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Progettazione e sviluppo Caritas Cuneo Il futuro dell’azione sociale in piccoli segni sul nostro territorio


La progettazione sostiene e accompagna l’Êquipe Caritas nello sviluppo di iniziative e progetti a partire da problemi, idee, bisogno emergenti, in coerenza con la missione di Caritas e in rete con le risorse del territorio. Si occupa della conduzione del percorso di analisi dei problemi e degli obiettivi fino alla stesura condivisa di un progetto di un progetto, al monitoraggio e alla verifica degli esiti. Si preoccupa di promuovere cultura e pratiche progettuali nella gestione delle aree, dei servizi e delle iniziative di Caritas Diocesana attraverso progetti di sensibilizzazione e sviluppo in sinergia con tutte le aree Caritas ed in integrazione con le risorse della comunità ecclesiale e civile.


Dormiveglie Domiveglia è’ “la condizione incerta fra l’essere svegli e l’essere addormentati”. E’ quel crinale tra il sonno e la veglia dove scorrono nella mente immagini, pensieri, sensazioni, spesso velocemente e senza un apparente nesso. Come si fa a dormire bene senza un lavoro o una casa o con la preoccupazione di doverli lasciare perché precari o temporanei? E’ un continuo dormiveglia. E’ altresì una sollecitazione alle nostre comunità cristiane e civili a stare sveglie per favorire gli scambi umani e contesti di ascolto non giudicante, promuovere la reciprocità come bene in sé tra persone in carne ed ossa, assumere insieme le preoccupazioni di chi si sente senza radici, attivarsi per tutelare il diritto alla casa ricercando possibili anche inedite soluzioni che coinvolgano le persone dentro le loro comunità. E’ un progetto biennale di Caritas diocesana di Cuneo presentato a Caritas Italiana, approvato e finanziato con il contributo della Conferenza Episcopale Italiana Fondi 8x1000 e con il cofinanziamento di Caritas diocesana, Cooperative Sociali Emmanuele e Momo (ente gestore). Ha preso avvio a Febbraio 2018. I destinatari/protagonisti sono persone in accoglienza a bassa soglia (dormitori), persone/famiglie in appartamenti temporanei e/o in stress abitativo seguite da Caritas e in carico ai Servizi Sociali pubblici, persone rifugiate in uscita dai Centri di Accoglienza CAS e SPRAR delle Cooperative “Rifugiati in rete”. Attraverso questo progetto intendiamo:

2018/2019


- Migliorare la qualità della vita e della salute delle persone in accoglienza a bassa soglia(dormitori Caritas). Sono le persone più esposte, non hanno casa, un reddito e una rete familiare di riferimento. Le loro sono storie di estrema sofferenza, di disorientamento esistenziale, di straniamento rispetto a luoghi e situazioni a volte lontani dal loro paese di origine. Sono le persone che più di altri sono in continuo dormiveglia. Attraverso questo progetto intendiamo promuovere maggiore attenzione per queste persone che richiedono alle nostre accoglienze notturne un posto dove dormire. La maggior parte delle azioni previste prevede un preciso e allo stesso tempo non invasivo coinvolgimento delle persone accolte. - Accompagnare persone/famiglie in stress abitativo al raggiungimento di traguardi utili a migliorare le condizioni di vita e di reddito. Sono spesso famiglie che - per diversi eventi della vita– si rivolgono ai Centri di Ascolto diocesano o parrocchiali portando preoccupazioni e richieste di aiuto relative alle spese per l’abitazione. Attraverso Dormiveglie si concorderà con persone/famiglie in stress abitativo traguardi realistici e utili per sé accompagnandole con il sostegno di un tutor e di volontari Caritas, riconoscendo loro incentivi economici rispetto alle mete raggiunte (es. apprendimento lingua italiana, licenza media o corso professionalizzante, percorsi di educazione economico-finanziaria, patente di guida, ricerca attiva del lavoro, inserimento lavorativo…) - Sensibilizzare e attivare le comunità parrocchiali e civili sulle preoccupazioni e alle opportunità collegate all’abitare il proprio territorio, con particolare attenzione alle situazioni di vulnerabilità abitativa. Lo stress abitativo di molte persone/famiglie richiede di investire in percorsi di accompagnamento verso l’autonomia socio-lavorativa ed economica ma al contempo interpella le nostre comunità ecclesiali e civili, luoghi di possibile promozione e sperimentazione di processi di sviluppo sociale e di inclusione. Sono previste azioni di sensibilizzazione della comunità sulle cause ed effetti della temporaneità dell’abitare (èquipe di comunità) e azioni di animazione territoriale e di prossimità volte all’accompagnamento e integrazione sociale dei destinatari.


Apripista “Apripista” è un progetto volto ad affiancare le persone in difficoltà nell’ affrontare ostacoli che spesso non sono in grado da sole di superare e che impediscono l’accesso alle risorse lavorative e sociali. Attraverso questo progetto si intende potenziare le condizioni base utili per accedere al mondo del lavoro e alla vita di relazione attraverso incentivi, tutoraggi e accompagnamenti di almeno 10 persone in situazione di svantaggio seguite dai volontari dei centri di ascolto e dai servizi sociali pubblici. CARITAS PARROCCHIALI COINVOLTE: Confreria– San Bartolomeo Boves – Cuore Immacolato – Madonna delle Grazie – San Giovanni Bosco – San Pio X – Bernezzo Il progetto è stato approvato e finanziato dalla Fondazione CRC (con un cofinanziamento di Caritas diocesana di Cuneo) nell’ambito del Bando Emergenza Povertà 2015.

2016/2018


Queste le principali azioni: - sviluppo delle competenze professionali attraverso incentivi per il conseguimento della licenza media e di qualifiche di formazione professionale e l’addestramento sul campo in impresa; - capacità di comunicare correttamente in lingua italiana attraverso corsi per stranieri; - possibilità di gestire gli spostamenti richiesti dal lavoro, i figli, la vita di relazione attraverso il conseguimento della patente - sostegni alla conciliazione casa/lavoro per le situazioni di famiglie o donne sole con figli con azioni di attivazione della comunità per l’attivazione di doposcuola e/o la gestione dei bambini negli orari in cui i genitori lavorano. - concrete collaborazioni attraverso la sottoscrizione di patti di reciprocità con Caritas parrocchiali, Servizi sociali CSAC, enti di formazione, scuole guida, enti non profit, cooperative sociali, imprese. Al 15 Febbraio 2018 sono state affiancate e incentivate 16 persone che hanno raggiunto grazie al progetto traguardi utili per la loro vita (certificati di apprendimento lingua italiana, licenza scuola secondaria inferiore, qualifiche professionali, patenti di guida, tirocini formativi, sostegno inserimento doposcuola e mensa dei figli). Nell’ambito del progetto è stato attivato dalla Fondazione CRC un percorso formativo e consulenziale sul senso e sugli strumenti collegati alla raccolta fondi on line. E’ stato così possibile mettere a disposizione dal sito di Caritas diocesana un collegamento per le donazioni on line. Il progetto termina a maggio 2018 con il Seminario Partenze Diseguali attraverso il quale si presenteranno gli esiti del percorso e si proporranno riflessioni da diversi punti di vista sul tema della diseguaglianza.


Ascolto in rete L’iniziativa si pone, come obiettivo di fondo, il perfezionamento della capacità di raccolta e lettura dei dati sulla povertà nel contesto cuneese, attraverso la realizzazione di un progetto sperimentale di durata biennale che coinvolge le Caritas diocesane e parrocchiali della provincia di Cuneo. L’obiettivo è contribuire a costruire un sistema di inserimento e lettura dei dati più ampio attraverso l’utilizzo di una piattaforma comune che permetta di comprendere l’evoluzione dei bisogni e delle caratteristiche delle persone in difficolta à ed individuare azioni di sensibilizzazione e lotta alla povertà sempre più efficaci. CARITAS PARROCCHIALI DIOCESI CUNEO COINVOLTE: Centri di Ascolto Caraglio/Bernezzo – San Bartolomeo Boves – Cuore Immacolato di Maria – Madonna delle Grazie – San Giovanni Bosco – San Pio X – San Defendente di Cofreria – San Paolo E’ un progetto promosso e finanziato dalla Fondazione CRC con la Delegazione Regionale Caritas Piemonte e 6 Caritas diocesane (Cuneo-Saluzzo-Savigliano-Fossano-Mondovì-Torino) e 31 Centri di ascolto della provincia di Cuneo. Caritas diocesana di Cuneo è Ente Capofila del progetto.

2016/2017


Queste le principali azioni promosse con i 9 Centri di ascolto diocesani e parrocchiali della Diocesi di Cuneo: - Dotazione di attrezzature informatiche ai centri di ascolto sprovvisti; - Consulenze ed accompagnamento dei volontari dei centri di ascolto alla raccolta e inserimento dati utilizzando la Piattaforma Regionale Caritas R.OSPO; - 10 incontri di formazione comune; - Coinvolgimento di 4 giovani a supporto dei volontari nell’attività di inserimento dati; - 1152 persone ascoltate nel biennio 2016/2017 dai nove Centri di Ascolto diocesano e parrocchiali della Diocesi di Cuneo coinvolti nel progetto; - Redazione di un dossier di sintesi delle situazioni di povertà rilevate da ogni Centro di Ascolto parrocchiale afferente a Caritas diocesana di Cuneo; - Redazione di un report comune con l’analisi dei dati di tutti i Centri di Ascolto delle sei Caritas diocesane della provincia di Cuneo. Il progetto si conclude a Maggio 2018. Considerati gli esiti positivi del lavoro svolto con i Centri di Ascolto coinvolti, tutte le Caritas diocesane della provincia di Cuneo e la Delegazione Regionale Caritas Piemonte e Valle d’Aosta hanno sottoscritto un ulteriore Protocollo d’intesa che prevede la prosecuzione del progetto per un ulteriore biennio (2018/2019).


Rotte Comuni “Rotte comuni” è un progetto che promuove concrete, stabili e partecipate connessioni in rete con chi già si occupa di accoglienza di persone richiedenti asilo/rifugiate (la cooperazione sociale) e con chi – parrocchie, enti e privati cittadini – intende condividere una comune visione dei problemi ed attivare opportunità/azioni di integrazione nella comunità. Sono rotte comuni quelle tracciate da chi riconosce che per raggiungere la propria meta ha bisogno degli altri. E questo obiettivo riguarda tutti, richiedenti asilo, rifugiati, abitanti residenti. CARITAS PARROCCHIALI COINVOLTE: Confreria– Salesiani - San Rocco Castagnaretta - San Paolo – Caraglio E’ un progetto è stato presentato a Caritas Italiana, approvato e finanziato con il contributo della Conferenza Episcopale Italiana Fondi 8x1000 e con il cofinanziamento di Caritas diocesana di Cuneo, Parrocchia San Giovanni Bosco e Cooperativa Sociale Momo (ente gestore). Si sono attivati:. - sostenute la Parrocchia Giovanni Bosco (Salesiani) e la Cooperativa Momo nell’arredo, affitto e utenze di un nuovo appartamento che accoglie 5 persone rifugiate - costituite ed accompagnate tre équipe di comunità nelle parrocchie di Confreria e Salesiani e San Rocco Castagnaretta dove sono accolte 27 persone richiedenti asilo/rifugiate nei diversi appartamenti gestiti dalla Cooperativa Momo

2016/2017


- promossi percorsi di accoglienza e integrazione (Welcome!) presentazione delle persone richiedenti asilo alle tre comunità parrocchiali e ai quartieri coinvolti, organizzazione e partecipazione ad eventi comunitari, iniziative conviviali di coinvolgimento del vicinato, attività di volontariato a favore del quartiere e della comunità, partecipazione ad attività sportive, ricreative, artistiche, lavori socialmente utili con comitato di quartiere e comune di Cuneo, affiancamento nell’insegnamento individuale e di gruppo della lingua italiana, collaborazione nella ricerca di alloggi e nella ricerca di lavoro) - 14 incontri di sensibilizzazione e informazione rivolti alle comunità parrocchiali e civili, alle scuole - produzione del video “Rotte Comuni” che racconta il progetto con le voci e i volti dei protagonisti. - 23 realtà del territorio (pubbliche, associative, cooperative, imprenditoriali) coinvolte a vario titolo nel progetto - avviati ulteriori percorsi per la costituzione di équipe di comunità in altre parrocchie della Diocesi per l’accompagnamento di persone richiedenti asilo/ rifugiate ospitate in appartamenti gestiti dalla rete di cooperative “Rifugiati in rete” e di persone in uscita dalle accoglienze. Il progetto si è formalmente chiuso nell’ottobre 2017 con un incontro pubblico di presentazione degli esiti e degli sviluppi. Il lavoro svolto ha permesso di dare continuità ad una serie di iniziative promosse nel corso del progetto. Grazie all’Equipe Immigrazione di Caritas diocesana, sta proseguendo l’esperienza delle èquipe di comunità attivate dal progetto così come le iniziative di sensibilizzazione pubblica. Caritas diocesana ha sostenuto la presentazione del progetto SPRAR delle Cooperative Rifugiate in Rete e continua ad accompagnare l’attivazione di nuove èquipe di comunità in altre parrocchie.


Per rispondere ad un bisogno di casa per chi fa fatica a mantenere la propria e per dare testimonianza concreta che la ristrutturazione in housing sociale di uno stabile della Diocesi in centro Cuneo può rappresentare un’occasione di emancipazione e crescita per le persone che vi abitano e per la comunità.

Crocevia46

La realizzazione del progetto è stata possibile grazie alla Conferenza Episcopale Italiana, a Fondazione CRC di Cuneo, alla Compagnia San Paolo con il Programma Housing, a Diocesi di Cuneo e Caritas diocesana con fondi derivati da un lascito testamentario e da donazioni di privati cittadini. Caritas diocesana ha co - progettato la gestione di Crocevia46 con le Cooperative Sociali Emmanuele onlus e Momo le quali hanno costituito Open House srl ets, impresa sociale che attualmente si occupa della gestione sociale e immobiliare di Crocevia46. L’obiettivo primario del progetto è dare vita a una residenza temporanea, ossia a soluzioni abitative caratterizzate dalla temporaneità della permanenza, da costi di affitto contenuti e dalla possibilità di fruire di spazi e servizi comuni. Housing sociale Crocevia46, inaugurato nel settembre 2017, è così strutturato.


- ll piano terreno comprende sette uffici e spazi commerciali, una sala riunioni, un atrio comune che rappresenta un fondamentale elemento di condivisione tra le diverse realtà presenti nella struttura e un grande cortile attrezzato per eventi pensato con l’obiettivo di creare uno spazio capace di coinvolgere la cittadinanza. Tutti gli uffici del piano risultano affittati a realtà di diverso genere e che comprendono sportelli lavorativi al cittadino, attività educative rivolte all’infanzia, sportelli di ascolto per adolescenti. - Il primo e secondo piano ospitano due trilocali e quattro bilocali destinati a famiglie che per motivi contingenti sono in condizione di vulnerabilità abitativa e non possiedono le risorse per accedere al libero mercato della casa. Accedono a Crocevia46 nuclei in condizioni di fragilità economica o relazionale temporanea, dovuta a fattori transitori del percorso familiare o del mercato del lavoro, ma che possiedono risorse personali e di reddito tali da pensare a una futura autonomia abitativa. In Crocevia46 trovano, oltre a una residenza temporanea, un luogo accogliente di condivisione con altri abitanti e con i diversi frequentatori degli spazi comuni. Il terzo piano è organizzato in sette camere di cui due doppie e cinque singole, un salone/cucina, lavanderia e servizi ed è stato pensato per studenti e lavoratori che non risiedendo abitualmente a Cuneo e necessitano di una base d’appoggio in città. Crocevia46 si propone come nodo di una filiera abitativa che, in rete con enti pubblici, privati e del terzo settore, promuove cultura e pratiche dell’abitare che attivino integrazione tra persone e comunità per generare percorsi di dignità, emancipazione, radicamento abitativo e sociale. Sito web www.crocevia.org – info@crocevia46.org

2016/2017


Con i miei occhi Questo progetto nasce dalla convinzione che per favorire nei giovani la crescita in conoscenza e consapevolezza su tematiche delicate e sensibili come quelle relative ai migranti, richiedenti asilo e rifugiati sia importante proporre esperienze dirette, “sul campo”. Vedere “con i propri occhi” è, in questo senso, il contatto diretto, l’incontro, la relazione con i migranti e le organizzazioni che si occupano di accoglienza, accompagnamento e integrazione. - L’Area Giovani Caritas diocesana ha organizzato due Campi estivi in Sicilia (agosto 2016 e agosto 2017) con gruppi di giovani interessati ad approfondire le questioni relative alle migrazioni e a conoscere diverse esperienze di accoglienza - Entrambi i viaggi sono stati realizzati in collaborazione con Caritas di Noto e Terre des Hommes nei centri di Ragusa e provincia con incontri di conoscenza di progetti in atto, visite ad esperienze di accoglienza, partecipazione ad attività di animazione organizzate da realtà parrocchiali del territorio, scambi con i giovani di Caritas Noto. Il campo estivo dell’agosto 2017 ha visto la partecipazione di un nutrito gruppo di giovani della Pastorale Giovanile diocesana. - Al termine del primo viaggio l’Area Giovani Caritas ha organizzato uno spettacolo “Rotte Comuni” che ha coinvolto giovani e richiedenti asilo (7 repliche per circa 2000 spettatori).


2016/2017


Chiedere da mangiare è veramente faticoso, a volte doloroso. Il bisogno di un pasto caldo contiene sempre fame di fraternità, di giustizia, di una vita dignitosa. E poiché ogni gesto fatto insieme ad altri acquisisce un valore anche comunicativo, sentirsi commensali è sentirsi alla pari, è passarsi il pane ma anche ascoltare, raccontare, sorridere, conoscersi, capirsi. Commensali è un progetto approvato e finanziato nell’ambito del Bando “Beni e Reti di prossimità” della Compagnia San Paolo.

coMENSAli

Caritas diocesana ha realizzato questo progetto per: a) permettere alle persone frequentanti la Mensa Caritas di vivere al meglio il tempo dedicato al pasto apportando migliorie sia nella fase di accesso/accoglienza che in quella del pranzo/cena; b) abbassare considerevolmente la produzione di rifiuti di plastica e il conseguente impatto ambientale incrementando, al contempo, le risorse finalizzate alla creazione di uno nuovo spazio di lavoro in mensa; c) rinsaldare con ancora maggiore determinazione i legami tra i commensali della mensa e gli abitanti del quartiere dove questa è ubicata;


Questo progetto, ha permesso di: - realizzare un percorso creativo di abbellimento della mensa con un gruppo di giovani e volontari senior che ha prodotto opere collegate al valore del cibo esposte nel mensa; - acquistare 252 stoviglie (piatti piani, piatti fondi, bicchieri, posate) di plastica rigida sostituendo tutte le stoviglie in plastica non lavabile. Contestualmente è stata acquistata e installata una lavastoviglie; - Costruire una tettoia a copertura dell’accesso esterno alla mensa che consente alle persone di ripararsi dalle intemperie quando sono in attesa dell’apertura del servizio ed evitare l’assembramento in strada; - inserire una persona in difficoltà in attività occupazionali in mensa; - organizzare un convegno pubblico “Cibo è comunità” sulle tematiche della povertà alimentare e sullo sviluppo/valorizzazione di cultura e pratiche locali, solidali e giuste collegate al cibo; All’incontro hanno partecipato 120 persone - organizzare un pranzo sotto i portici di corso Nizza “Convivio dei commensali”. Allestiti e occupati 200 posti sotto i portici di Corso Nizza in centro città. Insieme a tavola decine di volontari, i fruitori della mensa sociale Caritas, il comitato di quartiere, il sindaco e il vescovo Pietro Delbosco, singoli cittadini. Per l’organizzazione dell’iniziativa sono state coinvolte numerose realtà cittadine pubbliche e private. Il servizio a tavola è stato assicurato da studenti dell’Istituto Alberghiero. I convitati sono stati invitati a prendere il caffè equo e solidale in mensa con musica dal vivo. Questa iniziativa è stata progettata in sinergia con Caritas diocesana di Mondovì che ha a sua volta e nello stesso giorno ha in contemporanea organizzato un pranzo aperto alla città.

2015/2016


Ritorni Da cosa è prodotto il permanere di situazioni di grave disagio che genera notevoli difficoltà di vera uscita dalla povertà? La rete sociale non è in grado di sostenere il cammino di chi fa più fatica? La causa è la diminuzione progressiva delle risorse umane ed economiche che rendono arduo un sostegno adeguato ad accompagnare la persona verso un’uscita possibile dalla povertà? Il progetto è stato presentato a Caritas Italiana, approvato e finanziato dalla CEI con fondi 8x1000 e cofinanziato da Caritas diocesana di Cuneo. Tutti interrogativi fondati e centrali che hanno portato alla realizzazione del progetto attraverso il quale è stato possibile: - Ascoltare e approfondire problemi e storie di 22 famiglie con minori che ritornano più volte al Centro di Ascolto diocesano in carico ai Servizi Sociali pubblici valorizzando le loro risorse e quelle della comunità - Attivare 10 tirocini formativi, 2 percorsi di sostegno all’autonomia economica e lavorativa attraverso voucher, tredici percorsi di accompagnamento alla ricerca attiva del lavoro , un sostegno alla partecipazione di corso teorico conseguimento patente, sostegni volti a ridurre rischi di povertà educativa e sociale di minori di famiglie svantaggiate (es. frequenza mensa, corsi extrascolastici per i figli minori, donazione di strumenti informatici, 24 interventi di sostegno economico alle famiglie coinvolte all’interno di un progetto più complessivo, informazioni sui percorsi Garanzia Giovani per un ragazzo che ha concluso scuola dell’obbligo.

2015-2016


- Promuovere incontri di formazione supervisione con i volontari del Centro di Ascolto diocesano sulla gestione di situazioni particolarmente complesse e sul miglioramento continuo del servizio offerto. Attraverso il progetto coinvolte sei Caritas parrocchiali a sostegno dei percorsi a favore delle famiglie destinatarie del progetto e per lo sviluppo di iniziative piÚ strutturate come risposta a bisogni diffusi che riguardano le famiglie in situazione di povertà (es. avvio servizio doposcuola in un quartiere periferico con numerose famiglie svantaggiate). Come esito del lavoro di rete, sono stati sottoscritti accordi di collaborazione con 4 enti di formazione professionale, 2 cooperative sociali, 1 associazione di categoria, il Consorzio Socio Assistenziale, un’agenzia di scuola guida, un ente che si occupa di corsi di lingua italiana, una fondazione locale.


Lotti per Mille La crescente fatica da parte di molte famiglie nell’assicurarsi in autonomia i generi alimentari necessari alla sussistenza si accompagna spesso a fenomeni di isolamento ed emarginazionale sociale dovuti a molteplici cause. Queste criticità si innestano spesso in contesti sociali complessi caratterizzati da una serie di problematiche quali difficoltà di convivenza tra etnie e culture diverse, concentrazione di famiglie multiproblematiche, fatica più generale nel costruire relazioni e azioni solidali tra le persone e i gruppi. “Lotti per mille” è un progetto approvato e finanziato da CEI con fondi 8x1000 e gestito da Caritas Diocesana di Cuneo in stretta sinergia con la Pastorale Sociale e del Lavoro e la Cooperativa Sociale Cassiopea. L’idea alla base del progetto è offrire la possibilità a produrre in proprio ortaggi, senza fine di lucro, attraverso il coinvolgimento di famiglie e persone in difficoltà, di parrocchie, di volontari, realtà associative e cooperative locali. Queste le azioni principali.

2014-2015


- individuati 5 terreni disponibili ed adatti ad accogliere le coltivazioni orticole (2 lotti Quartiere Cerialdo1 lotto fraz. Confreria- 1 lotto fraz. S.Rocco Castagnaretta-1 lotto Caraglio) - preparati i terreni, scelte le piante da orto, acquistate piantine, sementi e attrezzi di lavoro, coinvolti tecnici agrari per seguire il lavoro e fornire consulenze. - coinvolte nella coltivazione degli orti 29 famiglie (22 in frazione Cerialdo e 7 nel Comune di Caraglio) - impiegate negli orti 8 persone con problemi sociali e lavorativi in tirocinio formativo - riutilizzato un terreno della Comunità per minori di S.Rocco Castagnaretta della Cooperativa Emmanuele per la produzione di ortaggi per l’autoconsumo e la distribuzione ad altre famiglie/enti. - coltivati e distribuiti settimanalmente ortaggi a famiglie/persone in difficoltà attraverso canali diversi (in primis Pastorale Sociale e del Lavoro con l’impiego attraverso voucher di persone in difficoltà, volontari del Centro di Ascolto diocesane e dei Centri distribuzione viveri Caritas parrocchiali S.Pio X, Confreria, Madonna delle Grazie, Salesiani, Santa Maria, Campo Solidale di accoglienza migranti stagionali di Saluzzo) Accanto a questi concreti risultati, le ricadute sono state più ampie: il ritorno alla terra con le sue implicazioni ecologiche e sociali, famiglie impegnate nell’autoproduzione, il contributo dei vari protagonisti del progetto, l’integrazione e il sostegno al reddito di persone in situazione di svantagggio attraverso i tirocini, la curiosità iniziale e il progressivo supporto di singoli cittadini, la sensibilizzazione delle comunità locali in diverse occasioni pubbliche (come ad esempio la Festa del Ringraziamento organizzata a Caraglio a novembre 2015 dall’Associazione Contardo Ferrini nella quale è stato presentato il percorso degli orti sociali).


Impronte di Pace La costituzione dell’Area Giovani rappresenta il volano, l’accumulatore di energia per dare slancio e concretezza ad una aspirazione che da tempo Caritas diocesana stava maturando: valorizzare il protagonismo delle nuove generazioni offrendo un punto di riferimento organizzato e stabile che orienti e proponga percorsi di crescita personale, di volontariato e di cittadinanza attiva. Attraverso questo progetto l’Area Giovani di Caritas diocesana ha inteso accompagnare i giovani nella presa di consapevolezza del valore dei loro talenti sostenendoli ad investire sulla propria vita a vantaggio del loro futuro e della comunità cristiana e civile nella quale sono inseriti. E’ un progetto di Caritas diocesana di Cuneo approvato e cofinanziato da Caritas Italiana nell’ambito delle “Esperienze di animazione comunitaria alla solidarietà attraverso il coinvolgimento dei giovani- Proposte di impegno diversificate” e “Anno di Volontariato Sociale”

2014-2015


Il progetto è caratterizzato da un tema comune – Impronte di pace – attraverso il quale 15 giovani hanno potuto scegliere fra quattro proposte di impegno a partire dai loro interessi e motivazioni: 1. OLTRE IL CORTILE DI CASA: Caritas promuove in molte scuole percorsi di formazione sulle tematiche legate alla mondialità, agli stili di vita, al volontariato sociale. I giovani sono stati coinvolti nella gestione di un percorso con gli studenti coordinati dall’Area Mondialità in sinergia con l’Area Giovani e gli Istituti Scolastici. Sempre su queste tematiche i giovani volontari sono stati coinvolti inoltre nella realizzazione di incontri con i gruppi giovanili di 4 parrocchie. 2. MI FIDO DI TE Questo percorso ha visto impegnati i giovani in attività di servizio a favore delle persone seguite da Caritas attraverso servizi gestiti direttamente (es. doposcuola-centro distribuzione vestiario) 3. COMUNICARE SOCIAL! Quello della comunicazione è un settore sempre più importante per la promozione del senso e delle iniziative di volontariato e più in generale di progetti sociali. I giovani hanno partecipato ad un percorso formativo sulla comunicazione sociale con un formatore esperto ed hanno poi progettato e realizzato il Flashmob “Abitiamo la città” finalizzato a sensibilizzare la cittadinanza sulla povertà e a raccogliere indumenti per centro vestiario Caritas/S.Vincenzo. 4. OSA LA VITA – E’ una proposta che prevede un Anno di Volontariato Sociale. Un giovane ha aderito a questo percorso particolarmente impegnativo che ha previsto la condivisione della vita comunitaria presso la “Città dei Ragazzi” del Movimento Contemplativo Charles de Foucauld e il servizio di accoglienza maschile nella stessa organizzazione. Nel corso del progetto sono stati programmati e organizzati incontri di formazione con tutti i giovani per un totale di 40 ore. Otto giovani coinvolti nel progetto hanno partecipato ad un’esperienza di volontariato all’estero nel mese di agosto 2105 organizzata in Albania dall’Associazione “Volontari Del Sebino” di Brescia.


I giovani sono il nostro futuro, si dice. Sono anche il futuro di Caritas. Ma come coinvolgerli in attività di volontariato, di educazione al dono, di cittadinanza attiva se molti giovani vivono in condizioni di precarietà, fragilità, disorientamento ed incertezza rispetto al loro di futuro? Azzardare, sfidare la fortuna con il gioco o azzardare di vivere da protagonisti? Queste sono le domande di fondo dalle quali siamo partiti e che hanno sollecitato e motivato l’elaborazione del progetto. E’ un progetto di Caritas diocesana di Cuneo approvato e finanziato dalla CEI con Fondi 8x1000 attraverso il quale è stato possibile: E’ un progetto di Caritas diocesana di Cuneo approvato e finanziato dalla CEI con Fondi 8x1000 attraverso il quale è stato possibile: a) costituire l’Area Giovani di Caritas Diocesana in grado di assicurare nel tempo continuità, stabilità, sviluppo ai percorsi costruiti con i giovani con l’affidamento del ruolo di Responsabile dell’Area Giovani ad un giovane con competenze e motivazioni aderenti al ruolo. Nel corso del progetto sono stati realizzati un logo di Area, una pagina Facebook, diversi articoli sul settimanale “La Guida” e il video “A.A.A. Doppie identità in cerca di giovani narratori” con interviste a giovani di seconda generazione e adulti immigrati gestito dall’Area Giovani Caritas diocesana in collaborazione con l’Area Immigrazione. b) promuovere il coinvolgimento di giovani attraverso: - Stage di alternanza scuola-lavoro con 4 ragazze dell’Istituto Magistrale De Amicis di Cuneo presso l’Osservatorio delle Povertà e delle Risorse della Caritas Diocesana di Cuneo - Volontariato “Mani in Volo” esperienza realizzata all’interno di un progetto di peer education del Centro Servizi Volontariato di Cuneo. Coinvolti 6 ragazzi che hanno svolto attività di volontariato nella mensa Caritas nel doposcuola della Parrocchia di San Paolo.


- Progetto “Fame di pane e di Futuro”, realizzato dall’Area Mondialità con l’Area Giovani, ha previsto un percorso di formazione e coinvolgimento attivo dei ragazzi di terza superiore di 6 Istituti scolastici cuneesi. I tre incontri svolti in ogni classe hanno sviluppato diverse tematiche: diritti umani e diseguaglianze, competizione per le risorse naturali, crisi umanitarie, cambiamenti climatici e migrazioni. Al termine degli incontri è stato proposto alle classi di realizzare un prodotto artistico e di partecipare all’evento “Terra Madre” a Torino. - Raccolta alimentare organizzata dalla Caritas e dalla Sezione Soci Ipercoop di Cuneo. Ha visto la partecipazione di numerosi giovani volontari del doposcuola della parrocchia del Cuore Immacolato di Maria e di giovani dell’Area Giovani che hanno affiancato i volontari più esperti di Caritas. - Quattro incontri di formazione su “Caritas e Povertà” con gruppi giovanili parrocchiali (Cuore Immacolato di Maria, Borgo San Dalmazzo, Cuneo Storica) di età compresa fra i 15 ai 20 anni, anche nel corso delle settimane comunitarie. - Tre incontri nei campi estivi Parrocchie San Pio X, Santa Croce e San Defendente e ad un gruppo giovanile dell’Azione Cattolica. Su richiesta della Parrocchia del Cuore Immacolato di Maria si è tenuto un incontro formativo indirizzato ai giovani volontari del doposcuola su “La relazione con i giovani ‘di seconda generazione - Due incontri di formazione, tenuti da un esperto sul tema, indirizzati ad un gruppo di 8 giovani sulla problematica del gioco d’azzardo patologico nelle fasce giovanili, realizzazione della mappatura dei bar della città privi di slot machine e partecipazione all’evento conclusivo promosso dal progetto GIOCS finalizzato alla divulgazione dei risultati del progetto ai giovani cittadini del territorio.

2014/2015 Azzardiamoci


Tutto questo negli anni è stato possibile grazie a Diocesi di Cuneo, Conferenza Episcopale Italiana, Caritas Parrocchiali e i loro volontari, Fondazione CRC di Cuneo e Compagnia di San Paolo, Consorzio Socio Assistenziale del Cuneese e Servizio Inserimenti Lavorativi, Comune di Cuneo, Cooperative sociali del territorio, Consorzio di Iniziative Sociali, Enti di Formazione Professionali cuneesi, Associazioni di categoria, Imprese, Organizzazioni di volontariato e Comitati di Quartiere

Progettazione formazione sviluppo  
Progettazione formazione sviluppo  
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