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designer e design

L’intuizione che avrebbe dato vita a Wassily Chair gli giunse osservando il manubrio della sua bicicletta Adler: il tubo di acciaio poteva essere piegato con curve continue. Intorno a tale osservazione di carattere tecnico – ogni oggetto d’arte è sia una grande intuizione che una grande manifestazione di virtuosismo tecnico – Breuer progettò un cubo d’aria, i cui spigoli erano delimitati da una struttura tubolare in acciaio. Svuotando poi la struttura di una poltrona classica, il designer individuò quelle che erano le parti d’appoggio che avrebbero dovuto assicurare il comfort, in questa struttura vuota: e una volta sostituite le imbottiture con strisce di cuoio, il progetto di Wassily Chair era completo. Il nome le venne dato in omaggio al grande artista russo Wassily Kandinskij, dato che la struttura era stata progettata per la residenza di Dessau del pittore. Un oggetto così “industriale” e “meccanico” non si era ancora visto: Walter Gropius, entusiasta, disse di Wassily Chair che “le sue linee indicano come la produzione industriale sia il mezzo più moderno dell’espressione formale”. Ma produrla poteva ancora presentare delle problematiche. Breuer chiese ai direttori della Adler di aiutarlo nella fabbricazione di mobili in tubo di acciaio.

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Casainmente living way n.06 luglio-agosto  

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