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oltre casa Per concludere lo sguardo sul futuro il padiglione alle Vergini presenterà infine “Italia 2050”: attraverso un dialogo con Wired, l’autorevole periodico italiano dedicato alle grandi idee e alle tecnologie che cambiano il mondo, Italia 2050 chiamerà quattordici studiosi, fra scienziati, pensatori e filmmaker a fungere da revisori del futuro. Essi indicheranno le priorità e le parole chiave per il nostro Paese nei prossimi decenni. Altrettanti progettisti poi, creeranno visioni esclusive ad interpretare il tema. I nomi da ricordare per questa sezione saranno Atelier Forte, Anna Barbara, ecoLogicStudio, Cherubino Gambardella, Ian+, Ma0, Marc, Metrogramma, Nowa/ Marco Navarra, Carlo Ratti, Italo Rota, Alessandro Scandurra, Beniamino Servino, Attilio Stocchi. Siccome però la Mostra di Architettura si articola in uno spazio espositivo dal sapore unico (quello della Biennale di Venezia appunto, fra padiglioni storici e reperti di archeologia industriale di altissimo livello), anche lo spazio stesso sarà chiamato a dialogare con l’esposizione. Quindi all’interno della sezione Italia2050 sarà localizzato anche lo spazio conferenze e workshop, inteso quale luogo di riflessione e dibattito che trasformerà il Padiglione Italia, per i tre mesi della Biennale, nella “Casa dell’Architettura italiana”, ospitando eventi, incontri, dibattiti, delle realtà più vitali e trasversali del nostro Paese. AILATI. Riflessi dal futuro guarderà al passato per leggere il futuro. Poi guarderà al presente. E, se siamo spaventati da ciò che solitamente vediamo, forse riuscirà anche a farci vedere una speranza. Guardando il mondo dai lati. Una nUova Biennale Anche quest’anno, Biennale presenta infine nuovi progetti per aprirsi verso il mondo. Se la Mostra Internazionale di Architettura vuole dare risposta alla domanda “che ruolo ha lo spazio nella società?”, allora Biennale si chiede che ruolo può avere l’interconnessione fra diversi spazi della cultura. Per questo, nasceranno per questa edizione due nuovi progetti, uno che attraversa lo spazio, e l’altro il tempo, del sapere e del pensare l’architettura. I loro titoli saranno “I Sabati dell’Architettura” e “Destinazione Biennale di Venezia. Universities meet in architecture”.

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I Sabati dell’Architettura sarà il titolo di un’iniziativa che consiste in una serie di conversazioni e momenti di discussione settimanali con architetti, critici e personalità del mondo dell’architettura nazionale e internazionale attraverso l’intero periodo di apertura della Mostra. Trentacinque anni dopo la prima Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia, il ciclo dei “Sabati dell’Architettura” ripercorrerà la storia delle mostre che si sono succedute nei successivi anni. Ogni sabato avrà luogo un Incontro al quale sarà invitato, in veste di organizzatore, ciascun precedente direttore: Vittorio Gregotti (1975, 1976, 1978), Paolo Portoghesi (1980, 1982, 1992), Francesco Dal Co (1988, 1991), Hans Hollein (1996), Massimiliano Fuksas (2000), Deyan Sudjic (2002), Kurt W. Forster (2004), Richard Burdett (2006), Aaron Betsky (2008). Paolo Baratta, nella sua presentazione alla Mostra di Architettura, pone una domanda: qual è la portata culturale di una mostra oggi? Cosa può dire la Mostra, oltre che l’esposizione di progetti (che sono espressione di un’arte che è nel contempo sia vicina che lontana – vicina nel progetto ma lontana nella realizzazione)? “Dobbiamo dunque dare stimoli alla riflessione creativa, e alla percezione di ciò che è possibile: quindi momenti di riflessione organizzata possono integrare molto bene la Mostra”, si risponde. “Abbiamo pertanto pensato di richiamare i nostri direttori delle Biennali del passato e offerto a ciascuno di loro la possibilità di tenere un seminario o un workshop da lui concepito e condotto su un tema a sua scelta, che si svolgerà ogni sabato per una durata di alcune ore, all’interno della Mostra”. Il secondo progetto invece mira a coinvolgere quanti più atenei, sia italiani che stranieri, che si occupino di architettura, sociologia e comunicazione. “Destinazione Biennale di Venezia. Universities meet in architecture” si rivolge a Università e Istituti di formazione di tutto il mondo, offrendo una proposta di visita alla Mostra da loro programmata e organizzata, che possa rappresentare una significativa esperienza didattica e formativa. Il progetto prevede la possibilità di attivare specifici protocolli di intesa con le Università, per trasformare l’esperienza di visita in crediti formativi. Sono state finora contattate 30 Università italiane e 80 Facoltà di architettura, ingegneria, sociologia, design e comunicazione, ottenendo per ora risposte favorevoli da 15 Facoltà, di cui 9 già pronte a firmare la convenzione. È stata inoltre inviata la stessa proposta a più di 300 Università ed Scuole di formazione di diversi paesi europei, americani, asiatici e africani, ricevendo fino ad ora 25 risposte di interesse. Le prime adesioni sono attualmente in via di formalizzazione. Le Facoltà che aderiscono al programma avranno il compito di organizzare il progetto di visita che potrà avere durata fino a tre giorni, e potrà contenere una sessione seminariale di due ore organizzata autonomamente dalla stessa Facoltà.

Casainmente living way n.05 giugno-luglio  

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