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Una punta di diamante del design del Novecento Diamond Chair di Harry Bertoia È curioso parlare di un artista che plasma sculture per poi chiamare le sue opere “sedie”. Eppure è proprio quello che i modelli di design realizzati da Harry Bertoia (Italia 1915 Pennsylvania 1978) sono: sculture realizzate in materiale innovativo, che però fungono da sedie. Il loro creatore fu un italianissimo artista, nato ad Udine e poi trasferitosi, negli anni ’30, negli States. Convinto che l’arte fosse “un punto d’incontro tra forma e spazio”, Bertoia frequentò il Class Technical College di Detroit, occupandosi di design di gioielli e di pittura e, quando ottenne una borsa di studio alla Cranbrook Academy of Art, in Michigan, istituì e diresse il laboratorio per la lavorazione dei metalli, dedicandosi alle arti applicate e alle realizzazioni d’arredo. Oggi il suo forse più famoso lascito è Diamond Chair, realizzata nel 1952, poltrona progettata per l’industria Knoll con tondini in acciaio cromati e cuscino mobile imbottito e ricoperto in panno o in pelle. Realizzata con una struttura in acciaio cromato, un cuscino imbottito realizzato in pelle o pvc, e di dimensioni di 86 cm di larghezza, 76 cm di profondità e 76 cm di altezza, Diamond Chair è, come lo stesso autore amava definirla, “una

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Casainmente living way n.05 giugno-luglio  

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