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Jonathan Cott, Conversazioni con Glenn Gould, EDT, Torino 2009, pp. 121, E 12,50

Otakar Sˇevcˇik, La tecnica fondamentale del violino, volumi I-III, Bosworth Volonte`&Co, Milano 2010, pp. 183, E 33,40

A riprova del fatto che la fama di Glenn Gould non accenna a scemare la EDT di Torino ripubblica le Conversazioni con Glenn Gould di Jonathan Cott, uscite in inglese nel 1984 e in italiano, presso la Unilibri, nel 1989. Il libro uscı` due anni dopo la morte di Gould ma una parte cospicua del materiale risaliva al 1974 e al 1977 ed era gia` stato pubblicato sulla rivista « Rolling Stone ». Non si tratta di un seguito coerente di riflessioni e di approfondimenti ma di un vorticare di argomenti che saltano fuori estemporaneamente, a cui il Cott ha dato forse un certo ordine espositivo senza tuttavia eliminarne la casualita`. I discorsi di Gould sono scoppiettanti di umorismo e di acute osservazioni, ma ben di rado danno origine a ragionamenti condotti sul filo della logica e a conclusioni che sarebbe difficile smontare. Gould, in fondo, era un grande conversatore da salotto, e sapeva molto bene di quel che parlava quando gli argomenti si aggiravano intorno al mestiere del pianista e dell’interprete. In questi casi, al di la` della boutade, c’e` un pensiero che fila. Quando invece si traveste da musicologo o da tecnico della registrazione o da sociologo la vivacita` dell’eloquio non nasconde del tutto il dilettante che per amor di battuta parla anche a vanvera. L’ultima parte riguarda la messa a punto – puntigliosa e un tantino pignolesca – di una piccola disputa con George Szell (a Cleveland nel 1957) su cui hanno ricamato vari biografi. Il libro e` completato dal repertorio completo del pianista, da una filmografia e da un elenco dei programmi radiofonici e televisivi prodotti da Gould per la Canadian Broadcasting Corporation.

Rappresentano una summa violinistica ineguagliata da nessun altro didatta i celebri Studi del Sˇevcˇik, il violinista boemo (1852-1934) che durante la sua lunga carriera insegno` in tanti conservatori sparsi tra l’Europa e il Nuovo Mondo, formando allievi del calibro di Wieniawski, Kubelik e Zimbalist. Una vita spesa per realizzare con spirito scientifico un corpus didattico che affronta in modo organico e sistematico, tanto da sfiorare la maniacalita` , tutte le complessita` dello strumento. Sˇ evcˇ ik non si accontenta di classificare e ampliare una difficolta` tecnica che gia` esiste, ma fa proliferare all’infinito ogni modulo tecnico. Il vantaggio di questa nuova edizione – ben piu` leggibile di quella storica sulla quale molti violinisti hanno perso diverse diottrie nel tentativo di decifrarne i caratteri minuscoli – consiste nella piu` organica distribuzione dei volumi in base al livello tecnico generale dell’allievo. Nei primi tre – ai quali ne seguiranno altri due dedicati allo studio della tecnica delle posizioni diverse dalla Prima – vengono riordinate le varie sezioni in modo tale che l’allievo, durante i suoi primi cinque anni di studio del violino, non debba piu` selezionare le difficolta` dai vari volumi, ma le trovi gia` raggruppate in questa edizione che affronta congiuntamente la tecnica della mano sinistra e quella della mano destra. Se il primo volume si concentra sulla delicata postura delle prime quattro dita e dei rudimenti dell’arco, il secondo prevede un’articolazione sempre piu` complessa delle dita sulla tastiera e di alcuni colpi d’arco, mentre il terzo riguarda prevalentemente i bicordi.

Piero Rattalino

Carlo Bellora

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"Mosè e Arnold" su Musica n.217 Giugno 2010  

"Mosè e Arnold" (A. Galliano, Cartman 2009) su Musica n.217 Giugno 2010

"Mosè e Arnold" su Musica n.217 Giugno 2010  

"Mosè e Arnold" (A. Galliano, Cartman 2009) su Musica n.217 Giugno 2010

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