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il REfUS Primo piano Passaggio di testimone alla Presidenza

Periodico trimestrale di informazione e dibattito aziendale a diffusione interna

In nova zi one

FOCUS Premio Camst 2018: parole che creano futuro

QUESTA Ăˆ CAMST Inaugurata la Cuce di Sesto Fiorentino

3/4 NOI DI CAMST Natale 2018: auguri col Crimino


Editoriale

Questo è un numero che condensa molti eventi importanti per la nostra azienda.

In nova zi one

Il nuovo piano strategico, appena presentato, guiderà i prossimi tre anni, confermando gli investimenti sulle tre direttrici fondamentali; la ristorazione collettiva, l’internazionalizzazione e il facility management. Oltre agli ambiziosi obiettivi economici, vorrei citare un passaggio della nuova mission che rappresenta anche il mio pensiero: La passione delle nostre persone è il cuore, l’energia e il motore che partendo dalla tradizione italia-

La copertina illustrata di questo numero è dedicata al Piano Strategico che ci guiderà per il prossimo triennio

na dal 1945 ci spinge ogni giorno a fare meglio. Proteggiamo e valorizziamo le comunità ed il territorio in cui operiamo, facendo in modo che ogni nostra azione abbia un impatto positivo sulla società e sull’ambiente. Credo che queste parole possano rappresentare la direzione a cui tendere, pensando al nostro capitale umano come parte fondamentale della Camst. Con questo editoriale mi congedo da voi soci che siete l’anima della cooperativa. Mi auguro che l’azienda possa continuare a dare buoni frutti, e sono certa che lo farà,

REDAZIONE Paola Bertocchi Valeria Cardone Ilaria Cuseo Rocco Di Pretoro Mattia Grillini Maria Pia Lambro Antonella Pasquariello Filippo Pattarozzi

soprattutto grazie al vostro impegno quotidiano.

Direttore Responsabile Ivano Minarelli

Auguro a tutti voi buone feste e un felice anno nuovo.

Hanno collaborato a questo numero: Paola Bardelli, Valentina Bettini, Marcella Bondoni. Fabrizio Cheula, Maria Teresa Dalla Pozza, Jennifer Lobina, Vittoria Mazzilli, Loredana Oviszach

Antonella Pasquariello @presidentecamst

www.soci.camst.it soci@camst.it Progetto grafico: LDB Advertising Impaginazione: Filippo Pattarozzi Stampa: Lito Group

PERIODICO TRIMESTRALE DI INFORMAZIONE E DIBATTITO AZIENDALE A DIFFUSIONE INTERNA Via Tosarelli 318, Villanova di Castenaso (Bologna) Spediazione in abbonamento postale 70% Filiale-Bo


PRIMO PIANO

Dicembre 2018 2

Mille volte Grazie

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Nuova Presidenza da gennaio 2019 Francesco Malaguti 11° Presidente Camst Un caro saluto ad Antonella

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QUESTA È CAMST Inaugurato il centro di cottura di Sesto Fiorentino Un’acquisizione eccellente per l’area Lombardia E’ tutta Camst la ristorazione scolastica a Bologna Il duro lavoro per la qualità La mensa che vorremmo: report 2018 di Save the Children Camst International parla spagnolo Dettagli: il nuovo nome dell’eccellenza Paladozza e Pala Alpitour Laboratori di Cooperazione Camst al Forum pulire 2018 Continua il processo di integrazione Camst e Gesin Notizie in breve

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MONDO COOP

Essere cooperatori oggi: una visita al Centro documentazione delle Coop

PUNTO DONNE A Bologna un luogo di ascolto per uomini che usano violenza sulle donne

NOI DI CAMST

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Premio Camst 2018: parole che creano futuro

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36 36

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Premio Camst, tra passato e futuro Natale 2018: “Dolce soccorso”

VANTAGGI Solo per noi Un grazie dal profumo inconfondibile ai Soci prestatori

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TEMPO LIBERO Genova e le Cinque Terre A spasso per Torino e dintorni La Mantova dei Gonzaga Potere alle donne

Race for the cure: di corsa contro i tumori al seno

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FOCUS

03/04

il REfUS

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TRAGUARDI

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SOLIDARIETA’

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Mille volte Grazie

Passaggio di testimone alla Presidenza. Antonella Pasquariello termina il mandato il 31 dicembre 2018

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PRIMO PIANO

L’ispirazione più grande siete stati voi, le persone che lavorano in Camst di Antonella Pasquariello Quando sono entrata la prima volta in Camst nel 1981 gli uffici erano in via Indipendenza e c’erano circa 900 dipendenti. Oggi l’azienda si è completamente trasformata, ma rimane una grande impresa cooperativa che riesce a stare sul mercato con etica e attenzione alle persone, guardando al domani in un’ottica di sostenibilità. Oggi è il momento dei saluti, si conclude il 31 dicembre 2018 infatti il mio mandato di Presidente. Coraggio, equità e responsabilità hanno guidato il mio percorso professionale. Il coraggio di prendere alcune strade piuttosto che altre, e di impostare alcune politiche sulla parità di genere per esempio, che consentissero uguali opportunità di crescita professionale a donne e uomini, ma anche di creare occasioni per mostrare i propri talenti, e renderli utili e in linea con gli obiettivi aziendali. La responsabilità ci regala il potere di scegliere, ci permette di influenzare un processo, ci dà il coraggio di cambiarlo, e di intraprendere una strada piuttosto che un’altra. La responsabilità è una dimensione a cui tengo molto, perché non è solo individuale. In questi ultimi anni abbiamo investito molto sui temi di responsabilità sociale. Per noi significa essere percepiti come un gruppo che sa ascoltare e soddisfare i bisogni di tutti: lavoratori e consumatori, tendendo una mano a coloro che scelgono un marchio anche in relazione alla capacità di prestare attenzione non soltanto

alle esigenze del singolo ma di un’intera comunità. Il principio di Equità ha sempre influenzato il mio lavoro, e in questo senso abbiamo inaugurato diversi progetti, e il più importante è quello di aiutare le categorie più deboli dei nostri lavoratori, persone che grazie al sostegno al reddito possono accedere a una somma da destinare per le loro spese, dalle alimentari a quelle scolastiche. Se coraggio, responsabilità ed equità hanno guidato le mie scelte ci sono anche molte persone che mi hanno ispirato, potrei citare nomi conosciuti ai più, grandi uomini e donne, ma forse l’ispirazione più grande l’ho trovata in voi, nelle persone che lavorano in Camst. E soprattutto nei piccoli gesti che ho notato. Dietro un bancone, in una mensa, seduti a una scrivania, sì perché siamo una realtà molto grande e complessa, e mi piacerebbe ringraziarvi uno ad uno, perché da voi ho imparato tanto. Quando ho notato attenzione alle cose fatte bene, all’ascolto, alla collaborazione, alla soddisfazione del cliente. Grazie. È davvero il momento di ringraziare tutti, perché ho ricevuto molto di più di quello che ho dato sia professionalmente che personalmente. Sono contenta oggi di passare il testimone a Francesco Malaguti in un momento storico complesso che però ci restituisce la fotografia di un’azienda solida che ha saputo interpretare il cambiamento, compiendo innovazioni importanti sia di prodotto che di mercato.

A voi, a noi, Donne Sin da piccola ho nutrito un profondo senso di giustizia e nella mia famiglia non mi è mai stato precluso niente per il fatto di essere donna. Anzi sono sempre stata incoraggiata a seguire le mie ambizioni. In questi anni ho maturato la consapevolezza che le donne siano necessarie con le loro qualità a rendere migliore l’attività di un’impresa. Per questo ho avviato progetti concreti per la realizzazione della parità di genere in azienda. Però questo non basta. E allora invoco il coraggio, il vostro, perché rappresenta un elemento fondamentale per guidare qualsiasi cambiamento. Invito tutte voi a non mollare. Non zittite la vostra voce. Andate avanti, prendetevi il giusto spazio e siate la versione migliore di voi stesse.

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PRIMO PIANO

Nuova Presidenza da gennaio 2019 Cooptata una consigliera per dare rappresentanza all’area Facilty di Ivano Minarelli

A fine anno termina il mandato alla carica di Presidente del consiglio di amministrazione di Camst per Antonella, al secolo Maria Antonietta Pasquariello. A partire dal primo gennaio 2019, le succede nella carica Francesco Malaguti, già noto ai più come Direttore degli Acquisti, che era entrato in Consiglio da poco meno di un anno in sostituzione di Ezio Gobbi, che lasciava la carica per aver raggiunto i requisiti per il pensionamento. Si tratta di una successione preparata con buon anticipo che permetterà un passaggio delle consegne ordinato e senza interruzioni per quanto riguarda gli adempimenti dell’organo amministrativo e la rappresentanza legale della cooperativa. Antonella era entrata in carica con il rinnovo del CdA del giugno 2013 succedendo a Paolo Genco e nel corso di questi sei anni al vertice istituzionale di Camst ha avuto modo di portare il suo contributo anche negli organismi del movimento cooperativo, essendo stata eletta alla carica di Vicepresidente di Legacoop Emilia Romagna. Nello stesso arco di tempo è entrata anche nel CdA del Gruppo Unipol e ne è stata eletta Vicepresidente. La decisione di lasciare la carica è maturata, oltre che per aver raggiunto il traguardo lavorativo della pensione, anche in un’ottica lungimirante che mira a dare alla presidenza un orizzonte temporale più lungo in un momento in cui Camst vive una fase importante del suo processo di crescita. A Francesco Malaguti, che si accinge al compito non banale di assicurare equilibrio e stabilità istituzionale alla nostra cooperativa, pur nel contesto di un ambiente economico e sociale in forte cambiamento, vanno i migliori auguri di buon lavoro da parte di tutto il Consiglio di Ammini4

Antonella Pasquariello e Francesco Malaguti al “Premio Camst 2018”

strazione, nel quale potrà esser certo di trovare sempre un valido supporto. Con l’uscita di Antonella si apre la possibilità di cooptare un nuovo consigliere, si tratta anche di un atto dovuto in quanto il funzionamento dell’organo amministrativo prevede la completa copertura delle cariche. Il criterio di rappresentanza delle varie anime territoriali di Camst che guida la composizione del consiglio porta naturalmente a scegliere un rappresentante dell’area Facility, la nuova realtà aziendale che è entrata a far parte del gruppo con la fusione della cooperativa Gesin operata nel 2017 e che ha necessità di trovare una piena integrazione con la cultura aziendale e il corpo sociale oltre che nei meccanismi operativi. E’ un ingresso che rafforza il Consiglio e il suo compito di sede di rappresentanza della variegata realtà sociale di Camst.

La decisione di lasciare la carica è maturata per dare al nuovo presidente un orizzonte temporale più lungo in questa importante fase del processo di crescita di Camst


Dunque, dal primo gennaio del nuovo anno sarà un consiglio di amministrazione con alcune novità importanti quello che si accinge ai sui ultimi mesi di mandato, che infatti scadrà per tutti a giugno 2019. Sarà in quella assemblea di bilancio che i soci saranno chiamati, come avviene ogni tre anni, a rinnovare le cariche con l’elezione dei propri rappresentanti. L’elezione del nuovo Consiglio sarà preparata, come vuole il regolamento elettorale approvato dall’assemblea dei soci, da una commissione elettorale appositamente nominata per espletare questo compito, che dovrà preparare la lista dei candidati interpellando i soci per la proposta delle candidature. Il 2019 sarà dunque un anno di cambiamenti per il vertice istituzionale di Camst che certamente andranno nella direzione di una sempre maggiore capacità di rappresentanza e, di concerto con la Direzione, di guida della cooperativa. Antonella Pasquariello al “Premio Camst 2018”

Alda Zambonini Alda Zambonini è nata a Parma il 28 novembre del 1975. Nel 2001 ha conseguito il Diploma di Laurea in Chimica presso l’Università degli studi della sua città. Durante gli studi effettua le prime esperienze lavorative; come analista microbiologico alla Plasmon, e in Barilla, in due diversi periodi, come analista organolettica e come addetta alle linee di produzione e confezionamento. Dopo la laurea lavora per un anno come consulente nel settore della certificazione di qualità ISO 9000. Il primo contatto con il settore della ristorazione lo ha nel 2004 con Sodexo per la quale si occupa di ristorazione scolastica. In seguito, dal 2008, allarga le sue competenze assumendo il coordinamento anche di attività soft services con la stessa Sodexo, presso lo stabilimento della Procter&Gamble a Gattatico.

Dal 2009 entra in Gesin con il ruolo di Site Manager per conto del Gruppo Zenit presso lo stabilimento Glaxo Smith Kline di San Polo di Torrile. Qui il suo compito è gestire i servizi soft service del Cliente, offrendo al facility manager di GSK un’unica interfaccia

organizzativa per tutte le problematiche di servizio connesse alle attività di ristorazione, pulizia e sanificazione delle aree di produzione e generali, manutenzione del verde, lavanolo, servizi generali e tecnici, locazioni ed altre attività di supporto ai servizi generali del Cliente. 5


Francesco Malaguti, undicesimo Presidente Camst A Francesco Malaguti che si accinge alla carica di Presidente Camst rivolgiamo alcune domande per conoscere meglio il suo punto di vista sul futuro prossimo che ci attende. Francesco, sei da oltre 10 anni nella nostra Cooperativa, hai ricoperto ruoli con responsabilità crescenti, come ti senti di fronte a questa nuova importante responsabilità? Sono felice e onorato che il Consiglio di Amministrazione abbia pensato a me per questo ruolo importantissimo, sono anche molto emozionato e conscio che mi servirà tempo per capire questo nuovo ruolo e agire al meglio in ogni situazione. Ci metterò il massimo impegno possibile, sapendo che non sono solo: vedo intorno a me tante persone coinvolte a fare il bene della Cooperativa mettendoci il massimo impegno. Dal primo giorno di lavoro in Camst, il 6 maggio 2008, ho sentito che questa impresa era diversa dalle altre in cui avevo lavorato e mi sono sentito apprezzato e valorizzato come persona dai colleghi che incontravo. Ho imparato, ogni giorno, da tutte le persone con cui ho lavorato. Come vedi il futuro di questa Cooperativa e come possiamo affrontare le nuove sfide? Sono una persona ottimista, ma allo stesso tempo realista. Sono analitico, mi piace studiare e capire come si muove il mercato. Camst ha valori positivi da esprimere come nessuno sul mercato. Lo scorso 15 novembre, nel corso dell’evento “Premio Camst. Parole che creano futuro” abbiamo presentato a clienti, fornitori, banche e istituzioni quelle che per noi sono i valori che meglio ci rappresentano e che guidano il nostro modo di operare sul mercato: sostenibilità, innovazione, contaminazione positiva e ispirazione. E’ possibile fare business in modo sostenibile, pensando alle persone e all’ambiente, innovando il mercato e ascoltando – soprattutto - i clienti e le loro esigenze. E’ possibile stare sul mercato lavorando insieme, contaminandoci positivamente, scambiandoci idee e progetti e traendo ispirazione da ogni persona interna o vicina a Camst che porti energia, idee e nuove soluzioni. Nel tuo ruolo di vice presidente di Camst International, come valuti l’attività di Camst all’estero? L’esperienza internazionale è molto interessante e proficua. Lavoriamo con 3 imprenditori intelligenti e capaci; stiamo lavorando in contesti culturalmente diversi da quelli a cui siamo abituati, ma ci intendiamo, discutiamo e ci scambiamo idee e opinioni su ogni aspetto. Siamo andati all’estero consapevoli di non dover insegnare nulla: è un vero scambio di esperienze e di idee, noi impariamo dai nostri colleghi spagnoli, danesi e tedeschi, e loro imparano da noi. Le marginalità in questi paesi sono superiori al mercato italiano. Questo è un bel segnale per i nostri soci, perché ci aiuta a sostenere il business italiano che in questi anni registra un calo dei margini dovuto ad una concorrenza molto aggressiva.

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Francesco Malaguti si è laureato in Economia e Commercio nel 1996, ha conseguito un Executive Master in Business Administration nel 2011. Nel 2008 è entrato in Camst come Buyer, nel 2010 diventa Responsabile Acquisti e l’anno seguente Responsabile Acquisti e Vendite del Centro Distributivo (Ce.Di.). Dal 2013 ricopre la carica di Direttore Acquisti e da inizio 2018 fa parte del Consiglio di amministrazione.


Un caro saluto ad Antonella e auguri di Buone Feste di Marco Minella

A partire dal primo giorno del nuovo anno Camst avrà un nuovo Presidente, il Dott. Francesco Malaguti, che succede ad Antonella Pasquariello che a sua volta lascia questo incarico difficile e impegnativo, ricoperto dal marzo 2013, a motivo del suo pensionamento. Ho lavorato con la Dott.sa Pasquariello per oltre trent’anni, mi sia quindi consentito di ringraziarla per il contributo da lei dato allo sviluppo di Camst e più in generale allo sviluppo del Movimento Cooperativo. Al nuovo Presidente toccherà l’onere e l’onore, di concerto con la Direzione, di guidare la rotta della politica aziendale e in questo compito una bussola preziosa gli potrà essere d’aiuto nel considerare l’andamento della cooperativa ed i risultati raggiunti negli anni passati, non si tratta di un semplice termometro da utilizzare alla bisogna ma di un concreto elemento di ricchezza utile per ulteriori sviluppi. Quindi, grazie ancora ad Antonella per quanto fatto e per quanto di positivo ci lascia. A fine anno è d’obbligo uno sguardo ai conti e sul significato da dare all’andamento del conto economico di Camst mi sono già soffermato in un precedente articolo apparso sul Refuso di giugno, mi è sufficiente qui ribadire che l’azienda ha spalle robuste, un’ottima situazione finanziaria ed un patrimonio netto che nessun’altra impresa di ristorazione italiana possiede. Questa ricchezza deve però essere accompagnata da adeguate strategie sul

Antonella Pasquariello e Marco Minella

futuro. C’è altresì un aspetto che mi piace sottolineare e che concerne il ruolo dei Dirigenti, dei Funzionari e dei Quadri, tenendo ben presente che Camst è soprattutto un’impresa cooperativa. Non dobbiamo stancarci mai dei nostri comportamenti e dei nostri rapporti interni ed esterni e della consapevolezza che essere cooperativa è una ricchezza che merita rispetto e che aiuta al raggiungimento dei risultati. L’impegno e l’umiltà debbono continuare ad essere un tratto importante del nostro essere cooperatori.

Al nuovo Presidente suggerisco di dedicare parte importante delle sue forze a migliorare il dialogo con i soci e a individuare il filo dell’efficacia gestionale, in stretta collaborazione con il gruppo dirigente. Avremo comunque molte occasioni per ribadire questi concetti. Nel frattempo mi sia consentito ringraziare il Consiglio di Amministrazione per il lavoro svolto con impegno e passione. A tutti i miei migliori auguri di Buone Feste. 7


FOCUS

Premio Camst 2018: parole che creano futuro

FOCUS

di Mattia Grillini

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FOCUS

Innovazione, Sostenibilità, Contaminazione e Ispirazione Oltre 500 persone, tra clienti, fornitori, istituzioni e stakeholder di Camst hanno partecipato, lo scorso 15 novembre, all’evento “Premio Camst 2018. Parole che creano futuro”. Tanti gli ospiti saliti sul palco del Centro Congressi di Fico Eataly World. Al centro degli interventi il “futuro”. Il futuro in cui Camst entra con ambizione e con la solidità di una grande impresa cooperativa. Il futuro che costruiamo insieme. Quattro parole, più di altre, rappresentano come Camst sceglie ogni giorno di fare impresa. Sostenibilità, in primo luogo: il ruolo delle imprese è molto importante. Camst è impegnata, ogni giorno, su questi temi, con tanti progetti, tante iniziative, in tutti i territori in cui operiamo. Con un unico fattore comune: costruire un mondo migliore, per noi, e per le future generazioni. E poi c’è l’innovazione, che significa dare nuove risposte, studiare, migliorare continuamente, ma anche differenziare, cercare nuovi prodotti, nuovi mercati. L’innovazione è possibile se c’è scambio, se c’è dialogo. In una parola, “contaminazione”. Nel settore food la parola contaminazione ha un significato negativo. Ma in realtà vogliamo mettere in primo piano la contaminazione positiva, quella tre idee, visioni di futuro, persone. E infine l’ispirazione, che è quella scintilla, quello stimolo che ci permette di fare un passo avanti, di creare nuove soluzioni. Crescita nel mercato della ristorazione, sviluppo nel settore del facility, internazionalizzazione: queste le parole chiave del Piano Strategico Camst 2019-2021, presentato agli stakeholder dal Direttore Generale di Camst, per l’occasione intervistato dal Direttore di QN (Resto del Carlino / Giorno / Nazione), Paolo Giacomin. Il senso della giornata, l’approfondimento sul modo in cui affrontia-

mo le sfide del mercato e il valore e il senso delle parole sostenibilità, innovazione, contaminazione positiva e ispirazione sono state al centro dell’intervento del Direttore Acquisti, Francesco Malaguti. L’importanza del tema sostenibilità – in particolare - è stato sottolineato da diversi interventi e attraverso la presentazione di diversi progetti. Simone Gozzi Responsabile Sistemi Integrati e Nutrizione Camst, ha presentato Life Effige, un progetto finanziato dalla commissione europea e coordinato dalla Scuola Sant’Anna di Pisa che ha lo scopo di consentire alle aziende italiane di misurare con trasparenza, chiarezza ed efficacia la propria impronta ambientale. Nel mondo della ristorazione, in Europa, Camst applica questo metodo al servizio di ristorazione scolastica. Insieme a Morgane Kendregan, giovane studentessa, abbiamo presentato il progetto “Dialogue For Change” (vedi box). Il Prof. Marco Frey - docente di Economia e gestione delle imprese dell’Università Sant’Anna di Pisa, presidente del Global Compact e della Fondazione Global Compact Network Italia - è poi intervenuto sulla relazione virtuosa tra imprese e comunità e sull’importanza della condivisione degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Nel corso dell’evento, inoltre, la Presidente Antonella Pasquariello ha annunciato la fine del suo mandato a fine anno. È stata quindi l’occasione per un passaggio di testimone con Francesco Malaguti, che dal 1° gennaio sarà il nuovo Presidente di Camst. La serata si è conclusa con l’assegnazione del Premio Camst a Future Food Institute e con un monologo dell’attore e autore teatrale Alessandro Bergonzoni, che con ironia ha approfondito i temi discussi durante l’evento.

Video: Parole che creano futuro

Per vedere il video digita questo link https://goo.gl/WezfUi o inquadra il qr code a lato 9


FOCUS

Dialogue for change Il Gruppo Camst coglie la sfida dell’Agenda ONU 2030 per lo sviluppo sostenibile e lancia il programma DIALOGUE FOR CHANGE: un dialogo aperto a tutte le aziende che vogliono impegnarsi per una società equa e un ambiente protetto. Da questi incontri nasceranno partnership tra le aziende per costruire progetti comuni mirati a migliorare salute e benessere, a contenere lo spreco alimentare, a tutelare l’ambiente e le risorse, a promuovere le persone e la crescita economica. dialogueforchange.camst.it

Morgan Kendregan, venti anni. Ci ha parlato di come i giovani oggi vedono il futuro, di sostenibilità e di responsabilità sociale delle imprese

Video Dialogue for change https://goo.gl/1N4vBB

Antonio Giovanetti: “Presentiamo OGGI un piano strategico ambizioso, un piano che nei prossimi tre anni definirà in maniera sempre più netta l’identità del Gruppo. Una realtà imprenditoriale solida, a capitale italiano, che forte dei suoi settant’anni di storia, non smette di innovarsi per valorizzare la cultura del cibo e la qualità dei servizi globali in Italia e in Europa”.

Francesco Malaguti: “Innovare vuole dire dare nuove risposte, studiare, migliorare continuamente, guardare, osservare le cose buone fatte dalle altre imprese, ma anche differenziare, cercare nuovi prodotti, nuovi mercati. Innovazione è per noi “open innovation”, innovazione aperta, fatta con gli stakeholder, clienti, fornitori, persone dentro Camst o vicine a noi”. 10


FOCUS

Roberto Limentan CEO di Camst International, con i Country Manager di Danimarca, Germania e Spagna: Claus Tingsrom, Philip Preuss, Artur Arques. L’evento è stata l’occasione per presentare anche Camst International e i progetti che stiamo sviluppando in Germania, Spagna e Danimarca.

Simone Gozzi: “sostenibilità significa responsabilità verso le future generazioni”.

Il Premio Camst, giunto alla seconda edizione, è stato assegnato al Future Food Institute per la “condivisione dell’approccio all’innovazione, l’attenzione verso i temi della sostenibilità e la grande capacità di ispirazione e contaminazione positiva, di ricerca e esplorazione nel mondo del food”.

Antonella Pasquariello Presidente Camst, Sara Roversi founder del Future Food Institute, Matteo Vignoli director del Food Innovation Program. Il loro motto? Innovation is a cooperative effort, “l’innovazione è uno sforzo cooperativo”.

Il Prof. Marco Frey, docente di Economia e Gestione delle Imprese dell’Università Sant’Anna di Pisa

Alessandro Bergonzoni, attore e autore teatrale 11


Un investimento per il territorio, un valore per la comunità

QUESTA È CAMST

di Ilaria Cuseo

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QUESTA È CAMST

Inaugurato il centro di cottura di Sesto Fiorentino E’ stato inaugurato il 22 settembre il nostro centro cottura di Sesto Fiorentino. Realizzato con un investimento di 6 milioni di euro, produce fino a 14 mila pasti al giorno per le scuole di Prato e le aziende del territorio. La giornata di inaugurazione si è svolta alla presenza delle istituzioni locali: Lorenzo Falchi, sindaco del Comune di Sesto Fiorentino e l’assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Prato Mariagrazia Ciambellotti. Il nostro direttore generale di Camst Antonio Giovanetti ha sottolineato come “l’investimento della nostra nuova cucina centralizzata in una regione che ha un legame forte con la nostra azienda rinnovi un patto di fiducia e di collaborazione con le amministrazioni comunali e le aziende del territorio. La capacità di coniugare l’impresa con il rispetto dei clienti e dei lavoratori è per noi un obiettivo importante che ritrova in questa occasione un nuovo impulso al fine di continuare ad offrire un servizio di qualità e sostenibile, grazie alle scelte strutturali pensate per ridurre i consumi energetici e l’impatto sul territorio”. “L’insediamento sul nostro territorio di una realtà produttiva di qualità è una notizia positiva per Sesto Fiorentino, ha affermato il sindaco di Sesto Fiorentino Lorenzo Falchi. È significativo che realtà importanti scelgano di investire nella nostra città e siamo molto soddisfatti per l’apertura di questo centro, che significa occupazione, creazione di valore e una ricaduta economica e di know how di cui beneficerà tutta la comunità”. Antonio Maretto, direttore dell’area centro sud Camst ha sottolineato come siano stati investiti sei milioni di euro per la realizzazione di una struttura attenta al recupero energetico e alla riduzione

Il team di cucina, dell’impatto ambientale. Nella struttura lavorano centoventi persone, di cui il 90% sono donne e vengono prodotti fino a quattordici mila pasti al giorno, la maggior parte destinati alla refezione scolastica, in particolare alle scuole del Comune di Prato e del Comune di Pistoia. Un team di lavoro è invece esclusivamente specializzato nella produzione di pasti per la ristorazione di alcune aziende del territorio, con menu personalizzati sulla base delle richieste dei clienti. Due cucine all’interno del centro cottura sono dedicate alle diete speciali: sono infatti mille i pasti prodotti secondo esigenze specifiche dettate da motivi etico-religiosi o di salute. Nel pomeriggio le porte si sono aperte alla cittadinanza con l’evento “Cucine Aperte” nel corso del quale le famiglie e gli studenti hanno avuto l’occasione di visitare il

centro cottura. “Un bel momento di incontro tra le famiglie e il centro cottura, ha affermato l’assessore di Prato Mariagrazia Ciambellotti, un’ottima occasione sicuramente per verificare la qualità del servizio che viene offerto, per conoscerlo al meglio e per poter avere ulteriori informazioni”.

Un momento di animazione con Ivo il gigante Camst 13


Un’acquisizione eccellente per l’area Lombardia Vinto l’appalto dell’Ospedale San Raffaele di Milano di Paola Bardelli

La novità “bomba” di quest’anno per la nostra divisione territoriale, è stata l’acquisizione di tutti i servizi di ristorazione dell’Ospedale San Raffaele di Milano, realtà facente parte del Gruppo Ospedaliero San Donato. Il Gruppo è costituito da ben 18 ospedali che curano circa 1 milione di pazienti all’anno, siti nel territorio Lombardo. L’Ospedale San Raffele rappresenta la vetta di eccellenza della ricerca italiana in campo biomedico, ospita la sede della facoltà di medicina, chirurgia e psicologia dell’Università vita-salute, ed è luogo di cura con circa 1.300 posti letto suddivisi tra degenti SSN e solventi. Il servizio offerto da Camst comprende per la Sede Centrale la gestione dei reparti di

Camst gestisce i reparti di degenza, 3 self-service, 3 bar, la tavola calda e la pizzeria. Sono prodotti 6.000 pasti con l’impiego di oltre 140 addetti. La pizzeria, sopra il self service 2

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QUESTA È CAMST

degenza, di due self-service, una tavola calda, 2 bar e una pizzeria. Per il distaccamento di Ville Turro, la gestione dei reparti di degenza, un self service e un bar. Quotidianamente vengono prodotti circa 6.000 pasti con l’impiego di più di 140 addetti. Il processo di acquisizione è risultato vincente grazie alla presentazione di un’offerta tecnica giudicata di ottimo livello, insieme ad una gestione della trattiva commerciale che ha saputo coniugare ottime relazioni con le esigenze di qualitàprezzo. Alla notizia dell’aggiudicazione Camst ha dispiegato le sue migliori forze ed ha accettato la sfida impiegando colleghi della sede di Bologna coadiuvati dall’Area Territoriale Lombardia appartenenti a tutte le direzioni: Commerciale, Operativa, Sistemi informatici, Amministrazione, Qualità e Servizio dietetico, Risorse Umane, Ufficio Tecnico. Il servizio ha preso avvio il primo Novembre: Camst è subentrata in corsa all’azienda uscente che ha consegnato i locali il 31 sera. Una vera e propria corsa contro il tempo. Dopo soli pochi giorni di servizio, nonostante le indubbie difficoltà di avvio, la soddisfazione del cliente e degli utenti ci è stata manifestata sia di persona che con mail ufficiali, a dimostrazione che la perfetta fusione di differenti competenze, lo spirito di collaborazione che è nel Dna di Camst insieme ad un’estrema disponibilità di tutti, ha fatto sì che la grande macchina partisse nel pieno rispetto degli impegni assunti. Sfida vinta!

Il self service

Il self service

La pizzeria

La tavola fredda

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È tutta Camst la ristorazione scolastica a Bologna Elior ha ceduto a Camst le sue gestioni di Ribò La redazione

Nato da una RTI tra Camst e Gemeaz Elior, il gestore della ristorazione scolastica bolognese diventa Camst a tutti gli effetti in quanto il partner Elior ha ceduto il ramo d’azienda con le sue gestioni di Ribo. Complessivamente per le scuole di Bologna ogni giorno vengono preparati circa 19.500 pasti (pranzo e merenda) destinati agli alunni di oltre 170 scuole di Bologna, divise tra infanzia, elementari e medie. Tutti i piatti vengono preparati quotidianamente nei Centri Pasti di Casteldebole (7.000 pasti), Erbosa (4.500), quelli precedentemente gestiti da Elior, e presso il Centro pasti Nuovo Fossolo (8.000), già gestito da Camst, nei centri ci lavorano circa 200 persone. “Il nostro impegno nella situazione attuale che ci vede fornitore unico della ristorazione scolastica del Comune di Bologna, racconta Amalia Marcone Responsabile Territoriale, rimane la qualità del servizio che rappresenta il nostro obiettivo principale. Partendo dalle linee guida della Regione Emilia Romagna in materia di ristorazione scolastica, noi siamo andati oltre le richieste del capitolato: la totalità della carne che utilizziamo è biologica, offriamo inoltre prodotti DOP e IGP; oltre l’85% di frutta e verdura, rigorosamente bio e/o a lotta integrata, l’83% delle materie prime è a filiera corta o, come nel caso delle banane, proviene dal Commercio Equo

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I lavoratori del Centro pasti Erbosa e quelli di Casteldebole


QUESTA È CAMST

Solidale. Tutti i pasti sono preparati al momento su menu che ruotano nell’arco di 5 settimane, proponendo anche un piatto speciale extra ogni mese. Quest’anno proporremo inoltre 5 menu speciali in occasione di Halloween, Natale, Carnevale, Pasqua e per festeggiare la fine dell’anno scolastico” Amalia Marcone, insieme ai suoi collaboratori, Valeria Sansone già alla guida del Nuovo Fossolo, Venturi Antonella del centro Erbosa e Giampaolo Zuntini, una vecchia conoscenza di Camst che rientra nei ranghi della cooperativa a Casteldebole, assicura che “Il servizio non potrà che migliorare con questa nuova gestione a guida esclusiva Camst, grazie al fatto che lavoriamo compatti verso lo stesso obiettivo e con passione. Ed è la passione che può fare la differenza. Penso, ad esempio, ad un settore delicato come quello delle diete, che riguarda il 12% della produzione, dove le cuoche che se ne occupano cercano sempre, in modo propositivo, di trovare soluzioni appetitose per proporre piatti che siano più vicini possibile al menù offerto agli altri bambini. Diversamente, tutto questo non sarebbe possibile!”.

Centro pasti Fossolo

Il nostro impegno come fornitore unico della ristorazione scolastica del Comune di Bologna rimane la qualità del servizio

I colleghi del Centro pasti Fossolo. A destra una fase della preparazione del pasto

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Il duro lavoro per la qualità

Il 2019 sarà un anno chiave per le mense scolastiche di Romina Angelini

L’anno scolastico 2018-2019 promette di portare con sé molte novità importanti per il mondo della ristorazione a scuola. Ormai da diversi mesi è ripreso infatti al Senato il confronto sul Disegno di Legge 2037 del 2015 che prevede l’istituzione obbligatoria in ogni scuola del servizio di refezione. Da quando è stato presentato, questo Disegno di Legge ha dato vita ad un confronto molto acceso ribattezzato “ la guerra del panino”: da un lato, quanti sostengono il diritto dei bambini di consumare a scuola il proprio cibo portato da casa, dall’altro chi vede l’alimentazione scolastica come parte integrante del percorso educativo e, di conseguenza, l’esigenza di avere servizi di refezione in linea con le raccomandazioni e le linee guida internazionali e nazionali sulla nutrizione dei bambini e la lotta allo spreco. Come prevedibile, la battaglia si è presto trasformata da sostanziale a ideologica e oggi le fazioni si contrappongono più su questioni di principio che di contenuto. Quale che sia l’esito della battaglia, il 2019 sarà comunque un anno chiave per un settore che ci vede in prima linea. Se dall’arena politica ci spostiamo all’operatività quotidiana il quadro è comunque complicato. La stessa Camst ha vissuto due vicende molto significative che vale la pena analizzare. A Pescara l’amministrazione comunale ha avviato le pratiche per la risoluzione contrattuale con l’associazione temporanea d’impresa composta da CIR Food e Biostoro Italia a seguito dello scandalo dei 200 bambini finiti in ospedale a giugno con sintomi gastrointestinali dopo aver mangiato in alcuni refettori. Della vicenda si è naturalmente interessata la magistratura locale, che ha disposto il sequestro di tutti i centri di cottura al servizio delle mense scolastiche di Pescara e indagato quattro persone. La stessa amministrazione comunale ha cercato di affidare il servizio all’associazione temporanea d’impresa seconda in graduatoria e composta da Camst e Csa-Consorzio servizi abruzzese. Alla fine di diversi incontri e contrattazioni Camst ha deciso di non accettare l’incarico, perché ha giudicato svantaggiose le condizioni economiche che l’amministrazione comunale avrebbe voluto imporre, ovvero quelle previste nel precedente contratto con Cir food/Bioristoro Italia valido fino al 2020. A Torino, dopo varie traversie, è stata ufficializzata l’assegnazione a Camst della gestione del servizio di ristorazione scolastica, rimandata più volte a causa di un appalto che, partito inizialmente con l’intenzione di privilegiare la qualità, si è ridotto a mera com18

petizione economica al ribasso. Camst, che svolge da lungo tempo un servizio di qualità nelle mense del capoluogo piemontese, era stata inizialmente esclusa dal servizio a favore di altre imprese che si erano aggiudicate lotti diversi ma, attraverso lo strumento della proroga concessa dall’Amministrazione comunale, ha poi visto riconosciuto il suo diritto a proseguire tale servizio in attesa che il TAR si pronunci sui due ricorsi proposti. Come questi esempi ben illustrano, il mondo della refezione scolastica è in una fase di grande confusione sia legislativa che operativa. Confusione che non giova certamente né agli operatori come noi e men che meno ai bambini, che hanno nell’alimentazione una parte fondamentale del loro percorso di crescita. Questo contesto richiede a tutti noi uno sforzo supplementare di attenzione, di studio della materia e di flessibilità nella gestione delle situazioni critiche, in attesa di un 2019 che non sarà comunque meno complesso dell’anno che si sta concludendo. Un impegno che vale comunque la pena di essere affrontato, non solo per il ruolo della refezione scolastica sui risultati economici di Camst, ma anche per il suo impatto sulla vita di milioni di bambini e delle loro famiglie.

Il Centro pasti Fossolo


QUESTA È CAMST

La mensa che vorremmo Il Report 2018 di Save the Children sulla ristorazione scolastica La redazione*

Il tema della qualità del cibo offerto a mensa è di estrema importanza in termini di nutrizione ed è la questione che più di tutte è all’attenzione non solo dei genitori, insegnanti e bambini, ma anche dei media e delle autorità. (…) Sebbene il tema qualitativo non sia oggetto del presente monitoraggio, si segnalano i dati interessanti della terza edizione del Rating dei menù delle mense scolastiche realizzato da Foodinsider, svolta sui menù di 50 Comuni, dal quale emergono non solo buone pratiche ma anche delle indicazioni di miglioramento. La pubblicazione riporta un’analisi dei menù per macro aree in cui sono state sintetizzate le carenze più frequenti dei menù, con raccomandazioni in termini di sostenibilità, salute, gusto. L’Osservatorio ha poi sviluppato un interessante e sottoscrivibile manifesto dal titolo “La mensa che vorremmo” che dovrà rispondere a sette indicazioni essenziali e precisamente dovrà essere: 1. basata su un’alimentazione sana ed equilibrata che recepisce le linee guida dell’OMS e anche il Codice Europeo Anticancro in una logica di salute e prevenzione ed elimina qualsiasi alimento potenzialmente rischioso; 2. bio-sostenibile, sensibile all’ambiente e al territorio circostante che favorisce nello sviluppo di prodotti biologici certificati o prodotti tipici; 3. trasparente nella gestione e disinteressata agli utili da reinvestire in iniziative a favore dei bambini; 4. attenta e sensibile ai bambini con dieta speciale (celiaci, allergici, intolleranti, ecc.) affinché non sentano discriminati rispetto ai loro compagni; 5. educativa, che sia accompagnata da progetti di educazione alimentare per i bambini e per le famiglie; 6. dinamica, con menù che variano di frequente e un servizio che, se cambia, è per recepire miglioramenti; 7. alleata del territorio il quale si organizza e si sviluppa per produrre prodotti di qualità per la mensa scolastica. Una mensa che sia motore per lo sviluppo dell’economia del territorio. Dal 3° Ranking di Foodinsider emergono ai primi posti Cremona per il menù scolastico più equilibrato di Italia e Trento, in seconda posizione come il menù più sostenibile in termini di prodotti biologici e a filiera corta, con ricette radicate nella tradizione gastronomica del territorio. Nella top ten si confermano Fano, Perugia, Rimini, Mantova, Jesi, Bergamo, Udine e Treviso mentre il menù di Bolzano vince il premio trasparenza per essere l’unico a dare il maggior numero d’informazioni sulla qualità degli alimenti che mangiano i bambini. (…) Sebbene esuli dall’oggetto del presente monitoraggio, che si concentra sul comparare le misure messe in campo dai comuni per garantire l’offerta e l’accesso quanto più ampio ed equo al servizio mensa, si riconosce tuttavia l’importanza delle attenzioni poste in essere dai comuni, e qui rilevate, non soltanto sugli aspetti nutrizionali degli alimen-

(NON) TUTTI A MENSA 2018 IL SERVIZIO DI RISTORAZIONE SCOLASTICA PER LE SCUOLE PRIMARIE IN ITALIA

La copertina del Rapporto annuale di Save the Childen (Non Tutti a mensa 2018)

ti ma anche relativamente all’impatto che essi hanno sull’ambiente, prestando attenzione alla sostenibilità dei menù sia in termini di riduzione degli sprechi che del rispetto del ciclo produttivo e del territorio in cui si inserisce.

*L’articolo è tratto dal Rapporto annuale di Save the Children, (Non) Tutti a mensa 2018, il rapporto di monitoraggio sul servizio di refezione nelle scuole primarie che propone un’analisi delle politiche e delle prassi relative alla mensa scolastica in Italia, con focus sui 45 comuni capoluoghi di provincia con più di 100.000 abitanti.

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Camst International parla spagnolo

Ristorazione sanitaria, scolastica e aziendale in una terra ricca di opportunità di Valeria Cardone

900 dipendenti e 54,6 milioni di fatturato, questi i numeri di Arcasa, la società con sede a Barcellona che si occupa prevalentemente di ristorazione sanitaria. Oggi Camst International possiede il 30% della società e a metà del 2019 acquisirà un’ulteriore quota che la porterà complessivamente al 60%. La società ha iniziato la sua avventura nella ristorazione collettiva nei primi anni ‘80 con un grande cliente pubblico e perfezionato una proposta di alto livello creando un centro cook and chill. “Abbiamo cercato, in 11 paesi diversi, società che avessero due caratteristiche principali” – ci spiega Roberto Limentani, Ceo di Camst International “people first ovvero attenzione alle risorse umane e quindi valorizzazione dei profili e altissima qualità del lavoro. Cercavamo un’offerta di ristorazione di profilo elevato, e in Spagna abbiamo avuto l’opportunità di incontrare Arcasa, una realtà che corrispondeva perfettamente ai nostri parametri”. “Il vero vantaggio che Camst ha portato in Spagna - prosegue Limentani - sono le competenze a tutto tondo in ogni ambito della ristorazione e per questo motivo abbiamo deciso di acquisire una società specializzata in ristorazione scolastica: Comer Bien con sede a Saragozza, produce 15.000 pasti al giorno in 200 centri cottura e ha ben 600 dipendenti. In secondo luogo abbiamo preparato lo sviluppo dell’offerta aziendale, abbiamo già vinto due appalti e stiamo partecipando 20

Cucina centralizzata

ad altre gare”. E il futuro di Camst international? Un piano ambizioso di crescita con cui si prevede il raddoppio dei volumi di fatturato, e l’integrazione con Camst in termini di sistemi, scambio di competenze e gestione finanziaria. “Da loro stiamo imparando tanto - conlcude Limentani - per esempio il livello di competenza di cook and chill nell’ospedaliero è di altissimo livello, un altro aspetto in cui sono davvero bravi è l’up selling, nella ristorazione ospedaliera il fatturato cresce non tanto con i pasti, ma con l’offerta commerciale, specialmente con i bar e i punti ristoro aperti al pubblico”. Arthur Arques, country manager di Arcasa,

ci svela la genesi dell’azienda: “Arcasa è nata nel 1984, dopo che la famiglia Arqués aveva già gestito alcuni contratti di ristorazione attraverso piccole aziende di famiglia, dagli anni ‘70 fino agli inizi degli anni ’80. L’azienda è nata come brand del gruppo “Central Borne” che fu fondato nel 1949. Oggi Arcasa è gestita dalla terza generazione della famiglia Arqués, e la quarta generazione già lavora al suo interno. Il primo contratto di Arcasa fu con l’ospedale Sagrat Cor a Barcellona, dove gestivamo i pasti per i pazienti, la mensa per gli impiegati e due bar-ristoranti aperti al pubblico. Questo inizio ha influenzato profondamente il nostro sviluppo, infatti siamo specia-


QUESTA È CAMST

lizzati nella ristorazione sanitaria, e siamo leader in questo segmento di mercato in Catalogna e punto di riferimento in Spagna. Come si presenta il mercato della ristorazione in Spagna, quali sono le differenze sostanziali con l’Italia? Il volume del mercato della ristorazione spagnolo è di 3.450 miliardi di euro e sta crescendo al 4,4%, impiegando circa 80.000 addetti. Ci sono complessivamente 975 aziende, ma il mercato è molto concentrato: il 53,3% del mercato è nelle mani delle prime 10 compagnie. Oggi Arcasa fa parte di questo secondo gruppo, potremmo definirci “il più piccolo tra i grandi players”. In Italia, solo una cooperativa opera nella sanitaria, la grande differenza è rappresentata dal mercato della ristorazione scolastica: In Italia al 99% è pubblica mentre in Spagna 1/3 del mercato è privato. Un’altra differenza rilevante è che in Spagna gli appalti della ristorazione scolastica oltre il servizio di somministrazione del pasto, prevedono anche un programma di intrattenimento pedagogico offerto da alcune figure di educatori che si chiamano monitores.

Jaume Manques Direttore operativo sanità, Jaume Arques Direttore Risorse Umane, Artur Arques Country manager so: i clienti, il nostro staff, gli azionisti, gli stakeholders, prendendoci cura delle persone e dell’ambiente circostante. Cosa vede nel futuro di Arcasa? Oggi abbiamo una grande opportunità: condividere le best practices e il know how con Italia, Germania, e Danimarca, e portare maggior valore ai nostri clienti in Spagna. Siamo pronti a rinforzare la nostra leadership nel segmento della ristorazione sanitaria e avviare dei progetti in nuove aree, nella scolastica per esempio, o nell’interaziendale con Tavolamica, e espanderci in nuove aree geografiche nel territorio spagnolo.

Mensa dell’ospedale St. Pau di Barcellona

Cosa ha rappresentato per lei e per i suoi dipendenti l’entrata nel capitale dell’azienda da parte di Camst? L’entrata di Camst ha rappresentato un importante rafforzamento per preparare l’azienda a una fase di crescita, è stata anche un’opportunità per sentirsi parte di un grande progetto internazionale, e questo ha consentito a tutti i dipendenti di aprirsi a nuovi orizzonti professionali e sfide complesse. Quali sono i valori fondanti dell’azienda? Usiamo spesso uno slogan per sintetizzare lo spirito dell’azienda: High tech, High touch, High fun & High value. Noi vogliamo usare la migliore tecnologia per migliorare le relazioni con i nostri clienti, ma anche per rendere più semplici e immediati i rapporti all’interno dell’azienda. Vogliamo “divertirci” a fare il nostro lavoro e trasmettere i valori a tutti i coloro che partecipano al proces-

Una dietista dell’ospedale St. Pau di Barcellona 21


Dettagli: il nuovo nome dell’eccellenza di Valentina Bettini

In occasione di Farete 2018, è andato in scena un grande debutto: ha infatti fatto la sua prima uscita pubblica, Dettagli, il nuovo marchio dell’esclusiva offerta di banqueting e catering firmata dal Gruppo Camst e gestita da Gerist. Forte dell’esperienza di oltre 40 anni nel settore, il nuovo marchio nasce con l’ambizioso obiettivo di mettere a fattor comune i valori e le competenze di Party e Gerist: la cura verso il cliente e le sue esigenze, la diversificazione e personalizzazione dell’esperienza gastronomica, la capacità di gestire in maniera completa ogni tipo di evento, la storicità dei nostri marchi e un portfolio di esperienze senza uguali Dettagli è stato quindi identificato come nuovo nome, capace di raccontare in maniera immediata tutte queste caratteristiche, una parola legata al concetto di cura e affidabilità, ma anche di bellezza. Nuovo anche lo stile grafico, più moderno, che nella sua essenzialità mostra i valori e l’eleganza che ci rendono unici nei confronti dei concorrenti. Sono stati rinnovati tutti gli elementi che contribuiscono a dare l’immagine di Dettagli nelle diverse situazioni. Nuovi quindi tutti i materiali di consumo, dal tovagliolo di carta al bicchiere fino al box lunch; nuove le brochure e le presentazioni, fino ai gadget elegantemente personalizzati con i due cerchi dorati. Particolare cura è stata posta nella scelta delle nuove divise: sono stati selezionati infatti capi particolarmente connotanti ed eleganti, impreziositi dal grigio antracite con un tocco di oro. Un’immagine rinnovata che esalta l’impegno, la passione e la professionalità dello staff di Dettagli, che offre un servizio impeccabile in tutti i suoi aspetti. Dalla convention aziendale al congresso, alla ricorrenza o semplicemente al giorno da ricordare, Dettagli rende ogni evento un evento davvero speciale. 22

La nuova immagine Dettagli a Farete

Il nuovo materiale di presentazione Dettagli


QUESTA È CAMST

Camst e Dettagli a Farete 2018

Lo stand Camst e Dettagli Organizzato da Confindustria Emilia, Farete rappresenta un tradizionale luogo di incontro per le imprese emiliane, che annualmente hanno la possibilità di presentarsi, promuovere il loro business,

ricercare nuovi clienti, fornitori e partner commerciali. Ospitata dai padiglioni 15 e 18 di Bologna Fiere, la sesta edizione del meeting ha riunito su una superficie espositiva di 20000 metri quadri oltre 700 imprese appartenenti a tutti i settori merceologici. L’edizione da poco conclusa ha registrato la presenza di oltre 16000 visitatori. Anche quest’anno Camst ha confermato la sua partecipazione all’evento. Lo stand è stato presidiato dai colleghi commerciali della Divisione Emilia Centro che si sono alternati per ricevere visitatori, incontrare potenziali clienti e curare relazioni commerciali. Farete 2018 è stata anche l’occasione per presentare Dettagli, il nuovo marchio del Gruppo Camst dedicato al banqueting e ai ricevimenti. Durante la manifestazione, i visitatori hanno potuto gustare assaggi di primi piatti tipici della cucina bolognese assieme a finger food dolci e salati. L’appuntamento per la prossima edizione di Farete è fissato per settembre 2019.

Italia - Polonia Venerdì 7 settembre allo stadio dall’Ara di Bologna, in occasione della partita Italia Polonia, Dettagli ha gestito le aree della Figc: Casa Azzurri e Terrazza Bernardini con una platea di ospiti molto importanti. Il menu offerto voleva esaltare le eccellenze emiliane e comprendeva piatti della tradizione come la lasagna bolognese e la cotoletta petroniana, ma anche offrire i prodotti del territorio conosciuti in tutto il mondo, come la mortadella e l’aceto balsamico.

“La Notte di Andrea Bocelli” Sabato 8 settembre a Verona in occasione del “La Notte di Andrea Bocelli”, il grande show di musica e solidarietà condotto da Milly Carlucci e tramesso su Rai Uno, nella splendida cornice di Palazzo della Gran Guardia è stato realizzato un coktail per 360 ospiti. Il menu servito comprendeva un ricco buffet di appetizers, primi e secondi, e ospitava anche un angolo totalmente “greens”, con piatti come zucca passita e mandorle tostate, rosti di patate e spuma di zafferano, tortino di sedano rapa con robiola, pere e noci. Non sono mancati i frittini in cono e piatti più strutturati come le millefoglie di pasta bianca e al cacao con funghi porcini e crema di Montasio o il tonno tataki alla soia e sesamo. 23


Paladozza e Pala Alpitour

Vinti gli appalti del palazzo dello sport di Bologna e Torino di Filippo Pattarozzi e Fabrizio Cheula

PalaDozza Intitolato a Giuseppe Dozza, il sindaco di Bologna che ne volle la costruzione, il palazzetto dello sport di Bologna è considerato il tempio della pallacanestro italiana. Soprannominato con orgoglio dai bolognesi “il piccolo Madison” per la somiglianza col celebre impianto di New York, ha vissuto alcune fra le più memorabili pagine della città: dai miti del jazz alle grandi rock star, passando per convegni politici, assemblee studentesche, spettacoli. Ma soprattutto tanto sport, pugilato, tennis, pattinaggio su ghiaccio, pallavolo le infuocate sfide tra Virtus e Fortitudo, le due squadre cittadine di basket che da sempre dividono il cuore dei bolognesi. Fu inaugurato il 12 settembre 1956 con la partita di basket Italia Polonia vinta dalla nostra nazionale. Il destino ha voluto che il 14 settembre 2018 un’altra sfida di basket Italia - Polonia abbia tenuto a battesimo la gestione Camst dei punti di ristoro per il pubblico. Particolare non insignificante, la partita è finita come allora, con una beneaugurante vittoria della squadra azzurra. L’incombere del match ha fatto accelerare i tempi per il restyling dei 7 bar e della pizzeria presenti all’interno del Paladozza. Il marchio scelto per presentare al pubblico questi punti di ristoro è “Pick ‘n’roll”, che nel linguaggio del basket è uno schema per un’azione d’attacco. Ma la vera prova del fuoco è stata la gestione dei Mondiali di Pallavolo ospitati al Paladozza dal 21 al 23 settembre che ha richiesto l’impegno di un centinaio di lavoratori per far fronte ad un programma serrato che prevedeva più partite nello stesso giorno. Nel corso della stagione il PalaDozza ospiterà anche il campionato di basket di Virtus e Fortitudo, campionati di altri sport, concerti e altre manifestazioni.Per questa nuova gestione è stato stimato un fatturato stagionale 700.000 euro e l’impiego di 35 persone per una presenza media di 5.000 spettatori a manifestazione. In alto uno dei nuovi bar e il gruppo di lavoro, a sinistra una foto panoramica del “palazzo” durante una partita 24


QUESTA È CAMST

Pala Alpitour Uno degli impianti più grandi in Italia, può ospitare oltre 15.000 persone ed è diventato il palcoscenico di riferimento per gli artisti e gli spettacoli internazionali. Costruito nel 2005 in occasione delle Olimpiadi invernali di Torino 2006, nel periodo 2010/2017 ha ospitato circa 500 eventi con più di 2,5 milioni di spettatori (di cui piu di 1 milione nell’ultimo triennio). Dal 2014 e nata la partnership tra Parcolimpico e Alpitour Spa, una società leader del settore turistico nazionale e internazionale che ha deciso di investire sulla riconosciuta visibilità e notorietà dell’impianto. Non solo concerti: il Pala Alpitour ospita mostre ed exhibitions, eventi aziendali e fiere, dj set e music festival, grandi eventi sportivi. Eventi e musica: Live Nation e il massimo produttore di concerti da vivo dal mondo, dal suo arrivo nel 2010 il Pala Alpitour ha ospitato 35 grandi concerti all’anno. A partire dal 1 Ottobre 2018, Camst è diventata ufficialmente il nuovo gestore dell’area Food & Beverage in esclusiva del Pala Alpitour, attraverso un’offerta di gestione capace di abbinare alla qualità dei prodotti offerti anche una elevata flessibilità di servizio, unica nel suo genere, che da un lato sposa le esigenze di una struttura dove l’eterogeneità degli eventi obbliga alla realizzazione di allestimenti differenti oltre che di una struttura bar centrale imponente e moderna ma al tempo stesso modulabile e mobile per realizzare servizi anche molto differenti tra di loro e dall’altro un’offerta enogastronomica diversificata e calibrata in base al tipo di evento e alla tipologia di spettatori presenti. La cura dell’area Hospitality Golden con un servizio catering di alta qualità, l’allestimento e catering per gli Sky Box presenti in struttura, la gestione del bar centrale e dei 12 punti bar distribuiti in struttura, per non dimenticare la realizzazione e gestione della Terrazza sopra l’ingresso del pubblico, dove in ogni evento sarà presente un dj set con apericena per tutti coloro che desiderano godere di un’area lounge confortevole e finemente curata dove potranno intrattenersi in attesa dell’evento. Una sfida affascinante ed al tempo stesso molto importante per l’azienda Camst, dove tutta la qualità e professionalità aziendale può manifestarsi e crescere, scoprendo al tempo stesso un mercato innovativo e che concentra in uno spazio così dinamico un’ampia gamma di aziende con cui Camst può costruire nuovi orizzonti e collaborazioni. Dall’alto in basso, la Terrazza, il Bar del foyer, il Pala Alpitour 25


Laboratori di Cooperazione: un’esperienza di partecipazione di Angelo Scafuto

Le persone che ogni giorno svolgono un lavoro che amano e nel quale sono esperte e competenti, possono trovare stimolante dare un contributo concreto al miglioramento della propria attività? E un’azienda che vuole elevare il proprio livello di servizio al cliente, può ricevere dei contributi concreti dai propri collaboratori che con il cliente lavorano ogni giorno? Domande simili se le posero 50 anni fa alcuni ingegneri americani e giapponesi, che ebbero la stravolgente idea di “andare là dove si svolgeva il lavoro” e iniziare a risolvere i problemi e attuare i miglioramenti da quella nuova prospettiva. Questa idea diventò un metodo e si diffuse in tutto il mondo e ancora oggi è applicata con successo in moltissime realtà in tutti i settori. Quando il primo Laboratorio di Cooperazione (è il nome che noi di Gustavo abbiamo scelto per indicare i gruppi che lavorano secondo questo processo) è stato convocato per spiegare il progetto, insegnare il metodo e raccogliere le adesioni dei partecipanti, i visi dei presenti esprimevano un punto di domanda. Lentamente sono state chiarite le regole del gioco: la partecipazione è volontaria, si deve seguire un metodo scientifico con risultati misurabili, si devono affrontare solo tematiche relative all’attività dei locali, si possono pensare idee innovative, si possono smontare e rimontare processi quotidiani, provare a trovare soluzioni per soddisfare di più il cliente, e così via. 26

Il gruppo di lavoratori del primo Laboratorio Cooperativo

Sono stati avviati sette Laboratori: iniziative per attrarre i clienti, per migliorare il clima nel locale o l’organizzazione del lavoro

Allora gli sguardi hanno iniziato a mostrare interesse e curiosità e poi a brillare di una nuova luce creativa. Poco dopo il lavoro di gruppo si è avviato, la generazione delle problematiche da affrontare è diventata un fiume in piena, la scelta del tema su cui lavorare è stata dibattuta e sofferta perché ognuno voleva risolvere il “suo” problema. Si sa, lavorare insieme non è facile, bisogna avere rispetto per l’altro, capacità di ascolto, pazienza, umiltà, voglia di collaborare, bisogna credere nei valori che sono il fondamento della cooperazione.


QUESTA È CAMST

Ma alla fine, come sempre, il lavoro di gruppo produce un pensiero migliore della somma dei singoli pensieri e il primo progetto ha preso forma. E dopo qualche mese, siamo anche in grado di dire che ha portato buoni risultati! Quindi la risposta alle due domande iniziali è SI’! Al momento, sono stati avviati sette Laboratori di Cooperazione che lavorano su temi diversi: iniziative per attrarre i clienti, azioni per migliorare il clima nel locale o l’organizzazione del lavoro, spunti per sfruttare spazi inutilizzati. Contiamo di farvi presto avere notizie di tutti i risultati.

Bar caffetteria Gustavo all’interno del Centro Commerciale Leonardo di Imola

Sunday Family A inizio ottobre i colleghi del locale Gustavo Centro Nova di Bologna hanno presentato i risultati del progetto realizzato quest’anno alla Direzione in una riunione che si è tenuta presso la sede centrale di Villanova. L’azione proposta prevede l’offerta del pranzo a tutti i bambini al di sotto dei 10 anni che siano accompagnati da almeno un adulto pagante. Il nome scelto per questa iniziativa è «Sunday Family».

In relazione ai risultati raggiunti nel corso della sperimentazione di questa promozione la direzione ha deciso d’estendere la proposta del gruppo di lavoro Centro Nova ad altri 13 locali Gustavo, allo scopo di raccogliere ulteriori dati prima di procedere all’eventuale standardizzazione. Al momento sette locali stanno utilizzando la metodologia dei ‘Laboratori di cooperazione’ ed è in programma di farne partire altri cinque il prossimo anno.

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Camst al Forum pulire 2018 Sponsor e fornitore partner per i servizi di catering con Dettagli di Vittoria Mazzilli

Camst ha presenziato come sponsor e fornitore partner per i servizi di catering, con il marchio Dettagli, al Forum Pulire, lo scorso 10 e 11 ottobre presso l’Unicredit Pavilion a Milano. La partecipazione ha puntato alla visibilità sfruttando strumenti di comunicazione diretta e non al fine di presentarci in questo nuovo settore, in questo caso, lo specifico segmento delle pulizie. In qualità di sponsor infatti abbiamo distribuito nei 500 kit dei congressisti, il nostro company profile, ci è stata riservata presenza con il nostro logo nella pagina dell’evento su web, social media/network e su direct e-mailing, in doppia lingua, e la proiezione del nostro video istituzionale durante l’evento. Durante la due giorni è stato presidiato dai colleghi commerciali e tecnici dei Servizi Soft e Tech un punto promozionale allestito ad hoc nell’area riservata agli sponsor. La nostra presenza all’evento è stata in duplice veste: oltre a quella di sponsor, Camst ha curato infatti i servizi di coffee break, welcome coffee e lunch con team Gerist e il brand Dettagli. Piu di 500 le presenze durante le due giornate dell’evento. Quest’anno il Forum ha affrontato temi come Salute e Prevenzione, Etica e Ambiente, Bellezza, Innovazione e Tecnologia. Il Comitato Scientifico dell’evento, ha infatti incentrato l’edizione di quest’anno sul tema “Pulizia come Valore Assoluto. Etica e Ambiente, Salute e Prevenzione, Bellezza, Innovazione e Tecnologia: integrare e confrontare esperienze diverse per costruire insieme un nuovo modello di ispirazione sociale. Il programma di lavori si è aperto con la prima giornata mercoledì alle ore 10.00 con il workshop dedicato al tema Etica e Ambiente, affrontando il tema di come lo sfruttamento selvaggio delle risorse primarie non rappresenta solo un pericolo per i delicati equilibri degli ecosistemi in scala locale e globale, ma sollecita anche un intervento urgente e collettivo. Sulla base di questo è importante riprogettare un sistema di regole di relazioni e di nuovi modelli di produzione di beni e servizi in un’ottica di ricostruzione del tessuto sociale e morale. Il pomeriggio alle 14.30 il workshop su Salute e Prevenzione ha trattato il tema dell’invecchiamento della società, dell’incremento demografico e dell’insorgere di antiche malattie che sino a poco tempo fa si consideravano debellate. Partendo dal presupposto 28

La campagna del forum che la salute è un diritto imprescindibile dell’individuo e della collettività e che prevenzione significa mettere in atto azioni consapevoli ed efficaci che possano proteggerci da malattie, si individueranno nuovi metodi e nuovi strumenti richiesti dall’assistenza sanitaria e nuove tecnologie al servizio dei malati. L’apertura della seconda giornata si è concentrata sul workshop a tema Bellezza, un’occasione per riflettere su come condivider-


QUESTA È CAMST

la affinché la sua ricchezza ed il suo valore siano di ispirazione nella ricerca e nella costruzione della nuova bellezza; quella che sarà lasciata in eredità alle prossime generazioni. Il Comitato scientifico: Per la 4° edizione di Forum Pulire il Comitato Scientifico, rappresentativo dell’intero settore della pulizia e igiene professionale, è composto da: Stefano Grosso AfidampCom, Andrea Loro Piana AfidampFAB, Toni D’Andrea Afidamp Servizi, Francesco Gennarielli CNA, Antonietta Campesato CNA, Graziano Rinaldini Formula Servizi, Nicola Burlin FNIP Confcommercio, Andrea Risi GSA, Vincenzo Elifani ONBSI, Giuseppe Gallinari ONBSI, Davide Guarini ONBSI, Augusto Monachesi ONBSI, Vittorio Serafini Scuola Nazionale Servizi. Un momento del forum

Facility Management Day 2018 Il Facility Management Day è una manifestazione unica in Italia che nasce con l’obiettivo di creare una giornata di incontro e confronto dedicata a tutti coloro che operano nel mondo dell’FM e che desiderano approfondire le tematiche della disciplina. Cuore dell’evento è un’agenda di conferenze e tavole rotonde studiate per approfondire i temi di maggior interesse nel campo della gestione dei servizi e non solo. Il FM Day quest’anno ha affrontato temi quali la possibilità di creare innovazione in azienda, le nuove frontiere tecnologiche della blockchain e dell’IoT, l’intelligenza emotiva come strumento per creare l’ufficio ideale, opportunità e rischi del coworking, la necessità di comunicare il valore del ruolo del Facility Manager alla C-suite

e il ruolo del FM nella gestione di una smart city. Anche quest’anno Camst ha confermato la sua presenza come socio sponsor presidiando la giornata dell’8 novembre scorso con un punto pro-

mozionale. L’obiettivo è quello di dare continuità e visibilità alla nostra presenza nel settore del Facility Management. Numerosi i contatti curati durante l’evento dai colleghi commerciali.

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Continua il processo di integrazione Camst & Gesin di Gianluca Cristallo

Nel processo aziendale di integrazione Camst&Gesin, il giorno 1° marzo 2018 è stata posata la prima pietra nella costruzione di una nuova Direzione Acquisti più grande e più forte. I colleghi occupati nelle funzioni acquisti provenienti dalla Gesin (sia Tech che Soft) sono entrati a far parte del nostro gruppo. Stiamo parlando di Alessandro Saccani, Sabrina Maggiali, Bruno Garavelli e Sonia Dellaturca. Procedure, processi, approcci, terminologie e culture particolarmente diverse ci hanno inizialmente spaventato, ma il percorso di integrazione si è semplificato dopo pochissimi giorni di lavoro in gruppo. La disponibilità ad imparare, scambiarsi idee, cercare il meglio delle proprie esperienze, ha permesso di creare un clima molto positivo ed efficace. Nei primi 100 giorni di collaborazione abbiamo lavorato intensamente sulla conoscenza reciproca con 2 seminari interni con tutti i colleghi della direzione, standardizzazione delle procedure, collaborazione nei progetti comuni, miglioramento dei processi, cultura aziendale interna e nel rapporto con i fornitori. Con entusiasmo procediamo a questo importante percorso di cambiamento che, da subito ha permesso a tutti di mettere un “segno +”. Sempre il 1 marzo 2018, la Direzione Acquisti ha integrato altri colleghi e colleghe provenienti da altre funzioni Camst. Prossimamente i dettagli di questa altrettanto importante operazione di “fusione”. In alto Alessandro Saccani, Sonia Dellaturca, Bruno Garavelli, Gianluca Cristallo. Nella foto accanto Sabrina Maggiali 30


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Bell’Italia, una anno in Fabbrica Italiana Contadina Si è chiuso il 15 novembre scorso il primo anno di Fico, Fabbrica Italiana Contadina, forse meno fico del previsto ma comunque soddisfacente come ha dichiarato l’ad Primori in una recente intervista su La Repubblica di Bologna. Un contribuito significativo lo ha dato anche il nostro Bell’italia con il ristorante alla carta e il servizio catering per i convegni. Un grazie ai lavoratori per l’impegno e la dedizione in questo non semplice primo anno.

A sinistra l’open bar all’Assemblea di bilancio di giugno 2018, sopra lo staff di Bell’Italia

I Fornitori Camst si presentano al Comune di Grugliasco Si è svolta presso il Comune di Grugliasco una commissione consiliare dedicata alla ristorazione per le mense delle scuole d’infanzia, primarie e secondarie di primo grado, un incontro tra istituzioni, produttori e cittadini per illustrare tutte le proprietà nutritive dei cibi offerti negli istituti. Scopo dell’iniziativa era di far conoscere da vicino i prodotti biologici e di qualità selezionati dal capitolato d’appalto del Comune per le mense scolastiche. Erano presenti all’iniziativa, oltre a Camst titolare del servizio, per l’occasione rappresentata dalla direttrice Sabrina Mosesso, anche i Fornitori delle principali materie prime,

Un incontro per illustrare le proprietà nutritive dei cibi

che da anni prestano servizio negli istituti della città, che hanno potuto illustrare le caratteristiche dei loro prodotti. Questo incontro ne introduce un secondo, previsto per il primo dicembre, in cui il Comune di Grugliasco orga-

nizza con Camst una giornata ai fornelli, coinvolgendo i genitori dei bambini direttamente nelle cucine aziendali per preparare qualche piatto utilizzando i prodotti a disposizione. (Dal sito 24ovest.it) 31


Camst rende omaggio al Sommo Poeta di Marcella Bondoni

Una domenica veramente suggestiva e pieno di incursioni culturali, quello del 9 settembre a Ravenna. Un giorno in cui due Città con un patrimonio artistico e culturale tra i più importanti d’Europa hanno reso omaggio a Dante Alighieri. Da una parte Firenze, città natale del Sommo Poeta, dall’altra Ravenna che ne ospita le spoglie mortali, hanno reso omaggio con una cerimonia alla presenza delle più alte cariche cittadine e dell’ex ministro toscano Elena Boschi. Un momento in cui si sono susseguiti eventi realizzati da Ravenna Teatro e dalla compagnia Teatro delle Albe che hanno dato il via al progetto Cantiere Dante che accompagnerà la Città fino 2021 anno del settecentesimo anniversario della morte di Dante. Camst ha accompagnato le celebrazioni con la realizzazione di un buffet, presso i giardini del teatro Rasi alla quale erano presenti autorità civili e religiose oltre a duecento ospiti. Un momento importante dove i nostri colleghi di Ravenna hanno, come sempre, dimostrato professionalità e preparazione predisponendo un menù tipicamente romagnolo: dai cappelletti al ragù passando alla piadina con taglieri di formaggi e salumi tipici.

Il buffet presso i giardini del teatro Rasi a Ravenna Ci auguriamo che anche gli ospiti fiorentini abbiano gradito il connubio cultura e identità territoriale legati alla nostra proposta gastronomica perché parafrasando il sonetto dantesco “La turba che rimase li, selvaggia parea del loco, rimirando intorno come colui che nove cose assaggia… “.

Malloreddus e pecorino ai podisti dell’Ultrarail Supramonte di Jennifer Lobina la mensa scolastica, è stato contattato dall’associazione sportiva Artzia organizzatrice dell’evento per la preparazione di circa 700 pasti per atleti e accompagnatori. Sono state l’instancabile energia di Ignazio, Romina, Tiziana e Massimo e la preziosa collaborazione di alcune volontarie le spinte che hanno permesso di soddisfare l’appetito post gara di runners e supporter al seguito. Tra malloreddus al ragù, pecorino fresco e salsiccia arrosto la giornata è trascorsa intensamente fino a concludersi con ringraziamenti e complimenti reciproci tra il nostro gruppo e i dirigenti della società sportiva per l’ottimo servizio e l’impeccabile organizzazione della manifestazione tutta. Speriamo di poter dare il nostro significativo e “saporito” contributo ancora il prossimo anno. Il gruppo Camst che “ha dato conforto“ agli atleti dopo la corsa

Sabato 6 ottobre si è svolta la 5° edizione dell’Ultratrail Supramonte seaside, una corsa su varie distanze (dai 16 ai 90 km) tra il mare cristallino della costa di Baunei e il suo retrostante Supramonte. Il gruppo di lavoro Camst, che prepara in loco i pasti per

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QUESTA È CAMST

IPAB Luigi Mariutto di Mirano Il 21 Giugno scorso Camst ha allestito un buffet per l’IPAB Luigi Mariutto di Mirano (Ve), un Istituto di assistenza socio sanitaria che ospita persone anziane non autosufficienti. L’occasione è stata la festa organizzata dalla Direzione dell’Ente per ringraziare i volontari che collaborano con la strutturura dove erano presenti un centinaio di ospiti tra medici, infermieri e operatori socio sanitari oltre che naturalmente i volontari festeggiati. La Luigi Mariutto è un appalto di 9 anni vinto nell’aprile del 2017 dove sono preparati 450 pasti al giorno tra pranzo e cena per i dipendenti e gli ospiti della struttura. Camst gestisce inoltre un bar aperto al pubblico. Ci lavorano 16 persone tra cuochi, baristi e addetti alla distribuzione. Da sinistra Katia Reginato Responsabile, Francesca Riolo aiuto cuoca, Barbara Bonaldo cuoca, Claudio Gazzetta Direttore e Maria Bencivenga barista

Inserimenti formativi all’Itis di Trieste

Scanned by CamScanner

Nella cornice del prestigioso Palazzo Ferdinandeo, l’Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Trieste, Carlo Grilli, ha consegnato a Camst un riconoscimento per la collaborazione dimostrata nel sostegno della crescita professionale di persone con disabilità attraverso l’inserimento formativo presso la nostra struttura Itis. Sono 8 anni che Camst aderisce a questo progetto e attualmente sono due le persone coinvolte, Natascia Bubba che lavora come magazziniera e al lavaggio della frutta e Luca Gherdol che è aiuto cuoco.

Davide Derin, Luca Gherdol e Manuel Crnetic dell’Itis di Trieste mostrano il riconoscimento (a destra) 33


Essere cooperatori oggi

Una visita al Centro documentazione delle Coop per guardare al futuro di Ivano Minarelli

Impresa e solidarietà, impresa e relazioni sociali, impresa e cultura. In questi valori associati all’attività d’impresa sta tutta la carica di innovazione che il sorgere dell’economia cooperativa ha portato al tradizionale binomio impresa e profitto su cui poggia l’economia di mercato. Scriveva Francesco Viganò, economista italiano e padre fondatore del movimento cooperativo italiano a metà dell’ottocento, che «La mutualità per rendersi efficace deve essere utile non solo ai soci ma direttamente o indirettamente alla società intera. Questa è condizione essenziale di esistenza». Oggi questo principio è ancora valido e lo ritroviamo nella volontà del sistema coop di dare vita e sostenere lo sviluppo di un centro di conservazione, diffusione e riflessione sull’esperienza storica e culturale delle imprese cooperative, a beneficio della

memoria storica dell’intera comunità civile. Il Centro italiano di documentazione sulla cooperazione e l’economia sociale, con la sua funzione di custode ufficiale della memoria cooperativa, svolge un ruolo cruciale nel mettere a disposizione di studiosi e generazioni future la produzione culturale che viene dal percorso storico ed economico della cooperazione, ma anche come base necessaria per costruire ed elaborare una cultura cooperativa rinnovata che guardi al futuro e alle nuove opportunità della rivoluzione industriale 4.0. Nelle conclusioni delle giornate di studio sul tema dell’identità cooperativa nel contesto attuale, che hanno coinvolto Direzione e Consiglio di amministrazione, torna ad occupare la scena la questione della capacità di trasmettere i valori della cooperazione e si impone come un tema centrale quando si consideri il movimento cooperativo non solo come aggregato economico ma anche come soggetto, o insieme di soggetti, capaci di dare un contributo culturale di innovazione alle trasformazioni sociali che stiamo vivendo. In questo senso l’attività del Centro di documentazione può rappresentare una piattaforma formidabile per sviluppare una importante attività progettuale nel campo dell’educazione cooperativa, come ben ci spiega la sua direttrice, Elena Romagnoli, rispondendo alle nostre domande. In alto la sede del Centro a Bologna A sinistra il Consiglio di Amministrazione Camst in visita al Centro

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MONDO COOP

Elena, come è iniziata la tua attività al Centro di documentazione? Quali erano le aspettative iniziali per questo progetto? La Federcoop di Bologna nel 1985, in occasione del 40° della sua ricostituzione varò un progetto di raccolta e catalogazione sistematica delle fonti storico archivistiche sul movimento cooperativo, che sfociò poi nella realizzazione, affidata alla cooperativa Archea, nella quale io lavoravo, di un archivio anagrafico automatizzato delle cooperative sorte a Bologna e provincia dalle origini del movimento arrivando fino al 1987. Nel corso di quel periodo ho curato il progetto di fattibilità di questa iniziativa e, in collaborazione con Anna Gurioli documentalista del Centro, realizzato, il censimento di oltre 6.000 schede anagrafiche contenenti la genealogia (cambi di nome, fusioni, incorporazioni, ) di tutte le cooperative aderenti alle diverse centrali di rappresentanza e non aderenti, costituitesi nel territorio bolognese in cento anni di storia. Il compimento di questo progetto pose le basi per la costituzione nel maggio del 1988 del Centro Italiano di Documentazione sulla Cooperazione e l’Economia Sociale, dando corso ad un deliberato del 16° Congresso provinciale della Federcoop di Bologna e fu in questa fase che mi venne affidata la responsabilità di direzione del Centro e prese così avvio l’attività di reperimento e raccolta delle fonti storico archivistiche sul movimento cooperativo, sottraendole così ad una lenta ma ineluttabile dispersione. La consapevolezza del possesso di un patrimonio culturale e valoriale da salvaguardare e tramandare alle nuove generazioni di cooperatori, è stata dunque la riflessione che ha portato alla nascita del Centro Italiano di Documentazione, quale luogo di trasmissione della memoria storica, elemento fondamentale per l’identità individuale e collettiva della cooperazione. Quali sono i prossimi obiettivi di sviluppo nelle attività e nei progetti del Centro di documentazione? Concorrere a rendere sempre più consapevoli i cooperatori di nuova generazione, che sono la cooperazione del presente e del futuro, di quali sono le responsabilità che si assumono nella gestione di un patrimonio ideale e materiale di così imponente dimensione e al tempo stesso renderli coscienti di quanta potenzialità è nelle loro mani per potere migliorare la vita delle persone che vivono nelle comunità nelle quali operano. Per quanto riguarda i temi e le attività che io vedo nel futuro del Centro di documentazione penso che siano da ricercarsi, oltre che nel consolidamento della tradizionale attività di tutela, conservazione, ordinamento delle fonti documentarie in area cooperativa, quali basi essenziali per lo svolgimento di una seria e qualificata attività di studio e ricerca, anche nel potenziamento dell’attività editoriale fornendo oltre che al consueto supporto alle iniziative di studio promosse dalle cooperative associate, coordinandone la pubblicazione nelle collane del Centro, ed estendendola alla promozione di pubblicazioni a carattere periodico (riviste, annuari) sul tema cooperazione.

La biblioteca

Infine vedrei come molto utile allocare presso il Centro, anche per il potere evocativo e simbolico che il luogo fisico esprime, il finanziamento stabile di attività che si occupino in modo istituzionale e permanente, di Educazione Cooperativa, attraverso l’adozione di programmi strutturati rivolti oltre che ai consiglieri, ai quadri e ai dirigenti cooperativi anche ai soci ed ai dipendenti che operano in ambito cooperativo testando modalità, linguaggi e contenuti adeguati e appositamente dedicati, anche attraverso l’ideazione e la realizzazione di appositi materiali didattici, curati dal Centri e riservati ai diversi destinatari dell’azione educativa. Qual’è a tuo modo di vedere la funzione più importante del Centro di documentazione? Come si proietta nel futuro? Conoscere i fatti, interpretarli, rielaborarli, avere la capacità di evolvere le proprie teorie e dottrine, queste azioni non possono eludere la conoscenza della propria memoria storica. Partendo da questa consapevolezza l’attività del Centro si è concentrata in questi anni nell’opera di “ricostruzione” della memoria cooperativa, attraverso il recupero delle fonti documentarie del settore. Partendo da ciò io vedo nel futuro del Centro la necessità di dare una visione di sistema alle diverse azioni promosse da Legacoop e dall’Aci nell’area della cultura cooperativa, potenziando l’efficacia dell’azione di ogni singolo ente che opera in questo ambito, attraverso la messa in rete delle diverse competenze e specificità. Credo sia inoltre utile supportare le associate, nell’ambito della cultura cooperativa, intercettandone i bisogni e offrendo loro risposte affidabili e qualificate, ove possibile in una logica di sistema, anche al fine stimolarne il senso di appartenenza e di affezione alla struttura associativa. Impegnarsi infine a trasmettere in modo autorevole ed efficace, all’esterno della nostra organizzazione, la distintività dell’identità cooperativa anche attraverso una più incisiva comunicazione della sua politica culturale. 35


Senza violenza

PUNTO DONNE

La redazione

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SENZA VIOLENZA

LU di PE ch ne


PUNTO DONNE

A Bologna un luogo di ascolto e aiuto per uomini che usano violenza sulle donne Il centro Senza Violenza è stato inaugurato a Bologna il 17 novembre 2017, con sede in via de’ Buttieri 9A, ed è gestito dall’Associazione omonima Senza Violenza. La sua apertura è stata resa possibile dalla collaborazione con la Casa delle donne per non subire violenza, con ASP Città di Bologna, che ha fornito la sede e ASC InSieme. Fondamentale è la collaborazione con il Comune di Bologna, Assessorato alle Pari Opportunità e Tutela delle Differenze, sul cui impegno a sostenere nel tempo la progettualità del Centro, attraverso la stipula di una convenzione con l’associazione “Senza Violenza”, poggia la garanzia di continuità dell’iniziativa.

Come nasce a Bologna l’idea di un centro per uomini che usano violenza? L’apertura di un Centro per uomini che usano violenza, nella città e area metropolitana di Bologna, si inserisce nel solco aperto da un progetto Dafne finanziato dalla Commissione Europea, il progetto “MUVI”, coordinato dal Comune di Bologna in collaborazione con la Casa delle donne per non subire violenza. Dai risultati di questo progetto innovativo, che comprendeva iniziative di formazione e di sensibilizzazione e una ricerca azione, emerse infatti l’opportunità di offrire percorsi e strumenti di cambiamento a uomini che usano violenza contro donne e/o minori e riconoscono di avere un proble-

EXIT Exit, nella nuova versione aggiornata e rivista per il Gruppo Unipol, è una guida per aiutare le donne a uscire da situazioni di violenza. Il progetto, nato in collaborazione con l’associazione D.i.Re, donne in rete contro la violenza, e le illustrazioni di Anarkikka, è alla sua seconda edizione (la prima è del 2016)

Uscite di sicurezza dalla violenza

ma, nonché la presenza di un terreno sociale e istituzionale favorevole e propenso alla loro sperimentazione. Esistono altre esperienze di questo tipo in Italia? Certamente, il Centro nasce capitalizzando alcune fra le esperienze europee ed italiane più promettenti – Alternative to Violence (Oslo), Conexus (Barcelona), Respect (Londra), CAM (Ferrara, Firenze) con l’intento di operare in sinergia e stretta collaborazione con le istituzioni e le realtà associative del privato sociale presenti sul territorio. Ciò che si intende sperimentare non è solo un programma di intervento e un metodo di lavoro, ma un’organizzazione e un luogo che esprimano simbolicamente e nelle prassi di intervento la necessità di un’assunzione di responsabilità maschile verso la violenza contro le donne, in particolare nelle relazioni di intimità amorosa e verso i figli/e, e che evidenzino la possibilità reale di alternative, cioè di agire diversamente. Quali sono le modalità operative per intervenire sui comportamenti violenti degli uomini? Per quanto riguarda le attività specificatamente rivolte a uomini autori di violenza contro le donne – in particolare partner o ex partner – che chiedono direttamente aiuto o inviati dall’autorità giudiziaria (esistono alcuni casi anche nel nostro paese) – l’associazione si attiene innanzitutto agli standard di intervento elaborati a livello europeo. Gli interventi, che possono essere individuali e/o di gruppo, assumono come condizione prioritaria la sicurezza delle donne e dei/delle minori coinvolti. La durata dei percorsi è di circa un anno. 37


Premio Camst, tra passato e futuro

VANTAGGI

La redazione

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NOI DI CAMST

Un concorso per gli studenti dell’Accademia di Belle Arti

Durante i primi mesi del 2018, Camst ha lanciato un concorso tra gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Bologna con l’obiettivo di creare un oggetto da donare ai neo pensionati. L’idea, nata per abbracciare il passato e guardare al futuro, si fonda su una serie di valori in linea con l’identità e la storia di Camst, come ci ricorda Antonella Pasquariello, Presidente Camst: “Mettere in relazione le generazioni in maniera positiva, stimolando attraverso un concorso una riflessione sia sull’identità dell’azienda, sia sulla sua nascita, in un periodo molto distante dai giovani studenti che hanno partecipato, è stata una sfida ricca di sorprese. Siamo orgogliosi che l’Accademia di Belle Arti abbia deciso di accompagnarci in questo percorso, la sua realtà dinamica e punto di riferimento culturale in città, ci ha arricchiti regalandoci molto di più della bellissima opera vincitrice del concorso”. La premiazione dei vincitori e la presentazione del progetto primo classificato si sono svolti presso l’Aula Guidi il 26 settembre 2018, alla presenza del vice direttore dell’Accademia di Belle Arti, prof. Enrico Aceti, del prof. Carlo Branzaglia coordinatore del dipartimento di Art applicate, e di Antonella Pasquariello, presidente Camst. Ai primi tre classificati l’azienda ha corrisposto borse di studio dal valore complessivo di 3.500 euro.

Enrico Aceti, Antonella Pasquariello, Massimo Vagliviello, Emma Vezzaro, Elisa Perrone e Carlo Branzaglia

Un momento della premiazione all’Accademia di Belle Arti

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1° Classificato – Massimo Vagliviello, Quaderno Il progetto, dalla precisa funzionalità di libretto di appunti, individua precisamente lo scopo finale del premio, quello di lasciare un oggetto prezioso di ricordo (in questo caso, giornaliero) al pensionando Camst; stabilendo un rapporto di affettività che rimanda alla efficacia della collaborazione fra dipendente e azienda, e costruendo per questa ultima uno storytelling di forte impatto emotivo. GUSTAVO Il quaderno è un taccuino che contiene alcune immagini della storia della Camst, ma an16 giungo 1945, che delle pagine bianche pronte ad accogliere pensieri, fotografie e ricordi di chi lo riceve. la guerra è appena finita. Gustavo Trombetti, cameriere partigiano Inoltre è un lavoro che incarna i valori della cooperativa, tra cui l’intergenerazionalità. e importante comunista, fonda la Camst. “Prima della guerra, quando i fascisti mi arrestarono

facevo il cameriere. 2° Classificato – Emma Vezzaro, Fior di The Lo feci di nuovo quando venni fuori, Un progetto molto sofisticato sul piano concettuale, con notevole attenzione per la metaquando la guerra finì. forizzazione dei criteri contenuti nel bando, e una cura formale del prodotto finale Fu naturale mettere insieme un gruppo di amici densa e fondare la nostra cooperativa…” di rimandi storico artistici.

3° Classificato – Elisa Perrone, Interdipendenza Progetto dotato di grande attenzione per elementi di valore del marchi Camst, in aggiunta a quelli indicati dallo stesso bando, si qualifica per una particolare cura nella scelta di tecniche e materiali, con un risultato da ascriversi alla migliore tradizione decorativa.

UNA NUOVA CUCINA

SCUOLE Il mercato di Camst si estende pian piano dall’Emilia-Romagna

Col tempo la Camst diventa

a tutto il territorio nazionale,

un punto di riferimento

e negli ’70 nascono le prime cucine

per la ristorazione di grandi comunità,

centralizzate.

aziende e scuole di tutto il paese.

25 anni Area Romagna: Rita Maraldi

Alcuni acquerelli del Quaderno

“Il Quaderno” L’opera vincitrice nasce dalla creatività del giovane artista Massimo Vagliviello. Attraverso gli acquerelli con lo sguardo ripercorriamo i primi passi dell’azienda, i più importanti: dal ritratto del fondatore Gustavo Trombetti, alle scene dei primi pasti distribuiti da un vagone alla Stazione di Bologna, i primi bambini che gustano la nostra ristorazione nelle scuole, fino alle lunghe code di Clienti per assaggiare i piatti del primo pionieristico self-service italiano. Il Quaderno e la litografia

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NOI DI CAMST

Natale 2018: “Dolce Soccorso”

Camst sostiene Majani e Croce Rossa Italiana La redazione

Quest’anno il Natale di Camst è all’insegna della solidarietà: abbiamo deciso di sostenere l’iniziativa “Dolce Soccorso CRIMINO” di Majani 1796, lo storico marchio bolognese del cioccolato, nostro cliente storico di Camst dal 1991 nonché fornitore, e la Croce Rossa Italiana per un importante progetto di cardioprotezione, che sarà finanziato dalle vendite del più classico dei prodotti Majani, il famoso Cremino Fiat, per l’acquisto di defibrillatori automatici esterni (DAE), da donare a Centri Anziani dislocati su tutto il territorio nazionale.

Per l’occasione, il Cremino Fiat, creato nel 1911, e da allora prodotto di punta dell’azienda bolognese, è “vestito” con lo speciale abito dell’astuccio CRIMINO. Majani 1796, la più antica realtà cioccolatiera del Paese, ha deciso di abbinare alla finalità benefica un prodotto buono, che si distingue per l’alta qualità dell’azienda che lo realizza. Camst contribuisce a questa iniziativa acquistando 14 mila CRIMINI da donare ai propri dipendenti in occasione delle festività natalizie.

Curiosità Al cremino è legata anche la casa automobilistica FIAT che nel 1911 lanciò un concorso fra i cioccolatieri d’Italia per creare un nuovo cioccolatino in occasione del lancio del nuovo modello Tipo 4. Il concorso venne vinto dalla Majani di Bologna, prima azienda del cioccolato nata in Italia nel 1796, che realizzò un cremino con quattro strati invece di tre, gli strati scuri composti da cioccolato gianduja e quelli chiari da cioccolato con pasta di mandorle.

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SOLOPERNOI Finitalia prestiti personali Finitalia del Gruppo Unipol propone ai dipendenti Camst una convenzione per accedere a dei finanziamenti a tasso agevolato. Esempio:

Importo (€)

Rata mensile (€)

Numero rate

Interessi (€)

TAN (%)

TAEG (%)

2.000,00

116,42

18

95,56

5,95

7,22

3.000,00

127,89

25

197,25

5,95

6,66

5.000,00

117,31

48

630,88

5,95

6,29

7.000,00

131,42

62

1.148,04

5,95

6,22

10.000,00

161,20

82

3.218,40

8,50

8,90

Copertura assicurativa gratuita - Importi da €2.000,00 a €30.000,00 - Addebito delle rate in busta paga Consolidamento dei finanziamenti in corso in una sola rata mensile - Importo della rata fisso Per informazioni rivolgersi alla filiale Banca Unipol più vicina Per conoscere l’elenco completo delle filiali: www.unipolbanca.it Finitalia: tel 02.51887.829 oppure la linea dedicata, ai numeri 02.51887.913/929/922 email prestiti.dipendenti@finitaliaspa.it

Teatri di Bologna Manzoni Via De’ Monari 1/2, tel. 051.2960864, e-mail: info@auditoriumanzoni.it www.auditoriumanzoni.it Riduzione del 15% sul prezzo del biglietto (esclusi balconate e spettacoli fuori abbonamento) Orchestra Filarmonica di Bologna Il programa della stagione è disponibile on line sul sito www.filarmonicabologna.it Riduzione del 15% sul prezzo del biglietto, sono escluse balconate e gli spettacoli fuori abbonamento Musica Insieme I concerti di Musica Insieme www.musicainsiemebologna.it. I soci Camst possono acquistare i biglietti per i singoli concerti con uno sconto del 10% sul prezzo intero Arena del Sole Via Indipendenza 44, tel. 051.2910911 info@arenadelsole.it www.arenadelsole.it Riduzione del 20% sul prezzo dei biglietti e degli abbonamenti, valida per 2 persone Duse Via Castellata 7, tel. 051.231836, e-mail: info@teatrodusebologna.it www.teatrodusebologna.it Riduzione del 10% circa (vedi “Ridotto”) sul prezzo del biglietto Europauditorium Piazza Costituzione 4, tel. 051.372540 www.teatroeuropa.it Ingresso con la tariffa “Ridotto” valido per tutti gli spettacoli, tranne che per alcune eccezioni evidenziate nel programma e i concerti, verificare che sia inserita la tariffa “Ridotto” sul programma. Con una tessera socio è possibile acquistare due biglietti

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VANTAGGI

Una grazie dal profumo inconfondibile ai Soci prestatori

Chiusura Natale - Epifania delle casse di sede Ai soci prestatori che stanno programmando le vacanze, ricordiamo che le

Sede Villanova di Castenaso

casse delle sedi Camst saranno chiuse nel periodo delle festivitĂ nelle date sotto

24 e 31 dicembre 2018

riportate (comprese):

051 - 2107 411

Sede Bologna – Via Malcontenti,15

Dal 24/12 al 7/1/2019

051 - 248 068

Sede Torino

24 e 31 dicembre 2018

011 - 7750 211

Sede Como

24 e 31 dicembre 2018

031 - 587 642

Sede Udine

24 e 31 dicembre 2018

0432 - 528 811

Sede Vicenza

24 e 31 dicembre 2018

0444 - 653 711

Sede Firenze

24 e 31 dicembre 2018

055 - 3266 711

Sede Ravenna

24 e 31 dicembre 2018

0544 - 509 811

Sede Imola

24 e 31 dicembre 2018

0542 - 649 511

San Marino

Aperti solo il 28 dicembre 2018

0549 – 903 973

Sede Ancona

Dal 24 al 31 dicembre

071 - 2867 758

Sede Parma

24 e 31 dicembre 2018

0521 - 949 111

Sede Ovada

24 e 31 dicembre 2018

0143 - 80132

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Genova e le Cinque Terre Gita dei soci dell’area del Nord Est di Maria Teresa Dalla Pozza

I giorni 8 e 9 settembre l’Area Territoriale Nord Est Veneto ha organizzato una splendida gita in Liguria regione dai meravigliosi scenari, connubio tra terra e mare. Un gruppo composto di 56 persone di cui 37 soci cooperatori e relativi figli e 19 soci sovventori, hanno aderito a questa opportunità. Si è arrivati a Genova in tarda mattinata permettendo di dedicare il maggior tempo possibile alla visita guidata alla città o in

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alternativa, al famoso Acquario, lasciando a ciascuno l’imbarazzo della scelta. Chi ha visitato l’ Acquario è stato affascinato da un luogo che ospita 400 specie diverse fra fauna “marina” e flora, immersi in un contesto che sapientemente riproduce gli ambienti originari delle singole specie. Non meno coinvolto è stato chi ha visitato il centro storico, ammirando monumenti, chiese e palazzi ricchi di storia e di

bellezza di un capoluogo di regione che ha ricoperto un ruolo storico fra i più importanti del Mediterraneo. Il giorno successivo - semplicemente strepitoso – per gli incantevoli paesaggi immersi in una cornice naturale unica al mondo, si è rivelato in un susseguirsi di emozioni. Prima tappa Manarola che arroccata su una scoscesa scogliera, più che un Paese sembra un presepe. Le sue case sembra-


TEMPO LIBERO

Vista l’ora… molti di noi hanno approfittato per pranzare assaggiando piatti di pesce, altri hanno optato per un pranzo “veloce” o per un rinfrescate bagno al mare. Nel primo pomeriggio saliti sul battello abbiamo ammirato dal mare la bellezza naturale della costa impreziosita dalla presenza dell’uomo; il tutto sembra essersi “cristallizzato” nel tempo. Questi luoghi incantevoli, non a caso, sono stati inseriti tra i patrimoni dell’umanità dell’Unesco. Abbiamo osservato come la natura “rude” delle scogliere sia stata “ammorbidita” dalla tipica “macchia mediterranea”, una vegetazione che lotta per la sopravvivenza in condizioni estreme… alcune piante come le agavi e i fichi d’india, sembrano nascere dalla roccia e dai sassi, andando a coprire dirupi, pietre scoscese e sentieri impervi. Abbiamo visto vigneti coltivati a “terrazze” praticamente sospesi nel vuoto. Abbiamo ammirato la gente del posto che sa gelosamente conservare nel tempo attività la cui fatica non può essere mitigata dalla tecnologia. A tutto ciò non si può restare indifferenti. A tarda sera, gratificati da un bellissimo viaggio, abbiamo fatto ritorno a casa arricchiti da una istruttiva e piacevolissima esperienza. no costruite su un unico blocco aggrappato alla collina. Durante una passeggiata incantevole, abbiamo ammirato vigneti arroccati in piccole terrazze delimitate da muretti a secco, vero ingegno umano, che hanno permesso e permettono ancora oggi la produzione di un vino pregiatissimo. Solo al vedere la difficile ubicazione di queste coltivazioni ci siamo resi conto di quanto difficile sia mantenere la tradizione contadina (oltre che marinara) di questo territorio. Sicuramente qui la fatica è ancora molto presente per l’impossibilità di meccanizzare il duro lavoro. Dopo Manarola con il treno abbiamo raggiunto Monterosso dove siamo stati immersi in un’atmosfera di un variopinto vivace centro medievale di pescatori rimasto “fermo” nel tempo. La presenza di un Castello a strapiombo sul mare con i suoi tre torrioni tondi e alcuni tratti di una cinta muraria, testimoniano i vari sistemi di difesa adottati nel tempo per difenderlo da continue incursioni via mare.

Sul traghetto per Porto Venere, in alto uno scorcio di Manarola. Nella pagina accanto foto di gruppo a Monterosso 45


A spasso per Torino e dintorni Gita dei soci del Friuli Venezia Giulia di Loredana Oviszach

Partiti come il nostro solito all’alba con destinazione Torino, dopo lunghe ore di pullman e con il panino ancora da addentare, alle 15 abbiamo iniziato il tour a piedi per la città accompagnati da tre bravissime guide del posto che ci hanno raccontato la storia della splendida città sabauda. Dall’epoca romana ai fasti del barocco, passeggiando tra vie, piazze e palazzi, nelle antiche e famose caffetterie e pasticcerie del centro, dove abbiamo assaporato il buon Gianduiotto e il famoso “bicerin” nel tepore di un pomeriggio quasi estivo. Nel tardo pomeriggio ci siamo sposta-

In alto da sinistra: Palazzo Reale Sala delle Armature, il famoso “bicerin”, uno dei tre gruppi durante il tour a piedi in centro e la Galleria Grande alla Reggia di Venaria Reale 46


TEMPO LIBERO

ti in zona Lingotto e abbiamo visitato il museo della fabbrica del Vermuth dove i locali sono stati rimodernati e ospitano Eataly dove ci hanno accolti con un bel sorriso e soprattutto con un abbondante apericena. Ripreso il pullman il Tour si è poi fatto esclusivo con l’apertura serale straordinaria solo per noi della Reggia di Venaria Reale, residenza sabauda poco fuori Torino, patrimonio dell’Unesco. Accompagnati sempre delle nostre guide abbiamo ammirato le meravigliose stanze e ascoltato racconti e aneddoti della vita di allora. Particolarmente emozionante l’ingresso nella maestosa Galleria Grande che ha ospitato la cena del G8 e che in quel momento accoglieva solo noi. Domenica giornata libera per una passeggiata in centro, sempre accompagnati dal sole e dal cielo azzurro. Alcuni ne hanno approfittato per visitare il museo Egizio, altri il museo del Cinema e la Mole Antoneliana, altri ancora il palazzo Reale e il Castello. Nel pomeriggio durante il rientro verso casa abbiamo giocato cantando melodie

con un testo inventato dai vari gruppi, la fantasia e la simpatia non sono mancate e per tutti ci sono stati ricchi premi (le nostre soffitte ringraziano). E’ stato un weekend intenso e siamo

tornati stanchi ma felici di aver condiviso questa esperienza assieme. Devo dire che i nostri soci sono persone uniche e di valore: il cuore pulsante di Camst.

In alto le ragazze di Trieste, in basso i soci del Friuli viaggiano in “Top Class”

Nella pagina accanto foto di gruerosso

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La Mantova dei Gonzaga Gita dei soci di Bologna La redazione

Quest’anno la meta dei soci di Bologna “in gita per un giorno alla scoperta delle nostre belle città” è stata Mantova. In particolare le nostre guide della Cooperativa Charta ci hanno accompagnato alla scoperta del regno che fu dei grandi Gonzaga e raccontato della loro incredibile parabola, che li vide iniziare come affittuari terrieri ed arrivare a prendere pieno possesso del mantovano, intessendo una raffinata rete di alleanze strategiche con l’Imperatore e col Papa, con Venezia e con Ferrara. Sotto i Gonzaga, Mantova divenne splendida, meta di artisti come Donatello, Rubens, Pisanello, Mantegna, Leon Battista Alberti. A Vittoria una delle guide, abbiamo chiesto alcuni cenni sul magnifico patrimonio artistico che ci hanno lasciato. “Mantova sarà governata dal 1328 al 1707 dalla famiglia Corradi di Gonzaga. La loro ascesa comincia in periodo comunale e per questo saliranno al potere col titolo di Capitani del Popolo ma cominceranno da subito a caratterizzare con la loro impronta la città che verrà a delinearsi nel tempo. Fin dall’epoca di Gian Francesco Gonzaga nella prima metà del Quattrocento, Mantova è un centro di cultura umanistica. Pisanello è ricordato nel 1439 come familiare alla corte di Gian Francesco, per il quale nei primi anni Quaranta affresca l’incompiuto ciclo di tema cavalleresco nella Corte Vecchia del Palazzo Ducale. Nel 1459 Leon Battista Alberti giunge a Mantova, dove lascia i progetti per le chiese di San Sebastiano e di Sant’Andrea. 48

Ma è il ruolo che Mantegna riveste a Mantova che rimane sostanzialmente un caso unico nel Quattrocento per la vastità e l’eccezionalità delle imprese portate a termine dall’artista per i suoi mecenati

Il Palazzo Ducale residenza della famifglia Gonzaga. A destra un particolare della Camera degli Sposi del Mantegna. Foto di Guido Milani

in un lasso di tempo di quasi 50 anni. La prova è lo studio privato di Ludovico, la Camera Picta o degli Sposi, manifesto umanistico e antiquario”.


TEMPO LIBERO

Potere alle donne Sempre più numerose le squadre di sole donne al torneo di bowling La redazione

Si è concluso il 13 novembre la 15° edizione del torneo di bowling Camst. La vittoria è andata a giovani rampanti dei Boys San che hanno portato a casa l’ambito trofeo per la terza volta. Nel torneo femminile invece la vittoria è andata ad una outsider la squadra del self service all’interno della fiera di Bologna, l’Europa, alla sua prima coppa. Ma la novità è stata la numerosa partecipazione di squadre di sole donne. Che sia il segnale di un cambiamento di rotta? Quanto meno in uno sport solitamente rivolto a un pubblico maschile. Le squadre vincitrici

Una fase di gioco

Le squadre di solo donne che hanno partecipato alla finale 49


Saluti dalla Cuce di Nova Milanese

ITIS Trieste Cinzia, Angela e Sara Tavolamica di ForlĂŹ

Silvia e Elisa delle Scuole di Ravenna Pranzo alla Cesab di Bologna

Ramona, Sara e Cinzia Tavolamica ForlĂŹ

Saluti da Torino dai soci del Friuli

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Foto Soci

Gaspare, Cinzia e Lamberto Tavolamica Forlì

“Zola” in gita a Mantova Angela e Gaspare Tavolamica Forlì

Il Veneto in Liguria

Dalla Race for the Cure di Bologna. Quando serve “quelli degli uffici” sanno anche correre

Vuoi vedere le tue foto pubblicate su questa pagina? Invia le immagini via Whatsapp o email soci@camst.it 3357742990


Un saluto a chi parte per nuove avventure... Gli anni volano! › Cristina Cristiani Non è facile quando qualcosa di importante, che è cominciato tanti anni fa, sta per finire. Qualcosa di importante perché tu sei stata importante per Camst. Sei probabilmente l’ultima di una generazione, dopo Carmen e Festina, che ha gettato le basi per quello che è oggi l’Ufficio del Personale. Quando una persona come te va in pensione, non ci sono molte parole da dire. Ce n’è una sola: grazie. Grazie per i tuoi anni dedicati al lavoro, per gli insegnamenti alle colleghe, grazie per tutte le volte che ti abbiamo fatta arrabbiare e grazie per tutte quelle dove hai fatto arrabbiare noi, ma sempre e comunque per il bene della Camst. Grazie per averci trasmesso la passione per questo lavoro, la voglia di imparare e di andare sempre avanti, prima con Strega e adesso con Adp. Molte delle procedure che ci sono oggi non sarebbero cresciute senza di te e

› Lucia Carrà ”Ogni persona che passa nella nostra vita è unica. Sempre lascia un po’ di sè, e si porta via un po’ di noi. Ci sarà chi si è portato via molto, ma non ci sarà mai chi non ci avrà lasciato nulla” Jorge Luis Borges Grazie, grazie, grazie Lucia per aver fatto parte di questo grande gruppo! Lucia col Direttore di Imola Erika Camorani

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Cristina e le colleghe delle “Paghe” qualcuna non sarebbe nemmeno nata. Quando c’era un problema la frase ricorrente era sempre: “Chiedi a Cristina”. Noi sentiremo tanto la tua mancanza, ma siamo sicure che anche i fogli di excel la sentiranno. E non ci sembra giusto che tu vada in pensione proprio quando avevi imparato ad utilizzare così bene le tabelle pivot. E in ogni caso sappiamo che se avremo

bisogno di te, anche solo per sapere cosa ne pensi, tu ci sarai, come ci sei sempre stata in tutti questi anni. Domani faremo richiesta formale a Salvini e Di Maio di abolire ilTfr, perché senza di te non sarà più lo stesso. Un abbraccio forte forte dalle tue colleghe e dai tuoi colleghi.


TRAGUARDI

› Federico Zamolo Caro Fede, che dire... alla tua festa erano in tanti a salutarti e ho visto le foto e il video, ho visto che ti sei anche commosso, che tenero Fede. Purtroppo invece io non c’ero e non sono nemmeno riuscita a salutarti come si deve, provo a farlo ora. Di certo posso dire, invece, che c’ero nel 1983 quando sei stato assunto: ho fatto proprio io la tua lettera di assunzione, allora mi occupavo anche di paghe, prima che arrivasse la mitica Carla. C’ero anche quando ti hanno premiato sul Castello di Udine in una cerimonia organizzata dalla Lega Cooperative FVG quando hai vinto una targa di onorificenza per essere stato uno dei primi lavoratori maschi a usufruire della paternità facoltativa nel 1984. Hai praticato la parità di genere quindi, quando ancora nessuno lo faceva! Sei sempre stato un Uomo un pò speciale, di altri tempi, innovativo, ma anche legato alla tradizione: al Friuli, in particolare alla Carnia, il tuo luogo di origine, per non parlare poi della nostra lingua, il friulano che era il nostro punto di incontro e tal volta anche di scontro, perché tu ne sai sempre di più di tutti (davvero) e ci correggevi se non usavamo il termine corretto.

Sono in tanti ma non è difficile capire chi è Federico Così all’antica per certe cose, ma anche così attento al Nuovo, alla Scienza, alla Politica, al Mondo: memorabili le nostre discussioni sulla fisica quantistica e sull’astrofisica, sulla fede e la religione, ma anche le nostre discussioni sulla pace e sulla guerra. Non sempre eravamo d’accordo e discutere animatamente stancava prima noi, di te. Sulle cose che contavano non hai mai mollato e se pensavi di avere ragione (di solito, sempre) non ammettevi sconti. Non è un caso che ti sia guadagnato il nomignolo in furlan scottish di “uno che sa attaccare chiodi”, insomma “uno che non molla mai”. Allegro e ironico, talvolta pure pungente

e pignolo, ma anche un collega leale e attento al bene della nostra Impresa Cooperativa. Non dimenticherò mai quanto sapevi essere congruente e anche divertente nei corsi di formazione che abbiamo fatto insieme in questi anni di Camst. Quanti aneddoti. Concludo caro Fede, augurandoti di poter incontrare il Bene e il Bello della vita e di far fruttare la meritata vacanza dal lavoro, dedicandoti a quello che ami di più, i viaggi, i libri, la cultura e la tua splendida famiglia. Mandi e Bune e Biele Vite, Fede Marta Faleschini

› Patrizia De Angeli Quarant’anni al “Vertice”, questo è l’invidiabile record di Patrizia. Entrata in cooperativa nel lontano 1981 ha infatti sempre lavorato nello storico ristorante della Fiera di Bologna. Per anni ha curato il reparo dei contorni e anche se il primo amore non si scorda mai quando negli ultimi anni le hanno chiesto di entrare in rotazione lo ha fatto con il solito impegno. “Sono andata al lavoro sempre volentieri poi quest’anno è nata la mia bella nipotina, la pensione arriva proprio al momento giusto. Non poteva andare meglio”. Ciao Patrizia, un saluto a te e alla tua ... nuova datrice di lavoro. Il brindisi di saluto di Patrizia con i suoi colleghi del ristorante Vertice 53


Enea Cavrini, un grande chef Il ricordo di Roberto Castaldini, dal “Tre Vecchi” ai ruggenti anni dell’ ”Europa” di Filippo Pattarozzi

In ottobre ci ha lasciato Enea Cavrini, storico chef della Camst. Pubblichiamo un suo ricordo con le parole di Roberto Castaldini che ha lavorato al suo fianco per tanti anni. “Ho incontrato per la prima volta Enea al Tre Vecchi che allora era uno dei migliori ristoranti di Bologna. Lui era già chef io a quel tempo ero capo servizio e dopo alcuni anni diventai direttore. Enea era un vero professionista, un fuoriclasse che avrebbe dato del filo da torcere a tanti degli chef stellati che oggi vediamo in televisione anzi, li avrebbe stesi tutti! Era una persona modesta, animata da una grande passione, tutto lavoro e famiglia, dopo il servizio noi andavamo fuori a mangiare o a bere da qualche parte, lui mai. All’inizio degli anni ‘70 ci spostammo alla Fiera di Bologna, al ristorante Europa. Durante le fiere più importanti era un delirio, tra self service e ristorante alla carta servivamo quasi 3.000 persone in 3 ore e mezza. E come se questo non bastasse, ci venne anche l’idea di sviluppare il servizio Catering, che esisteva già, ma era poca cosa. Decidemmo di creare un nuovo brand: “Europa Party e Ricevimenti” perché sarebbe stato difficile proporsi ai clienti per servizi di gala col nome Camst, perché allora era sinonimo di mensa. All’inizio i clienti erano il Comune di Bologna, la Provincia e la Regione, poi arrivarono i privati. La prima location per i ricevimenti fu la magnifica cornice di Palazzo Albergati, essere entrati lì e, poco dopo, anche a Castello de’ Rossi fu per noi un successo incredibile. Ricordo che portavo a Enea pacchi di ordini e lui brontolava perché faticava a star dietro a tutto, ma bastava lasciarlo

Enea Cavrini (il 2° da destra) con Gian Maria Volontè al ristorante Tre Vecchi sfogare che poi era lui a venirti a cercare per chiederti se ce n’erano degli altri. Io per evitare le sue lamentele mandavo Paolo Serra (suo collaboratore, ndr) così se la prendeva con lui. Furono anni di grande soddisfazione, Enea preparava piatti eccezionali accompagnati da una presentazione sontuosa. Sempre in quel periodo al ristorante Europa presentammo alcune serate a tema in occasione delle grandi manifestazioni fieristiche. La prima fu “La cucina di una volta” durante la Fiera Campionaria, nata da un’idea dello lo storico bolognese Giancarlo Roversi. Roversi proponeva menu del ‘500, ‘600 e ‘700 che aveva raccolto durante le sue ricerche ed Enea li realizzava. Un’altra fu la “Rassegna della Cucina Mondiale”, a cui parteciparono chef pro-

venienti da tutto il mondo per presentare la cucina del proprio Paese. Ogni serata era dedicata ad una cucina diversa: quella cinese, quella francese, quella messicana e quella spagnola. Per Enea erano occasioni per imparare nuove ricette e nuove tecniche di preparazione, era umile e molto curioso, guardava e prendeva appunti, un esempio anche per i cuochi del suo staff. Alla fine anche lui presentò “un piatto mondiale” di sua invenzione: il Tortellino del Cardinale Lambertini, una specie di carbonara con scaglie di tartufo che lui si divertiva a cucinare e io di più a mangiare, una vera prelibatezza! Mi piacerebbe intitolare questa ricetta ad Enea ed offrirla al Presidente dei cuochi bolognesi durante una delle loro manifestazioni.


Per non dimenticare Chi era Elena per la famiglia… un punto di riferimento. Chi era per gli amici… una persona sempre allegra e disponibile. Ma Elena era soprattutto una persona che amava vivere, che lo dimostrava ogni giorno con la sua solarità e con il suo sorriso. Della sua voglia di vivere ci ha dato un’ultima testimonianza nel periodo più difficile della sua vita, lottando con tutte le forze che aveva per non perdere quella partita. Chi gli è stato vicino in queste settimane ha potuto notare la grande dignità e fiducia con cui stava affrontando la malattia, anche se la situazione si stava aggravando. Era una sportiva, nel vero senso della parola, una cui piaceva ancora a 53 anni andare in palestra e in bicicletta. Stavamo preparando un viaggio a luglio in Umbria, insieme ad alcune colleghe, con cui avrebbe voluto festeggiare la guarigione. Era una che combatteva, e anche contro il tumore non ha mai mostrato segni di cedimento, voleva sconfiggerlo. Una grande lezione quella che ci ha dato Elena, perciò dobbiamo ricordarla con il suo sorriso, la sua tenacia e la sua positività. Ci ha lasciato troppo presto, ma ha fatto in tempo a regalarci un manuale di valori per i quali vale la pena di esistere e combattere ogni giorno contro le avversità della vita. La morte terrena porta alla vita eterna e da lassù veglierà sui suoi cari. Ti ricorderemo sempre col sorriso. Con affetto le tue colleghe

Giacomo Fraternale chef dell’Istituto Humanitas di Rozzano (MI) con le colleghe

Elena Ghigo lavorava alla refezione scolastica del comune di Piossasco (TO)

Ciao Giacomo… la prima cosa che mi viene in mente pensando a te, è certamente il profondo attaccamento al tuo lavoro e alla tua famiglia: i due principi cardine della tua vita. Concetto scontato e banale? No di certo, in questo oggi cosi materialista e carente di valori. Scherzi del destino… è proprio nel posto di lavoro, tra i colleghi che con te condividevano la tensione di preparare ben 1.000 pasti al giorno, che improvvisamente ci hai lasciati; proprio lì quasi a dichiarare ancora una volta quanto volevi esserci sempre e comunque per svolgere il tuo lavoro. Personalmente ti ho conosciuto in altre aziende e in altri ruoli, ma in ogni occasione, la ricerca di una corretta soluzione ai vari problemi insiti nell’attività quotidiana, era da te sempre vissuta con la giusta serietà. Con serietà certo, ma sempre e comunque con positività e con un sorriso, che aiutava tutti i tuoi colleghi ad affrontare qualsiasi difficoltà con un atteggiamento costruttivo. Ho saputo che sei stato “maestro” di molti durante la tua vita professionale, amico di tanti nella tua vita personale, un padre e marito esemplare, e non solo a parole. Per noi sei stato un caro collega, un serio professionista, ed io con i tuoi colleghi ti ringraziamo per essere passato nelle nostre vite…lasciando il segno! Paola Bardelli e i colleghi di Giacomo


SOLIDARIETÀ

Race for the cure: di corsa contro i tumori al seno Maratona di solidarietà per la ricerca, la cura e la prevenzione di Filippo Pattarozzi

Domenica 23 settembre si è chiusa la tre giorni della “Race for the cure”, la mini maratona di solidarietà che da 12 anni è un appuntamento imperdibile per migliaia di bolognesi. Una carica di oltre 20.000 persone che, chi con passeggini e cani al seguito, chi camminando, chi correndo, ha percorso i 5 chilometri che dai Giardini Margherita portano a Piazza Maggiore e attraverso le viuzze del centro di Bologna. Donne, uomini, bambini, umarells e zdaure che tutti insieme hanno corso con un unico scopo: la lotta contro il tumore al seno. Chi ha partecipato contribuisce con i fondi raccolti dalle iscrizioni a progetti per la ricerca, la cura e la sensibilizzazione sul tema della prevenzione. In particolare a Bologna i fondi saranno utilizzati per un progetto che sta prendendo forma nel Padiglione H dell’ospedale Bellaria condiviso

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anche con il Sant’Orsola Malpighi: ”Donne al centro”, un luogo di incontro e consulenza per le donne. Sul sito della Race di Bologna www.racebologna.it/destinazionedei-fondi.php potete leggere i 13 progetti che sono partiti nel 2018 in Emilia Romagna grazie all’edizione della Race del 2017. Anche il gruppo di soci e simpatizzanti di Camst ha dato, come dal giorno in cui si è svolta la prima manifestazione, il suo contributo con 150 iscritti e quest’anno ha avuto anche l’onore di ospitare tra le sue fila una vera star, più fotografata delle madrine Rosanna Banfi e Maria Grazia Cucinotta (anche perché assenti) e più applaudita dei vincitori della corsa. E’ Blondie, la cagnolina della nostra collega del Cedi Donatella che con il suo bel tutù rosa e la maglietta della Race ha fatto bella mostra di sé in questa importante giornata di festa.

In alto, Blondie la Regina della Race con la nostra collega Donatella In basso da sinistra, una parte del gruppo Camst e gli addetti alle libagioni, Ambra, Gaia e Ivano