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Anno I - Numer o 4 - 27 n o vem b r e 2011

PRIGIONIERI NELLE N O ST R E C A S E


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In questo numero

A n n o I - N u m e r o 4 - 2 7 n o v e m b r e 2 0 11

PRIGIONIERI NELLE N O ST R E C A S E

pag. 2 La vignetta della settimana

pag.17 Politica e Magistratura - Danni

pag. 3 Editoriale

Collaterali

pag. 4 Relazione programmatica del

pag.19 Le tracce da seguire

Sindaco

pag.20 Ad un anno dal funerale della

pag. 5 Intervista a Emilio Polizio

cultura

pag. 6 Le verità nascoste - Mo

pag.21 Napoli europeo

Bast!

pag.22 Riceviamo e pubblichiamo

pag. 7 Intervista aP asquale Pugliese

pag.23 Afragola, luogo di talenti

pag. 8 Oj vita mia

pag.24 Progettiamo le “Domeniche di

pag. 9 Comunicato Stampa

Casoria”

pag.11 Manca la televisione per vedere

pag.25 La grande occasione

caciare e telerisse

dell’Università pubblica

pag.12 Fortunato Celentino in Mexico

pag.27 Casoria in vetrina

pag.13 Piccoli cittadini crescono

pag.27 “Tra classicismo e modernità”

pag.15 A spasso nel calcio

pag.28 CattiviK

pag.16 E’ la notte dei desideri

pag.29 Giuramento Cadetti Nunziatella

pag.17 Storie di violenza psicologica

pag.30 Salva con nome

Periodico settimanale a diffusione gratuita Anno I n. 4 - 27 novembre 2011 Autorizzazione del Tribunale di Napoli n. Rg 4925 del 28/09/2011 Direttore responsabile: Pasquale D’Anna direttore@ildomenicaledicasoria.it Redazione: Via G. Marconi, 80026 Casoria (NA) redazione@ildomenicaledicasoria.it Stampa: Tuccillo Arti Grafiche Via dell’Indipendenza,37 80021 Afragola (NA) graficatuccillo@ libero.it Edito da: Associazione Culturale Kasauri Casoria (NA) associazionekasauri@libero.it Questo numero è stato chiuso in redazione Giovedi 24 novembre 2011

pag.31 Le Club Fitness sport

La vignetta della settimana

Domenica - 27 novembre 2011

Suggerimenti, critiche, segnalazioni, scrivere a: redazione@ildomenicaledicasoria.it


RIA E D I TO

3

LE

Pasquale D’Anna

direttore@ildomenicaledicasoria.it

Barricati in casa…

A

vete mai provato a raggiungere Via Pio XII “partendo” da Via Principe di Piemonte in una qualsiasi serata di fine settimana e non solo? Ebbene, se lo avete fatto, vuoi per necessità, vuoi per fare un giro, avrete senz’altro perso un’ora della vostra vita. Ma il punto non è questo, potrebbe anche andare bene, ma non sempre è cosi. Oggi uscire da casa nella nostra città e tornare incolumi è un’impresa da titani. E non parliamo delle assenze: Vigili urbani sempre più schiacciati dal peso di un organico insufficiente e dall’incapacità di quest’Amministrazione a dare vita ad un concorso che si è arenato improvvisamente. Le forze dell’ordine fanno quel che possono, una volta al mese, se va bene, posti di blocco “telefonati”, che rappresentano un’aspirina contro un tumore in fase terminale. Un territorio completamente preda di balordi che provengono nella maggior parte dei casi dalla vicina Secondigliano e dal quartiere di San Pietro a Patierno. Tutti rigorosamente senza casco (a proposito i nostri “complimenti” al nuovo Dirigente della P.M.) e attratti dalla “movida” casoriana e dal totale stato di anarchia in cui la città viene lasciata nei fine settimana. Il primo pensiero è di tornare a casa immediatamente. I cittadini “sentono” e “vedono” una città agonizzante, una città che impazzisce e si consuma nel traffico e nel degrado urbano e sociale. Inutile dire, che in questo inferno è totale l’assenza di chi dovrebbe controllare. Continuando a “passeggiare” per

l’arteria principale della nostra città, in mezzo a vetrine in saldi stabili, si scorgono rifiuti depositati fuori orario (ancora!!!), disordine, abbandono totale, definire questa strada (che pure dovrebbe costituire il fiore all’occhiello della nostra città) un suk, suonerebbe come un grave insulto ai tanti mercatini colorati che affollano le coste del mediterraneo. Un senso d’impotenza mi pervade. Stanco ormai di lanciare invettive ed anatemi, ho la netta percezione che il disgusto prevarichi il senso di impotenza. Lo so, lo so, queste denunce non esorcizzano la paura, non avvicinano la gente, non risolvono i problemi di una città con un corpo di argilla, ma almeno inducono alla riflessione, ed è questo che dobbiamo iniziare a fare, per capire come si è arrivati a tanto. Non ci troviamo in una sorta di trincea, perché in trincea ci si può anche difendere, in trincea si combatte e qui non si combatte nulla. Si contano solo i soprusi ai danni della brava gente: rapine quotidiane, aggressioni verbali se sei fortunato, intimidazioni e quant’altro. In guerra ci sono i rifugi per sottrarsi ai pericoli, qui neanche quelli. Io sento che nella nostra città siamo da tempo in ostaggio, sempre più prigionieri della paura e della inettitudine di chi dovrebbe provvedere a cambiare le cose. Ho letto nei giorni scorsi un volantino firmato dal Sindaco e dall’Assessore Casillo che invitava i commercianti a tenere sgombri i marciapiedi e a non esporre la merce fuori dai negozi, il risultato: zero assoluto. Sabato

mattina i marciapiedi erano come sempre pieni di merce e come al solito impedivano il passaggio ai pedoni (chiaramente quello che scriviamo può essere ampiamente documentato). Tutto questo, alle soglie di un lungo inverno che si prospetta veramente durissimo. Il pensiero corre a chi chiaramente ha ridotto questa città nello stato in cui versa oggi (basta andare a Frattamaggiore o nella stessa Afragola per trovare un assetto del territorio e del commercio completamente diversi). Si continua dunque ad assistere quasi con indifferenza all’inquietante sclerotizzazione del fenomeno criminale locale, alla negazione di ogni regola e di ogni diritto, all’incancrenirsi di una situazione che ha creato un infelice scenario di pura degenerazione. Purtroppo i “tavoli” con gli organi preposti, i proclami strombazzati per misure che verranno (videosorveglianza etc etc) non risolvono i problemi. Ho avuto già modo di scrivere in altre occasioni che l’ultima volta, che la gente a Casoria ha alzato la testa, è stato in occasione dell’assurda fine di Stefano Ciaramella, allora si è stati capaci di raccoglierci in migliaia attorno a questa disperazione, ognuno ha provato la classica sensazione del “poteva succedere anche a me”, deve accadere ancora una bestialità simile per scuotere le coscienze? Devo, senza paura di apparire retorico, dire che, ogni volta che qualcuno muore in questo modo, moriamo un po’ anche tutti noi. Ma forse, non si ha più nemmeno il tempo per pensare, tra poco meno di un mese è Natale…che tristezza infinita.

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w w w. c a f f e p a r t e n o p e . i t

Domenica - 27 novembre 2011


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POLIT

ICA

Kalimero

Relazione programmatica del Sindaco: Cari Concittadini gli dobbiamo dire noi cosa fare

F

inalmente ce l’ha fatta a portare la relazione programmatica in Consiglio Comunale. Ovviamente ci riferiamo al Sindaco che, tra un’illegittimità e l’altra nella gestione della cosa pubblica, la firma di protocolli d’intesa (uno per ogni settimana del suo mandato), la crisi politica in seno alla maggioranza ecc. ecc., è riuscito a mettere insieme quattro paginette scritte in word (dimensione carattere 14, spaziatura abbondante e interlinea doppia) sulla crescita e lo sviluppo della Città di Casoria. A proposito della crisi, la sapete l'ultima? Apriamo parentesi. Nel Consiglio Comunale del 22/11/11, protagonista la relazione programmatica, una parte dell’opposizione ha ribadito che il Sindaco, a seguito del mal di pancia del P.D., a meno dei soliti noti dell'altra sponda, non ha più la maggioranza. I Consiglieri del P.D. di tutta risposta, raccogliendo la sfida, presentano e commentano l’ennesimo documento dove tra una dichiarazione d'amore al dottore ed un affettuoso saluto ai loro assessori (in partenza dalla giunta comunale), udite udite sferrano un attacco al Sindaco Ombra. Sì, avete capito bene. Ora immaginatevi la scena, il Dottore applaude l'intervento del P.D. ed il Sindaco Ombra si arrabbia e lo richiama all'ordine davanti a tutti. Il Dottore costernato ubbidisce (Seicento voti avrebbe detto: il Dottore costipato ubbidisce). E adesso cosa ci dobbiamo aspettare? Intanto bella figura di m…. Ma torniamo a noi e alla relazione programmatica del Sindaco Carfora. L’ esordio è fantastico, riportiamo testualmente “la relazione, pertanto, va intesa come un libro aperto, un file che si arricchisce di contributi, idee e progetti, e rappresenta il primo mattone di un nuovo metodo di governo, basato sulla trasparenza e sulla legalità”. No, tranquilli, non è partita la pernacchia, almeno noi non l'abbiamo sentita. Insomma s’intuisce che, Cari concittadini, gli dobbiamo dire noi cosa fare.

Domenica - 27 novembre 2011

Ebbene, l'occasione è troppo ghiotta per tacere e raccogliendo l’invito proviamo a riempire la relazione programmatica dicendogli come vorremmo che sia la Città di Casoria. Caro dottore, vorremmo vivere in una città pulita, priva di rifiuti per strada, spazzata e diserbata che odori di pulito. Vorremmo che

Quoque tu, Enz(o), fili mi!

le n/s passeggiate per la città non ci portassero fortuna; ci riferiamo ovviamente alle cacche dei cani, quasi impossibili da evitare, vere e proprie mine antiuomo che opportunamente nascoste aspettano di essere calpestate dai passanti. Vorremmo che il verde pubblico sia curato e che le villette comunali siano funzionali, vorremmo portarci i nostri figli senza augurarci che non si facciano male, vorremmo che il personale comunale impiegato indossasse una divisa in modo da poterlo facilmente individuare. Vorremmo più alberi per le strade. Vorremmo una città illuminata, nel vero senso della parola, dove sia possibile passeggiare anche nel tardo pomeriggio. Vorremmo che le strade siano sgombre da macchine in doppia fila e che i marciapiedi siano liberi dalla merce dei commercianti. Vorremmo “i marciapiedi”, prima di tutto. Vorremmo conoscere i vigili urbani, sembra assurdo che quei pochi che si vedono in giro stiano sempre in via Principe di Piemonte, cosa fanno? Vorremmo una città più sicura.

Vorremmo che le strade siano prive di buche, che la manutenzione ordinaria sia programmata e che non sia la solita toppa da cucire in fretta dopo le prime piogge; vorremmo che le caditoie siano pulite e che le acque piovane, invece di finire nei seminterrati defluissero, com’è giusto che sia, nelle fogne. Vorremmo scuole idonee e sicure, centri sportivi e di aggregazione per i nostri ragazzi, insomma vorremmo una città vivibile e già che ci sei anche un sistema di trasporto pubblico da Casoria ad Arpino e viceversa. Facile penserete. Eppure se oggi chiediamo una città normale, significa che tutti i sindaci e le amministrazioni che si sono susseguite nella gestione della cosa pubblica hanno inesorabilmente fallito, tutti dopo le elezioni hanno iniziato a parlare un linguaggio incomprensibile. P.U.C., S.I.A.D., PIU EUROPA, OVULO COMMERCIALE, AREE INDUSTRIALI DISMESSE, MODELLO VEDELAGO, MACCHINA COMUNALE, ecc. ecc., sono cose che interessano poco i cittadini; sono argomenti che interessano per lo più gli addetti ai lavori, la corte dei miracoli ed il loro delirio di onnipotenza per intenderci (ma questa è un’altra storia). Certo sono provvedimenti importanti per lo sviluppo e l’occupazione, ma possono essere affrontati in parallelo con il recupero della normalità. Insomma, per essere più incisivi, invece di parlare delle cose che riempiono la bocca, che con impegno, capacità e tempo comunque potresti fare, parti dalle piccole cose e affronta la realtà.

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VIS INTER

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TA

Pasquale D’Anna

direttore@ildomenicaledicasoria.it

Intervista a Emilio Polizio L'avvio della nuova amministrazione Carfora è stato veramente sconcertante: tra la storia dei Dirigenti, l'accordo sulle discariche e le bizze del Pd nel parlamentino casoriano. Ritiene possibile un'inversione di tendenza o quest’esperienza è destinata miseramente a naufragare? Certo se il buon giorno si vede dal mattino, quest’amministrazione non nasce proprio sotto il migliore degli auspici. Noi dell'UDC abbiamo evidenziato in più occasioni le palesi violazioni di legge poste in essere, attenzionando ove necessario anche gli organi preposti al controllo degli atti amministrativi. Ma non abbiamo mai mancato di fare le nostre proposte correttive e migliorative. Sulla questione dei Dirigenti avevamo suggerito al Sindaco di ricorrere al personale interno così come recita il Decreto Brunetta con le successive modifiche; questo era anche un modo per risparmiare, invece si è scelto di percorrere la strada più tortuosa e dispendiosa in contrasto con la normativa vigente. Certamente è importante che alla fine anche il Pd abbia riconosciuto la fondatezza delle nostre osservazioni condividendo il documento con cui chiedevamo l'annullamento in autotutela dei decreti di nomina dei Dirigenti; purtroppo per una scelta incomprensibile di alcuni consiglieri comunali facenti parte dell'opposizione la proposta non ha raccolto la maggioranza auspicata. Per quanto riguarda la questione delle

discariche, il protocollo d'intesa siglato dal Sindaco con la Provincia e gli altri comuni dell'area Acerrana è un atto improprio e senza possibilità di essere onorato. Sono convinto che il nostro territorio non può ospitare in nessun caso siti di sversamento in quanto mancano luoghi adatti ed idonei per accogliere tali impianti. Sicuramente l'UDC darà battaglia nella sede propria del Consiglio Comunale affinché il nostro territorio non subisca l'ulteriore onta di una discarica. In merito ai malumori interni alla maggioranza sono dell'avviso che molte scelte del Sindaco sono state imposte da una parte politica e non sono state maturate e condivise da tutti i partiti della maggioranza. Viste le premesse, è difficile fare previsioni per il futuro di questo Esecutivo che stando agli ultimi fatti sembra essere già superato. E l'opposizione? Fino ad oggi non è parsa reattiva e concreta. Certamente anche nell'opposizione esiste un problema di raccordo, che mi auguro venga presto superato. Del resto dovremo avere tutti lo stesso obiettivo, cioè quello di vigilare sull'operato della maggioranza facendo proposte concrete che possano risolvere i numerosi problemi di questa città. L'UDC ha qualche problema al suo interno o si tratta solo dei colpi di coda di qualche singolo personaggio?

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Le divergenze sorte in seno al nostro gruppo consiliare sono il frutto d’incomprensioni e malintesi circa le linee guida dettate dal partito. Abbiamo già chiarito attraverso un comunicato stampa quali organi sono deputati a comunicare la voce e le direttive dell'UDC all'esterno. Penso che a questo punto non ci dovrebbero più essere fraintendimenti. Le difformità di opinione fanno parte del normale confronto democratico; alla fine prevale la decisione politica che indica la strada da seguire e che il Gruppo Consiliare traduce nell'assise civica. Le sue proposte sulle immediate esigenze per la città. L'UDC ha presentato nella seduta consiliare del 22 novembre una proposta articolata di governo della città che punta all'immediata approvazione del Piano Urbanistico Comunale e del Piano Integrato Urbano, due atti di fondamentale importanza per lo sviluppo e l'economia di Casoria. Inoltre non si può prescindere dall'approvazione del regolamento per la riorganizzazione degli uffici e dei servizi per armonizzare il funzionamento della macchina comunale. Anche in merito a tale questione l'UDC ha avanzato una proposta che mira a tagliare gli sprechi e garantire servizi efficienti per tutti i cittadini.

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ast. Mo B

Gianni Bianco

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Domenica 20.11.2011 Firme raccolte: 1750

gianni.biancogb@libero.it

Le veritĂ  nascoste

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uando mi è stata chiesta la collaborazione al settimanale Il Domenicale di Casoria, mi sono prefisso di non entrare nel merito di considerazioni di natura politica, ho preferito dedicarmi a problemi di legati al consumo e al risparmio. Non credo di essermi allontanato da questa scelta, ma la tentazione, credetemi è tanta. Tema del giorno, per rimanere sui problemi e non soffermarsi sulle chiacchiere, è la sottoscrizione del “Protocollo d’intesaâ€? che il Sindaco di Casoria ha inteso sottoscrivere, insieme con altri suoi colleghi con l’Amministrazione provinciale di Napoli per l’individuazione di nove discariche nell’Area acerrana, due a Casoria per la precisione. Assistiamo alla nascita di comitati spontanei, continua, una parte della stampa cittadina, a riportare avvenimenti, opinioni di chi contesta e di chi difende la scelta del Sindaco. Diciamoci la veritĂ , si nota un senso di fastidio da parte del potere politico e forse anche una di una parte del potere mediatico. La forza dei social network, dei blog, di internet in generale ha in queste occasioni un ruolo non di secondario nella divulgazione delle notizie. Spesso alle buone intenzioni di amministratori locali, sono succedute scelte da parte di organismi superiori (Provincia, Regione, Commissariamento straordinario rifiuti), che hanno totalmente cambiato l’indirizzo adottato. Non serve avviare un sistema virtuoso del ciclo dei rifiuti solidi, se il rischio concreto si chiama “Derogaâ€?, li abbiamo visti all’opera

    ‚ƒ „   Â…

i Commissari, ordinari o straordinari. La trasformazione, in breve tempo di un impianto in una discarica è stata la costante nella nostra martoriata “Campania Infelixâ€?, come il titolo del Film-documento di Ivana Corsale. Noi cerchiamo di riportare i fatti e di guardare alle esperienze passate e ognuno, chi per calcolo, chi per amore della veritĂ , s’impegna in questa scelta amministrativa. Vedremo gli sviluppi, a oggi possiamo solo dire che tra tante cose dette, notiamo strani silenzi. Lasciamo la decisione al Consiglio comunale sul futuro della nostra cittĂ  in tema ambientale. Passiamo a un altro problema che interessa le tasche dei cittadini di Casoria, l’iniziativa della Confesercenti cittĂ  di Casoria a firma del Presidente Martino Laezza, indirizzata al Sindaco, all’Assessore al ramo, al Comandante della P.M. dott. Carmine Pezzullo in materia di mancata notifica dei processi verbali C.d.S. che non è apposta sulle autovetture da parte della Polizia Municipale di Casoria, comportando un ulteriore aggravio di â‚Ź 16,50 per i trasgressori. A parte la questione economica, legittima e degna di sostegno, desidero arricchire la discussione di una riflessione personale. Immaginiamo che se per un periodo di tempo notiamo sui parabrezza delle auto le contravvenzioni (legittime), per divieto di sosta, pensate come me che la cosa servirĂ  anche da deterrente per altri automobilisti “distrattiâ€? o consapevolmente colpevoli? Sono convinto di sĂŹ e proponiamo agli organismi competenti l’approfondimento di quest’argomento, le reputiamo battaglie di



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Domenica - 27 novembre 2011

civiltĂ , piccoli esempi di buona amministrazione contro le tante vessazioni ai danni dei cittadini. VenerdĂŹ 18, sabato 19, domenica 20, in differenti orari, mi sono recato alla manifestazione “La CittĂ  di Casoria in Vetrina - VII Edizione - Ascom Confcommercio Casoria â€?. I miei complimenti all’amico Michele D’Anna, per l’organizzazione e la varietĂ  di Stand proposti, e gli spettacoli offerti. Unica nota stonata il freddo, forse settembre o ottobre i mesi piĂš indicati. Addirittura lancio una proposta all’amico Michele D’Anna, freddo per freddo, per l’edizione del 2012, perchĂŠ non organizzarla nel periodo Natalizio, riservando ai pedoni Via Pio XII e illuminando delle luci e del calore natalizio la Villa Comunale e perchĂŠ no, coinvolgendo tutto il mondo delle associazioni locali? Viviamo un’epoca di grandi trasformazioni, chi non lo pensa e guardando al passato propone vecchie logiche di mediazione politica è destinato a fallire, clamorosamente. La lezione romana, con la nascita del primo Governo Tecnocratico, dovrebbe servire da lezione, lo dimostra il 40% degli italiani che non crede piĂš nella politica. Casoria ha giĂ  dimostrato con i fatti questa percentuale alle passate elezioni comunali, non parliamo del ballottaggio, i numeri sono stati al di sotto della soglia di guardia. Recuperare la fiducia dei cittadini rappresenta un dovere per la politica, raccontare le veritĂ  di ciò che accade, è il dovere di chi scrive, veritĂ  scomode, veritĂ  nascoste.



       

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VIS INTER

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Vincenzo Russo

vincenzo.ru@libero.it

Intervista a Pasquale Pugliese Riprendiamo anche questa settimana la nostra inchiesta per chiarire se la realizzazione di Cave sul territorio cittadino sia una reale possibilità. Nello scorso numero dopo aver chiarito la situazione rifiuti nella provincia di Napoli, e aver dato la parola all’assessore all’ambiente Pasquale Tignola e al Presidente del Comitato NoDiscariche a Nord di Napoli Lucio Iavarone, ci siamo trovati a dover affrontare le richieste di numerosi politici e cittadini che in vario modo intendevano riferirci le loro opinioni. Oggi abbiamo rivolto alcune domande al consigliere Pasquale Pugliese. Nei giorni scorsi lei ha proposto insieme ad altri consiglieri di minoranza, la convocazione di una seduta consiliare ad hoc per difendere gli interessi della città contro tutti coloro che vorranno deturparne il territorio con lo sversamento dei rifiuti. L’amministrazione comunale guidata dal Sindaco Carfora, ha firmato un accordo di programma che prevede la probabile realizzazione di due cave sul territorio. Lei cosa ne pensa? Prima di sottoscrivere un atto peraltro privo di data, il Sindaco avrebbe dovuto consultare non solo i propri compagni di maggioranza ma tutte le parti politiche, le categorie sociali, i sindacati e le associazioni presenti sul territorio. Decisioni come quelle contenute

nell’accordo di programma non possono essere prese in solitudine, ma necessitano del più ampio consenso e coinvolgimento della platea interessata perché esse interessano tutta la popolazione con effetto anche sulle generazioni future. La maggioranza sostiene che l’accordo non determinerà alcun rischio per i cittadini di Casoria in quanto non ci sono cave sul territorio cittadino, allora la Provincia di Napoli cosa potrebbe chiedere all’amministrazione? L’ obiettivo primario che l’accordo intende raggiungere è quello di facilitare il ciclo integrato dei rifiuti solidi e speciali attraverso una progressiva autonomia dell’area (artt. 4 e 5). Per conseguire tale obiettivo i Comuni del comprensorio acerrano s’impegnano a individuare sul proprio territorio discariche chiuse o esaurite nonché cave abbandonate o dimesse per collocarvi rifiuti indifferenziati trattati dagli impianti STIR, provenienti dai comuni del comprensorio o dai comuni delle altre aree (art. 5 punto 10). In mancanza di discariche chiuse o di cave dismesse i comuni si impegnano ad individuare aree del territorio per impianto di trattamento e trasferenza. Crede che l’accordo firmato dal Sindaco Carfora sia da addebitare alla sua sola responsabilità?

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Il nostro caro dott. Carfora era ancora nel suo studio medico con i suoi 1.500 assistiti quando alla fine del secolo scorso (1998) i socialisti di Casoria lanciarono un grido di allarme contro la devastazione del nostro territorio che risultava edificato per 11 Kmq su 12 della superficie totale. Attualmente con il PUC, dimenticato in qualche cassetto polveroso, con un controllo del tutto carente, vi è la certezza che attualmente il nostro territorio è edificato per 11,5 Kmq su 12. Ci si chiede quindi com’è possibile soltanto pensare di installare su un territorio già così compromesso privo d’infrastrutture, siti di accoglienza e trasferenza dei rifiuti solidi. In conclusione se le condizioni sono quelle appena indicate, si propone innanzi tutto di azzerare e fermare, per quanto di ragione, l’iter procedurale azionato con l’accordo di programma per iniziare un’ampia e articolata discussione con il coinvolgimento di tutte le forze politiche, sociali ed economiche della città. Preliminarmente occorre capire se la nostra comunità è disposta ad ospitare una fase del ciclo integrato dei rifiuti. Se ciò non fosse possibile, come, in effetti, non è possibile, allora sarà necessario disdire l’accordo di programma per avviarsi ad altri tipi di soluzioni.

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AL ATT U

I TA’

Sonia Tabacco s.tabacco@ildomenicaledicasoria.it

L’ASSOCIAZIONE CULTURALE KASAURI E LA PRO LOCO PRESENTANO:

"OJ VITA MIA" di Mimmo Carratelli e Ilaria Puglia

Venerdì 2 dicembre ore 17,00 Sala Convegni 29' Distretto scolastico Via Torrente - Casoria L’Associazione culturale “ Kasauri” prende il nome dalla vecchia denominazione della città di Casoria, Casaurea (Casa d’oro) e sviluppa questo antico significato in un’accezione più ampia e valorizzante per la nostra città, Kasauri , infatti, è letteralmente tradotto Casa dell’oro. L’oro menzionato è il patrimonio culturale, storico, artistico e sociale di Casoria, che l’Associazione, con il suo operato, si propone di valorizzare, interpretando la realtà contemporanea, partendo dall’attenzione ad un nuovo modello di sviluppo e cura del patrimonio intellettuale, promuovendo la crescita della comunità locale attraverso la rivalutazione condivisa e partecipata dell’identità culturale, vissuta come elemento fondante di ogni attività formativa. Obiettivo principale dell’Associazione “Kasauri”, che si spera catalizzerà tanti proseliti, è di far uscire la cultura dai suoi templi, dai suoi riti esclusivi e portarla a confrontarsi con la gente comune, cercando di coniugare accessibilità e qualità, dimensione locale e universale, passato e presente. Tratto distintivo dell’Associazione è la concezione delle attività culturali come fattore di sviluppo economico e sociale

per il territorio, facendo sempre attenzione, dalla fase di progettazione a quella di attivazione, anche alle ricadute sociali ed economiche sul territorio delle sue iniziative. Coerente con la propria convinzione che la cultura sia risorsa importante per lo sviluppo l o c a l e , l’Associazione ha adottato anche altre strategie per coinvolgere il territorio e per stimolarne l’attiva partecipazione. In quest’ottica il 2 dicembre l’Associazione Kasauri, con la Pro Loco presenterà il libro "OJ VITA MIA" di Mimmo Carratelli e Ilaria Puglia. Le grandi imprese in Champions League della squadra partenopea vengono raccontate con passione ed orgoglio da Mimmo Carratelli, penna storica del giornalismo sportivo napoletano del quale ha narrato gioie e dolori sulle pagine della Gazzetta dello sport, il Corriere dello sport e Il Mattino e dalla scrittrice Ilaria Puglia, per onorare gli uomini artefici della straordinaria

annata napoletana e le emozioni dei tifosi che, oltre ha sognare la vittoria della competizione europea più importante,

accarezzano il sogno dello scudetto. La prima presentazione tenutasi Martedì 8 novembre nella Sala della Loggia del Maschio Angioino, ha visto la partecipazione del noto scrittore Maurizio de Giovanni e del giornalista Rai, Fabrizio Cappella. A fare gli onori di casa, per questa seconda tappa di presentazione di Oj vita, l'Europa e la magica stagione azzurra, sarà il direttore del Domenicale di Casoria Pasquale D’Anna, acceso tifoso del Napoli e conduttore del format “Champions Dream” trasmesso in streaming sulla tv digitale Unicachannel.

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Domenica - 27 novembre 2011

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9 Al sig. Sindaco Al presidente del Consiglio Comunale All'Assessore alla Mobilità Oggetto : interrogazione a risposta scritta ai sensi dell'art. 31 dello Statuto e dell'art . 57 del Regolamento del Consiglio Comunale I sottoscritti Consiglieri Comunali nella loro qualità:  premesso che si apprezza la messa in funzione del semaforo sulla S.S. Sannitica incrocio via P. Nenni .,  rilevato che occorre regolamentare anche i restanti incroci delle strade cittadine onde evitare traffico e dispendio di Agenti di Polizia Locale che potrebbero essere impegnati in altri servizi.,  considerato che il semaforo della S.S. Sannitica – incrocio via P. Nenni è un posto in una zona a scorrimento veloce dove il picco maggiore di traffico è nelle ore di punta 08,0013,00 e 17,00-20,00 ,  considerato , inoltre , che proprio in quell'incrocio si sono verificati numerosi atti delittuosi , furti e rapine , ai danni degli automobilisti fermi al semaforo soprattutto nelle prime ore del mattino e nelle ore serali della giornata,

Interrogano

le S.S.V.V. Affinchè venga delimitato l'uso in funzione del semaforo dalle ore 08,00 alle ore 20,00 , onde evitare il verificarsi di atti delittuosi agli automobilisti fermi al medesimo. Casoria 17.11..2011 I Consiglieri Comunali Nando Mosca - Giovanni Del Prete - Orlando Esposito Nello Cerbone - Massimo Iodice

FEDERAZIONE NAZIONALE CONSUMATORI E UTENTI – SEDE DI CASORIA

Al dott. Vincenzo Carfora Sindaco di Casoria

Casoria 16.11.2011

Eg. Sindaco. I temi legati all’ambiente e alla gestione delle risorse, rappresentano oggi la più grande sfida sui nostri territori per migliorare le condizioni di vita, minacciate da continue emergenze causate da scelte approssimative e mai a tutela dei cittadini. Essendo la Federconsumatori, un’associazione a difesa dei diritti al consumo e al risparmio dei cittadini, spesso legata al difficile rapporto con le amministrazioni locali, ritengo, nella qualità di responsabile territoriale doverLe comunicare la mia sorpresa per la scelta di firmare, da Sindaco della nostra città, un accordo di programma con l’Amministrazione provinciale di Napoli per l’individuazione sul territorio di Casoria di due aree da destinare al recupero e al trattamento dei rifiuti. Reputo questa scelta in contrasto con la vocazione industriale delle aree individuate; le stesse, non presentano quelle condizioni d’impermeabilità tali da garantire il contenimento di eventuali fuoriuscite di materiale liquido altamente tossico, temo, come avvenuto in altre realtà limitrofe, che i siti destinati in un primo momento al recupero si trasformino, causa futuri problemi, in un secondo momento in discariche alla prima emergenza. La complessità delle norme vigenti in materia ambientale e i rischi legati all’intervento di organismi superiori quali Prefettura o Commissari straordinari, non garantiscono “l’incolumità” delle aree destinate a vario titolo al recupero e proprio in virtù di queste considerazioni, Le chiedo, un incontro per discutere del problema in oggetto, ma anche una serie di proposte. Distinti saluti. Il responsabile territoriale Gianni Bianco Federconsumatori Casoria - c/o C.I.G.L. Casoria Via Cavour, 9 Casoria (NA) Tel. 081/0140610 Fax 081/7580507 - cell. 3922281805 - e.mail: federconsumatori2010@libero.it

COMUNICATO STAMPA Domenica 27 novembre a partire dalle ore 10.30, l'associazione “Alleanza per Casoria” organizzerà in Via Marconi, di fronte alla omonima galleria un “punto-informazioni”, nell'ambito del progetto patrocinato dalla Regione Campania, in collaborazione con i tre comuni del Distretto scolastico n.29, Casoria, Casavatore, Arzano, denominato “Divertimento sano”. Il progetto mira alla diffusione presso i giovani dei Comuni di Casoria, Casavatore e Arzano, compresi nella fascia d’età 15-30 anni, una cultura del “divertimento sano”, sensibilizzando all’utilizzo responsabile delle sostanze alcoliche e al rifiuto delle sostanze stupefacenti.

Domenica 19 novembre il gruppo Informale “Assalto al Futuro” ha organizzato un “info-point” presso la Galleria Marconi, nell’ambito di un progetto, rientrante nel Piano Territoriale Giovanile (P.T.G.) della Regione Campania, in collaborazione con i comuni di Casoria, Casavatore ed Arzano, denominato “Io Partecipo e tu?”. L’incontro è stata l’occasione per diffondere, presso le giovani generazioni, una visione nuova delle politiche giovanili come azioni destinate ai giovani, e da essi partecipate, attraverso la distribuzione di brochure e materiale informativo, nonché di simpatici gadget.

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11 Manca la televisione per vedere caciare e telerisse…

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n questo periodo abbiamo assistito ad un horror show condito da esasperato esibizionismo e forse un pizzico ( ma pure due) di delirio di onnipotenza. E’ per questo che leggerete in questo trafiletto, che non ha la presunzione di essere un articolo, ma uno sfogo dettato da un profondo NON SE NE PUO’ PIU’, una serie di “Non si è mai visto”. Oggetto, anche se la sua esuberanza la vorrebbe sempre “soggetto”, la nostra “Assessora” alla cultura…. Sia ben chiaro, non si tratta un attacco alla persona, che è degna di stima, ma ad un modo di esercitare la politica ed il potere che, ahinoi, viene da essa, che può creare qualche perplessità, a volte fa aggrottare la fronte per la sgradevolezza, ma risulta anche molto esilarante. La nostra Assessora si muove, dice, contraddice, si contraddice, si agita (e agita gli altri,)a volte è fuori tempo ed anche fuori luogo, ma con forza d’animo e di gomiti, tra malignità e ruffianerie, ha saputo ritagliarsi un ruolo del tutto peculiare nel complicato mondo della politica femminile casoriana. Proprio in quel mondo maschista ha saputo conquistare un palcoscenico per consolidare il proprio personaggio. In pochi anni è riuscita a far carriera politica, inerpicandosi con fatica, in ruoli diversi e differenti responsabilità. Ha sgambettato su tacchi altissimi calpestando i palcoscenici nelle presentazioni di eventi, spettacoli, in performance recitative. Ultimamente però, il caro Assessore sta esagerando. Quindi gridiamo i nostri “ non si è mai visto” affinchè servino a far riflettere tutti. Non si è mai visto che un assessore faccia l’editorialista (ovviamente osannando le imprese del sindaco in carica e la sua amministrazione) su un giornale che si sa avere tra gli editori un altro famoso assessore e che risulta essere l’organo stampa ufficiale del comune di Casoria. Sul numero uno del giornale in questione, nientepopòdimeno che la nostra Assessora si è gestita lo spazio dell’editoriale, che notoriamente è conferito al Direttore responsabile, ed ha relegato il suddetto in un ret-

tangolino di 12 x 5 striminzito ed ermetico. La valenza del direttore responsabile all’interno del progetto editoriale L’Altrolato a questo punto, consentiteci di dire che è dubbia, se il suddetto tace ed acconsente cedendo il posto ad una signora …non per galanteria di sicuro! La leadership della nostra “Pasionaria” (come qualcuno l’ha, epitetata) consiste, in pratica, nella capacità di coniugare insieme competenze tipicamente maschili, con altre più dolci, femminili in

senso ampio, nell’esprimersi in reazioni d’ira, di collera pubblicamente, senza reprimersi perchè in un’unica persona l’Assessora può essere un uomo, come una donna. Non s’è mai visto che un’Assessora inneschi una querelle su fb per l’organizzazione di un evento contro la violenza sulle donne, e con una “violenta” incursione in bacheca tenti di bacchettare l’organizzatrice, adducendo a motivo il fatto di non essere stata interpellata per fissare il giorno, di non aver saputo della richiesta, che doveva passare prima per il suo tavolo e la sua accettazione. In un momento di delirio di omnipotentiae, la nostra Assessora è esplosa in una scellerata caduta di stile, solo perché si è seguito un iter assolutamente legittimo senza incensarla con riverenze e inchini, permessi e concessioni, ma ci si è rivolti al direttore

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“di Carla Badingo”

della biblioteca come la legge prevede. In quell’occasione, la nostra “Pasionaria” ha dimostrato non solo di non conoscere la legge, ma di tener così tanto ai suoi dirigenti ed impiegati da volersi sostituire a loro a tutti i costi. Che caduta di stile! da fb la “strombazzata” è riverberata a tutto l’ambiente cultural - chic della politica casoriana e per tutta la città. Alle sue impennate d'ego e ai suoi slanci hormonal – kitsch, hanno fatto seguito menzogne e falsità, sempre promulgate dai suoi editoriali, che glorificavano una pace all’interno del PD (un partito che a Casoria è endemicamente spaccato e che sta vivendo una profonda crisi interna) e la solidità dell’amministrazione. Vabbè Assessora, può dire ciò che vuole a questo punto, tanto il Domenicale la smentisce, con la sua attenta cronaca di fatti e misfatti. Passiamo alla scuola, al caso San Mauro, a come si è battuta in consiglio, quando albergava tra i banchi dell’opposizione, sulla questione scuole. Quante interviste, quante volte ha parlato accoratamente dei bambini, degli studenti, come sapientemente ha indicato la strada alle contestazioni durante gli scioperi contro l’amministrazione. Dove sono adesso tutte le belle cose di cui parlava prima, Assessora? Perché non parla più dei bimbi degli studenti? Quello che è accaduto sulla vicenda S. Mauro rientrava nel progetto politico di destituire un’amministrazione locale utilizzando tutti gli strumenti disponibili, anche occasionali come il tema del dimensionamento scolastico, voluto dalla legge, che ha alimentato la contestazione e ingenerato timori. Ora i piani e i progetti dove sono??. Sicuramente la protesta ha ottenuto i suoi buoni risultati elettorali. Poco conta, ciò che è stato promesso, quello è un aspetto del tutto marginale per quest’amministrazione. Adesso, però, deve terminare il tempo delle passerelle. Chiediamo, quindi, all’Assessora “di fuoco” di individuare un percorso per garantire alla città nuovi edifici scolastici, o quanto meno adeguati alle norme vigenti, sicuri, funzionali, nuove opportunità ai nostri giovani studenti, senza distinzioni, consapevoli che a fare la differenza saranno sempre le persone.

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F O R T U N AT O C E L E N T I N O I N M E X I C O

l percorso artistico fotografico di Fortunato Celentino inizia a Casoria, ma la sua arte in immagini pixel è ormai conosciuta in tutto il mondo. La partecipazione alla mostra fotografica Décima Semana Italo-Mexicana del 21/11 a 25/11 2011 organizzata da Casa Italia AC Centro Giuseppe Verdi, sancisce la sua professionalità ed il suo impegno nel far conoscere la sua terra. Diventato punto di riferimento di tutta l’attività culturale della Campania, Celentino approda anche in Mexico, porta la sua arte ed il nome della città di Casoria oltre i confini della nostra penisola, per incantare e liberare il suo pensiero nella mostra fotografica intitolata: Napoli…vita, morte e miracoli. Siamo di fronte ad un vero artista dell’immagine, il cui progetto di collaborazione con il Mexico è frutto di un vero e proprio viaggio nella memoria, nelle tradizioni, un viaggio ricco di emozioni che vuole avere sia un carattere conservativo che dialogico nella storia dei nostri valori. (La Redazione)

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Pasquale Lucchese napoledano@libero.it

PICCOLI CITTADINI CRESCONO... “ALLEANZA PER CASORIA” E L’IMPEGNO

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i chiude con un bilancio senz’altro positivo “Operazione Piccolo Cittadino”, iniziativa varata dall’associazione di promozione sociale “Alleanza per Casoria”, in collaborazione con i militanti della Giovane Italia “Meloni”, allo scopo di favorire lo sviluppo della coscienza civile presso i giovanissimi amici, cui gli organizzatori hanno voluto indirizzare il loro impegno. Attraverso una serie d’incontri, a cavallo tra ottobre e novembre, caratterizzati da momenti ludici oltre che didattici, i promotori dell’iniziativa hanno voluto stimolare i piccoli casoriani, provenienti dalle realtà meno fortunate del territorio, intorno a tematiche quali l’educazione stradale, il rispetto dell’ambiente, la partecipazione democratica e l’educazione alimentare. “Siamo convinti – dichiara il presidente dell’associazione, Daniele Mancinelli – che la formazione di cittadini consapevoli, non solo dei propri diritti, ma anche e soprattutto dei propri doveri versi gli altri e verso se stessi, debba cominciare in tenera età. Nella dimensione del gioco, i concetti e i valori, che abbiamo inteso diffondere presso i bimbi, attecchiscono con maggiore forza e durevolezza”. Gran-

de soddisfazione esprime anche Giuseppe Notaro, responsabile del circolo territoriale di Casoria della Giovane Italia. “Sostenendo l’iniziativa, siamo certi di aver dato l’ennesimo contributo alla costruzione di un senso di appartenenza alla comunità, che sia percepito con sempre maggiore trasporto, da ampi strati della società casoriana. Le nostre iniziative puntano a tenere viva la capacità di sognare, la quale, come sostiene la nostra amica e riferimento politico, Giorgia Meloni, si concretizza nel saper gettare il cuore oltre l’ostacolo, soprattutto in un momento in cui serve la massima determinazione di tutti”. Ad ispirare i giovani militanti, e ad incoraggiarli nell’organizzazione di un’iniziativa non poco impegnativa, sono stati in realtà Gianni e Cosimo, titolari della “Pizzeria Carducci”, che esercitano la loro attività nei pressi della sede dell’associazione, al civico 19 di via Carducci. “Sappiamo bene che l’universo non si ferma sull’uscio del nostro locale – dichiarano i due imprenditori – e siamo consapevoli della responsabilità sociale, che grava anche sul mondo del commercio e dell’artigianato, mai come in un momento di grave crisi,

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quale quello che stiam o attraversando. Abbiamo pensato, quindi, di mettere il nostro lavoro al servizio di questa iniziativa, che abbiamo accolto subito con entusiasmo, offrendo ai piccoli partecipanti una buona pizza, a premiarne l’impegno e l’attenzione, verso le tematiche affrontate dagli organizzatori. Speriamo così di aver contribuito, in piccola parte, alla crescita della comunità territoriale nella quale operiamo”. La partecipazione di Gianni e Cosimo ha rappresentato, per i promotori, un momento fondamentale, per la riuscita dell’iniziativa. Mettendo a disposizione la loro arte, infatti, hanno garantito un importante momento di convivialità ai piccoli, altra dimensione umana nella quale sperimentare il proprio senso del rispetto di se stessi e degli altri. “A Cosimo e Gianni – ribadisce Mancinelli – vanno i più sentiti ringraziamenti, per quanto hanno fatto, in questa e d in altre occasioni, a sostegno della nostra Comunità militante”.

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T SPOR

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Valerio Cresci

vcresci@gmail.com

A spasso nel calcio

Ci avete rotto il … sistema

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ari lettori oggi non faremo nessun viaggio e non parleremo di nessun campionato di calcio, questo sport che tutti tanto amiamo. Oggi voglio parlarvi della vendita dei biglietti della SSC Calcio Napoli, divenuta in pochi anni una grandissima società grazie agli investimenti ed alla lungimiranza di vari operatori di calcio e al presidente De Laurentiis. Siamo ancora distanti anni luce però, rispetto ai top club europei, non dal punto di vista tecnico ove il Napoli in Champions League ha ben figurato contro organici molto più forti. Il vero problema che affligge il Calcio Napoli è la vendita e distribuzione dei biglietti per assistere alle partite, ultimo dei pensieri per tutte le società d’Italia e d’Europa soprattutto, ove è possibile scegliere il posto da internet ed avere una visuale virtuale dal proprio sediolino. Il problema è tutto napoletano e forse è proprio dell’essere napoletani. La nostra è una città bellissima, unica in Europa e forse nel Mondo ma a renderla invivibile è una parte dei suoi cittadini. A Napoli l’arte di “arrangiarsi” è storica ed unica, ma essa a volte crea dei business oscuri non leciti, come la vendita dei biglietti del Calcio Napoli. In pra-

tica per Napoli e provincia è facile trovare bar, edicole, agenzie di viaggio che, d’accordo con alcune ricevitorie abilitate da Lottomatica a stampare i ticket del Calcio Napoli, prendono prenotazioni per i biglietti, facendo pagare il titolo d’ingresso circa 5 euro o più, oltre al prezzo stabilito dalla società. Ma anche in tempo di crisi, il tifoso napoletano (soprattutto quello occasionale, che va allo stadio solo per vedere l’Inter, il Milan ecc.), pur di avere la sicurezza del biglietto e di non fare file interminabili è felice di pagare il sovraprezzo, non curante del problema che arreca a tutti gli altri tifosi del Napoli e ai titolari, non truffaldini, delle altre ricevitorie autorizzate. Ed è grazie a questi furbi signori che la maggior parte dei tifosi quando si reca nelle ricevitorie, anche se al primo minuto di vendite, non riesce a trovare il biglietto o trova le linee bloccate. . A tutte queste personcine vorrei dire: CI AVETE ROTTO….il SISTEMA !!!! Il colmo è stato raggiunto nella vendita dei biglietti della Champions League dove i terminali funzionavano a singhiozzo ma non appena i ticket più richiesti ( le curve superiori e le due tribune Nisida e Posillipo) sono stati esauriti ,

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il famigerato “sistema” ha cominciato a sbloccarsi e addirittura era più veloce del normale. Perfino gli abbonati che avevano il diritto di prelazione, hanno riscontrato grandi difficoltà nel fare il biglietto. Per tutto ciò non ha grandi colpe la società Calcio Napoli, che da poco (era ora!!) ha cominciato anche a vendere i biglietti on line, seppur con qualche difficoltà. Infatti, il sito Listicket nelle prime ore di vendita, ormai come da consuetudine, si blocca e fare il biglietto diventa una lotteria: se hai “culo” riesci ad inserire i dati e ad ultimare l’acquisto. Questo è il futuro della vendita dei biglietti, ma andrebbe migliorato il sito Listicket (come fa ebay a non bloccarsi???eppure acquistano sul sito milioni di persone ogni giorno!!) o magari andrebbe affidata la vendita a due operatori differenti contestualmente. Allo stesso tempo i controlli nelle ricevitorie dovrebbero essere più frequenti ed efficaci. Per il futuro siamo fiduciosi: la vendita dei biglietti è un punto chiave per stabilire una definitiva crescita che dev’essere non solo della società Calcio Napoli, ma di tutta Napoli. Ai posteri l’ardua sentenza…

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16 È la notte dei desideri È una notte come tutte le altre notti È una notte con qualcosa di speciale Una musica mi chiama verso sé Vedo stelle che cadono nella notte dei desideri Vedo stelle che cadono nella notte dei desideri È la notte dei desideri.

Valerio Cresci

vcresci@gmail.com

E’ la notte dei desideri

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ono queste le note che mi accompagnavano allo stadio: famose frasi di una canzone di Jovanotti. Parole profetiche. Le stelle sono quelle di una competizione, la fantastica Champions League, fatta da protagonisti. I desideri invece: continuare a vedere le Stelle!! Immaginavo la partita cercavo di fare un pronostico, ma il risultato per un cronico tifoso azzurro non poteva che essere un 1 fisso. Arrivo allo Stadio ed è vuoto. Mi piace quand’è così perché vedo pian piano la gente arrivare e comporre un puzzle di 70.000 pezzi chiamato San Paolo. Ma questo puzzle è unico e si anima come non mai all’inno della Champions, che solo a Napoli viene cantata quasi fosse una canzone popolare, di grande importanza per tutti noi. Le curve come sempre sono il cuore pulsante del San Paolo, che per l’occasione si vestono con due coreografie fantastiche e con un imperativo per la squadra: GONFIA LA RETE. Inizia la partita e con essa il bello del calcio: la squadra del City è eccezionale, forse la più forte in

Europa, ma in campo gli uomini sono 11 contro 11, anzi in campo ci sono 11 uomini contro 11 leoni, incitati come matti a sbranare l’avversario. Il Napoli inizia la partita subito in modo intraprendente, per la prima volta non è intimorito dal blasonato rivale, anzi. Ed è proprio con quest’atteggiamento che si propone in avanti trovando il calcio d’angolo grazie al quale Cavani fa esplodere il San Paolo. Ma la partita è ancora lunga e dopo poco, a causa di una leggerezza di Aronica, Balotelli con facilità sigla il gol del momentaneo pareggio. Verso la fine del primo tempo il Napoli arretra un po’ troppo per la prima volta nella partita, ma per fortuna dopo poco l’arbitro fischia e i giocatori tornano negli spogliatoi. Ci sarà il domatore Mazzarri ad esaltarli, infatti gli azzurri rientrano in campo più carichi di prima e dopo 3 minuti Cavani raddoppia con un gol, frutto di un’azione corale portata a termine da un vero e proprio cecchino infallibile, che preme sul detonatore facendo saltare in aria di gioia tutti i 70.000 presenti. Diversamente dal primo tempo il Napoli non arretra anzi continua ad offendere ed entrare nella difesa del City ma non conclude e ci fa soffrire come matti. Negli ultimi minuti entra anche Aguero e tutti tifosi vivono un cocktail di emozioni: gioia, dolore, paura, lo stomaco si contorce, la tachicardia ti fa salire il cuore in gola fino a farlo esplodere al triplice fischio. Sensazioni ed emozioni uniche che da tempo non si provavano. È una notte con qualcosa di speciale: è “La Notte dei desideri” di 70.000 persone che nessuno poteva rovinare. GRAZIE NAPOLI!!!

Luca Tramici

l.tramici@gmail.com

Casoria di notte: la terra di nessuno

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asoria di notte: la terra di nessuno Vista di giorno, Casoria, è una città come altre: caotica, vivace, con le sue migliaia di abitanti che affollano le strade, il traffico che incombe già dal primo mattino per poi protrarsi all’ora dei rientri lavorativi, specie sull’ex statale Sannitica-Principe di Piemonte, raccordo principale tra Caserta e Napoli. Al calar delle tenebre, la nostra cittadina sembra trasformarsi, diviene un posto deserto e soprattutto poco sicuro: una terra di nessuno, facile preda per chi è pronto a racimolare qualcosa da essa. Da un paio di settimane ci arrivano testimonianze di tanti cittadini, stufi di dover rifugiarsi di sera nelle proprie case, quasi come se vigesse una sorta di coprifuoco, le persone rinunciano a scendere con

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le auto pur di salvaguardare la propria incolumità; nemmeno i santi e le figure religiose vengono lasciate tranquille, in pace. Il cuore di Gesù scomparso mesi fa, nell’istituto del Sacro Cuore, ne è la prova, oppure il sacrilego furto di oggetti sacri e votivi nella chiesa del beato Padre Ludovico. Recentemente anche i negozianti non si sono dati pace quando al mattino hanno trovato serrande scoperchiate, registratori di cassa vuoti, bevande e generi alimentari spariti, ladri che in una sola notte, hanno messo a segno più di un colpo nell’indifferenza totale di tante persone omertose, che preferiscono farsi i fatti loro. Purtroppo le forze dell’ordine, non sembrano avere mezzi adeguati per contrastare questo fenomeno che ormai dilaga a macchia d’olio. La gente non ne

più di leggere di proclami ormai vetusti e fuori dal tempo. Parole come “tavolo unico”, “sinergie con l’Amministrazione e le forze dell’ordine” suonano vuote e prive di significato. La sera ci si chiude in casa e la gente non ne più. La popolazione è stanca di subire, stanca di aver paura di uscire, stanca di persone incapaci, stanca di non essere tutelata da un’amministrazione interessata soltanto ad iniziative e manifestazioni che avranno anche ( questo è sempre da vedere) delle buone intenzioni, ma nei fatti non producono un bel niente. Auspichiamo con vigore iniziative concrete e non sterili “parate”, che possano ridare speranza ai cittadini vessati da quest’ ondata di criminalità che attanaglia come una piovra gli innocenti casoriani.

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IC RUBR

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Pina Savorra

pinacaribe@hotmail.it

Storie di violenza psicologica

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ottomissione e condizionamento: lentamente la donna smarrisce la sua capacità di vedere distintamente quello che sta accadendo. Non si accorge affatto di subire una violenza fino a quando questa non diventa anche violenza fisica. Si sente costretta ad entrare in un circolo vizioso dal quale è difficile svincolarsi. Alcune delle vittime che hanno la forza di andarsene e di denunciare il proprio compagno, si ritrovano a tornare indietro sui propri passi, subendo una sorta di plagio, di forte suggestione (proprio come accade nelle sette). L'uomo violento punta alla fragilità emotiva della donna, alle sue emozioni, alla sua vulnerabilità. Proprio come la protagoni-

sta del film, le donne vittime di violenza psicologica, si sentono quasi in dovere di dare una possibilità in più, di tentare una strada nuova, diversa, che possa fare in modo di trasformare l’amato e di riportare quasi in maniera magica la pace in famiglia. La difficoltà per molte donne è legata al dover fare ammettere a se stesse di amare o aver amato qualcuno da cui, invece, ci si deve difendere; al dover abbandonare “l'ideale di amore romantico” per cui il fidanzato o il marito che offende o denigra, “con il nostro amore, di sicuro col tempo cambierà”. Occorre rinunciare all'ideale di tolleranza femminile e spesso, molto spesso, è difficile arrivare

da sole e senza aiuto a riconoscere di essere state sottoposte ad aggressioni psicologiche e di essere vittime di violenza. Fine Quinta Parte

“di Avv. R. Bosco” P O L I T I C A E M A G I S T R AT U R A - D A N N I C O L L AT E R A L I

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l problema risiede nel mezzo scelto per attuare tale difesa consistente nell’adottare provvedimenti legislativi finalizzati a mettere nel nulla gli abusi del potere giudiziario. L’uso di varare nuove leggi per arginare l’invadenza dell’unico organo dello stato dotato di piena indipendenza, cioè la magistratura, per quanto comprensibile certamente non è privo di pericoli. Quando si utilizza una normativa generale per regolare casi particolari, sebbene questi effettivamente necessitino di un correttivo, si rischia di fare leggi che consentono scappatoie in altre fattispecie magari non meritevoli della medesima

P

ercosse, maltrattamenti psicologici, violenze e abusi sessuali.Sono solo alcune delle numerose violenze che milioni di donne in tutto il mondo subiscono nel corso della loro vita, spesso vivendo ogni sopruso in silenzio per la mancanza di strumenti o perché isolate in una solitudine senza fine. La violenza contro le donne rappresenta un'emergenza sociale che si riflette negativamente non solo sulla condizione psicologica e fisica delle vittime, ma anche sulle persone che vivono a contatto con loro e sulla società nel suo complesso. Ci complimentiamo per la lodevole iniziativa

tutela. La cosa migliore e più normale sarebbe stata quella di perseguire sul nascere i responsabili delle gravi violazioni delle regole che con le loro invasioni di campo hanno integrato, in sostanza, un vero e proprio attacco alla sovranità popolare rappresentata da parlamento e governo. Purtroppo nel nostro paese tutto è soft inclusa la vigilanza sull’applicazione di regole fondamentali per l’esistenza stessa della società democratica in cui viviamo e vorremmo continuare a vivere. Tutto è opinabile, anche i valori fondati che dovrebbero assicurare le libertà dei cittadini tutti e garantire la continuazione dello

stato democratico. Onde evitare malintesi non si vuole concedere nessuna assoluzione alla politica in cui dilaga la corruzione ed i cui componenti sono perennemente occupati a giocare a scacchi con incarichi e poltrone al punto da dedicare all’amministrazione della cosa pubblica solo qualche sbiadito ritaglio di tempo. Questi però sono fatti purtroppo scontati e chi scrive ama andare contro corrente e mettere sotto osservazione quei totem intoccabili al punto da divenire, troppo spesso, autoreferenti. Fine Terza parte

organizzata dall’Associazione”Ali d’Angelo contro la violenza”e ci auguriamo una sempre maggiore sensibilità da parte delle istituzioni, soprattutto quelle che hanno partecipato alla serata. Al Sindaco Carfora ed al Consigliere Regionale Nocera sono state strappate promesse ed impegni in aiuto delle donne e dei minori in difficoltà, che auspichiamo siano mantenuti. La Redazione

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CONAD


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E ART

Emiliana Cresci

emiliana.cresci@yahoo.it

L e t r a c c e d a s e g u i r e : N e g r a m a r o t r a Te a t r o Va l l e e C a r m e l o B e n e

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pesso ci capita di ascoltare canzoni che l’inconscio registra e dopo rimanda di continuo, facendole riecheggiare nella nostra testa all’infinito. Canzoni che canticchiamo così senza saperne il senso, e che poi per curiosità andiamo ad approfondire. Ebbene, questa la dinamica che mi ha portato alla scoperta di “Io non lascio traccia”, recente brano della band Negramaro, quarto estratto dell’ultimo album “Casa 69”, che ha visto il ritorno (dopo non poche attese e preoccupazioni da parte dei fan) della band salentina, dopo l’intervento alle corde vocali cui ha dovuto sottoporsi Giuliano Sangiorgi, autore e cantante del gruppo. Questo brano parla di teatro: da un lato il teatro di Carmelo Bene, grande esponente della scena italiana del Novecento, dall’altro il Teatro Valle di Roma. Un teatro storico del Settecento, forse il più antico della capitale, diventato da qualche mese una “fortezza occupata” grazie a centinaia di artisti vari che mandano un segnale forte a chi pensa che “la cultura pubblica e non solo si possa svendere senza colpo ferire”. Carmelo Bene salentino, proprio come i Negramaro, genio folle del teatro contemporaneo, attore, drammaturgo, registra e scrittore, invitava a liberarsi dei filtri che rendono l’uomo schiavo di convenzioni e luoghi comuni, incapace di comprendere a fondo l’essenza delle cose. Ascoltando la canzone, sentiamo le parole "si scioglie la mia faccia, e nel fango dei ricordi, quando vivo mi confondi, con quello che già c'è, sono invisibi-

le"….. Sì invisibile, come qualcosa che non può esistere da solo ma solo in relazione a qualcun o a qualcos’altro!!! Questo appunto il pensiero di Bene che ha, infatti, esaltato da sempre, nel corso della sua carriera, l’autodistruzione dell’ ”io” e la sopravvivenza della comunità. Un testo di spessore, unito ad una melodia molto particolare, a tratti dolce evocazione, a tratti graf-

fiante voglia di riscatto. Melodie, quasi sempre, dotate di un retrogusto amaro, che fa riflettere; sensazione, questa, che non si avverte subito. Molto particolare il videoclip; si tratta, infatti, di un video realizzato con la tecnica dello “stop motion” da Marco Missano. Un cartone animato ambientato in una riproduzione al computer del Teatro Valle occupato. Qui il riferimento alla battaglia avviata dai Negramaro in sostegno del Teatro Valle. Infatti, non tutti sanno che con la definitiva soppressione dell’ETI (Ente Teatrale Italiano), con il Decreto

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Legge n.78 del 31 maggio 2010, il teatro Valle, che era di proprietà dell’ente, ha concluso temporaneamente l'attività il 19 maggio 2011. Attualmente si attende un responso sul destino dello storico teatro romano. L'idea è di affidarne la gestione attraverso un bando di gara europeo. Dal 14 giugno 2011 il teatro è occupato da lavoratrici e lavoratori dello spettacolo (cinema/teatro/ danza, artisti/tecnici/operatori, stabili, precari, tanti che da tempo portano avanti lotte in modo diretto ed autorganizzato contro i ripetuti attacchi al mondo dell’arte e del sapere, contro i tagli alla cultura e per i loro diritti). Una dura lotta affinché questo teatro venga mantenuto pubblico e gestito con criteri di trasparenza e ampia partecipazione. Una battaglia sostenuta da molti artisti di fama, tra cui appunto Giuliano Sangiorgi e i suoi compagni di band, che hanno mostrato il loro appoggio ai lavoratori dello spettacolo scegliendo proprio il palco del Valle per un'inedita tappa del loro tour. "L'arte sta per essere sconfitta" queste le sue parole nella conferenza stampa. "Siamo qui perché vogliamo unire la nostra voce a quella del Valle che deve continuare a essere un centro di propulsione culturale, anche se qualcuno vuole che il teatro italiano abbia una voce più piccola". E che siano tante, allora, le voci, come tante le tracce da seguire…

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T E AT

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Eduardo Paola edu80@libero.it

Ad un anno dal funerale della cultura

C

irca un anno fa, da piazza del Gesù, cuore del centro storico di Napoli, partiva un corteo formato da attori, sceneggiatori, registi, volti noti e meno noti della tv, lavoratori di musei e di teatri, che si riversarono nelle strade della città fino ad arrivare alla galleria Umberto I per far sentire la propria voce contro i tagli sempre più feroci, che in un momento di crisi come quello che stiamo vivendo oggi, colpiscono sempre di più il settore della cultura. Contro i drastici tagli ai finanziamenti e la chiusura di teatri e di musei, addetti ai lavori e non, con i volti truccati con cerone bianco e vestiti a lutto marciarono silenziosamente al ritmo di colpi di tamburo dietro una bara di legno, colma di maschere, di fiori e di fogli strappati da libri e da copioni, celebrando il “funerale” della cultura. Come sempre più spesso accade, l’idea partì dalla rete, raggiungendo in pochissimo tempo un folto numero di persone. Con questa insolita e dignitosissima manifestazione il mondo della cultura volle far sentire la propria voce e il proprio dissenso contro una politica di oscuramento del libero

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pensiero, dell’arte e della cultura, chiedendo spazi dove recitare e la riapertura di teatri e di musei. Isa Danieli, grande esponente del mondo del Teatro, “minacciò”, nel bel

mezzo della manifestazione, di mettersi a recitare in strada, se le istituzioni avessero continuato a chiudere le strutture. Ma qual è stata la risposta? E cosa è cambiato dalla manifestazione tenutasi nel settembre dello scorso anno? Sostanzialmente nulla! Se i grandi teatri faticano ad avere risicatissimi sovvenzionamenti, le piccole realtà sono completamente abbandonate. Piccoli teatri e laboratori della città di Napoli,

tra l’indifferenza, hanno chiuso i battenti mentre altre realtà faticosamente riescono a sopravvivere autotassandosi. Nel luglio scorso, il Presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, durante il “Giffoni Film Festival”, annunciò il contenimento dei costi nel settore cultura, sottolineando che la necessaria misura non avrebbe inciso sulla qualità della proposta. Purtroppo, invece, sappiamo che i tagli hanno seriamente fatto rischiare la cancellazione del “Napoli Teatro Festival Italia”, che da quattro anni, oltre a dare lavoro a tanti professionisti è il fiore all’occhiello di questa città, che tenta di non soccombere, almeno culturalmente. Grazie all’impegno dei lavoratori del “Napoli Teatro Festival Italia” scesi in piazza con la manifestazione “Iohofattoilfestival”, si è scongiurata la chiusura della rassegna, riuscendo ad ottenere i necessari sovvenzionamenti, sebbene drasticamente ridotti del 50%. Per il futuro, tanti i progetti, le proposte e le promesse fatte. Con la speranza che dopo il funerale non seguirà la tumulazione della Cultura a Napoli.

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T SPOR

Pasquale Lucchese napoledano@libero.it

Napoli europeo....ambizioni e aspettative!!!

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i sprecheranno gli aggettivi e si scoveranno paroloni per Napoli-Manchester City 2-1. Titoloni e prime pagine nazionali ed internazionali dedicate all'impresa del nostro Napoli. Né il più grande linguista, né il più illustre giornalista potranno rendere in prosa, fino in fondo, quella che è stata la serata di ieri. Non per il risultato in sè; non per il fatto di aver battuto la squadra che domina il campionato inglese (anni-luce avanti, rispetto al mediocre campionato nostrano), capace di schiantare lo United di Ferguson per 6-1, nè per la grossa ipoteca messa sul passaggio del turno, ma per un'atmosfera che in tre lustri di Napoli, personalmente, mai avevo avvertito. Lo stesso clima d'attesa, accompagnato da un pienone cui comunque siamo abituati, era carico di sensazioni diverse, mai assaporate prima. Le coreografie, maestose e spettacolari, delle curve lasciavano presagire ed intendere che non sarebbe stata una serata come tante altre, al di là del risultato finale. Vi era qualcosa che serpeggiava, e che nel corso del match veniva fuori, per poi esplodere al triplice fischio: orgoglio, fierezza, consapevolezza. Il Napoli ha dominato in lungo e in largo, dimostrando che contro squadre vere, che giocano a calcio, come i ricchissimi inglesi può competere, quasi, con tutte.

L'anti-calcio verso cui stanno scivolando diverse squadre dello stivale (basti pensare alla Lazio dell'anticipo serale di sabato) è un dato che va sottolineato, e soprattutto condannato. La squadra che attualmente è in vetta al nostro campionato, benché con un paio di assenze importanti, non può in un ipotetico scontro diretto “non giocare”. Da tifoso, so che conta il risultato finale, conta il bel punticino che il buon Reja ha portato in dote a Roma, ma la situazione del nostro calcio è sotto gli occhi di tutti. Va a finire che il visionario folle De Laurentis, che vive il calcio come business e show stile “stelle e strisce”, ha ragione, quando nei suoi monologhi favoleggia di un campionato europeo. Lo scrivo, e mi pugnalo! Sono essenzialmente un tifoso “romantico”: la scelta societaria di “preferire” spudoratamente la Champions' al campionato, non mi è andata giù. Inscrivere per la terza volta il nome della mia Città nell'albo d'oro del campionato italiano non avrebbe prezzo: eppure, la serata con il Manchester non ha eguali, nonostante alla fine nulla di concreto si sia vinto. La gioia di ieri è tutta naturale, spontanea, quasi fanciullesca; non c'è realisticamente parlando una manifestazione da vincere, contrariamente a quanto potrebbe avvenire in campionato. Un fine

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realistico, che comunque di là delle scelte societarie, di là dei diversi “fascini”, di là di troppi punti persi per strada, può e deve essere perseguito. Non fosse che per un motivo semplicissimo: le grandi squadre, e noi da ieri lo siamo ancor un po’ di più, non si pongono limiti, non “scelgono” cosa preferire. Le grandi squadre, e noi da ieri abbiamo fatto un ulteriore step di avvicinamento, scendono in campo per vincere, e vincono anche contro chi “non gioca”. In caso contrario, lo scudetto non lo vincerebbero da sempre le solite grandi squadre del nord! La società deve continuare a perseguire la strada tracciata, ma deve aver il coraggio, la volontà, soprattutto economica, di imporre alla squadra l'”ultimo” salto di qualità, possibile solo attraverso una rosa qualitativamente migliore per ciò che concerne le seconde linee. Una serata magica va in bacheca, neanche il tempo di rifiatare, ed ecco la trasferta di Bergamo, e il recupero con la Juve, una delle capoliste del nostro campionato, nonché seria candidata al titolo finale. Ridare sostanza al campionato non dev'essere una scelta a scapito degli altri impegni, ma la volontà consapevole di chi sa di essere (quasi?!) una grande squadra, come la vittoria con gli inglesi, e ancor più gli 8 punti in 5 partite, in un girone infernale, confermano.

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“Riceviamo e pubblichiamo” CASORIA : la pochezza del camposanto Come ogni anno il primo e due novembre in tanti hanno deciso di andare al cimitero per pregare sulle tombe dei propri cari defunti. Per l’occasione il camposanto di Casoria, come sempre accade in queste giornate ha indossato l’abito buono. Invece ,l’Amministrazione Comunale ha ritenuto di aver predisposto gli spazi pubblici nel miglior modo possibile per rendere agevole l’accesso e ridurre al minimo le difficoltà alla cittadinanza. Purtroppo i disagi per i cittadini si sono ripresentati puntuali come ogni anno a cominciare dalla mancanza assoluta di spazi di sosta per chi con l’auto si è recato al cimitero. In teoria nella “discreta” area antistante il cimitero, potevano accedere solo le auto con disabili a bordo. Non è stato così!!! Ed intanto, gli altri si sono dovuti arrangiare sottostando all’estorsione dei parcheggiatori abusivi, come ogni anno, per l’occasione, lottizzando ogni “buco” intorno al cimitero. Dismesso l’abito buono, il cimitero cittadino è tornato alla sua antica “pochezza”. La sua funzionalità è molto in discussione: E’ un dato di fatto che il cimitero di Casoria presenta problematiche piu’ o meno serie e datate. Problematiche che pur essendo un retaggio delle passate gestioni consortile, di certo attuale, ad oggi, non si è in grado di risolvere una volta e per sempre. Spetterà ai prossimi componenti del Consorzio Cimiteriale che dovrà nominare il Comune di Casoria di cercare di risolvere in parte le annose questioni. A cominciare dalla carenza dei loculi da mettere a disposizione della comunità e la cui penuria pesa gravemente favorendo anche un “commercio” illegale e criminale. Un commercio che, come si suol dire, prende per la gola, e quindi costringe chi ne ha bisogno, a sborsare fior di quattrini e , se necessario anche fare debiti pur di seppellire la persona cara defunta. Quello che risalta subito agli occhi sono poi, i loculi, così come alcune aree di servizio, che attendono da anni di essere sistemati. Ormai chi si reca al Cimitero neanche ci fa piu’ caso ai muri corrosi dal tempo. L’inadeguatezza e la scarsa qualità della sicurezza al cimitero di Casoria si rispecchia poi, appieno nel fatto che di tanto in tanto le tombe vengono “ripulite” Non si tratta di pulizia del tipo “domestiche” ma di pulizie “mariole” . Dei lavori di ampliamento dell’area cimiteriale, e la nuova costruzione di nuovi loculi e la realizzazione di aree di parcheggio se ne è persa ogni memoria. Eppure si tratta di una necessità impellente in quanto i cittadini ne hanno veramente bisogno per i lori defunti. L’ultima volta che il Consorzio Cimiteriale (sempre il duo Comunale Arzano – Casavatore assente attualmente Casoria in quanto il Sindaco non si decide a nominare i componenti che dovrebbero rappresentare il Comune di Casoria e salvaguardare i diritti dei Casoriani; perdendo tempo in beghe politiche) hanno distribuito un bel po’ di loculi risalente a qualche anno fà, permettendo tra l’altro che pochi ne prendessero tanti. Nel senso che, non vi è stata equità nella distribuzione ed ora chi ne ha veramente bisogno non né dispone, mentre, tanti altri hanno lì, al cimitero pronti all’uso, ma inutilizzati, Una sorte di accaparramento tollerato (sempre dal due Comunale Arzano-Casavatore), mentre, vanno saturandosi i posti disponibili a terra fino ad arrivare che i defunti devono essere trasferiti al altri cimiteri. Progettando un ampliamento del cimitero di contro passo questo episodio stimolerà alla edificazione di nuove cappelle cimiteriali private. Si parla di costi, per l’edificazione , che vanno dai 50 mila euro in su’. In questo caso, si registrerà che almeno l’edilizia, quella cimiteriale, non soffrirà- Come non soffre l’economia legata alla lampada votiva al cimitero. I cittadini sottoscrivendo un contratto con il Consorzio Cimiteriale, il quale attraverso la Ditta che gestisce il servizio presso il Cimitero di Casoria; si ha diritto ad una lampada votiva accesa davanti alla tomba del proprio caro defunto per tutto l’anno. Questo, al modico prezzo che oscilla tra 25/30 euro. In teoria ci si aspetta che pagando la luce sia sempre accesa. Ed invece piu’ volte, nel corso dell’anno, capita che la luce rimanga spenta e quasi sempre, solo quando un dei parenti si reca al cimitero e lo scopre questa, dopo sollecitazioni, viene ripristinata. Ormai è di consuetudine attuale che il cittadino di Casoria deve sottostare a dei doveri e non poter rivendicare i suoi diritti in quanto non vi è un rappresentante che rappresenti il Comune di Casoria, ed è ormai prassi consolidata che il duo comunale Arzano – Casavatore soccombe del tutto il Comune di Casoria tenendolo fuori da ogni decisione, nonostante, che Casoria sia capo fila del Consorzio Cimiteriale. Questo non è che una parte dei problemi del camposanto. Sul cittadino che ha un proprio caro sepolto al camposanto pesa anche il costo delle lampade votive occasionali. Ossia quelle nei giorni della ricorrenza delle festività e del primo e due novembre le persone fanno accendere in aggiunta alla lampada votiva. Quest’anno il loro costo oscillava secondo il numero delle lampadine per soli due giorni con dei prezzi esagerati??. Però a causa della crisi economica molti cittadini hanno dovuto addirittura rinunciarvi . Come anche in tanti hanno dovuto ridimensionare i fiori che abitualmente vengono messi sulla tomba , mentre coloro che hanno mantenuto la tradizione , lo hanno fatto con grande sacrificio. Nonostante tutto ciò, si sono registrate comunque i soliti disagi, nel cimitero di Casoria che dimostra tutta la pochezza a causa del disinteresse dei vecchi e degli attuali politici che non danno una giusta valutazione al gravissimo problema del camposanto di Casoria. Casoria novembre 2011 Michele BRUNO

Domenica - 27 novembre 2011

Situazione attuale: ARPINO Ogni mattina alle ore 7.15 già sono depositati i sacchetti per la plastica, anche se non verranno pubblicati in giornata. I NEGOZIANTI (compresi i supermercati ) aprono i negozi alle 9 e alle 10 già ci sono cartoni non piegati lungo tutti i marciapiedi e per il mattino seguente quando saranno raccolti sono a brandelli…( vanno messi alla chiusura del negozio ) Continuano ad esserci sacchetti sui marciapiedi, perché non conforme alla tabella di raccolta e quindi lasciati a terra dagli operatori. I sacchetti dell’umido sono già depositati sui marciapiedi la mattina SENZA SECCHIELLO e colano (non hanno capito che il sacchetto si scende con il secchiello.) Il camion della raccolta cartoni puntualmente salta qualche punto, con la rabbia dei negozianti al mattino. In via De Filippo, via Arpino , via Delle Puglie sono un velo pietoso….ci sono cumuli di sacchetti che gli operatori hanno lasciato sulla strada perché non conformi e li resteranno. Deduco che: a parte l’ignoranza, la mancanza di logica, la mancanza di volontà a migliorare IL PROPRIO QUARTIERE è la mancata dicitura sotto i volantini da parte del Comune, che non ricorda di rispettare gli orari e di fare correttamente la differenziata altrimenti sarà multato ….. Si sa che il topo balla quando il gatto non c’è…Molte persone la mattina mettono il sacchetto della spazzatura non differenziata in macchina in modo da scaricarla appena possibile lontano dalle strade urbane…un altro GRAVE problema che si stà verificando; ci troviamo invasi da strade periferiche diventate una vera discarica..tutto questo perché non ci sono i CONTROLLI E e nessuno CONTROLLA IL CONTROLLORE Il supermercato di via Arpino la domenica mattina mette sul marciapiede un banchetto con la vendita di noccioline ed altro in uno stato igienicamente pietoso , con la strada sporchissima.. Se ci sono le regole vanno rispettate, quindi ci vogliono i controlli e le dovute Sanzioni. Se non ci sono i vigili o gli addetti ai lavori per mancati soldi nelle casse del comune, chiamate i volontar, che non mancano. Dico al Sindaco che non basta con i volontari pulire la villa facendo il video pubblicato su internet, ci sono strade sporchissime, esempio: via De Filippo e Vico delle Vecchiarelle o via delle Puglie in uno stato di degrado e abbandono….queste sono le strade da pulire con i giovani volontari….e fare i dovuti filmati. INOLTRE: la pavimentazione è ancora una volta saltata e si aprono le scuole. Con le dovute difficoltà tra bambini ed anziani che vi camminano, (vi ricordo che c’è la chiesa) se cadono sarà il comune responsabile. Gran parte dei segnali stradali sono arrugginiti, piegati e rotti vanno sostituiti…. Aggiungo: lo spazzino di via Arpino (con i baffi) dopo il suo passaggio lascia la strada quasi come l’ha trovata ed a via de Filippo non vi sono mai andati. Molte persone non hanno capito che i sacchetti si scendono le sera prima, credo che la parola “conferito “ non sappiano cosa vuol dire. Credo che un solo giorno per la raccolta indifferenziato non sia sufficiente bisogna aggiungerne un altro. Per i piccoli ingombranti non basta solo conferirli un sabato al mese , sarebbe meglio tutti i sabato mattina, (Facilitando le persone a non abbandonarli per strada) I contenitori per gli indumenti mancano, bisogna metterne di più sul territorio… I contenitori per le pile scariche mancano! C’è anche bisogno di cestini lungo la strada, che vengano però svuotati. Per non parlarne dei padroni di cani che non scendono il sacchetto. Consiglio di fare delle riunioni nei Parchi, chiese e scuole con personale preparato a far capire con dimostrazioni come va effettuata la differenziata, poi con il passa parola pian piano le cose miglioreranno, ma bisogna cominciare per poter finire….in queste occasioni si potranno distribuire volantini stampati (fotocopie) con scritto elementarmente quando scendere il sacchetto e le modalità. A VOI LA RISOLUZIONE , PER QUEL CHE MI RIGUARDA E’ GIA’ PRONTA UNA LETTERA PER LA PROCURA DELLA REPUBBLICA che invierò per il mese di Gennaio aspetto che passi un pò di tempo dalle notifiche fatte al comune in merito… Desidero un incontro con l’assessore all’ambiente e con il sindaco… Distinti Saluti ADRIANA FERRIGNO

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ACOL S P E TT

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O

Marzia Luciano

marzialuciano_@libero.it

Afragola, luogo di talenti

I

l 21 novembre 2011 si è tenuta, presso il teatro Gelsomino di Afragola, la XVII edizione del Premio internazionale città di Afragola “Ruggero II Il Normanno”, nato vent’anni fa da un’idea di Luigi Grillo, amante, sostenitore e promotore della sua terra natia come punto di riferimento culturale nell’ottica internazionale. A quattro anni di distanza dalla scomparsa del fondatore del Premio, il figlio Claudio, presidente ed imprenditore della Pro Loco, ha voluto onorare la memoria del padre proseguendo sulle sue orme, tentando di portare in alto il buon nome della città premiando personaggi nativi di Afragola che si sono distinti in ambito sociale, culturale, sportivo ed ecclesiastico, raggiungendo traguardi ambiziosi e di grande vanto per il comune. E’ stata, altresì, colta l’occasione per dare il benvenuto a Paolo Iodice, nuovo dirigente del locale commissariato Polizia. Conduttori della cerimonia di premiazione sono stati Gianni Ippoliti, autore e conduttore televisivo, e Lina Carcuro, presentatrice e showgirl e concorrente dell’ottava edizione del Grande Fratello. Sono intervenuti, inoltre, il Sen. Dr. Vincenzo Nespoli, sindaco della città, e l’On. Pina Castiello, che hanno elogiato il grande impegno di Claudio Grillo nel riproporre

quest’iniziativa nata dall’amore per un territorio sottovaluto ma fertile di talenti. Ospiti della serata sono stati Vincenzo Campagnoli, direttore d’orchestra, Carmine Piccirilli, cantante, che si è esibito eseguendo magnificamente “New York, New York” di Frank Sinatra, Guido Lembo, protagonista della movida caprese, che ha estasiato la platea coinvolgendo gli spettatori, con grande entusiasmo, nella sua performance, Maria Nazionale, cantante dalla voce maestosa, che ha dato il meglio di sé con la canzone napoletana “Resta cu’ me”, Yamila Rumayor Sosa, soprano cubano, e l’associazione musicale “Estri armonici” della città. I premiati di questa edizione sono personaggi illustri che vantano un lungo e lodevole curriculum vitae: Peppino Di Capri, che ha ritirato il premio di una passata edizione ed ha allietato il pubblico presente con la sua irrefrenabile simpatia e coinvolgendolo sulle note di alcuni dei suoi più grandi successi, tra cui “E mo e mo” e “Frennesia”, Antonio Dulvi Corcione, capo della Squadra Mobile di Massa-Carrara, i fratelli Peppe e Tony Servillo, l’uno cantante, l’altro attore, e Vincenzo Spadafora, Presidente del Comitato Italiano per l’Unicef. La serata ha fornito un’ottima occasione per assistere alle performance di grandi artisti di ca-

libro internazionale, grandi anche dal punto di vista umano: costoro, infatti, non hanno esitato a ripercorrere con la memoria gli anni della propria fanciullezza trascorsi ad Afragola, tra aneddoti e richiami vari, mostrando un grande senso di appartenenza alla propria terra e agli affetti ancora radicati nella città. E’ stata, inoltre, uno spunto per meditare sulla condizione di un territorio che, nonostante le sue problematiche, continua a combattere e a portare in alto il suo nome, anche attraverso i “suoi figli” che, riscossi i loro successi, non rinnegano l’amore per la propria terra, così come Luigi Grillo non negava il suo indissolubile legame con la città cui apparteneva e a cui apparterrà per sempre. Egli, infatti, continuerà a presenziare spiritualmente le successive edizioni del Premio “Ruggiero II Il Normanno”, che si terranno con lo stesso spirito della prima. Questa è la testimonianza che Afragola è ricca di cultura ed arte.

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AL ATT U

I TA’

Francesco Pagliuca pagliuca86@hotmail.it

Progettiamo le “Domeniche di Casoria”

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li ultimi mesi sono stati segnati da un senso di crescente indignazione e di avversione per i canoni classici della rappresentanza democratica. Un tangibile sentimento di antipolitica serpeggia nella società italiana e ciò compromette, e rende spesso difficile, farsi portavoce di proposte costruttive nell´ambito della dialettica tra le parti. L´arte della critica ad ogni costo, spesso strumentale e fine a se stessa, è esercitata dai soloni di professione nelle sedi di rappresentanza politica e nei salotti televisivi. Per calcolo o faziosità si è soliti opporre diniego a qualsiasi iniziativa promossa da chi amministra. Certo, il diritto di critica e la libertà di espressione sono due capisaldi fondamentali delle moderne democrazie: la costante attenzione che deve essere rivolta a quanti gestiscono le risorse pubbliche e i beni della collettività deve sempre venir garantita. Tuttavia oggi voglio impegnarmi in un esercizio "nuovo". Per una volta proviamo a mettere da parte le rimostranze e le puntualizzazioni e cerchiamo di esser forieri di nuove idee. Un progetto che mi è sempre stato a cuore, fin da quando ho iniziato il mio percorso di studi e notavo quelle che erano le potenzialità, a volte inespresse, a volte mortificate, di molti studenti, è quello di coinvolgere il più possibile in maniera concreta la platea studentesca della nostra città. Mi spiego meglio. Ho sempre creduto che le storture dei comportamenti che si palesano in età adulta fossero il retaggio di un'inadeguata, e

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per certi versi assente, propensione a considerare come proprio ciò che rientra nella sfera del bene collettivo, di ciò che è e deve essere considerato di tutti. Questo tema l’ho sempre avvertito come di primaria importanza perché ritengo che se un cittadino avverte come propria una strada, una piazza, un monumento, il contesto umano e ambientale in cui vive, agirà di conseguenza battendosi per tutelarlo e preservarlo dall´incuria e dal degrado. Osservando i comportamenti degli adulti mi ponevo l´interrogativo di come poter far si che i ragazzi di oggi, adulti del domani, non fossero contagiati da questo mal costume di considerare tutto ciò che è al di fuori delle quattro mura domestiche come qualcosa di estraneo, di lontano dal proprio interesse "particolare". Pensavo al possibile rimedio per fronteggiare il problema puntando a coinvolgere i giovani, iniziando da quelli hanno ora cominciato la scuola dell´obbligo. Sono proprio questi i soggetti che, vivendo in situazioni familiari disagiate, abbandonano la scuola precocemente, risultando esposti a questo tipo di "rischio". Educare, prima che insegnare, dovrebbe allora essere il compito della scuola, responsabilizzando i propri comportamenti. Il progetto punta sui giovani come punto di partenza, come strumento, e come fine. Come? Nel concreto coinvolgendo gli studenti sensibilizzandoli alle tematiche del territorio, della propria identità culturale, della riscoperta di monumenti di interesse storico, alle tema-

tiche ambientali, ai temi dell´integrazione e della solidarietà, alla riscoperte delle tradizioni locali per riscoprire e rafforzare il senso di appartenenza ad una comunità. L´idea, che si potrebbe ribattezzare le "Domeniche di Casoria”, potrebbe svolgersi in una domenica del mese, durante il periodo dell´anno scolastico. Una volta al mese, possibilmente in un luogo simbolo della città, i ragazzi di elementari, medie e superiori, si impegnerebbero a trattare temi di volta in volta proposti attraverso opere di vario genere: composizioni, brani musicali, disegni, rappresentazioni teatrali. I ragazzi sarebbero così educati, sensibilizzati e avvicinati a ciò che devono imparare a sentire come proprio, perché realizzato con le proprie idee e forze. I ragazzi appartenenti alle scuole di vario grado, gareggerebbero in modo tale da vedere premiati i propri sforzi, sottolineando in questo modo anche il concetto di meritocrazia che fin da giovani farebbero proprio. Un'altra iniziativa che si muove nel segno dello spirito di quanto sopra proposto è di affidare a gruppi di ragazzi pezzi di città da sorvegliare e curare. Sul modello di molte iniziative che si stanno svolgendo nella vicina Napoli, se i cittadini, e a maggior ragione i più piccoli, vedono affidato loro il compito, che richiede impegno e responsabilità, di rendere bella e valorizzare il posto in cui si vive, sono sicuro che si sarà instillato il seme del senso civico e del rispetto delle regole, per se e per il prossimo.

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ALI ATT U

Mario Romano

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mario.romano65@gmail.com

La grande occasione dell’Università pubblica

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on è un bel segnale quello che ci viene dalla costituzione di questo governo tecnico. Quasi tutti sono laureati nelle migliori università private (del Nord), dove alcuni di essi inoltre ricoprono o hanno ricoperto incarichi di vertice. In un momento drammatico per il nostro paese, sembra che solo attingendo alle risorse di quegli ambienti esclusivi si possa trovare un rimedio. Che solo colà risiedano competenza e conoscenza. Cosa ne penseranno i giovani che affollano gli atenei pubblici? Che i loro sono studi da serie B? Quale sarà d’ora in poi la fiducia in se stesso e nelle proprie prospettive di un giovane che pure suda le sue proverbiali sette camicie per superare un esame alla Federico II o all’Università di Bologna o alla Sapienza di Roma? Riuscirà a fugare quel dubbio che gli monterà quando dovrà ascoltare le lezioni di quel professore che fino al giorno prima venerava come prestigioso e gran sacerdote di cultura e di conoscenza? Come nasconderà lo sguardo imbarazzato a questo stesso professore mentre in cuor suo si affaccerà l’inevitabile paragone con la solennità dei professori-ministri? A distanza di oltre sessant’anni dall’entrata in vigore della nostra Costituzione, ci sembra oggi di toccare con mano l’infiacchirsi di uno dei suoi principali disegni, quello di una crescita

culturale aperta, diffusa e democratica. Ma a noi piace soffermarci su quel “democratica”, perché continuiamo a nutrire speranza nell’esistenza di un’università accessibile ai meritevoli senza distinzione di censo. Certo, i democratici atenei pubblici sono stati

a partire dal sessantotto luoghi di battaglie, a volte giuste, molto più spesso strumentali a disegni del tutto estranei alle necessità formative. Proprio dal sessantotto i governi moderati o conservatori, ritenendola ormai definitivamente perduta e consegnata nelle mani dell’intellettualità marxista, hanno smesso di progettare l’università pubblica e l’hanno reputata solo come un esoso centro di costo. La storia delle relazioni dei governi con le università pubbliche da allora è stata esclusivamente una questione di bilanci economici, di tagli, di ridimensionamenti.

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Eppure questa è sopravvissuta. E’ riuscita a divincolarsi dai cappi ideologici e a riconquistare gradualmente e con fatica un pluralismo culturale, grazie al fatto che nell’essere pubblica segue da vicino il dinamismo della società. Ed è in questo pluralismo culturale, pur nella povertà dei mezzi nella quale purtroppo si muove, che gli atenei pubblici dovrebbero cercare le ragioni della loro superiorità culturale nei confronti di quei centri di formazione elitari, che sono invece caratterizzati da visioni univoche e bellicose. E’ noto che questo governo, proprio perché composto quasi in via esclusiva da soggetti formatisi in quegli ambienti, persegua una rigida strada liberista in economia. Ecco qui la grande occasione per l’università pubblica di proporsi con forza e coraggio provando non solo ad offrire una visione diversa delle soluzioni, magari con nuove e vivide ricette, ma anche mostrando un approccio stesso ai problemi, che si distingua perché segnato dalla consapevolezza di interpretare una pluralità di istanze, quelle di una società variegata e complessa (del popolo, come direbbe qualcuno) e non solamente quelle di giovani che devono confermare le antiche posizioni sociali familiari o esprimere le ambizioni di quelle recentemente ottenute dai genitori.

Domenica - 27 novembre 2011


ALI ATT U

Angelo Ferro

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TA’

ferroangelo@yahoo.it

CASORIA IN VETRINA: COMMERCIANTI E PRODOTTI TIPICI IN VILLA Il 18-19-20 novembre presso la Villa Comunale di Casoria, sita in via PIO XII, si è svolta la rassegna gastronomica tesa a valorizzare il prodotto tipico campano, denominata “Casoria in Vetrina”. Giunta alla sua settima edizione la manifestazione può annoverare la presenza di oltre trenta espositori e un’affluenza media di 16000 cittadini in tre giorni, il tutto arricchito da degustazioni, spettacoli e concerti. L’evento è stato promosso dall’ ASCOM Casoria Servizi che da anni svolge la sua attività sul territorio con lo scopo di creare un legame di leale collaborazione tra commercianti e istituzioni, all’ interno di una partnership a livello regionale, che promuova il settore dell’artigianato partenopeo; queste le parole del Direttore tecnico dell’Associazione Ing. Peppe D’Anna, che si mostra fiero di tale realtà che è andata a consolidarsi col tempo divenendo un appuntamento fisso e irrinunciabile per la cittadinanza tutta, a tal punto da ricevere una forte richiesta da parte della stessa,

affinchè avesse ancore luogo nel corso degli anni. L’Ing. D’Anna insieme al presidente dell’Ascom Casoria servizi, il Sig.Michele D’Anna, è orientato ad apportare migliorie e novità all’interno dell’evento stesso, grazie anche alla progettualità a lungo termine di un’operazione della Comunità Europea, volta a valorizzare e potenziare i prodotti DOP, in modo da far riavvicinare i cittadini ai valori e ai sapori offerti dal nostro territorio. Presenti non solo imprese enogastronomiche, ma anche associazioni ed enti eroganti altri servizi, come Casoria Ambiente e l’irriducibile e sempre pronta Associazione di Protezione Civile “le Aquile”, che hanno fornito informazioni e assistenza ai visitatori, riguardo ai loro ambiti operativi. L’Accoglienza calorosa degli studenti dell’ISIS A. Torrente di Casoria, intenti ad offrire cibi di vario genere, dà una rinfrescata all’evento. Partecipanti attivi da ormai tre anni, i giovani dell’Istituto Professionale Alberghiero sono stati

accompagnati dal Preside, il Prof. Giovanni De rosa, che trova in questo evento la giusta modalità per far sì che i suoi alunni abbiano un approccio diretto con la realtà lavorativa che li attende, dove enogastronomia e commercio possono incontrarsi; i ragazzi, entusiasti dell’iniziativa, hanno la possibilità di carpire il pragmatismo di un mestiere rivolto al pubblico in un interscambio perfetto tra la formazione e la didattica. “Casoria in vetrina” vuole mettere in risalto la vera ricchezza del nostro paese, il settore agroalimentare, inquadrato nell’ampia sfera dell’artigianato, perché Casoria e l’intera Campania devono enfatizzare le proprie eccellenze, riguardanti il campo manifatturiero e alimentare, ricchezze che sono e rimarranno non de localizzabili in quanto posseggono un’immanente relazione con questa terra, e costituiscono quell’insieme di sapori e profumi unici e introvabili in qualsiasi altra parte del mondo.

Mariella Canosa

“Tra Classicismo e Modernità” Sembra quasi inevitabile, trattando di scuola, cadere nell’opposizione cambiamento/continuità e dividersi in diverse linee di pensiero. L’uso di un simile schema si presenta ancor più insidioso quando in gioco c’è il problema della comunicazione educativa. Il problema è solo ideologico perché i tempi cambiano e non è possibile non tenere conto dei cambiamenti, cioè del fatto che l’uomo vive immerso in contesti comunicativi ampi e complessi. Se s’intende uscire da questa sterile contrapposizione, occorre accettare che le istanze della continuità e quelle del cambiamento possono trovare composizione e integrazione all’interno

di un medesimo schema di lavoro sulla scuola.. Questo lo si capisce bene se della problematica pedagogico-comunicativa in atto non si coglie solo l’aspetto tecnico, e di conseguenza si va oltre il semplice auspicio di un aggiornamento strumentale per la scuola . In gioco c’è una questione la cui sostanza si qualifica, in primo luogo, come antropologica e sociale e che investe l’intero campo dell’educazione e della formazione. E come tale va trattata, riconoscendo che la scuola può raggiungere l’obiettivo “classico” di essere ad un tempo attuale e inattuale, capace insomma di incidere sulla realtà senza esserne travolta, solo se della società comuni-

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cante che le fa da contesto riuscirà a dare e darsi conto. Non se ne esce se non ipotizzando che tradizione e modernità possono convivere e dialettizzarsi, e che formale (la scuola) e informale (altre agenzie formative) possono allearsi nella riconfigurazione del sapere scolastico. Il che vuol dire che l’istituzione scuola deve smettere di pensarsi come “castello”, luogo separato, distanziato e distanziante rispetto al mondo, e accettare di essere ed essere vissuta come “filtro”, o nodo in una rete di costruzione sociale del sapere.

Domenica - 27 novembre 2011


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S AT I R

A

CattiviK

Cambiano i governi, cambiano le stagioni, ma i risultati sono sempre gli stessi. Il qualunquismo non ha mai risolto niente, ma avere fiducia in questa classe politica, risulta oggi più che mai complicato. Parole soltanto parole, anzi il più delle volte semplicemente insulti, rimbalzano da un banco all'altro senza distinzione di colore politico ed i fatti troppo spesso latitano. Immaginare qualcosa di diverso è impossibile, un futile esercizio per la mente che da un po' di sollievo all'anima.

Pinotto: A volte proprio non capisco!

Tutti giù per terra

Gianni: Cosa non riesci a comprendere? Pinotto: C'è una parte della maggioranza che non è più maggioranza, ma continua a stare con la maggioranza pur esprimendo posizioni critiche nei confronti della maggioranza?!? Gianni: In effetti le cose sono un po' complicate ma cerco di spiegartele in modo semplice: ComandoSempreIo dopo aver riconquistato il potere lo ha diviso tra i suoi sodali come una torta, solo che ha riservato la fetta più grande per se ed ora tutti litigano per avere qualche briciola in più. C'è il Partito dei Decelebrati che prima ha nominato gli assessori: MezzoMetro ed il Cowboy e poi si è accorto che questi andavano a prendere ordini da ComandoSempreIo e non accettavano direttive dal Partito e quindi ora chiedono la loro testa. Anche nel partito di ComandoSempreIo ci sono mal di pancia, come il consigliere IlMonacoDiMonza che giura fuoco e fiamme se le sue richieste non verranno accontentate (che poi nessuno le ha capite, ma questa è tutta un'altra storia). Pinotto: Dall'altra parte non mi sembrano messi meglio: ci sono alcuni consiglieri dell'opposizione che hanno deciso di fare opposizione all'opposizione, anche qui è un casino! Gianni: Mi sembra che tu abbia le idee un po' confuse, provo a farti capire. Il centro destra si è presentato spaccato alle elezioni ed ha continuato a dividersi anche dopo, adesso c'è un gruppo di consiglieri capeggiato da TengoFamiglia che stanno facendo la corte a ComandoSempreIo per ottenere qualche posto di governo. Nella peggiore delle ipotesi il consigliere del Nuovo Partito Scialacquatori Italiani vorrebbe ottenere la leadership della coalizione per essere il prossimo candidato Sindaco. Insieme a lui ci sono l'ex Sindaco FacevobeneSeStavoACasa del Partito Dei Ladroni e StoSempreConChiVince di Forza Spendaccioni, tutti alla ricerca di un posticino al sole. La squadra è completa dall'ex consigliere dell'Unione Dei Cialtroni VadoInCercaDiUaPoltrona pronto a trascinare il suo partito in questa nuova avventura di governo. Pinotto: Mamma mia che confusione, mi fa male la testa! Gianni: Hai ragione, se queste sono le promesse immaginati il prosieguo. Mentre questa società si avvicina sempre di più al baratro, la giostra della politica, indifferente ai problemi della gente, si attarda e si aggroviglia in un grottesco girotondo che si concluderà inevitabilmente con un “tutti giù per terra”.

Necrologio La Dirgente Scolastica, il personale docente e il personale ATA del 3° circolo "Carducci" Casoria sono vicini al Direttore in quiescenza Francesco De Luca per la perdita della cara moglie. Domenica - 27 novembre 2011

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TI EVEN

Carmine Mondola

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carminemondola@hotmail.it

Giuramento Cadetti Nunziatella... Le Aquile sempre presenti !

D

uecentoventiquattro anni di attività e di valori: lo scopo della scuola militare della Nunziatella di Napoli resta sempre lo stesso e viene ribadito durante le celebrazioni dell’anniversario della fondazione e il giuramento di fedeltà alla Repubblica Italiana degli allievi e delle allieve del corso. Sabato 19 novembre si è tenuta in Piazza Plebiscito a Napoli la cerimonia di Giuramento del 224° Corso dei Cadetti che sono entrati a far parte della Scuola Militare la Nunziatella”. La “ Nunziatella” è una valorosa scuola militare e rappresenta il fiore all’occhiello della città di Napoli, fondata da Ferdinando IV di Borbone il 18 novembre del 1787 durante il Regno delle due Sicilie, ci ricorda il Comandante della Scuola colonnello Bernardo Barbarotto, è degna rappresentante di quel meraviglioso '700 napoletano di cui tanto si parla nei libri di storia. “Opportunamente aggiornati e contestualizzati, infondiamo nei nostri ragazzi gli stessi valori frutto di 224 anni di attività” ribadisce orgogliosamente il colonnello. Grande partecipazione anche della cittadinanza, che numerosa era presente, popolando la P.zza Del Plebiscito dove si svolge ogni anno la cerimonia. Nel corso dell'intervento il capo di stato maggiore dell’Esercito, generale di corpo d'Armata Giuseppe Valotto, ha ribadito la volontà della scuola di impartire agli allievi un complesso equilibrato di studi civili e di formazione militare, per restituirli, alla maggiore età, come cittadini

consapevoli e partecipi della vita del Paese, detentori di tutti quegli strumenti culturali, civici e morali per poter comprendere correttamente ogni situazione. La scuola è fucina di coraggiosi cadetti, che alla fine del corso quadriennale d’addestramento vengono assegnati alle Forze Armate e dell’Ordine della Nazione Italiana. E’ stata una vera festa, tantissime persone hanno assistito a questo che, nel corso di tanti anni, è divenuto un appuntamento, immancabile per tutti i partenopei e non, che da lustro ed è motivo di orgoglio della nostra città simbolo prima dei napoletani e poi di tutta la Nazione. La lettura della formula di giuramento è stata pronunciata per il secondo anno dal 76° Comandante, il colonnello Bernardo Barbarotto, presenti le più alte cariche militari, il Comandante dell'Accademia Militare di Modena, Generale di Divisione Massimiliano Del Casale; religiose, con S.E. Rev. Monsignor Vincenzo Pelvi, ordinario militare per l' Italia; istituzionali, il questore Luigi Merolla, il prefetto Andrea De Martino, il procuratore capo di Napoli, Giandomenico Lepore, in rappresentanza del sindaco l'assessore Narducci, ed il console degli Stati Uniti d'America a Napoli Donald Moore, si è svolta anche la consegna della stecca d'argento da parte degli ex allievi del corso 1960 ad un ragazzo del corso di quest'anno, a simboleggiare il passaggio che lega e per sempre gli «alunni» della Scuola. A tenere sotto controllo e vigilare i varchi che

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conducevano all’interno di P.za Plebiscito, ma soprattutto a svolgere, come sempre con grande competenza e impegno, la loro opera di controllo e logistica c’era l’Associazione di Volontariato della Protezione Civile: “Le Aquile di Casoria”. Da anni presenti alla cerimonia le Aquile hanno rivolto l’invito anche al nostro giornale facendoci accreditare e quindi partecipare ad uno degli eventi più suggestivi ed emozionanti che onora la città di Napoli. Per la collaborazione al Giuramento dei Cadetti “Le Aquile di Casoria” hanno schierato i loro Volontari al completo, gestendo, supervisionando e vigilando gli accessi d’ingresso transennati per la cerimonia. La scelta di sostenere responsabilità, sicurezza e dedizione raramente si mostra tra i nostri giovani, pochi di loro decidono di scegliere le strade più difficili che prevedono sacrificio e tanto impegno, in quella piazza, sabato tutti i giovani della Scuola La Nunziatella e i tantissimi giovani delle Aquile di Casoria rappresentavano il “meglio della nostra gioventù”, erano il nostro orgoglio la prova della vittoria dei buoni valori sulla superficialità ed il pressappochismo, dice con fierezza il Presidente Nazionale dell’Organizzazione, Antonio Maggio. Un nostro giornalista ha potuto essere partecipe dell’alto ruolo di capacità e d’assistenza che da anni svolge una delle associazioni di volontariato tra le più attive della città di Casoria e per questo ringrazia in particolare il Presidente Umberto Simonetti che ha saputo coordinare al meglio le sue unità, e che plaude e ringrazia la collaborazione di altre sedi le Aquile, come quelle di Quarto e Pozzuoli, sempre presenti ad eventi tanto importanti ed impegnativi.

Domenica - 27 novembre 2011


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RUBR

ICA

Amalia Vettoliere amypig@alice.it

I quattro brani della nostra play list:

Salva con nome

Patty Smith – Gloria La canzone è un vecchio successo dei Them di Van Morrison. Ma Patty Smith se ne impossessa per fare il suo ingresso nel mondo del rock. Una formidabile rivelazione. Beatles – Here comes the sun E’ una delle poche canzoni dei Beatles a portare la firma di George Harrison. Che la scrisse una mattina a casa di Eric Clapton. Capolavoro

Neffa – Aspettando il sole Prima di darsi al soul, Neffa aveva raccolto intorno a sé i Messageri della Dopa, sfoderando un brano hip hop di gran classe. Invocando il sole ed una vita migliore Canned Heat – On the road Again Per qualcuno oggi è solo un tormentone, per tanti altri resta un inno generazionale. Con molti rimpianti.

Ecco la top ten di questa settimana:

1 Laura Pausini - Inedito 2 Negrita - Dannato vivere 3 Biagio Antonacci - Colosseo 4 Jovanotti - Ora 5 Giorgia - Dietro le apparenze

6 Emma - Saro’ libera (Bonus Track Version) 7 Gianluca Grignani - Natura Umana 8 Vasco Rossi - Vivere o niente 9 Moda’- Viva i romantici 10 Pooh - Dove comincia il sole (Live)

Breaking Dawn Breaking Dawn-Parte I", l'attesissimo penultimo episodio della saga cinematografica basata sui romanzi di Stephenie Meyer, è finalmente in tutte le sale cinematografiche dal 16 novembre 2011. Gli episodi precedenti della saga - Twilight (2008), New Moon (2009) ed Eclipse (2010) - hanno già sbancato i botteghini di tutto il mondo, ma Breaking Dawn ha di gran lunga superato tutte le aspettative. Dopo aver sfondato al box office americano con ben 139.5 milioni di dollari incassati in soli tre giorni, non ha deluso neanche nel nostro paese; infatti, nei suoi primi cinque giorni di programmazione ha incassato addirittura 8.993.266 euro, con poco meno di 1.3 milioni di biglietti staccati. "La saga di Stephenie Meyer evoca le più grandi opere della letteratura fantastica, ma il connubio tra vita terrena e ultraterrena è assolutamente originale".Probabilmente è proprio questo il segreto del successo riscosso da questa avvincente saga, che si è confermata protagonista sulle scene cinematografiche mondiali; in particolare, questo ultimo episodio sembra avere una forza maggiore rispetto ai capitoli precedenti, che risiede non solo nella maturazione dei vari personaggi, ma anche nel modo in cui il nuovo regista, Bill Condon, ha deciso di trattarlo. Tutto succede velocemente, l'alternarsi di scene semplici e vicine alla realtà di tutti i giorni ad atmosfere soprannaturali, non lascia tempo allo spettatore di annoiarsi. Oltre ad un'ottima regia però, che sola non basta a rendere abbastanza piacevole e succulento un film agli occhi dei fan più esigenti, troviamo una buona scelta di colonne sonore, che spesso richiamano testi già ascoltati nei precedenti episodi. In questo quarto capitolo vediamo il coronarsi del sogno d'amore di Bella, l'umana dolce e testarda, ed Edward, il vampiro perfetto e innamorato. I due giovani e pallidi fidanzati pronunciano finalmente il fatidico sì, tra la gioia di amici e parenti e la delusione dell’altro pretendente , il licantropo Jacob. Dopo il matrimonio, i due partono per il viaggio di nozze in Brasile, dove si concedono finalmente una notte di passione, che da inizio ad un'avvincente sequenza di eventi. Durante il viaggio,infatti, Bella scopre di essere incinta, ma la sua gravidanza non sarà facile per via della natura del bambino che porta in grembo che è metà umano e metà vampiro. Durante il parto che le è quasi fatale, Edward finalmente esaudisce il suo desiderio di diventare immortale, pur di salvarle la vita. L'arrivo della loro straordinaria figlia, Renesmee, scatenerà l'ennesima guerra con i rivali ed Edward dovrà scontrarsi con i licantropi e la famiglia dei Volturi, determinata a sterminare la sua famiglia e la stessa Bella. Queste le premesse che fanno auspicare ad un finale da non perdere e che sicuramente non ci deluderà. Non ci resta , al momento, che attendere il prossimo novembre per scrivere la parola fine a questa storia che, in una realtà come quella di oggi, è riuscita a strapparci ancora un bel sogno.

Domenica - 27 novembre 2011

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31 Rosaria Ascolese

rosaria.ascolese@libero.it

Le club Fitness Sport, bellezza e benessere. Le club Fitness nasce da un’idea di Silvio Cinque e Mario Di Vincenzo, che hanno deciso di iniziare questa nuova avventura insieme, come soci, dopo tanti anni di amicizia e di passione per lo sport condivisa. Infatti, Silvio Cinque è nel campo del fitness da 20 anni come personal trainer e direttore tecnico di altri centri sportivi, Mario Di Vincenzo è invece un imprenditore ma con una

grande passione per lo sport. Le club Fitness è una struttura di 1500 m2 che offre ai suoi clienti la possibilità di raggiungere risultati soddisfacenti nella cura della propria forma fisica, attraverso l’utilizzo di attrezzature all’avanguardia. E’ divisa in due piani. Sul piano terra si trova una sala attrezzi di 400 m2 fornita dei più nuovi e tecnologici macchinari (12 tapis roulant, 60 postazioni isotoniche e tant’ altro), al piano superiore, invece, si trovano gli spogliatoi ( tutti forniti dei maggiori confort ) e la sala per i corsi, dove si svolgono discipline di gruppo coinvolgenti che uniscono ai benefici dell’allenamento fisico il valore aggiunto del divertimento. Tutta l’area è climatizzata. Per i bambini ci sono lezioni di Hip Hop e ginnastica correttiva, mentre per gli adulti c’è la possibilità di scegliere tra numerosi corsi come Pilates, Zumba, Functional TR, Step, Fit box, Spinning e tanto altro ancora. In più per gli amanti del ballo, in questa struttura si può praticare anche un eccellente corso di balli caraibici. Le club Fitness offre la possibilità ai clienti più esigenti di poter scegliere il servizio di personal trainer, una guida esperta per specializzare ancora di più il proprio programma di allenamento e per realizzare gli obiettivi prefissati con una maggiore

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carica motivazionale. A disposizione dei clienti c’è anche un parcheggio gratuito di 6500 m2. Oltre al lato fitness, “ le club “ offre anche servizi di Sauna, bagno turco, percorsi emozionali, trattamenti olistici, massaggi in un ambiente affascinante ed accattivante che fa da scenografia ad esperienza sensoriali uniche, grazie alla cura esperta del personale appositamente scelto che fa dell’area benessere e relax un momento per riappropriarsi della serenità del corpo e dello spirito. Inoltre questo centro è accreditato per l’utilizzo dell’ LPG Italia System Endermologie: tecnologia per il trattamento del tessuto connettivo riconosciuta a livello scientifico mondiale. I due soci stanno preparando delle nuove offerte, che pubblicizzeranno nel periodo natalizio, quindi per tutti gli interessati, il consiglio è di mantenervi aggiornati.

Domenica - 27 novembre 2011



Il Domenicale di Casoria N°4