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KENZO TANGE PIANO PER LA BAIA DI TOKYO

Nel 1960 quando Kenzo Tange presentò il primo progetto per la baia di Tokyo pensò che le funzioni della città di Tokyo richiedessero una forte interdipendenza, le comunicazioni dovessero avere un fattore dominante e le persone che occupavano delle funzioni cercassero di spostarsi verso le zone periferiche meno costose mentre la città assumeva una configurazione radiale,centripeta. Questa modello per l’architetto era ormai inadeguato ci voleva una nuova configurazione che definisce asse civico e implica l’abbandono dell’organizzazione centripeta a favore di una struttura aperta che renda possible uno sviluppo lungo un asse lineare. Previse anche una costruzione di un’unità di trasporto circolare sopra il centro attuale e anche nella zona prevista oltre la baia. I centri di ricerca per il progresso tecnologico dovevano stare vicino alle zona industriale. Questo asse centrale doveva diventare simbolo dell’organizzazione aperta di Tokyo. Il sistema ciclico dei trasporti favorirebbe lo sviluppo di strade parallele perpendicolari all’asse, le quail si articolerebbero in direzioni diverse. Secondo Kenzo Tange fu preferibile estendere lo sviluppo verso la baia così Tokyo poteva essere collegata con le Prefetture di Kangawa e Chiba.


Immensi ponti sospesi su piloni solo una quarantina di metri sopra le acque. I primi organismi a trasferirsi nella nuova struttura sarebbero stati quelli pubblici.Come in altri progetti, i veicoli avrebbero proceduto a diverse velocità in corsie sovrapposte su tre livelli. "Dieci corsie alla media di 60 km/h, dieci alla media di 90 km/h, e dieci di 120 km/h". Il sistema di trasporti si sarebbe articolato in quadrati di un chilometro di lato. Gli edifici dell'asse civico avrebbero avuto varie forme secondo il loro impiego. Ci sarebbero state strade pedonali e piazze. Dall'asse civico, lungo circa 18 chilometri, si sarebbero diramate strade perpendicolari, che avrebbero condotto agli edifici d'abitazione, di forma simile a colossali tetti a pagoda costruiti su terreni prosciugati con pompe e sottratti alle acque. Gli edifici a pagoda avrebbero potuto essere moltiplicati a volontà senza una disposizione precisa, e pur se prefabbricati, avrebbero potuto essere "personalizzati" differenziando il tipo di abitazioni. Ogni edificio, residenziale o meno, sarebbe stato servito e sorretto al suo interno da "midolli" alti 150-250 metri, colonne contenenti ascensori e servizi vari. Nell'intera megastruttura, avrebbero trovato parcheggio 920. 000 automobili. Abitanti e impiegati avrebbero parcheggiato la vettura, poi sarebbero saliti in ascensore attraverso i "midolli". Le zone di Keihin e Keiyo saranno in collegamento con un sistema ciclico semplice con una strada veloce sottomarina. Fondazioni in calcestruzzo saranno approfondite fino al raggiungimento di un livello sotterraneo resistente, le ampie piattaforme saranno realizzate al di sopra di tali stutture portanti. A ogni terzo livello sono previste piattaforme in calcestruzzo che si prolungano su entrambi i lati e che sono al servizio per il gas cittadino, l’acqua e le linee elettriche. 4

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Sezione in cui si notano i diversi livelli di disposizione sia delle strade che degli edifici

1- Anello superiore principale 2- Anello secondario 3- Strada sopra elevata per le zone residenziali 4- Residenze 5- Edifici pubblici 6- “Midolli� colonne contenenti gli ascensori


INFRASTRUTTURE PRINCIPALI DI TOKYO

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Strada ad alta velocitĂ  (linea sottile: pianta del governo metropolitano di Tokyo) Metropolitana (pianta del Teito Rapid Transit Authority, incluse linee ancora in fase di progettazione) Linea ferroviaria nazionale (pianta della Kenzo Tange Associates) Monorotaia (pianta della Kenzo Tange Associates)


Organizzazione della baia di Tokyo

- Zona residenziale - - Zona industriale - - Zona verde Sintesi del modulo usato dall’architetto per espandere la città di Tokyo sulla baia


Struttura principale con disegno ad anelli incatenati. Questa arteria è la piÚ sopraelevata e serve per permettere ai mezzi sia su strada che su rotaia di raggiungere facilmente ogni isola artificiale.

In


La seconda linea di strade è posta ad un livello piÚ basso di quella principale. Essa corre attraverso gli edifici di uso pubblico e amministrativo e premette di raggiungere quest’ultimi.


La zona sottratta all’acqua è utilizzata dall’architetto per sistemare i nuovi edifici pubblici e comunali di Tokyo e viene anche usata per uffici e centro finanziario.


Gli edifici di uso pubblico vengono sopraelevati come le strade per far spazio ad ampie zone di verde e di svago per i futuri abitanti di queste strutture.


Per le abitazioni private l’architetto si ispira ad un’architettura tipica giapponese che è la Pagoda che sono delle case a tetto spiovente. Prendendo spunto proprio dal tetto elabora un condominio areato che si eleva dal mare.

Queste strade si diramano al di sopra del mare per permettere alle persone di raggiungere le zone residenziali sparse attorno alle isole artificiali.


CONFRONTO

Il confronto affrontato è tra il Memorial Peace Museum a Hiroshima e gli edifici previsti per la zona direzionale nella baia di Tokyo. Gli edifici per quanto siano diversi per funzione, a livello strutturale hanno delle soluzioni simili. Notiamo che gli edifici vengono rialzati da terra su pilotis per permettere ampi spazi a terra, nel primo caso per una piazza nel secondo caso invece per ampi parchi pubblici, altro particolare simile sta nel fatto che tutto il complesso di edifici in entrambi i progetti è collegato da passaggi sospesi. C’è una sovrapposizione di spazi architettonici e una relazione tra spazi esterni ed interni tipico della coltura giapponese a cui l’architetto si ispira. Inoltre vengono costruiti in un periodo nel quale Tange è molto influenzato dall’architettura di Le Corbusier infatti troviamo molti riferimenti all’architetto franco-svizzero come appunto i pilotis e la ricerca continua sull’uso del cemento armato.


Kenzo Tange. Piano per la baia di Tokyo 1960