al

Museo d’Orsay ad ammirare i Maestri del passato. Al contrario di come si è spesso sostenuto loro non hanno chiuso le porte della pittura, le hanno aperte e hanno sperimentato tutte le possibilità che abbiamo disposizione. Tutta la storia dell’arte del ventesimo e del diciannovesimo secolo e la tradizione pittorica antica sono una fonte inesauribile d’insegnamento, di ispirazione e un enorme sostegno per la nostra coscienza artistica, messa costantemente alla prova nell’epoca dei mass media e del consumo. Volendo dipingere il ritratto del mio compagno nella nostra camera da letto a Parigi, ho pensato di riprendere la posa dell’odalisca nel dipinto “Olympia” del pittore francese Eduard Manet. Nel settore in basso a destra della mia tela mancava ancora qualcosa, così ho ripreso in modo caricaturale anche il quasi invisibile gatto nero del quadro. Nel dipinto di Manet, la figura nuda femminile sorride con aria invitante e di confronto autoconsapevole. Per contro il mio modello ha gli occhi chiusi, dorme, trasmettendo piuttosto un senso di introversione. Nel mio quadro, che ho intitolato “Chat Mechant” (gatto cattivo, n.d.r.) è il gatto che con il suo sguardo penetrante mette a confronto l’osservatore con il proprio ruolo di Voyeur.”

Non conosco nessun altro pittore che nel proprio lavoro rappresenticosìapertamente il piacere del sesso come una vera joie de vivre, e che tuttavia congeli in modo così formale ogni AZIONE. Quale significato ha per te la sessualità e l’erotismo? “Come pittore cerco in primo luogo di placare il mio desiderio di armonia, equilibrio ed estetica. Il colore, la forma e la composizione mi aiutano a raggiungere le soluzioni pittoriche che in ogni opera devono essere nuovamente ricercate. Dato che nel mio lavoro spesso ricerco l’illusione della presenza dell’Altro, la via migliore per raggiungere profondità, contenuto ed elevazione porta spesso vicino all’erotismo. Il mio lavoro è un tentativo di sfuggire alla basilare solitudine dell’esistenza umana. Così nella ricerca dell’Altro mi accompagnano nel modo più efficace la passione, il desiderio ed il piacere.” Dopo aver vissuto ad Amsterdam, Berlino e Parigi sei tornato a Berlino. Perché Berlino? “La vita parigina è molto bella. I francesi sono colti, hanno un temperamento passionale e una sana autostima. Berlino è orrenda, primitiva e mostra le ferite del passato. Ma dove una volta non c’era nulla, nasce un nuovo mondo di libertà. Tanto consolidato, colto e condizionato è il comportamento del mondo dell’arte a Parigi, quanto quello berlinese è selvaggio, senza compromessi e rude. Nei miei viaggi mi sono sempre fatto portare dal lavoro e dall’amore. Così questa volta le vie dell’Olandese Volante mi hanno fatto tornare a Berlino!” (traduzione di Marco Buonfigli)


CASSERO / Settembre Ottobre 07

nella pagina a sinistra: Bas Meerman, Butch!, 2001, acrilico su tela, ph. Bas Meerman; Thomas, 2007, olio su tela, ph. Astrid Busch dallâ&#x20AC;&#x2122;alto in senso orario: Bas Meerman, Petite Soire Parisienne, 2006, olio su tela, ph. Clemens Boon; Desire (for Balthus), 2001, acrilico su tela, ph. Bas Meerman; Elle lâ&#x20AC;&#x2122;a, 2004, olio su tela, ph. Bas Meerman; 03-09-2019, 2003, acquarello su carta, ph. Bas Meerman


BOLOGNA 30 OTTOBRE 4 NOVEMBRE 2007 [ SYLVANO BUSSOTTI, KARL LAGERFELD, MARINA ABRAMOVIC, SARAH WATERS, ANDY WARHOL, ANN LIV YOUNG, UNITED SORRY, JACK SMITH, KIDS ON TV, JEAN GENET, BRUCE LA BRUCE, CARSTEN KLEMANN, YOKO ONO & JOHN LENNON, ROSA VON PRAUNHEIM, ALI SMITH, STELLA DUFFY, YAYOI KUSAMA ] WWW.GENDERBENDER.IT

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Cassero Vol VI no. 3 settembre-ottobre 2007  

cover & portfolio: Bas Meerman interviste: Bas Meerman, Ornella Vanoni, Stella Duffy, Tanya Stephens articoli: Gender Bender 2007 recensioni...

Cassero Vol VI no. 3 settembre-ottobre 2007  

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