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N.6 NOVEMBRE足DICEMBRE 2010

il

Punto di

CAMPAGNA AMICA

Iscritto al n. 19 del 27/01/2010 足 Registro Nazionale della Stampa del Tribunale di Roma

NOTIZIARIO DELLA RETE DEI PUNTI IN VENDITA DIRETTA

LA RETE DI CAMPAGNA AMICA SPICCA IL VOLO


Consigli per gli acquisti

Il Negozio on-line è rivolto a quelle Aziende Agricole già accreditate che, attraverso l’acquisto di materiali e supporti in aggiunta a quelli già ricevuti con l’adesione, intendono identificare i propri punti vendita con

Digitalialab - Roma

segni distintivi di Campagna Amica.

Esempi di prodotti: TARGA ASSOCIATO

FISARMONICA

ROLLER UP - FLAG

Il negozio in campagna

www.negozioincampagna.it


il Punto di CAMPAGNA AMICA

Primo Piano

Caro Amico/a, questo che volge al termine è stato un altro anno straordinario...

Presidente: Sergio Marini

L’anno in cui nel nostro Paese si è affermato un nuovo circuito commerciale per la vendita di prodotti alimentari: la rete nazionale a marchio Campagna Amica.

Direttore Generale: Toni De Amicis Sede operativa: Via Nazionale 89/a 00184 Roma (Italy) Tel +39.06489931 redazione@campagnamica.it www.campagnamica.it

Il Punto di Campagna Amica Iscritto al n. 19 del 27/01/2010 Registro Nazionale della Stampa del Tribunale di Roma Direttore responsabile: Paolo Falcioni Redazione: Fabio Cagnetti Raffaella Cantagalli Angela Galasso Alessandra Gioggi Massimiliano Paoloni Sara Paraluppi Hanno collaborato: Silvia Bosco Domenico Buono Luca D’Apote Carlo Hausmann Rolando Manfredini Stefano Masini Carmelo Troccoli Indagini a cura dell’istituto ricerche SWG S.r.l. sede legale via S.Francesco 24 34133 Trieste Tel +39.040362525 www.swg.it

Impaginazione e grafica: Massimiliano Paoloni Stampa Digitalia Lab, via G. Peroni, 131 – Roma

Una rete omogenea e capillare in tutto il Paese, che già oggi è diventata il più grande circuito di agricoltori in vendita diretta d’Europa (seconda solo agli Stati Uniti) per estensione territoriale, per partecipazione di imprese agricole, per numero di consumatori e per volumi di prodotto venduto. Se tutto questo è stato possibile lo dobbiamo soprattutto a chi come Te, con il Tuo contributo di idee, con il Tuo lavoro, la Tua passione e per il Tuo segmento di responsabilità, hai dimostrato di credere nei valori e negli obiettivi del grande progetto Coldiretti, finalizzato alla costruzione di una vera ed autentica “Filiera Agricola Tutta Italiana”. Il pensiero, quindi, che in occasione di questo Natale Ti inviamo vuol essere proprio questo: un ringraziamento sentito per quanto fatto fino ad oggi ed un augurio per quanto sapremo fare in futuro, insieme. Buon Anno.

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Speciale

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L’impresa agricola vola col km zero La filosofia del “mangio locale” sostiene il made in Italy La filosofia del km zero è riuscita in poco tempo a trasformare l’esigenza di tenere conto dell’impatto ambientale della circola­ zione dei prodotti in un’opportunità per le imprese agricole e in uno stimolo ai consumatori a una spesa consapevole e responsa­ bile. Un appello recepito da entrambi, come dimostrano i numeri, ma che ha portato anche a una nuova sensibilità da parte delle amministrazioni, con una serie di leggi regionali sull’utilizzo dei prodotti locali. Il km zero è anche una parte integrante della rete dei Punti di Campagna Amica, tanto che le imprese accreditate as­ sicurano il rispetto di uno specifico regolamento.

Un Punto vendita di Campagna Amica

REGOLAMENTO DEL MARCHIO CHILOMETRO ZERO Articolo 1 (Adesione al Progetto Campagna Amica Chilometro Zero) L’impresa che intenda aderire al Progetto Campagna Amica Chilometro Zero è te­ nuta a presentare domanda, sottoscritta dal legale rappresentante, contenente le informazioni anagrafiche e l’adesione al Codice di comportamento e al Regola­ mento del Marchio e l’impegno a rispet­ tarli e a ottemperare alle decisioni della Commissione di Garanzia, e la dichiara­ zione di impegno ad utilizzare il “Marchio Chilometro Zero” secondo le modalità e nei limiti previsti dal Regolamento. Articolo 2 (Recesso) Il recesso dell’impresa dall’adesione al marchio potrà essere comunicato in qualsiasi momento a mezzo fax o posta elettronica con avviso di ricevimento e produrrà i suoi effetti nel momento in cui perverrà agli uffici della Fondazione Campagna Amica. Articolo 3 (Ambito di applicazione) Il Codice di comportamento ed il pre­ sente regolamento si applicano nei con­ fronti di tutti i clienti dell’impresa commerciale aderente al Marchio Chi­

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lometro Zero. Articolo 4 (Dovere di informazione) L’impresa si impegna a fornire al cliente in modo esaustivo tutte le informazioni relative ai prodotti a chilometro zero in modo continuativo ed esaustivo, anche attraverso la necessaria preparazione del personale destinato a venire a con­ tatto con i clienti stessi. Articolo 5 (Reclami) La Fondazione Campagna Amica pro­ prietaria del marchio chilometro zero si impegna a verificare il rispetto del Co­ dice di Comportamento attraverso ispezioni o attraverso il monitoraggio della soddisfazione dei clienti. A tal fine predispone tutte le procedure di re­ clamo con apposito modulo, di facile compilazione, che possa essere compi­ lato dal cliente anche per via telematica. Articolo 6 (Commissione di Garanzia) La Fondazione incarica per la gestione del marchio una Commissione di Ga­ ranzia che delibera a maggioranza sem­ plice dei presenti sul richiamo o sull’esclusione dal circuito chilometro zero degli aderenti inadempienti. Il ri­

chiamo e l’esclusione sono comunicati agli aderenti a mezzo scritto. L’esclu­ sione ha validità immediata dalla data di ricezione della comunicazione. La Commissione è composta da almeno un rappresentante delle associazioni dei consumatori, un rappresentante del mondo del commercio, un rappresen­ tante del mondo produttivo ed un fun­ zionario Coldiretti. Articolo 7 (Quota) Il membro effettivo è tenuto al paga­ mento di una quota d’adesione annua relativa a ciascuna struttura aderente determinata annualmente dalle singole federazioni regionali di Coldiretti e fina­ lizzata al sostegno delle spese di pro­ mozione e valorizzazione del circuito oltre alle spese di funzionamento ed al rimborso spese dei componenti della Commissione di Garanzia. Articolo 7 (Modifiche al Regolamento) Il presente Regolamento potrà essere modificato dal Consiglio di Amministra­ zione della Fondazione Campagna Amica sentita la Commissione di Garan­ zia.


Speciale

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Tutti i numeri del km zero La spesa dal produttore si è trasformata in un vero e proprio fenomeno di massa la spesa a km zero direttamente dal produttore è diventata un vero e pro­ prio fenomeno di massa. A dirlo sono i numeri, che secondo un’indagine Coldiretti­Agri2000, contano oggi in Italia ben 66.300 aziende agricole che fanno vendita diretta, con un aumento del 64% rispetto al 2001 e del 7 % in

confronto all’anno precedente. Il tutto mentre i Mercati di Campagna Amica hanno oltrepassato quota settecento, dislocati in pressoché tutte le Regioni italiane, con un incremento rispetto al­ l’anno precedente, del 500%. Se guar­

diamo poi all’indagine Coldiretti­Swg pre­ sentata in occa­ sione del Forum di cernobbio, risulta che il 17 % degli italiani acquista regolarmente dal produttore agricolo, con un aumento record del 55% rispetto allo scorso anno. la ven­ dita diretta si è dunque rivelata la forma di distribuzione commerciale il cui valore delle vendite è cresciuto dell’11%, per un totale stimato di oltre 3 miliardi di euro, con un incre­ mento maggiore rispetto ad altri canali.

Al via le iscrizioni per l’Oscar Green 2011 Al via le iscrizioni alla quinta edizione del Premio O s c a r Green, l’importante evento promosso da Coldiretti Giovani Impresa, per dare un giusto riconoscimento alle giovani imprese agricole italiane che hanno iniziato un percorso di innovazione, ricerca e diversificazione, dando vita a realtà imprenditoriali che

hanno accolto e rilanciato la sfida della globalizzazione. Sarà possibile iscriversi al concorso fino al prossimo 28 febbraio 2011, provvedendo alla compilazione dell’iscrizione sul sito web www.oscargreen.it. Potranno partecipare tutti i soggetti della filiera agricola Made in Italy costituiti dagli agricoltori che non sono risultati vincitori nelle ultime tre edizioni. Le sei categorie di premi (Stile e cultura d’impresa”, “Sostieni lo sviluppo”, “In-generation”, “Esportare il territorio”, “Campagna Amica” ed “Oltre Filiera”)

sono state concepite per riconoscere maggiore prestigio a quelle attività che hanno consentito il raggiungimento di obiettivi fondamentali per le imprese dei giovani agricoltori, obiettivi quali la multifunzionalità, la capacità di diversificazione nonché la contestuale estensione dell’ambito di azione della propria attività non solo alla realtà prettamente aziendale ma anche a quella dei consumatori, conquistandone la fiducia attraverso la garanzia dell’alta qualità dei prodotti.

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Speciale

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Il giro d’Italia del km zero Tutte le leggi regionali approvate sulla promozione dei prodotti locali TRENTINO­A.A. PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO L.P. 3/11/2009, n. 13 Norme per la promozione dei prodotti agricoli e agroalimentari di prossimità e per l'educazione alimentare e il consumo consapevole. Pubblicata nel B.U. Trentino­Alto Adige 10 novembre 2009, n. 46

VENETO L.R. 25/7/2008, n. 7 Norme per orientare e so­ stenere il consumo dei prodotti agricoli a chilo­ metri zero. Pubblicata nel B.U. Veneto 29 luglio 2008, n. 62

MARCHE L.R. 7/7/2009, n. 16 Norme a sostegno del consumo dei prodotti di origine regionale. Pubblicata nel B.U. Mar­ che 16 luglio 2009, n. 68.

SARDEGNA L.R. 19/1/2010, n. 1 Norme per la promozione della qualità dei prodotti della Sardegna, della concor­ renza e della tutela ambien­ tale e modifiche alla legge regionale 23 giugno 1998, n. 18 (Nuove norme per l’eser­ cizio dell’agriturismo e del turismo rurale). Pubblicata nel B.U. Sardegna 28 gennaio 2010, n. 3

MOLISE L.R. 9/2/2010, n. 5 Norme per orientare e so­ stenere il consumo dei prodotti agricoli stagio­ nali e di qualità. Pubblicata nel B.U. Molise 16 febbraio 2010, n. 4.

LAZIO L.R. 16/4/2009, n. 12 Disposizioni per soste­ nere il consumo dei pro­ dotti provenienti dalle aziende agricole ubicate nel territorio regionale. Pubblicata nel B.U. Lazio 21 aprile 2009, n. 15

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CALABRIA L.R. 14/8/2008, n. 29 Norme per orientare e soste­ nere il consumo dei prodotti agricoli regionali anche a chi­ lometri zero. Pubblicata nel B.U. Calabria 16 agosto 2008, n. 16, suppl. straord. 18 agosto 2008, n. 1.

PUGLIA L.R. 19/12/2008, n. 38, Norme per il sostegno del consumo dei prodotti agricoli regionali. Pubblicata nel B.U. Puglia 23 dicembre 2008, n. 200


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L’esperto fiscalista di Domenico Buono

Se la vendita rientra nel reddito agrario Ecco i vantaggi per le società agricole di optare per la determinazione catastale

È vero che anche le società possono optare per la determinazione cata­ stale del reddito? Allo scopo di incentivare l'utilizzo delle forme societarie anche nel settore agri­ colo, la finanziaria 2007 ha previsto (ar­ ticolo 1, comma 1093, della legge 27 dicembre 2006, n. 296) che le società di persone, le società a responsabilità limi­ tata e le società cooperative, possono optare per la determinazione del red­ dito su base catastale ai sensi dell'arti­ colo 32 del TUIR. Occorrono requisiti particolari per esercitare l’opzione? Possono optare solo le società che siano qualificabili "società agricola", cioè le so­ cietà il cui statuto prevede l'esercizio esclusivo delle attività di cui all'articolo 2135 del codice civile (agricole) e la ra­ gione o denominazione sociale deve contenere l'indicazione di "società agri­ cola". Quali sono i vantaggi dell’opzione? Essa rappresenta un’opportunità per le imprese che vogliono utilizzare forme organizzative più “evolute”, senza rinun­ ciare al vantaggio della tassazione cata­ stale.

In che cosa consiste, nel dettaglio, l’agevolazione? Dal punto di vista “operativo”, poiché è richiamato l'articolo 32 del testo unico delle imposte sui redditi (TUIR), l'op­ zione per la tassazione catastale con­ sente di “assorbire” al reddito agrario i soli redditi (proventi e relativi costi) re­ lativi alle seguenti attività: • coltivazione del terreno; • silvicoltura; • allevamento di animali con mangimi ottenibili per almeno un quarto dal ter­ reno; • produzione di vegetali in serra, a con­ dizione che la superficie adibita alla pro­ duzione non ecceda il doppio di quella totale del terreno; • manipolazione, conservazione, tra­ sformazione, commercializzazione e va­ lorizzazione di prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo o del bosco o dall'allevamento, a condizione che i beni siano compresi nella tabella approvata con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze su proposta del Ministro delle politiche agricole e forestali (al momento, il de­ creto di riferimento è quello 26 ottobre

2007). Come si tassano i redditi derivanti dalle attività non considerate nel reddito agrario? Per le attività che eccedono i limiti “fi­ scali” fissati dal TUIR, oltre che per quelle non ricomprese nella determina­ zione catastale (ad esempio, presta­ zione di servizi di cui all’art. 2135 del codice civile, attività di agriturismo) il reddito deve essere determinato se­ condo le regole ordinarie previste per i soggetti commerciali (ricavi meno costi). Come si effettua l’opzione? Per quanto tempo è vincolante? L'opzione deve essere comunicata al­ l'Amministrazione finanziaria nella prima dichiarazione annuale IVA (Qua­ dro VO) da presentare successivamente alla scelta, e vincola il contribuente per almeno un triennio. Trascorso il primo triennio, l'opzione resta valida per cia­ scun anno successivo, fino a revoca. L’opzione perde, altresì, efficacia dal pe­ riodo di imposta in cui vengono meno i prescritti requisiti (ad esempio, lo svol­ gimento esclusivo delle attività agricole di cui all’articolo 2135 del codice civile).

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Il mercato del mese

Il Mercato sul mare di Pescara In “vetrina” il meglio delle produzioni abruzzesi, dallo zafferano al latte d’asina Da oggi si fa la spesa a “chi­ lometro zero” in via Paolucci a Pescara, dove è stato inau­ gurato il primo mercato co­ perto di Campagna Amica d’Abruzzo, promosso da Coldiretti e Fondazione Campagna Amica in colla­ borazione con l’assessorato alle attività produttive del Comune di Pescara e la Pro­ vincia di Pescara. Per tre giorni a settimana (giovedì, venerdì e sabato) dalle 8.00 alle 20.00, ben 35 produt­ tori venderanno ogni genere di prodotto agricolo assicurando la trasparenza dell’origine a garanzia del chilometro zero con un occhio di riguardo al prezzo. I produttori del mercato di via Paolucci sono principalmente pescaresi, ma anche imprendi­ tori agricoli di Chieti, L’Aquila e Teramo in modo da garantire tutto il paniere delle produzioni tipiche abruzzesi. Dagli or­

taggi, rigorosamente di giornata, alla carne bovina e ovina, dai cereali al pane, dai legumi ai formaggi e ai salumi. E non mancano pro­ dotti molto particolari e ricer­ cati, simboli di un Abruzzo genuino e tradizionale che vuole sopravvivere alla globalizzazione. Dalla Dall’analisi di alcuni dei merconfettura di uva alla cati di nuova apertura, emerge salsiccia al tartufo, come sia utile creare delle sinerdalle caciotte allo gie con le organizzazioni e le zafferano alle ca­ strutture già presenti sul territociotte stracchinate, rio. Dai casi descritti a seguire dalla pasta di sara­ emerge come queste sinergie rapgolla al latte presentino delle soluzioni, come did’asina, partico­ cono gli economisti: “win – win”, larmente indi­ ovvero delle realtà in cui tutti i parcato per le forme tecipanti hanno dei vantaggi. Nel nogravi di intolle­ stro caso, il vantaggio è commerciale ranza al latte. e di immagine per le aziende agricole che partecipano ai mercati e per le strutture che le ospitano; di salute, sicurezza alimentare e di comodità per i consumatori che decidono di fare la spesa presso i nostri mercati; economico, relazionale ed ambientale per la comunità locale. Perché questa soluzione organizzativa e commerciale I FARMERS MARKET, LE AZIENDE AGRICOLE, GLI AGRITURISMI possa funzionare, però, è necessario E LE COOPERATIVE IN VENDITA DIRETTA CHE NEL MESE DI OTTOBRE che la frequenza dei Mercati coinHANNO ADERITO ALLA RETE NAZIONALE DELLE IMPRESE volti sia quantomeno settimanale, e A MARCHIO “PUNTO CAMPAGNA AMICA” SONO: che nell’offerta di prodotti siano ben rappresentati i prodotti freschi (ortaggi, frutta, ma anche pane e latte), in modo da poter innescare un effettivo circuito virtuoso di acquisto ed una effettiva “economia alternativa” per tutti gli attori locali: consumatori, produttori, strutture e organizzazioni.

IL CONTA PUNTI

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Sinergie col territorio: l’arma vincente


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I nuovi

mercati

scelti fra i tanti aperti

nell’ultimo periodo

CRESCE LA RETE FIORENTINA

FIRENZE

Si irrobustisce la rete fiorentina di Campagna Amica con l’aper­ tura dei mercati di Castelfiorentino e Novoli; la provincia di Fi­ renze arriva così a 9 mercati, di cui ben 7 settimanali. Il giovedì mattina presso il Consorzio Agrario di Castelfiorentino ed il sabato mattina presso il Circolo Arci di Novoli, i consumatori potranno trovare una grande varietà di prodotti del territorio acquistandoli direttamente da chi li produce.

PERUGIA

TIPICITÀ SUL BINARIO GIUSTO

Anche a Perugia è ora possibile rifornirsi settimanalmente di prodotti agricoli freschi e locali, grazie al Mercato di Campagna Amica, aperto tutti i giovedì mattina a Pian di Massiano di Perugia. A permettere l’or­ ganizzazione del mercato, l’accordo raggiunto tra Coldiretti Perugia e Sipa (Società Immobiliare Parcheggi Auto), che ha messo a disposizione un apposito spazio davanti alla stazione del Minimetrò, da destinare ai produttori agricoli umbri.

LE BONTÀ AL FORO BOARIO

UDINE

Sorge nell’area dell’Ex Foro Boario messa a disposizione dal Comune di Codroipo, il primo mercato coperto della Provincia di Udine. Grazie alla partecipazione dell’Amministrazione lo­ cale al Progetto, ogni sabato mattina i cittadini potranno ac­ quistare prodotti agricoli locali, ma anche fruire in modo nuovo uno spazio comune, reso dal Mercato, motore di rela­ zioni umane, economiche ed ambientali per il territorio.

BRINDISI

IL MERCATO SPOSA LA CANTINA

E’ ospitato nel piazzale della “Cantina Cooperativa Riforma Fondiaria”, il Mercato di Campagna Amica di Mesagne: punto di incontro tra realtà alla ricerca di un rapporto innovativo tra produttore e consumatore. Per il Mercato comoda location; per la Cantina servizio aggiuntivo alla clientela; per il Territorio nuova opportunità. La frequenza settimanale del mercato fidelizza la clientela: ogni sabato, i consumatori sanno di poter trovare prodotti freschi, locali e di stagione.

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L’intervista

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di Raffaella Cantagalli

Se il futuro è nel grano... preistorico Col Monoccco “Il Campagnino” lancia il pane contro le intolleranze alimentari Nel Parco dell’Oglio sud, ai confini con le province di Brescia e Mantova, a Pessina Cremonese, si trova l’azienda agricola agrituristica “Il Campagnino”. Dal 2001 è gestita dalla signora Emanuela Dilda che la dirige assieme alla sorella. Il suo amore per la terra ha radici antiche: l’azienda era infatti del padre, che faceva il conto terzi­ sta, e, ancora prima, del nonno. Da quando è lei al timone dell’impresa – ci racconta – le parole d’ordine sono però innovazione e multifunzionalità “ perché l’unica soluzione per “andare avanti” in questo momento di crisi è differenziare e differenziarsi”. Che scelte avete fatto in tal senso? Siamo partiti da una monocoltura di mais, poi abbiamo piantato un ettaro di orticole, poi due, fino ad arrivare ad averne qualcuno. Quindi abbiamo semi­ nato altre colture di ce­ reali. Abbiamo cominciato con la vendita diretta in azienda e presso i mercati di Campa­ gna Amica: oltre agli ortaggi di stagione, vendiamo anche i prodotti da forno che produciamo diretta­ mente. Per assicurarci la completa trac­ ciabilità della filiera abbiamo infatti acquistato un mulino a pietra, con il quale facciamo la farina che trasformiamo in pane, focacce, biscotti, crostate e pasta. Da qualche anno abbiamo aperto anche il ri­ storo agrituristico dove somministriamo i nostri prodotti e abbiamo organizzato una fattoria didattica che accoglie gruppi di ragazzi, anche disabili. Da poco ab­

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biamo poi ricevuto una segna­ lazione per il “Premio Impresa in pari” promosso della Con­ sigliera di Parità all’interno di un progetto che incoraggia l’integrazione sociale. Noi nello specifico, con il sup­ porto di Coldiretti Epaca, of­ friamo alle mogli dei lavoratori agricoli stranieri, soprattutto indiani, la pos­ sibilità di scambiare le loro ricette e tra­ dizioni culinarie con le nostre. Al momento stanno anche immaginando l’apertura di un ristorante di cucina in­ diana grazie all’occasione offerta da que­ sta iniziativa. Il 2010 è l’anno della biodiversità, un tema da voi molto sentito da voi. Quali iniziative avete intrapreso? Siamo venuti a conoscenza dell’esistenza di un cereale antico, che ha più di 10.000 anni e di cui sono state tro­ vate tracce nelle nostre zone. Si chiama grano mo­ nococco o triticum mono­ coccum e ha delle caratteristiche che ci hanno molto affascinato: una grande adattabilità pedo­climatica e eccellenti proprietà dietetico­nutrizionali poichè contiene poco glutine ed è facilmente di­ geribile. Per questo motivo ne stiamo avendo una grande richiesta soprattutto da parte dei consumatori con intolle­ ranze alimentari a questa proteina. E’­ stata ovviamente una scelta incentrata sulla ricerca della qualità del prodotto dal momento che questo cerale ha una resa molto bassa.

Emanuela D ilda

Un prodotto di nicchia o accessi­ bile a tutti? Il prezzo dei prodotti derivati da questo cereale è più contenuto rispetto all’offerta del mercato e per questo è accessibile a tutte le fasce di reddito, tanto più che la nostra clientela è costituita da cittadini molto attenti che sono disposti a rinun­ ciare alla quantità in favore della genui­ nità e dell’origine degli alimenti. Il 17 maggio siete entrarti nella rete na­ zionale di Campagna Amica per la ven­ dita diretta. Cosa vi ha spinto ad aderire? Noi crediamo molto nel progetto di Col­ diretti della Filiera agricola Italiana che unisce la certezza dell’origine dei pro­ dotti al contatto diretto col consumatore. E’ esattamente la strada che abbiamo in­ trapreso pertanto ci siamo riconosciuti subito nel marchio “Campagna amica”. Quali sono i progetti per il futuro? Vogliamo completare la linea colturale del monococco e poi produrre birra arti­ gianale e consolidare la linea di prodotti per la cosmesi e per l’igiene della persona come shampoo, saponi e creme antiru­ ghe, che abbiamo avviato circa un anno fa. Siamo in continua evoluzione!


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Novità da Fondazione

Campagna Amica sta con Telethon Nei Mercati la raccolta di fondi per la ricerca sulle malattie genetiche Fondazione Campagna Amica, Coldiretti Giovani Impresa, Coldiretti Donne Impresa e Terranostra scendono in campo con Telethon. Fino al 19 dicembre andrà avanti la raccolta fondi 2010, con inizia­ tive su tutto il territorio nazio­ nale. L’obiettivo è sensibilizare i cittadini consumatori sull’im­ portanza di sostenere la ri­ cerca nel campo delle malattie genetiche, come la distrofia muscolare o le altre patologie che che per loro rarità sono trascurate dai grandi investi­ menti pubblici e industriali. Nei Mercati di Campagna Amica come nelle altre sedi prescelte in tutta la Penisola sono in corso numerose inizia­ tive con la vendita di prodotti della filiera agricola tutta ita­ liana e firmata dagli agricol­ tori. Il ricavato andrà a Telethon, che festeggia que­ st’anno il ventennale. Nel 2009 grazie all’impegno della Coldiretti e degli agricoltori italiani sono stati raccolti ....... euro per sostenere la ricerca.

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Itinerari del gusto di Fabio Cagnetti

Extravergine, un 2010 di qualità Ma resta il problema dei prezzi bassi pagati ai produttori italiani Si è appena conclusa la campagna olearia 2010. E’ evidente come l’annata sia stata ca­ ratterizzata da piogge fino a inizio estate, cui ha fatto seguito un luglio con temperature africane; da metà agosto in poi, l’andamento climatico è differito molto da microzona a mi­ crozona ma piogge e temporali hanno colpito ovunque. Si temeva che queste particolari condizioni (in particolare il caldo torrido dopo mesi di pioggia) potessero scatenare attacchi di mosca olearia ai livelli dell’infausta campa­

gna 2008, ma per fortuna il temibile paras­ sita si è presentato in ma­ niera decisamente meno massiccia, anche se gli at­ tacchi ci sono stati, in particolare nel Ponente ligure ma anche in al­ cune zone toscane. Quello che è evidente, comunque, è che le condizioni meteo hanno influito nega­ tivamente sulle quantità prodotte, anche perché le rese medie, quest’anno, sono tra il 10 e il 15%, un dato deci­ samente basso; per

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la qualità, la situazione è a macchia di leopardo, ma in generale l’annata non sembra sotto la media, e ad esempio sul lago di Garda e in Veneto sembra si tratti di un raccolto davvero eccellente. Altrove, è difficile, specie prima che l’olio sia pronto, emettere stime qualitative attendibili, ma in gene­ rale si ritiene che l’extravergine 2010 sarà media­ mente discreto, più o meno in linea con il raccolto precedente; a quanto pare, chi sacrificando la quan­ tità ha anticipato la raccolta ottenendo meno olive ma più sane verrà premiato dai risultati. In ogni caso Lazio e Salento sono in controtendenza, in quanto le quantità prodotte dovreb­ bero essere superiori al 2009. Comunque, a prescindere dall’an­ damento del raccolto, i problemi dell’extravergine italiano sono sem­ pre gli stessi: i prezzi non premiano la qualità, e le piccole e medie aziende ne sof­ frono non poco. Certo, l’indicazione obbligato­ ria dell’origine in etichetta è stata un passo nella direzione giusta, ma le frodi e la concorrenza sleale pro­ seguono: finché oli inodori e insapori, deodorati per mezzo di solventi, continueranno a raggiungere gli scaf­ fali dei supermercati etichettati come Extravergine a prezzi irrisori, chi fa veramente la qualità, producendo quegli oli fragranti dagli aromi complessi e armoniosi che dovrebbero essere fiore all’occhiello dell’Italia non meno dei nostri vini d’eccellenza, specchio di un patri­ monio olivicolo senza pari al mondo, non potrà che sen­ tirsi preso in giro. A ciò si aggiunga come il consumatore medio si trovi, ri­ guardo l’olio, in una cappa di ignoranza causata dall’as­ suefazione all’olio industriale, eppure basterebbe poco per renderlo consapevole della differenza fra un olio di fatto lampante e il vero extravergine, magari aiutandolo a rendersi conto di come qui le DOP rappresentino uno strumento di garanzia abbastanza efficace. Per quanto tempo ancora chi ama l’extravergine dovrà predicare nel deserto? Speriamo per poco, anche perché il sistema è vicino al collasso e i contadini che per disperazione la­ sciano le olive sulle piante ogni anno di più.


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Speciale Terranostra

Ecco gli Oscar 2010 dell’agriturismo I riconoscimenti di Terranostra assegnati ad Arezzo nel corso di Agri&Tour

L’associazione agrituristica della Coldi­ retti Terranostra, in collaborazione con Campagna Amica, ha assegnato a otto aziende l’Oscar dell’agriturismo 2010. La cerimonia si è svolta nell’ambito di Agri@tour, la rassegna fiestica di Arezzo, con la presenza del presidente

dell’associazione nazionale di Terrano­ stra Tulio Marcelli. “Dal racconto delle loro storie emerge ­ spiega il Presi­ dente Tulio Marcelli ­ l’efficace testimo­ nianza della multifunzionalità di un settore, l’agricoltura, che può offrire una gamma infinita di servizi e di occa­

La Masseria Il Frantoio, nella campagna di Ostuni, è una suggestiva costru­ zione di calce bianca, tuffata in una strada costellata da olivi se­ colari. La parte più antica risale al 1500, mentre nella parte ottocentesca della casa sono state realizzate 8 camere da letto soltanto, per gli ospiti, tutte ricavate nelle mura originarie. Ma il suo aspetto più affascinante sta nella sala che ospita la biblioteca: una collezione di oltre 1.500 volumi, raccolti con dedizione certosina e una collezione di dischi da suonare sul grammofono. Come unica e intrigante è la cantina, dove sono collocati vecchi attrezzi agricoli e l’as­ sortimento dei prodotti tipici che nasce nella Masseria e nei dintorni. Ci sono rosolio d'oliva in­ signito del premio Dea Terra, olio extravergine d'oliva Dop, extravergini biologici, marmellate biologiche prodotte dal vincitore dell’Oscar Green per l’innovazione in agricoltura nel 2004.

sioni di reddito per le imprese. Le aziende che abbiamo scelto vogliono essere una prova dell’eccellenza rag­ giunta in Italia dall’offerta agrituristica, ma anche un modello per altri impren­ ditori che intendono arricchire la loro proposta aziendale”. Ecco i vincitori.

Immersi in libri, dischi e antiche atmosfere Masseria Il Frantoio Ostuni (Br)

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Speciale Terranostra

il Punto di CAMPAGNA AMICA

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In vacanza per imparare a educare il nostro fido Azienda Il Biancospino

Casteggio (Pv)

al racconto delle loro storie emerge l’efficace testimonianza della multifunzionalità di un settore, l’agricoltura, che può offrire una gamma infinita di servizi e di occasioni di reddito per le imprese. Tullio Marcelli Presidente Terranostra

Sulle colline dell'Oltrepò Pavese, in uno scenario paesaggistico di naturale bel­ lezza tra Pavia, Milano e Vigevano, sorge il Centro Cinofilo "Il Bian­ cospino". Al suo interno c’è l'Agriturismo il Biancospino, accogliente casale di stile oltrepa­ dano, che offre 4 camere, una tipica cucina re­ gionale ricca e salutare per coloro che amano i prodotti tipici. Tra le attività offerte: pos­ sibilità di gite in mountain bike, sentieri per dog­trekking, escursioni, picnic nel bosco e passeggiate a cavallo; All'interno sono al­ lestite aree naturalistiche; nel parco si pos­ sono osservare asinelli, pecore, germani, caprette, conigli e oche. Inoltre vengono pro­ posti corsi di educazione personalizzati con il proprio cane sotto la guida di un qualificato istruttore Biancospino, ed anche un servizio pensione per i clienti. Chi viene in vacanza al Biancospino con l'amico Fido, può educarlo, lavorare con lui per migliorare relazione e addestramento.

Il Podere Casa Picchiata é posto sulla sommità dell'omonima collina da cui si gode di un eccellente veduta sulla Val d’Orcia. L’edificio, di origini medievali (appartenuto alla famiglia dei Conti Picco­ lomini) é stato recentemente ristrutturato e mantiene intatte le caratteristiche originarie. La vicinanza delle terme e di antichi sentieri ha convinto la proprietaria a scommettere la carta del wellness. All’interno della fat­ toria (44 ettari di terreno coltivati a ce­ reali e olivi) è nato così il centro benessere agrituristico di Casa Picchiata. La Spa, inaugurata nel 2005, è stata realiz­ zata all’interno del vecchio fienile, 140 mq di spazio ricostruititi usando pietre, mattoni, travi di castagno e travertino locale. La compongono una piscina coperta, panoramica e riscaldata alla temperatura costante di circa 32°C, con giochi d'acqua e idromassaggio, zona relax dove sorseggiare le tisane prodotte in azienda, letti ad acqua caldi, fitness.

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Una spa in mezzo ai campi di cereali e agli olivi Podere Casa Picchiata Pienza (Si)


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S

econdo elaborazioni Coldiretti su dati Istat, sono 19.019 le aziende agrituristiche in Italia, con un aumento del 2,9 per cento rispetto all’anno precedente, a testimonianza di un peso sempre crescente all’interno dell’offerta turistica made in Italy

Tra le colline maceratesi le ferie eco compatibili al 100% Colle Regnano

Tolentino (Mc)

La "casa rosa" si affacciata sui Monti Sibillini, a 400 m. s.l.m. Il casolare otocentesco è stato ristrutturato nel completo rispetto dell’ambiente e del­ l’uomo, utilizzando solo materiali naturali, con tecniche di bioedilizia e architettura bioecologica, per allog­ giare in modo sano e consapevole. L’agriturismo dispone tra le altre cose di piscina e organizza corsi di cottura del pane, di artigianato della ceramica e di pittura. L’azienda agricola si svi­ luppa in una superficie di circa 10 ha coltivati a cereali, vigneto, oliveto e bosco. Da 4 anni il Colle Regnano è alimentato a energia pulita con 24.000 kwh prodotti dall’impianto di pan­ nelli fotovoltaici di 10 kW posti sul tetto del par­ cheggio per le auto, coprendo il 100% del consumo della struttura e permettendo una riduzione nelle emis­ sioni di CO2 pari a 20 t. L’impianto fotovoltaico è stato poi affiancato da un impianto solare termico per la produzione di acqua calda e per il riscalda­ mento della piscina, ed è in progetto un impianto geotermico.

L'Agriturismo Alpe Alberobello di Viganella (noto come paese dello Specchio) è situato al centro della Valle Antrona, in un luogo protetto dalla na­ tura e circondato da un bosco di betulle. La natura che consente spesso incontri ravvicinati con caprioli e cervi e la calorosa ospitalità sono i punti forti dell’azienda. Gli alloggi, tutti differenti l’uno dall’altro, sono molto confortevoli e ristrut­ turati nel rispetto della tradizione locale. L’azienda inoltre offre molti servizi: dalla piscina all’accoglienza di animali dome­ stici; dall’utilizzo di prodotti tipici e biolo­ gici alla possibilità di accogliere persone diversamente abili; dalle escursioni in elicot­ tero all’esercizio del torrentismo e del canyoning. Unico problema: i giorni di inverno non solo freddi ma anche bui. Problema che la comunità locale ha risolto di recente con un originale stratagemma: un grande specchio installato sulla mon­ tagna e trasformato in unparabola riflettente per portare il sole anche d’inverno.

Nella valle alpina illuminata dal sole artificiale Alpe Alberobello Valle Antrona (Vb)

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L

'agriturismo si conferma una delle mete preferite dagli italiani per trascorrere le vacanze in tutta tranquillità e a contatto con la natura, con un fatturato che oggi supererà il valore di un miliardo raggiunto lo scorso anno.

Quando la vacanza alternativa si passa sulla neve Azienda Mudlerhof

Val Casies (Bz)

Vacanza alternativa economica e lontana dalle piste affollate. Sono gli ingre­ dienti della proposta dell’agriturismo Mudlerhof, che, sulle Do­ lomiti, si è specializzato nell’offerta di vacanze invernali per grandi e bambini. Per i più piccoli c’è la pista da slittino privata. Per gli altri, tutte le attività invernali e gli attrezzi per prati­ carle: slitte, bob, gommoni, ciaspole e rac­ chette. L’agriturismo è un punto di riferimento anche per chi pratica sci al­ pino, per la vicinanza del grande centro sciistico del Plan de Corones. Una volta alla settimana inoltre i gestori organizzano un’escursione di gruppo per tutti gli ospiti della casa verso una malga o una cima della Val Casies. Gli ospiti inoltre possono godere le espe­ rienze tipiche della fattoria: il maso offre l’occasione di im­ parare a mungere le mucche, di coccolare gli animali, di lavorare il latte e di aiutare i proprietari del maso a preparare formaggio e burro.

Nell’Alto Molise si trova l’azienda agrituristica “Selvaggi – Staffoli Horses”, che mutua il nome dall’antica famiglia proprietaria del casale settecen­ tesco, completamente ristrutturato in stile, in cui si trova l’azienda. Specializzato nella cura e nell’ad­ destramento dei cavalli, il titolare ha specializ­ zato la sua struttura nel turismo equestre. In particolare per i ragazzi dai 12 ai 18 anni si organizzano vacanze nella natura. I cava­ lieri esperti, abituati a cavalcare dall’alba al tramonto, dormendo sotto le stelle e la­ vandosi nei fiumi, possono paqrtecipare alla transumanza, ovvero lo spostamento di una mandria di 300 capi di bovini, dai pascoli invernali del Gargano, in Puglia, fino all’alpeggio estivo dell’azienda Selvaggi, a fine maggio, e a ritroso in autunno prima delle nevi invernali. Fra le tante attività, oltre alle gare con i cavalli, è possibile fare trekking, passeggiate guidate a cavallo o sui pony, escursioni in quad o sull’elicottero che sorvola la zona.

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In Molise il vero paradiso del turismo equestre Azienda Selvaggi Agnoni (Is)


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Speciale Terranostra

I

l turismo ecologico ha fatto registrare una cresciuta che gli ha permesso di raggiungere in Italia il valore di oltre 10 miliardi di euro all’anno con un progressivo e costante aumento del fatturato e delle presenze

Nella struttura medievale l’agriturismo diventa artiturismo Abbazia Sette Frati

Pietrafitta (Pg)

L’ azienda agraria nasce nell’anno 1921 a Pietrafitta, in provincia di Perugia, intorno all’Abbazia dei sette Frati, eretta dai monaci benedettini nel 1100. In tutto 10 ettari di terreno dedicati alla pro­ duzione di seminativi, olio extravergine d’oliva, zafferano purissimo in fili, ortaggi di stagione. Dall’inizio del 2010, si aggiunge l’agrituri­ smo: una struttura dotata di una decina di posti letto, ricavata all’interno del com­ plesso abbaziale e impreziosita da una bi­ blioteca, una ricca collezione di attrezzi agricoli antichi e una esposizione perma­ nente d’arte, composta da opere di pro­ prietà dell’azienda o donate da artisti italiani e stranieri che hanno avuto modo di visitare l’azienda. E’ proprio questa esposizione, che occupa le camere, il salone ricreativo e i corridoi affrescati nel 1500, il punto di forza di questa azienda che ha fatto dell’agriturismo un vero e pro­ prio “Artiturismo” e che durante l’anno ospita una serie di iniziative culturali.

L‘azienda denominata “Al Verneto” nasce agli inizi del 1900 nel comune di Laino Borgo, caratteristico paese della Calabria ricco di storia, di bellezze naturali. Nel corso degli anni ‘90 l’idea di creare all’ in­ terno dell’azienda agricola l’Agriturismo “Al Ver­ neto”. L’azienda coltiva ortaggi, viti, grano, avena, frutteti, alleva pecore e capre, conigli selvatici, galline, maiali, oltre a trasformare i suoi prodotti: dall’uva al vino, dagli or­ taggi ai sottoli, dalla frutta e dai prodotti del sottobosco alle marmellate, fino ai ma­ iali dai quali si ricavano soppressate, sal­ sicce, prosciutti. Il tutto supportato da una rete di vendita. L’azienda si trova inoltre al ri­ dosso delle splendide Gole del fiume Lao, da qualche anno è meta di numerosi visitatori e appas­ sionati di canoa e di rafting che arrivano dalle varie parti d’Italia e d’Europa. Nona caso Il Verneto ha favorito la nascita di due associazioni che si occupano prevalentemente della valorizzazione del territorio.

Sulle rive del fiume Lao un’oasi di sapori e sorprese Azienda Al Verneto Laino Borgo (Cs)

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Il libro del mese

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di Stefano Masini

Dialogando sullo Spr+Eco Nuovi stili di vita per ridurre la produzione di rifiuti e vivere meglio Una lettura interessante quella del vo­ lume di Andrea Segré e Massimo Cirri, Dialogo sullo –Spr+Eco. Formule per non alimentare lo spreco, (2010, Cor­ vino Meda Editore). L’immagine iniziale evoca le ecce­ denze provocate dalle distorsioni della politica agricola comune fino agli anni ’80: la distruzione di pomodori e agrumi destinati al ritiro obbligatorio con la spiegazione ovvia (e, al tempo stesso, amara) relativa a logiche di buon funzionamento del mercato. Le eccedenze alimentari sono, però, l’espediente di una vivace ricerca che, nella forma discorsiva del dialogo tra gli autori, ci porta a conoscere le più recenti e problematiche disfunzioni della grande distribuzione organiz­ zata, a partire dalla dettagliata descri­ zione dello descaffalatore ovvero colui che, nei supermercati, decide di to­ gliere i prodotti dalla vendita, posto di fronte al consumatore e al suo irri­ solto dilemma,

se a spingere il car­ rello sia proprio la sua volontà ovvero sia piuttosto il carrello a guidare le scelte di acquisto. In realtà, prodotti che percorrono mi­ gliaia di kilometri e sono ammassati in modo indifferenziato sugli scaffali; che costano di più e contribuiscono a con­

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gestionare le strade; che pro­ ducono sazietà ed obesità e possono diventare facil­ mente dei rifiuti, non rispondono sempre al biso­ gno dei consuma­ tori bensì alla mappa del busi­ ness della GDO. Precisa e diretta è l’accusa mossa nei confronti delle grandi catene distribu­ tive. Gli autori si esprimono in questi termini a pagina 32: “pensata e co­ struita scientificamente, con percorsi stabiliti e posizionamento strategico delle merci, l’organizzazione dei centri di consumo produce di fatto un coin­ volgimento emozionale del consuma­ tore, l’illusione di un’estraneità e un senso di finzione funzionali alla sua prolungata permanenza”. Quanto ai numeri dello spreco si stima che ogni giorno finiscano in discarica nel nostro Paese 4000 tonnel­ late di ali­ menti che corrispon­ dono a 584 euro per famiglia ovvero l’11% del volume della nostra spesa in un anno. Alimenti sufficienti a soddi­ sfare il fabbisogno almeno di un mi­ lione di indigenti. Il meccanismo progettato è, dunque, quello di tra­ sformare i prodotti invenduti in of­

Autore: Andrea Segré e Massimo Cirri Titolo: “DIALOGO SULLO SPR+ECO” Editore: Corvino Meda Editore Pagine:165 Prezzo: 15 euro

ferta di mercato: il last minute market con vantaggio per le imprese che, do­ nando i prodotti, evitano costi di smal­ timento e per le associazioni no profit che li ricevono gratuitamente. In que­ sto modo, il circuito di una vera e pro­ pria economia del dono ci esorta a cambiare stili di vita, suggerendo di coltivare piccoli orti nel giardino o sul terrazzo; di partecipare a gruppi di ac­ quisto; di acquistare prodotti a kilo­ metro 0 o di filiera corta, magari proprio nei mercati di Campagna Amica che gli stessi autori citano a pa­ gina 156 con l’invito a tutti i lettori di consultare il sito per verificare il punto vendita nelle immediate vici­ nanze alla propria residenza. Ai po­ modori di Pechino dobbiamo, allora, esser capaci di sostituire quelli di Pa­ chino così da valutare le conseguenze delle nostre abitudini di spesa. Sicura­ mente meglio informati attraverso adeguate informazioni in etichette ve­ ritiere e trasparenti. Guardiamo, quindi, dentro il nostro frigorifero e cerchiamo di ricordare i consigli che ci vengono da queste pagine appena lette.


Filiera Colta

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La cultura del km zero

di Toni De Amicis

Una rivoluzione silenziosa per rimettere al centro il territorio Perché com­ prare prodotti locali? Ogni giorno siamo bersagliati da messaggi contra­ stanti che presen­ tano il cibo come frutto della tradi­ zione più antica, della cucina e del saper fare italiano, ma che in realtà na­ scondono l’enorme si­ stema di rifornimento della distribuzione, ormai completamente globalizzato. Mangiamo ciò che il sistema ci offre, com­ priamo prodotti che proven­ gono da tutto il mondo convinti che gran parte di quello che mangiamo sia di prove­ nienza locale. Ma per fortuna non tutto va in questa dire­ zione. La cultura del chilometro zero è oggi una realtà in rapida diffusione che promuove un vero e proprio sistema alternativo.

Migliora l’ambiente, migliora la vita Questa cultura è stata inizialmente promossa soprattutto da preoccupazioni di tipo ambientale, cioè dalla opportu­ nità di ridurre la produzione di CO2 conseguente alla lun­ ghezza dei trasporti. Oggi è più corretto interpretare questo concetto in una visione più organica, che include valori so­ ciali, economici e culturali: non basta affermare che è ne­ cessario consumare meno combustibili fossili per migliorare la nostra vita, anche se questo è e resta un fatto molto importante.

Noi di Campagna Amica vogliamo dimostrare, in modo og­ gettivo ed incontrovertibile, che consumare prodotti locali significa migliorare la vita di chi consuma e di chi produce, significa incentivare i sistemi locali di produzione, creare lavoro, distribuire ricchezza, conservare le giuste tradizioni, creare sicurezza alimentare.

Prodotto più fresco, prezzi controllati Non c’è solo l’ambiente quindi dietro questo fortunato slo­ gan ereditato dal mercato automobilistico, ma possiamo af­ fermare che i prodotti locali, di solito sono più convenienti perchè i costi di logistica e di distribuzione sono ridotti. Inoltre sono più freschi quindi si conservano più a lungo, e sono più sicuri perché più controllabili. Ecco perché vogliamo investire sui sistemi di produzione locali, ecco perché siamo convinti che molti sceglieranno questa strada e diventeranno nostri amici in questa batta­ glia che, prima ancora di essere economica, è appunto cul­ turale.

Un circuito aperto a tutti La Fondazione Campagna Amica ha già costituito ed orga­ nizzato un sistema grande e capillare che promuove la cul­ tura del chilometro zero. Questo sistema è oggi realizzato grazie alla collaborazione tra produttori agricoli, cittadini e amministrazioni che hanno a cuore il proprio territorio. Ma vogliamo fare di più: attraverso il marchio distintivo del chilometro zero vogliamo aprire il circuito a tutti quegli operatori del mondo della ristorazione e del commercio che hanno voglia di dare risalto ai prodotti locali. Chiediamo loro un piccolo impegno ed una grande lealtà nel comuni­ care ai propri clienti valori veri ed autentici. Chi aderisce avrà in cambio visibilità e promozione presso un pubblico che conta già milioni di consumatori affezionati, ma soprat­ tutto potrà, con orgoglio, sentirsi protagonista di una vera e propria rivoluzione silenziosa che rimette al centro della nostra vita il territorio dove abitiamo e i suoi valori.

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Fare la spesa nei Mercati di CAMPAGNA AMICA conviene a tutti perché: KIFM@JFCF GIF;FKK@CF:8C@8 98JJ<<D@JJ@FE@;@:F) G<I:?y8BD'& 8:HL@JK@=ILKK8 <M<I;LI8=I<J:8 <;@JK8>@FE<

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Punto


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