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PERIODICO DEL CASSERO | GAY LESBIAN CENTER DI BOLOGNA | ANNO VIII | N.1 | GENNAIO/FEBBRAIO 09


copertina: part. da Untitled (“La parola era legge: tra i Sumeri/alle donne che sprezzavano gli uomini/sbriciolavano i denti/con mattoni bruciati”) da Lo Specchio dell’Amore, ph. © José Villarrubia dall’alto: Untitled (“Sempre ci amammo/E come potevamo non farlo/quando tu sei così simile a me,/amor mio,/pur con un volto diverso?”); Untitled (“Sguazzammo/nelle piscine di Hockney,/e danzammo,/al ritmo di Brian Epstein”) - da Lo Specchio dell’Amore (2003) ph. © José Villarrubia


Ed in q u e s to nu ov o mond o... Celebrando il Sessantotto è trascorso il Duemilaotto Con le amiche tutte nuove Navighiamo il Duemilanove,

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Se in passato ti ho raggiunta Oggi basta anche un’aggiunta Che non è quella del pusher Che dà un morso al pezzo d’hashish.

CASSERO Gay Lesbian Center Via Don Minzoni 18 – 40121 Bologna – Italy ARCIGAY IL CASSERO segreteria tel. 051.6494416 fax 051.6495015 Orari: lun-mar 9/24 mer- ven 9/19 sab 21/5 dom 21/24 www.cassero.it - cassero@cassero.it CONSIGLIO DIRETTIVO COMITATO PROVINCIALE ARCIGAY IL CASSERO Emiliano Zaino (presidente), Nicola Cesari (Vicepresidente), Vincenzo Branà, Barbara Contoli, Sauro Nanetti, Bruno Pompa direttivo@cassero.it SEGRETERIA DI ARCILESBICA BOLOGNA Paola Brandolini, Elisa Manici (presidente), Barbara Marzocchi, Michela Mauri (tesoriera), Anna Maria Palumbo (vice-presidente) tel. 051.6492684 www.arcilesbica.it/bologna bologna@arcilesbica.it Linea lesbica informazione e salute: martedì h 21-23, tel. 051-5280918 COORDINATORE LOGISTICO Matteo Cavalieri cool@cassero.it DIREZIONE ARTISTICA Bruno Pompa tel 333.2957200 ad@cassero.it Art Assistant Mauro Copeta wawashi@cassero.it GENDER BENDER Daniele Del Pozzo tel 051.5280391 info@genderbender.it www.genderbender.it LIBERA UNIVERSITÀ OMOSESSUALE Walter Rovere e Sara De Giovanni luo@cassero.it CENTRO DI DOCUMENTAZIONE Sara De Giovanni tel 051.557954 doc@cassero.it PROGETTO BENESSERE CASSERO benessere@cassero.it ACCOGLIENZA E MULTICULTURALITÀ Giada Cotugno accoglienza@cassero.it CONSULENZA E SUPPORTO Maurizio Betti TELEFONO AMICO GAY tel. 051.555661 telefonoamicogay@cassero.it GIOVANI Valeria Roberti giovani@cassero.it GRUPPI E FORMAZIONE Matteo Ricci/Liberamente liberamente@cassero.it PROGETTO SCUOLA Matteo Martelli scuola@cassero.it PROGETTO SALUTE Sandro Mattioli salute@cassero.it AGEDO BOLOGNA Associazione Genitori di Omosessuali tel. 338.1869101 flavia.madaschi@gmail.com SPORTELLO GIURIDICO Michele Giarratano (responsabile), S. Gorini (Sportello Legale) giuridico@cassero.it SPORTELLO ANTIDISCRIMINAZIONI antidiscriminazioni@cassero.it CASSERODONNA casserodonna@cassero.it

ARCILESBICA NAZIONALE segreteria: tel. 051.6492684 www.arcilesbica.it - arcilesbica@arcilesbica.it ARCIGAY NAZIONALE tel. 051.6493055 www.arcigay.it - info@arcigay.it CASSERO MAGAZINE Gerenza Walter Rovere & Matteo Giorgi Grafica Danilo Danisi - www.fecoonde.org Stampa Tipografie Negri Fotolito MGP Hanno collaborato a questo numero Vincenzo Branà, Divine Brown, Maurizio Cecconi, Mauro Copeta, Fabrizio di Tommaso, Michele Giarratano, Chiara Masini, Sandro Mattioli, Bruno Pompa, Fabio Saccà, Federico Sassoli, Luca Scarlini, Angelina Zontine. magazine@cassero.it Advertising: adv@cassero.it www.myspace.com/casseromagazine arretrati su: http://issuu.com/casseromag

Ed in questo nuovo mondo Non ci giri iracondo, Non puoi alzare il dito medio Anche se c’è solo tedio

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Lo concede l’etichetta? Su spariamoci un’oretta: Sant’Antonio incatenato O una foto denudato?

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Scrivi, ammicca, zumpa e balla, se no qui è tutta una palla, quanti froci in questo posto, tutto fumo e niente arrosto.

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Per un gaio nuovo anno Stai connesso, non c’è danno Al sicuro da malanni Ben nascosti passan gli anni E così il nuovo attivismo Presta il fianco al liberismo, sei un target stai attento che ti fan illuso e contento.

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Accoglienza notturna & Liste Matty P, Matteino Amministrazione Samuele Cavadini Cdoc Giulia Zonta, Marta Facen Cleaning Ladies Bob, Gianluca, Giuseppe Feed the Bears Nicola, Sauro, Piero, Coco, Fvln, Madlen, Shibata Giardino Silvano La Nessa Manutenzione Kai Trevisan Resident Djs Little Fluffy Luke, Fiandrix, Wawashi, PoPpen, Matthe, Trash Couture, Frog_ette, Ruggero, Carey Ferry, Fable, Ues, LinuZ, Alessandro Bolognese, Salvo, Francois Resident Vjs Strong, Alias, Virgilio, MissPlugInn, Botox Equipe Security Kai, Lucia, Letizia, Piero, Roberto, Marco, Tequila Segreteria Marinella Marovelli, Emanuela Ria, Elisa Manici, Valentina Lanzetti Suoni & Luci Michela Paolucci Staff 1st floor Matteo Giorgi (responsabile), Gionata (vice), Ferdi (vice), Angelo, Anita, Cinzia, Katia, Loris, Lysandra, Marcella, Marzia, Max, Maurizio, Paolo, Raffaele, Vinz Staff Groundloor Barbara Contoli (responsabile), Eva, LaClaudina, Lorenza, Tatona, Corrado, Alessandro, Alessandra, Bea, Francesca, Maggie, Pietro, Antonia, Oscar, Chiara, Alessandro B.

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All’inutile galateo Preferisco un bel corteo Di colori ben sgargianti Con le checche e tutti quanti A gridar per strada ai preti Che son tutti obsoleti Roma, Genova o Milano Dai teniamoci per mano Che al ministro col corpetto Interessa solo il letto Con chi vivi o con chi mangi Sono fatti tuoi, t’arrangi!

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A

Non parlate di diritti Fate i froci e state zitti! Ed in questo nuovo mondo Meglio facebook o un girotondo? Se sul web ci state tanto Non c’è tempo per un canto Resta solo la tv E a Sanremo ci sei tu Dove dicon “Dai guarisci!” Oppure scopa e poi sparisci. B RUNO P OMPA

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STATO. RILEGGA IL “ABOLIZIONE DELLA MENTAZIONE DELLA TUZIONE E LOTTA CONTRO UTTAMENTO DELLA TUZIONE ALTRUI”. […] LA TUZIONE NON è MICA UN NE, è UN MALCOSTUME. »

MARCIAPIEDI

FUORILEGGE?

Quale altro criterio per fermare una donna: l'aria provocante? Quante donne oggi non hanno un'aria provocante? Non che voglia fare la vecchia strega, non che mi scandalizzi perché le donne si truccano troppo e si pettinano alla Brigitte Bardot, dico anzi che è la moda (…) Allora che facciamo? Il questurino le ferma per questo? “Perché mi ferma questurino?”. “Perché lei è una prostituta”. “E lei da cosa lo capisce?”. “Dal suo aspetto”. “Ah si'? Lei, questurino, si permette di giudicare l'aspetto?… ” (…) (dall’intervista di Oriana Fallaci a Lina Merlin (1963), ristampata su L’Europeo n° 9, ottobre 2008 speciale Matrimonio all’italiana, a 50 anni dalla legge Merlin)

Il 13 dicembre scorso a Roma, in Piazza Farnese, si è svolto un imponente summit di ombrelli rossi: sotto i paraventi di nylon trovavano riparo dalla pioggia le sex workers d’Italia, non tutte naturalmente, ma una rappresentanza delle più caparbie e combattive. Perché in Italia per le lucciole si è aperto il tempo della lotta: la miccia l’ha accesa Mara Carfagna, neoministra ed ex soubrette, col suo ddl approvato lo scorso settembre dal Consiglio dei Ministri e ora al vaglio delle Camere. A cinquant’anni dalla famosa legge Merlin, quella che tolse le mani dello Stato dalla gestione della prostituzione cancellando di fatto le case chiuse, la ministra berlusconiana ha annunciato un giro di vite senza precedenti che si accanisce su clienti e prostitute, istituendo in particolare il divieto di “adescare” in luogo pubblico. Clienti e lucciole rischiano da 5 a 15 giorni di arresto ed una multa da 200 fino a 3mila euro. Se a vendere il sesso per strada è un minore straniero, poi, la nuova legge prevede pene severe per gli sfruttatori e il rimpatrio immediato del giovane. In quello stesso paese d’origine dove, fino a prova contraria, è stato avviato al mestiere della prostituzione. Nonostante le proteste delle associazioni da anni mobilitate contro la cosiddetta “tratta” di donne e minori (Save the Children e Gruppo Abele hanno per primi espresso la loro contrarietà) la ministra è andata avanti con la caparbietà con cui prendeva la rincorsa per fare la ruota ai tempi della sua formazione e ha continuato a sostenere senza tentennamenti il suo minuscolo decreto. Minuscolo perché, a dispetto di un dibattito che si è ingrossato nei decenni e di una bibliografia che mette a confronto le numerosissime soluzioni adottate in tutto il mondo, la proposta di Mara Carfagna è sintetizzata in due paginette striminzite, con pochi riferimenti e nessuna spiegazione. D’altronde l’unica spiegazione possibile l’ha data la stessa ministra il giorno in cui ha presentato alla stampa la sua iniziativa: «Come donna impegnata in politica e nelle istituzioni, la prostituzione mi fa rabbrividire” – ha detto. “Mi fa orrore, non comprendo chi vende il proprio corpo. Ma mi rendo conto che è fenomeno che esiste e che purtroppo non può essere debellato, come la droga». La sfrontatezza con cui Mara Carfagna ha tracciato una linea di distinzione – assolutamente arbitraria – tra i suoi trascorsi senza veli e il cosiddetto mestiere più antico del mondo è senz’altro l’aspetto che ha reso più livorosa la “rivolta” delle lavoratrici del sesso. Le quali, manco a dirlo, ogni volta che la

ENDEVA DI ABOLIRE LA NE? IO?!? LA MIA A SOLO A IMPEDIRE TÀ DELLO STATO. ITOLO: “ABOLIZIONE AMENTAZIONE DELLA NE E LOTTA CONTRO LO TO DELLA PROSTITUZIONE 4

ministra veniva nominata in piazza Farnese portavano ritualmente la mano destra al viso, come se impugnassero un oggetto dalla sezione rotonda, e simultaneamente aprivano la bocca… La criminalizzazione delle squillo, comunque, non è rimasta chiusa nell’ambito dell’iniziativa della ministra dilettante. L’ampliamento dei poteri attribuiti ai sindaci attraverso il decreto sicurezza ha dato la possibilità ai primi cittadini di governare a colpi di ordinanze: arrivano i sindaci con la bacchetta magica, insomma, ai quali basta buttar giù due righe per rendere immediatamente operativi strumenti di cui l’Italia non si era mai dotata, dai padri della Costituzione in poi. La prostituzione, naturalmente, è stata individuata come ambito “ideale” per sperimentare i nuovi “superpoteri”, così Gianni Alemanno e altri sindaci di area berlusconiana hanno anticipato il Carfagnapensiero in ordinanze ad hoc che puniscono a suon di contravvenzioni tanto le prostitute quanto i loro clienti. Multe prima di 200 euro, poi fino a 500 a tutti coloro che adescano o si fanno adescare per strada. Un processo alle intenzioni, insomma, che utilizza come “indizi” gli abiti succinti o “contrari alla pubblica decenza”, facendo rientrare nel campo del “fuorilegge” perfino la cara minigonna. E soprattutto cavalcando l’illusione che per una prostituta sia impossibile indossare un paio di jeans, e il paradosso che la prostituzione sia solo un fatto di donne, che non esistano cioè uomini da marciapiede per i quali è superfluo – se non addirittura controproducente – il ricorso alla scollatura. Ma su tutto, dicevamo, quello che più salta all’occhio è la coincidenza: perché mentre a Roma le lavoratrici del sesso alzavano il loro coro di protesta da piazza Farnese, in quello stesso sabato nel Bolognese – per la precisione in due municipalità della cintura, Anzola dell’Emilia e Crespellano – due sindaci del Partito Democratico, Loris Ropa e Gianni Gamberini, facevano il loro primo esperimento con i nuovi superpoteri. Obbiettivo, naturalmente, il contrasto della prostituzione sulla via Emilia Ponente attraverso le collaudate “armi” del sindaco Gianni Alemanno. Multe ai clienti e alle prostitute, quindi, e poco importa se il Partito Democratico – quello a cui i due sindaci sono iscritti – ha presentato una

Vittorio de Sica e Sofia Loren sul set di Matrimonio all’italiana.

Manifestazione Adeschiamo Diritti!, Roma 2008, ph. Chiara Lalli www.chiaralalli.com

A saltare all’occhio per prime sono sempre le coincidenze. E più sono lontane, impossibili, più sembrano essere unite da un legame intimo e quasi sovrannaturale, esito evidentemente più del cinismo del destino che della volontà e dell’intelligenza degli uomini.


l’irresponsabilità dell’uso smodato del potere a scapito del “buon amministrare”, destinando risorse – e non proclami - per la risoluzione dei problemi. In Norvegia ad esempio, cito da La Repubblica dell’1 gennaio, il giro di vite sulla prostituzione si è realizzato – altra coincidenza: proprio negli stessi giorni – attraverso una norma che punisce severamente i clienti, che verranno perseguiti anche se avranno fatto sesso a pagamento all’estero. Insomma il malcostume di cui parlava Lina Merlin a Oriana Fallaci quasi 50 anni fa, in Norvegia viene individuato nella domanda e non nell’offerta. Perciò si persegue anche il turista sessuale alla ricerca di minorenni, rappresentante di un fenomeno che è un vero e proprio settore di traino del turismo italiano e rispetto al quale nessun governo ha mai ritenuto di dover prendere provvedimenti. I clienti in Norvegia rischiano multe pesantissime e una condanna fino a sei mesi di carcere, che diventa di tre anni se la prostituta è minorenne. Per perseguirli la polizia potrà anche ricorrere alle intercettazioni telefoniche e ambientali. Le lucciole, nel frattempo, saranno invece aiutate con progetti di recupero. Certo anche quest’approccio non parla di autodeterminazione, ma quando parla di sfruttamento sceglie la via meno ipocrita e più efficace per affrontare il problema. Un’ultima coincidenza, la più triste. L’ha sottolineata

A IMPEDIRE LA COM DELLO STATO. RIL TITOLO: “ABOLIZION REGOLAMENTAZION PROSTITUZIONE E LOTTA LO SFRUTTAMENT PROSTITUZIONE ALTRUI”. PROSTITUZIONE NON è M CRIMINE, è UN MALCOST

« E chi pretendeva di abolire la prostituzione? Io?!? La mia legge mirava solo a impedire la complicità dello Stato. Rilegga il titolo: “Abolizione della regolamentazione della prostituzione e lotta contro lo sfruttamento della prostituzione altrui”. […] La prostituzione non è mica un crimine, è un malcostume. »

la prima volta Porpora Marcasciano del Mit in un collegamento lampo su “Annozero”, poi me l’ha fatta notare di nuovo Rossana Praitano, presidente del circolo di cultura omosessuale “Mario Mieli” di Roma, quando l’ho incontrata alla manifestazione in piazza Farnese. Il 24 novembre scorso Vladimir Luxuria trionfava all’Isola dei Famosi: in molti hanno parlato di un fatto “rivoluzionario”, qualcuno ha addirittura tirato in mezzo Barack Obama. Per i più si trattava della dimostrazione evidente che il

VINCENZO BRANÀ

COOPERATIVA.MARCHET TA (QUANDO IL MARCIAPIEDE È UN’IMPRESA)

Bologna, le sue tette (quelle delle “t”) e le sue cooperative rosse. La nostra città ha tutto ciò che serve per un esperimento rivoluzionario: Cooperativa Marchetta (quando il marciapiede è un’impresa) è un condominio virtuale nel quale il Cassero darà rifugio per tre settimane ad alcune amiche del marciapiede, ricevendone in cambio il racconto della loro quotidiana impresa. La studentessa che si mostra in webcam in cambio di rose, la marchetta di Bovi Campeggi, Showanda Towanda, l’indimenticata nigeriana di Gaywatch, e Gaeta Jones, la più pericolosa delle travestite partenopee. Non mancherà nemmeno la prostituta d’antan, quella delle case chiuse, rievocata da Lysandra Coridon. In salotto nel frattempo si sorseggia buon vino, si monitora il mercato delle mutande sporche e si chiacchiera con gli ospiti che ogni sera saranno invitati ad animare il dibattito. Un gioco, insomma, che serve a imparare.

(DALL’INTERVISTA DI ORIANA FALLACI A LINA M Cooperativa Marchetta (quando il marciapiede è un’impresa) di Vincenzo Branà e Luca De Santis con: Bertha Black, Lysandra Coridon, Celine Dior, Gaeta Jones Martedì 3, 10, 17 febbraio dalle h. 21,30 Cassero@firstfloor

Manifestazione Adeschiamo Diritti! Diritti!,, Roma 2008, ph. Chiara Lalli www.chiaralalli.com

La senatrice Lina Merlin, da L’Europeo n° 9 ottobre 2008

(dall’intervista di Oriana Fallaci a Lina Merlin (1963), ristampata su L’Europeo n° 9, ottobre 2008 speciale Matrimonio all’italiana, a 50 anni dalla legge Merlin)

si è improvvisamente riempita di annunci di ragazze disposte a fare un po’ di compagnia, un massaggio, un po’ di coccole. E la cronaca, dall’altra parte, parla sempre più di frequente di “covi” di prostitute sfruttate all’interno di insospettabili condomini. Ma soprattutto le lucciole per strada continuano a morire, ad essere picchiate, seviziate, rapinate. Nonostante i jeans imposti dal sindaco, e con l’aggravante che ora quando una di loro si sente in pericolo non si azzarda nemmeno più a chiamare la polizia, che le farebbe quella salatissima multa che lei non può pagare. La constatazione è banale, insomma, al punto che imbarazza doverla spiegare. E imbarazza soprattutto riconoscere in chi governa a suon di ordinanze

popolo italiano (fatto coincidere ormai definitivamente col pubblico dei reality) stesse cambiando, maturando. Proprio in quelle ore, mentre all’Isola si stappava lo spumante per dare il benvenuto a questo “mondo migliore”, a Centocelle veniva trovato riverso sul marciapiede il cadavere di Roberta, una transessuale proprio come Vladimir, proveniente però dal Brasile e che quella notte, come tante, stava facendo la vita. Che poi è strano chiamarla così quando poi si sa che alla fine spesso arriva una coltellata.

Presentazione del calendario Princese prodotto dalla comunità di Don Gallo in solidarietà alle trans genovesi contro l’ordinanza comunale di chiusura dei “bassi”. da www.donnamoderna.com

I PRETENDEVA DI ABOLIRE STITUZIONE? IO?!? A LEGGE MIRAVA SOLO DIRE LA COMPLICITÀ

proposta alternativa a quella di Mara Carfagna e che la deputata Paola Concia fosse in piazza a manifestare con le lucciole. Poco importa anche che norme del genere applicate su fazzoletti di chilometri abbiano l’evidente ambizione di spostare semplicemente la “polvere” oltre il confine senza risolvere nulla in realtà. E poco importa perfino – nonostante gli stessi sindaci riconoscano la situazione di sfruttamento di quelle ragazze – se nel frattempo nulla si fa per far venire a galla e punire questo sfruttamento, anzi si incentiva apertamente (un riferimento esplicito è presente nel ddl Carfagna) il ricorso all’appartamento. Dove tutto diventa invisibile, e si sa “occhio non vede, cuore non duole”. “Se vedo un sindaco del centrodestra amministrare bene io non ho alcun problema ad ammetterlo” rivela sereno Gianni Gamberini, fascia tricolore a Crespellano. Per lui quella fila di ragazze discinte sulla via Emilia, anche a ridosso delle abitazioni, non è più tollerabile. «La nostra è un’ordinanza che va incontro al malessere dei cittadini rispetto a un fenomeno che esiste da anni» spiega. «Oggi come oggi abbiamo in mano solo questo strumento» aggiunge. E lo strumento – già adottato identico a Zola Predosa e al vaglio nella municipalità di Castelfranco, nel Modenese – pare essere diventato di gran moda. Gli effetti, d’altronde, sono già evidenti: l’edizione locale del Resto del Carlino

« E CHI PRETENDEVA DI LA PROSTITUZIONE? LA MIA LEGGE MIRAV

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Il Segretario di Stato del governo francese con delega ai diritti umani, la signora Rama Yade, rispose qualche mese addietro a chi le criticava il suo attivismo per la causa LGBTQ che“il piano dei diritti è infinito”. Una formula elegante per ribadire che non ci sono persone che godono di diritti di serie B, posticipabili in nome della ragion di stato. Madame Yade è uno degli astri nascenti della politica d’oltralpe. Di origine senegalese, è stata scelta da Nicolas Sarkozy e ha dimostrato di non essere una baciapile attenta esclusivamente alla carriera. Le sue proposte hanno portato alla ribalta una donna determinata, che occupa una posizione “senza portafoglio” in un governo conservatore. Una donna liberale come non ne esistono nell’italica e strafalciona destra al potere nel Bel Paese. Pensate alla volgarità razzista e ignorante di Daniela Santanché e accostatela alle capacità di Rama Yade e avrete davanti agli occhi la distanza abissale che divide la cultura politica conservatrice francese da quella italiana. Magari ne avessimo anche noi di borghesi così illuminati al governo! A noi italiani toccano le ballerine, i calendari della Carfagna desnuda, le veline e le papaline della Santa Messa, impellicciate e cornute. Ebbene Madame Yade, assieme al suo alterego olandese, il Ministro degli Esteri Maxime Verhagen, è stata la protagonista di una storica battaglia. La prima dichiarazione indirizzata all’assemblea generale delle Nazioni Unite che esplicita il legame tra diritti umani, orientamento sessuale e identità di genere, e promuove l’abolizione di tutte quelle leggi che perseguono omosessuali, lesbiche e transgender. Questa proposta nasce dalla considerazione che ancora in 87 stati del mondo essere persone gay è un reato punibile con la

Chiesa è certo per una depenalizzazione dell’omosessualità, non è per riconoscere leggi penali che considerino crimine l’omosessualità” Nel frattempo all’ONU è arrivata la risposta dell’Organizzazione della Conferenza Islamica, un’unione di 56 stati musulmani capitanata dalla Siria, che ha presentato una contro-dichiarazione che sosteneva che riconoscere l’orientamento sessuale come diritto umano porterebbe a legittimare perfino la pedofilia. Il risultato è stata una vittoria matematica della dichiarazione franco-olandese: 66 firme, contro le 56 della contro-dichiarazione. Cosa cambia nel mondo? Dal punto di vista giuridico ancora nulla. Dal punto di vista politico tanto. Le posizioni oscurantiste, lesive dell’ “habeas corpus”, hanno subito una chiara sconfitta.“Il movimento LGBTQ compatto ha saputo tenere testa al Vaticano e a tutte quelle forze oscurantiste che considerano l’omosessualità e il transgenderismo un problema sociale, costringendole a clamorose smentite. L’Italia ha dato il buon esempio, mostrando la realtà di migliaia di cittadini e cittadine che non ne possono più di vedersi umiliati nella propria dignità e nei propri diritti, e sono disposti ad azioni clamorose come quelle che abbiamo fatto in queste settimane” commenta Aurelio Mancuso, Presidente Nazionale Arcigay. “Un primo passo a cui anche le mobilitazioni bolognesi, promosse da Arcigay ‘Il Cassero’, hanno contribuito”, aggiunge Emiliano Zaino, Presidente del Consiglio direttivo del Cassero. “Attraverso la mobilitazione e il coinvolgimento di altre realtà sociali lgbt e non, dell’opinione pubblica – anche cattolica – e delle istituzioni bolognesi, una luce laica è stata accesa ancora una volta sotto le due

Rama Yade

INFINITO E’ IL PIANO DEI DIRITTI tortura, le sevizie, i matrimoni forzati, lo stigma e l’esclusione sociale. In 7 di questi paesi essere omosessuali è un reato punito con la morte. Il 18 Dicembre 2008, a nome di 66 nazioni del mondo questa dichiarazione è stata presentata. Ma non è stato un percorso facile. Ancora prima che il testo fosse reso noto, l’”osservatore permanente” del Vaticano alle Nazioni Unite, Monsignor Migliore, ha definito la dichiarazione uno strumento di ricatto, che “aprirebbe la strada al matrimonio gay e alla possibilità di adozione”. Nulla disse invece sulla depenalizzazione dell’omosessualità, vero obiettivo della dichiarazione. Questa affermazione ha dato origine a una mobilitazione del movimento LGBT senza precedenti in tutto il mondo cui Arcigay, dall’Italia, ha fatto da apripista. Centinaia d’attivisti e cittadini hanno protestato davanti alle curie e agli arcivescovadi, portando simboli della persecuzione LGBT come cappi, forconi, fuoco, catene, bavagli. Il 13 Dicembre più di mille persone hanno manifestato silenziosamente davanti al Vaticano, costringendo la Santa Sede a un rapido quanto umiliante dietrofront. Il portavoce della sala stampa del vaticano, Padre Federico Lombardi, ha dichiarato “La

torri: oltre ad un’importante partecipazione civile, una risposta politica è arrivata dal Comune e dalla Provincia di Bologna. Il 9 dicembre infatti i rispettivi Consigli – all’unanimità – hanno sottoscritto il proprio sostegno alla richiesta di moratoria internazionale contro il ‘reato di omosessualità’.” La strada intrapresa è ancora lunga, almeno quanto quella che ha portato alla moratoria universale sulla pena di morte. Ma l’obiettivo rimane: la depenalizzazione dell’omosessualità in tutto il mondo, anche con nuove e più vincolanti iniziative dell’ONU. Il risultato di questa battaglia ci incoraggia a proseguire con coraggio. Il 2008 appena passato s’è chiuso con un secondo in più - una misura che gli astronomi hanno adottato per riparare allo squilibrio tra calendario e tempo di rotazione della terra attorno al sole. Sappiano i nostri avversari che per noi vale la stessa legge che ha guidato gli astronomi: lottare sempre e comunque un secondo in più della loro opposizione. MAURIZIO CECCONI & FABIO SACCÀ

Tro v a t e i l t e s t o d e l l a d i c h i a r a z i o n e s u : http://www.arcigay.it/testo-dichiarazione-onu La battaglia continua con la Cause Facebook: “Support decriminalisation of Homosexuality at UN!” Aggiornamenti quotidiani e materiali di lotta su http://apps.facebook.com/causes/167395

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“Se una pallottola dovesse entrarmi nel cervello, possa questa infrangere le porte di repressione dietro le quali si nascondono i gay nel Paese.” (Harvey Milk) La sua storia può riassumersi anche con poche parole: Attivista del movimento dei diritti degli omosessuali. Amico. Amante. Unificatore. Politico. Combattente. Icona. Ispiratore. Eroe. Ma come Harvey Milk ha cambiato la Storia (quella con la S maiuscola, non per niente il “Times” l’ha nominato nel 1999 uno dei 100 eroi ed icone del ventesimo secolo) e il suo coraggio ha cambiato la vita di tante persone, ce lo racconta in maniera magistrale questo film che arriva 15 anni dopo il documentario vincitore di un Oscar, ma ancora inedito in Italia, “The Times of Harvey Milk” di Rob Epstein, che Gender Bender vi presenta in anteprima la sera del 20 gennaio al cinema “Rialto”.

coalizione di responsabili e influenti cittadini gay e lesbiche che possa contribuire alla crescita dei diritti di tutta la popolazione LGBT. Chiede pari diritti e opportunità per tutti, e comincia a guadagnarsi le simpatie di giovani e anziani, omosessuali ed eterosessuali, in un periodo in cui, non dimentichiamolo, il pregiudizio e la violenza contro i gay erano apertamente accettati e considerati la norma. Con il fondamentale sostegno di Scott e dei nuovi amici e volontari, Milk si getta a capofitto nelle incerte acque della politica e si candida a consigliere comunale. La sua prima campagna elettorale comincia nel 1973 e per capire il modo di fare politica di Milk basta citare questo esempio. All’epoca il sindacato dei camionisti stava guidando un boicottaggio contro un’azienda produttrice di birra accusata di imporre condizioni di lavoro ingiuste ai suoi dipendenti. Viene chiesto a Milk il sostegno della comunità gay nel boicottaggio. Milk chiede in cambio il loro appoggio. L’accordo è fatto e il giorno dopo, la birra Coors comincia a sparire da ogni bar di Castro e in altre parti della città. E’ l’inizio di una campagna elettorale concentrata sul

e per dimostrare la depressione dell ’imputato venne addirittura tirato in ballo il suo consumo di cibi spazzatura. La sentenza scatenò un putiferio nella comunità gay: sommosse notturne definite le White Night Riot mandarono più di 160 persone in ospedale ma ancora più d’impatto fu l’enorme fiaccolata in onore di White e Moscone a cui parteciperanno decine di migliaia di persone e che è una delle sequenze più importanti e toccanti del film. “E’ stato come se la città si fosse fermata di nuovo, trent’anni dopo. C’era una folla immensa. Non era solo gente che voleva comparire nel film. Dal momento in cui hanno cominciato a marciare e le macchine da presa a filmare, capivi perché erano lì. Sentivi il vuoto lasciato da Milk, e lo sentivano anche gli attori” raccontano Van Sant e non facciamo fatica a credergli. Un film da vedere: uno dei must del 2009 mai attuale come in questo momento storico quando la Proposition 8 appena passata in California che di fatto cerca di bannare il matrimonio tra persone dello

GENDER BENDER presenta a Bologna l’anteprima di MILK di Gus Van Sant in collaborazione con BIM A dirigerlo è quel Gus Van Sant che nel 1991, sdoganò un sex symbol come River Phoenix nella parte di una marchetta narcolettica in “Belli e Dannati” e dopo la Palma d’oro al festival del cinema di Cannes per “Elephant” viene dato tra i principali candidati agli Oscar insieme a Sean Penn, magistrale interprete di mister Harvey Milk. Il film racconta gli ultimi 8 anni di Harvey e inizia con una partenza: quella di Milk e il suo compagno Scott da una New York ormai senza stimoli verso la città che idealizzano come un paradiso emergente per hippies e omosessuali nonché di tutta la politica innovatrice di sinistra di quel periodo: San Francisco. Arrivati nella baia aprono un piccolo negozio di macchine fotografiche nello sfavillante distretto di Castro Street (al 575 per l’esattezza) che diventa presto un centro di socializzazione più che una fiorente attività commerciale. Il carisma di Milk, la sua personalità, il suo senso dell’umorismo gli fa conquistare SEAN PENN immediatamente le simpatie dei commercianti e residenti della zona. Ma il progetto che ha in mente è certamente FOCUSFEATURES AXONFILMS GROUNDSWELL JINKS/COHENCOMPANY GUSVANSANT più grande ed SEANPENN“MILK”EMILE HIRSCHJOSHBROLIN DIEGOLUNA JAMESFRANCO FRANCINEMAISLER DANNYELFMAN DANNYGLICKER ELLIOTGRAHAM BIL GROOM HARRIS SAVIDES importante: MICHAELLONDONDUSTIN LANCEBLACKBRUNAPAPANDREABARBARAHALL WIL IAMHORBERG costruire una DANJINKS BRUCECOHEN DUSTIN LANCEBLACK GUSVANSANT

MILK

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messaggio: “Tasse e priorità cambiano di anno in anno, ma la libertà no!” In gioco non ci sono solo i diritti, ma una vera e propria crociata culturale. Ce la fa solo nel 1977, alla quarta candidatura (e proprio mentre finisce la sua storia d’amore) diventando cosi di fatto il primo politico dichiaratamente gay eletto nella storia americana. Tra le prime azioni da consigliere, Milk promuove un’ordinanza comunale per difendere i cittadini dal licenziamento per motivi di orientamento sessuale, e si batte contro un referendum statale che chiede il licenziamento degli insegnanti omosessuali e di chi li sostiene: rendendosi conto di quale pericolo rappresenti questa Proposition 6 (e la sua pugnace sostenitrice Anita Bryant, ex miss Oklahoma) per i diritti dei gay.

martedì 20 gennaio ore 21 Cinema Rialto 1 (via Rialto 19) GENDER BENDER offrirà inviti omaggio (fino ad esaurimento dei posti disponibili) Tutte le informazioni su www.genderbender.it

JAMES FRANCO

UNFILM DI

CASTING DIRETTOREDELLA FOTOGRAFIA

stesso sesso, ha molti inquietanti similitudini a quella Proposition 6 di 30 anni fa dimostrando, come dice un detto, che più le cose cambiano, più rimangono le stesse. MATTEO GIORGI

DIRETTO DA

Il resto è Storia (con la S maiuscola) tristemente nota: il 27 novembre 1978 Milk viene assassinato insieme all’allora sindaco di San Francisco da un altro consigliere comunale: Dan White dimessosi qualche giorno prima proprio a seguito dell’entrata in vigore di una proposta di legge sui diritti dei gay a cui si era opposto.White venne condannato solo a 7 anni e 8 mesi perché gli venne riconosciuta la seminfermità mentale

SCRITTO DA DUSTIN LANCE BLACK E DIRETTO DA GUS VAN SANT

www.libero.it/milk

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DIVINITA’

LUCIA

DI

OCONE

DIVINE BROWN

Cosa c’è di meglio che godersi un periodo di relax dalle fatiche natalizie visitando una delle città più belle del mondo: l’eterna Roma. Mamma mia che spettacolo passeggiare tra i fori, scorrazzare in vespa come in “vacanze romane” per la città eterna e strafogarsi di trippa e bucatini mentre un muratore trasteverino mi fischia alla pecoreccia. Lo so: sono la solita inguaribile romantica, ma la storia di Roma mi affascina sempre e poi trovo adorabile la leggenda che la vedrebbe fondata da due gemelli allevati da una lupa. Io che mi sento un po’ cagna non posso che solidarizzare con la simpatica bestiola. Per entrare però più nello spirito romanesco, che tanta comicità ci ha regalato, ho bisogno però di una guida d’eccezione, e chi meglio di lei potrebbe darmi una mano, un mix perfetto di teatralità ed esperienze televisive, un caleidoscopio di personaggi che ricordano l “uno, nessuno e centomila” di Pirandello conditi però in una salsa all’amatriciana. Una carriera che parte da “Non è la Rai” e devia subito sulla comicità più pura e sulla satira, senza inciampare in nessun calendario, calciatore di serie A o tronista di serie B. L’avete riconosciuta? Ma è “l’ amichi miaaaa”.... Lucia Ocone!!

Allora partiamo dal modo in cui ogni giovane frocietta degli anni 90 è cresciuta cioè guardando Non è la Rai di cui eri una protagonista… “Devi sapere che io ho scoperto di volere fare questo lavoro proprio grazie a “Non è la Rai”. Guardavo da casa la prima edizione, quella con la Bonaccorti, la migliore e pensavo che avrei voluto stare li a fare casino in mezzo a quella manica di ragazzine…” Poi sei entrata subito da protagonista. Venivi guardata con sospetto tu che eri quelli simpatica? D’altronde ad avere lo spazio comico eravate tu e Sabrina Impacciatore… “No, c’era pure Alessia Barela per un periodo…” Oddio quella che ha sdoganato l’amore lesbico in prima serata su Rai2 nella fiction orrenda dei medici… “Si sì lei, ma non parlare male delle mie amiche che te dò una pizza sai? Non è che ero vista male io ma tutte quelle che avevano anche solo un’inquadratura in più. C’era grossa competizione. Io grazie al cielo non me ne accorgevo: venivo dal paese, da Albano Laziale de li castelli romani e quindi ero ingenua, peace & love. Ero fidanzata in casa da 3 anni, il massimo della trasgressione per me era andare a fare lo struscio in centro la domenica con ‘a socera: ero la classica donna da sposare..” Però questo mica t’ha sposato… “Mamma mia se vede che me sono rovinata ma diciamo che ho passato 5 begli anni con lui ma poi si cresce, si cambia” Con chi sei rimasta in contatto di quella manica di ragazzine?

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“Appunto con Alessia Barela e pure con Veronica Cannizzaro…”

Ma noooo, la regina delle televendite!!! “Si proprio lei! Ti svelo un segreto: la mia VeroniKa televenditrice ha quel nome in suo onore. Non che la Cannizzaro sia cialtrona come lei…” Sai che la Veronica quella vera mi ricorda un po’ SuperVicky. Le spingi l’ON dietro la schiena e parte e quando si spegne la telecamera si addormenta… non ti dà questa impressione? “Ma stai buono và. Certe volte la chiamo e le dico “Ma la smetti, per cortesia?” Comunque secondo me è un genio. Lei ha un canovaccio, un minicopione con le caratteristiche del prodotto e per il resto va a braccio, parla in continuazione…(e la imita) Io non potrei mai” Ma come? La tua Veronika e il suo cucchiò e compagnia bella non potrebbero avere una loro esistenza “a braccio”? “Ma guarda che io Veronika me la immagino davvero nel suo mondo: che esce a fare la spesa, litiga con quella, trabiccola con gli usurai e i falsari...” Un po’ la sorella di Feliciana, la signora del pubblico.. “Certo il mondo de riferimento è quello, quella romanità. Veronika è comunque più simpatica: è sempre un “quanto è bello quanto me piasce”, anche se sparla male delle donne, perché in fondo è un po’ invidiosa, dice “Se vabbè raggio de sole vedi comunque d’annartene” ma glielo dice con quel tono un po’ da ciaciona romana… Feliciana è invece sempre di cattivo umore, che anche quando ti deve dire una cosa bella tipo “perché mio marito mi ama, hai capito?” lo dice sempre col tono incazzereccio e vantandosi anche di cose gravissime tipo “Io c’ho ‘na famiglia bella de artri tempi e mi marito me mena tutte le mattine, capito? E te che voj?” Ne esistono tante di Feliciane…” Tra gli altri tuoi personaggi ci sono le 2 più grandi icone gay di sempre: Madonna e Mina! “Beh io ho due autori gay con i quali ho sempre lavorato e spero di continuare a lavorare.. “ Facciamo un po’ mielina… cosa ti piace del mondo gay..? “Daje.. che dobbiamo fà? La spesa dei luoghi comuni sui gay? Allora: sono creativi, sono bravi ad arredare, sono sensibili. Ma che vor dì? Io sto bene con un gay come sto bene con un etero. La vera discriminazione sta in quelli che credono di accettarli e poi dicono robe tipo “Sò tanto carini” però con quell’aria che dicono porelli. Questo perché la gente ha l’idea che i gay devono essere per forza colorati. Ricordo al Pride 2000 dei ragazzi vestiti in giacca e cravatta con scritto “sono il tuo dentista, il tuo avvocato, il tuo vicino di casa.” Beh, questa è un po’ la situazione italiana. Basta pensare ai continui attacchi del Vaticano, e la censura a “Brokeback Mountain”


“La questione del Vaticano è veramente indecente, incommentabile, di una gravità inaudita. Per non parlare dell’ipocrisia della censura su un film pluripremiato nella stessa rete dove la settimana prima Vladimir Luxuria ha vinto a furor di popolo e di televoto “L’isola dei famosi”?” Di Sabina Guzzanti cosa ne pensi? “Lei è una grande. Fa la vera satira politica con una grande passione” Trovi che abbia esagerato con la Carfagna? “Ma no ma figurati… ha fatto bene. Se lo fai vai fino in fondo. Io la stimo molto: per fare come lei ci vuole grande passione, una grande incazzatura…” …E oserei aggiungere anche dei begli avvocati… “Soprattutto!” Ma non è che questo caso creerà una sorta di autocensura preventiva per evitare di dover rischiare di pagare un milione di euro…ti sei posta questo interrogativo? “Ma noi facciamo cose diverse. Io faccio satira di costume. Io mi autocensurerei ma non per avvocati o cose, ma nel mio caso sarebbe come cantare le canzoni di Mina senza essere Mina…” A proposito: commenti di Mina ti sono giunti? “Ai tempi di Sanremo ho saputo da Faso uno degli Elio e le

Storie Tese che collaborava con lei in quel periodo che si è molto divertita… meno male che non se l’è presa: il mio voleva solo essere un omaggio a una grande” Beh però sarebbe stato uno scoop…potere fare un’intervista dicendo “Mina mi odia!” “Ti immagini? Certe volte mi vengono questi flash…mi immagino Mina sulla Tuscolana (io vivo in un quartiere popolare romano) che viene da me per bucarmi le ruote della macchina. A proposito ora mi fai venire in mente che all’epoca del Dopofestival quelle due merdine dei miei autori mi hanno fatto uno scherzo: mi hanno fatto chiamare da una ragazza che si è spacciata per il legale di Mina e mi ha chiesto un appuntamento per parlare dell’imitazione. In quel momento mi è passata la vita davanti e mi si è fermato

il cuore. E poi dicono quanto sono carini e sensibili i gay: sono delle iene, delle serpi di una cattiveria mostruosa” Tra poco riparti con “Quelli che il calcio”…novità? Da dove prendi gli spunti per i tuoi personaggi? “Come si usa dire ci stiamo lavorando. Guardo un sacco di tv, soprattutto su Sky. Ora sono innamorato di questo show su FX che si chiama “SOS patata”: sono cinque donne nude che sgallettano e fanno “evviivvaa”: è trashissimo e io ci sguazzo… la mia preferita è Patata Daisy” Per chiudere fai un bell’augurio per il 2009 da Veronika.. “’A begli amici tanti auguri a sta manica de… amici… ve auguro un 2009 ricco d’amore: accoppiateve tra di voi ovviamente sempre usando le dovute precauzioni..”

PAOLA IEZZI

Era giunto anche il suo momento. Glielo dicevamo tutti. Due anni fa la metà bionda Chiara aveva spopolato nei dancefloor e nelle classifiche di vendita quando ancora esistevano i benedetti singoli (seconda solo dopo gli U2 ci tiene a precisare) con la madonneggiante “Nothing at all”. C’è voluto un anno di apparizione sul suo myspace ufficiale (www.myspace. com/paolaiezzi con amici che la idolatrano) per fare decantare questo “Alone”, primo singolo da solista della metà bruna di Paola e Chiara, un brano dalle atmosfere tra il soul e l’R &B. “D’altronde dopo 11 anni di carriera parallela era arrivato il momento di esporsi in prima persona nonostante questo pezzo non ha alcun obiettivo commerciale: è un puro esercizio di stile” ci tiene a sottolineare, mentre il magazine Max in una lunga intervista con tanto di stylosissime foto si chiede: ma se Marvin Gaye fosse donna avrebbe cantato così? Canzone che uscirà in un EP da 5 tracce il 16 gennaio e che Paola presenterà al Cassero in un specialissimo appuntamento di Absolutely Queer disco night mercoledì 21 gennaio. Una serata che prevede un doppio appuntamento: alle 21.30 all’interno degli appuntamenti LUO una lunga chiacchierata a tutto tondo per parlare di questi ormai 15 anni di carriera (da quando suonavano la tromba negli 883 e il trionfo sanremese con “Amici come prima”), di questa svolta di fine decade (cosa resterà degli anni 00?) e di ciò che legge, vede, ascolta il tutto nella cornice del nostro centro di documentazione. Verso le 2 invece il bagno di folla all’interno della lotteria con sorprese, ricchi premi e cotillon. Ultima annotazione: tutto il progetto è legato all’iniziativa “Impatto Zero” di Lifegate. La CO2 derivata dalla produzione del disco è stata compensata con la creazione e la tutela di 973 mq di nuove foreste in CostaRica, come previsto dal protocollo di Kyoto. mercoledì 21 gennaio h 21:30 LUO (POP) in collaborazione con Centro di Documentazione e Absolutely Queer Disco Night presenta: ALONE - Incontro con PAOLA IEZZI in occasione dell’uscita dell’EP “Alone” h 02:00 e Absolutely Queer Disco Night LOTTERY SHOWTIME, con MATTY P con la partecipazione di PAOLA IEZZI e MAXXXL (paola e chiara tribute)

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R O S E TROCHE di Chiara Masini e Angelina Zontine Esordiente nel 1994 al Sundance Festival con Go Fish, divenuto un classico istantaneo della cinematografia lesbica, Rose Troche ha continuato a sorprendere con il “gay” Camere e corridoi (98) e con “l’etero” La sicurezza degli oggetti (2001), per poi passare alla televisione firmando un episodio di Six Feet Under e scusate se E’ poco, il pilot (andato in onda il 18 gennaio 2004) nonchE’é dieci successivi episodi dal 2004 ad oggi (alcuni come sceneggiatrice o coproduttrice) di The L Word, ovvero il maggior fenomeno mediatico di visibilitA’ lesbica degli ultimi anni. Rose E’ stata invitata a parlare dell’impatto della serie come ospite dell’ultima edizione di Soggettiva a Bologna, Screen Out. 10


Iniziamo con una domanda facile: qual E’èil tuo film preferito di sempre?

Come hai convinto Glenn Close a recitare in La sicurezza degli Oggetti?

“Quello diciamo ‘leggero’ è Lo specchio della vita con Lana Turner. Mi cattura ogni volta, è un film fantastico per quell’epoca e adoro Douglas Sirk. Quello ‘per davvero’ è difficile, perché ce ne sono tanti ... posso dirti che cosa mi provocano i film che preferisco. Mi lasciano in uno stato diverso, come se fossi in una bolla e a volte resto nella bolla a lungo. Non voglio che nessuno mi parli, non voglio uscire dal cinema o parlare del film. Voglio che il film sia il mio segreto e per questo vado al cinema da sola, così non può accadere che all’uscita ti dicono ‘Ma non era carino? Ci prendiamo un caffé?’ e subito dopo si va a fare qualcos’altro quando invece vorrei restare con il film più a lungo. Mi sono sentita come in una bolla vedendo Film Blu di Kieslowski, Amores Perros, la seconda volta che ho visto 21 Grammi, la prima che visto Ladri di Biciclette, o La vita sognata degli angeli. A volte ci sono film così semplici che sono semplicemente belli e poi ci sono film che contengono grandi verità dopo aver visto i quali vorresti uscire con qualcuno per parlare del divorzio dei tuoi genitori, come Il calamaro e la balena di Noah Baumbauch col quale mi identifico molto.”

“L’abbiamo contattata e la risposta è stata: ‘No, passo.’ Quando succede questo inizi a pensare che l’attore non abbia veramente ricevuto il copione ed è molto difficile farglielo avere. Ho avuto la sensazione che lei non l’avesse letto, così ho chiesto: ‘ma potete assicurarvi che voglia passare davvero?’. In realtà era successo che quando l’abbiamo spedito il copione Glenn era in Australia a girare un film, e quindi non l’aveva letto, ma il suo socio sì e le ha suggerito di farlo. Ma lei al ritorno ha preso la polmonite, quindi ha fatto sapere che rinunciava. Ma poi, appena ha finalmente letto la sceneggiatura, ha accettato. Il cast di quel film è stato facile da trovare. Invece, per In a Country of Mother è stato più difficile perché cercavo una donna vicino ai quarant’anni... ma per davvero... perché certe attrici cinquantenni si offrono sempre per ruoli più giovani. Poi cercavo una controparte di 20-23 anni che facesse la figlia e le attrici quasi quarantenni di solito non vogliono recitare il ruolo della madre perché quel ruolo le fa sembrare più vecchie. Charlize Theron, per esempio, ha fatto la madre quando aveva 29 anni e questo è molto coraggioso, normalmente non accade, cerchi di apparire giovane il più a lungo possibile. “Io con un figlio? Ma se mi sono appena venute le mestruazioni?!”

Hai qualche segreto di cui ti vergogni, per quanto riguarda i programmi televisivi?

“UPorn... ahahah non so se conta...“

Ahahah... quindi quando Glenn Close ha letto il copione ha accettato?

Come mai non hai piU’ù realizzato lungometraggi dopo La Sicurezza degli Oggetti?

“Sì, ma malvolentieri ... si è quasi sentita in obbligo perché il copione le era piaciuto tanto. Poi però durante le riprese voleva solo tornare a casa, perché giravamo in Canada...”

“Non per mancanza di voglia. Vorrei davvero girarne uno... ma dovrà essere a basso budget perché non trovo i soldi per una produzione più grande. L’ultimo film che volevo fare è In a Country of Mothers, che come La Sicurezza degli Oggetti è un’adattamento di un romanzo di A.M. Homes. Ho già completato il trattamento, ho tentato di iniziare la produzione... ma ora siamo in un momento difficile per tutti i registi indipendenti, ancora più difficile per le registe e ancora più difficile se il tuo film ha solo protagoniste femminili. Il mio manager mi chiede sempre: ‘Puoi farla diventare un uomo? C’è un modo per rendere quel personaggio uomo?’, e non lo trova nemmeno ironico. Quindi è molto difficile, e intanto ho scritto tre film a basso budget: uno è a tematica lesbica, uno sulla religione e la perdita di essa, e l’altro è su una donna che scopre se stessa durante un lungo viaggio. Quello che forse potrei girare con meno soldi è quello ambientato nello stato di New York, in cui c’è una donna che lascia la città per ragioni inspiegate e si mette con un’altra donna... quello lesbico per intenderci. Non so se dovrò usare i miei soldi per girarlo... qualche offerta? Forse dovremo far girare il piattino... Oltre a questi c’è un altro progetto a cui sono molto legata, si chiama Potential ed è basato sul fumetto di Ariel Schrag. Lei ha scritto un fumetto per ogni anno delle superiori e “Potential” è per la terza. C’è “Awkward (goffo)” per la prima , “Definition (definizione)” per la seconda e “Potential (potenziale)” per la terza, e quello è l’anno in cui la protagonista fa coming out. Sarà una combinazione di scene reali e animazione al 25%. Di nuovo, per realizzarlo ci serve un certo budget... abbiamo già la protagonista e alcuni attori e uno degli attori principali ci aiuterà a farlo produrre.“

Hai trovato differenze, per quanto riguarda la libertA’ creativa, tra i tuoi film indipendenti e le serie televisive?

“Con i miei film indipendenti, come La Sicurezza degli Oggetti, non c’erano abbastanza giorni per girare e non abbastanza soldi. Il fatto che tutto fosse soggetto a compromessi era molto frustrante. Giravano circa 11 scene al giorno, che è un fatto inaudito per un film. Pensavamo, ‘sì che possiamo farlo’, ma il copione era lungo e così diventava difficile. Poi subito dopo ho fatto la puntata pilota di L Word... veramente ho fatto prima Six Feet Under e poi L Word... E la cosa bella è che la stazione televisiva ti da i soldi, i tempi sono già decisi e sono realistici... così l’abbiamo girato in 22 giorni e ho pensato che fosse una pacchia, paragonata ai film indipendenti. Inoltre, ho avuto libertà creativa. Sono sicura che la Tv generalista (non a pagamento) dia meno creatività, ma fin dall’inizio a Showtime ci hanno detto: ‘ok, mostrateci quello che volete fare e vediamo se ci piace’. Non ci hanno imposto molte modifiche al programma, l’unica cosa – quando Jerry Offsay se n’è andato e Robert Greenblatt è diventato il nuovo direttore – era che Bob voleva che lo show fosse più sexy. Lì è avvenuto un cambiamento nello show e i personaggi indossavano tutti Armani e Chloé. Le attrici lo adoravano perché potevano giocare a travestirsi e gareggiavano tra loro!”

Quindi forse riusciremo a vederlo?

Questo ci porta alla prossima domanda: Hai mai ricevuto pressioni da parte degli sponsor sui contenuti di L Word?

“Si. Il problema è che se l’animazione ci costa un milione di dollari dobbiamo avere a disposizione almeno un milione di dollari e non è facile, anche perché è un film a tematica lesbica, ed è difficile trovare qualcuno disposto a finanziare un film da 5 milioni di dollari sulle lesbiche alle superiori.”

“No comment – volete mettermi nei guai? Comunque ne ha già parlato Ilene Cheiken su Variety... Di solito gli sponsor spingono per inserire i tie-in (cioè quando si mostrano prodotti specifici all’interno delle scene). Di solito sono gli sponsor gay friendly, come la Subaru che si rivolge a i gay e alle lesbiche, che chiedono di fare

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preso Brooke Smith che non è per niente una bellezza tradizionale, e un’altra attrice che è super sexy ma anche un po’ cicciotta... cicciotta per la televisione, dove normalmente si vedono solo le taglie 40. Se hai una 44 ti chiamano grassa.” Le protagoniste di L Word sono strafighe come in Desperate Housewives. Secondo te si tratta di una concessione allo stile ‘lesbian chic’ o solo un miglioramento della realta’, dato che si vuole che il cinema sia meglio della vita?

i tie-in. In ogni caso cerchiamo di non avere sponsor che non siano gay friendly, anche se ci finanzierebbero comunque, ma non e’ quello il punto. È interessante fare uno show così perché inizi ad accorgerti di chi sia omofobo e chi no.” Percio’ò potete permettervi addirittura una certa liberta’à di scelta sugli sponsor?

“Sì, però a volte dobbiamo scendere a compromessi: se non abbiamo abbastanza soldi per quello che vogliamo fare dobbiamo accettare di includere dei tie-in, per esempio in un episodio si vedeva una gara di ciclismo sponsorizzata dalla Subaru e abbiamo mostrato alcune macchine, e la Subaru ci ha aiutato con il budget. Alcuni episodi di L Word sono più costosi di altri, quelli girati fuori dagli studios. Non succede spesso, ma è successo circa tre volte in L Word, come per esempio un episodio in cui sono andati a Whistler (località sciistica), uno con la gara ciclistica Subaru e uno alla Dinah Shore week, ma in quello non c’era un tie-in. Per quegli episodi siamo andate sul posto, abbiamo affittato delle stanze e siamo rimaste lì quattro giorni.” Che cosa pensi abbia motivato Showtime a investire in uno show ad alto budget con una tematica lesbica?

“Beh non è particolarmente ad alto budget, ogni episodio costa circa 1,2 milioni. Non è come quando abbiamo girato “South of Nowhere”, che ne costava 250.000 a episodio, L Word è molto più economico. Credo che “Queer as Folk” abbia aiutato molto. Quelli del canale televisivo hanno avuto successo trasmettendo quella serie e credo che si sentissero sicuri di poterlo ripetere, perché c’era abbastanza interesse. Hanno rischiato e sono stati ripagati.” E come spieghi che serie TV come Ellen e Buffy all’inizio erano etero poi hanno sviluppato una tematica lesbica?

“Ellen? Bé, perché ha fatto coming out. Buffy... o anche Grey’s Anatomy... Buffy credo perché ha a che fare con la scena alternativa di cui fanno parte i suoi fan. Quel mondo è decisamente aperto a cose tipo stregoneria, magia, lesbismo, fare l’amore con i demoni... è già così aperto che l’aggiunta di un tema lesbico non ha fatto scalpore. In Grey’s Anatomy tutti scopano con tutti, allora, ‘Chi altro possiamo far accoppiare? Due donne! Funzionerà!’ Diventa più accettabile, come E.R. che aveva un sottotrama lesbica. Credo che sia perché è intrigante. Se devi avere una coppia dello stesso sesso in un programma, è molto più facile mettere due donne. Se ci fai caso, almeno negli Stati Uniti, i gesti affettuosi che si possono mostrare senza far scalpore sono di solito tra due donne. Se hai due uomini si vedrà raramente un bacio... non riesco a ricordarmi un bacio fra uomini in tv, che non fosse una tv a pagamento. A molti sembra schifoso, invece con due donne è: ‘Dai, fatelo!’. È solo ‘zucchero per gli occhi’. Certo, dipende da che cosa fanno le due donne... ho trovato interessante che in Grey’s Anatomy abbiano

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“Un miglioramento della realtà; nessuno vuole vedere ... sai era già abbastanza difficile per l’emittente televisiva produrre uno show a tematica lesbica e noi abbiamo capito che ci sarebbero stati dei limiti per quanto riguarda la rappresentazione della realtà. Diciamo sempre per scherzare che il contenuto deve passare attraverso il filtro L Word. Inizialmente pensiamo ad un personaggio basato su una butch, per esempio, ma poi ad interpretarlo è Rosario Dawson che ne diventa la versione L Word .... Ci metti dentro qualche cosa e ne esce tutta impaiettata, è come un gioco. Quando stavamo facendo il casting per la puntata pilota dello show ed è entrata Kate Moenning, che fa Shane, loro hanno detto: ‘E lei? Che vuol dire?’ Noi abbiamo risposto: ‘Per favore fidatevi. Lasciatela nello show. Piacerà’. L’hanno accettata, ma di malavoglia. Poi la cosa buffa è che avevano dei problemi anche con Erin Daniels, che fa Dana, perché sembrava troppo lesbica mentre non lo è neanche. È stato molto frustrante... abbiamo dovuto chiamarla a rifare i provini tre o quattro volte e io le dicevo: ‘Erin, questa volta ti devi mettere la gonna e scioglierti i capelli’. Per loro le sue mascelle erano troppo marcate e questo le dava un’aria troppo severa, cioè da lesbica. Questo la faceva ridere perché non lo è per niente. Alla fine siamo riusciti ad averla nello show, ma è stato una specie di baratto: ‘tu mi dai questa e io faccio in modo che quell’altra abbia un certo look’.” Tipo: ‘quella la trucchiamo il doppio...’

“Ahaha, sì.. tipo: ‘quella si becca la gonna!’” A parte i film di cui ci hai detto, hai altri progetti per il futuro?

“Sto lavorando a un programma tutto mio, non è a tematica lesbica ma troverò la maniera di farcela entrare in qualche modo. È basato su una graphic novel dal titolo “New York’s War”. Tratta di quattro ragazze che iniziano il college all’Università di New York e fanno parte di un esperimento.... È un fumetto pubblicato dalla DC Comics, e la loro goffaggine diventa il loro super-potere. Credo fermamente che sia molto importante far circolare diverse rappresentazioni di ragazze ... cioè al momento tutte sembrano superficiali e insipide... ‘Con chi sei stata?’ ...è molto scoraggiante... le donne sono molto più di questo, così vorrei che ci fosse un programma diverso. Stiamo anche lavorando su un altro show, ma è così oltraggioso che non so se andrà mai in onda. Stiamo cercando un produttore, lo show si chiama “Our Son Simon” e tratta di una coppia lesbica che vuole un figlio in adozione talmente tanto che alla fine accettano di prendere un trentenne che si rifiuta di crescere e va ancora alle superiori. Le due donne pensano che sia stato dato loro come prova da superare per il fatto che sono gay. Così la prendono come una sfida e sorprendentemente diventano una famiglia abbastanza unita. È uno show talmente ridicolo che non so... sai, negli Stati Uniti se hai un personaggio gay perdi automaticamente ABC, NBC, CBS... così devi pensare a chi altro proporlo e devi puntare sulla Tv a pagamento, come FX, Comedy Central o simili ... non ci sono molte emittenti a cui possiamo vendere il programma.” Non vediamo l’ora... Grazie Rose!


LIBERA UNIVERSITAÊ OMOSE ESSUALE a cura di Walter Rovere

lu lune une nedì d 19 genn dì geenn nnai aiio LUO e BD Edizioni presentano

THE MIRROR OF LOVE h 211.330: 0 inaugurazione mostra dedicata al libro e incontro con Marco Marcello Lupoi e Sergio Rotino A ann Moo Al oore re è connsis de derra ratoo da mooltltii lo scr critittto tore ree di fu fume mettttti pi me piùù inflflue in uent ntee de dell’u dell lll’uullttim mo quuarto arto ar to di se seco c lloo. Laa ssua co ua Wa Watc Watc tchm hmen hm en è l’’un u icica caagr ggrrap aphi hicc no nove vveel ad av aver ver e vin into too unnPr Prem Pr emio em io Hug ugoooee ad adeeess s er ss eree sttata ata inse at innseerita riita nel e laa llisissta ddii TI TIME ME tra tra ra i “10 1000 mi m gl g ioori rom oman a ziz an in linngua in guua iinngl g es e e da dal 199233 aadd og dal oggi g ””.. Lav gi a or orii co come me Wa W tc t hm hmen en,, en Swam Sw mp Th Thin inng, Ba Batm tman tm a : Th Thee Ki Killlllin i g Jo J ke ke,, no nonn ha hann nnoo innfa nn f ttt i solo so l rap appr pres pr e ennta es tato to iim mpor mpor mp orta taantti ta tapp ppee di pp di spe peririime ment ntaz nt azzio ione one ne suul me medi dium u , ma anc um nche he dato da to iill vi viaa al pro r ce cess ssoo di d rir de defifini nizizizion oneeede on dellllllaa fifigu de gura gu radddei ra ei suupe p reero roii ch chee se segn g er gn eràà tu tuttttta l gen la ener erraz azio ione io onee ddii sc scririritttttor orii e dise di segn se gnat gn a or at orii succ suucc cces essisisiva es va.. Da va Dalllle Dall lle suue sseeririee so sono noo ssta t ti ttra ta raattttii i ratt fifilm lm ((da da lui disisco cono co nosc no scciu iutitit ) V foor Veend ndet etta et ta,, La leg ta egge gend ge ndaa nd degl de g i uoomi gl mini ni sstrtrtrao aord ao rddin inar arii, ar e La ver eraa sttor oria ia di Ja J ck c lo sqqua uart rtat rt ator at o e, ma or m è aaut utor ut o e an or anch chee deellllaa “p ch “por orno or nogr no grrafia posstfemm fe mm minis innisista ta”” di ta d Lo Lost stt GGiririrlslsls,, de dell ro roma manz ma nzzo Laa vvoc nzo o e de oc dell fu fuoc occo, e (dop (d dop opo essse sers rssi au auto topr to p oc pr ocla lama la mato ma to sciciam a an am ano) o),, di o) d una ser erie ie di di sppet etta taacoolili teeaatrtral al-m al -m mus usicicical a i in al inte teesi com tesi me ve veriri e pro ropr prri rir tuual alii magggiico ma c -i-ini niiziziat aticicici.i.. at Nel Ne el 19988 iill go g ve vern rnno di M Mar arga gaare rett Th That atch at chher e promu romu ro mulg lgòò la lg coosisidd ddet dde etta CCla etta l usse 28 la 28,, ch chee im impo ppoone n va agl g i in inse s gnan se gnnan anti ntit di non no on pr prom omuo om u ve uo vere ree ll’’omo mose seess ssua ualililittà tà e di no nonn in i segn seegnnarre co come mee m valo va loore l’aacc ccet etta et tazizizon ta onee de delllll’omooseesssua ualililità tà.. Laa Claaus tà usee sc s at aten ennò le pub le pub u bl b iciche h pro he rote t st te stee di d mol mol o titi pper erso er sona so nagg na ggii faamo gg mosisis ((trtrtraa le qua ualilil iill sising ngol ng oloo di Boy GGeo ol eorg eo rgee No Cla rg laus usee 28 us 28),), e Mooore r (ete (e ete tero rose ro seess ssua uale ua le)) iddeò uuna le na ant n ol olog o ia a fum og umet e titi,, AA et AARG RGH! RG H! (Ar Artitiistti Co Cont n ro la nt la Ra R mp mpan aanntee Omo mofo f bi fo biaa Go Gove vern ve rnnat a iv ivaa) in bene be neefifice cenz ce nzaa pe nz perr l’l’Or O ga Or gani nisa satitit on sa o ffor or LLes e biian and Gayy Accttioon. es M or Mo oree sc scriririss s e pe ss perr l’’al albo bo un “p “poe oema oe ma iinn pr pros osa” os aa”” di di 8 pa pagi g ne gi ne,, Thee Mi Th M rrror Of Lo L vee che ffuu ili luust stra r too ddaa Stev Stevve Bi St B ss sset ette et te e RRiick VVei eiitc tch. h. Il po p em emaa ra rapp ppre pp rese re sent nta, nt a, sscr c isi se Rober cr obber e t Ro Rodi di,, “u di “unn teennttat ativ ivoo ddii disistittiilllar iv aree l’’innteera ssto toriririaa deelll’omo to m se sess ssua ss ualilil tà in ua modo mo do che h funnga da so s tttot o es esto too aallllla re rela laziziionne d’ la d am amor orre tra trra duue annge gelili erm maf afro rooditi diitit , im mma magi giine spe pecu c la cu lare re uno ddel ell’l’l’al el a trtro” al o o” e leega ass ssie ieme ie mee cititaz azio az ioni io ni ddaa Sa Saffffffoo a Mi M chhel elan ange an g loo, da ge dallllllee D me di Ll Da Llan ango an golllll enn ad Al go Alle leen Gi G ns n beerg rg,, “iin un unaa ma m ni nier eraa er

sqqui u sisita tame ta m nt me nte te co c mm mmoov oven entte te, noon inn qua te, uant ntoo om magggi gioo alll’’am mor oree om omoe oero oe r tiico ro co, ma co, ma in qu quan anto anto to oma magg ggio gg io alll ’a’amo moore iinn s e per sé. sé sé..” Neel 19 1998 9 ilil fo 98 foto toggraffo, to o, iillllllus lusstrtrat ator at orre e co colo l ririst lo stta dii fum fumet um met ettiti Jos oséé Villllar Vill Vi aarrru r bi b a de decicic ssee di me metttter eree in sceena er n unaa verrsis onne teeatra atra at rale lee deel tteesto, del sto, st o e col olla labo borò ròò poii con on Moooree allllaa se s ririee Pr Prom om metthheea ea e al alla la rrie ieedi dizizizionne di Laa Vo Voce cee dell Fuo uoco co.. Deel 20 co 2003 03 l’i’ide d a di de d riripr pren pr ende ende d re Th T e Mi Mirrrrrror or Of Lo Love ve ass ve ssoc ociand ocia iaand ndoo al ttees esto orir gi gina n le na nonn pi no piùù taavvoole le disseg egna nate nate t ma un u a seri seerir e di di fot o og ogra raafifiee chhe diaalog di aloggan ano co con i riife con feririimeentti st s orricicii e le emooziz on onii esspr pres e se es s d l po da poem emaa.. L’edi em dizizizion onee itital on allia iana na esc esc scee ciinq nque ue ann nnii do dopo po,, chhe po seegnnanno un u ’i’inq n ui nq u et e an a te ccoi o nc oi n id iden e za en z : ssee nel e 2200 0033 RRoodi 00 p te po tevaa iinf nfat nf attiti scr at c ivverre ch che lo Sp Spec eccch chio io del del ell’l’Am l’Am mor oree, “oopeeraa nata na ta da unna co cont n essta nt tazizizion onne po p liititica ca”,”, rililet ca etto et t 15 an to a ni dop opoo si im impo mpo pone n vaa com ne omee “vvititto toririr a poet to pooet eticicca” a” del del ell’l’’ed edificcio edifi i ddel io ellla sto t riia, dellllllaa cuulttur de uraa e de dellllll’a’aart rtee suu uuna na CCla laaus usee 28 che che aall coonf nfro ront ro ntoo nt appa ap pariririva pa vaa orm mai a lon o ta tana naa, “ggro rotttttes esca e quaasi ppititito esca tore resc esc sca” a”,, a fifine ne 2200 0 8 un 00 unaa nu nuov o a no ov norm r a diisc rm s riimina mina mi n tori tooriia, a llaa Pr Prop opos op ositittio os ionn 8, ven eniv ivva vota voota tata ta in Am A er ericicica, ca, a dim imos ostrtrt an os ando do pur urtrtrtrop opppo p qua uant no nt a co an cora raa sia dd’a’aattttua ualiliità l’a’art ua rtee (a rt (anc n hee) po nc polililitititica ca.. ca Laa mosstrtraa ddii rippro rodu d zizion du onii st on stam ampa am paattee app ppos ossititam amen am e tee dal en alla la cassa ca sa edi d trtricicicee peer l’even even ento too, sa s rà acc ccom ompa om paagn gnat ataa da at d una conf co nfer nf eren er e za di Ma en Marc rcoo Ma rc Marc rcel rc e loo Lup el upoi o , trrad oi a utttooree del e llib ibro ib roo, ro, fond fo nddat ator ore de ore dellllllaa Ma Marv rvvel e IIta talililiaa e at ta a tu tual alee di al d re rettttttor oree ed or e ititor orria iale le deel gr grup uppo up po PPan anin an inni, e da Se S rggio io Rottinno, cu cura rato rato tore re ddii anto an tolo to loogiie di gioova logi vanni ni narra arra ar rato toriri (RZZZZ to ZZZZ ZZ!! Sccrir tttur ZZ uree So Sotttter erra er rane ra neee, Resisisist Re sten st enza en za60 za 600, Qu Q el ello lo che c’è ttra r di no ra noi.i.i ....),), e cof o onda onnddaato tore re del e lee ririvi vist vi stee Ve st V rssod odov odov ovee e Ca Carm rmilililla rm la.. la

lu une nedì d 26 ge dì genn n ai nn aio o

PETITES MADELEINES P R UN PE UNÊE Ê DU UCA C ZI ZION ON NE SE SENT NTIM IMEN ENTA EN T LE TA L

h 19 19.0 .000 aperitivo LUO h 19 19.3 .300 incontro con LEO GULLOTTA .3 (.(.......)) Ed ecc c o, m mac acch ac chin ch innal alme ment me ntee op nt oppr p es pr esso so dal a la ggio i rn io rnat ataa grrig at igia iaa e da d llllaa prrev e isisio i ne d’u io ’unn trt isste t dom man ani,i,i ppor orta or t i al ta alle llee llab abbr ab braa br unn ccuc ucch uc chia ch iain ia inoo di tè, iinn cu in c i av a ev evoo innzu zupp ppat pp a o un at un ppez ezzze zettttttoo dii Made Ma dele de lein le ine. in e. M Ma, a, nel e mom omen ento en to sste teessso ch tess c e qu q el e ssor orso or so misi to a br b ici ioolee di bi bisc sccot otto to tocccòò iill mi mioo paala l too, trras asal aliiiiii,, at al atte tent te ntto a quan qu anto an to aavv vvven vven eniv ivaa in me di iv di strtrao aord ao r inar rd inar in ario io. Un pia io iace cere ce ree del elizizizio ioso io so m’av m’ a ev av evaa in inva vaso va soo, isisol olat ol atto, o sen enzza za nnoz ozzio ione nee del e laa ssua ua ccau auusa ausa sa.. M’av M’ avev av evaa su ev subi bito bi to rres esse in indi diffffer di eren entitit le vi en viciciciss ssititud ss ittud udin inii de in dellllllaa viitaa, le suee ca su cala lami la miitàà, la sua u bbre reevi vità tà ill illllus usor us oria or ia,, ne ia nell moodo sste tess te ssoo in cui ss ui agisisisce ag ce l’a ’amo more mo re,, coolm re lman ando an domi do mi d’uun’ nes ’essse s nzza pr p ez ezio i sa ((......)) io Maarc rcel e Pro el r usst, Da Dalllll a pa part rtee dii Swa rt wann nnn

Petititite Pe tess Maade te delelelein i es è in unaa se un seriririee d’ d’in inco in cont n ri nt perr i qu pe qual alii il Cas al asse s roo se invi in vita i suo vita u i os ospi pititit pi add assag ssag ss a gi giar aree ar “qq u e l l ’ee s s e n z a prrez e io iosa saa” dii ccui ui par arla l Prou Pr ouustt e ad apri aappririre re l sccrriggno deii ppro lo rroopr pi ririco cord rddi,i raccco c nttan ando d ci le ppro ropr opr prie ie personalissime stor st oriee di di edduc ucaz azio az ione io ne sent se ntim nt im men enta t le ta e p offes pr essisiion onal ale. al e. Lo Le Gullllllot Gu ottta ta, a Bo Bolo logn gnaa pe gn perr lee repl re p ici he de Il Pia pl i ceere deellll’O ’OOne nestststàà (aal Te Teat atro at ro Duse Du se dal a 27 ggeennnai ao al 1 ffeb ebbbr brai aio, ai o, inffo 05512 1231 31183 836) 6),, te 6) test stoo su st sull peerb r en enisissmo bor bor o gh ghes esee e es “l“l’’one nest staa co st come m ddiv me ivverrsis tà” tàà” co coll qual qu alee l’’at al atto t re r è tor tor orna nato na ttoo a Piran irran ande delllllo de llo dopo do poo cche hhee illpr p ec pr eced eddennte L’Luo uomo uo m , la besstiia mo e laa viri tù tù ave v va v otttten enut en utto un unoo sttra raor o diina or n rir o suucc c es e soo di crritticca e pu pubbbblilico co,, saaràà al Ca co Cass s er ss e o la sera ppre sera se reeceede d ntteeal alllaa prir ma m , pe p r riripe p rccor pe orreerree con o noi o alclcun unee un tapppe ddeelllla su ta tapp suaa st stra raor ra orrdi d na naririaa ca carrrrrrie ieerraa. Dopo Do po dieecic ann ann nnii dii ttea eatrtrtroo ne ea nelllllloo St Stab abbilile de delllla suua cic ttttà, dell à à, Cata Ca tani ta n a, LLeo ni eo Gul ullo lottttttaa sii traasf lo sfer erisisisce er ccee a RRom oma, om a dov a, ovee si affffer e ma er soopr prat attu t ttto ne nell caaba bare ret.t. Con re onte teemp mpor o an or anea e me ea m nt ntee ne nell cicine n maa ne affffffrronta onnta t conn egu gual a e di al disisisinv nvol nv o tu ol tura r titol ittol o i og o gi cul ultt co come me me L’LOn Onor On oorrev evol o e co ol conn l’l’am am mante annte sotto otto il le ot lettt o, qu lett q an anto to i ruo uolilii sem empre pre pr più dr pi dram am amma mmaatiici che h glil affida Na Nann nnii Lo nn Loy,y,y da Ca Cafè fèè EExxp xpre xpre r ss a Mi m man anda an da PPiciccone onne finnoo a Sc Scug ugni ug nizz ni zzii. Ac zz A coomp mpag aggna na tut uttaa la caarrrrie ieera r di To Torn rnat rn a or at ore, e, ddal all’l’les al essor esor ordi dioo dee Ill ccam di a or am o rist riistta a Nu Nuov oo ov C ne Ci nema ma Par arad adisisisoo e L’u ad ’uom omoo de om delllll e st stel elle el le fino al a l’’ulti ulltimi titimi miss s im ss mo Baaar aria ia aanc n or nc oraa iinn prroodu d zion zion one; e;; ma laa suaa pollie iedr dricicit dr citi à lo l poort rtaa an anch chhe al var arie ieetà tà ddel el Baggag aglililino no,, peer ill qqua no u le cre ua ra la pop opol olar ol arrisissisimaa SSig iggno nora raa Leo eoni niida d . Ai A ruo u li pper err il gr gran ande an de sche sc heerrm mo, ccom omee La om L ssco coort cort rtaa, Un uom omoo pe perb rbben e e e Va V jo jont nt, nt a tern al teern rnaa fifilm lm m tel elev elev evisisiv siv ivii coome m A ch chee puunt ntoo è laa nnot otte ot tee, Dio i ci ha crea cr eato ea too gra ratititis,s, e Il beelll’l Anto Annto toni niio da da Bra ranc nnccat ati.i.i TTra ra i poc ochi hiss ssim ss imii im uomi uo mini ni ddii sp spet pet etta t co ta colo lo itaalilian anii ch an c e ab abbi biia fa fattttto co comi ming mi ng out, ut, ha par ha a te tecicicipa pato pa to aanc ncche h al fifilm lm Ot Otta taaviio Ma Mariririoo Ma Maii, de dedi dica cato ca to al fond fo ndat nd a or at o e de d l fe fest sttiivval a ddii cine ciine nema ma ggay ayy di To T riinoo.

Alan Moore e José Villarrubia 13


LIBERA A UNIVER RSITAÊ OMO MOS SESSUALE E a cura cura di Sa Sara ra dee Gio G vaanni e Walter Wal ter Roover veree ve

giov gi giov oved edìì 29 ed 9 geen nna naio io

vveen neerrd dì 13 1 feb bbr brai aio

Arrcicile Arc l sb sbiciicca Bo Bolo logn lo gna e LU gn gna LUOO pres prres esen ennta enta t noo:

LUUO, O Arc rcilililes esbi b caa Bol bi olog oggna n e Edi d trtricicicee Qu Quin i laan pr in pres esen e ta t noo:

TRE STORIE

VEDERM R I ALLLA TER RZA Z PERSONA

h 188.330, conferenza-spettacolo con ELISABETTAA PASQUALI, SARAH SAJETTI e FRANCESCA RAMOS Unaa co Un c me m me, Vo Vole l voo ssol le oloo unn big ol i liliet ettttoo del e tra ram e IlI gussto ram t dell picc pi picc c hiio: so sono n i tiittol no oli,i, in oorrdi dine di pubb pubb pu b lilica caaziion one, e, di trre libr liibri brri usscic tii tra r la finee deell 200 0 7 e l’l’es e ta tate t 200 te 008, ded e icicat aatti al a lee don onne e agl glii am mor orii tr t a donn donn do nnee. e. TTre ree sto torie riie ra r cccon onta t te da al altr trret etta tant ta ne nt autr au tricicicii le tr lega gate ga tee ddaa un cur u iooso des e tit no: noo: El Elisisisab a ettta ab ta Passqu qual a i (Il al gguust stoo deel pi picc cchi hio) ap hi appr prod pr odda al al suo pririmo moo rom m o aannzo zo dop o o annnnii d ggio di iornal rnnaallissmoo. Ca C po porreeda datt ttor tt o e di or di uunn pa paio ioo di teesttatte a tit ra ratu atuuraa naziz onnal na ale, e, uunn te e, t en m mag aggaz a in ine ne di di mussicicaa leegg legg gger eraa e un men er ensis le le di at a tu tual alititità, al à, connoossce ce d ec di e i an anni n fa Sa ni Saraah Sa S jeett tti,i,i allll’l’epoca pooca ca ex d re di rett ttri tt tririce c del ce e men ensisisile lee gay a Babil abbillonnia i, inn ccer e ca er c di nu n ov ovee coolll abbor oraz azio az ioni io n . Co ni C sìì comi co m nc mi n ia i noo a lav avor avor orar aree iinnsiiem ar me e a scam sc scam mbi b ar arsisis rrec ecip ippro roch chhe co che confi nfiden dennze z . Laa piùù im pi impo ppoort rtan anntee è qque u lllla ch ue chee rigu riigu g ar a daa iill loro lo ro fut futtur uro: o a tut o: utte te e duuee il gi gior orrna nalilism sm mo piac pi acce maa il lo loro ro oobi biet bi ettitit vo et v è un un al altr tro. tr o. o. Daa gra rand ndii voogllio nd i noo far aree le scr c ittr itttr tricicici.i.i. Innttaant n o l’l avvve vent n uurra ed nt editititor torria i le nau a ffrrag a a, a entram entr en trram a be fan anno n alttroo, El no Elisisisab aabbet e ta ta ins nseg eggnaa in un liicceeo sc scie i nt ie ntifi iififico e Sa Sara r h ccoonnttiinnua ra ua ad occ c upparrsi di ca cart rtaa st s ampa am mpaata ta per il trim tr im messtrral a e Re Real a lilife fee. UUnna a Bo B loogn gnaa e l’l al a trra a Mila Miilaanoo non si peerd r on onoo mai maai di d v sta vi stta e qu quas a i co as cont ntem nt empo em pooraane pora neam amen am eennte cm co miinccia i no a ddar a e unn sen ar enso so div i er e soo allllaa l ro sscr lo c itttuura cr ra,, cicime ment n an nt a do d ssii Elil ssaabe bettta coon un rrom con oman om a zo an z psiicoolo l gi g coo coi o nv nvol olgeent ntee maa ddai ai rrisissvooltti tr ai trag agicicici,i,i Sar ag arah ahh con on uunn g al gi allo loo chee con o de dens nssa inn un grad graddevvol gr o isiss sssiimo mixx su mi s ssppen ense see e iiro rooni ro nniia. a Fat a aallitità ità es e co cono no no e tr en tram am mbbee per lloo sttes esso soo eedi dito di t re to re,, Ro R bi b n di Roma Ro ma,, a ppooco ppiù ma iùù di un messe di d ddisissta tanz n a. nz a Poii caapi Po pita taa che he un gi g or orno noo EElililisa sabe sa b tt be tta, a di a, paassag sssagggi g o inn llib i re ib reririia, a, s’i’imb mbat mb mbat a taa in unn tit tooloo che la co colp lppisisce cee:: Un Una co come m me, ddii Frrannce Fran cesc s a Ra sc Ramo m s, stoorir a di mo di uunn am amor oe or innte tens nnssooee svven e tu tura rraaato too cche he si coons nsum um ma neellllaa F rm Fo rmen ennteeraa deg e li ann nnii ‘8 ‘80, 0, sel 0, elva vagg va vagg ggia ia e inncoont inco ntam min i at ata. a. Lo le legg ggge tu t ttto d’ d’un u fiatoo un e la fol olgo g rraaziione go one è im on mme medi diat a a.. Riieescce at a rriint n ra racc ccciaare la ma m ili di Fr F anncceescca e lee auutr tricicii si coonnos nos o coonnoo pririma ma viaa mai a l,l, poi oi al tel e efon effon onoo e do dopo po ott po t o me m sisi (qu (quuaassi uunna grav gr avid iddan anzaa) fina nalm llm m men ennte ent te ss’i’iinc ncon ontr on tran tr anno, o a la al larg rggan ando d l’a do l’aappun ppun pp unta unta t me m ntto annch chee a Sa Sara raahh.. Cos osì,ì,, dop opoo innnnuume m re revo v lil vo biccchi bi h er erii dii prrooseecc ccoo na n sce scce l’l’id iddeaa ddii unna prreessen e ta t zizion onne a tr t e vo vocici e unaa cchi hita hi tarrrrrra, ta a a, quel qu ellla di Fr Fran a ce an cesc scca, a cche hee ppriririma maa di fare m faare la scririitt sc t ririce ce,, è st ce s atta auutr tricice icce di di caannzo z ni e cchi hita hi itaarrrriisista di di dive veers rsi g upppi roc gr o k coon i qu qual alii an al a ccoora ra,, dii tanntoo iinn ta t nt n o, o, si es esib ibisissce ib c. L’oc occa occa casisis on o e peer chia chhiaacc c hi hierrar a e co conn llooroo e aasc scol sc olta ol tare ree ccos os’h os ’hhan a no da rrac acco ac coont n ar aree de delllllle re recicic pr proc oche oc he espper erie ieenzze sa sarà ràà il 29 gen enna naio na io al Cas asse seero r , al a lee ore r 18. 8

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LA FFOT OTOG OGRA RAFI F A DI C CLA LAUD UDE E CA CAHU HUN N

h 18 18.3 8.330 c/o Libreria Igor (Via San Petronio Vecchio 3) introduzione di Federica Muzzarelli video-intervento di Clara Carpanini inaugurazione mostra riproduzioni di Claude Cahu hn Naataa Luc Nata ucie iee Schwo chhwo w b nneel 18 1894 944 a Nan a te tes,s, ddii orig orig or igiiinni eb e raaicche he,, C auude Cahhun Cl u è oggi gggi co c ns n id ider erat er a a un at una de dellllllee pi p ù gr g an andi d di arrtit ste stte nel neelllla st stor oorriaa deelllee Avvaang ngua ngua uard rrddie. iee. Ri Risccop oper e ttee sol er oloo n glli annni ne n 90, 0, con conn uuna naa gra rand ndee mo nd most sttra stra r a Par a ig igii ne nel ‘9 ‘95, 5, llee suee el su elab aboorrat atee “m mes esse sssee in sccen ena” a” fot a” otog ogra ogra og rafifich c e inn moonnoc o ol oloo e comp co omp mple letoo mas le mas asch chhille o co chil con i ca c ppeelll i rasa raasa satiti o dippin intitit ddii ar a ge g nt nto, o,, coome me bal bal alle leerriinnaa-gin -gin -g inna nast na sta ta o coomee Bud uddh dha, dh a, Vamp a, am mp alllaa TThe h da he Bara Bara Ba r o Alil cee inv n eeccchhiaata t add d orrmeentat nttat ataa in un ca cass ssset etto t nee, to coost stitittuis uisc ui scoonno no un una st s ra raor o di or dina naariria ria rir flfles e sis onne suui co es conncet ncettti di ruuolo olo e iden ol idden entit tà tà di ge gene nere ne ree che preeco corrron o o di d cinnqquuan a t’’annni ni il llav a or av oroo di di artis rtisste connte rt temp mpor poran annee e com me Ci Cind ndyy Sh nd Sher erma er man, ma n n, K thhar Ka a inna Si Siev ever ev erdi er ding di ng o Adrria i n Pi P pe p r.r L paarrabbol La olaa dr dram am mma m tiica e str trao aord ao rrddin inar arriaa della elllaa sua vita itita sis iint n reecc nt c ia i daalll’l in inizizizio ioo ccon onn queellla di Suz uzan aannne ne Mal a herb herbbe, he cono co nooscciuutaa in in addoolles esce cenz ce n a: prreessii i nnom nz omi om mi di di Cla laud udee Ca ud Cahu hunn hu e Ma M rccel e Moooore re,, le due ue ppub ubbl ub bliciccar bl aronno il pririmo mo llib mo ibbro, rroo, coon test te stti de dellllll’u ’uuna na e illus lllus ustr traz tr azziiooni del ell’l’l al altr tra, tr a nel 191199,, lav a, a oorrar raron aron ar o o come co m atttririce me cee e cos ostumi tuumi m st staa de dell TThhéa éatr tree Essot tr o érriq ique ue ddal a ‘255 al al 27, e ne 27 nel ‘3 ‘30 pu p bb bblilil caarono roono no il ce cele lebre “AAve le lebr veux eux non Aveennuus” s. 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Fur Fur uron onoo cond co ndan nd annnate nate na te a mor orte tee, maa la se sent ntten nten enza z non za o fu eesseg seg egui uiitaa pper eerr lee ppro r teest ro s e de d l co cons n ol ns olat atoo frfran at a ce an c see, e l’l’88 ma magggio 45 l’l ar arririivo deegl g i Al A leeat atii lee llib iber ib errò;; qque ueel gi gior orno noo, Cl no, Clau auudee Cah a un un vol olle lee fars fa rsi ffootoogr rs g affar a e sull suullllaa poorta rtta di d cas casa, a, con ttra raa i dden e tit unoo en s em st emma m mililitittar ma are teede are descco ch chee lee eera raa staato t reg e al alat a o da unaa at c mp co m agni aggni niaa di ppririgi giionniaa. Caahu gion hun, n, la la cuui sa salu luutee non lute o ssii eerra pi piùù rir me mess sssa do d ppoo i mal altr trat atta t me ta m nt ntii su s bi bititi iinn pr p ig igio ione ne,, moorìì nnel e el ‘554. 4 Mar arce c l Mo ce Moor oree sisi ttol or olse ol se llaa vi v ta ta 1188 an anni ni dop o o,, nel e ‘72 72. 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Federica Muzzarelli è ricercatore presso il Dipartimento Arti Visive di Bologna, dove insegna Storia e tecnica della fotografia per il corso di Laurea in culture e Tecniche del Costume e della Moda. Tra le sue pubblicazioni Formato tessera. Storia, arte e idee in photomatic (Bruno Mondadori), e Il corpo e l’azione. Donne e fotografia tra Otto e Novecento (Atlante). Clara Carpanini è tutor dell’insegnamento di Storia e Tecnica della Fotografia per il corso di laurea in Culture e Tecniche del Costume e della Moda dell’Università di Bologna (sede di Rimini). Vedermi alla terza persona è il suo primo libro.


LIBERA UNIVERSITAÊ OMOSESSUALE a cura di Sara de Giovanni

ILL SOF OF¤ ¤ DE ELL LLE E MU USE SE L lette La ettte t ra ratura tura tu r ((ititital allia i na na)) co come me non me n lÊl av avet etee mai et mai viist ma s a o se sent ntititita nt a coon Lu Luca caa Sca carl rlin inii

merc me rcol rc oled ol ed dì 18 1 feb bbr ba aiio h. 18. 8 30 3 : CCAR ARRLOO COC OCCI CIOL CI OI OL

mart ma rtted e ì 24 feb bbr brai aio ai aio h. 118. h. 8 300: GIAAN PI 8. PIER ERRO BO B NAA Si ver Si e sa sano no più laccrime ririme me pper e le pr er p egghi h er eree es esau audi au diite t , ch che he pe perr quel qu elle a cui Diioo non el o acc c on onse sent se nte. nt e. e. (SSan (San anta taa Ter e essa di d Lissie ieux ux,, cicita taata t da Tr T um uman a Cap an apot otee in ot P eg Pr eghi hier hi eree es er esau audi au d te te) Ill soffà deelllle le mu m se s eera ra il no n mee di un una av una avve v ntur ntur nt uros osaa coollllan os anaa editititor ed orriaale firm maataa all’i lll’i’ind ndom nd oman om anii de an d llllaa fifine nee ddel ellaa Sec ella econ onnda da Guuer erra raa M Mon o dial on dial di a e ddaa Leo eo Lon onga gane ga nesisi.. IlI ttitittoollo ch nesi ne chee un unisissce un rim manndo d al salo salloottto (l(luo sa u goo pper uo er lun ungo goo ttem em mpoo ass s oc ocia iato ia to to a leett ttur uree e co ur conv nver ersa er saazizion oni,i, nel on e ben e e e ne nell ma male le) e uunno le sggua uard rddo al alla laa mititol olog ol oggia ia delllaa cre reaz azzio ione nee, in intr ttrrodduc ue beni be n ss ni s im mo un una na vviissiiion one on ne ar artititicico cola lata ta in un una seequ quen enzaa di en coonf n er eren e zee-s en -spe pett pe ttac acol col o o, o ddel e la cul el ultu tura tu ra ita talililian anaa tr an t a ‘800 ‘8000 e ‘8 ‘990000 in cuui lee tem emat mat a iche icche h di di ge gend ndder nder er son onoo se semp mppre sta mpre tate tee bben e en pprres esen sen entititi,, ma ma aacc cccorrttaame ment ntte ce nte cela cela late tee nel elle le ppie i ghhe di ie di una na cuultur lttur uraa ch c e noon vo voleevaa mai ai diriree a ch c iare iaaree let e te tere ree le vvaariie s ecciee degglii “am sp mor orii chhe noon po poss s ono ss ono di on dire il lo loro roo nom ome” e””, e”, seeco c nd ndoo laa for o muullaa tan anto to in vooga ga un te temp mpo.. Mol mp mpo. o tii sscr crritto ititto toririr rraaccconnta t ro rono n se st no stes e sisi e un mo es mond ndoo di nd d cui ved edev evan ev anoo laa an nece ne ceess ssititità, à sfifida à, daannddo lee con dand onve venz ve nzio nz iooni n del ella laa lor oroo epoc eppocca, spes sp spes e so dec ecisissam amen ente en te ccon te ontr on trar tr a ia a pra ar ratititich chee di ch di ide ide d nt ntitititàà ch c e nnoon pr prev eved ev edes esse es sero se ro l’uuom omoo ma m ch choo ca catt ttol tt olicicco (ee sem ol empr prre d sp di spon onib on i ile ib ilile al a l’l’in i se in semi mina mina nazizizion onne co come mee allllaa pr p eegghi h er era) a)) e la la doonnnna faatt ttririr ce conntitinu nuat nu ativ at ivaa di iv di pro role le chee ven eniv ivaa se iv s mp m ree buuon ona na pe p r ili lav avor oroo deei ca or camp mpi, mp pi,, ccom omee pe om perr le innnum mer erev rev evool oli oli gguuerrre r a ven enirirre, sem empr p e pr pr pron onte on te ad es espl p od pl oder eree da un er moome menntto al all’l’’al a trro, con il lo loro r treeme ro mend ndoo st nd stra tra rasc scicicicoo di sc d saanggue ue e ddisisstr truz uzio uzio ione ne.. Se ne Se perr il m moonddo an angl g os gl osas asso as soonee orma or maii è di disp spon sp onnib onib ibilili e un caannon onee ddii que uest stii au st auto tooriri,, daallllaa voce vo oce ce spe pess ssoo innquuieta ss ieeta e sor orpr prrennde dent nte, nt e, aass e, ssai ss a min ai i or o e è lo

sppaz a io i ad esssisi dded ediciccat ed ato in Itaalilia, a ddov a, ovee l’l ac ov a ca cade deemi mia re r st staa come co me sem me mpr pree te tetr etr t ag agon onna a su sugg gges gg estitit on es onii dii qque uest ue stoo ge st gene nere ne ree e in cui l’omo mose sess ssua ss uallilitàà prooduucee ass ua ssai ai ppoc ai occhi h pun untititi pper e i er m cicidi mi d al di ali co ali conc n or nc orsisi a cat cat atte tedr te dra, dov dr ove ll’’es ove eseg eges eessi di di Pet etra raarc rcaa o i co comm m enntit agguuzz mm zzii su s lll e fo font ntii ma nt manz anzzonia onniaane n proodu d co cono n no seenz nz’a ’aaltltro ’alt r piiùù att ro t en enzizion one. ee.. Dop opoo av aver eerr ttan annto t cel eleb ebbraato t i p dr pa drii de dellllllaa ppaatr t iaa, co conn tu t tt tte te lee lor oroo de decicicisiion onii caateego goririr ch che, e, le vocci stten le ento tore to oreee, e i dikta ikkta tat,t,t gglili emp mpitititii e lee fur u tit vee lag lag a ririme mee riissooorg rggim men enta taalili (“m mam mma ma nnon o ppia on iaanggere ere ch er chee po p i toorn rnoo ppiiù uoomo dal al froontte” e ),) è il mo mome meenntto di m di raccccoont ntar a e in m ar mod oo od o ga or gani nico co tut uttititi e tut u te collor o o ch che he haann n o coontri nttriibu buit uitto in moodo alter m ltter e na natitivo titivo allllaa fa f tiico cosa ssaa defi efinizizio ioonnee di un u a Ittallia cont co ntem nt em mpo pora raane n a, a aall di di fuori uoorii dei em mod ooddel e lii dur urat atii per at peer seeccooli e d cicisa de same sa meent nte se s mp mpre ppiù iùù str tret ettitit . et Se c’è vol Se olut utoo pi ut p ù di d un un se s coolo a aabo boolilire boli ree l’orrrren e daa leg en egge ge meedi medi d evval ale le che che pe ch perm r et rm ette teva te v il de va d lilitt tto tt to d’on onor o e, e, ogg ggi,i ggi, ririgu guaar gu arda dand ndo in ndo i di d eettroo il pa pano annooraama ma ddel e lee Bel el elle lee Lettteeree del e Belp Be lppae aese see (in in cui ddal allo al l spr lo prec ecoo di aagg ec gget gg etttivi titivi v chee ind ndicicican anoo la an l cent ce nttra r lilità t ddel tà ell’l’es el estteeti etiticaa ssii pu può uò be benn coomp m re rend nddere nder erre co c me me e q an qu anto t la beelll ez to e za sia sta tata ta ogg gget eetttoo di co cont n es nt esaa e ccaamp mpo po di bbat atttaagl g iiaa, aarrmaa pol o iitticica ca e st stru ruume ment n o di sed nt eduz uzzione ioonee eccclcles esia es iaasttiicca) a , è ch c iaaro r chhee le co cose see son o o as assa sai sa ai pi piùù c mp co mple less le ssee di di com ome ci è sta tato t rac to rac a co c nt n at ato e chhe ilil dis ato diseg iseggno n sttorrici o non noon pu p ò es esse sere ree rififer e ito er itto alllaa ffru ruizizzioonee di unna ni ru nicc ccchi hiaa deel m meerc rcat ato cuultltur at tur ural ale, al e, ma e, ma re r innse serir too nel e quaadrro pi p ù am a pi pioo e soorppre rend nden nd enttee dei teem en mppii. Carllo Co Ca C cccioolili (19920 20-2 -200 -2 003) 00 3)) è ttrra i deessaapaara racicicido dos ppiù do iù sba sbaalo lord rditittivvi,i, come rd ome di om d mo most stra st rava ra v va da sub da ubitiitto ill ssuo uuoo ititine nera ne rariririoo inte ra inte in telllll et ettu tuual a e, e, ini n ziat ziziatto nel nel ne segn se gnoo de gn dellllllee ririce ice cerc r he sul rc ulle lee lin i gu guee anti anntitich chee e de ch dell ellll’i’ind n aggin nd inee sull co su conn nnub nn ubio ub i piùù pper io ericicicol er o os ol osoo cchhez nouus, quuel e loo ttra raa om mos o es e suual alitità ittà e reeliligi ggiion one ch chee rir ma mase se il su suoo ch chio iodo io d fisso so,, a pa p rtir rttiri e da dalllll ’esoorddio eesp spplos loosisivo sivo v ccon on ilil di ditt tticici o Ill cie tt ielo lo e la terrrrrraa (19 te 1 50 50) e Fa Fabr b izzio br io Lup upo (19952 52).).) Tal ale fu fu lo sc s anndaaloo cche hee l’l’au auuto t re m mut utòò paaes ut esee e lil ngguuaa, iniz innizizia iaand n o a co c st stru r iriree ilil ssuo ru uuoo profi pr ofifilo im impo poss ssib ssib ss i ili e di per erso sona naliliità na tà in tre tre liinggue tr u (ittal a iaano no,, frfran ance an ceese se e spa p ggnnoollo) o).. La riccerca ercaa di un er unaa fe f de d lo ha ha ppor orrtato taatoo all’l’eb al ebra raisisismo mo,, al mo all’l’l’in indu in duuissmo e alllla fifina n le na l con o veers rsio i ne a una io n cred cr eddennza ape pert rta, rt a, iinn cu cuii av avev evaa unn pes ev pesso as a sa saii rir le leva vant va ntte ili ririsp sppet etto too per gglili ani nima maalili ((co come co me dic me dicchi h ar ara in mod odo sp odo s le lend nddido ido id ill suo Re R qu quie ieem pe p r un can a e, 19 1979 79).).). Neggllii Ann 79 Annni ’880 fu Pie Pieer

V ttor Vi ttor tt orio io Ton onde deelllli a pu punt n ar nt aree di nnuo uovo uo vvoo l’l’at attte tenz nzio nzio i ne su di lui u , inn oocc cccassioone ne delllll’uusccititaa de de d llll’i l’i’ nc n annte tevo evo v le Pi Picc cccoollo Kaarm ma, po p i po p ch chee so sonno no sta tate tee llee occaasis on oc occa onii di d eedi diziziz one di onne e di di pre r sseennzza. a Laa sua ua ope pera era è aamp m iaa, no mp n teevo vole le,, le dise di s gu se gual alle:: traa i num umer umer eros osii titito os tito tolili spicicicca sp cca il visi viisision onar onar on a io io,, moonu nume m nt me n aalle Davi Da v de vi de (19 1976 76),),) str 76 trep epitititos ep o a biioggraafia os imma im imma m giinnaarir a ddeel rree del e laa BBib ibbbi b a, a ccon onn pagi pa gine gi nee str trao aord ao r innar rd arie ie.. ie Gian Gi an Pie an iero roo Bon onaa (19926 26) ddiisc scennde dent ntee da nt da gra r n fa fami m gl mi glia iaa p em pi mon o teese se, naascce po poet eta et ta e ddiive vent nta po nta nt poi oi r ma ro m nz n ieere r , è st stat ato a luunggo le l ga gato to alllla la Fran Fr ran anciciciaa per peer frreqqueent n az azio ionii e ppar io arral a leelii. La suuaa oope La peraa è spe pe p ss ssoo deedi dica caata ta a maga ma gate tee seedduz uzio iooni n del ell’al l’’aallttrroovve, e in un una chhiave iave ia v da el eleggan a te te ssed eddut utaa sppiirrititicicica ca ssuubaalppin ina, na, a, conn una n dec e issa ppaassssioone ppeer i fa f nttaassmi m , i rreeve v na nant ntts, i ririco cord ri innssoomm omm m a ddii un pa p ssat sssatto cchhe no nonn tr tram monnta ta. Noote t vo v lee fu il suoo essor su o ddiio ne n l 19960 6 con on Il sol soollda dato to nud u o, inn cui ui si pa p rllav avaa p r la pe l pririma volta ollta ta di na naja in te term rm min inii ch chia iaririri,, duuriri,i, vviiollen entititi (e lee sug u ggeest stio ioni n libber ertititinee eraano ben en pre rese seent n i, d’a ’altltra ’alt raa parrtee, in queestto inncu cuna naabo bolo di Pa P o Paao), ma ilil rrom oman om anzo an zo che qqui ui ui è pi p ù in in evi v de denz nzaa è I ppaaant nz nnttal tal alon oni d’’or on oro (19 1 69 6 ),, fan a ta tast ast stiicca ssaaga ga di baattttua ttua u ge e amoorir , tr traa giar giar gi ardi dini n , cicine neema por orno no no e noott t i br brav ave, av e oppeera dav e, avveeroo sstr trrao aord rdin rd inar in a ia puubbbl ar blicicicaatta da Fel da e trrinnel ellilii conn una opp ppor porrttuuna n (e pe p r l’ep epoc epo oca in oca ined edititita) a) a) cope co p rt pe rtin inna fu fucs c ia cs ia.. LUCA UCAA SCCAARL RLINI RLIN IN NI

Luca Scarlini è saggista, drammaturgo, traduttore. Dirige il festival MilanOltre a e scrive regolarmente su «L’Indice» e «Alias». Tra i suoi libri: La musa inquietante (Cortina); Equivoci e miraggi (Rizzoli); Donna. Una storia italiana (Mondadori); La paura preferita. Islam: fascino e minaccia nella cultura italiana (Bruno Mondadori); Lustrini per il regno dei cieli. Ritratti di evirati cantori (Bollati Boringhieri).

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Se non diversamente specificato, l’orario d’apertura serale è alle ore 23 e l’ingresso gratuito con tessera Arcigay o Arcilesbica. DIREZIONE ARTISTICA: Bruno Pompa, Mauro Copeta, Matteo Giorgi, Walter Rovere ad@cassero.it

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a cura di MAURO COPETA

BY OMONOIA: FESTINO BANALE! dress code: troppo trendy! con THE CHICKEN FISTER CHERTOLOGY THE GO-GO-GO! DANCERS LYZ AND HER SICK PUSSY EMILIO REZ from TREMENDISSIMA GALAXY DJ BUBBLE from CACCADURA DJ METZGEREI SCHNITZLBAUMER from BERLIN PORN FILM FESTIVAL DJ MAURY C. from NOWHERE VJ MADLEN ... and much more

SABATO 24 GENNAIO SASHA DIVE (Deep Vibes Recordings, Frankfurt)

Check: www.myspace.com/casseroomonoia

SABATO 10 GENNAIO UNDO (Factorcity Rec., Barcelona) VICKNOISE live (Factorcity Rec, Barcelona)

VENERDI 9 GENNAIO OMONOIA PARTY A CADENZA MESTRUALE L’eterosessualità è avariata da tempo, puzza come un cadavere. L’omosessualità è un’accozzaglia di mediocri cliché, resa insignificante da una pacchiana consuetudine di lustrini e underwear griffati. Anche chi si era illuso di riscattare la propria presunta originalità fregiandosi di una pluri-identità sessuale, non fa più scalpore di una casalinga che uccide il marito a colpi di I-Phone, servendone poi il corpo lessato all’incredulo amante sedicenne. Corrosi da uno spleen continuo, annoiati anche da noi stessi, vaghiamo in cerca di stimoli inebrianti per ritrovarci nella solita darkroom che puzza di sperma rancido. Questo è il secolo dell’Omonoia! E in onore di questo nulla che tutto inghiotte per poi vomitarsi addosso, alcune sordide menti, logorate da una realtà ormai stantia, hanno eretto un empio altare al più assurdo nonsense. Siamo in cerca di vittime sacrificali.

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Factorcity festeggia il suo quinto compleanno. La label ispanica che si è imposta in tutta Europa per il suo personalissimo sound che fonde house, techno, electro e pop, giunge così a un importante traguardo. E per festeggiare questo evento, abbiamo invitato i due più illustri rappresentati della scuderia catalana: Vicknoise si contorcerà sulle sue macchine per dare vita a un live act electrohouse con influenze deep, mentre Undo, in consolle, farà un’accurata e vibrante selezione degna della sua meritata fama internazionale. Buona festa, allora, e cento di questi giorni!

Sasha Dive è senza dubbio l’uomo del momento. Dj osannato e produttore raffinato, Il giovane Sasha figura tra coloro che hanno contribuito alla definizione dei nuovi canoni verso i quali la musica techno contemporanea si sta muovendo. Il suo è un sound avvolgente, sensuale, deep, funky, in una parola black. E non potrebbe essere diversamente, visto che tra le sue influenze invece dei soliti Richie Hatwin e Sven Vaeth, cita Theo Parrish, Moodymann, ma anche James Brown, la Motown e Stevie Wonder, linkando infine da youtube l’elegante video di “Diamond Life” di Sade. Finalmente al Cassero uno dei più chiacchierati, talentuosi e richiesti artisti della nuova scuola tedesca. Check: www.myspace.com/saschadivegoingdeeper

VENERDI 30 GENNAIO LA ROBOTERIE CASSERO INVASION II

Check: www.factorcity.com

featuring: dj ALEK- T (elettro break) dj S.t ROBOT (techno random set) dj CAVO (techno live set) dj SoMa (techno) visuals and live performance: Android + Cyboy + Acid room Incursione Robot / trio DROMO shop area


Dopo il successo dell’appuntamento di novembre, torna al Cassero il party queer romano più cazzone in circolazione. Techno a 140 bpm, umani e umanoidi intendi in danze futuristiche ed effusioni libidinose, corpi sudati e intelligenze artificiali. Questa è, per chi ancora non l’avesse capito, La Roboterie. Per questo nuovo incontro ravvicinato del terzo tipo, l’equipaggio de La Roboterie atterrerà con la sua astronave direttamente sul canale che costeggia il Cassero, portando con sé musica, arte e performer provenienti da galassie ancora sconosciute.

check: www.myspace.com/laroboterie

SABATO 7 FEBBRAIO SNAX

(DefDrive/TNT/Mental Groove, N.Y./Berlin) Snax, al secolo Paul Bonomo, è conosciuto al pubblico underground soprattutto per le sue produzioni funk da solista, e per quelle più clubby composte a quattro mani con Khan per il progetto camp disco Captain Comatose. Ma questo fedelissimo adepto di Prince si diletta anche a miscelare dance music nei migliori (e peggiori) club berlinesi, tra i quali spicca il famigerato gay party Hotel Hilton.

VENERDI 13 FEBBRAIO PRESI PER LA GOLA 2009 Con BERTHA BLACK CELINE DIOR LADY PANTERA MATTY P Special ABBA TRIBUTE

La gente è abituata a vederti nei panni del produttore/musicista/performer più che in quelli del dj. Come descriveresti ai nostri lettori il sound di Snax per i club? “Preferisco una distinzione più sfumata, meno rigida tra il fare musica, suonarla live e mettere dei dischi. Quando suono dal vivo, spesso penso come un dj, soprattutto per quanto riguarda la capacità di “leggere” il pubblico, capirlo e spingerlo a ballare. Per cui, se le persone rispondono bene al mio live show, sono sicuro faranno lo stesso con il mio dj set.”

SABATO 31 GENNAIO FLORIAN MEINDL (FLASH RECORDS, WIEN)

Quanti ragazzi a soli 21 anni possono vantare release per etichette come Trapez, Resopal, Klingklong e Stil Vor Talent, e una propria etichetta, la Flash Records, aperta con un amico che di nome fa Oliver Koletzki? Domanda retorica, risposta ovvia. Ed è proprio a Koletzki, il famigerato producer tedesco, a cui si deve la scoperta di questo nuovo talento della scena techno. Austriaco, sexy e dotato (musicalmente...), Florian si è trasferito a Londra per seguire un corso di produzione musicale, poiché ossessionato dalla ricerca di una tecnica e di uno stile perfetti. Ma è davvero possibile migliorare ciò che è già perfetto? Come direbbe il Manzoni, ai posteri l’ardua sentenza. Check: www.myspace.com/florianmeindl

Hai mai fatto sesso in cambio di soldi? “Faccio sesso perché mi rende felice... e ogni tanto i soldi portano la felicità! ;-)” Il tuo più grande feticismo. “Ho comprato un sospensorio, ma alla fine lo sto indossando solo sul palco!” Madonna o Britney? “Kylie!” Il film in cui ti sarebbe piaciuto recitare? “Showgirls, showgirls, showgirls!!!!” www.myspace.com/givemesnax (ph matthias haman)

A pochi giorni dall’inizio della kermesse sanremese tornano, come di consuetudine, le nostre soubrette per eleggere le reginette canore made in Cassero (e il venerdì 13 è la giornata scaramanticamente giusta per loro). Dopo aver decretato vincitrici delle novelle e stonatissime Paola & Chiara in drag nel 2008 (che hanno battuto sul filo di lana una barbutissima Caterina Caselli) sono già aperte le iscrizioni per scovare il nuovo improbabile talento, il nuovo performer capace di mandare in solluchero il pubblico che quest’anno potrà votare (e insultare) il suo beniamino a suon di sms. Non mancheranno, in puro stile trash televisivo, anche le nostre talent scout: Bertha Black, Celine Dior e Lady Pantera saranno il rivisitato trio Maionchi – Morgan – Ventura pronte a giudicare ogni minimo tentennamento dei malcapitati concorrenti (ovviamente senza dimenticare di proporre i loro cavalli di battaglia tra cui una nervosissima Loredana Bertè ancora incazzata per l’esclusione di quest’anno, una Patty Pravo che racconterà in anticipo le sua partecipazione al festival della settimana successiva e valeria Marini che… è sempre Valeria Marini…) Ma tra le chicche ci sarà anche un video tribute al gruppo cult dell’anno: gli ABBA. A far da gran cerimoniere a questo delirio il Bonolis de noatri: l’onnipresente Matty P. Insomma gli ingredienti per una serata (in)dimenticabile ci sono tutti compresa la musica commerciale di Brandy Dj che animerà il prosieguo della serata.

SABATO 14 FEBBRAIO BENNA (Harry Klein, Munich)

Se c’è un guest che occupa un posto speciale nei nostri cuori, questi è sicuramente Benna, il nostro miglior augurio per la festa degli innamorati... quelli che lo sono per sempre, quelli che s’illudono di esserlo da sempre e per sempre, quelli che s’innamorano ogni 5 minuti,

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quelli innamorati solo di se stessi, quelli che l’amore non hanno ancora capito cos’è, quelli che l’amore l’hanno capito e per questo non ne vogliono più sapere, quelli che s’innamorano per scappare da se stessi, quelli che invece scappano per amore, quelli che l’amore l’hanno solo incrociato e non sono riusciti a tenerselo, quelli che hanno preso il primo che capitava e non se lo sono fatti sfuggire, quelli che s’innamorano solo di chi li fa soffrire, quelli che soffrono se sono innamorati, quelli che ti dicono ti amo solo se sono fatti, quelli che ti dicono ti amo tanto per dire, quelli che amano osando, quelli che osano amare, quelli che... Il 14 febbraio è la festa degli innamorati. Qual è la canzone perfetta da suonare alla donna che vuoi conquistare durante una cena romantica? “Ce ne sono tante. Ad esempio “You’re Like A Melody” di Molly Johnson, un’ottima cantante jazz e blues canadese.” E la canzone perfetta per spingere una ragazza a fare sesso con te? “Forse “Take Me Baby” di Jimi Tenor, o “Want U 2 Want Me 2”di Intimacy. O l’ultimo album di Radiohead, di sicuro questo funzionerebbe!”

Hai mai indossato il tradizionale costume bavarese? “A dire il vero non ho mai avuto nemmeno un paio di pantaloni in pelle. E non ne ho mai noleggiato uno nemmeno per l’Oktoberfest, per cui ti devo deludere!” www.myspace.com/benna80

DAL 20 FEBBRAIO AL 28 FEBBRAIO FIGATA! Il connubio tra tacchi e Technics è un po’ il nostro chiodo fisso, ma è fuori discussione il fascino speciale che una donna in consolle emana, la grazia e lo stile con cui riesce a far rivivere, quasi a trasfigurare, un luogo che sin dalla sua nascita è sempre stato occupato da uomini. Non più sui cubi come oggetto di desideri più o meno esplicitamente erotici, ma attrici principali della night life, accorte maestre di un’orchestra tutta di vinile, capaci di scatenare quella massa variopinta e variegata costituita dai clubbers di tutto il mondo, raggiungendo uno status paragonabile solo a quello di una rock star.

Oltre ad essere un ottimo dj, sei anche un clubber incallito. Qual è la tua ricetta segreta per combattere l’hangover del giorno dopo? “Sarà l’età che avanza, ma recentemente ho sempre più

difficoltà a combattere l’hangover?!?! L’unica soluzione è provare a bere un po’ meno, magari alternando ai drink alcolici acqua o cola.” Per il tuo lavoro di dj ma anche di agente, hai a che fare con moltissimi dj. Chi è quello che proprio non riesci a sopportare? “Potrei raccontarti un sacco di storie a tal proposito, ma penso sia meglio che me ne stia zitto. :-) Diciamo che non sopporto le persone ignoranti, dj o booker che siano.”

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Dal desiderio di raccogliere le migliori rappresentanti di questa modernissima rivoluzione culturale nasce FIGATA!, una rassegna che non vuole concentrarsi solo sull’aspetto ludico del djing e del partying, ma che vuole anche interrogare alcune delle protagoniste di questo recente fenomeno culturale. Avremo così la possibilità di vedere in una situazione del tutto inedita, ovvero dietro a un microfono, Ellen Allien, produttrice, label manager e fashion designer berlinese, ma anche una delle più importanti dj a livello planetario. E con lei Electric Indigo, anch’essa dj e produttrice, tanto consapevole della specificità femminile all’interno del panorama della musica (e dell’arte) elettronica da aver dato vita a un progetto ambizioso: Female Pressure, un database mondiale, ma anche una label, che raccoglie sotto un unico tetto virtuale tutte le donne attive nella produzione di musica e arte digitale. A moderare l’incontro, Marco Mancassola, uno degli autori più amati della nuova generazione di scrittori italiani, ma anche un raffinato esperto di musica elettronica, tanto da farne il file rouge del suo saggio-memoriale “Last Love Parade”. Last but not least, sei imperdibili serate per una settimana mozzafiato. E ce n’è per tutti i gusti. Dal secondo appuntamento col nuovissimo party queer casserino, Omonoia, che per l’occasione riprende lo slogan sessista “w la figa!” per dar vita a un evento a tinte forti animato da personaggi surreali, al ritorno sulla nostra consolle di Ellen Allien, LA dj per antonomasia, accompagnata per l’occasione da Carola Pisaturo, la più rinomata girl dj della scena techno nostrana. E poi il coloratissimo party carnevalesco con la talentuosa Acid Maria, affermata media artist e dj. Una versione tutta in rosa della nostra storica serata del mercoledì, con musica anni 80 e electro house, selezionata da Mighty Mau, Miss Plug Inn e Betty

Boo. E per i famigerati party HQH, faremo salire la vostra saturday night fever con alcune delle più grandi e raffinate selector in circolazione: Dinky (in programma sabato 21), la dj e produttrice cilena di stanza a Berlino, animatrice delle serate Cocoon e dei famigerati after hour del Berghain; e infine Electric Indigo in coppia on Steffi (sabato 28), per un Female Pressure Party. foto by MESCHINA (myspace.com/meschina)

VENERDi 20 FEBBRAIO OMONOIA: W LA FIGA! dress code: Carrie lo sguardo di Satana con IL BANCHETTO DELLO SPERMA THE TEACHES OF LYCHEAS live performance from VULVALAND THE MESTRUAL FIGHT hosted by NIKKY from ROME LE BURLESQUE SAUVAGE by WENDY DELORME and LOUISE DE VILLE from PARIS DJ WATER LILLY from GENEVA DJ TRIX de ROMA VJ MISS PLUG INN and much more www.myspace.com/casseroomonoia

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SABATO 21 FEBBRAIO Figata!

DINKY (Horizontal/Cocoon/Vakant, Chile/Berlin) FROG_ETTE DINKY – Intervista: Il tuo ultimo album, “May Be Later”, è incredibilmente groovy e ha una forte attitudine jazzy e funky, cosa che è abbastanza inusuale nelle contemporanee produzioni techno, specialmente in quelle tedesche. Pensi che agli europei manchi questo tocco speciale? “Ti ringrazio! Io non generalizzerei la questione del “ritmo interno”. Le culture oggi sono così mischiate e integrate tra loro che risulta difficile poter affermare che gli europei non hanno senso del ritmo. Anche se penso che ci sia una più naturale e più sviluppata tendenza al ritmo negli africani e nei latinoamericani; come si dice, “ce l’hanno nel sangue”. Proprio perché il ritmo è nel sangue e nell’anima, ed è un dono naturale, penso che alcuni ce l’abbiano e altri no, ma indipendentemente dalla razza o dalla nazionalità. Però è vero, i tedeschi in generale sono un po’ di legno, anche se riescono a ricreare abbastanza


bene un groove, pur non venendogli naturale. Studiando e applicandosi, ci si può riuscire.” Cosa ti manca del Cile e cosa non rinunceresti mai di Berlino? “Del Cile mi manca la mia famiglia, il clima, la gente, il cibo e la musica latina. Ma amo Berlino perché mi dà la libertà di essere me stessa, di fare ciò che voglio, di vivere facendo musica, mi dà la possibilità di sviluppare la mia musica, di farla progredire, senza compromessi. In Cile non avrei mai potuto farlo.”

MERCOLEDi 25 FEBBRAIO Figata!

Parlaci un po’ di cosa ascolta Dinky a casa? “Oh, dovrei citare un sacco di cose... in questo periodo: Arthur Russell “Out Of Context” Mazzy Star “She Hangs So Brightly” Bon Iver “For Emma” L’ultimo album di Herbie Hancock Miles Davis “Kind Of Blue” MAURO COPETA

saBATO 28 FEBBRAIO Figata!: VENERDi 27 FEBBRAIO A FEMALE PRESSURE NIGHT zFigata! con

h 23:00 ABSOLUTELY QUEER DISCO NIGHT: THE PINK EDITION con MISS PLUG INN & BETTY BOO MIGHTY MAU

h 18:00: MARCO MANCASSOLA intervista ELLEN ALLIEN e ELECTRIC INDIGO h 23:00: ELLEN ALLIEN (Bpitch Control, Berlin) CAROLA PISATURO (Titbit Music, Napoli)

ELECTRIC INDIGO (Female Pressure, Wien) STEFFI (Klaxon/Female Pressure, Amsterdam/Berlin)

MARTEDi 24 FEBBRAIO Figata! CARNIVAL PARTY

Ellen Allien ph Michael Mann Eelctric Indigo ph Bernd Preiml (2004)

con ACID MARIA (Abe Duque Records, Berlin) LENA POPPER

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MEET THE RESIDENTS

PopPen Djs

Speriamo che arrivati alla metà del banchetto non siate ancora paghi e che i vostri sensi siano ancora completamente aperti per massimizzare, dicendola con Benny Benassi, la vostra Satisfaction. Siete già dipendenti da questa manna pop e il pensiero che possa finire vi terrorizza e paralizza, ma niente paura, abbiamo fatto tesoro della lezione di quello che dicono Justice vs Simian e dunque no panic! You’ll Never Be Alone Again... because we are your friends. Dopo tante prelibatezze potrete accusare forse un leggero senso di pesantezza e allora chiediamo che due Chemical Brothers ci portino un loro preparato tonificante, Hey Boy, Hey Girl... superstar dj, here we go! Non siamo cresciute in collegio, credo che nel corso di questo baccanale ve ne sarete accorti e se il french touch fa molto chic noi preferiamo The Bad Touch dei Bloodhound Gang. Che resta da dire prima di passare al dolce? Credo che abbiate capito che a noi si addica perfettamente il detto “omo de panza omo de sostanza” nel senso che ai sofismi e alle ricercatezze dell’ultima tendenza musicale, al fumo dei generi preferiamo la sostanza del divertimento, e quindi non possiamo che essere d’accordo con i 20 Fingers che dicevano “don’t want no Short Dick Man”! Sarà perché ti amo è il nostro Babà, la nostra meringa, la nostra zuccherosa delizia per Ricchi e Poveri. Su questo pezzaccio con l’etichetta trash music abbiamo visto ballare le persone più improbabili: distinti estimatori della minimal accompagnano al coro la brunetta dei Ricchi e Poveri, dimenandosi in un moto liberatorio. Che succulenta soddisfazione! Giunti al termine di questo lauto pranzo non abbiamo da aggiungere altro sull’alchimia che si rinnova ad ogni djset dei PopPen anche perché probabilmente sfugge anche a noi, e allora potremmo riassumere il senso di ciò che non riusciamo a comprendere in una formula che la Steve Miller Band ha ripreso dalla tradizione del mistero: Abracadabra... “E adesso... ANDATE ViiiiA”!

Marina e Brunella, due angeli del focolare che ai piatti del servizio di porcellana della nonna hanno preferito i piatti digitali della consolle. PopPen djs, ovvero un espediente per rendersi conto realmente che il pop è come il maiale, non si butta via niente! Non esiste un pezzo in sé trash, non c’è n’è uno che non possa fare la sua porca figura in un dj set proposto da chi come noi è di “bocca tonda” (lasciamo cadere le facili insinuazioni) e non ha paura dei giudizi! Per noi ogni sapore può contribuire a creare piatti musicali da leccarsi i baffi, fondotinta permettendo! E allora lasciatevi tentare da questo banchetto musical-gastronomico preparato da due perfette padrone di casa, da due umili vestali del dance floor, da due ancelle del BPM. Come ogni banchetto che si rispetti anche noi partiamo da uno stuzzicante preambolo, un classico! Prezioso come un diamante, azzardato come una partita a carte, proposto da una coppia per noi fonte perenne d’ispirazione; Baccarà è il gruppo, Yes Sir I Can Boogie è il pezzo, una hit dal sapore anni 70, un classico della discomusic che quando è donna e ispanica ci guadagna. Ma il carrello degli antipasti è ampio, spazioso e allora chiediamo al maestro Fossati di servircene uno sostanzioso d’annata 1982. Non sono una signora, il più grande successo di Loredana Bertè, coscia lunga della musica italiana, un grido di battaglia che avanza a ritmo sostenuto (130 BPM) e infiamma le folle! Sempre! Alla faccia di chi dice che l’italiano in pista non paga! Ma alla nostra tavola si degustano pietanze di ogni provenienza e per completare la terna (già perché le PopPen non riescono a staccarsi dalla terzina, come il sommo poeta) ci spingiamo oltr’alpe. Ci affidiamo alle mani di Romain Tranchant e di Yann Destall. Meglio noti come Modjo e così per una non signora che va, c’è una Lady che arriva. Terminato il rito degli antipasti intoniamo insieme il canto che riecheggia nei templi sacri della dance music e che nelle mani della Michael Zager Band è diventata una hit mondiale, Let’s All Chant... uh, uh!

I PopPen djs nascono il venerdì Santo del 2004 nell’ormai storico Black B di via del Pratello, grazie alla fortuita sostituzione di un dj troppo devoto all’abbacchio pasquale… Da quel dì per 2 anni hanno animato tutti i venerdì del locale fino all’alba (quando al Pratello si poteva tirare ancora fino a tardi!), in un Rave-Revival a base di musica rigorosamente anni ‘80 e parrucche che all’occorrenza sbucavano da sotto la consolle per accompagnare i pezzi più queer.Dopo quell’esperienza hanno cavalcato le consolle di molti locali

bolognesi, facendo qualche irruzione fuori porta (dalle estati a Marina di Ravenna ai Party Gender Bender alla Biennale Cinema di Venezia); nel 2005 hanno fatto scoccare la mezzanotte del Capodanno in Piazza Maggiore e da qualche anno al Sabato sono un appuntamento fisso per gli (ex)compagni della Festa dell’Unità al Parco Nord. Ad oggi tengono le redini degli affollati Party anni ‘80 all’Estragon, dove si presentano nella loro mise en travesti, e residents dj delle Absolutely Queer Disco Night, il mercoledì al Cassero. Da gennaio però si separeranno per qualche mese… e mentre Marina sarà alla conquista della Rive Gauche alla ricerca di sé, Brunella terrà alta la bandiera del duo nelle notti bolognesi!

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foto di Alberto Sarti

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POPPEN DJS


TEATRO

Lei ha esordito nel 1948 con un testo di Giovanni Testori, La Caterina di Dio, che rappresentava anche l’esordio teatrale di lui, all’epoca 25enne... Sì, non ricordo come ci eravamo conosciuti, ma eravamo amici con Gianni, e la scrisse proprio pensando a me, anche se non poteva neanche sospettare se io funzionassi sulla scena, perchè non avevo mai fatto niente... e poi la rappresentammo in un teatro che era una chiesa sconsacrata... Peccato che il testo sia scomparso, io non lo trovo più e neanche i suoi eredi ... ma era molto bello, poetico... tutta un’altra strada da quella che ho preso poi...” Lei però con lui fece anche la Maria Brasca, nel ‘60, che era sempre una parte drammatica no? “Beh era realistica, anche comica, patetica... in certi punti malinconica... non tragica. Ero una ragazza povera, che però finiva bene. Riconquista il suo infedele innamorato!” Nello stesso anno ci fu lo scandalo de L’Arialda portata in scena da Visconti, per il cui personaggio di Eros (“un anormale che esalta il proprio affetto degenerato”, lo definì il procuratore Spagnuolo) Testori e l’editore Feltrinelli vennero incriminati e assolti infine solo 4 anni dopo... vero che prese ispirazione da questo evento quando scrisse Le Catacombe per mettere in berlina i pregiudizi sull’omosessualità? “Sì l’Arialda ebbe dei guai a Milano per via di un questore bizzarro, perchè non c’era niente di che... ma Le Catacombe fu ispirato da situazioni che conoscevo direttamente, familiari. Lo avevo scritto mentre giravo Leoni al sole con Caprioli, nel ‘61.”

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di Walter Rovere

foto Le Serve F. Riva

Nel 2008, “la più intellettuale delle attrici italiane” ha festeggiato la bellezza di sessant’anni sulle scene, costellati da personaggi memorabili al cinema (dalla Giulia-Sofia esistenzialista a Capri con Totò alla perfida “Contessa Dinasty” di Paulo Roberto Cotechiño), quanto in radio e televisione (dalla Signorina Cesira alla Sora Cecioni), ma soprattutto, tutti frutto del suo talento di autrice, sceneggiatrice, e drammaturga; con una penna acutissima anche nel toccare senza complessi il tema dell’omosessualità nell’Italia bacchettona dell’epoca (dal suo proprio spettacolo Le Catacombe ai dialoghi per i film del marito Caprioli, da Parigi o cara a Splendori e miserie di Madame Royale). “Presenzialista ostinata”, oltre ad aver partecipato a un disco di Frankie Hi-Nrg e a un video dell’artista Francesco Vezzoli, negli ultimi anni è tornata assiduamente al teatro, e l’inizio 2009 segnerà la quarta stagione di tour de Le Serve, dove la Valeri è una straordinaria Solange (accanto alla bravissima Annamaria Guarnieri) nell’iconoclasta commedia nera di Jean Genet.

Però in quegli anni in cui opere come La Dolce Vita, L’Arialda e Rocco e i suoi Fratelli facevano scandalo, immagino che anche quando lei in scena, o in radio e televisione scherzava sull’omosessualità, il pubblico si scandalizzasse. Non ha mai avuto problemi di censura? “No, mai, anche perchè erano testi che non avevano motivi gravi di censura, avevano una loro verità, una realtà che poteva essere un po’ audace ma non scandalosa agli effetti comuni, delle parolacce, del sesso..” Testori come lei sa nell’ultima fase della sua vita si era avvicinato a Comunione e Liberazione e viveva con forte senso di colpa la sua omosessualità. Lei lo conosceva da quando era ventenne, com’era allora? “Beh è sempre stato un uomo... lo si percepisce dalla sua arte, ha sempre avuto dei problemi morali. Non credo in particolare per la sua omosessualità, di cui ha anche parlato tranquillamente. Certo tutta la sua letteratura non è l’opera di un uomo tranquillo, aveva problemi religiosi, o meglio di strutture morali in cui era compresa la religione. Ovviamente si sono sviluppati di più col tempo, quando era molto giovane si percepivano di meno, anche se era sempre stato interessato alla religione, tanto è vero che aveva scritto Caterina di Dio. Ma era più che altro attratto dal mondo popolare di Milano, dal problema dei giovani, quando scrisse quei bei racconti... (I Segreti di Milano, ndr). Poi la sua vita è un po’ cambiata ed anche la mia, continuai a sentirlo qualche volta ma ci siamo un po’ allontanati per ragioni pratiche...” Venendo alla Milano d’oggi, ha seguito le vicende degli ultimi anni, con la censura alle mostre d’arte voluta dalla Moratti? Beh parliamo della Moratti, speriamo che passino i tempi duri! Anche se, particolarmente in questo momento, le speranze non sono molto vicine...” Dei suoi film quali le piace ricordare? “Parigi o cara, Il Segno di Venere mi sembrano i più belli. Poi Il Vedovo perchè un film universalmente conosciuto, ma insomma erano tutti film carini, con belle sceneggiature. Vedo che li trasmettono spesso e che piacciono molto.” Le piacciono delle attrici comiche di oggi? “Sì alcune sono brave, la Guzzanti, la Finocchiaro... perlopiù hanno un tipo d’impegno così diverso da quello che avevo io che ero più ironica e meno politica... io ho sempre rifuggito l’attualità, mentre loro un po’ cercano, giustamente, con acume di parlarne.. comunque sono brave...” Ecco, ma forse possiamo dire che sono meno brave di lei a scriversi i film? Cosa che lei faceva egregiamente mentre i comici d’oggi al cinema sono un disastro... “Beh ma credo che abbiano anche degli autori no? Non so se si scrivano tutti i loro testi...” Guarda in tv i programmi degli ultimi anni tipo L’Isola dei famosi o il Grande Fratello? “Non ce la faccio, quelli lì, i cosiddetti reality non li guardo; a parte che son quasi sempre occupata, ma mi fanno un po’ impressione.. vedere come si espone la gente pur di apparire in televisione.. non parliamo del Grande Fratello... D’altra parte è una tendenza neanche inventata in Italia... vedo della gente che litiga... non m’interessa.” WALTER ROVERE

Le nuove date della tournée de Le Serve sono: Roma (Teatro Della Cometa) 6-25/1; Foligno (Politeama Clerici) 28/1; Scandiano (Teatro Boiardo) 30/1; La Spezia (Teatro Civico) 3/2; Como (Teatro Sociale) 4/2; Cremona (Teatro Ponchielli) 5-6/2; Asti (Teatro Alfieri) 7/2; Oleggio (Teatro Comunale) 8/2; Prato (Teatro Metastasio) 18-22/2; Bassano (Teatro Astra) 24-25/2; Conegliano (Teatro Accademia) 26/2; Barga (Comunale Dei Differenti) 27/2. info www.teatro.org

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ASCOLTI. di MAURO COPETA

4GOTTENFLOOR The Forgotten Floor (Jato Music) Le poche info che si trovano sul loro myspace parlano chiaro: basta con le stereotipate professioni di “Peace, Love and Happiness” che da quasi trent’anni si ripetono su beat ormai arrugginiti e stanchi. Sappiamo tutti che si tratta di stronzate, che esiste un lato oscuro, fatto di sofferenza, di lotte continue, di sconfitte, spesso solo in virtù delle quali è possibile trovare la vera risposta che andiamo cercando. 4gottenfloor è l’ambizioso e affascinante progetto del musicista bolognese Alex Dandi (Pinktronix, Tying Tiffany) e del fenomenale Chelonis R. Jones, cantante sublime, songwriter enigmatico, e musicista visionario (il suo esordio per la Get Physical è un capolavoro assoluto). Ma le diversità geografiche, biografiche e stilistiche di questa “strana coppia” hanno trovato un perfetto bilanciamento in quest’album pop, che si muove tra riferimenti electro, influenze del più moderno r’n’b americano, richiami alle atmosfere di Detroit e al funk di Prince. Abbiamo scambiato due chiacchiere con Chelonis, ecco cosa è venuto fuori. Oltre che con la tua voce, il tuo contributo a questo progetto si esprime attraverso i testi, che come al tuo solito sono sfuggenti e criptici. Quel che è chiaro è l’insistenza su quei lati oscuri della vita che, pur accomunandoci tutti, tendiamo sempre a rimuovere: la sofferenza, la pazzia, le disillusioni, la rabbia ecc. È forse questo scomodo lato della nostra esistenza “il piano proibito” di cui parli, quello dove non vorremmo mai salire? “Esattamente, ma direi piuttosto che si tratta di quel piano sul quale preferiamo non andare. È molto più facile avere a che fare con delle tette al silicone o con l’ultimo gadget di moda. Io casco in questa trappola quanto tutti noi. È una cantonata madornale e comica allo stesso tempo, ma la realtà dimostra che è meglio coprire il lezzo della putrefazione, le mosche, i vermi e la merda con un po’ di Chanel N°5 (è solo una metafora!), perché si suppone che così facendo sia più sopportabile la puzza che la vita emana.” Dedichi la traccia Pups a una vittima del serial Killer Jeffrey Dhamer, il cosiddetto mostro di Milwaukee, il quale, essendo omosessuale, cercava le proprie vittime soprattutto in locali gay e che si è macchiato di feroci e raccapriccianti atti di cannibalismo e necrofilia, venendo poi assassinato in carcere nel 1994. Cosa ti ha spinto a resuscitarne il fantasma? “Ottima domanda. Sono rimasto disgustato dal fatto che la polizia abbia riconsegnato la vittima nelle mani (ovvero nel covo) della bestia (ovvero del dio dell’Inferno), quando era assolutamente chiaro che il ragazzo era drogato, che era stato pestato e che era nudo, quando l’hanno trovato in strada che chiedeva aiuto!!! Se questo ragazzo fosse stato etero o una ragazza bianca, questa canzone non avrebbe avuto nessun episodio a cui ispirarsi.” Nel booklet del cd indossi sempre una camicia di forza. La pazzia è qualcosa che sta sempre nella mente degli altri, di chi giudica. Che cosa è la follia per Chelonis R. Jones? “La camicia di forza, devo ammetterlo, è stato un passo falso in nome della moda. Mio padre biologico era pazzo (voleva rapirmi quando ero piccolo, inseguì mia madre da St. Louis fino a L.A. con una pistola solo perché non accettava il divorzio!), e tutti noi sappiamo che la pazzia è in qualche modo congenita, per cui tira tu le somme. Alla luce di tutto ciò, quella foto risulta comicamente raccapricciante per me. È come una zebra che urla in un megafono: “io sono a righe!”. È ovvio, cheri, c’è bisogno di urlarlo ai quattro venti?!?!” Check: www.myspace.com/4gottenfloor

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LUOMO Convivial (Huume) Sasu Ripatti torna sui dancefloor con il quarto album, firmato con il suo pseudonimo più popolare, Luomo, nome al quale è legata un’idea elegante e raffinata di concepire la musica da club. I suoi lavori sono sempre stilisticamente impeccabili, sobri ma non per questo insignificanti, sperimentali ma non per questo noiosi, sempre sospesi tra sofisticati ritmi dance e velleità pop. Ad accompagnare le avvincenti melodie deep delle sue tracce, troviamo un impressionante carosello d’ospiti tra cui spicca, almeno per popolarità, Jake Shears, la frocissima cantante delle Scissor Sisters, che contraccambia con la sua partecipazione il remix che Sasu ha realizzato tempo fa per Lights, brano tratto dall’album Ta-Dha! della blasonata band queer. A tenere compagnia alla star internazionale in questo fastoso convivio, ci pensano Cassy, star della consolle del fantomatico Berghain berlinese, Apparat, affiliato al clan Bpitch Control di Ellen Allien, Robert Owens, una delle voci più affascinanti della house music da sempre (chi non ricorda Can You Feel It o I’ll Be Your Friend?), e la cantante jazz Johanna Iivanainen. Tra deep house, glitch e pop, Convivial è un seducente banchetto al quale sarebbe un peccato sottrarsi.

VV.AA. Dirty Edits Vol. 2 (Discograph) Se è vero che anche l’occhio vuole la sua parte, il secondo volume di re-edit compilato da Pilooski per l’etichetta francese dei Dirty Sound System, fa di sicuro la sua porca figura. E l’aggettivo in questo caso è usato nel suo senso proprio. La cover, molto più esplicita di quella del primo volume, anche questo consigliatissimo, raffigura un disegno omoerotico di due uomini che da lì a poco se la spasseranno un sacco, almeno così auguriamo loro. E se non avete un maschio (o una donna, a seconda dei gusti o del momento...) a portata di mano, potrete comunque spassarvela con il contenuto del cd, una selection ottima di re-edit di vecchi, oscuri, quasi sconosciuti pezzi dark disco e proto new wave, con derive funky e cosmic. Un vero e proprio sollazzo, un must have. Consiglio: mentre assaporate l’inebriante musica, aprite il booklet e gustatevi la sorpresina... MAURO COPETA


GIPI LMVDM – La mia vita disegnata male (Fusi Orari/Coconino press)

.ERUTTEL di VINCENZO BRANÀ

Il pene è da sempre uno dei più attendibili termometri dell’autostima: per convincersi basta far mente locale ai tempi della scuola e al passo fiero con cui il bullo dal pacco turgido – superdotato per pluriesibita evidenza – incedeva tra i banchi. E la conferma viene mettendosi nei panni di chi, al contrario, tolte le mutande carpiva le risate del suddetto bullo alla fine dell’ora di ginnastica e gli sguardi di sufficienza di tutti gli altri da lì in poi. Insomma un bel cazzo aiuta. Bello e sano, naturalmente: perchè anche piattole, funghi e simili possono sortire sull’autostima effetti disastrosi. A volte, però, proprio un’infezione o un parassita, pur rimanendo irrimediabilmente delle sfighe, riescono ad innescare un interessante viaggio introspettivo, una sorta di bilancio personale da tirare, letteralmente, a bocce ferme. Ed è proprio questo quel che succede ne LMVDM, la graphic novel scritta e disegnata da Gipi per Coconino Press/Fusi Orari. Tutto ha inizio, appunto, da una malattia venerea: da lì Gipi tira le somme di tutte le volte, ad esempio, in cui da bambino si era sentito dare del “frocio” - da chi glielo urlava per strada o dai compagni strafatti - o dell’”omosessuale”, dai diversi analisti che sondavano la sua psiche. Anche se poi, da quanto si sa, nella vita lui ha scelto di fidanzarsi con le donne, anzi è proprio dopo una colazione con l’ex “quasi” suocera - una volta in cui era sceso a comprare le baguette e nessuno l’aveva aspettato per mangiare - che è esplosa la rabbiosa intenzione di disegnare - male, appunto - la propria vita. A partire da quella maledetta infezione: “Un uomo in quella condizione può veramente scivolare all’inferno - spiega Gipi - perchè questo ti scatena una serie di cose parallele terribili: ho cominciato a riflettere sul perchè una cosa del genere mi dovesse distruggere lo spirito, sulla sessualità, sui rapporti tra uomo e donna, su come vivevo tutto questo e anche sui tanti disastri sentimentali che mi sono lasciato alle spalle”. Insomma la storia di quell’ex studente svogliato (400 ore d’assenza al penultimo anno di liceo) e punk (“passavo le giornate su una panchina a sputare in terra con altre persone col chiodo addosso”) è la protagonista incontrastata delle tavole, e può contare su un tratto stilistico che evita l’accuratezza per far sentire il retrogusto lisergico della petite madeleine. E in effetti c’è tanto sballo da rappresentare, ma anche tanto disorientamento, tanta confusione, diverse paure. Però c’è anche un’isola deserta – l’unica a colori, una sorta di visione parallela in quel mondo disegnato tutto in bianco e nero - che ha comunque pericoli e pioggia fitta da affrontare, ma che è governata da un’utopica regola di sopravvivenza: “Un motivo per vivere, signore! Una gioia, una passione, un amore”. Basta questo sull’isola ad aver salva la vita dai cannibali: bisogna solo convincerli e attendere che dicano “Sfrush”.

MARCO MANCASSOLA La vita erotica dei superuomini (Rizzoli) Addio mio Mister Fantastic, addio mio Batman e addio mia Mystique. E Namor, la Donna Invisibile, l’Uomo Torcia, Capitan America. E addio soprattutto al mitico Superman, che ormai non vola più perchè è vecchio e molto stanco, e a malapena ce la fa a camminare. È appassionato quanto una dichiarazione d’amore il commiato di Mancassola dai supereroi. Chissà quante volte lui stesso avrà desiderato di poter sferrare colpi micidiali, allungare le sue braccia all’infinito, cambiare aspetto, volare. Perchè serve qualche volta potersi aggrappare all’illusione che basti attivare quel superpotere tenuto per tanto tempo nascosto, e che ferma il tempo, ci porta altrove, rende il maltolto. Poi a volte crescendo si abbandona l’illusione, altre volte si prega e si confida nel miracolo. Oppure si decide di rimanere in attesa di quel pipistrello luminoso proiettato sulla volta celeste, di notte. Per vedere quella storia come va a finire, o, come in questo caso, per progettarne noi stessi la fine. La vita erotica dei superuomini non è un salto indietro nel passato. È piuttosto un voltare lo sguardo e andare a riprendere le fila di un racconto che ci sembra lasciato a metà per portarlo finalmente a conclusione. I superuomini sono invecchiati, hanno deposto nella teca le loro armature formidabili, per lo sguardo insaziabile degli ammiratori. Oppure hanno tramutato la propria maschera in un costume da prime-time televisivo, reinterpretando il soprannaturale come un trastullo da piccolo schermo, e inseguendo perciò la sorte del fachiro che ingoia chiodi per fare giornata. Vivono nell’agio tutti quanti comunque, qualcuno ancora in cerca dei flash dei paparazzi, mentre qualcun altro li fugge con pudore, e nell’intimo tenta di recuperare il tempo speso a rincorrere i criminali, evitare i cataclismi, salvare l’umanità. “I corpi speciali hanno bisogno di attenzioni speciali”: e le richiedono, infatti, le cercano senza tregua, perchè anche un orgasmo - per chi un tempo solcava i cieli col mantello - deve essere a suo modo straordinario. La loro parabola però si inverte miseramente, e il sesso soprannaturale collassa nell’ordinarietà a cui noi - i normali - sopravviviamo ogni giorno. Il lutto e l’amore non corrisposto lacerano perciò le carni invincibili di Mister Fantastic, il fist fucking suona il requiem dell’uomo pipistrello. Neppure la mutante sovversiva, quella Mystique dalla pelle bluastra che ci hanno insegnato a non classificare tra i buoni ma neanche tra i cattivi, sopravvive alle fantasie del suo talamo. Lei che in totale solitudine può assumere le sembianze di un qualunque lui, raggiungere il clitoride e scoprirlo pene, per masturbarsi, e intanto masturbarlo. L’immaginario collettivo ha già trasformato i superuomini in figuranti da gang bang, e la divisa con la “S” sui pettorali è ormai un classico sui manichini delle boutique dell’eros. Per una scopata memorabile – raccontano i giornali – qualcuno ha già indossato mantello e mascherina per sfrecciare dalla vetta dell’armadio. Ma Batman non può morire così, non si può confondere quel torace fiero con la pancetta pigra di un impiegato a caccia di trasgressioni, carpito a mezz’aria mentre sta per frantumare le doghe del letto di un motel. Il mito va riscattato, perciò è giusto concedergli l’ultimo fiato in un racconto appassionato e senza sbavature, che non squarcia le favole ma ne ispessisce i colori. E che soprattutto concede il tempo di dire addio. VINCENZO BRANA’

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ALL LL AC ESS Come è nata l’idea di creare un coro gay? “Qualche mese fa stavo pensando che oggi la comunità gay italiana ha grossi problemi di immagine. All’incapacità di vedersi riconosciuti i diritti fondamentali su un piano politico è complementare una quasi totale assenza dell’identità gay sul piano culturale. Altrove “cultura gay” significa Hollinghurst, Tilson Thomas, Almodóvar, Haynes… Qui al massimo ci sono le soap di Ozpetek. Anche il fenomeno dei cori gay, così diffuso nei paesi civili, in Italia si riduceva al solo Rainbow Choir di Roma (sebbene il primato, come ho scoperto in seguito, spetti proprio al Cassero di Bologna, che aveva fatto un primo esperimento una decina d’anni fa!). Però lamentarsi senza agire non ha senso, e visto che sono un musicista (cantante, compositore, ex-oboista) ho deciso di fondare un coro, che ho voluto chiamare Komos, una parola greca che indicava cortei dionisiaci in cui si danzava, si beveva, si faceva sesso e, ovviamente, si cantava anche. In secondo luogo, è anche un tentativo di diffondere la cultura musicale in questo paese di analfabeti, operando in una comunità che a mio parere è molto sensibile all’argomento. Inoltre, io mi annoio nei locali o nelle discoteche, luoghi spesso ostili a qualsiasi scambio umano interessante. Fare musica è il miglior modo di stare insieme, anche meglio del sesso e del cibo! Volevo creare una situazione in cui trovare degli amici interessanti, e ci sono riuscito. Come prevedibile, ho ricevuto molti insulti per questo progetto. “Un coro gay è una ghettizzazione” è la tipica idiozia omo-omofoba che mi sento dire più di frequente. Possono esistere squadre di calcio di ferrovieri e non un coro gay (che poi, naturalmente, è aperto a chiunque, gay o etero). Ma ho incontrato anche un grandissimo interesse, ben al di là delle mie aspettative. E ora eccoci qui: il Komos è stato fondato il 9 settembre a Modena, nella sede generosamente concessa dall’Arcigay “Matthew Shepard”. Ma lo spazio era troppo angusto e ad ottobre ho deciso di accettare l’invito di Emiliano Zaino a trasferirci a Bologna.

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Viceversa, pensi che gli ascoltatori gay (che sappiamo essere in maggioranza dei “madonnari”) accoglieranno un repertorio “serio”? “Infatti gli eterosessuali ascoltano tutti Bach… A prescindere dall’orientamento sessuale, l’alfabetizzazione musicale oggi è molto bassa in Italia. È difficile che il sistema economico permetta un contatto significativo tra i consumatori e la musica colta. Madonna è molto più facile da vendere che Beethoven o Ligeti, così come è più facile vendere i Vanzina che Bergman. Mi aspetterei che i gay, in quanto abituati a essere discriminati, fossero un po’ più aperti a ciò che non conoscono. Quando anche così non fosse, i nostri concerti saranno sempre gratuiti, quindi non conteremo il numero di biglietti venduti!”

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In quanti siete, è possibile unirsi a voi, e che tipo di competenze musicali bisogna avere? “I komosnauti sono una trentina di ragazzi tra i 20 e i 40 anni. Certo che è possibile unirsi al gruppo! Basta avere il lunedì sera libero e aver voglia di cantare. Chi sa leggere la musica è avvantaggiato, ma si può sempre imparare. Tutte le informazioni per contattarmi e fissare un’audizione si possono trovare sul blog http://progettokomos.blogspot.com” È solo maschile o possono unirsi altri sessi (più o meno definiti)? “A patto che uno abbia una laringe da tenore, baritono o basso, il sesso non mi interessa. L’idea iniziale era di formare un coro misto, ma le donne hanno aderito in un numero così ridotto che sono stato obbligato dalla logica musicale a formare un coro solo maschile. Poi ho scoperto che il suono di questa formazione mi piace immensamente. In più la letteratura per coro virile è vasta, splendida e ultimamente poco frequentata. Quindi ho deciso che resteremo così.”

Vi siete già esibiti in concerto? Che repertorio eseguite? “Il primo concerto si terrà in marzo qui al Cassero e sarà una festa (con alcune guest star), un’insalatona dimostrativa dell’ecletticità dei nostri interessi: brani per voci maschili dal

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Il London Gay Men’s Chorus, i cui cd si possono comprare addirittura da ITunes, ha in repertorio soprattutto arrangiamenti di pezzi gay pop come Cant’ get you out of my head o da musical, come la Rhythm of Life di Sweet Charity. Voi come siete messi in quanto a pop? “Talvolta arrangio qualche pezzo leggero, non necessariamente ‘gay’. Non mi sento obbligato a perpetuare una ‘tradizione’ che vuole i gay appassionati solo del kitsch della Carrà. Per ora abbiamo May It Be di Enya e No Surprises dei Radiohead. Poi arriveranno brani da musical, cartoni animati, ecc… Ma le canzonette sono come le caramelle: ogni tanto vanno bene, ma un cervello che si nutre solo di questa roba diventa obeso e malsano. Sono stanco della coercizione alla superficialità.”

Prevedi di inserire in repertorio anche brani di compositori gay come Britten, Copland, il Bussotti su testi di Braibanti, ecc…? “Certamente. Purtroppo l’identità gay è nata solo a fine Ottocento, ragion per cui la musica specificamente ‘gay’ è tutta novecentesca e dunque di più difficile esecuzione per un coro amatoriale in formazione. Sto sudando un po’ per far digerire il commovente Love Alone (1988) di Ned Rorem ai komosnauti! Ma in futuro ho anche intenzione di commissionare a compositori di oggi nuovi pezzi su testi gay.” WALTER ROVERE

Il Komos si riunisce ogni lunedì sera al Cassero dalle 21.00 (20.30 per chi vuole seguire anche le lezioni di solfeggio) alle 23. Il repertorio attuale è descritto e ascoltabile da ww.cassero.it/komos

In alto: una prova del Komos al Cassero. Sotto: il London Gay Men's Chorus

In Inghilterra, America o Canada, i cori gay sono realtà professionali che pubblicano cd e riempiono le sale da concerto. Da noi mancano, come altri segnali indicatori di una comunità gay talmente vasta da creare una propria economy (anche culturale) e offrire una ampia gamma di servizi al proprio interno, quanto ovviamente alla società tutta. Ma da qualche mese un’eccezione c’è ed è nel Komos, il coro gay si riunisce ogni lunedì sera al Cassero. Abbiamo posto qualche domanda al suo direttore, Paolo V. Montanari:

Medioevo al Rinascimento, al classicismo di Mozart, al romanticismo di Mendelssohn e Wagner, al Novecento di Poulenc. Musica profana o sacra, profonda o leggera, purché sia bella.”

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KOMOS – Il COro OMOSessuale DI BOLOGNA


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di Michele Giarratano Una delle precisazioni seguite all’attacco del Vaticano contro la mozione presentata alle Nazioni Unite dalla Francia contro il perseguimento penale dell’omosessualità, è la nota intitolata “Difesa dei diritti e ideologia” pubblicata da l’Osservatore Romano lo scorso 19 dicembre. Secondo il quotidiano della Santa Sede, la mozione non era finalizzata “alla depenalizzazione dell’omosessualità nei Paesi in cui è ancora perseguita, come i media, semplificando, hanno raccontato”, ma “in realtà, parla d’altro, e cioè promuove una ideologia, quella dell’identità di genere e dell’orientamento sessuale. Le categorie di orientamento sessuale e di identità di genere, che nel diritto internazionale non trovano alcuna chiara definizione, vengono introdotte come nuove categorie di discriminazione e si cerca di applicarle all’esercizio dei diritti umani”. Ciò darebbe impulso “al falso convincimento che l’identità sessuale sia il prodotto di scelte individuali, insindacabili e, soprattutto, meritevoli in ogni circostanza di riconoscimento pubblico”, aprendo la strada “all’equiparazione delle unioni dello stesso sesso al matrimonio e, per le coppie omosessuali, alla possibilità di adottare o procreare bambini”, limitando perfino “a coloro che si opporranno in futuro a questa visione dei rapporti uomo-donna, come le religioni”, il diritto di trasmettere il proprio insegnamento.

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Prendiamo però in esame il diritto internazionale a cui fa appello l’anonimo (e presumibilmente autorevole) estensore della nota, e noteremo che le sue affermazioni sono faziose e prive di fondamento giuridico: il concetto di “orientamento sessuale”infatti non è prettamente giuridico, ma sociale. Il diritto, così come per il concetto di “famiglia”, non fa altro che prendere atto di qualcosa che già esiste ed è parte della realtà sociale, e tutelarlo. È vero che la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, scritta nel 1948, non contiene espressamente l’indicazione Attivisti Lgbt all’ONU ph. Philippe Colomb facebook

L’Osservatore Romano, inoltre, finge di dimenticare che la normazione dell’Unione Europea è essa stessa fonte di Diritto Internazionale, peraltro assolutamente autorevole. Numerosa è la legislazione europea che dà una definizione dell’orientamento sessuale e lo tutela, basti citare per tutti la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea (Carta di Nizza) che all’art. 21 espressamente sancisce il divieto di discriminazione basato sull’orientamento sessuale. Tornando al discorso sulla definizione giuridica di orientamento sessuale, esso è facilmente ricavabile come corollario del concetto di “identità”. La sfera della sessualità, infatti, appartiene alle singole persone, traducendosi in un diritto personalissimo, seppure in larga misura disponibile. La stessa Corte Costituzionale Italiana ha affermato che: «Essendo la sessualità uno degli essenziali modi d’espressione della persona umana, il diritto di disporne liberamente è senza dubbio un diritto soggettivo assoluto, che va ricompreso tra le posizioni soggettive direttamente tutelate dalla Costituzione e inquadrato tra i diritti inviolabili della persona umana che l’art. 2 della Cost. impone di garantire». (sentenza n. 56/1987) Alcuna dottrina si esprime in termini di “diritto al libero orientamento sessuale”, riconoscendone quindi la strumentalità rispetto al pieno sviluppo della persona umana. Ognuno deve avere dunque, a prescindere dalle definizioni e dalle categorie, il “diritto di decidere come manifestare la propria identità”, e all’interno di questo diritto non si può escludere la sfera sessuale che appartiene all’intima natura d’ogni individuo. MICHELE GIARRATANO Responsabile Settore Giuridico Cassero tel. 320 3591567 giuridico@cassero.it http://www.myspace. com/giuridicocassero

CENTRO DI DOCUMENTAZIONE Il CDoc è una biblioteca ricca di 10.000 titoli accumulati in oltre vent’anni di attività, ma anche una fornitissima videoteca e un’ampia scelta delle riviste gay lesbiche più cool del momento. Il catalogo on line è consultabile sul nostro sito www.cassero.it/doc ma puoi contattarci anche via e-mail doc@cassero.it, tel. 051.557954, o SKYPE all’account: cdocassero. Orari: lun-ven h 14–19, mar-gio anche h 10–13, e lunedì anche dalle 21 alle 24.

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IL DIRITTO ALL’ORIENTAMENTO SESSUALE NEL DIRITTO INTERNAZIONALE

GRUPPO GIOVANI DI MERCOLEDÍ! 21 gennaio, 4 e 18 febbraio 14 e 28 gennaio, 11 e 25 febbraio Cambiano gli storici appuntamenti d’incontro del Gruppo Giovani Cassero, che con il nuovo anno si proporranno al pubblico il mercoledì in preserata alternati all’aperitivo Radical Chips... Per aggiornamenti, incursioni e follie cercaci su facebook e blogspot!

AGEDO BOLOGNA L’Associazione Genitori di Omosessuali fornisce un servizio di ascolto e consulenza a tutti i familiari che non trovano una modalità positiva di relazionarsi al diverso orientamento sessuale del proprio figlio, fratello, sorella, coniuge. A Bologna potete contattare Flavia Madaschi (tel. 3381869101, o flavia. madaschi@gmail.com) e concordare un incontro per un sabato pomeriggio dalle 16 alle 18.

TELEFONO AMICO GAY Dal 1982 il Il Telefono Amico Gay fornisce informazioni sul territorio, supporto e consulenza o reindirizzamento su problematiche di tipo legale, sulle malattie sessualmente trasmissibili (MTS) e sull’HIV/AIDS. L’area Consulenza e Supporto effettua inoltre incontri individuali vis à vis, consulenza psicologica fornita da professionisti qualificati e reindirizzamento a esperti esterni convenzionati con il Cassero. Orari: lunedì-venerdì h 20–23, tel. 05155566; mail, telefonoamicogay@cassero.it

“orientamento sessuale”: l’art. 2 contiene il principio di eguaglianza senza distinzione (fra gli altri) di sesso, e l’art. 7 proibisce ogni forma di discriminazione. L’Osservatore Romano però sembra dimenticare che il Diritto non è soltanto quello scritto e immutabile, ma è anche l’insieme delle norme correlate e di richiamo, delle consuetudini e, soprattutto, dell’interpretazione giurisprudenziale. Ed è proprio il Comitato per i Diritti Umani delle Nazioni Unite che, nel 1994, ha espressamente equiparato, nel caso “Nicholas Toonen vs. Australia”, la menzione di “sesso” a quella di “orientamento sessuale”. Dunque la stessa Dichiarazione Universale, che è alla base del Diritto Internazionale, tutela espressamente il Diritto all’orientamento sessuale. 29


S L SA LU A

Il nuovo sito del Cassero sulla salute sessuale, www. casserosalute.it, è on line dal 1 dicembre. Il sito è l’ultimo atto di un percorso favorito dalla Regione Emilia-Romagna il cui Assessorato alla Sanità, nel 2005, decise di investire in progetti triennali sulla prevenzione dall’HIV, con particolare riguardo alla percezione del rischio, che vedessero la collaborazione fra Aziende Sanitarie e associazionismo. Il progetto HIVoice del Cassero (l’unico mirato alla popolazione gay, tanto per cambiare) venne scelto, insieme a molti altri, dalla Commissione Regionale AIDS. Da lì è partito il percorso che ci ha portato attraverso la ricerca Modidì (www.modidi. net), il lavoro del gruppo “laboratorio permanente” che ha analizzato i dati emersi e cercato delle soluzioni efficaci, come la recente campagna del Cassero sul test (www.cassero.it/ show.php?1395), e ha gettato le basi per il convegno sulla discriminazione delle persone sieropositive, HIV: tra silenzio e discriminazione (http://www.cassero.it/show.php?1411),

ed allontanati fa fare o credere le cose più assurde. Anche la sezione sul sesso parte da un’ottica di prevenzione, ma si pone l’obiettivo di cambiare la mentalità con cui parecchi fra noi affrontano il rapporto sessuale e le sue pratiche, una mentalità che spesso oscilla paurosamente fra il fatalismo e la paranoia. Cerchiamo quindi di far emergere l’aspetto più vero del sesso: il piacere, il divertimento ovviamente con un occhio alla prevenzione. Vogliamo togliere dal preservativo l’immagine da “sesso sanitario” che gli ha appioppato la definizione di presidio medico-chirurgico. Ma a chi volete che interessi il sesso sanitario… è un po’come proporre frittate dietetiche durante Feed the Bears! Riportiamo sulla terra il preservativo, anzi sul cazzo, dandogli una immagine più legata all’erotismo. Il preservativo è uno strumento di piacere, uno strumento erotico, se lo indossi o lo fai indossare al tuo partner è un’occasione in più per toccargli

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Egr. Responsabile Salute, è vero che il partner attivo che penetra senza preservativo, corre un rischio minore del partner passivo di contrarre l’hiv? E di quanto è minore il rischio? No, non è vero. Se la persona penetrata è sieropositiva,

anche l’attivo che lo scopa senza preservativo corre un rischio concreto di contagio. I secreti rettali, infatti, contengono una quantità di virus che può essere sufficiente al contagio e le mucose del pene (prepuzio, glande, uretra) sono sensibili vie di accesso per il virus HIV, così come di buona parte degli altri agenti patogeni trasmessi per via sessuale. Nella situazione opposta, ossia se è sieropositivo l’attivo, penetrare senza preservativo vuol dire offrire parecchie possibilità al virus di entrare nell’organismo del passivo. Se l’attivo “viene fuori” il rischio è minore ma comunque presente per via del virus contenuto nel liquido pre-

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il pene, per fargli un’ultima sega prima di passare al “sodo” e così via. Il sito è pensato e soprattutto scritto in modo molto schietto e diretto, un po’ come si fa fra amici quando si scherza raccontando le avventure del proprio pisello. È anche scritto in modo volutamente semplice, il più semplice possibile tenendo presente la complessità e la vastità degli argomenti toccati. Posso immaginare che molte persone, anche nella comunità omosessuale, saranno scandalizzate dalle foto, dal modo di scrivere, dai termini usati. Tuttavia penso che questo modo diretto sia il più chiaro e il più efficace possibile, oggi in Italia, per raggiungere il risultato. Le prossime sezioni? Donne lesbiche, giovani, disabili omosessuali… C’è molto lavoro da fare, chi vuole collaborare alzi la manina! SANDRO MATTIOLI Responsabile salute salute@cassero.itwww.casserosalute.it

spermatico. Diversamente dal cavo orale che è maggiormente protetto dall’azione microbicida di alcune molecole, le mucose rettali sono estremamente efficienti nel mandare immediatamente in circolo i liquidi e, quindi, anche il virus. È vero che la quantità di virus nel liquido pre-spermatico potrebbe non essere sufficiente al contagio, che può dipendere anche dalla carica virale, ecc. ma ha senso esporsi a questi rischi per non usare preservativo e gel? Secondo me è meglio imparare ad usarlo e divertirsi nel fare sesso con un occhio alla prevenzione. Per ulteriori info: http://www.casserosalute.it/sesso_salute_ quanto_rischioso_se-d-91.html SANDRO MATTIOLI

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organizzato nell’ambito del Pride nazionale. Casserosalute, come ho detto, è l’ultima fra le idee nate nel gruppo di lavoro e, come tutti i neonati, deve ancora crescere. Il sito infatti è ancora in corso d’opera, ma ho ritenuto di pubblicarlo ugualmente, perché sarà sempre in corso d’opera e quanto sarà aggiornato, curato, ecc. dipenderà sicuramente dal Cassero, ma anche dagli utenti che si collegheranno e vorranno dire la loro (in ogni pagina è previsto un tasto “invia un commento”), chiedere consigli o modifiche, esprimere opinioni o anche, perché no, offrirsi di collaborare. Si articola, per il momento, in due sezioni principali: una guida per gay sieropositivi ed una guida sul sesso. Completa il tutto un blog. Insomma un sito con il quale è possibile interagire ed è aperto a tutti, a prescindere dall’orientamento sessuale o dallo stato sierologico, purché, ovviamente, vengano osservate alcune elementari regole di rispetto e di educazione. Il motivo per cui abbiamo deciso di partire proprio da queste due sezioni è semplice e deriva in parte dalla ricerca Modidì, in parte dall’esperienza diretta che ci ha fatto capire come spesso la posizione di un omosessuale HIV positivo sia “scomoda” sul piano della discriminazione sia esterna alla comunità omosessuale che interna, che il mix diabolico di ignoranza, panico, timore di essere ulteriormente discriminati

LO SPORTELLO SALUTE RISPONDE

Keith Haring © The Keith Haring Estate

di Sandro Mattioli

Untitled da Lo Specchio dell’Amore, ph. © José Villarrubia

NASCE CASSEROSALUTE


ONE.

di Matty P.

ONE. ONE ICON. BRITNEY SPEARS

ONE.

Il suo coreografo ha annunciato che ci sarà pure Madonna al suo nuovo World Tour, il primo dopo anni, anzi dopo una vita anzi dopo una soap opera che l’ha portata nel suo momento di maggiore share nella polvere degli psicofarmaci e nei dintorni della follia. Breve riassunto delle puntate precedenti: la Britney nazionale, figlia e fidanzata dell’America, tutta casa, Mickey Mouse Club e liceali alla “Baby one more time” festeggia il quasi decennale della sua carriera ai vertici mondiali andando giù di testa: si rapa a zero davanti ai paparazzi, a seguire un ricovero in qualche manicomio dell’America più nera, un mese in clinica in “rehab” e poi un via andare di colpi di scena: la custodia dei figli assegnata all’ex marito Kevin, amici che vanno a trovarla nella magione di Beverly Hills e ne escono con ogni bendiddio e l’entrata in scena del severissimo padre Jamie che diventa tutore e controlla in ogni dettaglio vita e patrimonio della figlia. (insieme all’avvocato Wallet: portafoglio, è proprio il caso di dire nomen omen) E mentre Brit convince col successo del suo nuovo album i si(gn)ori e le si(gn)ore che il “Circus” della sua esistenza è più brillante e luccicoso di ciò che sembra (senza dimenticare il lato trash delle sue dichiarazioni: Vado a letto ogni sera alle 21,30, non esco mai. Sembro una vecchia scoreggia) l’America archiviato il miracolo Obama vede in lei la nuova speranza: la nuova icon da trasformare in rivincita, la nuova “Yes, she can” del 2009, la nuova Madeleine Albright del pop, come l’ha definita “Rolling Stone” la bibbia della musica, in confronto alla soap opera vivente concorrente miss Amy Winehouse. La svolta imposta da mister Jamie Spears pare funzioni: due guardie del corpo sempre presenti, telefonate sempre sorvegliate e nemmeno un vizio le è concesso: nemmeno di guidare la propria Mercedes senza mutande come ai tempi che furono. La recessione si combatte anche così: smettendola di smutandarsi. Ultimo dettaglio: il nuovo tour partirà da New Orleans, città dal destino incrociato a quello di colei che nella tarantella “Womanizer” canta “You say I’m Crazy / I Got You Crazy»: entrambi disastrati ma non più disperati.

ONE BOOK. CAFONAL di Pizzi & D’agostino (Mondadori) Cosa sia Dagospia (la miglior portineria elettronica del paese a mio avviso) è inutile starvelo a raccontare: ormai si consulta come una sibilla cumana e si spia dal buco della serratura la società di “morti di fama” che ama raccontare. E visto che siamo “sull’orlo del burino” il più volgare dei reality trova la sua fine in un libro, ovviamente fotografico, che raccoglie il meglio dello schifo mediatico e salottiero. Quattrocentoquaranta pagine rilegate da Mondadori ai modi di un catalogo d’arte, il titolo «Cafonal» (che d’Agostino ricorda “viene da ‘ca-fune’, la gente che vuole tirare la fune con gli altri. E’ un sentimento popolare: siamo cafonal perché abbiamo desiderio di essere sociali. Vogliamo fare lo struscio a via del Corso e ne siamo orgogliosi’’) che riassume al meglio questa “Brutta Époque di cafonalismo trash-endente”. Un trattato di sociologia, meglio, di antropologia culturale, scritto con le facce, i corpi debordanti, le tette rifatte, le labbra a canotto, il potere esibito nelle mani forchettate. Perché è la grande abbuffata il momento topico di questa “penisola dei famosi da 4 soldi”: ricconi e sgallettate piene di gioielli come le madonne delle feste che arrivano davanti alle tovaglie e con gridolini dicono: ‘Ho fame’. La fame in realtà non sanno cos’è, ma non conoscono l’espressione ‘Ho appetito’. Salotti e merletti, gessati di sartoria e gonne attillate. Personaggi che contano insieme a venditori di chiacchiere, e ovviamente immancabili belle curve di starlette patinate. Tutti ‘Razza Cafonal’: tutti colti col boccone in bocca, tutti alla ricerca del marchio di loro stessi. Sono passati duemila anni e la Roma Godona e l’Italia Velina sembrano uscite dalla penna di Giovenale, l’unica differenza è che oggi si chiama casta ed è molto più smaltata, non a caso come gli accessori del bagno. Non manca infatti nessuno dei protagonisti di questi giorni infelici (da Berlusconi a WalterEgo Veltroni, alla sora Lella (Bertinotti), le madame del gran mondo, star e starlette, le coppie del potere, le grandi famiglie, stilisti e affaristi, industriali e transessuali , gli anonimi assurti al loro quarto d’ora di celebrità e le icone rinominate da Dago: Daniela Santa De Che e Pierfurby Casini). E’ proprio vero ciò che dice D’Agostino: una volta si sperava in un mondo migliore, oggi si spera in una malavita migliore. Visto dalla Luna, l’Italia sembra un paese in cui comandano i Simpson. Visto dal buco della serratura di queste foto, si è indecisi se chiamare i carabinieri o gli infermieri.

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QUEER CULTURE:

JOSe’ Nato a Madrid nel ‘61, José Villarrubia vive e lavora in America, dove si è inizialmente affermato come pittore e fotografo, esponendo tra l’altro alla prestigiosa Wessel O’Connor di New York, e comparendo in diverse antologie e volumi di storia della fotografia, come The Male Nude (Taschen) o il recente Uomini per Uomini di Pierre Borhan (Rizzoli); dalla seconda metà dei ‘90 ha intrapreso una seconda carriera come colorista di fumetti e illustratore, iniziata con Hellshock di Jae Lee e la collaborazione con il fotografo Stephen John Phillips per la graphic novel Veils, e poi esplosa in miriadi di collaborazioni (X-Men Unlimited, Spider-Man: Reign, Batman: Gotham County Limits, CAGE, ecc.), fino a vincere il Comicdom Award come miglior colorista per X-Factor. Nell’88 lo scrittore di culto Alan Moore ha composto il poema illustrato Lo specchio dell’amore come contributo alle proteste contro la Clause 28 del governo Thatcher che imponeva agli insegnanti di non promuovere la cultura omosessuale. Villarrubia, dopo aver lavorato con Moore alla serie Promethea e al libro La voce del fuoco, ne ha illustrato la nuova edizione, appena uscita in Italia, che sarà presentata al Cassero il 19 gennaio con una mostra e una conferenza (vedi pag 13). Josè ci ha riposto dalla sua casa di Baltimore.

Negli anni 70 un adolescente europeo poteva crescere circondato da un’esplosione d’immagini positive della sessualità e dell’ambiguità sessuale su tutti i media, dalla stampa alla musica al cinema; perfino i supereroi della Marvel, che ebbero allora un boom in Europa, ricercavano una certa attrattiva nella definizione del disegno dei corpi. Ma tu avevi 14 anni quando Franco morì nel ‘75. Qual era la disponibilità di “immaginario gay” nella Spagna di quegli anni? “I media nella Spagna di Franco erano totalmente censurati. Non erano permesse immagini di nudità, nemmeno le gambe delle donne o le scollature. Le prime immagini erotiche di uomini che ricordo di aver visto erano nella rivista di cinema Fotogramas. Avevano una rubrica intitolata “El desnudo macho” e in ogni numero stampavano su doppia pagina foto di celebrità in diversi stadi di nudità, fino al perizoma o con accessori posizionati strategicamente. E questo era tutto! Per quanto riguarda i supereroi, l’unico che, ricordo, pensavo fosse sessualmente ambiguo era, per coincidenza, il mio preferito: Silver Surfer, disegnato da John Buscema, aveva una grande qualità androgina e un volto quasi femminile. E allo stesso tempo era vestito solo in costumi da bagno! Una volta con mio fratello andammo al circo e c’erano degli acrobati, due uomini e una donna, completamente dipinti d’argento e stupendamente illuminati. La ricordo come un’esperienza molto erotica, che mi fece pensare a che aspetto avrebbe avuto Silver Surfer nella vita reale.

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Anni dopo feci un’intera serie di fotografie di modelli dai corpi dipinti d’argento o oro, perciò penso di essermene liberato!” Quando hai scoperto i fumetti come forma d’arte? “Penso quando iniziai a prestare attenzione ai nomi dei creatori più che ai personaggi, verso i 13-14 anni. Mio fratello ed io leggevamo le traduzioni spagnole dei fumetti della Marvel e quelle messicane dei fumetti DC, che di solito non riportavano nessun credit.... Ma dopo un po’ di anni cominciammo a capire le differenze di stile. Neal Adams, allora un artista fantastico, divenne il mio preferito. Iniziai a leggere saggi sui fumetti come arte, e il libro di Javier Coma ebbe su me un grande impatto, così come il frequentare gli incontri di un’associazione d’amanti del fumetto che si chiamava Club Dhin. Là vi scoprii Moebius, di cui la prima cosa che lessi fu The Long Tomorrow (del 1976, ndr) con immagini sessualmente esplicite di maschi nudi, e altri autori come Bernie Wrightson… Anche Richard Corben e il suo uso del nudo maschile fu una rivelazione. Il suo Den, pubblicato su Métal Hurlant, era scioccante e ipnotico. E adesso ho l’onore di star lavorando con lui a una serie che ricorda Den, e non potrei essere più felice...” Come hai giudicato i tentativi successivi di introdurre personaggi gay nel mondo dei supereroi, come Northstar e Enigma nel ‘92-93, o Obsidian e Wiccan negli ultimi anni? Puoi citarci un tuo fumetto”mainstream” gay preferito e uno della

stampa underground? “Northstar fu un tentativo abbastanza insipido di correttezza politica. Obsidian (che ho occasione di colorare) è scritto dal mio amico apertamente gay Marc Andreko, perciò mostra una relazione realistica (per un supereroe...) con il suo uomo. Sono stati fatti vedere baciarsi... è stata una prima volta per il fumetto mainstream Americano. Wiccan e il suo boyfriend Hulkling sono stati creati da un altro amico scrittore apertamente gay, Allan Heinberg, e anche se discreti, sono una coppia di teenager deliziosa, la prima per i fumetti americani. Un altro scrittore gay mio amico, Roberto Aguirre-Sacasa, ha lavorato a questi personaggi molto bene. Enigma è la mia serie preferita “mainstream” con un personaggio gay. Era davvero avanti coi tempi, incredibilmente innovativa e ben strutturata, e la considero un capolavoro del medium, che ha messo in discussione le nostre idee di orientamento sessuale, “scelta” e identità. Per l’underground sceglierei un misto tra Stuck Rubber Baby di Cruse e Fun Home di Alison Bechdel, i due grandi capolavori del fumetto gay e lesbico alternativo.” Quando hai iniziato a lavorare nei fumetti eri un pittore e fotografo affermato; il tuo approccio a questo mondo è stato “da artista”, o ti interessava l’aspetto pulp, popolare? “Entrambe le cose. Il mio primo incarico è stato colorare, prevalentemente ad acquarello, la serie di Jae Lee Hellshock. Jae mi chiese specificamente di collaborare


Come colorista di fumetti devi in ogni caso rispettare le idee dell’autore principale. Lo vivi come un lavoro “commerciale”? Quanta libertà creativa ti è concessa in questo campo? “La regola base è: più sei pagato, meno libertà hai. Perciò con un progetto mainstream ad alto costo so che avrò molta meno libertà che con uno alternativo. Ma non considero il lavoro nei fumetti puramente commerciale: è in realtà un lavoro di team, come quello del direttore della fotografia in un film, o di quello delle luci a teatro. E mi permette di collaborare con alcuni dei miei idoli, quanto con i nuovi talenti.” Sei passato dalla pittura alla fotografia alle elaborazioni digitali al fumetto... cosa ti ha spinto a cambiare tanti mezzi espressivi? E con quali artisti senti affinità? Pierre & Gilles ad esempio dipingono sulle fotografie, ma mi sembra che tu faccia più riferimenti all’arte precedente, come i Pre-Raffaelliti... “Mi piace la sfida dei mezzi diversi. Dopo aver acquisito una certa competenza con la pittura, me ne sono stufato. Lo stesso successe con la fotografia. Mi sembra che l’arte digitale mi offra più possibilità, come pure i fumetti. Ma m’interessano anche altri medium: ora sto lavorando a un adattamento teatrale della Caduta della casa degli Usher di Poe per i miei studenti… Le affinità che sento sono con gli artisti multimediali: David Hockney, Dimitris Papaioannou (che con il suo balletto ‘2’ mi ha mostrato che l’arte gay è viva e vegeta!), Chris Cunningham, Jean Paul Goude sono tutti miei idoli. I Pre-Raffaelliti sono stati i miei primi amori artistici nell’adolescenza e lo sono ancora; anche se non erano i pittori più grandi tecnicamente, li trovo ancora immensamente affascinanti. Sono molto felice che il loro unico esponente gay, Simeon Solomon, stia venendo riscoperto con una recente mostra e uno splendido libro.”

Il fumetto d’arte europeo è stato spesso sessualmente esplicito, mentre in America la Comics Code Authority ha comportato una forte autocensura al di fuori della stampa più underground. L’avvento delle graphic novel ha significato però un fumetto rivolto a un pubblico molto più adulto di quello dei supereroi di un tempo. Ci sono ancora pressioni di autocensura nel mercato americano, hai incontrato problemi nel tuo lavoro? “Le uniche cose che ho dovuto censurare sono state le sigarette, pipe e sigari dai fumetti Marvel, e colorare il sangue di marrone, il che fa sempre un effetto orribile, sia per la Marvel che la DC. Curiosamente, di recente mi è stato chiesto di fare il sangue più rosso per un numero di X Men, e marrone per un libro indirizzato a un pubblico piuttosto adulto per la DC, perciò non ci sono linee guida chiare. Parlando di nudità, ho dovuto censurare molto poco, tranne, significativamente, la silhouette del cazzo di Luke Cage da una pagina di Cage. Naturalmente, trattandosi di un disegno di Corben, detto membro era di stazza considerevole…. Perciò, il Codice è morto, ma gli editori continuano ad avere i propri sistemi di censura interni.”

WALTER ROVERE

Veniamo a Lo specchio dell’amore: in Italia verrebbe considerato strano che un autore eterosessuale famosissimo dedichi un poema all’omosessualità. Ho letto peraltro che Moore ha una particolare visione mistica della sessualità legata alle teorie occultiste che segue – secondo te c’entrano qualcosa con il libro? “Può darsi, ma queste teorie mistiche di solito riguardano l’equilibrio degli opposti maschio/femmina, principi che non si accordano troppo bene con le pratiche sessuali e le teorie Queer. Credo che lo Specchio sia espressione del sentimento d’oltraggio provato da Alan per la soppressione dell’Amore in qualsivoglia forma; che sia una dichiarazione politica proveniente da un sincero seguace del motto “Fate l’amore non la Guerra”. Molti dei temi del libro sono stati poi ulteriormente esplorati in Lost Girls, dove tra le altre cose Alan e Melinda Gebbie perorano tutte le forme d’amore...” Che tipo d’illustrazioni aveva lo Specchio originale, e quanto è diverso il dialogo tra immagini e testo nella tua versione?

Untitled ("Emily Dickinson descrisse/il petto della sua amata/come adatto alle perle") da Lo Specchio dell'Amore (2003) ph. © José Villarrubia

con lui per rendere il suo lavoro più “artistico”. Voleva che avesse un aspetto più pittorico e da illustrazione, e meno sintetico di quello che la colorazione al computer dava alla maggior parte dei fumetti all’epoca... E poi lo pubblicava la Image comics, dove i creatori mantenevano i diritti d’autore sui loro personaggi, così Jae mi poté dare molta libertà. Quando passò alla Marvel e volle continuare a lavorare con me, all’inizio il mio lavoro venne respinto come “troppo artistico”. Nessuno all’epoca faceva il tipo di colorazione pittorica che facevo io per dei fumetti commerciali. Ma dopo un anno mi presero, e da allora mi sono sempre trovato bene con loro. Ho imparato a variare i miei approcci secondo il tipo di progetto, e mentre io diventavo più versatile, l’industria si è aperta a differenti stili coloristici. Oggi posso riconoscere molti artisti che usano tecniche e stili che ho introdotto nell’industria commerciale per primo, e questo mi rende felice.”

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VILLARRUBIA

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“Nell’originale c’erano solo 8 pagine con pannelli multipli, e Alan aveva scritto descrizioni dettagliate su come dovessero essere le illustrazioni nei pannelli. Steve Bissette e Rick Veitch hanno fatto un ottimo lavoro considerando le restrizioni del progetto. Tuttavia entrambi sono prevalentemente disegnatori horror/fantasy, perciò le qualità più delicate e romantiche del testo non erano state enfatizzate in quella versione (ora ristampata nel libro Shinny Beasts). La relazione tra immagini e testo in questa versione varia: a volte è fedele alla narrazione mentre altrove le immagini sono puramente simboliche. Alan ha anche modificato il testo per la nostra edizione: ha incluso Walt Whitman e tolto Fennimore Cooper (che, a quanto pare, probabilmente non era gay).”

Cosa puoi dirci del tuo prosismo progetto con Alan Moore, The Book of Copulations? “È un altro poema in prosa di Alan, sulla presenza della magia nella vita quotidiana. È un testo magnifico, potente

California, Arizona e Florida, probabilmente dagli stessi cittadini che nello stesso giorno hanno votato per Obama. Ve l’aspettavate? Il fatto che Obama durante la sua campagna sia sempre stato freddo sul matrimonio gay, e che ora abbia invitato Rick Warren, un pastore evangelico antiabortista e sostenitore della Proposition 8, a benedire il suo insediamento alla Casa Bianca, deve suggerirci che forse ci sbagliavamo su di lui? “Il verdetto è ancora a favore di Obama. Dopo il ripugnante governo Bush/Cheney, un Democratico alla Casa Bianca è un gran sollievo e di certo un grande passo avanti per i rapporti razziali. Comunque, solo perchè uno non è razzista non significa che non sia omofobo. L’omofobia è un grosso problema nelle comunità nere urbane, e la maggioranza delle chiese nere in America sono omofobe, così come la maggioranza dei latino-americani, che sono perlopiù cattolici e seguono il furfante che siede sul trono in Vaticano. Il problema è che nella maggior parte dei paesi occidentali non c’è un’autentica separazione tra stato e chiesa. Perché la chiesa cattolica insiste nel contestare le leggi civili? Perché si aspettano che l’intera popolazione, qualunque sia il loro credo, segua la dottrina cattolica. Ogni divergenza dalle loro regole viene protestata con

foto da Lo Specchio dell'Amore (2003) ph. © José Villarrubia

Hai scattato le foto in varie città europee e americane. Due riguardano l’Italia, il cartello con Silenzio = Morte in italiano, e naturalmente il Papa. Le hai scattate qui? E perchè il Papa in quella pagina particolare? “La scritta Silenzio = Morte è stata fotografata al Gay Pride di New York, ma ho cambiato il testo in Photoshop… L’immagine del Papa viene da una vetrina a Parigi. È nella pagina su Michelangelo che lavorava per il Papa della

Beardsley. Hai usato consciamente citazioni e tue influenze artistiche per il libro? Per esempio l’immagine del giovane con la candela mi ricorda Derek Jarman, quella dell’uomo che piange Un Chant d’Amour di Genet... “M’inviti a nozze! Sì, adoro Un Chant d’Amour... e i film e video m’influenzano almeno tanto quanto la fotografia e i fumetti: Querelle, Morte a Venezia, Sebastiane, Satyricon, Velvet Goldmine e altri film sono stati tutti grandi lezioni visive per me. Quella foto è anche un omaggio a una foto famosa di Man Ray. E ci sono omaggi multipli nello Specchio… posso citare Vija Celmins, Matt Mahurin, Joyce Tenneson, Robert Mapplethorpe, Sir Laurence Alma Tadema, George Platt Lynes, Barbara Kruger, Javier Vallhonrrat, Kazimir Malevich, i poster di propaganda, Victor Skrebneski, David Hockney, e molti altri che adesso non ricordo! Quelli che m’influenzano di più sono gli artisti il cui lavoro sto seguendo al momento – ora ad esempio sono pazzo di Dimitris Papaioannou.”

sua epoca. L’immagine si accompagna alla frase: ‘Amore mio, le orde turpi e maligne sono con noi, ancora con noi’. Dopo il “regalo” pre-Natalizio di Ratzinger di un discorso riguardante l’omosessualità, è il perfetto testimonial dei molteplici nemici delle persone LGBT, e la cosa ironica è che non se ne siano ancora andati 500 anni dopo l’era di Michelangelo, e che di fatto, il punto di vista della Chiesa Cattolica sull’omosessualità non si sia evoluto. Semmai, i vaghi pregiudizi dell’epoca di Michelangelo sono diventati dei dogmi, attraverso una serie di documenti e dichiarazioni.” Come mai Lo Specchio non contiene nessun nudo, è stata una scelta consapevole? “Per i primi 10 anni della mia carriera di fotografo ho quasi solo ritratto uomini nudi, perciò non si può dire che sia timido rispetto al soggetto... Tuttavia leggendo il poema ho notato che non fa mai riferimenti a immagini sessuali esplicite; l’enfasi, in maniera ripetuta, è sull’Amore romantico, perciò ho incluso l’immagine di due ragazzi che si baciano, ma niente bonazzi nudi, anche se probabilmente avrebbero reso il libro più commerciale... ma non sarebbe stato appropriato per il testo.” Lo Specchio si chiude con un disegno di Aubrey

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e commovente… Ci sto lavorando a periodi da diverso tempo, ma non ho ancora finito. Ciò che voglio è che non sia una ripetizione di quel che ho fatto per Lo Specchio, perciò le immagini non sono in posa né elaborate con Photoshop, saranno tutte prese dalla vita reale... Non vedo l’ora di metterlo assieme!” L’Italia è uno dei pochi stati europei a non avere una legislazione sulle coppie dello stesso sesso, e da noi la Spagna di Zapatero sta diventando un luogo mitico, un po’ come la San Francisco degli anni 70, e diversi gay si stanno trasferendo là... Tu invece da Madrid sei emigrato in America, non ti sei pentito? “Mi fa piacere sentirlo, gli spagnoli e gli italiani sono così simili! Zapatero è uno dei pochi uomini politici che abbia coraggio e che mostri integrità senza paura dell’opinione pubblica. Ma no, non mi sono pentito di essere andato in America. Bene o male, è veramente la mitica “Terra delle Opportunità” quando si tratta di lavoro. Dubito molto che avrei fatto la carriera che ho fatto se fossi rimasto in Spagna!” Lo Specchio dell’amore fu scritto per combattere una legge omofoba in Inghilterra. Ironicamente 20 anni dopo, leggi omofobe venivano votate in

veemenza, che si tratti di divorzio, diritti riproduttivi delle donne o, dato che su questi argomenti hanno ormai perso presa sull’opinione pubblica, del loro nuovo capro espiatorio: l’eguaglianza nel matrimonio, approfittando del fatto che nel 2008 sia ancora possibile per i “cristiani” avere pregiudizi contro le persone LGBT sulla base della loro cosiddetta “fede”. Allo stesso modo si comportano i cristiani fondamentalisti nella società, tradendo ipocritamente i principi di separazione tra stato e chiesa. Per quanto riguarda Obama, nessuno ha capito cos’abbia in mente con Rick Warren. È stata una mossa disorientante e frustrante da parte sua. Ma… siamo già stati traditi da presidenti che a loro dire erano pro gay. Bill Clinton appena eletto ci tradì approvando la famosa norma “Don’t ask don’t tell” che costrinse gli arruolati nell’esercito a mentire legalmente per poter conservare il proprio posto... e naturalmente, con l’infame DOMA (legge del ‘96 che permette a ciascun stato americano di non dover riconoscere i matrimoni gay eventualmente legalizzati in altri stati, ndr), il colpo finora più pesante dato all’eguaglianza matrimoniale. Perciò vedremo. Ma almeno ci siamo liberati di Bush, il peggior presidente della storia d’America, e questo è un motivo per festeggiare! WALTER ROVERE


dall’alto: Untitled (“L’esercito di Sparta/si spinse oltre,/l’amore tra maschi/era obbligatorio/e produsse soldati/disposti a difendere/i loro amanti sul fronte/fino alla morte.”); Untitled (“la squisita Saffo/ricordava la mirra versata sul capo della sua amata,/le fanciulle riverse su soffici stuoie/con tutto quel che più desideravano/al loro fianco.”) - da Lo Specchio dell’Amore (2003) ph. © José Villarrubia


ph: l’incantina • art: ef9hi.org • print: tipografia negri

Preservativo, simbolo di piacere. Il sesso sicuro è eccitante: non lasciamoci venire in bocca, scopiamo e facciamoci penetrare solo con il preservativo.


Cassero Vol VIII no. 1 gen-feb 09  

cover: José Villarrubia Portfolio & intervista: José Villarrubia. Interviste: Rose Troche; Lucia Ocone; Franca Valeri; Interviste HQH: Benna...

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