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MULIERE COLLEGAMENTIATEMPORALI

Scritti 1971 - 1996

EQUIPèCO


Muliere Collegamentiatemporali - Scritti 1971-1996 © 2011 by EQUIPèCO Carmine Mario Muliere Editore Tutti i diritti riservati E-book 7 - Formato: Pdf ISBN 978 - 88 - 904667 - 5 - 5 € 9,99 ______________________________________ Via Donnicciola 25 - 00030 San Cesareo - RM Telefono: 06 9570723 www.equipeco.it Impaginazione: mcm art&copy Codice d’acquisto: EB007 In copertina Muliere, Quadratura del cerchio, 1995, cm 73×73


EQUIPèCO Antologia 1


Ai miei genitori.


INDICE COLLEGAMENTIATEMPORALI, 1995 9 PENSIERI E CONSIDERAzIONI, 1971-1973 13 MACChIE, 1975-1977 Solitudine Albero Aspirazione Metamorfosi di una pietra La notte Sentire Passante Delusione Al mio io Pensiero puro Tu Amore Semi Neve Paese mio Mio nonno

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NATURA E RADICI, 1977-1978 Attesa Una bella storia Maestro Io... parlandomi La vita continua Semplicità Indecisione Purificazione mentale ...Chissà perché Preghiera Pretesa / protesta o preghiera Paura Chi sei? Dimenticare Essere padre Aria campagna montagna cielo Il mare

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18 19 20 21 22

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25 26 27 28 29 30 31 32

Noi siamo 33 Una scultura / una domanda È divenire? DALL’ESPERIENzA, 1979-1982 A Elio Filippo Accrocca Origine All’arte Dualismo Domanda Domanda Constatazione Non m’è concesso imbarazzo Divenire è casuale? Provare a risolversi Viva la vita Ricordi Accade Vorrei e non posso Vittorino Valle Il Matese 1980 Nome Forse è così Fede Rivelazione Risposta II risposta Resistenza III risposta Imprevisto / spontaneità IV risposta Altro imprevisto V risposta Ipotesi / realtà Origine (altra ) Problema Voce indiscreta Interrogatorio VI risposta

34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56


INDICE Sentire Pena Altro imprevisto Certezza inquieta Non so che fare VII risposta In-finito Un giorno Per la vita Sera Impotenza Vuoto dentro Non ho / non so Romantica tela Da sempre Che cosa è essenziale? Io sono vivo

56 57 58 59 60 61 62 63 64 65

SINTESI DI UN DIALOGO APERTO 66 E ININTERROTTO, 1982 APPUNTI DI VIAGGIO: AUSTRIA,1983 70 SALISBURGO,1983 72 STAGIONE,1985 74 Stagione All’amore Senza volto, una donna Pasqua 75 Acchiappanuvole FAVOLA REALE, 1985 77 Legenda Le nostre voci 78 Favola reale C’era una volta Realtà Colori differenti 79 Scelta

Prova del fuoco 79 All’aria 80 Sizigia In terra Filosofia 81 Il volo Nel tempo RAGIONI,1983-1985 Il giogo Pomeriggio a S.Cosimo Solitudine e l’incontro Pensiero sul pensiero Quale giustificazione alla morte? Ipotesi di silenzio del contemporaneo Ritmo di mie ragioni Il senno di poi Dall’esperienza, cronaca Anima e realtà Differenziale Quando i tempi saranno maturi Un giorno ancora Giorno e notte Ragione A cavallo del 2000, ex libris: avanguardia Il mondo si regge sulla menzogna Amichevole serenità Visione Abitudine Vedere abitare la vita Il peccato Il peso della parola

82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 94 95 97 98 99

DENTRO LA PAROLA-LA PAROLA DENTRO, 1985 101 Poesia | Proposizione | Essere | Intenzione | Saggio ragionevole | Scintilla | Serenità | Pensiero | Numero | Pari | Dispari | Parola | Ispirazione | Sizigia | Ragione | Peso | Cattività | Giudizio | Riflessione | Analisi | Sintesi | Forma | Innocua | Uomo Dicoto-


INDICE Brancusi-Mondrian

mia Immagine Dentro Rispetto Musica, interconnesse | Lorenzo il Magnifico

DALL’INVISIBILE 164

SEMPLICEMENTE, 1985 114 Dentro l’immagine l’immagine dentro

APPROSSIMAzIONE, 1992-1993 165

SIGIzIA 117

APPUNTI CON LA MANO SINISTRA, 1993 169

SOR-PRESE DI COSCIENzA, 1985 119

MEDITAzIONE, 1994 174

APPUNTI PER UN DISCORSO SULL’ARTE, 1985 120

VERIFIChE, l’oro del mattino, 1994 174

INTERPRETARE L’INTERPRETAzIONE, 1985 122

I ChING, 1996 178

OASI 124 (Riflessi-Il silenzio-Il vento-Il Cuore 130 La pianta della miseria-L’orma), 1985 133

Presentazioni e recensioni 180 MACChIE | Mario Verri

LE COSE STANNO COSì, 1985 150 ESERCIzI DI EMANCIPAzIONE DAI MEzzI ESPRESSIVI EREDITATI, ANChE PER ELEzIONE, E CON BENEFICIO D’INVENTARIO, 1985-1989 No Legàmi Ai bordi dell’esistenza Topografia dell’anima Favola reale bis Momento statico Momento statico (2) Momento statico (3)

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NATURE E RADICI | Elio Filippo Accrocca 181 DALL’ESPERIENzA | Mario Petrucciani 183 COS’È LA VITA | Letizia Carile 187

152 153 154 155 156 157

MUTAzIONE, 1989-1990 157 Al mio pensiero urge il vuoto Non sappiamo più stare insieme 158 La spola 159 Mutazione DENTRO L’ARTE - L’ARTE DENTRO, 1991 161 Leonardo-Savinio-Burri-Picasso-Vedova

STAGIONE FAVOLA REALE 188 Giacinto Spagnoletti RAGIONI | Walter Mauro 188 RECENSIONI 191 MACChIE | Nino Scalisi NATURE E RADICI | Mario Scotti - Ugo Reale 192 Giovanni Gigliozzi - Elio Filippo Accrocca DALL’ESPERIENzA 200 Pasquale Sansalone- Boris Fischetti


CARMINE MARIO MULIERE

COLLEGAMENTIATEMPORALI scritti 1971-1996

EQUIPèCO

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COLLEGAMENTIATEMPORALI

Nel ciclo irripetibile delle mutevoli stagioni con la leggerezza dell’apparenza improvvisa come l’arcobaleno visiva impalpabilità simile all’umo gravido dell’inverno sono stato a cena col diavolo un povero diavolo anch’egli senza compagnia in questa notte di transizione che ci porterà altrove ove trovare quell’autonomia che qui non è pensabile. Viva la Fantasia e l’Immaginazione essenze chiuse nel vuoto a perdere dell’esistenza rinnovamento proiettato in modo strano ed abbandona quel povero diavolo cordiale come noi quando fingiamo di elargire bontà M’allontano dall’indifferenza avvolta nella speranza senza amore cui manca quella comprensione che permetta l’accesso all’altro che non è altro che una parte del tutto proprio come me e te.

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Il silenzio osservato nella frugalissima cena stabilisce il contatto coll’invisibile e propongo alla mia anima l’ascesa verticale verso gli angeli insieme al mio ospite. Chi sa non fa domande, agisce per il meglio e come per incanto già stiamo là. Già, stare ed essere. Qui è la base dell’Intuizione non serve pensare basta partecipare e potrebbe accadere proprio adesso. Conviene compiere il percorso della vita con naturale disponibilità agli eventi. Il controllo può e dev’essere di natura interiore che è la sede dell’autonomia principiale che è riflessa nell’anima che è posta in affinità di corrispondenza con il punto di riferimento scelto all’inizio. Questa è la sostanza di questo piano ancora densa e palpabile com’è possibile constatare. Giungere in un luogo è già un meritato dono equiparabile al saperci stare che è 10

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adeguato attaccamento che è relativo alla necessità del proprio sviluppo che è connesso all’apprendimento che è collegato alla fonte che è parte della sorgente che è il corpo della quintessenza che è la trasmutazione dei quattro elementi che ci costituiscono e sono identificabili nella propria Immagine. Lo specchio è uno strumento che si realizza per la Luce. L’occhio è strumento della vista che scaturisce dall’impulso cerebrale. La visione obiettiva richiede uno specchio buono un occhio attento e l’impulso giusto. L’apprendista cosciente che usa gli strumenti di precisione può intravvedere la Bellezza che è nell’opera che compie la Sapienza. Questo è il viaggio che conduce al trivio della scelta per il conseguente rapporto in un piano diverso con la misura ottenuta dall’esperienza vissuta 11

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in questo soggiorno apprezzabile almeno quel tanto che basti alla reciproca utilità alimento essenziale del piano globale. La nebbia del crepuscolo annunzia il solstizio d’inverno tempo propizio al cambiamento che avverrà all’alba in primavera quando si può comprendere che il momento della morte potrà svelare il segreto della vita che rinnova e conferma ovunque e sempre il collegamentoatemporale.

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PENSIERI E CONSIDERAzIONI

I colori hanno una dolcezza che non hanno le parole: non possono mentire né fingere. Tutto è verità sentita e a volte patita. Essere pittore significa soprattutto essere uomo.

L’uomo è schiavo di quel che dice e sovrano di quel che tace

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on sono uno scrittore, quindi non vado alla ricerca di edificare un’opera letteraria, primo perché non è la mia funzione e sicuramente non rispecchierebbe la mia personalità. Sono un uomo che sente la necessità di dire qualcosa: uno sfogo personale per le tristi considerazioni che sono sorte in me da quando ho abbracciato per la prima volta la pittura. Forse chi leggerà le mie note bibliografiche sparse di qua e di là si meraviglierà o forse penserà che ciò che dico è soltanto presunzione: a questo punto nessuno esprimerebbe alcunché temendo di peccarne. Io non ricerco niente anzi, mi correggo, sono alla ricerca di me stesso! Quindi i pensieri ch’esprimerò sono i risultati o meglio le considerazioni che ho potuto ricavare dai vari contatti che ho avuto con critici, galleristi, organizzatori, collezionisti, pubblico ed anche con pittori. Per esempio m’è stato chiesto perché dipingevo; la risposta è facile: io non vado alla ricerca di una definizione qualunque dettata più volte in una formulazione letteraria che appaga la mente degli ascoltatori, io dipingo perché 13

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lo sento, per interiore necessità: forse il bambino ha soltanto bisogno di mangiare e di bere? O forse ha bisogno anche di distrarsi correndo all’aria aperta? Quindi, per me, dipingere è vitale come per il bambino correre. Tante volte e non poche persone mi hanno chiesto quanto costano o quanto valgono i miei quadri: la risposta non è facile com’anche dovrebbe essere difficile la domanda per chi la pone. Avrei potuto rispondere con sincerità a questa domanda con due sole parole, (permettendomi prima una considerazione, cioè: oggi l’arte non è considerata tale e per lo più se ne ha una idea sbagliata), ad una persona abbastanza cresciuta e da molti ritenuta colta e preparata permettendogli così di fare considerazioni assurde, ironiche ed incontenibili per la sua cultura immensa e buia parimenti e gli avrei potuto dire: la vita di un uomo! Solo così gli avrei risposto sinceramente e se non lo feci fu soltanto perché mi ricordai ciò che scrisse il mio amico e critico francese Roger Gallizzi, nella monografia Come nasce un pittore, ch’egli volle dedicarmi: ...ognuno di noi può cogliere ciò che gli è proprio!, quindi bisogna accettare qualsiasi pensiero altrui solo che dovremmo essere più coerenti e soprattutto cercare di entrare nella interiorità delle persone e delle cose che ci circondano, esprimendo considerazioni, ma comportandoci impersonalmente. otrei ancora dilungarmi su questo argomento ma ritengo opportuno terminare senza però tralasciare il fatto ch’è triste pensare che si possa arrivare a simili contraddizioni. Sento il bisogno di parlare di ciò perché è pur vero che si possa mentire e ingannare altri senza sentire risentimento alcuno, ma è la fine per colui che arriva a mentire a se stesso!: l’artista deve essere un pensiero libero: è difficile esprimere ciò, posso solo parlare di cose che m’hanno maturato profondamente interiormente. Un tipo di gente pretende e prende in considerazione un pittore solo se egli ha esposto con le grandi firme della pittura contemporanea, (se ha pubblicazioni su determinati libri d’arte), e se ha esposto in determinate gallerie qualificate nelle quali non è facile per un giovane riuscire ad esporre se non assoggettandosi

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ai voleri e ai compromessi d’ogni tipo e che tanti ignorano o non vogliono considerare. Siamo seri! Siamo sinceri! Guardiamoci senza ipocrisia!: com’è possibile concepire che un quadro vale milioni ed altri solo la tela, prendendo in considerazione più la cornice che l’operato di colui che l’ha fatto?! I libri d’arte, i critici, le gallerie riconosciute, sono loro che hanno il diritto di fare di un quadro un’opera e di un altro una nullità? M’è capitato di vedere, in diverse mostre, tanta gente che non guarda il quadro se prima non ha decifrato la firma dell’autore, o, colpita dalla cornice, l’acquista, contenta perché si abbina allo stile del proprio salotto!: il quadro viene considerato in secondo piano! Cosa pensare? Consigliare all’autore di mettere ancora quel tipo di cornice per vendere i suoi quadri? In altri termini, siamo noi che diamo importanza alle cose senza tener conto dei veri valori! Cosa vorrei esprimere con i miei quadri?: me stesso con gli altri. Quindi non bisogna ricercare in un quadro delle complicazioni assurde ed inconcepibili: purtroppo è anche vero che più il quadro è complicato fino al punto di non capirci niente, più la gente apprezza e dice di capirlo e spesso passa insensibile davanti ad un paesaggio, ad una marina o ad un qualsiasi oggetto figurativo espresso sulle tele. Forse non è mio compito né traggo vantaggio a parlare di questo, (com’anche potrebbe essere superfluo) ma, essendomi trovato in queste condizioni e situazioni la maggior parte delle volte e specialmente durante manifestazioni artistico-culturali, ciò che più mi ha ferito e mi ha spinto a parlarne, è, che ho potuto constatare, che l’arte stessa, possa assoggettarsi a tali compromessi al punto di tradire la validità dei suoi stessi elementi.

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I

l male del secolo è il problema nostro e quello dell’umanità ove si definisce quel rapporto di uguaglianza tanto discusso in un mondo già oppresso dalla sua storia. I colori avvertono questo sentimento per esplodere con violenza quasi per turbare la coscienza umana ad una realtà troppo evidente .

L

’equilibrio della vita, esistenza: non è più la storia del mondo ma quella di un uomo qualunque: la mia, la vostra. In esso scaturisce una fonte di vita, una morale valida per tutti i tempi e per tutti gli uomini, il soggetto è la vita.

I È

colori dicono più di ogni altro discorso, basta lasciarsi penetrare da questa armonia, fino al cuore, per cogliere ciò che si può cogliere e meditare. nella meditazione che ritroviamo noi stessi, il mondo dei ricordi e il vuoto pauroso della nostra vita.

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MACChIE Delusioni quotidiane alimentavano la mia mente di molti pensieri: tristezza derivante dal sorriso ironico di chi le provocava. Speravo dimenticare. Cattiveria non perdonarle. Perdono soddisfacente e malizia immaginarlo inutile. Rimorso non darlo a chi sperava sapendo averlo mai. Pensare: soliloqui interminabili, calmati rare volte tramite leggera sfumatura ottenuta sulla bianca tela: momento unico e più desiderabile di qualsivoglia immaginabile che possa appagare uomo in queste aspirazioni. Bisogno d’amicizia data e perduta, cercata e ritrovata, ripersa: SOLITUDINE

ALBERO Testimone muto vivi, dai vita. Io bimbo eri vecchio. Ora, pensieri diversi t’accosto. Silenzio d’aria mi possiede, e piccole cose... altezze vicine a ognuno mi riveli. 17

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ASPIRAzIONE Attimi miei, atemporali, vorrei. Scomparire, vuoto inesistente, mai pensato. ... Divenire, ‘dove’ mai vissuto, ‘come’ semplice, senza saperlo.

METAMORFOSI DI UNA PIETRA Buttata nella cava davi quasi fastidio: domandavi nulla! Chiamasti, ti raccolsi, volli darti una forma, ora ti guardano, parlano di te.

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LA NOTTE Riposo, tormento del giorno meraviglioso, ingannevole, qualunque, dimenticato. Solo di notte riesco a fermarlo, anche se rumore improvviso, geloso mia solitudine, invano cerca rubarmi il ricordo.

SENTIRE Spesso odo misteriosi suoni giungere... ...lontani sfondi, m’accorgo poi d’essere sveglio, d’aver dipinto... continuo a vivere.

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PASSANTE Passa una vecchietta, riconosco suoi passi corti, sempre uguali, sa di camminar. L’ho osservata: gambe arcuate, piedi storti, spalle oblique. Presumo abbia vissuto duramente, intenerisco, mi guardo penso: adesso vorrei saper camminare così.

DELUSIONE Spiegarla è non provare, ha involucro particolare, rimane racchiusa sempre.

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AL MIO IO Evadere vorresti, dove? perché? Speri incontrare gente migliore? Rimani, migliora te stesso.

PENSIERO PURO M’avvio gioventù... ormai, se vivrò. Rivedermi vecchio, d’aver saputo aspettare.

TU Notte, solo, carezzato vento leggero, sentivo...profumo, venivi. 21

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AMORE Avanzavo cercando, ti trovai, ci lasciammo... ritrovati diveniamo.

SEMI Campo grano maturo, immensa frescura: eppure sudo.

NEVE Tua coltre riposa la terra, cittĂ nevica mai!

PAESE MIO Incancellabile bellezza tua semplice non apprezzai, 22

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tuo ricordo mi sostiene, averti abbandonato mai.

MIO NONNO Uomo, stampo antico, semplicitĂ solenne ricordo sempre; riponevi in me, te.

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DENTRO L’ARTE – L’ARTE DENTRO Una vita bene spesa, lunga è: LEONARDO L’energia Estratta Ovunque Non Avrà Riposo (che) Dall’origine Ordinata. SAVINIO Se Andrai Verso (l’) Ignoto Non Incontrerai Ordine. BURRI Basta Una Risposta Rigorosa Inizialmente.

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Io non cerco, trovo: PICASSO Per Iniziare Con (l’) Arte Sono Stato Ovunque. VEDOVA Velocità Entropia Dominano Ove Vegliano Attenzioni. BRANCUSI Basterebbe Rivedersi Appena Nel Corso Univoco Senza Inizio.

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«Nel futuro l’uomo non sarà che parte del tutto, e avendo perduto la vanità della sua piccola e meschina individualità, sarà finalmente felice. L’individualismo, nell’arte come nella vita, è causa di ogni rovina e di ogni deviazione del giusto; è necessario opporre ad esso la serena chiarezza dello spirito che sola può creare l’equilibrio tra l’universale e l’individuale»: MONDRIAN Materia (e) Ordine Non Devono Rimanere Isolate Anzitutto (per) Noi.

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«Nel futuro l’uomo non sarà che parte del tutto, e avendo perduto la vanità della sua piccola e meschina individualità, sarà finalmente felice. L’individualismo, nell’arte come nella vita, è causa di ogni rovina e di ogni deviazione del giusto; è necessario opporre ad esso la serena chiarezza dello spirito che sola può creare l’equilibrio tra l’universale e l’individuale»: MONDRIAN Materia (e) Ordine Non Devono Rimanere Isolate Anzitutto (per) Noi.

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Finito di stampare nel mese di luglio 2011 EQUIPèCO Carmine Mario Muliere Editore E-book 7 www.equipeco.it

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MULIERE COLLEGAMENTIATEMPORALI

Scritti 1971 - 1996

EQUIPèCO E-book 7 - Pp. 204. Formato: Pdf ISBN 978 - 88 - 904667 - 5 - 5 € 9,99

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