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La certificazione Energetica degli edifici Uno strumento a tutela del patrimonio ambientale e sociale, ma anche del costruttore e dell’acquirente. Affrontare in modo razionale il problema dell’energia è ormai un imperativo che non riguarda solo gli specialisti. O si imbocca senza indecisioni la strada di un processo virtuoso, capace di coniugare comfort e risparmio energetico, o l’habitat, il territorio, il clima e lo stesso sistema economico in cui viviamo, sono destinati progressivamente a collassare. Una realtà che vuol dire non solo capire, ma anche fare. Concretamente e subito. Riguarda tutti: chi fa le leggi, chi governa, chi lavora in questo campo e, sempre di più, il semplice cittadino. Parole e frasi quali sostenibilità, risparmio energetico, dispersione termica, energie rinnovabili ecc.. sono ormai entrate nel lessico comune. Ma portare nel nostro quotidiano ciò che queste parole sottendono, utilizzandole per vivere diversamente da come si è comunemente fatto sinora, il passo è ancora lungo. Naturalmente devono essere gli amministratori pubblici, privati e chi opera nel settore a sensibilizzare e ad attivare l’opinione pubblica affinché capisca il valore del risparmio energetico; per fare questo servirebbero dei piani energetici regionali e cittadini che al momento però mancano. Lo Stato, le Regioni e le Province Autonome predispongono programmi, interventi e strumenti, volti all’attuazione omogenea e coordinata delle norme in vigore, alla sorveglianza e all’attuazione delle norme, alla realizzazione di studi che consentano adeguamenti legislativi nel rispetto delle esigenze dei cittadini e dello sviluppo del mercato. Alla promozione dell’uso razionale dell’energia e delle fonti rinnovabili anche attraverso la sensibilizzazione e l’informazione degli utenti finali. Il settore dell’edilizia è responsabile infatti di oltre il 40% del consumo totale di energia (riscaldamento, produzione di acqua calda, raffreddamento, illuminazione ed uso di elettrodoemstici e gadgets elettronici vari). L’industria delle costruzioni ha un

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forte impatto ambientale a causa dell’altissimo consumo energetico, delle sue emissioni nell’atmosfera, dell’inarrestabile consumo del territorio e del diffuso utilizzo di materiali di origine petrolchimica che determinano gravi problemi di inquinamento durante tutto il loro ciclo di vita. L’obiettivo europeo è definito nella formula 20-20-20, vale a dire entro il 2020 di sostituire almeno il 20% della produzione di energia con fonti rinnovabili, di aumentare del 20% l’efficienza energetica ossia ridurre del 20% le emissioni di gas serra rispetto ai livelli del 1990. IL QUADRO NORMATIVO Per quanto concerne il contenimento energetico degli edifici, l’8 ottobre 2005 è entrato in vigore il decreto n. 192 del 18 agosto 2005 sul rendimento energetico in edilizia, in attuazione della direttiva 2002/91/CE. La maggior novità introdotta dal decreto è l’obbligo di rilascio, a partire da gennaio 2006 (dal 1 luglio 2009 per le singole unità immobiliari, nel caso di trasferimento a titolo oneroso), del certificato energetico per gli edifici di nuova costruzione. L’attestato energetico dovrebbe pertanto rappresentare un incentivo all’adozione di tecnologie e accorgimenti costruttivi rivolti al risparmio energetico e uno stimolo per il costruttore e per il venditore a qualificare il proprio prodotto sensibilizzando

Casainmente living way n.04 maggio/giugno 2010  

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