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Sergio Marini - PRIMO PIANO

NOTIZIARIO DELLA RETE DEI PUNTI IN VENDITA DIRETTA

Anno III - N째13 - MARZO

IL PRESIDENTE MARINI

Iscritto al n.19 del 27/01/2010 - Registro Nazionale della Stampa del tribunale di Roma

DAI MERCATI DEGLI AGRICOLTORI UN NUOVO MODELLO ECONOMICO E DI CONSUMO


FILIERA COLTA

Sergio Marini - PRIMO PIANO

Bklkds dqsd qw djjd qwj dsdqdd qdq sssss Primo piano - del Presidente Marini

Presidente: Sergio Marini Direttore Generale: Toni De Amicis Coordinatori regionali: Valle D'aosta Erik Verraz, Piemonte Paolo Marengo, Lombardia Valeria Sonvico, Veneto Luca Motta, Trentino A.A. Ezio D'andrea, Friuli V. G. Rita Nassimbeni, Liguria Giovanni Bottino, Emilia Romagna Ivo Zama, Toscana Paola Saviotti, Umbria Luca Epifani,

Marche Michela Fabiano, Lazio Roberto Santopietro, Abruzzo David Falcinelli, Molise Carla Porfilio, Campania Rita Gaviglia, Basilicata Lino Sivolella, Puglia Teresa Depetro, Calabria Ester Perri, Sicilia Calogero Fasulo, Sardegna Giuseppe Casu

Contatti: Via Nazionale 89/a 00184 Roma (Italy) Tel +39.06489931 redazione@campagnamica.it www.campagnamica.it

IL PUNTO DI CAMPAGNA AMICA Iscritto al n. 19 del 27/01/2010 Registro Nazionale della Stampa del Tribunale di Roma

SOMMARIO 3

Coordinamento editoriale: Massimiliano Paoloni, Sara Paraluppi Redazione: Fabio Cagnetti, Raffaella Cantagalli, Alessandra Gioggi, Pietro Hausmann

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FONDAZIONE - Alessandra Gioggi Nei mercati di Campagna Amica Si promuovono cultura e nuovi valori

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FONDAZIONE - Marina Faraone La filiera corta compie… 1000 anni Al mugello il latte che fa storia

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FONDAZIONE - Raffaella Cantagalli Un matrimonio di gusto nel salento La cucina si arricchisce col km zero

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FONDAZIONE

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FONDAZIONE - Marco Camilli Biologico, patrimonio della società ma ora serve il marchio nazionale

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FONDAZIONE - Marco Camilli Addio al papà del biologico italiano Girolomoni, una vita per l'agricoltura

La bottega degli agricoltori a cesena, 250 metri quadri di bontà romagnole

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FONDAZIONE E - Pietro Hausmann Nei mercati qualita’ e rapporti personali E col km zero difendiamo il pianeta

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FONDAZIONE - Daniele Taffon Il nuovo rinascimento degli orti A firenze nasce la fattoria metropolitana

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Indagini a cura dell’istituto ricerche SWG S.r.l. sede legale via S.Francesco 24 34133 Trieste Tel +39.040362525 www.swg.it Stampa: Digitalia Lab, via G. Peroni, 131 – Roma Impaginazione: MB

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È consentita la riproduzione totale o parziale degli articoli, purchè venga citata la fonte Prima di gettare questo notiziario nella carta, passatela a un amico interessato a conoscerci.

FONDAZIONE

FONDAZIONE - Rolando Manfredini Il vino e l’uso delle denominazioni di origine Ecco cosa va messo in etichetta

La vendita diretta non conosce crisi Nel 2011 acquisti in aumento del 53%

Hanno collaborato: Silvia Bosco, Domenico Buono, Carlo Hausmann, Daniele Taffon, Rolando Manfredini, Stefano Masini, Carmelo Troccoli

Il presente notiziario viene inviato gratuitamente a tutti gli aderenti alla rete dei Punti di Campagna Amica.

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Ai mercati degli agricoltori un nuovo modello economico e di consumo

Editore e proprietario: Fondazione Campagna Amica Direttore Responsabile: Paolo Falcioni

PRIMO PIANO - Sergio Marini

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FONDAZIONE - Carmelo Troccoli Erika, questo vino e’ da oscar… green! Con lei rivivono i vitigni

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ITINERARI DEL GUSTO - Fabio Cagnetti Il vin santo, oro della toscana Alla scoperta di un grande passito d’italia

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FONDAZIONE - Michele Errico Le botteghe di Campagna Amica Una rivoluzione per la vendita diretta

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LETTO PER VOI - Stefano Masini Parole e bellezza per vincere la Mafia

LA FILIERA RISPONDE

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FILIERA COLTA - Toni De Amicis Ecco un mercato senza mercanti La grande distintività della rete

Il mercato che fa... Coraggio all'italia, a Bologna la spesa sostenibile

DAI MERCATI DEGLI AGRICOLTORI UN NUOVO MODELLO ECONOMICO E DI CONSUMO Il presidente ha fatto il punto della situazione all'Assemblea nazionale degli Agrimercati di Campagna Amica "È possibile trovare una via italiana per la competizione puntando su ciò che abbiamo di unico e esclusivo"

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ra i meriti e gli obiettivi raggiunti dal progetto Campagna Amica, dai mercati degli agricoltori, c’è quello di aver creato uno dei pochi luoghi fisici in questo paese che fa star bene la gente. Perché la gente, nonostante le difficoltà e nonostante debba pagare, lì ritrova un po’ i valori in cui vorrebbe riconoscersi. E questo ha un valore materiale e immateriale enorme, soprattutto in questo momento”. È quanto affermato dal presidente Sergio Marini nel suo intervento in occasione dell’assemblea nazionale degli Agrimercati di Campagna Amica. “Le persone vogliono vivere in un ambiente pulito, dove lo sviluppo sia sostenibile, dove ci sia sensazione di giustizia e di democrazia economica, idea che quello che sta comprando lo paga il giusto perché dentro ci sono una serie di valori materiali e immateriali, anche di sicurezza, che lo rendono soddisfatto. Ecco la gente vive di questo. È uno stile di vita, è un modello di consumo che sta dentro l’economia, non fuori. Ma questo è stato possibile grazie a chi si è impegnato in questi anni a far riconoscere ai consumatori che il vero valore lo porta l’agricoltore. Quando parliamo di gente che va al farmer’s market un po’ più sorridente di quando esce da un grande supermercato, è perché lì ritrova i valori in cui crede, che non sono solo il giusto rapporto qualità-prezzo, ma sono anche quell’eticità, quella sostenibilità, quell’elemento di comunità che

Fondazione Campagna Amica e Digitalia Lab adottano:

ANNO III - N°13 - MARZO

Nonostante tutte le difficoltà, nei farmer's market la gente ritrova i valori in cui vorrebbe riconoscersi Un progetto contro i rischi dell'omologazione

ritrova e che tutto sommato fanno essere felice una persona. Nel percorso che stiamo facendo c’è sicuramente qualcosa di più, c’è un obiettivo più alto. Ci stiamo facendo un’idea nostra di quello che è il futuro dell’Italia. Noi stiamo ritrasferendo a quegli oltre nove milioni di cittadini che almeno una volta sono andati nei farmer’s markets che la gerarchia valoriale su cui si deve reggere in piedi questo paese è ben diversa da quella che ci vogliono far credere gli altri, i grandi professori, i grandi scienziati, i grandi studiosi: che il futuro di questo paese si regge su quello che ha di unico e di esclusivo e sulla capacità di mettere queste cose uniche ed

esclusive nei propri prodotti e nei propri servizi. È un dato di fatto che noi siamo riusciti in questo nostro percorso ad arricchire un prodotto di una serie di componenti immateriali. Ma la strada non è seguire le economie di scala perché questo non è compatibile con quello che vuole la gente, perché la gente vuole un reddito dignitoso, una casa, un ambiente civile, sostenibile, pulito, giusto. Noi stiamo insegnando a chi non lo vuole ancora capire che è possibile trovare una via italiana per la competizione, sia nel mercato interno, sia nel mercato internazionale: la via di arricchire tutto quello che facciamo con ciò che abbiamo di unico ed esclusivo”.

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FONDAZIONE

FONDAZIONE

LA VENDITA DIRETTA NON CONOSCE CRISI NEL 2011 ACQUISTI IN AUMENTO DEL 53%

"PIÙ EQUILIBRIO NELLA FILIERA"

Presentato all’Assemblea nazionale degli Agrimercati il primo rapporto sul boom della spesa dal produttore; ben 9,2 milioni di italiani hanno comperato nei mercati degli agricoltori

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n controtendenza rispetto all’andamento generale del commercio al dettaglio rilevato dall’Istat volano gli acquisti diretti dal produttore con un aumento del 53 per cento rispetto allo scorso anno degli acquisti nei mercati degli agricoltori, dove nel 2011 hanno fatto la spesa ben 9,2 milioni di italiani che hanno tagliato le intermediazioni pur di non rinunciare alla qualità a tavola. È quanto emerge dal primo rapporto sul “Boom degli acquisti diretti: la ricetta anticrisi degli italiani” presentato all’Assemblea nazionale degli Agrimercati di Campagna Amica della Coldiretti a Roma dove è stato aperto il primo Salone del Wellness in campagna alla presenza del Ministro delle Politiche Agricole Mario Catania e del presidente della Coldiretti Sergio Marini. In pochi anni sono nati in Italia 878 mercati degli agricoltori (cosiddetti Farmers market) dove sono coinvolti 20.800 produttori agricoli che hanno creato nuove opportunità di lavoro per 3.500 persone. Un risultato reso possibile grazie al grande successo decretato dai consumatori italiani che nel 2011 hanno fatto acquisti per la cifra di 489 milioni di euro (+53 per cento rispetto all’anno precedente), un tasso di crescita decine di volte superiore a quello dei discount. La migliore performance realizzata da una innovazione commerciale in tempo di crisi trova il sostegno delle istituzioni con il Ministro Catania che ha presentato le novità introdotte nel

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decreto semplificazione per favorire la vendita diretta anche fuori dall'azienda agricola con il semplice invio di una comunicazione. I mercati degli agricoltori sono inseriti in una rete di vendita diretta sul territorio della quale fanno parte 3.972 aziende agricole, 670 agriturismi, 878 mercati, 163 botteghe per un totale di 5.683 punti vendita di campagna Amica ai quali si aggiungono 30 ristoranti. A fare la spesa direttamente dal produttore nei mercati degli agricoltori sono per il 68 per cento donne con una presenza maschile molto più elevata rispetto alla media, il livello di

In Italia ci sono 878 farmers market con 20.800 produttori coinvolti

"UNA GRANDE OPERAZIONE CULTURALE" Enzo Gesmundo, Segretario Nazionale Organizzativo “I Mercati di Campagna Amica sono la giusta risposta a quella che è stata la sfida che il presidente Marini lanciò al paese e anche al sistema agricolo” quattro anni fa. Il Segretario Organizzativo di Coldiretti, Vincenzo Gesmundo, ha sottolineato che l’impegno di tutti, inizialmente anche un po’ deriso dall’esterno, ha dato vita ad una “gigantesca operazione economica e culturale” che ha saputo creare “un luogo che non è riscontrabile forse in nessuna altra parte del mondo”. Un vero mercato, in cui la domanda e l’offerta si incontrano e hanno la faccia quotidiana dei produttori e dei consumatori, senza intermediari a decidere le regole e il

valore del lavoro quotidiano. Il progetto Campagna Amica ha dato un riconoscimento sociale a tutti i suoi protagonisti e ha alzato il livello della domanda, incoraggiando stili di consumo impensabili fino a qualche anno fa. Con il suo brand Campagna Amica è diventata “l’unica realtà anche economica, non solo di comunicazione, che non ha bisogno di pubblicità, perché gli stessi Mercati di Campagna Amica sono una reclame vivente”. “Questo successo – ha concluso Gesmundo – ci fa guardare anche con un certo ottimismo alla concretizzazione del nostro grande progetto di una filiera agricola tutta agricola e tutta italiana”.

IL PUNTO DI CAMPAGNA AMICA

Il Ministro Mario Catania

istruzione è medio alto per il 68 per cento degli acquirenti. L’età è inferiore ai 54 anni nel 64 per cento dei casi mentre lo status sociale ed economico è medio alto nell’82 per cento dei casi, secondo l’indagine Coldiretti/Swg. Estremamente elevato anche il grado di soddisfazione che è alto per il 77 per cento degli acquirenti. Il giudizio positivo è confermato dal fatto che in ben nove casi su dieci i clienti consigliano questa forma di acquisto ad altri, attraverso il passaparola. Un risultato che evidenzia come il risparmio sia solo una delle ragioni che spinge all’acquisto e che la scelta è fortemente condizionata dalla ricerca di cibi sani, di infor-

mazioni sui prodotti e dal bisogno di essere rassicurati su quello che si mette nel piatto. Non è un caso - precisa la Coldiretti - che il tempo di permanenza è in media di 35 minuti, molto elevato se si tiene conto che si tratta spesso di strutture di dimensioni contenute. I prodotti più acquistati nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica sono nell’ordine - sottolinea la Coldiretti - la verdura, la frutta, i formaggi, i salumi, il vino, il latte, il pane, le conserve di frutta, la frutta secca, i biscotti ed i legumi, ma non manca l’interesse per i prodotti non alimentari come ad esempio gli agricosmetici: da quelli al latte d’asina a quelli allo spumante.

Il Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Mario Catania ha iniziato il suo intervento riconoscendo il valore della battaglia per diffondere la vendita diretta come strumento per ristabilire gli equilibri interni alla filiera agroalimentare e sanare gli squilibri subiti dai soggetti più deboli. Il pacchetto di norme inserite nel decreto liberalizzazioni testimonia la sua attenzione al tema e l’intenzione di stabilire regole certe che assicurino la giusta remunerazione del lavoro degli agricoltori. Promuovere la vendita diretta “porterà risultati importanti sia sul piano economico che su quello culturale”. Quest’ultimo ha un valore enorme perché c’è bisogno “di far comprendere al consumatore l’importanza di un giusto rapporto con l’agricoltura, col cibo, con la terra e quindi con una parte fondamentale della stessa storia del nostro Paese”.

"CIBO ITALIANO ‘MUOVE’ UN TURISTA SU TRE" Franco Iseppi, presidente Touring Club Il Presidente Franco Iseppi ha spiegato i motivi per i quali un’associazione di viaggiatori come il Touring Club Italiano sia fortemente motivata a lavorare insieme a Coldiretti. Un primo motivo strumentale è che “l’agricoltura è l’elemento più condizionante del paesaggio di questo paese, una specie di cartina di tornasole dei fatti e misfatti che si sono realizzati attorno al paesaggio”. E

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“il territorio, che è un’espressione forte del paesaggio, è diventato un po’ il contesto integratore della nuova domanda del viaggiatore” che oggi è “qualcosa di molto più articolato ed allargato: i beni culturali e l’agroalimentare Made in Italy rappresentano orami un terzo delle motivazioni del viaggiatore. C’è poi anche un motivo culturale perché le due associazioni hanno la stessa idea del paese.

Vedendo i Mercati di Campagna Amica si capisce che l’Italia ha un’identità plurale che si basa sul “valore delle differenze, il valore delle specificità, che si sposa benissimo con una compatibilità complessiva”. E anche il turismo va visto “non solo come un’attività che produce beni materiali ma che svolge una funzione sociale e culturale forte”.

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FONDAZIONE - Alessandra Gioggi

Marina Faraone - FONDAZIONE

NEI MERCATI DI CAMPAGNA AMICA SI PROMUOVONO CULTURA E NUOVI VALORI

LA FILIERA CORTA COMPIE… 1000 ANNI AL MUGELLO IL LATTE CHE FA STORIA

Con la diffusione e il grande successo dei farmers market aumentano anche i servizi Si va dalla spesa a domicilio agli accordi con i gruppi di acquisto solidale fino all’educazione dei bambini

La Fattoria Palagiaccio rappresenta da sempre un punto di riferimento per l’agricoltura toscana Dal recupero dei formaggi tradizionali alla carne di qualità, un percorso nel segno dell’innovazione

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mercati di Campagna Amica sono nati per essere un luogo di incontro tra produttori e consumatori, un’occasione di scambio tra cultura urbana e cultura rurale e un mezzo per promuovere nuovi modelli di consumo. Oggi possiamo dire che il livello di soddisfazione manifestato dai cittadini conferma che la strada intrapresa è quella giusta e soprattutto che i mercati di Campagna Amica sono diventati un luogo dove si possono condividere valori e stili di vita. Per rafforzare sempre di più quest’alleanza, i mercati si sono via via dotati di servizi che hanno l’obiettivo di soddisfare i consumatori e al tempo stesso promuovere un nuovo modello di produzione e consumo. Si va dai punti informativi all’organizzazione di eventi su tematiche di interesse comune, dai punti di ritrovo per degustare i prodotti presenti al mercato alle iniziative di animazione per bambini in cui portare avanti l’educazione alla Campagna Amica. E sempre di più si stanno diffondendo servizi che vanno oltre il luogo fisico del mercato, come ad esempio la consegna a domicilio o il rifornimento a gruppi di acquisto formati da persone che decidono di fare la spesa insieme per garantirsi la qualità di quanto portano in tavola. Produttori e consumatori, quindi, si stanno facendo promotori di un cambiamento culturale che sostiene un modello di consumo e di produzione equo per tutti, capace di valorizzare i territori e rispettare l’ambiente. E molti sono ancora i margini di crescita visto che la vendita diretta, anche attraverso i mercati, ha conquistato molti chef che nei loro ristoranti scelgono di proporre menù freschi, genuini e a chilometro zero.

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N SE LA SPESA VIAGGIA SU DUE RUOTE Torrenova premia i consumatori che usano la bici Il Mercato di Campagna Amica di Torrenova, dopo la fase sperimentale dell’estate passata che ha avuto un riscontro più che positivo presso gli abitanti del quartiere, torna con una interessante novità che premia chi rispetta l’ambiente. Il nuovo farmer’s inaugurato in Via Nonantola a Modena premia chi rispetta l’ambiente. Infatti, tutti coloro che si recheranno a fare la spesa direttamente dai produttori agricoli in bicicletta, oltre ad assicurarsi le migliori produzioni dell’agricoltura locale, grazie a Doctor Bike potranno godere della manutenzione e riparazione gratuita delle due ruote. Un servizio reso possibile grazie all’accordo con l’Associazione Culturale Rimessa in Movimento che si occupa di promuovere e sviluppare l’uso della bicicletta come salutare pratica di movimento ed efficace strumento per una diversa

mobilità urbana Inoltre i clienti potranno farsi recapitare la spesa a domicilio con l’Italian Bike Messenger, il nuovo corriere espresso che si muove solo in bicicletta, inaugurato di recente a Modena.L’uso della bicicletta, oltre ad avere il vantaggio di rendere più agevoli gli spostamenti in città afflitte dai problemi di traffico e parcheggio, riduce l’inquinamento ambientale ed è più che in linea con i valori che i Mercati di Campagna Amica vogliono portare avanti e che i consumatori cercano. Promuovere la filiera corta e favorire l’incontro diretto con i produttori ha una finalità economica e insieme educativa perché non si tratta solo di “fare acquisti” ma anche di costruire una vera e propria alleanza fra cittadini, consumatori e agricoltori attorno ai temi della qualità dei consumi, degli stili di vita, dell’ambiente e del territorio.

IL PUNTO DI CAMPAGNA AMICA

el cuore verde del Mugello ha dimora una tra le più antiche ed importanti aziende agricole della Toscana, la Storica Fattoria il Palagiaccio. Le sue origini risalgono a oltre mille anni fa, quando la nobile famiglia Ubaldini fece erigere un presidio fortificato nei terreni più fertili del Mugello, e tutt’oggi ne conserva intatte le sue caratteristiche. La Storica Fattoria del Palagiaccio è in località Senni, tra Borgo San Lorenzo e Scarperia, e oggi, come in passato, costituisce un punto di riferimento per l’agricoltura fiorentina e rappresenta la continuità nella tradizione dell’allevamento per la produzione del latte.

La fattoria dispone di un ampia superficie agricola dove vengono coltivati cereali e foraggi, i cui raccolti sono interamente destinati all’alimentazione delle centinaia di bovini presenti in allevamento. Le attività agricole sono improntate al massimo rispetto per il territorio e tutte realizzate in funzione di un basso impatto ambientale. Le produzioni d’eccellenza sono il Latte Mugello di Alta Qualità, munto quotidianamente solo dalle mucche del Palagiaccio, e la carne dei loro bovini, frutto di incroci con le razze più pregiate. Tutti gli animali in allevamento sono nati in fattoria e i capi vengono allevati liberi nel rispetto del benessere animale.

Una particolare attenzione viene dedicata alla ricerca e alla riscoperta delle vecchie tradizioni casearie. Vengono quindi proposti formaggi esclusivamente artigianali tra i quali il fior di ricotta, la stracciatella e il gran mugello ubaldino. Degno di nota è anche lo Spumone Mediceo, il gelato prodotto con la loro ricotta che segue l’antica ricetta rinascimentale di Caterina De Medici. In azienda è presente lo spaccio dove acquistare i prodotti e la sala degustazioni dove assaggiare gli oltre 30 tipi di formaggi. L’azienda, inoltre, svolge con impegno l’attività di Fattoria Didattica collaborando alla realizzazione di percorsi didattici volti ad avvicinare i giovani ad una corretta educazione alimentare.

DALLA PISCINA AL TRULLO, NELLA MURGIA È TUTTO BIO Wellness, tipicità e… coccole nella Masseria Sciaiani Piccola Nella Murgia meridionale, in un luogo dove il tempo sembra essersi fermato e i profumi della cucina volano liberi nell’aria, si trova la Masseria Sciaiani Piccola, tipica azienda rurale ottocentesca, circondata da ulivi secolari, dalla verde macchia mediterranea e dagli splendidi muretti a secco. L’avventura di Lorenzo Marco Elia, imprenditore agricolo e titolare dell’azienda agrituristica, ha inizio negli anni ’80, quando decide di promuovere e rendere multifunzionale l’azienda agricola ereditata dai genitori. Negli anni ’90, dunque, nasce l’agriturismo che si contraddistingue immediatamente per una filosofia spiccatamente “bio”

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che Lorenzo fa confluire nelle molteplici attività aziendali. Le abitazioni di cui dispone la masseria sono i trulli, modeste e deliziose case dei contadini della Murgia, meticolosamente ristrutturate, che raccontano la storia di vita di questi uomini e aiutano a riscoprire l'importanza delle tradizioni, la vera bellezza della natura e il valore dimenticato per le piccole cose. Negli ultimi dieci anni Lorenzo ha fortemente voluto centrare l’obiettivo di creare in Puglia la prima e unica piscina biologica del Mezzogiorno. Con questo metodo di costruzione non è necessario utilizzare piante nella zona adibita al nuoto e la purificazione dell'acqua viene ef-

fettuata in vasche di rigenerazione separate che consente di gestire un afflusso di 3.000 visitatori al giorno. Nello splendido scenario della Masseria Sciaiani Piccola, nella contrada omonima a Villa Castelli (BR), tra ulivi secolari, trulli e piscina bio, è possibile ritrovare il benessere psicofisico tra massaggi, meditazione e cucina naturale e imparare a cucinare i cereali, a depurarsi con il cibo e ad utilizzare le verdure biologiche e le erbe aromatiche in cucina. Le “Dolci coccole” inoltre prevedono: visita naturopatica, reflessologia plantare, alimentazione naturale, massaggio aromatico all’olio extravergine di oliva, meditazione.

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FONDAZIONE - Raffaella Cantagalli

FONDAZIONE

LA BOTTEGA DEGLI AGRICOLTORI A CESENA, DUECENTOCINQUANTA METRI QUADRI DI BONTÀ

Con il ristorante “Le quattro spezierie” Campagna Amica nel Piatto sbarca a Lecce Una serata di degustazione con protagonisti carne e carciofo declinati in mille ricette

Inaugurata la prima struttura per la vendita diretta dei prodotti romagnoli e made in Italy Va ad affiancarsi ai 111 mercati contadini e alle 565 aziende agricole attivati in regione

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rande successo per la prima cena a tema organizzata a “Le Quattro Spezierie”, ristorante gourmet del Risorgimento Resort di Lecce, accreditato alla rete dei ristoranti Campagna Amica nel Piatto in collaborazione con la Coldiretti Lecce. L’intesa raggiunta evidenzia l’impegno del ristorante dell’albergo più esclusivo della città a relazionarsi con il contesto territoriale e a diventare luogo dove le eccellenze agroalimentari locali vengono valorizzate, con arte e competenza. Venerdì 2 marzo il talentuoso chef Donato Episcopo ha così stupito i commensali con un menù delizioso incentrato sul tema "Carne e carciofo: matrimonio di gusto": un omaggio a carni di qualità ed in particolare alla Piemontese, razza allevata anche nel Salento ed agli ortaggi a chilometro zero.  Entusiasti gli ospiti che hanno gustato gli ottimi piatti dal sapore

Menù agricolo per lo chef Episcopo

reso unico dalla freschezza e dalla genuinità dei prodotti messi a disposizione dai coltivatori di Coldiretti che fanno parte della rete delle Fattorie di Campagna Amica, aziende che garantiscono esclusivamente prodotti agricoli di origine italiana. L’abbinamento predominante della serata inaugurale è stato con il car-

ciofo locale, ingrediente reinventato ad ogni piatto, per enfatizzare le carni e la loro preparazione. Sulle tavole, in un'atmosfera di grande charme ed eleganza, hanno così sfilato, per la delizia del palato, involtini di noce di vitellone "Piemontese" marinati agli agrumi, il carciofo “Opal” con il “quinto quarto”, maccheroncini “al ferretto” di semola di grano duro con ragù bianco di stinco di vitello e carciofo spinoso “Tema”. E poi, controfiletto di vitellone “Piemontese” al fumo di ulivo, stracotto di petto e pancia  di vitellone “Piemontese” al Negroamaro, ed ancora, carciofo “Tema” ripieno e arrostito sulla brace. Dulcis in fundo, savarin al Negroamaro e crema alla vaniglia Bourbon. I prodotti degli agricoltori di Campagna Amica, utilizzati per la prima serata sono stati quelli dell'azienda Agostinello Salvatore di Specchia e dell’Azienda Agricola Alessandro Lisi di Copertino.

IL CONTA PUNTI I Farmers Market, le Aziende agricole, gli Agriturismi e le Cooperative in vendita diretta che al Mese di Marzo hanno aderito alla rete nazionale delle imprese a marchio “PUNTO CAMPAGNA AMICA” sono:

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8 IL PUNTO DI CAMPAGNA AMICA

Un nuovo tassello tutto romagnolo per la prima catena di vendita diretta organizzata degli agricoltori. Ha debuttato il 25 Febbraio a Cesena la prima “Bottega di Campagna Amica” della Romagna, punto vendita che fa parte della rete di botteghe voluta da Coldiretti per ridurre i passaggi dal produttore al consumatore attraverso la creazione di una filiera agricola tutta italiana. La Bottega – situata in via Santa Rita da Cascia 119, al piano terra della sede del Consorzio Agrario accanto al negozio “TuttoGiardino” – si sviluppa su una superficie di 250 metri quadrati ed è dotata di ampio parcheggio privato. Aperto dal lunedì al sabato (dalle 8.30 alle 13 e dalle 15 alle 19.30), l’innovativo punto vendita targato Campagna Amica offre la possibilità ai consumatori di  trovare su banchi e scaffali sempre e soltanto prodotti di origine italiana di alta qualità, la cui tracciabilità è garantita dal Consorzio Produttori Campagna Amica, consorzio che segue il prodotto dall’azienda agricola di produzione fino alla tavola del consumatore con un solo passaggio attraverso la Bottega di Campagna Amica. Quindi frutta, ortaggi di stagione, confetture, pane, prodotti lattiero caseari, conserve, pasta, farine, cereali, latte, succhi di frutta, miele, olio, salumi, vino e birre, anche con certificazione “bio”, con un solo denominatore comune che ne esalta la qualità: prodotti rigorosamente made in Italy provenienti da aziende agricole per garantire al consumatore origine, sicurezza alimentare, tracciabilità, qualità e sostenibilità ambientale. 

ANNO III - N°13 - MARZO

L’inaugurazione della bottega cesenate

UN MATRIMONIO DI GUSTO NEL SALENTO LA CUCINA SI ARRICCHISCE COL KM ZERO

Le Botteghe di Campagna Amica costituiscono – ha affermato Anacleto Malara, direttore Coldiretti Forlì-Cesena durante l’inaugurazione – un altro importante tassello nella realizzazione della filiera agricola tutta italiana che in Emilia Romagna conta ormai 111 mercati contadini e 565 aziende agricole che fanno vendita diretta che diventano 5.500 a livello nazionale”. “La “Bottega di Campagna Amica” di Cesena, prima in Romagna – ha aggiunto il presidente Coldiretti Filippo Tramonti – rappresenta un nuovo e moderno canale commerciale di vendita diretta dei prodotti agroalimentari che si affianca alla Grande Distribuzione, rappresenta quindi un vantaggio per i produttori, che potranno finalmente vendere al prezzo giusto e concordato, ma anche per i consumatori che vedranno le intermediazioni dal campo alla tavola ridotte al minimo”. L'architettura commerciale si fonda su quattro perni: Campagna Amica, la fondazione che dispone del marchio omonimo; Consorzio Produttori (società coo-

perativa agricola di cui è socia Coldiretti), lo strumento per realizzare la “catena”; l'imprenditore agricolo che offre il proprio prodotto e il titolare della “Bottega” che può essere un imprenditore agricolo singolo o associato, una cooperativa o più semplicemente un gestore. L'agricoltore che vuole rifornire il punto vendita deve accreditarsi presso la “Fondazione Campagna Amica” e associarsi al “Consorzio Produttori”. Quindi entra nel portale web dove avviene la gestione della domanda e dell'offerta. Il quadro è completato da un meccanismo di controlli cui sovrintende la Fondazione Campagna Amica, avvalendosi anche di un ente terzo. “L'obiettivo – conclude Tramonti - è creare una rete distributiva organizzata nell’ambito di una filiera tutta agricola e tutta italiana per riportare reddito agli agricoltori, contrastando l’insostenibile furto di identità e di valore che subiscono i prodotti nel passaggio dal campo alla tavola quando transitano attraverso la rete commerciale tradizionale”.

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FONDAZIONE - Pietro Hausmann

Daniele Taffon - FONDAZIONE

NEI MERCATI QUALITA’ E RAPPORTI PERSONALI E COL KM ZERO DIFENDIAMO IL PIANETA

IL NUOVO RINASCIMENTO DEGLI ORTI A FIRENZE ECCO LA FATTORIA METROPOLITANA

Paola, cliente abituale di un mercato di Campagna Amica, rivela perché acquista dai produttori “Dato che ho a che fare con il cibo, mi piace molto capire cosa c’è dietro il lavoro della terra”

L’associazione Community Garden dà la possibilità ai cittadini di affittare spazi coltivabili Gli ortaggi sono prodotti in contenitori mobili con l’innovativa tecnica della subirrigazione

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Quali sono le tue passioni e perché vieni al mercato di Campagna Amica? Sono un’innamorata della cucina e del confezionamento dei piatti e ciò mi porta ad avere un occhio specializzato nella scelta dei prodotti migliori. Con un’amica abbiamo creato una società che si occupa per passio-

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In programma anche iniziative di degustazione

aola è una cliente abituale del mercato di Campagna Amica del Circo Massimo, sebbene chiamarla cliente è oltremodo riduttivo. È una giornalista di 53 anni e proviene da un quartiere limitrofo al centro storico in zona sud est. Oggi per noi smette i suoi abituali abiti di intervistatrice e diventa l’intervistata.

ne di cucinare su richiesta. Siamo a tutti gli effetti delle cuoche a domicilio. Dato che ho a che fare con il cibo, mi piace molto capire cosa c’è dietro il lavoro della terra e quindi avere un rapporto personale e non anonimo con colui che mi vende un prodotto. Qui nel mercato trovo tutto questo.

DICONO DI NOI

flavia commenta: (dissapore) 7 febbraio 2012 alle 11:35 (link) Anche io da un po’ di mesi vado il sabato al mercato del circo massimo a roma. Non so se è radical chic, ma oggettivamente la verdura è più buona, non so quanto si spenda meno ma anche a parità di spesa i sapori sono migliori. E’ chiaro che quando sono lì compro anche della buona ricotta o quel prosciutto tagliato a mano, ed il pane … e la pizza.. ed altre cose che troverei ottime vicino casa … ma come detto è anche l’atmosfera che ci piace, quella piccola piazza dove tutti sentiamo di conoscerci perché abbiamo in comune la voglia di sapori buoni … e ci immaginiamo poi nel pomeriggio tutti a cuocere le nostre verdure in piatti antichi e rassicuranti … Se questo è radical chic? Non credo, i radical chic che conosco non sanno fare la spesa …. a sabato! Sassà Bizzarrie (facebook) Oggi come ogni sabato ho fatto la spesa per tutta la settimana al mercato di San Teodoro. Per me è un piacere venire e non solo perché compro prodotti ottimi e freschi ma mi piace scambiare una parola, un sorriso con le persone che sono puntuali ai loro banchi dopo una dura settimana di lavoro. Grazie!

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Inoltre la qualità è ottima ed i prezzi abbordabili. Devo tirarvi le orecchie però: nelle ultime settimane i prezzi, pur nella loro convenienza, sono un po’ aumentati. Qual è la tua filosofia di vita? Amo questo pianeta e voglio contribuire a proteggerlo e mantenerlo. Non possiamo avere uno sguardo disinteressato all’ambiente che ci circonda. La spesa a Km zero è un modo di far questo. Come si svolge la tua giornata di compere? Il sabato è dedicato alla spesa. Da quando compro nei mercati di vendita diretta ho un risparmio settimanale di 70/80 euro. Inizio con un giro all’altro mercato del centro, a Testaccio dove acquisto frutta e verdura. Poi vengo qui dove posso scegliere la migliore carne, l’olio d’oliva, verdure di campo e ricotta. Quali consigli ci daresti? Ritengo che sia assolutamente necessario aumentare il numero di questi mercati soprattutto per le persone anziane che non possono spostarsi troppo dal loro domicilio. Inoltre farei un servizio di consegne a domicilio per chi è impossibilitato a venire.

IL PUNTO DI CAMPAGNA AMICA

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ella culla del Rinascimento nasce un interessante esperimento di orticoltura urbana. Questa iniziativa, pensata dall’architetto Giacomo Salizzoni, prende lo spunto da due osservazioni. In primo luogo in ogni città ci sono luoghi del centro storico “cementati” ed esposti al sole che rimangono in disuso. Ugualmente sta crescendo la necessità dei cittadini di riconnettersi con la natura, senza uscire dal centro urbano. Una soluzione a questa duplice esigenza è la trasformazione temporanea di questi luoghi attraverso una loro riqualificazione in “fattorie metropolitane” dedicate principalmente alla coltivazione di ortaggi con la tecnica di subirrigazione. Contemporaneamente diverrebbero luoghi di crescita culturale e di aggregazione. A tal fine si è costituita a Firenze un’associazione (Community Garden) grazie alla quale i singoli cittadini interessati diventano anche affittuari degli spazi coltivabili (per 15 centesimi al giorno a contenitore). Gli ortaggi sono coltivati in contenitori di plastica con l’innovativa tecnica della subirrigazione, che ha i notevoli vantaggi di richiedere meno quantità di acqua, fertilizzante e manutenzione. I contenitori sono mobili e in grado di essere fruibili anche da anziani, disabili, bambini. Lo spazio offre l’opportunità di ospitare una serie di attività su temi ecologici: • lezioni e workshops riguardanti la coltivazione (orto dei bambini, gardening organico, la subirrigazione etc), la cucina (local food

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dinner), l’educazione alimentare e ambientale, il compostaggio (coinvolgendo anche le scuole); • degustazioni dei prodotti bio e a km 0; • mercato dei prodotti locali; • assistenza domiciliare nella creazione/installazione di orti domestici; Questo progetto, replicato in diversi spazi, genererà un network di piccole “fattorie metropolitane”.

LA SALUTE CI FA BELLI A lezione dalle ragazze della scuola di estetica Bruschi La seconda Assemblea degli Agrimercato e la presentazione delle fattorie del benessere di Campagna Amica sono state impreziosite dalla presenza delle studentesse della scuola di estetica Dora Bruschi srl di Roma. Viviana, Maria, Simonetta, Simona, Veronica e Amanda hanno rappresentato in modo professionale, allegro e vivace la categoria delle estetiste che lavorano per la nostra salute e la bellezza. Questo incontro tra aziende produttrici di creme, oli per massaggi, saponi, estratti vegetali

per la salute e le operatrici del settore The Ad Store Italia potrebbe essere foriero di opportunità economiche e occupazionali. I centri estetici, in particolare, possono rappresentare uno sbocco commerciale per i prodotti delle aziende agricole attive nel wellness, sicuramente più che competitivi a livello di qualità e di prezzo con quelli “industriali”. Un grazie alle nostre amiche e alla scuola che le ha formate e che da 60 anni insegna l’arte del benessere. Per contatti: www.scuoladorabruschiroma.it.

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TURA DE OL

Carmelo Troccoli - FONDAZIONE

L’IMPEGNO DI POMÌ PER LA SOSTENIBILITÀ E LA TRASPARENZA CON ETICHETTA PER IL CLIMA. Per la prima volta un prodotto alimentare può fregiarsi dell’etichetta PER IL CLIMA: da oggi sulle confezioni Pomì potrete conoscere le emissioni di CO2, calcolate dal seme in campo f ino alla distribuzione nei supermercati. L’impegno ambientale di Pomì e la sua filosofi a aziendale, la Coltura del Benessere, orientata sia alla sostenibilità che alle nuove esigenze del consumatore, diventano ora trasparenti con la dichiarazione delle emissioni dei propri prodotti. Un primo passo che sancisce l’inizio della collaborazione tra Pomì e Legambiente, volta a concretizzare un grande obiettivo: ridurre l’emissione di gas a effetto serra.

w w w.viviconstile.org

www.pomionline.it/coltura-del-benessere.php

Una cantina tutta in verticale e bottiglie vendute in mezzo mondo per la giovane che ha recuperato i prodotti della tradizione austroungarica e si è aggiudicata il premio di Coldiretti Giovani Impresa

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a riportato in vita il vino dell’impero Austroungarico; ha una innovativa cantina in verticale, si è aggiudicata l’Oscar Green 2011 per la categoria “Esportare il territorio”. È l’identikit dell’ Azienda Agricola Pravis, impresa vitivinicola trentina con produzione, imbottigliamento e vendita di vini, oltre che di grappe e distillati tipici della regione. La titolare è Erika Pedrini, 28 anni laureata in viticoltura e enologia ed eletta migliore viticoltrice giovane d’Europa. All’interno dell’azienda si occupa della vinificazione eseguendo continue ricerche ed approfondimenti su nuovi aspetti tecnici della maturazione in botti oltre ad occuparsi dell’imbottigliamento, la commercializzazione e il marketing dei prodotti aziendali. L’azienda Pravis ha come caratteristica la messa a dimora, nei suoi 25 ettari di terreno, di un’antica vigna dell’epoca austroungarica recuperata dopo anni di studi, oltre ad antichi vitigni trentini (come la Negrara e la Vernaza). Queste varietà di vini l’hanno resa famosa in tutto il mondo tanto farle esportare circa 50% della propria produzione. L’azienda agricola ha voluto investire risorse nella ricerca applicando sulla propria produzione il progetto di laurea di Erika, che consiste nel fermentare i mosti ad alta concentrazione zuccherina con il lievito Torulaspora delbrueckii per limitare al massimo la formazione di acidità volatile. Un fiore all’occhiello è la produzione del Vino Santo di Nosiola (varietà autoctona del Trentino), che attraverso l’appassimento delle

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Erika, a capo dell’azienda Pravis

Minor impatto ambientale. Ecco la nostra emissione.

ERIKA, QUESTO VINO È DA OSCAR… GREEN! CON LEI RIVIVONO I VITIGNI DELL'IMPERATORE

uve per circa 6 mesi e la maturazione in barriques per ben 10 anni, fa sì che il prodotto sia unico. La produzione della grappa trentina conclude la vasta gamma dei prodotti aziendali, una parte della quale viene maturata in piccole botti di quercia fiammate utilizzate tradizionalmente per invecchiare il bourbon whiskey del Kentucki. Un’importante caratteristica innovativa dell’azienda riguarda la cantina inaugurata 6 anni fa, concepita in verticale, per poter sfruttare la forza gravitazionale diminuendo l’utilizzo dei macchinari, oltre a consentire il miglioramento del prodotto. La cantina inoltre è costruita in buona parte sotto terra in modo da sfruttare l’effetto coibentante del terreno e contenere i costi energetici di condizionamento (le temperature tra estate e inverno oscillano di 8 °C). In questa azienda la sperimentazione e la tradizione marciano di pari passo, con una convinzione forte che per interpretare al meglio il futuro dell’enologia si debbano custodire i saperi del passato.

Laureata in enologia, la Pedrini ha anche vinto il titolo di miglior giovane viticoltrice d'Europa

Un esempio della produzione della Pravis

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Michele Errico - FONDAZIONE

FONDAZIONE - Michele Errico

LE BOTTEGHE DI CAMPAGNA AMICA UNA RIVOLUZIONE PER LA VENDITA DIRETTA Nei nuovi negozi gli imprenditori agricoli in forma singola o associata commercializzano al consumatore i propri prodotti e quelli forniti dal Consorzio Produttori di Campagna Amica

Un esempio di Bottega di Campagna Amica

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pilastro: Campagna Amica. Ma questo grande pilastro si è retto e si sta sviluppando grazie al lavoro di impulso di Fondazione Campagna Amica che ha costruito un grande rapporto comunicativo all'interno del mondo agricolo e all'esterno, verso i consumatori. Come? Creando una rete per determinare l'incontro con gli stessi, attraverso iniziative che hanno dato vita ai punti di vendita aziendali (fattorie di Campagna Amica), ai Mercati di Campagna Amica, ed oggi alle Botteghe di Campagna Amica, oltre ad altre legate alla ristorazione (agriturismi ed anche ristorazione commerciale). La catena delle Botteghe, in costante sviluppo, necessitava però di un contenitore che in una logica più squisitamente economica stimolasse ed accompagnasse produttori e quanti interessati alla vendita diretta verso i meandri di una commercializzazione pura. Ecco che nasce il Consorzio Produttori di Campagna Amica, chia-

Dalla filiera agricola italiana una grande opportunità per tutte le aziende

L’ortofrutta è tra i prodotti più venduti

i tratta di un punto di vendita dove gli imprenditori agricoli in forma singola o associata vendono direttamente i propri prodotti e quelli forniti dal Consorzio Produttori Campagna Amica a cui altrettanti imprenditori agricoli lo conferiscono. O in alternativa possono essere gestite da soggetti (imprenditori, ovvero muniti di partita IVA) non agricoli. Le botteghe non sono condizionate da spazi e dimensioni imposte, esse possono essere di qualunque quadratura o metratura a seconda dell'impostazione e dell'assortimento che decide il gestore. Anche una bottega a tema trova spazio nella catena in via di sviluppo e per tali possono essere sufficienti anche 20/30mq. Ora la Bottega di Campagna Amica, pur se non si differenzia da un normale negozio di prossimità o un punto di Grande o media distribuzione, in quanto il suo fine e' quello di commercializzare, nella sostanza è diversa perché il suo scopo è quello di proporre ai consumatori solo ed esclusivamente prodotti agro alimentari italiani esaltando la Filiera Agricola Italiana. Da tempo Coldiretti ha posto da un lato l'attenzione e dall'altro la necessità di dare valore al prodotto agricolo italiano battendosi per la rintracciabilità obbligatoria che ha significato acclarare l'origine del prodotto legandolo al territorio ed esaltando l'italianità, da sempre apprezzata su tutti i mercati, ma mai gratificata in senso economico. Tutto ciò, in senso politico, non poteva che reggersi su un grande

mato a svolgere una funzione di pura connessione tra produttori e gestori di botteghe, assumendo però una connotazione di soggetto economico inequivocabile. A far parte del mondo dei fornitori deve essere un imprenditore agricolo, singolo o associato (cooperativa o società agricole) secondo i dettami dell'art. 2135 del codice civile, proprio per dare avvio al percorso della vendita diretta nella dimensione della bottega. Quando in più di una circostanza abbiamo evidenziato le grandi possibilità del produttore di utilizzare questo canale, lo abbiamo fatto per la facilità con cui può aderire, la libera proposta delle quantità di prodotto da conferire ed il prezzo che ne intende ricavare. Se ci riflettiamo, tutti elementi di cultura economica a cui un imprenditore agricolo non si è mai potuto richiamare. Ecco che a molti non è sembrato vero che così fosse, certo si è premiati e

Possono aderire al Consorzio le imprese accreditate a Fondazione Campagna Amica. In costante crescita il numero dei fornitori gratificati se l'approccio è quello giusto, eticamente ed economicamente, altrimenti chi deve scegliere il prodotto da vendere nelle botteghe non lo richiede se il prezzo è fuori mercato, non lo richiede la seconda volta se nella prima fornitura si sono riscontrate distonie con la proposta. Abbiamo parlato di adesione al Consorzio Produttori di Campagna Amica (per brevità in seguito richiamato come CPCA) e la stessa può avvenire contattando direttamente il Consorzio, o attraverso i referenti territoriali.

Quest'ultimi forniscono i primi chiarimenti per poi accompagnare, chi fosse intenzionato, all'adesione attraverso la compilazione di apposita modulistica nella quale devono essere indicate una serie di notizie che danno una spaccato dell'azienda in termini di consistenza, di varietà produttive, e di ragione sociale. Il CPCA naturalmente accoglie le richieste solo se gli interessati sono accreditati a Fondazione Campagna Amica. Una volta accreditati anche dal CPCA, i fornitori devono sottoscrivere un contratto e versare la quota di adesione ed a quel punto ricevono le credenziali di accesso al portale web che e' lo strumento attraverso cui ciascun fornitore propone le offerte del prodotto, il prezzo, la quantità disponibile, e se è in grado di garantire una propria logistica, in caso contrario ci pensa il CPCA. Quando il prodotto è scelto e quindi richiesto da un gestore, successivamente, quando lo stesso e' consegnato ed accettato, il fornitore emette fattura al CPCA, che provvede nei termini e nelle modalità stabilite nel contratto a corrispondergli il dovuto. Ad operatività ormai in essere possiamo affermare con assoluta certezza che i dubbi o lo scetticismo iniziale sono stati superati e il numero dei fornitori è in forte crescita proprio per le ragioni esposte in questa breve ma sintetica rappresentazione dei fatti: Fornitore significa utilizzare un nuovo canale alternativo al proprio, decidere il prezzo e le quantità da proporre e conferire, ma soprattutto far parte di un circuito dove il vero imprenditore agricolo gode del rispetto economico che da un po' di tempo, e in qualche caso mai, si è perso o mai assaporato. Oggi possiamo dirlo perché ci sono le botteghe e ci sono i fornitori, basta chiedere a loro.

Aderire al Consorzio è facile e immediato

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Rolando Manfredini - FONDAZIONE

LA FILIERA RISPONDE

IL VINO E L’USO DELLE DENOMINAZIONI DI ORIGINE ECCO COSA VA MESSO IN ETICHETTA

PREVALENZA, ECCO COME CALCOLARLA

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tabilire se il volume delle vendite da prendere a riferimento per il calcolo della percentuale di approvvigionamento di prodotto non proprio è quello della vendita diretta o l’intero volume aziendale. Inoltre se un’impresa conferisce (cede) l’intera produzione per la trasformazione, viene chiesto se può prendere a riferimento questo volume e avvalersi della possibilità della vendita diretta di prodotti acquistati in misura non prevalente all’ammontare detto”. Per determinare la “prevalenza” dei prodotti aziendali rispetto a quelli di provenienza extra-aziendale, ai fini dell’applicazione dell’articolo 4 del d.lgs. n. 228 del 2001, bisogna considerare esclusivamente la produzione complessivamente venduta nel corso dell’anno dall’imprenditore agricolo con la modalità “vendita diretta”. Di conseguenza, non può avvalersi della disciplina amministrativa di cui

al citato articolo 4 l’imprenditore agricolo che, a fronte del conferimento/cessione dell’intera produzione aziendale ad una cooperativa/ impresa di trasformazione, intenda procedere alla vendita al dettaglio di prodotti interamente altrui sebbene non prevalenti rispetto ai prodotti aziendali già oggetto del predetto conferimento/cessione.Infatti, l’articolo 4 al comma 1 stabilisce che gli imprenditori agricoli possono vendere “direttamente al dettaglio” i prodotti provenienti “in misura prevalente dalle rispettive aziende” applicando a tal fine la disciplina amministrativa prevista dallo stesso articolo 4. Peraltro, potendo vendere direttamente al consumatore finale anche prodotti extra-aziendali, l’imprenditore agricolo che intenda avvalersi delle semplificazioni di cui al citato articolo 4 deve rispettare l’ulteriore condizione relativa all’importo massimo di ricavi annui derivanti dalla vendita dei prodotti non aziendali. Infatti, ai sensi del successivo comma 8, detti ricavi non

devono essere superiori a 160 mila euro per gli imprenditori in forma individuale ed a 4 milioni di euro per gli imprenditori in forma societaria. Quanto al problema della verifica del rispetto della condizione essenziale della “prevalenza” dei prodotti aziendali rispetto a quelli acquistati e rivenduti dall’imprenditore agricolo, non vi è dubbio che tale verifica va effettuata prendendo a riferimento il quantitativo venduto su base annua: tale interpretazione è sostenuta dalla locuzione utilizzata dal citato comma 8 laddove il calcolo dei ricavi derivanti dalla vendita dei prodotti non provenienti dall’azienda deve essere effettuato con riguardo all’anno solare precedente. Conseguentemente, ai fini dell’applicazione della disciplina in esame non è necessario che in ogni occasione di vendita siano commercializzati contestualmente prodotti aziendali e prodotti extra-aziendali, dovendosi valutare il rispetto della ricordata condizione di prevalenza a conclusione dell’anno solare di riferimento.

PRODOTTI NON AGRICOLI E VENDITA DIRETTA

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Sempre sotto l’aspetto civilistico/amministrativo mi viene spesso chiesto se prodotti non agricoli (nell’accezione fiscale) possono comunque essere oggetto di vendita diretta all’interno delle botteghe (es. pasta, prodotti cosmetici la cui produzione è in capo all’impresa agricola)”. Stante quanto previsto dall’articolo 4, comma 5, del d.lgs. n. 228 del 2001, laddove si dispone che la disciplina sulla vendita diretta si applica “anche nel caso di vendita di prodotti derivati, ottenuti a seguito di attività di manipolazione o trasformazione dei prodotti agricoli e zootecnici, finalizzate al completo sfruttamento del ciclo produttivo dell’impresa”, non vi è dubbio che possono essere venduti secondo le modalità di cui al citato articolo 4 anche prodotti agricoli diversi da quelli considerati tali dalla normativa fiscale (cfr. Decreto del Ministro dell’economia del 5 agosto 2010 e successive integrazioni) sempreché siano

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ottenuti attraverso la manipolazione o la trasformazione di prodotti agricoli prevalentemente aziendali. Non assume, dunque, alcun rilievo nell’applicazione dell’articolo 4 in esame il limite della “prima trasformazione” utilizzato dall’Amministrazione finanziaria per individuare i prodotti considerabili agricoli ai fini del riconoscimento del regime fiscale agevolato per i redditi derivanti dalla vendita dei prodotti agricoli aziendali.

IL PUNTO DI CAMPAGNA AMICA

Consigli utili sulle indicazioni obbligatorie e facoltative da inserire sulle bottiglie commercializzate Dal 2009 è possibile utilizzare la dicitura Dop o Igp accanto a quelle tradizionali Doc, Docg e Igt

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al 2009 i vini con legame territoriale, a denominazione di origine, possono essere alternativamente menzionati sia come DOP - IGP che secondo le modalità attuali si chiamano DOC / DOCG – IGT. L’origine e la provenienza: l’indicazione dell’origine è obbligatoria per tutte le tipologie di vino e deve essere riportata in etichetta utilizzando le diverse modalità contemplate dal re. CE 607/09 a seconda che si tratti di vino con o senza denominazione di origine/ indicazione geografica. Indicazioni obbligatorie per i vini DOP e IGP 1 Nome del prodotto seguito dall’espressione “denominazione di origine protetta” o “indicazione geografica protetta” o in sostituzione dalla menzione tradizionale DOC/DOCG(IGT) 2 Titolo alcolometrico volumico 3 Origine e provenienza 4 Riferimenti all’imbottigliatore (nome, marchio indirizzo) 5 Tenore zuccherino, per gli spumanti 6 Indicazione relativa alla presenza di allergeni 7 Lotto 8 Indicazione della qualità Indicazioni facoltative per i vini DOP e IGP 1 Categoria merceologica (vino, spumante) 2 Riferimenti ad altri operatori coinvolti nella filiera 3 Utilizzo di termini quali castello, rocca, riferiti all’azienda agricola

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4 Riferimenti all’imbottigliatore (nome, marchio e indirizzo, se presente 5 Tenore zuccherino per gli spumanti 6 Lotto 7 Indicazione della qualità Indicazioni facoltative per i vini senza denominazione di origine

ma solo se tutte le operazioni di trasformazione avvengono nell’area menzionata 4 Logo comunitario relativo alla presenza di allergeni 5 Annata delle uve, solo se almeno l’85% delle uve proviene dalla stessa annata 6 Varietà delle uve, solo se rappresenta almeno l’85% delle uve utilizzate 7 Tenore zuccherino, per gli spumanti 8 Indicazioni relative al metodi di invecchiamento e/o di elaborazione 9 Simboli comunitari della DOP e IGP 10 Riferimenti al metodo di produzione 11 Indicazioni relative ad unità geografiche più piccole della DOP/ IGP, solo se almeno l’85% delle uve impiegate nella produzione del vino proviene da tali zone

1 Riferimenti ad altri operatori commerciali coinvolti nella fileira 2 Logo comunitario relativo alla presenza di allergeni 3 Annata delle uve, solo se almeno l’85% delle uve proviene dalla stessa annata 4 Varietà delle uve, ma solo se appartenenti alle tipologie ammesse dal Mipaaf, nella circolare 30/07/2009 5 Tenore zuccherino per gli spumanti

Indicazioni obbligatorie per i vinisenza denominazione di origine 1 Nome del prodotto seguito dalla denominazione di vendita 2 Titolo alcolometrico 3 Origine e provenienza

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Marco Camilli - FONDAZIONE

FONDAZIONE - Marco Camilli

BIOLOGICO, PATRIMONIO DELLA SOCIETÀ MA ORA SERVE IL MARCHIO NAZIONALE L’agricoltura bio assicura il rispetto dell’ambiente, della salute e dei cicli naturali Occorre però garantire trasparenza ed etichette chiare per tutelare gli operatori made in Italy

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dei contributi pubblici con inevitabile difficoltà finanziaria delle imprese agricole. Si devono perciò garantire loro, attraverso i Piani di Sviluppo Rurale, le condizioni necessarie per una dignitosa qualità della vita con servizi adeguati e con strumenti economici e fiscali che permettano non più la sopravvivenza ma il loro sviluppo di imprenditori agricoli. L’agricoltura biologica passa solo attraverso il II pilastro della Pac all’interno dei Psr, il cui obiettivo generale è quello di migliorare la vita nei sistemi rurali, favorire uno sviluppo sostenibile del territorio e la multifunzionalità dell’azienda agricola. Quindi, visto che le aziende agricole biologiche sono spesso aziende giovani, di qualità, agrituristiche, si crede sia utile promuovere lo sviluppo dell’agricoltura biologica. Pertanto le Amministrazioni Regionali sono chiamate ad utilizzare al meglio tale strumento di programmazione perché, al momento, resta l’unica opzione operativa di intervento diretto per questo settore. Ancora, pesa la mancanza di una politica del territorio di alcune amministrazioni sulla ristorazione collettiva (scuole, asili nido, ospedali, mense pubbliche,etc.) e nei relativi capitolati delle gare di appalto. Occorre dunque privilegiare la peculiarità dei prodotti del proprio territorio, a km zero, per freschezza, trasparenza e riconoscibilità e non il basso costo del singolo pasto. I consumatori italiani percepiscono l’agricoltura biologica ed il prodotto biologico come un’op-

Per la crescita del settore sono necessari servizi adeguati e strumenti economici e fiscali efficienti attraverso i Psr portunità per conciliare sicurezza alimentare e rispetto delle risorse ambientali. La continua richiesta di prodotti freschi e di stagione insieme ai timori, innescati dagli scandali alimentari, si sono tradotti in una seria preoccupazione per la sicurezza alimentare e in una domanda crescente di garanzie di qualità e di maggiori informazioni sui metodi di produzione. Si è poi diffusa in un numero sempre maggiore di cittadini la consapevolezza dei danni irreversibili recati all'ambiente da pratiche che comportano l'inquinamento del suolo e delle acque, lo spreco di risorse naturali e la compromissione di delicati ecosistemi e si è fatto, quindi, appello ad un comportamento più responsabile nei confronti del nostro patrimonio naturale. Inoltre, nel consumatore, si è affermata sempre di più la convinzione di una “scelta alimentare consapevole” con maggiore attenzione all’etichetta di vendita e alla conoscenza del mondo agricolo. L’innovazione dell’agricoltura biologica rappresenta un maggiore scambio di informazioni tra agricoltore e consumatore sia sul prodotto sia sul metodo di coltivazione e di allevamento. L’ac-

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I cibi bio garantiscono l’assenza di Ogm

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ccorre, riconoscere all’agricoltura biologica italiana una funzione sociale oltre a quella di produttrice di alimenti certificati. Il rispetto dell’ambiente, della salute, del benessere degli animali, dei cicli naturali, del suolo, il recupero e lo sviluppo dell’immenso patrimonio di biodiversità nazionale e la netta contrarietà agli Ogm, intesi come omologazione del gusto e delle produzioni, sono valori che devono essere inquadrati in un contesto più ampio e devono essere trasmessi con chiarezza al consumatore. L’agricoltura biologica italiana, rappresenta un’opportunità di reddito in zone montane e svantaggiate per agricoltori che vogliono essere custodi del loro territorio e delle loro tradizioni. Le imprese agricole biologiche italiane che adottano tale sistema di produzione si trovano molto spesso in una posizione che non consente loro di veder riconosciuto il giusto reddito d’impresa e questo a causa di molteplici fattori come ad esempio la mancanza di trasparenza del mercato tra il prodotto nazionale e quello estero con conseguente distorsione del prezzo dovuta inevitabilmente al diverso costo di produzione che penalizza quello italiano in genere più alto. Senza dimenticare l’inadeguata sensibilità e i difformi comportamenti di alcune Regioni sulle politiche per il settore e per la programmazione delle risorse delle misure agroambientali negli attuali PSR. Negli ultimi anni si è assistito a fortissimi ritardi nei pagamenti

quisto dei prodotti biologici da parte del consumatore avviene per motivazioni salutistiche, per soddisfazione personale e per una maggiore fiducia riguardo la sicurezza alimentare. A tal fine occorre garantire trasparenza di mercato attraverso etichette chiare e complete di tutte le informazioni necessarie per una scelta consapevole del consumatore da realizzarsi anche, e soprattutto, attraverso l’introduzione del marchio nazionale per l’agricoltura biologica italiana (come già adottato da altri Paesi d’Eu-

ropa), marchio applicabile solo a prodotti 100% italiani e che possa essere di aiuto al cittadino in una scelta informata dell’alimento biologico italiano di qualità e con forte connotazione territoriale distinto da quello d’importazione senza carta d’identità. La continua richiesta di prodotti freschi e di stagione stimola l’imprenditore biologico a ricercare ulteriori forme di contatto commerciale con il consumatore. La vendita diretta, intesa come riconoscimento di un rapporto fiduciario tra chi produce e chi

BIO SOTTOCASA, MISSIONE VESUVIO La manifestazione fa tappa a Napoli Biosottocasa sbarca sotto il Vesuvio. Il prossimo 6 maggio alla villa Comunale di Napoli, frequentatissima da cittadini e turisti, si terrà una nuova tappa della manifestazione di promozione del biologico alla quale prenderanno parte oltre sessanta imprese provenienti da tutta Italia. Il progetto ha l’obiettivo di portare i mercati degli agricoltori bio in località ad alta vocazione turistica, al

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fine di proporre ai consumatori il meglio dei prodotti agricoli italiani, per qualità, caratteristiche organolettiche e prezzo. In quest’ottica Napoli rappresenta sicuramente una piazza importante, sia dal punto di vista economico che da quello vacanziero. L’occasione sarà utile anche per organizzare una serie di laboratori del gusto, dall’olio ai formaggi, dal latte crudo ai vini, fino ai fiori.

consuma, è sempre più al centro dell’azione commerciale dell’impresa agricola biologica socia di Coldiretti. Così, i prodotti biologici “direttamente” venduti trasmettono quel valore di forte identità territoriale e la riconoscibilità del delicato e responsabile lavoro dell’imprenditore biologico italiano che viene, spesso, vanificato da prodotti certificati biologici provenienti dall’estero, senza carta d’identità e con dubbia verificabilità dei processi produttivi. Si stanno anche rivedendo le forme tradizionali della vendita del prodotto biologico italiano. Infatti, dai canonici canali di vendita (Gdo, negozi e distruibutori specializzati) si sta passando a forme più dirette tra il produttore ed il consumatore (GA, box scheme, mercati, etc.). L’importanza dell’agricoltura biologica contraria per suo fondamento etico, ma anche per normativa, all’utilizzo di Ogm (Organismi geneticamente modificati) è custode dell’identità culturale del cibo con la netta contrarietà a qualsiasi possibile coesistenza con le produzioni Ogm e a qualsiasi forma di contaminazione, anche accidentale, e a qualsiasi soglia di tolleranza all’interno dell’alimento biologico.

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Fabio Cagnetti - ITINERARI DEL GUSTO

FONDAZIONE - Marco Camilli

ADDIO AL PAPÀ DEL BIOLOGICO ITALIANO GIROLOMONI, UNA VITA PER L’AGRICOLTURA

IL VIN SANTO, ORO DELLA TOSCANA ALLA SCOPERTA DI UN GRANDE PASSITO D’ITALIA

É scomparso il fondatore della cooperativa Alce Nero e pioniere del produrre bio Col nuovo marchio Montebello ha portato la pasta made in Italy nei punti di Campagna Amica

Nato dalle uve bianche tra le zone del Chianti e del Montepulciano, questo è uno dei vanti della regione Tante le varianti legate alle Doc e Docg ma un comune denominatore: è un prodotto da meditazione

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Girolomoni, innovatore e filosofo

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o avuto molte occasioni di lavoro per conoscere ed apprezzare Gino Girolomoni, pioniere di una rinnovata cultura agricola ed alimentare. Di lui vorrei in particolare ricordare la purezza degli ideali religiosi da cui discende la visione dell’uomo e della natura. La sua sensibilità di agricoltore ambientalista e la sua onestà intellettuale me lo fanno ricordare come fondatore e pioniere del movimento biologico italiano. Ancora oggi percorriamo la strada da lui tracciata nella visione di un’agricoltura rispettosa dell’ambiente. All'inizio degli anni settanta, Gino Girolomoni, giovane Sindaco di Isola del Piano (PS), promuove iniziative di bioagricoltura con manifestazioni e convegni che richiamano da tutta Italia tecnici, intellettuali e giornalisti. Il 13 luglio 1977 fa nascere la cooperativa Alce Nero, una delle prime esperienze agrobiologiche italiane e completa la ristrutturazione dopo ben sei anni di lavori dell'antico monastero di Montebello, il cui nucleo iniziale risale al 1380  edificato dal beato Pietro Gambacorta da Pisa ed ora sede del museo della civiltà contadina. Gino con i suoi collaboratori recuperano quel bellissimo territorio abbandonato purtroppo da diversi anni. Dopo trent'anni una buona parte della superficie agricola del comune viene, oggi, coltivata col metodo dell’agricoltura biologica. Nell’aprile del 2004 nasce il nuovo marchio: "MONTEBELLO". Il nuovo marchio è andato a vestire una

vasta gamma di prodotti biologici: pasta, farine, legumi e cereali, riso, cous cous, passata di pomodoro , sughi di pomodoro, creme di frutta, olio extravergine di oliva, caffé. Per valutare appieno la personalità di Gino ritengo necessario far parlare lui stesso attraverso alcune frasi del suo libro "Maccheroni acqua e farina" da cui appare la sua visione della vita e della natura. "Provo sempre meraviglia nell'abbassarmi fino a terra e nel vedere la forza che esprimono un fiore o un'erba o una pianta che stanno per nascere. E sono convinto che pure i vegetali abbiano un'intelligenza, che vibrino di gioia e di paura." Sempre all'interno di questa sua visione nascevano anche le sue preoccupazioni per l'agricoltura, il cibo e l'ambiente: "Il cibo pessimo di cui ci nutriamo, il rumore, la visione continua di brutture, l'inquinamento di tutto, le regole infrante e la tradizione cancellata hanno rotto l'incanto della vita." Ancora: "Mangiare non é soltanto piantare, raccogliere, trasformare e cuocere il cibo. Mangiare é dono, spiritualità, amicizia, fraternità, bellezza, calore, colore,

sapienza, semplicità, compagnia." Ricordo anche la sua battaglia di netta contrarietà verso gli OGM: "Anche se ormai é riconosciuta in Europa e in tutto il mondo occidentale, ritengo la legge sulla brevettabilità delle forme viventi (vegetali, animali e umane) la peggiore scelta di tutta la storia dell'umanità." I suoi libri: • Maccheroni acqua e farina. 90 ricette di una rinnovata cultura alimentare. • Un avvenire di terra. • Alce nero grida. L'agricoltura biologica, una sfida culturale. • Ritorna la vita sulle colline. • Terre, monti e colline! Il caso Alce Nero • Ritorna la vita sulle colline. L'esperienza della Cooperativa Alce Nero Oggi il suo lavoro prosegue attraverso i suoi figli, i suoi amici ed i suoi collaboratori e siamo molto orgogliosi di avere questo patrimonio umano e di lavoro all'interno del progetto Campagna Amica di Coldiretti. Grazie Gino.

IL PUNTO DI CAMPAGNA AMICA

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on è un paese per bianchi. Se la Toscana ci regala numerose, grandi espressioni del Sangiovese, ben difficilmente le uve a bacca bianca riescono a raggiungere risultati paragonabili. Impianti di Chardonnay, Sauvignon, Viognier e altre uve internazionali ci sono, sì, e qualcuno lavora anche bene, ma ricordiamo che qui ci sono anche superfici importanti allevate a Trebbiano e Malvasia. Ancora permessi nell’uvaggio del Chianti DOCG, non più in quello del Chianti Classico DOCG, dove un tempo erano obbligatori, la loro acidità ha permesso a tanti rossi toscani più o meno umili di sopravvivere per decenni. Pochi producono vini secchi da queste uve, e il loro utilizzo che più appassiona gli amanti del vino è per uno dei grandi passiti italiani: il Vin Santo, che vede nel Chianti e in Montepulciano le zone di assoluta elezione. Sulle origini del nome si potrebbe fare tanta poesia, e le leggende non mancano: in verità, è abbastanza assodato che questa tipologia di vino fosse usata per la Messa. La vinificazione tradizionale prevede l’appassimento delle uve su stuoie e l’affinamento in caratelli di dimensione variabile, anticamente tra i 15 e i 50 litri mentre i disciplinari di oggi fissano in 300 litri, poco più di una barrique, il volume massimo. Fondamentale, se si vinifica senza l’utilizzo di lieviti selezionati, è la conservazione della “madre” del vinsanto, la feccia della produzione precedente che svolge un ruolo fondamentale nell’aiu-

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Un prodotto secolare delle campagne toscane

tare la fermentazione di un mosto estremamente carico di zuccheri e nel conferire complessità al vino. Alcuni vignaioli continuano con orgoglio a produrre Vin Santo con madri vecchie di secoli. Le denominazioni più diffuse sono il Vin Santo del Chianti DOC, diviso in sette sottozone che condividono il medesimo disciplinare, il Vin Santo del Chianti Classico DOC, la cui produzione è consentita nei nove comuni delle province di Firenze e Siena dove si produce il Chianti Classico DOCG, e il Vin Santo di Montepulciano, prodotto solo nel comune omonimo. Il Vin Santo del Chianti Classico può essere prodotto solo con uve Trebbiano e Malvasia, a Monte-

pulciano è consentito l’uso del Grechetto, localmente detto Pulcinculo, mentre per il Vin Santo del Chianti è ammesso un 30% di altre uve. A Montepulciano il grado alcolico minimo è più elevato, il 17% (non necessariamente svolto) contro il 15,5-16 delle altre denominazioni. Ma più che le differenze geografiche contano quelle tecniche e stilistiche: possiamo infatti distinguere due stili diversi di Vin Santo in Toscana. Alcuni sono più secchi, più ossidativi, con un elevato contenuto in aldeidi, possono ricordare i grandi vini di Xeres e Madeira e sono eccellenti vini da meditazione, che si sposano alla perfezione anche con la pasticceria secca: è d’obbligo citare i cantuccini come abbinamento tradizionale. Altri, più moderni, sono più concentrati, hanno un maggiore residuo zuccherino e trovano una più ampia gamma di abbinamenti in pasticceria. Da citare anche il Vin Santo Occhio di Pernice, rarissimo e prezioso, proveniente almeno da un 50% di uve Sangiovese, e quindi a bacca rossa. E’ vino di complessità, concentrazione e struttura assolute, che può accompagnarsi a dolci piuttosto secchi con frutta rossa o scura fra gli ingredienti ma sarà sempre eccellente da solo, assoluto, in compagnia di un libro o di pochi amici cari.

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Toni De Amicis - FILIERA COLTA

LETTO PER VOI - Stefano Masini

ECCO UN MERCATO SENZA MERCANTI LA GRANDE DISTINTIVITÀ DELLA RETE

Giancarlo Bregantini racconta la sua esperienza di vescovo in una zona ostaggio della criminalità “La migliore forma di antimafia è il gusto del bello, del buono, del vero”.

I punti Campagna Amica sono luoghi di commercializzazione ma anche di incontro culturale In quattro anni è sorto il più grande circuito in Europa di produttori in vendita diretta

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ecisamente coinvolgente è il volume che Giancarlo Bregantini (“Non possiamo tacere. Le parole e la bellezza per vincere la mafia”, edizioni Piemme, euro 14,50) ha presentato a testimonianza della sua esperienza pastorale e di Vescovo di una diocesi contrassegnata da gravi fenomeni di infiltrazioni mafiose che deprimono qualsiasi volontà di sano sviluppo dell’economia e di riscatto sociale delle comunità. Bregantini, appena arrivato a Locri rifiuta la scorta, pure necessaria per la tutela della sua persona a fronte delle forti prese di posizione contro i clan locali e nonostante le successive intimidazioni passeggia per le strade, conversa con la gente: “al sud i fatti valgono molto di più delle parole. Le forme, i modi, lo stile nell’approccio sono veicolo di concetti, di messaggi” (p. 26). È, dunque, dall’insegnamento che trae dalla familiarità con un ambiente sfregiato da violenze e abbrutito da desolazione, opaco nelle coscienze e nel senso comune, che l’Autore traduce risposte assai concrete nel contrasto alle iniziative criminali: “bisogna svuotare la mafia di significato e il modo migliore per farlo è puntare sulla positività. La migliore forma di antimafia è il gusto del bello, del buono, del vero, mentre i membri delle cosche puntano sulla negatività, sulla paura, sulla menzogna. La mafia ha orrore della bellezza” (p.27-28). “È come se la bruttezza dei luoghi esprimesse tragicamente quel desiderio di violazione che c’è nel cuore del mafioso” (p.29) - scrive ancora Bregantini - tanto da richiamarci

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Giancarlo Bregantini - Non possiamo tacere. Le parole e la bellezza per vincere la mafia Editore: Piemme - Pg. 193 - € 14,50

tutti ad un impegno educativo e di partecipazione ad un contesto di vita sociale, in sintonia con la natura e il paesaggio. Le denunce sono necessarie ma non sufficienti, occorre un progetto più complessivo che coinvolga genitori, insegnanti, educatori al fine di capovolgere il destino altrimenti ineluttabile che grava in modo insidioso su tutti: “i magistrati, gli imprenditori, gli intellettuali e anche i preti” (p. 49). Solo costruendo reti di solidarietà e rinunciando alle gesta di eroi isolati, ricucendo, invece, una responsabilità del dialogo e dell’esempio si può riuscire a far arretrare la mafia, magari con l’organizzazione del lavoro dei giovani in cooperative, con il contributo e il sostegno dell’intera comunità e tramite la più efficace coerenza dei cristiani, perché non ci sia contraddizione tra le preghiere della domenica e le scelte del lunedì. Dunque, annunciare, denuncia-

re e rinunciare costituisce la trilogia del riscatto contro l’abisso del male che l’autore ci consegna chiamandoci, nel quotidiano ad un impegno di consapevolezza collettiva e di rigenerazione civica. L’argine più consistente a difesa dei reati di mafia non è sicuramente rappresentato dalle misure di polizia quando a rischio è la stessa tenuta relazionale ed emotiva di una comunità; in questo caso occorre intervenire preventivamente, con capacità di programmazione, come nel caso in cui sia una collina a franare: bisogna piantare gli alberi che rendono compatto il terreno e “gli alberi che impediscono il franare di una società civile sono le coscienze, innaffiate con l’autostima e coltivate su un terreno reso fertile dall’educazione, dai progetti, dalla consapevolezza di una rete di relazioni basate sull’amore, sul desiderio di bellezza e su parole che danno vita” (p. 114).

IL PUNTO DI CAMPAGNA AMICA

n “mercato senza mercanti”, questa in sintesi può essere la definizione che meglio rappresenta l’essenza dei nostri punti in vendita diretta. Luoghi di vendita del vero prodotto agricolo italiano, ma anche spazi di incontro tra produttori e consumatori e quindi momenti preziosissimi di scambio tra cultura di città e cultura di campagna. Questo è il profilo culturale con il quale la Rete di Campagna Amica si sta affermando dovunque nel Paese. Una Rete che è appena nata (ha solo quattro anni di vita: niente se la paragoniamo ad altri sistemi distributivi come ad esempio quello della Grande Distribuzione Organizzata che è sbarcata nel nostro Paese da oltre 40 anni), ma è già grande perché ha raggiunto risultati davvero ragguardevoli, senza peraltro avvalersi nemmeno di un euro di finanziamento pubblico. Indubbiamente c’è ancora molto da fare sul piano della diffusione quantitativa, perché in molti Comuni abbiamo una presenza ancora inadeguata; ma è anche vero che siamo già il più grande circuito in Europa di produttori in vendita diretta e siamo già il più grande canale di consumo consapevole e sostenibile nel nostro Paese. Quindi, dopo appena 4 anni, possiamo tranquillamente dire che non siamo più solo un progetto, ma una realtà tangibile e misurabile. Il “brand” Campagna Amica già oggi è un grande patrimonio, unico e originale per il nostro Paese: Siamo un patrimonio “im-

ANNO III - N°13 - MARZO

Un nuovo modello di distribuzione dei prodotti italiani

QUANDO “NON POSSIAMO TACERE” PAROLE E BELLEZZA PER VINCERE LA MAFIA

materiale”: composto di valori etici, ambientali, economici, sociali e da messaggi e da temi e segni distintivi propri della nostra offerta produttiva. Siamo un patrimonio “materiale”: composto da 6.000 punti vendita in cui sono coinvolti più di 20.000 produttori agricoli che nel 2011 sono stati capaci di realizzare più di 30.000 giornate mercato, intercettando oltre 9.000.000 di cittadini, con un fatturato aggregato di quasi 500 milioni di euro. E siamo anche una grande rete che ha grandi margini di crescita, ovunque: perché gli indici di soddisfazione dei consumatori, misurati da SWG di Trieste, sono altissimi: dalle risposte emerge che oltre il 77% dei nostri clienti si dichiara “molto soddisfatto” degli acquisti che fa nei nostri punti vendita. Siamo partiti 4 anni fa per costruire una rete di produttori capace di corrispondere con un’offerta “seria” la forte doman-

da di “Made in Italy” proveniente dai consumatori, con 3 obiettivi sostanziali: dare valore aggiunto agli agricoltori riequilibrare i rapporti di forza all’interno della filiera agroalimentare; dare nuove e migliori opportunità di acquisto ai consumatori. Oggi, dopo i primi e ancora parziali risultati di accredito, possiamo dire che abbiamo fatto molto di più: abbiamo realizzato nel Paese un nuovo modello distributivo per i veri prodotti italiani, che è ormai diventato un “terzo incomodo” tra G.D.O. e commercio di prossimità. E nel contempo abbiamo creato una nuova grande “Comunità”, dove produttori agricoli convinti e consumatori consapevoli, insieme, vogliono far affermare un nuovo modello di produzione e di consumo più sostenibile, più trasparente e più equo per tutti. In sostanza: un “mercato senza mercanti”.

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La terra non appartiene agli uomini, è l’uomo che appartiene alla terra

Il bel paesaggio, insieme con il buon cibo, l’acqua pulita, l’energia rinnovabile, il suolo fertile, è un bene comune che da sempre tuteliamo redditi 2011

Scheda per la scelta della destinazione dell'8 per mille dell'IRPEF e del 5 per mille dell'IRPEF

genzia

ntrate

Da consegnare unitamente alla dichiarazione Mod. 730/2011 al sostituto d ʼ C.A.F. o al professionista abilitato, utilizzando sui apposita busta chiusa contrassegnata lembi di chiusura.

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non lucrative di utilità sociale, Sostegno del volontariato e delle altre organizzazioni e fondazioni riconosciute delle associazioni di promozione sociale e delle associazioni a ), del D.Lgs. n. 460 del 1997 che operano nei settori di cui all’art. 10, c. 1, lett

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