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N.3 LUGLIO ­ AGOSTO 2010

il

Punto di

CAMPAGNA AMICA

Iscritto al n. 19 del 27/01/2010 ­ Registro Nazionale della Stampa del Tribunale di Roma

NOTIZIARIO DELLA RETE DEI PUNTI IN VENDITA DIRETTA

RETE DEI PUNTI DI CAMPAGNA AMICA: È APPENA NATA ED È GIÀ GRANDE!


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il Punto di CAMPAGNA AMICA

Primo Piano

Filiera, ecco le prime 10 cose fatte Il bilancio del presidente Sergio Marini Mobilitazione alle frontiere contro i falsi

Presidente: Sergio Marini Direttore Generale: Toni De Amicis Sede operativa: Via Nazionale 89/a 00184 Roma (Italy) Tel +39.06489931 redazione@campagnamica.it www.campagnamica.it

Il Punto di Campagna Amica Iscritto al n. 19 del 27/01/2010 Registro Nazionale della Stampa del Tribunale di Roma Direttore responsabile: Paolo Falcioni Redazione: Fabio Cagnetti Raffaella Cantagalli Angela Galasso Alessandra Gioggi Massimiliano Paoloni Sara Paraluppi Hanno collaborato: Silvia Bosco Domenico Buono Luca D’Apote Carlo Hausman Rolando Manfredini Stefano Masini Carmelo Troccoli Indagini a cura dell’istituto ricerche SWG S.r.l. sede legale via S.Francesco 24 34133 Trieste Tel +39.040362525 www.swg.it

Impaginazione e grafica: Massimiliano Paoloni Stampa Digitalia Lab, via G. Peroni, 131 – Roma

“Le difficoltà delle imprese agricole sono il frutto dello stesso arretramento del­ l’etica sociale nel mercato. La globalizza­ zione dei mercati, a cui non ha fatto seguito quella della politica, ha portato ad un deficit di responsabilità, di onestà e di trasparenza che ha generato la crisi inter­ nazionale ed ha drammaticamente legitti­ mato la derubricazione del tema cibo fino a farlo considerare una merce qualsiasi, come fosse un aspirapolvere o un frigori­ fero”. E’ l’analisi che il presidente Sergio Marini ha fatto nel corso dell’Assemblea nazionale della Coldiretti organizzata al Palalottomatica di Ronma, alla presenza di quindicimila agricoltori provenienti da tutta Italia.

“In un anno abbiamo fatto passi da gigante” “Da parte nostra ci impegniamo a rimboc­ carci le maniche come dimostrano i passi da gigante compiuti in un anno nel nostro progetto operativo per una “Filiera agri­ cola tutta italiana” ­ ha sottolineato ­. Le prime dieci cose fatte nell’ambito del pro­ getto riguardano dal via al più grande cir­ cuito europeo di Farmers market alla nascita, con Con­ sorzi Agrari i s d’Italia (CAI), e nd iutti ola ro c s o r p della prima e I ne al Bren più importante scoperti holding ita­ liana degli agricoltori, dalla com­ mercializza­ zione della p r i m a pasta dei

coltivatori italiani all’avvio della prima e più grande società di trading europea dei cereali di proprietà degli agricoltori, dalla sottoscrizione del più grande contratto eu­ ropeo di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili da biomasse tutte italiane all’accreditamento di circa mille nuovi punti di vendita diretta di Campagna Amica al mese”.

In 50mila ai valichi e ai porti a difesa del made in Italy Proprio per difendere il made in Italy dagli inganni e dalle contraffazioni Coldiretti ha messo in campo una mobilitazione che ha visto cinquantamila coltivatori e allevatori assediare i valichi di frontiera e i principali porti. Qui sono stati scoperti quasi 15mila cosce di maiale provenienti dai Paesi del Nord Europa e destinati a diventare pro­ sciutti italiani, milioni di litri di latte dalla Germania diretti verso stabilimenti per es­ sere confezionati e trasformati come for­ maggi Made in Italy, ma anche pesto tedesco da “nazionalizzare”, mele argen­ tine e kiwi cileni.

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Novità da Fondazione

il Punto di CAMPAGNA AMICA

Tutta la campagna in un clic E’ on line il nuovo portale www.campagnamica.it E’ on line il nuovo portale della Fondazione Campagna Amica dedicato al progetto della “Filiera agricola tutta italiana” e alla sua concretizzazione nella Rete Nazionale dei Punti in vendita diretta di Campagna Amica. Il por­ tale, raggiungibile all’indirizzo www.campagnamica.it, si rivolge sia al mondo agricolo che all’intera società e ha già un grande punto di forza: le informazioni (tante, utili e la possibilità di averle sempre aggiornate) su farmer’s markets ed imprese della Rete dei Punti Campagna Amica. Non esistono attualmente in Italia banche dati pubbliche con questa quantità ed affidabilità di informazioni.

Per le aziende, per i cittadini Il cuore del portale è rap­ presentato da due grandi aree di servizi: una per le aziende l’altra per i cit­ tadini. L’area dedicata alle aziende contiene informazioni tecni­ che ed organizzative per gli imprenditori interessati a far parte della Rete Nazionale Punti Campagna Amica: la presenta­ zione del progetto “Filiera agricola tutta italiana”, dell’Albo Nazionale dei Punti Campagna Amica, il regolamento d’uso del marchio “Cam­ pagna Amica”, i moduli per l’accredita­ mento, la newsletter mensile “il Punto di Cam­ pagna Amica”, il

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merchandising per l’allestimento dei Punti Campagna Amica (acqui­ stabile direttamente online dal­ l’Area Gadget). L’area dedicata ai cittadini è una vetrina capace di aggregare l’in­ tera offerta proveniente dagli agri­ coltori italiani e dai mercati che aderiscono al marchio Campagna Amica. Si tratta di un grande archivio, ag­ giornato quotidianamente, consul­ tabile attraverso il motore di ricerca interno chiamato “cerca la campagna” o su base geografica (regione, provincia, comune) e presto per prodotti. E’ possibile trovare il mercato di Campagna Amica e le aziende che praticano la vendita diretta più vi­ cine, con un alto contenuto di ser­ vizi informativi (esatta localizzazione, giorni e orari di apertura, prodotti disponibili, …), facendone un punto di incontro “virtuale” fra produttori e consu­ matori, facilitatore però di incon­ tri reali.


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Novità da Fondazione

Nel portale della campagna: cinque percorsi per saperne di più Il portale contiene anche informa­ zioni sul mondo “della campagna”, nella sezione “Scopri la campa­ gna”, costituita da cinque per­ corsi tematici con articoli di approfondimento su: agri­ turismo, cultura contadina, prodotti tipici e itinerari gastronomici, spesa ali­ mentare, ambiente. In uno spazio chiamato “Stili so­ stenibili”, si aggiungono al­ cune proposte concrete, con suggerimenti pratici, finaliz­ zate all’adozione di stili di vita “virtuosi” nel nostro quotidiano: il km zero, l’utilizzo di materiali

biodegradabili e la riduzione del­ l’uso della plastica, i gruppi di ac­ quisto come una possibile via per una spesa più consapevole. Ampia parte è dedicata, e lo sarà maggiormente in futuro, alle attività delle diverse Aree Con­ federali di interesse per il pro­ getto “Filiera agricola tutta italiana”: tematiche tecniche dalle Aree Sicurezza alimentare e Fisco e tributi (in Leggi e Rego­ lamenti), la didattica da Donne Im­ presa (in Scuola in campagna), l’innovazione ed alcuni casi di suc­ cesso di Giovani Impresa (in Largo ai giovani).

C’è più trasparenza col servizio clienti Poiché Fondazione Campa­ gna Amica vuole avere un rapporto diretto e traspa­ rente sia con i consumatori che con i produttori, in que­ sta stessa sezione è presente il Servizio Clienti e Imprese, attraverso il quale – compilando un modulo ­ è possibile segna­ lare reclami, suggerimenti, apprezzamenti o richiedere informazioni. Agli archivi si accede anche tramite mappe interattive: una mappa na­ zionale presente nella home page e le mappe regionali nelle pagine interne dei “Territori italiani”.

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Focus

il Punto di CAMPAGNA AMICA

di Fabio Cagnetti

Ogm, la verità è che non ci servono Inutile sul campo, rischioso per la salute: il transgenico conviene solo alle multinazionali Era non numerosissimo ma qualificato, il pubblico presente presso l’Auditorium dell’Ara Pacis a Roma per il convegno “Agricoltura e biotecnologie: il fronte della ricerca tra un’avanguardia silenziosa e un’innovazione superata”. Va detto subito che l’evento è stato organizzato dalla “Task Force per un’Italia libera da OGM” ed era quindi assolutamente di parte, tuttavia la presenza, al lordo di qualche defezione, di diciassette professori universitari, molti dei quali autori in prima per­ sona di studi sull’argomento, appare rilevante. Per chi è abituato al contradditorio di Internet, un con­ vegno in cui ogni affermazione è supportata da uno o più articoli pubblicati su testate dell’autorevolezza di Science o Nature Biotechnology, rivista peraltro decisamente schierata a favore della tecnologia in agricoltura, genera una sensazione decisamente gradevole.

Test attendibili? Pericoli reali!

Ad esempio, quanto Rita Levi Montalcini dichiara che gli OGM non hanno mai uc­ ciso nessuno commette un’inesattezza: come dimenticare l’incidente del 1989 in batteri geneticamente modificati per pro­ durre l’amminoacido L­Triptofano (usato all’epoca come integratore) generarono negli Stati Uniti una serie di casi di sin­ drome eosinofilo­mialgica che ufficial­ mente causarono 37 morti e 1535 invalidi permanenti? Un caso isolato di vent’anni fa, certo , ma dovrebbe insegnarci che il principio dell’equivalenza sostanziale so­ stenuto dall’OMS non basta e vanno con­ dotti test specifici su ogni organismo transgenico. E parliamo di test seri, non di quelli dell’EFSA che prevedono l’utilizzo di 40 topi per 90 giorni di sperimentazione

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e come se non bastasse sono condotti esclusivamente da ricercatori stipendiati dalle tre multinazionali del transgenico (nota di colore: questi test furono svilup­ pati da una persona che oggi dirige il mar­ keting di Syngenta, una delle tre multinazionali di cui sopra). Che rischi esistono lo testimonia l’eccel­ lente intervento del Prof. Mariano Bizzarri, autore di un libro che cita oltre 4.000 rife­ rimento bibliografici a sostegno delle pro­ pri tesi. I rischi più gravi, riassumendo sono: ­ Alterazioni nella qualità e nel valore nu­ trizionale dei cibi: ad esempio, come di­ mostrato dal Prof. Federico Infascelli dell’Università Federico II di Napoli, il mais transgenico Bt fermenta nel rumine dei bovini a velocità assai superiore di quello convenzionale. Le possibili interazione gene­nutriente e variazioni di biodisponi­ bilità e metabolismo dei nutrienti sugge­ riscono che almeno nell’infanzia l’utilizzo dei cibi transgenici dovrebbe esser assai prudente; ­ Resistenza agli antibiotici: Pietro Perrino, Dirigente di Ricerca del CNR di Bari ed ex direttore dell’istituto del Germoplasma, cita studi che dimostrano che, per la sua natura intrinseca, il DNA transgenico con­ tiene punti caldi per la ricombinazione ed

è 1.000 volte più pro­ penso di quello na­ turale al trasferimento ge­ nico anche tra spe­ cie lontane. Questo può creare ad esempio piante infestanti con resistenza doppia o tripla agli erbicidi, ma c’è di peggio. I geni marker utilizzati nelle tecniche transgeniche conferiscono forme di resistenza antibiotica, ed è dimo­ strato che questi geni possono essere tra­ sferiti alla flora intestinale umana. E tutti in medicina, dall’OMS in giù, concordano nel ritenere preoccupante e pericolosa l’ascesa della resistenza batterica agli an­ tibiotici nell’era contemporanea; ­ Allergie: le allergie alimentari sono cre­ sciute di circa il 600% negli ultimi 15 anni, la colpa non è certo degli OGM, ma è pas­ sato alla storia il caso di quella soia tran­ sgenica, modificata con un gene della noce del Brasile, ritirata in fretta e furia dal com­ mercio dopo avere scatenato reazioni al­ lergiche gravi in circa un quarto dei soggetti esporti; ­ Effetti tossici e cancerogeni: si, ci sono prove della riattivazione di linfomi prece­ dentemente in remissione ad opera di transgeni, e non solo: rimando a Bizzarri per approfondimenti.


Focus

il Punto di CAMPAGNA AMICA

Una tecnologia obsoleta Ma dimentichiamo, per un attimo, tutti di dubbi sui possibili rischi per la salute e l’ambiente del transgenico. Lasciamoli proprio da parte e ipotizziamo che si tratti di una tecnologia sicura al 100%. Fatto? Bene. Partiamo dalle basi: la tecnologia per lo sviluppo di organismi transgenici risale agli anni ottanta, e la loro immissione sul mer­ cato data 1996. Da allori, si utilizzano esattamente le stesse tec­ niche ormai obsolete (non entro nel tecnico, ma in tre lustri le biotecnologie hanno compiuto passi da gigante), e relativamente a quattro sole specie vegetali: mais, soia, cotone e colza. E’ inte­ ressante notare che il cotone e la colza non hanno praticamente usi alimentari, e per le altre due specie l’uso nell’alimentazione umana è assai ridotto rispetto a quello energetico e zootecnico. Inoltre, le modificazioni transgeniche sono solo di due tipi: resi­ stenza agli erbicidi e resistenza agli insetti, con prevalenza della prima. Ah, un’altra nota di colore: il transgene della “resistenza agli insetti” agisce producendo la famosa tossina Bt, considerata dalle solite multinazionali completamente innocua. Peccato che il dott. Arpad Pusztai abbia dimo­ strato fin dal 1997 i suoi effetti sui topi, che includono la riduzione della massa di fegato, cuore e cervello unite a immunodefi­ cienze varie: E il già citato stu­ dio del Prof. Infascelli ha ritrovato tracce della tossina negli organi interni di capretti nutriti esclusivamente con il latte della madri, a loro volta nutrite con un 20% di soia transgenica. Ma questa è solo

Lo strano caso del Mais Bt Ma se l’attesa dell’implementazione del­ l’ICR sulle colture (lenta perché non gode dei finanziamenti di multinazionali mi­ liardarie) si volesse utilizzare comunque il transgenico, forse è il caso di chiederci se e quanto ci gioverebbe. Attualmente l’UE autorizza il solo Mais Bt, coltivato per circa 75.000 ettari in Spagna e per meno di 20.000 ettari complessivi in altri cinque Paesi (qui i dati). Nel Mondo si coltivano circa 100 milioni di ettari di mais, 200.000 in Italia. L’aumento di resa con il mais Bt

una nota di colore, la domanda spontanea è un’altra: perché, se questa tecnologia produce risultati così straordinari, in 15 anni non è progredita minimamente e viene utilizzata solo per quattro piante, per di più di scarsissima rilevanza alimentare? Gli OGM non dovevano risolvere la fame nel mondo? Ma c’è di più: la tec­ nologia transgenica è obsoleta. Si basava sull’idea che il DNA fosse il software dell’organismo, unico codice della vita, e ques’idea si è dimostrata sbagliata: Come sottolinea Livio Giuliani, dirigente di Ricerca dell’ISPESL, il DNA è piuttosto il firmware, o meglio uno dei firmware, dell’organismo. Ma soprattutto esiste un altro “software” quello elettromagnetico. Iniziarono Preparata e Del giudice con i loro straordinari studi sulla natura bifase dell’acqua, proseguirono Zhadin e Novikov scoprendo gli effetti di campi magnetici deboli sul transito degli ioni. A mettere insieme i pezzi ci hanno pensato il Premio Nobel per la medicina Luc Monta­ gnier, che nel 2009 ha dimostrato, assieme a quattro collabora­ tori, come durante un’infezione batterica compaiano segnali elettromagnetici che condizionano il DNA cellulare finalizzan­ done l’attività allo sviluppo infettivo. Gli studi sui trattamenti elet­ tromagnetici delle colture, come quello di Pietruszewski e Wojcik del 2000 (Pietruszewski, S. and S. Wójcik 2000. Effect of magnetic field on yield and chimica compsition of sugar beet roots. Int. Agrophysics, 14: 89­92), sono oltre un centinaio, e mo­ strano le straordinarie potenzialità di tecniche come l’ICR (Risonanza di Ciclotrone, fenomeno noto da oltre un secolo e di ampio uso medico) in agricoltura: introducendo modifiche non ereditarie, in modo privo di con­ troindicazioni e senza alterare gli eco­ sistemi, è (o sarà) possibile ottenere gli effetti somatici desiderati

arriva al massimo al 15­20%, ma in Italia dove le rese sono già fra le più alte del mondo sarebbe un po’ inferiore. Conside­ rando i costi maggiori, il guadagno sa­ rebbe non oltre il 5%, senza contare gli effetti sociali sulla manodopera e il prezzo minore dovuto alle rese più elevate. C’è davvero bisogno di fare tutto questo casino per utili così ridotti, rilevanti so­ prattutto per i pochi con estensioni signi­ ficative e per le biomasse? O forse l’agricoltura italiana avrebbe un premio nel continuare a perseguire la via della qualità, piuttosto che quella delle grandi quantità a basso prezzo in cui – anche per motivi di costi sociali e retribuzione del

lavoro – non saremo mai competitivi ri­ spetto al Nuovo Mondo? La risposta la sanno anche le multinazio­ nali: il business della coltivazione transge­ nica in Europa è molto piccolo, per cui l’interesse maggiore è nel consumo. Ad esempio, l’Italia importa soia per uso zootecnico per circa 1,5 miliardi di euro l’anno, e buona parte di questa è transge­ nica. Nessuno, però, ci dirà se la carne o il latte che finiscono sulle nostre tavole pro­ vengono da animali nutriti con prodotti transgenici. O almeno questo è l’attuale orientamento di Bruxelles. Una sfida persa in partenza? Vedremo.

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Giovani Impresa

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Oscar Green, ecco i magnifici sei Assegnati i premi all’innovazione del concorso promosso da Coldiretti Giovani Impresa Salsicce di capre per chi non mangia il maiale, riscaldare le case di un paese utilizzando le piante prodotte in azienda, il primo agriasilo aperto tutto l’anno per accogliere i bambini anche d‘estate, restaurare gli antichi muretti delle Cinque Terre per miglio­ rare la qualità del vino. Sono alcune delle idee che si sono aggiu­ dicate il concorso ’”Oscar Green”, il pre­ mio per l’innovazione dei Giovani della Coldiretti con l’Alto Patronato del Presi­ dente della Repubblica e della Rappresen­ tanza in Italia della Commissione Europea. I sei vincitori sono stati premiati nel corso di una cerimonia svoltasi a Palazzo Rospi­ gliosi, a Roma, alla presenza del presi­ dente della Coldiretti Sergio Marini, del delegato nazionale Giovani Imprese della Coldiretti Vittorio Sangiorgio, di Enrico Letta vicesegretario del Partito Democra­ tico e del Ministro delle Politiche Agricole Giancarlo Galan, del presidente di Feder­ consumatori Rosario Trefiletti. Questi i premiati: Luca Cammarata (vin­ citore nella categoria Stile e cultura d’im­ presa) da Caltanissetta; La Piemontesina di Federico Citta (Ca­ tegoria Sviluppo locale) da Chivasso (Torino); a Società Agricola Futura di Alessandro Lorini (Categoria So­ stieni il clima) da Travagliato (Bre­ scia); Lise Charlotte Bertram (Categoria Esportare il territorio) da Vernazza (La Spezia); Giacomo Sala (Categoria Oltre la filiera) da Bettola (Piacenza); Paolo Mellone (Categoria Campagna Amica) dalla Piana del Sele (Salerno). Nel prossimo numero del Punto di Campagna Amica andremo a co­ noscere più nel dettaglio i sei vincitori.

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Terranostra

L’agriturismo ha la sua guida Presentato il nuovo volume edito da Terranostra e De Agostini La guida di Terranostra “Agrituri­ smo 2010” presenta selezionate aziende agrituristiche associate a Terranostra l’associazione della Coldiretti per l’agriturismo, l’am­ biente e il territorio, che propon­ gono una molteplicità di offerte per rispondere alle sempre più esigenti richieste di turisti dal palato fine che in campagna cercano qualcosa di più di un semplice periodo di ri­ poso. Nella guida, riconoscibili secondo la simbologia turistica internazionale, di ciascuna azienda agrituristica sono offerte tutte le informazioni utili al turista nel modo più leggi­ bile e immediato. Dalle informa­ zioni più generali per contattare l’azienda per telefono e posta elet­ tronica, a quelle per raggiungerla, con foto e descrizione generale delle caratteristiche della fattoria. Fra l’altro in guida per ogni azienda sono fornite indicazioni sulle atti­ vità sportive, culturali, didattiche e ricreative presenti in azienda o nei pressi e sulle bellezze storiche e ar­ tistiche della zona. Alla guida, inol­ tre, ed è una vera novità, è allegato il cd interrativo Atlante stradale con le aziende agrituristiche geolo­ calizzate. Non di secondaria importanza le in­ dicazioni relative ai prezzi per tutte le tasche della camera singola e prima colazione a persona al giorno, indicati per fasce. Altra novità è la presenza in guida dei Punti Campagna Amica, punti vendita aziendali all’interno degli agriturismi indice completo diviso

per tipologie di pro­ dotti. Nella guida le varie aziende sono classificate anche a seconda dell’offerta di alloggio, di ristora­ zione, di attività ricreative, di attività culturali, di attività di fatto­ ria didattica e delle lingue straniere parlate. Viene inoltre indicata la di­ sponibilità ad ospitare animali, la presenza di prodotti di agricoltura biologica e la adesione al Sistema

Qua­ lità. Il tutto con una impo­ stazione di facile consultazione che consente di presentare, per ogni re­ gione, l’ordine alfabetico dei co­ muni nei quali sono presenti le aziende.

La guida Terranostra – Fondazione Campagna Amica “AGRITURISMO 2010” – Edizioni Istituto Geografico De Agostini – è in vendita nelle librerie o presso Edizioni Tellus ( tellus@edizionitellus it tel. 06 4883424 - fax 06 4822582) al prezzo di 22,90 euro.

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Il mercato del mese

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Bologna, Campagna Amica salva la Basilica Gara di solidarietà al Mercato per restaurare la chiesa di S.Stefano Il mercato di Campagna Amica salva la Basilica di Santo Stefano. L’edizione speciale del farmers market pro­ mosso dalla Coldiretti a Bologna non è stato soltanto un ritorno dell’antica tradizione del mercato in città, quando la vita dei bolognesi era legata strettamente a quella della campagna e degli agricoltori del “contado”. Sta­ volta produttori provenienti da tutta l’Emilia Romagna si sono ritrovati in piazza Santo Stefano con un obiettivo ben preciso: raccogliere fondi per sal­ vare l’antica Basilica delle sette chiese, la quale necessita di urgenti opere di restauro. Un impegno che i cittadini di Bologna hanno dimostrato di apprez­ zare. Grazie alla vendita diretta dei prodotti del territorio, sono stati rac­ colti oltre dodicimila euro., che contri­ buiranno a conservare verranno uno

dei monumenti più belli e importanti della loro città. La somma è stata consegnata sotto forma di un maxi assegno dal presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello, a padre Ilde­ fonso Chessa, dell’abba­ zia di Santo Stefano. La buona riuscita dell’inizia­ tiva è senza dubbio pas­ sata dalla qualità dei prodotti presenti sui banchi degli agricoltori. Qualità ri­ conosciuta sia a prodotti di eccellenza come l’aceto balsamico tradizionale di Modena e Reggio Emilia o il Parmi­ giano Reggiano delle vacche rosse, sia a prodotti più abituali sulle tavole, come la patata novella di Bologna o la cipolla di Medicina. Non a caso se­

IL CONTA PUNTI I farmers market, le aziende agricole, gli agriturismi e le cooperative in vendita diretta che nel mese di giugno hanno aderito alla rete nazionale delle imprese a marchio “Punto Campagna Amica” sono:

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condo una ricerca della Swg, la per­ centuale dei cittadini che in Emilia Ro­ magna conosce i mercati di Campagna Amica­farmer’s market è superiore a quella nazionale: qui il 70% degli abitanti ne ha sentito par­ lare (contro il 50% a livello italiano) e il 33% vi ha fatto i propri acquisti (contro una media nazionale del 25.


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I nuovi

mercati

scelti fra i tanti aperti

nell’ultimo periodo

IL MERCATO APRE E RADDOPPIA

SIENA

Da fine giugno il nuovo mercato di Campagna Amica di Via Frajese affianca il già collaudato mercato del centro storico della città, aperto il venerdì. Raddoppia così l’offerta di prodotti agricoli del territorio. Il nuovo mercato, anch’esso coperto, propone infatti due aperture settimanali, il martedì ed il sabato, in una zona della città con parcheggi, bancomat, accessibilità per diversamente abili. Quat­ tordici i produttori agricoli presenti.

LODI

LA SPESA VA A ENERGIA SOLARE

E’ partito a Lodi il primo farmers’ market a energia solare del nord Italia: si trova a Lodi presso il circolo Archinti dove da oltre un anno le aziende agricole della Coldiretti ogni venerdì portano ai consumatori i loro prodotti. Tutti i banco frigo e i box degli im­ prenditori agricoli funzionano grazie all’energia prodotta da 180 pannelli solari sistemati sul tetto della cascina, a cinque minuti dal centro della città, che ospita il mercato.

FRA TIPICITÀ E ANIMAZIONE

ROVERETO

Da metà giugno è attivo il secondo mercato di Rovereto, situato in Piazza della pace (zona Brione). Il mercato raccoglie 16 pro­ duttori della Provincia, è coperto ed offre ai visitatori alcuni interessanti servizi, come l’animazione per i bambini e l’orga­ nizzazione di eventi socio culturali; attività che, insieme alla più tradizionale offerta di prodotti in degustazione, contribui­ scono ad incuriosire, attirare e fidelizzare il cliente.

FROSINONE

LA CIOCIARIA A KM ZERO

“La Campagna … si vende in città” ha trovato il suo luogo d’elezione nel nuovo Mercato di Campagna Amica di Via Marco Tullio Cicerone, presso la Villa Comunale. Il mercato, all’aperto, si svolge una volta la mese e ospita 15 produttori provenienti dalla provincia ciociara. La struttura, accessibile ai diversamente abili, permette agevole parcheggio e dispo­ nibilità di bancomat nelle vicinanze, oltre a iniziative sviluppate assieme al Comune di Frosinone, le Circoscrizioni e i Comitati di Quartiere

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Il libro del mese

il Punto di CAMPAGNA AMICA

di Stefano Masini

Ecco la società della post crescita Nuovi stili di vita e di consumo per recuperare qualità e benessere Tra i libri da riporre nella borsa delle vacanze estive non rinuncerei a “La so­ cietà post­crescita”, ultima fatica edito­ riale di Giampaolo Fabris, che ci indica il percorso per guardare ad un tipo di crescita diverso, in grado di mettere in­ sieme la compatibilità ambientale con quella psicologica e sociale all’insegna dei doveri e delle responsabilità del consumatore. E’ vero, infatti, che nel si­ stema dei consumi, cominciano a ma­ nifestarsi segni di disagio e di sazietà: non sono solo l’obesità e il sovrappeso a preoccupare, posto che in molte aree significative di studio del sociale siamo di fronte a sintomi di disagio per carat­ teri di eccesso e di dismisura nel rap­ porto con gli oggetti fino a creare una nuova responsabilità. “Post­crescita”, infatti, non significa de­ crescita, quanto un orientamento ad uno sviluppo che mette in relazione stili di vita e consumi proponendo come obiettivo finale il be­ nessere e una più pro­ mettente qualità della vita. Natu­ ralmente, l’alimenta­ zione di­ venta il luogo privile­ giato del cambia­ mento, tant’è vero che al­ cuni com­ portamenti già mostrano una

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più attenta consi­ derazione di un di­ verso modo di consumare: la di­ sponibilità verso prodotti sfusi che consentono di eli­ minare le confe­ zioni e, dunque, la produzione di ri­ fiuti; la riduzione della percentuale di spreco per l’alimentazione; il suc­ cesso dei mercati di vendita diretta degli agricoltori e, in genere, la cre­ scente attenzione ai prodotti del terri­ torio, alla biodiversità, alla stagionalità. Purtroppo, come sottolinea Fabris, nel recente passato: “la marca ha finito per convogliare su di sé l’attenzione dei consumatori”, mentre, “la campagna,

Autore: Giampaolo Fabris Titolo: LA SOCIETÀ POST CRESCITA

Consumi e stili di vita Editore: Egeo Pagine: 300 Prezzo: € 26,50 l’agricoltura, hanno progressivamente perso di visibilità divenendo una sorta di anonimo silos da cui l’industria at­ tinge a piene mani e con grande discre­ zionalità” (pag. 179). La comprensione di ciò rende evidente come sia inte­ resse dell’industria nascondere l’ori­ gine del cibo e le relazioni con chi coltiva la terra disinteressandosi, tra l’altro, di tutti i costi ambientali che la perdita di contatto del cibo con il terri­ torio genera, a partire dal tra­ sporto da lunghe distanze. Ma la nuova consapevo­ lezza di consumare meglio avanza e si comincia a pren­ dere le distanze e a delegitti­ mare i consumi che appaiono non più soste­ nibili: così come i SUV, anche gli ali­ menti fuori sta­ gione e de localizzati inqui­ nano!


Filiera Colta

il Punto di CAMPAGNA AMICA

La cultura del... di Toni De Amicis

Quando scegliere prodotti locali migliora la vita di chi consuma e di chi produce

La cultura del chilometro zero è oggi una realtà in rapida diffusione che pro­ muove un vero e proprio sistema alter­ nativo. Questa cultura è stata inizialmente pro­ mossa soprattutto da preoccupazioni di tipo ambientale, cioè dalla opportunità di ridurre la produzione di CO2 conse­ guente alla lunghezza dei trasporti. Oggi è più corretto interpretare questo concetto in una visione più organica, che include valori sociali, economici e cultu­ rali: non basta affermare che è necessa­ rio consumare meno combustibili fossili per migliorare la nostra vita, anche se questo è e resta un fatto molto impor­ tante.

Non c’è solo l’ambiente quindi dietro questo for­ tunato slogan ereditato dal mercato automobi­ listico, ma possiamo affermare che i pro­ dotti locali, di solito: ­ sono più conve­ nienti, perché i costi di logistica e di di­ stribuzione sono ridotti ­ sono più freschi ed, in genere, si conservano più a lungo (questo significa ridurre lo spreco cau­ sato da tutti i prodotti ali­ Diventa un Punt mentari che o Camp agna Am finiscono ica! Scop Store Ital ia

Un sistema che sposa il gusto all’ambiente

Più sicurezza, meno costi

nella spazzatura e che ammontano ad oltre 500 euro per ogni famiglia ita­ liana); ­ sono più sicuri, perché più controllabili; ­ creano stabilità nel sistema alimentare, quindi contribuiscono ad un controllo dei prezzi e favoriscono gli investimenti produttivi. Ecco perché vogliamo investire sui si­ stemi di produzione locali, ecco perché siamo convinti che molti sceglieranno questa strada e diventeranno nostri amici in questa battaglia che, prima an­ cora di essere economica, è appunto una battaglia culturale.

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Perché com­ prare prodotti locali? Ogni giorno siamo bersagliati da messaggi contrastanti che presentano il cibo come frutto della tradizione più antica, della cucina e del saper fare ita­ liano, ma che in realtà nascondono l’enorme sistema di rifornimento della distribuzione, ormai completamente globalizzato. Mangiamo ciò che il si­ stema ci offre, compriamo prodotti che provengono da tutto il mondo convinti che gran parte di quello che mangiamo sia di provenienza locale. Ma per fortuna non tutto va in questa direzione.

Noi di Campagna Amica vo­ gliamo dimostrare, in modo og­ gettivo ed incontrovertibile, che consumare prodotti locali si­ gnifica migliorare la vita di chi consuma e di chi produce, si­ gnifica incentivare i sistemi lo­ cali di produzione, creare lavoro, distribuire ricchezza, conservare le giu­ ste tradizioni, creare sicurezza alimen­ tar

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