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Sistema economia opinioni di Alessandro Vardanega Presidente Vardanega, qual è il polso dell’economia dal Suo osservatorio? Tutto il territorio veneto, caratterizzato da una manifattura avanzata e fortemente internazionalizzata, attraversa un prolungato periodo di crisi, che in questi primi mesi dell’anno sembra comunque stabilizzarsi e offrire un quadro di maggiore fiducia agli imprenditori. Purtroppo non si è invece stabilizzato, come sembrava, il quadro finanziario internazionale e questo fa temere che l’uscita definitiva dal periodo di recessione non sarà immediata. Quali sono i settori più critici e le zone che hanno risentito maggiormente di questa situazione di crisi e quali invece le eccellenze che il nostro territorio può vantare sui mercati nazionali e internazionali? Si tratta di una crisi che molti hanno definito ‘anticiclica’ perché spesso colpisce imprese che negli ultimi anni hanno investito e innovato, in una fase di mercati in crescita, e poi si sono trovate ‘a metà del guado’ quando si è registrato un brusco rallentamento. In generale, sono stati particolarmente toccati molti comparti del metalmeccanico, del sistema casa (dal mobile all’edilizia) fino ai beni di consumo. Hanno tenuto meglio settori come alimentare e vinicolo ed i servizi. Si è parlato negli ultimi mesi delle possibili tensioni sociali che potrebbero scatenarsi a causa della disoccupazione e dell’incertezza lavorativa che coinvolgono centinaia di persone. Secondo Lei è un timore esagerato? Ci sono segnali di questa preoccupazione nel nostro territorio? Nonostante questo difficile quadro di riferimento le imprese e la comunità trevigiane hanno dimostrato una buona capacità. Un risultato ottenuto grazie all’impegno degli imprenditori, delle loro Associazioni, del Sindacato, degli Amministratori locali e del grande e generoso mondo del volontariato attivo nella nostra provincia. E occorre ricordare l’importante iniziativa del Ministro Maurizio Sacconi, che ha favorito l’utilizzo estensivo degli ammortizzatori sociali anche nelle imprese più piccole. A ben vedere, in questi difficili mesi l’agire della nostra comunità ha posto in evidenza alcuni dei comportamenti auspicati dal Santo Padre nell’Enciclica Caritas in veritate, confermando, in un contesto nuovo, i valori di fondo che animano il nostro capitalismo ‘popolare’, fondato su una diffusa cultura del “rischio”, sulla dimensione personale e dunque sulla responsabilità individuale. Come nella parabola dei “talenti” dobbiamo tutti sentirci impegnati a tutelare e valorizzare questa coesione sociale che è il vero grande tesoro che la nostra provincia custodisce.

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Come si è mossa Unindustria Treviso? La rapidità e l’impatto della crisi hanno portato l’Associazione ad attivare subito delle iniziative ‘difensive’, soprattutto in materia di accesso al credito per le imprese e di ricorso agli ammortizzatori sociali a sostegno dell’occupazione. Accanto a questa azione di ‘pronto soccorso’ sono proseguite le iniziative di più lungo periodo per le nostre imprese, specie di piccola dimensione. Mi riferisco ad aree strategiche come l’innovazione, l’internazionalizzazioni e le aggregazioni, con la creazione di strumenti flessibili e disponibili anche per le imprese meno strutturate. Per il credito abbiamo attivato una Task Force che consente, con le massime garanzie, di valutare punti di forza e di debolezza della situazione di ogni impresa e di intraprendere le azioni necessarie di supporto.

Casainmente living way n.04 maggio/giugno 2010  

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