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NOVEMBRE 2014

LO SCHIAFFO DI MATERA

Francesco Specchio

F

ino ad alcune decine di anni fa questa città lucana era ancora poco conosciuta. Non me ne vogliano i cari amici della Basilicata se definisco questa città “lucana per errore”, considerata la continuità culturale, artistica, paesaggistica, dialettale che questa condivide con la confinante Puglia e considerato il fatto che fino al 1663 il suo territorio era parte della Terra d'Otranto, poi passato al Giustizierato di Basilicata, su decisione dei viceré napoletani. Sta di fatto che ciò per il quale questa città oggi vive, fino a pochi decenni fa era il simbolo della fatiscenza e del degrado, una delle vergogne d'Italia da cancellare. Poi, ci fu una svegliata, una presa di coscienza e d'identità della popolazione. Pasolini provò a darne visibilità nel 1964, girando il “Vangelo secondo Matteo”. Ma il fenomeno socio-culturale di rivalsa fu talmente virtuoso, da riuscire in seguito a candidare e a vincere nel 1996 il prestigioso riconoscimento UNESCO. Qualche anno più tardi arrivò Mel Gibson e il risalto fu mondiale. Forse affascinato dai siti rupestri, magari basandosi sul precedente lavoro pasoliniano, il regista statunitense girò un "quasi-colossal" proprio per le strade di quelle che, fino a poco tempo prima, erano una delle immagini del degrado italiano. Da quel momento in poi, è stato il boom! Tu-

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risti da ogni dove, visibilità, produzione continua e costante di eventi culturali, affermazione di un brand locale e crescente prestigio. Tutto questo lavoro, all'insegna della promozione turistica e culturale del territorio (e nonostante la mancanza di uno scalo Trenitalia) ha permesso oggi a Matera di diventare Capitale europea della Cultura nel 2019, insieme alla bulgara Plovdiv. Programmazione, fare sistema, professionalità, ambizione, ma anche molta umiltà. Matera è un esempio di come le sfide vanno assunte ed affrontate con coraggio, ma anche con preparazione e piedi per terra (possibilmente senza montarsi la testa). Ponendo una riflessione, Matera deve essere un esempio che Canosa deve seguire, cioè l'esempio lo deve seguire una città che dorme, una città dove non bastano 10 caffè e 50 scuotimenti, per capire che può lanciarsi in avventure dalle quali, forse non si uscirà vincitori, ma almeno protagonisti, almeno si avrà la possibilità di dire la propria, almeno si avrà quella visibilità su palcoscenici ampi. Loro hanno i sassi, noi abbiamo gli ipogei che non sono da meno, anzi! Matera è una città delle più antiche al mondo, il proprio territorio è abitato da circa 10000 anni a questa parte, noi forse non siamo così antichi; ma se ci fossilizziamo sul discorso “io sono più longevo di te”, non ne usciremmo

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