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RadioPunx un fumetto di Andrea Pau e Jean Claudio Vinci

Associazione Culturale Chine Vaganti


La lista delle persone da ringraziare sarebbe troppo lunga, e finirebbe fatalmente per lasciare fuori qualcuno. Facciamo cosĂŹ. Se hai in mano questo libro, ti ringraziamo. Di cuore. Gli autori


“People don’’t understand. Punk was about change— and rule number one was: there are no rules!” (Paul Simonon)]


CONTATTI: www.radiopunx.blogspot.it radio.punx@yahoo.it www.carburo.blogspot.it pau.andre@gmail.com www.jeanclaudiovinci.blogspot.it jeanclaudiovinci@gmail.com

Prima edizione - Ottobre 2012 Questo albo è stato stampato in 400 copie Copia numero _______


Intro

Scorretto. Molto scorretto.

Pierdomenico Baccalario Perché dentro ogni mito c’è sempre il lato oscuro: non si scappa dal fascino perverso, e attraente, del diavolo. Ma per comprenderlo serve tutto il resto: la voglia di cambiare il mondo e di farlo cantare, stonato, sotto gli accordi della chitarra, di stordirlo con giri di basso vertiginosi, di frantumarne le ipocrisie a suon di rullate.

Scorretto. Molto scorretto. Il fumetto che avete tra le mani è un fumetto scorretto. Una di quelle storie che sembra già di conoscere, magari pronta a saltare nei binari del “questo l’ho già sentito, ragazzi”, e che poi, al momento giusto, alla pagina che non ti aspetti, scarta, morde e ti stupisce. È come un animale domestico che, in realtà, è rimasto selvaggio.

In Radio Punx c’è il gruppo, che è l’unica via d’uscita dalla ragnatela della banalità. Un gruppo di amici che, se guidato male, diventa la più infallibile delle ragnatele. I protagonisti di questa storia, pur distruggendosi e volendo distruggere, sentono di avere una missione. Fanno. Suonano. E grazie agli strumenti e all’elettronica si trovano distanti anni luce dai veri nichilisti dell’epoca moderna: gli annoiati. Coloro che pensano che tutto sia niente. E niente fanno.

Non deve stupire, per chi conosce i suoi due solo apparentemente tranquilli autori. Hanno occhi di braci nascoste. Due acque chete pronte però a inghiottirvi con una storia coinvolgente, dura quanto basta, eccessiva quanto serve, normale quanto deve esserlo una storia che vuole raccontare ciò che non si può raccontare, perché appartiene al territorio del mito. È quello del punk italiano alla fine degli anni ’70, amato e temuto.

E niente sentono. E niente sbagliano. 5


Qui, invece, ci sono errori di continuo: parolacce e turpiloquio, furti degli strumenti, droghe e pestaggi. Ma ci sono anche il fascino delle cantine insonorizzate con i cartoni porta uova, le trasferte per i concerti, e quelle indimenticabili sbronze che in modo fulminante, per alcuni interminabili istanti, ci fanno capire qualcosa. C’è il sesso confuso e sbagliato. Ci sono le interminabili compilazioni dei moduli SIAE che impediscono ai ragazzi italiani di far musica nei bar. Bende di cartacce, per una generazione di mummie. Leggendo Radio Punx ho pensato che dovremmo partire da lì. Anzi, ripartire. C’è una possibile rivoluzione contro la crisi. Da ultimo anno dell’umanità, forse, ma potremmo iniziare con il liberare la musica nei locali! Suoniamo. E balliamo. Non è una perdita di tempo. Il mito, scriveva J. Campbell, non si racconta: si danza intorno al fuoco. E anche se il mondo brucia, credo sia la strada giusta.

Pierdomenico Baccalario è piemontese, è giovane, scrive un sacco di libri e li scrive benissimo. Tanto bene che è uno degli autori per ragazzi più amati dai ragazzi stessi, e loro non sbagliano mai. 6


Alla memoria di Joe Strummer, cosĂŹ generoso da farmi un sacco di regali senza nemmeno conoscermi. Andrea

Agli Andrea che mi hanno portato fin qui. E a me. Jean


capitolo primo

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Radio Punx Preview  

Estratto dal libro Radio Punx

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