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N.4 SETTEMBRE 2010

il

Punto di

CAMPAGNA AMICA

Iscritto al n. 19 del 27/01/2010 足 Registro Nazionale della Stampa del Tribunale di Roma

NOTIZIARIO DELLA RETE DEI PUNTI IN VENDITA DIRETTA

FACCE DA OSCAR!


il Punto di CAMPAGNA AMICA

Primo Piano

“Un’opportunità in più per l’impresa” Il presidente Sergio Marini commenta il via libera alla produzione e vendita di pane e birra in campagna

Presidente: Sergio Marini Direttore Generale: Toni De Amicis Sede operativa: Via Nazionale 89/a 00184 Roma (Italy) Tel +39.06489931 redazione@campagnamica.it www.campagnamica.it

Il Punto di Campagna Amica Iscritto al n. 19 del 27/01/2010 Registro Nazionale della Stampa del Tribunale di Roma Direttore responsabile: Paolo Falcioni Redazione: Fabio Cagnetti Raffaella Cantagalli Angela Galasso Alessandra Gioggi Massimiliano Paoloni Sara Paraluppi Hanno collaborato: Silvia Bosco Domenico Buono Luca D’Apote Carlo Hausman Rolando Manfredini Stefano Masini Carmelo Troccoli Indagini a cura dell’istituto ricerche SWG S.r.l. sede legale via S.Francesco 24 34133 Trieste Tel +39.040362525 www.swg.it

Impaginazione e grafica: Massimiliano Paoloni Stampa Digitalia Lab, via G. Peroni, 131 – Roma

L’inserimento di prodotti come pane, birra, grappa nella tabella dei beni che anche fiscalmente possono essere og­ getto delle attività agricole connesse è un’opportunità per le imprese agricole impegnate nella coltivazione del grano e non solo, soprattutto se coinvolte nell’attività agrituristica e di vendita di­ retta, che possono così trovare una im­ portante occasione di integrazione del proprio reddito. E’ il commento del pre­ sidente Sergio Marini alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze che apre agli agricoltori la possibilità di produrre e ven­ dere tutta una serie di nuovi prodotti. Dal pane alla birra fino alla grappa e alla farina, il via libera mini­ steriale ri­ sponde alle esigenze delle imprese agri­ cole che fanno vendita diretta o cercano vie inno­ vative per valorizzare il proprio pro­ dotto e va nella direzione delle richieste avanzate dalla Coldiretti. “Si tratta di una concreta dimostrazione della grande modernità dell'attività agricola nella società contemporanea – ha sotto­ lineato Marini ­ dove si avverte forte la necessità di ricostruire un rapporto con il mondo reale che è un patrimonio delle nostre imprese che sono impe­ gnate a farlo conoscere anche con l'of­ ferta di servizi e prodotti resi possibili

dalle nuove leggi sulla multifunzionalità”. Strumenti innovativi fortemente voluti da Coldiretti che hanno permesso di allargare l’operati­ vità delle imprese agricole dalla produ­ zione alla trasformazione e alla vendita. La possibilità di produrre pane, birra e gli altri alimenti rappresenta un tassello importante nel progetto per una Filiera agricola tutta italiana che punta ad of­ frire attraverso la rete di Consorzi Agrari, cooperative, farmers market, agriturismi

e imprese agricole prodotti alimentari al cento per cento italiani firmati dagli agricoltori al giusto prezzo. Questi pro­ dotti saranno offerti tramite la più estesa rete commerciale nazionale che coinvolge i mercati di campagna amica, i punti di vendita delle cooperative, i consorzi agrari, agriturismi e aziende agricole, ma coinvolgerà anche la rete della ristorazione a chilometri zero e la distribuzione che intenderà parteci­ pare.

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Novità da Fondazione

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In mille sbarcano a Campagna Amica Boom di adesioni alla rete nazionale di aziende agricole in vendita diretta Dal mese di maggio, periodo in cui ha preso il via l’accreditamento delle imprese agricole alla Rete nazio­ nale dei punti in vendita diretta di campagna amica, fino al mese di agosto, hanno aderito all’Albo na­ zionale 1.071 imprese agricole. Del totale, il 16% sono imprese agrituristiche di cui il 42 %, effet­ tua oltre alla vendita diretta, anche il servizio di sommini­ strazione di pasti e bevande. Ben il 25% delle imprese iscritte all’Albo di Campagna Amica ha come titolare una donna e il 6% un giovane sotto i 30 anni. Da questi dati emerge in modo significativo la presenza dell’imprenditoria femminile nella multifunzio­ nalità, d’altro canto la neces­

sità la scarsità di giovani in un set­ tore che ha grande necessità di svecchiamento. Attualmente la imprese agricole accreditate si distribuiscono in maniera omogenea sul territo­ rio, con una percentuale del 35% al nord, del 33% al centro e del 30% nel sud e isole. Le associazioni Agrimercato ac­ creditate sono ormai 60 sulle 80 complessive e i mercati sono 680. La rete di Campagna Amica attualmente è composta dunque da 1748 punti ven­ dita, in cui i consumatori possono acquistare pro­ dotti agricoli italiani con­ trollati direttamente dai produttori agricoli.

IL CONTA PUNTI I FARMERS MARKET, LE AZIENDE AGRICOLE, GLI AGRITURISMI E LE COOPERATIVE IN VENDITA DIRETTA CHE NEL MESE DI GIUGNO HANNO ADERITO ALLA RETE NAZIONALE DELLE IMPRESE A MARCHIO “PUNTO CAMPAGNA AMICA” SONO:

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Novità da Fondazione

Voucher anche nei farmers market I buoni lavoro potranno essere usati nei Mercati di Campagna Amica L’utilizzo dei buoni lavoro (vou­ cher) è pienamente legittimo anche nell’ambito delle attività di vendita diretta dei prodotti agri­ coli e alimentari svolta nei mercati degli agricoltori ( farmers market) di Campagna Amica. E’ quanto af­ ferma la Coldiretti nel rendere nota la risposta, di prossima pub­ blicazione, del Ministero del La­ voro ad interpello sull’utilizzo dello strumento del voucher per

Salviamo il pomodoro made in Italy da falsi e speculazioni

lavoro occasionale accessorio. In Italia sono già attivi oltre 600 mer­ cati degli agricoltori di Campagna Amica con un crescita esponen­ ziale nell’ultimo anno che ha inte­ ressato grandi e piccoli centri dove si registra un grande successo di pubblico. Una ulteriore occasione quindi sia per le imprese agricole che hanno necessità di manodopera per le attività di vendita di­ retta, sia per pensionati, casalinghe e lavoratori in cassa integrazione e mobilità, per avere un’oppor­ tunità d’integra­ zione del proprio red­ dito e per i giovani stu­ denti anche di accedere ad un’esperienza di la­ voro, assicurando a tutti la piena traspa­

renza al rapporto. In agricoltura sono stati utilizzati quasi un terzo (29 per cento) degli 7.452.579 buoni cartacei per venduti in Ita­ lia dall’1 agosto 2008 al 3 settem­ bre 2010 secondo l’Inps che evidenzia come altri 650mila siano stati venduti per via telema­ tica. Lo strumento dei voucher, intro­ dotto per la prima volta in occa­ sione della vendemmia 2008 e successivamente esteso ad altri soggetti ed ad altre attività, ha permesso di ottenere importanti risultati nella lotta al lavoro som­ merso. La Coldiretti è l’organizzazione con il maggior numero di imprese che assumono lavoratori in agri­ coltura che è il settore che più uti­ lizza questa opportunità insieme al commercio (11 per cento), ai servizi (11 per cento) e al turismo (5 per cento) dove sono stati uti­ lizzati anche nei parchi diverti­ mento.

Una indagine conoscitiva sulle distorsioni di filiera e sulle speculazioni che stanno mettendo in crisi il futuro del pomodoro Made in Italy è stata chiesta nell’incontro con l’Antitrust che ha preso atto positivamente delle nostre sollecitazioni. E’ quanto affermato dal Presidente della Coldiretti Sergio Marini in occasione della nmanifestazione organizzata insieme alle associazioni dei consumatori, dopo l’incontro con l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato alla quali è stato evidenziato che nel passaggio da pomodoro a passata il prezzo rincara di quasi venti volte (+1733 per cento) con il prezioso ortaggio che viene pagato fino ad appena 5 centesimi al chilo agli agricoltori che lo coltivano nel Sud Italia per colpa di operatori senza scrupoli che approfittano del proprio potere contrattuale per sottopagare il raccolto.

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Il mercato del mese

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I prodotti a km zero arrivano in corsia Ad Adria nasce il primo Mercato di Campagna Amica dentro un ospedale Ad Adria (Rovigo), nasce il primo mercato di Campagna Amica all’in­ terno di una struttura sanitaria pubblica. Questa esperienza pilota, unica nel suo genere, è la logica evoluzione del percorso di qualità già intrapreso dalla struttura ospe­ daliera. L’ospedale di Adria, secondo in Ita­ lia dopo l’ospedale di Asti, è stato insignito nel 2009 dalla Coldiretti con la targa “ospedale a km zero”, per la scelta di portare i prodotti del polesano nella mensa ospeda­ liera; scelta che ha incontrato il gradimento tanto dei degenti che dei dipendenti. Proprio da questi ultimi è partita la richiesta di poter acquistare i prodotti gustati in mensa. Così, in area definita è stato organizzato

uno spazio in cui ogni martedì pomeriggio i 650 dipendenti del­ l’ospedale possono ac­ quistare i prodotti locali e stagionali for­ niti dalle aziende agri­ cole certificate Campagna Amica. Alla buona riuscita dell’ini­ ziativa ha altresì con­ tribuito il progetto “Casa­famiglia” della provincia di Rovigo, I prodotti di Campagna Amica che raccoglie iniziative all’Ospedale di Adria (Rovigo) di conciliazione dei tempi che i lavoratori dedicano al più all’idea di gruppo di acquisto, si tratta di un’iniziativa da pren­ lavoro e alla vita famigliare. Pur discostandosi questa iniziativa dere ad esempio e di cui auspi­ dal concetto tipico di Mercato di chiamo la diffusione in tutto il Campagna Amica ed avvicinandosi paese.

CAMPAGNA AMICA BARI DEBUTTA NELL’IPERMERCATO A grande richiesta il Mercato di Campa­ gna Amica della Col­ diretti di Bari si trasferisce sul piaz­ zale antistante l’in­ gresso del centro commerciale Bari­ MAX (via Francesco De Blasio ­ viale Lo­ renzo La Rocca a Bari), a partire da

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domani sabato e do­ menica 11 e per tutti i fine settimana di settembre. Le im­ prese agricole della Coldiretti di Bari, graditi ospiti del ipermercato, deci­ dono di essere itine­ ranti sul territorio per incontrare il maggior numero di

consumatori e sensi­ bilizzare circa i deli­ cati temi della salute e della sicurezza ali­ mentare. Ricco il pa­ niere di prodotti in vendita, dalla ver­ dura fresca ai sottoli, dalla frutta ai for­ maggi e al latte, dall’olio extraver­ gine di oliva al vino.


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I nuovi

mercati

scelti fra i tanti aperti

nell’ultimo periodo

I PRODOTTI CHE UNISCONO

BIBBIENA

Da fine luglio Bibbiena ospita il mercato settimanale di Campagna Amica, in cui ogni sabato mattina i cittadini possono trovare i prodotti agroalimentari del proprio territorio di 10 imprenditori agricoli. Il mer­ cato è dotato di punto informativo e si trova in una zona dotata di par­ cheggi. L’ubicazione è stata scelta dal Comune per favorire la costruzione di un senso di comunità tra i cittadini e di appartenenza al paese, di cui proprio le produzioni agricole saranno il filo conduttore.

S.TEODORO

IL MERCATO SOTTO LE STELLE

Il mercato di Campagna Amica della Gallura è sbarcato nelle vie del centro di San Teodoro sotto le stelle. Dal 5 agosto tutti i giovedì dalle 21 alle 24 la cittadina balneare gallurese si anima degli stand dei produttori di Coldiretti, in via Sardegna. Gli stand del Mercato di Campagna Amica propongono vino, salumi, formaggi, ortaggi, frutta, olio ma anche fioriture di stagione, il miele, gli ortaggi ven­ duti direttamente dai produttori.

TIPICITÀ IN CATTEDRALE

GERACE

Nei mesi di agosto e settembre il Mercato di Campagna Amica anima la spesa domenicale nella suggestiva città di Gerace. Dalle 16 alle 21 cittadini e turisti possono infatti acquistare le eccellenze dell’agricoltura locale direttamente dai produttori della provincia, ed in pieno centro storico praticamente a fianco del più grande edificio di culto della Calabria: la prege­ vole Cattedrale di Gerace.

SIRMIONE

ALLE TERME SI ACQUISTA A KM0

Allestito per tutto il mese di agosto di fronte al noto stabilimento termale Virgilio di Sirmione ed aperto tutti i sabato mattina il nuovo Mercato di Campagna Amica della provincia di Brescia. Sono 13 gli imprenditori agricoli che ne fanno parte e che offrono ai cittadini ­ consumatori un’ampia gamma di prodotti bresciani. Il mercato ha un indubbio ap­ peal turistico, sorgendo non solo vicinissimo alle terme ma anche nella splendida cornice del Lago di Garda.

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Novità da Fondazione

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Via libera agli agricoltori panettieri Ok al decreto, si potrà produrre e vendere mantenendo il regime fiscale agevolato Via libera all’acquisto di pane, pa­ nini, cialde, rustici, piz­ zette ed altre specialità salate di­

rettamente dagli agricoltori che potranno sfor­ narli e venderli direttamente al pubblico mante­ nendo la natura agricola della propria attività ed usu­ fruendo del Con un trattamento aumento del fiscale pro­ 10 per cento in valore nel primo semestre del prio dei pro­ 2010, il Made in Italy agroalimentare conquista dotti agricoli. le tavole del mercato globale dove cresce a due Lo rende noto la cifre la presenza di ortofrutta, vini e formaggi Coldiretti nel sottoli­ Made in Italy. E’ quanto emerge da una analisi della neare la nascita della Coldiretti relativa al primo semestre del 2010 sulla figura dell’agricol­ base dei dati Istat che evidenzia le buone per­ tore­panettiere con formance realizzate dall’agroalimentare ita­ la pubblicazione liano all’estero in tempo di crisi. Se il trend nella Gazzetta Uffi­ di crescita sarà confermato alla fine ciale del decreto del dell’anno le esportazioni agroali­ Ministero dell’Econo­ mentari potrebbero raggiun­ mia e delle Finanze, gere per la prima volta il con il quale è stata valore record di 25 mi­ aggiornata la tabella liardi di euro realizzato dei beni che anche fi­ per la grande maggio­ scalmente possono ranza nei paesi del­ essere oggetto delle l’Unione Europea ma attività agricole con­ anche negli Stati Uniti e nei nesse mercati emergenti come la Cina. A crescere sono so­ Si tratta di una inno­ prattutto l’ortofrutta (+16 per cento), i formaggi e lat­ vazione importante ticini (+ 14 per cento), l’olio di oliva (+11 per cento) che, completando il pro­ e il vino (+ 9 per cento) mentre restano sostan­ cesso di liberalizzazione zialmente stabili sono stati due cavalli di bat­ dell’attività di panifica­ taglia del Made in Italy all’estero come la zione che dal 2006 non ne­ pasta e le conserve di pomodoro. Posi­ cessita di specifica tive le performance dei prodotti a autorizzazione, incentiva la possi­ denominazione di origine come bilità in Italia di portare in tavola il Parmigiano Reggiano e il pane o pizze fragranti di qualità Grana Padano.

Il made in Italy vola sui mercati

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garantita dal campo alla tavola con la cer­ tezza di assicurarsi un pro­ dotto veramente Made in Italy, in un mercato dove la metà del pane in vendita è ottenuto con farina importata senza alcuna indica­ zione per i consumatori. Oltre ai prodotti freschi di panet­ teria, tra le nuove tipologie di pro­ dotti tassati in base al sistema del reddito agrario, il decreto del Mi­ nistro dell’economia e delle fi­ nanze del 5 agosto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 10 settem­ bre, ricomprende la produzione di farina o sfarinati di legumi da gra­ nella secchi, di radici o tuberi o di frutta in guscio commestibili, la produzione di grappa, la produ­ zione di malto e la produzione di birra che sono considerate attività agricole a tutti gli effetti.


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Novità da Fondazione

Vendita diretta, istruzioni per l’uso Ecco i passi da seguire per avviare l’attività di commercializzazione Il rapporto tra produttori e consumatori passa dalla vendita diretta, che viene rego­ lamentata in gran parte dalla legge di orien­ tamento (D.L. 228/2001). La legge di orientamento stabilisce che alla vendita di­ retta effettuata dai produttori agricoli non si applicano le norme relative al commer­ cio, almeno fino ad un certo ammontare di ricavi conseguito vendendo prodotti acqui­ stati da terzi. La disciplina dettata dalla Legge 59 del 1963, in base alla quale è pos­ sibile vendere solo ed esclusivamente pro­ dotti ottenuti nelle aziende agricole, è oggi applicabile solo dai produttori agricoli in regime di esonero Iva, se hanno scelto di avvalersi della facoltà di non iscriversi al re­ gistro delle imprese. La vecchia legge 59 si basa su un regime autorizzatorio: il produt­ tore agricolo deve presentare una do­ manda al sindaco del comune in cui intende effettuare la vendita. Il sindaco in questo caso è tenuto a rispondere con un’autorizzazione scritta che riporta pro­ dotti, luoghi e giorni di vendita. Questo per­ corso è stato superato dall’articolo 4 del D.L. 228/2001 che al comma 1 stabilisce che la disciplina agevolata può essere applicata solo agli imprenditori agricoli singoli o as­ sociati che sono iscritti al Registro Imprese.

Comunicazione di avvio al sindaco: quando e come farla

Quali prodotti è possibile vendere

Il produttore agricolo può ­vendere al dettaglio anche i prodotti acquistati da terzi, fatta salva la prevalenza della vendita dei suoi prodotti; ­vendere anche i prodotti derivati, ottenuti a seguito di attività di manipolazione o tra­ sformazione dei prodotti agricoli, finaliz­ zate al completo sfruttamento del ciclo produttivo.

Privato o pubblico, dove si può fare la vendita

La vendita al dettaglio dei prodotti agricoli può avvenire sia in sede sta­ bile che in forma itinerante. Il commercio elettronico viene considerato vendita itinerante. La vendita in sede stabile, oltre che nella propria azienda o in altre aree private a cielo aperto, può essere effettuata su aree pubbliche, anche con l’utilizzo di un posteg­ gio o di locali aperti al pubblico (negozi). E’ fondamentale il rispetto delle disposi­ zioni vigenti in materia di sanità e igiene.

La legge 81 del 2006 sostiene che per la vendita al dettaglio esercitata su superfici al­ l’aperto in azienda agricola o in aree private di cui l’imprenditore abbia la disponibilità, non è richiesta la comunicazione di inizio attività. Per la vendita di prodotti acquistati da terzi, il D.L. 228/2001 dispone che se l’ammontare dei ricavi derivanti dalla vendita dei prodotti non provenienti dalle relative aziende nell’anno solare precedente sia superiore a € 160.000 per gli imprenditori individuali, o € 4.000.000 per le società, si applicano le disposizioni del D.L. 114 del 1998, disciplina ordinaria del com­ mercio. La vendita diretta dei prodotti agricoli in forma itinerante è soggetta a comunicazione al sindaco del comune in cui risiede l’azienda agricola e può essere effettuata decorsi 30 giorni. Se si intende esercitare la vendita al dettaglio in sede fissa su aree pubbliche o in locali aperti al pubblico, la comunicazione è indirizzata al sindaco del comune in cui si farà la vendita.

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Novità da Fondazione

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Più mercati agricoli nei Comuni Firmato l’accordo tra Anci e Coldiretti per sviluppare la filiera corta made in Italy

I Presidenti di Coldiretti ed Anci, Sergio Marini e Sergio Chiampa­ rino, hanno sottoscritto l’ Accordo Quadro per il perseguimento di obiettivi di sviluppo territoriale at­ traverso la promozione del pro­ getto Coldiretti per una “Filiera agricola tutta italiana” e la valoriz­ zazione di tutte la potenzialità della multifunzionalità in agricoltura. L’Accordo avrà una durata di qua­ rantotto mesi a decorrere dal luglio 2010 e sarà tacitamente proroga­ bile.

Incentivare la rete di vendita diretta L’Accordo ha ad oggetto le princi­ pali tematiche del progetto di Col­ diretti che vede nei Comuni i partners essenziali per un’attua­ zione capillare in tutto il territorio nazionale. In particolare, per superare le dise­ conomie derivanti da una filiera

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agroalimentare inefficiente e carat­ terizzata da un irrazionale aumento dei prezzi praticati al consumatore finale, si sancisce un formale impe­ gno ad incentivare la rete di vendita diretta dei prodotti agricoli ed agroalimentari basata sullo svi­ luppo capillare dei “Mercati di Cam­ pagna amica” promossi dalla Fondazione Campagna Amica. Inoltre si evidenzia la necessità di incentivare l’utilizzo dei prodotti agroalimentari a “Km 0” nell’am­ bito della ristorazione collettiva ge­ stita direttamente o tramite appalto dai Comuni.

Aziende multifunzionali per salvare il territorio Altro ambito di intervento è quello volto a favorire lo svolgimento di attività funzionali alla sistemazione ed alla manutenzione del territorio, alla salvaguardia del paesaggio agrario e forestale, alla cura ed al

mantenimento dell’assetto idrogeo­ logico: al tale fine le Parti si impe­ gnano ad incrementare il ricorso a strumenti contrattuali, già previsti dalla “legge di orientamento”, che consentano ai Comuni ed alle im­ prese agricole di effettuare una ma­ nutenzione organica del territorio e dell’ambiente rurale.

Un impegno comune contro la burocrazia Quanto alla tematica della semplifi­ cazione amministrativa di interesse per le imprese agricole, Anci e Col­ diretti, tra l’altro, per giungere alla razionalizzazione dei procedimenti amministrativi di competenza co­ munale, intendono favorire la più ampia sinergia tra i Comuni e i Caa Coldiretti anche al fine di adottare protocolli operativi per l’informa­ tizzazione e la standardizzazione dei procedimenti che coinvolgono le imprese agricole.


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Il sondaggio del mese

I prodotti locali battono le grandi marche Indagine di Swg e Coldiretti sulle preferenze degli italiani Il 54% per cento degli italiani preferi­ sce acquistare prodotti alimentari lo­ cali e artigianali che battono nettamente le grandi marche, le quali si fermano al 12 per cento. E' quanto emerge da una indagine Coldiretti/Swg che giustifica il successo di esperienze di vendita di prodotti lo­ cali rispetto ai quello delle multinazio­ nali come McDonald's. Secondo l'indagine per il 29% degli italiani la scelta tra le due tipologie di prodotto dipende dalla qualità mentre per il 5 per cento dal prezzo. La vittoria del prodotto legato al terri­ torio è confermata dal fatto che quasi due terzi degli italiani (65%) si senti­ rebbero più garantiti da un marchio degli agricoltori italiani rispetto al mar­ chio industriale (13%) e a quello della distribuzione commerciale (8%). Si tratta di una opinione confermata da un vero boom degli acquisti diretti dai produttori dove compra regolarmente

L’Unione denuncia: alla Cina il primato dei cibi contaminati

l'11% degli italiani e ben il 47 % ha dichia­ rato di farlo almeno qualche volta durante l’anno. La spesa in cantine, malghe o frantoi per acquistare direttamente dai produttori vini, ortofrutta, olio, formaggi, e altre specialità supererà nel 2010 i 3 mi­ liardi di euro secondo la Coldiretti e coinvolge 63mila imprese agricole at­ traverso spacci aziendali, chioschi, ban­ carelle, sagre e oltre 500 mercati degli agricoltori di Campagna Amica. L'acquisto di un alimento direttamente dal produttore è una opportunità per conoscere il prodotto, la storia, la cul­ tura e le tradizione che racchiude dalle parole di chi a contribuito a conservare un patrimonio che spesso non ha nulla da invidiare alle bellezze artistiche e naturali del territorio nazionale. E’ un fenomeno in controtendenza ri­ spetto alla crisi generale perché conci­

lia la necessità di risparmiare con quella di garantirsi la sicurezza del cibo. Tra le motivazioni di acquisto del­ l'indagine Swg/Coldiretti spicca infatti la genuinità (71%) seguita dal rispar­ mio (40%) e dal gusto (26%). Favorire la presenza di prodotti locali nei punti vendita è anche l'obiettivo del progetto per una Filiera agricola tutta italiana per arrivare ad offrire prodotti alimentari al 100% italiani firmati dagli agricoltori e al giusto prezzo”. Questi prodotti sono già offerti tramite la più estesa rete commerciale nazionale che coinvolge i mercati di campagna amica, i punti di vendita delle cooperative, i consorzi agrari, agriturismi e aziende agricole.

Nonostante il dichiarato impegno a garantire la sicurezza alimentare dopo lo scandalo del latte alla melamina, la Cina ha continuato ad esportare prodotti a rischio ed è stata il Paese che ha ricevuto dall'Unione Europea il maggior numero di notifi­ che per prodotti alimentari irregolari perché contaminati dalla presenza di micotossine, additivi e coloranti al di fuori dalle norme di legge. E' quanto afferma la Coldiretti sulla base della Relazione sul sistema di allerta per gli alimenti dalla quale si evidenza che nel 2009 su un totale di 3204 allarmi per irregolarità ben 344 (11 per cento) hanno riguardato la Cina per pericoli derivanti dalle contaminazioni dovute sopratutto a materiali a contatto con gli alimenti. Di fronte all'estendersi dell'allarme sui rischi dei prodotti cinesi occorre immediatamente ­ continua la Coldiretti ­ estendere l'obbligo di indicare in etichetta la provenienza di tutti gli alimenti.

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Terranostra

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Il boom delle fattorie didattiche Le aziende che svolgono attività con le scuole cresciute del 10% in un anno Con un aumento record dell’11 per cento è boom nel 2010 per le fatto­ rie didattiche che offrono l’occa­ sione ai bambini e ai loro insegnanti di fare una esperienza di vita in cam­ pagna alla conoscenza dei processi produttivi agricoli, dell’origine ter­ ritoriale dei prodotti, della storia e della cultura di un territorio, del suoni e i gusti della campagna, E’ quanto emerge da un monitoraggio della Coldiretti per l’inizio del­ l’anno scolastico 2010 du­ rante il quale saranno operative in Italia ben 1093 le aziende agri­ cole associate che svol­ gono attività di fattoria didattica a be­ neficio delle giovani generazioni. Si tratta di iniziative presenti su tutto il territorio nazio­ nale ma con una maggiore concentrazione in Piemonte (210), Veneto (121), Puglia (115), Campania (108), Emilia Ro­ magna (95), ma con una diffusione in crescita anche nelle altre regioni. Un impegno che rientra nell'ambito del progetto "Educazione alla Cam­ pagna Amica" che nel corso del nuovo anno scolastico coinvolgerà oltre centomila alunni delle scuole elementari e medie che partecipe­ ranno alle oltre tremila lezioni in programma nelle fattorie didattiche e agli oltre cinquemila laboratori del gusto e agli orti didattici che sa­ ranno organizzati nelle aziende agri­ cole e in classe. Si tratta di un progetto che vuole avvicinare il

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mondo della scuola a quello del­ l’agricoltura con l’obiettivo di infor­ mare e sensibilizzare i cittadini più giovani sui valori del benessere, della sana alimentazione, della tu­ tela ambientale, della scoperta del territorio come luogo di apparte­ nenza e di identità. Tra i temi indivi­ duati: il tempo dell’alimentazione (re­

sti­ tuire ai ragazzi l’idea della ciclicità della natura, delle stagioni), lo spa­ zio dell’alimentazione (come luogo di produzione, come ambiente natu­ rale, come luogo della comunica­ zione e della espressività), il mio territorio (in particolare gli aspetti identitari e storico­culturali che le­ gano le persone ed i prodotti ad un determinato territorio). Il tutto ac­ compagnato da offerta di materiale didattico, momenti di approfondi­ mento, seminari, indagini sui ragazzi e l’alimentazione. In fattoria ci si

educa alla comprensione dei fatti naturali, dei processi produttivi, delle culture del cibo, del rapporto con gli animali e con il “vivente”, della vita di campagna. Ed i ragazzi rispondono con interesse vero. Ri­ cerche, temi e saggi, visite in fattoria e nelle strutture di trasformazione alimentare, analisi del territorio, la­ boratori del gusto, produzione di Cd, video, volumi, grafica per etichette di prodotti alimentari, pannelli, feste, valorizzazione di ri­ cette antiche, rappresen­ tazioni teatrali, conferenze stampa: questi sono stati solo alcuni dei “prodotti” dell’impegno dei ra­ gazzi. L’esperienza dei giovani studenti con la buona alimen­ tazione si trasferisce però anche nelle scuole perché grazie alle nuove linee guida per la ristorazione scolastica fissate dal ministero della Salute per l’anno scolastico 2010­ 2011 l'elaborazione di piatti nelle mense dovrà seguire i principi di un'alimentazione equilibrata, ma “anche considerando la varieta' e la stagionalita' dei cibi, utilizzando anche proposte di alimenti tipici della regione di residenza, per inse­ gnare ai bambini il mantenimento delle tradizioni”. Niente ciliegie o pe­ sche a Natale, dunque, ma dolci arance in Sicilia e mele nel Veneto ed anche altre specialità offerte dai di­ versi territori a seconda delle sta­ gioni.


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Speciale Oscar Green

Oscar Green, il futuro abita qui Grande successo per la manifestazione promossa da Coldiretti Giovani Impresa

Dal falconiere chiamato a garantire la sicurezza degli aeroporti messa a rischio dagli animali pericolosi per il volo che fuggono alla vista dell’impo­ nente rapace al consulente a domici­ lio per la “coltivazione” dei tartufi che potranno essere così gustati senza svenarsi fino a chi offre la co­ lonia estiva in fattoria, in alternativa a quella al mare o in montagna. Sono questi alcuni dei nuovi mestieri scac­ cia crisi de l concorso ’”Oscar Green”, il premio per l’innovazione dei Gio­ vani della Coldiretti con l’Alto Patro­ nato del Presidente della Repubblica e della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea . Al Salone della creatività del Made in Italy sono state premiate le idee piu’ inno­ vative delle giovani imprese agricole italiane dal presidente della Coldi­ retti Sergio Marini, dal delegato na­ zionale Giovani Imprese della Coldiretti Vittorio Sangiorgio, da En­ rico Letta vicesegretario del Partito Democratico, dal Ministro delle Poli­ tiche Agricole Giancarlo Galan, dal presidente di Federconsumatori, Ro­ sario Trefiletti.

Se c’è chi ha deciso di diventare affi­ natrice di formaggi lavorando il latte direttamente in alta montagna e “conciando” il formaggio per ren­ derlo unico e garantirgli il gusto ti­ pico ed esclusivo del territorio, non manca chi ha recuperato l'antica at­ tività nobiliare della Falconeria, un’arte quasi dimenticata che oggi però ha ripreso tutta il suo valore grazie ad una recentissima pratica che prevede la presenza dei falchi negli aeroporti per tenere lontani gli animali pericolosi per gli aerei e ga­ rantire così la sicurezza dei voli. E ancora tra le novità di quest’anno c’è anche una realtà unica nel suo ge­ nere, il consulente a domicilio per la “coltivazione” dei tartufi, che offre a tutti gli amanti del pregiato tubero la possibilità di realizzare una tartufaia a casa propria ma anche chi accoglie gli ospiti in agriturismo con la possi­ bilità di vivere un giorno da casaro, con la sveglia al mattino presto, la mungitura, la lavorazione del latte di malga. Ma da Oscar della Coldiretti è anche chi ha deciso di andare incon­ tro alle richieste delle comunità che

non mangiano carne di maiale, pro­ ducendo salsicce di capra o l’abile ed innovativo produttore di pesce che sa bene che per conquistare anche i bambini è necessario mettere sul mercato anche l’hamburger di trota. E poi non può mancare l’imprendi­ tore che ha sposato a pieno l’idea del km 0 trasformando in pasta i suoi ce­ reali direttamente in azienda per of­ frire al consumatore un prodotto unico e certificato o chi ha avuto il coraggio di lasciare il suo paese na­ tivo, la Danimarca, per cimentarsi in una nuova sfida, quella di produrre vino in Liguria preoccupandosi di re­ staurare chilometri di antichi mu­ retti a secco. rodotti agricoli aziendali. “L’Oscar Green 2010 ha di­ mostrato ulteriormente la voglia di campagna presente in tanti giovani italiani – sottolinea il delegato nazio­ nale di Coldiretti Giovani Impresa, Vittorio Sangiorgio ­. Una voglia che deve essere sostenuta con atti con­ creti di carattere strutturale che libe­ rino dai troppi vincoli oggi esistenti lo spirito d’impresa presente nelle nuove generazioni”.

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Speciale Oscar Green

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- I Vincitori Federico Citta Categoria Sviluppo locale Azienda La Piemontesina – Chivasso (Torino) L’azienda Piemontesina, la prima in Italia ad avere al suo interno un “agriasilo” aperto tutto l’anno, organizza centri estivi per tutti i bambini da 1 a 11 anni, seguiti da educa­ trici ed educatori specializzati per la prima infanzia. Le at­ tività vanno dai giochi nei campi, anche con gli asini, alla costruzione dei giocattoli fino alla recitazione e alla pre­ parazione dei cibi utilizzando i prodotti dell’azienda. Ma l’azienda è nota anche per la produzione di razza bovina Piemontese, che vende direttamente al consumatore.

Un intero paese riscaldato a biomasse grazie a Futura

Alessandro Lorini Categoria Sostieni il clima Società Agricola Futura - Travagliato (Brescia) La Società Agricola Futura di Alessandro Lorini ha pro­ mosso un progetto per assicurare il riscaldamento della cittadina di Travagliato attraverso la produzione di ener­ gia da biomasse. L’idea si basa su un impianto di micro generazione utilizzando piante a rapido accrescimento appositamente prodotte nei terreni vicini. In questo modo si ottiene vapore che viene ceduto a una rete di te­ leriscaldamento compatibile con la pianificazione urba­ nistica di Travagliato.

Paolo Mellone Categoria Campagna Amica Società Cooperativa Agricola Idea Natura – Salerno Idea Natura nasce su iniziativa di un gruppo di produttori or­ tofrutticoli della Piana del Sele. La missione di Idea Natura è di portare sul mercato solo prodotti di altissimo livello quali­ tativo, abbinando alla sicurezza alimentare, una garanzia di salvaguardia dell’ambiente in cui si coltiva. La qualità della fi­ liera produttiva di Idea Natura è garantita dalla presenza al­ l’interno del gruppo di tutte le aziende necessarie ad ogni fase di produzione. Un laboratorio di analisi chimiche e ricerche agronomiche sorveglia il processo produttivo.

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Agriasilo tutto l’anno e carne certificata con la Piemontesina

Qualità e origine s’incontrano nella filiera di Idea Natura


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- I Vincitori Con salsicce e yougurt di capra Cammarata conquista i mercati

Luca Cammarata Categoria Stile e cultura d’impresa Azienda Agricola Luca Cammarata - Caltanissetta L'Azienda Agricola Cammarata è una azienda biologica che alleva oltre 200 capre di razza maltese nutrite con prodotti vegetali bio, con tecniche che rispettano il loro benessere. Anche per andare incontro alle richieste delle comunità che non mangiano carne di maiale, come quelle musulmane, Luca Cammarata ha avviato la produ­ zione di salsicce di carne di capra, che ha affiancato al­ l’attività di trasformazione del latte caprino, dal quale ricava uno yogurt vincitore di diversi premi.

Giacomo Sala Categoria Oltre la filiera Consorzio Bio Piace - Bettola (Piacenza) Al consorzio Bio Piace di Giacomo Sala appartengono circa 50 aziende, tutte biologiche, appartenenti a diverse realtà, dalle aziende zootecniche da latte a quelle da carne, pas­ sando per piccoli allevamenti di suini allo stato brado fino ad arrivare a quelle dedicate all'apicoltura o dotati di pic­ coli caseifici per la trasformazione del formaggio e per l'imbottigliamento del latte oppure a vocazione ortofrut­ ticola e vitivinicola. Il Consorzio Bio Piace offre al consu­ matore una vasta gamma di prodotti tipici locali.

Le vigne delle Cinque Terre rivivono con la danese Lise Bertram

Bio Piace, il Consorzio di aziende che assicura origine e km zero Lise Charlotte Bertram Categoria Esportare il territorio

Azienda agricola Cheo – Vernazza (La Spezia) Lise Charlotte Bertram, danese, ha messo in piedi un’azienda vitivinicola, la Cheo, nel territorio delle Cin­ que Terre, adottando tecniche di coltivazione a basso im­ patto ambientale che l’hanno portata a recuperare a vigneto terreni incolti e a rischio erosione. L’imprenditrice ha restaurato chilometri di antichi mu­ retti a secco, mentre in un antico fabbricato sono stati realizzati la cantina e il punto vendita per la commercia­ lizzazione del vino.

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- I finalisti Daniele Miconi Agriturismo Al Falconiere Segnacco di Tarcento (Udine)

Giada Gramiccia Coop Agricola La Sonnina Palestrina (Roma)

Fabio del Tedesco Agroittica Friuliana Palse di Porcia (Pordenone)

Nel suo agriturismo Daniele Miconi ha recuperato l’antica attività della Falconeria, ossia l'addestramento dei falchi, coi quali organizza corsi per gli ospiti e garantisce anche la sicurezza negli aeroporti.

La Sonnina di Giada Gramic­ cia, coop agricola a indirizzo biologico, ha lanciato la Fat­ toria Educativa, aperta a scuole e non, e la Fattoria So­ ciale, per disabili e immigrati o rifugiati politici.

Con la sua produzione di hamburger di trota, l’Agroit­ tica è un esempio di filiera corta e innovazione, dall’alle­ vamento fino alla trasforma­ zione. Il pesce viene lavorato solo dopo l’ordinazione.

Michele Raguso Renata Madaio Az. Agricola Michele Raguso Casa Madaio Altamura (Bari) Eboli (Napoli)

Davide Leonelli Lonardi Acetaia di Villa San Donnino San Donnino (Modena)

Michele Raguso produce “Pasta Vera” fatta con il grano coltivato in azienda, usando una macina degli anni Cin­ quanta, mentre la pasta viene trafilata in bronzo ed essiccata lentamente.

L’Acetaia di Davide Leonelli Leonardi abbina tipicità e arte. Oltre a produrre Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, offre ai consuma­ tori visite alla Villa liberty con opere di Bonzagni.

Renata Madaio è una gio­ vane imprenditrice di Eboli che da quattro generazioni affina i formaggi locali del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano e produce anche yogurt di bufala.

Graziano Lozzer Giuseppe Geraci Gabriele Santi Agriturismo Fior di Bosco Impresa agr. Olearia Geraci CoopAgroenergeticaTerritoriale Valfloriana (Trento) Corigliano Calabro (Cosenza) Sarsina (Reggio Emilia)

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Nel suo agriturismo bio Gra­ ziano Lozzer offre ai clienti la possibilità di vivere un giorno da casaro, con la mungitura e la lavorazione del latte di malga per prepa­ rare formaggio e ricotta.

La Famiglia Geraci utilizza i residui della lavorazione delle olive (sansa, acque re­ flue e foglie) per produrre compost organico e noccio­ lino puro che viene utilizzato come pellet made in Italy.

Luca Pattaro Società Agricola Il Ciliegio Monteriggioni (Siena)

Donatello Meo Azienda agricola Meo Isernia

Cristiano Azzato Azienda Lucana Vivai Azzato Satriano di Lucania (Potenza)

La Società Agricola Il Ciliegio abbina la produzione di vini pregiati a un agriturismo di­ dattico per insegnare ai bambini la vita in campagna. L’azienda è anche autonoma dal punto di vista energetico.

Utilizzando le produzioni aziendali, Donatello Meo ha lanciato un servizio di cate­ ring, dagli antipasti con sa­ lumi e formaggi ai primi piatti come zuppe di legumi, fino ai secondi di carne.

L'Azienda Lucana Vivai Az­ zato produce piantine tartu­ figene, per poter avviare attività di coltivazione del tartufo, offre consulenze ai clienti, ma produce anche tartufo in proprio.

Con la sua Cooperativa Ga­ briele Santi vende energia elettrica e termica grazie a un impianto da 998 kWh per la digestione anaerobica di li­ quami e sottoprodotti agri­ coli e colture dedicate.


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Itinerari del gusto di Fabio Cagnetti

Vendemmia, l’abilità fa la differenza L’annata difficile dal punto di vista meteo non pregiudicherà la qualità Valutare la qualità di una vendemmia con l’uva ancora sulle piante è esercizio di stile generalmente inutile per l’eccessivo margine di errore, specie considerando che la critica specializzata, più volte, ha preso delle clamo­ rose cantonate anche potendo giudicare vini appena usciti. Tuttavia, l’assenza per questo 2010 di sirene che annuncino strombazzando l’annata del secolo permette di fare qualche riflessione. Senza entrare nel dettaglio delle microzone – non ba­ sterebbe una disamina per ogni provincia – possiamo dire che la primavera è stata caratterizzata da precipi­ tazioni molto abbondanti, alcune delle quali di carat­ tere monsonico. Questo ha determinato in alcuni casi danni rilevanti alle gemme, e ha favorito l’insorgere di malattie. L’annata è proseguita con temperature infe­ riori alle medie stagionali ed elevata piovosità, fino a un luglio secco e particolarmente caldo, in opposizione a un agosto fresco e con piogge a metà mese. Soprat­ tutto laddove si raccoglierà a ottobre, il mese decisivo sarà, come sempre, quello di settembre. In generale, co­ munque, possiamo parlare del 2010 come di un’annata fresca, che spezza la tendenza alla vendemmia precoce, e fin qui quantitativamente medio­buona.

Gli effetti del vulcano islandese Si è molto parlato dell’influenza dell’eruzione del vulcano Eyjafjallajökull, ma alla luce dei dati definitivi sulla quan­ tità di materiale immesso nell’atmosfera (tephra) questa va ridimensionata: l’eruzione ha avuto conseguenze da 10 a 30 volte inferiori a quella del Pinatubo, che avvenne nelle Filippine a giugno 1991 e innescò un inverno vul­ canico che si ritiene abbia giocato un ruolo importante nella terna di annate 92­93­94 notevolmente più fresche della media. Sospendendo ogni giudizio su Langhe e Toscana, dove non si raccoglierà prima di ottobre, possiamo dire che al Nord le vendemmie di bianchi e spumanti possono van­ tare un’ottima acidità, il grado alcolico non sarà troppo elevato e le escursioni termiche dovrebbero avere favo­ rito lo sviluppo di composti aromatici; in rosso, ci segna­

lano un’annata particolarmente pro­ mettente in Valpoli­ cella e Valcalepio. Al centro si è dovuto lottare parecchio contro le malattie, anche qui l’annata è stata fresca e di elevata acidità e potrebbe generare, ad esempio, interes­ santi Verdicchio di stampo classico. Al Sud la situazione è variegata, ad esempio in Irpinia ha piovuto molto più che in Calabria, ma in genere la vendemmia anche qui non è fra le più calde e promette meglio in bianco che in rosso. Riassumendo, l’annata può essere considerata generalmente fresca, in controtendenza rispetto all’ultimo decennio e i vini dovrebbero avere tenori alcolici contenuti e buone acidità. E’ certa­ mente un’annata difficile, ma di quelle in cui l’abi­ lità del vignaiolo fa la differenza; potrebbe dar vita, nei casi migliori, a vini ele­ ganti e di lungo invecchiamento, che non necessa­ riamente ver­ ranno capiti all’uscita. Ne par­ leremo più avanti, almeno a fine fer­ mentazione.

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Il libro del mese

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di Stefano Masini

I non luoghi e le distanze negate Il paradosso di un mercato senza confini che nasconde l’identità territoriale Dell’Autore di “Nonluoghi”, saggio de­ dicato a quegli spazi dell’anonimato – come le grandi catene alberghiere o i mezzi di trasporto o gli stessi super­ mercati – che producono effetti di omologazione, offrendo la sensazione che il mondo sia uniforme e uguale dappertutto, abbiamo letto “Per una antropologia della mobilità” (Jaca Book, 2010, 1­91, € 12,00). Marc Augé è un antropologo attento al tema della globalizzazione, che ci in­ vita a condividere il “paradosso di un mondo in cui in teoria si può fare qual­ siasi cosa senza muoversi e in cui tut­ tavia ci si muove” (pag. 8) si ché torna la necessità di ricomprendere il valore e la definizione degli spazi. Di fronte all’immagine di un mercato senza confini si erigono, infatti, nuove frontiere che producono differenze e disuguaglianze: al confine dei paesi ricchi gli immigrati diventano spesso clandestini, ma anche le nostre città conoscono ai margini delle periferie alcune solide barriere sociali legate al diverso grado di istruzione degli indi­ vidui.

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In realtà, ci dob­ biamo rendere conto dell’incom­ piutezza del mo­ dello e riorganizzare le vecchie divisioni spaziali (frontiere, culture, identità) attraverso il rico­ noscimento delle differenze geografi­ che ed il rispetto degli individui. Non entrare in competizione per opporsi a tutte le varietà, siano religiose, sociali o economiche, ma promuovere l’ap­ partenenza ad una rete. Il ragionamento può, dunque, svilup­ parsi prendendo coscienza della illu­ sione (e dei problemi) di un mercato che si limiti ad accelerare la circola­ zione dello scambio di beni indipen­ dentemente dalle caratteristiche risalenti al contesto storico e geogra­ fico, con il rischio di banalizzazione o, all’opposto, dell’affermazione di mo­ nopoli culturali. Mentre occorre co­ struire reti di scambio, comunicazione

Autore: Marc Augè Titolo: Per una antropologia della mobilitàta Editore: Jaca Book Pagine: 191 Prezzo: 12 euro

e di informazione che colleghino i luo­ ghi, rivendicando tratti diversi di plu­ ralismo, diversità e originalità. E’, dunque, un non senso anche l’as­ sortimento dei prodotti al supermer­ cato che nasconde la lontananza dall’agricoltura dell’ambiente fisico immediato, falsamente abbattendo le distanze ed eliminando le indicazioni di origine, rispetto all’esposizione dei prodotti in un mercato di Campagna Amica, che rende visibile in maniera molto concreta come ogni agricoltore esprima il proprio ambiente con un inventario di prodotti inconfondibili in ragione delle stagioni e dei luoghi.


Filiera Colta

il Punto di CAMPAGNA AMICA

I furbi da cui guardarci di Toni De Amicis

Il modello della vendita diretta con i produttori in carne ed ossa, con la loro storia e la loro vita è vincente

Riscoprire i centri a dimensione umana E’ illuminante a questo proposito l’articolo di Federico Rampini su La Repubblica di qualche tempo fa: “L’America che aveva inventato gli shopping mall – annotava – sta fa­ cendo dietrofront. Il nuovo trend si chiama “Life Style center”: la risco­ perta di quelli che noi chiamiamo centri storici a base di isole pedo­ nali, piccoli negozi familiari, eser­ cizi commerciali a dimensione umana, servizi di prossimità, che oltre tutto sono un “manifesto” di tutela ambientale, altro tema al quale il consumatore è sempre più sensibile”. Addirittura anche gli operatori americani stanno rivalutando il nostro modello, il modello che da due anni Campagna Amica sta im­

plementando in ogni realtà territo­ riale del nostro Paese. Ma attenzione!

sbarcato anche a New York e tra poco arriverà a Roma con circa 12.000 mq di superfici di vendita e con la benedizione dei Son decisori istituzionali; a le a o ap e des rte “Carrefour” la grande ca­ ion tena distributiva fran­ i! cese che ai suoi consumatori stanchi di un gigantismo sen­ z’anima, propone nuove offerte tematiche basate su valori ecologici; a “Conad” che ha aperto a Firenze due store “Sa­ pori&Dintorni” con un format di vicinato in grado di offrire servizi e qualità nei centri storici; per finire con la Coop che rilancia i “Prodotti con Diventa un Punto Campagna Amica! amore” a valenza solidale ed ambientale, e, dulcis S i f t di t i in fundo, con Confcooperative che Il “nemico” ci osserva tenta di proporre i negozi a mar­ chio “Qui da noi”, che vogliono e... ci copia imitare il nostro modello di filiera La nostra intuizione iniziale, il no­ corta basato sui valori della soli­ stro modello, la nostra rete è sotto darietà e responsabilità. osservazione dei nostri “competi­ Tutte offerte alimentari all’inse­ tors”. Sono già in campo molte gna del motto di un grande scrit­ emulazioni e molte imitazioni. E tore, Claude Lèvi­Strauss, il quale molta è la concorrenza in arrivo. ha sempre sostenuto che che “non Si va da quella più nobile, anche è buono quello che è buono da se furba, di Oscar Farinetti con la mangiare, ma è buono quello che catena enogastronomica di qua­ è buono da pensare”. lità “Eataly” che a fine agosto, Aggiungiamo noi: però senza in­ dopo Torino, Bologna, Tokyo è gannare nessuno! The Ad Store Italia

Ed è quello che perfino gli Stati Uniti – patria dei centri commer­ ciali – stanno riproponendo. Gli operatori così detti “mass market”, infatti, per dare risposta a quell’ur­ gente bisogno di relazione e rassi­ curazione che emerge nei loro clienti (che ben si esprime on line sui vari social network come face­ book) stanno proponendo alle grandi catene commerciali nuovi punti vendita: più a misura d’uomo, capaci di assecondare l’esigenza di fare “community”.

Che cavolo aspetti?

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