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Marco Della Torre Wright 1943-1959 Design for art/Il progetto per l’arte Peter Gossel

Ville in Svizzera

Alberto Saibene, Silvia Suardi Logos Editore

Taschen

Il libro raccoglie dieci anni di progetti e realizzazioni di Marco Della Torre nei quali, sin dall’avvio, si è delineato un modo di fare architettura molto personale. Il dialogo tra linguaggi diversi, la mediazione tra arte e ingegneria, un uso “dolce” delle tecnologie, l’attenzione al dettaglio sono alcune delle caratteristiche dell’architetto milanese. Tra le opere spicca il lavoro di collaborazione con gli artisti, caso raro nel panorama internazionale, a cui si affiancano gli allestimenti per grandi mostre e le realizzazioni per la committenza privata, dove ritorna, per esempio, un uso molto particolare del colore. Il volume illustra, con un ricco corredo iconografico, tutte le opere più importanti di Della Torre, dando conto nel dettaglio dei particolari tecnici e stilistici, così da poter seguire passo a passo il percorso di ogni progetto.

Frank Lloyd Wright (Richland Center, Wisconsin, 8 giugno 1867 - Phoenix, Arizona, 9 aprile 1959) è stato un architetto statunitense e una figura centrale dell’architettura organica. Assieme a Le Corbusier, che rappresenta forse in maniera più emblematica l’altro lato dell’architettura moderna (quello della cosiddetta architettura funzionale), è uno dei maggiori esponenti del Movimento Moderno in architettura ed il rappresentate di maggior rilievo dell’architettura organica. Romanticamente legato all’ideologia individualistica del “pionierismo” statunitense, si volse all’approfondimento del rapporto fra l’individuo e lo spazio architettonico e fra questo e la natura, assunta come fondamentale riferimento esterno. Questi suoi interessi lo portarono a prediligere come tema le case d’abitazione unifamiliari (“prairie houses”), che costituirono l’aspetto determinante del suo primo periodo di attività. Nel suo volume Architettura organica del 1939 Frank Lloyd Wright esprime compiutamente la sua idea di architettura. Un’architettura che ha come idea trainante il rifiuto della mera ricerca estetica o il semplice gusto superficiale, così come una società organica dovrebbe essere indipendente da ogni imposizione esterna contrastante con la natura dell’uomo.

Il volume offre la possibilità di focalizzare l’attenzione sugli sviluppi recenti del dibattito architettonico elvetico, attraverso una selezione di episodi residenziali rilevanti realizzati in questi ultimi anni, opera di giovani emergenti e di autori ormai consacrati a livello internazionale. La selezione di case monofamiliari prese in rassegna documenta la varietà linguistica, la molteplicità di approcci e sfumature dove coesistono tendenze omologanti e impulsi centripeti tesi ad enfatizzare i caratteri specifici dei luoghi e delle identità territoriali. Pragmatismo, coerenza e precisione costruttiva, perfezione tecnica, accuratezza del dettaglio, semplicità, sono solo alcuni dei topoi che emergono inevitabilmente nell’affrontare le caratteristiche dell’architettura svizzera e la sua ipotetica elveticità in continuo confronto tra modernismo e tradizione. Il tema della casa, individuale e collettiva, dal tipico châlet svizzero ai più noti esempi di edilizia abitativa progettati dagli architetti d’avanguardia negli anni Venti e Trenta - da Le Corbusier a Hans Schmidt, da Rudolf Steiger e Flora SteigerCrawford a Ernst F.Burckhardt e Lux Guyer, Max Ernst Haefeli, Hans Fischli, Werner Max Moser, Otto Salvisberg, Alfred Roth e Alberto Sartoris - configura un ambito particolarmente fertile di sperimentazione costruttiva e formale, determinando un’eredità variegata a cui sono indubbiamente debitrici le odierne ricerche progettuali sull’abitazione.

Mercedes Daguerre Electa Editore

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