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Sergio Marini - PRIMO PIANO

NOTIZIARIO DELLA RETE DEI PUNTI IN VENDITA DIRETTA

Anno II - N°8 - Settembre

Iscritto al n.19 del 27/01/2010 - Registro Nazionale della Stampa del tribunale di Roma

IL PRESIDENTE MARINI

COLTIVARE LA TERRA È IL PIÙ GIUSTO INVESTIMENTO FUTURO APRONO LE BOTTEGHE DI CAMPAGNA AMICA

ANNO II - N°8 - Settembre

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Sergio Marini - PRIMO PIANO

Bklkds dqsd qw djjd qwj dsdqdd qdq sssss Primo piano - del Presidente Marini

Presidente: Sergio Marini

Direttore Generale: Toni De Amicis

Coordinatori regionali: Valle D'aosta Erik Verraz, Piemonte Paolo Marengo, Lombardia Valeria Sonvico, Veneto Luca Motta, Trentino A.A. Ezio D'andrea, Friuli V. G. Rita Nassimbeni, Liguria Giovanni Bottino, Emilia Romagna Ivo Zama, Toscana Paola Saviotti, Umbria Samuele Arcangeli,

Marche Michela Fabiano, Lazio Roberto Santopietro, Abruzzo David Falcinelli, Molise Carla Porfilio, Campania Rita Gaviglia, Basilicata Lino Sivolella, Puglia Teresa Depetro, Calabria Ester Perri, Sicilia Emanuela Russo, Sardegna Giuseppe Casu

SOMMARIO 3 4

Editore e proprietario:

Fondazione Campagna Amica

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Coordinamento editoriale:

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NOVITÀ DA FONDAZIONE FONDAZIONE Il biologico e’ tornato a riempire le piazze, successo per la biodomenica

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LA CURIOSITÀ I mercati degli agricoltori conquistano anche la prima pagina di topolino

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IL MERCATO DEL MESE Al mercato di CA Rovigo vanno in scena i nuovi sapori d’autunno

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I NUOVI MERCATI Catanzaro, Taranto, Sondrio, Lucca

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CAMPAGNA AMICA IN AULA Il turismo traina la green economy I big del settore alla summer school

Massimiliano Paoloni, Sara Paraluppi

Redazione:

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Hanno collaborato:

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CAMPAGNA AMICA IN AULA Cibo e vino, culture da laurea torna il master dell’universita’ di Venezia

Fabio Cagnetti, Raffaella Cantagalli, Angela Galasso, Alessandra Gioggi, Silvia Bosco, Domenico Buono, Carlo Hausmann, Daniele Taffon, Rolando Manfredini, Stefano Masini, Carmelo Troccoli

CONSORZIO PRODUTTORI CA

La filiera agricola conquista la Spagna, la vendita diretta ora fa scuola

Direttore Responsabile: Paolo Falcioni

PRIMO PIANO - di Sergio Marini

Made in Italy, aperta a poggibonsi la prima bottega di Campagna Amica

IL PUNTO DI CAMPAGNA AMICA Iscritto al n. 19 del 27/01/2010 Registro Nazionale della Stampa del Tribunale di Roma

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L’opera di chi coltiva la terra è il più giusto investimento per il futuro

Contatti:

Via Nazionale 89/a 00184 Roma (Italy) Tel +39.06489931 redazione@campagnamica.it www.campagnamica.it

FILIERA COLTA

PRIMO PIANO - Sergio Marini

CAMPAGNA AMICA IN PIAZZA Con maxi mercato merende e fattorie a Torino festeggiata l’unità d'Italia

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CAMPAGNA AMICA IN PIAZZA Un alveare per la fattoria del Papa grande festa per la giornata del creato

Indagini a cura dell’istituto ricerche SWG S.r.l. sede legale via S.Francesco 24 34133 Trieste Tel +39.040362525 www.swg.it Stampa: Digitalia Lab, via G. Peroni, 131 – Roma Impaginazione: MBrogi Il presente notiziario viene inviato gratuitamente a tutti gli aderenti alla rete dei Punti di Campagna Amica.

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ITINERARI DEL GUSTO - di Fabio Cagnetti Vini naturali, un po’ di chiarezza Il futuro del settore tra gusto e tecnica

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LETTO PER VOI - di Stefano Masini L’inventore della “societa’ liquida” a caccia di etica nel mondo dei consumi

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FILIERA COLTA - di Toni De Amicis “Perché vendo in un farmer’s market” la lezione di una produttrice usa

L’OPERA DI CHI COLTIVA LA TERRA È IL PIÙ GIUSTO INVESTIMENTO PER IL FUTURO Il presidente Sergio Marini ricevuto a Castel Gandolfo da Papa Benedetto XVI “Il nostro lavoro è una denuncia delle ipocrisie dei grandi poteri economici e della finanza"

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el quotidiano lavoro di chi coltiva la terra è facile riconoscere quel rispetto e quell’amore di chi sa che la salvaguardia del creato è il più giusto investimento sul nostro futuro”. E’ il pensiero espresso dal presidente della Coldiretti, Sergio Marini, in occasione della Giornata dalla Salvaguardia del Creato, promossa a Castel Gandolfo, la residenza estiva del Papa. Intervenendo al convegno sul tema “La terra: grembo che accoglie e nutre”, promosso nell’ambito della manifestazione, Marini ha sottolineato come quella di chi lavora la terra è “un’opera quotidiana ripetuta e costante, mai ostentata, mai pienamente riconosciuta, ma anche una denuncia delle mille ipocrisie del nostro tempo. Le ipocrisie dei grandi poteri economici e della finanza che progettano improbabili piani di sostenibilità ambientale utilizzati a mo’ di lasciapassare per perpetuare scempi ambientali, giustificati sull’altare dello sviluppo (multinazionali dell’energia e del cibo). Le ipocrisie di una parte del mondo della ricerca che affamato di risorse si piega agli interessi di chi vuole accreditare sul piano scientifico i propri interessi (ogm, nucleare). Le ipocrisie di quella politica globale che denuncia fame e ingiustizie, ma che assiste inerme alle nuove forme di colonizzazione e sfruttamento dei terreni (land grabbing). Le ipocrisie della nostra politica che, ammantandosi di ecologismo, carica sulle spalle dei cit-

tadini le nuove forme di rendita fondiaria tra fotovoltaico e biogas, distruggendo i terreni migliori e i paesaggi più belli. Le ipocrisie dell’ecologismo di maniera, pieno di slogan e luoghi comuni, che trasforma in moda ciò che è un bene comune: la terra e i suoi frutti”. Per il presidente della Coldiretti occorre dunque “scrollarsi di dosso le ipocrisie e tornare a rispettare ciò che ci e stato donato per consegnarlo integro ai nostri figli”. Nel corso della Giornata per la Salvaguardia del Creato Marini è stato ricevuto dal Pontefice, al qual Coldiretti ha donato un alveare.

Intervenendo al convegno sul tema “La terra: grembo che accoglie e nutre”. “Torniamo a rispettare ciò che ci e stato dato”

Fondazione Campagna Amica e Grafica Giorgetti adottano

ANNO II - N°8 - Settembre

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CONSORZIO PRODUTTORI CA

CONSORZIO PRODUTTORI CA

MADE IN ITALY, APERTA A POGGIBONSI LA PRIMA BOTTEGA DI CAMPAGNA AMICA La struttura senese sarà presto seguita da centinaia di altri punti vendita in tutto il paese. Sugli scaffali dell’Enopolio tutti i prodotti tradizionali dell’agricoltura toscana e tricolore

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nata a Poggibonsi, nella provincia di Siena, la prima Bottega di Campagna Amica. Inaugurata sabato 10 settembre, la Bottega sorge nei locali dell’Enopolio della cittadina, luogo storico e strettamente legato alle tradizioni agricole della campagna senese, alla tipicità e qualità del prodotto italiano. Negli scaffali della Bottega, aperta dal Consorzio Agrario di Siena, si potranno acquistare tutti i prodotti tradizionali dell’agricoltura italiana. Accanto alle tipicità della provincia di Siena e delle zone ad essa vicine, come la Pasta dei Coltivatori Toscani o le uova del Casentino, sarà possibile trovare anche il prosciutto di filiera San Daniele o i pomodorini del Vesuvio. Il progetto delle Botteghe in Toscana non si esaurisce però di certo con questa apertura. Il Consorzio ha infatti già in mente nuovi punti vendita da aprire sia a Siena che nel resto della pro-

fino agli anni ’70 una delle cantine più grandi d’Italia. Ha preso dunque il via l’ambizioso progetto delle Botteghe di Campagna Amica. Presentato il 7 luglio 2011, in occasione dell’Assemblea Nazionale di Coldiretti al Palalottomatica di Roma, ha già fatto registrare numerose adesioni. vincia. La Bottega di Campagna Amica costituisce una risposta efficace alla crisi economica di questi tempi, perché crea occupazione e dà la possibilità a tutti i consumatori di non rinunciare alla qualità, freschezza e sicurezza, ad un prezzo giusto e sostenibile.

AUMENTA L’IVA SU VINO, BIRRA E TARTUFI

I Farmers Market, le Aziende agricole, gli Agriturismi e le Cooperative in vendita diretta che al Mese di Settembre hanno aderito alla rete nazionale delle imprese a marchio “PUNTO CAMPAGNA AMICA” sono:

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Il progetto era stato presentato il 7 luglio scorso in occasione dell’Assemblea Nazionale di Coldiretti al Palalottomatica

A ciò si aggiunge il fatto che la struttura sorge in luogo da sempre deputato a valorizzare le produzioni agricole e in un contesto architettonico piacevole e unico nel panorama locale. L’Enopolio infatti, costruito negli anni ’20 del secolo scorso, è stato

IL CONTA PUNTI

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Se Poggibonsi ha bruciato tutti sul tempo, ci sono altre realtà pronte a iniziare il percorso di valorizzazione della filiera agricola tutta italiana. A Jesi, Bari e Como altre Botteghe stanno per essere aperte, mentre nelle prossime settimane 2011 sono previsti 71 nuovi punti vendita.

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0 IL PUNTO DI CAMPAGNA AMICA

L’aumento dell’Iva, l’Imposta sul valore aggiunto, disposto dalla manovra Finanziaria e scattato il 17 settembre, interessa anche alcuni prodotti agricoli. Il rincaro dal 20 al 21% dell’aliquota riguarderà, in particolare, il vino, la birra, i succhi di frutta, alimenti pregiati come i tartufi e prodotti come il propoli, la lana e il sughero. Non cambia nulla, invece, per la gran

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parte dei prodotti alimentari e delle bevande di largo consumo sui quali l’imposta di valore aggiunto è del 4 per cento e pertanto non vengono toccati dalla manovra.

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NOVITÀ DA FONDAZIONE

NOVITÀ DA FONDAZIONE

LA FILIERA AGRICOLA CONQUISTA LA SPAGNA, LA VENDITA DIRETTA ORA FA SCUOLA “Una leva competitiva fondamentale per l’impresa agricola, poiché offre una giusta remunerazione a chi produce, un giusto prezzo e una effettiva garanzia di qualità”

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L’obiettivo è favorire la presenza di prodotti alimentari al cento per cento italiani firmati dagli agricoltori

etrina spagnola per… la Filiera agricola tutta italiana. In occasione della 412° Fiera De Sant Lorençe De Riudmons Tarragona in Spagna l’Unio De Pagesos de Catalunya (l’organizzazione sindacale agricola più grande e rappresentativa del paese, ha organizzato un convegno dal titolo “Terra pagesa un projecte de futur” dove è stato affrontato il concetto di filiera corta e vendita diretta, un nuovo canale di commercializzazione per le imprese agricole spagnole. A portare una testimonianza del progetto “Una filiera Agricola tutta Italiana” che Coldiretti sta realizzando con la creazione di una rete di punti vendita Campagna Amica, era presente il Vice direttore della Coldiretti di Viterbo Ermanno Mazzetti. "Si è trattato di un momento di confronto importante - afferma

Mazzetti - durante il quale ho potuto constatare con orgoglio l’attenzione che viene rivolta al nostro progetto da parte delle altre organizzazioni agricole europee. Oggi possiamo affermare con forza che la vendita diretta, in risposta alla crescente domanda di cibo, rappresenta senz’altro una leva competitiva fondamentale per l’impresa agricola, offrendo una giusta remunerazione a chi produce, un giusto prezzo e una effettiva garanzia di qualità e di trasparenza dei cibi al cittadino consumatore. La valorizzazione dei primati e delle distintività dei nostri territori e di chi vi abita e lavora, rappresenta un accrescimento del patrimonio complessivo del nostro Paese. La permanenza in Spagna di qualche giorno - conclude Mazzetti - mi ha dato la possibilità di visitare aziende, cooperative e

cantine e osservare ed apprezzare il livello di sviluppo che il settore agricolo ha raggiunto e la conferma che ciò che la Coldiretti sta facendo in Italia è visto con grande interesse e preso ad esempio". Il progetto per una Filiera agricola tutta italiana punta a favorire la presenza di prodotti alimentari al cento per cento italiani firmati dagli agricoltori e al giusto prezzo tramite la più estesa rete commerciale nazionale che coinvolge i

IL PUNTO DI CAMPAGNA AMICA

“Ciò che la Coldiretti sta facendo in Italia è visto con grande interesse e preso ad esempio, come dimostra l'attenzione rivolta al progetto dalle altre organizzazioni europee"

CRESCONO SOLO GLI ACQUISTI DIRETTI DAI PRODUTTORI Crescono solo gli acquisti diretti dai produttori (+30 per cento) in controtendenza rispetto all’andamento generale che evidenzia un calo in tutte le forme distributive e per tutte le tipologie di prodotto, alimentari e non. A darne notizia è la Coldiretti che sottolinea come con la crisi si torna ad acquistare direttamente dal produttore in riferimento al crollo delle vendite a luglio del 2,4 per cento su base annuale rilevato dall’Istat. In Italia si conta la presenza da oltre 63mila imprese agricole che vendono direttamente attraverso spacci aziendali, chioschi, bancarelle mentre con un crescita esponenziale sono saliti ad oltre 800 i mercati degli

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mercati di Campagna Amica che continuano a fare registrare uno straordinario successo presso i consumatori, le botteghe di Campagna Amica che si stanno aprendo sul territorio nazionale proprio in queste settimane, i punti di vendita delle cooperative, i consorzi agrari, agriturismi e aziende agricole, ma coinvolgerà anche la rete della ristorazione a chilometri zero e la distribuzione che intenderà partecipare.

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agricoltori di Campagna Amica che si sono diffusi in tutte le regioni. L’affermazione degli acquisti diretti dagli agricoltori è il frutto della ricerca della combinazione ottimale tra qualità, sicurezza e prezzo, ma anche della crescente percezione della responsabilità sociale ed ambientale che ha ogni atto di acquisto. Nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica si trovano prodotti locali del territorio che non devono affrontare lunghi trasporti con mezzi inquinanti, messi in vendita direttamente dall’agricoltore nel rispetto di precise regole comportamentali e di un codice etico ambientale, sotto la verifica di un sistema di controllo di un ente terzo.

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LA CURIOSITÀ

FONDAZIONE

IL BIOLOGICO E’ TORNATO A RIEMPIRE LE PIAZZE GRANDE SUCCESSO PER LA BIODOMENICA

I MERCATI DEGLI AGRICOLTORI CONQUISTANO ANCHE LA PRIMA PAGINA DI TOPOLINO

La XII edizione organizzata da Coldiretti, Aiab e Legambiente per promuovere l’agricoltura bio e i valori sociali, ambientali ed economici ad essa collegati ha calamitato l'interesse dei cittadini

La storia di copertina dedicata alla filosofia dei prodotti a km0 e all'esperienza farmers market. Una conferma della sempre crescente popolarità degli acquisti diretti dai produttori

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l biologico è tornato a riempire le piazze d’Italia. Grande successo per la XII edizione della Biodomenica, l’iniziativa organizzato da Coldiretti, Aiab e Legambiente per promuovere l’agricoltura bio e i valori sociali, ambientali ed economici ad essa collegati. Un settore che sta conquistando sempre più le tavole dei consumatori, come dimostra anche l’aumento nel 2011 gli acquisti di prodotti alimentari biologici confezionati delle famiglie italiane, che fanno segnare un balzo in avanti del 12 per cento, in controtendenza rispetto al calo dei consumi generale. Secondo un’analisi Coldiretti su dati Ismea Ac Nielsen, aumenti record si registrano per alcuni prodotti come la pasta (+35 per cento), il latte (+ 32 per cento), e le mozzarelle (+83 per cento) ma anche per i cracker (+54 per cento) ed i formaggi freschi e spalmabili che addirittura raddoppiano (+101 per cento). Aumentano invece meno della media i prodotti ortofrutticoli biologici (+9 per cento) con punte del 24 per cento per i finocchi e del 20 per cento per arance e clementine e del 19 per cento per zucchine. L’andamento di mercato, dove si stima una spesa superiore in 3 miliardi di euro per il biologico in Italia, conferma l’attenzione degli italiani al verso il bio, ma anche il tipico e il prodotto a chilometri zero. La decisa svolta nei consumi e nella produzione verso sistemi di produzione piu’ sostenibili (dopo l’emergenza mucca pazza) è confermata dal fatto che il fatturato dei prodotti biologici in dieci anni è triplicato passando da meno di

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Boom degli acquisti di prodotti alimentari biologici confezionati

un miliardo di euro del 2000 agli oltre tre miliardi di euro attuali. Dal punto di vista produttivo l’Italia ha la leadership in Europa per numero di operatori certificati impegnati nella filiera dell’agricoltura biologica e resta leader europeo per ettari di superficie coltivati secondo il metodo biologico (escludendo i boschi e i pascoli gestiti in biologico, in cui la Spagna primeggia), secondo i dati del Sinab. Alle regioni del sud spetta il primato per superfici agricole condotte secondo il metodo biologico (Sicilia, Puglia e Basilicata) e per numero di aziende agricole biologiche (Sicilia, Calabria e Puglia). I principali orientamenti produttivi del biologico italiano (escluse le superfici a foraggi, prati e pascoli) riguardano, in ordine di importanza: i cereali, l’olivo, la frutta (compresa quella in guscio), la vite, gli agrumi e gli ortaggi. Al 1 gennaio del 2011 in Italia gli operatori del settore biologico sono 47663, in calo dell'1,7 per cento, sulla base dei dati elaborati dal Sinab (Sistema d'informazione na-

zionale sull'agricoltura Biologica). Sul totale degli operatori 38.679 sono produttori esclusivi, 5.592 preparatori (comprese le aziende che effettuano attività di vendita al dettaglio), 3.128 coloro che effettuano sia attività di produzione che di trasformazione, 44 importatori esclusivi, 220 importatori che effettuano anche attività di produzione o trasformazione. La superficie interessata, in conversione o interamente convertita ad agricoltura biologica, risulta pari a 1.113.742 ettari, con un incremento rispetto all'anno precedente dello 0,6 per cento. I principali orientamenti produttivi sono i cereali, il foraggio e i pascoli; segue, in ordine di importanza, la superficie investita ad olivicoltura. Per quanto riguarda infine le produzioni animali si è verificato un aumento del numero di capi per quasi tutti gli allevamenti rispetto allo scorso anno. Va segnalato infine l'aumento del 22 per cento, rispetto all'anno precedente, dei produttori che effettuano anche attività di trasformazione.

IL PUNTO DI CAMPAGNA AMICA

onquista anche la copertina di Topolino il mercato degli agricoltori a chilometri zero che nell’ultimo numero affascina clienti comuni perché offre “tutta roba sana, coltivata come si deve” e persino l’attento Paperon De Paperoni “che dopo aver perso un capitale cerco di risparmiare come posso”. E’ questa una delle curiosità emerse dal Workshop “I consumi alimentari: evoluzione strutturale, nuove tendenze, risposte alla crisi”, promosso dalla Coldiretti nell’ambito del Gruppo 2013 coordinato dal Professor Fabrizio De Filippis. Il calo di vendite dei suoi supermercati spinge Paperone a fare un giro al mercato degli agricoltori dove fanno la spesa anche i sui nipoti. “I prodotti sono a km zero coltivati nelle terre

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intorno a Paperopoli – gli spiegano Qui, Quo e Qua -, cosi si evitano lunghi viaggi inquinanti per il trasporto e frutta e verdura sono più buone perché appena colte”. Tra i produttori c’è, ovviamente, anche Nonna Papera che, oltre a vendere, dà ai clienti consigli di cucina e di giardinaggio. Paperone e il suo ri-

vale Rockerduck cercano quindi di sfruttare l’idea del famers’ market a livello industriale ma, forzando eccessivamente i ritmi naturali, il risultato sarà un prodotto scadente e i consumatori torneranno ad acquistare al mercato contadino. Dalla storia di copertina dell’ultimo numero dell’edizione italiana del popolare fumetto “Zio Paperone e la campagna in città” viene dunque un importante riconoscimento del grande successo degli acquisti diretti dai produttori agricoli che in tempi di crisi in Italia sono cresciuti del 30 per cento in controtendenza rispetto all’andamento generale che evidenzia un calo in tutte le forme distributive e per tutte le tipologie di prodotto, alimentari e non, secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Istat relativi a luglio 2011.

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IL MERCATO DEL MESE

AL MERCATO DI CAMPAGNA AMICA ROVIGO VANNO IN SCENA I NUOVI SAPORI D’AUTUNNO

I NUOVI MERCATI

Dalla “mela di Biancaneve” all’insalata di Lusia Igp, dalla crema di porro alle patate Bintje, tante le idee dei produttori che hanno conquistato i cittadini e rilanciato gli acquisti in centro

SCELTI FRA I TANTI APERTI NELL’ULTIMO MESE

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i apre la stagione autunnale del mercato agricolo mensile di Rovigo, un appuntamento fisso per i consumatori rodigini ormai da diversi anni che vede le aziende accreditate all’Albo di Campagna Amica protagoniste della qualità dell’offerta alimentare. Il rispetto della stagionalità e la valorizzazione delle tipicità locali sono alcune delle caratteristiche del mercato di Piazza Vittorio. Ogni stagione infatti ha i suoi prodotti: le classiche verdure invernali come il radicchio rosso, le verze, i cavolfiori e i broccoli, oppure il radicchietto verde che annuncia la primavera o la primizia estiva del miele di colza, praticamente una rarità in Italia data la limitata coltivazione di questa pianta oleaginosa. Con l’arrivo della stagione autunnale spiccano alcune novità come ad esempio la “mela di Biancane-

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ve”, prima mela autunno-invernale, coltivata con metodo della lotta integrata che abbatte i residui chimici nei frutteti dell’azienda Galassa di Gavello. Una mela che si conserva a lungo fuori dal frigo ed è ottima anche per preparare dolci perché non sfarina. Nel banco frigo ci saranno poi le carni bianche della Pagliarini, reduce dalla finale veneziana del Premio Oscar Green per l’innovazione agricola con la sua filiera corta di allevamento, macello e spaccio aziendale. Nel reparto delle verdure, infine, i profumi e l’offerta si intensificano: dai terreni dell’azienda di Cecilia Barison di Lusia (Ro), arrivano i porri autunnali, appena raccolti, che si possono gustare freschi o nelle “creme di porro” in vetro, nella pasta o sulle bruschette. Nell’offerta ci sono i sacchetti da un chilo delle storiche patate

Bintje, di dimensioni medio-piccole, ma ideali per puré e gnocchi; i vasetti di creme di fagioli e di zucchine, le confetture di patate dolci, di pesche e di carote; i fagioli secchi Roviotti, Cannellini e Borlotti. Un altro punto di forza del mercato di Piazza Vittorio è il fatto di essere uno dei pochissimi punti vendita in cui si può acquistare la star delle lattughe, l’insalata di Lusia Igp, che arriva dall’azienda L’insalatiera di Lusia, certificata e iscritta al Consorzio di Tutela. Molto ampia anche l’offerta di miele, prodotto molto diffuso nella provincia di Rovigo: dal più comune miele millefiori e d’acacia ai mieli più particolari come quello di erba medica, di girasole tipici delle aree del delta del Po o di tiglio e di castagno prodotti nell’entroterra polesano. Varie le aziende apicoltrici presenti al mercato: Adriano Boccato di Crespino, Apicoltura Businaro di Rovigo e Mielanna di Taglio di Po. Quest’ultima, oltre i mieli tradizionali e di lavanda e girasole, porterà una prelibatezza: le nocciole conservate nel miele. Per gli sperimentatori c’è anche l’aceto balsamico al miele d’acacia ed i preparati “Mielerbe” balsamici, contro i primi raffreddori. Sono tanti quindi i motivi per fare un giro tra i gazebo gialli dei produttori presenti a Piazza Vittorio ogni seconda domenica del mese per tutta la giornata: un’occasione unica per scoprire tutte le novità di stagione e per chiedere ai coltivatori ogni spiegazione sui prodotti esposti.

IL PUNTO DI CAMPAGNA AMICA

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CATANZARO – In estate l’orto va città A Catanzaro Lido anche quest’anno con l’arrivo della bella stagione il mercato di Campagna Amica si trasferisce al mare grazie all’iniziativa Orto in Città, giunta già alla seconda edizione. Ogni mercoledì pomeriggio e per tutta la sera, in

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TARANTO – Massafra: olio, vino e non solo Le eccellenze agroalimentari della provincia di Taranto sono le protagoniste del mercato settimanale che si svolge presso il piazzale dell'Oleificio e Cantina della Riforma Fondiaria di Massafra. Oltre ai prodotti della cantina si potranno

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acquistare direttamente dai produttori anche frutta e verdura di stagione, latticini e formaggi, oli e vini, salumi, miele e sottoli. Salgono così a cinque gli appuntamenti stabili attivi in tutto il territorio provinciale.

SONDRIO – il mercato a misura di turista Con i suoi 1800 metri di altitudine il mercato di Livigno è di sicuro il più alto della Lombardia. Ogni settimana per tutto il mese di agosto, e successivamente con cadenza quindicinale, i produttori

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Piazza Pugliese, ampia possibilità di degustazione e acquisto di prodotti di stagione e a chilometro zero che testimoniano la qualità dell’agricoltura locale e ne valorizzano le tipicità.

della Valtellina porteranno mele di stagione, verdure, patate, salumi, vino Doc e Docg e tutti i prodotti locali molto apprezzati sia per la spesa quotidiana che come souvenir da riportare a casa dopo le vacanze.

LUCCA: il primo in città è già un successo Dopo le positive esperienze in tutto il territorio provinciale, il Mercato di Campagna Amica arriva finalmente anche nel capoluogo, riscuotendo un grande successo fin dalle sue prime giornate. Situato nel cuore della città, il mer-

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cato settimanale è entrato di fatto negli appuntamenti fissi delle famiglie lucchesi che vi trovano un ricco paniere di prodotti locali: ortaggi, frutta, olio, vino, confetture, miele e persino fiori.

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CAMPAGNA AMICA IN AULA

CAMPAGNA AMICA IN AULA

IL TURISMO TRAINA LA GREEN ECONOMY I BIG DEL SETTORE ALLA SUMMER SCHOOL

CIBO E VINO, CULTURE DA LAUREA TORNA IL MASTER DELL’UNIVERSITA’ DI VENEZIA

Fondazione Campagna Amica e Terranostra hanno patrocinato la sesta edizione dell’iniziativa promossa a Rimini dall’Università degli Studi di Bologna per discutere dei nuovi scenari

L’Ateneo Ca’ Foscari promuove un corso per la valorizzazione delle risorse enogastronomiche, le lezioni si svolgeranno anche all’interno di aziende agricole

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ondazione Campagna Amica e Terranostra hanno patrocinato la sesta edizione dell’ International Summer School in Geography of Tourism, organizzata dalla facoltà di Economia del Turismo di Rimini, dell’Università degli Studi di Bologna. Il corso, che si è svolto a Rimini dal 5 al 10 settembre, ha avuto come tema centrale il “Turismo tra la Blue e Green Economy e il futuro dei consumi di massa”. L’obiettivo è stato quello di stimolare un dialogo internazionale e interdisciplinare per approcciare lo sviluppo di nuove strategia di turismo sostenibile. L’International Summer School fa incontrare ogni anno, professionisti del settore, giovani ricercatori, professori universitari e studenti da tutto il mondo per approfondire metodi e strumenti di rilancio del turismo come mezzo per promuovere e valorizzare i luoghi e i territori in un contesto globale in continua evoluzione e in una prospettiva di sviluppo territoriale sostenibile. Fondazione Campagna Amica e Terranostra hanno condiviso i principi ispiratori del corso e hanno quindi voluto mettere a disposizione le loro esperienze dando dapprima un contributo didattico – teorico in aula, dove il presidente di Terranostra Tulio Marcelli, ha raccontato l’esperienza e la strategia di Coldiretti nel settore agrituristico, quindi un apporto pratico in campo, invitando i partecipanti presso l’agriturismo Duslaun di Villa Verucchio (Rimini) per toccare con mano la serietà, il rispetto del territorio e la grande creatività che Sebastiano, il titolare, e la sua fa-

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Il presidente Marcelli ha illustrato le strategie di Coldiretti nel settore agrituristico

orna il Master di primo livello in Cultura del Cibo e del Vino per la promozione delle risorse enogastronomiche, promosso anche per l’anno 2011-2012 dall’Università Ca’ Foscari di Venezia nella sede di Valdobbiadene. Il corso mira a formare figure professionali da inserire nei differenti comparti del mondo della valorizzazione e promozione del patrimonio agroalimentare ed enogastronomico del nostro Paese. Il Master si articola in sette moduli didattici che affrontano i temi della storia e geografia dell’alimentazione, della legislazione e produzione alimentare, della convivialità, della comunicazione e del marketing. Le lezioni, tenute da docenti universitari, da esperti del settore, da funzionari preposti alla promozio-

ne, tutela e al controllo della qualità delle risorse alimentari, nonché da responsabili delle relative produzioni, si svolgeranno parte in aula, alcune in forma itinerante nel territorio agricolo, e parte in forma seminariale in importanti aziende produttive del Nordest. Gli studenti completano la loro formazione con un periodo di stage in una azienda di produzione o in uno dei tanti enti di promozione, tutela e controllo del nostro patrimonio alimentare. Le analisi ex-post indicano che una percentuale considerevole dei diplomati del Master trova occupazione nella sede dello stage e/o in aziende dell’agroalimentare. Sono ammessi al Master studenti in possesso di laurea triennale di qualsivoglia disciplina e anche studenti stranieri con titolo equivalente.

Il corso mira a formare figure professionali da inserire nei comparti dell’agroalimentare e dell’enogastronomia

ARRIVA DALLA PUGLIA IL PANE CHE COMBATTE IL DIABETE

miglia hanno da sempre adottato nella conduzione della loro azienda agrituristica. Nella struttura, situata sulle dolci colline Romagnole, si coltivano secondo il metodo biologico i vigneti tipici del territorio, dal sangiovese al pagadebit, e tra i filari si possono osservare le antiche piante di olivo “che - ci racconta Sebastiano – sono state mantenute in alternanza alle viti, nel rispetto della tradizione contadina”.

L’imprenditore e i due figli offrono ospitalità e ristoro all’insegna del gusto e del sapore della tradizione romagnola utilizzando i propri prodotti ed i prodotti delle vicine aziende agricole. L’esperienza, che è stata resa possibile anche grazie al contributo fattivo della Federazione Regionale Coldiretti Emilia Romagna, è stata assolutamente gratificante per tutti… sia sotto il profilo culturale sia sotto quello culinario.

IL PUNTO DI CAMPAGNA AMICA

Al Festival della Scienza a Bari ’Made in Italy Agroalimentare', Coldiretti Puglia ha presentato il pane al topinambur. Il matrimonio tra due prodotti agricoli che fanno bene al palato e alla salute. Parliamo del grano ‘Senatore Cappelli’ e del topinambur, anche detto patata americana, combinati sapientemente per proporre ai consumatori pane e pasta di ottima qualità che fanno bene alla salute. La famiglia Rifino si è dedicata alla riscoperta del topinambur per ragioni salutistiche, perché sia Giuseppe che sua moglie soffrono di diabete. Hanno rilevato che il pane prodotto con farina di topinambur non fa aumentare l’indice glicemico. Dai suoi tuberi si

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ottiene la farina che può sostituire quella di grano nella preparazione di prodotti da forno. Il topinambur è un alimento adatto all'alimentazione di convalescenti, anziani e bambini, oltre che di diabetici. Inoltre, piuttosto che usare cereale comune, Giuseppe ha creato una forte sinergia con Angelo Lomurno, lucano doc, considerato il re dei produttori di grano cappelli. E’ un grano antico, esente da ogni contaminazione e da mutagenesi indotta che non provoca alcuno degli effetti negativi dei grani moderni, spesso alla base di fenomeni infiammatori e, quindi, di malassorbimento con relative intolleranze al glutine e allergie. Non

basta: la sinergia è stata allargata ad un terzo soggetto, un fornaio di Altamura, al secolo Giuseppe Liberio, amante della storia e delle tradizioni, che ha sposato appieno la filosofia dei suoi amici produttori e, utilizzandone le produzioni agricole, sta producendo pane, panini, focaccia di qualità eccellente che fanno bene alla salute. Il suddetto pane conserva la sua bontà per circa 10 giorni, grazie all’utilizzo del lievito naturale. Il prodotto ha destato l’interesse dell’Università di Bari che intende caratterizzare il pane dal punto di vista fisico, chimico e microbiologico, testandone in vivo gli effetti benefici su un campione più ampio di pazienti.

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CAMPAGNA AMICA IN PIAZZA

CAMPAGNA AMICA IN PIAZZA

CON MAXI MERCATO MERENDE E FATTORIE A TORINO FESTEGGIATA L’UNITÀ D'ITALIA

UN ALVEARE PER LA FATTORIA DEL PAPA GRANDE FESTA PER LA GIORNATA DEL CREATO

Oltre un centinaio i produttori presenti alla tre giorni di iniziative promosse nel capoluogo piemontese per celebrare il 150esimo anniversario del Tricolore assieme a Terranostra

Le otto arnie donate dagli agricoltori sono state collocate nell’azienda agricola del Vaticano. Tutti i segreti della struttura di Castel Gandolfo, connubio fra modernità e tradizione

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Il più grande Mercato di Campagna Amica d’Italia, con oltre cento produttori presenti; la prima rassegna nazionale delle merende tradizionali cucinate dagli agriturismi di Terranostra; lezioni di campagna nelle fattorie didattiche allestite per i bambini. Sono gli ingredienti di “MangiaTo”, la manifestazione promossa a Torino dalla Fondazione Campagna Amica, in collaborazione con Coldiretti Giovani Impresa e Donne Impresa e la Federazione piemontese. Obiettivo, celebrare il centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia con una quattro-giorni di manifestazioni. “Il progetto Campagna Amica di Coldiretti è un format che, dalla Sicilia al Trentino, sta unendo l’Italia – ha spiegato il direttore generale della Fondazione Campagna Amica, Toni De Amicis -. Lo vediamo bene qui in una piazza Vittorio Veneto letteralmente invasa dai gazebo gialli.

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Abbiamo portato produttori di tutte le regioni per farli incontrare con i cittadini-consumatori. E’ un bel momento di unificazione di questo Paese”. Al Mercato hanno preso parte produttori provenienti da tutte le regioni, con il meglio dell’offerta della Filiera agricola tutta italiana. Grande curiosità anche per la prima rassegna delle merende tradizionali. A "MangiaTo" sono state infatti presentate decine di ricette regionali, pre-

parate secondo le antiche ricette conservate gelosamente nelle campagne, grazie agli agriturismi di Terranostra. Se il pane friulano si accompagna ad una mousse di ricotta fresca di latte vaccino, le tigelle modenesi, conosciute anche come crescentine, cotte un tempo su terracotta ed oggi su piastre di ghisa si accompagnano a confetture di frutta. La Liguria non trascura le verdure che, con il loro contenuto di vitamine e sali minerali, vanno a infarcire le torte di pasta sfoglia o frolla, mentre all’insegna della cucina mediterranea è la bruschetta pugliese dove dominano l’olio d’oliva e il pomodoro. Gustosa riscoperta della tradizione enologica laziale sono le ciambelle al mosto, per avvicinare al profumo del vino i più piccoli che non possono ancora berlo, mentre dalla Sardegna arrivano le seadas o sebadas, grandi ravioli di una pasta molto sottile fatta con semola di grano duro, acqua e poco strutto, con un ripieno di formaggio pecorino. Il tutto viene fritto e una volta tolto dall’olio, si cosparge di miele di corbezzolo. Un’iniziativa che rientra nel progetto della Coldiretti Educazione alla campagna amica nelle scuole coerente con le linee guida per la ristorazione scolastica fissate dal Ministero della Salute dove si sollecita a considerare “la varietà e la stagionalità dei cibi, utilizzando anche proposte di alimenti tipici della regione di residenza, per insegnare ai bambini il mantenimento delle tradizioni”.

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ncontro a Castel Gandolfo tra Papa Benedetto XVI e il presidente della Coldiretti Sergio Marini. Il pontefice ha ricevuto Marini domenica 18 settembre, in occasione della Giornata della Salvaguardia del Creato, promossa proprio in collaborazione con la Coldiretti nella residenza estiva del Santo Padre. Nel corso della visita il Papa ha ringraziato il presidente per il dono di un alveare composto di otto arnie con circa mezzo milione di api, che è stato subito collocato nella “fattoria pontificia”. Da parte sua Marini ha espresso profonda gratitudine per il riconoscimento del pontefice. Prima dell’incontro con la delegazione dell’Organizzazione, composta tra gli altri dal Consigliere ecclesiastico nazionale, Padre Renato Gaglianone, Benedetto XVI aveva ringraziato pubblicamente la Coldiretti al termine dell’Angelus. Nell’ambito della Giornata della Salvaguardia del Creato è stato aperto anche un mercato di Campagna Amica con le specialità salvate dall’estinzione dall’attenta opera di recupero e conservazione degli agricoltori della Coldiretti. All’iniziativa hanno preso parte anche i giovani imprenditori di Coldiretti Giovani Impresa, assieme e centinaia di agricoltori provenienti da tutte le regioni. Ognuna delle otto arnie regalate dalla Coldiretti al Papa produrrà a regime circa 35 chili di miele all’anno per un totale di 280 chili grazie al progetto di miele italiano–filiera corta realizzato dall’Azienda Agricola del Vaticano in collaborazione con Coldiretti-

ANNO II - N°8 - Settembre

Campagna Amica che offrirà la necessaria assistenza tecnica. L’azienda agricola del Vaticano di Castel Gandolfo dove è stato allestito l’alveare proveniente dalla cooperativa La Sonnina, è un pezzo storico della dimora estiva dei Pontefici. L'Osservatore Romano descrive la fattoria del Papa come “un modello nel suo genere. Nonostante sia sempre stata tenuta al passo con i tempi e dotata delle tecnologie più moderne e sofisticate, la fattoria ha infatti conservato intatto l’aspetto del rustico antico. Così, nell’ala principale dell’antico casale si scopre una modernissima pastorizzatrice per il latte ottenuto

da 25 mucche in produzione che sono sistemate in una moderna stalla, allestita nel 2008. Non meno efficiente il pollaio. Un ampio recinto nel quale circa trecento galline ovaiole sono libere di razzolare a piacimento. Una sessantina sono i polli da carne, anch’essi rigorosamente ruspanti. A completare questo quadro sono un vivaio, dal quale si ricavano i fiori e le piante necessarie per adornare i Palazzi pontifici, un frutteto soprattutto di albicocchi e peschi sufficiente alle esigenze interne e un uliveto secolare che dà frutti per una discreta quantità di olio, fra i duemila e i tremilacinquecento litri”.

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Stefano Masini - LETTO PER VOI

ITINERARI DEL GUSTO - Fabio Cagnetti

VINI NATURALI, FACCIAMO UN PO’ DI CHIAREZZA IL FUTURO DEL SETTORE TRA GUSTO E TECNICA

L’INVENTORE DELLA “SOCIETA’ LIQUIDA” A CACCIA DI ETICA NEL MONDO DEI CONSUMI

Il paradigma, per l’enologia di questo decennio, sarà puntare sulle tipicità del vitigno e del territorio, rispettando le annate e l’autentico “sapore” del prodotto nelle sue declinazioni

L’ultima fatica di Zygmunt Bauman affronta le problematiche degli eccessi dell’economia L’antidoto è quello di tornare a dare valore ai prodotti e rimuovere le illusioni del mercato.

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lla fine è successo. Per tutti gli anni Novanta, e buona parte del decennio successivo, nelle cantine italiane il personaggio chiave è stato spesso l’enologo consulente. Creatore di vini dai punteggi sensazionali, si sposta a volte in elicottero tra le innumerevoli cantine con cui collabora; ha un’unica ricetta di vino, che applica variandola più o meno in funzione di vitigno e territorio e spesso prevede il passaggio in barrique. Oggi la tendenza è cambiata: il consumatore vuole vini fatti in vigna e non in cantina, preferisce il territorio alla tecnica, vuole vini bevibili e digeribili e non bottiglie da degustazione di cui si fatica a mandar giù più di un profumatissimo dito. Abbiamo anche capito che –come in tutto il comparto agricolo- i prodotti chimici di sintesi non ci piacciono neanche se non se ne rilevano tracce nel prodotto finito, facendone una questione di territorio e ambiente ancor prima che di salute; quindi biologico è bello, e su questo tutti d’accordo. C’è però la complicazione biodinamica: se da una parte è vero che Rudolf Steiner (il filosofo che per primo la teorizzò) non ha mai parlato di viticoltura, che nessuno ha capito come funzionino davvero i preparati, che le pratiche biodinamiche sono più pseudoscienza che scienza e spesso assimilabili a rituali magici, dall’altra ci sono alcuni studi che evidenziano una maggiore vitalità del suolo rispetto anche al biologico, e indizi empirici che mostrano come alcuni tra i vini più cari e ricercati del mondo, specie in Borgogna, siano prodotti in biodinamica.

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La tendenza di oggi del consumatore è preferire vini fatti in vigna e non in cantina

La definizione che piace al pubblico è quella di “vini naturali”: a parte le complicazioni etimologiche (il vino è sempre un prodotto dell’uomo, il prodotto naturale è l’aceto; i vini prodotti con pratiche convenzionali non sono “artificiali”, semmai, a volte, artificiosi) si tratta di un termine che non assicura un bel niente, non è certificato, non risponde ad alcun parametro e grosso modo ricomprende vignaioli biologici, biodinamici e chiunque altro non utilizzi prodotti di sintesi, con maglie più o meno strette. Una definizione in cui anche l’industria, accortasi del trend, sta cercando di entrare. Stiamo però attenti alle derive estremiste. Fortunatamente, quella stampa che ha permesso ai vignaioli naturali di sopravvivere in tempi bui, perorando anche la causa di vini etici ma imperfetti, ha corretto il tiro, e siamo tutti d’accordo che il rispetto dell’ambiente non giustifica vini difettosi; sorgono però

altre problematiche. Non ha senso parlare di “lieviti naturali”: vinificare con i lieviti indigeni lega in modo indissolubile vigna e cantina come ecosistema e per qualcuno è conditio sine qua non per produrre vini davvero territoriali, ma i lieviti selezionati non sono certo composti di sintesi! E’ importante ridurre il contenuto di solfiti nel vino, anche perché costringe a lavorare uve di maggiore qualità, ma chi per cavalcare l’onda propone vini senza anidride solforosa ma con l’aggiunta di altri conservanti deve essere esposto al pubblico ludibrio. Il paradigma, per l’enologia di questo decennio, sarà puntare sulle tipicità del vitigno e del territorio, rispettando le annate e l’autentico gusto del vino nelle sue infinite declinazioni. Evitando di cadere in facili eccessi: abbiamo spogliato –almeno in parte- il vino dagli eccessi di tecnicismo, per favore non ricopriamolo di sovrastrutture ideologiche.

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’ultima fatica di Zygmunt Bauman (“L’etica in un mondo di consumatori”, Ed. Economica Laterza, p. 233, € 9.50) risulta forse complessa e anche, in alcuni passaggi, di difficile lettura; tuttavia, vale la pena di approfondirne la lettura per tentare di cogliere il senso e poter trovare modi nuovi e adeguati di pensare la nostra vita, facendo leva su “ciò che oggi, al calar del sole, riteniamo non venga rigettato all’alba di domani” (VII). Potremmo, forse, partire dalle considerazioni finali dell’Autore per capire a che punto siamo arrivati nella visione di un mondo dilaniato da conflitti e decidere tra la scelta di arroccamento militare e la logica della collaborazione istituzionale: agli interventi di prevenzione per ristabilire la sicurezza degli Stati si oppone la responsabilità di rendere il pianeta ospitale per valori e modalità di esistenza e solidarietà. Scelte difficili: “ci troviamo su un pendio che sale verso un valico di montagna che non abbiamo mai attraversato prima, e non abbiamo alcuna idea della veduta che ci si schiuderà davanti una volta arrivati in cima ... una cosa di cui possiamo essere sicuri, però, è che non possiamo fermarci a riposare a lungo qui...” (222). Nel mondo liquidomoderno, la vita del consumatore è fatta di rapido apprendimento e di pronta dimenticanza con un profondo paradosso: che il consumatore soddisfatto e felice sarebbe il pericolo maggiore per il mercato, perché quello che tiene in piedi l’economia (e il PIL) è il ciclo compra usa e getta. Ecco perché l’economia conduce all’eccesso e allo spreco anche a tavola.

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L’antidoto è quello di tornare a dare valore ai prodotti e perseguire il sentimento di essere felici per aver soddisfatto i propri bisogni fino a rimuovere le illusioni del mercato. Così, oggi, la strada dal negozio al cassonetto compiuta dai rifiuti appare veloce e facile; mentre, per quanto riguarda gli alimenti, occorre, in particolare, individuare e ricostruire il percorso dal campo alla tavola in termini di funzionalità e di collegamento stabile e duraturo tra lavoro degli agricoltori e concrete aspettative dei consumatori in termini di qualità, ambiente e salute. Tutto ciò che possiamo apprendere e memorizzare per conservare, riutilizzare e adattare alla nostra dieta gli alimenti nella prospettiva del bisogno, dando, cioè, ad essi valore in quanto tali ed evitando gli sprechi, diventa, però, nemico del funzio-

namento del mercato globalizzato, così come appare oggi congegnato. Una responsabilità pesante è affidata, dunque, ai singoli cittadini proprio a fronte della scarsità dei punti di orientamento attendibili in una mappa a dimensione planetaria, avendo consapevolezza che il calcolo delle nostre scelte si riverbera direttamente sul modo di vivere degli altri soggetti con cui condividiamo il pianeta, posto che “nessuno di noi può più cercare e trovare riparo individualmente dalle tempeste che nascono in un punto qualsiasi del pianeta” (29). Sono, dunque, richieste doti di equilibrio e di sobrietà nelle occasioni di consumo riconoscendo come siano, anzi, ridotti i pregi della libertà di scelta rispetto alla ricerca di sicurezza per lo smarrimento degli obiettivi di una crescita non sostenibile (dalla mucca pazza in poi). Fatto sta che nel decidere la nostra vita non si perseguono ideali durevoli e persistenti all’usura ma si è circondati dall’effimero quotidiano. Si parla continuamente di flessibilità con l’abilità di cambiare strada e sbarazzarsi delle precedenti esperienze: almeno a tavola potremmo, tuttavia, recuperare la conoscenza della tradizione contro il ritmo sconcertante delle offerte del momento, insieme all’abilità del cucinare che, al di là dell’occasione di consumo immediato, ci porta ad apprendere le differenze tra i prodotti e ad avvertire la rilevanza del gusto, con soddisfazione. Finalmente un consumatore che acquisti in modo consapevole selezionando il canale di distribuzione e, magari, servendosi delle botteghe degli agricoltori, non è più un emarginato sociale.

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FILIERA COLTA - Toni De Amicis

Toni De Amicis - FILIERA COLTA

“PERCHÉ VENDO IN UN FARMER’S MARKET” LA LEZIONE DI UNA GIOVANE PRODUTTRICE USA “Devi vendere direttamente ai cittadini che ti devono conoscere, che devono sapere dove stai, come lavori, che vita fai, che valori hai e quindi si devono fidare di te”

Q Se non riscopriamo il “locale”, la produzione locale, moriamo tutti... Io sono contro l’agricoltura industriale, soprattutto la nostra…

uello che segue è i resoconto di un’intervista che ho fatto ad una produttrice americana che pratica la vendita diretta in un piccolo Farmer’s Market, di una piccola cittadina americana (Hickory), di uno Stato (North Carolina) come tanti che compongono i grandi Stati Uniti. Il colloquio da cui è nata questa intervista è avvenuto nel mese di agosto di quest’anno in una mattinata di caldo asfissiante, nel Farmer’s Market di questa cittadina americana di 40.000 abitanti, e non riporta nessun filtro, ne tantomeno censure. L’abbiamo voluto pubblicare nel nostro notiziario perché crediamo che, per noi che ci occupiamo di agricoltura, con particolare attenzione ai nuovi sistemi distributivi della filiera corta, il pensiero della giovane produttrice americana può essere molto interessante. Il Farmer’s Market di questa cittadina in cui Suzanne Clork vende, esiste ormai dagli anni ’70 (prima in un’area decentrata, oggi in pieno centro) e la produttrice lo frequenta abitualmente 2 volte a settimana dal 2005. Ecco il colloquio che ne è scaturito: Toni: Perché vendi i tuoi prodotti in questo Farmer’s Market? Suzanne: Perché ho solo prodotti locali! Io non faccio agricoltura industriale, ho piccole produzioni, tutte sicure, tutte mie. Produco le cose che mangio io, che mangiano i miei famigliari e per questo tipo di produzioni non

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puoi affidarti alla grande distribuzione… Ti uccidono! Devi vendere direttamente ai cittadini che ti devono conoscere, che devono sapere dove stai, come lavori, che vita fai, che valori hai e quindi si devono fidare di te. E così possono pagarci per il vero valore dei nostri prodotti. I nostri prodotti non sono certo tutti belli come quelli del supermercato, ma sono più buoni, più belli dentro… Toni: Economicamente funziona il tuo modo di produrre? Suzanne: Ma certo! E poi l’alternativa dove sta? Ma non dico solo per me, ma per l’intera società! Se non riscopriamo il “locale”, la produzione locale, moriamo tutti. Moriamo di inquinamento, moriamo per la fine delle risorse energetiche, moriamo per l’avvelenamento da cibo e insieme a noi continueranno a morire tutti i popoli del mondo povero che non hanno mai potuto avere un loro sviluppo locale! In questo modo io riesco a vivere bene, in pace con me stessa, e do l’esempio agli altri…non a parole, che ormai sono vuote, ma nei fatti! Toni: Come posso dire…mi sembra che per te, essere qui nel Farmer’s Market è una sorta di scelta politica… Suzanne: In un certo senso sì. Ma bada bene, è anche una risposta economica, una modalità di vita, una scelta di vita. Io sono contro l’agricoltura indu-

IL PUNTO DI CAMPAGNA AMICA

striale, soprattutto la nostra… noi abbiamo allevamenti di milioni di polli, maiali, vitelli che non vedono mai la luce naturale, non brucano mai nell’erba, non toccano mai la terra! Vivono di mangimi Ogm e antibiotici, e le loro carni sono piene di ormoni… Tutto questo ha fatto ammalare le persone, le campagne e la cultura rurale di quei territori.

“Se fossi italiana farei sicuramente parte della vostra rete… Facciamo insieme Campagna Amica negli Stati Uniti”

Toni: Hai un’organizzazione a cui aderisci? Suzanne: No…non più. I grandi sindacati agricoli pensano solo al “Farm Bill”, ai sussidi che poi fanno morire l’agricoltura locale, pensano alle grandi negoziazioni… devono tutelare le grandi lobby dell’agricoltura americana. No, noi abbiamo solo un’organizzazione semplice, (e io ne sono il Presidente) tra noi agricoltori locali, ci serve per parlare con le Contee per concordare gli spazi dove mettere il mercato e poco altro. Ma ci vogliamo bene tra noi, ci conosciamo, ci stimiamo e ci aiutiamo, perché tutti facciamo una bella agricoltura. Non puoi aderire a una grande organizzazione come quelle che abbiamo noi, no!È una contraddizione… o sei con loro e quindi per la loro agricoltura, per il loro tipo di alimentazione e quindi per il loro modello economico o sei con noi, per il locale, per la loro salute, per l’ambiente, per una società più giusta. Il cittadino, il nostro cliente che è anche nostro socio in affari (perché noi lavoriamo per lui), il nostro consumatore (ma è un brutto termine che richiama la società consumistica che detestiamo) non l’accetterebbe … si sentirebbe tradito! Chi acquista da noi sa che non accettiamo compromessi.

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Suzanne: E da voi? da voi in Italia com’è che fate?

accreditata alla Rete dei Farmer’s Market di Campagna Amica.

Toni: Bè, noi in Italia abbiamo un’altra agricoltura… per diversi anni anche noi abbiamo avuto il mito dell’agricoltura modello Stati Uniti; oggi invece guardiamo a modelli di agricoltura sostenibile e voi con i vostri 7.000 Farmer’s Market in tutti gli Stati Uniti siete un riferimento… vi stiamo studiando. Proprio per non creare contraddizioni e confusioni con i cittadini, la mia Organizzazione, che è nazionale…(ma l’Italia per estensione equivale a uno Stato degli Stati Uniti!), ha creato una Fondazione (Campagna Amica) per far sviluppare l’agricoltura locale. Abbiamo creato anche noi una struttura leggera, distinta ed autonoma dalla nostra organizzazione madre, la Coldiretti, per promuovere nuovi modelli di agricoltura più responsabili ed anche più vicini alle esigenze dei cittadini e della società. Cara Suzanne, se invece che qui in America producessi in Italia, oggi saresti molto probabilmente una nostra associata…anzi un’azienda

Suzanne: E la vostra organizzazione “madre” vi permette di fare questi discorsi? Toni: Sì, certo, anzi ci dà le risorse per farli; ma c’è una bella differenza con voi: noi nel nostro Paese non abbiamo bisogno di demonizzare l’agricoltura industriale, perché ce né davvero poca…anche se nel suo piccolo un bel po’ di danni continua a farne… non è così invasiva come qui in America. Suzanne: Sai che ti dico? Se fossi una “Italian Farmer” non solo farei parte della vostra rete, ma mi iscriverei davvero alla vostra “madre”! Come si chiama? Coldiretti? Ma quanto costa? Toni: All’anno circa 120 Dollari per Campagna Amica e 120 Dollari per associarsi a Coldiretti. Suzanne: Stupendo! Poco! Facciamo insieme Campagna Amica in USA!

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1° CONCORSO FOTOGRAFICO

SCATTA LA CAMPAGNA Porta la macchina fotografica quando vai a fare la spesa! Invia le tue foto entro il 31 Luglio 18 Settembre

In palio premi da € 1.500,00 - 1.000 (In prodotti)

Ritrai il colore, il sapore ed i volti dei mercati di Campagna Amica Scarica Il regolamento da: www.campagnamica.it - www.lanuovaecologia.it Il Concorso Fotografico “SCATTA LA CAMPAGNA” indetto da Fondazione Campagna Amica e La Nuova Ecologia in collaborazione con Coldiretti e Legambiente intende rappresentare la relazione di fiducia, quasi di famigliarità, che si stabilisce fra produttori e consumatori nel contesto dei Farmer’s Market. Attraverso il linguaggio fotografico si propone ai cittadini di ritrarre il colore, il sapore ed i volti dei Mercati di Campagna Amica, per costruire un racconto collettivo della distribuzione a chilometro zero presente in moltissime città e comuni d’Italia. Il Concorso è diviso in due categorie: A. Immagini realizzate con fotocamere professionali o semiprofessionali, comunque ad alta risoluzione (minimo 300dpi) e/o stampate su carta fotografica; B. Immagini realizzate con fotocamere integrate all’interno di cellulari, smart phone o altri apparecchi mobili, comunque a bassa definizione. Inoltre è previsto un Premio Speciale “I VOLTI DELLA CAMPAGNA”.


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