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Parrocchia Angelo Custode - Frati Minori Conventuali - Ragusa

Camminiamo insieme Anno 1 - n° 6, Ottobre 2012

La voce del Parroco...

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opo una lunga pausa, riprendiamo il nostro giornalino parrocchiale „Camminiamo inssieme" perchè ormai, cosi ci sembra, è una voce amica che vi arriva nelle vostre case, è una voce amica per dirvi che vi vogliamo tanto bene, che vi ringraziamo per la vostra accoglienza e per i vostri suggerimenti per migliorare.

REDAZIONE P. Damian Frunza Salvatore Burrometo Irene Cafiso

E-mail angelocustoderagusa@gmail.com

Sede Parrocchia Angelo Custode C.so V. Veneto 328 Tel. 0932.622146

Il numero 6 esce nel mese di Ottobre, mese ricco di circostanze religiose. Il giorno 7 abbiamo celebrato il 50 Anniversario Sacerdotale del nostro amatissimo Vescovo Mons. Paolo Urso, al quale rinnoviamo gli auguri più belli di santità apostolica per lui e per il novello Sac. Giovanni Piccione. La festa degli Angeli Custodi e quella di San Francesco di Assisi con le manifestazioni religiose e socio-culturali-ricreative hanno creato un clima meraviglioso di fraternità, di solidarietà, di gioia vera. Ringrazio ancora una volta tutti coloro che mi sono stati vicini nel giorno del mio onomastico. Voglio augurare che l'Angelo Custode che cammina davanti a noi non ci lasci mai soli. La sua dolce voce ci liberi da ogni trasgressione e ci renda umili e

UN ALTRO ANNO COME DONO

Hanno collaborato: P. Angelo Sparacino Chiara Boscarino Giovanna Nobile Giovanni Iacono Mariacarmela Di Rosa P. Damian Frunză Flavia Bognanni Ersilia Divita

obbedienti alla legge del Signore. La grande figura di Francesco non finirà di spingerci all' Amore vero verso Cristo Crocifisso, alla fratellanza e alla povertà di spirito. La notizia che il Padre Damiano ha avuto dal suo Superiore il permesso di rimanere ancora un altro anno con noi, nella nostra Parrocchia, sicuramente per i bambini, per i giovani, per gli adulti, per tutti quelli che l'hanno conosciuto e apprezzato nella conduzione pastorale, si uniscono al nostro canto di lode e di ringraziamento al Signore, datore di ogni bene.Il mese di Ottobre è il mese delle Missioni, un mese di preghiera, di raccolta di offerte per i nostri missionari. Non posso chiudere senza prima ringraziare il nostro Vescovo per l'offerta donataci, quale contributo dell 8x% e tutti i benefattori per averci dato la possibilità di restaurare le pitture murali dell'Abside della Chiesa Angelo Custode. Mancava quest' angolo per rendere la Chiesa più bella e accogliente. L'anno sociale è incominciato. L'anno della fede è stato proclamato. Il programma diocesano „Educhiamoci alla Verità" ormai è nelle nostre mani, attende di essere sviluppato e vissuto. A tutti Pace e Bene P. Angelo P. Damian Frunza

Si riprende! E' giunto il momento dell'inizio del nuovo anno pastorale.

Cari amici, con il tempo che non concede soste e che richiama costantemente i nostri impegni siamo di nuovo sulla "linea del via" per ricominciare un nuovo anno pastorale. Vorrei che gli impegni dell'anno pastorale non fossero dettati solo dal tempo (è di nuovo tempo di ricominciare) e neanche solo da un dovere (da gestire fra le altre mille cose), ma fossero guidati dal cuore, dall'amore per il Signore e per i fratelli per costruire una comunità sempre più familiare. Sono sicuro che è già così. Ma possiamo ancora crescere, io insieme a voi desidero che il Signore invada sempre più la nostra vita, la trasformi, la rassereni, la converta . Molte saranno le attività e molti gli impegni di questa comunità.

Grafica: Salvatore Burrometo Foto: Fra Damian Frunză

Proviamo insieme a viverlo non come un ammasso di appuntamenti, ma come un cammino di pentimento e di conversione. Proviamo insieme a viverlo con il cuore carico di amore compassionevole rileggendo la nostra storia, singolare e comunitaria, come storia di salvezza. Proviamo insieme a scommettere la nostra esistenza su Colui che ci rivela la bellezza divina di cui il nostro cuore ha nostalgia e bisogno. Con l'invito a pregare gli uni per gli altri vi auguro un buon anno pastorale pieno di grazia.


Festa degli Angeli Custodi e di San Francesco d’Assisi P. Damian Frunza

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utti abbiamo visto il manifesto di quest’anno della Parrocchia Angelo Custode: "Festa degli Angeli Custodi e San Francesco di Assisi"! Tutti conosciamo il contenuto di questa festa: ci viene subito in mente che la nostra Parrocchia è sotto la protezione degli Angeli Custodi ed essendo una parrocchia francescana San Francesco lo dobbiamo festeggiare in un modo molto più intenso... e poi ci vengono subito in mente le belle e saporite focacce preparate con gusto… la tanta gente che si incontra… il clima di festa che si vive… gli amici che si incontrano. La gente che viene per l'occasione e che forse ha solo ricordi

momenti di fratenità

vaghi della vita di parrocchia… e tanti ragazzi e giovani che si ritrovano per un momento di amicizia, costituiscono il vero "tesoro" che rende preziosa e significativa la festa. La parrocchia per queste persone e per tutti può essere ancora un salutare richiamo: testimonia infatti vita, festa, apertura… e spirito di collaborazione e di servizio. La festa degli Angeli Custodi e quella di San Francesco di Assisi con le manifestazioni religiose e socio-culturaliricreative hanno creato anche quest anno un clima meraviglioso di fraternità, di solidarietà, e di gioia vera. Commedia «U’ Primu amuri nun si scorda mai»

«Spiazza la Piazza»

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UNO,DUE,TRE...VIA ALL'ANNO CATECHISTICO!!!

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d eccoci pronti per iniziare questo nuovo anno catechistico, durante il quale apriremo le nostre orecchie e il nostro cuore per ascoltare la parola di Dio e mettere in pratica i Suoi insegnamenti. Ovviamente non c'è modo migliore di iniziare che con la Santa Messa, nella quale i nostri bambini e ragazzi sono stati presentati alla comunità e hanno ricevuto dai loro catechisti un simbolo del lavoro che svolgeranno nel corso dell'anno: alcuni muoveranno i primi passi verso la conoscenza di Gesù, altri riceveranno i sacramenti, altri ancora approfondiranno la Sua parola. Il catechismo, inoltre, permette a ragazzi di tutte le età di crescere insieme e di volersi bene come fratelli, uniti dallo spirito di San Francesco e illuminati dalla luce di Gesù che ci invita a

metterci dietro di Lui e seguirLo, come fanno le pecorelle con il loro pastore. Alla fine della celebrazione i ragazzi hanno recitato la promessa di partecipare costantemente agli incontri di catechismo e a Messa per poter manifestare e fortificare la loro fede e la loro amicizia con il Signore, sempre sostenuti dai catechisti e dai loro genitori che li accompagnano lungo il cammino verso Gesù.

I giovani e la voglia di scappare via di casa! "Beati i giovani, che stanno vivendo l'età più bella e spensierata, come sono fortunati i giovani d'oggi, rispetto ai loro padri e ai loro nonni che hanno trascorso la giovinezza in un periodo tanto diverso!" Ma ci siamo mai chiesti cosa si intende con il termine giovinezza? La giovinezza è una realtà culturale carica di valori e di simboli che variano a seconda del contesto storico o sociale. Per ogni individuo la giovinezza è fase cruciale di formazione e di trasformazione corporale e spirituale per accedere alla vita della comunità. Ne è un esempio la storia del nostro serafico "SAN FRANCESCO D'ASSISI "è significativa di un periodo in cui la religiosità e la nascita di movimenti spirituali erano il prodotto di una ribellione dei giovani "SANTI" contro i padri ricchi e corrotti. La frase riportata all'inizio ce la ripetono in molti…. ma corrispondono proprio al vero? Non sono piuttosto affermazioni di comodo per evitare di affrontare un problema? Perché si tratta di un problema che coinvolge tutta la società, allora è giusto chiedersi: chi sono veramente i giovani? Essi appaiano come una massa eterogenea di ragazzi che seguono la follia della moda, magari per il gusto di imitare l'idolo del momento. I linguaggi che usano, gli atteggiamenti liberi e provocatori che tendono a volte offendendo, non sono forse una naturale reazione allo stato d'insoddisfazione e di incertezza generato da questa nostra società dispensatrice di falsi bisogni? Il ragazzo/a che si impegna negli studi e che a costo di sacrifici consegue il diploma o una laurea ha diritto ad un adeguato inserimento nel mondo del lavoro. Ma ciò non avviene perché mai come oggi è stato tanto grave il problema della disoccupazione. Sono molti i giovani che non balzano agli "ONORI" della cronaca, sono quelli che, dimostrano una maturità ed uno spirito di iniziativa lodevole e non si lasciano vincere dalle difficoltà e proseguono con

Chiara Boscarino

forza nel cammino intrapreso, perché sorretti dagli ideali in cui credono. Io sono una ragazza cattolica praticante e quando mi trovo con amici e quando io dico che frequento la chiesa e sono impegnata all'interno con diverse attività, poiché è una cosa meravigliosa per me, perché mi arricchisce di grande gioia nel mio cuore. Sapete cosa mi rispondono? LA CHIESA PORTA A SEGUIRE UNA CATTIVA STRADA. E io mi domando questo lo credono e lo pensano loro, posso capire che non è facile credere in qualcosa oggi, in un'epoca dimenticata in cui si è assistito al crollo di tutti quei valori che costituivano dei solidi pilastri a cui l'uomo del passato si è sempre potuto aggrappare. Ecco la ragione per cui il giovane, che è alla ricerca di un suo preciso ruolo nella società, ha bisogno di affetto, di comprensione e di solidarietà. Se non si riesce a trovare tutto questo nelle persone che si amano, può ripiegare su scelte irrazionali. Quali? La più comune è la Voglia di scappare di Casa, quante volte i giovani ragionano cosi: << Il clima è diventato pensante e prima o poi deciderò di scappare di casa! >>. << Ogni giorno è sempre peggio, non ce la faccio più>>. Spesso i ragazzi si sfogano, si lamentano, della situazione familiare. Alcuni minacciano o giurano che se ne andranno di casa, sono pochi per fortuna quelli che mantengono le promesse. Tanti desideri che non si realizzano, tante frustrazioni, tanti litigi inutili, tanta voglia di cambiare che resta solo voglia… Non rimane che la FUGA! Chi scappa, di solito, fugge per vari motivi: i genitori troppo assillanti, fatti che sconvolgono la normalità o condizioni non sane della vita familiare. Chi scappa ha dentro una ferita piccola, grande, enorme e cerca tranquillità per coccolarsi e vivere un po' in pace. Scappare di casa non è difficile! Basta tirarsi la porta con più o meno coraggio ( come Giufà, non penso proprio), ma il bello inizia

Mariacarmela Di Rosa

quando si sceglie una meta, scappare verso dove? Verso la casa della nonna << oh poverino! Hai fatto bene a venire da me… ma vedrai che tutto si aggiusta>> e gentilmente ti rispedisce a casa! Verso la casa dell' amico/a del cuore che non potrà negarvi l'ospitalità, sennò che amico è? Verso un'altra città? E i soldi, i carabinieri, la televisione e i giornali che vi cercano? Parliamoci chiaro ragazzi chi decide di scappare combina tanti guai, ma poi non si conclude proprio un bel niente. La casa spesso può diventare un' ambiente difficile da abitare: i rapporti con i genitori possono essere freddi, ( ma non vedi che adesso non ho tempo?) tesi (per favore sparisci). I genitori possono avere problemi tra di loro, ma non è giusto, prendersela con gli altri. La casa si può' trasformare in una trappola, ma la nave non va abbandonata proprio nella tempesta. Anche noi facciamo parte della famiglia, anche noi abbiamo ognuno il nostro ruolo. Scappare di casa non va visto come una sfida, ma bisognerebbe avere un dialogo con mamma e papà. Quando i fari si spengono ritornerete ad essere soltanto voi e il problema vi aspetta puntuale e bisogna affrontarlo. Immagino che già molte domande farfugliano nella vostra mente, se ho vissuto un'esperienza simile? No, io non l'ho vissuta, ma frequentando alcuni coetanei ho ascoltato le loro esperienze e le loro reazioni. Un consiglio che non solo ho dato a loro, ma lo do a tutti voi: se qualcuno ride su di loro che vogliono scappare di casa, prendeteli sul serio anzi aiutateli, confortateli e fate loro conoscere un sacerdote o qualsiasi altra persona che li possa aiutare. Per loro basta sentirsi solo accolti, sarà già molto meglio. Concludo con un verso di un salmo: Signore guidami con giustizia, di fronte ai miei nemici, spianami davanti il tuo cammino. (5,9) Pace e bene!

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I cinquant'anni del Concilio Vaticano II «Cari figlioli, sento le vostre voci. La mia è una sola, ma riassume tutte le voci del mondo; e qui di fatto il mondo è rappresentato. Si direbbe che persino la luna si è affrettata stasera… Osservatela in alto, a guardare questo spettacolo… Noi chiudiamo una grande giornata di pace… Sì, di pace: Gloria a Dio, e pace agli uomini di buona volontà.»

Ersilia Divita

papa Paolo VI ) e tra le innovazioni risalta anche lo staccamento degli altari dalle pareti al centro del presbiterio. Fu ridefinito il concetto di Messa come «comunione dei cristiani tra loro», di Liturgia come , «parola, insegnamento comunicato agli uomini » , di Chiesa come «sacramento di Cristo, segno e strumento dell'intima unione con Dio e dell'unità di tutto il genere umano, del popolo di Dio». Venne ribadito il fatto che all'uomo deve essere garantita la libertà di credere (rifiutando quindi l'ateismo di stato) e allo stesso tempo la fede non deve essere imposta con la forza, un concetto che in passato veniva rifiutato. Il Concilio determinò inoltre una svolta decisiva nei rapporti della Chiesa cattolica con l'Ebraismo, che rese possibile la visita di papa Giovanni Paolo II alla sinagoga di Roma il 13 aprile 1986 e nel 2010 la visita alla sinagoga di Roma di Benedetto XVI. Fu insomma una vera e propria rivoluzione, un momento di incontro con le Chiese

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ra la sera dell'11 ottobre 1963 e Papa Giovanni XXIII dalla sua finestra pronunciava queste parole piene di speranza e di gioia. Per Roma e per tutto il mondo cattolico quella giornata era da ricordare perché sarebbe passata alla storia grazie al Concilio Vaticano II. Un Concilio riformatore e restauratore che aveva lo scopo di far riprendere a parlare la Chiesa con il mondo, un mondo nuovo e moderno. Si iniziò dunque dal "movimento bibblico" che, grazie al passaggio dalla traduzione in latino alle lingue vive e correnti, puntava a ridare la Bibbia in mano ai fedeli per uno studio e una riscoperta personale. Poi fu la volta del "movimento ecumenico" che premeva per un'apertura e un dialogo con i fratelli delle Chiese separate. Si prese la decisione di modificare anche la liturgia infatti vi fu il passaggio alla lingua "volgare" al posto del latino (ad opera di

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cattoliche di rito orientale, ma anche con Chiese latinoamericane ed africane, che chiedevano maggiore considerazione per la loro "diversità", inoltre al Concilio parteciparono per la prima volta, in qualità di osservatori, anche esponenti delle comunità cristiane scismatiche con la Chiesa di Roma, come ad esempio quelle ortodosse e protestanti. Il Concilio dunque fu il completamento della riflessione sulla Chiesa, sia nel rapporto con il mondo sia nella definizione della sua identità e natura. Credo che fu proprio un "Big bang" ed ha portato senza dubbio delle ottime innovazioni ed un contatto diretto tra la Chiesa e noi cristiani, come è giusto che fosse. Forse ci sarà qualcosa da rivedere ed approfondire ma il Concilio fu presentato in modo che potesse rispondere alle esigenze del nostro tempo ed è come un seme che, buttato sulla terra buona, cresce e diventa pian piano un grande albero forte e robusto. «Gaudet Mater Ecclesia» . «Gioisce la Madre Chiesa» perché la provvidenza ha voluto l'apertura del Concilio ecumenico Vaticano II.


Riflessioni...

Ivana Nobile

" Non c'e chi possa comprendere quanto mi senta infelice quando vedo aumentare di anno in anno, sotto un governo materialista e immorale, la corruzione, lo scetticismo sui vantaggi dell'Unità, il dissesto finanziario e svanire tutto l'avvenire dell'Italia, tutta l'Italia ideale. " (Giuseppe Mazzini 1805-1872)

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arole quanto mai attuali nonostante siano passati 200 anni !!!. Allora che fare? arrendersi e dire è stato sempre così o in qualche modo reagire per arginare il dilagare della corruzione, delle ingiustizie sociali, dell'egoismo, della ricerca della ricchezza materiale a costo anche di danneggiare l'intera comunità?. La rincorsa al successo economico che si ottiene senza troppe remore etiche e la vita vissuta all'insegna del divertimento sfrenato portano l'uomo a momenti di solitudine, di noia, di insicurezza, di vuoto, di smarrimento morale Il tutto si acuisce per la libertà e il benessere di cui l'uomo del mondo occidentale gode, ma che non sa gestire, per la facoltà delle molteplici opzioni di scelta a cui è chiamato di fare, ma è un uomo solo, senza riferimenti certi, solamente guidato dal profitto economico e dall'interesse personale. Siamo in possesso di meravigliose conoscenze scientifiche, di impensabili strumenti di ricerca eppure tutto è convulso, smanioso, disgregato, l'unica cosa aggregante è l'economia, ma che senza etica distrugge l'uomo. Viviamo un momento in cui ci sono trasformazioni velocissime che siccome esigono delle risposte non comuni schiacciano l'uomo, facendolo sentire ancora più impotente e insicuro. La mancanza di etica, poi, fa lievitare tanti mali sociali: criminalità, violenza, alcolismo, malattie mentali. Quindi i mostri contro cui dobbiamo combattere ogni giorno sono il consumismo, l'egoismo, il prevalere della sfera materiale su quella spirituale, l'edonismo esibizionista. Una soluzione potrebbe essere la diffusione di comportamenti etici in tutte le situazioni che viviamo. Infatti il pensiero etico contrasta i sistemi che trascurano la centralità dell'individuo e favorisce la diffusione del pensiero, offre al mondo prosperità in comunione e armonia con l'universo, fa riscoprire la cosa preziosa che è l'amore, che ci lega tutti, che dà il gusto alla vita, alla scienza, alla tecnologia, e anche alla politica. E' un ottica che ci permette di vivere senza paure, sempre meno schiavi del lavoro e del denaro.

Gli Scrigni di Ragusa

Giovanni Iacono

PICCOLO VIAGGIO TRA LE BELLEZZE DI RAGUSA CHE POCHI CONOSCONO

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agusa barocca, patrimonio dell'Unesco, lo sfarzo di un'epoca, il '700, che ha arricchito una città uscita da un terremoto, quello del 1693, con le ossa rotte e con un'immensa perdita in numero di vite umane. Il 1693 il punto di inizio della nuova era che ha portato Ragusa ad essere la città che conosciamo, che viviamo, moderna ma con un piede nel passato, industriale ma con le radici nella campagna. Molti però sconoscono "la storia"iblea prima del 1693. Il grande "tramuotu" alla ventunesima ora dell'11 gennaio dell'anno del Signore 1693, ha cancellato intere città ma anche i ricordi di molti. Fa parte dello spirito ibleo mettere una pietra sul passato e ricominciare daccapo. Intraprendere una nuova vita. Tutto questo per dire che prima del disastro esisteva una comunità florida e industriosa. Non dimentichiamo che nella metà del 1500 i Conti Cabrera diedero in enfiteusi perpetua i terreni ai coltivatori che divennero i gestori dei fondi a loro assegnati, sancendo in questo modo, la prima riforma agraria della storia. Ma andiamo a ritroso nel tempo: le nostre vallate e i nostri costoni sono sforacchiati da tombe e insediamenti preistorici o

risalenti agli albori della storia. Basti percorrere la "centralissima" vallata di Santa Domenica o la Cava Gonfalone per vedere una miriade di tombe a "tolos" risalenti ai primi insediamenti siculi nella zona. Questi sono quelli sotto gli occhi di tutti. Ma non esiste vallata o concrezione rocciosa affiorante che non presenti le tracce di un antico insediamento umano. Basti pensare alle necropoli di contrada Celone, Cisternazzi, Donnafugata, Centopozzi e tante altre, in abbandono, ma di inestimabile valore storico ed antropologico. Meraviglia dell'architettura funeraria iblea è la grotta delle Trabacche, che con le sue due sepolture a baldacchino, le Trabacche appunto, rappresenta un gioiello dell'archeologia iblea. Ma recentemente un altro pezzo forte ha arricchito il già vasto patrimonio archeologico ibleo. In contrada Cisternazzi una sepoltura, simile a quella delle Trabacche è venuta alla luce. Simile si, ma di fattura più raffinata. Infatti la teguria che sormonta il sarcofago è formata da dieci pilastri scolpiti nella parte alta. Il sarcofago è circondato da una serie di sepolture sia alle pareti che nel

terreno. Per trovare un'architettura funeraria simile a quella della Grotta delle Trabacche e a quella di Cisternazzi, bisogna andare alla Larderia di Cava d'Ispica. La presenza di roccia calcarea in tutta l'area dei Monti Iblei ha fatto si che questi siti archeologici si conservassero nel tempo. Infatti sia gli insediamenti ipogeici che quelle "sub divo" sono giunti fino a noi quasi perfettamente integri. Tra l'altro la roccia calcarea con la sua compattezza ha permesso la realizzazione di insediamenti ipogeici che, non deteriorandosi facilmente, permettevano sepolture eterne contrariamente alle "sub divo" che invece sono più caduche e alla mercè di agenti esterni. Il territorio ibleo è ricco di entrambe le cose. Un tesoro, solo quello archeologico, che opportunamente valorizzato potrebbe fare schizzare più in alto l'economia della nostra terra sempre più legata al turismo.

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Quattro chiacchiere ed un caffè

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ro davvero insicura sulla possibilità di scrivere questo articolo, ma non per pigrizia, capitemi, quanto per una assoluta mancanza di idee. Non avevo nessun argomento di cui mi avrebbe fatto piacere scrivere, se non qualcosa di triste, angosciante, che ero decisa ad evitarvi ad ogni costo. Ero pertanto convinta che avrei mandato un bel messaggino a p. Damiano, in cui gli spiegavo che, a causa della mia totale mancanza di ispirazione, avrebbe dovuto trovare qualcos'altro da pubblicare nello spazio destinato al mio articolo. Dal momento, però, che mi dispiaceva darvi buca ( non che pensi che avreste sentito la mia mancanza, no di certo), prendevo tempo in attesa di "qualcosa". E nel momento stesso in cui mi prendevo una pausa da questa inconcludente ricerca, per riposare, alle sei e mezzo del mattino è arrivato questo "qualcosa", mi ha fatto alzare dal letto e mi ha catapultata in veranda. Questo, come potete quindi ben capire, non è un articolo che ho voluto io; non mi sono messa lì, per intenderci, a pensare a cosa avrei potuto dire riguardo una certa cosa. È un articolo nato da sé, che ha preso le mie mani, e

si è creato da solo. E comincia così: sono le sei e mezzo del mattino, ancora la bianca luna regna su quell'infinito tappeto blu, aspettata solo da qualche stella, ed è lì, sopra queste case, sopra queste terre, meravigliosa. È ferma lì, bellissima, mentre dietro di lei, più in là, centinaia di colori, l'uno sull'altro, con ordine, sorreggono, dal rosso al verde, passando per l'arancio e il giallo, il blu, grandissimo. E rimandano lo sguardo a quelle nuvole rosa, che sembrano il soggetto di qualche pittore matto, che le ha riempite, distrattamente, di un rosa pieno, forte, quasi un fucsia, piuttosto che del più tradizionale bianco. Un quadro di incredibile valore, destinato a scomparire fra poco, per farsi ammirare nuovamente domani. Beh, amici lettori, il mio consiglio è questo, affacciatevi alle vostre finestre, smettete di guardare in terra, e alzate gli occhi al cielo. Vi meraviglierete di cosa avete ogni giorno sul capo. E se per caso dalle vostre finestre il cielo non si dovesse vedere bene, allora scendete in strada, fatevi anche prendere per matti, ma godete della bellezza del creato. Sarete sopraffatti dall'incanto della natura, dall'incanto di quella natura di cui troppo spesso ci dimentichiamo, di cui sempre meno ci importa, ma nella quale possiamo

Flavia Bognanni

trovare Dio. E poi chissà, potreste anche essere fortunati, e diverse decine di rondini potrebbero attraversare l'aria proprio sopra la vostra testa. Perchè sono le sei e mezzo del mattino, e si sente ancora quell'aria buona che a mezzogiorno, ahimè, in città è difficile trovare. Quell'aria silenziosa, quell'aria fresca, pulita. Le sei e mezzo del mattino, qualcuno è già sveglio, qualcuno dorme ancora. Qualcuno finalmente torna a casa, stanco di una notte di lavoro. E vi scoprirete a perdervi in tutta quella bellezza, il tempo passerà e senza che ve ne sarete accorti sarà già ora di prepararsi. Ma se avete ancora un po' di tempo, allora aspettate lì, fuori. I palazzi torneranno ad essere protagonisti dello spazio, mentre i colori lassù sbiadiranno pian piano. Ma ancora qualche stormo nero impreziosirà il blu, mentre lì, ecco proprio lì, il sole compirà la sua ascesa trionfale. Tutti i colori saranno investiti dalla sua luce, tutto quasi si dileguerà lassù, godetevi la meraviglia e in men che non si dica saranno già le sette. Se qualcuno è stato poco attento, il mio consiglio è sempre questo, alle sei e mezzo del mattino, alzate gli occhi al cielo: il biglietto, per ora, non ve lo farà pagare nessuno.

Gigi Avanti né dice sempre delle belle

Avviso Avviso Avviso Avviso

Parrocchia Angelo Custode S. Messa per i fedeli cattolici di lingua romena Domenica 11 Novembre ore 16.00 6


CAMMINIAMO INSIEME OTTOBRE 2012