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CATALOGO STRUTTURE IL LEGNO

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Gazebo Tipo Ottagonale Fig.1 Gazebo Ottagonale Struttura composta da: n N.8 Pilastri(Fig.A) n N.8 Travi por tanti di banchina (Fig.B) n N.8 Diagonali displuvio personalizzabili con svariati tipi di capitelli (Fig.C) n N.32 Arcarecci secondari con taglio a doppia inclinazione.(Fig.D)

Pag.1 Un romantico angolo di ristoro nel vostro giardino con un elegante gazebo in legno , il modo migliore per godere appieno degli spazi aper ti nella bella stagione. Un gazebo esterno infatti è la soluzione ideale per creare una zona al riparo da sole e pioggia, dove poter trascor rere allegre gior na te in compagnia. Un gazebo di grandi dimensioni è invece perfetto per le a t tivi tà r icet tive, creando delle sugges tive ambientazioni dove poter organizzare anche banchetti e ricevimenti. I gazebi da giardino sono proposti in diversi modelli e misure, sia standard che personalizzabili su richiesta, in modo da potersi adattare alla perfezione ad ogni ambiente esterno, anche il più ristretto. Abbiamo a disposizione infatti i seguenti modelli di gazebo:

(Fig.D) - Arcarecci secondari

(Fig.C) - Diagonali displuvio

§ GAZEBO ERCOLE § GAZEBO OLIMPIA § GAZEBO PATIO § GAZEBO ESAGONALE § GAZEBO PIRAMIDE § GAZEBO FREE § GAZEBO OTTAGONALE (Fig.1) § GAZEBO CLASSIC § GAZEBO IRIS

(Fig.B) - Travi por tanti di banchina Progettiamo e realizziamo il vostro gazebo in legno con materiali di ottima qualità, impregnati e trattati con sostanze atossiche, che ne garantiscono una efficace protezione biologica ed atmosferica, assicurandogli allo stesso tempo una lunga durata. (Fig.A) - Pilastri

Il gazebo in legno presenta una struttura robusta, in legno lamellare austriaco di prima scelta, abbinato a diversi sistemi di coper tura: tegole canadesi, tegole fibrobituminose, tegola coppo siciliano, tegole in cemento, tegole in polimglass. Potrete personalizzare inoltre il vostro gazebo in legno con l’aggiunta di grigliati e fioriere in legno, oppure installare delle tende mobili per creare un’atmosfera intima e vivere all’aper to anche nelle fresche sere d’estate.

PERSONALIZZABILE AL 100%


Gazebo Tipo Esagonale

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Fig.1 Gazebo Esagonale Struttura composta da: n N.6 Pilastri(Fig.A) n N.6 Travi por tanti di banchina (Fig.B) n N.6 Diagonali displuvio personalizzabili con svariati tipi di capitelli (Fig.C) n N.24 Arcarecci secondari con taglio a doppia inclinazione.(Fig.D)

(Fig.D) - Arcarecci secondari (Fig.B) - Travi por tanti di banchina

Fase 2 - Dimensioni del materiale La normativa DIN, mentre non fissa la lunghezza minima delle assi, ne limita invece lo spessore e la sezione trasversale e precisamente: a) l’area della sezione trasversale massima non deve superare 60 cm2 (per legni di conifera), 50 cm2 (per legni di latifoglia); b) la massima larghezza consentita è pari a 25 cm per la singola lamella con uno spessore non superiore a 30 mm, anche se può essere aumentato fino a 40 mm in elementi costruttivi diritti, i quali non siano esposti a variazioni climatiche rilevanti. Nella pratica costruttiva le lamelle hanno uno spessore finito intorno ai 33 mm e una larghezza pari a quella della sezione trasversale dell’elemento strutturale, normalmente variabile fra 10 e 22 cm, con variazioni modulari di 2 cm e lunghezza delle lamelle di 400-500 cm. Nelle travi curve, per limitare le tensioni di curvatura che possono nascere in direzione sia parallela sia normale alle fibre, il raggio di curvatura degli elementi strutturali in lamellare deve essere pari almeno a 200 volte lo spessore delle singole lamelle.

Fase 3 - Essiccazione (Fig.C) - Diagonali displuvio

(Fig.A) - Pilastri

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L’essicazione è l’operazione tesa a ottenere quel grado di umidità del legno compatibile col tipo di colla e, soprattutto, confacente alla destinazione delle strutture. Generalmente essa deve essere compresa fra il 7 e il 16%. Fra due lamelle successive però la differenza di umidità non deve superare il 4%.dispongono di essiccatoi.


Gazebo Tipo Ercole

Pag.3 Fig.1 Gazebo Ercole Struttura composta da: n N.4 Pilastri(Fig.A) n N.4 Travi por tanti di banchina (Fig.B) n N.4 Diagonali displuvio personalizzabili con svariati tipi di capitelli (Fig.C) n N.8 Arcarecci secondari con taglio a doppia inclinazione.(Fig.D)

CHE COS’E’ IL LEGNO LAMELLARE Il legno lamellare è ancora indubbiamente legno e di questo mantiene tutti i pregi, ma è anche un prodotto nuovo, un prodotto industriale che attraverso il procedimento tecnologico supera i difetti propri del legno massello. Il processo di produzione del legno lamellare incollato è l’insieme delle operazioni eseguite in appositi stabilimenti, che consistono essenzialmente nella riduzione del tronco in assi e nella loro ricomposizione, tramite incollaggio, fino a dare origine a elementi di forma e dimensione prestabilita. Il processo tecnologico consiste nelle seguenti fasi:

Fase 1 - Scelta del legname (Fig.D) - Arcarecci secondari (Fig.B) - Travi por tanti di banchina

(Fig.C) - Diagonali displuvio

(Fig.A) - Pilastri

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Le caratteristiche tecniche del prodotto f inito dipendono dal materiale di base. E’ ovvio che per ottenere risultati attendibili, occorre par tire da una materia prima avente caratteristiche il più omogenee e uniformi possibile. Qualsiasi tipo di legname può essere potenzialmente utilizzato per tale tecnologia, anche se scelte tecnicoeconomiche indirizzano, di fatto, l’industria produttrice all’uso di legnami facilmente reperibili, incollabili e meno costosi, compatibilmente ai requisiti richiesti. In Europa si utilizza quindi quasi esclusivamente l’abete rosso, per lavorazioni speciali talvolta il pino silvestre, il larice e il rovere. Le essenze legnose vengono suddivise, per il legno lamellare, in due categorie o classi, che ne individuano la qualità e le caratteristiche fisico-meccaniche e che condizionano i valori delle corrispondenti tensioni massime ammissibili.


Gazebo Tipo Olimpia

Pag.4 Fig.1 Gazebo Olimpia Struttura composta da: n N.4 Pilastri(Fig.A) n N.4 Travi por tanti di banchina (Fig.B) n N.4 Diagonali displuvio personalizzabili con svariati tipi di capitelli (Fig.C) n N.24 Arcarecci secondari con taglio a doppia inclinazione.(Fig.D) n N.1 Colmo(Fig.E)

Il legname è messo nelle celle di essiccazione e por tato al grado di umidità necessario alla lavorazione ed alla resistenza richiesta. Dopo l’essicazione, poiché il tasso di umidità non è regolare all’interno di una stessa lamella, essendo più basso in periferia che al centro, le lamelle vengono lasciate riposare per due, tre giorni all’interno dello stabilimento prima di essere por tate alla linea di lavorazione.

- Controllo della qualità delle tavole -

(Fig.E) - Colmo

(Fig.D) - Arcarecci secondari

(Fig.C) - Diagonali displuvio (Fig.B) - Travi por tanti di banchina

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(Fig.A) - Pilastri

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Prima della giuntatura le tavole subiscono un controllo dell’umidità e della difettosità, più o meno automatizzato a seconda dell’azienda, il quale por ta all’eliminazione dei difetti più gravi e delle eventuali sacche di umidità. La verifica dell’umidità (Fig. 1) avviene sulle lamelle prima della loro intestazione per mezzo di test selezionatore tipo passa-non passa. Se l’umidità rilevata nelle lamelle è compresa fra i limiti prefissati, un segnale verde consente il proseguimento delle operazioni, altrimenti il segnale rosso lo arresta fino alla rimozione del pezzo fuori controllo. Le condizioni ambientali, invece, sono costantemente registrate su apposite car te che segnalano eventuali anomalie, evidenziando i valori che superano i limiti inferiori e superiori delle bande di controllo. Queste verifiche interessano tutto il repar to dove si svolgono le lavorazioni, che si succedono a cascata, dal deposito delle lamelle, alla loro intestazione, piallatura, incollaggio, sovrapposizione e pressaggio.


Gazebo Tipo Piramide

Pag.5 Fig.1 Gazebo Piramide Struttura composta da: n N.4 Pilastri(Fig.A) n N.4 Travi por tanti di banchina (Fig.B) n N.4 Diagonali displuvio personalizzabili con svariati tipi di capitelli (Fig.C) n N.24 Arcarecci secondari con taglio a doppia inclinazione.(Fig.D)

Contemporaneamente al controllo dell’umidità delle lamelle, viene effettuato quello visivo degli eventuali difetti del legno (Fig. 2), come per esempio l’eccessivo numero di nodi, imbarcamenti, inclinazione delle f ibre, cipollature, ecc. e vengono tagliate le estremità delle assi, eliminando screpolature e fessurazioni di testa. Questa fase deve essere affidata a maestranze qualificate e responsabili.

- Giuntatura di testa -

(Fig.D) - Arcarecci secondari

(Fig.B) - Travi por tanti di banchina

(Fig.C) - Diagonali displuvio

continua

(Fig.A) - Pilastri

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Per realizzare elementi strutturali di lunghezza maggiore della singola tavola o asse sono necessari giunzioni di testa. Di solito le giunzioni trasversali correnti fra le varie lamelle vengono effettuate con giunti detti a pettine o a dita, e vengono oppor tunamente sfalsate al fine di non indebolire una stessa sezione trasversale o una zona dell’elemento strutturale. Questo tipo di giunto è oramai nella prassi considerato come il più vantaggioso, in quanto consente di ottenere un’ampia superficie di incollaggio, una volta realizzata l’unione è autoserrante, e ha bassi sfridi rispetto ad altri tipi di giunzioni quale ad esempio il bisello, detto anche a becco di flauto. Successivamente alla fresatura si ha l’incollaggio di testa delle tavole, effettuato da apposite macchine che applicano forze di compressione variabili in relazione alla lunghezza dei denti dei giunti.


Gazebo Tipo Classic

Pag.6 Fig.1 Gazebo Classic Struttura composta da: n N.4 Pilastri(Fig.A) n N.4 Travi por tanti di banchina (Fig.B) n N.4 Diagonali displuvio personalizzabili con svariati tipi di capitelli (Fig.C) n N.4 Travi di mezzeria(Fig.D)

- Piallatura e calibratura delle tavole Le tavole così composte vengono piallate, in modo da offrire superfici piane in vista dell’incollaggio delle facce delle tavole per la successiva formazione della trave. Questo tipo di operazione, unitamente alla calibratura attraverso la quale si ottengono tavole di spessore costante, evita l’instaurarsi di tensioni che possono dare luogo alla formazione di cretti durante la pressatura. Inoltre la piallatura consente di ottenere superfici lisce, requisito molto impor tante in fase di incollaggio.

- Incollaggio delle lamelle (Fig.D) - Travi di mezzeria

(Fig.C) - Diagonali displuvio (Fig.B) - Travi por tanti di banchina

continua (Fig.A) - Pilastri

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Le colle e le operazioni di incollaggio costituiscono una fra le operazioni più impor tanti e delicate dal punto di vista operativo e tecnologico. Gli incollanti devono instaurare legami intermolecolari fra la colla stessa e le sostanze che costituiscono il legno, cioè le fibre di cellulosa e lignina, in modo da garantire, nel piano di incollaggio, lo stesso legame della corrispondente essenza legnosa. Le resistenze fisico-meccaniche del collante devono essere almeno eguali a quelle del legno, in modo che i piani di incollaggio non siano piani preferenziali di rottura.


Gazebo Tipo Patio

Pag.7 Fig.1 Gazebo Patio Struttura composta da: n N.4 Pilastri(Fig.A) n N.4 Travi por tanti di banchina (Fig.B) n N.7 Arcarecci (Fig.C)

Le colle più comunemente usate nella pratica costruttiva sono: Colle a base di urea-formolo: queste colle, di colore bianco, hanno una tenuta mediocre, soprattutto se sottoposte a elevate temperature e quindi in presenza di notevoli escursioni termiche. Per contro presentano un costo abbastanza vantaggioso. Sconsigliabili per esterni e per elementi strutturali esposti agli agenti atmosferici. Colle a base di resorcina-formaldeide:

(Fig.C) - Arcarecci

di colore rosso-bruno, sono tra le più usate perché più resistenti all’aggressione degli agenti atmosferici, specialmente in climi caldo-umidi, anche se sono le più onerose per costi fra le colle del legno; consentono ottime prestazioni in ambienti difficili e mantengono le proprie caratteristiche nel tempo. Colle a base di melammina-urea-formaldeide: ultimamente molto utilizzate, queste colle sembrano offrire caratteristiche meccaniche assimilabili a quelle delle colle resorciniche e sono di colore bianco. La normativa attuale non consente comunque il loro utilizzo per strutture por tanti all’aper to.

(Fig.A) - Pilastri

(Fig.B) - Travi por tanti di banchina

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Gazebo Tipo Free

Pag.8 Fig.1 Gazebo Free Struttura composta da: n N.5 Pilastri(Fig.A) n N.2 Travi por tanti di banchina (Fig.B) n N.7 Arcarecci (Fig.C)

(Fig.C) - Arcarecci

(Fig.A) - Pilastri

(Fig.B) - Travi por tanti di banchina

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- Pressatura Per realizzare l’incollaggio fra le lamelle bisogna sottoporre l’elemento strutturale a una pressione il più possibile uniforme; tale operazione viene effettuata in apposite presse (Fig. 6). Le presse sono costituite da una struttura fissa sulla quale si fa agire un meccanismo di pressatura costituito normalmente da mar tinetti idraulici o pneumatici. L’operazione di posizionamento delle lamelle e di chiusura della pressa deve essere fatta il più rapidamente possibile, onde evitare che la colla cominci a indurire. Per la chiusura delle presse si procede dal centro verso le estremità. Le travi così realizzate rimangono in pressa per un periodo di 12 ore o più, secondo il tipo di colla, la temperatura e la forma della trave. La temperatura ambiente non deve comunque essere mai inferiore a 18° C. In caso di travi curve, si utilizza un’altra pressa dotata di guide mobili che vengono posizionate secondo una sagoma precedentemente disegnata sul suolo. Dalla descrizione delle fasi di produzione f in qui condotta si intuisce l’impor tanza del condizionamento dei locali di produzione; il legname non deve variare il proprio contenuto idrometrico durante la produzione delle travi poiché il processo chimico che sta alla base della polimerizzazione delle colle è for temente influenzato dalle condizioni termoigrometriche dell’ambiente in cui esso avviene.


Gazebo Tipo Tempio

Pag.9 Fig.1 Gazebo Tempio Struttura composta da: n N.4 Pilastri(Fig.A) n N.8 Puntoni (Fig.B) n N.8 Arcarecci (Fig.C) n N.2 Travi por tanti di banchina(Fig.D)

- Piallatura delle travi Rimosse dalla pressa le travi sono lasciate 1-2 giorni a riposo all’interno dello stabilimento. Quindi fatte passare dentro una pialla fissa di for te capacità in modo da dare all’elemento lo spessore finito e rendere uniformi e lisce le superfici laterali

- Finitura e impregnazione Nel repar to finitura (Fig. 8) la trave viene intestata realizzando le sagomature di progetto, i fori ed i tagli necessari per l’assemblaggio di elementi metallici. L’ultima operazione in ordine di tempo consiste nell’applicazione di prodotti impregnanti tramite semplice spennellatura, sostanze cioè con funzione di preservare il legno da insetti, funghi, umidità e con un pigmento che conferisca alle travi il colore voluto. Tale operazione dovrebbe rientrare in seguito tra le operazioni di manutenzione ordinaria. L’applicazione della colla sulle lamelle avviene automaticamente e il sistema attualmente più utilizzato è quello della cosiddetta “incollatrice a fili” (Fig. 5) che consente di ottenere la realizzazione di un piano di incollaggio con distribuzione abbastanza uniforme della colla.

(Fig.C) - Arcarecci

(Fig.B) - Puntoni

continua (Fig.D) - Travi por tanti di banchina

(Fig.A) - Pilastri

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Gazebo Ikonos

Pag.10 Fig.1 Gazevo Ikonos Struttura composta da: n N.6 Pilastri(Fig.A) n N.6 Puntoni (Fig.B) n N.8 Arcarecci(Fig.C) n N.2 Travi por tanti di banchina (Fig.D) n N.3 Travi di catena (Fig.E)

(Fig.C) - Arcarecci

(Fig.B) - Puntone

(Fig.D) - Trave por tante di banchina (Fig.A) - Pilastri

(Fig.E) - Trave di catena

continua

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I VANTAGGI DEL LEGNO Le caratteristiche fisico-meccaniche del legno, lo rendono il principale materiale da costruzione adottato dai paesi più attenti al benessere abitativo. La Direttiva Prodotti da Costruzione (89/106/CEE), gli Eurocodici e le Norme Tecniche per le Costruzioni riconoscono le ottime qualità delle strutture in legno, in grado di offrire i seguenti vantaggi: Comfor t e benessere abitativo: La qualità dei materiali utilizzati per la realizzazione delle abitazioni e il corretto studio dei dettagli costruttivi diventano elementi di fondamentale impor tanza se si considera la quantità di tempo trascorsa negli ambienti chiusi. E’ stato dimostrato che il legno, le fibre di legno o sughero, risultano infatti confor tevoli già a temperatura ambiente, a differenza del cemento o della pietra che lo diventano solo a temperature superficiali superiori. Ecocompatibilità: Il legno, in relazione alla sostenibilità, non ha rivali: è rinnovabile, riciclabile, richiede un limitato consumo di energia nelle fasi di produzione e posa, non rilascia emissioni, polveri o fibre nocive durante l’impiego e si smaltisce restituendo l’energia accumulata, se viene utilizzato in processi di termovalorizzazione. Inoltre, il legno è l’unico materiale che necessita solo di acqua, aria e sole per crescere e ogni m³ di questo materiale impiegato in edilizia, corrisponde a quasi una tonnellata di CO2 stoccata, per tutto il ciclo di vita del manufatto.


Pergola Salinelle

Pag.11 Fig.1 Pergola Salinelle Struttura composta da: n N.4 Pilastri(Fig.A) n N.11 Arcarecci (Fig.B) n N.2 Travi por tanti di banchina(Fig.C)

(Fig.C) - Arcarecci

continua (Fig.A) - Pilastri

(Fig.D) - Travi por tanti di banchina

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Alta protezione termica: il legno si distingue per le sue caratteristiche di bassa conducibilità termica, elevata iner zia termica e spiccata igroscopicità, che permettono di generare un effetto positivo sulla qualità dell’aria all’interno di un edificio e sul benessere percepito. Questi elementi contribuiscono a diminuire i consumi per il riscaldamento d’inverno e la climatizzazione d’estate grazie anche alla capacità del materiale di assorbire velocemente e cedere lentamente l’umidità. Il legno, inoltre, è un efficientissimo filtro, con una superficie specifica di oltre 1 m² per ogni cm³ di volume, rendendo più salubre l’aria. Risparmio energetico: L’elevata capacità di accumulo termico rende le componenti opache molto più efficienti durante i mesi estivi rispetto ad alternative equivalenti dal punto di vista della coibentazione. Nel periodo invernale il risparmio energetico è di circa 7 euro per ogni m² di superficie riscaldata all’anno con caldaia a metano, ed aumenta in caso di bruciatori a gasolio o GPL. Inoltre, le strutture por tanti di una costruzione in legno possono essere considerate delle vere e proprie componenti attive del pacchetto isolante, in grado di assicurare una trasmittanza pari a 0,13 W/mK ed una minimizzazione degli stessi ponti termici.


Casetta Domus

Pag.12 Fig.1 Casetta Domus Struttura composta da: n Pilastri(Fig.A) n Perlinone 15x4 sp.3,5cm (Fig.B) n Multistrato marino sp.18mm (Fig.C) n Tegola fibrobituminosa in coper tura(Fig.D)

Pilastri(Fig.A)

Multistrato marino sp.18mm (Fig.C)

Tegola fibrobituminosa in coper tura(Fig.D

Perlinone 15x4 sp.3,5cm (Fig.B)

(Fig.D) - Travi por tanti di banchina

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Sicurezza in caso di incendio: le sue qualità fisicomeccaniche si rivelano estremamente interessanti anche in caso di incendio. Pur essendo un materiale combustibile, le strutture in legno presentano una buona resistenza al fuoco, con un compor tamento altamente prevedibile e quindi sicuro. Tipicamente, le strutture, dimensionate per i carichi di neve e vento, sono già R30 o R60. Il sovradimensionamento delle sezioni, l’uso di ferramenta non esposta e di rivestimenti in legno “di sacrificio” senza alcuna aggiunta di prodotti chimici, assicurano una resistenza compresa tra i trenta e i sessanta minuti. Il legno infatti, brucia lentamente perché la carbonizzazione procede dall’esterno verso l’interno della sezione, formando progressivamente uno strato carbonizzato che protegge la par te centrale, senza immissione nell’aria di fumi tossici ed opachi. Per questo motivo, la rottura avviene per riduzione della sezione resistente e non per improvviso decadimento delle sue caratteristiche meccaniche. Durabilità: in linea con le normative e disposizioni tecniche, la durata delle costruzioni in legno è stata fissata a 50 anni. La cura dei par ticolari nelle fasi di progettazione e di posa contribuisce ad incrementare la traspirazione e la protezione dall’umidità, permettendo alla struttura di resistere per ulteriori 50 anni con lo stesso livello di sicurezza e stabilità. ed aumenta in caso di bruciatori a gasolio o GPL. Inoltre, le strutture por tanti di una costruzione in legno possono essere considerate delle vere e proprie componenti attive del pacchetto isolante, in grado di assicurare una trasmittanza pari a 0,13 W/mK ed una minimizzazione degli stessi ponti termici.


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Caracoli srl - Catalogo Gazebi  

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