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personalità COSTRUZIONE ALL’ARTIGIANO (lavoro, dignità, tempo) Lavoro: impiego di energia per il conseguimento di un fine determinato. Dignità: rispetto di se stessi derivante dalla consapevolezza del proprio valore morale. Tempo: a) tempo libero, disponibile fuori dal lavoro. b) nozione che organizza secondo un’idea di successione voluzione le vicende umane e naturali. (Dal Vocabolario della lingua italiana Devoto-Oli) L’opera di Gianluigi Barcarolo rappresenta l’immagine di un essere umano, un artigiano, così come l’autore l’ha sentita e realizzata: con pensiero e linguaggio da vero artista dallo sguardo ampio e profondo, con materiali ed abilità di vero artigiano, autonomo e libero nell’azione non meno che nelle scelte che la guidano. E’ realizzata con materiali che provengono dalla nostra terra di Schio: calce terra e sabbia, quelle che a piedi nudi abbiamo calpestato fin da bambini. La compongono elementi che dicono con orgoglio le nostre origini: spighe e pannocchie, il mattone ed il ferro; non ci vogliamo dimenticare di chi ci ha preceduti: generazioni che hanno operato in silenzio, con concreta umiltà, magari allevando il baco da seta nel sottoscala o battendo il ferro rovente per costruire arnesi con cui lavorare altri materiali o, ancora, intagliando il legno e intrecciando fibre. Non vogliamo dimenticarci dei doni della natura, la nostra “Roxa”, intorno alla quale si sono raccolti e si raccolgono uomini, vita e lavoro.

LAVORO, DIGNITA’, TEMPO: questo il titolo, quasi un acronimo, che sintetizza il significato e indirizza la lettura dell’opera: Il LAVORO dell’artigiano ha come strumenti le sue mani, qualunque attrezzo esse impugnino, qualunque materiale utilizzino, e come dimensione la sua indipendenza e libertà di giudizio. Il vero artigiano non ha padroni, ma committenti che richiedono la sua specifica competenza per la realizzazione di un’idea. Il suo operare si sviluppa in autonomia: l’artigiano sa cosa e come fare, sa organizzare e decidere. Il lavoro dell’artigiano, a differenza di quello del dirigente che organizza e delega, consiste nel mettere a frutto le proprie conoscenze teoriche e pratiche; ciò lo porta ad incarnarsi nel lavoro stesso: ogni opera è una scommessa sulle proprie abilità, costituisce sempre e comunque un’assunzione di responsabilita e quindi di rischio; si regge sulla consapevolezza e sulla fiducia nelle proprie capacità. Ecco tutta la pienezza e la particolare DIGNITA’ di essere artigiani: voglia di fare innanzitutto, fiducia in se stessi e nel proprio valore, ma anche sete di libertà che puô portare a sfidare l’oceano. Una sfida non sempre facile, non certo oggi, vista l’attuale situazione economica di chi lavora e produce. In questo senso, l’opera vuole essere un messaggio di speranza e di incoraggiamento. La DIGNITA’ è di ogni persona e di ogni mestiere; ma, nel caso dell’artigiano che dal punto di vista esistenziale ed etico pone il proprio lavoro come presenza forte nella vita, il termine assume un particolare spessore: egli non è sottoposto ad un orario di lavoro stabilito da altri, quindi se c’è un problema da risolvere toccherà a lui stare sveglio la notte. L’artigiano gioca sempre da protagonista, non può essere svilito e ridotto a mero esecutore senza cessare di essere artigiano. Quando il lavoro è dignitoso e concorre a rendere dignitosa la vita, sicuramente consente di avere il TEMPO (significato a) di apprezzarne i frutti: non si vive per lavorare ma si lavora per vivere, certo, si dovrebbe avere il tempo da poter dedicare a se e a ció che da sapore alla vita: esserci per la propria famiglia, coltivare il proprio orto, coltivare se stessi, perchè mai si finisce di crescere e migliorare.

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Casainmente living way n.06 luglio-agosto  

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