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Punto di

CAMPAGNA AMICA

Iscritto al n. 19 del 27/01/2010 足 Registro Nazionale della Stampa del Tribunale di Roma

Notiziario della rete dei punti di vendita diretta

n.1 maggio 2010


Fare la spesa nei Mercati di CAMPAGNA AMICA conviene a tutti perché: KIFM@JFCF GIF;FKK@CF:8C@8 98JJ<<D@JJ@FE@;@:F) G<I:?y8BD'& 8:HL@JK@=ILKK8 <M<I;LI8=I<J:8 <;@JK8>@FE<

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Punto


il Punto di CAMPAGNA AMICA

Primo Piano

“Ogm, un fallimento economico” Il presidente di Coldiretti, Sergio Marini illustra le ragioni del crollo del transgenico

Presidente: Sergio Marini Direttore Generale: Toni De Amicis Sede operativa: Via Nazionale 89/a 00184 Roma (Italy) Tel +39.06489931 redazione@campagnamica.it www.campagnamica.it

Il Punto di Campagna Amica Iscritto al n. 19 del 27/01/2010 Registro Nazionale della Stampa del Tribunale di Roma Direttore responsabile: Paolo Falcioni Redazione: Fabio Cagnetti Raffaella Cantagalli Angela Galasso Alessandra Gioggi Massimiliano Paoloni Sara Paraluppi Hanno collaborato: Silvia Bosco Domenico Buono Luca D’Apote Rolando Manfredini Stefano Masini Carmelo Troccoli Indagini a cura dell’istituto ricerche SWG S.r.l. sede legale via S.Francesco 24 34133 Trieste Tel +39.040362525 www.swg.it

Impaginazione e grafica: Massimiliano Paoloni Stampa Digitalia Lab, via G. Peroni, 131 – Roma

“Il drastico crollo nei terreni seminati con organismi geneticamente modificati in Eu­ ropa nel 2009 conferma che nel coltivare prodotti transgenici, oltre ai rischi per la sa­ lute e per l'ambiente, non c'è neanche con­ venienza economica. Il fatto che, anche dove è possibile la coltivazione, gli agricoltori ri­ ducano le semine è la più concreta dimo­ strazione che per gli ogm attualmente in commercio non c'è quella miracolosa con­ venienza economica che le multinazionali e i loro tifosi propagandano”. Così il presidente di Coldiretti, Sergio Marini, ha tirato le conclusioni su una querelle, quella scoppiata sulle colture transgeniche, che nelle ultime settimane è tornata d’attualità, tra la sen­ tenza del Consiglio di Stato che aveva invitato il Ministero a vagliare la possibilità di au­ torizzare la coltivazione di mais ogm sul ter­ ritorio nazionale, alla sua solenne bocciatura da parte della Commissione Se­ menti, ratificata dal decreto dello stesso di­ castero delle Politiche agricole.

Gli Stati potranno decidere di dire no al transgenico In mezzo,i due atti della Commissione Eu­ ropea, che se da un lato ha aperto alla colti­ vazione della prima patata transgenica, dall’altro ha annunciato che entro l’estate presenterà anche una proposta per far de­ cidere liberamente ai singoli Stati membri se coltivare o meno organismi genetica­ mente modificati sul proprio territorio, in­ vertendo l’attuale quadro normativo. “Stando cosi le cose – ha sottolineato Marini ­ l’Europa autorizzi pure quello che vuole tanto in Italia continueremo a non coltivarli”.

Il presidente Sergio Marini boccia gli ogm nei campi italiani

Tre su quattro non li vogliono nel piatto Va poi sottolineato come non c’è sondag­ gio dal quale non emerga che tre italiani su quattro sono contrari al transgenico nel piatto. “Una agricoltura moderna che vuole rispondere alle domande dei con­ sumatori deve fare scelte coerenti i biso­ gni di sicurezza alimentare ed ambientale nel rispetto del principio della precau­ zione, per non iniziare a percorrere strade senza ritorno ­ ha concluso il pre­ sidente della Coldiretti ­. In questo conte­ sto, è fin troppo evidente che il modello produttivo cui appare orientato l’impiego di organismi geneticamente modificati sia il grande nemico della tipicità e della biodiversità ed il grande alleato dell’omo­ logazione che è il grande nemico del­ l’agricoltura italiana”.

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Novità da Fondazione

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Nasce l’albo della vendita diretta E’ partita la procedura di accreditamento per mercati, imprese e agriturismi Da oggi, diventare un “punto di Campa­ gna Amica”, è possibile. Dopo il successo dei Mercati di Campa­ gna Amica ­ se ne contano 550 in tutto il territorio nazionale ­ prende il via l’ac­ creditamento delle imprese agricole e agrituristiche presso l’albo di Fonda­ zione Campagna Amica, che vogliono garantire ai loro consumatori di pro­ porre solo prodotti italiani.

Questo marchio identifica quei luoghi di vendita in cui il cittadino/consumatore può acquistare direttamente e senza in­ termediari, prodotti agricoli di origine italiana. Il rispetto costante di questo requisito viene assicurato da un effi­ ciente sistema di controlli effettuati sulle imprese agricole licenziatarie del marchio e viene garantito da un Ente Terzo di certificazione.

Un marchio, un regolamento Gli imprenditori agricoli potranno ricevere informazioni per potersi accreditare, presso gli uffici di Coldiretti e di Impresa Verde, direttamente coinvolti nell’informa­ zione e nell’adesione. Accreditarsi significa aderire al regolamento d’uso del marchio e dunque rispettarne le modalità di utilizzo. Il marchio garantisce che l’imprenditore che lo utilizza, proponga ai suoi consumatori solo ed esclusivamente prodotti agroa­ limentari di origine italiana. Chi si accrediterà avrà modo di potersi distinguere chia­ ramente attraverso una targa che riporta il nome e un codice identificativo proprio dell’azienda. La targa ha un grande valore di distintività e di riconoscibilità rispetto a tutti gli altri punti in vendita diretta.

Tutti in rete! Uno dei punti di forza del progetto, oltre alla garanzia del made in Italy, risiede nella costruzione della rete dei punti in vendita diretta sul territorio nazionale, che avranno grande visibilità attraverso le campagne promozionali di Fondazione Campagna Amica, la pubblicazione sul portale www.campagnamica.it. La rete sarà il vero veicolo di comunicazione tra produttori e consumatori: il “Punto Campagna Amica” è sino­ nimo di origine italiana controllata, di freschezza, di stagionalità, di gusto e sapore oltre che di un sicuro rapporto qualità/prezzo.

Valorizzare il territorio Non meno importante è l’aspetto legato alla risco­ perta e alla valorizzazione del territorio, della sua sto­ ria e delle sue tradizioni oltre che il contatto diretto con l’agricoltore che garan­ tisce in prima persona la

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provenienza e la freschezza dei suoi prodotti. Il successo che ad oggi l’iniziativa dei mercati di Campagna amica ha riscosso e che sta tutt’ora attirando l’interesse dei media e dei cittadini, non può infatti prescindere dal

grande valore che il consu­ matore riconosce al mar­ chio Campagna Amica e che allo stesso modo attribuirà anche ai punti in vendita di­ retta che saranno allo stesso modo contraddi­ stinti.


Novità da Fondazione

il Punto di CAMPAGNA AMICA

Tre passi per l’accreditamento Un percorso semplice ma rigoroso per diventare “Punto Campagna Amica” L’Imprenditore Agricolo l Riceve dal tecnico di Coldiretti più vicino le infor­ mazioni per l’adesione all’Albo di Fondazione Campa­ gna Amica, la documentazione necessaria per l’uso del marchio l Fornisce i propri dati al tecnico per la compila­ zione del modulo di acredito che firma. Il modulo con­ tiene la proposta di licenza d’uso del marchio che ha validità triennale; l Dopo l’accredito riceve la lettera dall’albo di Fonda­ zione Campagna Amica e dopo un mese circa la targa con il codice identificativo della propria azienda.

La Coldiretti Verifica la completezza dei dati ricevuti dall’im­ prenditore agricolo; l Trasmette la domanda al coordinatore regio­ nale, che la controlla e la invia a Fondazione Cam­ pagna Amica; l Conserva il modulo firmato e la documenta­ zione dell’impresa licenziataria, a livello provin­ ciale; svolge i controlli sulle imprese agricole; l Consegna all’imprenditore agricolo accreditato la targa con il codice identificativo.

La Fondazione Campagna Amica l Dà il visto di pubblicazione sull’Albo Campagna Amica con le credenziali rispondenti al licenziatario; l Assegna il codice identificativo del richiedente li­ cenziatario; l Attiva la fornitura delle targhe di adesione al pro­ getto di FCA, per l’utilizzo del marchio collettivo.

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L’esperto fiscalista

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Nei campi si coltivano servizi Le attività connesse: un’opportunità per gli imprenditori agricoli Cos’è la prevalenza

Dai prodotti finiti ai servizi Una possibilità concreta che ha aperto all’azienda agricola nuovi orizzonti verso il mercato, sono le disposizioni sulle “attività con­ nesse” contenute nel decreto le­ gislativo 228/2001, più conosciuto come Legge di Orien­ tamento. La Legge di Orienta­ mento consente all’imprenditore agricolo di arrivare al mercato anche con il prodotto trasfor­ mato e finito, compiendo all’in­ terno della sfera agricola tutte le lavorazioni necessarie.

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Il criterio del normale esercizio dell’agricoltura è sostenuto con quello della prevalenza. Infatti oggi sono considerate attività connesse quelle esercitate dallo stesso imprendi­ tore le cui attività possono essere di distinte in due categorie: 1) attività agricole principali, rappresentate dalla coltivazione del fondo, dalla silvicoltura e dall’allevamento degli animali; 2) attività agricole connesse, rappresentate da quelle esercitate dallo stesso imprendi­ tore agricolo, indirizzate alla manipolazione, conservazione trasformazione, commer­ cializzazione e valorizzazione di prodotti ottenuti prevalentemente dalle attività agricole principali. Per qualificare l’attività connessa come agricola occorre che l’imprenditore eserciti nel­ l’ambito della propria impresa una attività agricola principale, a cui se ne associano altre, come la fornitura di beni e servizi, da svolgere utilizzando prevalentemente at­ trezzature e risorse abitualmente impiegate nell’attività agricola principale. La fornitura di servizi è bene che si svolga nell’ambito della valorizzazione del territorio, del patri­ monio forestale, oltre che le attività di manutenzione di parchi e giardini.

L’evoluzione della vendita diretta Le principali innovazioni per la vendita di­ retta in filiera corta dettate dalla legge di orientamento sono: ­possibilità per gli imprenditori singoli o associati di esercitare la vendita diretta dei prodotti provenienti in misura prevalente dalle rispettive aziende; ­diritto si esercitare la vendita diretta in tutto il territorio della Repubblica previa comunicazione al comune, decorsi trenta giorni dal ricevimento della comunica­ zione; ­possibilità di esercitare la vendita dei pro­ dotti agricoli anche attraverso la modalità del commercio elettronico; estensione della disciplina prevista dal­

l’art. 4 del ddl 228/2001 anche alla ven­ dita di prodotti derivati, ottenuti a seguito di manipolazione o trasformazione dei prodotti agricoli o zootecnici. ­La vendita diretta da parte degli agricol­ tori, ha subito alcune modifiche innovative da parte della legge finanziaria 2007 (legge n. 296/2006). E' stato elevato a 160 mila euro per gli imprenditori individuali e a 4 milioni di euro per le società, il tetto dei ricavi entro il quale la vendita diretta di prodotti, non provenienti dalla propria azienda, è sottratta al regime del commer­ cio. Resta confermato il principio secondo il quale le vendite al dettaglio in forma di­ retta, di prodotti (primari o derivati) di terzi, non debbono essere prevalenti ri­ spetto alla produzione propria del­ l’azienda agricola.


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Vendita diretta: le cose da non dimenticare Innazitutto il rispetto di tutte le norme igienico sanitarie e urbanistiche; ­la verifica dei presupposti essenziali dell’azienda, settore produttivo e rego­ lare iscrizione al Registro imprese, posi­ zione fiscale, posizione dei dipendenti, collaboratori famigliari/soci e altri ad­ detti alla vendita; ­l’autorizzazione sanitaria (notifica mo­ dello A1) per i locali che sono utilizzati per la trasformazione e il magazzinag­ gio dei prodotti agro­alimentari; ­il manuale di autocontrollo per la tra­ sformazione e vendita dei prodotti agro­alimentari (HACCP); ­il corso AUSL per alimentaristi; ­ la notifica modello A1 per vendita in forma itinerante;

L’esperto fiscalista

­ la comunicazione di inizio attività, al comune dove ha sede l’azienda, obbli­ gatoria quando la vendita è effettuata in: a) spacci aziendali (locali aperti al pub­ blico); b) locali aperti al pubblico (anche in città); c) forma itinerante; d)fiere e mercati; e)mercati contadini; f) aree pubbliche (con utilizzo di po­ steggio fisso assegnato); g) distributori automatici h) commercio elettronico. La comunicazione può non essere presentata se l’attività viene scvolta ­su superfici all’aperto nell’ambito dell’azienda agricola; ­in pieno campo; ­altre aree private di cui gli imprenditori agricoli abbiano la disponibilità;

Come presentare la comunicazione di inizio attività

Silenzio assenso per il via libera L’attività si avvia passati 30 giorni dalla comunicazione (si­ lenzio assenso) dalla comunicazione di inizio attivita’ da parte dell’imprenditore agricolo. Trascorsi i 30 giorni dalla data di presentazione la si riterrà confermata e si procederà nei 30 giorni successivi con il: ­deposito al Registro Imprese della comunicazione con tim­ bro e protocollo del comune; ­ comunicazione all’agenzia delle entrate dei punti vendita fissi e stabili; I luoghi di vendita occasionali devono essere comunicati all’agenzia delle Entrate di volta in volta e copia del mede­ simo modello timbrato dall’Ufficio deve far parte dei docu­ menti da portare con se per l’evento.

La comunicazione di inizio attività si deve sem­ pre presentare su modulistica predisposta da Anci e Coldiretti. I dati richiesti sono: ­ iscrizione al registro imprese; ­ubicazione aziendale e superficie coltivata e/o allevamento; ­settore produttivo; ­tipologia di prodotti non provenienti dalla pro­ pria azienda; ­commercializzazione di prodotti non prove­ niente dalla propria azienda; ­ modalità di vendita; Si devono allegare in forma di auto­certifica­ zione le seguenti dichiarazioni attestanti: ­che i locali posseggano i requisiti di usabilità previsti dalla vigente normativa edilizia e sani­ taria; ­di aver predisposto il piano di autocontrollo; ­di aver subito condanne penali con sentenze passate in giudicato per delitti in materia di igiene e sanità o di frode alimentare degli ali­ menti.

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La vendita... sicura

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di Rolando Manfredini

Per una sicurezza da... manuale Pacchetto igiene, il vademecum di Coldiretti per le imprese agricole Con il Manuale di Corretta prassi operativa per le imprese agricole, che ha avuto l’ok del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, Coldiretti vuole fornire alle imprese agricole uno

Dalla Bse al Libro Bianco Si tratta di una nor­ mativa complessa, che deriva dalle nu­ merose direttive ema­ nate in seguito da una serie di scandali ali­ mentari e alle malat­ tie alimentari (come la Bse) e alla pubbli­ cazione nel 2000 del Libro Bianco sulla si­ curezza alimentare della Commissione Europea. Tali norme coprono l'intera ca­ tena alimentare (compresa la produ­ zione di mangimi per gli animali), stabili­ scono un elevato li­ vello di protezione della salute dei consu­ matori ed attribui­ scono in modo chiaro la responsabilità della sicurezza della produ­ zione alimentare ai produttori, compresi quelli primari (agri­ coli), alle industrie ed ai fornitori.

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strumento operativo completo, utile a implementare le proce­ dure previste dal Reg. Ce n. 178/2002 sulla rintracciabilità, dai regolamenti CE n. 852/2004 e 853/2004 (cosiddetto “pacchetto

igiene”), e dal Reg. Ce n. 183/2005 sull’igiene dei man­ gimi, in coerenza con le Linee Guida emanate dal Ministero della salute, per garantire l’obiet­ tivo della sicurezza alimentare.

A chi serve il manuale In tal senso, il Manuale si rivolge: alle imprese agricole che fanno produ­ zione primaria; a quelle che esercitano anche la trasformazione dei pro­ dotti agricoli e la vendita al consumatore; tutte le imprese agricole, per quanto riguarda la gestione della documentazione. E’ allo studio un pro­ gramma informatico dedicato alla fornitura della consulenza/assistenza alle imprese. Il manuale costituisce di fatto lo strumento utile per mettere le imprese agricole nelle condizioni del completo rispetto della legislazione sanitaria.

Un taglio alla burocrazia Questo approccio innovativo è stato molto apprezzato dal Mini­ stero della Salute, perché non propone un documento settoriale ma considera l’azienda agricola nel suo complesso, collegando i principali adempimenti in un sistema integrato e fornendo indica­ zioni utili per evitare duplicazioni burocratiche, individuando la documentazione di supporto che l’azienda deve possedere.

Perché leggerlo In questo contesto, con il Manuale di corretta prassi operativa Coldiretti ha fissato obiettivi fondamentali: ­fornire un supporto operativo agli agricoltori per implementare le procedure di sicurezza alimentare; ­mettere in condizione le imprese agricole di rispettare le disposizioni previste dai regolamenti comunitari sull’igiene dei prodotti alimentari, dei mangimi e sulla rintracciabilità; ­uniformare a livello nazionale le procedure di autocontrollo e controllo; ­soddisfare sempre il requisito della trasparenza richiesto dai consumatori.


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Novità da Fondazione

Il boom della vendita diretta Farmers market aumentati del 400% secondo il rapporto Coldiretti - Agri2000 Sono circa 500 i mercati degli agri­ coltori presenti in tutte le regioni italiane con un aumento del 400 per cento rispetto allo scorso anno quando se ne contavano appena 106. E' quanto emerge dall’ultimo rapporto dell’Osservatorio sulla vendita diretta di Coldiretti ­ Agri2000.

Due su tre comprano dal produttore Due italiani su tre (67 per cento) hanno acqui­ stato almeno una volta di­ rettamente dal produttore agricolo, per un totale di spesa stimato in 3 miliardi di euro. Ben il 41 per cento viene speso per l'acquisto di vino in cantina, il 21

per l'ortofrutta, il 14 per formaggi e latte, l'8 per carni e salumi, il 5 l'olio di oliva e le piante orna­ mentali.

Un “esercito” di 63.600 imprese agricole

In crescita i negozi in azienda e in città

Nel 2009 sono saliti a 63.600 con un aumento boom del 64 per cento ri­ spetto al 2001 e del 7 per cento rispetto al 2008, i frantoi, le can­ tine, le malghe e le cascine dove è possibile comperare diret­ tamente. Si tratta di ben il 7,4 per cento del totale delle aziende agri­ cole italiane iscritte alle Camere di commercio.

Oltre due imprese agricole su tre (69 per cento) utilizzano per ven­ dere locali adattati all'interno del­ l'azienda. L'8 per cento partecipa ai farmers market, i mercati degli agri­ coltori, mentre il 18 per cento di­ spone di un vero negozio aziendale e ben il 31 per cento partecipa a mercati e fiere locali. Aumentano i casi di apertura dei negozi in città (4 per cento), mentre restano stabili le consegne a domicilio (6 per cento).

LA TUA AA AMBIZIONE MBIZIONE ASSIONE D AC OLTIVA UNA PASSIONE DA COLTIVARE I s c r i v i t i  E P P ´ 3 W E G V  + V I I R       E X X V E Z I V W S  M P  W M X S  w w w . o s c a r g r e e n . i t

P E R U N A F I L I E R A AG R I C O L A T U T T TA A I TA TA L I A N A [ [ [ G S P H M V I X X M  M X  ˆ  [ [ [ [ S W G E V K V I I R  M X

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Il mercato del mese

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Tutti pazzi per San Teodoro Il mercato della Capitale è un punto di riferimento per cittadini e buongustai

In poche settimane il mercato romano ha calamitato l’interesse dei cittadini ma anche degli organi di stampa

Sono bastate poche settimane ai produttori di San Teodoro per conquistare semplici cittadini e vip della Capitale. Il Mercato di Campagna Amica del Circo Massimo, organizzato da Fonda­ zione Campagna Amica e patrocinato da Coldiretti Lazio, con­ tinua a far registrare un vero e proprio boom di presenze. Merito dell’ampia varietà di prodotti alimentari: verdura e frutta fresca e secca, confetture e conserve, salumi e porchetta, olio extravergine di oliva, vini, pane e pasta di farro, ciambelle al vino, ricotta romana Dop; Caciofiore di Columella, il Pecorino Romano Dop stagionato in grotta e le olive di Gaeta Dop. Il tutto proposto da quaranta aziende agricole del territorio. Ma l’ot­ tima accoglienza tributata dai romani al Mercato è anche legata alle iniziative che produttori e Coldiretti hanno messo in campo, dalla raccolta fondi a favore di “Telethon” al gemellaggio con l’Abruzzo, che ha visto ospitare negli spazi di San Todeoro, i produttori de L’Aquila, dalla mostra di dolci tipici per Carnevale fino alle “lezioni” sul linguaggio dei fiori organizzate a San Valentino. Non mancano intrattenimenti quali la fattoria didattica e lo spazio conferenze che ospita forum e corsi a tema, e piccoli accorgimenti rivolti ai consumatori sensibili all’ambiente, con la proposta di buste biodegradabili.

I Consigli per la spesa Affinchè i consumatori possano distinguere chiaramente il prodotto di stagione, è impor­ tante accompagnarlo per alcune informazioni curiose. Un elemento che può incuriosire chi cucina è l’accompagnare gli acquisti con una facile e breve ricetta, che può essere stampata e regalata al termine di un acquisto. In base alle pro­ duzioni aziendali e alla stagionalità mensilmente è possibile proporre nuove idee da presentare ai consu­ matori attenti e curiosi. Ricette veloci, economiche e non molto caloriche, come ad esempio la frittata con gli asparagi. Bastano, per 4 persone: 250 grammi di asparagi freschi, 4 uova fresche da allevamento a terra, 2 cucchiai di olio extravergine di oliva italiano, 100 gr. di formaggio italiano stagionato grattugiato, sale e pepe.

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Il contamercati I numeri dei mercati conta­ dini in questa fase dell’anno sono in lieve aumento. La I MERCATI DI CAMPAGNA AMICA motivazione ATTIVI AL 2 APRILE 2010 principale ri­ siede nel cam­ bio di stagione: l’inverno ha comportato la chiusura di molti mercati all’aperto sia per il clima che al nord Italia di­ venta difficile per la disponibilità di prodotto, esclusi i tra­ sformati. Con l’inizio della primavera dalla campagna migliora la proposta per i consumatori, che possono tro­ vare le prime orticole. Uno dei motivi per cui si sta pren­ dendo in considerazione le grande potenziali dei mercati coperti risiede nella maggiore fruibilità anche in caso di clima difficile oltre che per la possibilità di creare nuovi ser­ vizi per i consumatori.

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I nuovi

mercati

scelti fra i tanti aperti

nell’ultimo periodo

APERTURA: MERCOLEDÌ E SABATO MATTINA

MILANO

E’ milanese il primo farmers’ market coperto di Campagna Amica in una città metropolitana del nord Italia. Nel capolòuogo lom­ bardo è stato inaugurato il Mercato di Campagna Amica nei locali rinnovati e attrezzati in via Ripamonti 37, all’interno del Consorzio Agrario di Milano. Su un’area di 200 metri quadrati sono riunite le postazioni di una quindicina di aziende che offrono direttamente ai consumatori i loro prodotti.

POTENZA

APERTURA: SABATO 8­21

Dal 27 marzo è attivo il primo Mercato di Campagna Amica della Basilicata. Si trova a Potenza, nel parcheggio di via Armellini. Oltre alla possibilità di acquistare prodotti di qualità (ortofrutta, vini, olio di oliva, formaggi e latticini di bufala, miele, conserve vegetali, le­ gumi, piante e fiori) presso i 25 produttori presenti; il mercato offre occasioni di animazione per bambini, laboratori didattici per scolaresche ed eventi socio culturali per gli adulti.

APERTURA: MERCOLEDÌ E SABATO MATTINA

PORDENONE

Un ottimo esempio di mercato strutturato è visitabile a Pordenone. Nel centro della città l’Associazione Agrimercato di Pordenone gesti­ sce in affitto da alcuni mesi un locale coperto di 250 mq di superficie. Il locale nuovo è stato organizzato con venti postazioni per le imprese che partecipano al mercato, circa quaranta che occupano il mercato a rotazione. Agli occhi dei consumatori può assomigliare a un negozio di prelibatezze, ma viene gestita come un vero mercato contadino.

GENOVA

APERTURA: VENERDÌ 8­19

I buongustai di Genova avranno di che divertirsi al mercato contadino vicino al monumento simbolo della città, perché i banchi sono poco distanti dal Galata­Museo del Mare, lungo la passeggiata a mare di Calata Vignoso, con l’impegno di offrire solo prodotti locali, cercando così di creare nuove opportunità per la città e di dare un punto di riferimento per le imprese af­ finché si facciano conoscere ai consumatori

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Il sondaggio del mese

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Comprare dal contadino piace Sondaggio Swg, boom della vendita diretta tra i cittadini consumatori E’ un tessuto apparentemente invisibile a sostenere la vendita diretta di prodotti agricoli in Italia, fatto di aziende agricole, agriturismo e recentemente anche di farmer’s markets e tuttavia è un tessuto che, nell’ultimo triennio, è andato co­ stantemente ad allargare le sue maglie, sia in termini quantitativi (cresce il nu­ mero di aziende coinvolte), sia in ter­ mini qualitativi (cresce il numero di prodotti offerti al consu­ matore).

La qualità resta al primo posto Più che le quantità, t u t t av i a , sono interes­ santi le moti­ vazioni di acquisto, che, per alcuni versi, vanno al di là del racconto che ne fanno i mezzi di comunicazione: l’enfasi che questi hanno posto sulla ‘convenienza’ – in coincidenza

con il lancio dei premi Mercati di Campagna Amica ­ hanno in realtà messo in secondo piano il nucleo profondo di inte­ resse che spinge il consumatore a ricercare prodotti non indu­ striali. Un nucleo tutto raccolto intorno alle dimen­ sioni della qualità, della sicurezza e della genui­ nità. Complessivamente l’aspetto del ri­ sparmio registra non più del restante 30% delle altre segnalazioni da parte degli in­ tervistati.

Un fenomeno sempre più forte Concludendo, il canale diretto ha poten­ zialità enormi, anche perché in una fase di generale attenuazione della fiducia del consumatore, ha come propri ban­ ners di comunicazione e pubblicità i consumatori stessi. Quando le rappre­ sentazioni ‘virtuali’ perdono il passo, ri­ parte con più forza il vissuto comunicato direttamente dalle persone. Quello della vendita diretta appare quindi come un tessuto quasi invisibile, ma dalle maglie sempre più forti.

Quando la crisi cambia la spesa, più attenzione all’etichetta La crisi economica, il carovita, le continue crisi alimentari hanno inciso sul modo in cui gli italiani ed europei fanno la spesa. Negli ultimi due anni italiani (51%) ed europei (49%) hanno cambiato la loro abitudine alimentare. Sono mutate in primo luogo, le tipologie di alimenti che consumano e, in secondo luogo, è cresciuta l’attenzione alle etichette (48% italiani – 47% europei). Il quadro dei mutamenti degli italiani negli stili di acquisto ha subito una rapida evoluzione

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anche sul fronte della provenienza dei cibi acquistati. Gli italiani (42%), infatti, sembrano molto più attenti rispetto agli europei (26%) al luogo di provenienza del cibo. E pensando alle responsabilità, sia in Italia che in Europa, la prima a finire sul banco degli imputati per i continui rincari è la lunghezza della catena commerciale (passaggi intermedi dal produttore al consumatore), considerata un elemento decisivo nell’incremento dei prezzi (62% italiani, 42% europei).


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Itinerari del gusto di Fabio Cagnetti

Ecco l’oro rosso di Navelli Lo zafferano Dop de L’Aquila è considerato il più pregiato al mondo Misterioso e preziosissimo, fra tutte le spezie lo zafferano è forse la più ricer­ cata e suggestiva; quello dell’Aquila, che dal 2005 gode della Denomina­ zione di Origine Protetta, è giusta­ mente considerato il più pregiato al mondo. Per i botanici, il Crocus sativus

è un puzzle di non facile risoluzione: non cresce spontaneo e non produce semi, è sterile e si riproduce solo per via vegetativa. Tuttavia, si è concordi nel ritenerlo originario del Medio Oriente; noto ai Sumeri, divenne poi diffuso nell’antica Grecia e in Persia.

Da Toledo all’Abruzzo Attorno all’anno Mille i Mori lo introdussero in Spagna, ed è proprio da lì, più esattamente da Toledo, che il monaco San­ tucci, un frate domenicano membro dell’Inquisizione e appas­ sionato di botanica, lo importò intorno al 1230 nella nativa Navelli, ipotizzando che il clima della piana aquilana fosse fa­ vorevole alla coltivazione della spezia. Grazie alla sua geniale intuizione, il piccolo borgo di Navelli divenne un’autentica perla, e grazie ai proventi della vendita dello zafferano – la cui coltivazione s’era nel frattempo estesa all’intera provincia – questi luoghi si arricchirono di palazzi signorili. Navelli è circa 25 chilometri a sud­est dell’Aquila, e pur non avendo pianto vittime per il sisma del 6 aprile ha subito gravi danni; la buona notizia, però, è che le coltivazioni di zafferano sono state ri­ sparmiate. Se è vero che la domanda interna di questo pro­ dotto di lusso è crollata, a livello nazionale e internazionale rimane una grande ricchezza che può costituire un volano per l’economia locale.

Una risorsa preziosa Nel titolo abbiamo parlato di “oro rosso”: effettivamente, un grammo del pregiatissimo zafferano dell’Aquila – che costituisce una cultivar distinta, senza dubbio la più famosa e ricercata – costa tra i 15 e i 20 euro, e mentre scri­ viamo il metallo giallo si ferma poco sotto i 16. Il prezzo è giustifi­ cato dal fatto che l a

parte utile della pianta è costituita dai soli pistilli: la raccolta, che avviene in autunno, è esclusivamente manuale, e per ottenere un chilo di pistilli essiccati e tostati servono circa 200.000 fiori! Inoltre, la raccolta, la sfioritura e l’essic­ catura, che hanno un impatto decisivo sul sapore, sono operazioni particolar­ mente laboriose; si aggiunga la rigidità di un disciplinare che, oltre a fissare la zona di produzione in una dozzina di comuni tra i 350 e i 1.000 metri d’alti­ tudine, non consente l’irrigazione né l’uso di diserbanti o concimi chimici.

L’oro rosso a tavola Innumerevoli sono le ricette, tradizionali e non, che preve­ dono l’utilizzo dello zafferano, principalmente per insaporire i primi piatti, ma anche in una ridda di altre preparazioni dolci inclusi. Segnaliamo peral­ tro che questa spezia ha anche importanti proprietà medici­ nali e rientra in una moltitu­ dine di preparazioni galeniche: preclare sono le sue proprietà eupeptiche, disinfettanti ed espettoranti, è inoltre usato come analgesico, stimolante, astringente e perfino come ab­ bronzante.

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Il libro del mese

il Punto di CAMPAGNA AMICA

di Stefano Masini

Vivendo nelle città flessibili

Autore: Corrado Poli

Ho letto per l’esordio di questa rubrica un volume (Corrado Poli, Città flessibili, Una rivoluzione per il governo dei centri urbani, Editore Instar Libri, Torino, 2009, p. XV e 233) dedicato all’evoluzione storica e geografica delle città europee e alle possibili soluzioni per garantire una crescita a misura d’uomo dei contesti urbani. Infatti, tra le responsabilità dell’urbanistica dobbiamo inserire quella relativa alla significativa riduzione dell’uso del suolo agricolo rispetto alle attività di cementificazione e di consolidamento di aggregati metropolitani con una fitta infrastruttura di servizi estranei. Così ad esempio nell’area padano-veneta, si è registrato un consumo del suolo negli ultimi dieci anni di circa 130.000 ettari (5% della superficie coltivata ed oltre il 3% del territorio del Nord). Oggi gli urbanisti di fronte a questa realtà propongono un’altra soluzione, facendosi interpreti del problema planetario dell’emergenza cibo che, adattata al nostro Paese, rischierebbe di apparire ridicola se non fosse dibattuta nelle aule universitarie. Infatti, costruire decine e decine di vertical farms capaci di sostituire campi coltivati e paesaggi agricoli che appartengono alla multiforme morfologia del nostro territorio, significa ancora una volta assegnare alla coppia asfalto e cemento, il ruolo di sostenere lo sviluppo di attività che, come la coltivazione dei campi e l’allevamento di animali, sono alla base del nostro habitat. Immaginiamoci il significato di far la spesa in un appartamento dell’ultimo piano di un grattacielo piuttosto che in un farmer market: sostituiremmo ad un territorio pensato, lavorato, organizzato anche per produrre ambiente e qualità della vita, un cubo artificiale che ci isola dalla natura e dalla cultura che il cibo rappresenta in termini di identità e tradizione. E’ questo un modello che è indicato, forse, per la coltivazione di OGM, ma resta difficile pensare di acquistare un buon formaggio Grana o un prosciutto di montagna nell’edificio dell’isolato accanto, che una variante urbanistica avrà approvato come “zona agricola ad incremento verticale”. In realtà, l’autore del volume in commento propone un’altra soluzione che ci piace sottolineare e che è legata al tentativo di risolvere i problemi della metropoli a scala ridotta, anziché in ambiti sempre più vasti. Occorre,

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Titolo: CITTÀ FLESSIBILI Una rivoluzione nel governo urbano Editore: Instar libri Collana: Le Antenne Pagine: 256 Prezzo: € 15,00

da questo punto di vista, muovere dalla considerazione che la città contemporanea “piuttosto che un luogo in cui si vive e si abita è diventato un non luogo in cui ci si muove” con gran parte del territorio che è costituito da strade. Con la stessa logica vengono costruiti i supermercati, in zone dove le persone non abitano, lontano dalle piazze centrali e dove non si va per comprare alimenti ma si va solo a far la spesa. In molti casi sono le vestigia del passato ad attirare l’interesse dei turisti e i centri storici sembrano necropoli imbalsamate, che incentivano una presenza mordi e fuggi più che un’attenzione curiosa del vivere locale. L’immagine consente, così, di richiamare il continuo via vai di persone che, visitando un mercato degli agricoltori aperto nella piazza di una città, risveglia memorie e reinventa stili di vita adatti ad una socialità che per confini e cultura torna a dar senso alla città. E’ vero, l’idea che le città si fondino e diventino grandi metropoli comporta scelte precise anche sul paino delle infrastrutture: se prevedo che sarà costruito un supermercato, allora, devo immaginare una filiera lunga, file di camion ed un assortimento indifferenziato. Diversamente, l’apertura di un farmer market può essere un nuovo modo di pensare e di descrivere la geografia urbana, integrando le scelte commerciali con le valorizzazione del territorio e delle risorse. Insomma, ridiscutere i problemi della città ci porta subito a presentare qualche soluzione utile per migliorare anche la qualità della vita perché se è vero quello che l’autore ci dice e, cioè, che le strade che un tempo erano costruite per andare in un dato posto oggi sono costruite per non andarci “come le tangenziali fatte apposta per girare attorno ed evitare i luoghi segnalati dai cartelli stradali”, è altrettanto vero che i supermercati delocalizzano il nostro interesse e ci inducono ad acquistare prodotti che non hanno più un nome e un luogo.


il Punto di CAMPAGNA AMICA

Dai farmers ai mercati di Campagna Amica

Filiera colta

di Toni De Amicis

La spesa direttamente dall’agricoltore si evolve e conquista milioni di consumatori

La rivoluzione dei Farmer’s Market, così potremo definire il fenomeno “della spesa dall’agricoltore” che ormai coinvolge decine di milioni di consumatori in tutti i Paesi occiden­ tali. La prima esperienza di Far­ mer’s Market risale al 1972 quando a Madison, nel Wisconsin, un gruppo di giovani agricoltori ameri­ cani decise di improvvisare un mer­ cato agricolo nel cuore della città: fu un successo immediato. Fin da subito l’acquisto nei mercati contadini si caratterizzò principal­ mente come risposta al generale di­ sorientamento e all’insicurezza che spesso il cibo omologato e industria­ lizzato suscita nel consumatore.

Un fenomeno sociale e di costume Da allora queste nuove forme di vendita si sono moltiplicate a vista d’occhio, assumendo i connotati di un vero e proprio fenomeno so­ ciale e di costume, non più sol­ tanto in America, ma anche in tutto il nord Europa. Sono gli Stati Uniti, però, il leader nel mondo, con più di 4.000 Farmer’s Market, di cui quasi 800 si trovano nella sola California.

Il modello americano dei Farmer’s Market Ma il modello americano è molto di­ verso dal nostro: negli USA per esempio i prezzi dei prodotti agri­ coli in vendita diretta nei banchi degli agricoltori sono spesso più ele­ vati rispetto a quelli del normale cir­ cuito commerciale; spesso i mercati nascono come frutto della reazione del consumatore ai rigidi standard di omogeneità dei prodotti delle multinazionali; rappresentano quindi la scelta del “no logo” della “non marca”; è quindi la “diversità” dell’offerta la caratteristica predo­ minante. Spesso sono iniziative pri­ vate in spazi gestiti collettivamente, ma non un’offerta organizzata e strutturata dei produttori.

Il modello italiano di Campagna Amica Noi invece con i nostri mercati muo­ viamo da un principio essenziale: con­ tribuire a costruire una “Filiera Agricola Tutta Italiana” a garanzia di un’origine certa! Pensiamo cioè a co­ struire una rete nazionale di produt­ tori in vendita diretta che abbia nella distintività la sua vera forza attrattiva;

che sappia quindi soddisfare il consu­ matore nelle sue aspettative in ter­ mini di identità, tipicità, sicurezza alimentare, qualità organolettica, e convenienza. E dare nel contempo nuove soluzioni reddituali agli im­ prenditori agricoli creando più traspa­ renza, più concorrenza e più potere contrattuale all’interno della filiera agro­alimentare.

Un marchio unico e distintivo Per fare questo la Fondazione Cam­ pagna Amica, in raccordo con le ar­ ticolazioni territoriali Coldiretti, sta promuovendo in tutta Italia un for­ mat, che ispirandosi al modello americano, realizzi in maniera asso­ lutamente nuova e originale un vero e proprio luogo di incontro per agri­ coltori e consumatori. Ovvero “i Mercati di Campagna Amica”, rico­ noscibili da un unico marchio distin­ tivo e dal giallo Coldiretti, concepiti come uno spazio d’incontro piace­ vole e rassicurante, perché garantito dagli stessi produttori, che accet­ tando un rigoroso codice etico e di comportamento, mettono la “Firma” sui prodotti che vendono diretta­ mente.

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