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Iscritto al n.19 del 27/01/2010 - Registro Nazionale della Stampa del tribunale di Roma

NOTIZIARIO DELLA RETE DEI PUNTI IN VENDITA DIRETTA

Anno V - N°33 - MARZO

PRIMO PIANO

“LA CRIMINALITÀ A TAVOLA SI COMBATTE CON LA TRASPARENZA”

Inserto speciale

AGROALIMENTARE: UN GRANDE PATRIMONIO ITALIANO DA SALVARE


Roberto Moncalvo - PRIMO PIANO

Presidente Roberto Moncalvo Direttore Generale Toni De Amicis Coordinatori regionali Valle d'Aosta Erik Verraz Piemonte Maria Chiara Bellino Lombardia Francesco Goffredo Veneto Luca Motta Trentino A.A. Barbara Battistello Friuli V. G. Vanessa Orlando Liguria Ester Perri E.Romagna Maria Adelia Zana Toscana Simon Querci Umbria Silvia Zoppitelli

Marche Giordano Avenali Lazio Maurizio Ortolani Abruzzo Mauro Pasquale Del Ponte Molise Antonio Verratti Campania Alessandra Nobilione Basilicata Lino Sivolella Puglia Teresa Depetro Calabria Pietro Sirianni Sicilia Calogero Fasulo Sardegna Andrea Delogu

“ LA CRIMINALITÀ A TAVOLA SI COMBATTE CON LA TRASPARENZA”

SOMMARIO

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PRIMO PIANO - Roberto Moncalvo “La criminalità a tavola si combatte con la trasparenza”

Presentato l’Osservatorio contro l’espandersi delle attività mafiose nel settore agroalimentare. Nel 2014 i sequestri hanno raggiunto il valore di circa mezzo miliardo di euro. Il procuratore Gian Carlo Caselli presiede il comitato scientifico.

FONDAZIONE - Elisabetta Montesissa Campagna Amica, una scommessa contro la delocalizzazione

FONDAZIONE - Raffaella Cantagalli Una scelta collettiva, ecco la grande forza della rete

“La criminalità organizzata si combatte con la trasparenza soprattutto in un settore come quello agroalimentare dove è particolarmente rilevante il flusso commerciale, con circa un terzo (33 per cento) della produzione complessiva dei prodotti agroalimentari venduti in Italia ed esportati con il marchio Made in Italy che contiene materie prime straniere all’insaputa dei consumatori e a danno delle aziende agricole”. Lo ha affermato il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, nel presentare l’“Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare” la nuova Fondazione voluta e costituita da Coldiretti per diffondere la conoscenza e la consapevolezza del patrimonio agroalimentare italiano, con l’obiettivo di creare un sistema coordinato e capillare di controlli idonei a smascherare i comportamenti che si pongono in contrasto con la legalità. Gian Carlo Caselli guida il Comitato Scientifico della Fondazione (la carica di vice è stata affidata al presidente dell'Eurispes Gian Maria Fara), mentre il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo ne è il presidente e il segretario generale Vincenzo Gesmundo il vicepresidente. La presentazione è avvenuta con la partecipazione dei Ministri della Giustizia Andrea Orlando e delle Politiche Agricole Maurizio Martina.

CAMPAGNA AMICA NEL PIATTO - Redazione Il gelato sociale e consapevole ha il sapore di Campagna Amica

INSERTO SPECIALE Osservatorio sulla criminalità nell'agricoltura e sul sistema agroalimentare Agroalimentare: un grande patrimonio italiano da salvare

IL PUNTO DI CAMPAGNA AMICA Iscritto al n. 19 del 27/01/2010 Registro Nazionale della Stampa del Tribunale di Roma Editore e proprietario Fondazione Campagna Amica Direttore Responsabile Paolo Falcioni Coordinamento editoriale Massimiliano Paoloni Raffaella Cantagalli Redazione Silvia Bosco, Domenico Buono, Ermanno Coppola, Pamela De Pasquale, Michele Errico, Marina Faraone, Corrado Finardi, Alessandra Gioggi, Pietro Hausmann, Paola Mandrici, Rolando Manfredini, Giovanni Manfroni, Stefano Masini, Elisabetta Montesissa Sara Paraluppi, Daniele Taffon, Carmelo Troccoli

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FONDAZIONE - Redazione Nasce a Torino il primo centro servizi dedicato alla persona

FONDAZIONE - Daniele Taffon

Il presidente Moncalvo

Contatti Via Nazionale 89/a 00184 Roma (Italy) Tel +39.06489931 redazione@campagnamica.it www.campagnamica.it

L’UE elimina le buste in plastica, meglio chi “Porta la sporta”

LETTO PER VOI - Stefano Masini Una nuova società fondata sul valore autentico della cultura

FILIERA COLTA - Toni De Amicis Quell’inestimabile valore del “brand” Campagna Amica

“In un momento difficile per l’economia dobbiamo dare completa attuazione alle leggi sul l’obbligo di indicare in etichetta l’origine degli alimenti”

In copertina: Moira Donati, Azienda agricola Agrilife - Coman terme (Tn) Stampa: Digitalia Lab, via G. Peroni, 130 – Roma Impaginazione: Studio Polpo Questo notiziario viene inviato gratuitamente a tutti gli aderenti alla rete dei Punti di Campagna Amica È consentita la riproduzione totale o parziale degli articoli, purchè venga citata la fonte Prima di gettare questo notiziario nella raccolta della carta, dallo a un amico interessato a conoscerci

I FARMERS MARKET, LE AZIENDE AGRICOLE, GLI AGRITURISMI, LE BOTTEGHE, I RISTORANTI E LE COOPERATIVE IN VENDITA DIRETTA CHE AL MESE DI FEBBRAIO HANNO ADERITO ALLA RETE NAZIONALE DELLE IMPRESE A MARCHIO “PUNTO CAMPAGNA AMICA” SONO:

LA CRISI FAVORISCE LE INFILTRAZIONI MALAVITOSE “In un momento difficile per l’economia dobbiamo portare sul mercato – ha continuato il presidente della Coldiretti – il valore aggiunto della trasparenza e dare completa attuazione alle leggi nazionale e comunitaria che prevedono l’obbligo di indicare in etichetta l’origine degli alimenti. Ma è necessario che sia anche resa trasparente l’indicazione dei flussi commerciali con l’indicazione delle aziende che importano materie prime dall’estero e venga bloccato ogni finanziamento pubblico a chi non valorizza il vero Made in Italy dal campo alla tavola. Siamo del resto di fronte a una drammatica escalation con i sequestri che hanno già raggiunto nel 2014 il valore di circa mezzo miliardo nell’agricoltura e nell’alimentare – ha continuato Moncalvo – , diventate aree prioritarie di investimento dalla criminalità organizzata che ne comprende la strategicità in tempo di crisi perché del cibo, anche in tempi di difficoltà, nessuno potrà fare a meno”.

UN GIRO D’AFFARI DI 14 MILIARDI

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La tendenza in atto è destinata a far salire il volume d'affari complessivo della criminalità organizzata che, secondo il rapporto Agromafie Coldiretti/ Eurispes, aveva raggiunto circa 14 miliardi di euro nel 2013, con un aumento record del 12 per cento rispetto a due anni fa, in netta controtendenza rispetto alla fase recessiva del Paese, perché la criminalità organizzata trova terreno fertile proprio nel tessuto economico indebolito dalla crisi.

Fondazione Campagna Amica e Digitalia Lab adottano

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FONDAZIONE - Elisabetta Montesissa

Raffaella Cantagalli - FONDAZIONE

CAMPAGNA AMICA, UNA SCOMMESSA CONTRO LA DELOCALIZZAZIONE

UNA SCELTA COLLETTIVA, ECCO LA GRANDE FORZA DELLA RETE

Il Tour della correttezza sta toccando tutte le regioni d’Italia per ribadire i principi del progetto Un’occasione di confronto e di presentazione delle novità che caratterizzeranno i prossimi passi

La credibilità è il capitale sociale da proteggere per un sistema seguito da oltre 15 milioni di cittadini Accanto ai controlli è necessaria un'assunzione di responsabilità da parte di tutti i 10mila accreditati

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na vera e proprio scommessa contro la globalizzazione e la delocalizzazione delle produzioni agroalimentari, oltre che un’opportunità concreta di sviluppo e di crescita di tutto il territorio nazionale”. È questo il significato del Tour della correttezza di Campagna Amica, il percorso che dal Trentino alla Sicilia sta portando la Fondazione ad incontrare tut-

to il sistema organizzativo della più importante rete europea di vendita diretta. Un’occasione per ribadire i successi e i risultati ottenuti con la filiera corta dal campo alla tavola, ma anche per ricordare i principi e le regole che stanno alla base della crescita, con alti standard qualitativi di sicurezza alimentare, di trasparenza, di tipicità e risparmio resi possibili da questo nuovo modello distributivo.

Il valore di un progetto Promossa da Coldiretti, Fondazione Campagna Amica nasce nel 2008 per realizzare iniziative volte ad esprimere pienamente il valore e la dignità dell’agricoltura italiana, rendendo evidente il suo ruolo chiave per la tutela dell’ambiente, del territorio, delle tradizioni e della cultura, della salute, della sicurezza alimentare, dell’equità, dell’accesso al cibo ad un giusto prezzo, dell’aggregazione sociale e del lavoro. La Fondazione Campagna Amica è il luogo ideale di incontro tra gli interessi dei produttori e quelli dei consumatori e si rivolge proprio a tutti – ai cittadini e produttori agricoli – per dare risposte a temi di grande attualità come l’alimentazione, il turismo, l’ecologia, la salute e il benessere, inaugurando così un nuovo stile di vita. Fondazione Campagna Amica sostiene l'agricoltura italiana in tre ambiti principali: vendita diretta, turismo, ecosostenibilità e costituisce un punto di riferimento per chiunque sia inte-

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ressato ai destini dell'ambiente e del territorio, della qualità dei consumi e degli stili di vita. Per questo: • Organizza e promuove i punti di eccellenza della filiera agricola italiana dal produttore al consumatore e a km zero. •  Valorizza le strutture agrituristiche di qualità selezionate e promossi accuratamente  da Terranostra, l’associazione di Coldiretti che sostiene il turismo in campagna. • Valorizza e fa conoscere i prodotti tipici del nostro meraviglioso territorio. • Avvia e sostiene campagne per la difesa del patrimonio di boschi, laghi e fiumi e per la biodiversità. •  Contribuisce allo sviluppo di energie rinnovabili. •  Monitora prezzi, stili di vita e abitudini alimentari dei cittadini. •  Produce strumenti di conoscenza e informazione per una corretta educazione alimentare, promuovendo stili di vita virtuosi nei confronti dell'ambiente e dei consumi.

La Rete di Campagna Amica, costituita da 10.000 punti vendita, 1.500 mercati e 200 botteghe che hanno accorciato la filiera tra produttori e consumatori di tutta Italia, fa tappa in ogni regione italiana per presentare, attraverso le peculiarità e le potenzialità di ogni territorio, i nuovi obiettivi e i nuovi percorsi da mettere in campo per continuare a crescere, con la lungimiranza che ha sempre contraddistinto Coldiretti.

UN ESEMPIO VIRTUOSO “In un’epoca in cui la globalizzazione dell’economia porta a delocalizzare le produzioni e il dumping ambientale, sanitario e sociale spesso è la regola che crea situazioni di concorrenza distorta – ha detto il direttore generale Toni De Amicis – i produttori di Campagna Amica, che credono e investono sul proprio territorio, sono un esempio virtuoso, che utilizza pratiche agronomiche compatibili con la tutela dell’ambiente e della biodiversità, rifiutando la semina di Ogm, impegnandosi a fare qualità a prezzi giusti e rappresentando un grande e importante patrimonio materiale ed immateriale per il nostro Paese”. Consapevoli del valore del “brand” Campagna Amica, gli operatori si incontrano per ribadire l’importanza della formazione, informazione e sensibilizzazione per far crescere la cultura della prevenzione, della correttezza, della legalità, della responsabilità ed aumentare la consapevolezza del valore del marchio di cui si è utilizzatori in quanto il legame con il territorio e la sua cultura, fattore di affermazione nel mondo del made in Italy.

IL PUNTO DI CAMPAGNA AMICA

A

distanza di 5 anni dalla nascita del primo mercato di Campagna Amica, oggi la nostra rete ha raggiunto una dimensione e una capillarità tali da avere creato un nuovo modello di consumo e di vita. I cittadini – oltre 15 milioni nel 2013 – ci hanno scelto perché per loro Campagna Amica non solo è garanzia di prodotto veramente agricolo e italiano, di origine certa e controllata ma anche perché siamo riusciti a creare dei momenti di acquisto che sono veri e propri momenti di scambio culturale tra il mondo della città e quello della campagna e dei luoghi di aggregazione e integrazione sociale in cui le persone (sia gli agricoltori sia i cittadini) stanno bene. Tutto questo ruota intorno al mondo del cibo, quello giusto, che è il nostro biglietto da visita verso la società. Una dichiarazione, quella del "cibo giusto", decisamente importante che presuppone un grande impegno di coerenza e una forte assunzione di responsabilità da parte di tutti i soggetti che aderiscono alla rete e anche di tutta la squadra che supporta lo sviluppo e l'evoluzione del progetto.

UN MERCATO SENZA MERCANTI Per questo siamo orgogliosi di ritenerci "un mercato senza mercanti" che si distingue per due caratteristiche uniche e peculiari. La prima è quella di aver realizzato un modello distributivo completamente nuovo, che è a tutti gli effetti un terzo incomodo sia rispetto alla Grande distribuzione organizzata che al commercio di prossimità. Ma, soprattutto, abbiamo creato una nuova grande comunità dove produttori convinti e

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consumatori consapevoli vogliono affermare insieme un modello più sostenibile, più equo per tutti. Tutto ciò sarebbe impossibile senza avere nel Dna la cultura della correttezza: abbiamo scelto la trasparenza e l'onestà produttiva come filosofia professionale perché siamo consapevoli che il rapporto fiduciario con il consumatore è il vero capitale sociale che possediamo. Sentiamo forte la responsabilità del nostro lavoro, perché di fatto siamo ambasciatori di un mondo positivo che tutela molti beni comuni utili al Paese.

IMMAGINI E SENTIRE COMUNI In una Rete grande ed estesa come la nostra, con 10mila soggetti "concessionari" del marchio Campagna Amica ramificati e diffusi su tutto il territorio italiano, non c'è controllo che tenga

se non c'è una seria selezione a monte dei produttori, una forte interrelazione tra i soggetti coinvolti, uno stringente sistema di vigilanza e sanzioni. Ma anche una forte coscienza collettiva sulla reciprocità e sull'interdipendenza delle azioni e dei comportamenti da assumere in una rete come la nostra, dove la credibilità è il più grande capitale sociale da proteggere, a tutti i costi. Diventa quindi necessario che l'immagine di tutti i punti Campagna Amica sia comune, coerente e conseguente, i produttori scommettano ancora di più sul nostro progetto con la consapevolezza di parteciparvi non a titolo personale, ma come squadra, dove il proprio successo è anche il frutto di una scelta collettiva, dove il concorso di tutti è fondamentale per il successo di ciascuno.

La nostra rete ha una diffusione capillare su tutto il territorio

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CAMPAGNA AMICA NEL PIATTO - Redazione nel piatto

The Ad Store Italia

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IL GELATO SOCIALE E CONSAPEVOLE HA IL SAPORE DI CAMPAGNA AMICA A Torino, nel quartiere multietnico San Salvario, inaugurata la prima gelateria accreditata Coni e vaschette preparati con i prodotti coltivati dai ragazzi di due cooperative sociali

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a cooperativa Gelateria naturale di San Salvario, di via Berthollet 13, è la prima gelateria torinese che, nella città della Mole, entra nel circuito Campagna Amica nel piatto. Un risultato reso possibile grazie alla collaborazione di due cooperative aderenti a Ue.Coop, Unione europea delle cooperative – Agricoltori consapevoli, di Settimo Torinese e Cavoli nostri, di Feletto – che collaborano offrendo alla gelateria prodotti locali, coltivati con tecniche di produzioni sostenibili e con attenzione alle persone e allo sviluppo delle comunità. La cooperativa Articolo 4, che gestisce la Gelateria naturale di San Salvario, ha scelto di aderire al progetto Campagna Amica di Coldiretti e di acquistare dalle due cooperative agricole la frutta fresca. La gelateria prepara le produzioni partendo da ingredienti selezionati e controllati. La frutta, di stagione e prodotta localmente, viene utilizzata per i sorbetti.

UNA RETE CHE SI ALLARGA La gelateria di via Berthollet 13, è specchio fedele del quartiere: sulle pareti sono impressi i volti dei “miti” provenienti da ogni parte del mondo; alle spalle del bancone, una cartina geografica dell’intero pianeta; la giovane equipe multietnica risiede tutta in San Salvario; il laboratorio, dove tutti i giorni si preparano gelati freschi, è completamente a vista. L’entrata nel circuito di Campagna Amica nel Piatto della cooperativa Gelateria naturale di San Salvario non è isolato: a To-

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Arriva il cono solidale

rino come in tutta Italia, sempre più esercizi artigianali e commerciali si affacciano nella rete di Campagna Amica, scegliendo come materie prime per le loro produzioni agro-alimentari i pro-

dotti degli imprenditori agricoli di Coldiretti. Campagna Amica nel piatto è la rete della ristorazione italiana che valorizza la Filiera agricola del Paese.

A Bologna la pubblicità dei nostri mercati gira sui bus Dal 21 marzo al 17 aprile le date degli appuntamenti con i mercati Campagna Amica di Bologna saranno ben visibili sugli autobus in centro città. Una occasione in

più per farsi conoscere dal grande pubblico, oltre che dagli appassionati della spesa a km zero già assidui frequentatori dei nostri farmers market.

IL PUNTO DI CAMPAGNA AMICA


Un nuovo strumento a salvaguardia dell’agricoltura: l’Osservatorio sulla criminalità La Fondazione “Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare”, promossa e fondata da Coldiretti nel mese di febbraio e con la presidenza del Comitato Scientifico del procuratore Gian Carlo Caselli, nasce in un momento in cui per la prima volta nel nostro Paese sta crescendo la consapevolezza che il cosiddetto Made in Italy agroalimentare incontra rischi e difficoltà che paradossalmente nascono proprio dalla sua unicità. Sono infatti proprio i suoi caratteri identitari, la

Il Presidente del Comitato scientifico Gian Carlo Caselli

sua dimensione di eccellenza, la sua peculiare matrice - un’agricoltura che ha alla base uno straordinario patrimonio in termini di biodiversità e cultura della trasformazione degli stessi beni agricoli – a costituire il suo appeal e la spinta a surrogarlo. All’estero infatti il solo fenomeno dell’ italian sounding sottrae ogni anno una quantità di valore prossima al doppio dell’export agroalimentare. Parallelamente sul territorio italiano, in molte filiere - con un ruolo attivo della criminalità organizzata e non di rado con la connivenza di industrie trasformatrici nazionali - vengono introdotte materie prime di varia origine che successivamente vanno a comporre un prodotto ‘finale’ definito a tutti gli effetti come ‘italiano’. Questo gigantesco fenomeno imitativo e l’insieme delle contraffazioni e delle adulterazioni alimentari non solo erodono l’immagine di uno degli asset centrali del nostro Paese, ma sottraggono ricchezza e occupazione, indeboliscono le piattaforme produttive, mettono a rischio la sicurezza dei prodotti alimentari e quella ambientale, frodano permanentemente consumatori e cittadini.


Gli obiettivi La Fondazione, nell’ambito del progetto di costruzione di una filiera agricola tutta italiana, si pone come soggetto volto a mettere in campo tutte le misure (di studio, di analisi, di monitoraggio, di educazione e di comunicazione) in grado di contribuire a: Contrastare le contraffazioni e le adulterazioni alimentari, attraverso la creazione di modelli di controllo che consentano la più completa informazione dei consumatori. Diffondere una cultura che valorizzi gli elementi distintivi della produzione agricola nazionale e riconosca i vantaggi (economici, ambientali ed occupazionali) del rispetto della legalità per il Paese. Proporre azioni collettive di tutela dei consumatori. Sviluppare proposte dirette alla razionalizzazione e alla semplificazione delle regole inerenti alle filiere agricole. Svolgere un ruolo propositivo nei confronti delle Autorità Amministrative indipendenti e delle Commissioni parlamentari d’inchiesta sui fenomeni della criminalità, della contraffazione e della pirateria commerciale. La Fondazione è aperta al sostegno di tutte le persone fisiche e giuridiche e degli enti che vorranno contribuire al raggiungimento dei suoi obiettivi.

Gli strumenti Al fine di perseguire i suoi scopi istituzionali, la Fondazione contempla: • la promozione di eventi formativi, di dibattito e approfondimento, di ricerche e studi; • la realizzazione annuale, in collaborazione con Eurispes, del Rapporto Agromafie sui crimini agroalimentari in Italia; • pubblicazioni di carattere giuridico e socio-economico, in primo luogo sui temi dello sviluppo sostenibile e del diritto agrario, alimentare e dell’ambiente; • lo sviluppo di rapporti di collaborazione e partnership con enti similari, amministrazioni e soggetti privati, a livello internazionale, nazionale e locale.


Le agromafie minano il futuro del Paese Si stima che almeno 5mila locali di ristorazione (bar, ristoranti, pizzerie) in Italia siano in mano alla criminalità organizzata spesso attraverso l’intestazione a prestanome che non solo garantiscono profitti diretti, ma che assicurano anche una copertura per riciclare denaro sporco. Il volume d’affari complessivo della criminalità organizzata, dalla camorra alla mafia fino all’‘ndrangheta, è salito dal campo alla tavola a circa 14 miliardi di euro nel 2013. In questa opera di infiltrazione le mafie stanno approfittando della crisi per penetrare anche nell’imprenditoria legale poiché è peculiarità del moderno crimine organizzato estendere, con approccio imprenditoriale, il proprio controllo dell’economia invadendo i settori che si dimostrano strategici ed emergenti, come è quello agroalimentare. Mettendo le mani sul comparto alimentare le mafie hanno infatti la possibilità di affermare il proprio controllo sul territorio. Potendo contare costantemente su una larghissima e immediata disponibilità di capitale e sulla possibilità di condizionare parte degli organi preposti alle autorizzazioni ed ai controlli, si muovono con maggiore facilità rispetto all’imprenditoria legale. Per raggiungere l’obiettivo i clan ricorrono a tutte le tipologie di reato tradizionali: usura, racket estorsivo e abusivismo edilizio, ma anche a furti di attrezzature e mezzi agricoli, abigeato, macellazioni clandestine o danneggiamento delle colture con il taglio di intere piantagioni. Con i classici strumenti dell’estorsione e dell’intimidazione impongono la vendita di determinate marche e determinati prodotti agli esercizi commerciali, che a volte, approfittando della crisi economica, arrivano a rilevare direttamente. Non solo si appropriano di vasti comparti dell’agroalimentare e dei guadagni che ne derivano, distruggendo la concorrenza ed il libero mercato legale e soffocando l’imprenditoria onesta, ma compromettono in modo gravissimo la qualità e la sicurezza dei prodotti, con l’effetto indiretto di minare profondamente l’immagine dei prodotti italiani ed il valore del marchio Made in Italy.


Triplicate le frodi a tavola Dall’inizio della crisi sono praticamente triplicate le frodi a tavola con un incremento record del valore di cibi e bevande sequestrati perché adulterati, contraffatti o falsificati. Un crimine particolarmente odioso perché si fonda sull’inganno e colpisce soprattutto quanti dispongono di una ridotta capacità di spesa e sono costretti a rivolgersi ad alimenti a basso costo. Dietro questi prodotti spesso si nascondono ricette modificate, l’uso di ingredienti di minore qualità o metodi di produzione insostenibili, come dimostra il fatto che sul mercato mondiale sotto la pressione della crisi è in crescita il commercio di surrogati, sottoprodotti e aromi artificiali utilizzati per nascondere la bassa qualità degli alimenti. Le preoccupazioni riguardano anche l’Italia che è un forte importatore di prodotti alimentari. Il rischio concreto è che nei cibi in vendita vengano utilizzati ingredienti di diversa qualità spacciati come nazionali, sia a causa dell’inserimento delle attività criminali che per la mancanza di un sistema trasparente di tracciabilità ed etichettatura degli alimenti. Rispetto all’inizio della crisi gli allarmi alimentari in Italia sono aumentati del 14 per cento: nel 2013 sono state ben 534 le notifiche sulla sicurezza di cibi e bevande potenzialmente dannosi per la salute (dati del sistema europeo di allerta rapido per la prevenzione dei rischi alimentari - RASFF)!


Un centro di conoscenza e approfondimento, un motore di progettualità ed azione I caratteri distintivi dell’agricoltura italiana legati a punti di forza esclusivi del nostro Paese, la considerazione che essa e` ancorata ad una produzione territoriale e quindi non delocalizzabile, sono alla base della forza economica e simbolica del nostro Made in Italy agroalimentare. Proteggere questo patrimonio e sostenerlo nella riassunzione del ruolo che gli compete nello scenario strategico ed economico del Paese è obiettivo della Fondazione. Conseguente quindi è l’impegno a mettere in campo tutti gli strumenti che concorrono a combattere fenomeni di adulterazione, contraffazione e in genere ogni tipo di intervento doloso o fraudolento che mina il valore e l’integrità del Made in Italy. Parallelamente proprio la natura ‘distintiva’ della nostra agricoltura ci spinge a ripensare allo stesso modello di sviluppo che ha finora caratterizzato il nostro Paese. La crisi economica e dei modelli classici di sviluppo industriale ha infatti sensibilizzato l’attenzione dei consumatori e del vasto pubblico su tutto ciò che riguarda la salvaguardia dell’ambiente. In questo mutato panorama, l’agricoltura, come attività direttamente legata alla terra e al territorio, può diventare un nuovo punto di riferimento per fare impresa e soprattutto un modello di sostenibilità, ambientale, economica e sociale. La divulgazione della gamma valoriale connessa all’attività agricola sarà svolta in modo attivo e costante dalla Fondazione. L’inevitabile correlato di questo percorso di tutela, protezione, denuncia e divulgazione è costituito dalla sensibilità verso quanto si richiama ai beni comuni – cibo in primo luogo, ma anche acqua, suoli, territorio – nella convinzione che nuovi elementi di consapevolezza si vanno affermando all’interno dell’opinione pubblica e che la necessità di prassi che si richiamino coerentemente a valori di ‘verità e trasparenza’, ‘giustizia’ e ‘legalità’, stia diventando il vero punto discriminante per la ripresa del nostro Paese.


Redazione - FONDAZIONE

NASCE A TORINO IL PRIMO CENTRO SERVIZI DEDICATO ALLA PERSONA La nuova struttura promossa dalla Coldiretti è stata inaugurata nella città della Mole All’interno degli uffici è presente un info point di Campagna Amica rivolto ai cittadini

A

ntonio De Concilio (direttore di Coldiretti Piemonte), Bruno Rivarossa (Capo Area Organizzazione e Servizi di Coldiretti), Fiorito Leo (direttore generale del patronato Epaca), Luigi Bocchiotti (amministratore unico del CDC con cui Coldiretti Piemonte collabora da anni su numerose progettualità), hanno inaugurato il primo Centro Servizi alla persona di via Antonio Fabro, 6 a Torino. De Concilio ha evidenziato il nuovo corso di Coldiretti che “pur continuando ad operare per la crescita e lo sviluppo economico delle imprese associate, intende dare ulteriore concretezza al patto con il consumatore mettendo a disposizione di tutti i cittadini le professionalità che operano in Coldiretti sia in campo previdenziale, infortunistico che fiscale”.

UN PRESIDIO NELLA CITTÀ

Fondazione

OSSERVATORIO SULLA CRIMINALITÀ NELL’AGRICOLTURA E SUL SISTEMA AGROALIMENTARE Via XXIV Maggio 43 • 00187 Roma Tel. + 39 06 48907967 • Fax + 39 06 48907978 info@osservatorioagromafie.it

Rivarossa ha ricordato “che il Centro Servizi alla persona di Torino vuole essere un presidio in città che concretizza l’attenzione di Coldiretti verso le nuove problematiche di ordine sociale che condizionano la vita dei cittadini. Ma anche un info point sulla progettualità di Campagna Amica che in Piemonte è presente con le sue numerose espressioni quali le Botteghe, i punti vendita dei produttori, i mercati di Campagna Amica: presso l’info point di Campagna Amica, il cittadino avrà possibilità di accedere a tutte le informazioni relative alla rete piemontese, ovvero date e orari dei punti della rete, iniziative speciali, materiale illustrativo e contatto diretto con le strutture territoriali”.

ANNO V - N°33 - MARZO

IL RUOLO DELL’EPACA Leo è intervenuto ricordando “che il patronato Epaca è il terzo in Italia per ordine di importanza. La sua grande capillarità sul territorio e le innumerevoli professionalità sono la miglior garanzia per fornire servizi ai cittadini disinteressati e completamente gratuiti”. Bocchiotti ha ripercorso la lunga collaborazione del CDC con Coldiretti ricordando che “la struttura è a disposizione del centro servizi alla

persona che è stato convenzionato per la parte sanitaria svolta dal Centro Diagnostico Cernaia. “Il Centro Servizi alla Persona − ha precisato Michele Mellano, direttore della Coldiretti di Torino − vedrà presenti le professionalità del patronato Epaca e del Caf provinciale. Inoltre sono a disposizione dei cittadini che si rivolgono allo sportello le professionalità che già operano in Coldiretti con consulenze di ordine legale, giuslavoristico e fiscale”.

Arriva la nuova tassa sui rifiuti ECCO COME FUNZIONA L’IMPOSTA IN VIGORE NEL 2014 A partire da quest’anno i Comuni applicheranno la nuova imposta unica comunale (IUC), che si compone della «vecchia» IMU e delle nuove TARI e TASI. La TARI (tassa sui rifiuti) sostituisce dal 2014 la TARES, che è stata attiva solo per il 2013 e ha sostituito a sua volta le vecchie TARSU e TIA. Il presupposto della TARI è costituito dal possesso o dalla detenzione a qualsiasi titolo di locali o di aree scoperte, a qualunque uso adibiti, in grado di produrre rifiuti solidi urbani. Sono escluse dal tributo le aree scoperte pertinenziali o accessorie a locali tassabili, non operative, e le aree condominiali che non siano detenute o occupate in via esclusiva. Il Comune, con proprio regolamento, può prevedere riduzioni tariffarie o esenzioni della TARI, come nel caso, ad esempio, di abitazioni rurali o dei locali, diversi dalle abitazioni, ed aree

scoperte adibiti a uso stagionale o a uso non continuativo, ma ricorrente. Si tratta di riduzioni già previste, in parte, da precedenti tributi. Poiché i principi della TARI sono sostanzialmente gli stessi della TARSU e della TARES, valgono i chiarimenti in precedenza forniti dall’Amministrazione finanziaria ed in particolare l’esclusione dalla tassazione delle stalle e legnaie in quanto ritenute improduttive di rifiuti solidi urbani o assimilati. 19 Poiché, ai fini della tassazione dei rifiuti solidi urbani, i Comuni sono soliti equiparare gli agriturismi agli alberghi, sarà comunque possibile richiedere, nei casi in cui ricorrano le condizioni, l’applicazione della TARI nella misura (graduata) non superiore al 40 per cento della tariffa (zone in cui non è effettuato il servizio di raccolta ovvero quando questo è limitato al primo punto di raccolta).

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LE NOSTRE CAMPAGNE

FONDAZIONE - Daniele Taffon

L’UE ELIMINA LE BUSTE IN PLASTICA, MEGLIO CHI “PORTA LA SPORTA”

DI OPINIONE NELLA SOCIETÀ PER NUOVI STILI DI VITA PIÙ EQUI E SOSTENIBILI

Adottata la proposta di legge che obbliga gli Stati membri a ridurre l'uso delle borse in materiale leggero Campagna Amica invita a utilizzare nei mercati shopper in tessuto o in materiale biodegradabile

L

Italia è all’avanguardia nel lungo processo di eliminazione degli shopper in plastica che inquinano i nostri territori. D’altronde in Europa al 2011 eravamo anche i maggiori consumatori di buste di plastica con una percentuale di utilizzo pari al 25 per cento del totale commercializzato nel continente. In due anni il nostro consumo di shoppers in plastica si è dimezzato grazie alla norma per il bando di questo prodotto così inquinante. Su questo tema però, fatti salve le giuste intenzioni, è necessario fare chiarezza. Ricordiamo per esempio che gli shopper in polietilene con aggiunta di ECM (additivo che accelera il processo di decomposizione) è fuorilegge per la norma EN 13432 sulla biodegradabilità e compostabilità degli imballaggi. Pertanto non possono

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La sporta giusta

COMPOSTIAMOCI MEGLIO

Per la diffusione dei materiali usa e getta biodegradabili e compostabili e della pratica del compostaggio domestico www.campagnamica.it

EARTH DAY

Eventi internazionali per la salute del pianeta

www.earthdayitalia.org

ECOFRIENDS

L’incontro tra la sostenibilità dei processi produttivi e di consumo. www.ecofriends.it

essere utilizzate buste in plastica con questa sigla. Nel 2011 l’Istituto superiore di sanità ha dimostrato che tali shopper, in realtà, non rispettano le condizioni e i tempi di biodegradazione previsti dalla normativa nazionale e comunitaria.

I COMPORTAMENTI VIRTUOSI Nel contesto europeo la novità del 2014 viene dall’adozione della proposta di legge che obbliga gli Stati membri a ridurre l'uso delle borse di plastica in materiale leggero. Come fare saranno i singoli Stati a deciderlo: facendole pagare, stabilendo obiettivi nazionali di riduzione, vietandole a determinate condizioni oppure in altri modi che riterranno più adatti. A parte i discorsi normativi che pure ci interessano, dobbiamo affermare con chiarezza che nei nostri mercati, nelle nostre aziende e nelle nostre botteghe i consumatori si aspettano comportamenti virtuosi. Per questo promuoviamo l’utilizzo della sporta in tessuto e, nel caso in cui il cliente ne sia sprovvisto, utilizziamo shopper in materbi (amido di mais) biodegradabili e compostabili. Questa indicazione fa parte delle buone pratiche che dobbiamo porre in essere. Non se ne può più, infatti, di vedere i nostri fiumi, mari, campagne e città inondate di plastica.

IL PUNTO DI CAMPAGNA AMICA

FA.RE.NA.IT.

Per la salvaguardia della biodiversità e la conservazione della natura www.lamiaterravale.it

FOOD FOR THE CITIES

La rete che sostiene l’agricoltura, l’ambiente nelle metropoli del mondo www.fao.org/fcit/fcit-home/en/

PER UN’ITALIA LIBERA DA OGM

Contro la manipolazione genetica dei prodotti alimentari, per un cibo più sicuro e naturale

PORTA LA SPORTA

Per l’eliminazione delle buste di plastica e il riuso delle sporte in tessuto. www.portalasporta.it

SALVIAMO IL PAESAGGIO

Per combattere contro la cementificazione del nostro territorio

www.salviamoilpaesaggio.it

UNA SOLA FAMIGLIA UMANA. CIBO PER TUTTI Per il diritto al cibo, alla pace ed alla giustizia www.cibopertutti.it

Le nostre campagne danno buoni frutti


Toni De Amicis - FILIERA COLTA

LETTO PER VOI - Stefano Masini

UNA NUOVA SOCIETÀ FONDATA SUL VALORE AUTENTICO DELLA CULTURA Il nuovo libro del giurista Gustavo Zagrebelsky traccia le linee per recuperare il significato del “sapere” L’esigenza di liberarsi che derivano dal conformismo e dall’asservimento a interessi e convenienze

È

facile immaginare che il saggio di Zagrebelsky Fondata sulla cultura, presenti qualche difficoltà ad una prima e immediata lettura costringendo a tornare indietro e a soffermarsi su alcune considerazioni riservate al “posto della cultura” e alla “scala delle idee” che compongono la pratica del nostro vivere in comunità. Fatto sta che la necessità di ricomporre il sociale e di contrastare l’attuale frammentazione di stati, bisogni, aspettative e identità motiva l’interesse a ricostruire quelle connessioni – i leganti di un quadro d’insieme − che definiscono il fondamento culturale della società. Come può, allora, instaurarsi fiducia quando non ci si conosce in una cerchia allargata di persone: entra in gioco qualcosa di comune a tutti e che tutti riconoscono come tratto di appartenenza e di identità. Se un tempo era la religione a porsi come legame sociale e a disegnare l’appartenenza ad una comunità, ora è a rischio la capacità di rintracciare una forza di natura culturale in grado di tenere insieme e di coinvolgere dli individui in competizione politica ed economica.

COMUNITÀ VERA O PRESUNTA Perché assolva la propria funzione la cultura deve essere libera, si ché occorre vigilare per rimuovere le insidie che derivano dal servizio a interessi di altra natura, dall’uso strumentale o dal conformismo. La sua libertà è coltivata dalla fiducia reciproca che è richiesta

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FONDATA SULLA CULTURA Arte, scienza e Costituzione

Gustavo Zagrebelsky Einaudi Collana Vele pagg. 120 - € 10,00

L’ESEMPIO VIENE DALL’AGRICOLTURA

per prendere le decisioni in ambiti specialistici dove, chi non sa nulla deve potersi fidare di chi ha conoscenze e approda alla responsabilità di disegnare visioni d’insieme che riguardano tutti e gli interessi di tutti, perché “la nostra vista si è fatta acuta, acutissima, quanto ai particolari, ma siamo ciechi di fronte a ciò che ci dovrebbe tenere insieme, cioè a ciò che è generale e unificante” (p. 41). Al tempo dei blog, tweet, social forum, si fa presto a parlare di comunità e di adesione ad una trama di relazione che abbia sostanza di vita sociale: il fatto è che tutto appartiene all’istantaneità, sì che “si usa una parola – «comunità» – che viene da lontano, cioè da un mondo dove il principio era la durata dei legami esistenziali, e li si trapianta in un mondo dove il principio è l’istante” (p.46).

Il terreno in cui si sedimenta la cultura sono le idee, arricchimenti e apprendimenti soggettivi, che ci rendono capaci di visioni dell’esistenza e mescolandosi le une con le altre contribuiscono alla vita associata secondo una scala ordinata a seconda che esse servano per classificare, risolvere, comprendere, progettare o sognare. L’ascolto di Campagna Amica, da parte dei cittadini consumatori, si spiega in questa selezione e ricomposizione di idee che non sono soltanto quelle volte a risolvere problemi tecnici e a progettare azioni, ma a riaccendere lo sguardo a ciò che è generale: fare agricoltura non si esaurisce nel compito di far bene e far cose buone ma a disegnare un modello di comunità che presti attenzione al lavoro, alla convivenza, all’ambiente, alla salute, secondo una prospettiva generale. In fondo, come ricorda l’autore “coltura ha la stessa origine di cultura, riguardando il prendersi cura della terra e, insieme, delle condizioni insostituibili della vita collettiva.

IL PUNTO DI CAMPAGNA AMICA

IL VALORE DI CAMPAGNA AMICA PERCHÉ ABBIAMO IL DOVERE DI CRESCERE IN SICUREZZA Ormai credo ci siano pochi dubbi sul fatto che il Made in Italy agroalimentare per poter esercitare appieno il suo potere attrattivo debba sapersi distinguere, esprimere una sua autentica diversità. Tutti gli esperti di marketing agroalimentare ci dicono che la capacità di essere distintivi dipende molto spesso dalla capacità di legarsi ad un “Brand”, ad un marchio, che per essere efficace deve a sua volta essere l’espressione di un territorio, di una identità e di un paesaggio che evoca ambiente, storia e cultura positiva. Il “Brand” Campagna Amica, nel suo piccolo, possiamo dire che è uno di questi. Ce lo dicono le analisi di sondaggisti esterni e ce lo ricorda sempre la Società IXE’ di Roberto Weber, per esempio, quando ci certifica “che sono milioni i consumatori in Italia che identificano il cibo locale al giallo di Campagna Amica e viceversa, che associano il Brand Campagna Amica con i messaggi del Kmzero, del prodotto locale, del prodotto genuino e sicuro”.

CONSUMATORI CONSAPEVOLI Le analisi di Weber ci dicono che ormai sono milioni i consumatori che in funzione del Brand Campagna Amica – declinato con tutta la gamma dei suoi segni distintivi (bandiere, gazebo, grembiuli, cappellini, cartellini prezzi, parole chiave, claim, ecc.) e dei suoi format commerciali (mercati, botteghe, corner, ristobotteghe, ecc.) – orientano i propri acquisti verso la nostra offerta alimentare. Sono consumatori consapevoli che sanno che quando entrano in un nostro Punto Vendita, non acquistano un prodotto qualsia-

si: acquistano anche un pezzo di territorio, un pezzo della storia dell’agricoltore che vende. Percepiscono che dentro quel prodotto c’è un messaggio di natura etica, ambientale, nutrizionale ed economica che fa piacere condividere. Questo patrimonio – che abbiamo sapientemente creato nel tempo − è un valore che si aggiunge a quello del prodotto, anche grazie all’ambientazione che Campagna Amica ha saputo creare nell’immaginario collettivo della società italiana, nei propri spazi di vendita.

PERCHÉ ABBIAMO IL DOVERE DI CRESCERE IN SICUREZZA Tutto questo rappresenta anche la chiave di spiegazione del successo della Rete di Campagna Amica: dovunque, dalla Sicilia al Trentino, si sceglie consapevolmente di fare la spesa nei nostri punti vendita anche per una condivisione culturale e sociale ai valori che il Brand Campagna Amica esprime.Ma attenzione! Campagna Amica è un marchio giovane (perché è nato da poco) e fragile (perché vive sui comportamenti di migliaia di accreditati sparsi ovunque in Italia). Il pericolo che possa andare in mille pezzi a causa di un cattivo uso è un rischio reale, che sta dietro l’angolo ogni giorno. Di conseguenza, la nostra primaria preoccupazione di “costruttori della Rete” deve essere sempre quella di preservarne l’integrità. Campagna Amica è un Brand che bisogna sicuramente saper valorizzare con orgoglio, ma anche tutelare con rigore e determinazione. Nei nostri mercati consumatori sempre più consapevoli

ANNO V - N°33 - MARZO

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N. 33 - Marzo  

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