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Le Vie Nuove Notiziario del Camper Club Etruria

Chi Vespa mangia le mele I Trulli di Alberobello Settimana itinerante in Puglia Latitanza e responsabilitĂ Trazione! Quanto conta sulla scelta?


Le Vie Nuove

Sommario Partecipare per non subire

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Latitanza e responsabilitĂ

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Chi Vespa mangia le mele

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Notiziario del Camper Club Etruria Maggio 2019 Direttore Responsabile Giorgio Raviola Direttore Editoriale Beppe Tassone

La Vernaccia di Serrapetrona

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I Trulli di Alberobello

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Settimana itinerante in Puglia

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Salento, non solo mare

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Camping Baia del Sole

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Il nuovo carica batterie

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Modulo fotovoltaico semi-flessibile

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Trazione! Quanto conta sulla scelta?

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Area Sosta a Rocca De’ Baldi

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Area sosta a Gambatesa

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Sede:

Pasta e Patate

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Cell.: 331.7450232 Sito: www.camperclubetruria.it E mail: info@camperclubetruria.it Facebook: Camper Club Etruria

Redazione Roberta e Fabrizio Laser Editore Camper Club Etruria

Affiliato

Aderente

Camper Club Etruria Via Prato Maremmano 24 00052 CERVETERI (RM)

In copertina Il Museo della Vespa di Pollenza

Notiziario distribuito ai Soci del Camper Club Etruria

Le Vie Nuove

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Riprendo l’editoriale di Beppe Tassone (a pag. 4) perché c’è un punto dal lui trattato che ritengo di fondamentale importanza: la rappresentanza di noi fruitori del turismo itinerante nei luoghi della politica dove si decidono le nostre sorti, o come meglio dire in questo caso, la totale assenza di rappresentanza. E la legge emanata dalla Regione Piemonte in materia di sosta dei veicoli ricreazionali ne è la prova provata. Si, perché se ci fosse stata una rappresentanza di camperisti in sede di discussione ritengo che mai e poi mai si sarebbe potuto scrivere “Non è ammesso in nessuna forma il campeggio libero.” Sarà anche vero che ora ci saranno i regolamenti attuativi a specificare meglio, ma leggendo la legge così com’è se ne ottiene questa brutta sintesi: In Piemonte si può soggiornare solo nelle strutture ricettive. Il che è pressoché assurdo in una regione dove le montagne e le colline offrono sconfinati paesaggi straordinari ed opportunità meravigliose, al punto di meritarsi l’inserimento nei beni del mondo tutelati dall’Unesco. Così come sono patrimonio dell’umanità le tante residenze Sabaude, luoghi da visitare assolutamente, mete ambite dai turisti itineranti, e dove non sempre esistono le aree descritte nella legge regionale, ed il camper arriva e parcheggia anche per un intero fine settimana per poter godere appieno il luogo. Sicuramente lo spirito della legge tende a favorire l’incremento delle strutture ricettive, e questo è un bene per il turismo en plein air, però ci sono anche tanti luoghi in cui il camper può fermarsi, tra l’altro senza deturpare e sporcare, ma soprattutto dove diversamente sarebbe persino difficile accogliere turisti. Per questo laddove la politica decide è indispensabile la presenza di quei soggetti che alla fine ne sono i percettori, e laddove capita la latitanza costituisce colpa grave. Personalmente ho sempre sostenuto che chi si iscrive ad un Camper Club, pagando dunque una quota, lo fa per uscire dal quotidiano, socializzare con chi ha le sue stesse motivazioni, conoscere, scoprire, senza dover preoccuparsi dei tanti come e perché. A quelli ci deve pensare il sodalizio che in camperista ha scelto, ed al quale ha dato dei soldi. Ed ha ragione Tassone quando dice che proprio il Piemonte, con i Club che contano, o meglio che contavano, è stata regione capofila per far accettare o modificare leggi e provvedimenti che ci avrebbero penalizzato non poco. Aggiungo di più. Sta accadendo un cambiamento importante nel settore dei motori e della loro alimentazione, così come l’ambiente sta gioco forza assumendo un’importanza rilevante per il nostro futuro, richiedendo interventi e normative, trasformazioni queste che dovranno avvenire con una certa gradualità e con cognizione di causa. E’ dunque importante che la nostra categoria faccia valere il peso politico di cui potrebbe disporre, soprattutto grazie all’interessamento dei Club e delle Federazioni che, tra l’altro, ne hanno l’onere istituzionale. La non politica non può essere l’alternativa alla cattiva politica, e per evitare che ciò avvenga occorre partecipazione attiva. Diamoci da fare, prima che sia troppo tardi. Giorgio Raviola Le Vie Nuove

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Latitanza e responsabilità dei grandi Club Occorre riprendere in mano il bandolo della matassa

Legge regionale del Piemonte n. 5 del 22 febbraio 2019, all’articolo 10, testualmente recita: Art.10. (Deroghe ed esclusioni) 1. Non è consentito il soggiorno con allestimenti o altri mezzi mobili di pernottamento al di fuori delle aree individuate dagli articoli 6 e 8, fatta eccezione per: a) gli spazi all'aperto destinati alla sosta di campeggiatori all'interno delle strutture ricettive agrituristiche ai sensi della normativa regionale vigente in materia; b) le aree per il turismo itinerante a favore dei mezzi ricreazionali individuati dal d.lgs. 285/1992 e dal relativo regolamento di attuazione; c) le aree e gli spazi privati offerti in modalità garden sharing, ai sensi dell'articolo 7, previo consenso del proprietario. 2. Non è ammesso in nessuna forma il campeggio libero.

Si tratta, per molti versi di un’ottima legge, che riconosce e dà impulso alle aree di sosta, che si occupa di turismo itinerante, che ne propugna la diffusione anche attraverso sistemi di garden sharing, con un unico neo, quel divieto, tout court, al campeggio libero, che va meglio spiegato e soprattutto capito. Saranno i regolamenti di attuazione a chiarirne la portata e sicuramente la situazione non si presenterà così grave come una lettura affrettata dell’ultimo comma dell’articolo 10 potrebbe far supporre. Tutto questo, peraltro, rende obbligatoria una domanda che è anche una indicazione dei nostri tempi e di un certo “calo di tensione” fra gli addetti ai lavori: dove erano i rappresentanti del grande movimento associativo piemontese quando si discuteva la legge regionale? Erano informati di quanto bolliva in pentola? Hanno chiesto di partecipare alle audizioni che sono sempre aperte ai portatori di interessi diffusi? Se sì, ma qualche dubbio ce l’ho, in che data sono stati ascoltati in commissione? Cosa hanno detto? Quali proposte alternative hanno fatto? Sia chiaro, nessun appunto ai piccoli club, a quelli che difficilmente possono utilizzare il proprio peso in simili circostanze, ma non tutti sono assolti. Le responsabilità tra grandi e piccini, in questa circostanza, emergono in tutta la loro pesantezza. Innanzi tutto perché proprio il “peso” dei club era servito, in Piemonte, a far nascere la precedente legge, ad esonerare i camper dai divieti di circolazione, a far approvare in Parlamento la norma sull’handicap, a far abolire il divieto dei portabici e delle verande, a far nascere tante aree di sosta finanziate con denaro pubblico, a incidere su molti piani regolatori perché venisse previsto uno spazio per i veicoli itineranti, a far nascere la filosofia del plein air… Ora, nella stessa Regione viene approvata una norma che, contiene un divieto: un’offesa innanzi tutto alla storia del turismo itinerante piemontese. Ma l’offesa non viene tanto dal legislatore, quanto da chi, forse in altre faccende affaccendato, invece di farsi sentire ha deciso che “di politica non ci si occupa” quasi che non fosse proprio in Regione (e in Parlamento) a decidere del nostro futuro. Certo è più facile occuparsi di altre cose, danno maggiori soddisfazioni, ma la cosa sa tanto di tradimento o di segno dei tempi. Una resa senza condizioni che non è accettabile: occorre riprendere in mano il bandolo della matassa. Forse qualche viaggio in meno e qualche convegno in più, forse qualche spot in meno e qualche idea in più… Altrimenti il futuro difficilmente potrà ancora apparire roseo e non si potrà poi dare, come al solito, la colpa agli altri. Questa volta le responsabilità sono ben chiare! Beppe Tassone Le Vie Nuove

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“Chi Vespa mangia le mele”

Vespa firmata Salvador Dalì

Era lo slogan che alla fine degli anni sessanta reclamizzava la Vespa, molto probabilmente lo scooter più conosciuto al mondo. Il debutto di questo splendido veicolo è avvenuto nel 1946 e, prodotto ancora oggi, rappresenta un moderno capolavoro d e l m a d e i n I t a l y. L a s u a progettazione si deve all’estro dell’ingegnere aeronautico Corradino D’Ascanio, mentre la fabbricazione fu affidata a Corradino Piaggio, prima negli stabilimenti di Biella, successivamente in quelli di Pontedera. Al suo esordio la Vespa rappresentava un sogno proibito, mentre nel dopoguerra ha conosciuto un’ampia diffusione, toccando il milione di esemplari venduti in circa d i e c i a n n i . Ve i c o l o c o m o d o , confortevole e sicuro ha rappresentato il boom economico italiano, promosso anche dalle star del cinema di allora. Oggi sta diventando una moda collezionare la Vespa, mentre una trentina di anni fa, mosso da una grande passione, a pensarci è stato Le Vie Nuove

Pollenza .- Museo della Vespa 5


solamente l’ex calciatore di Pollenza Marco Romiti. Ma forse proprio questo è uno dei motivi che ha determinato l’originalità, la ricchezza di esemplari e di riferimenti storici del Museo della Vespa organizzato da Romiti ed accolto nei locali del Comune di Pollenza. Qui è veramente rappresentata tutta la storia e l’evoluzione della Vespa, non solo attraverso l’esposizione dei suoi innumerevoli modelli, tra i quali qualcuno veramente unico e raro, ma anche grazie alle testimonianze raccolte riguardanti le tantissime gare, manifestazioni, corse, raduni ed iniziative

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varie effettuate nel corso degli anni, persino il trascorrere del tempo è testimoniato con un’armonica ed esaustiva successione. Entrando nel Museo della Vespa del collezionista Marco Romiti si ha subito la sensazione di essere al cospetto di qualche cosa di veramente importante. Qui tutto è straordinariamente autentico, dalla pregiata Vespa da corsa a quella firmata da Salvador Dalì, dai diversi risciò alle prime Vespe con il cambio a bacchetta, dai mezzi partecipanti ad importanti gare ai tanti modelli tradizionali succedutesi nel tempo, dai giocattoli in tema alle fotografie testimoni di un’epoca, dai tanti trofei alle vecchie pompe di distribuzione di carburante. Si possono ammirare anche diversi modelli di altre marche costruttrici, tutti originali e che hanno contribuito in qualche modo allo sviluppo dello scooter. Ma è parlando con Romiti che si colgono veramente l’amore e la passione che lo connotano, non mancando i ringraziamenti alla moglie Mariella che in tutti questi anni lo ha sostenuto e stimolato. Ed ora i risultati sono evidenti. Romiti ha anche parole di riconoscenza verso i politici che si sono susseguiti al Comune, di qualunque appartenenza, che hanno subito capito l’importanza e la portata di questo Museo, con tutta probabilità il più completo d’Europa. La visita a questo sito incantevole ed unico, per preciso volere di Romiti, è gratuita, perché tutto questo deve essere un patrimonio comune e condiviso. Se entrando si ha la piacevole sensazione di essere di fronte a qualche cosa di importante, uscendo si prova amarezza, proprio così, e ci si domanda come mai ad una tale ricchezza storica non siano riservate l’importanza e la considerazione che merita. Tutto questo dovrebbe essere ospitato in una struttura più ampia, tutta dedicata, con spazi che consentano di ammirare appieno tutti i cimeli che necessariamente 6


qui, nei risicati locali comunali, sono ammassati, quasi a nascondere il proprio fascino. Se provate a fare una ricerca in internet troverete diverse interviste televisive a Marco Romiti in merito alla sua pregevole collezione, cosĂŹ come potrete leggere le entusiastiche recensioni di vari visitatori dedicate a questo straordinario ed unico Museo della Vespa di Pollenza.

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La Vernaccia di Serrapetrona

L’appassimento

Visita alle Cantine

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Il raduno di Pasqua quest’anno lo abbiamo effettuato nelle Marche, più precisamente all’Abbazia di Fiastra, nelle vicinanze di Macerata. Abbiamo visitato molte bellezze di questo splendido e ricco territorio, che ancora porta i segni del terremoto di quasi tre anni fa, ma quello che più ha sorpreso è stata la scoperta di alcune eccellenze dei luoghi, tra queste la Vernaccia di Serrapetrona. Si, lo so, anche io a sentir nominare Vernaccia, almeno sino ad oggi, pensavo al classico vino bianco di San Giminiano. I n v e c e n o , l a Ve r n a c c i a d i Serrapetrona è tutt’altra cosa, intanto è un vino rosso particolare soprattutto per la sua vinificazione e l’estensione territoriale in cui viene prodotto. Un’estensione limitata ad appena sessantacinque ettari, comprendenti tutto il comune di Serrapetrona ed una piccola parte dei territori di Belforte in Chienti e 8


San Severino Marche. Dicevamo della vinificazione, particolare perché prevede tre diverse fermentazioni, ma l’interessante è capire come si è arrivati ad ottenere questo prodotto. Il nobile vitigno di Vernaccia Nera produce un’uva che se vinificata con il metodo tradizionale darebbe un vino di bassa gradazione, soggetto quindi a diventare a aceto in tempi brevi. Per fronteggiare tale situazione si procede in questo modo: parte dell’uva vendemmiata ad ottobre è vinificata tradizionalmente, mentre circa il 30% viene selezionata ed appesa ad appassire per circa tre mesi. Dopo tale periodo l’uva passita viene vinificata ottenendo un mosto rosso rubino, denso come il miele, versato nel vino prodotto ad ottobre ed il tutto rimesso a fermentare. Il vino così ottenuto si arricchisce di aromi, un particolare sapore ed una gradazione che va dai 12,5° ai 13,5°. Agendo sui tempi delle fermentazioni si possono ottenere sostanzialmente due prodotti: un vino più secco ed un altro amabile e frizzante. Da ciò è evidente che la Vernaccia di Serrapetrona non può essere immessa in commercio prima di un anno e mezzo dalla vendemmia. Inoltre, i tempi lunghi di vinificazione, la limitatissima zona di produzione e vigneti piccoli e poco rigogliosi fanno si che la produzione sia piuttosto limitata, di conseguenza la commercializzazione è riservata ad una ristretta clientela.

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I trulli di Alberobello In epoca romana, in questa parte della Valle D’Itria nelle Murge, esisteva soltanto una Sylva Arboris Belli, ossia una magnifica foresta di querce che diedero il nome al primo insediamento abitato nel secolo XV. Tuttavia, Alberobello si sviluppò dopo il 1635, come feudo del conte Gian Giacomo II, detto il Guercio di Puglia. L’abitato, come tutti gli altri centri della regione, da Locorotondo a Martina Franca, da Fasano a Cisternino, è caratterizzato dalla presenza d’innumerevoli “trulli”, se ne contano più di 1000 nel solo centro storico di Alberobello. Sono accatastati come fabbricati per uso di abitazione, A/11, alloggi tipici dei luoghi, in sostanza case di tipo rurale, oggi ricercatissime per il loro notevole valore ambientale e storico. Nel 1996, l’UNESCO decretò di stendere la sua ala protettiva sull’intero abitato di Alberobello, già da tempo considerata come la meta turistica più interessante di tutta la ricca regione pugliese. Il trullo trae probabilmente origine da antichissime forme di costruzione rurale, ricollegabili alle preistoriche “specchie” del Salento, ma l’edificio tipico della Valle d’Itria è senza dubbio assai più recente di quanto si creda, come risultato dello spietramento dei campi e della utilizzazione dei conci per edificare in una maniera Le Vie Nuove

assolutamente peculiare e tipica solo di queste zone. I trulli, caselle o casedde, hanno pianta circolare all’esterno e forma conica, sormontata da un pinnacolo decorativo che copre generalmente il foro del camino. Le pareti del cono sono ricoperte da lastre calcaree grigiastre, dette chiancarelle, con simboli religiosi o magici tracciati a calce. La porta d’ingresso del trullo è ad arco, ricavata da un sollevamento a timpano dell’orlo del tetto. All’interno, giocando con il notevole spessore dei muri che proteggono la casa dagli sbalzi di temperatura, si è cercato di dare forma quadrangolare all’ambiente, dotato di camino e nicchie per la sistemazione degli oggetti domestici. Per le esigenze delle famiglie contadine, al trullo principale che funge da soggiorno e cucina si sono aggiunti trulli minori, collegati fra loro con funzioni di camere da letto, servizi e magazzini. In tal modo il paesaggio dei trulli, sia in aperta campagna, sia negli agglomerati di tipo urbano, si articola in un fantastico sistema di coni di pietra, pinnacoli e camini fra il verde argenteo degli ulivi, le chiome leggere dei mandorli e folte degli agrumi. Nella fiabesca Murgia dei trulli una costruzione moderna, un capannone industriale, un tetto di tegole rosse, un edificio di cemento e vetro 10


colpirebbero come un tremendo pugno in un occhio. Per fortuna, finora, lo scempio è stato evitato. Alberobello è raggiungibile facilmente attraverso buone strade, ma nessuna ha le caratteristiche delle superstrade a quattro corsie con i loro orribili viadotti. Il turista è costretto per la sua delizia e viaggiare lentamente nell’ambiente idilliaco di una campagna che conserva tenacemente le sue preziose caratteristiche ambientali. Purtroppo, nella zona monumentale di Alberobello, soprattutto nei due rioni Monti e Ala Piccola, l’arrivo di tanti turisti in ammirazione dei trulli ha snaturato progressivamente la loro originaria funzione.

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Esistono ancora famiglie che vivono stabilmente nelle tipiche abitazioni ed offrono ospitalità a chi desidera visitare i curiosi interni, ma molti trulli sono stati convertiti in botteghe di souvenir, tra l’altro neppure tutti riconducibili all’artigianato e alle produzioni agricole locali. Per i turisti del genere “parvenu” è stato creato u n H o t e l d e i Tr u l l i , riunendo e dotando di un falso lusso un gruppo di abitazioni tipiche del luogo, con un’operazione di assai dubbio gusto, tanto più che Alberobello ha una recettività alberghiera di tutto rispetto, avendo nel suo territorio una ventina di strutture alberghiere di ogni ordine e grado, dalle cinque stelle alla sistemazione agrituristica, oggi tanto di moda. La visita della straordinaria cittadina è senza dubbio un’occasione da “non perdere”, come asseriscono le più importanti guide turistiche europee, ma chi vuole ritrovare l’atmosfera e la vita di una città dei trulli rimasta autentica, forse, fa bene a spostarsi a Locorotondo sul suo ameno poggio affacciato sulla Valle d’Itria, oppure raggiungere Cisternino dalle case bianche di stile orientale, viaggiando in una campagna costellata di autentici trulli

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ancora adibiti alle loro tradizionali funzioni di case rurali. Alberobello si è attrezzata non soltanto per essere il punto d’arrivo per i “curiosi” dei trulli, bensì per fungere da campo base per le più importanti escursioni turistiche nelle Murge e lungo la magnifica costa pugliese. A Castellana si visita il più importante c o m p l e s s o speleologico d’Italia. Le grotte carsiche perfettamente illuminate e illustrate da guide esperte sono una meta turistica assolutamente eccezionale. A Fasano è stato realizzato un discutibile, ma molto attrezzato zoo-safari per la gioia dei bambini. A Martina Franca si degustano vini prelibati e si possono visitare allevamenti equini di cavalli delle Murge e dei simpaticissimi asini di Martina. Per la vita balneare si gode delle belle spiagge fra

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Monopoli e Ostuni, città d’arte bianca, con un magnifico villaggio turistico a mare. Insomma, Alberobello, benedetta dall’UNESCO, si può dire sia stata anche miracolata da una saggia amministrazione del patrimonio ambientale riservatole dalla natura dei luoghi e dalla tradizionale intraprendenza dei suoi abitanti. Umberto Mantaut

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Costi, programma e modalità €. 185,00 ad equipaggio (2 persone + 1 camper) La quota comprende: - Le aree di sosta a Trani - Matera - Alberobello - Polignano a Mare - Navetta da e per l’area sosta di Matera e Polignano - Guida turistica nelle località di visita La quota non comprende: Tutto quanto non indicato nella voce “La quota comprende.” Programma 22/06 Ritrovo all’area camper di Trani 23/06 Visita a Trani 24/06 Trasferimento a Matera 25/06 Visita a Matera 26/06 Trasferimento ad Alberobello 27/06 Visita Alberobello (Mattina) (Pomeriggio trasferimento a Polignano a Mare) 28/06 Visita a Polignano a Mare 29/06 Fine Raduno Sono aperte le iscrizioni e la quota deve essere versata entro il 03 Giugno 2019, previa telefonata di conferma della disponibilità di posti in quanto il raduno è a numero chiuso. Telefonare a n. 331.7450232 - mail: info@camperclubetrutria.it Coordinate bancarie: Camper Club Etruria - Unicredit Ag. di Cerveteri IBAN IT 06 B 02008 39030 000103569891 Luogo del ritrovo Camper Park Trani - Via Finanzieri 7 - TRANI GPS N 41°16’55.87’’ E 16°24’37.08’’ Il programma potrebbe subire piccole variazioni non dipendenti dalla volontà del Camper Club Etruria Le Vie Nuove

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Salento, non solo mare Dal 29 giugno al 14 luglio

Costi, programma e modalità

€. 735,00 ad equipaggio (2 persone + 1 camper) 29/06 30/06 01/07 02/07 03/07 04/07 05/07 06/07 07/07 08/07 09/07 10/07 11/07 12/07 13/07 14/07

Arrivo e sistemazione equipaggi - Sera Cena di benvenuto Relax (Mare - Piscina - Intrattenimento) Mattina relax (Mare - Piscina - Intrattenimento) - Pomeriggio Lecce e pizzata Relax (Mare - Piscina - Intrattenimento) Mattina (Mare - Piscina - Intrattenimento) - Pomeriggio In barca alla Zinzulusa - Sera cena alle Stanzie Relax (Mare - Piscina - Intrattenimento) Relax (Mare - Piscina - Intrattenimento) Relax (Mare - Piscina - Intrattenimento) Sera le Luminarie di Scorrano Mattina relax (Mare - Piscina - Intrattenimento) Pomeriggio visita a Uggiano e sera Gelato a Otranto Relax (Mare - Piscina - Intrattenimento) Mattina relax (Mare - Piscina - Intrattenimento) Pomeriggio Copertino e cena Torre in Serraglio Relax (Mare - Piscina - Intrattenimento) Mattina relax (Mare - Piscina - Intrattenimento) Pomeriggio Galatina - Sera degustazione da Az.Zacheo Relax (Mare - Piscina - Intrattenimento) Relax (Mare - Piscina - Intrattenimento) Sera Cena sociale con lo spettacolo della Pizzica Fine raduno

Sono aperte le iscrizioni e la quota deve essere versata entro il 03 Giugno 2019, previa telefonata di conferma della disponibilità di posti in quanto il raduno è a numero chiuso. Telefonare a n. 331.7450232 - mail: info@camperclubetrutria.it Coordinate bancarie: Camper Club Etruria - Unicredit Ag. di Cerveteri IBAN IT 06 B 02008 39030 000103569891 La quota comprende: Area sosta x 15 gg - Tassa soggiorno - Borsa benvenuto - Cena benvenuto - Pullman per escursioni - Guida qualificata per escursioni - Gita in Barca alle grotte - Degustazione - Cena tipica Masseria Museo - Pizzata a Lecce - Cena a Torri in Serraglio - Cena di arrivederci. Spettacolo di Pizzica - Mance La quota non comprende: Tutto quanto non indicato alla voce La quota comprende Luogo del ritrovo Hotel Solara - Conca Specchiulla (LE) GPS N 40°14’43.51’’ E 18°26’31.49’’ Regolamento di penale In caso di rinuncia la quota versata verrà restituita solo se il Camper Club potrà sostituire con altro equipaggio Il programma potrebbe subire piccole variazioni non dipendenti dalla volontà del Camper Club Etruria Le Vie Nuove

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Marina di Ragusa Convenzione La Direzione del Camping Baia del Sole di Marina di Ragusa, per l’anno 2019, ai Soci del Camper Club Etruria che esibiranno la tessera sociale applicheranno le seguenti tariffe di favore: A) Periodo da 01/03 a 30/05/2019 e da 15/09 a 31/12/2019 Equipaggio composto da 2 o 3 persone 1 camper o roulotte Allaccio energia elettrica (3/4 ampere) Euro 12,00 al giorno Euro 60,00 per soggiorni di 7 notti Euro 100,00 per soggiorni di 15 notti Persona in più Euro 2,00 al giorno Bambini da 0 a 3 anni non compiutio gratis B) Periodo dal 31/05/2019 al 08/08/2019 e dal 20/08/2019 al 14/09/2019 Sconto del 20% sul listino ufficiale link al sito con il listino ufficiale www.campingbaiadelsole.it/tariffe.php

Camping Baia del Sole Via Maresciallo Scofani 5 (angolo Lungomare Andrea Doria) 97100 MARINA DI RAGUSA (RG) campingbaiadelsole@virgilio.it www.campingbaiadelsole.it Cell. 347.8692675 Fisso/Fax 0932.230344 GPS N 36°46’54.39” E 14°34’02.39’’

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CBE presenta il nuovo carica batterie CB522-LT per batterie al litio A partire da settembre 2019 sarà inserito nel catalogo CBE il nuovo carica batterie switching CB522-LT espressamente dedicato alle batterie al litio. Il prodotto sarà già disponibile per la clientela OEM a partire da giugno per raggiungere, in seguito, anche il mercato after market. CB522-LT è un’evoluzione della serie CB500 ed è destinato ai camperisti che cercano un sistema performante ed espressamente dedicato a questa innovativa tipologia di batterie. Ha una sola linea di ricarica, specifica per le batterie al litio, con valori e tempi di carica ottimizzati per questa tecnologia. Per ottenere un algoritmo che mantenesse inalterate le perfomance di ricarica con gli svariati tipi di batterie al litio in commercio, CBE ha svolto ricerche approfondite, confrontandosi con i principali produttori europei. “L’utilizzo delle batterie al litio è ancora limitato, ma il nuovo carica batterie CB522-LT colma una nicchia finora scoperta e, in realtà, sempre più richiesta dai costruttori di autocaravan” - dice Dorian Sosi, uno dei due amministratori delegati di CBE srl - “Occorre precisare che se il nostro nuovo carica batterie garantisce una linea di ricarica ideale per questa tipologia di prodotti, anche gli altri carica batterie CBE tradizionali sono adeguati all’utilizzo con batterie al litio”.

Il nuovo sistema si aggiunge a una gamma che include i recenti CB516/3 e CB522/3, presentati allo scorso Caravan Salon di Düsseldorf. Questi ultimi due sistemi di nuova concezione hanno rispettivamente 16A e 22A di corrente massima erogabile e sono in grado di caricare in modo ancora più efficiente batterie al piombo-acido, al piombo-gel, AGM e anche batterie al litio.

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“Il CB522/3 è adatto anche per le batterie al litio utilizzando, tra le tre linee di carica, quella che più si avvicina ai valori di tensione indicati dal produttore della batteria” – dice ancora Dorian Sosi - “Se però un utente investe una somma non trascurabile per avere una batteria che, tra gli altri vantaggi, ha quello dei tempi di ricarica rapidissimi, allora è giusto sviluppare un prodotto dedicato. Sulla base dell’esperienza ultradecennale con la nostra clientela e degli studi più recenti del nostro centro ricerca e sviluppo, abbiamo individuato una nuova linea di carica. Quindi abbiamo ottimizzato CB522-LT studiandone le specifiche insieme ai costruttori di batterie al litio e avvalendoci anche della collaborazione di un partner esterno specializzato in test tecnici”. CB522-LT è protetto da sovratemperatura e le uscite a 12V sono protette da corto circuito e da inversione di polarità. Il sistema di ricarica automatico avviene in 4 fasi Fase 1 Bulk - Carica della batteria con la massima corrente fino al raggiungimento della tensione di fine carica. Fase 2 Absorption - Completamento della carica della batteria con tensione di fine carica costante per un tempo massimo di 1h (o 30 minuti con I<5A). Fase 3 Float - Carica di mantenimento a tensione costante di 13,5V per un tempo massimo di 240 ore. Se l’inserimento di un carico elevato abbassa la tensione della batteria sotto i 12,7V, il ciclo riparte dalla fase Bulk. Fase 4 Refresh - La batteria viene caricata alla tensione di 14,5V per un tempo massimo di 30 minuti (o fino a I<5A). Successivamente la carica riparte dalla fase di Float.

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CARATTERISTICHE TECNICHE DATI TECNICI DI INGRESSO Tensione nominale Frequenza Potenza massima Fusibile di protezione rif. F2 Interruttore di sicurezza

230V ~ ±10% 50÷60 Hz 320 W T 3.15A (vetro 5x20) 230V ~ luminoso

DATI TECNICI DI USCITA Tensione di Bulk Tensione di Float Corrente massima Linea di carica Protezione corto circuito e inversione di polarità rif. F1 Protezione termica Segnale presenza rete (S)

14,5V 13,5V 22A IUoU

DATI TECNICI GENERALI Rendimento Temperatura ambiente Ventilazione Direttiva bassa tensione Direttiva compatibilità elettromagnetica

86% 0 - +40 °C Regolazione automatica variabile 2014/35/UE 2014/30/UE Connettore tipo "mate-n-lock" 3 poli / Spina schuko Vite M6 Faston tipo 6,3 Sì, compreso 180 x 190 x 85 (mm) 1,2kg

Collegamento alla rete Collegamento alla batteria Collegamento segnale rete Sensore temperatura Dimensioni Peso

30A (lama) Sì 12V; 50 mA

Profilo di CBE Con oltre 40 anni di storia, CBE è un’azienda leader a livello europeo nel settore dell’impiantistica elettrica ed elettronica applicata al caravanning e al boating. Con sede a Trento, CBE si propone come partner progettuale di costruttori di camper e caravan di tutto il mondo, elaborando soluzioni personalizzate che coinvolgono tutti gli aspetti degli impianti elettrici di bordo: dai pannelli di comando, ai quadri di distribuzione, dai caricabatteria, alle sonde, prese, interruttori finanche al completo cablaggio del veicolo. Qualità, affidabilità e sicurezza sono caratteristiche costanti nelle dinamiche operative di CBE, che ha ottenuto la certificazione UNI EN ISO 9001:2000. Nel 2018 CBE è stata acquisita da DexKo Global, leader mondiale nella produzione di tecnologia delle sospensioni, della costruzione di telai e componenti correlati.

Ufficio stampa Mazzucchelli & Partners Viale Campania 33 - 20133 Milano tel. +39 02 58437693 - fax +39 02 58437051 email: press@mazzucchelliandpartners.eu

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Modulo fotovoltaico semi-flessibile TSPF TELECO/TELAIR lancia i nuovi moduli fotovoltaici semi-flessibili progettati per l’installazione su camper e caravan. Il prodotto, denominato TSPF 110W, sarà disponibile in Italia a partire da maggio 2019 e coniuga la consueta qualità TELECO con il vantaggio di un peso ridotto a soli 1,8 Kg. Lugo di Ravenna, 9 aprile 2019 – Con potenza massima di 110 Watt, il nuovo modulo proposto nelle dimensioni 1216x533x2mm risolve molti inconvenienti che affliggono solitamente i pannelli solari a montaggio fisso installati sui veicoli ricreazionali, in particolare il problema dell’ingombro e quello, importantissimo su un mezzo di trasporto, del peso. Con un peso contenuto in soli 1,8 Kg il modulo TSPF 110W risulta estremamente leggero rispetto ad un analogo pannello solare tradizionale che, montato sul tetto del camper, pesa generalmente intorno ai 10 Kg. TSPF 110W inoltre, rispetto ai modelli tradizionali di pannello fotovoltaico, è un modulo semi-flessibile e questo, insieme al suo spessore di soli 2 mm, gli permette di adattarsi al tetto del camper o della caravan seguendone il profilo. I moduli TSPF 110W di TELECO contengono celle solari costituite dal tipo più puro di silicio, il silicio monocristallino, che li rende più efficienti, compatti e duraturi rispetto ai modelli in policristallino. Nati per l’impiego in ambiente nautico, resistono ad acqua, vento, salsedine, e beneficiano di una serie di importanti caratteristiche di resistenza a condizioni atmosferiche estreme, ad agenti degradanti compresi sbalzi termici e radiazioni solari e risultano efficaci e performanti anche in caso di alte temperature esterne. L’elevata resistenza meccanica consente al modulo TSPF 110W di non risentire di scossoni e vibrazioni e, fattore chiave nell’installazione sul tetto dei veicoli ricreazionali, di essere calpestabile. II pannello semi -flessibile aderisce perfettamente al tetto anche in zone dove ci sono profili concavi o convessi, consentendo l’ottimizzazione dello spazio che si libera per l’installazione di bagagliere, antenne o altri accessori. Il montaggio tramite incollaggio rende il pannello tutt’uno con il tetto. impedendo ogni resistenza aerodinamica. Grazie a questo insieme di peculiarità i nuovi moduli fotovoltaici flessibili TSPF 110W garantiscono una lunga durata nel tempo in piena efficienza. Ufficio Stampa MEDIASUR in alliance with MAZZUCCHELLI & PARTNERS Mauro Nogarin Email: m.nogarin@mediasur.net Skype: mauronog8284

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Trazione! Quanto conta sulla scelta del Camper? Sembra strano ma non si è ancora completamente dimenticato il luogo comune che associa il praticare il campeggio ad uno spirito notevole di adattamento. Paradossalmente chi ancora fa queste osservazioni non sa quasi mai cosa significhi vivere il plein air, così come gli sembra quasi impossibile che i nostri mezzi siano dotati di tutti i confort possibili. “Avete anche il riscaldamento?” è una delle domande di stupore più frequenti. Certamente gli spazi dove ospitare tutte le comodità sono limitati, per questo il camper, seppur dotatissimo, ci obbliga ad accettare qualche compromesso, vale a dire un bagno più piccolo per avere i letti gemelli; oppure minori spazi disponibili se si vogliono minori ingombri esterni, e così via. Non è un particolare trascurabile il costo dei nostri mezzi, che condiziona, ed a volte limita, le scelte. Quello che sembra incidere meno è una questione che comunque ha una sua valenza: la trazione, anteriore o posteriore di conseguenza ruote singole o gemellate. Capita spesso che la scelta cominci valutando proprio l’abitabilità in funzione del numero delle persone componenti l’equipaggio, cose alle quali sono giustamente molto attente le donne, alle quali di solito le questioni meccaniche e tecniche riguardano ben poco. Ma andiamo ad esaminare meglio le diversità. Facciamo subito una grande selezione dicendo che la soluzione delle ruote gemellate, cioè due ruote accoppiate per ogni lato dell’asse della trazione, è possibile solo ed esclusivamente sulle meccaniche che prevedono la trazione posteriore. Avere ruote gemellate significa disporre di maggior tenuta di strada, aderenza e trazione, specie su terreni scivolosi e strade innevate. Proprio in caso di necessità del montaggio delle catene invernali si è molto più facilitati: è sufficiente mettere un cuneo sotto la ruota gemellata interna per liberare l’altra. Nella guida si risente meno uno sbalzo pronunciato del nostro mezzo disponendo anche di un raggio di sterzata più stretto, con maggior vantaggio nelle manovre. Non mancano di certo i contro verso questa soluzione: un albero di trasmissione lungo ed un differenziale che determinano un po' più di rumorosità, un aggravio della tara del camper, maggiori attriti ed un aumento dei consumi, seppure lieve. La trasmissione posteriore, per via del differenziale, non consente ai costruttori di adottare telai ribassati. C’è ancora una differenza: quando cambiamo gli pneumatici questi sono sei, in compenso però, a parità di chilometraggio si registra una minore usura. Vi sono anche mezzi che hanno trazione posteriore con ruota singola, ed in questa circostanza le proposte per scegliere le case costruttrici sono diverse. Le caratteristiche principali sono più o meno le stesse del mezzo gemellato, con un po' meno di trazione sui terreni scivolosi. Occupiamoci ora dei mezzi con trazione anteriore, più leggeri a parità di modello, proprio per la mancanza di albero di trasmissione e differenziale, con costi anche un pochino più ridotti. Qui i costruttori hanno danno libero sfogo all'inventiva in quanto i telai sono più bassi, quindi c'è maggiore spazio disponibile nella sottoscocca. Comunque sia anche per questa Le Vie Nuove

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configurazione, vale a dire con trazione anteriore ed assale posteriore con ruote singole, la stabilità è notevolmente migliorata grazie all'adozione di telai con carreggiata posteriore allargata, e poi essendo più bassi c'è una notevole diminuzione degli effetti negativi determinati dal baricentro. C'è ancora una differenza tra le due diverse trazioni, l'assetto che il mezzo tende ad assumere in curva, però ve la indichiamo solo per completezza d'informazione perché i nostri mezzi, sia per la mole che per i carichi, vanno guidati con attenzione e lo spirito di chi viaggia deve essere quello del divertimento, della curiosità, della scoperta, tenendo presente che c’è la nostra famiglia a bordo e siamo in gita di piacere. Mentre quanto vi andiamo a descrivere capita quando si adotta una guida al limite. La differenza è che un mezzo con trazione posteriore è soggetto al sovrasterzo, vale a dire che tende a percorrere una traiettoria più stretta rispetto al raggio della curva, determinando sbandata o testa coda. Con la trazione anteriore succede il contrario, il sottosterzo, allargando la curva e costringendo a repentine correzioni. Ma non penso sia il nostro caso. Buon viaggio. Laser

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Inaugurata l’Area di Sosta a Rocca De’ Baldi (CN) Buona notizia per i Turisti in Libertà: sabato 13 e domenica 14 aprile ha avuto luogo l’inaugurazione dell’area di sosta di Rocca de’ Baldi, in provincia di Cuneo. Il Comune piemontese, vincitore del Bando APC “I Comuni del Turismo in Libertà” 2017, categoria Nord Italia, si era distinto grazie a un progetto innovativo, vero e proprio precursore di un nuovo modello di “area di sosta 4.0”: infatti, il progetto tecnico base della struttura di Rocca de’ Baldi è stato preso a modello da APC, in collaborazione con l’Università di Pisa, per un progetto di verifica sull’attuazione del BIM (Building Information Modeling) applicato alla realizzazione di aree di sosta. Sabato 13 aprile ha partecipato all’apertura della struttura anche Gianni Brogini, Direttore Marketing. “Presenziare all’inaugurazione di una nuova area di sosta realizzata grazie al nostro contributo è sempre motivo di orgoglio e felicità. In particolare per un progetto così innovativo e funzionale. È anche la dimostrazione che le amministrazioni comunali stanno metabolizzando il Turismo in Libertà non solo come uno strumento per fare cassa, ma anche come modalità turistica più green e con meno impatto ambientale sul territorio e sull’ambiente”. «I lavori sono proceduti spediti e ci hanno consentito di rispettare i tempi previsti – precisa invece il sindaco Bruno Curti – Grazie alla collaborazione degli operai comunali e dei consiglieri che hanno seguito lo sviluppo dei lavori siamo giunti al completamento di un’opera importante per lo sviluppo del turismo locale». L’opera è stata resa possibile anche grazie al contributo di 20.000 euro messi a disposizione da APC in seguito alla vittoria del Bando del 2017. Al taglio del nastro è seguita la Santa Messa ed il Gruppo Alpini, insieme alle Associazioni comunali, hanno offerto la merenda del turista. La domenica Camperisti ed intervenuti hanno partecipato alle visite guidate organizzate per far conoscere le peculiarità di un territorio culturalmente ricco, con un’area protetta tra le più importanti del Piemonte.

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Ha avuto luogo sabato 6 aprile l’inaugurazione della rinnovata area di sosta di Gambatesa, in provincia di Campobasso, comune vincitore del Bando APC “I Comuni del Turismo in Libertà” 2015, categoria Sud Italia. Il comune molisano, tipico tesoro nascosto italiano medievale che ogni anno, il giorno di Capodanno, ospita un seguitissimo raduno camperistico in occasione della tradizionale festa delle “Maintunate”, si conferma il paese dei camperisti e si candida a diventare un importante hub regionale per il turismo itinerante. Circa cinquanta gli equipaggi, per oltre cento camperisti, che sono giunti in paese per assistere all’apertura della rinnovata area attrezzata, realizzata in Via del Lavatoio proprio a ridosso del centro storico. Uno spazio a supporto del turismo itinerante che oggi si mostra più bello e funzionale, idoneo ad accogliere, durante l’intero arco dell’anno, gli appassionati del turismo all’aria aperta e creare un virtuoso flusso turistico con positive ricadute economiche. La sistemazione dell’opera permetterà ai camperisti di approvvigionare i loro veicoli di acqua ed energia elettrica, di effettuare gli scarichi e, allo stesso tempo, di visitare le bellezze del borgo e fare spesa nelle attività commerciali locali. L’obiettivo è quello di generare un movimento turistico capace di contribuire alla rivitalizzazione economica del paese in un’ottica di sviluppo complessivo dell’area del Fortore. Dal sito www.associazioneproduttoricamper.it Le Vie Nuove

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Le ricette di

Roberta e Fabrizio Pasta e Patate Ingredienti x 2 persone : •

120 gr di Pasta (sedanini, ditalini, etc.)

1 Costa di sedano, 1 Carota, 1 Piccola cipolla

350 gr di Patate

80 gr di Pancetta affumicata

2 pomodori San Marzano

Brodo vegetale.

100 gr di Provola affumicata

Parmigiano

Sale – pepe – olio EVO

In una pentola mettiamo un filo di olio e facciamo soffriggere la pancetta tagliata a cubetti. Appena inizia a dorare mettiamo la cipolla, il sedano e la carota tagliati a cubetti. Facciamo rosolare a fuoco basso e dopo un paio di minuti aggiungiamo le patate tagliate anche loro a piccoli cubetti. Ancora un paio di minuti che il composto prenda il sapore, pepiamo e saliamo leggermente. Aggiungiamo ora i pomodori spezzettati, facciamo insaporire e aggiungiamo del brodo caldo a coprire tutto il composto. Copriamo e facciamo cuocere per una ventina di minuti, controlliamo che il tutto non si asciughi troppo (eventualmente aggiungere del brodo). Quando le patate sono ancora leggermente al dente aggiungiamo la pasta e ancora del brodo (un dito almeno oltre il composto), mescoliamo e facciamo cuocere, mescolando spesso ed aggiungendo (eventualmente) del brodo. Continuiamo la cottura come un risotto fino a che la pasta non sia cotta. Spegniamo la fiamma ed aggiungiamo la provola affumicata tagliata anche essa a cubetti. Mescoliamo, pepiamo ed aggiustiamo eventualmente di sale. Facciamo riposare il tutto (se ci riuscite… eh eh eh) per un paio di minuti e buon appetito. Vino consigliato: Aglianico servito a 16 – 18 gradi.

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Le Vie Nuove - Maggio 2019  

Il Notiziario del Camper Club Etruria

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