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CONVEGNO QUADRI FIMMG 2013 "Linee guida per la nuova Convenzione"

Implicazioni Organizzative e Sistema di Governance

Ignazio Aprile


Criticità • La mancata integrazione nei percorsi di programmazione • La scarsa rendicontazione dell’attività della MG


La mancata integrazione nei percorsi di programmazione


Lo stato del MMG di libero professionista convenzionato con il SSN, nell’ambito del quale la maggior parte dei professionisti è rappresentato da appartenenti alla categoria del pubblico impiego, ha favorito la sua esclusione dalla catena gerarchica tipica della dipendenza, finendo per farlo considerare non organici al sistema.


La mancanza di un’efficace e incisiva partecipazione nelle sedi di programmazione, governo e gestione dell’assistenza, ha consentito la progressiva esclusione della MG dai percorsi di diagnosi e cura, riducendo sempre più il suo ruolo a quello burocratico di formalizzazione della richiesta di accesso ai servizi offerti, soprattutto per le strutture erogatrici private accreditate e per l’assistenza farmaceutica.


Il problema non è stato strutturalmente risolto dalla costituzione degli Uffici di Coordinamento dell’Assistenza Distrettuale, spesso peraltro disattesa da un’azione caratterizzata da mancata incisività decisionale e sinergia tra le varie componenti, quella aziendale e quella dei MMG.


La scarsa rendicontazione


• L’attività della MG si svolge in modo “silenzioso” rispetto al resto del sistema. • Nessun medico, e neppure le loro associazioni, per molti anni hanno saputo produrre rendicontazioni di attività e indicatori di processo o di risultato, per diversi ordini di motivi.


• In parte per la difficoltà obiettiva dell’Assistenza Primaria a produrre questi dati, in parte perché avrebbe richiesto lavoro e costi aggiuntivi, in parte perché la categoria è rimasta per molto tempo incarcerata nella ipotesi che tali informazioni potessero produrre reddito, in quanto assimilate ad un servizio reso al SSN.


• La parte pubblica, ma anche l’opinione pubblica, ha visione solo del numero e del tipo di prescrizioni che rappresentano la punta dell’iceberg della attività della MG e che mettono in evidenza soprattutto, se non soltanto, le risorse che mobilita. • Non ha misura invece di tutte le attività che non producono solo prescrizione, che sappiamo essere numerose e importanti, e soprattutto non ha conoscenza dei risultati che esse producono in termini di salute.


• Questo giudizio è favorito anche dal fatto che la cultura sanitaria del sistema è orientata all’approccio specialistico, per cui vale di più il lavoro del professionista che è in grado ottenere risultati positivi in pochi casi complessi, piuttosto che il lavoro del MG che garantisce risultati meno evidenti ma su un numero di persone di gran lunga superiore.


• La miscela fra la nostra “resistenza alla rendicontazione”e la non corretta valutazione della nostra attività si traduce nel fatto che l’attività della MG è considerata esclusivamente come un costo


• Per questo la parte pubblica teme di investire risorse economiche senza avere ritorni qualificabili e verificabili


IPOTESI DI LAVORO

• Implicazioni organizzative • Sistema di governance


Implicazioni organizzative


• La necessità del lavoro in team dei medici di medicina generale è sostanziata nel documento della Ri-fondazione. • Portare i medici di medicina generale a lavorare in squadra per superare la condizione di isolamento e autoreferenzialità è strategicamente fondamentale.


• Forme organizzative capaci di garantire un livello omogeneo di efficienza ed efficacia, come solo il lavoro in team può garantire, un team che sappia integrare le varie espressioni professionali della MG • La complessità delle aggregazioni sia dal punto di vista organizzativo che dal punto di vista funzionale va necessariamente programmata e governata.


• Altrettanto fondamentale è consentire ai professionisti stessi e ai committenti di verificare, analizzare, e valutare, attraverso idonei indicatori, l’attività assistenziale erogata, sia in termini di output che di out come, anche per poterla appropriatamente programmare e negoziare.


Sistema di governance


• Governance del team • Governance del sistema


• Governance del team • Il coordinamento: • funzioni di management organizzativo • funzione di interfaccia tra il team e la struttura aziendale di riferimento (Distretto, Ufficio di coordinamento delle attività distrettuali); • specifiche attività (informative, formative, progetti assistenziali, ecc.); • figure di ordine funzionale e non gerarchico


Governance del sistema

Oltre la necessità di attivazione sistematica degli Uffici di Coordinamento dell’Assistenza Distrettuale

Creazione delle condizioni necessarie a realizzare una efficace ed incisiva partecipazione dei MMG ai momenti di programmazione e gestione del Servizio sanitario, attraverso un riconosciuto ruolo consulenziale nell’ambito dei vari organismi, nonché l’introduzione di meccanismi di partecipazione garantita e strutturata alle attività di programmazione a livello distrettuale, aziendale e regionale.


• Trasformare un costo in azioni e risultati • Basi programmatiche e contrattuali • Implementare l’autorevolezza della MG


LEGGE REGIONALE 3 agosto 2006, n. 25 “Principi e organizzazione del Servizio sanitario regionale”.


• Art. 14 Il Distretto e le cure primarie) Sono livelli organizzativi del Distretto: • a) la Direzione del Distretto; • b) la Direzione amministrativa del Distretto; • c) la Direzione delle Cure primarie; • d) l’Ufficio di coordinamento delle attività • distrettuali; • e) l’Ufficio per la programmazione e il • monitoraggio in medicina generale


16. L’Ufficio per la programmazione e il monitoraggio delle attività in medicina generale è parte integrante della Direzione del Distretto e la sua composizione è disciplinata dall’accordo collettivo nazionale (ACN) di settore. Il medico di medicina generale (MMG) membro di diritto è il responsabile dell’ufficio e referente distrettuale dell’organismo aziendale per il monitoraggio e per l’appropriatezza delle cure primarie. I compiti e le funzioni sono quelli definiti dall’ACN di settore e dagli accordi regionali


19. Le modalità di partecipazione dei medici di medicina generale agli organismi previsti negli articoli della presente legge sono definite in seno al Comitato permanente regionale per la medicina generale ex articolo 24 dell’ACN di settore e dagli accordi regionali.


LEGGE REGIONALE 9 agosto 2006, n. 26 • “Interventi in materia sanitaria”.


Art. 21 (Disposizioni in materia di appropriatezza) 3. E’ istituito l’Ufficio di coordinamento aziendale delle cure primarie che fa parte della Direzione generale dell’AUSL. L’Ufficio ha il compito di • coordinare e monitorare le attività svolte dagli Uffici per la programmazione e il monitoraggio delle attività in medicina generale della Direzione del distretto. • L’Ufficio è diretto da un medico di medicina generale indicato dal Comitato permanente aziendale per la medicina generale, nominato dal Direttore generale e fa parte del Collegio di direzione. Per le modalità di partecipazione si applicano le norme previste dall’Accordo regionale.


DGR 29 dicembre 2007, n. 2289 Accordo Integrativo Regionale per la disciplina dei rapporti con i medici della medicina generale, ex art. 24 Accordo Collettivo Nazionale del 23 marzo 2005, relativo agli istituti normativi ed economici riservati alla trattativa regionale. Approvazione.


Art. 11 Ufficio di Coordinamento aziendale delle cure Primarie ai sensi dell’art. 21 comma 3 LR 26/06 (UACP) Compiti dell’UACP: • esprime parere per la definizione del Piano Attuativo Locale (PAL), strumento triennale di pianificazione strategica dell’azienda che determina le linee di sviluppo, gli obiettivi e le politiche di medio-lungo termine dell’intera struttura organizzativa aziendale, e del Piano Annuale delle Attività (PAA), strumento che individua gli obiettivi annuali e le risorse necessarie per raggiungerli; • provvede al monitoraggio delle attività svolte dagli uffici UDMG (Ufficio Distrettuale della Medicina Generale) sulla base delle relative relazioni trimestrali; • al fine di poter espletare in maniera compiuta i compiti previsti dal presente regolamento, l’azienda assicura l’invio all’UACP delle relazioni e documenti prodotti da tutti i gruppi di lavoro, commissioni ed organismi aziendali, anche di studio e/o sperimentazione, relativi alla medicina generale;


Art. 12 Ufficio di Coordinamento distrettuale delle cure Primarie ai sensi dell’art. 14 LR 25/06 (UDMG) È composto da tre medici di medicina generale che coincidono con i componenti dell’Ufficio distrettuale per la programmazione e il monitoraggio delle attività in medicina generale previsto dall’art. 25 dell’ACN. Per la costituzione dell’Ufficio si applicano le procedure ivi previste


Il membro di diritto di cui all’art. 25 dell’ACN, indicato dalle OOSS nell’ambito del CPA e nominato dal Direttore Generale, è il responsabile dell’ufficio di cui al comma 1 e partecipa alle attività dell’Ufficio Aziendale di Coordinamento delle cure primarie di cui al comma 3 art. 21 LR 26/06.

L’UDMG collabora con il Direttore del Distretto alla definizione del Programma delle Attività Territoriali (PAT), nel rispetto di quanto previsto all'articolo 3quinquies del D. Lvo 229/99.


CONCLUSIONI • E’ necessario definire le strategie e i percorsi, interni ed esterni, per implementare il processo culturale fondamentale per la crescita della categoria su due aspetti della professione del MMG: a. della sua complessità organizzativa e funzionale (AFT/UCCP) b. della sua governance

Ignazio Aprile  

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