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Un modo Esclusivo di vivere la Casa RIVISTA DEL SETTORE CASA • OTTObRE / nOVEMbRE 2010 • AnnO 5 n.09 • EDITORE CALLEIDOS.IT • www.casainmente.it/maGaZine/livinG - euro 8,00

Architettura Organizzazione dello spazio in cui vive l’uomo Schio e la città del futuro Convegno sul LEED a Schio Internazionalizzare l’ecosostenibilità made in Italy S come sostenibilità Verner Panton Le terrazze: in armonia con l’architettura Selene Professione fantasia Cumerlato certifica la prima CasaClima a Thiene La casa speziata Residence Mimose Il vetro. L’illusione della materia

Photo Elisa Shebaro

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ottobre - novembre 2010


Perfetta armonia tra forma e contenuto

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θ (Phi) = b_ ln (r/a)

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Spaccato di una conchiglia di un Nautilus con le cavità disposte secondo una spirale logaritmica che riproduce alla perfezione il progetto delle galassie e ci dimostra come la Sezione Aurea (Phi) sia l’espressione matematica della bellezza e dell’eleganza della natura. La spirale logaritmica segue una crescita esponenziale stabilita dalle leggi fisiche dell’universo, come dimostra la formula della Sezione Aurea. Entrambe sono celate in ogni angolo della Terra: semi, fiori, frutti, persino gli animali e gli esseri umani. Tutto, in natura, segue questo schema, frutto di una particolare sequenza matematica, sequenza che non ha un punto di inizio, ma prosegue infinitamente sia verso l’interno che verso l’esterno. Per la sua proprietà di crescita, perfettamente armonica, la spirale logaritmica è stata anche chiamata, nel corso dei secoli, la “curva della vita”.

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Rivista di informazione del settore casa Ottobre / Novembre 2010 ANNO V N.09 Iscrizione Tribunale di Vicenza n. 1217 SOcIETà EDITRIcE: Calleidos S.r.l. www.calleidos.it info@calleidos.it DIRETTORE RESpONSAbIlE: AnnaMaria Tonini DIRETTORE EDITORIAlE: Stefano Battistella stefano.battistella@calleidos.it DIREzIONE, REDAzIONE GRAFIcA E ImpAGINAzIONE: Calleidos S.r.l. hANNO cOllAbORATO: Anna Feracin AnnaMaria Tonini Daniele Berlato Elena Guzzonato Elisa Shebaro Enrico Ruffato Ilaria Moro Mara Capitanio Maria Vitella Stefano Battistella STAmpA: Industrie Grafiche Vicentine S.p.A. E’ vietata la riproduzione anche parziale del contenuto pubblicitario senza autorizzazione dell’editore. L’editore non è responsabile del contenuto pubblicitario stampato ed è sollevato in qualsiasi caso da responsabilità civile o penale nei confronti dei lettori o di terzi. REDAzIONE: TEL. 0445 560709 - 624978 FAX 0445 1920319

DIFFUSIONE GRATUITA AREA URbANA cENTRAlE DI VIcENzA: Vicenza AlTO VIcENTINO: Schio Thiene Malo San Vito di Leguzzano Monte di Malo Marano Vicentino Sarcedo Breganze Fara Vicentino Zugliano Zanè Carrè Chiuppano Caltrano Arzignano Torrebelvicino Pievebelvicino Santorso Piovene Rocchette Cogollo del Cengio Mosson Velo d’Astico Valle dell’Agno Bassano del Grappa Marostica AlTOpIANO DI ASIAGO: Asiago Canove Cesuna Gallio Roana Tresche Conca Hotel Villa Michelangelo Via Sacco, 19 - Arcugnano - Vicenza

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VOIp: casa in mente - calleidos pER INSERzIONI pUbblIcITARIE: 0445 560709 - 348 5122499 info@calleidos.it

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editoriale

06 S come sostenibilità abitare il nuovo S come sostenibilità

10 Internazionalizzare l’ecosostenibilità made in Italy 44 IM.CA. Scelta di qualità 46 Le terrazze: in armonia con l’architettura

06

50 Residence Mimose 52 Residence Val 53 Cumerlato certificala prima CasaClima a Thiene 54 Lanificio Cazzola 56 Fred Building: alti livelli per un concept inedito esperienze ed eventi

20 Architettura

Selene

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collezione Arthesi

VEGA25

designer e design

16 Verner Panton 22 Selene

VEGA

40 Professione fantasia

Il giardino collezione a ottobre

abitare l’arte

26 La casa speziata

Pavingross

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materiali e tecnologie

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collezione

08 Schio e la città del futuro

VEGA

12 Convegno sul LEED a Schio 32 Il vetro. L’illusione della materia

Residence Mimose

libreria

58 Le fabbriche del design 58 Design Today

Lifeclass

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50

58 Paolo Favaretto, industrial designer 59 Desire 59 Le Havre, Brasília, Niterói 4

59 Green architecture now! oltre casa

38 Il giardino a ottobre 64 Fiere Italia 2010 / 2011

OSA Code

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ENERGIE ALTERNATIVE: Free Clima Impianti Fotovoltaici Solare Termico Cogenerazione

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Spedisci il coupon a: Calleidos S.r.l. Via A. Moro, 54 36035 Marano Vicentino (VI) Tel. 0445.560709

contenuti

Oppure inviarlo per fax al numero: 0445.1920319

in sardegna la strada della sostenibilità

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MARZO - APRILE 2010

aprile - maggio 2010

giardino in armonia la certificazione Energetica degli edifici Cumerlato certifica la prima CasaClima a thiene in sardegna tra terra e cielo...l’attico

Photo Elisa shebaro

04

Marmo: una pietra splendente...se ben curata adamo dalla Fontana Presidente BdF indUstriEs

maggio - giugno 2010

Pitti Filati 12ma Mostra internazionale di architettura lanificio Cazzola le terrazze:in armonia con l’architettura …abitare secondo natura...

Photo Elisa Shebaro

05

Un modo Esclusivo di vivere la Casa l’alluminio. Materiale del futuro che conosciamo dal passato george nelson gallio Film Festival del cinema italiano. opere prime. lavoro, dignità, tEMPo gian luigi Barcarolo Professione fantasia Wassily Chair osa Code

giugno - LugLio 2010

lanificio Cazzola le terrazze:in armonia con l’architettura …abitare secondo natura.. Fiere 2010 www.casainmente.it

Photo Elisa shebaro

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luglio - agosto 2010

Un modo Esclusivo di vivere la Casa origini nomadi Ho in mente una casa. E un modo di viverla. Jasper morrison www.casainmente.it argonauti per passione il mito dell’acciaio. la ricerca del perfetto materiale tra storia, tecnica, chimica e leggenda im.Ca. scelta di qualità divano bocca di gufram il design alle prese con l’eterno mistero della seduzione Professione fantasia osa Code Fiere 2010

Photo Elisa shebaro

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agosto - settembre 2010

Un modo Esclusivo di vivere la Casa n.08 • EditorE CallEidos.it • www.casainmente.it/maGaZine/livinG

osa Code Professione fantasia www.casainmente.it

n . 0 7 • E d i t o r E C a l l E i d o s . i t • w w w. c a s a i n m e n t e . i t / l i v i n g

Cosa ho in mente Karim rashid Una punta di diamante del design del novecento

2010 • anno 5

intervista all’architetto massimo Broglio Pannelli Fonoassorbenti...e anche il rumore è musica Professione fantasia

n . 0 5 • E d i t o r E C a l l E i d o s . i t • w w w. c a s a i n m e n t e . i t / l i v i n g

n . 0 4 • E d i t o r E C a l l E i d o s . i t • w w w. c a s a i n m e n t e . i t / l i v i n g

Come in una bolla di sapone Cerca la funzionalita’ e troverai il design alvar aalto saloni del mobile 2010

n . 0 6 • E d i t o r E C a l l E i d o s . i t • w w w. c a s a i n m e n t e . i t / l i v i n g

Un modo Esclusivo di vivere la Casa

da Bradbury Building a Blade runner ripensare lo spazio

2010 • anno 5

...cosa dico all’idraulico ??? risvegli di primavera residence mimose residence val

2010 • anno 5

sviluppo sostenibile

rivista dEl sEttorE Casa • sEttEmbrE / ottobrE 2010 • anno 5

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intervista a Federico mojentale proposte

abitare le alpi

r i v i s ta d E l s E t t o r E C a s a • a g o s t o / s E t t E m b r E

Curiosità dell’abitare nel mondo

la cucina: un progetto di Famiglia gres: solidità ed eleganza sotto i piedi l’arCo di diana, dea della purezza e della luce

r i v i s ta d E l s E t t o r E C a s a • l U g l i o / a g o s t o

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r i v i s ta d E l s E t t o r E C a s a • m a r z o / a p r i l E

Curiosità dell’abitare nel mondo

ron arad professione fantasia

r i v i s ta d E l s E t t o r E C a s a • g i U g n o / l U g l i o

Curare la casa per curarne gli abitanti ...più lieve legno convien che ti porti poliuretano: un materiale al servizio della creatività

2010 • anno 5

domUs arEa l’eleganza del particolare Un inchino di luce la poltrona sacco alessandro mendini

2010 • anno 5

salone internazionale del mobile di milano. le mostre collaterali C’era una volta la taverna... piccoli ritocchi per grandi risultati

febbraio - marzo 2010

Un modo Esclusivo di vivere la Casa

Un modo Esclusivo di vivere la Casa

49° edizione internazionale del salone del mobile di milano

Verner Panton il colore è luce, la luce è energia: il colore è energia. zaha Hadid a Padova mostra di architettura

r i v i s ta d E l s E t t o r E C a s a • a p r i l E / m a g g i o

Plastiche trasparenti? sì grazie!

n . 0 2 • E d i t o r E C a l l E i d o s . i t • w w w. c a s a i n m e n t e . i t / l i v i n g

Philippe starck & Kartell Gaetano Pesce: design contemporaneo b&o per il living

2010 • anno 5

le terrazze: in armonia con l’architettura design ricercato e strutture d’avanguardia architetto diego Peruzzo: l’arte dell’architettura.

n . 0 3 • E d i t o r E C a l l E i d o s . i t • w w w. c a s a i n m e n t e . i t / l i v i n g

Un modo Esclusivo di vivere la Casa

l’eleganza ha un colore solo, il bianco la fotografia di come sarà...

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Un modo Esclusivo di vivere la Casa

Convegno sul LEED a Schio

n . 0 1 • E d i t o r E C a l l E i d o s . i t • w w w. c a s a i n m e n t e . i t / l i v i n g

Internazionalizzare l’ecosostenibilità made in Italy

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Schio e la città del futuro

DA oggI PuoI ABBoNArTI, NoN PErDErE quESTA oCCASIoNE! intervista a lucia rijker il legno natura ed artigianato insieme per creare uno dei più perfetti materiali. bEYond EntroPY oltre il caos, oltre l’architettura statica, nel flusso energetico del mondo Casa su misura di tasche, di gusti, di spazi lamPada FortUnY Una lanterna magica su nuovi spazi e mondi Ho in mente una casa. E un modo di viverla. la casa di ghiaccio the future Qual’e’ la differenza tra passato, presente e futuro?

Architettura Fiere italia 2010

www.casainmente.it Professione fantasia

Photo Elisa shebaro

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settembre - ottobre 2010

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Il vetro. L’illusione della materia

La casa speziata

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IM.CA. Scelta di qualità

Le terrazze: in armonia con l’architettura

Stefani arredoin Top legno

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Lanificio Cazzola

Fred Building: alti livelli per un concept inedito

Professione fantasia

D.P.S.

Vivai Zanella

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Residence Val

Cumerlato certifica la prima CasaClima a Thiene

Libreria

Solar Globe

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Fiere Italia 2010 / 2011

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63 Soluzioni per acquariofilia ed assistenza a domicilio Alimentazione integrata per tutti gli animali domestici Prodotti per l’ornitologia amatoriale e professionale Moduli per l’habitat ed il trasporto

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S come sostenibilità Living way dedica anche in questo numero ampio spazio alla Sostenibilità. Molti lettori si chiedono però cosa significhi esattamente questo termine e quali siano le sue origini; in questo editoriale è dunque nostro desiderio portare alla vostra conoscenza non solo il significato di tale parola ma anche la sua storia e la sua evoluzione nel corso dei tempi. La prima definizione, in ordine temporale, è stata quella contenuta nel rapporto Brundtland del 1987: “lo Sviluppo sostenibile è uno sviluppo che soddisfa i bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri bisogni”. È la cosiddetta regola dell’equilibrio delle tre “E”: Ecologia, Equità, Economia. Alla fine degli anni Ottanta l’oncologo svedese Karl-Henrik Robèrt diede una nuova definizione sistemicaglobale ed operativa di Sostenibilità: “le Condizioni di Sistema, che comprendono sia aspetti ecologici che sociali”. Una successiva definizione di sviluppo sostenibile, in cui è inclusa una visione globale, è stata fornita nel 1991 dalla World Conservation Union: «... un miglioramento della qualità della vita, senza eccedere la capacità di carico degli ecosistemi di supporto, dai quali essa dipende ». Nello stesso anno Herman Daly ricondusse lo sviluppo sostenibile a tre condizioni generali concernenti l’uso delle risorse naturali da parte dell’uomo, in cui introdusse anche un concetto di “equilibrio” auspicabile tra uomo ed ecosistema. Nel 1994, l’ICLEI ha fornito un’ulteriore definizione di sviluppo sostenibile, come: “Sviluppo che offre servizi ambientali, sociali ed economici di base a tutti i membri di una comunità, senza minacciare l’operabilità

Photo: Elisa Shebaro 6

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Wardrobe Stylist: Adelina Cingolini Model: Shea Prueger @ - Whynotmodels.com Make-up: Erica Vellini @ - greenappleitalia.com Hair: Giorgia Trezzi @ - greenappleitalia.com Manicurist: Allegra Farina @ - greenappleitalia.com


editoriale

dei sistemi naturali, edificato e sociale ,da cui dipende la fornitura di tali servizi”. Ciò significa che le tre dimensioni economiche, sociali ed ambientali sono strettamente correlate, ed ogni intervento di programmazione deve tenere conto delle reciproche interrelazioni. Nel 2001, l’UNESCO ha ampliato il concetto di sviluppo sostenibile indicando che “la diversità culturale è necessaria per l’umanità quanto la biodiversità per la natura, la diversità culturale è una delle radici dello sviluppo inteso non solo come crescita economica, ma anche come un mezzo per condurre una esistenza più soddisfacente sul piano intellettuale, emozionale, morale e spirituale”. In questa visione, la diversità culturale diventa il quarto pilastro dello sviluppo sostenibile, accanto al tradizionale equilibrio delle tre E. Tornando a noi, riteniamo che fosse indispensabile fare un po’ di chiarezza in quanto spesso si confonde la Sostenibilità con il risparmio energetico, mentre come abbiamo visto, i criteri che definiscono la Sostenibilità sono molteplici e articolati. Per Voi lettori interessati a tale tematica segnaliamo, anche in questo numero, la Festa della Sostenibilità, in corso a Schio fino al 17 Ottobre. Riteniamo sia un esempio molto importante e rappresentativo per portare nella vita di tutti i giorni il concetto di Sostenibilità.

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Schio e la città del futuro Al Lanificio Conte l’appuntamento con la Festa della SOStenibilità Si terrà a Schio negli spazi dell’ex Lanificio Conte e dell’omonima piazza antistante la Festa della SOStenibilità 2010: le possibili vie e le vie possibili per la Sostenibilità. Dal 7 al 10 ottobre e dal 13 al 17 ottobre la città scledense ospiterà un ricco calendario di eventi legati alle sperimentazioni e al confronto dei diversi modi con cui intendere l’edilizia urbana rispettosa dell’ambiente in cui viviamo. Questa terza edizione, come le precedenti, si sviluppa attorno a un tema principale. Attraverso alcune mostre, i convegni, le varie attività con le scuole, la mostra mercato e altri eventi si cercherà di riflettere su cosa significa, in pratica, la “Sostenibilità” e come possa essere effettivamente realizzata. Per quanto riguarda l’architettura verranno messi a confronto diversi metodi e percorsi. La mostra metterà uno accanto all’altro tre sistemi costruttivi apparentemente molto diversi tra loro, ma tutti tesi a ricercare un modo sostenibile di costruire. E’ uno stimolo per riflettere su come vogliamo fare Sostenibilità. Troverà spazio anche la questione su come valutare la sostenibilità dei materiali da costruzione, una tematica ancora poco discussa ma sempre più presente nel dibattito nazionale.

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materiali e tecnologie

Al contrario di problematiche più affermate, come ad esempio quella della certificazione energetica, non è ancora supportata da metodi collaudati di giudizio. L’inaugurazione è prevista per il 7 ottobre 2010 con l’inizio di un ciclo di convegni a tema presso la Sala Convegni del Lanificio Conte. Tratteranno le tematiche più varie, dall’esigenza di una pianificazione del territorio più sostenibile ai materiali in architettura, dalla sostenibilità nell’agricoltura ai percorsi etici per rilanciare il tessile nel territorio. Durante il primo fine settimana in Piazza Conte è prevista la presenza della “Casa Ecologica”, mostra itinerante della PAEA – Progetti Alternativi per l’Energia e l’Ambiente. Tutte le iniziative sono rivolte non solo ai tecnici e ai professionisti, ma anche al pubblico, ormai sempre più sensibile a queste problematiche. Si potranno trovare molte informazioni base per “saper scegliere” tra tante proposte di mercato diverse e a volte apparentemente in contrasto tra loro. La festa si concluderà domenica 17 ottobre con la visita al cantiere di “Palazzo Diamante” presso il Lanificio Conte in via Venezia.

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Internazionalizzare l’ecosostenibilità made in Italy “Quando su un cantiere porto un pacco di dieci biglietti da mille franchi, non si riesce a tirarne fuori una camera! Qui, per dieci biglietti, Ford vi dà la prestigiosa vettura che tutti conoscono.” Le Corbusier, 1937 Così il grande architetto iniziava a spiegare la necessità di industrializzare l’edilizia per ottenere qualità e riduzione dei costi. oggi la crisi energetica-economica-ambientale ha reso nuovamente attuali queste considerazioni. L’esperienza del cantiere di Palazzo diamante (edificio in classe A+ illustrato nel numero scorso) ci ha messo di fronte al fatto che per rispondere alle severe prestazioni energetiche richieste per questi tipi di edifici sono necessari sofisticati e precisi dettagli tecnologici i cui costi non sono sostenibile se inseriti in un processo edilizio “tradizionale”.

Un altro aspetto della questione è: ha senso investire in maniera così massiccia in pannelli solari e fotovoltaici, isolamenti, serramenti e quant’altro serve per realizzare edifici ecologici quando le normative urbanistiche di fatto impongono bassa densità, dispersione edilizia e relativa dipendenza dal’automobile? Ha senso occuparsi di risparmiare qualche centinaio di euro di combustibile da riscaldamento e spenderne migliaia per portarci appresso una media di 1,5 tonnellate di metallo ogni volta che usciamo di casa? 10

Molinaro architettura s.r.l.

Via Palazzina, 33 - Cornedo ViCentino (Vi) tel. 0445.952638 - Fax 0445.950421 www. molinaroarchitettura.com info@molinaroarchitettura.com


abitare il nuovo Fortunatamente della necessità di invertire la rotta cominciano a rendersi conto sia politici che giornalisti come david owen che nel suo libro Green Metropolis evidenzia in maniera semplice, ma ben documentata la questione che si può sintetizzare in questo modo apparentemente paradossale: “Gli insediamenti umani concentrati ad alta densità sono intrinsecamente più ecologici di quelli dispersi e diffusi.” Sfortunatamente, specialmente per noi veneti che abbiamo applicato fino al parossismo l’urbanistica a bassa densità, tale tardiva consapevolezza arriva in un momento di arresto del mercato edilizio, questo significa che gli investimenti per industrializzare la produzione edilizia non reggono economicamente. Per cui dobbiamo tenerci quello che abbiamo e operare sull’esistente. Ma ciò vuol dire non solo sostenere i costi di cui si parlava all’inizio, ma anche tenerci le attuali basse densità urbane che implicano l’impossibilità di creare una rete di trasporto pubblico efficiente ed economicamente sostenibile, avere costi sempre più alti per la gestione di strade disperse quindi perennemente intasate e di quello che ci sta sotto: fognature, reti elettriche e idriche. in attesa che qualcuno dia una soluzione a questo rebus la nostra società di progettazione MoLinAroArCHitettUrA s.r.l. ha deciso di impegnarsi in una ricerca sui modelli edilizi a basso consumo e ad alta densità che abbiamo chiamato HerBY tm (acronimo di Helicoidal ecological routing Building Yard che significa edificio ecologico con distribuzione e corte-giardino elicoidali, www.herbyweb.com); da proporre nei paesi a forte crescita urbana ed economica (india, Cina e dintorni).

Con Herby si ottiene elevata densità con un’altissima percentuale di verde; collegamenti senza interferenze tra mezzi pubblici su binari, auto, parcheggi multilivello e pedoni; massima flessibilità funzionale in uno spazio pubblico continuo a misura d’uomo analogo a quelli che troviamo nei centri storici italiani. (esempio in figura). Abbiamo cominciato ad aggregare professionisti e medie piccole aziende del nord-est utilizzando al massimo istituzioni pubbliche come il Centro estero Veneto e associazioni di categoria come Confartigianato di Udine e Confindustria di Verona per l’industrializzazione del prodotto e per i necessari contatti all’estero. tutta questa attività ha cominciato recentemente a dare i primi frutti specialmente in Vietnam dove abbiamo stipulato un contratto di collaborazione con un progettista di Ho Chi Minh City (ex Saigon) e stiamo perfezionando un importante commessa ad Hanoi. i risultati di questa attività saranno illustrati in occasione dell’inaugurazione del polo per l’internazionalizzazione delle imprese nell’ex zuccherificio di Legnago (Vr) alle ore 17 di lunedì 25 ottobre 2010.

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Convegno sul LEED a Schio Dagli Usa un nuovo modo di Fare Sostenibilità Oggi per l’architettura la parola d’ordine è senza dubbio sostenibilità. Mai come ai giorni nostri si è attribuita tanta importanza alle conseguenze dell’attività edilizia sull’ambiente. Su questi temi è incentrato il convegno dal titolo “Il Sistema di Certificazione LEED” che si terrà il 14 ottobre alle ore 15 nella Sala Convegni del Lanificio Conte a Schio.

Il LEED (Leadership in Energy and Environmental Design) è una risposta efficace alle incertezze implicite nella complessa questione dell’impatto ecologico derivante dalle attività edilizie. Si tratta del sistema di valutazione ufficiale del Green Building Council degli Stati Uniti (US-GBC), che funge da punto di riferimento per quanto riguarda la progettazione, la costruzione e il funzionamento degli edifici ecologici. Ad aprire l’incontro che si svolge all’interno della Festa della Sostenibilità di Schio il benvenuto di Luigi Dalla Via, sindaco della cittadina dell’Alto vicentino. Parleranno di Sostenibilità ambientale LEED dei relatori illustri. Discuteranno dei metodi, delle procedure e dei risultati di questa certificazione nuova in Italia l’Ing. Alessandro Speccher, responsabile sviluppo Leed Italia e il Prof. Piercarlo Romagnoni, docente dello IUAV di Venezia. Interverrà anche l’Ing. Filippo Belviglieri per trattare la tematica “Energy and lighting modelling”. Infine, verrà presentato un esempio concreto di costruzione, la prima scuola registrata LEED for Schools Italy a Montebelluna (TV). Ad illustrarne le caratteristiche l’architetto che l’ha progettata, Luisa Fontana della FONTANAtelier di Schio. Presente anche il sindaco di Montebelluna che parlerà dell’esperienza vista dalla parte dell’amministrazione locale. Modererà l’incontro l’Arch. Giuseppe Pilla, presidente dell’ordine degli Architetti di Vicenza.

L’esperienza di FONTANAtelier e dell’architetto Luisa Fontana in particolare è quella della continua ricerca dell’innovazione su più livelli. Lo scopo è quello di costruire delle architetture che migliorino il mondo per aumentare sempre di più la qualità di vita delle persone. « L’architettura – sostiene l’architetto Fontana- racchiude in sé una forte componente sociale poiché le persone vi interagiscono continuamente. Le persone devono sentirsi protette da essa, tutto ruota sempre attorno all’individuo nella progettazione. Il valore di un’architettura si valuta da come ci sta chi la vive. 12

Fontanatelier

Via Romana Rompato, 26 - SCHIO (VI) Tel. 0445.530639 - Fax 0445.505568 www.fontanatelier.com fontanatelier@fontanatelier.com


materiali e tecnologie Poi c’è l’ambiente. L’architettura deve essere parte integrante dell’ambiente. In Italia ci siamo arrivati tardi su argomenti quali risparmio energetico ed ecologia. Va bene comunque che se ne parli, perché solo parlandone può entrare a far parte della cultura comune della gente, che potrà così avere gli strumenti per formarsi un’opinione critica». Con questo intento è stata ideata la scuola materna di Montebelluna, la prima realizzata secondo i canoni LEED for Schools Italia, la cui apertura è prevista fra un anno. Grazie ad un’amministrazione sensibile ai temi della sostenibilità ambientale come quella della cittadina trevigiana, si è potuta sperimentare la nuova certificazione americana che sta prendendo piede in Italia. Introdotta l’anno scorso indaga il comfort interno, la qualità dell’ambiente e l’ergonomia dello spazio. L’edilizia comporta un elevato sfruttamento di risorse naturali e contribuisce in modo significativo alle emissioni di gas a effetto serra che accelerano il cambiamento climatico. Negli Stati Uniti il 39% delle emissioni di CO deriva dagli insediamenti edilizi, che a livello globale utilizzano il 40% delle materie prime disponibili. L’occasione di questa tavola rotonda sulle tematiche riguardanti la qualità dell’ambiente fornisce l’occasione di affrontare le problematiche di applicazione del LEED per l’Italia. Il Prof. Romagnoni si occupa di queste problematiche. Infatti, fa parte del gruppo di lavoro che ha seguito la progettazione della scuola elementare in cui è stato coinvolto anche lo IUAV di Venezia in cui insegna. Il comune ha fatto una convenzione con l’Istituto Universitario per raggiungere l’obiettivo comune di ottimizzare l’architettura con l’ambiente. Una collaborazione proficua, soprattutto sotto il punto di vista dell’utilizzo di software per lo studio della termodinamica, che solo le università in genere possiedono. Ad esempio, si è potuto utilizzare un modello di verifiche termodinamiche analizzando le banche dati meteo e giungere alla conclusione che il vento proveniva da due lati. Così, modificando la copertura dell’edificio, c’è stata la possibilità di adattare la struttura per meglio confluire l’aria. Un’architettura libera, adattabile alle esigenze, che dà maggior significato alla forma. FONTANAtelier si colloca all’interno di un sistema. Lavora con studi d’ingegneria sin dall’inizio, dalla fase d’ideazione del progetto. Concepisce l’architettura come un organismo integrato.

L’ambito della costruzione sostenibile svolge un ruolo non trascurabile nella lotta per il controllo dell’inquinamento e nella ricerca di metodi costruttivi ecologicamente responsabili. 13

Secondo il Green Building Council degli Stati Uniti «il LEED promuove un approccio globale basato sulla sostenibilità degli edifici valutandone le qualità secondo cinque requisiti principali legati a fattori umani e ambientali: lo sviluppo di insediamenti sostenibili, il consumo efficiente dell’acqua, il risparmio energetico, i materiali impiegati e la qualità degli ambienti interni».


LEED Uomo equilibrio economia servizi

vita SOLE globale programmazione

bioDivErsità energia i n t e l l e t t u a l e

vento

equità

sistema eolico

sociale

dimensioni

comunità

Fonti qualità

risparmio energetico

EcoLogia

fotovoltaico esistenza

sostenibile e c o s i s t e m i solare termico

divErSità cuLturaLi

cErtificazionE EnErgEtica

pianificazione

aria acqua tErra visione

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pilastro

sviluppo aMbiEntE LEED nuovo modo di Fare Sostenibilità


materiali e tecnologie Tale sistema prende in considerazione sia l’architettura che le diverse professioni coinvolte nel processo della costruzione. La valutazione globale è senza dubbio più vicina all’obiettivo di incoraggiare un’architettura sostenibile reale, rispetto ad un singolo progettista che sostiene di aver realizzato una struttura più ecologica di quelle vicine. Un’industrializzazione della costruzione cantieristica, che dopo la realizzazione garantisca il monitoraggio dell’edificio. Così da controllare se l’edificio fa ciò per cui è stato progettato e raccogliere informazioni utili da utilizzare come dati per lo sviluppo futuro. Il LEED serve a migliorare tre aspetti: gli aspetti economici, quelli sociali e quelli ambientali. In Italia le normative impiantistiche sono state recepite bene perché sono basate su quelle degli Stati Uniti. Questa certificazione, però, valuta anche la fase di costruzione. Ad esempio come vengono gestiti i rifiuti in cantiere. La gestione del cantiere viene valutata a livello ambientale in un modo che in Italia non esiste. Il livello di punteggio assegnato in questo caso è molto alto. Il LEED, infatti, è strutturato su quattro livelli basati sul totale di punti raggiunti. Si va dai 40 punti base ad un massimo di 110 punti di eccellenza. Questo sistema potrebbe modificare i criteri dell’assegnazione delle gare di appalto. L’ente pubblico potrebbe, tra breve tempo, inserire la logica del punteggio minimo previsto dal LEED per migliorare la qualità delle proposte. La scuola di Montebelluna ha ottenuto un finanziamento normale. Risulta però vantaggiosa sotto molteplici punti di vista. Vuole essere un messaggio positivo. Spiega l’architetto Fontana: «si può fare sostenibilità a costi contenuti. Un atteggiamento fortemente etico alla fine viene apprezzato, perché chiunque arriva a comprenderne le ragioni lo condivide». Elena Guzzonato

Prossimo appuntamento con FONTANAtelier: L’inaugurazione il 23 ottobre del nuovo centro di infanzia Z.I.P a Padova. Commissionato dal Consorzio Zona Industriale e Porto Fluviale di Padova, il nuovo Centro per l’Infanzia è destinato ai figli dei lavoratori dai 3 mesi ai sei anni della zona industriale. Il Centro è un esempio pilota di architettura degli spazi, di risparmio energetico e dell’uso di energia rinnovabile. Progettato dall’architetto Luisa Fontana (FONTANAtelier) e ingegnerizzato da Arup Italia (Milano), il nuovo centro ha coinvolto gli uffici tecnici della ZIP, l’Ente Gestore, l’ULSS locale e il Comune di Padova. Il complesso è concepito come un organismo, costituito da aule a forma di “bozzolo”, rivolte a sud e disposte attorno ad un ampio giardino interno.

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Verner Panton Verner Panton è nato a Gamtofte, nell’isola danese di Fünen, nel 1926. Nel 1944 decide di iscriversi al politecnico e si trasferisce ad Odense, anch’essa nell’isola di Fünen, dove sentirà di dover prendere parte alla resistenza danese contro l’occupazione della Germania. Nel 1947 si iscrive ad un corso di laurea in architettura e studia all’Accademia Reale di Belle Arti a Copenaghen. L’architetto danese è il maggior rappresentante del design scandinavo caratterizzato dalla plastica e dai colori, vicino alle tecnologie moderne degli anni’50 e radicalmente alternativo rispetto alle forme organiche e ai materiali naturali. Nel 1950 comincia a lavorare come assistente di Arne Jacobsen nella progettazione della sedia Ant. Nel 1955 apre il proprio studio di design e le sedute diventano il tema ricorrente della sua attività. Disegna subito le sedie Tivoli e Bachelor, realizzate e immesse su scala industriale dalla ditta Fritz Hansen. Un designer di rilievo che nella sua brillante carriera ha ideato concept audaci e innovativi, sperimentando un linguaggio personale ed eccentrico proiettato nel futuro. Nel 1958 realizza la sedia Cone, progettata per il ristorante Komigen che apre in quell’anno e viene disegnato da Panton per i propri genitori. Questo modello ottiene un grandissimo successo. La Sedia Cone imbottita ha una base in metallo cromato. Una struttura in lamina metallica sagomata supporta l’imbottitura in lattice con rivestimento in tessuto. La forma futuribile della sedia Cone imbottita e delle sedie Cone e Heart in filo metallico, leggermente posteriori, è il risultato della decisione di Panton di abbandonare ogni nozione preconcetta sul design delle sedie. Nella genesi progettuale, il principale intento dell’architetto danese era quello di sviluppare i potenziali insiti nei nuovi materiali, e applicarli nella creazione di nuove forme. 16

Nel 1960 Verner Panton progetta la serie di sedie Stacking, uno dei suoi articoli di maggiore importanza sia a livello stilistico che di evoluzione tecnologica. Viene prodotta in plastica attraverso un singolo stampo, adottando delle tecniche rivoluzionarie per ottenere un design rivoluzionario.


designer e design Si ritiene che questa, detta la sedia impilabile, sia la prima sedia in plastica stampata a iniezione in un solo pezzo. Infatti, la sedia impilabile è famosa per essere la prima realizzata tramite l’uso di un singolo stampo. Concepita in un unico pezzo è il primo progetto realmente unitario di sedia in plastica. Venne posta in produzione di serie soltanto nel 1968. Il prodotto fu all’inizio realizzato in poliestere GFK rinforzato con fibra di vetro. I primi modelli, invece, furono prodotti in Baydur stampato e poi laccato. Nel 1970 venne introdotto come materiale il Luran-S, un termoplastico stampabile a iniezione senza rinforzo. Panton sosteneva che il suo intento fosse quello di dar vita a buoni progetti con nuovi materiali:«i miei pezzi si propongono di essere versatili e accessibili per tutte le classi di acquirenti». Altri celebri capolavori di questo artista sono i prototipi di sedute gonfiabili come la seducente Flying Chair e l’originale S Chair, in compensato modellato per Thonet. La sua creazione più famosa, la sedia Panton è ancora oggi prodotta da Vitra ed è stata pubblicata in copertina da Vogue Inghilterra nel 1995.

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Sedia Panton


designer e design

Sedia Vilbert

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Un riconoscimento meritato visto lo stile davvero inimitabile del suo ideatore. Nel 1994 Ikea ha rieditato una famosa serie di sedie ideate da Panton, la serie Vilbert in compensato modellato, immessa per la prima volta sul mercato nel 1954. Verner Panton, dopo aver vissuto per lungo tempo in Svizzera, è morto a Copenhagen nel 1998.


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MARZO - APRILE 2010

risvegli di primavera residence mimose residence val in sardegna la strada della sostenibilità

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aprile - maggio 2010

la certificazione Energetica degli edifici Cumerlato certifica la prima CasaClima a thiene in sardegna tra terra e cielo...l’attico

Photo Elisa shebaro

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maggio - giugno 2010

Pitti Filati 12ma Mostra internazionale di architettura lanificio Cazzola le terrazze:in armonia con l’architettura …abitare secondo natura...

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giugno - LugLio 2010

gallio Film Festival del cinema italiano. opere prime. lavoro, dignità, tEMPo gian luigi Barcarolo Professione fantasia Wassily Chair osa Code lanificio Cazzola le terrazze:in armonia con l’architettura …abitare secondo natura.. Fiere 2010 www.casainmente.it

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luglio - agosto 2010

divano bocca di gufram il design alle prese con l’eterno mistero della seduzione Professione fantasia osa Code Fiere 2010

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agosto - settembre 2010

Un modo Esclusivo di vivere la Casa n.08 • EditorE CallEidos.it • www.casainmente.it/maGaZine/livinG

adamo dalla Fontana Presidente BdF indUstriEs

george nelson

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Marmo: una pietra splendente...se ben curata

l’alluminio. Materiale del futuro che conosciamo dal passato

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Pannelli Fonoassorbenti...e anche il rumore è musica

Una punta di diamante del design del novecento

intervista a lucia rijker il legno natura ed artigianato insieme per creare uno dei più perfetti materiali. bEYond EntroPY oltre il caos, oltre l’architettura statica, nel flusso energetico del mondo Casa su misura di tasche, di gusti, di spazi lamPada FortUnY Una lanterna magica su nuovi spazi e mondi Ho in mente una casa. E un modo di viverla. la casa di ghiaccio the future Qual’e’ la differenza tra passato, presente e futuro? Fiere italia 2010 www.casainmente.it Professione fantasia

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Curiosità dell’abitare nel mondo

...cosa dico all’idraulico ???

saloni del mobile 2010 intervista all’architetto massimo Broglio

Karim rashid

rivista dEl sEttorE Casa • sEttEmbrE / ottobrE 2010 • anno 5

poliuretano: un materiale al servizio della creatività

sviluppo sostenibile abitare le alpi

alvar aalto

Cosa ho in mente

r i v i s ta d E l s E t t o r E C a s a • a g o s t o / s E t t E m b r E

...più lieve legno convien che ti porti

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Cerca la funzionalita’ e troverai il design

r i v i s ta d E l s E t t o r E C a s a • l U g l i o / a g o s t o

Curare la casa per curarne gli abitanti

intervista a Federico mojentale

ripensare lo spazio Come in una bolla di sapone

2010 • anno 5

alessandro mendini

l’arCo di diana, dea della purezza e della luce

da Bradbury Building a Blade runner

r i v i s ta d E l s E t t o r E C a s a • g i U g n o / l U g l i o

Un inchino di luce la poltrona sacco

gres: solidità ed eleganza sotto i piedi

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domUs arEa l’eleganza del particolare

la cucina: un progetto di Famiglia

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piccoli ritocchi per grandi risultati

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C’era una volta la taverna...

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salone internazionale del mobile di milano. le mostre collaterali

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Un modo Esclusivo di vivere la Casa

49° edizione internazionale del salone del mobile di milano

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Un modo Esclusivo di vivere la Casa

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ottobre - novembre 2010

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L’ARCHITETTO TARQUINIO MORBIATO CONTINUA IL SUO PERCORSO FILOSOFICO DESCRITTIVO, PARLANDO DELL’ABITARE E SOFFERMANDOSI SU COSA SIA L’ARCHITETTURA DI OGGI, ALL’INTERNO DELLE RIVISTA CASAINMENTE.

Recuperare il già esistente trasformandolo in qualcosa di nuovo chiarisce molto su cosa sia l’architettura, sulla necessità di fonderla con l’uso e la funzionalità al pari delle tecniche e della costruzione e sulla necessità ancora più grande di superare sia le une che le altre per farle vivere all’interno dello spazio dell’intelligenza e dell’arte. Creare un HUB o un villaggio urbano o riconvertire in MEDORO un ex cinema senza dare risposte preconfezionate, troppo rapide o troppo compiacenti.

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esperienze ed eventi

Architettura Organizzazione dello spazio in cui vive l’uomo. Personalmente mi piace ampliare tale termine con il nome: “architettura intorno all’uomo”. Mai come in questo momento storico vi è la necessità di estendere il significato del termine architettura. In varie epoche è stato principalmente utilizzato per comunicare lo stato di evoluzione dell’uomo o per darne una visione futura. Oggi l’architettura, “il costruito”, ha significato se visto come strumento per l’evoluzione dell’uomo. Oltre ad essere un contenitore…definire degli spazi…essere bello e solido, deve principalmente essere utile, utile all’uso e permettere all’uomo di esprimersi e sperimentare nuovi modelli comportamentali. E’ per queste ragioni che, oltre alla progettazione di edifici, mi dedico allo sviluppo di progetti sistemici nei quali vi sia la possibilità per l’utilizzatore finale di vivere una esperienza formativa attraverso l’uso dello spazio, non spazio predefinito, ma libero da condizionamenti precostituiti. Così facendo è possibile utilizzare tali spazi per molteplici usi. Uno spazio prende una destinazione nel momento in cui si introduce un oggetto al suo interno. Se l’oggetto inserito è neutro lo spazio continua ad essere neutro: privo di una destinazione. Nel progetto noMADE ho studiato degli oggetti neutri che solo attraverso l’intervento dell’uomo prendono una forma d’uso. Il progetto noMADE ha come obiettivo principale quello di dare all’utilizzatore attraverso l’intervento della sua creatività, la facoltà, l’uso e la destinazione degli oggetti che io definisco: “mobili, non immobili”. LO SPAZIO, PER ESSERE UTILIZZATO AI MOLTEPLICI USI, DEVE ESSERE “APERTO”. L’open space è un’altro degli aspetti principali a cui io faccio riferimento. L’uomo negli spazi aperti “ha imparato ad esprimersi”. Pensiamo ad una piazza: si possono vedere persone nello stesso momento coinvolte in più attività, o in tempi diversi essere utilizzata per il mercato, un concerto o un evento. In un progetto che coinvolga più edifici, sia esso di riqualificazione o nuovo, si deve tener conto della condivisione. Il valore aggiunto di un “villaggio” è dovuto al suo sviluppo nel tempo, al suo equilibrio tra uso, destinazione e persone coinvolte, ed una mutazione nelle sue condizioni esterne per fattori non governabili, ne rompe l’equilibrio. Nella società moderna, dove tutto cambia in continuazione, è necessario progettare sistemi liberi da vincoli, che siano estremamente flessibili. Sarà quindi fondamentale realizzare edifici o sistemi di edifici dove sia possibile variarne l’uso e al tempo stesso che possano essere vissuti da una varietà di persone che siano l’esatta espressione delle molteplici richieste del mercato. Il progetto HUB tiene conto del fattore condivisione e quindi al suo interno convivono aree residenziali, direzionali, artigianali, commerciali ed altro ancora, ma tutte legate tra di loro. Ampliabili e/o sostituibili, spazi dove l’uomo ha la possibilità di lavorare, vivere e passare del tempo libero dedicandolo alla cura del corpo, della mente e dello spirito. Non esiste più differenza tra lavoro, tempo libero e famiglia. Anche se tutti noi abbiamo bisogno di nostri spazi, la cosa che manca di più e’ il tempo per viverli questi momenti. Spazi nei quali l’uomo e’ posto al centro: progettare seguendo i principi di “architettura intorno all’uomo” da una risposta al termine architettura del terzo millennio. Tarquinio Morbiato Architetto www.tqproject.it

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Selene Sedia sovrapponibile in Reglar Esposta nei più importanti musei e collezioni del mondo, come il Moma di New York e il Vitra Design Museum, la sedia Selene è uno dei pezzi di design progettati da Vico Magistretti più venduti al mondo. Prodotta da Artemide nel 1969 è tutt’ora proposta in Italia. Adatta sia per interni che per esterni è una sedia dall’impronta modernista estremamente maneggevole. Realizzata attraverso un processo di stampaggio ad iniezione, la sua particolare sagoma ne permette una perfetta impilabilità. Selene, ideata dall’importante designer milanese, è in poliestere rinforzato con fibra di vetro Reglar. Vico Magistretti pensò quest’oggetto con l’intento di creare una sedia in un unico pezzo, da produrre in plastica stampata a compressione e con una forma tradizionale a quattro gambe. L’architetto superò brillantemente le difficoltà tecniche derivanti dalla solidità delle gambe, configurandole a «S». Trovò questa soluzione sulla base del design delle gambe di un suo tavolo, Stadio, del 1966, stampato anch’esso ad iniezione. Sulla stessa linea troviamo anche le sedie con braccioli Gaudì e Vicario, entrambe progettate nel 1970 e costruite in modo simile, egualmente sobrie. In Italia l’industrial design è stato un fenomeno caratterizzante. Nella nostra lingua si può tradurre come «progettazione per l’industria», indicando tutte le attività della progettazione relativa alla realizzazione di oggetti in serie secondo i procedimenti della produzione industriale.

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designer e design

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designer e design All’origine dell’industrial design si collocano le principali tappe storiche delle Arts and Crafts inglesi, dell’Art Nouveau europea e del Bauhaus in Germania, derivanti dalle precoci esperienze dell’Ottocento sui nuovi materiali costruttivi e sull’uso di elementi prefabbricati dell’ingegneria francese e inglese. Queste e altre esperienze hanno definito una metodologia progettuale nuova, difficile da definire perché abbraccia ambiti diversi. I prodotti dell’industrial design investono tutti gli aspetti della vita contemporanea, caratterizzando sia l’ambiente urbano che quello domestico. Il design italiano è noto e apprezzato sui mercati internazionali per la creatività e l’intelligenza dei progettisti fin dal suo brillante sviluppo dopo il 1945. La maestria di artisti come Vico Magistretti è giunta fino ai giorni nostri, portando con sé la qualità e l’eleganza inconfondibile degli oggetti d’arredo come la sedia Selene.

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esperienza senza tempo

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Sobria eleganza sussurrata.

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Un progetto esclusivo firmato Arthesi in una abitazione immersa nel verde, dove natura e tecnologia si incontrano in perfetto equilibrio. Nelle foto: isola con ante laccate bianco opaco con lavorazione a 45째, piano in quarzo silicio, cappa telescopica a scomparsa su piano. Parete attrezzata con elettrodomestici ad alte prestazioni.

Sede e produzione Molino di Altissimo I 36070 VICENZA Italy

Showroom Via Lanza, 108 I 36100 VICENZA Italy T +39 0444 291026 I info@arthesi.it

www.arthesi.it


HO IN MENTE UNA CASA E UN MODO DI VIVERLA L’ARTE NEL CONTESTO ABITATIVO Ogni mese una casa e l’armonia dei suoi colori secondo le ultime tendenze dell’architettura d’interni. Anche l’arte, come ogni altro elemento della casa rispecchia la personalità di chi la abita. Scegliere un quadro è come scegliere una luce o un colore e ha lo scopo di creare uno spazio per far star bene noi e le persone che ci circondano.

LA CASA SPEZIATA

Il quadrio: PINO GUZZONATO “Rinoceronti”, pittura su carta di the, 240x80 cm – 2008

La casa speziata è accogliente, calda e eclettica. I suoi colori, dal chili red al sari pink, riscaldano anche grandi saloni freddi e impersonali. Zafferano, cannella, noce moscata, ginger combinati con oro, marrone scuro e verde bottiglia inducono a fermarsi nello spazio. Sono gli ambienti migliori per grandi intime chiacchierate. Le sedute sono comode, ampi i divani e le poltrone, tappeti sui pavimenti.

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PINO GUZZONATO Hanno scritto di lui e per lui critici, artisti, poeti, intellettuali, tra gli altri: Fernando Bandini – poeta, Ilvo Diamanti – politologo, Umberto Eco – scrittore, Arrigo Lora-Totino – padre della poesia sonora italiana, Luigi Meneghello – scrittore, Marco Paolini, Antonio Paolucci – esperto d’arte italiana, già Ministro dei Beni Culturali e nuovo direttore dei Musei Vaticani, Mario Rigoni Stern – scrittore. PINO GUZZONATO “Tombino”, impronta in carta su ferro, 67 x 97 – 2008

PINO GUZZONATO “Libri in piedi”, plexiglass e materiali vari, h da 160 a 180 cm – 2007

abitare l’arte

I colori della CASA SPEZIATA armonizzano bene con forme e oggetti organici, libri e ricordi di viaggi. Allestiamo le pareti con le carte di Pino Guzzonato e utilizziamo i suoi libri in piedi per arricchire lo spazio di significato e poesia. In alternativa possiamo inserire i tappeti di Dania Zanotto. Sono tappeti da preghiera realizzati con oltre 20 materiali diversi per ottenere un risultato materico e cromatico straordinario. I tappeti si appendono alle pareti singolarmente o in interessanti allestimenti. PINO GUZZONATO realizza raffinate carte con fibre naturali. Sulle carte dipinge o prende impronte di tronchi d’albero, porte, muri, tombini rubando agli oggetti la polvere e la memoria e regalando loro una nuova esistenza. DANIA ZANOTTO è una scultrice, grande conoscitrice e ricercatrice della materia. Crea con materiali sintetici industriali abiti e oggetti attinenti alle religioni, alle credenze e ai dogmi dei paesi per lo più orientali. Le forme che realizza sono intrise di spiritualità e colpiscono per la loro forza evocativa.

DANIA ZANOTTO “Quibla”, tappeti da preghiera in garza, lattica, spugna, sabbia, 70x130 – 2009

DANIA ZANOTTO ha vinto nel 2008 la sezione scultura del Premio Internazionale Arte Laguna e nel corso degli ultimi anni è stata selezionata in alcuni dei più importanti premi nazionali come il Premio Aletti e il Premio Cairo.

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FRANCO IONDA, “Bagnasciuga 5” tecnica mista su tela, 73x106 cm -2006

LUISA RAFFAELLI, “Tracce” foto pittura digitale, 130x120 cm -2008

JASMINE BERTUSI, “Senza Titolo” serie Roma, light box e stampa fotografica, 64x44x15 cm -2009

Trovarsi per capire, per ascoltare, per valutare. Per decidere insieme.

Le idee giuste nascono solo da persone che lavorano insieme con la stessa energia. Per questo chi cerca un’opera d’arte potrà cogliere nelle nostre proposte la genuinità di opere originali perché frutto di vero dialogo tra artisti, curatori, galleria e cliente. Credo che il nostro lavoro rappresenti una contemporaneità assetata di leggerezza, intensità e autenticità. Chiamatemi per sottopormi la vostra ricerca, troveremo insieme la soluzione che meglio vi rappresenta.

MATKO VEKIC, “Tv choice”, olio, cera, vernice su tela, 81x75 cm – 2007

DANY VESCOVI, “S.T. (Campo 1)”, tecnica mista su lino, 120x150 cm - 2009

GIAN MARCO CAPRARO, “Kristiania” olio su tela, 100x70 cm - 2009

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Il vetro. L’illusione della materia Un materiale architettonico d’arredo

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Plinio il Vecchio narra di alcuni marinai che dopo essere sbarcati su una spiaggia per mangiare, per sorreggere le pentole avessero usato la sabbia fine della spiaggia e il nitro (soda) di cui era carica la loro nave. Dopo aver acceso il fuoco si accorsero che sotto al tegame scorreva un liquido incandescente che si trasformava in materia traslucida. Così, secondo il mito, nacque il vetro. Probabilmente la nascita del vetro si deve alle ricerche degli artigiani ceramisti, i quali già 5000 anni prima di Cristo conoscevano la composizione dello smalto, utilizzato come rivestimento vetroso di perline e vasi in ceramica. Di certo il vetro nacque tra Egitto e Fenicia. I primi oggetti interamente vitrei a nucleo friabile risalgono al periodo che va dal 2000 al 1500 a. C. Considerato un materiale nobile, gli Egizi sperimentarono diverse tecniche di lavorazione: la pasta di vetro, il termoformato e il vetro soffiato che ebbe poi larga diffusione durante l’Impero Romano. Furono perfezionate in quel periodo sia la tecnica del vetro soffiato all’aria aperta sia quella con stampi, che permisero la produzione di oggetti alla portata di tutti. Anche i Romani divennero maestri vetrai. Crearono, infatti, il vetro per mosaico, introdussero il decoro a cammeo, incisero e tagliarono il vetro. Infine inventarono i muri trasparenti: le finestre. Con il declino dell’impero romano nel 476 d. C. la produzione di vetro fu pressoché abbandonata. Bisogna attendere il Medioevo per trovare la vetrata, una superficie più elaborata rispetto al vetro romano per finestre, composta da un mosaico di piccoli pezzi colorati e tenuti assieme prima con bronzo o marmo, poi con piombo. La vetrata instaura un nuovo rapporto tra vetro, architettura e rito religioso, valorizzando la simbologia della luce. Nell’arte vetraia contemporanea il rinnovamento estetico del vetro parte dalla seconda metà dell’Ottocento. Iniziò un’importante discussione, prolungatasi fino ai giorni nostri, per definire il ruolo dell’industria e dell’artigianato nella preparazione del vetro. Il problema venne posto dal movimento inglese Arts and Crafts, che indusse gli artigiani a prendere una posizione per frenare la massificazione causata dall’attività industriale. All’inizio del XX secolo l’Art Nouveau valorizzò le “arti minori” e il vetro entrò di prepotenza nelle opere architettoniche e nell’arredo d’interni. Il vetro, composto artificiale, è la sintesi di tre grandi famiglie di elementi naturali: vetrificanti, fondenti e stabilizzanti. L’elemento vetrificante principale è la silice, sottoforma di quarzo. Un tempo si utilizzava sabbia comune, purché fine. Ne risultava però un composto verdastro a causa delle impurità, soprattutto di origine ferrosa. Poiché la silice fonde a temperatura molto alta, viene amalgamata con fondenti che ne abbassano il punto di fusione, come la soda e la potassa. Il composto manca però di stabilità, è “solubile in acqua”. Per questo motivo bisogna ricorrere a una terza famiglia di elementi stabilizzanti, come gesso e allumina, che rendono il mélange più resistente all’umidità e all’aggressione dei prodotti chimici. Vetrificante, fondenti e stabilizzanti hanno bisogno del calore, che a partire da 1280°C li trasforma in una nuova mescolanza completamente liquida. Con un successivo raffreddamento il composto torna allo stato solido, dando vita al vetro. L’industria ha fortemente agevolato la produzione di questo materiale, sia per la purezza della materia prima, sia per i tempi di meccanizzazione. Il progresso tecnologico permette di ottenere prodotti che superano continuamente se stessi.


materiali e tecnologie Ad esempio, l’utilizzo del vetro per l’illuminazione, sia nella lampadina che nel neon. Tirare questo materiale fino all’estremo creando dei fili porta ad ottenere la lana di vetro, eccellente isolante termico, molto utile come materiale da costruzione. Con i fili di vetro si fabbricano tessuti, incombustibili e isolanti elettrici. Inoltre si possono aggiungere alla plastica per darle la rigidità e la resistenza che altrimenti non avrebbe. Ora l’industria produce il vetro float, delle grandi lastre di vetro con uno spessore e delle superfici molto omogenee. Prende il nome dalla tecnica di lavorazione, in quanto galleggia su una superficie di stagno fuso. Infine, non si può non ricordare i palazzi di vetro e i pannelli solari che catturano l’energia, le grandi conquiste tecnologiche che hanno cambiato i costumi e le abitudini dell’uomo contemporaneo. Come materiale di costruzione Il vetro è un materiale fragile. Trova impiego sotto forma di lastre nella realizzazione degli infissi, per le finestre o per le facciate continue. Permette alla luce di entrare negli ambienti interni e al tempo stesso isola l’edificio dagli agenti atmosferici. Può essere utilizzato anche a scopo decorativo, realizzando ad esempio delle vetrate a mosaico. Le lastre di vetro possono essere assemblate in strati, tra cui viene lasciata un’intercapedine. Si parla in questo caso di vetrocamera. L’utilizzo della vetrocamera permette un buon isolamento termico e acustico. Esiste anche la possibilità di creare dei “mattoni” in vetro, detto vetrocemento. È possibile realizzare pareti divisorie in vetrocemento che permettono il passaggio della luce mantenendo allo stesso tempo una certa privacy. Per porre rimedio alla fragilità del vetro si utilizzano alcuni accorgimenti. Per quanto riguarda la sicurezza la troviamo declinata in tre tipi di lavorazione: in vetri armati (o retinati), prodotti inserendo in fase di laminazione, quando il vetro è ancora fluido, una rete metallica che ha la funzione di trattenere i frammenti in caso di urto; in vetri temprati, soggetti a trattamenti termici atti ad aumentarne la resistenza all’urto e di conseguenza quando si rompono si frantumano in piccoli frammenti con spigoli arrotondati; in vetri stratificati, interponendo tra due lastre di vetro, di norma temprate, un foglio di materiale plastico.

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materiali e tecnologie Il vetro stratificato (in inglese laminated glass) è stato inventato nel 1909 dal chimico francese Edouard Benedictus. Lo scienziato si è ispirato ad un flacone rivestito da uno strato plastico di nitrato di cellulosa che per una disattenzione in laboratorio è caduto e si è rotto, ma senza aprirsi in pezzi. Il vetro stratificato è realizzato unendo due o più strati di vetro ordinario alternato a un foglio plastico solitamente in polivinilbutirrale (PVB). Il PVB è unito “a sandwich” con il vetro che è poi scaldato a 70°C e pressato con rulli per espellere l’aria ed unire i materiali. L’operazione viene conclusa inserendo il sandwich così composto in un’autoclave a temperatura e pressione costante, dove si completa il processo di espulsione dell’aria, rendendo così il vetro laminato nuovamente trasparente. Lo strato intermedio mantiene i pezzi di vetro in posizione anche quando il vetro si rompe, e con la sua resistenza impedisce la formazione di larghi frammenti affilati. La resistenza del vetro aumenta secondo il maggior numero di strati e dello spessore. Lo strato di PVB dona al materiale anche un maggiore effetto di isolamento acustico e riduce del 99% la trasparenza alla luce ultravioletta. Il vetro stratificato è normalmente impiegato dove ci può essere il rischio di impatti con il corpo umano, oppure dove il pericolo possa derivare dalla caduta della lastra se frantumata. Le vetrine dei negozi e le zone parapetto delle vetrate interne ed esterne sono tipicamente realizzati con questo tipo di materiale. Viene considerato un vetro di sicurezza grazie alla capacità di mantenersi compatto se fratturato. Il vetro temprato si ottiene per indurimento tramite un trattamento termico definito tempra. Il pezzo deve essere tagliato alle dimensioni richieste e ogni lavorazione, come la levigatura degli spigoli o la foratura e la svasatura, deve essere effettuata prima della tempra. Il vetro è posto su un tavolo a rulli su cui scorre all’interno di un forno che lo riscalda alla temperatura di 640°C. Quindi viene rapidamente raffreddato. Questo processo ne causa l’indurimento, mentre la parte interna rimane calda più a lungo. Il successivo raffreddamento della parte centrale produce uno sforzo di compressione sulla superficie, bilanciato da tensioni distensive nella parte interna. Non tutti i vetri sono temprabili. In particolare, se presentano forme articolate o numerosi fori vicini tra loro, possono rompersi durante il trattamento termico a causa delle tensioni interne del materiale. Il vetro temprato è circa sei volte più resistente del vetro float perché i difetti superficiali vengono mantenuti “chiusi” dalle tensioni meccaniche compressive, mentre la parte interna rimane più libera da difetti che possono dare inizio alle crepe. Per evitare la frantumazione del vetro in molti piccoli frammenti il taglio deve essere effettuato prima della tempra e nessuna lavorazione può essere fatta dopo. Applicazioni specifiche Il vetro temperato per la sua maggior robustezza è spesso impiegato per la realizzazione di elementi senza struttura portante, tutto vetro, come porte in vetro e applicazioni strutturali e nelle zone parapetto. È anche considerato un “vetro di sicurezza” in quanto, oltre ad essere più robusto, ha la tendenza a rompersi in piccoli pezzi smussati poco pericolosi. In alcune situazioni però si possono avere problemi di sicurezza a causa della tendenza del vetro temprato a frantumarsi completamente in seguito ad un urto sul bordo. Da un punto di vista ottico la lastra di vetro può presentare delle distorsioni determinate dal processo di tempera rispetto ad un vetro non temperato. Le fibre di vetro sono un materiale utilizzato per la produzione di materiali compositi, ovvero materiali strutturali avanzati in cui diversi componenti sono integrati tra loro per produrre un materiale di resistenza superiore. L’esperienza comune ci dice che il vetro monolitico è un materiale fragile.

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materiali e tecnologie Se esso invece viene filato a diametri d’ordine inferiore al decimo di millimetro perde la sua caratteristica fragilità per divenire un materiale ad elevata resistenza meccanica. La fragilità del vetro comune è dovuta al gran numero di difetti della cristallizzazione che agiscono come microfratture e zone di concentrazione degli sforzi. Al contrario, la fibra di vetro non presenta questi difetti, per cui raggiunge resistenze meccaniche elevate. Si distinguono vari tipi di fibre a seconda delle loro caratteristiche che ne condizionano l’impiego. Le fibre di vetro sono largamente utilizzate nella produzione di compositi strutturali in campo aerospaziale, nautico, automobilistico, associati a matrici di resine sintetiche. I compositi a fibre ottiche risultano economici, tecnologicamente semplici da produrre e hanno ottime caratteristiche meccaniche a basse temperature d’esercizio. Nel campo dell’ingegneria civile le fibre di vetro sono impiegate nella realizzazione di manufatti in fibrocemento. La vetroresina o VTR è un tipo di plastica rinforzata con vetro sottoforma di tessuto o TNT (feltro a fibre orientate casualmente) impregnate con resine termoindurenti come poliestere o epossidica, che induriscono dopo la lavorazione per intervento di catalizzatori ed acceleranti. É nota anche come plastica rinforzata con vetro o plastica rinforzata con fibre di vetro. A partire dagli anni Cinquanta la vetroresina ha avuto molte applicazioni per la costruzione di oggetti esposti agli agenti atmosferici, come ad esempio i lucernari e le piscine. Per la sua resistenza alla corrosione in ambienti basici, come l’acqua marina, viene utilizzata per produrre tubazioni e vasche. Piuttosto diffusa l’applicazione nel settore edile, soprattutto in seguito alla verificata insorgenza di tumori dovuta alla respirazione delle fibre di amianto presenti nei manufatti in cemento-amianto, un materiale precedentemente molto utilizzato per le coperture industriali e civili.

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Il giardino a ottobre Mese importante per potature e risistemazione del giardino. Su cespugli, alberi e tappeto erboso, con un buon e corretto intervento, li possiamo preparare in maniera corretta alla stagione più fredda. Le potature, per chi segue una cadenza biologica, fatto salvo casi particolari, si consiglia di eseguirle con la luna calante, mentre per effettuare le semine (o risemine), si consiglia di eseguirle con la luna crescente in modo tale da stimolare la radicazione del prato. Le concimazioni, vanno eseguite tenendo conto del periodo, ma soprattutto seguendo le varie caratteristiche della tipologia di essenza che intendiamo nutrire. L’autunno ora sta prendendo possesso a pieno ritmo del giardino e quasi magicamente lo trasforma in un tripudio di colori e profumi che non può lasciarci indifferenti. Troviamo l’Arbutus Unedo, conosciuto meglio con il nome di Corbezzolo, che con la sua crescita può arrivare fino ai 4 mt. e una larghezza del fogliame di 3 mt. Ottimo sempreverde, abbastanza rustico, caratteristico della macchia mediterranea, ha un bel fogliame coriaceo che d’inverno assume sfumature rossastre. La sua corteccia squamata determina un tronco particolare, fiorisce con fiori bianchi campanulati e frutti rossi come fragole presenti contemporaneamente dall’autunno fino in inverno avanzato. Questo tipo di pianta preferisce posizioni soleggiate, teme il terreno calcareo e i geli prolungati. Si può impiegare come cespuglio isolato, in gruppo, è ottimo come barriera sempreverde, siepe libera o formata. Il Baccharis “halimifoglia” (Senecione) con la sua forma eretta, che può raggiungere un’altezza di 3 mt., dopo la fioritura con fiori bianchi a settembre, si riempie di frutti decorativi proprio in questo mese. Arbusto che resiste al mare, con il suo fogliame semipersistente e grigiastro. Tra le erbacee perenni, troviamo ancora in fioritura in questo periodo l’Aster “novi belgii”, con i suoi fiori da semplici a semidoppi, che variano come colorazione dal rosa al rosso, bianco, lavanda, celeste o blu. Questo perenne ha bisogno di spazio perché può raggiungere una altezza di 120 cm. e una larghezza di 90 cm. Il Polygonum “affine”, erbacea perenne, prospera anche nei terreni poveri e resiste con facilità ai geli. Termina in questo mese, dopo aver iniziato a luglio , la sua fioritura di fiori in spighe, rosa o rosse. La particolarità delle sue foglie persistenti, elittiche - lanceolate, lunghe fino a 15 cm., è che in questa stagione dal color verde virano verso il bronzeo.

Il Giardino in Autunno Corso per avere informazioni teoriche e pratiche per cosa fare nel giardino in autunno.

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Il corso si terrà Venerdì 22 Ottobre 2010 dalle ore 20.00 alle ore 22.00 presso la Sede dei VIVAI F.lli ZANELLA s.n.c. Posti limitati, si consiglia l’iscrizione direttamente presso la sede. Quota per la partecipazione € 15,00 Per ulteriori informazioni chiamare al n. 0445.637053 o al n. 329.6385482


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Professione fantasia Oggi il design si sta dirigendo velocemente verso nuove forme di approccio, rispetto alla problematica relativa all’uso a cui destinare una creazione: iniziano a scomparire le semplici forme precostituite, e appaiono sempre più frequentemente idee che richiedono allo sviluppatore e al fruitore di mutare punto di vista intorno ad esse. Ecco perché oggi parliamo di Alberto, Dodo, Korzina e Zontik: Perché sono quattro idee di design (marchiate Casamania) che non si possono guardare da un solo lato, e che non ammettono di essere usate in un solo modo. Sono quattro oggetti che permettono a colui che le compra, di girarle, osservarle, scegliere la loro posizione nello spazio e nell’atmosfera. E poi, di farne un po’ quel che gli pare.

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Alberto è un simpatico albero dai colori antinaturalistici che cresce ovunque: in casa, in giardino, sul terrazzo. Struttura realizzata in polietilene (resina termoplastica dalle ottime proprietà isolanti e di stabilità chimica) tinto in massa mediante stampaggio rotazionale, Alberto si presenta come un semplice alberello stilizzato. Ricorda sia le scenografie delle recite scolastiche o dei programmi per bambini, che alcune interessanti visioni artistiche dell’ultimo cinquantennio.


designer e design Disponibile in colori pastello (nelle tinte arancio, azzurro, bianco, marrone, verde), Alberto può essere utilizzato da solo come semplice appendiabiti o, unito tramite fili – non inclusi - ad un altro Alberto, può diventare uno stendibiancheria che non si deve riporre. Alberto (il cui design è una creazione di Fabrica, il centro studi sulla comunicazione del gruppo Benetton, nato nel 1994 con lo scopo di coniugare arte e cultura industriale) può essere usato sia all’aperto che al chiuso, grazie ad un fissaggio direttamente a terra, o ad una base quadrata in metallo. Perché un giardino di plastica o un albero di plastica in giardino sono ormai oggetti che ci consentono di vivere differentemente i nostri spazi senza doverli continuamente cambiare. Li cambiano loro.

Diverso ma non troppo è invece il discorso su Dodo, sgabellocontenitore firmato Pastorino e Suarez (della cui produzione, qualche mese fa, avevamo visto la sedia X-Stile). Dodo è un uccello estinto: ma nella fantasia di tutti noi, rivive ancora. E come fa a vivere sempre uguale, se la memoria e la fantasia sono ciò che più è mutevole e in continua variazione e riformazione? Dodo si presenta come un contenitore di polietilene disponibile in rosso, verde e bianco. Può essere uno sgabello, se lo giriamo all’insù. Ma se lo capovolgiamo (o capovolgiamo noi stessi, o cambiamo posizione sua e nostra), Dodo è uno sgabello. È un giocattolo modulare ad incastro, ancora. E tutto ciò, Pastorino e Suarez l’hanno ottenuto creando una struttura modulare che coniuga le funzioni e che ripensa le forme. Dodo è realizzato, come Alberto, in polietilene tinto in massa, ottenuto mediante stampaggio rotazionale. E, come Alberto, è perfetto in ogni condizione climatica o abitativa, all’esterno e all’interno. E anche dritto o rovescio. Consideriamo invece Korzina e Zontik come due fratelli: per questo ne parliamo assieme. Korzina e Zontik sono due forme similari nate dalla stessa mente creativa, quella di Karim Rashid, creativo angloegiziano che è ormai una figura leader nel campo del design di interni, oggettistica e illuminazione.

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designer e design Korzina sarebbe un cestino: almeno, il suo nome significa questo. Ma Korzina è pensato per essere una forma mutevole che nasconde le altre forme. Korzina è un cestino, un portaoggetti, e perfino un nascondioggetti. Korzina è pensato anche per nascondere tutti gli oggetti che a volte vogliamo “mettere a posto”; e qual è il posto? Korzina. L’oggetto, bicolore (esterno e interno) è disponibile in più abbinamenti: rosa e bianco, oro e bianco, argento e bianco, nero e bianco, arancio e magenta, azzurro e verde, verde e blu, bianco e arancio. Delle due superfici, quella esterna è disponibile ancora in due varianti, questa volta relativamente alla finitura: lo stesso colore può essere richiesto con verniciatura protettiva opaca o verniciatura lucida. Anche il fratello di Korzina è bicolore, ed anch’ esso è realizzato in polietilene tinto in massa ottenuto mediante stampaggio rotazionale. Ma il fratello di Korzina non è un nascondioggetti. Si chiama Zontik ed è un portaombrelli e un proteggiambiente. Zontik è forse l’unico, tra le quattro idee che esploriamo questo mese, a non avere più funzioni…apparentemente. In realtà, due funzioni Zontik le ha, solo che entrambe sono connesse al suo ruolo di portaombrelli. L’oggetto è dotato di sei fori per la raccolta degli ombrelli, appunto: ma contiene anche un sistema di raccolta dell’acqua che solitamente gocciola dagli ombrelli. Il suo secondo ruolo, dunque, è quello di mantenere ancora più asciutto del solito il pavimento. Anche Zontik è una creazione bicolore, ed è disponibile nelle stesse tonalità di Korzina. Come Korzina inoltre, anche Zontik è rifinito in verniciatura opaca o lucida. Non è difficile per i designer immaginare un nuovo mondo, perfino senza voler creare nuove forme. Forse, basta cambiare punto di vista e angolazione: se le vecchie forme sono riconoscibili e amichevoli anche capovolte, vuol dire che funzioneranno sempre ed ovunque.

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Foto gentilmente concesse da Arredamenti Rossi Schio


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A completare l’intero nucleo abitativo, sempre nella zona notte, una terrazza di quaranta metri quadrati. A renderla particolarmente interessante un solarium che si affaccerà sulle montagne dell’Altopiano. Sotto, al piano terra, verrà ubicato il garage doppio. Nel piano interrato saranno ricavati i locali di servizio, con taverna e relativo bagno. La progettazione del complesso Mimose vanta gli accorgimenti più specifici, dai serramenti realizzati in PVC con vetro a doppia camera isolante, alle pavimentazioni con copertura alla veneziana nella zona giorno e con listoni di legno nella zona notte. I bagni, dotati di sanitari sospesi, saranno realizzati con ceramiche di prima qualità. La sicurezza dell’edificio verrà garantita dalla possibilità d’installare un impianto di allarme. Prevista anche la comodità di poter dotare di motorizzazione i basculanti di accesso al garage, in modo da consentirne l’apertura in automatico. L’attenzione nella costruzione e nel risparmio energetico saranno centrali nella realizzazione del Residence. Mimose sarà realizzato con struttura in cemento armato antisismica. I dettagli costruttivi garantiscono la ricerca del massimo confort abitativo e dell’isolamento acustico e termico. Verranno realizzati, infatti, un cappotto esterno isolante ed un pacchetto di copertura con doppio isolamento, mentre per la parte impiantistica è previsto il riscaldamento a pavimento con una caldaia a condensazione ad alta efficienza energetica. Nel pieno rispetto della nuova normativa sulla sostenibilità ambientale verrà installato a scelta un impianto di tipo fotovoltaico o a pannelli solari, per sfruttare al meglio le potenzialità di risparmio dell’uno o dell’altro sistema. Inoltre, attraverso la raccolta dell’acqua piovana mediante un collegamento tra grondaie e una cisterna, sarà possibile riutilizzare l’acqua per lo scarico del wc e per il giardino.

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Cumerlato certifica la prima CasaClima a Thiene certificazione energetica e innovazione per il residenziale Gli edifici certificati casaclima dall’Immobiliare cumerlato sono abitazioni a basso consumo energetico, ecologiche ed energeticamente efficienti. le costruzioni vengono realizzate con particolare cura nell’isolamento, nell’eliminazione delle dispersioni termiche e nell’efficienza degli impianti tecnologici in modo da ottenere delle abitazioni di categoria B. tale tipologia di abitazioni ha un fabbisogno termico annuo inferiore a 50 kWh/m². Per ottenere questo grande risultato ogni abitazione viene dotata di pannelli solari e boiler di accumulo per la produzione di acqua calda. le caseclima di categoria B certificate cumerlato possono anche essere definite, sotto il profilo dei costi, case da 5m³. Infatti, è questo il loro consumo di metano per ogni metro quadrato di superficie abitata. Ad agevolare la scelta di abitare rispettando l’ambiente e riducendo i consumi c’è un contributo facile da ottenere previsto dal pacchetto di incentivi economici varati dal consiglio dei Ministri lo scorso 19 marzo 2010. Per tutti coloro che decidono di acquistare delle case di nuova costruzione ad alta efficienza energetica, da utilizzare come prima abitazione, è previsto un contributo di 83 euro al metro quadro, con un massimo di 5mila euro per la classe B.

Nei dati forniti dall’agenzia Casa Clima, unico ente certificatore riconosciuto a livello nazionale, la classe D dello standard delle case esistenti, una classe intermedia non certo delle peggiori, ha un fabbisogno termico annuo di 90 kWh/(m²·a). Le abitazioni di categoria B come queste, invece, hanno un consumo di 50 kWh/(m²·a). Significa che il livello medio di consumi annuo per una casa di nuova costruzione è di 9m³ di metano per metro quadrato, mentre quelle certificate da Cumerlato consumano solo 5m³ di metano per ogni metro quadrato di superficie abitata.

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Il lanificio Cazzola, edificio risalente al 1860 e rimasto produttivo fino agli anni ’90 del secolo scorso, oggi ritorna a vivere attraverso il recupero funzionale effettuato dalla Zermiglian Costruzioni. Schio, già scrigno contenente preziose testimonianze di Storia del Lavoro del nostro Paese, è arricchito ora da un nuovo complesso abitativo, culturale e commerciale, sito nel quartiere del S. Cuore. 54

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L’antico lanificio, che nelle vesti di ospedale militare ospitò anche Hernest Hemingway durante la Grande Guerra, è stato ristrutturato nel pieno rispetto delle sue caratteristiche architettoniche e storiche: Zermiglian Costruzioni ha però anche tenuto in considerazione la possibilità di ottenere spazi vivibili ed adatti a qualunque esigenza dei diversi futuri inquilini. Ed ecco che gli ambienti dell’opificio sono stati trasformati in monolocali, bilocali e trilocali, dalle finiture ottenute accostando elementi tradizionali e naturali quali il mattone, la pietra, il legno.

Con la stessa attenzione alla ricerca di una soluzione che coniugasse tecniche moderne con materiali tradizionali, gli appartamenti hanno poi visto l’aggiunta di tetti in legno con travi a vista, soffitti mansardati, pavimenti dai materiali pregiati e terrazzini con parapetto. La re-interpretazione degli spazi inoltre non si è fermata alle strutture interne abitative, che, anzi, sono state inserite in un progetto di ampio respiro, volto a tenere conto delle tradizioni alle quali l’opificio è legato.

All’interno dei suoi 40.000 metri quadri infatti trova posto anche un museo, affascinante testimonianza del passato che non lascia il luogo. Infine la roggia, che garantiva energia alla fabbrica, è diventata una passeggiata, che si collega poi alle piste ciclabili poco distanti. Un’intelligente espansione verso l’esterno degli spazi recuperati, riletti in un’ottica contemporanea, ma senza perdere di vista quello che significa mantenere i legami con le radici del paese di Schio.

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abitare il nuovo

Fred Building: alti livelli per un concept inedito

LIMITROFI THIENE...

in contesto precollinare di prossima realizzazione edifici con standard superiore che includono, ad esempio, oltre alle normali dotazioni, i pannelli fotovoltaici e il sistema di recupero dell’acqua piovana. Gli appartamenti sono dotati di giardino e taverna, gli attici hanno ampi terrazzi e piscina idromassaggio. Anche questo edificio corona l’attenzione che l’azienda ha sempre riservato ai contenuti di design e all’impegno rivolto alla ricerca tecnologica, abbinando tecniche costruttive innovative ed accostamenti inediti. 56

SACCARDO GROUP

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I M P I A N T I F O T O V O L T A I C I

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Le fabbriche del design Giuliana Gramigna Umberto Allemandi & C Editore

“Le fabbriche del design” è un interessante un libro – vetrina delle più importanti aziende del settore arredamento che, attraverso i pezzi più significativi del design italiano, racconta la storia di alcuni mobili che hanno contribuito all’affermazione nel mondo del caro vecchio made in Italy. Le aziende trattate fanno parte di un ampio gruppo di produttori italiani che hanno operato tra il 1950 e il 2000. Tra i marchi esaminati cito Azucena, Artemide, Giorgetti, Fontana Arte, Flou, Flexform, Frau, Venini. Credo sia molto interessante notare i 50 anni esaminati come un periodo di forte sviluppo del mobile italiano, specialmente per quanto riguarda i metodi produttivi, i materiali, le tecnologie impiegate. La produzione artigianale del mobile che nel passato aveva diffuso l’artigianalità italiana, era passata alla nascente e sempre più qualificata produzione industriale.

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Design Today Forms with Fantasy

Paolo Favaretto, industrial designer

Un libro, certo, ma non un libro da leggere tutto d’un fiato ma da assaporare con cura, lentamente, sfogliandolo in un verso e poi in un altro tornando più volte sull’argomento per farlo proprio, un libro da conservare per sempre, insomma. Una sorta di best seller nel suo genere, Design Today: Forms with Fantasy di Stichting Kunstboek che bene ci illustra il percorso che l’autore compie visitando il design contemporaneo senza mai staccarsi però da quella venatura che unisce il moderno con il classico in una rivisitazione letteraria, prima ancora che artistica, di raro pregio. Ma come fa l’autore a compiere questa sorta di tour virtuale fra gli innumerevoli oggetti ripresi da qualcosa come 100 designers… lo fa inserendo delle foto di pregevole fattura che ritraggono oggetti di tutti i tipi, accessibili a tutti, un po’ d’elite, originali e meno, ma tutti degni di grande attenzione da parte del lettore. Un libro di 168 pagine edizione 2007 scritto in due lingue, inglese o tedesco, da conservare e consultare anche al pari di un’ utile guida per potere confrontare, sulla base dei riscontri nella realtà, collocando il quotidiano anche nei periodi storici di appartenenza; insomma un vademecum col piglio letterario che non dovrete assolutamente perdere e che, se regalato, vi ricorderà per sempre.

L’opera di Favaretto, conosciuta prevalentemente per alcune fortunate sedute, riflette l’immagine articolata di un’attività flessibile e riconoscibile, un’attività che, nell’arco di un trentennio, ha avuto in sorte come proprio palcoscenico l’Europa e l’America, testimoniando come il design sia forse l’unico tra i linguaggi contemporanei a produrre “differenza”. Non solo sedie, dunque: sistemi operativi per l’ufficio, maniglie, lampade, divani, poltrone, bicchieri e decanter, fino al veicolo multifunzionale Dolly, realizzato per i campi da golf, compongono sotto i nostri occhi un mosaico creativo e progettuale che, dagli anni Settanta ad oggi, rappresenta un esempio significativo del successo del sistema del design italiano. Paolo Favaretto, architetto e designer, padovano di nascita, alla continua ricerca di stimoli, suggestioni, nuovi mercati, ma anche di relazioni industriali originali e destinate alla lunga durata, è il protagonista di una filosofia professionale nel segno della coerenza - di una navigazione che segue un sogno particolare: quello di migliorare le condizioni di vita quotidiana, gli spazi lavorativi e l’ambiente domestico, ampliando il proprio orizzonte e misurandosi con aspetti quali il “design for all”, di cui condivide la filosofia. Per Favaretto progettare significa semplificare il mondo delle cose; per questo il suo modo di affrontare il progetto, collegato alla competenza e al piacere di ricercare anche attraverso la sperimentazione pratica, è sempre rivolto alla sperimentazione concreta.

Moniek M Bucquoye Stichting Kunstboek Editore

Alberto Bassi Il Poligrafo Editore


libreria

Desire The shape of things to come

Le Havre, Brasília, Niterói

Green architecture now!

Si parte dal design, si parte dall’idea che tutto ha una forma, delle dimensioni spaziali nel senso che ogni cosa occupa uno spazio e dunque con ogni oggetto dovremo condividere quel confine fra noi e il limite più prossimo di una qualsiasi cosa. Partendo da ciò possiamo intendere il lavoro letterario di R. Klanten, S. Ehmann: Desiderio: la forma delle cose a venire,280 eleganti pagine riccamente illustrate; un libro destinato ad emozionare il lettore, eppure non è un romanzo, un’opera destinata ad avvincere chi la legge, pur non essendo un giallo semmai una rappresentazione letteraria che i due designer contemporanei fanno della rappresentazione delle cose, della loro influenza sul pubblico, su tutto ciò che finirà per condizionare l’industria e lo stile del nostro tempo e del futuro. Così come non pensare che nel design contemporaneo viga un’arte pulita e a volte semplificata, persino minimalista e fin’anche avanguardista dove pragmatica è la forma perché segue la funzionalità delle cose al riparo da quei fronzoli che non sono un abbellimento, semmai inutili orpelli destinati a scomparire per far posto ad uno stile essenziale che rompe quella logica che vuole l’artista impegnato in un processo di ascesi solo destinato alla creazione di un oggetto ora funzionale, a volte persino essenziale, ma sicuramente utile per la praticità di cui è intriso. Un libro da leggere tutto d’un fiato ma destinato ad essere conservato come utile guida ed indicatore al contempo del cammino del design moderno quale arte contemporanea con la pretesa di essere immediatamente percepita dai più.

Jordi Colomer, Stéphane Couturier, Charles Decorps, George Dupin, Véronique Ellena, Lucien Hervé, Manuela Marques, Arthur Monteiro, Caio Reisewitz, Nancy Wilson-Pajic.

Di questi tempi non si fa altro che parlare di verde. L’impatto ambientale è uno degli argomenti che più di ogni altro interessa e appassiona chi si occupa di architettura. In effetti l’architettura residenziale è quella che consuma maggiormente le risorse naturali e l’emissione dei gas dovuti a riscaldamento, aria condizionata e altro è senz’altro responsabile dell’inquinamento ambientale. Fino a non molto tempo fa costruire ecocompatibilmente significava dare anche all’aspetto estetico una connotazione ben precisa. Oggi invece quello che maggiormente conta è che si arrivi a progetti veramente dalla parte della natura. In questo libro tutta una serie di progetti di architetti famosi e non.

R. Klanten, S. Ehmann Gestalten Editore

Marisa Barda, Architetto San Paolo, Brasile

Da una parte e all’altra dell’oceano, da un emisfero all’altro, due città brasiliane e una francese sono accomunate da un destino sorprendente. Brasilia e Le Havre furono ricostruite subito dopo la Seconda guerra mondiale da due dei maggiori architetti del Novecento: la prima, la nuova capitale del Brasile, da Oscar Niemeyer (e Lucio Costa); la seconda, in seguito alle distruzioni del ’44, da Auguste Perret (e il suo studio). La mostra riunisce le immagini di Lucien Hervé fatte a Le Havre e a Brasilia.

Philip Jodidio Taschen Editore

Con un insieme di opere – fotografie e video – di giovani artisti francesi e brasiliani: Jordi Colomer, Stéphane Couturier, Charles Decorps, George Dupin, Véronique Ellena, Lucien Hervé, Manuela Marques, Arthur Monteiro, Caio Reisewitz, Nancy Wilson-Pajic.

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novembre

gennaio

febbraio

14/18 - vEROnA - artVerona10 - Mostra d’Arte Contemporanea 21/24 - BOlOGnA - Saie - industria edilizia 21/24 - MilAnO - deSign-in-the-City - Arredamento

2/15 -19/22 - BERGAMO - Salone del Mobile e del CoMpleMento d’arredo 5/7 - TORinO - artiSSiMa17 - internazionale d’arte contemporanea 12/15 - PAdOvA - artepadoVa - 21esima mostra mercato d’Arte Moderna e Contemporanea 25/28 - TORinO - reStruCtura - Recupero 26/28 - FiREnZE - Sia gueSt - Ospitalità 26/29 - R.EMiliA - iMMagina arte in Fiera - 12° mostra Arte Moderna e Contemporanea

27/31 - vEROnA - ViVi la CaSa - Arredamento e casa 27/30 - BOlZAnO - KliMahouSe - Fiera internazionale specializzata per l’efficienza energetica e l’edilizia sostenibile 28/31 - BOlOGnA - arteFiera art FirSt - Fiera internazionale d’Arte Contemporanea 30/01 - 7/02 - PARMA - Salone del Mobile di parMa - Arredamento e accessori

FEBBARiO - GEnOvA - arte genoVa - 7° mostra Mercato d’Arte Moderna e Contemporanea 3/6 - MilAnO - the aFFordable art Fair Milano - Fiera d’Arte Contemporanea 26/02 - 06/03 - TORinO - expoCaSa - Arredamento e idee per abitare 27/31 - vEROnA - ViVi la CaSa - Arredamento e casa

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8/11 - MilAnO - Miart art noW! - Fiera internazionale d’Arte Moderna e Contemporanea


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