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Settimanale Indipendente - Anno III numero 04 - sabato 29 gennaio 2011

PERCHÉ UN MEZZO DI CASORIA AMBIENTE SPAZZA IN UN RISTORANTE IN PIENA EMERGENZA RIFIUTI? oggi si beve Sabato 29 gennaio 2011

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EDITORIALE

IL DOVERE DELLA LEGALITÀ di Paolo Borzillo

La storia di copertina che raccontiamo questa settimana, la vicenda della spazzatrice meccanica di Casoria Ambiente in un luogo privato, mi fa pensare a quanto sia importante e praticata la legalità in città ed in maniera particolare in politica. Per carità, non è mia intenzione emettere giudizi affrettati ma comunque lo si veda resta un fatto clamoroso che travalica il fatto di cronaca in se. Un fatto che testimonia come l’illegalità sul nostro territorio sia vissuta come la norma. Ora, non voglio dilungarmi in analisi sociologiche sul perché siamo arrivati a questo, parlando magari della quasi certezza dell’impunità che l’ha resa possibile ma tant’è, l’illegalità fa parte della nostra vita tutti i giorni. Ma se nella società l’illegalità è palese, la si vede, la si subisce, più difficile è scovarla in politica e nella gestione di essa. Nella pubblica amministrazione, dopo il ciclone di Tangentopoli che fece emergere nel ’92 un giro di mazzette, la corruzione si è resa più strisciante, intelligente. Oggi i favori si nascondono dietro commissioni concorsuali compiacenti, appalti pilotati, incarichi ad amici e parenti, uso privilegiato di beni pubblici e quant’altro. Riguardo a Casoria, la mia attenzione è andata, quasi per caso, su una pratica che sembra essere molto in uso nell’amministrazione Ferrara; il ricorso alle cosiddette “somme urgenze” per l’esecuzione di lavori, appunto urgenti. La somma urgenza è una modalità prevista dall’articolo 147 del Regolamento di attuazione dei lavori pubblici. Ella consente al tecnico che accorre sul posto, in concorso con il responsabile del procedimento, di affidare l’esecuzione di lavori urgenti ad una ditta conosciuta entro un limite di 200mila euro. Si tratta però di lavori urgenti, indifferibili che quindi non possono necessariamente aspettare i tempi, per forza di cose lunghi, della Pubblica Amministrazione. Come detto la mia attenzione giornalistica è andata sulle “somme urgenze” quasi per caso. In particolare quando un giorno, percorrendo in auto via Domenico Salierno ci siamo trovati la strada sbarrata da una rete di ponteggi all’altezza del ponte della Statale Sannitica. Immediatamente in me c’è stato un pensiero di sollievo: “finalmente qualcuno ha deciso di verificare la staticità del ponte, ogni tanto questa amministrazione qualcosa di buono

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pure la indovina”! Per chi come me è cresciuto nel quartiere S. Benedetto, la scarsa sicurezza del ponte e delle vecchie barriere superiori in pesante pietra lavica era cosa nota da sempre, fin da quando, adolescenti percorrevamo a piedi la Sannitica per andare a giocare a pallone in quello che è oggi il parcheggio di Tufano, piuttosto che nel terreno di fronte al Parco De Luca, dove oggi sorgono altrettanti palazzi. Cercando al Comune magari un bel progetto di restiling ecco la sorpresa: una determinazione di “somma urgenza” per la messa in sicurezza delle barriere superiori del Ponte, per un importo di 11mila e 600 euro. Ma come, se lo sapevamo, noi ragazzini degli anni ’80 che sul Ponte era pericoloso affacciarsi perché si finiva di sotto? Ma fosse solo questo, spulciando le determinazioni le “somme urgenze” saltano fuori come funghi, tutte concentrate negli ultimi mesi del 2010. Ben vengano le prove di carico sui solai della scuola media “Beato Ludovico” di via Castagna, per 6mila euro ma altri dubbi sorgono sul ripristino della palestra della scuola media King (importo 46mila euro) e sull’intervento nel sottosuolo di via Pietro Casillo (oltre 100mila euro). Il nostro giornale aveva denunciato i disservizi alla King gia nell’ottobre del 2009, inoltre gli eventi a cui si fa riferimento nel verbale che suggerisce il ricorso alla somma urgenza si riportano eventi, l’incendio di alcune aule della stessa scuola, accaduti tempo fa; perché allora si far ricorso ad una somma urgenza, quindi ripetiamo ad un affidamento diretto ad una ditta, piuttosto che ad una gara d’appalto? Stessa cosa dicasi per l’intervento “urgente” in via Pietro Casillo, nei pressi della Chiesa di S. Maria la Stella. La prima segnalazione degli smottamenti risale all’agosto scorso, quando si ritenne di piazzare del terreno stabilizzante perché si disse che ad intervenire sarebbe stata l’Ottogas, gestore della rete idrica, ritenuta quest’ultima causa della buca apertasi; perché si fa ricorso ad una somma urgenza a mesi di distanza? Non doveva farli l’Ottogas i lavori? E se no, perché non si è fatta una gara d’appalto, visto che il problema è sorto ad agosto? Sia chiaro, il ricorso ad una somma urgenza non è un reato e non è in discussione neppure la moralità delle ditte intervenute; il problema riguarda l’uso allegro di circa 200mila euro,

denaro pubblico, soldi dei casoriani. Peraltro l’amministrazione Ferrara non è nuova alla gestione scellerata dei soldi pubblici. Basta pensare a quanto è costato il “libercolo” stampato e distribuito dal sindaco a Natale. 23mila euro per la stampa di 25mila opuscoli a cui si aggiungono i costi della distribuzione a noi, tuttavia, non noti ma che tutti dicono essere spropositati. Dove però si superano i limiti e nello studio di fattibilità per il nuovo cimitero cittadino che dovrebbe sorgere alle spalle della Caserma dei Vigili Urbani, in un terreno racchiuso tra la ferrovia e gli assi viari della Circumvallazione. Per lo studio sono stati stanziati circa 780mila euro una cifra assurda se paragonata ai 300mila euro di quanto invece è costato lo studio di fattibilità per il Piano Urbano Comunale (ex Piano Regolatore). In pratica, per studiare la possibilità di fare un cimitero si spende più del doppio di quanto si è speso per disegnare lo sviluppo dell’intera città. C’è qualcosa che non và. In fine, una finestra sulle graduatorie per il Canone di locazione. Dai controlli a campione sulle dichiarazioni rese dai cittadini per l’annualità 2007/2008 è emerso che il 10 % delle pratiche sono fasulle. Ovvero i cittadini hanno dichiarato un reddito inferiore a vero. In questa vicenda l’amministrazione non è responsabile però fa specie che a Casoria si scelga ancora la verifica a campione quando oggi, grazie agli archivi telematici Siatel, in pochi secondi si possono visualizzare le informazioni sui redditi e sulla registrazione del contratto di tutti i cittadini e vista la percentuale di furbi, ne sarebbe proprio il caso. Ho sempre pensato che le furbizie, gli imbrogli, le false dichiarazioni, le piccole illegalità rappresentino il freno dello sviluppo del nostro territorio. Una regione in cui la legalità diventi un dovere, una pratica quotidiana considerata necessaria, rappresenterebbe un argine naturale alla criminalità che non troverebbe più l’humus sul quale attecchire. Ne comporterebbe una migliore vivibilità, una maggiore sicurezza del territorio, una certezza delle regole in grado di attrarre anche investimenti di imprenditori non locali e quindi sviluppo. Le scuole, le chiese, il mondo della cultura che già lavorano, spesso sommessamente a questi obiettivi, si uniscano; perché tocca farlo capire alle istituzioni. Settimanale Indipendente - Anno III numero 04


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LA SPAZZATRICE DI CASORIA AMBIE di Paolo Borzillo

La spazzatrice meccanica che si vede raffigurata in queste foto, di cui è proprietaria Casoria Ambiente, concessionario per il ciclo rifiuti del Comune, è stata immortalata da un cittadino mentre spazza l’ampio cortile di un ristorante della città. È il primo dell’anno, il giorno dopo di un chiassoso veglione celebrato nel locale incastrato tra i balconi del quartiere di via Duca D’Aosta. Fuori, nelle strade e nelle piazze c’è immondizia a morire; e non solo come conseguenza dei botti di fine anno. Siamo in piena emergenza rifiuti, anzi al picco massimo di presenza dei rifiuti dovuto al concomitante periodo delle festività natalizie. Tuttavia, secondo quanto si legge in una lettera di denuncia, indirizzata ai vertici di Casoria Ambiente, l’evento accadrebbe tutte le domeniche all’alba. Le foto insieme alla lettera che di seguito riportiamo integralmente sono state pubblicate dal sito web di servizi e approfondimenti giornalistici “casoriaierieoggi.jimdo.com”, gia famoso per riportare integralmente i video dei consigli comunali ma con il quale la nostra testata ha

in essere una proficua collaborazione. Noi abbiamo voluto riprendere questa notizia, dopo aver chiesto e gentilmente ottenuto il permesso dal gestore, l’associazione La Libellula, perché semplicemente ci chiediamo il motivo di questa cosa. Casoria Ambiente, proprietaria come detto del mezzo, è una società privata e pertanto potrebbe avere in essere con il ristorante “Billionaire” un accordo economico, tuttavia se così non fosse la cosa è di una gravità clamorosa. È utile ricordare, tuttavia, che pur essendo, come detto, Casoria Ambiente privata, è una

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società ad intero capitale pubblico, il cui maggiore azionista è proprio il Comune di Casoria; quindi i cittadini. Quindi l’evento della spazzatrice in un locale privato si sostanzierebbe come un clamoroso abuso e di una strisciante concussione. Peraltro l’amministrazione Ferrara pochi mesi dopo il suo insediamento ha riversato nelle casse di Casoria Ambiente centinaia di migliaia di euro per ripianare i debiti di una gestione, fino ad allora scellerata, ma anche pesantemente compromessa dai costi dell’emergenza rifiuti,

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ATTUALITA’

ENTE IN UN RISTORANTE, PERCHÈ? ovvero il surplus di spese dovute al pressoché continuo conferimento di rifiuti fuori sede ed ai conseguenti straordinari dovuti ai dipendenti. Soldi sottratti ad altri servizi, ad altri benefici per i cittadini a fronte dei quali a due anni di distanza non è seguito nessun nuovo piano industriale. Tornando all’episodio della spazzatrice, ci attendiamo che i vertici di Casoria Ambiente facciano chiarezza sulla vicenda. A loro garantiamo, naturalmente, il più ampio diritto di replica (purché ci sia, visto che al cittadino non hanno ancora risposto) mettendo fin d’ora a disposizione le pagine de Laltrolato. Vorremmo sapere infatti: perché è accaduto ciò? Se è vero che si ripete tutte le domeniche? Se i vertici dell’azienda sono a conoscenza di quanto accade nel cortile del Billionaire? Se si, perché non hanno messo in campo azioni volte ad impedirlo? Crediamo che insieme a noi vorrebbero saperlo anche i cittadini che con la Tarsu vi pagano, in modo sostanziale, gli stipendi.

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Spettabile redazione inoltro copia di una mail da me inviata al responsabile di “Casoria Ambiente” in data 01/01/2011 a cui non ho mai avuto risposta, spero che la pubblicherete. Inizio messaggio inoltrato: Da: ................................. <...................@gmail.com> Data: 01 gennaio 2011 21.53.33 GMT+01.00 A: info@casoriambiente.it Oggetto: Spazzatrice

Al Sig. Dirigente “Casoria Ambiente” Sono un cittadino che abita in Casoria alla via Gioberti e le invio questa mail per segnalarle e chiedere spiegazioni in merito all’operato di un vostro mezzo che viene utilizzato giornaliermente sulla zona di via Duca D’Aosta e zone adiacenti. Sono mesi ormai che con frequenza settimanali una vostra macchina operatrice (spazzatrice) si porta all’interno di un area privata, nella fattispecie il locale adibito a feste e ricevimenti “Billionare” sito alla via Duca D’Aosta provvedendo con molta solerzia a ripulire tutta l’area che sottolineo è di proprietà privata e che tra altro esercita l’attività di ristorazione ed intrattenimento in disprezzo del più elementari norme in materia di inquinamento acustico ambientale e quant’altro, e per questo già segnalato alle autorità competenti con un esposto denuncia firmato dagli abitanti del quartiere. Trovo singolare che mentre le strade adiacenti a via D. D’Aosta sono stracolme di cartacce e rifiuti vari e non hanno mai avuto il piacere di vedere una spazzatrice all’opera, invece assistiamo ogni domenica mattina dai nostri balconi alla “pulizia” della suddetta area privata eseguita da vostri mezzi ed operatori. Credo che si ravvedi in tale comportamento un uso privato della cosa pubblica e che lei un qualità di dirigente debba porre fine a questa cosa. Giova far presente che si è provveduti ad informare della cosa mediante esposto scritto, che partirà nei prossimi giorni, L’Assessorato all’Ambiente, il Sig. Sindaco, e la Locale Stazione Carabinieri per gli eventuali rilievi di origine penale. In riprova di quanto sopra affermato si allegano prove fotografiche rilevate in data 01/01/2011

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INTERVISTA AD ANTONIO FIORENTINO ED ENZO AMATO

I VALORI DELL’API NELLA POLITICA CASORIANA di Paolo Borzillo

Mentre a Roma l’Api, Alleanza per l’Italia, fa le prove del “terzo polo”, la storia politica del movimento politico a Casoria si è caratterizzata, nel passato recente, per la massiccia adesione di quello che era stato il Partito Socialista. La colonia socialista, capeggiata da Tommaso Casillo, ha portato al movimento nuova linfa e la presenza di due rappresentanti istituzionali: il Consigliere provinciale, Enzo Carfora, e la Consigliera comunale, Luisa Marro. Alla vigilia dell’incontro con i cittadini “Operazione verità” noi siamo andati a conoscere le idee ed i progetti dei due coordinatori dell’Api, nominati alla recente composizione degli organismi locali: Antonio Fiorentino, commercialista, ex Revisore dei Conti al Comune di Casoria e candidato per l’Api alle ultime elezioni regionali ed Enzo Amato, ex funzionario del Settore Lavori Pubblici al Comune di Casoria ed una vita passata nelle file della Uil come membro del Comitato Centrale Enti Locali. La prima, legittima, curiosità che viene e quella di sapere il perché della scelta di due coordinatori? “L’approdo della ricca esperienza socialista nell’Api – afferma Antonio Fiorentino – ha rappresentato per il partito un importante occasione di crescita. Al momento dell’adesione le rappresentanze locali non erano ancora completamente strutturate, per questo, al fine di facilitare la coesione tra le anime del movimento si è ritenuto di nominare due coordinatori che guidassero la fase costituente a Casoria” Ecco dunque le figure di Antonio Fiorentino, coordinatore di collegio, e Enzo Amato, coordinatore cittadino. Com’è strutturato l’Api sul territorio? “Il movimento ha visto recentemente – dice Enzo Amato – la composizione di un direttivo sezionale formato da circa quaranta membri. È in corso la nomina di un esecutivo diviso per singole aree di intervento: Area organizzativa e amministrativa, Lavori Pubblici e Urbanistica, Servizi Finanziari, Politiche Sociali, Rapporti con Arpino, Rapporti con le associazioni culturali, Rapporti con l’imprenditoria e le professioni e Rapporti con i comitati di quartiere. Una organizzazione capillare che punta a stabilire una sensibile presenza in tutti gli ambiti della città”. In quali valori si rivede l’Api? “Il movimento si rivede nei valori liberali, riformisti e laici – afferma Amato - collocandosi al centro dello schieramento politico rappresenta BAR TABACCHI

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la giusta sintesi tra il riformismo necessario oggi in politica e la fede cattolica.” “Valori espressi – aggiunge Fiorentino – in tutte le manifestazioni pubbliche ed alla recente festa nazionale di Labro, in Umbria”. Vi preparate a celebrare un convegno sulle bugie del sindaco Ferrara? “Useremo un linguaggio alternativo a quello che sta usando l’amministrazione – afferma Antonio Fiorentino – la gente oggi viene informata solo attraverso mezzi di propaganda, peraltro non veritieri. Noi ci proponiamo di essere trasparenti e di informare la gente attraverso i nostri documenti.” “La realizzazione delle cose che il sindaco ha inserito nell’opuscolo – aggiunge Enzo Amato – sono un dovere per l’amministrazione e non possono certo passare per un vanto. Vengono fatte passare per conquiste i diritti dei cittadini. È questa logica che noi vogliamo smontare. Poi ci sono degli autentici falsi, come la realizzazione della sistemazione stradale in via Bari, via Avellino, via Buozzi, via Gramsci e via Diaz. La gara è stata appaltata il 20 febbraio 2008 mentre l’amministrazione Ferrara si è insediata a giugno 2008. Una bugia evidentissima”. Su Casoria soffiano ancora una volta venti di crisi, qual è il vostro giudizio? “Dobbiamo ripetere cose già dette – dice Enzo Amato – questa non è una amministrazione che esce da un risultato elettorale. Quindi ciò che accade non ci sorprende, laddove non c’è una maggioranza i malumori sono all’ordine del giorno. Una fragilità dimostrata anche dal continuo cambio di assessori e dirigenti.” “Si è perso il concetto di bene comune – aggiunge Antonio Fiorentino - le mire personali di un consigliere non possono travalicare il principio ispiratore della politica” Anche a Casoria si va verso il “terzo polo” ? “Per il momento non c’è ancora niente di concreto – dice Antonio Fiorentino – ma niente è da escludere, specie se a livello nazionale ci sarà il consolidamento di questa alleanza. A Casoria c’è una pericolosa assenza della politica e della programmazione, credo che una qualsiasi nuova alleanza debba ripartire da questo.” “L’assenza della politica – aggiunge Enzo Amato – è testimoniata dalle continue iniziative di associazioni e comitati di cittadini che rappresentano la vera novità della politica casoriana, un fermento che non può essere sottovalutato”.

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POLITICA Al sig. Sindaco di Casoria All’assessore P.I. All’assessore ll.PP. Al dirigente P.I. Al dirigente ll.PP. Loro sedi Oggetto: interrogazione sulla S.M.S “Puccini” sita in via Giotto La sottoscritta Luisa Marro , consigliere comunale api, chiede alle ss.Ll. Di conoscere: 1. Il soggetto proprietario dell’edificio scolastico della scuola media statale “puccini”, sita in casoria alla via giotto; 2. Se il proprietario non e’ il comune di casoria, quali sono i motivi ostativi; 3. Quali progetti, per i necessari lavori di agibilita’, sicurezza, ecc, sono stati inseriti nel piano annuale delle opere pubbliche 2010 e nella programmazione triennale 2010-2012; 4. Quali progetti, per i lavori di cui al punto 3, sono stati inseriti nel piano annuale delle opere pubbliche 2011 e triennale 2011-2013; 5. Se i progetti sono stati inseriti nelle programmazioni su indicate, qual e’ lo stato di attuazione; 6. Se l’edificio scolastico e’ dotato del certificato di prevenzione incendi e di quello di collaudo statico con il relativo deposito al genio civile. La sottoscritta auspica di ricevere risposte esaustive nel piu’ breve tempo possibile. Casoria, 20 gennaio 2011 Distinti saluti Prof.Ssa Luisa Marro

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VIAGGIO TRA I QUARTIERI

EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA:

DIRITTI NEGATI E DOVERI PRETESI!! Protesta dalle case di via Bissolati di Pina Palmentieri

Legge regionale 2 luglio 1997, con successive modifiche. Articolo 31: “Diritto di partecipazione e rappresentanza”: ‘’Gli enti gestori del Patrimonio di Edilizia Pubblica individuano i criteri e gli strumenti che garantiscono i diritti degli assegnatari, nonchè la loro partecipazione alla gestione attraverso la loro rappresentanza riconosciuta, e ciò nel rispetto della legge 7 giugno 1990 numero 241. Per cui gli enti gestori (il Comune, o chi per esso) dovranno definire protocolli di intesa con le rappresentanze sociali (gli inquilini) ove vengano definiti gli strumenti e le modalità per garantire il diritto alla partecipazione e alla rappresentanza, in una carta dei diritti e dei doveri degli assegnatari. Cito, l’articolo 31 della LR 18/97, in quanto si fa riferimento a quest’ultimo, nella documentazione recapitata agli inquilini dell’ edilizia residenziale pubblica,attraverso una società di servizi, la GEFI, a cui il Comune ha dato mandato per la riscossione dei canoni di locazione ed oneri accessori.

In particolare, il richiamo alla legge, è fatto nel momento in cui un inquilino, decide di lasciare l’alloggio, deve dare comunicazione al Comune attraverso la GEFI, come previsto dalla norma regionale. La domanda, a questo punto, è legittima e quanto mai pertinente: perchè la legge viene applicata dalle istituzioni (nel nostro caso il Comune) quando sono previsti doveri e non quando sono sanciti i diritti dei cittadini? L’ente gestore, il Servizio Patrimonio del Comune, doveva e deve adoperarsi per individuare gli strumenti e i criteri per rendere attiva la partecipazione degli inquilini che

Lettera al direttore Gentile Direttore, Ho riscontrato numerose proteste a causa del disordine giornaliero che produce traffico ed ingorghi nella zona situata tra la fine di via Cavour e l’inizio di piazza Santa Croce. Non pochi sono i residenti del luogo che hanno avanzato lamentele: è, quella, infatti, una strada che, al di là dell’ effettivo poco spazio destinato alla carreggiata, è occupata da una lunga serie di negozi alcuni dei quali di generi alimentari. E’ quindi indubbia la quotidiana affluenza per gran parte della giornata di una numerosa folla di persone che si accinge, giustamente, a fare spese. Tuttavia non regna sempre e purtroppo l’ ordine poiché molto spesso le auto vengono

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hanno il diritto di essere informati sulle sorti e sulla gestione delle ‘’loro case’’. Ancora una volta, ci troviamo davanti ad una mancata verità, fondamentale nel rapporto diritto-dovere dei cittadini, che chiedono come inquilini un incontro con l’attuale locatore: il Sindaco. Ne hanno tutto il ‘’diritto!!’’ Gli affittuari esigono a questo punto risposte a semplici domande: perchè per anni hanno pagato una quota condominiale, senza ricevere nessun servizio? Perché la quota è passata da 8 euro a 27 euro mensili, e non solo, anche il canone d’ affitto è aumentato, c è stato un “adeguamento” ma rispetto a cosa? Forse l’adeguamento si è avuto, per la messa in sicurezzza degli edifici che non è ‘’mai avvenuta’’? Da quando sono stati costruiti, infatti, il Comune non è mai intervenuto con lavori di manutenzione straordinaria. Eppure cadono pezzi di cornicioni e ci sono infiltrazioni d’acqua. Forse il Sindaco pensa che noi non siamo degni di case decenti?

QUANDO LA SPESA BLOCCA IL PASSAGGIO fatte sostare in luoghi “di fortuna” non sempre adibiti al parcheggio (che è del tutto assente), la strada viene invasa da banchi, cassette per la frutta o per qualunque altro genere alimentare provocando così un restringimento, come sopra detto, della già angusta strada e una conseguente difficoltà di passaggio. Non è questa, certamente, una lamentela nei confronti di chi, lì, lavora; vuole essere, semplicemente, un invito fatto a chi, di dovere, dovrebbe e deve controllare le normali attività svolte nella zona al fine di garantire a tutti il dovuto e necessario spazio che possa rispettare le differenti esigenze. Enrico Manna Settimanale Indipendente - Anno III numero 04


ATTUALITA’

VIA CALVANESE: E LA STRADA E’ ANCORA LUNGA di Luisa Marro

Finalmente l’Amministrazione comunale ha fatto pervenire con la determina n°227 del 28/12/2010 il suo interessamento per iniziare a dirimere l’annosa questione sollevata da parte di gruppi di cittadini e comitati di quartiere riguardante il degrado ambientale dell’area di proprietà comunale prospiciente la Chiesa di San Giustino de Jacobis in via Calvanese. Le forze finanziarie destinate non istillano ottimismo circa un superamento definitivo del problema: con 2000 euro. Cari concittadini sappiamo tutti che, avendo spesso a che fare

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con i vari “professionisti” della manutenzione domestica, non si va molto lontani e spesso chi dispone di tali somme deve ricorrere giocoforza alle “comode rate” di nefasta attualità. Ma si poteva impegnare qualcosa in più? E non mi si dica che non ci sono fondi, altrimenti si rischia di ripetere sempre le esagerate cifre spese per gli addobbi natalizi o le cifre spese per autocelebrarsi attraverso il libricino del Sindaco che tutti abbiamo ricevuto come cadeux di Natale. Per la modica cifra di 2000 euro il Sindaco sente di tener fede alle sue promesse fatte ai cittadini del quartiere Castagna: con tale cifra egli intende spianare il terreno per rendere decorosa anche se, credo, non ad effetto imperituro, la sventurata area che negli ultimi tempi è diventata una discarica a cielo aperto.

L’effetto finale dell’intervento commissionato non so quale sarà; sono anch’io curiosa di valutarlo. Una cosa è certa: questo è soltanto un primo passo. I cittadini di via Calvanese si aspettano ben altro impegno da parte dell’Amministrazione di questa città; un impegno che va oltre al superamento delle emergenze contingenti per giungere ad una sistemazione soddisfacente e definitiva di una zona della città che oltre ad abbruttire il contesto urbano che la riguarda costituisce anche un serio pericolo per la salute dei ragazzini che spesso di essa ne fanno strumento delle loro attività ludiche.

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RIFLESSIONI

La lunga attesa di un miracolo Riflessioni su ciò che accade nella nostra Italia di Antonio Fiorentino

Credere che l’Italia sia un paese normale è particolarmente difficile, anche armandosi della volontà più tenace. Eppure il pessimismo della ragione viene sopraffatto da una più attenta analisi sociale. La quale descrive di un Italia attraversata da fenomeni molto simili a quelli di molti paesi occidentali. Persino nel caso della politica, dove la distanza dalla soglia di normalità è più accentuata, il nostro paese è meno insolito di quanto farebbe immaginare l’esperienza quotidiana. La presenza di singole personalità politiche che dominano la scena è ormai consolidata in molte realtà occidentali ed è certamente stata causata da trasformazioni strutturali della politica in Europa e oltre. In primo luogo per l’indebolimento dei partiti in difficoltà nell’interpretare nuove appartenenze collettive frammentate e poi per il contesto internazionale che ha preteso dal potere politico l’accentuarsi della funzione decisionale a scapito di quella legislativa e di opposizione. E‘ inevitabile che quando si affronta il tema del leader il pensiero vada a Silvio Berlusconi e al suo profilo di “eccezione permanente”, che affligge il nostro spazio pubblico. Allora viene da pensare che in Italia, ci sono delle grosse anomalie. In altri paesi che molti italiani prendono a modello ci sono eccezioni. L’Italia a differenza degli altri paesi vuole essere normale, non eccezionale. Allora quali sono queste anomalie? Riferendosi a quella politica, c’è da dire che in nessun paese europeo e probabilmente in tutto il mondo, l’uomo che controlla la metà delle televisioni è anche Presidente del Consiglio, e in nessun paese europeo il primo ministro è indagato così spesso dalla magistratura anche per reati che riguardano casi legati al buon costume. In questi giorni stiamo assistendo attraverso i media giornali ad uno spettacolo indecente (sexygate), che mette in primo piano una parte dell’Italia che non appartiene alla maggioranza degli italiani. Non so se dovremmo chiamarle anomalie, sicuramente l’anomalia del “berlusconismo” è legata all’implosione del sistema dei partiti in Italia dopo tangentopoli, che resta un’altra anomalia. Questo ha creato un vuoto che poteva essere riempito da qualcuno che non

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fosse un politico tradizionale, un personaggio noto e popolare, e con un’enorme influenza sui mezzi d’informazione. Il dibattito sulle anomalie, però farebbe meglio a soffermarsi sui altri gravi problemi che affliggono la penisola, e soprattutto il nostro territorio locale, ben noti a tutti noi. Perciò le anomalie gravi che si aggiungono al “berlusconismo” , viene da pensare che possano essere: l’ estensione del crimine organizzato; l’ arretratezza del cosiddetto capitale intellettuale dove ormai non si investe più, per cui le ns. menti vanno ad arricchire la ricerca negli altri paesi. E allora che si fa? Si spera che all’indomani del voto di fiducia che ha comunque disgregato una straordinaria maggioranza di cui il governo disponeva, ci sia un “miracolo”. Ci sia una classe dirigente responsabile, che nonostante tutte le anomalie e le contraddizioni, avverti il malcontento e la sfiducia verso la politica da parte della gente. C’è un Italia sempre più delusa che chiede di essere governata. Ci sono dei giovani che vogliono potersi misurare alla pari con i loro coetanei europei, imprese che aspirano a competere senza tutte le zavorre che frenano la corsa, donne e uomini che vogliono provare a giocarsi il proprio futuro nel mondo. La risposta non può essere nel voto a favore di uno Scilipoti o altri .., serve uno scatto. Riforme economiche, sociali, istituzionali. Inutile fare l’elenco della spesa. E’ una lista nota: università, ricerca, formazione continua, regole nel lavoro, fisco amico, meno burocrazia. Non c’è programma da inventare. C’è un programma stranoto, da attuare. Il miracolo sarà davvero compiuto allorquando la capacità di chi dovrà governare favorirà finalmente, un profondo rinnovamento generazionale della politica italiana. Il mondo non cammina nel XXI secolo con gli uomini del Novecento. Barack Obama 49 anni; David Cameron 44, Josè Zapatero 50, Nocolas Sarkozy 55, Angela Merkel 56. Il confronto è impietoso con i ns. leader. La capacità di chi sarà chiamato a guidare il ns. paese, si misurerà anche sulla capacità di dare via al passaggio generazionale.

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Casoria: chi ha Santi va in paradiso, ma capita anche di finire all’inferno

La bona sera e buon principio d’anno… di Zinnanute Scanoriu • alunni del tempo@hotmail.it Si’ quacche mpiegatuccio? Puozze piglià’ nu terno si no starraje n’eterno ndebetato! Nzomma, nqualunque stato avisse li rrecchizze e chelle contentizze c’addesirie. E chi tene mmiria che pozza fà’ na botta o lle scennesse sotta nu contrappiso. (Canzone de lo Capo d’Anno) Botti, spari, piatti che si rompono per avere crastule (cocci) di buono augurio, vecchi oggetti che vengono lanciati di sotto da balconi e finestre con il rischio di far iniziare a qualcun altro un brutto anno ecco in tre righe il Capo dell’Anno, che si festeggia ancora da noi, reminiscenza di riti pagani risalenti pare addirittura ai Babilonesi, ma è sempre stato così incivile? Bastano questi gesti ad eliminare il male, fisico e morale, accumulatosi nell’anno appena trascorso? Gli spari basteranno al duplice scopo di cacciare gli spiriti maligni ed esprimere nello stesso momento allegria? Se vi dicessi benevoli lettori che come tutti i rit-miti, che ci vengono dal passato abbiamo cambiato anche questo mi credereste? La primavera per i Babilonesi era l’inizio del nuovo anno e non il primo gennaio, la primavera metafora della rinascita della terra. Anche i romani celebravano verso la fine di marzo il nuovo anno, ma a causa delle continue modifiche ai calendari per ordine dei vari imperatori decisero di affidarsi al perfetto sincronismo primaverile del sole. Bisogna attendere il 46 a.C. quando il grande Cesare creò quel calendario che ancora oggi è conosciuto come “Giuliano” dove si stabilì che il Capo dell’Anno coincidesse con l’attuale primo gennaio. Quelle simpatiche buone forchette romane iniziarono ad invitare in quel giorno gli amici (i parenti e le suocere non sono menzionate nelle mie fonti) per scambiarsi un vaso bianco con miele, fichi, datteri e ramoscelli d’alloro detti “strenne” ovvero doni, regali o come diciamo noi un “presente” come augurio di felicità e ovviamente fortuna. Questa strenna prendeva il nome dai rami che venivano staccati da un boschetto della via sacra dedicata alla dea sabina Strenia, sul Monte Vedia c’era uno spazio sacro a lei dedicato e indovinate un poco la dea perché era tanto apprezzata? Strena in latino è semplicemente: presagio, fortuna e quindi Strenia veniva invocata appunto perché era apportatrice di felicità e fortuna. Si andò avanti così per un lungo periodo poi giusto per citare Virgilio Fugit Interea, Fugit Irreparabile Tempus traduco “fuje pe’ tramente ‘o tiempo, fuje senza piatà” arriviamo al medioevo. L’Europa delle molte nazioni usava per la maggior parte il calendario Giuliano, ma vi era una vasta scelta di date per l’inizio dell’anno, che alcuni facevano coincidere con il 25 dicembre, altri con l’Annunciazione del Signore il 25 di marzo e altri ancora come nella Roma repubblicana il 1 marzo. Con la salita al soglio pontificio di Gregorio XIII, e la riforma (1582) da lui voluta del calendario di Giulio Cesare si stabilì come data comune del

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Capo dell’Anno il 1 di gennaio, ma c’è sempre un ma; si sfasò secondo i calcoli di accreditati studiosi di 0,0078 giorni l’anno appena un poco più di undici minuti, Gesù direte voi che stamme a guardà o pilo? Questo pelo ci costa ogni 128 anni un giorno, infatti il calendario rispetto al sole rimane indietro di un giorno, ora facciamo due calcoli (io in verità me li sono fatti fare io e nummere e guarde a smerza), se la Pasqua del 1582 risultava già sfasata, per fare ritornare i conti Gregorio XIII facette na bella penzata, decretò che il giorno successivo al giovedì 4 di ottobre dell’anno di grazia 1582 diventasse venerdì 15 ottobre dello stesso anno di grazia, inoltre per essere “coerente” con la sua “incoerenza” e per mantenere la concordanza tra anno tropico e civile, fu stabilito di sopprimere tre anni bisestili ogni quattro secoli, mantenendo bisestile solo gli anni secolari che risultano divisibili per 400. Nun ve ncuitàte vi spiego: «furono non bisestili il 1700, il 1800, il 1900, mentre il 1600 fu bisestile». Mo la domanda è facile: «cu’ tutte stì spustamiente ogge che festìne facimme?». Scrivetemi appena avete finito i conti. Com’è attestato da diversi scrittori di storia locale, nella nostra Regione era diffuso l’uso di cantare la “Canzone de lo Capodanno”. Nel cantare tale canzone si ricorreva all’uso di alcuni strumenti caratteristici : tamburelli, “scietavaiasse”, “putipù” ed altri, che producevano un fracasso, buffo e piacevole. Nella società dei secoli passati, questa canzone veniva preceduta dal “lancio della pietra” che consisteva nel tirare un sasso o un frammento di mattone al piede della persona alla quale si voleva dare l’augurio del buon anno. Sulla costiera Amalfitana il lancio di questa pietra, era preceduto da un coro di introduzione, che era il seguente: “ao’ bbuon Dio è ao’ bbuon Capodanno tant’oro e argiento te puozze abbuscà auanno, quanto peso io, ‘a pret e tutte e panne”. Dopo aver pronunziato questi versi, colui che voleva fare l’augurio “menàva a prete” ai piedi della persona scelta e si cominciava a cantare. Un’attenta lettura delle strofe mette in rilievo la loro simpatia e il loro humor, che ancora a distanza di tanti e tanti decenni, suscita in coloro, che le ascoltano. Il nome dell’autore della partitura musicale non è conosciuto; mentre l’autore di alcuni versi aggiunti è un tale chiamato Prospero Cafiero, che abitava a Meta “abbascio ’o Casale”. La versione che ho scelto per fare quest’articolo e che non può essere pubblicata per ovvi motivi di spazio (dovete accontentarvi delle poche strofe messe all’inizio), fa parte di una miscellanea di versi napoletani di estrazione popolare Settimanale Indipendente - Anno III numero 04


CULTURA ritrovata nella celebre biblioteca di Benedetto Croce, ma tra Castellammare di Stabia e Amalfi ne troverete molte altre con alcune simpatiche varianti. Un’altra versione molto famosa fu composta a Carotto per il primo giorno dell’anno del 1700. Il rituale derivato dalla tradizione popolare, vedeva, nel periodo natalizio, una formazione che andava in giro portando una frasca di alloro addobbata con nastri e campanelli, il cui suono serviva ad allontanare la cattiva sorte e a propiziare felicità e prosperità per l’anno nuovo. In cambio il gruppo riceveva dalle persone che li ospitavano offerte che appendevano alla “frasca” “’O lauro a vuje e ’a ‘nferta a me!” e un buon bicchiere di vino. I canti della “frasca” comprendevano tarantelle e “tammurriate” con “ballatori” al suono di:«tammorre, putipù, castagnette, tricchebballacche, zampogne, ciaramelle e scetavajasse». La chiusura finale dello spettacolo avviene con la “Canzone De Lo Capo D’Anno”, costituita da un coro di introduzione, nel quale si formulano i voti per il nuovo anno, e da una serie di quartine che racconta il mistero della nascita e dell’infanzia di Gesù. Ed ora benevoli lettori prendo licenza e auguro a tutti voi argiento e oro pe quanto peso io, ‘a pret e tutte e panne… Cu’ na bona salute e na bona ciorta!

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Sabato 29 gennaio 2011

Ammennole ncroccanna

Piglia no ruotolo d’ammennole, lle miette dinto a l’acqua vollente, e nge farraje dà quatte vulli, pe poterenne levà chella pellecchia; lle tagliarraje a fellitielli, e le farraje co uoglio buono, o puramente dint’a li ruoti tutte spase, lle farraje fa jonn, jionne dint’a lo furno suave, suave. Sciurupparraje nu ruotolo de zuccaro grasso, a caramella, e lesto, lesto nge bruoglie l’ammennole, o fritte, o atturrate a lo furno, ma chesta manifattura la farraje fora la fornacella: po sodogna na cazzarola mprporzione, che te pare, de butirro squagliato, e nge mine tutt’ l’ammennule, e co no cocchiaro d’argiento (si lo tiene pecché di chissi tiempi e no mitallo proibito) o co no limone le stienne pe tutta la cazzarola, fecennole stà comme meglio se po tutte scocce comme se chille felettielli d’ammennole stessero uno appriess’a l’auto, e accossì farraje piglià la forma de la croccanna; po stienne no sarvietto bello accuoncio dint’a lo piatto, e bello bello nge revuote chella forma, ch’asciarrà comm’a no timpano. Ncoppa, e tuornp tuorno nge potraje mettere tanta belli confettielli, cannellini, merenchelle peccerelle, e pure pezzulli de cocozzata, nsomma nge farraje na bella guarnizione.

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SPORT

ENNESIMA VITTORIA DELLA POL. CASAUREA NON FA ESPLODERE IL VESEVO di Ufficio Stampa Casaurea Casaurea-Vesevo 63-45. Seconda vittoria in altrettanti incontri per il Casaurea, che al Palacasoria s’impone con il punteggio di 63-45 contro il Vesevo. La squadra allenata da Luca Lombardi è uscita fuori alla distanza, dopo un inizio un pò contratto, causa anche la temperatura polare che attanagliava il pur splendido palazzetto dello sport di Casoria. In un primo quarto a basso punteggio sono tanti gli errori da una parte e dall’altra. I padroni di casa riescono a chiudere avanti 9-8, e in apertura di secondo periodo tentano di piazzare un minibreak, grazie a 5 punti in fila di Di Guida (13), e all’energia sotto i tabelloni di Lamagna e Agostino Di Fusco (13), all’esordio stagionale. Gli ospiti dal canto loro   non mollano di un centimetro, e con un’oculata gestione dei possessi offensivi restano attaccati alla partita con Vannella e Ummarino in evidenza. Nel finale di quarto una bomba di Moretti regala ai gialloblù un vantaggio di tre lunghezze (24-21) all’intervallo lungo. Alla ripresa delle ostilità arriva il blackout per il Casaurea, che per la prima volta si vede superato dal Vesevo al comando alla gara (26-29 al 34’). Coach Lombardi ricorre immediatamente al timeout. Dalla sospensione in poi c’è un altro

Classifica Squadra

Punti G V P

F

S

Diff.

POL CAB SOLOFRA

4

2

2

0

140

107

33

BASKET BAIANO

4

2

2

0

129

107

22

POL CASAUREA

4

2

2

0

112

92

20

CITTADELLA DELLO SPORT

2

2

1

1

66

61

5

POL VIRTUS PISCINOLA

2

2

1 1

115

121

-6

AS CESTISTICA ISCHIA

0

2

0

2

96

109

-13

BASKET VESEVO

0

2

0

2

102

125

-23

V.PARZIALE PALL NOLA

0

2

0

2

111

144

-33

Casaurea. Di Francia e Domenicone alzano il volume della radio in difesa, Moretti, Di Guida e Sorge suonano la carica dal perimetro, Lamagna (15) risponde con un gioco da tre punti, e Di Fusco si fa trovare pronto in attacco. Il Casaurea serve un parziale di 10-0 che spacca in due l’incontro (48-39 al 30’). Nel quarto periodo non c’è storia. Il Vesevo prova con Picone e Poli a rientrare, ma è tardi e i buoi sono scappati dalla stalla. Casaurea controlla in scioltezza, andando a

segno con continuità con diverse soluzioni sia degli esterni che dei giocatori d’area. Il gap non scenderà mai al di sotto della doppia cifra, sino ad arrivare al +18 finale. Nel prossimo turno il Casaurea sarà di scena domenica 30 Gennaio in quel di Nola, nel match valevole come terza giornata della Poule Promozione girone F. Casaurea: Moretti 10, Sorge 6, Domenicone 2, Di Francia 2, Di Guida 13, Lucci ne., Lamagna 15, Poziello, Aiello 2, Di Fusco 13. Coach: Lombardi.

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SCUOLA

Scuola “M.L. King” Orientamento: musica per le orecchie di Luisa Marro È tempo di presentazione delle domande di preiscrizione per i propri figli alle scuole che si ritiene sia utile per loro frequentare dal prossimo mese di settembre. Le varie scuole del territorio di ogni ordine e grado pubblicizzano le loro migliori prerogative ed offerte formative allo scopo di raggiungere una quota di iscritti ottimale al proprio funzionamento secondo le regole economiche dell’efficienza e dell’efficacia. Da docente devo ammettere che sul territorio di Casoria abbiamo la fortuna di avere scuole con percorsi didattici ed educativi eccellenti: da Casoria centro a Casoria Arpino c’è solo l’imbarazzo della scelta! Ogni scuola ha una sua specifica peculiarità, ogni scuola riesce ad essere protagonista. Tuttavia, il pericolo da scongiurare per tutte le scuole è quello di una platea numericamente povera che potrebbe comportare tagli di fondi e mettere addirittura in dubbio l’attività didattica e far propendere per una loro cassazione secondo le nuove regole ragionieristiche del “risparmio” che il Ministero della Pubblica Istruzione si è dato sul versante della Scuola Pubblica. Così le scuole cercano con offerte sostanziose e originali di garantirsi un buon successo di iscritti per il prossimo futuro che eviti ad esse le ansie legate ad una dimensione spropositata come numero di docenti e personale vario comparato all’ampiezza della propria utenza. La mannaia del risparmio delle risorse pubbliche sarebbe in tal caso pronta a scattare.

La scuola media “Martin Luther King”, per fortuna sfugge a questa mannaia. E in ogni caso,il suo nuovo dirigente scolastico, prof. Ciro Raia, si sta dando molto da fare per rialzare la considerazione su di essa da parte della platea dei potenziali utenti. Con un opuscoletto ammaliante pubblicizza le varie attività didattiche e formative che la scuola è in grado di assicurare agli studenti che hanno la fortuna di sceglierla. Laboratori di scienze e informatica assicurano un percorso didattico di sicura efficacia su aspetti formativi di sicuro valore nel dinamico mondo supertecnologico del XXI secolo. Altre proposte di corsi extrascolastici cesellano le opportunità di integrazione e crescita per i ragazzi che attivamente si candidano a protagonisti della società del futuro. Sono proposte che mirano a creare ragazzi preparati e consapevoli dei valori e delle dinamiche che sottendono la vita civile di tutte le comunità libere e democratiche. Fiore allo occhiello della M.L.K. è il suo indirizzo musicale; unica a fregiarsene sul nostro territorio e ad invogliare i ragazzi a sfruttare gli aspetti di crescita e di integrazione che la musica vissuta da protagonisti garantisce. Il preside Raia dice: in questo territorio c’è una certa vivacità culturale, soprattutto da parte dei genitori che sono molto attenti alla vita scolastica.” Per il prof. Raia intercettare tale vivacità è una priorità imprescindibile per non sottrarsi ad un compito precipuo della Scuola che è.”…l’unica istituSabato 29 gennaio 2011

zione che ancora riesce ad aprirsi al confronto con le famiglie”. Il suo impegno principale è fare in modo la MLK superi a qualsiasi costo i problemi strutturali che ne hanno limitato l’attività negli ultimi anni. Problemi strutturali lasciati colpevolmente a macerare nel pentolone del tempo da una classe politica che si mostrata poco interessata alle problematiche della Scuola Pubblica. Il giorno 25 gennaio u.s. la MLK ha organizzato una manifestazione per orientare nuovi genitori e nuovi alunni a scegliere questa scuola nel nuovo percorso scolastico. Una folla di genitori e bambini è stata salutata da un concerto degli alunni frequentanti la scuola, diretti sempre brillantemente dal prof. Luigi Fichera: peccato però che la manifestazione non abbia potuto svolgersi nella sala teatro della scuola , il tutto si è svolto nell’atrio. Ricorderete, infatti, che il teatro della King fu chiuso con improvvisa urgenza nel marzo 2008 per motivi gravi mai accertati e dimostrati, e soprattutto non è stata mai prevista alcuna voce in bilancio per il suo recupero, come se esso non esistesse. Il successo di gradimento della scuola passa necessariamente attraverso la soluzione delle varie inagibilità che paralizzano il suo teatro, la sua palestra e alcune classi. Problemi strutturali annosi che quest’anno a detta del preside vedranno la luce del loro superamento; sembra volgere al termine il percorso nell’oscuro tunnel del degrado nel quale la scuola si era trovata: “ Ci sono problemi strutturali con cui convivere. La palestra è stata sinora inagibile ma per fortuna sono iniziati i lavori. Anche le aule che erano chiuse e sotto sequestro sono ora state riaperte. Mancano, però, le suppellettili: ci sono alunni che utilizzano sgabelli”. Nell’attesa che tutto si aggiusti, l’entusiasmo profuso è tanto: i lavoratori tutti e un corpo docente motivato garantirà senz’altro un’offerta didattica al passo con i tempi.

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“Un ragazzo che non c’è di Rosa Davide Si è tenuta Giovedì 20, presso la sala conferenze in via A. Torrente, il ventinovesimo Distretto scolastico, la presentazione della raccolta poetica del giovane autore casoriano Daniele Capuozzo. Oltre ad un gran numero di giovani, hanno partecipato all’evento autorità civili, politiche, militari e religiose. Le poesie di Daniele sono state in parte lette e commentate dal professor Francesco Palladino e dalla professoressa Vittoria Caso, sulle note musicali del chitarrista Salvatore Esposito. <<Le riflessioni di ragazzi e ragazze – ha esordito Palladino - aiutano noi adulti in un’impresa certamente non facile: comprendere il complesso universo giovanile. E’ sicuramente per tanti adulti una sorpresa cogliere la profondità del loro sentire>> Entrando nel vivo dell’argomento, ha aggiunto: <<Delicatezza e dolcezza sono i tratti caratterizzanti questi versi , non privi di un tocco di malinconia, sottesa anche a sorrisi che qua e là traspaiono. Daniele intravede in un “cielo stellato”, nel profumo del mare, l’evasione dalle brutture della realtà. Una semplice stella o un profumo, filtra il mondo, lo allontana, lo abbellisce, sublima i sentimenti, annulla le paure, cancella l’ansia del domani e il timore dell’oggi, aprendo un varco fra l’esteriorità e l’interiorità di un’anima semplice. >> <<Le poesie di Daniele, sono scritte di getto, “a quel modo ch’e’ ditta dentro” come diceva Dante, in versi liberi nella struttura, nella forma, nel ritmo, infranto ogni schema di classica memoria. – ha affermato la professoressa Caso - Sono poesie brevi e la brevitas è quel quid che conferisce immediatezza ai versi, li rende godibili come ci hanno insegnato Saffo, Mimnermo e il grande Callimaco ha poi coraggiosamente codificato, aprendo la strada ad un altro grande …Catullo. Nugae, “cosucce”, definisce il grande poeta latino

Presentazione della raccolta poetica di Daniele Capuozzo

i suoi immortali versi …“POCHE PAROLE” definisce Daniele queste sue riflessioni….>> Il libro di Daniele, dal titolo “Un ragazzo chenonc’è”,era già stato presentato al Maschio Angioino di Napoli. Daniele è un giovane che parla ai giovani, attraverso le sue poesie. Queste ultime sono il frutto di emozioni, riflessioni, parole non dette, ferite, drammi ed esperienze vissute dal giovane studente del liceo Gandhi. La raccolta poetica di Daniele è divisa in cinque sezioni: affetti familiari, esseri umani, sogni e sensazioni individuali, amore, ed infine quelli che lui stesso definisce “versi di argomento vario”. Dolcezza e delicatezza prevalgono nei versi del giovane autore, che appare lievemente malinconico. Tra analogie e metafore si rintanano i suoi pensieri. I versi sono inoltre caratterizzati dalla brevitas, le riflessioni di Daniele sono infatti di poche parole. Queste esprimono la sua visione della realtà, il suo bisogno di crescere, la sua difficoltà di vivere in questo mondo così complesso, la sua voglia di comunicare, la sua esigenza di cambiamento … L’evento si è concluso con l’intervento del giovane poeta, che ha raccontato di se stesso, dell’origine delle sue poesie. Le sue poesie risalgono ai tempi delle medie, quando un discorso del suo insegnante di religione lo colpì particolarmente. Il titolo “Un ragazzo che non c’è”, non è altro che la descrizione del narratore: un osservatore esterno, un ragazzo che non vive all’interno della società, ma che guarda la città e ne evidenzia l’aspetto frenetico. I versi di Daniele sono stati da lui scritti in orari insoliti e derivano dalla sua spontaneità. Questo giovane ragazzo, di soli quindici anni, è certamente motivo di vanto per la nostra città ed è anche dimostrazione che si può riuscire ad emergere con la sola forza del talento.

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EVENTI

“Con Santa Giulia Salzano Meeting dei giovani del territorio di Vittoria Caso “Con Santa Giulia Salzano” è stato il tema del Meeting dei Giovani che si è svolto sabato 22 gennaio presso il teatro “Gelsomino” di Afragola. Rappresentanze degli studenti di tutte le scuole medie e superiori di Arzano, Casavatore, Casoria, territorio del 29° Distretto Scolastico, e della Mozzillo, del Brunelleschi e del Sereni di Afragola hanno gremito l’ampia sala, accompagnati da docenti, genitori, dirigenti scolastici. Il meeting è stato voluto e organizzato dalle Suore Catechiste del Sacro Cuore e dal 29° Distretto Scolastico, con l’obiettivo di vivere assieme ai giovani la gioia della santità di Santa Giulia Salzano, alla luce del vangelo. Nel saluto d’apertura, la M. Generale, Suor Roberta, ha invitato a riflettere gioiosamente sui carismi della fondatrice, donna esemplare per la straordinaria religiosità e docente di grande spessore: figura eccezionale in cui uomini e donne e soprattutto i giovani possono trovare un modello da imitare. Il prof. Francesco Palladino, presidente del 29° Distretto Scolastico, nel porgere il benvenuto, ha introdotto il tema della mattinata, sottolineando l’impegno etico e valoriale che ogni cristiano deve porre in essere al fine di costituire un modello. Infatti, egli ha affermato: “L’eccezionalità di Giulia Salzano, giustamente Santa, non può che incitare a migliorarsi, essere un monito per tutti i fedeli e per tutto il mondo cristiano a dare di più sulla strada della vita, a mettere da parte gli egoismi in nome dell’amore per il prossimo.” Ha condotto e animato la mattinata S. Ecc. Mons. Filippo Strofaldi, Vescovo di Ischia, che ha intonato accompagnandosi alla chitarra canti noti e poesie da lui stesso musicate, tra cui la celeberrima “Orme sulla sabbia” di anonimo

Sabato 29 gennaio 2011

brasiliano e “A madonna de’ mandarini” di Ferdinando Russo. L’entusiasmo di Mons Strofaldi ha contagiato l’uditorio, totalmente conquistato dall’abilità di questo prelato nel trasmettere attraverso ben studiate note musicali la carica emotiva del Vangelo. Una catechesi, questa, sentita e cantata con tale intensità e gioiosa spiritualità da rendere veramente straordinario questo incontro con i giovani della periferia nord di Napoli. Santa Giulia e le sue sante virtù sono state al centro dell’attenzione e tutti, adulti e giovani, hanno avuto la possibilità di riflettere e meditare sulla sua santità, cogliendone lo straordinario messaggio in un’atmosfera originale rarefatta e sublimata dall’armonia del suono e del canto. Sicuramente nessuno più di Mons Strofaldi poteva centrare pienamente quest’obiettivo, considerate le esperienze di catechesi e di formazione vissute accanto al compianto Giovanni Paolo II. Il prof. Antonio Pannone, che assieme al sindaco

On dott. Vincenzo Nespoli ha concesso l’uso gratuito del Gelsomino, ha portato in qualità di Vicesindaco e di Ass PI il saluto della città di Afragola, dichiarando l’orgoglio del consiglio comunale nell’ ospitare questo momento di alto livello culturale e religioso e la disponibilità nell’ospitare anche altre simili manifestazioni. Ha, inoltre, elogiato il 29° Distretto Scolastico per essere stato in questo storico momento accanto alle suore catechiste nonché per l’impegno straordinario nel portare avanti da tanti anni iniziative e manifestazioni in cui i giovani sono sempre al centro, quali protagonisti o destinatari di cultura a 360 gradi. Il meeting si è concluso con l’inno di Madre Giulia, cantato coralmente da tutti i partecipanti, visibilmente emozionati, tra cui numerosissime erano le Suore Catechiste appartenenti sia alla casa di Casoria, sia alle altre case. Molte le personalità intervenute, tra cui il vicesindaco di Casoria Carlo Tizziani e l’Ass. LL.PP Troiano; i dirigenti prof Medusa della Mozzillo, profssa Daniela Costanzo dell’IC De Curtis-Casavatore; ovviamente non poteva mancare Mons Nunzio D’Elia postulatore della causa di santità di Giulia Salzano e suo eccellente biografo, assieme a Don Marco Liardo – Decano dell’XI Decanato della Diocesi di Napoli, a suor Daniela e a tanti altri rappresentanti dei diversi settori della società. Doverosi sono stati i ringraziamenti al proprietario del Gelsomino, sig Giuseppe Sepe e al tecnico audio per la disponibilità e sensibilità mostrate. Tangibile il rammarico di tanti docenti che, obbligati al rispetto dell’orario di servizio, non hanno avuto la possibilità di partecipare a questo splendido evento.

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LA SALUTE PER TUTTI

I RISCHI DEL WEB di Rossella Pace “Cittadini con la rubrica LA SALUTE PER TUTTI ci proponiamo di portare nelle vostre case informazioni sanitarie e consigli per fornirvi la possibilità di acquisire una cultura della salute corretta, non inquinata da messaggi pubblicitari e consumistici, e quindi di operare delle scelte informate. Uno degli obiettivi tra l’altro è quello di creare una “coscienza del farmaco”, cioè una reale cognizione delle sue potenzialità quando usato in maniera corretta e dei rischi legati ad un suo uso improprio perché crediamo nella voglia della gente di essere protagonista della terapia e di interessarsi ai contenuti quando vengano spiegati in maniera semplice e diretta” RISCHI DEL WEB La nuova linfa della contraffazione dei farmaci è l’e-commerce (Electronic commerce: vendita di prodotti attraverso l’uso di Internet) Nonostante la rete di distribuzione farmaceutica italiana sia considerata, nel panorama internazionale, tra le più sicure, grazie al sistema di tracciatura che consente di seguire i farmaci in tutto il loro percorso, dal produttore alla farmacia, anche nel nostro paese il fenomeno è in espansione, considerato che il 50% dei farmaci venduto via web è contraffatto. Oggi un italiano su tre è propenso ad acquistare via Internet farmaci ed altri prodotti salutistici. I giovani rischiano di essere un facile bersaglio delle tante e-mail e dei banner che offrono soluzioni miracolose ai più disparati disturbi in materia di salute. La contraffazione è diffusa in tutto il mondo, con caratteristiche diverse: nei Paesi in via di sviluppo il fenomeno riguarda farmaci salvavita quali gli antibiotici, gli antimalarici, gli antitubercolari e gli antiretrovirali per la terapia dell’AIDS; nei paesi industrializzati riguarda invece essenzialmente i farmaci per il trattamento della

disfunzioni erettili (es. viagra), gli anabolizzanti usati illegalmente in ambito sportivo per migliorare le performance ma anche prodotti per eliminare la calvizie, per dimagrire, e, recentemente, persino per combattere l’influenza suina. Cosa ancora più grave, vi sono siti che propongono “medicinali”, o prodotti “naturali”, per curare malattie gravi, persino i tumori. Comprare farmaci on line può essere una forte tentazione perché si evita di andare in farmacia o fare la fila dal medico per avere la ricetta, perché si pensa di spendere meno, perché non si deve provare imbarazzo nel richiedere certi prodotti. Ma, trattandosi di rimedi che possono interferire sulla nostra salute è bene conoscere i rischi cui ci si espone acquistandoli attraverso internet. In Italia è illegale vendere farmaci on-line. L’uso di internet per l’acquisto dei farmaci è sconsigliabile in quanto non vi è in pratica nessuna garanzia sulla qualità, sulla sicurezza e sull’efficacia del prodotto. Tra i rischi più frequenti nell’acquisto di farmaci on-line: • Imbattersi in farmaci contraffatti • “Cadere nella rete” dei prodotti “miracolosi” senza ottenere alcun risultato positivo per la propria salute o, peggio, con danni per la salute. I prodotti contraffatti possono essere pericolosi perché: • Contenenti sostanze attive assenti o sotto/

sopra dosate, di scarsa qualità o diverse da quanto dichiarato • Confezionate in contenitori non idonei • Non correttamente conservati o trasportati • Scaduti, a cui sono state apposte nuove etichette e nuove date di scadenza Talvolta le conseguenze sanitarie sono trascurabili e vi è solamente un danno economico per la ditta produttrice, ma nella maggior parte dei casi l’utilizzo di un farmaco contraffatto costituisce un grave rischio per la salute. E’ superfluo aggiungere che spesso, al posto dei principi attivi, i farmaci contraffatti contengono ingredienti particolarmente nocivi quali veleno per topi, detersivo, cemento e mix mortali di sostanze varie. Diffida dunque della vendita di farmaci on-line, ed anche di chi te li offre senza averne l’autorizzazione (es. palestre) Solo il farmacista è autorizzato a vendere farmaci. ULTIMISSIME – I NAS sequestrano integratore con principio attivo del Viagra: i Nas di Parma nel corso di una ispezione in una stazione di servizio hanno individuato integratori alimentari in capsule venduti all’interno di un distributore automatico di alimenti. Le analisi eseguite sui campioni di questi prodotti hanno evidenziato la presenza di sildenafil, il principio attivo della ‘pillola blu’ contro la disfunzione erettile maschile, vendibile solo in farmacia e dietro prescrizione medica poiché può comportare ictus, infarto, disfunzioni epatiche, aumento della pressione. Inoltre, nelle capsule sono state trovate altre sostanze farmaceutiche contraffatte, che per l’alto dosaggio e gli ignoti effetti collaterali costituivano una minaccia per la salute degli ignari assuntori. Il prodotto, di provenienza asiatica e venduto anche online, risulta importato da un’azienda di una provincia lombarda.

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Settimanale Indipendente - Anno III numero 04


RUBRICA

CONOSCIAMO IL SUDOKU I quadrati numerici hanno stimolato la fantasia umana da tempo immemorabile; il primo quadrato magico (tabella quadrata di numeri in cui la somma dei numeri presenti in ogni riga, colonna e in entrambe le diagonali) è cinese (dinastia Shang) e risale a circa 3000 anni fa. Si racconta che un pescatore lo avesse trovato inciso sul dorso di una tartaruga che nuotava nelle acque del fiume Giallo. Il quadrato numerico divenne per i cinesi la rappresentazione dei più grandi misteri della matematica e dell’universo. Intorno al 1300 d.C. i quadrati magici arrivano in Europa dove alcuni di essi, incisi su placche d’oro o d’argento, diventano dei talismani in grado di curare malattie fisiche e malattie dell’animo (mal d’amore). Un noto quadrato magico è quello presente nell’incisione di Albrecht Durer (Melancholia I) in cui i due numeri centrali dell’ultima riga formano l’anno in cui venne fatta l’incisione (1514). Un altro misterioso quadrato magico, il “Latercolo Pompeiano”, fu ritrovato a Pompei e risale al primo secolo d.C.; fu costruito sostituendo ai numeri delle lettere in modo da formare la frase “SATOR AREPO TENET OPERA ROTAS” che si può leggere su righe e colonne, da sinistra a destra e viceversa (letteralmente la frase si traduce con “il seminatore, col suo aratro, tiene con cura le ruote”, interpretabile con “Dio, dal suo trono, regola con saggezza le sfere dell’Universo). Nel corso del tempo molti matematici si dedicarono ai quadrati magici fino a quando Leonardo Eulero, uno dei più grandi matematici, pubblicò uno studio sull’argomento in cui presentava i quadrati latini, ovvero una griglia quadrata di “n” per “n” caselle all’interno delle quali vanno posti “n” volte gli stessi “n” simboli in modo che in ogni casella ci sia un solo simbolo e in ogni riga o colonna deve comparire il simbolo una sola volta; insieme ai quadrati grecolatini, vengono considerati gli antesignani dell’attuale sudoku. I quadrati di Eulero vengono costruiti secondo precisi criteri di composizione utilizzando le lettere dell’alfabeto latino o greco; nelle forme più complesse i quadrati di Eulero prevedono, nella stessa casella, sia lettere latine che lettere greche. Un esempio di quadrato latino è quello mostrato in figura.

di Carlo di Mauro

I quadrati latini possono tornare utili in statistica per organizzare test e indagini. Per esempio supponiamo di voler provare l’efficacia di 5 fertilizzanti; dovremmo coltivare un campo utilizzando uno di essi, procedere al raccolto e misurare la produzione per unità di area. E dovremmo proseguire l’esperimento su 5 campi diversi o in tempi diversi. Dividiamo invece l’appezzamento in 5x5 parti più piccole, alle quali applichiamo i fertilizzanti secondo lo schema di un quadrato latino: l’esperimento sarà sicuramente più preciso e più efficace. Uno degli ultimi quadrati latini di Eulero, proposto a 76 anni poco prima di morire, fu un diabolico quadrato di 81 caselle che potevano essere riempite in un numero enorme di modi con i numeri da 1 a 9 su ogni riga e ogni colonna senza ripetizioni. Siamo quasi al sudoku! Alla fine degli anni settanta una rivista americana “Math Puzzles and Logic Problems” presentò un rompicapo basato sulle regole di composizione dei quadrati latini. Occorreva riempire con le cifre da 1 a 9 una griglia quadrata di 9 x 9, suddivisa in 3x3, a partire da alcuni numeri già posizionati sulla griglia e facendo in modo che in ciascuna riga, colonna e sottogriglia il numero comparisse una sola volta. Verso la metà degli anni 80 il gioco arriva in Giappone con il nome originario di “Suji wa dokushin ni kagiru” ovvero “solo numeri singoli” sintetizzato in Sudoku. Il gioco arriva in Europa nel 2004 grazie ad un giudice neozelandese in pensione che lo propone al giornale “The Times”; da allora il gioco compare in tante testate giornalistiche e si diffonde a livello planetario. Oggi il gioco è presente sul cellulare, è pubblicato da molti quotidiani, è oggetto di tante pagine web ed è protagonista di molte trasmissioni televisive con interviste e gare in diretta. A proposito: il primo campionato mondiale si è svolto a Lucca nel 2006 dal 10 al 12 marzo. E’ diventato una vera e propria mania! Esiste anche una versione tridimensionale chiamato SudoKube: in pratica si tratta di un cubo di Rubik 3x3x3, che al posto dei colori ha su ogni quadratino dei numeri da 1 a 9, tutti con lo stesso colore di sfondo, come nel Sudoku. Per completarlo bisogna posizionare su ogni faccia tutti i numeri da 1 a 9, così come nei quadrati interni al Sudoku.

Se VUOI COLLABORARE CON Settimanale Indipendente Anno I numero 01 Reg. Trib. Napoli N. del 23/10/2009 - sabato 22 gennaio 2011 Editore Associazione Orizzonti Liberi Direttore Responsabile Paolo Borzillo Redazione Via Pio XII, 80 - 80026 Casoria (NA) - Tel./Fax 0817362661 e-mail: redazione. laltrolato@gmail.com impaginazione e grafica VECAPRINT srl Chiuso in redazione il 28/01/2011 - tiratura 5.000 copie Sabato 29 gennaio 2011

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