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esperienze ed eventi

Architettura Organizzazione dello spazio in cui vive l’uomo. Personalmente mi piace ampliare tale termine con il nome: “architettura intorno all’uomo”. Mai come in questo momento storico vi è la necessità di estendere il significato del termine architettura. In varie epoche è stato principalmente utilizzato per comunicare lo stato di evoluzione dell’uomo o per darne una visione futura. Oggi l’architettura, “il costruito”, ha significato se visto come strumento per l’evoluzione dell’uomo. Oltre ad essere un contenitore…definire degli spazi…essere bello e solido, deve principalmente essere utile, utile all’uso e permettere all’uomo di esprimersi e sperimentare nuovi modelli comportamentali. E’ per queste ragioni che, oltre alla progettazione di edifici, mi dedico allo sviluppo di progetti sistemici nei quali vi sia la possibilità per l’utilizzatore finale di vivere una esperienza formativa attraverso l’uso dello spazio, non spazio predefinito, ma libero da condizionamenti precostituiti. Così facendo è possibile utilizzare tali spazi per molteplici usi. Uno spazio prende una destinazione nel momento in cui si introduce un oggetto al suo interno. Se l’oggetto inserito è neutro lo spazio continua ad essere neutro: privo di una destinazione. Nel progetto noMADE ho studiato degli oggetti neutri che solo attraverso l’intervento dell’uomo prendono una forma d’uso. Il progetto noMADE ha come obiettivo principale quello di dare all’utilizzatore attraverso l’intervento della sua creatività, la facoltà, l’uso e la destinazione degli oggetti che io definisco: “mobili, non immobili”. LO SPAZIO, PER ESSERE UTILIZZATO AI MOLTEPLICI USI, DEVE ESSERE “APERTO”. L’open space è un’altro degli aspetti principali a cui io faccio riferimento. L’uomo negli spazi aperti “ha imparato ad esprimersi”. Pensiamo ad una piazza: si possono vedere persone nello stesso momento coinvolte in più attività, o in tempi diversi essere utilizzata per il mercato, un concerto o un evento. In un progetto che coinvolga più edifici, sia esso di riqualificazione o nuovo, si deve tener conto della condivisione. Il valore aggiunto di un “villaggio” è dovuto al suo sviluppo nel tempo, al suo equilibrio tra uso, destinazione e persone coinvolte, ed una mutazione nelle sue condizioni esterne per fattori non governabili, ne rompe l’equilibrio. Nella società moderna, dove tutto cambia in continuazione, è necessario progettare sistemi liberi da vincoli, che siano estremamente flessibili. Sarà quindi fondamentale realizzare edifici o sistemi di edifici dove sia possibile variarne l’uso e al tempo stesso che possano essere vissuti da una varietà di persone che siano l’esatta espressione delle molteplici richieste del mercato. Il progetto HUB tiene conto del fattore condivisione e quindi al suo interno convivono aree residenziali, direzionali, artigianali, commerciali ed altro ancora, ma tutte legate tra di loro. Ampliabili e/o sostituibili, spazi dove l’uomo ha la possibilità di lavorare, vivere e passare del tempo libero dedicandolo alla cura del corpo, della mente e dello spirito. Non esiste più differenza tra lavoro, tempo libero e famiglia. Anche se tutti noi abbiamo bisogno di nostri spazi, la cosa che manca di più e’ il tempo per viverli questi momenti. Spazi nei quali l’uomo e’ posto al centro: progettare seguendo i principi di “architettura intorno all’uomo” da una risposta al termine architettura del terzo millennio. Tarquinio Morbiato Architetto www.tqproject.it

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Casainmente living way n.09 ottobre-novembre  

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