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Progetto Grafico:

“Pubblicazione in omaggio con il Giornale di Sicilia – 27/11/2009”


ESPONI LA LOCANDINIA DEGLI INTENTI Roberto Helg Presidente Confcommercio Palermo

Da tempo l’economia siciliana è in grave difficoltà e, come se ciò non bastasse, il nostro sistema produttivo è minato alla base dal condizionamento mafioso. Il racket e l’usura sono i reati che maggiormente condizionano le imprese, ne limitano la libertà, le privano di risorse e ne impediscono lo sviluppo. Il pizzo e l’usura sottraggono al sistema commerciale miliardi di euro l’anno che le cosche mafiose investono in attività illegali. La cultura di impresa è antitetica a quella mafiosa e la presenza dell’una non può che escludere l’altra. È fondamentale l’azione di contrasto della criminalità organizzata

Rosanna Montalto Vicepresidente Confcommercio con delega alla Legalità

L’impatto negativo della criminalità organizzata sull’economia legale, con il suo effetto depressivo e distorsivo è un incontrovertibile dato di fatto. Il racket e l’usura sono le attività illecite che hanno il maggiore impatto negativo sull’economia e non solo su quella siciliana. Il pizzo e l’usura sottraggono al sistema commerciale miliardi di euro l’anno che le cosche mafiose investono in imprese fuori dalle regole di mercato, finanziando il contrabbando e il traffico di droga, aumentando la corruzione nell’imprenditoria e nella pubblica amministrazione, condizio-

ed essa sarà tanto più efficace quanto maggiore sarà la collaborazione tra gli imprenditori e lo Stato, giacchè la Magistratura e le Forze dell’Ordine, da sole, non possono garantire risultati definitivi. L’unione di tutti, istituzioni e società civile sicuramente sì. Ed è nel difendere le nostre imprese dai condizionamenti criminali che affermiamo anche la nostra identità e libertà di imprenditori. La denuncia dei ricatti è un fatto di responsabilità ed oggi più che mai è anche conveniente. Con la “Locandina degli intenti” che qui pubblichiamo, la Confcommercio chiede a tutti gli imprenditori che voglio-

no rendere manifesta la loro voglia di legalità di esporla nel proprio negozio, aderendo così alla nostra campagna “OBIETTIVO LEGALITA’” che prevede la condivisione del Codice Etico della Confcommercio e conseguentemente l’impegno a collaborare con le Forze dell’Ordine e con la Magistratura nel caso di richieste di estorsione. Non chiediamo atti di eroismo, ma una manifestazione concreta per dire “No” a chi vuole condizionare il nostro presente e il nostro futuro, per affermare il diritto ad una normalità che ci è dovuta, e che non sarà nostra senza l’impegno di tutti. Grazie.

NON CEDERE AL RICATTO: RIBELLATI, TI SAREMO VICINI nando aspetti fondamentali della vita pubblica, dalle elezioni agli appalti. Consapevole dell’importanza del ruolo delle associazioni di categoria nell’impegno antimafia, la Confcommercio ha, negli ultimi anni, intensificato il suo lavoro per la diffusione della cultura della legalità e per far crescere un’etica di impresa che escluda qualunque forma di relazione e di collusione con la criminalità organizzata, con prese di posizione molto nette, facendo appello pubblicamente agli imprenditori di non cedere al ricatto mafioso e di collaborare con le Forze dell’Ordine e con la Magistratura, nella consapevolezza che un’economia condizionata dal fenomeno mafioso e dal racket non può produrre sviluppo. Su questo fronte abbiamo compiuto scelte precise e irreversibili, che abbiamo chiesto di condividere a tutti i nostri soci, a pena di sospensione e di esclusione dall’Organizzazione, a partire da coloro che rivestono incarichi nel sistema confederale. Chi è vittima del racket del pizzo, ha un

solo dovere: denunciare e collaborare con le forze dell’ordine. Nulla più giustifica la paura e il silenzio, dopo gli importanti, significativi ed incessanti risultati raggiunti negli ultimi anni dallo Stato, che hanno portato all’arresto di boss eccellenti e di centinaia di estortori, indebolendo significativamente la fitta rete del racket. Oggi esiste una vasta e solida rete di sostegno nelle istituzioni e nella società civile, che affianca chi denuncia permettendo di riprendere e continuare la propria attività in sicurezza dopo essere stato integralmente risarcito degli eventuali danni subiti. Lo Stato ha dato prova di proteggere e di aiutare concretamente chi è vittima, dando garanzia di protezione e di aiuti finanziari. Non cedere e ribellarsi non solo è giusto, ma, oggi, è anche conveniente. La Confcommercio di Palermo è pronta ad assistere ed aiutare chiunque dei propri soci ne avesse bisogno nel più assoluto riserbo.


CONFCOMMERCIO PARTE CIVILE NEI PROCESSI DI MAFIA La Confcommercio di Palermo ormai da anni ha deciso di essere parte civile in tutti i processi di mafia per dare un segnale forte della ferma volontà di sviluppo, di voler fare libera impresa in un territorio maturo economicamente e civilmente, per manifestare concretamente il sostegno alla Magistratura e offrire agli imprenditori tutte le opportunità per difendersi dal ricatto mafioso. Per difendere un bene collettivo come la libertà di impresa, e per stare vicino agli imprenditori che denunciano al momento del processo. Uno degli aspetti meno conosciuti e pubblicizzati del cosiddetto "Pacchetto Sicurezza" è la scure che il Governo ha abbattuto su Enti e Associazioni che hanno deciso di costituirsi parti civili in molti processi e che hanno ottenuto una sentenza di condanna al risarcimento del danno nei confronti di organizzazioni mafiose. D'ora in avanti, infatti, gli enti territoriali, le associazioni di categoria, le associazioni antiracket, etc, non potranno più accedere al fondo alimentato con i beni confiscati alla mafia previsto dalla legge 512 del '99. Questo provvedimento rischia di produrre un pericoloso isolamento delle vittime di mafia che saranno lasciate sempre più sole, che non avranno più tanto da sperare che qualcuno si costituisca al loro fianco, considerato i costi che le parti civili, dovranno sostenere per affrontare un processo, costi sinora coperti dai risarcimenti riconosciuti in sede processuale. In sostanza si impedisce la costituzione nei processi di mafia per tutti gli enti e le associazioni che sino ad oggi hanno fatto il loro dovere e hanno utilizzato queste somme a copertura delle spese processuali e per attività di diffusione della cultura della legalità. Le vittime di mafia nei processi penali, non avranno più tanto da sperare nel sostegno e nella solidarietà di qualcuno che si costituisca al loro fianco e si ritroveranno in aula da sole ad affrontare il difficile percorso del processo di fronte ai propri estortori ed usurai. Questa norma, per ottenere pochissimo risparmio sulle risorse del Fondo, rischia di fare affondare una delle azioni più rilevanti di mobilitazione sociale e istituzionale contro la mafia. Viene diminuito e limitato il ruolo sempre più incisivo sia di contrasto che di solidarietà, che gli enti locali e le associazioni sono venute assumendo attraverso il loro costituirsi parte civile nei giudizi penale e civile. Ci aspettiamo dal Governo nazionale e dal ministro della Giustizia Alfano, un immediato ripensamento, ed un intervento per modificare al più presto questa norma inaccettabile.

LA RILEVANZA DI COSTITUZIONE DI PARTE CIVILE DI ENTI ED ASSOCIAZIONI NEI PROCESSI CONTRO LA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA Si sente spesso parlare dell’importanza della costituzione di parte civile di Enti ed Associazioni nei processi di mafia. Ma che cos’è e, soprattutto, a cosa serve la costituzione di parte civile? Secondo il nostro codice di procedura penale (articolo 76 c.p.p.) è l’esercizio dell’azione civile nel processo penale. Quest’ultimo, in ragione della sua funzione pubblica di ripristino della legalità, viene considerato l’ambito adeguato anche per richiedere un risarcimento

del danno all’imputato che lo ha cagionato con la sua condotta illecita. Ciò comporta che può costituirsi parte civile solo il soggetto che abbia ricevuto un danno dal fatto di reato commesso dall'imputato (articolo 74 c.p.p.). La giurisprudenza della Cassazione ha esteso i principi relativi alla costituzione di parte civile della persona fisica anche alle persone giuridiche (Associazioni ed Enti) che, pertanto, hanno diritto ad essere ammesse quali parti civili in tutti i casi in cui: “abbiano ricevuto un danno ad un interesse proprio … assunto nello statuto a ragione stessa della propria esistenza e azione” (Cassazione, 1 giugno 1989, Monticelli), per cui: “legittimamente viene ammessa la costituzione di parte civile, nell’ambito di un procedimento penale relativo a reati di estorsione commesso in danno di numerosi commercianti di un quartiere cittadino, di un’associazione

che, in dipendenza dei propri scopi statutari sia titolare di un proprio interesse suscettibile di essere leso dalle condotte estorsive … sicuramente idonee a ledere il libero esercizio dell’attività commerciale” (Cassazione, Sezione V, 25 gennaio 2005, n. 2245). Oltre alla funzione prettamente economico-risarcitoria, la costituzione di parte civile dell’Ente o dell’Associazione ha assunto di fatto, soprattutto nei processi di mafia ed estorsione, anche l’ulteriore valenza di strumento di tutela e di supporto della vittima nel processo e di contrasto della criminalità organizzata. La Federazione Provinciale di Palermo della Confcommercio, che da anni è presente quale parte civile a fianco delle vittime del racket delle estorsioni in tutti i più importanti processi a carico di Cosa Nostra (Grande Mandamento, San Lorenzo, Gotha, Old Bridge, Addiopizzo, solo per citarne alcuni), è stata


a i f o a m m r i e l d a i P Process n f c o m m e r c i o le in cui Cotituita parte civi si è cos

riconosciuta dalle sentenze che hanno affermato la responsabilità penale degli imputati, quale soggetto danneggiato dall’attività estorsiva posta in essere dall’organizzazione mafiosa nei confronti di commercianti e imprenditori. Il “pizzo”, che fino a qualche anno fa veniva considerato dall'imprenditore un destino ineluttabile, una prassi sociale da tollerare, oggi comincia ad essere percepito come un disvalore ed un danno non solo per la singola vittima, ma per l'intero comparto produttivo danneggiato dall’assenza di una economia libera capace di creare sviluppo e lavoro. Una tale maturazione culturale, incoraggiata dagli arresti e dalle condanne che hanno contribuito a rassicurare gli imprenditori sulla presenza dello Stato, ha permesso alle Associazioni (di categoria ed antiracket) di assumere un ruolo di primaria importanza nell'assistenza e nel supporto della vittima, consentendo al contempo a chi denuncia di evitare l'isolamento e di alleggerire la sua esposizione nei confronti della criminalità organizzata. Ed allora, per la prima volta a Palermo, è stato possibile assistere presso l'aula bunker dell'Ucciardone, al riconoscimento “all'americana” effettuato da parte di 18 imprenditori nei confronti dei loro estorsori.

È vero che le denuncie sono ancora poche, ma è vero altresì che gli appelli retorici a denunciare non servono a nulla se non si riesce, al contempo, a dare fiducia a commercianti e imprenditori con atti concreti. In questo consiste la vera sfida ed il compito non è più, o almeno non è soltanto delle Associazioni, della Magistratura o delle forze dell'ordine che negli ultimi anni con il loro operato hanno reso più vulnerabile Cosa Nostra, ma anche del legislatore che dovrebbe fornire ulteriori strumenti per supportare questa nuova stagione di lotta alla mafia. Purtroppo i segnali che arrivano non vanno sempre nella direzione auspicata. Il cosiddetto Pacchetto Sicurezza (Legge 15 luglio 2009), ad esempio, contiene una norma (articolo 2, commi 23 e 24) che impedisce alle Associazioni e agli Enti di accedere al fondo previsto dalla legge n. 512 del 1999 per ottenere quanto gli è stato riconosciuto dall'Autorità Giudiziaria a titolo di risarcimento del danno. Per cui, mentre le norme codicistiche e la giurisprudenza della Cassazione sanciscono che la costituzione di parte civile è riservata a chi ha diritto al risarcimento del danno ed a questo è finalizzata, al contempo, con l’introduzione della norma in questione, di fat-

Avv. Gaetano Fabio Lanfranca

to gli si impedisce di ottenere tale risarcimento. La conseguenza di questo paradosso è che anche la vittoria dell'Associazione o dell'Ente, che si è costituita parte civile nel processo di mafia a fianco della vittima, finisce con l'essere svuotata di significato e pertanto scoraggiata. L'Ente o l'Associazione, a cui è stato riconosciuto un danno nei confronti dell'organizzazione mafiosa, oggi non può far altro che dare corso ad un'azione esecutiva nei confronti dei beni dei singoli mafiosi che hanno subito la condanna; sempre che da parte dello Stato non sia già intervenuta, come di norma accade, la confisca del loro patrimonio che serve ad alimentare il fondo a cui oggi non è più possibile accedere.

Limitando l'efficacia della costituzione di parte civile dell'Ente o dell'Associazione nel processo penale per fatti di mafia, nonostante l'indubbia funzione solidaristica e di contrasto alla criminalità organizzata dimostrata in questi anni, il Governo ha colpito proprio chi finora ha lavorato seriamente per rompere l'emarginazione e l'isolamento della vittima restandogli vicino anche nel momento delicatissimo del processo. Si tratta di una norma sbagliata che è auspicabile venga rivisitata dal legislatore in una direzione che promuova l'azione di sostegno alle vittime e di contrasto culturale svolta da Enti ed Associazioni nei confronti della criminalità organizzata.


CON LA CRISI AVANZA IL RICORSO ALL’USURA Lottare contro la criminalità. Fermare l'usura che trova terreno fertile grazie alla crisi economica, con il risultato che le aziende diventano "più facilmente aggredibili da parte della criminalità organizzata, anche attraverso l'esercizio dell'usura nelle sue diverse configurazioni". Questo ha affermato il Governatore della Banca d'Italia Mario Draghi, a fine luglio di quest’anno, intervenendo nel corso dell'audizione della Commissione parlamentare d'inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali. Draghi ha tracciato un quadro completo sulle ricadute del crimine sull'economica. In particolare ha affermato che in tempi di crisi, le imprese vedono inaridirsi i propri flussi di cassa e vedono cadere il valore di mercato del proprio patrimonio aziendale, e perché non cadano nella rete della criminalità organizzata l'azione di contrasto deve farsi ancora più attenta e decisa. È indubbio che, fra gli ostacoli che frenano il tasso di crescita, vi sono organizzazioni criminali fortemente aggressive, pervasive, opprimenti. Il Governatore ha puntato con forza il dito contro la criminalità organizzata, "freno" alla crescita dell'Italia, ed ha chiesto che il Governo metta in campo una forte opera di contrasto. Condividiamo le analisi del Governatore Draghi, e da tempo denunciamo l’inasprirsi del ricorso all’usura, di una usura non più solo gestita dai “cravattari”, ma direttamente da cosa nostra. L’attività usuraia frutta alla mafia 35 miliardi di euro. L’Eurispes nel Rapporto Italia 2009 conferma la crescita preoccupante delle imprese coinvolte: Anno 2006/120.000 - Anno 2007/150.000 - Anno 2008/180.000. Un terzo delle imprese sotto usura si concentra in Sicilia, Campania e Lazio. L’usura è ormai entrata nel “core business” della mafia e la crisi economica rende la criminalità organizzata ancora più pericolosa, pronta ad usare le debolezze e le incertezze dell’economia per rafforzare le sue posizioni. Ecco perché è necessario reagire con determinazione e sancire una grande offensiva per la legalità, che deve vedere in prima fila il Governo e il Parlamento. L'azione di contrasto della criminalità organizzata, è oggi più importante che mai.


LOTTA ALL’USURA: ISTITUTI DI CREDITO CHIAVE DI VOLTA Non solo le imprese, i cittadini, le istituzioni tutte, ma anche le banche devono fare la loro parte per contrastare il fenomeno dell’usura. L’accesso al credito per le imprese è sempre più difficile, ed in particolar modo per le piccole e medie imprese. Alle imprese in questo momento serve liquidità, per affrontare il quotidiano e mantenere in vita l’azienda. È necessario un rapporto diverso con il mondo bancario, meno affidato a valutazioni automatiche (rating) e molto di più sulla storia e sulle prospettive dell’impresa. Nonostante i numerosi appelli lanciati al mondo bancario dalle associazioni di categoria e da Confcommercio con grande forza, affinché si allenti la stretta creditizia, in particolare nelle operazioni di credito per liquidità, resta sempre più rigoroso il restringimento nella concessione dei crediti e si dilatano, in modo insopportabile, i tempi di istruttoria e di risposta. È inaccettabile il comportamento del sistema bancario che, di fronte alla richiesta di credito da parte delle imprese, oppone un NO, trincerandosi dietro l’obbligo di applicazione delle regole di Basilea 2, o perché l’imprenditore risulta scritto nella centrale rischi della Banca d’Italia. Allentare la morsa sui crediti è essenziale. Poche sono oggi le imprese che possono vantare bilanci in utile ed un solido patrimonio aziendale. Con un calo delle vendite che al sud ha registrato nel primo semestre del 2009 un 38% di decremento medio rispetto allo stesso periodo del 2008, può succedere che si sia costretti a far saltare qualche rata del mutuo, o a ritardare il saldo a un fornitore. Di fronte ai dinieghi della banca, ed alla necessità di denaro impellente, l’usura si è trasformata in operazione giornaliera, con prestito e restituzione nell’arco di 24 massimo 48 ore, con una richiesta di interessi usurai che in una sola settimana può giungere al 60%-70%. A differenza delle banche la mafia mette a disposizione liquidità per ogni esigenza ed in questo stato di sofferenza del sistema imprenditoriale le probabilità di finire nel giro della criminalità organizzata sono sempre più alte.


E R A T I L I AC F R E P E I N S I E M RESE SICILIANE P M I E L L A O T I D E R C

imprese menti delle ia z n a n fi i garantire alermo per P chiei d io rc e ercorso di ri a di omm p fc l n e o n C e rl la a n er guid gamm rship co onalizzate p cegliere, tra una vasta dalla partne ioso. rs e p ta a e n z i n d le fi u s ntagg aranzia ci cons ità per perativa di g cile, sicuro, forte e va critte offre ai propri so vantaggiose opportun o o c la è a siciliane is io ed offre ommercio P o in modo fa Fideo Confc n un accesso al credit on oltre 4500 imprese za e velocità del serviz n c o associate c eo Confcommercio Pa massimo della traspare enze: ig l id s e F e Il Confidi iamento alla banca n oddisfare le proprie l’impresa; s z i delsta di finan ditizie, la più adatta a ncarie di cui necessita irca ai sens c % 2 l e d o a un tass soluzioni cre u tutte le operazioni b 11/2005; raggiungere . a .R o L s n a fi ie ll , z e e n d ri i anca • Gara azion operazioni b ell’azienda; anziabili: ndo le indic • Importi fin fino a 3.000.000 seco e al merito creditizio d nvenzionate su tutte le 00 in bas agati alle banche co gli imprendie .0 u 0 q 0 a .0 3 e i h c p n - oltre teressi e con il o, ma a 0% sugli in dito ordinari o da parte delle banch 6 l re e c d i d to i. e n v e re rm il credit tempi b ere a fo • Abbattim 05; sono acced talia si vedono negare ziamento in s 0 cesn o 2 a p / n 1 e fi 1 h i c . d .R e ta s L vorire la con fonla pre a d’I fa chies c im i ri n d e a a ll e B ll e n e u fi a d q ll l e a e a d i n rischi rivolta rati da ’usura”, • Valutazio nomeno dell iali fondi antiusura, sepa rmine a faa non è solo segnalati alla Centrale fe P l e io d rc e e n m io z c m ti o nfco ire spe breve te la preven di Fideo Co rché protesta “Fondo per endo ai confidi di costitu nto di linee di credito a il o it tu ti L’attenzione ifficoltà finanziarie o pe is . chio, chied all’increme l Tesoro ha fondo ed ha le ia tori che in d entare vittime di usura 6 n. 108 il Ministero de uazione finanziaria a ris enti a medio termine e c e p s to s it ito que rischio di div alla Legge 7 marzo 199 edie imprese con una s he concedono finanziam . 96, ha istitu 9 1 l a d ra c n m u fi ie s e z e , h ’u Infatti gra ziamenti alle piccole fino all’80% le banc revenire il ricorso all di natura finanziaria n sione di fina ari, destinati a garantire ziario con l’obiettivo di p si trovano in difficoltà mento. e in del finanzia % 0 ’8 ll di rischi ord I a elevato rischio finan ostenere le imprese ch blema. a o n nzie fi s M ro vore delle P mmercio Pa al fine di banche sensibili al p rma di credito con gara e o Fideo Confc convenzioni con alcun re questa particolare fo e e n ll e e tt d o attivato nno pertanto a tr o p e s re Le imp

A O S S E C L’AC

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LIBERARSI DALL’USURA CONVIENE! L’usura è un reato che consiste nel concedere un prestito - a chi ha bisogno di soldi - ad un tasso d’interesse superiore al cosiddetto “tasso soglia” (che si calcola aumentando del 50% il tasso effettivo globale medio - TEGM - relativo ai vari tipi di operazioni creditizie). Essa è la manifestazione di un fortissimo disagio che coinvolge l’intera società e che si manifesta in particolare quando le banche non danno risposta alle esigenze di credito. Questa forte domanda di credito legale, rimanendo inevasa, determina lo sviluppo di un’offerta di credito illegale: l’usura, oggi entrata nel “core business” della mafia. L’usuraio afferma di volerti aiutare, ma ti fa vivere nel terrore e giorno

dopo giorno distrugge la tua attività, la tua dignità, la tua famiglia. Denuncia prima che puoi. Non aspettare che l’usuraio ti tolga tutto. Coloro che si sono già ribellati agli usurai hanno potuto recuperare la loro dignità di commercianti, di imprenditori e di cittadini con l’assistenza e il sostegno economico dello Stato e della Regione. Denunciare conviene, rivolgiti alla Confcommercio. Non perdere mai tempo: prima denunci e maggiori sono le possibilità di tornare a una vita normale. Se nessuna banca può concederti un prestito, non distruggere la tua attività economica e la tua vita rivolgendoti agli usurai, Confcommercio e il suo Confidi Fideo possono darti una mano.

Le vittime dell’usura possono contare sul sostegno dello Stato

Benefici nazionali: Legge 7 marzo 1996, n. 108 Con l’art. 14 della legge 7 marzo 1996, n. 108, è stato istituito il Fondo di solidarietà per le vittime dell’usura. Chi può accedere: i soggetti che esercitano una qualunque attività economica che dichiarino di essere vittime del delitto di usura e risultino parti offese nel relativo procedimento penale. Quale beneficio: il Fondo eroga mutui senza interesse di durata non superiore al decennio. Ammontare del mutuo: il mutuo è commisurato al danno subito dalla vittima del delitto di usura per effetto degli interessi e degli altri vantaggi usurari corrisposti all’autore del reato. Il Fondo può erogare un importo maggiore quando, per le caratteristiche del prestito usurario, le sue modalità di riscossione o la sua riferibilità ad organizzazioni criminali, sono derivati alla vittima del delitto di usura ulteriori rilevanti danni per perdite o mancati guadagni. Termini: le istanze vanno presentate, >


LIBERARSI DALL’USURA CONVIENE! < a pena di decadenza, entro il termine di sei mesi dalla data in cui la persona offesa ha notizia dell’inizio delle indagini per il delitto di usura. Anticipazioni: prima del rinvio a giudizio, previo parere favorevole del Pubblico Ministero, può essere concessa, a richiesta motivata, un’anticipazione del 50% del mutuo, trascorsi sei mesi dalla presentazione della denuncia ovvero dall’iscrizione dell’indagato per il delitto di usura nel registro delle notizie di reato, se il procedimento penale è ancora in corso. Uffici competenti: l’istanza va presentata all’Ufficio Territoriale del Governo Prefettura competente per territorio, che provvede all’istruttoria. Completata la fase istruttoria, la pratica viene inoltrata al Commissario Straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura di Roma che provvede alla concessione dei benefici su deliberazione del Comitato di Solidarietà per le vittime dell’estorsione e dell’usura. Inoltre, ai sensi dell’art. 20 della Legge 23 febbraio 1999, n. 44, anche le vittime dell’usura possono ottenere: - che i termini di scadenza degli adempimenti amministrativi e per il

pagamento dei ratei dei mutui bancari e ipotecari, nonché di ogni altro atto avente efficacia esecutiva, siano prorogati dalle rispettive scadenze per la durata di trecento giorni; - che i termini di scadenza degli adempimenti fiscali siano prorogati dalle rispettive scadenze per la durata di tre anni; - che siano sospesi, per la durata di trecento giorni, i termini di prescrizione e quelli perentori, legali e convenzionali, sostanziali e processuali, comportanti decadenze da qualsiasi diritto, azione ed eccezione; - che siano sospesi, per la durata di trecento giorni, l’esecuzione dei provvedimenti di rilascio di immobili e i termini relativi a processi esecutivi mobiliari ed immobiliari, ivi comprese le vendite e le assegnazioni forzate. La sospensione dei suddetti termini ha effetto a seguito del parere favorevole del Prefetto competente per territorio, sentito il Presidente del tribunale. Le vittime dell’usura possono contare sul sostegno della Regione

Benefici regionali: Legge regionale 13 settembre 1999, n. 20

L’art. 13 della legge regionale 13 settembre 1999, n. 20 prevede interventi in favore delle vittime dell’usura. Chi può accedere: i soggetti che esercitano una qualunque attività economica che dichiarino di essere vittime del delitto di usura. Quali benefici: la garanzia della Regione e il rimborso degli interessi sul mutuo di durata non superiore al quinquennio contratto con un Istituto di Credito operante nella Regione. Ammontare del mutuo: l’importo del mutuo, da contrarre al fine di assicurare il prosieguo dell’attività e il mantenimento dei livelli occupazionali, non può superare l’ammontare indicato nelle perizie di stima da allegarsi alle denunce presentate ai sensi dell’articolo 644 del codice penale. Termini: la norma regionale non prevede termini di scadenza. Inoltre, l’art. 9 della medesima legge regionale n. 20/1999 ha esteso l’accesso al Fondo regionale per le parti civili nei processi contro la mafia anche alle vittime dell’usura. Ufficio competente: il Servizio VII Ufficio Speciale per la solidarietà alle vittime del crimine organizzato del Dipartimento Regionale della Famiglia, delle Politiche Sociali e delle Autonomie Localli.

LIBERARSI DAL PIZZO CONVIENE! Il “pizzo” è un ingiusto profitto che viene tolto al tuo lavoro da chi, con la minaccia e con la violenza, come un parassita, vive con la tua fatica quotidiana. Ti fanno vivere nella paura e nello stesso tempo dicono di proteggerti. Ma tu sai che non è vero. Da oggi non devi avere più paura. Lo Stato, grazie al prezioso lavoro della Magistratura e delle Forze dell’Ordine, è in condizione di difenderti dalle minacce e dalla violenza. Denunciare conviene. Confcommercio è in condizione di aiutarti e di fornirti tutta l’assistenza necessaria per affrontare il tuo percorso di denuncia, accompagnandoti dalle Forze dell’Ordine e dalla Magistratura per ricevere il sostegno di cui avrai bisogno per superare le tue preoccupazioni. Oggi non è più il momento di tacere, perché chi tace non è più una vittima. Se continui a pagare e non denunci ti troverai dalla stessa parte dei tuoi estor-

tori e potresti essere incriminato per favoreggiamento. Se nel passato sei stato costretto a pagare il pizzo per paura di subire danneggiamenti o ritorsioni, oggi hai a disposizione strumenti che ti consentono di ottenere: • velocità delle procedure di risarcimento in caso di attentati alle persone o ai beni delle imprese; • integrale risarcimento dei danni subiti con immediata anticipazione delle somme; • possibilità di riservatezza delle denunce alle forze dell’ordine per il tramite delle associazioni di categoria; • incentivi per l’installazione di sistemi di videosorveglianza. Le vittime del racket possono contare sul sostegno dello Stato

Benefici nazionali: Legge 23 febbraio 1999, n. 44 Con la legge 23 febbraio 1999, n. 44 è stato istituito il Fondo di solidarietà per >


LIBERARSI DALPIZZO CONVIENE!

< le vittime delle richieste estorsive. Chi può accedere: i soggetti che esercitano una qualunque attività economica che non abbiano aderito o abbiano cessato di aderire alle richieste estorsive. Quale beneficio: il Fondo elargisce una somma di denaro a titolo di contributo al ristoro del danno patrimoniale subito. Ammontare dell’elargizione: l’elargizione è corrisposta nella misura dell’intero ammontare del danno subito, al netto di eventuali risarcimenti assicurativi, e comunque per un importo non superiore ad euro 1.549.370. Termini: le istanze vanno presentate, pena decadenza, entro il termine di centoventi giorni dalla data della denuncia ovvero dalla data in cui l’interessato ha conoscenza che dalle indagini preliminari sono emersi elementi atti a far ritenere che l’evento lesivo subito fosse conseguente a fatti di natura estorsiva. Provvisionale: a richiesta motivata, può essere concessa una provvisionale non superiore al 70%. Uffici competenti: Prefettura, Commissario Straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura di Roma. Inoltre, ai sensi dell’art. 20 della Legge 23 febbraio 1999, n. 44, le vittime di richieste estorsive possono ottenere: - che i termini di scadenza degli adempimenti amministrativi e per il paga-

mento dei ratei dei mutui bancari e ipotecari, nonché di ogni altro atto avente efficacia esecutiva, siano prorogati dalle rispettive scadenze per la durata di trecento giorni; - che i termini di scadenza degli adempimenti fiscali siano prorogati dalle rispettive scadenze per la durata di tre anni; - che siano sospesi, per la durata di trecento giorni, i termini di prescrizione e quelli perentori, legali e convenzionali, sostanziali e processuali, comportanti decadenze da qualsiasi diritto, azione ed eccezione; - che siano sospesi, per la durata di trecento giorni, l’esecuzione dei provvedimenti di rilascio di immobili e i termini relativi a processi esecutivi mobiliari ed immobiliari, ivi comprese le vendite e le assegnazioni forzate. La sospensione dei suddetti termini ha effetto a seguito del parere favorevole del Prefetto competente per territorio, sentito il Presidente del tribunale. Termini: la norma regionale non prevede termini di scadenza. Le vittime di richieste estorsive possono anche ottenere, ai sensi dell’art. 12 del-

la legge regionale 13 settembre 1999, n. 20, un contributo del 60%, fino ad un massimo di 5.164 euro, per l’acquisto e l’installazione di impianti elettronici di rilevamento di presenze estranee e di registrazione audiovisiva. Inoltre, l’art. 9 della medesima legge regionale n. 20/1999 ha esteso l’accesso al Fondo regionale per le parti civili nei processi contro la mafia anche alle vittime del racket. Ufficio competente: il Servizio VII Ufficio Speciale per la solidarietà alle vittime del crimine organizzato del Dipartimento Regionale della Famiglia, delle Politiche Sociali e delle Autonomie Locali. Le vittime del racket possono contare sul sostegno della Regione

Benefici regionali: Legge regionale 13 settembre 1999, n. 20 Con l’art. 11 della legge regionale 13 settembre 1999, n. 20, è stato costituito dalla Regione Siciliana il fondo di solidarietà per le vittime delle richieste estorsive. Chi può accedere: i soggetti che esercitano una qualunque attività economica che non abbiano aderito o abbiano cessato di aderire alle richieste estorsive.

Quale beneficio: il Fondo elargisce un contributo per il ristoro dei danni subiti. Ammontare del contributo: il contributo è corrisposto sulla scorta della valutazione dei danni, calcolati in base ad idonea perizia giurata che i soggetti danneggiati abbiano già fornito alla competente autorità dello Stato, e in ragione del comportamento tenuto dalla vittima: - 50% dei danni qualora le vittime degli atti estorsivi abbiano sporto denuncia all’autorità giudiziaria con l’esposizione di tutti i particolari delle richieste estorsive dei quali abbiano conoscenza; - 70% dei danni qualora le vittime degli atti estorsivi abbiano sporto denuncia all’autorità giudiziaria precedentemente al verificarsi degli atti criminosi; - 100% dei danni qualora le vittime degli atti estorsivi abbiano sporto denuncia all’autorità giudiziaria fornendo rilevanti contributi nella raccolta di elementi decisivi per l’individuazione dei responsabili degli atti estorsivi. L’importo massimo concedibile è pari ad euro 516.457, al netto di eventuali risarcimenti assicurativi.


È FINITO IL TEMPO DELLA RASSEGNAZIONE, IL SISTEMA PRODUTTIVO VUOLE LIBERARSI DALLA OPPRESSIONE MAFIOSA Nella città di Palermo, in questi ultimi anni, molte cose sono cambiate. È finito il tempo della accettazione tacita e rassegnata allo sfruttamento economico da parte della mafia, visto come necessità ineluttabile e non percepito neanche come illegale, ed i ceti produttivi cominciano a maturare il profondo e definitivo convincimento della ingiustizia di tale situazione. Può sembrare poco, ma a Palermo significa acquistare la fondamentale distinzione fra il giusto e l’ingiusto, in passato smarrita nel grigiore indistinto di rassegnazione e complicità. Al nuovo atteggiamento non sono

forse estranee anche valutazioni razionali sulla convenienza per il sistema produttivo a liberarsi dalla oppressione soffocante della mafia quale necessaria precondizione di sicurezza e quindi di sviluppo degli investimenti esterni. Se anche così fosse sarebbe un felice incontro fra comportamenti etici e convenienze pratiche. In ogni caso il numero degli imprenditori che traggono coraggio dal nuovo clima che si vive a Palermo (si è parlato, forse retoricamente, di una “nuova primavera”) è in continua crescita; cifre modeste in assoluto,

ma di alto valore simbolico, e soprattutto di sicuro effetto investigativo e giudiziario. Infatti, per la alta qualificazione delle forze dell’ordine e per l’uso di validi protocolli di indagine, ad ogni circostanziata denunzia seguono arresti e processi. Tutto bene quindi? Purtroppo no. I casi scoperti sono soltanto la cima di un continente sommerso fatto di “pizzo”, di “messe a posto” e, cosa più grave, di collusioni fra mafia e imprenditori “a disposizione”; intermediari e prestanome che alimentano una economia “drogata” e ostaco-

Francesco Messineo Procuratore Capo della Procura della Repubblica di Palermo

lano le forze produttive sane. La lotta contro tutto ciò non sarà facile perché si tratta di incidere profondamente non solo nel tessuto criminale (come si è sempre fatto), ma anche in contesti apparentemente estranei. Magistratura e polizia, con la collaborazione della associazioni dei produttori (Confcommercio e Confindustria), da tempo impegnate in una attiva opera di rinnovamento etico e di sollecitazione alla legalità, hanno accettato la sfida e conducono una lotta destinata forse a protrarsi a lungo, ma il cui esito è sicuro.

A PALERMO CI PUÒ ESSERE UN FUTURO DIVERSO Alessandro Marangoni Questore di Palermo

La possibilità di svolgere incarichi professionali a varie latitudini della nostra Italia, spaziando tra realtà diverse e tanto complesse quanto affascinanti, è stata ed è una fortuna. A Napoli come a Palermo ho potuto sperimentare quanto sia ricco di umanità, intelligenza e capacità il Sud del nostro Paese e come, accanto all’impegno senza sosta dello Stato nel contrasto al crimine organizzato, oggi vi sia lo straordinario valore aggiunto del risveglio delle coscienze della società civile che sempre e con maggior forza testimoniano a viso aperto il loro dissenso da questa forma di barbara prevaricazione, facendo sempre più della partecipazione attiva al processo di cambiamento una filosofia di vita e di comportamento. Per poter incidere realmente sui fenomeni criminali che soffocano il nostro Paese è necessaria una seria azione di

prevenzione e di repressione dello Stato che deve procedere di pari passo con il buon andamento della macchina amministrativa, con lo sviluppo economico mai intossicato da infiltrazioni mafiose, con una formazione culturale adeguata delle nuove generazioni. La forza di questa sinergia è dedicata tutta alle persone, alla nostra gente sempre più cosciente di un suo forte desiderio di rispetto delle regole: passaporto di civiltà da Nord a Sud, in un comune sentire che non ha confini geografici. E a Palermo tutto questo ha una valenza particolare. Da anni di buio e di supino assoggettamento alle “regole degli altri” si è passati oggi a credere che ci può essere un futuro diverso, con una speranza nuova: la speranza di un’altra realtà. È infatti realtà concreta l’azione antiracket che ha fatto rete nelle nostre città

contribuendo a determinare non solo i successi delle Forze dello Stato, ma lanciando anche segnali chiari alla violenza delle consorterie mafiose, su come non ci sia più alcuno spazio per la trattativa subdola e criminale del “pizzo”. Questa forza ha iniziato a fendere quel muro che, sino a qualche anno fa, appariva impenetrabile ma che oggi si sta sgretolando e che mostra crepe dalle quali filtra la luce della speranza. A coloro che hanno avuto il coraggio di denunciare, dico: “Grazie per la forza della vostra civiltà e siate testimoni che lo Stato è accanto a voi”. A quelli che ancora non hanno avuto la forza di liberarsi dal nodo scorsoio, dico: “Non avete più alibi: lo Stato oggi ha dimostrato di esserci e c’è chi vi può tirare fuori dal guado”. A chi spera in un futuro migliore e libero, dico: “Non mollare, non sei solo. Siamo in tanti e più forti. Lo Stato è con te”.


SPORTELLO LEGALITÀ

elpiano d to r a u q l mera a in Via E lità ope a o g e rm L le a o rtell rcio di P Lo Spo i. Comme i d i i giorn ra e re un eve tutt la Cam ic er fissa r p e e 1 1 e i r n a io az 50308. rico Am e inform 091 60 u . q n n l lu a a Per qu lefonare mento te ta n u p ap

La Camera di Commercio di Palermo nel marzo del 2005 ha istituito lo “SPORTELLO LEGALITA’” per assistere gli operatori economico-imprenditoriali contro il fenomeno dell’usura e del racket, e contro qualunque forma di illegalità. Un’economia condizionata da pressioni e minacce non può produrre sviluppo e progresso economico sociale, semplicemente si mantiene in una situazione di marginalità e di progressivo ed inesorabile impoverimento della società. È necessario operare affinché si possano creare le condizioni locali che facciano coniugare sviluppo e legalità, vocare il nostro territorio ad attività produttive possibili (turismo, agricoltura, cultura, servizi reali). A questo ruolo, forse più di altri Enti pubblici, è chiamata la Camera di Commercio di Palermo, che ha il compito non semplice di promuovere lo sviluppo dell’economia locale ed incentivarlo attraverso interventi efficaci e mirati facendosi portavoce presso le altre istituzioni ed enti delle imprese palermitane. Ecco perché la Camera di Commercio di Palermo ha voluto trasmettere un forte segnale agli imprenditori, vittime del racket e dell’usura o in difficoltà economiche e quindi a rischio usura, impegnandosi in attività che promuovono la legalità. Lo Sportello si connota come punto reale di ascolto rivolto agli operatori economici, ai commercianti, agli artigiani, agli imprenditori che si trovano in una situazione di indebitamento, di grave crisi finanziaria, in difficoltà economica e quindi a rischio d’usura o vittime di estorsione. In sinergia con la Prefettura, lo Sportello ha promosso le migliori relazioni con le Associazioni antiracket, con i Confidi, con la Provincia regionale di Palermo, con molti comuni della provincia, con professionisti. L’obiettivo che la Camera di Commercio di Palermo si è posta è quello di creare una rete di aiuto nel territorio di questa provincia, caratterizzata da una particolare densità mafiosa o di disagio sociale, che vede insieme istituzioni e società civile, interlocutori impegnati sia sul fronte della prevenzione sia su quello della denuncia e dell’accompagno delle vittime nel difficile disbrigo degli atti burocratici che seguono alla denuncia. Lo Sportello vuole essere un organismo di regia tra le istituzioni, gli enti locali, le banche, i confidi, le associazioni di categoria, le imprese, le associazioni antiracket, e tutti gli altri soggetti utilmente coinvolgibili, nella prospettiva di intensificare l’attività di collaborazione, insomma una rete che renda l’azione di tutti meno dispersiva e più efficace, oltre che punto reale di ascolto. L’attività dello Sportello è garantita da un dirigente e da un funzionario camerale ed è coordinata da Rosanna Montalto nella qualità di componente della Giunta Camerale. Ad oggi oltre 200 imprese si sono rivolte allo Sportello Legalità; riteniamo questo un risultato positivo, che conferma la validità dell’iniziativa.



Obiettivo legalità