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designer e design

Quando immaginiamo il futuro, è curioso notare come spesso le nostre idee ritornino a forme già esplorate, che sempre finiscono per identificarsi, in una sorta di “percezione collettiva del tempo che verrà”, con altre immagini già sperimentate da artisti e creativi. Gli artisti, si sa, vedono il futuro e vedono il divino. E uno di essi, inoltre tra i più lungimiranti nel tradurre in materia le sue intuizioni, fu Mariano Fortuny. Catalano, nato a Granada nel 1871, morto a Venezia nel 1949, Mariano Fortuny y Madrazo fu un designer, pittore, fotografo e scenografo tra i più famosi della Belle Epoque. Capace di innovare e compenetrare le varie forme artistiche, mantenendo nel contempo la loro capacità di suggestione e di relazione con l’antico e l’autoriale, Mariano Fortuny firmò arazzi e vestiti, lampade e scenografie di alto livello. Ancora oggi, il suo nome rimane celeberrimo nella città di Venezia, celebrato dal famoso Museo Fortuny (sua abitazione veneziana, oggi dimora storica nella quale è stato ricostruito l’ambiente in cui viveva) e dalla tuttora attiva fabbrica di tessuti e lampade Fortuny, all’isola della Giudecca. Mariano Fortuny però non si limitò a trarre ispirazione dall’antico; fu anche ispiratore del moderno. Affascinato dall’invenzione della luce elettrica, applicò le nuove scoperte scientifiche nei suoi studi di scenotecnica e di design. E, probabilmente, da tale fascinazione nacque anche la lampada Fortuny. La lampada, complemento d’illuminazione da terra, è composta da una struttura semiovale che ha la caratteristica innovativa di fare non da paralume, ma da superficie riflettente. Infatti, la lampadina è rivolta in essa verso l’interno. L’impianto della lampada Fortuny è realizzato in acciaio, mentre il paralume (o l’anti-paralume) è tessuto in cotone. Il fatto che la parte in stoffa, più che riparare, sia un grande riflettore e nel contempo “capsula avvolgente” dei fasci luminosi, ha permesso alla Fortuny di presentarsi come un meraviglioso ibrido fra la fiducia nel futuro e una creatrice di atmosfere ormai andate. La prima struttura, datata 1907, era in nero con la stoffa dipinta a motivi orientaleggianti, in puro stile Liberty; ma ad oggi, tre anni dopo il suo centesimo compleanno, conta vari cambi d’abito. In beige, in bianco e argento (re-intitolata “Century” dalla casa Pallucco, che ha curato questa versione), e in molte diverse rifiniture. Quello che ancora colpisce, della lampada Fortuny, è il suo perfetto equilibrio fra le esigenze del mondo contemporaneo e l’appartenenza ad un’epoce più romantica. Adatta ad ambienti pubblici e privati, Fortuny permette all’occhio di scivolare su di essa e attraverso essa, eppure non si fa dimenticare. Un’eccezionale intuizione di illuminotecnica teatrale applicata al mondo esterno. 9

Casainmente living way n.08 settembre-ottobre  

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