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PERIODICO D’INFORMAZIONE POLITICA, CRONACA, CULTURA E SPORT DELL’ISOLA DI CAPRI ANNO XII N.13 del 7 aprile 2013


L’isola al passo coi tempi...

Egregio direttore, La situazione odierna è cosa conosciuta da tutti. Ed è pur vero che l’Europa sta attraversando la crisi più spaventosa mai vista dal dopoguerra. Proprio dai miei ricordi di bambina emerge quella voglia di cambiamento, il desiderio di andare avanti e lavorare per un futuro più sereno e luminoso. Oggi la situazione è capovolta. Non c’è più quella volontà e quella speranza riposta verso ciò che verrà. E questo è dovuto all’inerzia ed all’indifferenza posta da un governo centrale e da alcune categorie di settore di trovare un rimedio ed una spinta ad una ripresa economica che tarda ad arrivare. La soluzione è semplice. Il mondo del turismo, del commercio, del viaggio e della cultura sta cambiando e deve adeguarsi sempre più a

Lavori in corso

regole spietate per essere al passo coi tempi. Oggi tutto è veloce, low cost, immediato e consumato: soggiorni e vacanze alla portata di tutti, dai costi irrisori e spesso svalutati. Il nucleo turistico oramai è dei grandi poli commerciali a cui il cliente sa rivolgersi, preda di meccanismi di giudizi e recensioni, mentre le realtà minori di eguale importanza commerciale vengono scartate, inghiottite fino a sprofondare in un vortice senza ritorno. Questa situazione ha creato forti perdite di capitale oltre che di vera identità professionale, dovuto agli aumenti di costi di gestione e pressioni fiscali inaudite. Il governo che dovrebbe tutelare il bene più importante, ovvero il lavoro, non pone al primo posto l’industria turistica (che genera ancora miliardi), principale risorsa del nostro paese. Inutile elencare le infinite risorse che appartengono all’Italia, patria dell’arte, della cultura, della natura, della

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storia: la cosiddetta “terra dei miracoli”. Non a caso potremmo essere uno dei paesi più ricchi al mondo e invece davanti agli altri presentiamo solo rovina e improvvisazione. Assolutamente si deve essere al passo dei tempi fare in fretta altrimenti i nostri figli troveranno strade oltreconfine, non più appartenenti ad una patria che non si cura di loro. L’isola che mi appartiene, Capri, la mia terra, la terra dei miei genitori, sta morendo giorno per giorno. Non ho vergogna a confessare che provo persino un sadico piacere al notare la quasi totale assenza del turismo residenziale che ha ceduto il passo a quello del “mordi e fuggi”. Come dire che quasi mi sento meno in colpa in quanto non sono stata io l’artefice di questo maledetto degrado. A mio avviso tutte le categorie dovrebbero unirsi e lottare, con urgenza, per guardare in faccia alla realtà, per trovare una soluzione, senza far finta di nulla e suggerire all’amministrazione i mezzi e i metodi per uscire da un tunnel sempre più povero e buio. Il peso fiscale andrebbe riveduto, le attività non dovrebbero produrre una ricchezza con data di scadenza ma lavorare sempre e comunque, e non solo a favore di categorie fortunate. Assolutamente andrebbe riveduta la tassa dell’Imposta Municipale Unica sugli alberghi in base alla capacità ricettiva, così come la tassa dello smaltimento dei rifiuti, applicabile in base alla stagionalità, eliminando le aree non utilizzate. Aumentare la recettività ove possibile nel rispetto dell’ambiente. Ciò permetterebbe alle piccole attività di ammortizzare i costi evitando il baratro. Che senso ha continuare a svolgere attività in strutture a bassa redditività che non hanno sovvenzioni, che non


vengono tutelate e spesso abbandonate dalle istituzioni, che giocano al continuo ribasso delle tariffe pur di sopravvivere? Rivalutiamo l’isola di Capri, facciamo programmi culturali, creiamo eventi a breve e lungo termine, organizziamo fiere e celebriamo festività, sfruttiamo le risorse, massimizziamo le potenzialità e creiamocene di nuove invitando i clienti ad investire su un bene prezioso come la nostra terra. Io ci sono. E ci voglio credere ancora una volta. Virginia Esposito

A.RI.AN.IS., una bellissima storia

Trentanove anni fa, grazie all’entusiasmo del prof. Costanzo Catuogno e dei suoi allievi, nasceva la Compagnia A.RI.AN.IS. (nome scelto prendendo le iniziali delle ragazze del gruppo: A: Amalia, RI: Rita, AN: Anella, IS: Isabella). Il pomeriggio, dopo i compiti, si riunivano in una vecchia aula della Certosa e si accendeva un po’ di fuoco in un vecchio bidone per riscaldarsi. C’era chi impastava un po’ di calce per aggiustare il pavimento e chi, invece, riparava le finestre. Tutti erano felici di trascorrere giornate diverse dal solito stare in piazzetta o in giro senza fare niente. Piano piano, giorno dopo giorno, quell’aula diventò una sala accogliente per rappresentazioni teatrali: stiamo parlando del 1974. In tutti questi anni l’attività portata avanti dalla Compagnia ha svolto, sotto più aspetti, una vera e propria funzione sociale: lo ha fatto consentendo a quanti, fin dai primi passi, hanno potuto impegnare il proprio tempo in attività culturali; lo ha fatto offrendo ai numerosi spettatori momenti di svago e di divertimento,

Lavori in corso

anche nei lunghi inverni capresi; lo ha fatto decidendo, sin dal primo momento, che gli introiti ricavati dovessero andare in beneficenza. Oggi, dopo 39 anni di attività, la voglia di fare teatro è rimasta immutata, ma lo sconforto sta ormai prendendo il sopravvento. Trentanove anni di attività non sono bastati alla Compagnia A.RI.AN.IS. per vedersi riconosciuta, nonostante le numerose promesse verbali da parte delle nostre Amministrazioni, una sede dove fare le prove e dove poter custodire le proprie scenografie. È uno sconforto totale accresciuto anche da esperienze recenti che hanno portato la Compagnia in trasferta a Sorrento, al Teatro S. Antonino presso la Cattedrale di Sorrento (Vescovato) dove si è esibita lo scorso 25 novembre. Bellissima esperienza, grande successo, ma sopratutto una opposta sensibilità istituzionale che rende difficile dare delle risposte a domande come queste: è possibile che ci costa meno una rappresentazione teatrale a Sorrento che a Capri? È possibile che dopo 39 anni dobbiamo elemosinare un “buco” dove mettere le nostre scene, dove fare le prove, ecc.? Perché paesi più piccoli di Capri hanno un teatro, e Capri no? Di fronte a ciò riteniamo che sia giunto il momento di appellarci direttamente al nostro pubblico quello che in tutti questi anni ci ha accompagnati, sostenuti, spronati, quello che ancora oggi ci chiede di andare avanti. Al nostro pubblico chiediamo di farsi, insieme a noi, parte attiva verso le Amministrazioni affinché, all’interno del patrimonio immobiliare comunale, si trovi un “buco” per ospitarci e dimostrare così di saper essere sensibili al bisogno di cultura che proviene da larga parte della comunità. Michele Iaccarino Compagnia A.RI.AN.IS.

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*** Queste pagine sono a disposizione dei cittadini, dei movimenti e delle associazioni, per gli interventi, le lettere, i dibattiti, le interviste, i programmi, per aiutare i capresi ad orientarsi sui problemi presenti e futuri di Capri e per giungere alla scelta del nuovo Sindaco e della nuova amministrazione. Volete commentare gli interventi pubblicati questa settimana? Volete approfondire una nuova tematica? Volete dire la vostra su argomenti di stretta attualità? Per contattare la redazione potete scrivere a redazione@caprinews.it. Si pubblicano soltanto lettere o comunicati che ci pervengono rigorosamente firmati: non accettiamo lettere anonime ma comunque garantiamo la pubblicazione senza firma nel caso in cui ci venga richiesto dall’autore. Il contenuto degli interventi è libero e non necessariamente rispecchia la linea editoriale e il pensiero del giornale.


4 Flop di presenze sull’isola, mai visti così Aria di Capri pochi turisti a Pasqua

Una Pasqua da dimenticare. Pochi turisti, poche presenze, magri affari per gli imprenditori che avevano riaperto le

proprie attività. Per la prima volta nella storia, Capri fa peggio di altre località a noi vicine. I numeri parlano di presenze

dimezzate rispetto agli altri anni, che in termini economici significa fatturato in calo per migliaia e migliaia di euro. Quali le cause? Sicuramente la crisi economica ha influito e non poco, così come le previsioni meteo che indicavano maltempo diffuso. Ma è riduttivo prendersela solo con i meteorologi. La verità è che il prodotto Capri ha bisogno di una rispolverata, di idee nuove, di investimenti. L’amministrazione comunale, forse la principale responsabile del crollo di presenze turistiche, sta affossando quest’isola. Declino e degrado, grazie ad amministratori insensibili e incapaci che hanno ridotto Capri in un livello mai visto prima.


5 Primavera difficile nei collegamenti marittimi tra Aria di Capri continue soppressioni di corse

La primavera è all’insegna dei disagi, tanto per cambiare, nei trasporti marittimi, con capresi e pendolari alle prese con le continue soppressioni di corse. Ci abbiamo fatto l’abitudine. Ma quel che comincia a preoccuparci è che dopo aver sopportato per anni i disagi legati alle compagnie private, adesso siamo costretti a patire anche i problemi della Caremar. Nelle ultime settimane abbiamo assistito a diverse interruzioni di corse, tanto del traghetto quanto della motonave, per manutenzione straordinaria. Poi si è

messo il maltempo (anzi, l’interpretazione data al maltempo) a rendere ancora più

difficile la situazione. E immancabili si sono sollevate le polemiche. In particolare martedì 2 aprile quando, tra il sommo stupore di numerosi capresi, sia la nave lenta che la nave veloce della Caremar hanno interrotto le corse da Napoli per Capri e da Capri per Sorrento e Napoli, lasciando a terra qualche centinaio di persone. Eppure fino a pochi minuti prima catamarani e aliscafi delle compagnie private avevano viaggiato regolarmente. I misteri del mare.


Incredibile degrado 6 in via San Francesco: Aria di Capri erbacce e rovi dappertutto

Vergogna in via San Francesco, poco più su dell’istituto alberghiero. Sterpaglie, erbacce e muschio lungo le rampe, sembra la savana. Il pericolo di scivolare e cadere rovinosamente è dietro l’angolo. L’amministrazione comunale ha completamente abbandonato il territorio. Eppure via San Francesco non è una strada di periferia, è una strada percorsa ogni giorno da centinaia di persone, sia capresi che turisti, essendo una diretta via di collegamento pedonale tra il porto e il centro. Cosa si aspetta ad intervenire per ridare decoro a questa strada?

Tende stracciate e pensiline arrugginite

Tende stracciate o arrotolate alla men peggio, pensiline parapioggia scoperte e pali arrugginiti: succede sul porto di Capri. L’immagine pubblicata sotto, scattata nei giorni scorsi all’altezza del molo di attracco 11, fotografa senza equivoci la realtà. Il biglietto da visita dell’isola è, purtroppo, in condizioni indecorose. E’ possibile visualizzare l’intera galleria fotografica sul nostro sito internet www.caprinews.it


Pro Natura Isola di Capri: “Parliamo Aria di Capri di Villa Jovis”

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Nelle ultime settimane la stampa locale ha dato molto spazio alle condizioni attuali del sito archeologico di Villa Jovis: la lunga chiusura invernale, l'apertura prevista con un orario assai ridotto, la scarsa manutenzione. Si sono levate molte voci, di capresi e non, in un generale e giustificato moto di indignazione.

Il declino del sito ed il suo degrado hanno avuto inizio una ventina di anni fa, forse più, come sanno bene gli abitanti della contrada di Tiberio, legati alla Villa da un legame forte e antico (la Chiesa di S. Maria, la festa, le tradizioni legate al succedersi delle stagioni), e come sanno bene tutti gli amanti di Capri e della sua storia che vi si sono recati in questi anni.

E' proprio dalle esortazioni di tanti semplici cittadini (perché non fate qualcosa!) che è nata, nel 2007, la nostra associazione, con l'adesione alla Federazione Nazionale Pro Natura e la possibilità di interloquire attraverso di essa con la Soprintendenza, che ben consapevole della situazione ci ha consentito di operare, con la Guardia Forestale, con i Vigili del Fuoco, con le Pubbliche Amministrazioni.

Ci è stato subito ben chiaro che per noi i modi di poter contribuire al recupero ed alla valorizzazione del sito erano sostanzialmente due: il primo, sul piano pratico, era quello di liberare i percorsi dalla vegetazione che impediva materialmente il cammino (ogni altro intervento, ad esempio sulle mura, resta ovviamente di competenza della Soprintendenza e dei suoi specialisti); il secondo, di grande importanza, era, sul piano diciamo così cultura-

le, quello di tenere viva l'attenzione, oltre che presso gli enti, presso i capresi e presso i frequentatori di Capri che rischiavano di dimenticare il ruolo di Villa Jovis nella nostra storia passata e nel nostro presente turistico e culturale. A questo scopo gli eventi estivi che hanno portato sul sito centinaia di persone utilizzando un mix di conferenza, di illustrazione e di intrattenimento che ha riscosso molto successo; a questo scopo la recente pubblicazione che parla della Villa, che ha curato per noi il dott. Giuseppe Aprea al quale restiamo per sempre grati, della quale ci siamo ripromessi, trovate le risorse economiche, di

portare una copia in ogni casa dell'isola.

Per entrambe queste attività abbiamo trovato ampia disponibilità e collaborazione: presso la Soprintendenza, dapprima nella dott.ssa Valeria Sampaolo e successivamente nell'arch. Amodio Marzocchella; presso l'Azienda di Soggiorno (l'avv. Luigi Raia ci ha consentito, con un contributo economico, di acquistare le prime attrezzature per disboscare); presso la Provincia (la prof.ssa Antonella Basilico Pisaturo ci ha finanziato le attrezzature multimediali con le quali abbiamo allestito un locale di Casa Carmelina dove i nostri giovani archeologi hanno illustrato le caratteristi-

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che della Villa durante le visite guidate settimanali da noi organizzate); presso il CSV di Napoli, che ha gestito il finanziamento che abbiamo utilizzato per le nostre attività, unito a, naturalmente, tanta parte del nostro tempo.

Oggi, nel vedere tanta attenzione da parte di tante persone attorno alla Villa Jovis, la nostra soddisfazione è grande: si sta forse mettendo in moto quel meccanismo virtuoso nel quale speriamo da anni? Di ciò vogliamo ringraziare gli albergatori e gli imprenditori che si sono mossi, portando sul problema il peso del ruolo civile e sociale che ricoprono nella nostra comunità; li ringraziamo anche a nome degli abitanti di Tiberio e di tutti quei capresi sensibili al problema che ci hanno seguito ed aiutato fino ad oggi; anche a nome di tutti coloro che vengono a darci volentieri una mano nei nostri abituali interventi (condizioni meteorologiche permettendo) della domenica mattina. Lasciateci pensare, con un po' di soddisfazione, che quello che viene oggi definito lo stato di degrado delle mura non si sarebbe neanche potuto vedere se non le avessimo liberate dalla vegetazione spontanea che letteralmente le nascondeva alla vista.

Il problema del recupero e della valorizzazione di Villa Jovis è aggravato dalla scarsa disponibilità di risorse economiche da parte degli enti pubblici; oggi è davvero il momento dell'orgoglio, del coraggio e della creatività come ha indicato il Presidente degli Albergatori Sergio Gargiulo. Il nostro modesto apporto resta disponibile, come sempre.

Pro Natura Isola di Capri


10 Villa Castiglione in vendita anche attraverso Cronaca Sotheby’s: 35 milioni di euro

Villa Castiglione di Capri è in vendita a 35 milioni di euro su Sotheby's. Lo spettacolare complesso che domina l'isola è da pochi giorni comparso tra le offerte del gruppo internazionale Sotheby's, la celebre casa di aste che conta una divisione ad hoc sulle proprietà di pregio (la Sotheby's International Reality). E quella di Capri è una perla quanto mai rara, visto che le sue origini risalgono all'Antica Roma: era probabilmente una delle ville dell'imperatore Tiberio. Poi ha attraversato i secoli e buona parte della struttura attuale risale alla fase turbolenta del Medio Evo. Oggi il Castello (o Castiglione) si presenta come una rocca medievale con un panorama mozzafiato: una vista a 360 gradi dalla cima dell'isola, circondata da mura ricoperte di rampicanti, una piscina panoramica con vista sui Faraglioni e un giardino, che sarebbe meglio definire parco visto che è di 4 ettari. L'immobile è ad uso abitativo privato e dispone di 5 stanze da letto, tra cui una suite padronale (più due camere per il personale) un soggiorno di 200 metri quadrati, un'ampia cucina per una superficie interna totale di 1.000 metri quadrati. "Abbiamo pubblicato l'annuncio da pochi giorni", spiegano dalla sede romana di Sotheby's, che cura questa proposta. "Abbiamo inviato il materiale ai nostri 500 uffici nel mondo e abbiamo già ricevuto richieste di informazioni supplementari da Mosca, Stati Uniti e dalla Costa

Azzurra". Il gruppo mantiene il riserbo sull'attuale proprietà del castello, che viene catalogato come "villa monofamiliare". Intanto l'offerta, corredata con diverse immagini, è rapidamente finita in una sezione sugli immobili di pregio del portale internet del Wall Street Journal, quotidiano su cui Sotheby's tiene peraltro una inserzione fissa sulle sue offerte. Normalmente coloro che si interessano a questo tipo di proprietà sono persone facoltose che intendono farne un uso privato, spiegano ancora dalla sede romana della casa d'aste. Come del resto è accaduto esattamente un anno fa con un'altra "villa" a Sorrento, anche più grande del castello di Capri che alla fine è stata acquistata da clienti russi. Il prezzo proposto, 35 milioni di euro, viene quantificato anche in dollari: 44,717.

Da un caprese all’estero le idee per un nuovo sviluppo dell’isola

Tanti di noi, capresi all`estero, avendo la possibilita di tornare per lo meno una volta all`anno nell`isola natia, e quindi vedendo le difficoltá economiche di tanti italiani, ci riteniamo fortunati. Al di fuori di Capri, oltre le esperienze acquisite nella nazione dove da anni si presta servizio, non manca di visitare altri posti nel mondo e farsi una base di esperienza di vita e cultura estera. A volte non manca di incontrare, in questi posti, strutture organizzate per visite turistiche molto diciamo a buon mercato. Ma che le amministrazioni locali sfruttano turisticamente. Come ad esempio in un’isola dei Caraibi la cosiddetta “Scogliera del diavolo”, composta da scogli appuntiti che da noi ce ne sono in abbondanza verso Orrico o dal lato di Marina Piccola. Sono sorti poi posti da visitare per pellegrinaggi religiosi come da P. Pio o Medjugorje. Noi a Capri abbiamo un tesoro da sfruttare che é la villa

imperiale di Tiberio con tutti i suoi derivati storici e religiosi dove tutta la storia del cristianesimo era dettata da Capri. E cosa facciamo? La facciamo morire senza perdono. I capresi dovvrebbero fare una rivoluzione alla francese e prendere in mano il loro Destino ed il loro futuro (se ne sono capaci). Ma vi renbete conto su che tesoro siamo seduti? I tempi in cui i miliardari portavano soldi a Capri o in cui si poteva costruire case e poi condonarle e venderle con guadagni milionari sono finiti. La popolazione cresce e ci vogliono altre iniziative. Una di questesarebbe di impiantare una seggiovia o funivia che dalla casa del vescovo nella svolta di Marina Grande, ora una discarica, porterebbe turisti e altri via il costone di Tiberio fino alla villa imperiale. Un pacchetto azionario potrebbe curarsi del costo tanto le banche non danno interessi. Ma perché solo la Gracy Fields a Marina Piccola o l´imprenditore della seggiovia o Axel Muntre o Mc. Govern, e non una volta i capresi che si sveglino e dicano: “ora facciamo qualche cosa noi”. Proprio in quel tempo storico pasquale quando l´isola ha bisogno di turisti ed il mondo di simboli cristiani Capri dovrebbe dare il suo contributo. Che cosa ha Medjugorje dove un intero paese vive col turismo che Capri non ha? Perche i nostri fiduciari comunali sono così ottusi da non riconoscere le possibilitá? Se la gioventú si svegliasse vedrebbe quanti cadaveri passeggiano nelle amministrazioni comunali con il loro pane assicurato senza bisogno di emigrare. La mia visione di sviluppo nell´isola per dare un futuro ai giovani è: un porto a Orrico o Mesola; pannelli solari nella valletta di Cetrella e energia eolica in concomitanza con gli amici di Cetrella; una funivia o seggiovia per monte Tiberio; un processo di avvicinamento per un’unica amministrazione per tutta l´isola in modo di evitare doppie spese e senza grilli in testa. L.D. (Un caprese all’estero)


11 A Capri le reliquie di Santa Bernadette, Cronaca parrocchia e Unitalsi in festa

Sono giunte a Capri il lunedì di Pasquetta, per rimanervi fino al pomeriggio successivo, le reliquie di santa Bernadette Soubirous. Un momento storico di gioia per l'Unitalsi isola di Capri e per la parrocchia di Capri, che lo hanno fortemente voluto. L'arrivo

della teca con le reliquie contenenti un frammento di fegato della santa di Lourdes nel porto di Marina Grande a bordo della nave Caremar "Isola di Capri" è stato accolto dal saluto delle autorità e dei fedeli. Le reliquie sono state poi trasferite in processione nella chiesa di Santo Stefano. Il giorno seguente la ripartenza alla volta di Castellammare di Stabia. Santa Bernadetta Soubirous, al secolo Marie-Bernarde Soubirous in francese od il suo vero nome Maria Bernarda Sobiròs in occitano (Lourdes, 7 gennaio 1844 -- Nevers, 16 aprile 1879), è stata una religiosa e mistica francese. È conosciuta per le apparizioni mariane alle quali riferì di aver assistito in

una grotta del suo paese natale (Grotta di Massabielle). La visione dell'allora quattordicenne Bernadette di "signora vestita di bianco", divenuta nota poi come Nostra Signora di Lourdes, viene correlata a prodigi dichiarati non spiegabili scientificamente da una

Commissione medica appositamente istituita dall'amministrazione del Santuario. I sorprendenti accadimenti di cui fu protagonista in giovane età Bernadette hanno fatto di Lourdes uno dei principali luoghi di pellegrinaggio per chi professa la fede cattolica.

Abusi edilizi scoperti dai Carabinieri: sigilli e una denuncia

I Carabinieri della stazione di Capri, al comando del luogotenente Michele Sansonne, nell’ambito dei servizi predisposti per il contrasto al fenomeno dell’abusivismo edilizio, hanno denunciato in stato di libertà una donna 70enne del posto, proprietaria di un’abitazione nella zona del Castiglione. I militari, infatti, al termine del sopralluogo presso la proprietà della donna, hanno rilevato la realizzazione abusiva, in area sottoposta a vincolo ambientale e paesaggistico, di un ampliamento della preesistente abitazione di circa 200 mq di superfici interne, costituite da 5 vani, cucina e servizi, e altri 200 mq circa di superfici esterne, costituite da viali in cemento, una serra in legno adibita a solarium e munita di vasca/piscina esterna di circa 4 mq ed altri due manufatti in legno, il tutto in assenza di alcun titolo autorizzativo. Le opere abusive, il cui valore commerciale secondo i Carabinieri è stimato in circa un milione di euro, sono state sottoposte a sequestro. Un’informativa dettagliata è stata trasmessa alla Procura di Napoli.

Sicurezza nelle operazioni di imbarco e sbarco: via le passerelle ripide

Stop a passerelle pendenti e scivolose sul porto dell'isola. Un’ordinanza della Capitaneria di Porto di Capri disciplinerà le operazioni di imbarco e di sbarco dei passeggeri nel molo commerciale in modo da garantire massima sicurezza durante le operazioni portuali. E’ entrata in vigore nei giorni scorsi, infatti, l’ordinanza numero 4 firmata dal tenente di vascello Alessandro Sarro, comandante dell’Ufficio circondariale marittimo (Circomare) di Capri, contenente le norme per disciplinare l’utilizzo delle passerelle impiegate lungo la banchina principale del porto commerciale in occasione delle operazioni di imbarco/sbarco passeggeri delle unità navali di linea che ormeggiano “affiancate” tra i moli 8 e 13. In occasione dell’accosto delle unità navali, il personale della società di navigazione è tenuto ad una serie di accorgimenti e verifiche, valutando - si legge nell’ordinanza - “l’adeguatezza della passerella presente in banchina per garantire, anche in termini di pendenza, l’agevole transito dei passeggeri”. In caso di valutazione negativa, se quindi la passerella è troppo pendente, il comandante dell’unità dovrà procedere all’ormeggio di punta utilizzando le passerelle di bordo e adottando tutte le precauzioni di sicurezza. L’ordinanza giunge al termine di una serie di valutazioni emerse nel corso di incontri con le compagnie di navigazione promossi dal comandante del porto. Era stato Sergio Gargiulo, presidente di Federalberghi isola di Capri, a protestare nelle scorse settimane perché le passerelle erano, a suo dire, eccessivamente ripide. Soddisfazione è stata espressa ora da Gargiulo “per la sensibilità dimostrata”. L’ordinanza della Capitaneria, tra le varie cose, impone alle società di navigazione e ai comandi di bordo di “adottare ogni misura ritenuta idonea per garantire la massima sicurezza prima e durante l’imbarco, dopo e durante lo sbarco”.


Il racconto di Maria Astarita: Eventi a Capri Casalinga ideale

Di sicuro non è l’eterea creatura bionda tutta fascino e poesia, cantata da poeti romantici, è qualcosa di più tangibile, coi piedi ben fissi per terra, è colei che racchiude in sè tutte le virtù ideali di un essere nato per fare la felicità della propria famiglia. In primis curata nell’aspetto dalla cima dei capelli fin all’unghia dell’ultimo dito del piede (onde sottrarsi a rimproveri di prole e marito), possedere femminilità e dolcezza,essere accondiscendente nella giusta misura, dipanare la matassa in vista di litigi interfamiliari, asciugare fiumi di lacrime, indulgere nel perdonare difetti e mancanze, avere doti di indovina pevenendo le esigenze dei suoi cari . Se questo non bastasse , non dispiacerebbero una buona dose di forza e coraggio nei momenti più difficili, un’educazione energica e severa ma anche tenera e amorevole per i figli: moglie fedele attenta agli umori dell’uomo di casa di cui sarà anche amica e sorella, custode di segreti di fronte a curiosità pettegole e nemiche volte a violare la fortezza del nucleo degli affetti. Attendere ‘poi, con scrupolo e spirito di sacrificio al ruolo di primaria importanza :la maternità in questo caso, essere onnipresente 24 ore su 24. Praticamente, quasi un miracolo che si rinnova quotidianamente. Se possibile, alla nostra casalinga ideale viene richiesto il dono dell’ubiquità : essere puntale nell’accompagnare i bambini a scuola e tra un richiamo della maestra e un capriccio del pargolo recalcitrante, affrontare e pensare alla lista della spesa. prestare massima attenzione in tal frangente nel rispettare le esigenze dietetiche dell’uno e l’altro componente dell’allegra brigata: alla celiachia dell’uno rispondono in coro trigliceridi e colesterolo del padrone di casa di cui, la nostra , conosce i valori e relative oscillazioni e allora, è una caccia spietata al le varie etichette su barattoli e confezio-

ni varie e guai a sgarrare, ne va della salute dei propri cari, il senso di colpa sarebbe inevitabile. Come si può constatare , se ci fosse un concorso in cui poter eleggere la casalinga ideale quest’ultima dovrebbe superare gli esami di cui sopra con annessi i mestieri di cuoca, sarta, lavandaia – stiratrice, infermiera, parrucchiera, amministratrice e, perchè no, tesi scritta sull’educazione dei bambini, dulcis in fundo, lavori generici , i più temibili, (contemplano lavandini da sturare, gocciolamenti di tubazioni, lavori elettrici, giardinaggio con annesso orto ecc ecc) . Non credo esista un uomo capace di far fronte a tante sfaccettature e tale prorompente personalità a meno che il poverino non faccia parecchi passi indietro, mantenendosi a debita distanza per non essere ,vieppiù sopraffatto da tanta energia. D’altra parte nessuno come lei, sa riempire i suoi spazi con una precisione svizzera, non un minuto d’indugio nell’oziare mentre fa una cosa sta già pensando alle altre da sbrigare. Una sorta di essere alieno, un robot indistruttibile che avanza forte del suo essere indispensabile alla comunità. E quanto lo sia , lo si può constatare quando il marito depresso e affranto la interpella riguardo il mal di testa ricorrente che lo tormenta da un pò di tempo, le spiega con diligenza e preoccupazione i sintomi certo di avere una misteriosa quanto grave malattia, si rivolge a lei con cieca fiducia ‘’ mamma mia non mi sento bene, chissà che è ‘sto mal di testa’’ ,sentendosi già alle porte dell’aldilà. E’ in questo momento che interviene l’angelo del focolare a rassicurare il rappresentante del sesso forte sbiancato in volto e porgere il medicamento adatto al malato immaginario sull’orlo di una crisi di nervi. Ormai è diventata una provetta infermiera visto che ha affrontato stoicamente, senza mai lamentarsi, notti insonni a curare, ton-

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silliti, morbilli e varicelle varie nessuno come lei sa far scendere la temperatura di febbri da cavallo coi salutari rimedi della nonna che tiene appuntati e custoditi gelosamente nella preziosa agendina di pronto soccorso: nel caso servisse (corna facendo) si destreggia con disinvoltura tra alcool, siringhe e fiale Oculata ed attenta all’economia domestica, se fosse per lei parrucchieri, manicure e pasticcieri non avrebbero ragione di esistere. La sera, tra l’indifferenziata e l’organica chiederà che qualcuno porti fuori la spazzatura, come al solito, non ricevendo risposta , toccherà ancora a lei, andrà a letto per ultima controllato il gas, spente le luci , poi crollerà sull’ultimo bigodino tra sbadigli e ripensamenti... P.S.: “Senza nulla a pretendere’’. Maria Astarita ###

COMUNICATO ASCOM ANACAPRI Domenica 7 Aprile 2013, presso il chiostro di San Michele in piazza San Nicola in Anacapri, dalle ore 17.30 alle ore 19.30 si terranno le elezioni per il rinnovo del Consiglio Direttivo della nostra Associazione che resterà in carica per il quinquennio 2013 -2017. Vi attendiamo numerosi. Il presidente Gelsomina Maresca


13 Torna “’n Paraviso pe’ scagno!”, la commedia Eventi a Capri musicale di “Fuori Onda”

Dopo il debutto dello scorso 19 marzo che ha incontrato il favore del pubblico, il Laboratorio Creativo "Fuori Onda" presenta a gentile richiesta mercoledì 10 aprile alle ore 19.00 al Teatro Paradiso di Anacapri la replica della commedia musicale "'n Paraviso pe' scagno!", scritta, diretta e interpretata dai membri dell'Associazione stessa e patrocinata dal Comune di Anacapri. La sfida millenaria tra le Schiere Celesti e i Caduti non è mai stata così divertente! Bugie e tradimenti del disonesto e furbo Michele, la storia d'amore impossibile tra il diavolo Asmodeo e l'angelo Eleonora, un Dante Alighieri hi-tech e altri personaggi da sogno fanno da corollario al concerto che Paradiso e Inferno vogliono organizzare come armistizio. L'esordio è stato il coronamento di oltre due mesi di prove, un momento che resterà indelebile nei ricordi dei ragazzi di Fuori Onda, accomunati dalla passione per il teatro e dalla soddisfazione di aver creato qualcosa da soli, partendo praticamente da zero. E così sarà nelle intenzioni dell'associazione anche per gli spettacoli futuri, già in fase di scrittura. Se dunque vi siete persi la prima di "'n Paraviso pe' scagno!", non mancate alla replica del 10 aprile: sarebbe un vero Peccato! (Ingresso libero)

Podismo: Soverini e Paone alla Stramilano

La mezza maratona, o demì marathon o semi marathon o maratonina… comunque la si chiami è la gara che sta conquistando il cuore dei podisti di tutto il mondo. Domenica 24 marzo 2013 si è svolta la 42esima edizione della “Stramilano” gara internazionale sulla distanza dei 21.097 Km. Al via sotto una pioggia battente circa 6.000 atleti e tra questi 2 atleti capresi: Mariano Paone e Marco Soverini, tesserati per la Napoli Sport Events, che pro-

prio in questa occasione hanno inaugurato la nuova divisa della squadra. Gli atleti capresi si sono ben comportati. Paone ha terminato la sua prova in 1.24’.04” alla media di 3’.59” al Km classificandosi 287° assoluto e 88° di categoria. Egli era reduce di un’altra ottima prestazione, quasi identica, realizzata alla Roma-Ostia svoltasi il marzo scorso, sempre sulla medesima distanza corsa in 1.24’.03” (un solo secondo di differenza). In entrambe le prove Paone voleva migliorare il suo personale di 1.23’.41” realizzato nel 2012 nella mezza maratona di Padula, di sicuro ci

riuscirà in un prossimo futuro. Ritornando alla “Stramilano”, l’altro atleta in gara era Marco Soverini, il più giovane della squadra e futura speranza isolana. Marco nonostante un calo nel finale ha ottenuto un ottimo 1.26’.16”, classificandosi al 382° posto assoluto e 43° di categoria. Per la cronaca la gara è stata vinta in campo maschile dal Keniano Kiprop Limo, e in quello femminile dalla connazionale Nejeri Kahenya. Aprile e maggio si prospettano per i podisti capresi mesi intensi di gare e di soddisfazioni.


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Cultura

A cura dell’Associazione di varia umanità

Nell’isola di Capri due stradine sono dedicate ad Amedeo Maiuri, del quale ricorre il cinquantesimo anniversario della morte terrena, avvenuta a Napoli nella domenica delle palme del 7 aprile 1963. Una stradina è quella che conduce a Villa Jovis a Capri; l’altra è quella che conduce alla Torre di Damecuta ad Anacapri. Amedeo Maiuri iniziò nel 1932 lo scavo di Villa Jovis, da dove per dieci anni Tiberio aveva governato il vasto impero di Roma. Tra sterri e restauri impiegò varie campagne di lavoro fino al 1935. Nella sua non breve attività di archeologo militante compì molti e prestigiosi scavi, ma considerò quello di Villa Jovis “forse lo scavo più inebriante” che avesse fatto. Dopo aver completato questo scavo, nel 1937, iniziò quello della villa estiva di Tiberio a Damecuta, nella quale, nel XII secolo, era stata costruita una torre di vedetta. Interrotto e ripreso in vari periodi, lo scavo durò fino al 1948. Era stato possibile perché Axel Munthe, donando allo Stato italiano la Torre e l’attiguo terreno di sua proprietà, aveva dato l’opportunità di esplorare e sistemare il quartiere più importante della villa imperiale. Amedeo Maiuri è legato all’isola di Capri non solo per questi due prestigiosi scavi, che sono di grande valore culturale e di richiamo turistico, ma anche per i libri, i saggi e gli articoli che le dedicò, e per la casetta che si costruì ad Anacapri. I libri sono tre: “Capri – Storia e monumenti”, “Breviario di Capri”, “Lettere di Tiberio da Capri”. Saggi ed articoli si trovano in opere come “Saggi di varia antichità”, “Taccuino napoletano”, “Dall’Egeo al Tirreno”, “Epicedio napoletano”. Quando, a due anni dalla sua scomparsa, l’Amministrazione comunale di Anacapri, presieduta dal sindaco Tommaso De Tommaso, volle dedicargli la stradina che conduce alla Torre di Damecuta, Enzo Fiore,

Ricordo di Amedeo 15 Maiuri, un grandissimo archeologo e scrittore presidente dell’Ente Provinciale del Turismo di Napoli, che era stato presieduto anche dallo stesso Amedeo Maiuri, disse che egli non era stato solo un “archeologo appassionatissimo dall’intuito quanto mai geniale”, né solo un “impareggiabile scrittore singolarmente efficace”, ma aveva compreso tra i primi l’efficacia delle “public relations”. Aggiunse che aveva intuito la somma importanza che la ricchezza archeologica non rimanesse “patrimonio inerte e infruttifero” di una schiera sia pur eletta di studiosi, ma fosse offerta al pubblico, “con un continuo ed interessante colloquio”. Quello che egli attuò non solo con libri ma anche con articoli, pubblicati su quotidiani come “Il Mattino” ed il “Corriere della sera”. Enzo Fiore aggiunse inoltre che, con quanto aveva scritto e pubblicato su Capri, Amedeo Maiuri aveva sollevato “una nuova ondata di interesse” per l’isola. Qui non è possibile soffermarsi nemmeno brevemente su i suoi scritti capresi, ma dire soltanto che questi comprendono alcune tra le sue pagine più belle, più alte e più profonde. Ciò anche perché. scrivendo su Capri, se da un lato, come dice nella dedica al lettore del “Breviario di Capri”, si era lasciato talvolta “prendere la mano del desiderio di vagabondare con il suo spirito tra i fantasmi del passato e non soltanto del passato”, dall’altro, come raramente gli era avvenuto, talvolta aveva parlato anche di sé e rivelato schiettamente quel che aveva nella mente e nell’animo. È il caso di alcune struggenti pagine che si trovano in “Taccuino napoletano” e dell’articolo “Morte del carrubo”, pubblicato su “Il Mattino”, incluso poi in “Epicedio napoletano”. È quasi come un presagio della sua morte, così come presagio di quella di Tiberio era stato il crollo del Faro, situato nei pressi di Villa Jovis. Con i pochi risparmi di lavoratore della penna, Amedeo Maiuri aveva acquistato ad Anacapri un poderetto con ulivi e qualche filare di viti, situato nei pressi del Mulino a vento. E qui, nel tempo d’inizio dello scavo di Damecuta, mastro Pasquale Coppola, “maestro nell’arte di ispessire i muri delle cisterne, di riquadrare gli angoli, di tagliare pietre e rimboccare la calce, di spiccare bene il nascimento delle volte e di modellare con l’occhio

e con la mano, più che con il sesto e il compasso, l’armoniosa curva d’una volta “a gaveta” o d’un “astrico a cielo””, gli costruì la sua casetta. La chiamò “L’Olivella”. Qui, in incantevoli giorni d’estate o stando vicino al camino in fredde serate d’inverno, ripensò al vivere degli antichi ed a quello dei contemporanei, al vivere che aveva vissuto ed a quello che stava vivendo, accrescendo sempre più la sua saggezza, ed indicando la strada che porta a questa ai sempre più rari uomini di buona volontà. Raffaele Vacca L’INFORMATORE POPOLARE Periodico d’informazione politica, cronaca, cultura e sport dell’isola di Capri Direttore: Manfredi Pagano Società editrice TPS S.R.L. Reg. Tribunale di Napoli Nr 5283 del 18/02/2002

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