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esperienze ed eventi

Tarquinio Morbiato Architetto

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In senso temporale è semplice dare una definizione a questi termini. Se però togliamo il tempo, il passato è o dovrebbe avere significato per le esperienze fatte, mentre il presente è ciò che stiamo vivendo nel preciso istante in cui le stiamo facendo. Il futuro è di solito ignoto, non conosciuto, è qualche cosa che ci fa paura, sembra non essere mai “nelle nostre mani”. C’è chi parla di fortuna, spesso riferendosi agli altri, per definirla sempre in maniera intangibile. Quando si fanno progetti per il futuro, si fa riferimento alle esperienze del passato, si prende il conosciuto, lo si reinterpreta, si definisce un progetto perché questo diventi reale in un prossimo futuro. Ovviamente si deve passare all’azione per fare in modo che diventi reale. Questo secondo voi è riscrivere il futuro? Credo questo sia in realtà adattare quello che sarà in riferimento alle proprie esigenze, non è di certo il futuro. Facendo in questo modo è come se noi stessimo riscrivendo il passato, cioè quello che non siamo ancora riusciti ad ottenere. Cosa vuol dire allora riscrivere il futuro, o meglio, seguire ciò che sarebbe la naturale evoluzione di uno sviluppo del disegno universale? Prendere come riferimento ciò che conosciamo poco ci aiuta a sviluppare un progetto per il futuro. Quante volte ci è capitato di percepire qualche cosa, ad esempio ci viene in mente una persona che non vediamo da tanto tempo e poi entro pochi giorni la rincontriamo? Abbiamo fatto riferimento al conosciuto razionale, oppure e’ solo arrivato? Ciò che dobbiamo fare in realtà già lo conosciamo, è dentro di noi, basta lasciarlo fluire liberamente. Le intuizioni, se così vogliamo chiamarle o le idee che ci balenano in testa, non sono “nostre” ma di dominio pubblico. Tutti ne abbiamo accesso, c’è solo chi in realtà passa all’azione prima di noi e le rende visibili. Quante volte volevamo fare qualche cosa di nuovo perché ci era venuto in mente e poi lo abbiamo visto scritto in un giornale perché qualcun’altro l’ha già fatto? Coraggio, è forse questo che ci manca? Vincere la paura che ci tiene inchiodati, magari ci potrebbe aiutare nell’essere più produttivi. Stiamo tutti troppo bene, una frase che ho sentito, ma che sta diventando sempre più attuale “i nostri figli in un futuro lontano faranno le badanti a Mosca piuttosto che a Dubai?” si interrogava Paolo Crepet, psicologo, psichiatra e scrittore. Credo che andrà a finire proprio così se non ci diamo un pò più da fare. Molti stanno aspettando che arrivi un segnale per la ripresa, questo significa che altri debbano fare qualche cosa perché questo avvenga, ma perché non lo facciamo noi? Sicuramente c’è chi non si è mai fermato, non abbiamo anche noi continuato a mangiare ogni giorno? Se vi arriva un’intuizione o incontrate una persona che fa al caso vostro, perché non provare a fare? Avete così tanto da perdere? Aspettare, rimanere fermi nella speranza che arrivi un segnale, fa solo perdere terreno rispetto chi non si è mai fermato. La vita ci da delle opportunità, non sono infinite, badate bene che potrebbe essere l’ultima. Tutto ciò che serve sapere è dentro di noi o al massimo ad un metro.

Casainmente living way n.08 settembre-ottobre  

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