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Sergio Marini - PRIMO PIANO

NOTIZIARIO DELLA RETE DEI PUNTI IN VENDITA DIRETTA

Anno II - N째9 - Ottobre

IL PRESIDENTE MARINI

Iscritto al n.19 del 27/01/2010 - Registro Nazionale della Stampa del tribunale di Roma

IMMORALE CHE LO STATO FINANZI CHI IMITA IL VERO MADE IN ITALY CAMPAGNA AMICA ANCHE AL RISTORANTE

ANNO II - N째9 - Ottobre

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Sergio Marini - PRIMO PIANO

Bklkds dqsd qw djjd qwj dsdqdd qdq sssss Primo piano - del Presidente Marini

Presidente: Sergio Marini

Direttore Generale: Toni De Amicis

Coordinatori regionali: Valle D'aosta Erik Verraz, Piemonte Paolo Marengo, Lombardia Valeria Sonvico, Veneto Luca Motta, Trentino A.A. Ezio D'andrea, Friuli V. G. Rita Nassimbeni, Liguria Giovanni Bottino, Emilia Romagna Ivo Zama, Toscana Paola Saviotti, Umbria Samuele Arcangeli,

Marche Michela Fabiano, Lazio Roberto Santopietro, Abruzzo David Falcinelli, Molise Carla Porfilio, Campania Rita Gaviglia, Basilicata Lino Sivolella, Puglia Teresa Depetro, Calabria Ester Perri, Sicilia Emanuela Russo, Sardegna Giuseppe Casu

SOMMARIO 3

Editore e proprietario:

Fondazione Campagna Amica

FONDAZIONE - di Raffaella Cantagallli Con “Campagna Amica nel piatto” il made in Italy arriva al ristorante

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FONDAZIONE - di Raffaella Cantagallli Accordo fatto tra CA e Unaproa: Le botteghe danno respiro all’agricoltura

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FONDAZIONE - di Alessandra Gioggi Crollano i negozi, crescono i discount, ma il boom viene dai farmer's market

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I NUOVI MERCATI Torino, Termoli, Gubbio, Caltanissetta

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Coordinamento editoriale:

IL MERCATO DEL MESE - di Alessandra Gioggi A Poggibonsi il mercato fa… cultura In dieci a garantire il made in Tuscany

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FONDAZIONE A Bari arriva il pesce tracciato con frutta e verdura c’e’ anche l’orata

Direttore Responsabile: Paolo Falcioni

PRIMO PIANO - di Sergio Marini

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IL PUNTO DI CAMPAGNA AMICA Iscritto al n. 19 del 27/01/2010 Registro Nazionale della Stampa del Tribunale di Roma

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Marini: Immorale che lo stato finanzi chi imita il vero made in Italy

Contatti:

Via Nazionale 89/a 00184 Roma (Italy) Tel +39.06489931 redazione@campagnamica.it www.campagnamica.it

FILIERA COLTA

PRIMO PIANO - Sergio Marini

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FONDAZIONE Arriva la linea di credito per le donne: Fondi per impianti, locali e macchinari

Massimiliano Paoloni, Sara Paraluppi

Redazione:

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Hanno collaborato:

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ITINERARI DEL GUSTO - di Fabio Cagnetti Tartufi bianchi? Li trovi in Molise! La regione capitale del prezioso tubero

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FONDAZIONE - di Massimiliano Paoloni

Silvia Bosco, Domenico Buono, Carlo Hausmann, Daniele Taffon, Rolando Manfredini, Stefano Masini, Carmelo Troccoli

FONDAZIONE A Jesi la bottega a tutto made in Italy “Per la citta’ importanti prospettive”

Fabio Cagnetti, Raffaella Cantagalli, Angela Galasso, Alessandra Gioggi,

Ortofrutta, nell’anno della crisi la soluzione è nella vendita diretta Indagini a cura dell’istituto ricerche SWG S.r.l. sede legale via S.Francesco 24 34133 Trieste Tel +39.040362525 www.swg.it Stampa: Digitalia Lab, via G. Peroni, 131 – Roma Impaginazione: MBrogi Il presente notiziario viene inviato gratuitamente a tutti gli aderenti alla rete dei Punti di Campagna Amica.

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FONDAZIONE - di Rolando Manfredini L’olio extravergine d’oliva si rifà… l’etichetta per comunicare meglio

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LETTO PER VOI - di Stefano Masini Scruton, ripartire dalla bellezza per far crescere la nostra economia

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FILIERA COLTA - di Toni De Amicis La buona produzione deve essere La nostra responsabilita’ primaria

MARINI: IMMORALE CHE LO STATO FINANZI CHI IMITA IL VERO MADE IN ITALY Al Forum Internazionale di Cernobbio il presidente della Coldiretti ha denunciato il caso Simest Con soldi pubblici si promuovono bresaola uruguaiana e salame toscano fatto a Newy York

“È

assurdo ed immorale che lo Stato, in questo momento di straordinaria crisi, invece di investire per creare posti di lavoro in Italia spenda soldi di noi tutti per finanziare operazioni che creano occupazione all’estero per produrre cibi che imitano il vero made in Italy. Dovrebbe preoccuparsi piuttosto di facilitare la valorizzazione e le esportazioni dei prodotti fatti in Italia con lavoro italiano”. E’ la denuncia fatta dal presidente della Coldiretti Sergio Marini al Forum Internazionale dell’alimentazione di Cernobbio, dopo la clamorosa scoperta del fatto lo Stato italiano promuove le vendite all’estero di bresaola uruguaiana ma anche di finocchiona, salame toscano e culatello prodotti negli Stati Uniti. Il tutto viene venduto a New York dalla salumeria Rosi del Gruppo Parmacotto il quale ha appena stipulato un vantaggioso accordo che prevede un investimento di ben 11 milioni di euro nel proprio capitale sociale da parte di Simest, una società per azioni controllata dal Ministero dello Sviluppo Economico con la partecipazione di privati. “Si sprecano soldi per favorire la delocalizzazione e non certo l’internazionalizzazione – ha acusato Marini - e si alimenta il giro di affari dell’Italian sounding che si stima superi i 60 miliardi di euro l’anno (164 milioni di euro al giorno), cifra 2,6 volte superiore rispetto all’attuale valore delle esportazioni italiane di prodotti agroalimentari. Un danno per le imprese e un danno per il Paese

e quello che è più grave è che la finanziaria di Stato rimane “reticente” anche dopo le denuncia pubblica che – ha ricordato Marini – abbiamo presentato alla Commissione Parlamentare di Inchiesta sui fenomeni della contraffazione e della pirateria in campo commerciale e al Ministero delle Politiche Agricole che ha addirittura istituito un tavolo di lavoro sulla vicenda dell’incredibile acquisto di quote da parte della Simest della società rumena denominata Lactitalia”. Lactitalia ha sede in Romania e produce, utilizzando latte di pecora romeno e ungherese, formaggi rivenduti con nomi italiani (tra gli altri Dolce Vita, Toscanella e Pecorino).

“Così si sprecano soldi per favorire la delocalizzazione e non certo l’internazionalizzazione”

Fondazione Campagna Amica e Grafica Giorgetti adottano

ANNO II - N°9 - Ottobre

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FONDAZIONE - Raffaella Cantagalli

Raffaella Cantagalli - FONDAZIONE

CON “CAMPAGNA AMICA NEL PIATTO” IL MADE IN ITALY ARRIVA AL RISTORANTE

ACCORDO FATTO TRA FONDAZIONE E UNAPROA: LE BOTTEGHE DANNO RESPIRO ALL’AGRICOLTURA

Il marchio contraddistinguerà quei locali che hanno sposato il progetto per una filiera agricola Prevista la predisposizione di un apposito disciplinare per gli esercizi commerciali interessati

Intervista a Stefano Franzero, direttore dell’Unione dei produttori ortofrutticoli: “Le Op potranno svolgere una funzione essenziale sia come fornitori che come gestori”

L L’iniziativa punta ad offrire interessanti opportunità di mercato alle imprese agricole della rete oltre che assicurare trasparenza ai consumatori

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a strada ci si è delineata davanti e non abbiamo fatto altro che seguirla, cercando di facilitarne il tragitto. A poco meno di due anni dal lancio del progetto della Filiera Agricola Italiana, infatti, la Rete di Campagna Amica, ha raggiunto dimensioni e visibilità tali per cui si stanno consolidando nuove dinamiche ed equilibri di “scambio” che gravitano attorno alla vendita diretta. Da una parte, la grande soddisfazione dei cittadini-consumatori nei confronti della nostra iniziativa ha fatto aumentare la richiesta di approvvigionamento di prodotti agricoli italiani, tanto da dare origine alle Botteghe di Campagna Amica, in grado di “superare” i limiti di tempo e geografici dei Mercati e delle Fattorie. Dall’altra parte si è assistito ad un grande interesse anche da parte del settore che maggiormente gravita attorno all’agricoltura, quello della ristorazione. Questa categoria commerciale ha trovato nei nostri prodotti quei valori tangibili, capaci di soddisfare i bisogni dei cittadini:

la freschezza, il sapore, la qualità, il territorio, la storia, la tradizione. Abbiamo voluto costruire attorno a questo “fenomeno” un vestito su misura, in grado di premiare e identificare quegli esercizi commerciali di somministrazione di pasti e bevande che propongono Piatti preparati con ingredienti di “Campagna Amica”. Il marchio “Campagna Amica nel Piatto” indica quindi quei locali che rispettano il valore dei prodotti di Campagna Amica e che sposano la filosofia del nostro progetto (attraverso l’adesione ad uno specifico disciplinare), contribuendo in questo modo a dare ai nostri agricoltori un’interessante opportunità commerciale a dare qualità e trasparenza ai consumatori.

Per informazioni su come richiedere il marchio “Campagna Amica nel Piatto”, rivolgersi alla sede Coldiretti più vicina oppure scrivere a: posta@campagnamica.it segreteria@campagnamica.it

IL PUNTO DI CAMPAGNA AMICA

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o scorso mese di settembre è stato siglato l’accordo tra l’Unione Nazionale dei Produttori Ortofrutticoli e la Fondazione Campagna Amica, allo scopo di rafforzare la collaborazione per la realizzazione delle Botteghe di Campagna Amica, mediante la fornitura di prodotti da parte delle OP e AOP interessate al Consorzio Produttori di Campagna Amica. Si aggiunge così un altro tassello al progetto della Filiera Agricola Italiana, che sta rapidamente evolvendo anche nella Vendita Diretta Organizzata, sotto forma di vere e proprie Botteghe agricole in città. L’Unione in tal senso gioca un ruolo importante, sposando il progetto di Coldiretti e facendosene portavoce presso i propri Associati. Ne abbiamo parlato con Stefano Franzero, il Direttore di Unaproa. D. Direttore, come nasce l’idea di questo accordo? R. E’ stato tutto molto naturale. Una volta capito il progetto, aderirvi ci è sembrato la cosa più giusta per offrire una nuova opportunità di vendita alle nostre OP. Noi crediamo che un’iniziativa innovativa come questa delle Botteghe realizzate dal Consorzio Produttori di Campagna Amica possa dare un grande “respiro”al mondo agricolo, diversificando i canali di vendita e avvicinando il mondo della produzione al consumatore. L’agricoltura è parte essenziale della società e dell’economia del Paese e come tale deve riconquistare tale ruolo strategico.

ANNO II - N°9 - Ottobre

“Abbiamo aderito per offrire una nuova opportunità di vendita ai nostri associati”

D. Lei rappresenta una grande moltitudine e varietà di aziende, per lo più strutturate ed organizzate. Come pensa che queste realtà possano interagire con questo nuovo modello distributivo di vendita diretta? R. E’ presto per dirlo con certezza. Le reazioni all’accordo sono indubbiamente positive ma occorre favorire la conoscenza di questo nuovo modello nei particolari. A regime credo che le OP possano svolgere una funzione essenziale sia come fornitori che come gestori delle Botteghe. D. Ritiene che si stia entrando in una nuova fase organizzativa che possa portare a nuove dinamiche e a nuovi equilibri di mercato, in risposta a questa grave crisi che sta colpendo, non meno, anche il settore agricolo? R. Non so se siamo già entrati in una nuova dimensione. Quello che è certo è che la situazione attuale è

molto pesante e dobbiamo fare pur qualcosa per uscirne al più presto. In questo contesto sapersi mettere in discussione è sempre sinonimo di intelligenza. Non dimentichiamoci che le OP devono rispondere a specifici Regolamenti Comunitari ma se il mercato cambia, sarà normale che anche le Organizzazioni dei Produttori possano modificare il loro approccio e la loro organizzazione. D. Concretamente quali sono gli obiettivi che l’Unione si prefigge per favorire nuovi sbocchi commerciali e nuove opportunità per le aziende? R. Credo che ci sia bisogno di massima specializzazione e quindi di professionalità sempre adeguate ai nuovi bisogni. Cito una nostra iniziativa per tutte: i cinque colori del benessere. Mi sembra possa essere una risposta adeguata alle esigenze di oggi riconoscendo alla produzione agricola la giusta dignità.

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FONDAZIONE - Alessandra Gioggi

CROLLANO I NEGOZI, CRESCONO I DISCOUNT, MA IL BOOM VIENE DAI FARMER'S MARKET

I NUOVI MERCATI

Cambiano le abitudini di spesa degli italiani con l’aumento di mercati e botteghe degli agricoltori Aumenta chi cerca di risparmiare sul prezzo ma così facendo si espone a rischi alimentari

SCELTI FRA I TANTI APERTI NELL’ULTIMO MESE

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l 25 per cento degli italiani ha aumentato nel 2011 la frequenza dei discount mentre, all’opposto, ben il 38 per cento ha ridotto la propria presenza nei negozi tradizionali, che rischiano un vero crack mentre tengono sostanzialmente i supermercati. E’ quanto emerge dalla presentazione dei risultati dall’Indagine Coldiretti-Swg a ottobre 2011 divulgata in occasione della diffusione dei dati istat sul commercio al dettaglio.   “Si evidenzia la tendenza da parte di un crescente segmento della popolazione ad acquistare prodotti alimentari a basso prezzo nei discount, a cui però può corrispondere anche una bassa qualità con il rischio che il risparmio sia solo apparente ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini. Risparmiare oltre un certo limite sul cibo può significare nutrirsi di alimenti che possono avere contenuto scadente – ha precisato Marini - con effetti negativi sul piano nutrizionale, sulla salute e sul benessere delle persone. Non è un caso - ha continuato Marini - che la prima mozzarella blu sia stata trovata proprio all’interno di un discount ma si registrano anche casi di aglio blu, prodotti scaduti o contraffatti. Un fenomeno di riduzione significativa dei negozi tradizionali determina anche evidenti effetti negativi legati alla riduzione dei servizi di prossimità ma anche un indebolimento del sistema relazionale, dell’intelaiatura sociale e spesso anche della stessa sicurezza sociale dei centri urbani. A contrastare lo spopolamento dei centri urbani va segnalata

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TORINO - Quei pomeriggi a tutto biologico Dopo la pausa estiva riparte a settembre il mercato dei prodotti biologici avviato in forma sperimentale in Piazza IV Marzo e ora trasferitosi presso i Giardini La Marmora, in via Cernaia. Ogni venerdì una quindicina di aziende

peraltro la crescente presenza di mercati degli agricoltori e di Botteghe di Campagna Amica. Una opportunità per i produttori e

per i consumatori che - conclude Marini – va anche a sostegno della storia, della cultura e della vivibilità dei centri urbani.

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Il volume realizzato in collaborazione con la De Agostini La Guida “Mercati & Fattorie – La spesa a KM 0”, realizzata in collaborazione con De Agostini e a disposizione nelle librerie dalla metà di ottobre, è davvero unica nel suo genere. E’ infatti la prima in Italia con un’offerta così ampia di informazioni, appuntamenti, indicazioni utili per la spesa di ogni giorno e per le occasioni di turismo enogastronomico alla ricerca della qualità dei prodotti italiani. Inoltre “Mercati & Fattorie” è in qualche modo anche l’espressione del progetto avviato in Italia già da diversi anni da Coldiretti: quello della Filiera Agricola Italiana che ha portato a realizzare una filiera composta solo da prodotti agricoli e italiani capace di assicurare nuove quote di valore aggiunto al settore agricolo e chiari vantaggi ai consumatori. Questa Rete, ormai frequentata da milioni di cittadini, è composta da più

di 700 Mercati di Campagna Amica e da oltre 2000 fattorie, agriturismi o cooperative che vendono i loro prodotti direttamente nei locali aziendali. E questi numeri sono ancora in crescita, continuamente aggiornati sul sito www.campagnamica.it. Nasce quindi un prezioso compagno di viaggio per chi, girando l’Italia, voglia acquistare cibi davvero autentici che non ingannano mai, perché venduti direttamente da chi li ha prodotti. Ma in guida si trova anche di più: non solo dove poter acquistare un prodotto veramente italiano, garantito dal Marchio Campagna Amica, ma anche informazioni utili per gli acquisti, come ad esempio la lettura delle etichette, il significato dei vari marchi o le caratteristiche dei vari prodotti, e soprattutto un viaggio alla scoperta delle tipicità enogastronomiche delle varie regioni italiane.

IL PUNTO DI CAMPAGNA AMICA

TERMOLI - I mercati calano il poker A Termoli cresce l’offerta di Campagna Amica: oltre ai tre appuntamenti settimanali del martedì e venerdì mattina in via Fratelli Brigida e del sabato mattina in via Inghilterra, la spesa a Km 0 si può fare anche ogni mattina, dal

ARRIVA LA GUIDA ALLA SPESA A KM ZERO

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lunedì al sabato, in via Cairoli. Un’opportunità in più per apprezzare i prodotti locali, la cui provenienza e qualità sono garantite da un efficiente sistema di controlli delle imprese licenziatarie del marchio.

GUBBIO - Genuinità al Consorzio agrario E’ stato inaugurato presso il Consorzio Agrario di Via Eugubina il Mercato di Campagna Amica di Gubbio: un appuntamento che si ripeterà tutti i sabato mattina e vedrà protagoniste le aziende del territorio e i loro prodotti, sani,

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del territorio che seguono metodi di produzione biologica certificata portano in piazza ciò che la stagione offre. Il mercato si svolge in orario pomeridiano e ciò ha trovato il gradimento di tutti coloro che al mattino lavorano.

stagionali e tracciati. L’incontro tra produttori e consumatori è un beneficio per entrambi: gli uni ampliano le possibilità di reddito, gli altri acquistano prodotti genuini a prezzi trasparenti.

CALTANISSETTA - Le bontà arrivano nel Parco A Caltanissetta arriva il terzo mercato di Campagna Amica: inaugurato a Settembre si svolge ogni mercoledì pomeriggio al parco dell’istituto Testasecca in Via Lazio. Un momento importante per l’eco-

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nomia nissena, capace di coniugare le più antiche tecniche produttive con la modernità che il settore esprime. Molte le specialità presenti: dal miele alla pasta, dal pane all’olio, frutta, vino e formaggi.

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FONDAZIONE

FONDAZIONE - Alessandra Gioggi

A POGGIBONSI IL MERCATO FA… CULTURA IN DIECI A GARANTIRE IL MADE IN TUSCANY

A BARI ARRIVA IL PESCE TRACCIATO CON FRUTTA E VERDURA C’E’ ANCHE L’ORATA

La struttura al coperto di via Marconi è la seconda ad aprire i battenti nella provincia di Siena Collocazione strategica, servizi e prodotti di qualità le armi per conquistare i consumatori

Il mercato degli agricoltori del capoluogo pugliese apre anche ai prodotti ittici “a km zero” Un’azienda garantisce prodotti “dall’acqua alla tavola” con tanto di carta d’identità

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a provincia di Siena si è arricchita di un nuovo appuntamento con il Made in Tuscany; il 29 settembre è stato infatti inaugurato un nuovo Mercato di Campagna Amica nei locali coperti di Via Marconi. Questa apertura è la seconda nel territorio senese, dopo l’agrimercato di Colonna San Marco a Siena, e precede di qualche mese le prossime aperture che sono previste in Val di Chiana e Chianti. Il mercato di Campagna Amica si svolge in prossimità del centro storico di Poggibonsi ed ha nelle vicinanze ogni genere di servizi (parcheggi, bancomat, fermate bus). Dieci produttori agricoli, un’importante strada di passaggio e due aperture settimanali, il sabato e il martedì: tutto questo per avvicinare alla cultura del Km 0 e del mangiare sano i cittadini della Val D’Elsa e allo stesso tempo promuovere le eccellenze agroalimentari del territorio.

La formula è collaudata e deve il suo successo alla capacità di dare risposte alle esigenze tanto dei consumatori quanto dei produttori agricoli. Ciò che assicura continuità ai mercati è inoltre lo stretto rapporto di fiducia che si crea tra produttori e consumatori attra-

verso la valorizzazione della filiera corta che agli uni contribuisce ad aumentare il reddito e agli altri assicura acquisti convenienti e di qualità. I prodotti sono infatti stagionali, legati al territorio, tracciati e sicuri dal punto di vista alimentare. Ai Mercati di Campagna Amica spetta quindi un ruolo anche sociale ed economico perché rendono più competitive le imprese agricole e mantengono attive le produzioni e le tipicità del territorio che sono poi apprezzate anche al di fuori dei confini regionali e nazionali. Al mercato di Poggibonsi dunque si troveranno solo prodotti degli agricoltori toscani: vino del territorio, olio extravergine di oliva, salumi di cinta senese e non, conserve, verdure, formaggi freschi e stagionati, pane di grano duro e tenero, prodotti da forno, cerali, miele e tante altre eccellenze locali.

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ei Mercati di Campagna Amica c’è anche il pesce con… la carta d’identità. L’iniziativa è stata lanciata in Puglia dove nonostante due mesi di fermo biologico e la ripartenza graduale dell’attività di pesca i consumatori non hanno perso l’abitudine di portare in tavola i frutti del mare. A Bari, in Via Papalia 2/a (quartiere Japigia), il punto di Vendita Diretta Organizzata di Campagna Amica propone, infatti, spigole, ombrine e orate, a prezzi imbattibili, direttamente dal mare alla tavola, tutti con regolare carta d’identità, garantita dall’Azienda Reho di Gallipoli. L'azienda nasce nel 2007 dall'idea dell'attuale amministratore, Aldo Reho, di allevare il pesce in mare aperto, rischiando - per ovvie ragioni - più degli impianti chiusi o

collocati in aree riparate e conferendo una consistenza e un sapore completamente diversi al pesce. L'azienda è certamente l'unico allevamento di pesce in mare aperto in Italia che, con marchio proprio, sia riuscita a completare la filiera, garantendo sia prodotto fresco che trasformato rigorosamente 'made in Puglia'. L'impianto è particolarmente innovativo al fine di poter resistere all'aggressività del mare ed è dotato di strutture all'avanguardia della tecnica scelte e progettate dalla stessa azienda. I mangimi dati al pesce sono controllati dalla Asl e dalla stessa azienda, secondo protocolli interni di qualità. Ogni singolo pesce viene marchiato in modo da essere riconoscibile e venduto in punti vendita di grande affidabilità e serietà individuati sul territorio. L'azienda è cresciuta dedicando-

L’allevamento è stato realizzato in mare aperto, tutto il pescato viene marchiato e commercializzato in diversi punti vendita selezionati si anche a prodotti trasformati, quali gli sfilettati di spigole, orate e ombrine, confezionati in atmosfera modificata o sottovuoto. Il fermo biologico è stato sostenuto da Coldiretti ImpresaPesca, visto che i primi sei mesi dell’anno hanno visto il dimezzamento (-50%) del pescato in Italia, mentre sono aumentate le importazioni di pesce e preparazioni di pesce, che a gennaio-aprile hanno segnato un boom in valore (+16%).

IL CONTA PUNTI I Farmers Market, le Aziende agricole, gli Agriturismi e le Cooperative in vendita diretta che al Mese di Settembre hanno aderito alla rete nazionale delle imprese a marchio “PUNTO CAMPAGNA AMICA” sono:

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5 IL PUNTO DI CAMPAGNA AMICA

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FONDAZIONE

FONDAZIONE

ARRIVA LA LINEA DI CREDITO PER LE DONNE: FONDI PER IMPIANTI, LOCALI E MACCHINARI

A JESI LA BOTTEGA A TUTTO MADE IN ITALY “PER LA CITTA’ IMPORTANTI PROSPETTIVE”

Il progetto è stato lanciato da CreditAgri Italia in collaborazione con Coldiretti Donne Impresa Il plafond è stato pensato per tutte le donne che lavorano in azienda, anche se non sono titolari

Inaugurata nella cittadina federiciana la prima struttura ad essere aperta nelle Marche Alla cerimonia presente anche il presidente del Consorzio Filipuzzi. E il sindaco ci fa subito la spesa

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na nuova opportunità di finanziamento dedicato alle donne che operano nelle aziende agricole anche se non sono titolari. È l’iniziativa di CreditAgri Italia, il confidi della Coldiretti, e di Coldiretti Donne Impresa, con la predisposizione di un plafond dedicato. I finanziamenti previsti dal progetto, che rientra nell’ambito degli accordi con il Gruppo Banco Popolare,  potranno essere rimborsati con rate trimestrali, semestrali o annuali posticipate, con tassi riservati in convenzione. Uniche eccezioni, non potranno essere concessi per l’acquisto di immobili, di beni usati o spese non fatturate. L’importo massimo finanziabile è pari a 30.000 euro (il minimo è di 10.000 euro) e può riguardare anche investimenti per ristrutturazione dei locali, impianti, macchinari ed attrezzature, arredi e mezzi di trasporto, oltre che per sistemi informatici integrati per l’automazione, comunicazione e impianti automatizzati. La durata dei finanziamenti sarà compresa da un minimo di 36 mesi ad un massimo 60 mesi, oltre al periodo di 6 mesi di preammortamento, durante il quale si restituirà solo la quota di interessi e non la parte di capitale. “L’obiettivo del Progetto Donne – ha rimarcato Giorgio Piazza, presidente di CreditAgri Italia – è quello di finanziare progetti innovativi presentati dalle donne che operano nel settore agricolo. L’idea è quella di sviluppare un modello di finanziamento molto

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vicino a quello del micro-credito e del prestito al consumo”. Le caratteristiche principali del “Progetto Donne” sono state spiegate a margine della riunione del Coordinamento Nazionale di Coldiretti Donne Impresa durante il quale, tra l’altro, è stato presentato un partenariato con le “colleghe” belghe. La delegazione delle imprenditrici appartenenti al "Bureau National de l'Union des Agricultrices Wallonnes" effettuerà un tour nelle aziende toscane, emiliane e lombarde alla scoperta del progetto della Filiera Agricola tutta Italiana. Come ricordato dalla Responsabile Nazionale Coldiretti Donne Impresa Adriana Bucco, il 2° Rapporto Nazionale sull’imprenditoria femminile di Unioncamere evidenzia come le imprese che vantano al loro interno delle donne siano in crescita anche in termini occupazionali, fortemente radicate nel territorio e, ancora più importante, siano più sane, con atteggiamenti più oculati e meno propensi alla speculazione.

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Finanziamenti fino a trentamila euro. La durata va da un minimo di 36 mesi a un massimo di 60. I fondi potranno essere rimborsati con rate a tasso riservato

IL PUNTO DI CAMPAGNA AMICA

nsalata, pere, pasta, vino, olio, ma anche mozzarella di bufala campana e biscotti di grano piemontese. Sono i prodotti tutti agricoli e tutti italiani che si possono trovare nella Bottega di Campagna Amica di Jesi, il primo punto vendita del genere ad essere aperto nelle Marche e inaugurato da Coldiretti nel corso di una cerimonia svoltasi nei locali di via Sanzio 20. Apertura tutti i giorni dal lunedì al sabato, con orario 7.30-13 e 16.30-20. Vi hanno preso parte Claudio Filipuzzi, presidente nazionale del Consorzio Produttori, il presidente di Coldiretti Ancona, Maurizio Monnati, il sindaco di Jesi, Fabiano Belcecchi, il Vescovo di Jesi, mons. Gerardo Rocconi, accanto a Michele Sacconi, l’imprenditore jesino titolare della Bottega, al direttore di Coldiretti Marche, Angelo Corsetti, e al direttore della federazione provinciale, Claudio Massaro. “L`obiettivo - hanno spiegato Filipuzzi e Monnati - è creare una rete organizzata per riportare reddito agli agricoltori, contrastando l’insostenibile furto di identità e di valore che subiscono i prodotti nel passaggio dal campo alla tavola”. Il sindaco Belcecchi ha sottolineato come il progetto apra “importanti prospettive grazie al fatto di puntare sul made in Italy e sono sicuro sarà bene accolto dalla città”. Lo stesso primo cittadino è stato poi il primo a fare la spesa nella Bottega, comperando vino, olio e pasta. Il funzionamento della Bottega è semplice: l’imprenditore agricolo o la cooperativa che apre il punto vendita sceglie i prodotti che vuole commercializzare esclusivamente

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tra quelli del Consorzio Produttori, società cooperativa agricola di cui è socia Coldiretti. In questo modo si ha la garanzia della provenienza italiana e agricola di tutti gli alimenti, ma anche del rispetto di determinati parametri in fatto di qualità e sicurezza. Il quadro è completato da un meccanismo di controlli a cui sovrintende la Fondazione Campagna Amica, avvalendosi anche di un ente terzo.

CON JESI SONO GIA’ A QUOTA CENTO Sono già cento le Botteghe degli agricoltori di Campagna Amica aperte in un mese sul territorio nazionale per garantire ai consumatori prodotti agricoli al cento per cento italiani provenienti esclusivamente da aziende agricole e cooperative. Lo ha annunciato il Presidente della Coldiretti Sergio Marini in occasione dell’XI edizione del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, organizzato a Cernobbio. Dal Piemonte, alla Lombardia passando dalla Toscana e dalle Marche fino alla Calabria e alla Puglia, si stanno moltiplicando i punti della prima catena di vendita diretta organizzata degli agricoltori italiani, un nuovo e moderno canale commerciale che si affianca alla Grande distribuzione e ai negozi di prossimità e che va ad integrare la rete già attiva di quasi diecimila frantoi, cantine, malghe, cascine e aziende agricole trasformate in punti vendita e i quasi mille mercati degli agricoltori di Campagna Amica già presenti su tutto il territorio nazionale. “Un vantaggio per i produttori – ha sottolineato il presidente

di Coldiretti, Sergio Marini, nel corso dei lavori del Forum ma anche per i consumatori che in ogni bottega di Campagna Amica potranno acquistare l’intera gamma di prodotti garantiti al cento per cento come italiani realizzati e trasformati direttamente dagli agricoltori. Dal campo alla tavola le arance della Sicilia, per esempio, saranno in “vendita diretta” nel cuore di Milano, mentre il Parmigiano Reggiano potrà essere acquistato nel centro di Roma anche se non sarà presente personalmente il produttore. E così per i vini, l’olio, i salumi, le conserve, le verdure e tutti gli altri prodotti dell’agricoltura che completeranno la gamma offerta in ogni bottega. Il piano prevede la possibilità di “esportare” le Botteghe anche all`estero. L`architettura commerciale si fonda su quattro perni: la Fondazione Campagna Amica, che garantisce origine italiana e filiera degli agricoltori; il Consorzio Produttori che è lo strumento per realizzare la “catena”; l`imprenditore agricolo che offre il proprio prodotto; il punto vendita denominato “La Bottega di Campagna Amica”.

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Fabio Cagnetti - ITINERARI DEL GUSTO

www.campagnamica.it

È nato un nuovo modo di vendere i tuoi prodotti!

www.coldiretti.it

Oggi esiste un motivo in più per aderire a Fondazione Campagna Amica: puoi diventare fornitore delle Botteghe di Campagna Amica • Sei un’impresa agricola, una cooperativa o un consorzio che produce ortofrutta, carne, salumi, formaggi, vini, oli, miele, confetture e altri prodotti agricoli da offrire al libero mercato? • La rete di Campagna Amica costituita dai mercati e dai punti in vendita diretta, si arricchisce delle botteghe, alle quali potrai proporre le tue produzioni aziendali. • Accreditati a Fondazione Campagna Amica e aderisci al nostro Consorzio Produttori: avrai così diritto a conferire i tuoi prodotti alla prima grande catena di Botteghe a marchio Campagna Amica. Potrai trovare informazioni e moduli di adesione in tutte le sedi Coldiretti, oltre che sul sito www.campagnamica.it

TARTUFI BIANCHI? LI TROVI IN MOLISE! LA REGIONE CAPITALE DEL PREZIOSO TUBERO Il territorio molisano vanta il titolo di primo produttore di una delle specialità più ricercate Ma le località più famose restano la piemontese Alba, la marchigiana Acqualagna e l’umbra Gubbio

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ome ogni anno, nella seconda metà dell’autunno gli appassionati di cucina contraggono la febbre del Tuber magnatum pico, l’ambitissimo tartufo bianco. L’attrazione per il tubero ha forti radici chimiche: essendo privo di organi sessuali appariscenti – di fiori, insomma, il tartufo ha come unico mezzo per propagare le proprie spore quello olfattivo, emanando molecole odorose particolarmente simili ai feromoni, che costituiscono un richiamo affine a quello sessuale per cani, maiali… e anche per l’uomo. La città del tartufo per antonomasia è Alba, tant’è vero che “Tartufo d’Alba” è uno dei nomi del ricercato tubero, ma la variegata realtà racconta di un’Associazione Città del Tartufo con una cinquantina di comuni iscritti. Non è un mistero che le Langhe non siano in grado di coprire il proprio fabbisogno di tartufi, specie con una fiera (quest’anno dall’8 ottobre al 13 novembre) che catalizza l’attenzione mediatica e un’asta in cui i tuberi di maggiori dimensioni realizzano cifre da capogiro. Insomma, diciamo che circa metà dei tartufi “di Alba” sono alloctoni, e molti di provenienza balcanica; riconoscere quegli autentici è lavoro per occhi e nasi esperti. Fra le altre località italiane, la più celebre è probabilmente Acqualagna, nelle Marche, seguita da San Miniato in Toscana e da Gubbio, capitale umbra del tartufo bianco. Tuttavia, una percentuale stimabile intorno al 40% della produzione nazionale viene dal Molise: località come San Pietro Avellana, Agnone e Macchiagodena non saranno ce-

ANNO II - N°9 - Ottobre

Il tuber magnatum pico continua ad essere protagonista dei week end enogastronomici autunnali

lebri come quelle sopra citate, ma custodiscono nel loro sottosuolo tesori che non di rado raggiungono dimensioni da record, anche oltre il chilogrammo di peso. Il tartufo bianco va ripulito dai residui di terra utilizzando prima uno spazzolino di media durezza e poi un panno asciutto; non va assolutamente bagnato con acqua. Si utilizza pressoché esclusivamente a crudo e bastano piccole quantità per aromatizzare a dovere un piatto; tipicamente molisani saranno i cavatelli di Trivento conditi con una spolverata di tartufo, o un piatto semplicissimo come le patate tartufate. La delicatezza dei sapori, qui, sconsiglia l’abbinamento con il principe dei vini locali, la robusta Tintilia, il cui corpo im-

portante chiama carni succulente; possiamo però prendere in prestito prodotti tipici di altre zone tartuficole, come un Barolo o un Verdicchio dei Castelli di Jesi, meglio se con qualche anno sulle spalle. Per quanto riguarda la conservazione, c’è poco da fare: il tartufo va conservato in frigorifero, avvolto nella carta assorbente che avrete l’accortezza di cambiare quotidianamente, ma anche così va consumato nel giro di tre o quattro giorni. Se siete così fortunati da averne quantità importanti, i suggerimenti sono due: preparare un condimento con 30 grammi di tartufo ogni 100 grammi di burro, che garantirà il delizioso aroma sulla vostra tavola per un lungo periodo, oppure invitare tanti amici!

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FONDAZIONE - Massimiliano Paoloni

Massimiliano Paoloni - FONDAZIONE

ORTOFRUTTA, NELL’ANNO DELLA CRISI LA SOLUZIONE È NELLA VENDITA DIRETTA L’estate 2011 verrà ricordata come una delle campagne più nere mai vissute per l’intero settore Un viaggio all’interno della situazione e delle contraddizioni della filiera agroalimentare

L

’estate 2010 sarà ricordata, a causa anche dell’allarme Escherichia coli, come una delle campagne più nere per il settore ortofrutticolo italiano. Coldiretti e le altre realtà del settore hanno presentato al ministro un documento unitario su “Interventi urgenti per il settore ortofrutticolo”, dove sono riportate una serie di attività da intraprendere immediatamente ed altre destinate ad avere un respiro più ampio, per cercare di evitare che problematiche di questo tipo si possano ripresentare anche il prossimo anno. Nel primo punto viene richiesto un autorevole intervento ministeriale per promuovere la sottoscrizione dell’accordo interprofessionale per pesche e nettarine, accordo non sottoscritto dalla Gdo, e per disciplinare i rapporti con la distribuzione per quanto riguarda la scontistica, il sottocosto ed i tempi di pagamento. Vi è la richiesta di coordinare le misure dei ritiri previsti dall’Ocm ortofrutta tramite le Op, con misure straordinarie analoghe a quelle adottate per

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l’emergenza Escherichia coli, oltre ad altri interventi sul credito (sospensioni rate e pagamenti, etc.). Il documento affronta la necessità di mettere mano ad una vera e propria ristrutturazione del settore. Ci soffermiamo sul primo punto, interprofessione e rapporti con la distribuzione organizzata, cercando di chiarire, se possibile, alcuni aspetti, con riferimento alla campagna di pesche e nettarine, ma lo stesso ragionamento potrebbe valere per le angurie o le pere o l’uva da tavola, etc. La mancata sottoscrizione da parte della GDO dell’accordo interprofessionale non è la causa di tutti i problemi e probabilmente neppure “la soluzione”, ma nella sostanza ha reso nulla l’unica decisione che avrebbe potuto consentire di alleggerire il mercato, mostrando indifferenza agli allarmi del resto della filiera. Sia chiaro che un accordo di questo tipo è un atto volontario, ma non si può neppure pensare che la parte agricola si dia delle regole che valgano solo per il prodotto nazionale, quando poi il

prodotto di importazione non sarebbe tenuto al rispetto di quelle stesse regole. Non si ha neppure la pretesa che l’accordo sia condivisibile al 100%, né si pensa che nelle campagne si sarebbero fatti i salti di gioia, ma poteva essere l’inizio di un nuovo percorso. In sostanza tutti i soggetti aderenti all’organismo interprofessionale, agricoli e non, hanno condiviso il testo dell’accordo, tranne i rappresentanti della distribuzione organizzata, che si sono però detti disponibili a sottoscrivere un accordo che riguardasse solo la produzione nazionale, mantenendosi liberi di agire sul fronte del prodotto di importazione. Non si può, in ogni caso, nascondere che, anche quando la GDO avesse sottoscritto il documento, ci sarebbe stato il problema dei controlli del rispetto dello stesso. In ogni caso, al di là dell’accordo specifico, si ritiene che ci siano tre fronti di discussione inevitabilmente da aprire con la distribuzione organizzata. Il primo fronte è quello relativo al prodotto. Discutere se vi sia la possibilità, in casi particolari, come era quello delle pesche e delle nettarine di quest’estate, di decidere, tutti insieme, di non immettere in commercio determinate topologie di prodotto. E’ chiaro che la parte agricola per decidere di non commercializzare il calibro “C” o la seconda categoria, non ha bisogno della grande distribuzione, ma solo per la produzione nazionale. Solo se le altre categorie, grossisti, piccolo e grande commercio, mercati, decidono di condividere questa decisione, la si può estendere anche al prodotto di importazione. La portata di questi accordi riguarderebbe

IL PUNTO DI CAMPAGNA AMICA

solo quel prodotto, nel caso pesche e nettarine, e solo in quelle condizioni, perché al mutare delle condizioni del mercato, l’accordo può essere rivisto. L’accordo, come detto è volontario, e come tale è pieno diritto della GDO decidere o meno di condividerlo. Ma questa è solo una loro scelta. Il secondo fronte è quello relativo alla regolamentazione di alcune pratiche, quali la scontistica, il sottocosto, i tempi di pagamento, elementi che sono stati messi sotto osservazione più volte anche dalla Commissione e dal Parlamento europeo, senza avere, fino ad oggi, trovato una possibile soluzione. Aspetti su cui hanno lavorato molto in Francia, anche a livello legislativo, e che devono trovare un percorso adeguato anche in Italia, perché certe azioni, soprattutto per prodotti deperibili con una campagna di commercializzazione che dura pochi mesi, possono pregiudicare l’andamento del mercato senza che ci sia il tempo per recuperare. C’è chi guarda al fatturato complessivo del punto vendita, utilizzando alcuni prodotti come esca per il consumatore, c’è chi lavora solo con l’ortofrutta o solo con pesche e nettarine e se non guadagna con quelle… Il terzo fronte è quello della condivisione di alcune strategie commerciali. Le pesche, in senso lato, sono un prodotto problematico. Se la logica della distribuzione organizzata rimarrà quella delle pesche dure, acerbe, o delle primizie a tutti i costi, nel vero senso della parola, o la ricerca ci darà delle varietà gradevoli anche in questa situazione, oppure il mercato sarà sempre più difficile. Al di là di tutti gli altri problemi, o si risolve questo “equivoco” rispetto alle caratteristiche del prodotto, con buona parte della distribuzione organizzata, oppure potremo avere campagne discrete e campagne disastrose, ma faremo fatica a recuperare il consumatore, a fidelizzarlo al prodotto. Anche dal punto di vista del rispetto delle nor-

ANNO II - N°9 - Ottobre

I mercati degli agricoltori riportano l’attenzione sul sapore e sulla stagionalità dei prodotti me di commercializzazione proprio non ci siamo. Se la distribuzione organizzata rispetta mediamente l’obbligo di etichettatura o di cartellinatura, cosa spesso carente o del tutto assente, ad esempio, nei mercati rionali, troppo spesso i prodotti non sono quelli che dichiarano di essere. Tutto questo soprattutto su prodotto primo prezzo, quello che viene usato come esca nei confronti del consumatore. Prezzi e ricarico: si sono viste situazioni allucinanti per il ricarico praticato. Ci sarà anche il calo dei consumi, una riduzione dei volumi venduti, ma non si può pensare, per mantenere il fatturato inalterato, di caricare tutto sui rimanenti chili di venduto. Il caso delle pesche piatte è sicuramente significativo. Questo prodotto, con caratteristiche organolettiche di sicura attrattività per sapore, profumo, forse anche la curiosità per l’aspetto non consueto, rappresenta una anomalia su cui vale la pena fare una riflessione. Quello che colpisce è il fatto che in questa nicchia si sono visti prodotti venduti al dettaglio a cifre notevoli, sfiorando i 4€ per confezioni da mezzo chilogrammo (16.000 lire/kg e non controstagione!!). Non sarà, forse, che quando il prodotto è buono, goloso, il consumatore, o almeno una parte dei consumatori, è disponibile a spendere? Non vale la pena provare a rilanciare i frutti maturi nella Gd? Qualcuno ci sta provando: frutti di buona pezzatura (da AA in su), presentati al giusto grado di maturazione, quindi molto delicati, in confezioni protettive chiuse, in materiale riciclabile, biodegradabile. Un bel prodotto, pre-

sentato bene, che viene massacrato se non viene mantenuta la catena del freddo. Come uscirne. Così crediamo che non ci guadagni nessuno, neppure la Gd che non riesce a rilanciare i volumi di vendita. E’ chiaro che deve esistere una maggiore sinergia tra fornitori e distributori, per ottimizzare le vendite di un prodotto che, se di soddisfazione per il consumatore, può incrementare i volumi di vendita, ma con strategie, qualità e ricarichi adeguati. Perché non intraprendere un percorso diverso, nuovo, ma in fondo, vecchio, senza gestire le pesche, e l’ortofrutta in generale, come se fossero scatolette qualsiasi? Ne guadagnerebbero i produttori, i consumatori, ma anche i bilanci dei distributori. Per fortuna c’è un canale che sta “lavorando” sulle papille gustative dei consumatori e che sta riformando l’abitudine al gusto. E’ quello della vendita diretta, nelle sue diverse declinazioni, che riporta all’attenzione dei consumatori il vero sapore e la stagionalità dell’ortofrutta. Non è una operazione semplice neppure nella vendita diretta. E’ capitato questa estate di confrontarsi con imprenditori che raccontavano di aver dovuto rinunciare ai sacchetti biodegradabili ed alle borse di stoffa, perché non adatti alla frutta estiva matura. Quindi ciliegie, albicocche, pesche e nettarine, susine, venduti in padella monostrato, per evitare che si possano rovinare. Certo così è più complicato, ma ne guadagna il gusto. E una volta che il consumatore ha riscoperto il vero sapore di pesche e nettarine, i cestini della GDO, chi li guarda più!

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FONDAZIONE - Rolando Manfredini

Rolando Manfredini - FONDAZIONE

L’OLIO EXTRAVERGINE D’OLIVA SI RIFÀ… L’ETICHETTA PER COMUNICARE MEGLIO Un vademecum ragionato ai nuovi strumenti che sono oggi a disposizione dell’impresa agricola Tutte le caratteristiche nutrizionali e salutistiche che è possibile indicare nelle confezioni

C

on la campagna olearia 2011 in pieno svolgimento, quale migliore occasione per rifare l’etichetta delle bottiglie e delle latte, considerando che nuovi strumenti di comunicazione sono a disposizione delle imprese olivicole? Ottemperando alla normativa sulle indicazioni nutrizionali e sulla salute (Reg. 1924/2006 CE), ed in base ai pareri più recenti di EFSA, l’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare, sarà possibile mettere in evidenza – sia in etichetta che in più ampi messaggi ai consumatori – alcune caratteristiche nutrizionali positive. Vediamoli, nella formulazione corretta di utilizzo. • "In base ad un parere di EFSA, Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare, l'olio extravergine di oliva è un alimento che contiene naturalmente vitamina E (oppure: “fonte naturale di vitamina E”), riconosciuta proteggere le cellule del corpo umano dal danno ossidativo” • “In base ad un parere di EFSA, Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare, la sostituzione di grassi saturi con grassi monoinsaturi e polinsaturi contenuti nell'olio extravergine di oliva può aiutare a mantenere i normali livelli di colesterolo LDL nel sangue" • “In base ad un parere di EFSA, Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare, i polifenoli dell'olio di oliva possono combattere lo stress ossidativo” oppure: “hanno effetti antiossidanti”, oppure: “migliorano il metabolismo dei grassi”,” oppure: “proteggono la frazione LDL dal danno ossidativo” Condizioni d’uso. Per la Vitamina E, è necessario – se si vuole indicare la salubrità nella

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formula di cui sopra – che una porzione assumibile quotidianamente (riconosciuta in 2 cucchiai da tavola al giorno, equivalenti a circa 30 grammi) copra almeno il 15% del fabbisogno giornaliero, pari a 20 mg di tocoferolo. Per l’olio extravergine di oliva non dovrebbero esserci problemi a raggiungere tale valore soglia. In ogni caso, nell’incertezza, analisi chimiche sul prodotto possono fornire le adeguate garanzie. Per i grassi monoinsaturi, a norma della Direttiva 496/90 CE, qualora si intenda comunicare al consumatore il contenuto di acidi grassi monoinsaturi, si deve indicare anche la presenza di grassi saturi. Una tabella nutrizionale completa (vedi Tabella 1) semplifica le cose e fornisce una informazione più completa al consumatore. Questo è maggiormente vero dal momento che nell’indicazione salutistica di EFSA compare un confronto tra grassi monoinsaturi e grassi saturi.Per il messaggio sui polifenoli, la situazione è appena più incerta. In via precauzionale, si consiglia di effettuare analisi chimiche volte a quantificare la presenza di idrossitirosolo ed oleoeuropeina, i due polifenoli considerati da EFSA, e assicurarsi che i soliti 2 cucchiai al giorno garantiscano la copertura del valore soglia di 5 mg degli stessi (come somma).Tuttavia, non è escluso che l’indicazione possa essere utilizzata, dietro rischio imprenditoriale, e sul solo olio extravergine di oliva (notoriamente più ricco in composti fenolici) nel seguente format: “In base ad un parere di EFSA, Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare i polifenoli dell'olio di

tere una maggiore certezza analitica e sicurezza commerciale degli operatori, in attesa che la Commissione Europea si esprima con più chiarezza su questo punto. Ulteriori aspetti da considerare Gli orientamenti dell’Antitrust circa pubblicità ingannevole ed in-

to troppo basso di questi polifenoli”, ma l’olio extravergine italiano conferisce mediamente una buona disponibilità di polifenoli rispetto a cultivar non italiane o all’olio raffinato. Una analisi caso per caso sulle cultivar, periodo di raccolta, condizioni climatiche può permet-

TABELLA 1- Fac Simile tabella nutrizionale olio (ev) di oliva

oliva possono combattere lo stress ossidativo*. In tal senso, 5 mg di idrossitirosolo e derivati, che EFSA considera assumibili su base giornaliere tramite l’ordinario consumo di olio extravergine di oliva ed entro una dieta bilanciata, garantiscono tale effetto”. *oppure: “hanno effetti antiossidanti”, oppure: “migliorano il metabolismo dei grassi”, oppure: “proteggono la frazione LDL dal danno ossidativo”. In effetti non dovrebbero esserci particolari controindicazioni a tale messaggio sull’olio extravergine di oliva. EFSA precisa – riferendosi ai 5 mg di polifenoli indicati – che “questo quantitativo può essere facilmente assunto nel contest di una dieta bilanciato, tramite un moderato consumo di olio di oliva. La concentrazione in alcuni oli di oliva può tuttavia essere troppo bassa per consentire l’ingestione del quantitativo sufficiente di polifenoli entro una dieta bilanciata”. Certi oli (e quindi l’olio di oliva raffinato) “possono avere un contenu-

IL PUNTO DI CAMPAGNA AMICA

Per 100 grammi

Per dose giornaliera (pari a 30 grammi) assumibile nell'ambito di una dieta varia ed equilibrata

Valore energetico

900 kilocal

3762 kjoule

Proteine

0

0

Grassi

90 gr

27 gr

di cui monoinsaturi

73

21,9

di cui saturi

9

2,7

di cui polinsaturi

8

2,4

carboidrati

0

0

di cui zuccheri

0

0

fibre

0

0

Sodio

0

0

Vitamina

17 mg

5,1 mg, pari al 25,5% della Dose Giornaliera Raccomandata

Polifenoli dell'olio di oliva

5 mg di polifenoli (idrossitirosolo e oleoeuropeina (consumabili entro una dieta bilanciata)

“In base ad un parere di EFSA, Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare, i polifenoli dell'olio di oliva possono combattere lo stress ossidativo”

ANNO II - N°9 - Ottobre

Messaggio ammesso in etichetta

“In base ad un parere di EFSA, Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare, la sostituzione di grassi saturi con grassi monoinsaturi e polinsaturi contenuti nell'olio extravergine di oliva può aiutare a mantenere i normali livelli di colesterolo LDL nel sangue"

"In base ad un parere di EFSA, Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare, l'olio extravergine di oliva è un alimento che contiene naturalmente vitamina E (oppure: “fonte naturale di vitamina E”), riconosciuta proteggere le cellule del corpo umano dal danno ossidativo”

formazione ingannevole ai consumatori tengono nel massimo parere le indicazioni date da EFSA, riconosciuta del resto dalla normativa comunitaria (reg. 1924/2006 CE) come il massimo parere scientifico in materia. Di conseguenza, consigliamo vivamente ove possibile e ove lo spazio in etichetta lo consenta, di citarla. Va altresì considerato che, stante il principio che tali indicazioni sulla salute andranno recepite tramite atto formale dalla Commissione Europea, i pareri di EFSA non hanno un valore giuridico vincolante. Gli imprenditori di conseguenza possono usare i vanti approvati da EFSA, “a loro rischio e pericolo”, significando ciò che devono attenersi a diligenza professionale, informazione trasparente e dimostrare sempre buona fede, contestualizzando i messaggi promozionali in modo da non disorientare o ingannare il consumatore, anche semplicemente “suggerendo o sottintendendo” diverse proprietà salutistiche rispetto a quelle eminentemente autorizzate da EFSA. In particolare, andrebbero trattate con la massima cautela tutte le informazioni aggiuntive che spingono per un maggiore consumo del prodotto, e che potrebbero essere considerate in modo negativo dalle autorità di vigilanza. Ricordiamo altresì che non sono a nessun titolo autorizzate indicazioni sulla salute riferite a olio (EV) di oliva e: - protezione cardiovascolare - regolazione del glucosio del sangue - mantenimento di normali livelli di colesterolo HDL nel sangue - mantenimento di normali livelli di colesterolo LDL nel sangue - mantenimento di una pressione sanguigna normale - mantenimento di una normale concentrazione di trigliceridi nel sangue - proprietà anti-infiammatorie - difesa del corpo dagli agenti esterni- aiuto delle normali funzioni del tratto intestinale - aiuto per la salute del tratto respiratorio superiore

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Toni De Amicis - FILIERA COLTA

LETTO PER VOI - Stefano Masini

SCRUTON, RIPARTIRE DALLA BELLEZZA PER FAR CRESCERE LA NOSTRA ECONOMIA

PRODURRE BENE DEVE ESSERE LA NOSTRA RESPONSABILITÀ PRIMARIA

L’Italia deve continuare a differenziarsi puntando sulla cultura della qualità e del territorio Le considerazioni sull’estetica dell’autore finiscono per abbracciare anche l’ambiente e i sapori

Metodi di coltivazione o indirizzi inadeguati possono avere conseguenze anche disastrose Dalla Fondazione un’azione quotidiana per garantire una buona alimentazione e un ambiente sano

F

orse potrebbe apparire distante dall’interesse ad organizzare e consolidare una filiera economica diretta, in modo alternativo alla grande distribuzione, alla soddisfazione dei bisogni e i desideri dei consumatori in termini di salute e benessere oltre che di conoscenza e trasparenza, soffermarsi, con qualche considerazione, su un libro dedicato al significato della bellezza ed alle controverse analisi intorno al giudizio estetico, al fine di cercare il posto che tale concetto occupa nella nostra vita (Roger Scruton, La bellezza. Ragione ed esperienza estetica, Ed. Vita E Pensiero, Milano 2011, p. 181, € 16). Si può, però, partire da un’annotazione rilevante, soprattutto, nell’ambito economico: vale a dire che il nostro Paese continuerà ad essere contrassegnato esternamente e a differenziarsi per la sua cultura della qualità. Il made in Italy¸ generato dal modo di vivere, si presta, in questo senso, a valorizzare la nostra capacità di progettare abiti e calzature che prestano attenzione alle caratteristiche del corpo o prodotti alimentari che soddisfano il gusto e premiano l’identità. Dalle radici del bello possiamo, forse, far ripartire la nostra economia. L’interrogativo sollevato è, per altro, se si possa procedere alla ricerca del bello secondo standard stabiliti che non risultano dalla prevalenza di gusti o inclinazioni della moda. E ciò nell’arte, nella musica, nell’architettura o, per quanto interessa, nel paesaggio o nell’alimentazione. L’Autore ritiene, a ragione, che la bellezza sia un valore reale così profondamen-

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Roger Scruton La bellezza. Ragione ed esperienza estetica Editore: Vita E Pensiero Pg.181 - 16,00 Euro

te radicato nella natura razionale dell’uomo, da contrassegnarne profondamente l’esperienza. E, al di là delle motivazioni che ne supportano il fondamento in base al pensiero dei filosofi, da Platone a Kant, a noi interessa attardarci più concretamente, su qualche spunto utile a focalizzare il ruolo dell’agricoltura nell’economia della conoscenza. A partire dall’attenzione al contesto in cui si svolgono normalmente le attività produttive e trova espressione il desiderio di ordine e di armonia e, cioè, il territorio: quando esso ha una propria originale configurazione ed è il risultato del lavoro dell’agricoltore riveste indubbiamente un valore estetico. Il paesaggio agrario è fatto, appunto, di una serie indefinita di bellezze minimali che sono “di gran lunga più importanti...e più profondamente coinvolte nelle nostre decisioni razionali di quanto non lo siano le grandi opere” (p.18).

Quante volte, del resto, scopriamo che proprio riguardo agli edifici rurali la funzione architettonica sia strettamente collegata allo scopo estetico tanto da esprimere una perfetta misura di equilibrio con lo spazio circostante? In modo più o meno consapevole, gli agricoltori hanno nel tempo plasmato un paesaggio che non è inanimato e, perciò, da vincolare come oggetto di contemplazione e tale da poter sfuggire dalla realtà economica in continua trasformazione. La sua immagine deriva, infatti, dal lavoro e dagli investimenti e la sua tutela richiede il sostegno dell’opera degli agricoltori per la disposizione delle colture, dei muretti, dei fossi e delle strade. Anche i sensi, cambiando prospettiva, sono coinvolti nell’esperienza della bellezza. Scrive l’Autore: “non ci sono forse belle fragranze e bei sapori come pure belle vedute e bei suoni?” (p. 28). Egli , però, svaluta la sensazione che riceviamo dal cibo rispetto alla presentazione di suoni, parole o note, dimenticando come la nostra immaginazione possa coinvolgere e catturare attraverso gli odori l’esistenza vissuta e stimolare interessi per un buon cibo associato ad un bel paesaggio. In fondo, per tornare alla realtà, quando passeggiamo tra i banchi di frutta esposti nei mercati di vendita diretta o nelle botteghe degli agricoltori quelle fragranze (e quei colori) non ci portano a ricostruire un’esperienza meno complicata ma più romantica e bella di quella che viviamo in un supermercato affollato, asettico e artificialmente profumato?

IL PUNTO DI CAMPAGNA AMICA

L

a politica agricola ha subito negli anni una serie di importanti riforme che hanno cambiato profondamente la percezione del nostro lavoro nei campi. Da tempo i cittadini di tutta Europa chiedono una nuova agricoltura in grado di assicurare non solo alimenti, ma anche bellezze naturali, paesaggi, proposte educative, attività ricreative e turistiche. D’altronde la coltivazione e la gestione della terra sono attività chiave per far fronte ad alcune tra le principali sfide che l’umanità è chiamata ad affrontare. Arrestare il collasso della biodiversità, mitigare e combattere i cambiamenti climatici, mantenere le risorse idriche abbondanti e pulite sono solo alcune delle sfide ambientali che richiedono mutamenti profondi nelle modalità con cui in Europa si utilizza e gestisce le risorse della terra.L’agricoltura interessa circa la metà della superficie del nostro Continente e di conseguenza ha delle notevoli implicazioni per quanto riguarda la conservazione delle risorse naturali. Oltre il 60% dell’acqua dolce consumata viene utilizzata per attività legate all’agricoltura e all’allevamento. L’agricoltura ha modellato il paesaggio dell’Europa così a lungo che la maggior parte della biodiversità europea è legata alle attività agricole tradizionali e molte specie e habitat dipendono attualmente da una particolare gestione agricola. Questo aspetto, oltre alla vulnerabilità del processo di produzione del cibo, rendono l’agricoltura implicitamente diversa da molti altri settori economici.

ANNO II - N°9 - Ottobre

L’agricoltura in Europa riveste quindi un ruolo fondamentale nella gestione e nell’uso sostenibile delle risorse naturali: garantire alla società risultati positivi e sostenibili dipende in gran parte dell’adozione del tipo giusto di coltivazione, delle tecniche giuste nel posto giusto. Metodi di coltivazione o indirizzi produttivi inadeguati possono avere conseguenze disastrose per l’ambiente naturale e mettere a repentaglio anche la credibilità dell’offerta alimentare. L’agricoltura può avere pertanto un impatto positivo quanto un impatto negativo sull’ambiente in funzione a come si usano beni fondamentali per tutti noi, come l’acqua, il suolo, la flora, la fauna, il calore, l’aria, le risorse energetiche e il paesaggio.

Con l’esposizione demografica alle porte (dai 6 miliardi di individui che siamo oggi sulla terra, tra 15 anni si prevede di superare gli 8) il ruolo primario dell’agricoltura continuerà ad essere sempre la produzione di cibo: tuttavia, soprattutto nei Paesi occidentali, dovrà svolgere sempre più anche un insieme complesso di funzioni, tra le quali quella della fornitura dei molteplici benefici ambientali, coniugati con la produzione di materie prime e cibi di qualità. E’ questa la responsabilità che Fondazione sta cercando di diffondere con la sua azione quotidiana, è questa la responsabilità che devono assumersi e condividere con noi le imprese agricole che aderiscono alle Rete dei Punti Vendita a marchio Campagna Amica.

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Mercati & Fattorie

1° CONCORSO FOTOGRAFICO

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Il Concorso Fotografico “SCATTA LA CAMPAGNA” indetto da Fondazione Campagna Amica e La Nuova Oltre farmers market Ecologia in collaborazione con Coldiretti e Legambiente intende rappresentare la relazione fiducia, vendono quasi di famigliarità, che si stache indi città bilisce fra produttori e consumatori nel contesto dei Farmer’s Market. Attraverso il linguaggio fotografico si prodotti locali,per costruire un propone ai cittadini di ritrarre il colore, il sapore ed i volti dei Mercati di agricoli Campagna Amica, racconto collettivo della distribuzione a chilometro zero presente in moltissime città e comuni d’Italia.

genuini e del territorio

Il Concorso è diviso in due categorie: A. Immagini realizzate con fotocamere professionali o semiprofessionali, comunque ad alta risoluzione (minimo 300dpi) e/o stampate su carta fotografica; B. Immagini realizzate con fotocamere integrate all’interno di cellulari, smart phone o altri apparecchi mobili, comunque a bassa definizione. Inoltre è previsto un Premio Speciale “I VOLTI DELLA CAMPAGNA”.

ottobre_2011