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il vino del mese

La potenza e l’armonia del merlot Dai vigneti di Casa Zuliani un Rosso Igt che ha ottenuto il consenso dei nostri esperti. Tante doti in evidenza, capaci di evolversi anche con l’invecchiamento ubito un po’ d’ordine nei nomi: Zuliani, o meglio, Casa Zuliani è il nome dell’azienda di Farra d’Isonzo (Gorizia), fondata nel 1923 da Zuliano Zuliani. Winter invece è il cognome della nobile famiglia austriaca che costruì la villa che poi Zuliani inglobò nell’azienda e il cui profilo spicca nell’etichetta. Riccardo Monfardino, invece è il calibrato motore dell’azienda, di cui è diventato proprietario circa un paio di vendemmie fa, dopo aver fatto un annetto di “praticantato” accanto alla vecchia proprietà. Tanto per farsi le ossa e prendere dimestichezza con i vigneti e gli strumenti di

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cantina. E soprattutto per approfondire la conoscenza con le persone che poi avrebbero continuato a lavorare con lui. Perché se lui è il motore - ci disse durante un precedente incontro - le persone sono la essenziale benzina, di qualsiasi impresa. Monfardino, origini sarde, ha un passato collaudato di conduzione e crescita di aziende che contano, in settori che nulla avevano a che fare con il vino ma che, per vari rivoli, ad apprezzare il vino lo hanno portato. Fino al punto di farlo diventare un autentico estimatore e cercatore di rarità. La sua cantina personale conta circa 5mila etichette e molti professionisti del vino

Il bicchiere

Venezia Giulia Igt Rosso “Winter 95/5” 2006 Casa Zuliani Via Gradisca d’Isonzo 23 34072 Farra d’Isonzo (Go) tel. 0481.888506 fax 0481.888604 www.casazuliani.com 30 euro

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Un lungo affinamento in cantina – tra botti e bottiglie – ha forgiato la personalità di questo rosso friulano ma non ne ha scalfito il carattere esuberante e potente. Carattere che si manifesta fin dalla salita al naso degli aromi: tabacco, ribes nero, prugna, spezie, attingendo dunque a quanto di meglio il vasto mondo vegetale possa offrire. Affinché questi profumi, oltre che il colore brillante, possano essere apprezzati al meglio, vi consigliamo di servire questo vino in bicchieri molto ampi, panciuti, utili anche a fare in modo che l’ossigeno agisca rapidamente su

un’ampia superficie di un vino che, come questo, esce dopo quattro anni dalla vendemmia e con circa due anni di sosta in bottiglia.

GORIZIA


Alle tradizionali tecniche di vinificazione, si affiancano, in cantina, sistemi moderni per la lavorazione delle uve.

vorrebbero averle sottomano. Etichette che Monfardino non si limita a contemplare ma che provvede a bere. Cosa che per un produttore è importante: se vuoi fare vini buoni, alla fine, devi anche cercare di capire come sono fatti i vini buoni altrui. E berli è il miglior modo per capirlo in fretta.

L’accordo dei vitigni Tra le etichette di Casa Zuliani che i nostri esperti hanno particolarmente apprezzato in tempi recenti, c’è un rosso, Venezia Giulia Igt, etichettato Winter 95/5. Winter in onore della famiglia austriaca, mentre il 95 sta a indicare la percentuale di merlot che compone questo vino mentre il 5 indica la percentuale del cabernet sauvignon che dà il tocco di classe finale. Attenzione, c’è anche un Winter 5/95, dove le quote del vino sono invertite. In questo caso dunque il 5% è merlot e tutto il resto è cabernet sauvignon. “Nei nostri vigneti avevamo da tempo dei filari di cabernet sauvignon, che però non dimostrava una buona docilità”, spiega il giovane imprenditore. “Insomma, un vitigno che ci è apparso difficile, nonostante avesse radici su un terreno favorevole, un buon mix di argilla, sabbia e ciottoli che sono un lascito del fiume Isonzo”. Dopo un po’ di anni di studio, sperimentazione e adattamenti di pratiche agronomiche siamo però riusciti a farcelo amico, a portarlo dalla nostra parte. Il cabernet sauvignon è stato dunque in buona parte domato senza però modificarne il carattere originale. Abbiamo fatto questo ‘accordo’ con il merlot, che era invece già da tempo un vitigno consolidato, invertendo poi il ruolo di protagonisti, e sono nate queste  due etichette particolari”. Nei 20 ettari di terreno dedicati ai vigneti convivono vitigni internazionali e vitigni autoctoni. ottobre 2011 Il mio vino

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il vino del mese Il profilo architettonico della Villa, inglobata nell’azienda, è raffigurato sulle etichette della linea Winter.

Piccoli numeri grande vino Per averle bisogna però armarsi di un po’ di pazienza e di qualche euro in più del solito. Del Winter 95/5 dell’annata 2006, quella in commercio, per esempio Monfardino ne ha fatte solo 7mila bottiglie, in vendita in enoteca a un prezzo non proprio economico, 30 euro. Dicono però i nostri esperti che questo rosso friulano li vale tutti; in sintesi: di uno dei migliori merlot in assoluto assaggiati in queste ultime stagioni. Del giudizio ‘tecnico’ dei nostri degustatori ci fidiamo, ovvio, ciecamente, altrimenti non saremmo qui a scrivere di vini. Ma in quanto a memoria… Così, per curiosità e scrupolo (o perché, come sostiene uno di loro, siamo rompiballe per dote naturale), siamo andati a sfogliare – nel nostro data base interno – le schede di degustazione di molti altri merlot assaggiati da qualche tempo a questa parte. Beh, hanno ragione loro, i degustatori. Quasi nessun altro vino ottenuto da questo vitigno di origine francese, e che proprio in Friuli ha trovato da molto

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Dal 1923, anno di fondazione, l’azienda continua a produrre vini di eccellente qualità tempo i suoi terreni ideali, ha ottenuto un punteggio complessivo così elevato. In effetti avremmo dovuto capire

subito che il vino era assai buono da un altro inequivocabile sintomo: la ‘sparizione’ delle bottiglie di questo vino

L’azienda Casa Zuliani, che si trova a Farra d’Isonzo, lungo la strada che collega questa cittadina alla vicina Gradisca d’Isonzo, è stata fondata nel 1923 da Zuliano Zuliani e condotta fino a un paio d’anni fa da un suo erede, Federico Frumento, che ha poi passato la proprietà nelle mani di Riccardo Monfardino. Quest’ultimo, origini sarde e attività imprenditoriali all’estero, specie in Svizzera, aveva a lungo girato in Francia, Toscana e Piemonte per trovare il territorio ideale dove poter produrre vino di pregio, fin quando si è lasciato attrarre dai vitigni

e dai paesaggi del nord est, lungo le rive dell’Isonzo. L’azienda produce diversi vini ma in piccole quantità, per un totale di circa 140mila bottiglie l’anno. In casa ci sono 20 ettari di vigneti molto curati, in un unico corpo, separati solo da una strada di campagna, che ne divide metà nella Doc Collio e metà nella Doc Isonzo. Per raggiungere l’azienda (in via Gradisca d’Isonzo 23, tel. 0481.888506, www. casazuliani.com) bisogna uscire al casello di Villesse, lungo l’autostrada VeneziaTrieste, da cui Gradisca e Farra distano solo pochi minuti d’auto.

non soggette alla degustazione. Fortunatamente a queste scomparse repentine di solito fa seguito un invito a cena in casa di qualche degustatore, dove le bottiglie riappaiono allegramente per poi essere felicemente esaurite in compagnia. Così è successo anche per l’annata 2006 del 95/5, soavemente scomparsa nella più classica grigliatona in giardino di fine estate. Ma torniamo alla scheda dei nostri esperti, che hanno descritto il colore di questo vino “granata, molto profondo e brillante”. Insomma, una bella partenza. E proseguendo: di grande intensità il profumo, complesso e armonico su tonalità calde e avvolgenti. Si distinguono note decise di tabacco, ribes nero, prugna e spezie, con qualche sfumatura odorosa di terra dopo la pioggia. In bocca subito un grande equilibrio tra tono alcolico, acidità e tannino, tutti ben marcati ma bilanciati da morbidezza, rotondità e corposità complessiva. Nel finale l’acidità si accentua lievemente e sposta l’equilibrio sul versante della freschezza, verso una leggera nota piacevolmente asprigna. Sul palato rimangono a lungo i sapori fruttati già anticipati dall’olfatto. Dunque un vino potente, al naso e al palato, ma anche armonico, di personalità, con una freschezza che, specie nel finale, ne accentua la bevibilità. Un rosso che, per le sue attuali caratteristiche, sembra avere tutte le carte in regola per evolversi ancora in bottiglia (nonostante abbia già trascorso due anni in legno e quasi altrettanti in vetro). Magari perderà un po’ della sua freschezza ma ne guadagnerà in complessità. Chi invece alla saggezza dell’età preferisce la prorompenza ancora giovanile, stappi pure, con soddisfazione e allegria. Come, alla fine di tutto, abbiamo fatto ❦ anche noi.


Casa Zuliani "Vino del mese"